Abstract: è la burocrazia: oltre all'assegno di inabilità Rosaria ha ottenuto dall'Asl l'invalidità della legge 104, che consente di lavorare qualche ora in meno. Ora in questa lotta solo l'amore del marito e del piccolo Francesco le danno la forza di proseguire: "Un po' mi dispiace perché il mio lavoro in banca mi è sempre piaciuto,
Abstract: Le xause sono burocrazia imoperante e controllo politico asfissiante. Per questo la riforma non è più rinviabile e bisogna puntare sull'efficienza, svincolando viale Mazzini "dall'abbraccio dei partiti". Par condicio. "Alla luce delle difficoltà riscontrate nella sua applicazione" e del fatto che "la campagna elettorale si fa quasi interamente in tv"
Abstract: nel rapporto con l'ancora troppo odiosa burocrazia italiana. Un obiettivo necessario e ragionevole: essere almeno pari, potendolo già oggi, a spagnoli, svedesi, francesi, cinesi, americani, giapponesi, australiani. Occorre investire sulle infrastrutture di nuova generazione, ma soprattutto deve tornare la buona politica.
Abstract: La nostra azienda - conclude Tosto - va maggiormente sostenuta dal Governo e agevolata nello snellimento della burocrazia. Anche la ricerca della manodopera specializzata è un problema in Italia. Per ovviare a questa mancanza, stiamo cercando 80 nuovi saldatori da formare che verranno poi assunti per i prossimi 30 anni". M.D.B.
Abstract: la burocrazia blocca il rientro PADOVA - Un lungo viaggio in macchina riporterà in Italia, forse già domani, la salma di Federica Squarise, la 23enne padovana uccisa mentre era in vacanza a Lloret de Mar (Barcellona). Così ha deciso la famiglia, viste anche le troppe pratiche amministrative da espletare nel caso il rimpatrio fosse avvenuto in aereo.
Abstract: burocrazia ha preso il sopravvento. Ogni volta lasciando dietro di sè inimicizie e rancori. Emblematico il caso del Gregge, il gruppo di preghiera riconosciuto dalla Santa Sede e non da Pierro. Appena dieci giorni fa, in una lettera alla diocesi, il vescovo aveva scrtto: "Avete il diritto di sapere se il vostro arcivescovo è degno del ruolo che svolge o è un volgare delinquente"
Abstract: Troppa burocrazia" SAN GIORGIO DELLE PERTICHE (Padova) - Un lungo viaggio in macchina riporterà in Italia, forse già domani, la salma di Federica Squarise, la 23enne padovana uccisa brutalmente mentre era in vacanza a Lloret de Mar (Barcellona). Così ha deciso la famiglia, viste anche le troppe pratiche amministrative da espletare nel caso il rimpatrio fosse avvenuto in aereo.
Abstract: queste ultime più scottanti sono i rapporti con la Pa e la burocrazia (segnalato dal 23,1%). Per tutte le categorie incide il dato congiunturale rappresentato dall'insufficiente livello di domanda attesa anche se questo dato spaventa più le piccole (24,5%) che le grandi imprese (15,4%). Le piccole, inoltre, nel 19,4% dei casi segnalano difficoltà nel reperire risorse finanziarie.
Abstract: eccessiva burocrazia. Si è fatto un'idea delle ragioni per le quali i fondi europei sono gestiti con tanta burocrazia? La prima considerazione necessaria è che procedure intricate che ti obbligano ad un lungo iter non vanno a vantaggio di nessuno. Né delle imprese che, quasi sempre, a metà del guado finiscono per rinunciare agli aiuti,
Abstract: Sotto accusa la CommissioneInvalidi Civili Burocrazia lumaca, più di un anno per veder riconosciuta l'invalidità della piccola L'odissea del papà di una bimba malata FERMO - Maledetta burocrazia. Lenta, più che mai. Non importa neppure che ci sia di mezzo una bambina di cinque anni affetta da patologia oncologica alla quale deve essere riconosciuta l'invalidità.
Abstract: eccessiva burocrazia che ha creato intoppi all'iter del progetto". Rinviato a settembre anche l'avvio della demolizione del primo capannone dell'ex Tecnotubi previsto per metà luglio. Pompei 2000 nascerà dove oggi sorgono gli scheletri dei capannoni, che furono dell'azienda produttrice di tubi saldati, e nella vicina zona Asi.
Abstract: Unione frenata dalla burocrazia Michele Capasso* Parigi, 14 luglio 2008. Il presidente francese Sarkozy è raggiante. I capi di Stato e di Governo dei Paesi europei e mediterranei gli fanno da corona in questo giorno in cui ricorre la festa nazionale francese. Da poco è nato il "Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo".
Abstract: particolare gli imprenditori agricoli domandano maggiore semplificazione per ridurre il peso dell'eccessiva burocrazia che incide sul lavoro delle aziende. Il “caso” Treviso, citato dal presidente della Cia Veneto, spinge, inoltre, a rivedere con maggiore attenzione l'uso del suolo per mantenere le aree agricole attuali e frenare l'avanzamento di quelle urbane e industriali.
Abstract: Il reggente dell'associazione "Subito maggiore chiarezza e meno burocrazia per l'uso dei fondi per il Meridione".
Abstract: Ora l'indennità è rimasta bloccata tra le maglie della burocrazia.Il documento in grado di garantire una giusta indennità di disoccupazione a quei lavoratori che, loro malgrado, sono costretti anche a tre/quattro mesi di non-lavoro, è stato firmato dal ministro Maurizio Sacconi ma non ancora da Tremonti.
Abstract: Tra burocrazia e rinvii, da quando fu dato l'annuncio dell'ottenuto finanziamento, di tempo ne è passato. Ex ospedale: è qui più di tutti che si vedranno gli effetti dell'accordo. Questa struttura, oggi fatiscente e le cui condizioni igienico sanitarie lasciano molto a desiderare, sarà trasformata in alloggi popolari per le forze dell'
Abstract: tagliando gradualmente i costi della burocrazia si guadagnerebbe un punto di Pil nel 2012. La speranza è che tale obiettivo possa essere realmente centrato”. Bordignon, da parte sua, ritiene che un'ulteriore cartuccia a disposizione dell'esecutivo per rilanciare i consumi sia l' "alleggerimento della pressione fiscale nei confronti delle fasce meno abbienti della popolazione&
Abstract: Poi un nuovo attacco alla burocrazia: “Caro Presidente – rivolgendosi ancora al premier -, lei sa che il sottoscritto (in qualità di Autorità di gestione) è chiamato a spendere nei prossimi anni due miliardi di euro di Fondi europei nel Mezzogiorno (progetti POin e PAin)?
Abstract: una burocrazia lenta e spesso dispendiosa rendano oggi impossibili assunzioni lampo per soli due mesi, che in tal modo dovrebbero essere limitate a casi sporadici ed isolati, ma che non sono di certo la regola. "L'Ascom è disponibile anche a venire incontro a questo tipo di esigenze- conclude Luigi Trombatore- facilitando la risoluzione di eventuali problemi attraverso il dialogo.
Abstract: che significa burocrazia ridotta al minimo e verifica dei risultati in tempo reale e la liberalizzazione dei domini internazionali. Il progetto che andrà a regime nel 2009, sarà accompagnato da un'inedita campagna di comunicazione che si propone di diffondere la cultura di Internet in Italia proprio tramite i domini .
Abstract: Nel Pd ci sono troppa burocrazia, veleni e niente politica. Non c'è spazio per i moderati" scrive in un comunicato il coordinatore comunale Patrizio Palanzone. Per questi motivi è nato il comitato cittadino denominato "Albissola Domani", in cui confluiscono i Popolari scontenti e tansfughi dal Pd e gli uomini della Rosa Bianca.
Abstract: Bruno Groff nel suo breve intervento ha sottolineato la consistenza della burocrazia necessaria per l'iter formativo e la procedura delle pratiche per arrivare a ottenere i contributi. Damiano Fontanari ha spiegato la necessità di un un primo approccio per le singole iniziative. Così è stato istituito uno sportello (a Sant'Orsola) aperto dal lunedì al venerdì (9.
Abstract: per 3 volte abbiamo cambiato il segretario e i progetti sono stati bloccati dalla burocrazia comunale". Enz però è proprio uno dei due referenti del sindaco nella consulta, che questi lacci avrebbe dovuto scioglierli. Ora si rischia che le elezioni per il rinnovo della consulta entro fine anno si trasformino in un fiasco.
Abstract: false voci di mercato possono far sì che i prezzi dei titoli calino senza necessità ben al di sotto dei livelli risultanti da normali criteri di valutazione". Ma i mercati temono che una normativa antiabuso porti altra burocrazia. La sensazione comunque è che l'inchiesta su Bear e altri sia solo agli inizi. (riproduzione riservata) .
Abstract: perché il singolo cittadino per toccare una singola pianta ha bisogno di burocrazia e autorizzazioni - protesta la portavoce della minoranza, il consigliere Elena Lucia Antoniazzi - mentre l'amministrazione può compiere uno scempio ecologico in piena regola. Stiamo sensibilizzando i cittadini porta a porta e abbiamo raccolto già numerose firme contro il progetto della nuova piazza.
Abstract: Timbra al contrario, multata a 87 anni: "Paghi" burocrazia nemica Respinto da Amt il ricorso presentato da un parente dell'anziana, con problemi di vista. "Manca il numero di serie del biglietto" 17/07/2008 CHI "PORTOGHESE" non lo è mai stato, in 87 anni di vita, un episodio come questo se lo porta dentro.
Abstract: "Troppa burocrazia e veleni nel Pd - riassume Palanzone -, niente politica, non c'è spazio per i moderati. Con l'egemonia Ds così marcata il Pd non può diventare la casa di noi moderati laici o cattolici provenienti dalla ex Margherita. Tutta l'attenzione è rivolta a regolamenti, statuti, cariche e burocrazie interne,
Abstract: eccesso di burocrazia rischia infatti di paralizzare l'attività dell'ente. La colpa è sostanzialmente di un impianto normativo ormai superato. Da qui l'esigenza di arrivare a una riforma del codice della navigazione e, in parallelo, a una rivisitazione della "governance" dell'authority, sulla scia di quanto già successo per altre amministrazioni pubbliche.
Abstract: superando una soffocante burocrazia. La ragione è che la Russia resta il "più promettente dei mercati all'interno del Bric (Brasile, Russia, Cina, India)", come sostiene il Foreign Investment Advisory Council. E comunque, il mercato russo si è rivelato il più soddisfacente per il nostro export perché ha registrato l'incremento più elevato (+25,
Abstract: ci sono dei fattori inibitori per lo sviluppo, dalla criminalità alla burocrazia, alle carenza di infrastrutture. Problemi che vanno affrontati al più presto. Ma solo il credito d'imposta, l'esonero degli oneri sociali, e tutto quello che significa fiscalità di vantaggio potrà contribuire ad attrarre investimenti nell'Isola.
Abstract: Abbiamo perduto tanti anni e con i tempi lunghi della burocrazia, ne perderemo tanti altri ancora". Due gli interventi più importanti. "L'allacciamento a Negrar, alternativo all'attuale provinciale, e il nodo di San Pietro", conclude Girelli. "Se per il primo non c'è accordo tra Provincia e Comune sull'arteria parallela, a San Pietro si è invece aperto il dialogo,
Abstract: "Al di là della tanta burocrazia che ha preceduto ed accompagnato la visita del Pontefice, con il controllo meticoloso di ogni aspetto e di ogni particolare, giustificato comunque dal fatto che si trattava pur sempre di un capo di Stato, ricordo il momento in cui il Papa atterrò sul campo sportivo.
Abstract: Il fatto è che per farlo contava di cavarsela con un semplice passaggio monetario in modo da non dare nell'occhio "fosse per me non avrebbe dovuto saperlo nessuno", spiega. Ma la burocrazia del Comune, per legalizzare la donazione, ha dovuto richiedere che addirittura la Giunta se ne occupasse accettando formalmente la somma. C. Cat.
Abstract: adottando il sistema di registrazione 'sincrono', che significa burocrazia ridotta al minimo e verifica dei risultati in tempo reale". Il progetto, che andrà a regime nel 2009, sarà accompagnato da un'inedita campagna di comunicazione che si propone di diffondere la cultura di Internet in Italia proprio tramite i domini .
Abstract: del peso della burocrazia - rileva il sindacalista -, a volte del fatto che con la pensione non si arriva". Discorsi non sempre giustificati, secondo Masolino, facendo conto dei vantaggi in termini di tempo e possibilità di risparmio che un pensionato ha, soprattutto in paese, rispetto a chi ha impegni fissi.
Abstract: Cella del Monte Cima Est" rimane ferma per burocrazia, così pare, nel periodo estivo. Eppure in tanti che giungono nei pressi dell'Eremo di Villagrande di Montecopiolo vorrebbero andare da quota 1.236 metri ? dove si trova anche l'enorme parcheggio ? ai 1.400 metri (esattamente 1.395), luogo ideale per ammirare un paesaggio straordinario.
Abstract: sensazioni e i pareri di altri colleghi imprenditori e tecnici agricoli" che lamentano "ancora troppa burocrazia nel sistema di distribuzione dei finanziamenti a totale discapito dell'imprenditore. La Regione finanzia le opere dei piani agrari ? spiega ? dal 40 al 50% ai privati come tetto massimo e per gli enti pubblici, (come Comuni, Comunità Montana, Parco tecnologico?
Abstract: Solo tre di essi sono stati identificati (la burocrazia tedesca in questo campo ha tempi lunghissimi). Tra i sette, vi erano l'aviatore Volke, recuperato dall'associazione Romagna Air Finders, e il soldato di fanteria rinvenuto nel giugno 2007 a Fosdinovo, sepolto provvisoriamente con la dicitura ignoto.
Abstract: dimostrando che effettivamente il campione in carica sono io e non la burocrazia dei consigli federali". Di fatto l'Ebu ha messo fine anche alla telenovela Skelton sì, Skelton no. Il pugile inglese - abile a rinunciare a un mese dall'incontro per evitare la trappola turca - affronterà di seguito il vincitore della sfida tra Vidoz e Samil Sam.
Abstract: le norme su premi e straordinari, il pacchetto di semplificazioni anti-burocrazia, tra cui anche quelle relative al processo civile. Si è parlato anche di federalismo fiscale come unica via d'uscita verso un più razionale uso della spesa pubblica e delle tasse in un momento di congiuntura internazionale particolarmente negativa.
Abstract: Il limite era rappresentato dal trattamento economico del più alto grado della burocrazia statale (primo presidente della Corte di Cassazione): oggi il limite resta, ma si moltiplicano le deroghe, affidate a un Dpr che andrà appunto emanato entro ottobre. Consulenti, titolari di incarichi, professionisti, studiosi, esperti, artisti potranno contare su un trattamento migliore.
Abstract: burocrazia, sommerso e anche criminalità diffusa. Se il Paese ha evitato sin qui la deriva è merito di quei settori, imprenditori e territori, che sembrano procedere senza tentennamenti lungo il sempre più difficile percorso delle nuove sfide globali facendo esclusivamente leva sui propri mezzi, quasi rassegnati a non avere alle spalle uno Stato e delle infrastrutture efficienti.
Abstract: REDAZIONALE Saggi Uno studio di Marco Bellabarba su norme e burocrazia nell'età moderna La giustizia prima della rivoluzione francese G aetano Cozzi circa trent'anni fa e poi altri hanno tentato una veduta di insieme sul tema della giustizia negli antichi Stati italiani. Lo studio di Marco Bellabarba (La giustizia nell'Italia moderna, Laterza editore, pagine XVII-220,
Abstract: anche questo si era arenato nei meandri della burocrazia. Mancava infatti solo il nullaosta dell'ufficio tutela del paesaggio ed è proprio negli uffici nuoresi che il progetto è rimasto parcheggiato fino a che per grazia ricevuta è stato finalmente vistato. Per fortuna, nel frattempo, il comune di Oliena, proprio nell'intento di recuperare tempo aveva già espletato la gara d'
Abstract: la burocrazia: per poter vendere o dare in gestione un'area di proprietà pubblica è necessario fare un bando di gara. "La settimana prossima convocheremo un tavolo - spiega il prefetto Gian Valerio Lombardi - con Comune, Provincia, Regione e Asl, per individuare le aree - che poi sottoporremo agli islamici -.
Abstract: normative e con la burocrazia in generale. La macchina che porterà alla stesura del nuovo regolamento è stata messa in moto: tecnici e amministratori hanno già avuto una serie di incontri per definire le linee generali e gli aspetti fondamentali del documento. Ma saranno necessarie molte altre riunioni prima di completare il cammino: "E bisogna considerare -
Abstract: Tra burocrazia comunale ed emergenze Cinquecentomila interventi per aiutare 156 mila persone in difficoltà, soprattutto anziani. Sono i dati del Filo d'Argento Telefono Amico contro solitudine ed emarginazione dell'AUSER. Quasi il 70 per cento delle persone assistite sono donne over 65 e per il 77% vive nel Nord (soprattutto Lombardia)
Abstract: Ma servono alcune condizioni: meno burocrazia (e lo ripete con forza Angelos Papadimitrou, presidente del Comitato delle grandi aziende estere che investono in Italia), meno leggi e tassazioni, più controlli, procedure veloci. "Mai più incentivi a pioggia, controllo e verifiche sull'uso delle risorse in una sana logica "premiale"", dice Dompé.
Abstract: adottando il sistema di registrazione 'sincrono', che significa burocrazia ridotta al minimo e verifica dei risultati in tempo reale”. Il progetto, che andrà a regime nel 2009, sarà accompagnato da un'inedita campagna di comunicazione che si propone di diffondere la cultura di Internet in Italia proprio tramite i domini .
Abstract: Abbiamo perduto tanti anni e con i tempi lunghi della burocrazia, ne perderemo tanti altri ancora". Due gli interventi più importanti. "L'allacciamento a Negrar, alternativo all'attuale provinciale, e il nodo di San Pietro", conclude Girelli. "Se per il primo non c'è accordo tra Provincia e Comune sull'arteria parallela, a San Pietro si è invece aperto il dialogo,
Abstract: che tagliando gradualmente i costi della burocrazia si guadagnerebbe un punto di Pil nel 2012. La speranza è che tale obiettivo possa essere realmente centrato". Bordignon, da parte sua, ritiene che un'ulteriore cartuccia a disposizione dell'esecutivo per rilanciare i consumi sia l' "alleggerimento della pressione fiscale nei confronti delle fasce meno abbienti della popolazione"
Abstract: troppa burocrazia ROSANNA BORZILLO Anziani sballottati da un piano all'altro dell'edificio, ascensore rotto, file in una saletta angusta e calda. Sarebbe successo alla IV Municipalità, secondo i consiglieri Salvatore Zarlengo (Pdci) e Armando Simeone (Prc) che, in una lettera-denuncia, raccontano di "disattenzione verso le fasce deboli,
Abstract: elettrica dai rifiuti ma per colpa della burocrazia ministeriale siamo bloccati", sbotta l'assessore provinciale all'ambiente Ezio Da Villa riferendosi all'impianto di Fusina, fiore all'occhiello del sistema di smaltimento dell'immondizia della provincia di Venezia. L'impianto di produzione di combustibile da rifiuti attualmente riceve 133mila tonnellate di rifiuti non riciclabili all'
Abstract: Il mancato snellimento della burocrazia, infatti, si rivela spesso all'origine di tempi prolungati, che rallentano scelte cruciali per il rispetto dell'ambiente. Tema sul quale si è soffermato anche l'architetto Cappochin, presidente degli Architetti di Padova, evidenziando molte delle incongruenze ed incertezze su cui ancora si inciampa.
Abstract: obiettivo è snellire la burocrazia: "Agiremo su tutto ciò che alle aziende renderà più facile produrre, in attesa del federalismo fiscale". La rabbia dei valsabbini che amministrano e producono è rivolta alla strada che non arriva ma anche agli "studi di settore". "Per i "piccoli" in Valsabbia - spiega Dante Freddi, imprenditore e presidente di Secoval -
Abstract: BUROCRAZIA. La procedura informatizzata non sta accorciando i tempi per il nulla osta Immigrati, il rebus dei ricongiungimenti di Natalia Danesi Da aprile di quest'anno gli stranieri possono richiedere il ricongiungimento familiare solo on line, dal sito del ministero dell'Interno.
Abstract: Ci sono alcune cose buone legate alla riduzione della spesa pubblica, alla riduzione della burocrazia - spiega Marcegaglia a Milano a margine dell'assemblea dell'Anie rispondendo a una domanda dei giornalisti che chiedono se con i provvedimenti del governo si riesce a intravedere una inversione dell'attuale crisi - che è molto pesante.
Abstract: adottando il sistema di registrazione 'sincrono', che significa burocrazia ridotta al minimo e verifica dei risultati in tempo reale". Il progetto, che andrà a regime nel 2009, sarà accompagnato da un'inedita campagna di comunicazione che si propone di diffondere la cultura di Internet in Italia proprio tramite i domini .
Abstract: e soprattutto a ridurre la burocrazia. Nonostante si fosse partiti bene, quando in fase di stesura del Bilancio regionale, l'On. Lucà e l'On. Naccari erano riusciti ad inserire le risorse finanziarie necessarie da destinare ai Consorzi Fidi, per le garanzie sui finanziamenti, il Dipartimento delle Attività Produttive registra notevoli ritardi.
Abstract: Per legge spetta ai Comuni garantire la sicurezza dei Tribunali e al ministero rimborsarne le spese. La burocrazia statale ha ritardato la gara d'appalto per il servizio di vigilanza ma a settembre dovremmo riuscire a rimetterla in moto. Potrebbe essere comunque l'esercito a garantire a Verona la custodia dei siti sensibili”.
Abstract: L'assessore Berger: meno burocrazia, più qualità Vendita di prodotti agricoli Approvate le semplificazioni relative alla vendita diretta BOLZANO. Una serie di semplificazioni in materia di vendita diretta di prodotti agricoli è stata approvata dalla giunta su proposta dell'assessore Hans Berger.
Abstract: ridurre tasse e burocrazia "Discutere con tutti, estremisti esclusi. Biancofiore? Non è un'estremista, ma una deputata" BOLZANO. Un nuovo logo e un nuovo motto: "L'economia al centro della società". Ma anche un nuovo modo di porsi a livello politico: apertura ai mistilingue ("sono una parte della società a cui dobbiamo dare risposte concrete"
Abstract: Lui la chiama "burocrazia". Si salvano i primi dieci giorni di agosto, durante i quali si svolgono importanti manifestazioni sul Nevegal: "Gli eventi sportivi, come il paracadutismo, portano gente. Purtroppo si svolgono tutte nel giro di pochi giorni". Poi, sembra di capire, l'effetto sparisce.
Abstract: Se la burocrazia non metterà nessun bastone tra le ruote, i nuovi palazzi Aedilven dovrebbero essere pronti entro l'autunno 2011. Questo perché sono state già effettuate sia la bonifica bellica che quella ambientale: insomma, un iter assai più facile rispetto a quello dell'area limitrofa alla stazione denominata Ifip (società di proprietà degli imprenditori Santinello e Favaro)
Abstract: luna park contro la burocrazia. Il luna park, sfrattato dalla zona alberghiera a via Cavallotti, aspetta di aprire da 14 giorni: "Non si può più stare senza lavorare", è la protesta, "non c'è più un euro per mangiare". Un passo indietro: in via Cavallotti su un'area ereditata dal demanio, il Comune esegue lavori per 70mila euro in modo da dotare il luna park di energia elettrica,
Abstract: alta burocrazia del ministero dell'economia, ha fatto il miracolo: far dimenticare che il precedente governo i militari li aveva emarginati. C'è un'aria di improvvisazione che disorienta la base. Mentre il governo predica parsimonia, lo stesso governo attinge a 400 milioni, accantonati da Padoa Schioppa, ne distribuisce 20 ai 70mila uomini della Guardia di finanza come premi.
Abstract: va aggiunto tutto il tempo che non si perde dietro alla burocrazia", conclude Pagano. "Quando l'economia va bene, gli imprenditori sono disposti a subire anche costi virtuali ed economici aggiuntivi, ma nei periodi di vacche magre come quello attuale le lamentele si fanno sempre più forti. Ed è nostro dovere rispondere alle esigenze di una vasta fetta dell'imprenditoria nazionale.
Abstract: A tutto ciò si deve aggiungere il peso elefantiaco della burocrazia, che ci mette 6 anni a rendere cantierizzabile un'opera al di sotto dei 50 milioni di euro e 8 sopra. Un primo segnale positivo potrebbe essere l'intendimento del ministro Altero Matteoli, che vorrebbe recuperare finanziamenti per le opere infrastrutturali dai privati.
Abstract: hinterland romano passa anche attraverso la lotta ai localismi e alla burocrazia. "Punteremo alla valorizzazione dei borghi e dei comuni, a realizzare le infrastrutture materiali con i dieci corridoi della mobilità e immateriali portando la banda larga su tutto il territorio". Lotta al degrado e più sicurezza, i capisaldi del sindaco che annuncia: "Martedì firmeremo il "patto per Roma".
Abstract: assenti i vari protagonisti della serata respinti dalla burocrazia in quella "riserva speciale" nella quale vengono costretti". Secondo fonti comunali il mancato via libera riguardava l'assenza di un certificato alla sicurezza rilasciato dai vigili del fuoco e non da altri soggetti. Elemento importante, ma non si poteva comunicarlo per tempo, visto che la domanda è stata presentata l'
Abstract: è meno burocrazia, per organizzare una festa o un evento il procedimento è più veloce. Per riportare la gente in Darsena abbiamo bisogno di buone iniziative, coordinamento tra noi gestori e più ricettività da parte dell'amministrazione comunale". "Ogni generazione - spiega Alessio Quagli, proprietario del Carpe Diem - bisogna saperla intercettare.
Abstract: la nostra burocrazia. Cosa potrà cambiare adesso? Beh, quello di Karamitsos è un avvertimento molto chiaro: o il governo italiano fornirà una spiegazione plausibile sul caso Cornigliano, e francamente mi sembra molto difficile che possa farlo, oppure Bruxelles sarà costretta ad aprire una procedura contro il nostro Paese.
Abstract: allo stato attuale le comunità di valle non aiuteranno il cittadino ma lo graveranno di ulteriore burocrazia e non è serio tentare di convincere oggi che una riforma di questo genere possa concretizzarsi senza costi". Dubbi anche sulla composizione dell'assemblea (Ropelato), che con i listoni sovracomunali non garantirà come oggi la rappresentanza equilibrata di tutti i municipi.
Abstract: visto che la burocrazia in casi come questo è piuttosto complessa. Gli interessi della famiglia sono seguiti dall'avvocato Valter Biscotti che tiene costantemente informata la madre su quello che sta accadendo. Lo stesso legale ha anche nominato due consulenti che hanno seguito passo a passo gli esami eseguti dalla polizia Scientifica nei giorni scorsi.
Abstract: "mentre grandi risorse finiscono per passare dal settore industriale a quello della rendita parassitaria sugli immobili già esistenti". E anche il costo delle aree viene "appesantito dalla burocrazia che incide sull'attività delle imprese, finendo per scaricarsi sul prezzo finale per i cittadini". GIUSEPPE DEIANA.
Abstract: Previsioni? Difficili. Semmai un augurio: che dopo il dominio passivo e grigio della burocrazia arrivi la vera rivoluzione, ossia un'idea vincente. Per dimostrare che il "genio fiorentino" non è solo lo slogan di una pomposa rassegna annuale.
Abstract: Il problema è la burocrazia e basterebbe una telefonata". Il direttore generale dell'assessorato Giovanni Carta spiega che è giunta a compimento "la liquidazione delle somme spettanti da parte nostra. Abbiamo contattato l'Iriapa, che appena riceverà i soldi provvederà al pagamento.
Abstract: riduzione del ruolo della politica e della burocrazia; dare qualità al turismo campano migliorando servizi e professionalità, e programmando l'offerta. Per affrontare le sfide di un mercato turistico globale e competitivo il progetto prevede il massimo coinvolgimento e protagonismo dei privati: le imprese turistiche sono considerate come il motore dell'economia turistica campana.
Abstract: cioè la burocrazia". Tra Comune, Provincia, Regione, Vigili del fuoco, Enel, Arpa, Asl e Utf, i moduli da compilare e presentare sono stati parecchi e non sempre le risposte sono state tempestive. "Senatores boni viri, senatus autem mala bestia", spiega Pilenga: i senatori sono uomini perbene, ma il Senato è una cattiva bestia.
Abstract: al via il cambio di nome e statuto Marina Torrisi UDINE Dall'eccessiva burocrazia alla carenza di infrastrutture, dalla rigidità del mercato del lavoro, fino all'impennata del prezzo del petrolio e delle commodities. Più d'uno sono i nodi strutturali che rallentano la marcia della macchina economica del Friuli-Venezia Giulia.
Abstract: Dalla soprintendenza si augurano che i tempi della burocrazia non rallentino le operazioni: "Quando i soldi saranno effettivamente disponibili si potrà partire con gli appalti che saranno spacchettati tra le opere di recupero del maniero e quelle degli arredi reali che sistemeremo nei prossimi giorni nelle cantine delle diverse gallerie d'arte di Torino.
Abstract: Ma la burocrazia, diciamo così...". Tanto che la seconda nave Seabourn dei cantieri T. Mariotti sarà interamente costruita fuori dalla Liguria. "Io amo Genova, sono nato qui - insiste Bisagno -, ma non posso consigliare alle generazioni future di guardare il mare dalla finestra.
Abstract: spero che la burocrazia ci aiuti con le autorizzazioni". L'inizio di un restyling globale del Colle. "Chi verrà al nostro fianco - conclude il sindaco Prade, riferendosi ai privati contattati - dovrà mettere mano a interventi consistenti da 1-2 milioni, per portare l'acqua, comprare i cannoni e provvedere all'innevamento ".
Abstract: BUROCRAZIA Taglia-leggi e taglia-enti L'abrogazione delle circa 3.500 leggi individuate dal Governo scatterà non più dopo 60 ma dopo 180 giorni dall'entrata in vigore del decreto. Più tempo (da 60 a 90 giorni) per sopprimere gli enti pubblici non economici che abbiano meno di 50 dipendenti.
Abstract: meno burocrazia BOLZANO - Una serie di semplificazioni in materia di vendita diretta di prodotti agricoli è stata approvata dalla giunta provinciale su proposta dell'assessore Hans Berger. "Abbiamo semplificato in particolare i requisiti di tipo logistico, come ad esempio le dimensioni dei locali per la lavorazione dei prodotti,
Abstract: giudizio positivo sul taglio della spesa pubblica e la riduzione della burocrazia previsto dalla Finanziaria – ha continuato Emma Marcegaglia –, ma denunciamo il taglio sugli investimenti per le infrastrutture e una pressione fiscale immutata ". Un altro punto che Confindustria critica è l'emendamento, presentato dalla Lega Nord alla commissione Bilancio della Camera,
Abstract: Una recente indagine di PromoPA evidenzia che il costo della burocrazia per le sole piccole e medie imprese (quelle sotto i cinquanta addetti), arriva a quota 10 miliardi di euro, in un quadro in cui solo nel 2008 sono mediamente 25,8 le giornate/uomo impiegate per lo svolgimento degli adempimenti amministrativi.
Abstract: C'è un eccesso di burocrazia amministrativa e quindi personale in eccesso a causa di un arcaico sistema di contabilità che non ha recepito gli sviluppi dell'informatica. Ciò vale anche per quanto riguarda le cartelle cliniche e tutta la modulistica per i vari esami, che potrebbe utilizzare i moderni sistemi elettronici.
Abstract: è il freno della burocrazia alla decisione del Comune "che ha previsto in bilancio le risorse necesarie per lo svolgimento di un servizio essenziale per la città". Come se non bastase, nella controversia sono entrati soggetti "che cercano di coltivare ambizioni politiche sulla pelle di noi lavoratori".
Abstract: Luglio 2008 Chiudi di PAOLA PUCCI Simbolo della burocrazia per eccellenza, il Catasto non è certo amato.E se l'utente si trova obbligato a dover affrontare ore di fila, in uno spazio angusto, pressato tra la calca, e in preda alla calura estiva, la sua reazione diventa di odio puro. Questo il tono di alcune segnalazioni di protesta per la riduzione dei servizi nella sede perugina,
Abstract: 18 Luglio 2008 Chiudi Il responsabile del servizio della Provincia: "Potremmo avere a disposizione un altro milione di metri cubi" Serve più acqua? Basterebbe pulire gli invasi Rischi di emergenza idrica ma burocrazia e carenza di risorse bloccano la soluzione più facile.
Abstract: come spesso accade la burocrazia e la mancanza di risorse economiche bloccano tutte le attività. "La regolamentazione della pulizia degli invasi è complessa - spiega Zengarini - spetterebbe al gestore dell'invaso ossia l'Enel ma la normativa non è chiara, così come non è chiara sulle modalità di pulizia.
Abstract: snellire la burocrazia e puntare sui giovani". Tra i fattori da cui dipende lo sviluppo economico di un'area, un posto di rilievo lo meritano le infrastrutture. Parma, in tal senso, presenta una dotazione infrastrutturale (99,4), in linea con il valore nazionale (posto pari a 100) ma inferiore ai valori dell'Emilia Romagna (108,
Abstract: E' un settore capace di produrre reddito e occupazione, di consentire alle aree interne di ritagliarsi un ruolo. E non possiamo permetterci di arrivare a pochi mesi dall'avvio della stagione senza sapere se comincerà o se dovrà perdersi nelle pieghe di una burocrazia oppressiva". Marco Di Clemente.
Abstract: La burocrazia statale ha ritardato la gara d'appalto per il servizio di vigilanza ma a settembre dovremmo riuscire a rimetterla in moto e potrebbe essere l'Esercito a garantire la custodia dei siti sensibili". SOLIDARIET DEL PD. Ieri in Consiglio comunale, intanto, la maggioranza ha respinto la richiesta di votare un ordine del giorno di Ivan Zerbato,
Abstract: però dobbiamo presentare un certificato per dimostrare di essere vivi Siamo un paese a libertà vigilata In Italia vige la burocrazia più tirannica e inefficiente dopo quella degli imperi ottomano e sovietico, piena di rigurgiti fascisti di Romano Bracalini Siamo il paese della carta bollata, della burocrazia più tirannica e inefficiente dopo quella degli imperi ottomano e sovietico;
Abstract: si è riusciti ad aver ragione della burocrazia e, il giorno dopo, a dissequestrare l'albergo. A fare una pessima figura non sono stato di certo io. Come risponde a chi sostiene che Alassio non sia più una località accogliente? Alassio è cambiata profondamente. Si è messo mano a opere pubbliche come il Grand Hotel, il porto, il campo sportivo che partirà a ottobre,
Abstract: sulla semplificazione della burocrazia regionale e locale (e sulla consistenza della richiesta di garanzia per accedere a forme contributive o di finanza agevolata, che a volte appare eccessiva), ma occorre intervenire anche e particolarmente sulle condizioni finanziarie e sulla cultura finanziaria.
Abstract: Abbiamo bisogno di avere Enti agili e burocrazie efficienti. Non serve una pletora immensa di poltrone inutili alla gente e buone solo per le fameliche clientele di partito". Dal canto suo il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Pietro Pepe, sollecita la classe politica meridionale alla propria responsabilità.
Abstract: un biglietto con una scritta che ora graffia come un brivido: "Muoio innocecente". Schiacciato da un processo sbagliato e da una fretta giudiziaria che ha portato la commissione comunale (col sindaco in testa) a dire sì ad una piazza in suo ricordo. "Vittima dell'ingiustizia". E adesso della burocrazia. MICHELE RUFFI.
Abstract: l'uomo scalzo, bloccato dalla burocrazia     Claudio Tessarolo Per ora, la discesa che compirà lungo la Sciara del Fuoco, vertiginoso e spettacolare pendio lavico che dal cratere dello Stromboli, in quasi mille metri di dislivello, precipita al mare, Tom Perry l'ha ammirata da un elicottero.
Abstract: Ma anche con informazioni sui corsi di formazione finanziati oppure per districarsi nella burocrazia universitaria. l'idea alla base di formazionevenezia.blogspot.com, che si vuole porre come fonte di informazione sul difficile mercato del lavoro veneziano, con suggerimenti che provengono dalle stesse persone che stanno cercando lavoro o lo hanno appena trovato.
Abstract: che soprattutto sulle adozioni nazionali c'è una burocrazia che le impedisce, indirizzandole verso quelle internazionali. Attualmente, in Italia, l'età media dei bambini adottati è compresa tra i 5 e i 9 anni. Solo il 9% sono neonati. Sono adottati più maschi che femmine esolo il 9% dei bambini con disabilità riescono ad avere una famiglia che li accolga".
Abstract: assunzione di responsabilità della classe politica e della burocrazia meridionale, una qualità che invece è essenziale se vogliamo arrivare all'applicazione di un modello federale dello Stato che leghi solidarietà, efficienza e capacità di innovazione". "Siamo al totale azzeramento di ogni politica di sostegno e coesione per il Sud - ha concluso il vicepresidente della Regione -
Abstract:
Abstract: pungente nei confronti della burocrazia italiana. "In Canada abbiamo visto sorgere uno stabilimento petrolchimico da 5 miliardi di dollari in soli otto mesi", dice. "Per ampliare il nostro sul porto di Ortona, da cui spediamo in tutto il mondo items critici che superano i 100 metri di lunghezza e pesano più di mille tonnellate, abbiamo dovuto attendere 18 mesi per ottenere il permesso"
Abstract: tra chi produce carni preparate, mentre mediamente per il 20% a pesare è l'eccessiva burocrazia e nel 24% i costi eccessivi. In conclusione "i prodotti del territorio presentano interessanti potenzialità di consumo e possono rappresentare un punto di forza per la continuità e lo sviluppo dei sistemi agroalimentari locali".
Abstract: meno burocrazia (unico atto per il passaggio da una banca ad un'altra ritenuta più conveniente dal cittadino e anche per stabilire una modalità applicativa uniforme); e tariffe notarili, ridotte ai minimi a livello nazionale. Un'iniziativa simile si è già vista a Bologna, ma in questo caso le tariffe, secondo gli interessati,
Abstract: Di Mirco Marchiodi La burocrazia costa 360 milioni l'anno La Camera di commercio: ogni azienda paga seimila euro e perde 460 ore di lavoro BOLZANO. Sono circa sessantamila le imprese altoatesine. Ad ognuna di loro la burocrazia costa seimila euro all'anno. Basta fare il calcolo: in tutto sono circa 360 milioni che poi si riversano inevitabilmente sul prezzo di prodotti e servizi.
Abstract: ha fatto dell'abbattimento dei costi burocratici il suo cavallo di battaglia: "Il miglior incentivo economico alle imprese è la diminuzione della burocrazia. Ci sono costi incredibili per le imprese. E poi bisogna ridurre le leggi: la mia proposta è di annullare due leggi ogni volta che se ne approva una".
Abstract: Chiedere alla burocrazia di essere umanamente attenta alle sue azioni, di agire discernendo, è in questo Paese assolutamente impensabile. Ricordo di un caso di un invalido civile grave a cui è stata tolta la pensione perché assente dal suo domicilio in occasione della visita fiscale;
Abstract: Innanzitutto velocizzando le procedure autorizzative, rompendo la burocrazia e facendo emergere, rendendo trasparenti, i tempi del procedimento. L'opacità cresce nel pantano. Snellire significa ridurre il rischio del malaffare". Il centrodestra sostiene che la maggior parte degli investimenti sono arrivati quando loro erano al governo.
Abstract: Ecco, questo è un esempio di cattiva burocrazia: capisco i ragazzi. In un certo senso, hanno ragione". Quali sono i problemi di fondo? "Guardi, in teoria il professore dovrebbe offrire al ragazzo un percorso di crescita personale: dovrebbe entrare in sintonia con lui. Il problema, è che manca il tempo.
Abstract: Sfrattati sotto i ponti Burocrazia inumana" ? CORSICO ? "SONO seriamente preoccupato - dice l'assessore all'Edilizia pubblica e privata, Giovanni Molisse - perché nell'aprile scorso abbiamo completato le assegnazioni e, a oggi, nessuna delle famiglie individuate ha ricevuto dall'Aler il nullaosta per entrare nel proprio appartamento.
Abstract: ente regionale non riesce ad assegnare per motivi legati alla cara vecchia burocrazia. Mentre le procedure di competenza del Comune sono già state concluse, l'ente regionale addebita i ritardi a una serie di motivi: prima cause tecniche, poi ad alcuni rimpalli tipici di burocrazie farraginose. "Fatto sta che le famiglie aspettavano fiduciose di iniziare il trasloco e, invece,
Abstract: devono essere gestiti in quanto organizzazione complessa, non paralizzati dalla burocrazia. Nel '97 l'analisi della Soprintendenza e del World Museum Found ha messo in chiaro i problemi tecnici, ma la sostanza della gestione non è cambiata. Non sono incoraggiati i processi di riorganizzazione del lavoro e di outsourcing".
Abstract: Presto ridotta la burocrazia sullo sportello unico" E' UN LUCA CERISCIOLI su di giri quello che spiattella tutti i suoi "successi" e lancia nuove proposte nell'incontro con i cronisti. La prima idea riguarda Villa Pavarotti: "Sono contento che sia restata alle figlie, con le quali abbiamo un rapporto personale più forte.
Abstract: devono essere gestiti in quanto organizzazione complessa, non paralizzati dalla burocrazia. Nel '97 l'analisi della Soprintendenza e del World Museum Found ha messo in chiaro i problemi tecnici, ma la sostanza della gestione non è cambiata. Non sono incoraggiati i processi di riorganizzazione del lavoro e di outsourcing".
Abstract: Il gigantosauro della burocrazia, soprattutto quando si parla di sanità, non è mai prodigo di dati certi. Ma a Roma i camici bianchi impegnati su questo fronte per una delle principali Asl raccontano rassegnati che al massimo si riesce ad evadere il 25% delle richieste di controllo che arrivano dal datore di lavoro pubblico.
Abstract: molto in voga tra la faraonica burocrazia del Sol Levante, di scegliersi il taxi, il cui costo è coperto dal ministero per cui si lavora, in base a particolari agevolazioni: snack, alcolici, salviette rinfrescanti. In Giappone, i dipendenti governativi sono soliti lavorare fino alle due, tre di notte.
Abstract: A cominciare da quella dei contratti di lavoro, il cui tavolo è stato da poco avviato. Ma non basta. La crisi si contrasta anche con meno burocrazia e con un sistema-Paese (dalle infrastrutture ai servizi liberalizzati) che per ora ha fatto poco per la competitività. (r.io.).
Abstract: ligio alla burocrazia. Negli anni scorsi alcune pratiche urbanistiche erano finite nel mirino della procura, ma il dirigente ne è uscito con una richiesta di archiviazione del pm. Inoltre il geometra aggredito è un dirigente di lungo corso a Besnate: lavora in Comune da trent'anni, si è occupato di urbanistica, lavori pubblici;
Abstract: impegno del governo affinché venga creato un sistema universitario "basato più sulle persone e meno sulla burocrazia". GELMINI ha anche annunciato l'intenzione di elaborare un progetto per il Sud, ma anche per gli insegnanti "sottopagati e poco considerati", e ha assicurato i presenti che "nonostante una manovra di lacrime e sangue, non ci saranno tagli alla ricerca".
Abstract: che sostiene di essere a posto con la burocrazia avendo utilizzato per il nuovo punto vendita la concessione che il Comune aveva prima rilasciato per l'ex Fiat di piazza Adriano, poi annullato e infine nuovamente assegnato dopo la minaccia di una richiesta danni milionaria. Una vicenda ingarbugliata, della quale si occuperanno ora i giudici amministrativi.
Abstract: Munter e Steger: troppi obblighi "Burocrazia, costi insostenibili" Studio Ire: ogni impresa dedica 460 ore l'anno alle pratiche Palazzo Widmann corre ai ripari: al via un progetto per calcolare il peso in tempo e denaro di tutte le leggi provinciali BOLZANO - Quanto costa la burocrazia alle imprese?
Abstract: E il nuovo regolamento dello Sportello Unico Attività Produttive: "Con questa proposta di riforma, il rapporto tra imprese e burocrazia diventerà meno complicato. Verranno garantiti un accorciamento dei tempi per le pratiche e un ampliamento delle possibilità di accesso allo sportello".
Abstract: è quanto prevede il protocollo d'intesa firmato ieri da Provincia, consiglio notarile e quindici gruppi bancari che operano sul territorio trevigiano. Zero costi, meno burocrazia e uno sportello informativo per chi effettua la surroga di un mutuo da una banca all'altra. A PAGINA 8.
Abstract: meno burocrazia e uno sportello informativo per chi effettua la surroga di un mutuo da una banca all'altra, cercando condizioni più vantaggiose. Per le famiglie trevigiane che stanno pagando un mutuo per la prima casa (17.846 quelli stipulati dal 2001 con la convenzione della Provincia), significa poter rinegoziare il debito e scegliere la banca che fa l'
Abstract: burocrazia e politica di difficile classificazione. Un coacervo di interessi che comunque ha impedito che il "libero mercato" portasse al collasso e alla spogliazione della Russia. Di qui anche il riposizionamento in politica estera e la ridefinizione della strategia, volta a contenere l'espansione Usa e della Nato.
Abstract: ordinaria burocrazia, ma non deve favorire la violazione delle regole previste nei cantieri". A chiederlo, dopo una riunione a Olbia, è la Cisl, segreteria regionale, provinciale Olbia-Tempio e Filca-Cisl. "Il rispetto delle norme di sicurezza, dei contratti di lavoro, dello statuto dei lavoratori", si legge in una nota firmata da Giovanni Matta,
Abstract: burocrazia e politica di difficile classificazione. Un coacervo di interessi che comunque ha impedito che il "libero mercato" portasse al collasso e alla spogliazione della Russia. Di qui anche il riposizionamento in politica estera e la ridefinizione della strategia, volta a contenere l'espansione Usa e della Nato.
Abstract: ad accettare il preventivo e a realizzare le opere di sua competenza, non si troverebbe nelle condizioni attuali". Per i Pes le cose non sarebbero proprio così. "Abbiamo già pagato ad un gestore indicato dall'Enel i soldi per avere il sopralluogo. Non ne possiamo più di tutta questa burocrazia", conclude Marcello Pes. ALESSIA ORBANA.
Abstract: le imprese campane sono strangolate dalla burocrazia: ogni singola azienda calcola la Svimez paga 590 euro l'anno per i ritardi nell'amministrazione della giustizia. Massimo Citarella E impietoso il quadro dell'economia del Sud disegnato ieri a Roma dalla Svimez (associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno) nell'annuale rapporto.
Abstract: che sono ancora troppo lunghi e penalizzati dalla burocrazia. Le istituzioni devono intervenire nel più breve tempo possibile o sarà il disastro". L'esigenza di un intervento di dragaggio che consentisse di innalzare la profondità dei fondali fino a 15 metri è stata manifestata qualche mese fa anche da alcuni importanti operatori turistici.
Abstract: e perchè ciò avvenga la strada passa per lo snellimento della burocrazia, la riduzione delle tasse e lotta senza quartiere alla criminalità, oltre che un veloce ritorno alla gestione normale del ciclo dei rifiuti". Al convegno sono intervenuti anche Franco Arosio, presidente nazionale Fiap, e Ranieri Razzante, docente di legislazione antiriciclaggio nell'Università di Macerata,
Abstract: BUROCRAZIA I SOCI DI MINORANZA HVB CHIEDONO 3 MILIARDI DI DANNI A UNICREDIT I soci di minoranza di Hvb hanno deciso di ampliare per 3 miliardi di euro la loro richiesta di danni a Unicredit per l'operazione di acquisto di Bank Austria. Questo gruppo di azionisti ritiene che il prezzo pagato dalla banca italiana a Hvb per l'
Abstract: così come negli enti e le burocrazie inutili, nelle pubbliche consulenze, nei privilegi professionali e di categorie, cancellando balzelli e tutte le forme di elusione (le evasioni di furbi e potenti) e nell'esaltazione dei meriti e dei talenti. La credibilità nei confronti dei cittadini passa nel dimostrare dall'avere a cuore le loro stesse questioni,
Abstract: Poi si è messa in moto la macchina della burocrazia e il servizio veterinario dell'Asl ha cercato un posto dove collocare il pitone. Scartato lo zoo di Napoli, la scelta è stata ristretta al Magic World, parco giochi di Licola, e alla stazione zoologica Anton Dohrn, che, solo dopo diverse ore, ha accettato.
Abstract: niente burocrazia, niente iva, tassazione secca del 20\%. In base ai dati raccolti dalle associazioni provinciali, meno del 10 per cento delle aziende è riuscito a rientrare nelle strette maglie del "forfettone", così come è strutturato attualmente.
Abstract: burocrazia e costi notarili azzerati per chi vuole portare il proprio mutuo prima casa da una banca all'altra. In epoca di crisi dei prestiti e di tentativi da parte del Governo di venire incontro a chi è oberato dal tasso variabile, la Provincia con le maggiori banche della Marca e con il Consiglio notarile trevigiano hanno stipulato ieri la convenzione più vantaggiosa in Italia
Abstract: Cioè che ci si fermi davanti a un'inezia, che la burocrazia metta i bastoni fra le ruote" è l'amaro commento di Firmino Vettori, il sindaco di Gorgo al Monticano, Comune che si è trovato nell'occhio del ciclone dopo il brutale assassinio dei Pelliciardi. "Ai cittadini - rincara Vettori - sono state fatte delle promesse.
Abstract: Questo si può fare intervenendo appunto rafforzando le politiche di incentivazione e di rafforzamento del sistema dei consorzi fidi da un lato, ma anche ponendo la massima attenzione a ridurre i costi dei servizi e dell'imposizione locale dall'altro. E compiendo un ulteriore sforzo nella direzione della riduzione dei tempi e della complessità della burocrazia.
Abstract: di eliminare la burocrazia e di ridare il controllo di questo bene primario al territorio, ovvero alle Province. Lo propone Guido Trento con un disegno di legge regionale appena depositato che ha l'obiettivo di eliminare gli Ato (Ambiti territoriali omogenei) affidando la gestione del servizio idrico integrato alle Province.
Abstract: odiosa burocrazia. In fondo noi siamo italiani, la burocrazia non va tanto meglio e con i pakistani non siamo sicuramente tanto gentili quanto loro con noi. Da Islamabad è iniziata la splendida Karakorun, la strada che unisce il Pakistan con la Cina attraverso sontuose montagne e il passo più alto del mondo a 4760 metri!
Abstract: ECONOMIA FRONTE COMUNE Gasolio, burocrazia, pedaggi: alleanza Associazione Artigiani-Fai Antonio Petrogalli Enrico Mattinzoli BRESCIA - Un'alleanza strategica, che si concretizza in linee politiche ed operative comuni sul tema dei trasporti, in aggregazione di servizi e di condivisione di azioni nei confronti delle istituzioni.
Abstract: che sembra bloccato e incapace di uscire da un sistema fatto di burocrazie, lentezze, imprecisioni, cavilli e sotterfugi. Gian Antonio Stella è inviato ed editorialista del "Corriere della Sera". Tra i suoi libri Tribù (2001, 2005), L'orda (2002), Odissee (2004), Il maestro magro (2005), Avanti popolo (2006) e La bambina, il pugile, il canguro (2007).
Abstract: Una burocrazia borbonica. Un costo energetico superiore del 35% a francesi e tedeschi e un costo del metano che superiore anche del 50% alla Spagna. Un numero di ore di lavoro decisamente inferiore alla media europea che condiziona pesantemente l'efficienza delle aziende".
Abstract: Dimensione umana delle relazioni e poca burocrazia, per dare asilo nei 100 posti dei due nidi a gestione diretta e altrettanti nei 4 accreditati. "La leggera flessione delle domande di fine maggio - indicano nel settore diretto da Adriana Predonzan - si spiega con l'accesso di una quindicina di bambini nelle strutture del Centro gioco e Punto gioco,
Abstract: alla burocrazia con cui hanno avuto a che fare quando si è trattato di affrontare pratiche quali il permesso di soggiorno di lavoro, il suo rinnovo e i ricongiungimenti famigliari. Forse a Pavia, agli uffici preposti, non sono state date, a differenza di quanto accaduto altrove, risorse adeguate per fronteggiare il problema.
Abstract: perché moltiplica i costi e la burocrazia - ha detto Napoli - La mia idea sarebbe di creare una sola provincia per tutti gli altri comuni, quale che sia il capoluogo poi si vedrà. Non si tratta di un'unione coatta, anzi, sono per la creazione di un consorzio di comuni, basato sull'evoluzione di quelle che oggi sono le unioni di servizi".
Abstract: Se Maroni vuole risparmiare e tagliare in burocrazia - attacca Ferrero - deve iniziare a cancellare tutte le nuove microscopiche province che sono state appena create, che in alcuni casi sono più piccole di una nostra città. Non può iniziare, guarda caso, dalle province di centrosinistra Cancellare la provincia di Torino, invece, non ha alcun senso.
Abstract: tanto di un sistema contaminato da burocrazie surreali. L'elenco degli esempi sarebbe fluviale. Ciascuno avrebbe la sua da raccontare: basterebbe la fotografia di un qualsiasi ufficio pubblico, la carta e la polvere, gli avvisi sgualciti, i computer che fanno da soprammobili, procedure che sarebbero comiche se non fossero vessatorie.
Abstract: è una vera rivoluzione per la burocrazia comunale. Ma è solo un primo passo. Nelle 140 pagine dove ufficio per ufficio vengono specificati i tempi necessari per portare a compimento ogni singola procedura, emergono anche i buchi neri di un sistema fatto per i cittadini di code in più uffici e attese di anni.
Abstract: della burocrazia, chi sono le persone giuste con cui parlare, i giorni e gli orari azzeccati per ottenere alla fine un permesso per un concerto minimo - spiega Pablo, proprietario di Frisco -. Io mi sono presentato tutte le mattine per un mese all'ufficio di Igiene ambientale e ho pagato 1000 euro per una perizia di un ingegnere del suono da presentare obbligatoriamente alla Asl"
Abstract: Antonella Peruffo LA CRITICA Quanta burocrazia per un vano doccia Siamo due coniugi uno di 80 anni e l'altra di 62, entrambi invalidi, uno al 100% con indenntà di accompagnamento e l'altra al 75% che si sentono non considerati dall'istituto ex Ater, dal Comune di Pisa e dalla Regione Toscana.
Abstract: più che altro per eccesso di burocrazia" dicono all'Ufficio informazioni di Porto Garibaldi, che è anche l'unico web point pubblico del litorale. I computer dell'Informagiovani sono a disposizione gratis per la prima mezz'ora, e poi a 50 cent al minuto. Poco più in là, in piazza 3 agosto, c'è l'internet point Euro informatica, che è aperto dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20 per 1.
Abstract: 12 Se anche la sanità è malata di burocrazia IL COMMENTO IL PARADOSSO timbra il cartellino prima di entrare in ambulatorio, si prodiga in corsia, fa tornare i conti della sanità umbra ? vanto dei vanti della Regione ? e insieme garantisce alcune comprovate eccellenze. Ma lo fa con una schiera di medici specialisti ospedalieri e universitari che arrecano gravi danni all'
Abstract: dove si ricorda il passato di Karl con la penna nera, si paventa la possibilità che lei possa avere delle difficoltà con le assicurazioni per il fatto che il corpo di suo marito non è recuperabile. Spero che i signori delle assicurazioni leggano queste parole, hanno buoni uffici stampa. E che per una volta lascino la burocrazia nei loro armadi.
Abstract: senza la burocrazia formale dei concorsi. Una volta nominati, non ci sono i "rischi" della magistratura del lavoro, né quelli sindacali". E qual è, oggi, il suo modus operandi? "Una volta raggiunta l'intesa con il cardinale preposto ai musei, io li dirigo tutti, coordinando il lavoro dei direttori dei vari dipartimenti,
Abstract: burocrazia, non lesinando critiche al piano di sviluppo regionale: "E' necessario pretendere che tutti facciano la loro parte nel sostenere il settore agrario, quando questo viene colpito da eventi climatici negativi come quelli dello scorso mese di maggio ma è anche assolutamente necessario impegnarsi perché il sistema rurale piemontese si doti di risorse e strumenti di sviluppo
Abstract: La piaga italiana è la burocrazia, l'amministrazione pubblica che rallenta tutto all'inverosimile". Cosa le ha fatto più rabbia? "Il disonore per gli eterni impuniti. Vedere che i responsabili anche questa volta non hanno pagato per le loro colpe è stato il tradimento maggiore".
Abstract: Ma quando finalmente si è sbloccata la burocrazia, si sono aggravate le difficoltà economiche che coinvolgono banche e società finanziarie: proprio quelle che dovrebbero rivitalizzare l'area di "Ground Zero" riportando qui, a due passi da Wall Street, le loro sedi. Ma la Merrill Lynch, l'unica che aveva preso un impegno in questo senso, l'altro giorno ci ha ripensato:
Abstract: socialimperialismo della burocrazia sovietica": anche qui il maoismo avrebbe costituito "un correttivo alla rivolta spontanea, anarcoide, populista e pseudoreligiosa". Invece Problemi del socialismo, diretto da Lelio Basso, molto vicino al Movimento studentesco, condannava insieme il "conservatorismo" dei carri armati e "la risposta di tipo socialdemocratico"
Abstract: stavolta è stato più rapido della burocrazia centralizzata. Da oltre un mese sono finiti i lavori di ampliamento e riorganizzazione dell'area del Dipartimento d'emergenza presso l'ospedale "Grassi". Pure senza fermare l'attività assistenziale, la Asl Roma D è riuscita a ricavare nuovi spazi per portare da dieci a venti i posti letto di osservazione breve e per creare un nuovo servizio,
Abstract: Ma sembra anche la classica battaglia contro i mulini a vento con Giuseppe Lucidi che da anni lotta con la burocrazia. Accade a Borroni, in via Monte Pizzuto. La vicenda ebbe inizio un paio di anni fa quando Lucidi segnalò l'erroneo posizionamento di un cassonetto dell'immondizia, collocato su un marciapiede del quale copriva l'intero camminamento.
Abstract: aveva parlato di consenso elettorale nelle Regioni governate dal centrosinistra "comprato producendo posti di lavoro nella burocrazia") Spacca ha replicato: "Non dobbiamo vergognarci - ha detto in sostanza - di amministrare regioni "rosse" perché il nostro governo non è frutto di clientelismo". Per il resto il governatore ha parlato del sistema imprese marchigiano.
Abstract: inserimento dei giovani nel mondo del lavoro con una stagione di concorsi pubblici che facciano giustizia di tanti luoghi comuni e immaginando con essi l??abbattimento dei tempi dettati dalla burocrazia per rispondere con efficienza alle richieste delle imprese e del mondo produttivo lucano?.
Abstract: afferma con convinzione il sindaco -, e che nemmeno le difficoltà generate dalla burocrazia più farraginosa metteranno in discussione. Scelte ampiamente condivise dalla giunta regionale, la quale ha previsto la circonvallazione a sud di Fiume Veneto, finanziandone la progettazione (500 mila euro) e la realizzazione (12 milioni)".
Abstract: "Come consigliere comunale dovrei poter controllare l'amministrazione cittadina, dovrei avere libero accesso agli atti comunali, poterli studiare e proporre delle idee o migliorare quelle degli altri. Ma è impossibile, la burocrazia attanaglia questo paese".
Abstract: Ad accoglierli saranno monsignor Giampietro Bellini (che ha combattuto più volte contro la burocrazia per far proseguire i cantieri) e il sindaco Dario Iuri. Domenica 9, invece, serata culturale dalle 18 con l'architetto Fabio Piuzzi che, insieme ad altri esperti, illustrerà l'antichissima storia del sito e i contenuto del nuovo museo sotterraneo.
Abstract: a cercare soluzioni, a districarsi nei labirinti della burocrazia. Italo Di Donato e Letizia Gioia hanno rappresentato una colonna storica del prestigioso Liceo Scientifico "Mancini". Davanti ai loro occhi hanno visto scorrere intelligenze e quelli che avrebbero rappresentato in Irpinia la futura classe dirigente.
Abstract: lentezza della burocrazia e del sistema sin qui utilizzato". L'onorevole cita il caso di Mantova e della provincia di Alessandria, che descrive come "iniziative territoriali di buon senso che puntano ad infrastrutture e servizi idonei ed adeguati all'evoluzione tecnologica dei servizi pubblici, che devono essere assicurati dai comuni,
Abstract: tanta burocrazia, mietitrebbie e trattori, ma con un occhio ai mercati globali. Dobbiamo tenere conto delle continue oscillazioni dei prezzi e della congiuntura mondiale che si modifica celermente. L'anno scorso il grano duro prima della trebbiatura veniva pagato 17 euro al quintale, ora supera i 37".
Abstract: In questo libro sono individuate i vizi della burocrazia e di ammistrazioni poco oculate nella gestione del denaro, e viene proposta, in ultima istanza, una soluzione che restituisca ai cittadini la capacità di scegliere. A.C. Mondadori, 279 pagine, 9 euro.
Abstract: da alcune burocrazie della sicurezza. E' nelle pieghe di questi deficit e contraddizioni italiani che è fiorito l'affaire, uno scandalo che nessuno ? a quanto pare ? ha voglia di affrontare. Vedremo se lo farà la prudente magistratura di Milano. Per definire almeno la cornice del "caso" e gli attori e un metodo e qualche fondo fangoso,
Abstract: BUROCRAZIA "Gli sprechi? Sono legati tutti a compiti privi di senso" Servizi poco utili stornano grandi risorse dalle attività decisive GROSSETO. Chiedere a Federico Vecchioni se davvero le Camere di Commercio servono a qualcosa, è come chiedere all'oste se il suo vino è buono.
Abstract: Pagina V - Milano La promessa dell'assessore "Il mercatino all'aperto si farà" Maiolo "La burocrazia mi impedisce di mettere le bancarelle" servizio a pagina iii SEGUE A PAGINA III.
Abstract: ci riproverò a settembre" "Voglio riportare i mercatini ma la burocrazia mi blocca" è diventata un mortorio, ma almeno il commercio pirata è scomparso Tiziana Maiolo, assessore comunale alle Attività produttive, la scorsa estate ha promosso una campagna contro la vendita di borsette contraffatte a Brera.
Abstract: da alcune burocrazie della sicurezza. E' nelle pieghe di questi deficit e contraddizioni italiani che è fiorito l'affaire, uno scandalo che nessuno - a quanto pare - ha voglia di affrontare. Vedremo se lo farà la prudente magistratura di Milano. Per definire almeno la cornice del "caso" e gli attori e un metodo e qualche fondo fangoso,
Abstract: umiliazioni della burocrazia romana a proposito della definizione progettuale dell'area absidale della Cattedrale bombardata nel 1944. A lui e a don Franco suo allievo prediletto e mio amico del cuore è dedicata, nel mio spirito, l'immagine della Madonna di Piazza collocata recentemente su una parete che fu squarciata dalle bombe nell'area già occupata dalla antica Sagrestia settecentesca.
Abstract: ottica dello snellimento della burocrazia e della lunga trafila che in Italia bisogna seguire per rinnovare i propri documenti, il governo quest'anno ha emanato il decreto legge numero 112 che cambia la modalità del rinnovo della carta d'identità. A partire dal 25 giugno scorso, infatti, il periodo di validità delle carte d'identità è stato elevato da cinque a dieci anni,
Abstract: Altro che stretta sulle inefficienze della burocrazia! "In questo modo si vogliono ridurre e privatizzare i servizi pubblici per i cittadini. Questo è il contenuto reale della manovra, che si vuole nascondere dietro al gran polverone sui comportamenti infedeli di alcuni dipendenti". Come la proposta della visita fiscale già al primo giorno di malattia?
Abstract: E mentre la burocrazia faceva i suoi passi, ognuno puntualmente annunciato e propagandato, gli abusivi di via De Lemene hanno preso possesso sempre più stabile della cascina. Così, nel giro di qualche mese, l'occupazione è diventato un problema di ordine pubblico.
Abstract: a complicare, i nostri ritmi di lavoro, la nostra burocrazia pachidermica, la nostra scuola bonacciona. Le società che ci sfidano non sono liquide, sono solide, solidissime hanno smisurate ambizioni, ferrea disciplina. Resisteremo e conserveremo la nostra prosperità solo se sapremo diventare anche noi solidi.
Abstract: ma qui siamo nelle mani della burocrazia uruguaiana. Poco alla volta si riempiono tutte le caselle: fuorché quella dell'esterno sinistro, per l'appunto, dove oltre ad Ariatti restano in corsa Brivio del Vicenza e Pesce dell'Ascoli. In entrambi i casi il Bologna vorrebbe inserire nella trattativa Paonessa, che però dovrà prima dare l'assenso all'eventuale operazione.
Abstract: Come spesso capita nel gigantosauro della burocrazia, in sanità poi, non esistono numeri certificati da agenzie di rating. Nessuno sa dire quanti sono i medici fiscali delle Asl, quanto lavorano, quanto smaltiscono delle pratiche di assenze per malattia dei pubblici dipendenti che le amministrazioni chiedono di visitare a domicilio.
Abstract: chi scarta burocrazie, tiene famiglia pur minorenne e cerca casa o si ritrova faccia a faccia in campo con chi quattro anni fa lo ha mezzo accoltellato. Dalla lettura dell'oggi - leggi le campagne razziste lanciate dai media locali prima contro le bande dei latinos, poi su Sampierdarena, gli ecuadoriani e le loro fiestas e recentemente rom,
Abstract: chi scarta burocrazie, tiene famiglia pur minorenne e cerca casa o si ritrova faccia a faccia in campo con chi quattro anni fa lo ha mezzo accoltellato. Dalla lettura dell'oggi - leggi le campagne razziste lanciate dai media locali prima contro le bande dei latinos, poi su Sampierdarena, gli ecuadoriani e le loro fiestas e recentemente rom,
Abstract: sentimento e opinioni diffuse nei popoli che le alte burocrazie europee pretendono di rappresentare. Uso il termine "pretendere" a ragione poiché, la volontà di determinazione dei popoli europei di partecipare alle condizioni attuali alla vera grande partita (non quella calcistica) che condiziona e condizionerà la loro vita, se si eccettua le elezioni per la nomina dei parlamentari,
Abstract: funzioni che snelliranno la burocrazia e permetteranno una maggiore efficienza dell'intera vita associativa. Secondo i piani, l'accordo entrerà in vigore nello stretto giro di due mesi, per entrare a regime con il nuovo anno. Soddisfatto anche Nicola Tognana che, quando era alla guida degli industriali della Marca e operò all'unione dell'Api (Associazione piccole e medie industrie)
Abstract: Poi un nuovo attacco alla burocrazia: "Caro Presidente" ? rivolgendosi ancora al premier - "lei sa che il sottoscritto (in qualità di Autorità di gestione) è chiamato a spendere nei prossimi anni due miliardi di euro di Fondi europei nel Mezzogiorno (progetti POin e PAin)?
Abstract: 45 E' ormai accertato che la burocrazia italiana si sta trasformando in un manicomio nazionale. Ci si a E' ormai accertato che la burocrazia italiana si sta trasformando in un manicomio nazionale. Ci si augura che le impronte digitali vengano impresse man mano che le carte d'identità scadono!
Abstract: assessore regionale Morittu il benestare per l'utilizzo della palazzina di Cala d'Oliva e degli altri edifici della Regione sull'isola". Il parco della discordia si scontra ancora una volta con la burocrazia e tradisce le aspettative di una categoria, quella dei pescatori, già affossata dalla crisi economica e dal caro gasolio. SAMUELE SCHIRRA.
Abstract: fatta di burocrazia, di mille inutili procedure e di un ingiustificato ottimismo, fattori che hanno comportato spreco di risorse e grave disattenzione per l'utilità e l'efficacia delle iniziative da finanziare. (5) Le scelte di bilancio andrebbero comunque esplicitate attraverso la formulazione di una nuova policy comprensiva delle correzioni da apportare all'
Abstract: BUROCRAZIA Ora si muove anche la giunta BOLZANO. Dopo il grido d'allarme lanciato dalle imprese e dopo che anche la Camera di commercio ha accertato che i costi della burocrazia sono troppo alti, la giunta provinciale ha deciso di correre ai ripari: nella seduta di ieri sono state esaminate alcune misure per semplificare e snellire la presentazione e l'
Abstract: eccesso di burocrazia e di controlli a un "governo" dei Parchi che valorizzi l'autonomia degli enti, la semplificazione, la partecipazione delle "genti dei parchi". Sono gli obiettivi della Carta di Feltre, decalogo di azioni e proposte concrete che intende chiedere "il rafforzamento della rete parchi e la nascita del sistema nazionale delle aree protette"
Abstract: Nei meandri della burocrazia romana di Forza Italia rimane impantanata la decisione finale sul candidato presidente. Che sia Divina sembrano esserci pochi dubbi, ma l'incertezza è sui tempi. Il fattore tempo, del resto, non è indifferente. Qualcuno in Forza Italia fa capire che se Ivo Tarolli e Marcello Carli dovessero convincere il resto dell'
Abstract: presidente provinciale di Confedilizia, con la considerazione amara che "burocrazia e fastidi si riversano sempre sulla casa". "Anche questi depositi cauzionali devono essere immediatamente, e comunque entro il 17 agosto, movimentati, per evitare che le somme vengano versate dagli intermediari (poste, banche, ecc.
Abstract: solo ieri il settore Traffico ha scritto ai vertici della burocrazia comunale per chiedere se fosse possibile restituire i soldi ai cittadini attraverso la tesoreria Bnl senza chiedere aiuto né alle poste né alle banche. I burocrati, infatti, temono di incorrere in danno erariale spendendo soldi per inviare vaglia postali o assegni bancari a casa come richiesto da Cammarata.
Abstract: Tutto è affastellato e compresso in una frettolosa burocrazia, di prescrizioni, certificazioni, controlli. Il tempo, che non c'è, o che non è a disposizione del paziente, è lo strumento diagnostico, e terapeutico, più prezioso. E allora un'armonizzazione, nell'ambito del rapporto tra paziente e medico, degli aspetti di contatto umano e di indagini biochimiche o strumentali,
Abstract: meno burocrazia" CAGLIARI. "La priorità che dobbiamo assumere come elemento centrale dell'azione politica amministrativa della Regione è quella di spendere interamente e nei tempi stabiliti le risorse della programmazione 2007-2013". Lo ha detto l'assessore regionale al Bilancio, Eliseo Secci (Pd), intervenendo a Cagliari al convegno organizzato dalla Sardafidi-
Abstract: più Controllo ma meno Burocrazia" da Finanza&Mercati del 22-07-2008 La scorsa settimana, in questa sezione è stata pubblicata la replica di Paolo Piccoli, presidente del Consiglio nazionale del notariato, alle tesi espresse in precedenza dall'avvocato Claudio Novebaci, vicepresidente dell'Associazione Italia Avvocati d'Impresa,
Abstract: dimezzi la burocrazia a partire dagli inutili registratori di cassa e ci tratti come la grande distribuzione, non certo suggerendo ai piccoli imprenditori di diventare commessi. Non cada in questo equivoco, chi sceglie di fare il commerciante non lo fa pensando che in futuro verrà assunto presso le grandi strutture di vendita.
Abstract: Fuori dalla porta sembra essere rimasta solo la lentezza della burocrazia. L'assessore ha distribuito agli imprenditori un questionario. Una sorta di lista della spesa. Le richieste verranno assemblate e sarà creato un unico pacchetto da presentare alla Regione. La prossima settimana Vanni Sanna incontrerà l'assessore regionale all'industria, Concetta Rau.
Abstract: dove sarà possibile avere informazioni e sbrigare pratiche senza bisogno di lottare con la burocrazia. L'iniziativa, promossa dall'assessorato alle Politiche sociali e realizzata in collaborazione con la Sm comunicazioni, l'Ente nazionale sordi e l'Unione italiana ciechi, partirà in via sperimentale e durerà sei mesi. Alla scadenza, un primo bilancio per capire se e come continuare.
Abstract: che la burocrazia, sempre così sensibile al canto della sirena del politicamente corretto, sta prendendo le distanze da "badante". Preferendogli un più specialistico "assistente alla persona". Definizione pomposetta (al pari dei vari "paramedico" per infermiere, "operatore ecologico" per spazzino, eccetera) che ha il merito di far sembrare una badante qualcosa di più d'
Abstract: 300 milioni di euro per finanziare incentivi ai dipendenti, collegati alla produttività p Per combattere la burocrazia il piano Brunetta prevede di allungare a 10 anni la validità della carta d'identità e il taglio del 50% dei documenti cartacei Confermata la stretta sulle assenze per malattia: il primo passo della lotta all'assenteismo.
Abstract: Per Hanspeter Munter, direttore dell'Apa che da tempo chiede uno snellimento della burocrazia, commenta: "Si tratta di un primo, seppur generico, passo verso la strada giusta. Ma va detto che la burocrazia va combattuta costantemente e quindi la Provincia dovrà continuare su questa strada".
Abstract: preparazione della manodopera e burocrazia. Ma è anche vero che Paesi come Turchia, Marocco e Tunisia si stanno rafforzando sul piano competitivo nel settore delle attività industriali e logistiche. La Turchia, in particolare, sul fronte dei centri di logistica supera l'Italia,che già si vedeva superata da Francia e Spagna come aree favorite.
Abstract: La burocrazia, la lentezza e la mancanza di idee non ci hanno permesso di funzionare e di replicare un'esperienza che in altre Regioni fa meraviglie. Gettiamo la spugna. La nostra azienda non è più interessata". "Costruiamo una nuova Strada dei vini - rilancia Massimo Gargano, presidente della Coldiretti del Lazio - Le aziende e i produttori devono credere in questo strumento,
Abstract: burocrazia ladra! Dopo ben 24 edizioni, salta la rassegna di film più amata. Un lunghissimo film nei film, quei formidabili anni di visioni sotto le stelle. Sapore di sale e odor di tabacchi. Emozioni calde, birre e gelati. Personaggi reali degni di Tornatore, come lo stoico proiezionista preso in prestito dall'Alhambra.
Abstract: Non sia mai si dovesse incorrere nella burocrazia, addio gioco con tutte le carte che servono per cose del genere. E l'importante per gli amici amerini che si sono dati appuntamento a "Capodisopra" è continuare a giocare. Un argine agli anni che passano, in fondo, si può costruire solo così.
Abstract: il quale ha definito un errore della burocrazia il bando sui carri della festa di Piedigrotta). Fare squadra, anche con le imprese, fare leva sulle eccellenze esistenti: "questi - ha detto Brambilla - sono i punti su cui lavorare per rilanciare il turismo, considerato dal premier "asse portante" della politica economica".
Abstract: Un tempo da finale olimpica dei 100 metri piani per l'italica burocrazia. Anche per questo, su richiesta di Tiziano Arlotti (Partito democratico) la prima commissione consiliare ha votato ieri la richiesta, da girare al governo, di accelerare i tempi per il varo della legge che sancisca il voto popolare, nel referendum del dicembre 2006 (84% di "sì" al passaggio).
Abstract: costo della burocrazia soffoca, sempre più, le imprese: basti ricordare che ogni azienda agricola dedica 100 giorni all'anno per risolvere le pratiche amministrative e burocratiche anziché lavorare nei campi ". Infatti è da San Miniato, tra imprenditori agricoli, che è stata fondata l'associazione, italiana vittime della burocrazia che sta riscuotendo interesse a livello nazionale.
Abstract: 5 ) BUROCRAZIA Ridurne il peso è una necessità per il Paese L'UMANIZZAZIONE della burocrazia a carico delle imprese è uno degli obiettivi che si prefigge la Confartiginato territoriale. La pubblicazione da parte della Commissione Europea dello Small Business Act (Sba) conferma che le richieste di Confartigianato,
Abstract: Ormai non c'è più limite nello spremere condomini e proprietari di casa: amministratori, impiantisti, ascensoristi, fanno a gara nel pretendere sempre nuove spese, assecondati dalla burocrazia europea e da una classe politica non finiscono mai di assegnare nuovi salati oneri a chi ha comprato casa, con fatica. Filiberto Tomatis.
Abstract: Bocconi: troppi vincoli e burocrazia. Statale: buco da 60 milioni Il Worldwide centers of commerce: formazione inadeguata. Nessun ateneo milanese nella classifica di Times "Se scattano i tagli del governo, allora c'è poco da crescere... ". Solo per la Statale s'annuncia un "buco" da 60 milioni di euro di qui al 2013.
Abstract: in termini di burocrazia, di gestione dei piani finanziari, di rapporti coi committenti dà sempre ragione alle procedure gestite in loco ". Cattaneo, a questo proposito, cita il caso della Pedemontana: "Quando l'opera era gestita interamente dallo Stato si prevedeva un costo di 4,6 miliardi di euro, 2,7 dei quali di contributo pubblico;
Abstract: abitazione di Contrada Santo Stefano dai lavori per la realizzazione della Strada Nord: la burocrazia gli chiedeva di pagare la cartella esattoriale per i rifiuti solidi urbani. Un mix micidiale, ruspe e burocrazia. Anni fa Spaccesi aveva anche scritto alla "causa" dei suoi mali, il Ministero delle Infrastrutture all'epoca firmatario delle famose concessioni per i Piani di Ricostruzione.
Abstract: "La burocrazia a volte fa molti danni...". "C'è stato un bando che ha messo l'accento in modo ottuso su questo aspetto - ha spiegato - impedendo ai carri di fare satira politica. Dovremo vedere se c'è la possibilità di qualche correttivo, ma il problema sarà senz'altro superato dal buon senso".
Abstract: ottusa burocrazia italiana. Dopo vent'anni (il progetto risale agli inizi degli anni Novanta) lo stradone Manin (il tratto che dalla strada comunale Codroipo-Rivolto prosegue fino alla rotonda di Zompicchia), viene ora aperto al traffico. Fatta realizzare dai Manin, nell'ottica della sontuosa scenografia autocelebrativa della famiglia di origine toscana,
Abstract: esercizio di controllo e impulso della burocrazia comunale da tutti auspicato. Così non è stato e ti spiego il perché. Ho fatto il garzone di bottega, l'operaio, sono stato pure costretto ad emigrare, poi ho aperto un negozio di materiale elettrico, mi sono improvvisato imprenditore, ho fatto politica attiva come consigliere e assessore nel nostro Comune,
Abstract: Ma non possiamo trascurare che di fronte alle lungaggini della nostra burocrazia l'amministrazione comunale non può praticamente fare nulla di più". Il Centro comunale di raccolta è peraltro una delle poche strutture a livello provinciale in grado di svolgere quelle funzioni dettate dal decreto Ronchi e sarebbe utile, com'era stato proposto ad inizio dell'anno dall'Ato,
Abstract: la legislazione riguardante gli enti locali pone difficoltà (burocrazia, formalismi legali, tempi decisionali eccetera) a una proficua gestione caratterizzata sui versanti oggi definiti "manageriali" e promozionali; i costi della gestione, in particolare per quanto riguarda la manutenzione, il personale, le attività istituzionali e le manifestazioni espositive,
Abstract: migliorati con la messa in campo di una maggiore professionalità da parte della burocrazia". Il Consiglio comunale ha lavorato e promette di non chiudere i battenti per le vacanze estive se non prima di azzerare i punti all'ordine del giorno. Nello stesso tempo, apprezza l'operato dell'Amministrazione Zambuto. Eppure all'esterno del Palazzo, si avverte appena o per nulla il miglioramento.
Abstract: eccessivo carico fiscale e alla burocrazia farraginosa si aggiungono "i costi della criminalità, si rischia veramente di ridurre la libertà di impresa, con il risultato di spingere molti imprenditori a chiudere o trasferire la loro attività". "E' quello che ci dicono i numeri: il 2,3% degli intervistati ha già preso questa decisione,
Abstract: Non abbiamo nulla da nascondere - sottolinea -: i tempi sono stati lunghi per adempire a tutte le richieste avanzate in questi anni dalla Regione e dagli altri enti. Il progetto preliminare è pronto da tempo, è la burocrazia che ne ha rallentato l'adozione". s.fer.
Abstract: e da una burocrazia ancora, spero per poco, costosa e farraginosa, da costi di gestione costantemente in crescita. Se a questo si devono aggiungere anche i costi della criminalità, si rischia veramente di ridurre la libertà di impresa, con il risultato di spingere molti imprenditori a chiudere o trasferire la loro attività”
Abstract: che non accenna a diminuire e da una burocrazia ancora costosa e farraginosa, da costi di gestione costantemente in crescita - ha proseguito - e se a questo si devono aggiungere anche i costi della criminalità si rischia veramente si ridurre la libertà d'impresa, con il risultato di spingere molti imprenditori a chiudere o trasferire la loro attività.
Abstract: macinare soldi pubblici al solo fine di mantenere burocrazia. Filippi ha poi contestato i troppi soldi dati alla riviera a scapito delle zone interne e, in particolare, dei territori montani. Infine, il consigliere, ha illustrato un emendamento presentato insieme al collega Luigi Giuseppe Villani che chiede alla Regione di finanziare la realizzazione di un bacino idrico sul fiume Enza,
Abstract: un labirinto di regole Ecco come non perdere la testa nei meandri della burocrazia n Acqua, luce, gas, chi non ha mai perso la testa davanti alla burocrazia necessaria per avere i servizi a portata di mano? Non è semplice infatti districarsi nella giungla di certificati e di permessi necessari. Ecco qui qualche buon consiglio per mantenere la calma davanti ai gestori.
Abstract: In media sei mesi di burocrazia e quindi anche di costi. Per le società il problema era anche peggiore perché ogni Comune aveva una procedura differente. Oltre due anni fa Gsp e Bim Infrastrutture hanno tentato un'altra strada affidandosi ad un team di esperti e giuristi.
Abstract: burocrazia è lenta a volte ci si sbaglia, perchè in certi casi, per fortuna pochi, anticipa la fine della vita. è successo ad una signora di Quingentole di 87 anni, Virginia Magnani. Alcuni giorni fa la figlia della signora, abitante ad Ostiglia, si è recata alla agenzia della Banca del paese per controllare il versamento della pensione della madre sul conto corrente da parte dell'
Abstract: le imprese sono già gravate da un eccessivo carico fiscale, dalla burocrazia e da costi di gestione in crescita. Se a questo si devono aggiungere anche i costi della criminalità, si rischia veramente di ridurre la libertà di impresa, con il risultato di spingere molti imprenditori a chiudere o a trasferire al loro attività".
Abstract: avvocati vittoriesi La burocrazia ferma il giudice di pace Il Csm non ha ancora prorogato l'incarico a Bottoli: il magistrato chiude VITTORIO VENETO. Il giudice di pace Gianni Bottoli ha chiuso baracca: nonostante la domanda inoltrata alcuni mesi fa al Consiglio Superiore della Magistratura, non ha ancora ricevuto la comunicazione del rinnovo della mansione per i prossimi 4 anni.
Abstract: Sul piano organizzativo la Coldiretti ricorda che con la vendemmia 2008 sono introdotti per la prima volta in Italia i "voucher vendemmia" (da 7,5 euro al netto) per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere il lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati.
Abstract: un clima di instabilità politica e i costi derivanti da manodopera e burocrazia. "La problematica che incide maggiormente sul livello di attrazione dei paesi distribuiti lungo la costa meridionale del Mediterraneo riguarda al contempo la stabilità dello scenario politico e la base di competitività dei costi", ha evidenziato Iacovone.
Abstract: E ancora la burocrazia: "Ogni agricoltore dedica 110 giorni alla burocrazia, siete diventati voi stessi dei burocrati che a tempo perso fanno i contadini. Noi elimineremo intoppi e lungaggini. Il ministro Calderoli a settembre cancellerà tremila leggi". Agricoltura insomma come settore da rilanciare al più presto.
Abstract: ha già vinta se non fosse che di mezzo ci si è messa la burocrazia. Affetto dall'estate del 2007 da una rara e misteriosa malattia del sistema muscolare che gli ha già paralizzato gli arti inferiori, la Sclerosi laterale amiotrofica che nel 2002 ha ucciso anche il calciatore Gianluca Signorini, Leoni ha ottenuto il 15 maggio scorso, dal Tribunale di Chiavari,
Abstract: ma lo stesso assessore regionale Molinaro lamenta di avere difficoltà a dialogare con il dirigente scolastico". "E' evidente - conclude - che i problemi della nostra scuola non nascono dal numero degli insegnanti, ma dai ministri velleitari e incompetenti e da una burocrazia ottusa e arrogante". (m.p.).
Abstract: La nostra idea è di ridurre costi e burocrazia, quindi certo la nuova città metropolitana non può far nascere nuovi enti locali a Ivrea e Pinerolo. Il sottosegretario però fa anche un'ipotesi: "Si potrebbe pensare ad esempio a un processo graduale in cui per Torino la nascita della città metropolitana (come organismo di secondo livello) non coincida con l'
Abstract: giustificati con le lungaggini della burocrazia per spostare un traliccio dell'Enel che ha impedito i lavori per tre anni. A favore dell'azienda si erano espressi anche i sindacati e la Confindustria. Ora la svolta positiva. Il ministero afferma tuttavia che per poter procedere a un riesame, l'Ecofridge dovrà fornire una perizia giurata sulle prospettive economiche e occupazionali dell'
Abstract: I vertici della burocrazia comunale hanno spiegato che senza l'approvazione del bilancio, che non avverrà prima del 31 luglio, non si potrà procedere con i rimborsi perché l'operazione non avrebbe la copertura finanziaria. La restituzione delle somme, quindi, avverrà dopo il 30 luglio, quando il Cga, sempre che non decida di rinviare,
Abstract: burocrazia compresa". La prima pronuncia del giudice, basata sulle risultanze di una relazione psicologica, autorizza l'adeguamento dei caratteri sessuali per via medico-chirurgica, mentre la seconda attesta l'avvenuto intervento e rettifica l'attribuzione di sesso con le nuove generalità: "Rispetto alle trans - continua Andrea -
Abstract: convocata per ridisegnare il volto della burocrazia regionale. All'ordine del giorno dell'esecutivo regionale, infatti, c'era la rotazione dei dirigenti generali degli assessorati. Cioè di coloro i quali garantiscono il funzionamento dell'intera macchina regionale. Certo è che il presidente Raffaele Lombardo voglia piazzare alcuni suoi fedelissimi nei posti chiave dell'
Abstract: a causa dei tempi della burocrazia. E' necessario però presentare la richiesta: c'è tempo fino all'11 agosto. Un quarto d'ora di paura. Tetti scoperchiati, alberi sradicati, cocci trascinati via dal vento e lanciati a gran velocità contro case e automobili. Un quarto d'ora di paura, quello che il 6 luglio scorso ha scosso buona parte della provincia euganea.
Abstract: raccolta in 150 faldoni che ha mandato in tilt il funzionamento della burocrazia interna al palazzo di Giustizia di Milano. Gli atti dell'inchiesta sono custoditi al sesto piano in una stanza la cui porta è chiusa per mancanza di personale. Ieri gli avvocati difensori non hanno potuto consultare le carte e farne copia.
Abstract: che non accenna a diminuire e da una burocrazia ancora costosa e farraginosa, da costi di gestione costantemente in crescita. Se a questo si devono aggiungere anche i costi della criminalità si rischia veramente si ridurre la libertà d'impresa, con il risultato di spingere molti imprenditori a chiudere o trasferire la loro attività".
Abstract: diventare la felicità di una burocrazia diffusa in tutto il mondo, ma che se entrassero in vigore potrebbero avvantaggiare alcuni e distruggere la vita di molti altri. Perfino nei paesi ricchi, all'agricoltura è affidata tra l'altro la conservazione dell'ambiente, a partire dalla montagna che franerebbe inevitabilmente, qualora fosse abbandonata e dai pericoli di desertificazione.
Abstract: Ma la burocrazia viareggina va avanti così. Terzo esempio, ieri mattina, la mezza rivolta popolare scoppiata in via S.Francesco. Davanti alle Mantellate c'è un posto auto disegnato in giallo e riservato a mezzi di soccorso come specificato dalla segnaletica verticale.
Abstract: 23 Luglio 2008 Chiudi Innovazione tecnologica e burocrazia, due sfide decisive per il futuro del Paese.
Abstract: le imprese sono già gravate da un eccessivo carico fiscale, dalla burocrazia e da costi di gestione in crescita. Se a questo si devono aggiungere anche i costi della criminalità, si rischia veramente di ridurre la libertà di impresa, con il risultato di spingere molti imprenditori a chiudere o a trasferire al loro attività".
Abstract: che non si possa parlare di burocrazia nei cantieri in quanto la norma, al contrario, spinge verso una maggiore qualificazione delle imprese e dell'economia in generale. Non dobbiamo dimenticare che la riforma è il frutto di una mediazione generale e di una condivisione degli obiettivi, che dovranno trovare la propria compiuta manifestazione nel regolamento di attuazione"
Abstract: Mica cifre terribili nella burocrazia, il ministero le pubblica su www.esteri.it. Ma certi dati risaltano. Roma giova poco alla salute di vari dei 197 addetti alla Cooperazione allo sviluppo, in cima alla classifica con 22,58 giorni di assenze annuali. La medaglia d'argento al rovescio va a un settore che dovrebbe far marciare gli altri,
Abstract: Africa per mesi ci sono stati di mezzo il mare della burocrazia e il deserto dell'attesa. Le valigie e lo spirito, lui li aveva preparati da un bel po'. Ma le carte si sono aggiunte alle carte, le settimane alle settimane, prima che arrivasse il via libera del visto. Poi, a metà luglio, quando cioè il calendario detta il ritmo di esodi lontani o anche solo di weekend in riviera,
Abstract: diventare la felicità di una burocrazia diffusa in tutto il mondo, ma che se entrassero in vigore potrebbero avvantaggiare alcuni e distruggere la vita di molti altri. Perfino nei paesi ricchi, all'agricoltura è affidata tra l'altro la conservazione dell'ambiente, a partire dalla montagna che franerebbe inevitabilmente, qualora fosse abbandonata e dai pericoli di desertificazione.
Abstract: abbattesse gli ostacoli frapposti dalla burocrazia. "La mia famiglia", ha raccontato il ragazzo in un italiano fluente, "è l'unica del ramo a chiamarsi Zanoto con una T sola. E questo perchè nel 1935 quando mio nonno Angelo si recò in Comune a registrare la nascita di papà Arnaldo, l'ultimo dei suoi nove figli, il sindaco gli consigliò di brasilianizzare il cognome:
Abstract: Le imprese sono già gravate da un eccessivo carico fiscale, dalla burocrazia e da costi di gestione in crescita. Se a questo si devono aggiungere anche i costi della criminalità, si rischia veramente di ridurre la libertà di impresa, con il risultato di spingere molti imprenditori a chiudere o a trasferire la loro attività".
Abstract: burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. Un provvedimento lungamente atteso, ma che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità oltre ad offrire nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli senza
Abstract: Il paradosso più evidente è che vi sono i soldi, ma la solita burocrazia accumula ritardi, quindi, anche in presenza di imprese che lavorano e fatturano, le stesse si scontrano con i tempi della politica che non sono certo quelli dell??impresa che non può permettersi di perdere in competitività ?. ?
Abstract: L'ultimo scoglio nel mare della burocrazia verrà aggirato entro settembre: questo è l'obiettivo fissato dalla giunta berica ieri mattina. Il sindaco Achille Variati è stato lapidario: la variante al Piano regolatore verrà portata in consiglio comunale dopo le ferie, nei tempi più rapidi possibili.
Abstract: La burocrazia, infatti, si sposta all'estero, nei consolati italiani, che devono rilasciare agli immigrati con il nullaosta il visto d'ingresso per l'Italia. E qui c'è l'ennesimo imbuto: colpa - dicono gli esperti - della difficoltà di attraversare la frontiera per chi si trova già in Italia da irregolare e dell'insufficienza di personale nei nostri consolati.
Abstract: burocrazia, alle pratiche amministrative per cui gran parte dei servizi (anche i lavori pubblici avranno un periodo di tregua dato che nelle due settimane a cavallo di Ferragosto resterà chiuso il cantiere di corso Garibaldi). Nei giorni a ridosso del 15 agosto il lavoro di questi uffici è ridotto e si evita il rischio che qualche dipendente non prenda le ferie proprio perché la
Abstract: burocrazia regionale abbia qualche grossa difficoltà a giustificarla i in senso tecnico. La mia coscienza di consigliere regionale impone di rendere pubbliche e conoscibili le motivazioni di una decisione che rischia di compromettere gravemente il diritto alla salute di un intero territorio e di alimentare pesantemente la mobilità sanitaria in uscita dal piceno verso altre strutture
Abstract: le imprese sono già gravate da un eccessivo carico fiscale, dalla burocrazia e da costi di gestione in crescita. Se a questo si devono aggiungere anche i costi della criminalità, si rischia veramente di ridurre la libertà di impresa, con il risultato di spingere molti imprenditori a chiudere o a trasferire al loro attività".
Abstract: creerà confusione e burocrazia negli assessorati degli Enti locali. Sarebbe stato più produttivo - ha concluso Renzi - migliorare l'efficacia dei provvedimenti già esistenti. Lo spirito che anima questo provvedimento è condivisibile laddove opera perché tutti i giovani abbiano pari opportunità di crescita e di realizzazioni personali –
Abstract: chiesti documenti inutili La burocrazia, si sa, è lenta per definizione. Se poi deve destreggiarsi tra documenti in lingua straniera, i suoi tempi si dilatano ulteriormente. Ma alla capacità di ingarbugliarsi non ci sono limiti e così le cose che già semplici non sono finiscono per trasformarsi in autentiche corse a ostacoli.
Abstract: alla burocrazia si è conclusa con successo. L'annullo sarà emesso domani in piazza Santa Giustina, dalle 10 alle 18. Non è solo mostra filatelica (esplorazione, alpinismo e sport in ambiente montano), quella che resterà aperta fino al 17 agosto, in esposizione c'è una corposa raccolta di prime pagine della Domenica del Corriere con disegni di Achille Beltrame,
Abstract: In più sedi abbiamo segnalato la necessità di ridurre la burocrazia ridondante che danneggia l'utenza, ritardando anche di tre anni l'inizio dei lavori. Pur operando nel massimo rispetto delle norme bisogna accelerare l'esecuzione dei lavori di sicurezza idraulica e la difesa dell'ambiente a tutela degli abitanti e dei loro beni.
Abstract: Fino ad ora è stato fatto tutto quanto la burocrazia ci impone ma di fatto la società è come se non esistesse in quanto Lentini non ha risposto come ci aspettavamo. L'amministrazione comunale non ha ancora deliberato i 40 mila euro che avevamo richiesto. Io da solo non me la sento di andare avanti e stando così le cose consegnerò tutto al sindaco".
Abstract: La paziente ha richiesto un costoso farmaco "salvavita" in diversi ospedali, che la burocrazia sanitaria, tra perplessità di operatori e ostacoli amministrativi, le ha negato per 5 giorni. Per evitare disfunzioni ormonali e complicazioni, alla fine, la donna ha deciso di acquistare la fiala in una farmacia di Scordia, concludendo la sua estenuante "odissea".
Abstract: Europa ma una certa idea di Europa, quella fredda e distante della burocrazia. Il Trattato è stato individuato come un simbolo contro cui riversare un malessere. Il bersaglio, però, era sbagliato perché il Trattato non è un nemico ma uno strumento che snellisce il processo decisionale e accresce la dimensione politica dell'Unione.
Abstract: Assistiamo alla burocrazia farraginosa del sistema sanitario, con ritardi nelle liste d'attesa: la sanità corre il rischio di morire tra impedimenti burocratici e questo documento non lo considera minimamente". La speranza di vita, secondo William Garagnani del Pd, è sempre più alta grazie a una serie di azioni.
Abstract: quella fredda e distante della burocrazia. Il Trattato - sostiene Ronchi - è stato individuato come un simbolo contro cui riversare un malessere. Il bersaglio, però, era sbagliato perché il Trattato non è un nemico ma uno strumento che snellisce il processo decisionale e accresce la dimensione politica dell'Unione".
Abstract: Ma l'obbligo, rammenta Giorgio Aita, presidente di Confedilizia di Rovereto, è stato abolito dal decreto legge n.11 del 2008 del governo Berlusconi. "Insomma, meno burocrazia e minori costi" commenta Aita, "con tanti complimenti al ministro Scaiola e la speranza di norme più equilibrate".
Abstract: del raddoppio della ferrovia e di meno burocrazia "All'industria serve energia a basso costo" Casarotto: vanno sfruttate di più l'acqua e le altre fonti alternative MARIKA CAUMO BORGO. In tempi in cui la Valsugana sembra puntare su turismo e poli fieristico-commerciali quasi si dimentica che la valle vive ed ha vissuto soprattutto sul settore secondario.
Abstract: della burocrazia che diventa molto più corto per chiunque voglia investire in questa regione. Il tutto tramite l'attività di supporto e collegamento svolta dai desk. Ma non solo. Uno dei compiti assolti dai desk è quello di stimolare territorio e tessuto imprenditoriale locale grazie a progetti di cooperazione territoriale,
Abstract: cioè la presentazione di Investinmolise anche come catalizzatore tra la burocrazia e le aziende che non vogliono perdere tempo per fare business. Finanziamenti agevolati, consulenza in materia urbanistica e ambientale, servizi di assistenza legale e normativa per tutte le problematiche, aiutano l'imprenditore a sveltire le pratiche e iniziare subito la sua attività.
Abstract: ruolo delle attuali burocrazie di partito. Si ha invece l'impressione che la stagione congressuale non abbia affrontato di petto la scelta strategica futura della sinistra-sinistra. Si è risolta in una guerriglia tra un pulviscolo di correnti e di vecchi potentati, con una pioggia torrenziale di mozioni (clamoroso ai limiti del ridicolo il caso di Rifondazione con sei documenti)
Abstract: Burocrazia quanta ne ha la Fiat o la Geox, anche se si tratta di commerciare 60 letti. Pianificazione zero e crescita emozionale, istintiva, arruffona. Poteva andare diversamente? Ci si stupisce di quanto accade? Molti sono i disperati che prima di affondare le inventano tutte, impanano la mortadella e la servono come leccornia tipica,
Abstract: Una burocrazia pervasiva, troppo potente, che copre troppi affari, troppe competenze, togliendo spazio alle autonomie locali. Una burocrazia pressoché stabile, nonostante il succedersi dei governi e delle forze politiche, che tiene i rapporti con l'esterno, con "il privato", nel reciproco scambio di favori.
Abstract: purtroppo la burocrazia ha i suoi tempi e spesso va sollecitata, ma non ci sono problemi". E, a proposito di quanto è concreto il progetto che sta coinvolgendo la nostra città, castelli rivela: "La sede di Bergamo è l'unica ad essere pronta, segno che davvero l'impegno è stato notevole e che se le istituzioni fanno squadra i risultati sono ottimi"
Abstract: di burocrazia e la gestione, dalle pulizie alla manutenzione alla sicurezza, passa in mano ai privati. Una squadra scelta, nel progetto di Maurizio Francescon direttore della Confesercenti, che potrà avvalersi dei protagonisti attuali. Dai servizi di Aps alla Polizia municipale, passando per i Magazzini Generali e l'Interporto.
Abstract: Montecatini La burocrazia uccide villa Paradiso I proprietari ricorrono al Tar contro le lungaggini del Comune L'edificio del Cinquecento cade a pezzi, il progetto di recupero è fermo da otto anni FRANCESCO ALBONETTI PISTOIA. Villa Paradiso in località San Pantaleo, nei pressi di Spazzavento, risale alla prima metà del Cinquecento e fu costruita dalla famiglia Niccolai Lazzerini,
Abstract: Atteniamoci al linguaggio della burocrazia che sarà duro ma è preciso, e definiamolo contributo spese. Ce ne sono tanti e potrà esserci anche questo. Pure se si tratta di un rimborso un po' speciale, quello che il comune di Occhiobello (al confine tra Ferrara e Rovigo) offre ai suoi residenti: 250 euro - che visti i tempi di magra non sono poi così pochi -
Abstract: e soprattutto una costituzionale insofferenza alla burocrazia amministrativa. La carica politica, inoltre, gli ha procurato il primo vero screzio col suo amico e compagno di strada Caetano Veloso. Di sicuro Gil non ha mai smesso del tutto di suonare e incidere dischi e ora che è a fine mandato sta riprendendo il pieno possesso del suo lavoro.
Abstract: è la burocrazia: Autostrade è stata la prima concessionaria a far ricorso al Tar del Lazio contro il ministero dell'Ambiente e dei Beni culturali per sollecitare una Via sulla variante di Valico ferma da un anno. Un caso che ha una morale: l'unico modo per accorciare i tempi è che qualcuno oltre allo Stato (e i cittadini) rischi di perdere soldi a causa dei cantieri lumaca.
Abstract: che dovrà attrezzarsi per rispondere al nuovo corso delle imprese, evitando che la burocrazia vanifichi le iniziative. Ma il magi-strato fiorentino dice anche che la strada è obbligata: "Quando si opera in certi contesti, le imprese non possono essere autoreferenziali, devono capire dove sono,aprirsi all'esterno,lasciarsi guardare al loro interno ".
Abstract: Troppa burocrazia tra le aziende e lo Stato p "Ci poniamo il problema di come lavorare in certe aree evitando i principali rischi di infiltrazioni malavitose - racconta Dario Foschini, direttore generale Cmc Ravenna, 5mila dipendenti, lavori in portafoglio per 1,9 miliardi, di cui oltre 900 milioni in Sicilia e Calabria –
Abstract: associazione è in grado di aiutare a scegliere il tipo di impianto e di fonte energetica più adatta alle varie esigenze di imprese e famiglie. Sostenere l'energia pulita è una scelta culturale, politica ed economica che mira anche a sollecitare le istituzioni locali che troppo spesso, attraverso la burocrazia, ne impediscono l'utilizzo".
Abstract: ci si è messa anche la burocrazia di mezzo che per due giorni ci ha impedito di piangere sul corpo di Mirko. Ho scritto queste righe perché la morte di mio fratello non deve far pensare all'ennesimo drogato, perché ve lo assicuro (se non mi credete ci sono molto persone che lo possono confermare) Mirko era solo un bambino che non aveva più voglia di vivere,
Abstract: Come sempre in questi casi c'è lo "zampino" della burocrazia. La direttrice dell'ufficio Inps di Anzio, Rosaria Peduto, spiega: "La conferma della pensione di invalidità del signor Castaldi ci è arrivata dalla Asl il 15 aprile 2008. Noi dobbiamo liquidarla in 120 giorni, quindi siamo nei tempi".
Abstract: "I bisogni e le urgenze dei cittadini non aspettano i tempi della burocrazia. Ma questo era vero anche prima. Solo che a differenza del passato ora c'è una programmazione per migliorare l'offerta di servizi sanitari. Mi permetto di ricordare, tuttavia, che fino a settembre 2006 in Puglia non c'era un solo impianto Pet".
Abstract: Mai subìto fermate per malattia, ferie, maternità o problemi famigliari. A dare una mano per snellire e migliorare ancor più la burocrazia il 18 luglio è stato presentato alle associazioni di categoria il portale 'Investinargenta'. Nando Magnani.
Abstract: 24 Luglio 2008 Chiudi di ILARIA BOSI Paradossi della burocrazia: per evitare di cadere dentro un pozzo, a volte, non basta neanche la "raccomandazione". Ha dell'incredibile e rischia anche di avere ripercussioni giudiziarie la situazione che ormai da un anno e mezzo le mamme di San Giovanni di Baiano vanno denunciando per lo stato di abbandono di un pozzo,
Abstract: Forse per eccessiva burocrazia poiché a eseguire le analisi, in definitiva, è stata l'Arta dell'Aquila. Quindi troppi passaggi, mentre i cittadini hanno trascorso una settimana senza avere notizie sulla possibilità di utilizzare l'acqua per "consumo umano", in piena estate e nel momento in cui certe località si riempiono di turisti.
Abstract: Un vero record di 'burocrazia lumaca', ma con questo ormai bisogna fare. Tutto risolto? Nemmeno per sogno, perchè adesso che i 'michelangelo' della mobilità hanno redatto il progetto ? evidentemente più complicato di quello del ponte sullo stretto di Messina visti i tempi ?
Abstract: con i tempi della burocrazia, infatti, le nuove fontane saranno installate solo a settembre, se tutto va bene, ma nel frattempo le aiuole spariranno e dovranno essere nuovamente seminate: "E' un'autentica vergogna. Altre parole non ci sono per definire il furto degli ugelli che servivano per irrigare le aiuole tra via Saporito e via Di Giacomo"
Abstract: burocrazia, aveva tenuto lontano le forze vive dell'Europa e della regione". Per Craxi, il processo di Barcellona "aveva sostituito la tecnocrazia al mercato". Il compito dell'Italia Invece ora "il governo italiano intende favorire il cambiamento rimettendo il mercato al centro delle attività pur con un comprensibile controllo sociale dei nostri partner mediterranei responsabili
Abstract: Rilascio delle pratiche troppo lento le aziende non riescono a regolarizzare i dirigenti stranieri" "La burocrazia danneggia le imprese che hanno soci o collaboratori non comunitari"   Tanta pazienza e spirito di sopportazione. Perché la burocrazia per ottenere il rilascio dei permessi di soggiorno è uno scoglio complicato da superare, anche per le imprese vicentine.
Abstract: Meno burocrazia, sì Studi di settore, no   La "manovra d'estate", recentemente varata dal governo, contiene in materia fiscale alcune semplificazioni normative destinate a rendere la vita un po' più facile alle piccole imprese, come l'abolizione degli elenchi clienti e fornitori con decorrenza da quelli relativi al 2008.
Abstract: Non possiamo perdere la Motorizzazione civile" Pasinato: "Un servizio utile, vittima della burocrazia" Bizzotto: "La gestione passi alle Amministrazioni locali"     Elena Castellan La denuncia dello sperpero di denaro pubblico è divenuta ormai un tema di attualità ed ha coinvolto anche la sede di Bassano della Motorizzazione civile.
Abstract: unica impresa che azzera la burocrazia e si occupa di appalti e finanche dei protocolli con le prefetture sulla sicurezza e contro le infiltrazioni malavitose). "Anche se i 4 anni di lavoro hanno richiesto forse un decennio per le autorizzazioni", fa notare Matteoli, che annuncia: "Sto lavorando al tema ponte sullo Stretto".
Abstract: Evidentemente le carenze infrastrutturali, l'eccesso di burocrazia, la pressione fiscale, l'arretratezza tecnologica e l'illegalità hanno scoraggiato i potenziali investitori esteri. Oltretutto quei pochi che arrivano in Italia sono concentrati per tre quarti in due sole regioni, Lombardia e Piemonte.
Abstract: inceppa nella burocrazia del dibattito. L'anarchia è totale e per darvi ordine sarebbe necessario partire da una premessa culturale maggioritaria che oggi è assente: perchè Dio non è visto come il padre di ogni vita, perchè la parola della Chiesa non è ritenuta insindacabile, cosiccome una tale potestà non viene riconosciuta nè conferita con una delega in bianco al mondo medico-
Abstract: ingresso e il soggiorno dei professionisti "La burocrazia penalizza i dirigenti immigrati" "Ricercatori e amministratori di multinazionali o società a capitale estero hanno difficoltà ad avere i permessi" Vicenza A pensarci bene anche i manager che lavorano a Vicenza, ma provengono da fuori Europa, sono extra-comunitari.
Abstract: non in quella della burocrazia e dei banchieri". Prima del voto, il senatore del Carroccio, è anche intervenuto in Aula, presentando un ordine del giorno con cui impegna il Governo "a mettere in atto politiche culturali, anche attraverso una specifica programmazione nel palinsesto del servizio radiotelevisivo pubblico nazionale,
Abstract: In procura sono convinti che Karadzic abbia ottenuto i nuovi documenti con la complicità della burocrazia dell'allora presidente serbo Slobodan Milosevic. "Chi ha aiutato Karadzic era consapevole di star compiendo un crimine e per questo sarà perseguito", ha detto un portavoce dell'ufficio del procuratore titolare dell'inchiesta.
Abstract: Tra gli aspetti più contestati c'è quello del permesso di transito: "Tutta burocrazia inutile - hanno tuonato i presenti -. Basta esibire la carta d'identità per certificare che si è residenti a Monticello e che quindi si può transitare". Claudio Salsa: "Sono sequestrato a casa mia abitando in una cascina che si raggiunge solo con la Mercadante.
Abstract: A questo si aggiunge la lentezza della burocrazia e, quindi, per amministrare il Comune ci vuole molta buona volontà e spirito di servizio". Il sindaco ha ragione, ma la gente ha grossi problemi di sopravvivenza che disturbano enormemente il vissuto quotidiano. Giuseppe Carà.
Abstract: Compressori domestici: meno burocrazia e contributo per l'acquisto TRENTO. Ora è più facile installare un distributore "domestico" di metano per autovetture. La giunta provinciale ha semplificato le pratiche per l'autorizzazione, mentre i suoi uffici stanno elaborando il regolamento per ottenere i relativi contributi.
Abstract: burocrazia e di quelle tanto denigrate scartoffie, da cui molti adulti si tengono volentieri alla larga. Registrare ogni giorno i nuovi Cittadini che entrano al Paese è un compito importante e di grande responsabilità. "Senza Giocaquaderno non si può fare nulla nel Paese - afferma seria Francesca di dodici anni - perciò dobbiamo fare attenzione a inserire tutte le pagine che formano
Abstract: si è sganciata dai legacci della burocrazia. Il disegno, per diventare realtà, ora dovrà solo essere ufficializzato con la sigla dell'accordo di programma che sarà firmato dal Ministro alle infrastrutture Altero Matteoli, nonché da regione, Ferrovia, comune di San Giuliano insieme all'elenco di attori che partecipano a questa partita.
Abstract: conoscendo un poco il funzionamento della burocrazia e soprattutto della politica delle amministrazioni comunali, penso che il primo passo avrebbe dovuto essere la via istituzionale; ed ecco l'idea: presentare il progetto ad un amministratore che potrebbe essere particolarmente sensibile all'ipotesi di realizzare "un'oasi verde" (ecologicamente parlando.
Abstract: utile Gli investimenti frenati dalla burocrazia. Installato un impianto fotovoltaico Lo stabilimento della Aso Siderurgica di Ospitaletto L'impianto fotovoltaico installato vicino all'acciaieria Guido Lombardi OSPITALETTO Il mercato di riferimento (quello dell'aeronautica e degli impianti per la produzione di energia) va a gonfie vele e,
Abstract: auspicano un alleggerimento della burocrazia e l'abbandono del "comportamento schizofrenico" del settore. La qualità è l'arma vincente della Sicilia mentre la destagionalizzazione è la scommessa da affrontare di Antonio Giordano Un quadro della situazione del turismo siciliano con le sue criticità e i punti di forza.
Abstract: Abbiamo avuto spese e burocrazia, centralismo regionale e corruzione, mentre il carico fiscale è cresciuto, perché in Italia l'imposizione nuova è normalmente aggiuntiva e non sostitutiva di quella esistente, mentre non c'è stata alcuna diminuzione nel numero dei pubblici dipendenti.
Abstract: eccesso di burocrazia, la lentezza e la macchinosità delle procedure di autorizzazione e collegamento degli impianti della rete elettrica si traducono, in ultima analisi, in maggiori costi e si riflettono, quindi, anche sugli incentivi. Dobbiamo assolutamente ridurre questi extra-costi", ha concluso, "che pregiudicano nel tempo la sostenibilità economico-
Abstract: burocrazia e disorganizzazione", accusa: "Non è possibile che anche quest'anno nessun pagamento a Verona sia stato fatto" e "non è possibile che a molti lavoratori vengano richieste documentazioni per riconoscere il diritto alla disoccupazione, che sono già state presentate, e qualcuno ha smarrito, ritardando così i pagamenti"
Abstract: burocrazia permettendo) potranno partire i lavori della nuova centralina idroelettrica di Panchià, prevista sul rio Cavelonte. Per quanto riguarda i tempi tecnici di realizzazione, non dovrebbero superare gli otto mesi. Lo ha confermato mercoledì sera, in una riunione pubblica, sotto il tendone comunale delle feste estive (
Abstract: contro la burocrazia "borbonica" delle prefetture, contro i liberisti che vogliono affidare i servizi locali al primo che arriva, "ma noi non vogliamo pagare l'acqua come il petrolio" (avverte il capogruppo del Carroccio Roberto Cota). Ma sanno bene anche loro che dietro le bandierine ci sono molti rospi da ingoiare,
Abstract: Ma si tratterà, tuttavia, di una guerra di cifre e di burocrazia, perché il livello 2, ufficialmente, si raggiunge solo quando i lavoratori sono colpiti da dosi superiori a quelle ammissibili secondo legge, ipotesi per ora negata dall'Agenzia per la sicurezza Nucleare francese, che ha indicato il livello 0.
Abstract: L'assessore alle attività produttive si augura che il Suap associato possa entrare nella fase operativa dal mese di ottobre in modo da ridurre i tempi dettati dalla burocrazia per l'avvio di nuove attività e nello stesso tempo favorirne l'insediamento nel comprensorio del Marghine.(t.c.).
Abstract: Prato Meno burocrazia per convincere i cinesi Un progetto che punta a favorire lo smaltimento nelle ditte orientali PRATO. La Provincia, i comuni e Asm ci hanno provato. Ma sperare che i cinesi che lavorano nelle aree industriali o che vivono in città partecipino al progetto per far crescere la raccolta differenziata è ancora un'utopia.
Abstract: burocrazia, dispetti. Per Palazzo Marino il parco cintato più grande d'Europa in realtà al massimo è la meta di qualche gita fuori porta, da fare possibilmente all'Autodromo nelle giornate del Gran Premio d'Italia. E la Villa Reale, con il suo stillicidio di spese per rimediare all'incuria del tempo e a decenni di abbandono,
Abstract: di tutela non abbiano qualche altro rilievo da fare e sempre che lungo le vie della burocrazia italiana, infinite come quelle del Signore, ma certamente più accidentate, non sorga qualche nuovo intoppo a dilatare ancora i tempi. I colligiani l'hanno presa sul ridere: "Avevamo un simile tesoro d'arte e non lo sapevamo", ironizzava la gente ieri pomeriggio sotto le logge di piazza.
Abstract: ennesima manovra per dare spazio alla burocrazia, mettendo in secondo piano le azioni concrete che rendano più sicuri i posti di lavoro". Angelo Carrara, presidente dell'Associazione artigiani di Bergamo, ha chiarito subito la sua posizione al convegno organizzato in collaborazione con l'Asl, che si è tenuto ieri alla Fiera di via Lunga.
Abstract: Mamme e babbi potranno rivolgersi agli uffici per manifestare le necessità e avere consigli. L'augurio? Che quest'anno, a differenza del passato, chi cerca un posto per il bambino non venga travolto dalla burocrazia o dall'indifferenza di chi riceve le richieste.
Abstract: Cercando di risolvere due seri problemi provocati dalla burocrazia imperante e opprimente: ossia facilitando le pratiche per organizzare i campeggi e per evitare che siano considerate mense (con le complicazioni sanitarie connesse) le cucine all'aperto dove si fa da mangiare per decine di persone.
Abstract: Ma sarà stato caldamente invitato a farsi gli stemmi suoi, secondo la regola aurea della burocrazia italiana, che all'articolo 1 recita: "Non è di mia competenza". L'augurio è che qualche persona ancora provvista di senso del ridicolo decida di sottrarre alle tarme le camicie e i cinturoni, restaurando d'imperio il vecchio stemma.
Abstract: 2008-07-25 - pag: 2 autore: MISURE ANTI BUROCRAZIA p Taglio di 3.500 leggi desuete e di alcuni enti pubblici non economici con meno di 50 addetti Pa abbonate alla Gazzetta ufficiale via web anziché su carta Valore legale alla pubblicazione on line degli atti Carta d'identità che dura 10 anni con impronte digitali per tutti.
Abstract: di burocrazia, di parole fredde e personaggi opachi che non sanno rispondere al dolore. Bimbi abusati e genitori calunniati. Dolori rovesciati e opposti, tenuti assieme dal cordone sfibrato dei legami famigliari, quando producono cancrene. Luigi Cancrini, direttore del Centro Aiuto, convenzionato con il dipartimento minori del Comune di Roma,
Abstract: E se ci sono, come in effetti ci sono, ritardi questi vanno addebitati sia alla burocrazia romana (autorizzazione ambientali) che al contenzioso attivato dalle imprese private sul bando di gara. La Regione non c'entra nulla", afferma. La 275 "Maglie-Leuca".
Abstract: 25 Luglio 2008 Chiudi Anni di ritardi e immobilismo, ecco gli effetti Ressa, litigi e ticket falsi: una mattinata nei meandri stretti della burocrazia capitolina.
Abstract: per nulla subalterno alla burocrazia statale, nella sua "età ingenua" - così la definisce Girardi - l'Inu diede prova di impegnarsi sul fronte culturale e della politica, ma l'ambiguità di scegliere tra ripensamento teorico e "penetrazione negli organi dello stato" si consumò tra dibattiti e convegni.
Abstract: ma i tempi della burocrazia sono troppo lenti. Torniamo a "Sancio cattolico" e al suo profilo elegante, impreziosito dallo scenario della piazzetta dei Marinai e della chiesa seicentesca della chiesa di Maria SS. della Pietà. "Con questo nuovo scalo - ha dichiarato l'assessore Cascetta - continuiamo ad arricchire il sistema dei porti turistici della Campania:
Abstract: Abbiamo tagliato i tempi della burocrazia con un accordo a cinque, nato da una proposta italiana, che unisce Italia, Spagna, Francia, Portogallo e ora anche la Grecia, per una cooperazione "rafforzata". Siamo Paesi uniti da caratteristiche di territorio simili, e quindi dalla necessità di dover affrontare le stesse emergenze.
Abstract: Troppo lenti i tempi della politica e della burocrazia italiana per stare al passo con un mercato che tre anni fa era pronto a scommettere sulle tv al plasma e oggi non più. "Il momento non è dei migliori. Ma siamo una azienda giovane, dinamica ed abbiamo voglia di andare avanti. Oggi nel mondo - ha aggiunto Dooth - ci sono solo 7 produttori di televisori,
Abstract: Un tempo record considerando le lentezze della burocrazia. Raffaele Marra, il nuovo dirigente dell'Ufficio politiche abitative, nell'esposto presentato in Procura ha elencato i casi in cui vi sarebbero anomalie. Ma l'elenco delle assegnazioni sotto verifica è molto più lungo. E si allungherà ancora strada facendo.
Abstract: Una storia fatta di burocrazia e cunicoli legali. Uno slalom fra leggi finanziarie e circolari ministeriali fra le quali molti comuni hanno comunque trovato il modo per stabilizzare i precari senza trasformarli in disoccupati. "Complessivamente - prosegue la Cgil- si è assistito a un intero anno di promesse, iniziate con la campagna elettorale e ribadite dopo l'
Abstract: Chiedono di non essere lasciati soli ad affrontare, in mezzo ad una burocrazia non sempre facile da superare, i problemi legati alla cessazione della terza del corso alberghiero e della quarta dell'agrario, dovendo ora cercare altre scuole ? diverse o similari ? a cui iscrivere i loro ragazzi. SULLA QUESTIONE è già stato aperto un confronto.
Abstract: Italia storicamente gravata dal fardello della burocrazia, rappresenta una grande novità.Una pratica per il riconoscimento dell'invalidità interessavari organismi e comporta numerosi passaggi. All'Asl competente viene presentata la domanda, la commissione medica incaricata dall'Inps effettua invece una verifica che successivamente dovrà essere convalidata dall'Azienda sanitaria.
Abstract: energia e burocrazia, rosicchiano i margini di competitività. Secondo i dati della Direzione regionale del lavoro, dal gennaio 2008 sono 11 le imprese che hanno fatto richiesta di Cassa integrazione straordinaria (per un totale di 642 lavoratori potenziali beneficiari), aziende di medie dimensioni che appartengono ai settori legno e arredamento (
Abstract: quindi meno burocrazia, meno centri che si ostacolano l'uno a scapito dell'altro ma logica di sistema”. Tondo ha sottolineato come, in un incontro avvenuto in mattinata a Trieste, proprio le Cciaa siano state uno dei pochi interlocutori a fornire proposte concrete, come la realizzazione di tavoli tecnici per entrare nel merito delle specifiche questioni.
Abstract: burocrazia e disorganizzazione", accusa: "Non è possibile che anche quest'anno nessun pagamento a Verona sia stato fatto" e "non è possibile che a molti lavoratori vengano richieste documentazioni per riconoscere il diritto alla disoccupazione, che sono già state presentate, e qualcuno ha smarrito, ritardando così i pagamenti"
Abstract: è indubbio che si sia scontrata con una burocrazia pachidermica nella sede romana che ha rallentato la delicata operazione per l'individuazione di un'alternativa valida. La soluzione offerta dal Comune, mediatore l'assessore Marco Andracco, è piaciuta ma attualmente la nuova stazione è al limite dell'agibilità.
Abstract: Il doppio contando i tempi della burocrazia. Eppure quella dei matrimoni misti è una realtà in continua crescita: in dieci anni i matrimoni tra stranieri e italiani si sono triplicati. Un aumento del 300%. Non solo. Negli ultimi quattro anni, il numero dei bambini nati da coppie miste è aumentato del 22%.
Abstract: la beffa degli ingranaggi della burocrazia", sottolinea Leonetti, che spiega: "Esistono due ordini di problemi. Il primo è legato agli stipendi dei custodi, sette comunali ma cinque dipendenti della Fondazione, tutti in regolare servizio per la manutenzione ordinaria e l'apertura e assistenza su richiesta di qualche studioso.
Abstract: di snellire la burocrazia italiana e veneta che ha un peso elefantiaco, e che sempre scarica disagi e lungaggini agli utenti". "l monito ai colleghi va in tutt'altra direzione - conclude Cortelazzo - opportuno fare un passo indietro e non proporre progetti di legge regionali per ogni problema, perchè molti testi hanno il solo scopo di appesantire la macchina regionale,
Abstract: Per quanto riguarda le altre interrogazioni ancora senza risposta, mi sono fatto promotore di un processo di velocizzazione della burocrazia e di responsabilizzazione dei capiarea, nonchè dei responsabili dei vari uffici affinché venga data risposta". C. D. M.
Abstract: la burocrazia riesce a superare le proprie farraginosità e a trasformarsi in strumento di buonsenso. Poco più di un anno fa (il 3 luglio) Francesco restò vittima di un grave incidente in via Niscemi: "volò" dalla sua moto a seguito di uno scontro con un furgone e subì gravi lesioni alla colonna vertebrale che lo costringono ancora oggi alla totale immobilità.
Abstract: Finora sono stato sbeffeggiato dalla burocrazia ipocrita, ora ci si mettono anche i ladri a completare l'opera di demoralizzazione. A questo punto non sappiamo se potremo ancora reggere". PREOCCUPAZIONE A lanciare l'allarme per l'incursione sono stati ieri mattina i responsabili della produzione, che hanno subito avvisato le forze dell'ordine.
Abstract: rendendosi anche disponibile ad anticipare i soldi in attesa che la burocrazia del Comune destini le risorse. L'impianto del capoluogo è dotato di un solo campo di allenamento che non sopporta tutte le squadre della società -replica-. Sono state rinnovate le convenzioni con Sarginesco e Don Bosco e per potere utilizzare quegli impianti bisogna chiedere a loro".
Abstract: 2008 Assenza di spese di provvigione 26/07/2008 Burocrazia snella anche per gli stranieri 26/07/2008 4 26/07/2008 6 26/07/2008 8 26/07/2008 2 26/07/2008 Previsioni di rivalutazione del dollaro 26/07/2008 Assenza di crisi nel mercato delle locazioni 26/07/2008 Finanziamenti possibili fino al 70% 26/07/2008 Meno tasse rispetto alle case in Italia 26/07/2008.
Abstract: guidare i cittadini nella giungla della burocrazia. ??La nuova guida - ha sottolineato la responsabile dell'Urp, Silvia Tidu - è preziosa soprattutto per gli anziani, che sono quelli ad avere più difficoltà ad accedre all'informazione multimediale??. Comunicazione per i più giovani significa invece avere risposte dall'Informagiovani, altro pilastro della comunicazione del Comune.
Abstract: che poteva trascinarsi per anni a causa della farraginosa burocrazia - aggiunge il primo cittadino - si è risolta invece nel giro di poche settimane per la professionalità e lo spirito di collaborazione dimostrate da Ctu (il perito super partes nominato dal Tribunale di Brescia); ma anche per l'impegno profuso dai nostri uffici, dal professor Giuriani dell'Università di Brescia,
Abstract: Lidia Notarpietro e Giuseppe De Cillo (nella foto), ma purtroppo i tempi della burocrazia non ci hanno facilitato e solo la prossima settimana riusciremo a presentare le nostre idee. Ci piacerebbe ospitare gli stand austriaci visto che piazza Primo maggio è indisponibile, ma quello che vogliamo è soprattutto essere coinvolti nella manifestazione".
Abstract: Il sindaco di An boicotta la Festa dell'Unità di Alfonso Bianchi La burocrazia in Italia si sa, è sempre una brutta bestia. I tempi per ottenere l'autorizzazione per un evento politico di piazza sono spesso molto lunghi. Ma a Vico nel Lazio, in provincia di Frosinone, sono addirittura differenziati tra maggioranza e opposizione.
Abstract: La burocrazia è spesso un grande ostacolo per i cittadini, e l'amministrazione rapinese ha ideato un metodo semplice ma efficace per evitare lunghe file agli sportelli. Niente più biglietti e ticket, né scadenze da rispettare, ma una semplice carta ricaricabile per tutta la famiglia con cui poter usufruire di tutti i servizi a pagamento:
Abstract: Molta burocrazia, insomma. Problema che sembra riguardare anche la Mifid. Ma alla fine si riesce davvero a tutelare il risparmiatore? chiaro che è ancora troppo presto per esprimere una congrua valutazione sulla Mifid. Ma troppe misure appaiono più di forma che di sostanza accrescendo gli oneri burocratici e non garantendo né conoscenza né valutazione né controllo del rischio.
Abstract: Molta burocrazia, insomma. Problema che sembra riguardare anche la Mifid. Ma alla fine si riesce davvero a tutelare il risparmiatore? chiaro che è ancora troppo presto per esprimere una congrua valutazione sulla Mifid. Ma troppe misure appaiono più di forma che di sostanza accrescendo gli oneri burocratici e non garantendo né conoscenza né valutazione né controllo del rischio.
Abstract: Burocrazia e politica rendono tuttavia molto difficile attivare i pozzi Dopo Norvegia, Gran Bretagna e Olanda siamo i quarti produttori in Europa (SEGUE DALLA COPERTINA) ETTORE LIVINI E i petrolieri grandi e piccoli di casa nostra hanno riaperto i loro magazzini e tolto la polvere dai macchinari fermi dagli anni '70 per ripartire all'
Abstract: I lavori relativi alla sicurezza stradale non hanno ancora avuto inizio a causa di una burocrazia molto pesante. Il comitato di frazione è a conoscenza delle ragioni che hanno portato a questi ritardi. Oggi, lo ripetiamo, i ritardi sui lavori sono esclusivamente di carattere tecnico burocratico e sono di diretta competenza della Provincia".
Abstract: conviviali e fantasione condotte di promozione delle tipicità e guardare ai problemi veri di un comparto economico che non è fatto solo di "nicchie"". Grazie a questa sinergia gli agricoltori avranno un contatto diretto con Artea, avranno l'opportunità di partecipare a corsi di formazione e, tramite le associazioni di categoria, accorceranno "la filiera della burocrazia". Carlo Baroni.
Abstract: e nessuna burocrazia calata da Roma, nell'iniziativa "Il Poliziotto, un amico in più in spiaggia", che la Questura con un contorno animato di divise e bambini, illustrerà questa mattina alle ore 10.30 ai bagni della Polizia di Stato "Villa Ardizio", in viale Trieste lato Fano e continuerà nei giorni a venire presso gli altri stabilimenti balneari.
Abstract: SOSTA Troppa burocrazia e posti in calo LA TRAFILA per il rinnovo d... CENTRO Proteste per la sosta ) SOSTA Troppa burocrazia e posti in calo LA TRAFILA per il rinnovo del permesso sosta dei residenti ha ucciso ogni mia speranza. Venti giorni di tentativi quando uscivo dal lavoro: la fila era così immensa che non davano più nemmeno i numeri.
Abstract: si moltiplicano i vincoli e i condizionamenti e il costo della burocrazia soffoca le imprese". "Anche settori trainanti come l'agriturismo e il vitivinicolo marcano il passo, prova concreta di come le difficoltà del Paese ? prosegue ? si riflettano su tutti i settori. Dal campo alla tavola si registrano rincari anche del 500%, che fanno ridurre i consumi di pane,
Abstract: legati ad una burocrazia farraginosa. I DATI del ministro Calderoli sono eloquenti: parlano di oltre settemila leggi già tagliate (erano 21.691). Una sforbiciata del trenta per cento che entro dicembre salirà al 37 per cento. Due parole anche sui rifiuti. La Campania dovrà diventare pulita come Singapore dove fino a poco fa,
Abstract: è troppa burocrazia di Fabrizio Graffione Circa 150 occupati in meno nel primo semestre 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, con 135mila ore lavorate in meno. Il settore edile genovese è in crisi. A denunciare la grave situazione per l'occupazione e la produzione del settore è Assedil, che lamenta la scarsa capacità del Comune,
Abstract: burocrazia a risollevarti il morale. Ecco, in poche parole la sintesi del rapporto, o del non rapporto, che si è creato fra la candidata ad un concorso bandito dal Comune di Bagno a Ripoli per un posto di esperto amministrativo e contabile ed il Settore risorse umane del Comune stesso quando la giovane ha provato a chiedere qualche informazione sulle procedure concorsuali prima del
Abstract: burocrazia più agevole e prezzi adeguati "Controlli su bandi e appalti" Le imprese edili sono scese ieri in piazza contro lo Stato Duecento imprenditori del settore si battono per una concorrenza leale e per la correttezza degli enti LECCE - Si è trattata di una manifestazione unitaria di protesta, quella che si è svolta ieri a Lecce e che ha visto sfilare compatte le associazioni
Abstract: Altra iniziativa, sempre nel territorio, quella di un mercatino con il 5% dedicato a banchi di merce extracomunitaria da fare a Natale. Quando il nuovo accesso ai Musei Vaticani, burocrazia permettendo, dovrebbe già essere realtà. Ernesto Menicucci.
Abstract: Speriamo non piova come a settembre 2007 perché si verificherebbero le stesse conseguenze a riprova dell'inutilità di quanto posto in essere in questi mesi. La burocrazia e le chiacchiere non servono a nessuno fatta eccezione per chi di questo vive. (*) architetto.
Abstract: nonostante i tempi tecnici e la burocrazia, perché la torre si trova su uno strapiombo che corrisponde alla frana di 74 anni fa. Un intervento voluto dal Comune e autorizzato dalla Soprintendenza a Beni Architettonici e Ambientali del Piemonte con un importo non indifferente: 1 milione e 200 mila euro totali, di cui 800 mila solo per lo spostamento del monumento,
Abstract: Burocrazia più rapida, quindi. "Così - spiegano dall'ufficio commercio - si sono moltiplicate attività come quelle artigianali: dai negozi di parrucchiera, alle gastronomie, ai centri estetici". La vera incognita è rappresentata, ora, dall'impatto che avrà sul commercio al dettaglio l'apertura dell'ipermercato "Bennet" all'
Abstract: Contro la burocrazia e l'inefficienza, non hanno potuto nulla montagne di carte, di richieste, documenti su documenti, istanze anche da parte di associazioni ed enti per i disabili, neppure denunce e titoloni sui giornali; tutto è rimbalzato contro il muro di gomma del palazzo di città.
Abstract: ci siamo battuti contro la burocrazia, l'incapacità, l'inefficienza, la superficialità di una struttura comunale che però ha fallito". Come avete vissuto la vicenda? "Siamo molto amareggiati. Mio nonno era un contadino, un uomo semplice ed una persona retta, che nonostante la grave malattia era autosufficiente, rispettoso della legge e noi siamo cresciuti con quei valori.
Abstract: L'Ente lamenta anche una burocrazia soffocante da affrontare nell'organizzazione e per ottenere un qualunque tipo di permesso. Oggi fra primo cittadino e presidente ci sarà un incontro forse chiarificatore in occasione della presentazione ufficiale dell'evento previsto per il 2 e 3 agosto.
Abstract: e tra i tempi della burocrazia e il cambio di amministrazione il comitato non ha ancora avuto la possibilità di incontrare l'assessore al turismo Enzo Martines.Ma ora qualcosa si muove perché finalmente, il 30 luglio, questo incontro ci sarà. "Pensavamo che fornendo il progetto già fatto, e per di più da un professionista,
Abstract: è aumenta solo la burocrazia" CodognèIl gruppo di minoranza consigliare di Codognè, Lega Nord Forza Italia Noi per Voi, interviene in merito al Pati che i comuni di Orsago, San Fior, Cordignano, Codognè e Gaiarine stanno approvando e che, sottolinea il consigliere Roberto Bet, avrà l'effetto di complicare la vita ai cittadini.
Abstract: FELTRE - Burocrazia allo stato puro. Questo è organizzare un Palio, come cercare di ottenere il "lasciapassare A38" nella Casa che rende folli del noto film "Le 12 fatiche di Asterix". Da un ufficio all'altro senza risposte e soprattutto con nuovi incartamenti da presentare.
Abstract: burocrazia fra le più complesse del pianeta, come spiegano le associazioni del settore (Anev e Aper). Procedure autorizzative eterne e continui palleggi fra Comuni e Regioni rendono molto complicato installare impianti. Ogni Regione emana le proprie regole ma poi ci si scontra con i singoli Comuni, quando gli intralci non arrivano dalle modalità di connessione alla rete elettrica
Abstract: Ma una burocrazia cieca lo ha mandato comunque alla revisione. Il responso dei medici è stato favorevole, ma non è giunto per tempo all'Inps, che ha sospeso l'assegno. "La Asl ha un arretrato notevole, le comunicazioni ai disabili sono ferme a marzo", spiega Atzori.
Abstract: Ancora troppa la burocrazia per l'assunzione di manodopera in agricoltura"), il presidente di Confartigianato Imprese Cuneo Sebastiano Dutto ("Aumentano donne e laureati, segno che si punta su qualità e formazione per aumentare l'export"), il vicepresidente di Confindustria provinciale Amilcare Merlo ("Industria e Università si impegnino per soddisfare le esigenze del territorio"
Abstract: in attesa che la burocrazia compia il suo iter, saranno predisposti quanto prima. A rispondere alla domanda è stata la voce di Ettore Isacchini, presidente dell'Aler: "Dato l'intervento di ristrutturazione che si prospettava decisamente radicale, ci saremmo comunque visti costretti a far traslocare i residenti".
Abstract: burocrazia". Nel sottolineare che "quest'opera rappresenta una nuova e grande opportunità per l'intero territorio", Dall'Oca definisce le recenti affermazioni del Wwf sulla stampa "inutili e fuorvianti strumentalizzazioni", perché "basterebbe leggere attentamente le carte per sapere che il progetto è stato interamente predisposto nel rispetto della normativa urbanistica e ambientale"
Abstract: è qui prigioniera della burocrazia, si perché come da documento avrebbe dovuto ritirare il primo permesso di soggiorno il 10 luglio 2008 , ma presentandoci in questura ci hanno prospettato ancora "6mesi" di attesa. Oltretutto con il visto scaduto da 2 mesi!!!! Cosa deve fare in questi 6 mesi se non può lavorare, ricongiungere la propria figlia,
Abstract: burocrazia militare viene chiamata "striscia tattica polifunzionale", è la conferma che battaglie civili, proteste, rivendicazioni e una legittima domanda di trasparenza non sono servite ad alcunché. E ha così il sapore amaro della beffa il passaggio nella nota ufficiale di Palazzo Chigi in cui si parla dell'"intento di proseguire nella politica di riduzione in Sardegna delle aree
Abstract: la necessità di razionalizzare il funzionamento della burocrazia, che viene affrontato in modo così ambigua. Sull'argomento presenteremo una interrogazione urgente". Come accennato nei giorni scorsi c'è stato un ampio dibattito sulle disfunzioni interne al settore dell'edilizia privata. Dopo le critiche per i ritardi, l'assessore al Personale Giuseppe Farris aveva,
Abstract: Prima si affrontano i grandi temi confrontandosi con la popolazione e solo alla fine si risponde alla burocrazia". A. G. 27/07/2008 ' 27/07/2008 le prioritàdi italia nostraPrioritari i temi della viabilità, dell'ambiente, dell'abitazione, del lavoro e delle infrastrutture roberto cuneopresidente di Italia Nostra 27/07/2008 2007??27??luglio?
Abstract: dalla burocrazia 27/07/2008 Genova. Sono pochi perché costosi da mantenere (vanno tenuti aperti tutto l'anno ma rendono davvero solo nel periodo estivo), difficili da ridimensionare, rotti e bloccati da lavori di riparazione che non partono mai. In Liguria il turismo da diporto cresce (i natanti iscritti al registro della Capitaneria di porto in un anno sono aumentati di 200 unità,
Abstract: le burocrazie sportive di tutti i paesi, compresa la nostra, non lo tolleravano, anche loro avrebbero voluto poter chiudere un occhio sulle evidenze virili delle campionesse. Poi ci fu, alle Olimpiadi di Città del Messico, lo scandalo degli atleti afro-americani che salutarono il pubblico a pugno chiuso come quelli del movimento antirazzista Black Panthers,
Abstract: frontiere e delle differenze di lingua e di religione solo coloro che sono costretti a farsi strada nel mondo, in mezzo all'ostilità delle burocrazie statali, allo sfruttamento di nuovi padroni e alla diffidenza generale. Oggi in Italia le cose vanno in direzione opposta. C'è come una sindrome di insicurezza che sta diventando una malattia nazionale. E c'è una politica della paura.
Abstract: Ma di certo non avrei potuto districarmi da solo nelle pieghe della burocrazia. Ed è lì che ho avuto un'altra prova della sua grande disponibilità e generosità". E in effetti la manifestazione è stata poi organizzata come una gara canora, con sette gruppi giovanili emergenti, quattro il primo giorno e tre il secondo.
Abstract: Snellire la burocrazia, favorire lo sviluppo utilizzando tutti i fondi comunitari e mettere mano alla gestione dei trasporti". Un vero programma di governo. Anche se Piccone frena: "Per il nome bisognerà attendere dopo la prima settimana di agosto. Fissiamo la data certa delle elezioni, poi, uscirà il nome".
Abstract: 27 Luglio 2008 Chiudi Maresciallo dell'esercito a 38 anni costretto a farsi mantenere dai suoi in lotta con la burocrazia da 5 anni.
Abstract: 27 Luglio 2008 Chiudi Militari italiani durante le missioni all'estero: in dieci anni ben 255 hanno contratto il tumore a causa dell'uranio impoverito utilizzato per le operazioni di guerra Uno di questi, un ternano maresciallo dell'esercito sta combattendo con la burocrazia per avere la sua pensione.
Abstract: di DANTE CILIANI Quando la burocrazia ci si mette di buzzo buono può superare qualunque livello di cinismo. Ne sa qualcosa un sottufficiale di carriera dell'esercito, che chiameremo Mario Rossi per le giuste esigenze di privacy, costretto a perdere il lavoro e vedersi poi negato anche il diritto ad un sostegno economico, come pure le leggi dello Stato italiano riterrebbero giusto.
Abstract: c) s'è rotta l'aria condizionata e comprensibilmente qualcuno ha svalvolato? ***** Aiuto, la burocrazia! Sbagliano il nome, niente pensione: vi raccontiamo il calvario di un militare colpito da tumore durante le missioni all'estero. Ha 38 anni e da cinque lotta con la burocrazia. (Per saperne di più, a pag. 47).
Abstract: 10 Burocrazia più snella per anziani e malati gravi COLLE NIENTE PI SPOLA fra gli sportelli, niente più via vai di documenti e certificati: i servizi sociosanitari e socioassistenziali di Colle saranno riuniti in un unico sportello. Ai cittadini che hanno subito una perdita di autonomia (anziani, malati terminali,
Abstract: accusa verso la burocrazia che ferma il trasloco IL NUOVO Palagiustizia a Novoli è quasi pronto ormai da tempo. Ma quel 'quasi' rischia di avere tempi biblici. E non solo per i costi (si parla di 15 milioni di euro) anche per i tempi da paleolitico della burocrazia che ancora occorrono per firmare atti, far lavorare commissioni,
Abstract: ha spiegato Bini ? Resta il fatto che da quello politico la Comunità montana è uno di quegli enti con sovrapposizioni di competenze che ingrassa la burocrazia. Non troverebbe posto nel nuovo assetto istituzionale degli enti locali che il Pdl ha in mente".
Abstract: è davvero il Regno del Male, o non è, anche quella, una terra in cui, sotto la burocrazia, sotto il partito unico, si può e si deve andare alla ricerca dei valori dell'uomo, dell'amore, dell'amicizia dei sentimenti di solidarietà? La risposta è libera, il suggerimento dell'autore noto. Buon gioco e buona lettura. Cesare Sughi.
Abstract: Da quello che si sa, mancherebbe un documento per sbloccare l'iter. Insomma, è la burocrazia, spietata anche in Danimarca ? paese dell'Unione Europea ?, a sbarrare la strada del rientro in Italia della salma. I funerali, quando Lucio tornerà, si terranno nella sua Forlimpopoli.
Abstract: che abbia orari continuati e che venga incontro prima che alle regole della burocrazia ai bisogni dei cittadini. Infatti oggi non è facile smaltire i rifiuti nella discarica di Case Sartori sia per l'ambiente apocalittico nel quale i cittadini si trovano a disagio ma anche per le pratiche burocratiche alle quali si deve sottostare con notevole perdita di tempo".
Abstract: ma per la burocrazia italiana fatta di decreti attuativi senza i quali nulla si può spendere, nemmeno con una legge finanziaria, i 157 milioni di euro sono rimasti fermi. Soldi che poi non sarebbe facile distribuire, dal momento che "ha subito ritardi la definitiva fissazione del fabbisogno di ciascuna amministrazione".
Abstract: burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. La l'ufficio provinciale frutticoltura e viticoltura della Provincia intanto comunica che entro il 10 settembre tutti i produttori e rivenditori di vino sono tenuti alla presentazione della dichiarazione di giacenza
Abstract: la solita burocrazia insensibile, ci mise lo zampino. Non era bastata la parola del compagno per procedere alla cremazione della vittima. Così ci vollero due settimane e una lunga trafila prima di poter dare sepoltura a Georges Gaston Lillemant, nato a Chateau Villan ufficialmente residente a Parigi, anche se da parecchi anni con domicilio in Laguna,
Abstract: alta burocrazia, establishment economico-finanziario - scelgono quello che considerano il male minore. Longanesi cita Luigi Sturzo, antifascista doc: "Oggi vi è un governo: il capo mostra volontà ferma; si sente uno che comanda. Dopo circa due anni che non si sentiva la parola voglio, c'è un uomo che vuole.
Abstract: 27 Luglio 2008 BUROCRAZIA & GIUSTIZIA. Solo sanzioni amministrative per chi abita nella via senza recapito La via degli "invisibili" scompare in Procura Non è reato il "limbo" che ha coperto posizioni di comodo Non sono stati riscontrati profili di responsabilità penale     Fabiana Marcolini Ha cambiato nome e non ci sono più i numeri civici,
Abstract: burocrazia". Nel sottolineare che "quest'opera rappresenta una nuova e grande opportunità per l'intero territorio", Dall'Oca definisce le recenti affermazioni del Wwf sulla stampa "inutili e fuorvianti strumentalizzazioni", perché "basterebbe leggere attentamente le carte per sapere che il progetto è stato interamente predisposto nel rispetto della normativa urbanistica e ambientale"
Abstract: alta burocrazia, establishment economico-finanziario - scelgono quello che considerano il male minore. Longanesi cita Luigi Sturzo, antifascista doc: "Oggi vi è un governo: il capo mostra volontà ferma; si sente uno che comanda. Dopo circa due anni che non si sentiva la parola voglio, c'è un uomo che vuole.
Abstract: combatto contro la burocrazia" TOLENTINO - La sua battaglia contro la burocrazia è iniziata nel maggio del 2007, quando ha acquistato un'auto di seconda mano. E in quasi un anno e mezzo ancora non è riuscito ad ottenere giustizia. Sergio Fulgi, 60 anni, conosciutissimo in città anche con il soprannome Serghei, è invalido al cento per cento.
Abstract: muscoli e motore di una nuova stagione del Ppe, affinché in Europa comandi la politica e non la burocrazia. Dall'Europa di Prodi e di Trichet fatta di visioni burocratiche - conclude Gasparri - si deve passare all'Europa del progetto e dell'identità che può nascere sotto la spinta di Berlusconi e Sarkozy".
Abstract: fare con una burocrazia di un altro paese che parla una lingua diversa. Con ogni probabilità, quando riusciremo a conoscere le cause della sua morte (i risultati dell'autopsia verranno resi noti a breve), la salma verrà portata in Italia. Di sicuro per il momento è che la cerimonia funebre si svolgerà nella chiesa parrocchiale di Guarda e verrà officiata dal parroco Don Domenico.
Abstract: Da settembre - riprende Zanon - dovremo spiegare ai veneti che il centro destra a livello nazionale sta attuando la vera stagione delle riforme: da quella della giustizia a quella del federalismo fiscale, dalla riforma costituzionale alla riforma delle burocrazie".
Abstract: fatto che la sua burocrazia non raggiunge le aree rurali. Inoltre, Pechino dipende dai governatori locali e dal settore privato per la creazione di reddito e occupazione. Del resto, come Francis Fukuyama osserva in un recente saggio, un passaggio decisivo nel graduale e difficile percorso della democrazia in occidente è stato il ridimensionamento del potere delle oligarchie locali.
Abstract: L'ASSESSORE GAMBA Proposta di legge per tagliare la burocrazia in edilizia (A. Cip.) Snellire la burocrazia che complica le pratiche edilizie, diminuire il carico di lavoro degli uffici comunali, ridurre in modo drastico i tempi di attesa per i cittadini che vogliono ristrutturare la propria abitazione.
Abstract: L'errore è stato possibile grazie alla flessibilità della burocrazia belga: per essere assunti da un commissariato di polizia bisogna presentare un certificato di buona condotta, ma l'uomo ha tardato a presentarlo con varie scuse e ciò gli ha consentito di cominciare comunque la sua attività. Invia ad un amico.
Abstract: BUROCRAZIA. CONTESTATO IL COMUNE A Oltreponte è guerra per market alimentari [FIRMA]FRANCA NEBBIA CASALE MONFERRATO "L'amministrazione comunale ha fatto di tutto per ritardare l'iter che riguarda l'ex Bonzano. E' da 5 anni che abbiamo acquistato l'area, e abbiamo già anche sottoscritto un compromesso per la cessione di 4000 metri quadrati alla Dimar,
Abstract: Problematiche create dall'eccessiva burocrazia, "che ha dato vita ad una gestione inadeguata che permea anche il settore degli istituti di formazione; e che ha portato il sistema aeroportuale italiano ad essere superato da Paesi appena entrati nell'Unione Europea come Romania e Bulgaria, che hanno investito nel settore".
Abstract: candidatura di un dirigente del maggior partito della coalizione (per poi evitare elezioni primarie con accordi tra ristrette burocrazie di partito) e chi, partendo dall'esistenza di un altro candidato in campo, che dichiarava di collocarsi all'interno del centro sinistra e che chiedeva le primarie per la scelta del leader, riteneva le consultazioni primarie una scelta ineludibile.
Abstract: Da quando ne aveva dieci, ha cominciato a fare il n LUNED PROSSIMO Francesco Lorenzini vive a Lonato ed ha 70 anni. Da quando ne aveva dieci, ha cominciato a fare il norcino, seguendo le orme dello zio. Mestiere che continua ancora a fare, nonostante i mille inghippi della burocrazia sanitaria.
Abstract: Ma per la burocrazia non esiste ancora In prima linea contro i tumori delle donne di Elena Zuppini Come spesso accade nel nostro Paese, la professionalità e l'intraprendenza delle persone cammina mille passi avanti rispetto alla burocrazia e da questo non è esente nemmeno il mondo della sanità.
Abstract: ingarbugliato nella burocrazia, al centro di un microcosmo che non è più grande del condominio dove vive. Così almeno lo vede lo scrittore inglese Tim Parks nel suo libro Italiani uscito negli anni '90. Il tipo italiano-veneto? Ha come punto di riferimento frate Indovino, è diffidente ma alla fine generoso, fiero di essersi conquistato una casa e una posizione,
Abstract: nulla su una norma di civiltà cancellata con la scusa di semplificare la burocrazia?". Ne risulta un pessimo quadro d'insieme. " in atto una vera e propria controriforma del mercato del lavoro. Mi auguro che questa operazione susciti un'adeguata reazione politica. Per quanto mi riguarda, l'iniziativa del Partito democratico del 25 ottobre dovrà avere questi contenuti.
Abstract: Ma basta burocrazia: basta fotocopie di documenti e permessi ogni volta che parcheggiamo". Una provocazione, quella di Federica, disabile mestrina. Il vicepresidente provinciale della Uildm, intanto, chiede al direttore generale Antonio Padoan: "Confermi con opposita ordinanza e direttiva ai gestori del parcheggio quanto dichiarato sulla stampa"
Abstract: Troppa burocrazia Al parcheggio mi fanno ogni volta la fotocopia della carta d'identità" La famiglia Liccardi non ci sta. Il consiglio di amministrazione di Pmv, venerdì, aveva deciso di procedere con la permuta dell'area dell'ex deposito Actv di via Torino in cambio dell'acquisizione dell'ex palazzo delle Poste di piazzale Favretti.
Abstract: ordine padane come sicurezza, immigrazione, tasse, burocrazia. Tutta un'altra aria rispetto all'ultimo congresso, quello del 2005, quando Pottino fu eletto e avviò le epurazioni, espellendo proprio Fontanini e il vicepresidente del Senato, Francesco Moro. Lo strappo forse più profondo nella storia del Carroccio friulano.
Abstract: C ha fatto una battaglia durata 2 anni contro la burocrazia per avere l'assistenza che a suo marito spetta di diritto. "Quando hai un malato di Sla in casa fai una vita che non è più vita - dice C.C -non abbiamo figli e l'unica persona che mi è rimasta vicino è mia sorella. Di fronte a una patologia come questa tutti ti voltano le spalle, parenti e amici,
Abstract: 08 è deregulation per la disciplina Minore burocrazia nel lavoro Le dimissioni on-line e i libri paga e matricola vanno in soffitta Stop alle dimissioni on-line, contratto a termine con flessibilità garantita, stop al divieto di cumulo tra pensione e reddito di lavoro. Sono soltanto alcune delle novità introdotte dal dl n.
Abstract: A Pantelleria il programma è partito nel 2004, ma si è impantanato nelle maglie della burocrazia e nel lungo iter della valutazione di impatto ambientale. "L'intervento – spiega Riggio – consentirà di mettere sul mercato la gestione dell'aeroporto ". La rotatoria che porta al check in evoca l'immagine di un cratere.
Abstract: Uno scatto raro della nostra burocrazia. Nel 2007 arriva la sentenza del Tar. "Nel decreto - si legge - non vi è traccia di alcuna valutazione operata a livello nazionale" né "della valutazione dell'offerta potenziale del sistema universitario". Comunque sia l'inter-ateneo per poco più di venti studenti l'anno va avanti e, il prossimo 5 settembre,
Abstract: qualche persona esperta della burocrazia se a causa delle condizioni disastrate della strada che porta ad un cimitero è possibile chiedere rimborso di eventuali danni. Claudio Ronzoni Parma, 21 luglio Due parole sul nucleare Egregio direttore, vorrei approfittare di questo interessante spazio (ogni giorno non vedo l'ora di arrivare alle ultime pagine del giornale e leggere le lettere)
Abstract: determinazione della Commissione ad eliminare la burocrazia. Continuerò su questa strada. Non è compito dell'UE regolare queste cose: lo devono fare gli operatori di mercato. Inoltre questa misura ridurrà gli sprechi e farà l'interesse dei consumatori". La proposta mantiene gli standard di commercializzazione per dieci prodotti che costituiscono il 75% del valore di mercato nell'
Abstract: burocrazia", in senso nobile, alla base del successo, che si fonda poi con il dialogo fitto con l'industria: "Assoindustria – prosegue Calzolari – ci ha messo a completa disposizione alcuni collaboratori che sfruttano i nostri collegamenti internazionali per far viaggiare in ambito europeo progetti di diretto interesse delle imprese"
Abstract: Tempi lunghi e burocrazia frenano le iniziative di aggiornamentoe molte risorse restano inutilizzate. u pagina 19 AMBIENTE Più multinazionali attente all'ecologia - Secondo vari studi,l'obiettivo di dimezzare l'emissione di gas serra entro il 2050 è fattibile.
Abstract: Il mondo dello sport è fatto in gran parte da volontari, che chiedono più attenzione e sensibilità, non solo burocrazia ". Esempi concreti? "L'anticipo sui contributi ordinari - prosegue Murano - di solito arrivava a giugno, mentre quest'anno è in grave ritardo. Un grosso problema per chi deve pianificare l'attività ". A PAGINA 5.
Abstract: stata approvata dalla Camera dei deputati la norma che introduce per la prima volta in Italia i voucher per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati con i lavori stagionali in agricoltura. Il sistema dei voucher richiama i buoni pasto in uso da anni in molte aziende.
Abstract: non solo burocrazia". Esempi concreti? "L'anticipo sui contributi ordinari - prosegue Murano - di solito arrivava a giugno, mentre quest'anno è in grave ritardo. Un grosso problema per chi deve pianificare l'attività. Ma un generale, tutto l'iter delle sovvenzioni è diventato faticosissimo, con continui intoppi.
Abstract: Ma basta burocrazia: basta fotocopie di documenti e permessi ogni volta che parcheggiamo". Una provocazione, quella di Federica, disabile mestrina. Il vicepresidente provinciale della Uildm, intanto, chiede al direttore generale Antonio Padoan: "Confermi con opposita ordinanza la gratuità del parcheggio" (nella foto).
Abstract: burocrazia sono maestre nel propinarle - abbiamo bisogno di concreti esempi virtuosi. Non ho dubbi sul fatto che la Lombardia sia capace d'amministrarsi bene. Ne ho invece tantissimi sul fatto che ad una accresciuta responsabilizzazione fiscale ed economica della Lombardia o del Veneto corrispondano una equivalente responsabilizzazione di Regioni dissipatrici nonché una accresciuta
Abstract: Abbiamo instaurato di recente un rapporto con un imprenditore di Taiwan venendo a contatto con una burocrazia folle, che ci impone regole che le aziende locali non seguono affatto. Diciamo che un pochino di "sano protezionismo" bisognerà applicarlo per evitare di essere invasi dal prodotto cinese che, alla fine, non porterà ricchezza a nessuno e impoverirà molti.
Abstract: Ma per la burocrazia non esiste ancora In prima linea contro i tumori delle donne Gli interventi sono passati dai 71 del 2004 ai 300 di quest'anno; nel 2004, 39 cicli di chemioterapia contro gli 800 del 2008 Una esperienza unica nel Veneto che forma nuove professionalità non previste dagli atenei Nei casi affrontati da centri specialistici,
Abstract: ingarbugliato nella burocrazia, al centro di un microcosmo che non è più grande del condominio dove vive. Così almeno lo vede lo scrittore inglese Tim Parks nel suo libro Italiani uscito negli anni '90. Il tipo italiano-veneto? Ha come punto di riferimento frate Indovino, è diffidente ma alla fine generoso, fiero di essersi conquistato una casa e una posizione,
Abstract: destreggiarmi abbastanza bene tra la troppa burocrazia italiana, pur trovando spesso molte difficoltà, ma mi domando chi può aiutare persone come il signor Fulgi a trovare la soluzione adatta. Se non si provvede dal piccolo centro cittadino non scandalizziamoci poi se a livello nazionale le cose non sono migliori e non nascondiamoci sempre dietro a comitati di partito più grandi,
Abstract: (Apcom) - Abbreviare i tempi della burocrazia avviando una procedura di emergenza per arginare e risolvere il problema della droga a Torino. E' quanto emerso dall'incontro odierno fra il sottosegretario all'Interno, Michelino Davico, il prefetto, Paolo Padoin, e il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino.
Abstract: della burocrazia, con l'obiettivo di semplificare ed agevolare sempre più l'accesso alle prestazioni socio-sanitarie”. “Il provvedimento - aggiunge l'assessore Artesio - rappresenta un altro importante passo in avanti sulla strada dell'attuazione del piano socio-sanitario, che si pone come obiettivo quello di mettere al centro del percorso assistenziale il cittadino,
Abstract: burocrazia". Nel sottolineare che "quest'opera rappresenta una nuova e grande opportunità per l'intero territorio", Dall'Oca definisce le recenti affermazioni del Wwf sulla stampa "inutili e fuorvianti strumentalizzazioni" perché "basterebbe leggere attentamente le carte per sapere che il progetto è stato interamente predisposto nel rispetto della normativa urbanistica e ambientale"
Abstract: di burocrazia dalle spalle dei malati. La giunta di via Fieschi ha deciso che non è più obbligatorio presentare ogni anno l'autocertificazione per poter avere l'esenzione dal pagamento del ticket per motivi di reddito. L'Asl2 ha reso noto che le autocertificazioni già presentate saranno valide anche per gli anni successivi,
Abstract: Mi riferisco a concentrazione dei fondi europei, all'avvio del programma nucleare, al piano case con l'uso razionale della cassa depositi e prestiti, alla liberalizzazione dei servizi pubblici locali, alla riduzione della burocrazia e, anche, alle università che possono diventare fondazioni".
Abstract: da molta burocrazia, da gap fiscale e infrastrutturale e da una governance ancora basata sulle "piccole patrie" regionali, sono sempre più lontani i tempi in cui il Grand Tour in Italia era un imperativo d'obbligo per romantici e vacanzieri. Secondo le rilevazioni dell'Osservatorio turistico-alberghiero di Federalberghi-Confturismo,
Abstract: a causa di infrastrutture obsolete o per una burocrazia indicibile e via così. Piuttosto per mancanza di idee, intendo idee costruttive, dirette al bene comune e non a interessi individuali, familistici, di bottega, di "albergo", di partito. L'Italia si è bloccata anche perché non è stata mai fatta luce definitiva, incontrovertibile sui suoi misteri,
Abstract: che deve essere chiuso prima dell'inverno Frenata dalla burocrazia la strada per le malghe di Barbara Bertasi "O adesso o mai più". Anna Paola Perazzolo, responsabile dei lavori sul Baldo per il Servizio forestale regionale vuole prolungare la strada comunale Valvaccara fino a Malga Pra' Becco di Brenzone.
Abstract: Più occasioni di lavoro e meno burocrazia" SASSARI. La facoltà di Lettere e Filosofia gioca d'anticipo e applica per prima in Sardegna le nuove normative ministeriali sulla didattica, migliorando l'offerta formativa per gli studenti. Nascono le "interclassi" e le proposte si arrichiscono dal campo dei beni culturali, ai servizi sociali,
Abstract: una situazione davvero emblematica dello stato della burocrazia provinciale, quella che affligge la nostra casa di riposo. Tutto nasce con la legge di riordino degli istituti di assistenza (Ipab): il governo nazionale lo ordina con la legge quadro 328 del 2000. La Regione Trentino-Alto Adige, però, ci mette cinque anni a recepirla: lo farà con la legge regionale 21 settembre 2005,
Abstract: solo questa costruzione dall'aspetto giocoso che ricorda l'Europa balcanica ha mobilitato la burocrazia, affrettatasi a moltiplicare le richieste di autorizzazione? Vien da pensare che è proprio l'idea che rappresenta ad aver alimentato tensioni nuove: quel tetto, quelle scale, quei vetri alle finestre dicono casa, dicono stanzialità.
Abstract: e nel frattempo nessuno si prende cura del verde Palme uccise dalla burocrazia Poetto.. La Provincia sta cedendo la strada al Comune e nel frattempo nessuno si prende cura del verde Lungomare, rinsecchite le piante nelle rotatorie --> Lungomare, rinsecchite le piante nelle rotatorie La Provincia sta per cedere il lungomare Poetto al Comune, ma nel frattempo nessuno cura le palme.
Abstract: Nel frattempo sono stati compiuti passi in avanti anche sul fronte della burocrazia: infatti la società elettrica ha ricevuto la comunicazione con la quale il Servizio commerciale della sub-agenzia Mpe 3 attestava di aver avuto, in data 5 maggio 2008, la formale richiesta di attivazione del servizio inoltrata dalla ditta Gmc.
Abstract: lo strumento con cui si batte contro la prepotenza della burocrazia. "L'associazione è nata per caso - ricorda Raffaele Borrelli - C'era un sacco di gente che bussava alla porta dell'avvocato Carrozzo per chiedere se era possibile fare ricorso contro multe palesemente inique. In particolare quelle erogate tramite gli autovelox.
Abstract: la manipolazione dell'informazione, l'arroganza, l'abbattersi, l'insonnia, la solitudine, la competizione, le parole inutili, il traffico (nella foto), la pubblicità, la trippa, i parcheggi, il freddo, l'etnocentrismo, la violenza (anche mentale), i limiti, lo stress, la burocrazia, le sovrastrutture, le categorie.
Abstract: La prima parte del viaggio del presidente Raffaele Lombardo nella burocrazia regionale è segnata dalla presenza costante del gentil sesso. Non solo perché la prima mossa è stata quella di far trasferire da Catania a Palermo la fidata segretaria Maria Bonanno. SEGUE A PAGINA II.
Abstract: burocrazia. Il miserando happening cultural politico offerto al mondo dai litigi del consiglio comunale è tale da farne ipotizzare a breve l'uso pubblicitario da parte di Ryanair. Bene ha fatto dunque il legittimo erede di casa Alighieri ? che vive tra i vigneti veronesi e le cui mani avrebbero dovuto ricevere il riconoscimento atto a porre fine alla plurisecolare inimicizia fra
Abstract: Palermo Entro fine agosto i cambi al vertice della burocrazia: da Rosalia Mancuso a Patrizia Monterosso le donne in pole Lombardo prepara lo spoils system in rosa L'ex dirigente degli Enti locali capo di gabinetto del presidente. La Mormino in ascesa (segue dalla prima di cronaca) Non solo perché a Palazzo d'Orleans da qualche giorno c'è un nuovo capo di gabinetto,
Abstract: MILANO ATTUALITA' pag. 9 Storie di ordinaria burocrazia che non funziona. All'ospedale Niguarda si impiega un'inter... Storie di ordinaria burocrazia che non funziona. All'ospedale Niguarda si impiega un'intera mattinata solo per pagare.
Abstract: SARANNO ANCHE storie di ordinaria burocrazia e disservizio, ma i cittadini non ne possono più. Mattinata surriscaldata all'ospedale Niguarda. Come tante d'altronde, da qualche mese a questa parte. I poliambulatori sono affollatissimi. C'è da aspettare, normale. Ma non è normale che quello che dovrebbe essere uno strumento di snellimento diventi una macchina infernale.
Abstract: PRIVACY: meno burocrazia per pmi, liberi professionisti e artigiani e garanzie effettive per i cittadini sono i principi del provvedimento sulla semplificazione del trattamento dei dati per finalità amministrative e contabili, adottato dal garante per la privacy il 19 giugno e della "Manovra d'estate" (dl n.
Abstract: Pordenone Trovati i fondi per le opere pubbliche ma la burocrazia "rallenta" i cantieri Lavori imminenti all'ex essiccatoio Bozzoli e sulle mura patriarcali SAN VITO Progettazione: l'ufficio è carico di pratiche SAN VITO. I soldi ci sono, ma spesso è la burocrazia a bloccare le opere pubbliche: per San Vito al Tagliamento si prevede che quelle stabilite siano progettate entro fine anno,
Abstract: Problemi di iter procedura, di normale burocrazia quotidiana. Ma sul risultato finale non ci sono dubbi: "D'altra parte andiamo verso agosto - spiega il sindaco - il teatro chiude i battenti, se si andasse più in là con il commissariamento non mi sembra che comporterebbe alcun problema".
Abstract: Burocrazia, criminalità, costo del lavoro troppo alto, ristagno dei consumi allontano gli investimenti. E qui siamo in coda agli altri. Ma nelle esportazioni (il 20% del Pil) no. Anzi, il commercio estero si conferma l'eccellenza dell'economia italiana.
Abstract: la lentezza della burocrazia, la paralisi della giustizia, lo sfascio della scuola e della sanità, l'insufficienza delle infrastrutture e simili. Ma siccome non si dà mai il caso che tutti abbiano cause in corso (anche se gli italiani che aspettano giustizia sono più di 7 milioni), che non tutti sono simultaneamente a scuola,
Abstract: dalla burocrazia e dalle diavolerie fondamentaliste (nel Destino del 1997 Chahine ricorda come il motorino d'avviamento del processo illuminista in Occidente debba essere retrodatato al medioevo islamico-andaluso, tra i filosofi sciiti come Averroe' che rielaborarono nel XIII secolo la grande cultura greca utilizzandola come clave contro i fondamentalismi religiosi,
Abstract: colpa della vostra burocrazia" IMMIGRATI & LAVOROPARLA UN ARTIGIANO CINESE CHE HA BISOGNO DI MANODOPERA AD ALIMENTARE il traffico e lo sfruttamento di clandestini spesso non è la voglia di nascondersi, ma... la burocrazia. La lentezza degli iter amministrativi, le pratiche che dormono nei cassetti degli uffici per l'immigrazione,
Abstract: Da ormai tre settimane, è finito nelle grinfie della burocrazia telefonica. "Da quando ho deciso di cambiare gestore telefonico, lasciando Telecom ? ha detto ? sono cominciati i guai, in quanto non è stato ancora possibile avere un telefono funzionante. Per la verità, è funzionato solo una mezza giornata.
Abstract: premi e punizioni nella burocrazia del Comune di Roma, per cui quei 500 milioni di euro che gli abbiamo dato potrebbero rientrare in efficienza per i cittadini romani e si potrebbe dare, dalla Capitale, un esempio". La proposta, neanche a dirlo, è del ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta.
Abstract: mezzo secolo di burocrazia Dai campi di sterminio di Gaggenau alla pronuncia dei giudici supremi Nel 1944, in Val Susa, i nazisti rastrellarono centinaia di uomini e li portarono nel campo di sterminio di Gaggenau. Furono divisi in due gruppi: chi sapeva di meccanica finì a lavorare nell'allora DaimlerBenz, che dalla produzione di Mercedes era passata a quella di camionette per l'
Abstract: vittime di burocrazie e tasse eccessive, facendo appello ai frequentatori delle nostre spiagge di Albisola Capo a non fare acquisti dagli ambulanti, ricordando che acquistare merce contraffatta è reato". Così Diego Gambaretto, coordinatore di Albisola Superiore per Forza Italia, che suggerisce un'azione di "filtraggio" già dalla stazione ferroviaria,
Abstract: Occorre abbreviare i tempi della burocrazia avviando una procedura di emergenza per arginare e risolvere il problema della droga a Torino. è quanto è emerso dall'incontro che si è svolto ieri tra il sottosegretario all'Interno Michelino Davico, il Prefetto di Torino Paolo Padoin e il Sindaco della città Sergio Chiamparino.
Abstract: di fare un test fra dipendenti bravi e meno bravi, di premi e punizioni sulla burocrazia del Comune di Roma”. Critica la Cgil per il mancato rispetto delle relazioni sindacali insita nella proposta di Brunetta. Nella foto di prima Il Messaggero richiama le prime decisioni della commissione comunale dopo il rogo della pineta di Ostia: “
Abstract: ma solo 50 mila trovano alloggio nei campus Università, i posti letto spariti Bloccato dalla burocrazia il piano straordinario Case per studenti: l'Italia è ultima in Europa Bamboccioni, mammoni, belli di casa. vero, i giovani italiani sono quelli che restano più a lungo in famiglia, approfittando dei sughi di mamma e della macchina di papà.
Abstract: cioè nostro personale che nelle piazze offre informazioni sulla burocrazia legata all'invalidità civile e raccolgie segnalazioni su disservizi pubblici o discriminazioni sociali". Ora questi servizi si estendono anche a Vicenza, a partire dall'assegno di solidarietà. Sempre che gli anziani vicentini bisognosi si facciano avanti.
Abstract: edizione 2008 non ci sarebbe stata a causa di "eccesso di burocrazia" e "difficoltà nel trovare le risorse necessarie", lasciando intendere di essere stato lasciato solo nell'organizzare l'evento. Le sue dichiarazioni hanno sollevato un polverone, tanto che la questione è approdata addirittura nell'ultima seduta del Consiglio comunale.
Abstract: Insomma: complice la burocrazia e l'inevitabile, scarsa efficienza delle nostre amministrazioni, è stato trovato l'antidoto più efficace al caro-multe. Fare ricorso tutti insieme e bloccare il meccanismo. La soluzione è questa. Almeno nelle grandi città. (Roberto Chiodi) 29 lug 2008 12:40.
Abstract: create dallo stesso Casarin per traghettare alcuni progetti altrimenti destinati ad arenarsi tra burocrazia e contributi mai arrivati. E invece si è finito per parlare di un'ipotetica nuova società. Ancora una volta ad hoc, ancora una volta in soccorso a risorse pubbliche scarse o troppo a rischio. Questo il bilancio del summit della Zip (Zona industriale e porto fluviale) di ieri.
Abstract: La terminologia usata dalla burocrazia ministeriale concede diverse interpretazioni.I CLANDESTINIGli extracomunitari che non hanno permesso di soggiorno per curarsi possono farsi rilasciare da presidi sanitari pubblici (ospedali, ambulatori) una sorta di tessera, Stp, valida per cinque anni che garantisce loro l'anonimato e le cure in tutto il territorio italiano.
Abstract: eclatante contro la lentezza della burocrazia. Anche un paio d'anni fa, nello stesso punto, comparve lo stesso identico cartello, che sollecitava - ieri come allora - l'arrivo della cosiddetta "tripletta", cioè dei cartelli bianchi con la scritta "Nove" e il contestuale doppio segnale di rotondo di 50 all'ora come velocità massima consentita e di divieto di segnalazioni acustiche.
Abstract: "Burocrazia troppo lenta per i ricongiungimenti familiari degli immigrati". Lo afferma il segretario provinciale della Uil, Stefano Munafò, che nota un incremento della problematica nell'entroterra, dove è più facile una sistemazione negli alloggi, se non altro per i minori costi rispetto al capoluogo.
Abstract: meno burocrazia, una migliore promozione della Sicilia e dei suoi prodotti, un sistema bancario più attento alle esigenze della piccola e media impresa ? struttura portante dell'economia italiana ?, servizi più efficienti, più professionalità in coloro con i quali si devono interfacciare, la possibilità di essere accompagnate nello sviluppo di un'
Abstract: Gela si appella al mondo della politica e alla burocrazia perché facciano la loro parte ed il sogno di riscatto diventi realtà. "Può diventare realtà ? spiega a sua volta l'ammiraglio Ferdinando Lavaggi ?: questi due relitti possono anche dar vita a un turismo nautico che non sia solo consumismo, ma attenzione alle cose belle".
Abstract: Respinto progetto ex colonie milanesi per errore formale Resta imprigionata nelle pastoie della burocrazia la trasformazione delle vecchie colonie milanesi, sull'Aurelia di Celle Ligure situate all'altezza dello svincolo per l'autostrada, in centro benessere, alloggi, sala congressi e piscina. Il complesso della Regione Lombardia è stato ceduto per una durata non superiore a 28 anni.
Abstract: bistrattata burocrazia. Sono infatti i registri amministrativi e penali a rappresentare le labili tracce del passaggio di Shakespeare su questa terra e a raccontare, a volta in maniera criptica a volte impietosamente, qualcosa della sua esistenza. "Due delle poche certezze relative alla vita di Shakespeare - scrive Bryson - sono il fatto che il suo matrimonio durò fino alla morte e che,
Abstract: Ci sono tempi lunghi, sarà per colpa della burocrazia, saranno i tempi della politica poco abituata alle decisioni rapide ed alle altrettanto rapide realizzazioni. A Pinerolo quando vennero proposti alcuni sensi unici, a metà degli Anni '80, dovettero trascorrere anni prima della loro realizzazione.
Abstract: Poi burocrazia e agonismo avevano imposto le loro regole. Che qualcuno aveva digerito mal volentieri. Per cui domenica 27 luglio, alla 33 edizione, per quanto possibile si è cercato di tornare un po' alla filosofia delle origini: formula non competitiva per liberi, soci Cai.
Abstract: Ma la burocrazia impedirà all'uomo di tornare in Italia per oltre un anno. Un tempo esagerato per una malattia oncologica, che infatti avanza fino a provocargli il crollo di una vertebra e la paralisi. Solo a metà 2007 riesce a tornare a Pinerolo con un regolare permesso per questioni di salute, a raggiungere l'ospedale di Pinerolo,
Abstract: 2006 dalla capitale per dirigere la burocrazia della sanità veneta. E non viceversa, anche se Ruscitti ha la fama di un Richelieu. Ieri i due hanno passato la giornata in V commissione per far quadrare i soldi alle Usl. Si chiama riparto del fondo sanitario regionale. E' strano che avvenga a metà dell'anno, con tutti gli impegni di spesa che avranno già preso i direttori generali.
Abstract: abbia esaurito il tortuoso cammino attraverso la burocrazia legale dell'Esercito e le corti di appello militari. "Approvare la sentenza di morte contro un militare è una decisione seria e difficile per un Comandante in Capo, ma il presidente crede che i fatti in questo caso non lascino dubbi sul fatto che la pena in questione sia equa", ha spiegato la portavoce della Casa Bianca,
Abstract: burocrazia e richiesta di finanziamenti. Poi il via libera del Ministero dell'ambiente, con tanto di erogazione di fondi a favore di un progetto che ha nella valorizzazione delle risorse territoriali il suo punto di forza, ottenuti grazie all'impegno dei gestori del Parco: 150mila euro la cifra necessaria per concretizzare il "
Abstract: E fin qui la fredda burocrazia di cedolini pensionistici e liquidazioni, roba buona per ragionieri e commercialisti. I problemi sono altri. E qui tocca affidarsi alle braccia e ai muscoli di squadre di traslocatori e di facchini. Già, perché i senatori quando hanno abbandonato il fortino hanno lasciato una presenza a volte ingombrante.
Abstract: l'ex fante 86enne ha subito la beffa della burocrazia: il congedo è arrivato solo due anni fa "Io, uno degli schiavi di Hitler" di Massimiliano Magli Dimenticato dall'esercito, ignorato dallo Stato ma non per questo rassegnato all'idea che cada nell'oblio della storia l'inferno vissuto con altre migliaia di italiani.
Abstract: alla burocrazia, al minuto mantenimento le caserme dell'Arma dei carabinieri, ad esempio, sono piene di militari che non stanno mai di pattuglia, che non lavorano nel territorio. Ampie zone delle nostre città sono in ostaggio dell'Esercito, con caserme vuote e votate al degrado perché l'amministrazione statale non le cede ai proprietari naturali,
Abstract: ha denunciato una situazione paradossale: "Le casse sono piene, ma a causa di un'incomprensibile burocrazia i soldi non vengono impiegati. Per questo - ha detto - lanciamo un appello al presidente della Regione affinché si prenda carico personalmente di quest'emergenza e nomini un commissario straordinario con pieni poteri per la spendita dei fondi europei".
Abstract: E meno burocrazia: "Fare un'impresa in un giorno". in pratica, creare un'Italia "leggera" più moderna, più simile ai nostri vicini europei, come ha detto giustamente Veltroni. Non ci sono altre strade per evitare il declino socio-economico del nostro Paese.
Abstract: Burocrazia L'assessore: " stato un iter complesso, ma la delibera arriverà fra pochi giorni" Irap al vento, Dalmaso rassicura La notizia che la Casa di Riposo di Rovereto deve pagare 50 mila euro al mese di Irap, anche se la sua trasformazione in azienda potrebbe esentarla dal versamento, a causa di un ritardo nella delibera provinciale,
Abstract: Perché Cassini ha aggiunto burocrazia a burocrazia". Per il Pdl l'assessore è già stato, di fatto, "commissariato" dal governatore Burlando, che ha assunto in prima persona la presidenza del Tavolo verde. Critiche anche per la legge di riordino delle Comunità montane e la gestione del settore caccia.
Abstract: come nel nostro caso, hanno a che fare con le persone e con la burocrazia: le prime vanno trattate in quanto tali, la seconda ha i suoi tempi. Fermo restando che a lavoro bisogna andarci, come si calcolano premi e punizioni? Noi non siamo un'azienda che produce un utile! Ci valuteranno con un test di cinismo?
Abstract: della lenta e malata burocrazia statale. Gli studenti, dunque, percepiscono questa istituzione come un'istituzione necessaria, legale, ma non legittima, perché non rappresenta più il luogo della libera cultura, della libera ricerca, dell'insegnamento morale. Se ben si riflette, le amare e ironiche constatazioni di Diamanti e la sottile e acuta distinzione operata da Zagrebelskj,
Abstract: Il nuovo presidente dei Giovani imprenditori promette battaglia contro burocrazia e costi di amministrazione Giannecchini: "Puntiamo su ricerca e formazione" LUCCA. Convegni su innovazione, ricerca e sviluppo e appuntamenti per la formazione. Sono queste le linee guida del programma del nuovo presidente del gruppo Giovani imprenditori degli industriali, Nicola Giannecchini.
Abstract: significa dover interagire con lo spazio e la burocrazia e già questo è un modo di fare scultura". Idee sicuramente insusuali per questi giovani che hanno chiamato da tutto il mondo altrettanto giovani talenti, formando un gruppo di artisti che esprimono, in diversi modi, il concetto di spazio.
Abstract: è quello che di muoversi sempre ai confini della burocrazia e della legge. Dall'altro c'è il problema di non poter seguire il paziente come si deve, di non poter valutare le evoluzioni del suo stato di salute. Non si riesce a monitorare, a gestire e a fare attività di prevenzione. Di fatto gli si nega il diritto all'assistenza".
Abstract: burocrazia di Bankitalia. "L'ampliamento delle possibilità operative delle banche sarà fronteggiato da strumenti e normative di vigilanza - precisa una nota del Tesoro - in un quadro incentrato sul rafforzamento dei requisiti patrimoniali, l'intensificazione dei controlli, regole di carattere organizzativo e di governance allo scopo di prevenire i conflitti di interesse derivanti
Abstract: Non frena la crescita del debito pubblico e non affronta con decisione le riforme strutturali (lavoro, burocrazia e pensioni), che impediscono la crescita e drenano risorse. L'analisi di una delle maggiori agenzie di rating al mondo (quelle che valutano l'affidabilità finanziaria di un Paese), è contenuta in una nota che mette a nudo le debolezze della manovra.
Abstract: dalla burocrazia alla mancanza di lavoro di squadra, alla velleitarietà degli obiettivi commerciali, Volpato –professore di Economia e gestione delle imprese all'Università Ca' Foscari di Venezia – procede passo passo a descrivere i vari settori dell'azienda (dalla produzione, al marketing, alla progettazione) confrontando la situazione pre-
Abstract: Che sintetizza in "zero tasse, niente burocrazia". Insomma il sogno di ogni industriale. In un inglese fluente, mister Sharief spiega che gli Emirati Arabi - 800 mila abitanti locali e 3,2 milioni di stranieri, soprattutto indiani e pakistani - si propongono come base strategica nell'assemblaggio delle produzioni.
Abstract: Piuttosto il deterrente sono le infrastrutture e la burocrazia". Diversa l'opinione di Bonanni: "Gli americani, per esempio, vedono ancora molta rigidità e burocrazia nel nostro mercato del lavoro – spiega – per cui sentono il limite di non poter mettere in atto piani drastici. E quando intendono farli in genere si affidano a consulenti terzi".
Abstract: che avviluppavano anche allora la burocrazia di una società di calcio. Zurma aveva cominciato quando presidente era Mario Mantero ma i suoi anni d'oro sono stati con Angelo Ferrari. E quando il presidente mollò (78-79) lasciò anch'egli il calcio per passare alla Rugby Rovigo in un ruolo che resse sino al 2000 quando si evidenziarono i primi sintomi della malattia.
Abstract: Ossia i tempi della burocrazia. Manca in sostanza solo il decreto del ministro – atto praticamente dovuto – e poi Schiavon potrà sedersi sulla sua poltrona. Sarà da capire quanto questi passaggi saranno rallentati dal periodo estivo. Agosto rischia infatti di essere un mese "inutile" dal punto di vista della lenta burocrazia romana.
Abstract: abbia esaurito il tortuoso cammino attraverso la burocrazia legale dell'Esercito e le corti di appello militari. "Approvare la sentenza di morte contro un militare è una decisione seria e difficile per un Comandante in Capo, ma il presidente crede che i fatti in questo caso non lascino dubbi sul fatto che la pena in questione sia equa", ha spiegato la portavoce della Casa Bianca,
Abstract: Ma il pellegrino per quanto sia "slow" non si cura dell'ancor più lenta burocrazia: attraversa boschi e supera guadi. E se manca l'acqua, bussa alle case private. Ricevendo spesso anche qualcosa da mangiare. "Eravamo quasi a secco sotto un sole a picco nei pressi di Vetralla - racconta un camminatore -. Siamo stati accolti da un anziano signore.
Abstract: Dietro la burocrazia della finanza, ci sono le storie del dolore. E' il caso di un'impiegata della scuole con un figlio disabile che ha perso tutto per essersi fidata della Pasqua. La difendono gli avvocati Soriano e Sannino: "Non è parte lesa solo la Fondazione, perché anche altre persone che in modo assolutamente sereno e fiducioso si sono rivolte all'
Abstract: Pa Paolo Piacenza TORINO In Piemonte il rapporto burocrazia- imprese è migliore che in altre Regioni. Ma restano realtà con tempi e priorità differenti. E se si scontrano, l'impresa, soprattutto se piccola, rischia di avere la peggio. Il tema sarà al centro del convegno che il 18 settembre, a Torino, Confindustria nazionale e regionale organizzeranno insieme a Piccola industria,
Abstract: Accorciando i tempi della burocrazia e "risparmiando" il lavoro di "almeno cinque persone". La rivoluzione digitale voluta dall'assessore all'Innovazione, Paolo Coppola è partita. Ieri infatti la giunta ha approvato il progetto che prevede il potenziamento e l'estensione a tutti gli uffici comunali del cosiddetto "Sidoc", il sistema di gestione informatica dei documenti.
Abstract: dalla burocrazia alle tasse alla congiuntura, sono molte, e fanno sentire i loro effetti anche in questa provincia che vanta uno dei tassi di imprenditorialità più elevati del Paese. Venendo all'analisi di Movimprese, ovvero i dati raccolti dalla Camera di commercio sull'avvio di nuove aziende e sulla chiusura di altre,
Abstract: Una miscela di burocrazia, politica e scarsità di mezzi che porta le aziende a cercare altri mercati di interesse. "A parte i problemi infrastrutturali, il mercato asiatico presenta enormi opportunità tanto per gli investitori occidentali quanto per gli esportatori" afferma Tommie Sj
Abstract: Una miscela di burocrazia, politica e scarsità di mezzi che porta le aziende a cercare altri mercati di interesse. "A parte i problemi infrastrutturali, il mercato asiatico presenta enormi opportunità tanto per gli investitori occidentali quanto per gli esportatori" afferma Tommie Sjdahl, Chief Market Officer di Atradius responsabile per l'
Abstract: abbia esaurito il tortuoso cammino attraverso la burocrazia legale dell'Esercito e le corti di appello militari. "Approvare la sentenza di morte contro un militare è una decisione seria e difficile per un Comandante in Capo, ma il presidente crede che i fatti in questo caso non lascino dubbi sul fatto che la pena in questione sia equa", ha spiegato la portavoce della Casa Bianca,
Abstract: tra i meandri della burocrazia, di avere ragione. Il bilancio è di 29 natanti sequestrati che, d'intesa col procuratore aggiunto Aldo De Chiara responsabile della sezione ambiente e territorio della Procura, saranno affidati in custodia giudiziale agli stessi proprietari (alcuni dei quali recidivi).
Abstract: LA STORIA Costretto a volare in Albania per una firma non autenticata Ormai vengono definite storie di ordinaria burocrazia. Il racconto denuncia della vicenda viene dal consigliere comunale di Villadose Renato Buratto, che spiega come in una storia così sia incappata una madre con tre bambine che doveva tornare dall'Albania dopo aver visitato i parenti che non vedeva da anni.
Abstract: I Tribunali sono spesso vittime della burocrazia."Chi pensa di applicare con me la burocrazia, sbaglia di grosso".La 5. Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, con cinque voti a favore ed un astenuto, aveva varato la candidatura del giudice Giovanni Schiavon, a presidente del Tribunale di Treviso, ma le "guerre intestine" che caratterizzano l'
Abstract: abbiamo lottato contro la burocrazia delle licenze, reinvestendo tutto sul nostro lavoro. Non abbiamo clienti, ma sostenitori". Accade così che i siciliani che si recano a trovare i parenti al Nord o all'estero, portino con se il caciocavallo, il cioccolato modicano e la maglietta di SicuLamente: "L'invidia è la virtù dei cornuti".
Abstract: sostiene Alfredo Mulé, presidente di Coldiretti Sicilia ? i viticoltori potranno ottenere un minimo ristoro per le aziende. Speriamo che la burocrazia regionale agisca velocemente ed elimini i problemi nati dalla lunga attesa per la soluzione delle emergenze". Giorgio Petta.
Abstract: Un Consiglio che guarda al futuro insomma ma che spesso rimane impigliati nelle maglie della burocrazia e del politichese che tracciano un solco tra palazzo Chiavelli e la piazza comunale. La seduta si è così chiusa pochi minuti dopo le venti e la politica va in vacanza insieme ai suoi cittadini dando di nuovo appuntamento alla sala consiliare, probabilmente il 9 settembre.
Abstract: tradizionali elite laiche e nazionaliste della burocrazia e delle imprese pubbliche, baluardo della Turchia forgiata da Ataturk. Elite pronte a reagire al minimo segno di devianza con l'accusa di islamizzazione strisciante. Qui, nel conflitto fra le promesse fatte all'elettorato islamico ansioso di introdurre più sharia nel diritto turco e la necessittà di non allarmare i laici,
Abstract: Bisogna capire che dietro le carte e la burocrazia ci sono le persone, è un aspetto da non dimenticare, anche se a volte non è facile".Il comandante ha illustrato poi le zone di competenza delle "sue" pattuglie. La sezione di Lodi, quindi, si concentra sulla via Emilia (da Melegnano a San Rocco, passando per Lodi) e sulla provinciale 235 Lodi-Pavia-Crema.
Abstract: Abbiamo bisogno di risorse e meno burocrazia per rilanciare l'economia". Il monito parte all'indirizzo del governo, reo di aver scansato troppo presto il federalismo fiscale, capitolo da sempre caro agli artigiani. "Vogliamo sollecitare il mondo della politica perché mantenga fede agli impegni - dice Pozza - il federalismo è una partita fondamentale,
Abstract: meno burocrazia per battere la crisi I florovivasti dell'Upa riuniti ieri a Pavone Mella Luca Zanchi Silvia Pecorari Paola Gregorio PAVONE MELLA Si dicono "estremamente" preoccupati per una crisi del settore "che non vede una soluzione a breve termine e molto probabilmente si protrarrà per alcuni anni.
Abstract: La tempestivit non cosa da poco: io sono arrabbiato nero con la burocrazia, e racconta di come gi nel dicembre del 2006, dopo un forum sul turismo, mand una circolare a tutti gli uffici dellassessorato, chiedendo che si attivassero per dotarsi di una serie di cose che erano necessarie, compresa la campagna di comunicazione.
Abstract: tortuoso iter a cui ci ha abituato la burocrazia, se non che il verdetto da Roma rischia di arrivare abbondantemente fuori tempo massimo, visto a Spessa le elezioni amministrative sono fissate per l'anno prossimo. Considerati i tempi, anzi, è molto probabile. Bertoni era stato dichiarato decaduto dalla carica di rappresentante dell'opposizione durante un'assemblea nel maggio 2005.
Abstract: anche se il computer abbrevia i tempi della burocrazia, non sempre ci azzecca. Non è stato comunque il caso del nostro lettore, ammettono alla società di controllo degli impianti termici, il cui errore "forse è dipeso da trascrizioni non corrispondenti da parte delle ditte che hanno prodotto l'autocertificazione".
Abstract: che si contrappone alle tradizionali élite laiche e nazionaliste della burocrazia e delle imprese pubbliche. L'Akp ha vinto le elezioni politiche nel 2002 con il 34,4% e ha gestito un periodo di forte crescita economica, avviando il negoziato per l'adesione alla Ue e raccogliendo forti consensi nelle capitali occidentali, ma anche in quelle mediorientali.
Abstract: con una burocrazia solo italiana che ci rende ridicoli davanti agli altri paesi europei" dice Gaffurini, esprimendo consenso per come sono state gestite dall'Ufficio Scolastico Provinciale. "Abbiamo stipulato un accordo con il dirigente Colosio e gli operatori che si occupano delle nomine - spiega Gaffurini - per garantire una continuità laddove è possibile,
Abstract: a non naufragare nella burocrazia e a svolgere nel più corretto dei modi le procedure di nomina. Ma oggi a che punto siamo? Abbiamo girato la domanda a Giuseppe Colosio, dirigente dell'Usp di Brescia. Dottor Colosio ci può tracciare un quadro delle operazioni? "Stiamo procedendo secondo decreto ministeriale all'assegnazione degli incarichi per il personale docente e non docente,
Abstract: lungaggini della burocrazia, con il risultato che il progetto, consegnato al Ministero delle infrastrutture, è fermo da quasi un anno e mezzo. Alla luce della situazione, nessuno è più in grado di indicare i tempi per la consegna. Nel frattempo, il sindaco Antonio Gilardi ha deciso di scrivere al prefetto Nicola Prete per chiedere un suo interessamento sulla interminabile vicenda.
Abstract: certamente di una proposta innovativa nel panorana provinciale che ha lo scopo di essere un punto di contatto con i cittadini che spesso e volentieri si trovano a essere vittime della burocrazia e molto spesso hanno notevoli difficoltà per poter risolvere i loro problemi. Mano tesa dunque ai cittadini che quotidianamente devono fare i conti con una serie infinita di problemi. (a.b.).
Abstract: A contrastare ottusità e burocrazia "con il paraocchi", per esempio. Ma anche a dare utili consigli a persone come i due cittadini di Berra, multati in quel di Genova (da personale ausiliario) e di Sant'Arcangelo di Romagna. Peccato che in quelle città i due, con tanto di testimoni, possano dimostrare di non essere andati.
Abstract: Zero tasse e pochissima burocrazia è stata la presentazione di un paese, grande produttore di petrolio, interessante area di sbocco commerciale e base per l'assemblaggio e la produzione di prodotti italiani. A introdurre l'evento è stato il padrone di casa, Giovanni Faggiolati che, in inglese, ha spiegato a mister Sharief - è la sua prima volta è nelle Marche -
Abstract: la burocrazia mi aiuti" DONNA OTTIENE 20MILA EURO DALLA REGIONE, IL VIAGGIO BLOCCATO DA UN PASSAPORTO "PREGO che qualcuno mi aiuti: non posso far perdere a mio figlio di 9 anni la possibilità, importantissima, di sottoporsi a un ciclo di riabilitazione di tre mesi, a L'Avana, nello specializzatissimo Centro internazionale.
Abstract: che se un funzionario o un impiegato si dovesse attenere scrupolosamente alle regole della burocrazia l'apparato pubblico si troverebbe paralizzato. Questo significa che sono le leggi e l'organizzazione burocratica ad essere il primo problema del mancato funzionamento delle strutture, caricate senza ritegno di adempimenti spesso in contrasto tra di loro.
Abstract: significherebbe confermare ancora una volta il triste primato della burocrazia sulla cultura; significherebbe ferire ancora una volta la nostra città colpendola in uno dei suoi più prestigiosi organismi. Mobilitiamoci tutti perché ciò non avvenga.
Abstract: Chiarini non è il solo medico che lamenti una burocrazia quasi soffocante, però. "Beh, parliamone. E' burocrazia compilare correttamente e completamente una cartella clinica? E' burocrazia inserire in maniera dettagliata e precisa una serie di dati in un sistema informatico? Secondo me no, e lo abbiamo visto in situazioni anche recenti.
Abstract: eccessiva burocrazia, poco rispetto per il ruolo, ormai "subalterno agli staff manageriali", dei medici. Lasciato il servizio sanitario in anticipo, Chiarini, 61 anni, dice esplicitamente di avere scelto alcuni mesi fa la pensione proprio perché da dipendente non poteva esprimere pubblicamente le sue opinioni nei riguardi di tutto il meccanismo tecnico-
Abstract: Istituto di studi filosofici "La burocrazia toglie spazio ai libri" di GERARDO MAROTTA C aro direttore, è veramente scandaloso quello che sta per accadere alla nostra Biblioteca Nazionale, che, giova ricordarlo, è la terza in Italia in ordine di grandezza, ma una delle più importanti al mondo per l'unicità e la preziosità dei fondi custoditi.
Abstract: * Vice Presidente di Confindustria per le Infrastrutture, Logistica e Mobilità I LAVORI PUBBLICI I progetti saranno ostacolati dai costi delle materie prime: si rischia la stagnazione MENO BUROCRAZIA Gli attuali meccanismi per determinare i prezzi sono troppo farraginosi e pesano sulle aziende.
Abstract: dall'altro la burocrazia dimezza i risarcimenti e crea ostacoli sui pascoli del bestiame". IN QUANTO ai dati sulla gestione della fauna, l'assessore Strada ha sostenuto che in alcuni casi gli abbattimenti sono più che raddoppiati. "Per i cinghiali, ad esempio, nel 2001 l'abbattimento era al 15 per cento del totale,
Abstract: Risultato: burocrazia, intoppi, ritardi e accuse reciproche hanno fatto sì che, finora, non un solo centesimo sia stato speso e non un cantiere appaltato. Ieri, esattamente come un anno fa, il sindaco di Ossuccio, Massimo Castelli, si è detto ottimista.
Abstract: Primapagina pag. 1 Si sente male in piscina. Salvato dai bagnini Tragedia sfiorata Due vittorie nel triangolare di Bolzano Hellas Non c'è più personale Si bloccano le adozioni Burocrazia Non c'è più personale Si bloccano le adozioni.
Abstract: misure restrittive sulla vendita degli alcolici e l'ingresso nella burocrazia di migliaia di funzionari di cultura islamica, hanno alimentato la tensione. E se il partito di Erdogan è riuscito a evitare lo scioglimento, toccato finora a una ventina di partiti (quasi tutti islamici o curdi) tra cui lo stesso predecessore dell'Akp, questo scontro non sembra ancora finito.
Abstract: La burocrazia. Gli indirizzi dell'Autorità del Destra Sele concernono la salvaguardia del litorale dall'erosione, il coordinamento e la disciplina dei nuovi interventi di portualità, la riqualificazione urbanistica ed ambientale del litorale, la minimizzazione del rischio di insabbiamento di opere marittime,
Abstract: Ma non ci si fermi qui e si sfrondi l'insopportabile burocrazia, si rivedano le politiche degli incentivi, l'accesso al credito, si faccia un serio investimento sulla formazione e si doti l'Italia delle infrastrutture che servono a un paese avanzato".*Presidente Confartigianato della Marca.
Abstract: è nulla di peggio della burocrazia quale scusa per l'inefficienza e l'incapacità. Allora semplifichiamo le procedure, diamo ai parchi tutte le competenze statali nei territori di competenza, favoriamo accordi di programma e delegificazioni regionali a favore dei parchi, costruiamo davvero lo sportello unico per i cittadini almeno dentro le aree naturali protette,
Abstract: mentre la burocrazia fa sì che il calvario sia più lungo. Per alleviare i dolori di mio marito servono i cerotti di morfina che in questo periodo consumiamo a iosa perché c'è caldo. Adesso lui soffre e non ci possono dare altri cerotti. Siamo al collasso, non abbiamo assistenza alcuna, neanche per recarci a Catania per fare la radioterapia"
Abstract: diventando vittime della spietata burocrazia. Un quadro desolante che non lascia ben sperare per il futuro. Il caso più eclatante è certamente la palestra di via Pilo per la quale, a distanza di anni, non è stata trovata una soluzione praticabile per rendere nuovamente agibile un impianto importante per la città che dava sfogo alle numerose associazioni sportive presenti sul territorio,
Abstract: Accettato dalla burocrazia italiana e quindi accettato dal resto del mondo. Operai e muratori che, grazie alle varie sanatorie e alla sempre crescente richiesta di manodopera, possono dormire sonni tranquilli. Ex-prostitute che, per aver collaborato con la giustizia ed aver portato a termine un programma di reinserimento sociale,
Abstract: beffati dal caldo e dalla burocrazia". Continua Massimelli: "Com'è possibile anche solo pensare che uno compri il biglietto al bar, poi vada in stazione a obliterare e infine corra a prendere il bus. Non è forse più semplice ideare un altro sistema?". E a questo proposito, Massimelli ricorda che "anche gli autisti non sanno cosa fare: c'è un'incertezza su chi,
Abstract: bisogna ristrutturare e valorizzare il centro storico e servono anche gli sportelli unici per bypassare la burocrazia". Un insieme di necessità che secondo la Cna sono realizzabili solo se vi sarà una progettualità diversa e una cultura d'impresa condivisi. "Non - concludono i referenti della Cna - chiediamo sussidi ma attenzione". D. C.
(
da "Eco di Bergamo, L'"
del 16-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
La mamma coraggio ha fatto causa all'Inps: altro rinvio Soffre di cefalea a grappolo: "Speravo in una risposta" ALBANO SANT'ALESSANDRO Poteva essere un giorno di gioia o di una ritrovata tranquillità per il futuro di lei e del piccolo Francesco, invece è stato tutto rinviato e occorre pazientare ancora. Rosaria Lussana, la 33enne di Albano che soffre di cefalea a grappolo, prima donna a diventare mamma con due elettrodi impiantati nel cervello, ha avuto l'altro ieri l'udienza per la causa che ha intentato contro l'Inps di Bergamo, per averle negato la pensione di invalidità. "Mi aspettavo che ieri si arrivasse a una conclusione ? racconta Rosaria ? invece il medico che era stato nominato come consulente tecnico d'ufficio non si è presentato, quindi è stato necessario nominarne un altro che mi visiterà a settembre. Mi hanno anche detto che il termine ultimo per avere un esito è marzo 2009". Un po' di delusione dunque per Rosaria, a cui la pensione di invalidità consentirebbe di combattere con il suo male terribile dedicandosi alla famiglia nei momenti di tranquillità. L'appello al presidente "Sono riuscita a ottenere dall'Inps l'assegno di inabilità che è di 85 euro al mese ? spiega Rosaria ?, ma per la pensione di invalidità mi hanno detto di no. Ufficiosamente mi hanno fatto capire che la pensione mi è stata negata perché sono troppo giovane. Ma è proprio perché sono giovane che ho bisogno di assicurarmi una certezza per il futuro". Intanto qualche speranza è legata anche all'intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a cui il marito di Rosaria Marco Martinelli aveva scritto una lettera dopo il diniego dell'Inps: da Roma è partita una telefonata per l'Inps di Bergamo chiedendo di riconsiderare la pratica. La travagliata storia di Rosaria Lussana è cominciata nel 1999, con la diagnosi della cefalea a grappolo: dolori terribili alla testa che arrivano e scompaiono improvvisamente anche diverse volte al giorno. Quindi la decisione di sottoporsi all'impianto degli elettrodi, che finora ha riguardato una trentina di pazienti in tutto il mondo, all'istituto Besta di Milano. qui che Rosaria incontra Marco, affetto dallo stesso disturbo: i due si sposano e nel luglio 2006 nasce Francesco. Una gravidanza che fa scalpore nel mondo medico, perché Rosaria è la prima donna ad aver subito l'impianto degli elettrodi che è rimasta incinta: gli specialisti consigliano un'interruzione della gravidanza, sia per gli elettrodi che per i rischi connessi all'uso di antidolorifici, Rosaria e Marco sono determinati ad avere un figlio, e Francesco viene alla luce sano. Purtroppo però nel frattempo Rosaria deve constatare che il sistema degli elettrodi, che riescono a migliorare notevolmente la qualità della vita di Marco trasformando la sua cefalea da cronica a periodica, non funziona con Rosaria, provocandole anche la paralisi al pollice e all'indice della mano sinistra a causa di una lesione al cervello. "Voglio essere una madre presente" Rosaria continua a stare male, si inietta antidolorifici, ma a volte il dolore è tanto insopportabile da rendere necessario il coma farmacologico. Negli ultimi due anni si è dovuti ricorrere al coma 4 volte, ricoverando Rosaria per due o tre giorni attendendo che il dolore passasse. E come se non bastasse c'è la burocrazia: oltre all'assegno di inabilità Rosaria ha ottenuto dall'Asl l'invalidità della legge 104, che consente di lavorare qualche ora in meno. Ora in questa lotta solo l'amore del marito e del piccolo Francesco le danno la forza di proseguire: "Un po' mi dispiace perché il mio lavoro in banca mi è sempre piaciuto, ma voglio essere una moglie e una madre il più possibile presente. Crescere un figlio ti costringe a sorridere ed essere allegra nonostante tutto". Monica Colombo.
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da "Tempo, Il"
del 16-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa Maurizio Gallo m.gallo@iltempo.it Il duopolio è finito. La ... Maurizio Gallo m.gallo@iltempo.it Il duopolio è finito. La divisione dell'audience fra Rai e Mediaset resiste, ma con l'ingresso di Sky il mercato ormai è a tre, almeno sul fronte dei ricavi. è il quadro dipinto dal presidente dell'Autorità per le Comunicazioni Corrado Calabrò nella sua annuale relazione al Parlamento. Calabrò ha anche auspicato una riforma del servizio pubblico televisivo in tempi brevi, la modifica della legge (ormai inaplicabile) sulla par condicio, il passaggio massiccio al digitale terrestre entro due anni e ha annunciato, infine, che l'authority applicherà la sentenza del Consiglio di Stato su Europa 7. Duopolio. Anche se "permane la concentrazione binomiale di emittenti per quanto riguarda l'audience e Rai e Mediaset raggiungono insiene l'84,1% della raccolta pubblicitaria", ci sono "tre soggetti in posizioni comparabili", spiega Calabrò. E se "nel 2007 la Rai ha registrato ricavi per 2.739 milioni", Sky Italia ne ha fatti 2.347. Riforma Rai. La Rai si è appiattita sulla tv commerciale, con "un'omologazione al ribasso che sbiadisce la missione del servizio pubblicoe colloca la nostra televisione al di sotto di altre tv europee". Le xause sono burocrazia imoperante e controllo politico asfissiante. Per questo la riforma non è più rinviabile e bisogna puntare sull'efficienza, svincolando viale Mazzini "dall'abbraccio dei partiti". Par condicio. "Alla luce delle difficoltà riscontrate nella sua applicazione" e del fatto che "la campagna elettorale si fa quasi interamente in tv", la Par condicio, che è stata messa in atto in uno "scenario diverso da quello presupposto", con "18 liste in competizione e 15 candidati premier che reclamavano tutti eguale spazio", va cambiata. Europa 7. L'autorità "darà puntuale esecuzione alle sentenze del Consiglio di Stato del 6 maggio 2008 sui ricorsi proposti da Europa 7", l'emittente che nel '99 vinse la gara per una concessione nazionale che non ha mai potuto trasmettere per mancanza di frequenze, occupate da Rai3 e Rete4. Digitale. Calabrò ha sottolineato che il passaggio al digitale terrestre va accelerato e ha auspicato che "entro i prossimi 24 mesi" la nuova tecnologià sia utilizzata da oltre la metà degli italiani.
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 16-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-07-16 - pag: 17 autore: INTERVENTO Più impegno per l'hi-tech made in Italy di Savino Pezzotta* A nche nelle Telecomunicazioni la Spagna ci batte, come il recente dominio sulla "ex nostra" Telecom comprova. In questi ultimi quindici anni abbiamo seriamente compromesso un capitale di competenze che, qui in Italia, avevamo creato, progettato, prodotto sia nel fisso, sia nel mobile (vedi lo Cselt di Torino, la Marconi di Genova). La privatizzazione Telecom, le licenze Umts e recentemente le licenze Wimax: migliaia di miliardi sottratti agli investimenti della "filiera Italia delle tlc" che invece andava sostenuta a proseguire l'azione di conquista dei mercati internazionali dove l'Italia era leader. Il risultato? Oggi siamo privi dell'infrastruttura di nuova generazione (banda larga multicanale) necessaria per essere considerati un Paese seriamente industrializzato ed in linea con gli interessi evoluti e democratici dei suoi abitanti. La cosiddetta Seconda Repubblica ha molto trascurato chi nel campo delle tlc inventa e produce in Italia. Il settore manifatturiero è stato trattato solo come fornitore e non come pro-tagonista, ruolo assegnato in prevalenza agli operatori tlc,anch'essi ceduti alle multinazionali, forti di lobby ricche ed in grado di assicurare la tanto anelata visibilità pubblica. Nel contempoil nuovo servizio digitale universale, cioè il dovere di assicurare l'accesso a connessioni banda larga multicanale a tutti gli abitanti, è lontano da venire. Visti i nuovi debiti contratti i tempi sono sempre incerti. Per il modello di privatizzazione intrapreso, in tre lustri Telecom è passata da protagonista alle note situazioni di difficoltà, che pesano sul progresso del Sistema Italia. Uno solo il fatto politico positivo: l'introduzione del Codice dell'amministrazione digitale, una prima risposta di regole, tempi, metodo che ora va sostenuta con serietà se si vuol fornire concreta certezza di diritto al cittadino e all'impresa. Nelle tlc la filiera "centro di ricerca-fabbricaoperatore" deve tornare ad essere paritetica. Parlarne non è campanilismo ma attenzione critica verso una sorta di colonizzazione finanziaria, ed è la legittima e titolata rivendicazione di poter essere sistema Paese e protagonista a livello internazionale. Occorre passare ad una politica di crescita e democrazia che faccia riguadagnare all'Italia il prestigio che merita in questo settore. Nel nostro Paese, ricco di intelligenze, le multinazionali lasciano i punti di eccellenza, ma poi sono costrette a trasferire a Manila, in Spagna, a Dublino o in Cina,l'amministrazione, i segreti industriali, la Borsa e, soprattutto, le decisioni. Un fatto che amaramente misura la nostra competitività reale. Il prossimo rischio? Ritrovarci a commentare con nuova amarezza l'arrivo con voli charter di tecnici cinesi, pagati secondo i contratti di lavoro cinesi, a vincere in Italia gli appalti all'assurdo massimo ribasso, magari per costruire e gestire reti dello Stato. Al contrario, stanche dei ritardi le nostre realtà locali stanno vincendo, come accade ad Alessandria e a Mantova, la scommessa, con modelli innovativi di operatori telefonici in grado anche di fare cultura nei piccoli Comuni e nelle piccole aziende, colonne del nostro Sistema Paese. Le tlc, soprattutto ora che si realizza l'incontro tecnologico ed industriale con la televisione, sono la risorsa strategico-industriale più importante che abbiamo per rimanere un Paese industrializzato e moderno. In parlamento le tlc sono competenza residuale di una Commissione costretta a trattare sempre nuove emergenze. Le Regioni non sanno rendere i Comitati regionali per le Garanzie nelle comunicazioni luoghi competenti ed autonomi. Nel frattempo, la democrazia comunicativa dell'Italia non passa più in esclusiva dalla Rai, sempre più le opinioni si formano attraverso i servizi individuali proposti con il satellite, il digitale, il mobile,internet, l'Iptv e la possibilità delle rispettive interazioni ed interconnessioni. Lo stesso accade per i servizi pubblici: la loro economici-tà ed efficacia nei trasporti, nella salute, nell'assistenza, nel rapporto con l'ancora troppo odiosa burocrazia italiana. Un obiettivo necessario e ragionevole: essere almeno pari, potendolo già oggi, a spagnoli, svedesi, francesi, cinesi, americani, giapponesi, australiani. Occorre investire sulle infrastrutture di nuova generazione, ma soprattutto deve tornare la buona politica. * deputato Udc TELECOMUNICAZIONI Il Paese ora recuperi il tempo perduto in operazioni che hanno inciso sulla competitività.
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 16-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2008-07-16 - pag: 22 autore: Tosto realizza in Usa una torre per raffineria La Conoco Phillips di Huston, raffineria statunitense al quinto posto al mondo per fatturato, ha scelto un'azienda italiana per la costruzione di una nuova "torre del vuoto" (Vacuum Tower) di circa 12 metri di diametro e 850 tonnellate di peso che andrà ad ampliare l'impianto Wood River Refinery per lo sfruttamento del greggio proveniente dalle sabbie bituminose dell'Alberta attraverso una pipeline di circa 3mila chilometri. La commessa, del valore di9 milioni di euro, è stata affidata all'abruzzese Walter Tosto Spa, azienda specializzata in caldareria che nel 2007 ha fatturato 80 milioni di euro. "Siamo ormai i partner privilegiati delle più importanti raffinerie al mondo- ha spiegato l'amministratore delegato Luca Tosto e in America, dove abbiamo già un giro d'affari che copre il 45% del nostro fatturato estero, abbiamo ricevuto richieste di impianti per i prossimi dieci anni che ci aprono un business da oltre 100 milioni di euro". Richieste che, dicono in azienda, implicheranno una cospicua politica di investimenti (si parla di 10 milioni solo per il 2008) in ricerca e sviluppo e un aiuto da parte delle istituzioni sul fronte dei permessi e della formazione: "La nostra azienda - conclude Tosto - va maggiormente sostenuta dal Governo e agevolata nello snellimento della burocrazia. Anche la ricerca della manodopera specializzata è un problema in Italia. Per ovviare a questa mancanza, stiamo cercando 80 nuovi saldatori da formare che verranno poi assunti per i prossimi 30 anni". M.D.B.
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da "Corriere del Veneto"
del 16-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-07-16 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il delitto La denuncia dei familiari della ragazza assassinata in Spagna Federica, la burocrazia blocca il rientro PADOVA - Un lungo viaggio in macchina riporterà in Italia, forse già domani, la salma di Federica Squarise, la 23enne padovana uccisa mentre era in vacanza a Lloret de Mar (Barcellona). Così ha deciso la famiglia, viste anche le troppe pratiche amministrative da espletare nel caso il rimpatrio fosse avvenuto in aereo. Ieri pomeriggio, un'auto di una ditta di onoranze funebri di Camposampiero, paese a pochi passi da San Giorgio delle Pertiche, è partita per Barcellona, dove nel-l'istituto di Medicina legale di Girona si trova il cadavere della giovane. A PAGINA 6 D'Attino.
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 16-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-07-16 num: - pag: 3 categoria: BREVI Il personaggio Aveva visto giusto Paolo Isotta quando definì, 15 anni fa, l'arcivescovo di Salerno, monsignor Gerardo Pierro, un "burocrate del sacro". La vicenda che fece irritare il musicologo del Corriere della Sera ebbe per protagonista il celeberrimo Sergiu Celibidache cui Sua Eccellenza negò l'utilizzo dell'atrio del Duomo di Salerno per un concerto. Un po' di flessibilità in più avrebbe consentito al grande direttore d'orchestra di esibirsi e al vescovo di fare una bella figura. Invece no, il burocrate del sacro si oppose. Altre volte in questi anni di controverso episcopato la burocrazia ha preso il sopravvento. Ogni volta lasciando dietro di sè inimicizie e rancori. Emblematico il caso del Gregge, il gruppo di preghiera riconosciuto dalla Santa Sede e non da Pierro. Appena dieci giorni fa, in una lettera alla diocesi, il vescovo aveva scrtto: "Avete il diritto di sapere se il vostro arcivescovo è degno del ruolo che svolge o è un volgare delinquente". (g. b.).
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da "Corriere del Veneto"
del 16-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: REGIONE - data: 2008-07-16 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Delitto in Costa Brava Il funerale forse sabato. Rientrati i fratelli Fede, la famiglia rompe gli indugi Un'autobara per riportarla acasa L'agenzia è già partita per la Spagna: "Troppa burocrazia" SAN GIORGIO DELLE PERTICHE (Padova) - Un lungo viaggio in macchina riporterà in Italia, forse già domani, la salma di Federica Squarise, la 23enne padovana uccisa brutalmente mentre era in vacanza a Lloret de Mar (Barcellona). Così ha deciso la famiglia, viste anche le troppe pratiche amministrative da espletare nel caso il rimpatrio fosse avvenuto in aereo. Ieri pomeriggio, un'auto di una ditta di onoranze funebri di Camposampiero, paese a pochi passi da San Giorgio delle Pertiche, è partita per Barcellona, dove nell'istituto di Medicina legale di Girona si trova il cadavere della giovane. Una volta conclusi tutti gli atti burocratici, il corpo di Federica sarà adagiato in un feretro di legno chiaro e potrà finalmente tornare a casa. I genitori della ragazza, Maria Grazia e Ruggero Squarise, vorrebbero che il funerale fosse celebrato quanto prima. Magari sabato mattina. A meno che, come sembra molto probabile, non si rendesse necessaria una nuova autopsia, dopo quella già eseguita in Spagna. A quel punto, l'ultimo saluto a Federica slitterebbe ancora di qualche giorno. Ieri sera intanto Roberta e Mattia, i fratelli della ragazza che erano volati in Catalogna all'indomani della sua scomparsa, sono tornati a San Giorgio. Il viaggio Fino a ieri mattina, il cugino- avvocato Stefano Squarise, continuamente in contatto con Girona, era alla disperata ricerca di un volo con cui riportare in Italia la salma di Federica. Un lavoro pieno di difficoltà, burocratiche e non: "Purtroppo – spiegava il legale di famiglia intorno all'ora di pranzo - non tutti gli aerei, charter o di linea, sono abilitati a un trasporto del genere. Su quelli che atterrano a Venezia, a Verona e a Treviso non c'è posto e, forse, nemmeno su quelli diretti a Roma o a Milano. Insomma, è dura. Faremo però l'impossibile per far sì che, molto presto, i genitori di Federica possano riaverne le spoglie e porre fine a questo strazio interminabile ". In realtà, gli ostacoli più grandi erano soprattutto di carattere amministrativo: troppe carte da firmare, troppe assicurazioni da presentare, troppi documenti e cavilli che avrebbero ritardato, chissà fino a quando, il rimpatrio della salma. Alla fine, nel primo pomeriggio, la decisione di mandare in Spagna gli uomini della "Onoranze Funebri Camporese" di Camposampiero, professionisti seri, ma soprattutto amici degli Squarise. Quasi tremila chilometri, tra andata e ritorno, per riportare a casa in macchina il corpo di Federica, già adagiato in un feretro di legno chiaro e cosparso di fiori. Se non ci saranno nuovi rinvii, la salma arriverà a San Giorgio domani. Ad attenderla nessun saluto ufficiale e nessuna camera ardente, nonostante le proposte avanzate alla famiglia dal sindaco Catia Zorzi. Soltanto una fiaccolata, in attesa del funerale che verrà celebrato dal parroco del paese, don Riccardo Poletto. Le indagini Le parti più interessanti dell'interrogatorio di Victor Diaz Silva, l'uruguaiano di 28 anni che ha confessato di aver ammazzato Federica soffocandola con una maglietta, non sono ancora state diffuse. Così come i risultati completi dell'autopsia condotta dall'istituto di Medicina legale di Girona. Quindi, restano ancora parecchi interrogativi cui rispondere: dov'è stata uccisa Federica? E' stata violentata? Dov'è stato tenuto il cadavere nei giorni trascorsi tra l'omicidio e il ritrovamento? Ed "El Gordo", l'assassino, ha agito da solo o insieme ad altre persone? Davide D'Attino Uccisa Nella foto grande Federica Squarise, la 23enne padovana uccisa in Spagna. Nella foto piccola Victor Diaz Silva, che ha confessato il delitto.
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da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 16-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-07-16 - pag: 5 autore: Sviluppo. Indagine di Confindustria: nel 2008 il 91,7% delle aziende (erano l'89,6% del 2007) stanzierà nuove risorse Investimenti in crescita continua Nonostante il clima negativo triplicano gli imprenditori che puntano sull'estero Simone Lupo Bagnacani BOLOGNA La congiuntura incerta non frena gli investimenti: le aziende emiliano-romagnole non solo non dimuniscono gli investimenti ma, al contrario, prevedono di aumentarli nel corso del 2008. è questo il dato più significativo dell'indagine sugli investimenti presentata ieri dalla Confindustria regionale: se nel 2007 aveva effettuato investimenti l'89,6% delle 635 imprese in esame, nel 2008 il dato delle previsioni sale al 91,7 per cento. Analizzando la tipologia di questi investimenti si vede che nel 2007 la maggior parte delle risorse è stata attirata dal potenziamento delle linee produttive che ha interessato il 47,1% delle aziende; poco più indietro l'Ict (46%) e ricerca e sviluppo (43,5%) mentre un'importante voce di spesa si conferma la formazione che ha attirato fondi nel 36,9% del campione. Proprio la formazione dovrebbe crescere di quasi 15 punti percentuali nel 2008 arrivando a interessare (come per ricerca e sviluppo) il 51,7% delle imprese (circa l'8% in più); incrementi importanti anche nella tutela ambientale (dal 25,4% al 35,6%), negli investimenti commerciali (interesseranno il 24,3% delle imprese rispetto al 14,6% del 2007) mentre quelli produttivi oltre frontiera triplicano al 16,1 per cento. L'investimento previsto nel 2008 dal maggior numero di imprese rimangono le linee di produzione con il 53,4%; cresce anche l'Ict che arriverà a interessare il 49% delle aziende. In tutti questi settori le aziende dichiarano che gli investimenti saranno maggiori ( dato medio tra tutti i settori circa al 30%) o uguali (circa il 60%) mentre solo una percentuale media del 10% dichiara che diminuirà gli investimenti in qualche settore. Il rapporto avverte però che le rilevazioni sono dell'inizio dell'anno – quando la fase congiunturale era migliore – e che gli sviluppi successivi potrebbero influenzare negativamente le decisioni di investimento nella seconda parte dell'anno. I trend non cambiano quando si analizzano gli investimenti a seconda delle dimensioni delle imprese: i settori privilegiati nel 2008, seppure in percentuale crescente con la dimensione, si concentrano in produzione, Ict, formazione e ricerca. Diversa è la composizione di chi non inve-ste: per le piccole imprese (1-49 addetti) erano il 15,4% nel 2007e saranno l'11,9% a fine anno; per le medie (50-250) rimarranno costanti al 4,1% mentre le grandi (sopra i 250) prevedono di investire tutte (nel 2007 quelle che non hanno investito erano l'1,5% del totale). Differenze più marcate si riscontrano invece quando le imprese devono identificare gli ostacoli agli investimenti: per le medie e piccole il maggiore problema è la difficoltà a reperire personale (rispettivamente per il 21,4% e il 25,1%), mentre tra le grandi la difficoltà è denunciata solo dal 12,3%; per queste ultime più scottanti sono i rapporti con la Pa e la burocrazia (segnalato dal 23,1%). Per tutte le categorie incide il dato congiunturale rappresentato dall'insufficiente livello di domanda attesa anche se questo dato spaventa più le piccole (24,5%) che le grandi imprese (15,4%). Le piccole, inoltre, nel 19,4% dei casi segnalano difficoltà nel reperire risorse finanziarie. L'indagine si focalizza poi sulla tematica delle risorse umane e della formazione: da questa parte dell'analisi emerge in modo ancora più chiaro come le aziende della regione siano focalizzate sul settore produttivo. L'area cui più aziende (37,7%) dedicano formazione è infatti la produzione, seguita dall'ambiente e sicurezza (33,9%) e ricerca ( nel 29,1%). A questo corrisponde il fatto che le figure che vengono più formate sono gli impiegati tecnici (nel 35,4% delle imprese) e gli operai specializzati ( 32,7%). Il comparto produttivo è comunque al centro dei pensieri delle imprese anche perché proprio qui la maggior parte di esse (il 40,4%) prevede di fare assunzioni ed è anche il settore che per il 30,9% degli intervistati presenta le maggiori difficoltà a reperire risorse umane, in particolare, ancora, per operai specializzati (40,9%) e impiegati tecnici (20,2%). "Si dovrebbe investire di più nella formazione degli operai – spiega Denis Merloni, segretario regionale della Uil – come dimostrano i dati di Fondimpresa che vedono al primo posto, per quanto riguarda l'attività formativa, gli impiegati tecnici e amministrativi e solo il 23,3% delle ore totali è a vantaggio degli operai specializzati, che però rappresentano il 28,5% delle persone formate". Relativamente alle difficoltà nel reperire operai, "alla base di tutto – conclude Merloni –c'è il problema salariale: con paghe basse un giovane non va a fare l'operaio,ma cerca altre strade. Un fatto, questo, che dimostra come ci sia il bisogno di una " buona" immigrazione che venga qui a lavorare; e perché ciò accada occorrono delle reali politiche di integrazione ". MACCHINE E LABORATORI In testa alle voci di spesa la revisione e il potenziamento delle linee produttive e la ricerca e sviluppo OSTACOLI Tra i motivi che frenano gli impegni, la difficoltà a trovare personale (22,7%), la congiuntura (21,9%) e la burocrazia (16,5%).
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da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 16-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione: ECONOMIA E IMPRESE CAMPANIA data: 2008-07-16 - pag: 7 autore: INTERVISTA Carlo Boffa Presidente Confindustria Campania "Un'assise per dettare l'agenda" Boffa: situazione economica allarmante, a settembre il confronto Francesco Prisco NAPOLI Un'assise degli imprenditori a settembre per puntare l'attenzione sui problemi economici della regione ed individuare le linee programmatiche che dovranno contrassegnare l'azione della nuova presidenza di Confindustria Campania. A volere questo fondamentale momento di riflessione è Carlo Boffa, 66 anni, presidente facente funzioni dell'associazione imprenditoriale. L'incontro cadrà in un momento molto particolare per la Campania, alle prese con emergenze vecchie e nuove ed una situazione congiunturale problematica. "Coscienti delle attuali difficoltà, - precisa Boffa - noi imprenditori siamo pronti ad offrire un contributo concreto affinché l'economia regionale torni a risalire la china dopo tanti anni di empasse. Desideriamo lanciare un segnale “ di speranza” al nostro territorio, che possa lasciare intravedere la possibilità di un vero cambiamento di rotta rispetto al modus operandi dell'attuale classe dirigente. è necessario che tutta la classe dirigente campana - dal mondo istituzionale a quello economico- si metta in discussione in modo costruttivo". Presidente, le ultime analisi statistiche inquadrano con spietatezza il momento difficile dell'economia campana. Come analizza la situazione attuale? Lo scenario è allarmante.Il comparto industriale è contrassegnato da una crescita vicina allo zero ed a ciò si aggiunge un abbassamento notevole dei consumi. La maggior parte dei settori è in crisi ed i beni da investimento sono in notevole flessione.Ciò denota l'enorme insicurezza di tutto il contesto economico della regione. Gli imprenditori non hanno certezza nel futuro e, pertanto, non sono invogliati a investire. In questa fase, più che in precedenza, dobbiamo fare squadra. Dobbiamo cominciare a prendere in considerazione il sistema produttivo campano nel suo complesso, piuttosto che puntare l'accento sulle diverse realtà provinciali. Abbiamo bisogno di sinergie per far crescere la nostra massa critica ed esercitare maggiore peso nel dibattito politico. Abbiamo enormi potenzialità che vanno incentivate, bisogna avere coraggio e rischiare, ovviamente tutto ciò accompagnato da riforme strutturali che la politica deve attuare. L'attuale crisi dell'economia campana è solo figlia della storica emergenza rifiuti o ci sono altre cause da cercare? L'emergenza rifiuti non ha fatto altro che acuire dinamiche purtroppo già esistenti. Certo, a puntare l'occhio sulla questione della spazzatura va detto che soffrono di più alcuni settori come l'industria turistica, alimentare e dei prodotti tipici vittime di danni d'immagine sul piano internazionale. Per il futuro, ad ogni modo, sono fiducioso. Mi sembra che le iniziative messe in campo dal Governo siano efficaci. è la prima volta che sentiamo un programma con date precise, non un discorso vago. La crisi economica con cui abbiamoa che fare, comunque, è strutturale. La congiuntura internazionale ha pesato molto, considerando la debolezza di base del sistema produttivo del nostro territorio. La Regione, poi, non sempre è riuscita a gestire con efficacia la dote che Bruxelles ci ha messo a disposizione per lo sviluppo, questo soprattutto a causa delle procedure tutt'altro che automatiche che regolamentano l'assegnazione dei fondi comunitari. Ci fa un esempio? Il Paser, il principale documento che in Campania orienta la spesa delle risorse europee: le finalità dello strumento sono ottime, non a caso è frutto di un'attenta concertazione con categorie e parti sociali. I problemi tuttavia stanno nell'eccessiva burocrazia. Si è fatto un'idea delle ragioni per le quali i fondi europei sono gestiti con tanta burocrazia? La prima considerazione necessaria è che procedure intricate che ti obbligano ad un lungo iter non vanno a vantaggio di nessuno. Né delle imprese che, quasi sempre, a metà del guado finiscono per rinunciare agli aiuti, né della Regione stessa che alla fine non riesce a spendere e perde parte della dote europea inizialmente accordatale. Sarebbe meglio condividere procedure più elastiche, al fine di rendere più efficaci gli strumenti di sviluppo. Non escludo però che il modello iper-burocratico oggi in vigore derivi direttamente da Bruxelles. Torniamo all'empasse nel quale si trova la regione Campania. Non pensa che ci siano anche responsabilità della classe dirigente locale? Effettivamente: la classe dirigente di questa regione sembra troppo attenta alla politica. E così finisce per perdere di vista gli obiettivi reali. Anche la classe imprenditoriale ha le proprie pecche. Certe dinamiche esistono pure nel mondo imprenditoriale: talvolta, anche nella nostra categoria, si ravvisa un vero e proprio appiattimento sul discorso politico che rischia di far perdere di vista i problemi concreti. Tendenze di questo tipo vanno evitate, perciò ci sforziamo di tenere vivo sempre di più il rapporto con la base associativa. In vista delle consultazioni per l'elezione del nuovo presidente di Confindustria Campania, ci sarà un momento di confronto all'interno dell'associazione? Abbiamo avvertito quest'esigenza: per settembre abbiamo intenzione di convocare una assise, nell'ambito della quale saranno esposte le linee politiche che Confindustria Campania dovrà portare avanti. Confindustria Campania – in questo momento congiunturale tanto difficile per la regione - ha sentito più che mai la rilevanza di muoversi come sistema regionale, consultando l'intera base associativa attraverso la promozione di un momento di analisi e confronto quale, appunto, l'Assise in programma per il prossimo settembre. Agiremo in continuità con le iniziative intraprese negli anni scorsi dall'associazione. Per alcuni campi specifici, come la ricerca, abbiamo in mente di avviare un momento di confronto sui grandi progetti che vedrà il coinvolgimento di tutte le territoriali della Campania. L'obiettivo è arrivare a delineare con precisione un quadro di tutte le esigenze degli imprenditori campani in tema di ricerca. Quando pensa che Confindustria Campania tornerà al voto per eleggere il proprio presidente? Entro questo mese avvieremo la procedura della nomina dei saggi con le designazioni da parte delle singole associazioni territoriali. Considerando i tempi tecnici delle successive consultazioni, dovremmo così arrivare, tra fine ottobre ed inizio novembre, alla tornata elettiva vera e propria. "Manca la fiducia: in caduta i consumi e anche gli investimenti sono in frenata" "Finalmente c'è un piano dettagliato sui rifiuti che fissa date precise" "La Regione non ha gestito al meglio le risorse comunitarie per colpa dei burocrati" "Abbiamo avviato le procedure: entro novembre il nuovo presidente" Imprese. Carlo Boffa, presidente facente funzioni Confindustria Campania NEW FOTOSUD.
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da "Corriere Adriatico"
del 16-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ha dovuto minacciare di rivolgersi alla procura per ottenere quello che gli spettava. Sotto accusa la CommissioneInvalidi Civili Burocrazia lumaca, più di un anno per veder riconosciuta l'invalidità della piccola L'odissea del papà di una bimba malata FERMO - Maledetta burocrazia. Lenta, più che mai. Non importa neppure che ci sia di mezzo una bambina di cinque anni affetta da patologia oncologica alla quale deve essere riconosciuta l'invalidità. Passano i giorni, le settimane, come nulla fosse. Tocca tirare in ballo la magistratura. Minacciare azioni legali per vedere riconosciuto un diritto. A raccontare questa vicenda, che ha del paradossale, il papà della piccola in questione. E' lui, novello Ulisse nell'Odissea fatta di carte attese e uffici, che ha dovuto fare i conti con un sistema, quello pubblico, che non viaggia sempre come dovrebbe. Con i tempi che dovrebbe. Domanda, risposta. Subito. Invece no. Qui la risposta alla domanda è arrivata dopo tre mesi. Ne sarebbero dovuti trascorrere invece, di giorni, quindici. Senza contare che, in realtà, questa storia comincia un anno fa. Metà aprile, un giovane padre di famiglia che lavora in ambito finanziario si reca a Fermo in via Respighi presso la Commissione Invalidi Civili. Ci si va con il peso sullo stomaco in certi luoghi. Ci si va con il cuore gonfio di un dolore che, solo chi ci passa, può capire. Deve stilare una domanda, deve chiedere che sua figlia sia riconosciuta invalida civile. Gli sottopongono un modulo, di quelli zeppi di righi da compilare, di caselle da riempire e di leggi che solo gli esperti conoscono. Lui racconta all' impiegata la sua vicenda e chiede come redigere bene la scheda. Le risposte non sono quelle che uno si aspetta. Ma tant'è. Quei fogli vengono compilati ugualmente. Il papà barra. Non però tutto correttamente. Tanto che, dopo un anno di silenzio, scopre che, una crocetta messa male, gli è costata la validità della domanda. Ci prova a vedere se si può far qualcosa. Nulla, anche il suo legale gli consiglia di lasciar perdere. Quella domanda meglio riproporla. E lui la ripropone. Esattamente un anno dopo. "Sono tornato negli uffici - racconta - ho ripreso la modulistica, ho ricompilato tutto". Stavolta, pensa il papà, non passerà un anno di silenzio. "Non pretendevo neppure che dopo sedici giorni, ne servono quindici per legge, sarebbero venuti a fare la visita. Ma non pensavo neppure passassero tre mesi". Invece, tre mesi, sono passati. "Ho ritelefonato, per capire, non capivo le ragioni di tale immobilismo". Dall'altra parte si continua a tergiversare. E' allora che il papà dice basta. "Ho detto sarei andato in Procura". Davanti all'azione giudiziaria qualcosa si è mosso. "Mi hanno richiamato, assicurato che la macchina si sarebbe messa in moto. Così non è giusto. Poi nel pubblico si arrabbiano se c'è chi lancia l'idea dei nomi dei fannulloni. Invece, i nomi, andrebbero fatti. Così non si può continuare". I.C.,.
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da "Denaro, Il"
del 16-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Napoli edilizia Pompei 2000, fondi europei a rischio: De Sena chiede un tavolo di confronto Una proroga di tre anni per non perdere i fondi europei e portare a termine il progetto "Pompei 2000". Ad auspicarlo è Pasquale Buonocore, presidente della Pompei 2000 spa, che gestisce l'iniziativa per la realizzazione di un mega parco commerciale, artigianale e ricreativo nell'area ex Vega-Tecnotubi di Torre Annunziata. Intanto ieri l'amministratore delegato della società, Gennaro De Sena, ha sottoscritto una lettera-dossier di dieci pagine che ha indirizzato, tra gli altri, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ai ministri Bondi, Tremonti e Scajola, al Governatore Bassolino e all'assessore regionale alle Attività Produttive, Andrea Cozzolino, responsabile unico del Contratto d'area. Nella missiva, la richiesta di un tavolo di confronto per analizzare la questione della proroga dei termini. Basilio Puoti Dieci anni dopo l'avvio del progetto, Pompei 2000 rischia di perdere i circa 35 milioni di euro del Contratto d'area. La proroga dei termini per i finanziamenti è scaduta lo scorso 30 aprile. "Gestiamo il progetto da appena tre anni spiega Pasquale Buonocore, presidente della Pompei 2000 spa, che gestisce l'intero progetto e solo il 28 dicembre scorso la Regione Campania ha approvato l'accordo di programma per la realizzazione di un intervento di recupero delle aree dismesse ex Tecnotubi Vega e zone limitrofe, nel Comune di Torre Annunziata, con la creazione di un parco tematico integrato con funzioni terziarie, ricettive, espositive, artigianali ". L'accordo è stato sottoscritto il 12 giugno 2007 tra la Regione Campania, la Provincia di Napoli, il Comune di Torre Annunziata, il responsabile unico del Contratto d'area torrese stabiese, la società Pompei 2000 spa e la Tess - Costa del Vesuvio spa. Il decreto del presidente della Regione è stato poi pubblicato sul Burc del 3 marzo scorso, quindi, a poco più di un mese dalla scadenza della proroga. Da allora la Pompei 2000 spa si è attivata per presentare i progetti esecutivi al Comune di Torre Annunziata cui è stata anche richiesta la Dia per avviare l'abbattimento dei capannoni. La Dia però tarda ad arrivare. "La Dia dovrebbe arrivare tra 15 giorni assicura Buonocore, che si chiede come completare i lavori entro il 30 aprile, con il decreto di Bassolino pubblicato a marzo. In Campania il problema sta nell'eccessiva burocrazia che ha creato intoppi all'iter del progetto". Rinviato a settembre anche l'avvio della demolizione del primo capannone dell'ex Tecnotubi previsto per metà luglio. Pompei 2000 nascerà dove oggi sorgono gli scheletri dei capannoni, che furono dell'azienda produttrice di tubi saldati, e nella vicina zona Asi. Questi i numeri del progetto: 180 milioni di investimento, 250 mila metri quadrati di superficie interessata dai lavori, sei macrocontenitori che ospiteranno mini siti di produzione e strutture commerciali, alberghiere e ricreative. Il progetto è finanziato da Tess Costa del Vesuvio con 34 milioni di euro e da una merchant bank per la restante parte, 146 milioni. "Da gennaio 2009 partiranno i lavori di urbanizzazione -assicura Buonocore -Tutta l'opera sarà completata per il 2011". del 16-07-2008 num.
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da "Denaro, Il"
del 16-07-2008)
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Mediterraneo euromed A Parigi l'Unione frenata dalla burocrazia Michele Capasso* Parigi, 14 luglio 2008. Il presidente francese Sarkozy è raggiante. I capi di Stato e di Governo dei Paesi europei e mediterranei gli fanno da corona in questo giorno in cui ricorre la festa nazionale francese. Da poco è nato il "Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo". Un progetto inizialmente forte, con il nome di "Unione Mediterranea" e poi, poco a poco, ricompreso nei tentacoli della "burocratura" europea che ne ha imposto regole, regolamenti, lacci e laccioli inserendo tutti i Paesi dell'Unione e non soltanto com'è logico e com'era nell'idea originale di Sarkozy quelli che si affacciano sul Mediterraneo e che, in quanto tali, vivono gli stessi problemi. Che sono rimasti tali nell'articolato del documento finale: disinquinamento del mare Mediterraneo (cosa avranno a che fare con ciò i paesi baltici dell'Unione è da dimostrare!), autostrade del mare (Mediterraneo), energia solare, protezione civile, educazione e così via. Un progetto, dicevo prima, all'inizio chiaro, poi, poco a poco, ambiguo e confuso: prima "Unione Mediterranea", poi "Unione per il Mediterraneo" e, alla fine "Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo". Con questa ultima dizione viene citato nel documento finale più di trenta volte. Dalla sua prima stesura il progetto ha preso più consistenza politica, ma pagando a caro prezzo i compromessi e gli emendamenti, imposti in modo particolare dalla Germania, alla quale è richiesto di essere il principale finanziatore dell'azione. Molti compromessi Un problema di non poco conto nonostante gli abbracci e le manifestazioni gioiose di pace e di dialogo sarà quello di conciliare la posizione francese, sempre di più allineata su Israele, con la necessità di integrare i paesi arabi che rifiutano di normalizzare le loro relazioni con lo stato ebraico se quest'ultimo non si ritira dai territori occupati nel 1967. Le opposizioni algerine e libiche e le turbolenze della Turchia indicano che gli ostacoli sono ancora notevoli. A Parigi, intanto, ancora una volta le lotte e gli intrighi sono stati invasi di quell'"Amore sviscerato per il Potere" che ha ridotto gli scambi diplomatici quasi esclusivamente ad un misero mercato per accaparrarsi posti di potere o di rappresentanza concernenti le cariche e gli organismi che quest'ennesimo carrozzone farà nascere. Ecco quindi i greci insistere per avere un posto di riferimento nel dialogo tra le culture, ecco l'infaticabile premier spagnolo Zapatero spendere tutte le sue energie per far sì che Barcellona possa essere la sede del segretariato della nascente Unione. L'amico ministro degli esteri spagnolo così si è espresso: " Abbiamo molte possibilità e molte simpatie in favore di Barcellona, per la sua storia, la sua posizione geografica e la sua efficienza". Addio Processo di Barcellona E' disponibile, Moratinos, a far sparire la parola "Processo di Barcellona" frutto di un combattuto compromesso con i francesi lasciando solo quella "Unione per il Mediterraneo": solo a condizione che la capitale catalana ospiti la sede del segretariato Upm. Guarda caso, si sarà passati da un "Processo" ad una "Unione" non per effetto di una maturazione politica con conseguenti azioni realizzate, ma semplicemente per la scelta di una sede. La decisione sarà assunta dai Ministri degli esteri euromed che si riuniranno a Marsiglia nel prossimo novembre. Un processo, quello di Barcellona, al quale chi scrive, con la Fondazione Mediterraneo, ha dedicato gli ultimi 15 anni della propria attività e della propria vita; nel campo della società civile, del patrimonio culturale, del dialogo tra le culture, dell'economia, della politica. Un processo che avrebbe dovuto condurci ad un'area di libero scambio entro il 2010: in quell'epoca, forse, l'idea stessa di "Mediterraneo" sarà sepolta dagli eventi della storia che marciano ad una velocità imprevedibile e che gli burocrati fingono di ignorare. Un processo il cui fallimento è stato pilotato e procurato. L'obiettivo iniziale degli ingenui dirigenti europei, impregnati di nozioni neoliberiste provenienti dall'Inghilterra e dagli Usa, era quello di riunire le due rive del Mediterraneo intorno ad istituzioni omogenee, in modo da compensare i livelli di vita così contrastanti tra le due rive.Il processo di Barcellona ha dato piccoli risultati su ambiti economici ristretti, mentre sul campo fondamentale dei diritti umani, della democrazia e del dialogo tra le culture ha partorito iniziative assolutamente inadeguate. La politica di vicinato La stessa politica di vicinato (Pev), lanciata dall'Unione europea di recente ha preso pienamente atto del fallimento del processo di Barcellona in campo politico: non ha raggiunto l'obiettivo di una pacificazione nell'area, nè quello di una normalizzazione tra Israele ed i paesi arabi vicini; non ha saputo cogliere l'occasione di riaffermare l'Unione europea come soggetto politico ed interlocutore essenziale nella regione, abbandonando agli Stati Uniti la gestione esclusiva ed operativa e, perciò, parziale del conflitto arabo-israeliano e degli altri conflitti nella regione. Potere ad ogni costo L'"Unione per il Mediterraneo" nasce meno di quattro anni dopo il lancio della politica di vicinato dell'Ue ma, prima ancora di nascere, ha già lasciato sul terreno diverse perplessità. La principale, quella verso cui combatto da anni, e contro la quale continuerò a combattere finchè avrò forza, è il perseguire il potere ad ogni costo: la ripartizione dei poteri, piccoli e grandi, nascenti dalla nuova struttura istituzionale, specialmente tra europei ed arabi mediterranei, costituirà l'oggetto fondamentale di incontri, riunioni e di risorse. Nei ritagli, forse, ci si occuperà di quei sei progetti più o meno concreti che già trovano in gran parte la loro attuazione in normative ed azioni predisposte dai singoli paesi o dall'Unione europea. Le dispute interarabe e intereuropee, i litigi continui e le invidie della "burocratura" all'interno e al di fuori dell'Unione europea, condizioneranno e limiteranno l'efficacia di questa nuova iniziativa. Quasi sicuramente non consentiranno di affrontare i problemi connessi alle economie reali dei paesi aderenti, specialmente quelli della riva Sud. La mia esperienza di 15 anni mi ha insegnato che la cooperazione euromediterranea, nata con il processo di Barcellona, non ha dinamizzato le economie della riva Sud, ancora oppresse da sacche consistenti di povertà, disoccupazione, analfabetismo. Diverso è l'insegnamento che viene dalla Cina e dall'India. In questi casi, le dinamiche interne e la volontà collettiva di rompere il cerchio del sottosviluppo ha dato risultati straordinari. E allora? Che fare? Lavorare assieme per il Sud Il mezzogiorno d'Italia ha un ruolo essenziale da giocare, non tanto nell'ottica della "burocratura" europea, ma in quella del dinamismo asiatico. Una "Unione per il Mediterraneo" che non ha e non fa la forza, può invece avere un'area subregionale, qual è il mezzogiorno d'Italia, come elemento catalizzatore di nuove energie e di nuovo sviluppo. Napoli e la Campania hanno risorse inimmaginabili: separate ed autonome sono senza significato, insieme potrebbero costituire e sostituire quella forza che la nascente Unione per il Mediterraneo farà fatica ad avere. Il mio sogno è, un giorno, poter fare quello che l'amico Pino Daniele ha fatto la scorsa settimana sul palco di Piazza Plebiscito: un'azione corale di partnership, in cui artisti quali Giorgia, Gigi D'Alessio, Nino D'angelo, Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Avion Travel, e tanti altri concorrono al risultato finale. In quel momento ho pensato alla forza propulsiva scaturente da un'azione corale congiunta di tante prestigiose istituzioni napoletane e campane coinvolte nel dialogo euromediterraneo: Università Federico II, Università L'Orientale, Università Suor Orsola Benincasa, Università Parthenope, Seconda Università, Università di Fisciano, Università del Sannio, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Istituto Italiano per gli Studi Storici, CNR, Forum Universale delle Culture, Fondazione Mezzogiorno Europa, Associazione Europa Mediterranea, Il Denaro, Comunità di Sant'Egidio, Osservatorio euromediterraneo e del Mar Nero, Associazioni di volontariato e del servizio civile, e tantissime altre ancora. Questa sarebbe veramente una Unione capace di essere forza e, in quanto tale, protagonista di questa nascente sfida per la pace e lo sviluppo condiviso nel nostro Mare. *presidente Fondazione Mediterraneo del 16-07-2008 num.
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da "Sestopotere.com"
del 16-07-2008)
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(16/7/2008 13:12) | (Sesto Potere) - Treviso - 16 luglio 2008 -In quale direzione dovranno investire le proprie risorse i giovani agricoltori trevigiani nei prossimi anni? Il tema del futuro delle giovani generazioni in agricoltura è stato approfondito nel corso del convegno dal titolo “Riforma di medio termine della Pac: una riflessione per i giovani” che si è svolto sabato 12 giugno al Castello di Roncade nel corso della prima “Festa dei giovani agricoltori” promossa da Cia Treviso. A mezzo secolo esatto dalla nascita della Pac, la Politica agricola comunitaria, la Cia di Treviso ha aperto una riflessione sul futuro dell'agricoltura trevigiana, con un occhio di riguardo ai giovani coltivatori. La domanda viene posta alla vigilia della riforma della Pac di medio termine, che entrerà in vigore a partire dal 2013, ma sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea entro fine anno e non a caso si rivolge ai giovani. L'agricoltura trevigiana, infatti, si caraterizza rispetto alle altre province del Veneto, soprattutto per la presenza di giovani. Nel 2006 nella Marca i coltivatori tra i 18 e i 40 anni, iscritti come titolari di una azienda agricola, erano 634. A questo numero va sommato circa un migliaio di giovani agricoltori che lavorano come coaudiuvanti nelle aziende agricole di famiglia. All'incontro hanno partecipato Denis Susanna, presidente della Cia di Treviso, Alessandro Ghiro, presidente della Cia Veneto, Enzo Mastrobuoni, responsabile nazionale dell'Area economica Cia, Franco Manzato, assessore all'Agricoltura Regione Veneto, e Simonetta Rubinato, sindaco di Roncade. “La prima versione della Pac –ha spiegato Denis Susanna- risale al luglio del 1958 Nel corso dei decenni si sono alternati momenti di penuria alimentare a periodi di eccedenza di produzione. Ora la nuova verifica dello stato di salute della Pac entrerà in vigore nel 2013 e sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea entro il 2008. Per questo serve aprire subito una riflessione per dare indicazioni ai giovani, affinché possano fare scelte compatibili con la futura politica comunitaria”. L'evento ha, inoltre, ufficializzato la costituzione di Agia Treviso, l'Associazione giovani imprenditori agricoli della Cia: “Lo scopo della nuova associazione che a Treviso conta già una trentina giovani agricoltori -ha aggiunto il presidente di Cia Treviso- è quello di diventare un laboratorio di idee, di iniziative e di innovazioni tecnologiche, in quanto le aziende condotte da giovani per competere a livello internazionale dovranno subire forti processi di modernizzazione”. Nella Marca, in particolare, i processi di modernizzazione riguarderanno le energie alternative, la formazione professionale a 360° gradi, l'export. Alla politica locale i giovani agricoltori trevigiani chiedono un intervento sui problemi ancora aperti in Avepa, l'Agenzia veneta per l'agricoltura. In particolare gli imprenditori agricoli domandano maggiore semplificazione per ridurre il peso dell'eccessiva burocrazia che incide sul lavoro delle aziende. Il “caso” Treviso, citato dal presidente della Cia Veneto, spinge, inoltre, a rivedere con maggiore attenzione l'uso del suolo per mantenere le aree agricole attuali e frenare l'avanzamento di quelle urbane e industriali. I settori trainanti dell'agricoltura trevigiana puntano alla specializzazione: la viticoltura, il radicchio, il latte, i funghi, gli asparagi, il settore della carne avicola e cunicola. Al neo-vicegovernatore della Regione Veneto e assessore regionale all'agricoltura, Franco Manzato la Cia Treviso ha chiesto di affrontare alcune problematiche che affliggono l'agricoltura trevigiana: i danni da selvaggina nelle aree della Pedemontana con la relativa richiesta di aumento di fondi e la maggiore celerità nelle liquidazioni; l'eliminazione del ticket introdotto per la gestione della banca dati nazionale e dell'anagrafe bovina; la definizione dell'autorizzazione e regolarizzazione dei pozzi; la semplificazione delle procedure del piano di sviluppo rurale. Nel quadro, invece, della situazione e degli inerventi di mercato della Pac, in una fase delicata di cambiamento, i giovani imprenditori agricoli trevigiani chiedono di riequilibrare il pilastro degli aiuti diretti al reddito in agricoltura. Nel 2006, infatti, gli aiuti al reddito rappresentavano l'87 per cento delle risorse della Pac. mentre i fondi destinati allo sviluppo rurale soltanto il 13 per cento. Lo scenario che si prospetta entro il 2013 vede scendere gli aiuti diretti al reddito al 59,2 per cento e salire quelli rivolti allo sviluppo rurale al 40,8 per cento. Dal confronto con i nuovi grandi agglomerati economici (Cina, India, paesi del Sudamerica, che si affacciano al negoziato con i paesi dell'Unione Europea anche sul terreno dell'agricoltura) la proposta dei giovani della Cia è quella di favorire importanti alleanze per proteggere le denominazioni di origine i prodotti Dop e Igp che devono essere salvaguardati.
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da "Mattino, Il (Circondario Sud1)"
del 16-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il reggente dell'associazione "Subito maggiore chiarezza e meno burocrazia per l'uso dei fondi per il Meridione".
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da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 16-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
AbanoCostretto ad incatenarsi davanti al Municipio di Abano pur di vedersi restituita l'indennità di disoccupazione che attende da più di otto mesi. Un gesto dettato dalla disperazione, dall'ennesima porta chiusa in faccia quello di Gianni Zuin, cuoco da 40 anni in un grosso stabilimento termale. " un vero scandalo - ha spiegato - qui si sta trattando del futuro dei 5 mila lavoratori termali, non di quattro persone. Non è possibile che ogni anno sia una guerra per ottenere i soldi che ci spettano".Decisamente complessa la questione "sospensione". Nel 2005 l'allora governo Berlusconi ha siglato la legge 80, la legge che cancellava di fatto l'indennità di disoccupazione poiché, era stato spiegato, la chiusura stagionale delle strutture non era improvvisa ma programmata di anno in anno. Poi la questione è stata risolta ma ponendo un limite al pagamento dei primi 65 giorni di chiusura stagionale. Una soluzione di certo non ideale visto che molti hotel del bacino in realtà restano chiusi più di 65 giorni ma che comunque garantiva una margine di sicurezza ai lavoratori. Ma ad ogni cambio di governo si rinnova l'odissea per i dipendenti delle strutture del bacino termale. Ora l'indennità è rimasta bloccata tra le maglie della burocrazia.Il documento in grado di garantire una giusta indennità di disoccupazione a quei lavoratori che, loro malgrado, sono costretti anche a tre/quattro mesi di non-lavoro, è stato firmato dal ministro Maurizio Sacconi ma non ancora da Tremonti. Cosa che rende di fatto ineseguibili per l'Inps le richieste di emissioni dei fondi. E mentre i sindacati Cgil, Cisl e Uil continuano la loro battaglia per le vie "ufficiali", Gianni Zuin, esasperato da tanta attesa ha imboccato la strada delle azioni dimostrative. Il cuoco resterà incatenato davanti al Municipio di Abano fino a quando qualcuno non riuscirà a dargli risposta. Della manifestazione di protesta sono già stati avvisati, oltre alle sigle sindacali, anche il sindaco di Abano e di Montegrotto.Intanto Cgli, Cisl e Uil continuano a raccogliere le richieste di indennità mai percepite dai lavoratori del bacino. Ma è comprensibile che in una situazione di questo tipo è la stessa Inps (l'ente autorizzato ad erogare i finanziamenti) ad avere le mani legate. Ad attendere i soldi della sospensione stagionale più di 2.500 persone in tutto il bacino termale euganeo.Riccardo Bastianello.
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da "Corriere Adriatico"
del 16-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
La struttura sanitariaora è fatiscenteSarà trasformatain alloggi popolariper le forze dell'ordine Ex ospedale e non solo: manca solo la firma della Regione. Investimento milionario Lavori in centro, intesa al rush finale MONTEGRANARO - Contratti di quartiere: adesso manca la firma della Regione. La giunta con delibera n.129 ha infatti chiuso l'iter di competenza comunale e approvato l'accordo di programma che, quando sarà firmato da tutte le parti (oltre che la Regione, anche l'Erap, oggi presieduto da Fausto Franceschetti) consentirà l'arrivo dei finanziamenti e soprattutto l'inizio dei lavori di riqualificazione del centro storico. Un iter, quello per l'accordo di programma, durato diversi anni. Tra burocrazia e rinvii, da quando fu dato l'annuncio dell'ottenuto finanziamento, di tempo ne è passato. Ex ospedale: è qui più di tutti che si vedranno gli effetti dell'accordo. Questa struttura, oggi fatiscente e le cui condizioni igienico sanitarie lasciano molto a desiderare, sarà trasformata in alloggi popolari per le forze dell'ordine. I termini del nuovo accordo prevedono che l'investimento globale, nel centro storico, sia di importo pari a 1.399.938,39 euro per interventi su edifici privati, di euro 1.367.235,78 euro per interventi pubblici, entrambi interni e collegati al finanziamento. In particolare si prevede un intervento dell'Erap (sull'ex ospedale) con investimento pari a 875.000 euro, di cui 100.000 finanziati con il contratto di Quartiere II; interventi del Comune di Montegranaro con investimento pari a 1.317.235,78 euro finanziati dal contratto di quartiere II e 50.000 euro con fondi propri del Comune derivanti dagli oneri di urbanizzazione degli investimenti privati dello stesso progetto; interventi dei privati in prime abitazioni o abitazioni da porre in locazione condizionata per un importo complessivo pari a 1.399.938,99 euro di cui 318.764 finanziati con contratto di quartiere (qualche privato escluso dalla graduatoria potrebbe mettersi di trasverso con eventuali ricorsi). Per almeno uno degli interventi finanziati dalla Regione i lavori dovranno iniziare entro un anno dalla firma di tutte le parti. Tutti gli interventi dovranno essere ultimati entro quattro anni. Qualora la tempistica dettata dall'accordo non fosse rispettata verrebbero meno gli euro oggi stanziati. Le prime somme arriveranno dopo un mese dall'apposizione dell'ultima firma. Si tratta del 10% del finanziamento. Verrà anche istituita una commissione di vigilanza incaricata di monitorare lo svolgersi dei lavori e a presiederla sarà il sindaco di Montegranaro. La commissione dovrà stilare un rapporto che certifica lo stato dei lavori. Manca dunque, adesso, che venga apposta l'ultima firma sulla convenzione. Quella del presidente Spacca. Poi, l'ultimo atto, di un iter che sta andando avanti da diversi anni si potrà dire concluso. E, finalmente, potranno partire quei lavori (preceduti dalla fasi di appalto) tanto attesi. I.C.,.
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da "Velino.it, Il"
del 16-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO - Italia: congiuntura preoccupante ma non è stagflazione Roma, 16 lug (Velino) - Nessuna istituzione, italiana o internazionale, ha pronunciato finora la parola “stagflazione” per descrivere lo stato dell'economia del Belpaese. Eppure, ultimo in ordine di tempo il Bollettino diffuso ieri da Bankitalia, lo scenario è sempre lo stesso: inflazione poco sotto il 4 per cento e crescita vicina allo zero. Tanto che il maggior quotidiano economico-finanziario rompe il tabù e titola in apertura: “L'Italia verso la stagflazione”. L'impressione, tuttavia, è che anche a fronte di una congiuntura preoccupante la “comunità” di esperti ed analisti preferisca rifugiarsi dietro i tecnicismi e la semantica per scacciare uno spettro che ha aleggiato sull'economia italiana per circa dieci anni. “Tecnicamente – ricorda al VELINO Massimo Bordignon, docente di Scienze delle Finanze alla Cattolica di Milano – si parla di recessione quando il prodotto interno lordo reale diminuisce per almeno due trimestri consecutivi. Formalmente non c'è recessione e dunque non c'è stagflazione”. L'economista invita dunque a evitare drammatizzazioni: “Una cosa è l'inflazione a due cifra che abbiamo avuto in Italia dall'inizio dello shock petrolifero degli anni Settanta alla metà degli anni Ottanta, un'altra è una crescita dell'indice dei prezzi al consumo attorno al 4 per cento. E' vero, tuttavia, che il Paese cresce poco e la situazione è preoccupante. Ci si avvicina alla stagflazione – sottolinea Bordignon - ma non si può dire che siamo in quella fase”. Una diagnosi analoga è offerta da Alberto Quadrio Curzio, preside della Facoltà di Scienze politiche dell'Università Cattolica di Milano. “Bankitalia – spiega al VELINO - non dice niente di nuovo. Più che altro conferma che persistono quelle preoccupazioni e incertezze che invece, alla fine del 2007, il governo Prodi ci diceva che erano state superate. L'Italia cresce un punto in meno di Eurolandia mentre l'inflazione è in linea con quella della zona euro e dell'Ue-27. Sotto questo profilo – osserva Quadrio Curzio - è necessario evitare la rincorsa prezzi-salari perché genererebbero un'inflazione endogena drammatica”. Sulla stessa linea Bordignon: “E' sensato – rileva il docente di Scienze delle Finanze - evitare la rincorsa prezzi-salari. Non so se è giusto prendere come riferimento un'inflazione all'1,7 per cento o all'1,9-2 per cento in sede di negoziazione contrattuale. Fatto sta che è giusto giocare d'anticipo e legare la crescita delle retribuzioni all'inflazione 'core' cioè depurata dalle componente alimenti ed energia. Una volta evitata l'indicizzazione dei salari, tuttavia, è giusto favorire contrattazioni di secondo livello per permettere ai lavoratori di recuperare reddito”. Per evitare che la congiuntura negativa possa degenerare in stagflazione bisogna guardare contemporaneamente alle mosse della Banca centrale europea e a quelle di Palazzo Chigi, gli unici attori in grado di porre in atto misure per sostenere la crescita e insieme il potere d'acquisto dei salari. “A livello di banche centrali – evidenzia Bordignon - la Federal Reserve sta attuando una politica monetaria espansiva perché c'è il reale rischio che il sistema crolli con fallimenti a catena di banche e istituti finanziari. La situazione in Europa è più solida e la Bce può far poco, stretta fra inflazione alta e crescita bassa. E' evidente, comunque, che sarebbe necessario un maggior coordinamento fra le due sponde dell'Atlantico”. Quanto al governo italiano, Quadrio Curzio giudica “positivamente” le due misure previste finora per sostenere i redditi e cioè la detassazione degli straordinari e dei premi di produttività. “Però – sostiene l'economista -, nel Dpef, si afferma che tagliando gradualmente i costi della burocrazia si guadagnerebbe un punto di Pil nel 2012. La speranza è che tale obiettivo possa essere realmente centrato”. Bordignon, da parte sua, ritiene che un'ulteriore cartuccia a disposizione dell'esecutivo per rilanciare i consumi sia l' "alleggerimento della pressione fiscale nei confronti delle fasce meno abbienti della popolazione”. Sullo stesso argomento: Inflazione, Eurostat: a giugno vola al 4% nella zona euro (pis) 16 lug 2008 14:28.
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da "Velino.it, Il"
del 16-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. AMB - Rifiuti, Velardi scrive un decalogo al premier e lo ringrazia Roma, 16 lug (Velino) - L'assessore campano al Turismo Claudio Velardi si complimenta con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per la fine dell'emergenza rifiuti in Campania. E dalle pagine del proprio blog scrive un decalogo al premier per ricordare “le cose che – dice – stiamo facendo (anche insieme ad alcuni ministeri)” e “quelle che bisogna fare, e quelle (magari) da evitare” per il rilancio generale di Napoli e della Campania. “Bene così – scrive Velardi -. Effettivamente l'immondizia si sta raccogliendo, sembra anche che ci siano progetti per evitare crisi future: massima fiducia a tutti coloro che si adoperano quotidianamente per risolvere il problema, una volta e per tutte”. Ma ora, osserva, c'è da affrontare quella che l'assessore chiama la “fase due”. Prima di tutto l'insediamento lunedì prossimo della cabina di regia governo-regione Campania per studiare le strategie operative volte al rilancio del turismo nella regione e “per la concreta crescita dei flussi turistici, attraverso azioni di marketing, comarketing e promozione”. Oltre a Michela Brambilla parteciperanno Roberto Rocca, capo del dipartimento turismo, Giovanna Martano, assessore al turismo della provincia di Napoli, e due esperti: Raffaele Cercola, docente di marketing, e Valeria Della Rocca, consulente. “Berlusconi – chiede però Velardi al premier – può sostenere il lavoro della cabina di regia, mettendo la sua nota capacità comunicativa al servizio delle attività nazionali e internazionali che la cabina svilupperà”. Il secondo punto Velardi lo dedica al ministro Giulio Tremonti e alla politica di rigore sul fronte finanziario. Pieno sostegno alla stretta economica, dice l'assessore, ma servono misure “ad hoc di defiscalizzazione” per la regione. Ed ecco il secondo appello al premier: “Berlusconi deve convincerlo (Tremonti, ndr) ad attuare a Napoli, per un tempo limitato ma da subito, riduzione degli oneri fiscali, equiparazione dell'Iva al livello degli altri paesi europei” per garantire “il sostegno alle imprese turistiche in crisi”. Necessaria anche, spiega Velardi sul blog, “una campagna di promozione e comunicazione di Napoli e della Campania nel mondo, da inserire in una campagna più generale a favore del nostro Paese, che non gode al momento di una buona immagine all'estero”. E anche qui, rivolgendosi al premier, lo esorta a “iniziare subito” con un consiglio tecnico: non affidarsi società italiane, ma puntare su grandi aziende mondiali, “capaci di sviluppare i messaggi giusti nei singoli paesi destinatari”. Al quarto punto Velardi ricorda un nuovo appuntamento che vedrà l'accordo istituzionale tra la regione e il ministero dei Beni culturali martedì prossimo. “Accordo di grande rilievo – dice -, centrato sul trasferimento alla regione della gestione di importanti beni culturali campani, in alcuni casi abbandonati a se stessi per scarsità di risorse e assenza di governo. è inutile sottolineare quanto sia importante questa intesa per valorizzare l'enorme patrimonio di cui la Campania dispone, e che va messo al servizio di un grande rilancio del turismo. A Berlusconi – di nuovo – l'invito a combattere resistenze e chiusure corporative degli apparati burocratici (leggi Soprintendenze)”. Non poteva mancare un riferimento al commissariamento di Pompei. Velardi giudica “ottima” la decisione del governo, ma,osserva, “una volta recuperata l'agibilità e la legalità dell'area, bisogna pensare a cosa deve diventare Pompei”. Due milioni di visitatori all'anno (quattro con quelli del Santuario) “devono ricevere un'accoglienza degna di questo nome. Servizi, itinerari, percorsi aperti e visitabili all'interno del sito. Eventi, merchandising, allestimenti, enogastronomia di livello al di fuori del sito. Accoglienza, alberghi, viabilità, logistica moderna nell'intera area che va da Pompei e Stabia”. Tutto questo, dice Velardi rivolgendosi a quello che definisce “l'imprenditore Berlusconi”, si fa solo “se si mette il privato in condizione di investire sul territorio, attraverso un accordo che coinvolga amministrazioni centrali e periferiche, cordate imprenditoriali di livello nazionale e internazionale”. Poi un nuovo attacco alla burocrazia: “Caro Presidente – rivolgendosi ancora al premier -, lei sa che il sottoscritto (in qualità di Autorità di gestione) è chiamato a spendere nei prossimi anni due miliardi di euro di Fondi europei nel Mezzogiorno (progetti POin e PAin)? E sa che ci sono amministrazioni centrali (Ambiente, Mibac, Mise), che sono parte dei progetti, ma invece di favorirne la rapida attuazione frappongono continuamente ostacoli e appesantiscono il lavoro, impedendo che il piano vada avanti speditamente, dopo che la Commissione europea, grazie al lavoro che noi abbiamo fatto, ce lo ha approvato? Cerco da settimane di coinvolgere il governo perché svolga una funzione di coordinamento di questa azione. Ne ho parlato con il mio amico Gianni Letta, spero che la prossima settimana si possano prendere decisioni concrete per mandare avanti speditamente il programma. Ci metta una buona parola, e colga l'occasione – dice Velardi -. Questi soldi, ben spesi, possono cambiare molte cose nel Sud e in Campania”. Infine, qualche consiglio. Il primo sul G8, che Velardi non nomina apertamente. E ancora rivolto a Berlusconi dice: “Lo programmi, questo grande evento a Napoli per l'anno prossimo. Lei sa di cosa si tratta, di quale evento parliamo. Può diventare l'occasione magica nella quale la città si ripresenta al meglio su un palcoscenico mondiale. Non sarà la soluzione dei problemi (me lo ripetono tanti piccoli soloni), ma diventerà il momento simbolico della rinascita”. Poi la collaborazione istituzionale: “Conviene, innanzitutto ai cittadini. Non ascolti le sirene della (brutta) politica”. Poi, “quando verrà il momento della politica e delle scelte, a quel punto ognuno per la sua strada, e i cittadini decideranno”. Il nono punto del decalogo Velardi lo dedica ai numeri sulla stagione turistica ricordati qualche giorno fa da Berlusconi: “Lasci perdere i dati sulla stagione turistica – dice -: se ne danno di ogni specie, e ognuno ne fa l'uso che vuole. Meglio lavorare, come stiamo facendo in tanti, per uscire dalle difficoltà in cui ci troviamo. Meglio darsi da fare, con fiducia e ottimismo. Meglio programmare il futuro che ipotecare il presente”. Conclude con il punto dieci: “Mi manca – spiega Velardi -. Lo uso per ringraziare Berlusconi per il lavoro che sta facendo per Napoli, e per dare a tutti noi gli auguri per il futuro che meritiamo”. (asp) 16 lug 2008 18:55.
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da "Sicilia, La"
del 16-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
La pubblica denuncia delle mamme "Sul lavoro nero non generalizzare" "Come membro della categoria commercianti e socio dell'Ascom, associazione cittadina degli operatori commerciali, rifiuto in assoluto le accuse provenienti da alcune mamme riguardo al lavoro nero". Non lasciano margine di fraintendimento le parole nette e precise di Luigi Trombatore, uno degli operatori commerciali cittadini che interviene sul dibattito innescatosi in seguito alla protesta di alcune mamme per le condizioni di lavoro poco dignitose riservate a tanti giovani. "Ritengo che sia sbagliato parlare in maniera generica di classe commerciante- aggiunge Trombatore- perché in tal modo si rischia di colpevolizzare un'intera classe produttiva che, possiamo assicurare, va avanti in mezzo a tanti problemi quotidiani. Se esistono dei casi isolati all'interno della nostra categoria, che si faccia nome e cognome, assumendosi la responsabilità della battaglia che si vuole portare avanti. In tal modo posso assicurare che si attiverà una sinergia di forze volta a tutelare i diritti del lavoratore, tra cui non mancherà di fare sentire la propria presenza anche l'Ascom". La polemica era sorta in seguito alla protesta di due mamme che avevano portato all'attenzione dei cittadini tramite una lettera pubblica la necessità di tutelare i propri figli dal lavoro nero e dalla mancata concessione di diritti basilari, primo tra tutti una paga dignitosa e correlata alle ore di lavoro. Trombatore si mostra d'accordo con il parere di una delle madri, che esorta i genitori a non mandare i figli al lavoro nei mesi estivi a condizioni poco rispettose: "Ritengo che sia giusto concedere una vacanza nei due mesi estivi agli studenti. Se però si accettano delle condizioni pattuite all'inizio del rapporto di lavoro, tra cui anche la paga bassa, non ci si può lamentare dopo". Il socio dell'Ascom sottolinea inoltre come le leggi severe ed una burocrazia lenta e spesso dispendiosa rendano oggi impossibili assunzioni lampo per soli due mesi, che in tal modo dovrebbero essere limitate a casi sporadici ed isolati, ma che non sono di certo la regola. "L'Ascom è disponibile anche a venire incontro a questo tipo di esigenze- conclude Luigi Trombatore- facilitando la risoluzione di eventuali problemi attraverso il dialogo. Senza però avere davanti un interlocutore ben preciso ci si può limitare solo ad alzare un polverone poco efficace, che non risolve nulla". Santina Giannone.
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da "Virgilio Notizie"
del 16-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Al via progetto sistema registrazione "sincrono" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 16 lug. (Apcom) - In Italia è boom dei domini internet. Alla fine di giugno 2008, i domini '.it', la targa Internet che identifica in rete il nostro paese hanno raggiunto quota 1.503.106. Dall'inizio dell'anno le registrazioni di nuovi domini .it, gestiti dal Registro del ccTLD .it all'interno dell'Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Iit-Cnr), non sono mai state inferiori alle 25mila al mese. Maggio, con 30.243 registrazioni, ha segnato addirittura il record degli ultimi otto anni. Cifre che confermano l'Italia come quinta realtà del panorama Internet europeo e al settimo posto nella classifica mondiale Secondo Domenico Laforenza, neo-direttore dell'Iit-Cnr e responsabile del Registro dei domini Internet .it., "questi risultati evidenziano che il mercato dei domini italiani è in salute e rappresentano un forte segnale di come Internet sia un fenomeno radicato nella nostra società". L'intenzione è ora quella di migliorare il servizio con l'avvio di un progetto che prevede l'adozione del sistema di registrazione 'sincrono', che significa burocrazia ridotta al minimo e verifica dei risultati in tempo reale e la liberalizzazione dei domini internazionali. Il progetto che andrà a regime nel 2009, sarà accompagnato da un'inedita campagna di comunicazione che si propone di diffondere la cultura di Internet in Italia proprio tramite i domini .it. Un obiettivo ambizioso che non ha precedenti nel nostro Paese, "ma è nostra convinzione - prosegue il direttore dell'Iit-Cnr - che la promozione dei domini italiani sia determinante per uno sviluppo della cultura informatica che, se accompagnata da serie iniziative sul fronte delle infrastrutture di rete, può rappresentare un volano importante per l'economia dell'intero Paese". All'Istituto di ricerca pisano, intanto, i ricercatori stanno lavorando sull'Internet del futuro: la sicurezza informatica, le 'reti ovunque', il calcolo ad alte prestazioni saranno i cardini di un'attività di ricerca che promette di incidere in maniera sempre più significativa nella vita quotidiana.
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da "Stampa, La"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
ALBISSOLA M.CON GARASSINI CONTRO "L'EGEMONIA DEI DS" Rottura nel Pd, gli ex Margherita sposano il progetto Rosa Bianca Ad Albissola Marina all'interno del Partito Democratico non tira per niente una bella aria. "Nel Pd ci sono troppa burocrazia, veleni e niente politica. Non c'è spazio per i moderati" scrive in un comunicato il coordinatore comunale Patrizio Palanzone. Per questi motivi è nato il comitato cittadino denominato "Albissola Domani", in cui confluiscono i Popolari scontenti e tansfughi dal Pd e gli uomini della Rosa Bianca. "Il Pd, con l'egemonia Ds così marcata, non può divenire la casa di noi moderati laici o cattolici provenienti dall'ex Margherita. C'è troppa burocrazia - spiega Palanzone, ex componente del direttivo albissolese della Margherita -. Tutta l'attenzione è rivolta a regolamenti, statuti, cariche e amministrazione dell'apparato dove i parlamentari garantiti e imposti a livello centrale fanno lo "spiegone" alla base in subbuglio sulla sacralità delle primarie, mentre c'è silenzio assoluto sui contenuti. C'è, insomma, una generale assenza, anche a livello comunale, di attività politica". E, così, ecco l'addio di "un gruppo di albissolesi, di area ex Margherita, che ha costituito il comitato civico della "Rosa Bianca per l'Italia" condividendo il percorso intrapreso dall'ex presidente della Provincia Alessandro Garassini", ha aggiunto Palanzone che, con questa disamina politica va a incrociare il tracciato nazionale intrapreso da leader di area cattolica come come Savino Pezzotta, Bruno Tabacci e Pierferdinando Casin (Udc). Insomma, ad Albissola, l'idillio tra ex comunisti ed ex democristiani sembra proprio essere di là da venire. \.
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da "Trentino"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Verranno dall'applicazione dell'accordo territoriale MOCHENI Nuovo incontro per il "patto" VALLE DEI MOCHENI. Dopo gli agricoltori, gli artigiani. Alla categoria è stata illustrata la procedura per ottenere i benefici derivanti dal "patto territoriale mòcheno". I tecnici della Provincia insieme ai rappresentanti della categoria (Dario Beber presidente e Giorgio Zanei delegato di zona) anche i sindaci: Bruno Groff (Frassilongo) e Damiano Fontanari (Sant'Orsola) anche soggetto responsabile del piano. Accanto agli investimenti dei privati anche quello (in opere pubbliche) dei Comuni. Così Sant'Orsola ha scelto di realizzare un caseificio; Palù del Fersina l'elettrificazione dei masi sparsi; Fierozzo la realizzazione di un'area sportiva; Frassilongo l'elettrificazione dei masi sparsi insieme alla viabilità nei centro storici. Occorre che il privato proponga interventi per 5,391 milioni di euro in questo primo bando affinché possano partire i lavori decisi dai Comuni. Non da soli, ma insieme ad agricoltori, operatori turistici, privati cittadini e via dicendo. C'è tempo fino alla fine del prossimo febbraio. Poi, c'è la possibilità di rifare nuovi bandi anche con criteri diversi secondo le esigenze emerse nel frattempo. Si può intervenire con iniziative nel turismo ed altre attività economiche, con altre atte a migliorare la qualità della vita e a tutelare il territorio e l'ambiente. I singoli progetti saranno verificati ed eventualmente dotati del certificato di "coerenza" con gli obiettivi del patto territoriale per la Valle dei Mòcheni. Bruno Groff nel suo breve intervento ha sottolineato la consistenza della burocrazia necessaria per l'iter formativo e la procedura delle pratiche per arrivare a ottenere i contributi. Damiano Fontanari ha spiegato la necessità di un un primo approccio per le singole iniziative. Così è stato istituito uno sportello (a Sant'Orsola) aperto dal lunedì al venerdì (9.30-12.30) e il martedì anche dalle 14 alle 16. Per informazioni: 0461 540336. Recapiti anche in Provincia o presso gli uffici di categoria (artigiani). (r.g.).
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da "Alto Adige"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
La commissione affari istituzionali approva le modifiche allo statuto: niente gettone di presenza Atto d'accusa della consulta stranieri Monda Kapo: "Ruolo solo consultivo, bloccati i nostri progetti" MERANO. Avevano richiesto di poter contare di più in Comune e soprattutto di veder riconosciuta dal punto di vista economico (con gettone di presenza) la loro funzione di membri della consulta stranieri. Hanno ottenuto solo norme più snelle per la sostituzione dei membri da sostituire in seguito a dimissioni e l'impegno a relazionare una volta all'anno in consiglio comunale. Ieri sera la commissione affari istituzionali del Comune ha approvato la delibera sulla modifica dello statuto della consulta dei cittadini extracomunitari che la prossima settimana arriverà in consiglio comunale. Polemico e amareggiato l'intervento della presidente della consulta, invitata alla seduta. Monda Kapo si è presentata alla seduta con un documento che punta il dito contro la scarsa collaborazione fornita nei primi tre anni di attività da parte dell'apparato. "Prendiamo atto che non sono state prese in considerazione - ha letto la presidente della consulta stranieri - le proposte della consulta, ne sul rimborso spese, ne su un budget da gestire autonomamente ne su un gettone di presenza. Rappresentiamo il 10% della popolazione, ma non ci viene offerta l'opportunità di partecipare alle decisioni di natura sociale da parte degli organismi politici. Avete dimostrato scarso interesse nei confronti della consulta impedendo la creazione di nuovi progetti". Una reprimenda in piena regola, che gran parte dei presenti hanno rispedito al mittente. "Questo è un malessere economico - ha detto Giorgio Balzarini - che nulla ha a che fare con le iniziative che abbiamo sempre appoggiato". "Le leggi non consentono - ha detto l'assessore Vanda Carbone - di pagare i membri delle consulte è stato detto e la consulta non deve realizzare opere ma rappresentare le istanze degli stranieri". "La consulta è come - ha detto Manfredo Torneri - un comitato di quartiere. Il presidente ci segnala i problemi e il Comune vi pone rimedio. Non è il presidente che cambia una panchina rotta". Peter Enz ha fatto autocritica. "Per tre anni non sapevamo chi era l'assessore di riferimento della consulta, per 3 volte abbiamo cambiato il segretario e i progetti sono stati bloccati dalla burocrazia comunale". Enz però è proprio uno dei due referenti del sindaco nella consulta, che questi lacci avrebbe dovuto scioglierli. Ora si rischia che le elezioni per il rinnovo della consulta entro fine anno si trasformino in un fiasco.
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da "Milano Finanza (MF)"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
MF Numero 141 pag.2del17/7/2008 | Indietro Sec indaga sulle vendite allo scoperto Primo Piano Di da New York Andrea Fiano l'autorità americana stila una lista di 17 titoli sui quali è richiesta la disponibilità fisica La vigilanza vuole anche capire se notizie infondate hanno aggravato le crisi di Lehman e Bear Stearns. Giallo sul ruolo di Goldman nel trading che ha mandato a picco le due banche Giro di vite della Sec sulle operazioni allo scoperto e sugli investimenti di natura speculativa. L'Autorità di vigilanza guidata da Christopher Cox ha chiesto a numerosi hedge fund e banche copia delle comunicazioni interne e dell'attività di trading. Wall Street ha reagito positivamente al neo interventismo dell'Authority che vigila sui mercati finanziari, guadagnando terreno in una seduta dove più che i dati finanziari hanno pesato i segnali positivi provenienti da Wells Fargo, la cui trimestrale è stata migliore delle attese, al punto di annunciare un aumento del dividendo. Dietro l'annuncio della Sec, indagini sempre più approfondite mirano ad accertare se alcuni comportamenti illeciti abbiano ampliato le perdite dei listini azionari negli ultimi mesi, o persino favorito il collasso di Bear Stearns. La Sec ha richiesto documenti sul trading, fra gli altri, a Deutsche Bank, Goldman Sachs e Merrill Lynch. Nel frattempo, secondo quanto riportato ieri dal Wall Street Journal il ceo di Lehman Brothers, Dick Fuld, e quello dell'ormai scomparsa Bear Stearns, Alan Schwartz, avrebbero chiesto al capo di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, e ai top manager di altre non specificate case di brokeraggio chiarimenti su rumor secondo i quali alcuni trader di queste banche avrebbero messo in giro voci false sull'andamento di Lehman e Bear. In particolare Schwartz ha chiesto di verificare notizie su una presunta manipolazione delle azioni Bear Stearns presso una sala trading londinese della Goldman Sachs. E qualcosa di simile ha fatto di recente anche Fuld. Goldman Sachs respinge al mittente le accuse, al punto che il suo portavoce sostiene che "abbiamo fatto tutto il possibile per sostenere Bear e abbiamo rigorosamente rispettato le regole di mercato". Il Wsj riporta di aver preso visione di una serie di documenti che mostrano l'attività di diversi hedge fund e anche di Goldman Sachs su "credit default swap" comprati o venduti dalla stessa Bear Stearns, ma anche di come gestori di hedge fund come Citadel Investment e Paulson & Co. abbiano ridotto la loro esposizione nei confronti di Bear Stearns nelle settimane precedenti la cessione di quest'ultima a JP Morgan Chase. Tutto questo, naturalmente, non rappresenta alcuna violazione di norme vigenti ma evidentemente conferma che la Sec sta indagando su tutta l'attività di trading legata a Bear Stearns e alla stessa Lehman. Sul fronte degli "scopertisti", invece, Cox aveva annunciato in diretta televisiva alla commissione bancaria del Senato una serie di provvedimenti imminenti. E martedì la Sec ha approvato un provvedimento di emergenza in virtù del quale, da lunedì prossimo e inizialmente per un mese, sullo "short trading" su una serie di titoli l'investitore "dovrà avere preso a prestito i titoli, o preso un accordo in tal senso, o disporne fisicamente". L'idea è bloccare la speculazione su titoli non basata su investimenti nei titoli stessi. La decisione della Sec ha sollevato molte polemiche perché riafferma una regola già esistente ma evidentemente non rispettata. La Sec, molto criticata per il sinora scarso interventismo in materia, sottolinea che "false voci di mercato possono far sì che i prezzi dei titoli calino senza necessità ben al di sotto dei livelli risultanti da normali criteri di valutazione". Ma i mercati temono che una normativa antiabuso porti altra burocrazia. La sensazione comunque è che l'inchiesta su Bear e altri sia solo agli inizi. (riproduzione riservata) .
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da "Tribuna di Treviso, La"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
REFRONTOLO "Gli olmi non vanno abbattuti" Il caso in Consiglio: "Le piante siberiane vanno salvate" REFRONTOLO. Continua il duro scontro sul progetto di riqualificazione di Piazza Fabbri. Il gruppo di minoranza "Partecipiamo" ha presentato un'interrogazione per il prossimo consiglio comunale per impedire l'abbattimento dei 33 olmi siberiani che delimitano la piazza. "Quegli alberi - sostiene la minoranza - rappresentano un'area verde per il centro, svolgono funzione di abbellimento, consentono una zona d'ombra gradita e ricercata in estate dalle persone e dagli automobilisti che vi sostano. L'amministrazione ha già valutato se siano maggiori i benefici o i danni recati dai 33 rigogliosi alberi? Si chiede pertanto di ripensare al progetto per non danneggiare irreversibilmente sia le risorse economiche sia quelle naturali della nostra comunità". Il progetto della nuova piazza, i cui lavori per il primo stralcio dovrebbero cominciare da ottobre, non prevede posto per gli olmi siberiani, e sarà difficile che per venire incontro alle richieste della minoranza si sconvolga il progetto approvato. "Non capisco perché il singolo cittadino per toccare una singola pianta ha bisogno di burocrazia e autorizzazioni - protesta la portavoce della minoranza, il consigliere Elena Lucia Antoniazzi - mentre l'amministrazione può compiere uno scempio ecologico in piena regola. Stiamo sensibilizzando i cittadini porta a porta e abbiamo raccolto già numerose firme contro il progetto della nuova piazza. Refrontolo ha bisogno di asilo e marciapiedi, la riqualificazione di piazza Fabbri è uno spreco di soldi e porremmo a conoscenza del problema degli olmi i ministri Zaia, Sacconi e Brunetta". L'amministrazione dovrà rispondere alle accuse nel consiglio comunale del 29 luglio. (a.d.p.).
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da "Secolo XIX, Il"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Timbra al contrario, multata a 87 anni: "Paghi" burocrazia nemica Respinto da Amt il ricorso presentato da un parente dell'anziana, con problemi di vista. "Manca il numero di serie del biglietto" 17/07/2008 CHI "PORTOGHESE" non lo è mai stato, in 87 anni di vita, un episodio come questo se lo porta dentro. E dire che a volte la burocrazia potrebbe evitare un po' di sofferenza a chi inequivocabilmente si trova in buona fede. Basterebbe un tantino di buonsenso in più. Il fatto: una donna di 87 anni, con qualche problema di vista, è stata multata da un controllore Amt - a maggio - semplicemente perché aveva timbrato il biglietto al contrario. Biglietto che l'anziana ha mostrato al controllore il quale, però, non si è accorto che la timbratura era fuori dall'apposito spazio. Cosìè scattata la multa, che ha gettato nello sconforto la pensionata. Un parente della donna ha tentato di rimediare al duplice errore. Scrive un ricorso, e lo presenta in via Montaldo 2, sede dell'azienda dei trasporti. Nel foglio indica i dati della donna, descrive l'episodio e ammette che la "multata" non si è accorta - "causa vista ed età" - di aver inserito male il titolo di viaggio nell'obliteratrice. Scrive anche il numero del verbale e la matricola del controllore che l'ha elevato. Al ricorso allega il biglietto fotocopiato e una copia del verbale stesso. La risposta di Amt, firmata dal direttore di esercizio Stefano Pesci: "In riferimento al verbale in oggetto, visti gli scritti difensivi inviati alla scrivente azienda, non sono emersi elementi utili per procedere all'annullamento della sanzione. Alla verifica lei si trovava con titolo di viaggio mancante/irregolare". E continua: "Siamo spiacenti di non poter accettare come valido un titolo di viaggio ordinario, non citato con numero di serie nella redazione del verbale, presentato successivamente all'avvenuta verifica da parte del nostro personale". Nel verbale, infatti, non si fa alcun cenno al biglietto numero 119064 timbrato al contrario su un "2" il sette maggio scorso alle 10 e 31 minuti. Ma attribuire la responsabilità all'utente, che di certo non poteva scrivere alcunché su un verbale che era in mano al controllore, è quantomeno paradossale. La multa porta ovviamente la stessa data del biglietto, l'ora indicata è posticipata di venti minuti. "Ora - si lamenta l'estensore del ricorso, che ha segnalato il caso al Secolo XIX - è un po' difficile che una persona di 87 anni, dopo aver preso una contravvenzione, si sia lanciata alla ricerca, a terra, di un biglietto timbrato pochi minuti prima per presentarlo assieme al suo ricorso e ottenere indietro i suoi 41 euro e venti centesimi". Alla fine della sua risposta al ricorso, l'azienda dei bus scrive "la sanzione è confermata, distinti saluti". Probabilmente l'episodio in questione meritava più attenzione. A parziale difesa del comportamento di Amt c'è la difficile battaglia contro gli evasori. Da quando Transdev è entrata a far parte dell'azienda genovese il tasso di evasione è stato notevolmente ridotto, ma è ancora significativo. Ma nella maglia dei controlli sempre più frequenti, lo dimostra il caso in questione, non finiscono solo i "furbi" e i falsi disattenti. d. gri. 17/07/2008.
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da "Secolo XIX, Il"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pd, un altro scisma ad Albissola"Basta egemonia Ds, usciamo" politica UN'ALTRA TEGOLA colpisce il Partito Democratico. Dopo lo scisma in Provincia, con l'uscita del presidente Marco Bertolotto, e quello di Celle, con l'addio da parte del vicesindaco Michele Manzi, anche ad Albissola Marina alcuni esponenti politici lasciano polemicamente il Pd (che è attualmente all'opposizione). Il nuovo gruppo, partito come comitato "Albissola domani", si associa al movimento della Rosa Bianca per l'Italia ed è coordinato da Patrizio Palanzone, ex componente del direttivo comunale della Margherita e aderente fondatore del Pd albissolese. "Troppa burocrazia e veleni nel Pd - riassume Palanzone -, niente politica, non c'è spazio per i moderati. Con l'egemonia Ds così marcata il Pd non può diventare la casa di noi moderati laici o cattolici provenienti dalla ex Margherita. Tutta l'attenzione è rivolta a regolamenti, statuti, cariche e burocrazie interne, dove parlamentari garantiti e imposti dal livello centrale fanno lo "spiegone", alla base in subbuglio, sulla sacralità delle primarie, mentre silenzio assoluto sui contenuti. Ad Albissola Marina per esempio cosa si vuol fare del porto turistico, dell'ampliamento del polo carbonifero davanti alla nostra costa, quali politiche per un migliore e sostenibile utilizzo della spiaggia, quali politiche di utilizzo delle energie rinnovabili? Ecco perché con un gruppo di albissolesi, tutti ex aderenti al Pd, area ex Margherita, abbiamo costituito il Comitato della Rosa bianca". G. V. 17/07/2008.
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da "Repubblica, La"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IV - Genova Il memoriale di Merlo "Pace appesa a un filo intervenga subito Roma" A Matteoli chiesta la possibilità di creare anche una nuova società per le manutenzioni MASSIMO MINELLA "Il timone ce l'ho io, ma navigo a vista". Mutuando il linguaggio degli uomini di mare, il presidente dell'authority Luigi Merlo lancia il suo sos al governo: il rischio che la situazione possa degenerare è altissimo, con inevitabili conseguenze sull'ordine pubblico. Per questo servono segnali concreti di attenzione, sotto forma di un decreto legge o, meglio, di un emendamento a una legge in fase di approvazione che metta al centro il "caso Genova". Le speculazioni sul fatto che un governo "non amico" già abbia messo nel mirino il primo porto d'Italia non lo interessano. Ciò che conta, ora, è rimettere sul binario giusto la Lanterna. In tre cartelle fitte di annotazioni, Merlo scrive il suo memoriale sul porto e lo invia al ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, nella speranza di avere al più presto una risposta. La prospettiva che questo lungo stallo prodotto dalle inchieste giudiziarie si trasformi in emergenza sociale è l'elemento che più preoccupa il leader di palazzo San Giorgio. "Siamo di fronte a una situazione straordinaria e speciale che richiede una riflessione da parte del governo" precisa Merlo. L'impressione, infatti, è che ancora non sia del tutto chiaro il momento che sta attraversando il porto di Genova, leader nei traffici, ma di fatto paralizzato nel confronto fra l'ente e la più importante delle sue imprese, la Compagnia Unica. Situazione per nulla facile, quella di Merlo, di fatto accerchiato da tre fronti: il ministero che chiede il rispetto della legge di riforma della portualità, la magistratura che vuole fare chiarezza su tutto quanto accaduto negli ultimi anni e il mondo del lavoro (sindacato e compagnie) che si trova a fare i conti con questa stretta improvvisa. "Il governo deve affiancarci e avere piena consapevolezza della situazione - dice Merlo - Sono consapevole che mia è la responsabilità e non voglio certo tirarmi indietro. Il timone ce l'ho io, navigo a vista, ma mi servono strumenti efficienti". Ma la sua analisi è più articolata e chiama anche in causa la riforma dell'ente e una nuova gestione del territorio. Non sfugge a nessuno, infatti, che bloccare il pagamento di fatture a una realtà come la Compagnia Unica, che trasforma la stragrande maggioranza di ciò che incassa in salari, può avere conseguenze devastanti per la pace sociale. E allora? Merlo riassume al ministro la madre di tutte le emergenze, quella dell'organizzazione del lavoro. All'ombra della Lanterna prospera il "patto sul lavoro", firmato nel 2002. Un modello operativo che ancora recentemente gli operatori privati hanno definito eccellente, ma su cui si è puntata l'attenzione dei ministeri e della stessa magistratura, ricordando come a Genova non sia stato completato quanto previsto dalla legge di riforma della portualità in vigore dal '94. E' da qui che bisogna ripartire, tenendo comunque ben presente la situazione attuale della Culmv, che si è vista contestare il pagamento di fatture per 1,7 milioni di euro (la seconda tranche non è stata pagata) e che si è trovata a fare i conti con un primo semestre molto difficile, a causa del blocco del Vte e dell'addio dei traghetti Tirrenia. Tutto lavoro in meno. Con questa premessa, Merlo chiede nel suo memoriale al ministro di varare un provvedimento ad hoc che possa superare l'emergenza, nell'attesa della nuova legge. Ma ugualmente importante è un'altra emergenza che il presidente dell'authority sottolinea nel suo documento e che riguarda la gestione del territorio. L'eccesso di burocrazia rischia infatti di paralizzare l'attività dell'ente. La colpa è sostanzialmente di un impianto normativo ormai superato. Da qui l'esigenza di arrivare a una riforma del codice della navigazione e, in parallelo, a una rivisitazione della "governance" dell'authority, sulla scia di quanto già successo per altre amministrazioni pubbliche. Oggi, infatti, tutte le pratiche finiscono in comitato (con Merlo anche i dinieghi, non solo le approvazioni) con una inevitabile congestione burocratica. Da Genova parte quindi una richiesta, che potrebbe estendersi anche ad altre realtà portuali, di cambiare questo assetto esageratamente verticistico, dando comunque la possibilità a Genova di rinnovare la sua struttura attraverso un esodo agevolato e l'ingresso di nuove figure nella pianta organica. Il memoriale si chiude però con una richiesta del tutto inedita: può in sostanza l'ente dar vita a una nuova società, una multiutilities pubblica all'interno del quale far convergere tutte le attività di manutenzione portuale? Merlo fa riferimento alle ultime modifiche del decreto Tremonti che renderebbero possibile la nascita di nuove società pubbliche. Nel caso dell'authority genovese si tratterebbe di un braccio operativo nel segmento delle manutenzioni (dall'illuminazione alla pulizia degli specchi acquei) in cui trasferire anche dei dipendenti dell'authority, così da alleggerire la pianta organica.
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da "Repubblica, La"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia Ci sono voluti trenta mesi per arrivare in porto, trenta mesi da quando Dominique de Villepin annunciò il matrimonio tra Gaz de France e Suez per evitare una scalata dell'Enel al gruppo privato francese. Battaglie giuridiche, incertezze politiche, opposizione sindacale hanno trasformato il percorso verso la fusione in una gimkana. Alla fine, però, Gérard Mestrallet e Jean-Franois Cirelli hanno centrato l'obiettivo: ieri le assemblee degli azionisti hanno dato il via libera all'operazione e accettato i rapporti di concambio, 22 azioni Suez per 21 di Gdf. La nuova società sarà nel trio di testa della Borsa parigina per capitalizzazione (subito dopo Total e Edf) e un vero gigante del settore: 75 miliardi di fatturato contro i 69 di Gazprom e i 59,6 di Edf. Nella nuova compagine azionaria, lo Stato francese sarà il primo azionista con il 35,6 per cento, ma saranno gli azionisti di Suez ad essere maggioritari con il 55 per cento. Il primo socio privato sarà il gruppo Bruxelles Lambert del finanziere belga Albert Frère (5,3%). L'assemblea di Suez ha anche deciso il collocamento sul mercato della filiale Suez Environnement, che sarà controllata per due terzi dai vecchi azionisti e sarà staccata dal nuovo gigante dell'energia. Giampiero Martinotti [mosca partner strategico] Nel 2000 l'Italia esportava in Russia beni per 2521 milioni di euro. Nel 2007 la quota saliva a 9.579. Sempre considerando lo stesso periodo, l'Italia importava dalla Russia beni per 8.336 milioni di euro nel 2000, mentre nel 2007 arrivava a 14.354. Nonostante la fiammata al rialzo di gas, petrolio e delle materie prime dello scorso anno, il deficit della nostra bilancia commerciale non ha subito strattonate. Anzi. Nel 2000 era di 5.815 milioni, nel 2007 è sceso a 4.775. Ecco perché il presidente Napolitano, in visita ufficiale a Mosca, ha detto che la Russia è un nostro "partner strategico". I conti tra Roma e Mosca sono in crescita, sia per quantità che per qualità, ha osservato il presidente russo Dmitri Medvedev che di economia se ne intende, visto che ha guidato Gazprom per molti anni: "Il nostro interscambio - ha puntualizzato - ammonta a 37 miliardi di dollari". Meglio di noi fa solo la Germania. La novità non è tanto nel volume di scambi, quanto negli investimenti. L'Italia esporta prodotti finanziari, assicurazioni, apre banche, acquisisce società, superando una soffocante burocrazia. La ragione è che la Russia resta il "più promettente dei mercati all'interno del Bric (Brasile, Russia, Cina, India)", come sostiene il Foreign Investment Advisory Council. E comunque, il mercato russo si è rivelato il più soddisfacente per il nostro export perché ha registrato l'incremento più elevato (+25,6%). Leonardo Coen.
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da "MF Sicilia"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
MF Sicilia Numero 141 pag.1del17/7/2008 | Indietro Il Bds raddoppia in Cape Di di Antonella Sferrazza nicastro conferma il raddoppio dell'investimento nel fondo siciliano Il deputy ceo di Piazza Cordusio: "Siamo sicuri che presto la Regione nominerà i propri rappresentanti nel cda del Banco". Per il padre dell'Etna Valley, Pistorio, l'unico modo di garantire lo sviluppo economico siciliano è la fiscalità compensativa I l Banco di Sicilia investirà altri 5 milioni di euro nel fondo di private equity Cape-Regione siciliana. Ad annunciarlo, il deputy ceo di Unicredit Roberto Nicastro, ieri a Palermo per il Premio Ok Italia (vedere articolo sotto). Lo scorso dicembre il Bds aveva sottoscritto una quota di 5 milioni del fondo chiuso destinato alle pmi siciliane, e in quell'occasione aveva annunciato il raddoppio dell'investimento. Poi un periodo di incertezza, probabilmente dovuto alle tensioni che si sono registrate al momento del passaggio del Banco da Capitalia al gruppo guidato da Alessandro Profumo. Ieri infine la conferma. "Assolutamente sì", ha risposto Nicastro alla domanda circa le intenzioni di investire altri 5 milioni nel fondo Cape, "la cosa importante è comunque che i primi cinque vengano impiegati". Indubbiamente una buona notizia per Simone Cimino, numero uno della sgr che gestisce il fondo, che proprio oggi sarà a Messina per presentare lo strumento di private equity agli imprenditori (un tour che riguarderà tutte le città siciliane). Sul Banco di Sicilia, Profumo non si è sbilanciato: "La banca è totalmente stabile e va crescendo e noi siamo molto contenti di questo rapporto con il territorio siciliano", ha dichiarato ieri. Mentre con Nicastro si è parlato anche dei rapporti di Unicredit con il governo Lombardo. Come si ricorderà infatti, nel consiglio d'amministrazione del Banco mancano ancora i quattro rappresentanti in quota Regione e Fondazione Bds. Un fatto che ha suscitato qualche dubbio sulla reale intenzione del governo siciliano di mantenere la propria quota nell'azionariato di Piazza Cordusio (1,2% insieme alla Fondazione). Ma il braccio destro di Profumo si dice ottimista: "I rapporti con il governo sono ottimi, c'è un dialogo continuo e costante e siamo sicuri che presto nominerà i propri rappresentanti nel cda del Bds", ha detto Nicastro. Il presidente Lombardo aveva però posto un'interrogativo. Ovvero: ma dove saranno impiegate le risorse che Unicredit raccoglierà in Sicilia? Alla base della domanda, il timore che (come è successo in passato), le somme raccolte in Sicilia vengano poi investite altrove. "Posso confermare che il gruppo impiega in Sicilia 1,20 euro per ogni euro raccolto. Quindi si tratta del 120%, il che significa che Unicredit impiega nell'Isola più di quello che raccoglie". Basterà questa affermazione a dissipare i dubbi di Lombardo? Si vedrà. Ad augurarselo è Pasquale Pistorio, l'ingegnere di Agira (paese in provincia di Enna) che ha dato vita al miracolo dell'Etna Valley. "Alla Sicilia non serve una banca che rimanga confinata dentro i confini regionali", ha detto il padre della Stm, "al contrario serve una banca che sia aperta al mondo per portare le imprese dell'Isola sui mercati internazionali". E Unicredit, come ha sottolineato Nicastro, è presente in 22 paesi. Per Pistorio il problema delle imprese siciliane non è comunque quello dell'accesso al credito: "Solo una fiscalità compensativa potrà generare sviluppo in Sicilia. Il problema è che finora la politica nazionale non ha avuto il minimo interesse a fare crescere il Mezzogiorno. Ed è questo il motivo per cui il gap con il Nord non si è mai ridotto". E poi ha aggiunto che in Sicilia "ci sono dei fattori inibitori per lo sviluppo, dalla criminalità alla burocrazia, alle carenza di infrastrutture. Problemi che vanno affrontati al più presto. Ma solo il credito d'imposta, l'esonero degli oneri sociali, e tutto quello che significa fiscalità di vantaggio potrà contribuire ad attrarre investimenti nell'Isola. Uno strumento che funziona ovunque venga applicato, come Singapore per esempio". Peccato che solo dal 1996 al 2000 il governo nazionale ha concesso questa grazia alla Sicilia. Dopo di che il nulla. .
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da "Arena, L'"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
SAN PIETRO IN CARIANO. La Giunta provinciale approva la messa in sicurezza dell'incrocio e stanzia 200mila euro Paladon, sì alla rotonda GIORGIO GIRELLI di Gianfranco Riolfi La Provincia lascia la bretella di San Floriano e punta sulla rotonda di Paladon. Con l'approvazione del conto consuntivo, il Giunta provinciale ha ufficializzato il contributo di 200 mila euro per il rondò carianese (che sarà portato in Consiglio il 23 luglio), che con i 200 mila già messi in bilancio dal Comune sarà realizzato a Paladon, all'incrocio tra la provinciale 4 e via Vecchia Valpolicella. La rotonda dovrebbe essere pronta a fine anno. A farne le spese sarà la bretellina di collegamento tra la provinciale 4 e la 34b per Marano, a San Floriano, dal 2002 coperta da finanziamento ma poco gradita al Comune carianese, più propenso a dare priorità alla rotatoria d'ingresso al capoluogo. Gli oltre 600 mila euro previsti per la bretella, saranno quindi dirottati sulle rotonde di Paladon e Santa Maria di Negrar (120 mila euro), e sulle strade di Marano (82 mila) e Balconi di Pescantina (200 mila) perchè, come si legge sulla relativa deliberazione, il raccordo di San Floriano "non viene più considerato procedibile in ragione del mancato accordo tra Provincia e Comune di San Pietro in Cariano, in ordine alle possibili soluzioni alternative sull'intervento originario, per l'irrigidimento delle posizioni dell'amministrazione comunale". Nonostante le divergenze tra le due amministrazioni, alla fine la Provincia ha riconosciuto la necessità di regolare l'incrocio di Paladon, negli anni funestato con regolarità da incidenti anche mortali, cogliendo nel contempo l'occasione di procedere al miglioramento e alla messa in sicurezza di altre strade della Valpolicella che sono di sua competenza. "Gli stessi sindaci del comprensorio", commenta il consigliere provinciale Giorgio Girelli, presidente della commissione, viabilità, lavori pubblici e grandi opere viarie, "a suo tempo avevano presentato un documento in risposta al progetto complessivo per il riordino della viabilità, in cui affermavano tra le altre, la priorità per le rotonde di Paladon e Santa Maria. Una richiesta peraltro avvallata anche dalle forze di minoranza delle varie amministrazioni. Se la Provincia quindi è arrivata a questa scelta è perchè tutti hanno portato il loro contributo". La bretella di San Floriano? "Per il momento viene sospesa, poi si vedrà", aggiunge Girelli, che poi affonda. "Nel contesto generale però, dobbiamo riconoscere che nonostante i passi migliorativi operati negli ultimi anni, rimane il grosso problema della viabilità in Valpolicella. Se le rotonde di Paladon e Santa Maria contribuiranno a rendere più fluido l'asse trasversale viabilistico, non dobbiamo nasconderci che non risolveranno il problema del traffico locale". Nella valle dell'Amarone infatti, se le case continuano a nascere come funghi, la rete stradale continua a fare affidamento sulla vecchia provinciale 4, realizzata nei primi anni '60. "Aumenta il traffico, aumentano le case, ma una risposta seria non siamo ancora riusciti a darla", prosegue il consigliere provinciale. "Nel frattempo in altre zone della provincia come la bassa, dove destra e sinistra su temi come la viabilità vanno d'amore e d'accordo, i progetti vanno avanti e si fanno fior di investimenti. Intanto in Valpolicella restiamo al palo. Abbiamo perduto tanti anni e con i tempi lunghi della burocrazia, ne perderemo tanti altri ancora". Due gli interventi più importanti. "L'allacciamento a Negrar, alternativo all'attuale provinciale, e il nodo di San Pietro", conclude Girelli. "Se per il primo non c'è accordo tra Provincia e Comune sull'arteria parallela, a San Pietro si è invece aperto il dialogo, nonostante qualche mal di pancia iniziale. Qui, senza fare opere nuove e sfruttando strade esistenti, una soluzione la possiamo trovare. Insomma, se c'è il consenso di tutti sui progetti di massima le cose vanno avanti, altrimenti rischiano di stagnare all'infinito".
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da "Adige, L'"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
TESERO - Il geometra Adriano Iellici era sindaco di Tesero all'epoca della tragedia di Stava. Sarebbe rimasto al vertice dell'amministrazione fino al 1990 ed era quindi in carica al momento della visita di Papa Giovanni Paolo II. "Un momento di grandi emozioni e che è impossibile dimenticare" conferma, a vent'anni di distanza da quella giornata. "Al di là della tanta burocrazia che ha preceduto ed accompagnato la visita del Pontefice, con il controllo meticoloso di ogni aspetto e di ogni particolare, giustificato comunque dal fatto che si trattava pur sempre di un capo di Stato, ricordo il momento in cui il Papa atterrò sul campo sportivo. Un'emozione fortissima, particolare, indimenticabile. Poi il suo trasferimento al cimitero di San Leonardo, mentre io salivo a Stava, visto che i parenti delle vittime avevano espressamente chiesto di incontrare soltanto lui. La cerimonia sulla spianata della tragedia fu ugualmente emozionante. Lessi il mio discorso, che tra l'altro avevo dovuto inviare in Vaticano un mese prima, sottolineando l'importanza della visita del Pontefice, per dare conforto all'intera comunità. Ricordo anche che, alla fine della cerimonia, scesi a Tesero a piedi, tanta era la marea di persone e di autovetture che avevano intasato la strada di accesso. Incontrare un Papa è sempre qualche cosa di indimenticabile, ma incontrare "quel" Papa, e in un momento difficile come quello che abbiamo vissuto, lo è stato ancora di più". M. F. 17/07/2008.
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da "Giorno, Il (Como)"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
COMO E PROVINCIA pag. 3 Giornata dell'ambiente, paga l'assessore IL CASO BUCO NELLA SPESA RISANATO DA CLAUDIO FERRARI: "VOLEVO CHE NON SI SAPESSE" ? CANT ? MILLE EURO donati pur di organizzare la prima giornata dell'Ambiente canturina. In tempi di scandali su consulenze d'oro, uffici di staff spreconi, rimborsi spese da far accapponare la pelle, c'è pure chi è in controtendenza, ma non vuole dirlo. il caso dell'assessore all'Ambiente Claudio Ferrari (Forza Italia), che pur di organizzare nei giorni scorsi un'iniziativa di sensibilizzazione ambientale ha deciso di mettere mano al proprio portafogli. Nel dettaglio l'assessore, dopo aver più volte dichiarato che l'iniziativa sarebbe stata organizzata senza alcun costo per le casse comunali, a manifestazione finita si è accorto che tra i contributi degli sponsor e le spese effettivamente sostenute esisteva una differenza di circa 850 euro. Così, per mantenere la parola, ha pensato di ripianare la cifra di tasca propria mettendo a disposizione 1.000 euro, pure qualcosa in più del dovuto. Il fatto è che per farlo contava di cavarsela con un semplice passaggio monetario in modo da non dare nell'occhio "fosse per me non avrebbe dovuto saperlo nessuno", spiega. Ma la burocrazia del Comune, per legalizzare la donazione, ha dovuto richiedere che addirittura la Giunta se ne occupasse accettando formalmente la somma. C. Cat.
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da "marketpress.info"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
17 Luglio 2008 ITALIA: BOOM DEI DOMINI INTERNET LA RETE MADE IN ITALY SUPERA QUOTA 1 MILIONE E 500MILA DOMINI .IT. A MAGGIO 2008 IL RECORD DI REGISTRAZIONI. Roma, 17 luglio 2008 - Grazie a un semestre particolarmente vivace, i domini . It ? la 'targa' Internet che identifica in rete il nostro paese e che è gestita dalla Registro del ccTld . It all'interno dell'Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Iit-cnr) ? hanno raggiunto quota 1. 503. 106 alla fine di giugno 2008. Dall'inizio dell'anno le registrazioni di nuovi domini . It non sono mai state inferiori alle 25mila al mese; maggio (30. 243) ha segnato addirittura il record degli ultimi otto anni. A illustrare i dati è Domenico Laforenza, neo-direttore dell'Iit-cnr e responsabile del Registro dei domini Internet . It. "Le cifre a nostra disposizione confermano l'Italia come quinta realtà del panorama Internet europeo e al settimo posto nella classifica mondiale. Questi risultati evidenziano che il mercato dei domini italiani è in salute e rappresentano un forte segnale di come Internet sia un fenomeno radicato nella nostra società", commenta Laforenza. "Siamo comunque determinati a migliorare il servizio, adottando il sistema di registrazione 'sincrono', che significa burocrazia ridotta al minimo e verifica dei risultati in tempo reale". Il progetto, che andrà a regime nel 2009, sarà accompagnato da un'inedita campagna di comunicazione che si propone di diffondere la cultura di Internet in Italia proprio tramite i domini . It. Un obiettivo ambizioso che non ha precedenti nel nostro Paese, "ma è nostra convinzione che la promozione dei domini italiani sia determinante per uno sviluppo della cultura informatica che, se accompagnata da serie iniziative sul fronte delle infrastrutture di rete, può rappresentare un volano importante per l'economia dell'intero Paese", prosegue il direttore dell'Iit-cnr. "Nella nuova stagione del Registro e, più in generale, di tutto l'Istituto di ricerca pisano, c'è un'intensa attività focalizzata sull'Internet del futuro: uno dei capisaldi della strategia messa in atto dal Dipartimento delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni del Cnr. La sicurezza informatica, le 'reti ovunque', il calcolo ad alte prestazioni saranno i cardini di un'attività di ricerca che promette di incidere in maniera sempre più significativa nella nostra vita quotidiana". Con oltre 150 unità di personale impiegato e circa 10 milioni di euro di fatturato annuo, l'Iit-cnr promuoverà attività di alta formazione, anche in collaborazione con le università e i poli d'eccellenza pisani, e il trasferimento tecnologico. "Crediamo nella capacità di fare sistema, rafforzando la collaborazione con gli altri istituti del Cnr, gli enti pubblici e le associazioni che rappresentano il tessuto produttivo locale e nazionale", conclude Laforenza, "Non meno importanti saranno quelle attività che, a livello internazionale, coinvolgono a pieno titolo soprattutto il Registro: e tra le prime questioni da affrontare, la 'liberalizzazione' dei top level domain Internet annunciata dall'Internet corporation for assigned names and numbers (Icann) impone un'attenta riflessione". . <
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Le persone che hanno superato i 60 anni sono quasi 2 mila, con più di 80 anni sono in 358. Tra le richieste più frequenti della terza età: assistenza fiscale e bisogno di aggregazione Pozzuolo: un pensionato a carico di ogni lavoratore il comune dell'hinterland con il più elevato rapporto tra occupati e anziani. A Carpeneto il record POZZUOLO. In comune di Pozzuolo ogni persona che lavora ne mantiene un'altra, oltre a se stessa: un fenomeno tipico della nostra epoca, qui particolarmente accentuato, in quanto la fascia di popolazione in età matura è decisamente in minoranza rispetto al numero dei giovanissimi e degli anziani. L'anagrafe pozzuolese registra, su un totale di 6860 abitanti, 1955 ultrasessantenni e 1199 tra bambini e ragazzi inferiori ai 20 anni, mentre la fascia di età tipicamente lavorativa, dai 25 ai 65 anni, conta circa 3900 abitanti. Particolarmente numerosi sono gli anziani sicuramente non in regolare attività lavorativa: 634 residenti hanno fra i 70 e 79 anni, 358 fra 80 e 89, e sono 46 gli ultra novantenni. I pensionati dichiarati tali ai registri municipali, sul totale della popolazione, sono 1244, quindi oltre il 18 per cento. Vediamo ora come le persone in quiescenza si distribuiscono nei vari paesi (dati 2007): Pozzuolo capoluogo è calibrato sulla media, in quanto ne conta 310 su un totale di 1724 residenti (18 per cento); il paese preferito dai pensionati è Carpeneto, con 116 in quiescenza su 544 (21 per cento), di poco seguito da Sammardenchia, che registra 174 pensionati su 844 abitanti (20,6 per cento). Segue, in graduatoria, Cargnacco, con 150 pensionati su 786 (19 per cento). Le frazioni più "attive" sono Terenzano, con 232 pensionati su 1363 abitanti, pari al 17 per cento, e Zugliano, con la stessa media, ottenuta calcolando i 262 pensionati rispetto ai 1547 abitanti. Di fronte a questa realtà, c'è da chiedersi come se la passano queste persone non più in età lavorativa, e di quali servizi possono usufruire. Chi può meglio conoscere la situazione è Ottelio Masolino, che da 22 anni coordina l'ufficio locale della Spi Cgil, 260 iscritti residenti nel comune. "Un tempo ne avevamo molti di più di aderenti - dice Masolino - ma adesso si comincia a guardare anche gli spiccioli, e l'iscrizione al sindacato, fatta subito dopo il pensionamento, a volte non viene rinnovata. Ma noi diamo una mano anche a chi non ha la tessera". Alla sede di piazza Julia ci si rivolge per fare le carte per la pensione, per la denuncia dei redditi, perfino per l'Ici. Di cosa parlano i pensionati quando vanno da lui? "Soprattutto si lamentano delle tante carte, del peso della burocrazia - rileva il sindacalista -, a volte del fatto che con la pensione non si arriva". Discorsi non sempre giustificati, secondo Masolino, facendo conto dei vantaggi in termini di tempo e possibilità di risparmio che un pensionato ha, soprattutto in paese, rispetto a chi ha impegni fissi. Emerge una forte bisogno di aggregazione nella fascia dell'età anziana, come riferiscono Alberta Broccolo, presidente uscente de "Il sempreverde", e Maria Oliva Jacuzzi, che da poco si è sostituita alla guida del'associazione. Il nuovo direttivo lancia proposte allettanti: il prossimo sabato una gita a Verona per l'opera e, tra il 28 agosto e il 1 settembre un viaggio a Lourdes; a fine settembre si andrà ai laghi di Plitvice. Paola Beltrame.
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da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia FOSSOMBRONE, CAGLI E URBANIA pag. 18 "La seggiovia deve ripartire" L'assessore Carrabs vuole capire "perché è ferma" DECISO L'assessore regionale Gianluca Carrabs, a sinistra, e Marcello Parlanti, del rifugio nei pressi dell'Eremo di Villagrande di Montecopiolo ? MONTECOPIOLO ? "SI PUO' salire sulla seggiovia per andare sulla vetta?". La richiesta di due ragazzini ai nonni rimane insoddisfatta: la seggiovia "Cella del Monte Cima Est" rimane ferma per burocrazia, così pare, nel periodo estivo. Eppure in tanti che giungono nei pressi dell'Eremo di Villagrande di Montecopiolo vorrebbero andare da quota 1.236 metri ? dove si trova anche l'enorme parcheggio ? ai 1.400 metri (esattamente 1.395), luogo ideale per ammirare un paesaggio straordinario. "Tanta gente chiede di poter salire sulla seggiovia ? afferma Marcello Parlanti, dal rifugio nei pressi dell'eremo ? ma a quanto pare ci sono ostacoli burocratici". Un impianto costato quasi un milione e 700mila euro alla Regione deve rimanere fermo per burocrazia? "E' quello che non vorremmo ? dice Parlanti ? e infatti chiediamo a Provincia e Regione di venirci incontro, anche perché qui domenica arriveranno almeno quattrocento soci dell'Avis da Montecalvo in Foglia. Faranno una gran festa, vorranno salire sulla vetta". La Regione Marche e la Provincia, si stanno però interessando al caso, tantoché proprio ieri l'assessore regionale Gianluca Carrabs, che oltre alle deleghe ai lavori pubblici e difesa del suolo ha anche quella ai "Territori montani e politiche per la montagna", si è attaccato al telefono per capire come stanno veramente le cose: "Devo finire di fare delle verifiche con i gestori e la Provincia. Interesserò anche l'assessore Marcolini che ha la delega ai trasporti, ma per quel che so manca solo una autorizzazione della Provincia ad aprire l'impianto autorizzato a lavorare 180 giorni nel periodo invernale. C'è però la possibilità che questi aumentino del trenta per cento in estate: ho sentito il Presidente della Provincia Palmiro Ucchielli e mi ha assicurato che la questione si risolverà, forse anche entro domenica. Così tutti potranno godere di questo impianto, una struttura fatta per aiutare le aree montane come questa. Il finanziamento della Regione mira a rilanciare l'entroterra, non a tenere chiuse le strutture". Image: 20080717/foto/8226.jpg.
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da "Nazione, La (Arezzo)"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CITTA' DI CASTELLO pag. 17 ? CITTA' DI CASTELLO ? "IL NUOVO PIANO di sviluppo rurale ... ? CITTA' DI CASTELLO ? "IL NUOVO PIANO di sviluppo rurale 2007/13 non dà quelle garanzie di cui abbiamo bisogno". L'Altotevere parzialmente critico sul Piano presentato nel pomeriggio di martedì al Centro Servizi di Cerbara direttamente dall'assessore regionale Carlo Liviantoni nell'ambito della fase di partecipazione. Alla presenza di numerosi agricoltori del comprensorio e dei rappresentanti delle associazioni di categoria, l'amministratore regionale ha illustrato le caratteristiche salienti del nuovo Piano che dovrà organizzare il settore agricolo, ancora trainante per l'economia umbra. MA DALLA PLATEA TIFERNATE è volata qualche critica. A farsi carico di individuare i nei più evidenti del Piano è Marcello Rigucci che raccoglie le "sensazioni e i pareri di altri colleghi imprenditori e tecnici agricoli" che lamentano "ancora troppa burocrazia nel sistema di distribuzione dei finanziamenti a totale discapito dell'imprenditore. La Regione finanzia le opere dei piani agrari ? spiega ? dal 40 al 50% ai privati come tetto massimo e per gli enti pubblici, (come Comuni, Comunità Montana, Parco tecnologico?) al 100% senza limite di spesa. Mentre noi agricoltori dobbiamo togliere dalla percentuale eventuale del 50% tante altre spese per gli anticipi mutuo, le progettazioni, il commercialista ed altre operazioni che riducono la percentuale finanziata al minimo". Ma altri punti evidenziano le criticità del piano: dalle mancate garanzie per l'eliminazione degli animali dannosi, alle difficoltà per l'inserimento dei giovani agricoltori nel sistema economico. Cris.
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da "Nazione, La (Massa - Carrara)"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CRONACA MASSA pag. 4 "Pensioni, parità per i massesi" LAPIDEO QUIETI (PDL) CHIEDE UN'INTEGRAZIONE ? MONTIGNOSO ? AL CIMITERO militare germanico del Passo della Futa sono stati sepolti i resti di sette tedeschi caduti nel secondo conflitto mondiale. Solo tre di essi sono stati identificati (la burocrazia tedesca in questo campo ha tempi lunghissimi). Tra i sette, vi erano l'aviatore Volke, recuperato dall'associazione Romagna Air Finders, e il soldato di fanteria rinvenuto nel giugno 2007 a Fosdinovo, sepolto provvisoriamente con la dicitura ignoto. Erano presenti rappresentanti del governo tedesco, di associazioni d'arma italiane, delle forze armate e dell'ordine, nonché un picchetto della 2a Divisione della Luftwaffe Birkenfeld: sono stati i giovani militari tedeschi a tumulare i poveri resti. Un aereo da ricognizione d'epoca, il Fieseler Storch (la famosa "Cicogna"), ha effettuato un lungo sorvolo rendendo gli onori militari. Il sacrario viene curato dai militari tedeschi e da studenti per i quali vengono organizzati campi estivi di lavoro e di studio, educandoli ad una presa di coscienza dei valori democratici. Lo studioso Davide Del Giudice era presente con altri appassionati che avevano collaborato ad individuare i resti del caduto, nel segno di ricerche ormai decennali, promosse dal comandante dei Patrioti Apuani Pietro Del Giudice. La delegazione massese era stata invitata dal custode Michael Caldari. Nell'ambito delle manifestazioni estive organizzate dall'ufficio cultura dell'assessore Aldo Elasti, domani alle ore 21 a Villa Schiff, Del Giudice presenterà un opuscolo sulla Linea Gotica, stampato a cura della Prociv-Arci Montignoso, e che sarà dato in omaggio. Saranno proiettate diapositive e sarà allestita una mostra di reperti e documenti.
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pugilato. L'Ebu rovescia il responso di un cartellino di Ankara e assegna successo e titolo al turco Samil Sam Eurobeffa bis per Vidoz Ombre anche sulla rivincita. Cherchi: faremo di tutto perché sia in Italia GORIZIA. Colpo di scena in negativo per Paolo Vidoz. L'Ebu, con una sentenza a dir poco scandalosa, ha cambiato il verdetto dell'incontro di Ankara (pareggio), dichiarando Samil Sam campione europeo dei massimi. Una decisione che ha del ridicolo, per chi avesse voglia di divertirsi, alla faccia dell'era delle moviole in campo e dei diritti di replica. Il comitato pugilistico europeo, infatti, partendo dall'ipotesi che un giudice al termine dell'incontro aveva cambiato un cartellino in favore di Paolo, ha deciso di ritornare alla situazione iniziale, dando quel punto al turco e dichiarandolo quindi campione continentale. Una decisione poco limpida e che fa naturalmente discutere, lascia perplessi i più sul profilo dell mondo della boxe. Di fatto, comunque (e tanto per non rovinare del tutto la vita pugilistica al goriziano), l'Ebu ha accettato la proposta di Salvatore Cherchi di ripetere l'incontro e di assegnare a Paolo la possibilità di riaffrontare il turco in una ipotetica rivincita, se così la possiamo chiamare. E il tutto entro il tempo massimo di 90 giorni. "Non so davvero cosa dire - ha spiegato il peso massimo goriziano dal suo quartier generale -, forse l'unica cosa che conta è concentrarmi sul lavoro in palestra e dimostrare, ancora una volta, quanto valgo e giocarmi tutte le mie possibilità. Questo tipo di decisioni fanno parte di una storia che non ho voglia di raccontare o analizzare, altrimenti appenderei i guantoni al chiodo oggi stesso. Ma visto che il mio obiettivo rimane il titolo europeo, non mi resta che concentrami sul da farsi, dimostrando che effettivamente il campione in carica sono io e non la burocrazia dei consigli federali". Di fatto l'Ebu ha messo fine anche alla telenovela Skelton sì, Skelton no. Il pugile inglese - abile a rinunciare a un mese dall'incontro per evitare la trappola turca - affronterà di seguito il vincitore della sfida tra Vidoz e Samil Sam. "Faremo di tutto per portare questo incontro in Italia - ha aggiunto Salvatore Cherchi -, virtualmente da oggi che l'Ebu ha rotto il ghiaccio abbiamo il diritto e la facoltà di farlo. Poi, riguardo a tutto il resto, come ben si vede non dipende solo da noi, ma è chiaro che la prossima volta finirà in modo diverso". E allora sotto con i dettagli del caso, cominciando dal fatto che la prima parola spetta niente meno che ai turchi. Fino a una settimana fa, Samil Sam, scottato dalla prestazione tecnica e fisica del rivale goriziano, pensava anche di abbandonare la scena, concentrandosi per convenienza su lidi internazionali. Ora che il rinnovo della sfida è a tutti gli effetti ufficiale, non sarebbe da meravigliarsi su un suo passo indietro, considerato che per le sue velleità future una sconfitta contro il superiore Vidoz - deluso e arrabbiato - potrebbe rovinare questo secondo ritorno di fiamma in carriera. anche vero, però, che se l'offerta italiana tiene botta a livello di sponsor e contratti televisivi, allora non è detta l'ultima parola anche se, per come questa storia si sta evolvendo, in tanti non vedono l'ora di rivedere il lucinichese e il turco l'uno contro l'altro. Mitja Viola.
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-07-17 - pag: 19 autore: "ITALIA DEL FARE" Il premier cena con gli industriali I l premier Silvio Berlusconi ha incontrato ieri sera a cena a Villa Madama alcuni tra i principali esponenti della grande industria italiana. Tavoli piccoli, atmosfera rilassata e informale. Obiettivo: uno scambio conviviale sugli scenari internazionali e sulle misure prese finora dall'Esecutivo per rilanciare l'economia. "L'Italia del fare" è lo slogan scelto dal presidente del Consiglio per illustrare a più riprese – senza discorsi formali –il piano per il nucleare, le nuove priorità infrastrutturali, i fondi per il Sud, le norme su premi e straordinari, il pacchetto di semplificazioni anti-burocrazia, tra cui anche quelle relative al processo civile. Si è parlato anche di federalismo fiscale come unica via d'uscita verso un più razionale uso della spesa pubblica e delle tasse in un momento di congiuntura internazionale particolarmente negativa. Berlusconi ha poi chiesto ai presenti anche un contributo di idee e di analisi sui temi dello sviluppo e per il recupero della competitività. Alla cena erano presenti tra gli altri la presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, l'ad della Fiat,Sergio Marchionne, e gli amministratori delegati di Enel ed Eni, Fulvio Conti e Paolo Scaroni. Con il premier il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e il ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto.
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-07-17 - pag: 27 autore: Salta il limite della Finanziaria 2008 Compensi Pa, sotto il tetto restano in pochi Guglielmo Saporito Termine al 31 ottobre per fissare un tetto, attenuato rispetto alle previsioni della finanziaria 2008, per i compensi pagati dalle pubbliche amministrazioni. Il termine è contenuto in una articolo aggiunto al Senato al testo del decreto legge 97/2008, passato ora all'esame della Camera (si veda "Il Sole 24 Ore" di ieri). La legge finanziaria 2008 (articolo 3, comma 44 della legge 244/ 2007) prevedeva un tetto al trattamento economico di rapporti occasionali a carico delle pubbliche finanze. Il limite era rappresentato dal trattamento economico del più alto grado della burocrazia statale (primo presidente della Corte di Cassazione): oggi il limite resta, ma si moltiplicano le deroghe, affidate a un Dpr che andrà appunto emanato entro ottobre. Consulenti, titolari di incarichi, professionisti, studiosi, esperti, artisti potranno contare su un trattamento migliore. La norma approvata dal Senato prevede infatti che nel calcolo del tetto di retribuzione non sia considerato quanto percepito come stipendio dall'amministrazione di appartenenza (se già dipenden-ti), o come pensione. In questo modo si parifica il trattamento dei dipendenti pubblici e privati e ad ogni incarico pubblico corrisponderà una retribuzione cumulabile con lo stipendio in godimento. Un secondo principio cui il Dpr si dovrà ispirare sarà l'esenzione dal tetto retributivo per le prestazioni professionali (di iscritti ad Albi o esercenti attività professionali), per i contratti d'opera di natura non continuativa (artistica, scientifica) e per i compensi agli amministratori. Queste tre categorie sono libere da limiti di retribuzione: per i professionisti, esistono infatti tariffari che rendono omogenee le retribuzioni, ancorandole al tipo di prestazione e al valore del bene che si contribuisce a produrre. Gli amministratori hanno compensi stabiliti in atti societari dal Consiglio di amministrazione, sentito il collegio sindacale (articolo 2389, comma 3 del Codice civile, modificato nel 2003): su tali importi vi è quindi una verifica a monte, quando l'ente pubblico partecipa alle scelte degli organi sociali. Una larga schiera di consulenti e titolari di incarichi si affianca quindi agli artisti, unica categoria che nella legge finanziaria del 2008 era riuscita a ottenere un'apertura a deroghe ai tetti di retribuzione, grazie alla forte competizione tra canali televisivi pubblici e privati, che poteva risolversi solo grazie a una libertà assoluta di mercato. Altre modifiche introdotte dal Senato, e rinviate in dettaglio al decreto presidenziale, riguardano la pubblicità degli incarichi e l'onere, per le pubbliche amministrazioni che superano il tetto fissato, in un anno al limite massimo di retribuzione, di fornire adeguata e specifica motivazione. In questo modo si potrebbe molto ampliare l'elenco dei soggetti cui il tetto di retribuzione non si applica: già oggi non sono soggetti al limite la Banca d'Italia, le Autorità indipendenti, il sottosegretario per l'emergenza rifiuti, e – come si diceva – professionisti ed amministratori. Per chi non appartiene a una delle categorie fin dall'origine esenti dal tetto, sarà possibile costruire una dettagliata descrizione degli elementi che suggeriscono una migliore retribuzione. L'importo adeguatamente motivato, nel testo della norma appena votato, potrà poi essere erogato senza attendere alcun tipo autorizzazione.
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Sole-24 Ore sezione: SYMBOLA data: 2008-07-17 - pag: 15 autore: ANALISI La crisi minaccia solo quei comparti che non innovano di Marco Fortis * N egli ultimi quattro anni le esportazioni italiane sono cresciute di oltre il 30%. Occorre distinguere tra l'Italia che produce e compete con successo sui mercati internazionali e un sistema-Paese che funziona male perché indebolito da sacche di improduttività, rendite politiche, burocrazia, sommerso e anche criminalità diffusa. Se il Paese ha evitato sin qui la deriva è merito di quei settori, imprenditori e territori, che sembrano procedere senza tentennamenti lungo il sempre più difficile percorso delle nuove sfide globali facendo esclusivamente leva sui propri mezzi, quasi rassegnati a non avere alle spalle uno Stato e delle infrastrutture efficienti. è l'industria manifatturiera, dei distretti industriali, turistici, culturali ed enogastronomici. Se nel 2007 le cosiddette "4 A" del made in Italy (abbigliamento, alimentare, arredamento, automazione meccanica) hanno messo a segno un surplus commerciale record con l'estero di 113 miliardi di euro, il merito è di una industria manifatturiera vitale, all'interno della quale in questi anni i settori tradizionali come il tessile, le calzature, i mobili, le piastrelle, nonostante l'impatto della concorrenza asimmetrica asiatica, la forza dell'euro e l'artificiosa debolezza del mini-yuan legato al dollaro, hanno "tenuto". Nello stesso tempo l'alimentare e i vini sono cresciuti, ma soprattutto l'automazione-meccanica italiana (fatta di macchine strumentali e navi da crociera, yacht di lusso, componenti per auto ed elicotteri, rubinetti e valvole) ha incrementato il suo surplus commerciale con l'estero dal 2003 al 2007 di 25 miliardi di euro. Straordinari sono stati alcuni comparti come le macchine utensili per la lavorazione dei metalli, le macchine per l'imballaggio e quelle per le costruzioni, in cui l'Italia compete ad armi pari con la Germania. All'interno dei settori di successo del made in Italy e delle tecnologie meccaniche e chimiche che li supportano, le protagoniste di questi anni sono state le medie e grandi imprese industriali del cosiddetto "quarto capitalismo". Dietro alcuni giganti nei rispettivi settori come Luxottica, Bulgari, Ferrari, Armani, Tod's,Ima,Danieli,Brembo, Mapei si muovono medie imprese strutturate capaci di presidiare sia i mercati tradizionali della Ue sia quelli emergenti e più lontani. E i distretti più forti, come il Livenza-Piave nei mobili o illago d'Orta nella rubinetteria, sono proprio quelli che vantano il maggior numero di medie imprese. Pochi giorni fa una di queste aziende, la piemontese Caleffi, leader nel valvolame per impianti idrotermosanitari, ha inaugurato un nuovo centro di ricerche chiamato "Cubo rosso". Dopo il "Km rosso" della Brembo non resta che augurarsi che si diffondano altre realtà simili in cui l'innovazione creativa del made in Italy possa assumere una dimensione più sistemica. Intanto i vini italiani riscuotono sempre maggiore successo: se in Sicilia crescono realtà aziendali leader come Donna Fugata e Planeta, in Provincia di Cuneo l'export di vini dal 2003 al 2007 è cresciuto del 52%, superando i 550 milioni di euro lo scorso anno. Oli, formaggi tipici, insaccati sono fiori all'occhiello dell'Italia nel mondo. E il turismo, nonostante necessiti di una ristrutturazione e di un rilancio, rappresenta sempre il settore portante di molti territori: nelle Province di Bolzano e Rimini esso ha un tale impatto che è come se ogni famiglia di quattro persone avesse per oltre sette mesi all'anno come ospite nella propria casa un turista pagante. La vera sfida per evitare la deriva deve essere affrontata dall'Italia che non compete e che è ora che cambi registro. * Vice presidente Fondazione Edison TREND POSITIVO Nel 2007 il surplus commerciale di tessile, arredamento, alimentare e hi-tech è stato di 113 miliardi.
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da "Corriere della Sera"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-07-17 num: - pag: 42 categoria: REDAZIONALE Saggi Uno studio di Marco Bellabarba su norme e burocrazia nell'età moderna La giustizia prima della rivoluzione francese G aetano Cozzi circa trent'anni fa e poi altri hanno tentato una veduta di insieme sul tema della giustizia negli antichi Stati italiani. Lo studio di Marco Bellabarba (La giustizia nell'Italia moderna, Laterza editore, pagine XVII-220, € 24) si qualifica, a sua volta, per uno sforzo di sintesi sull'amministrazione della giustizia penale. Uno sforzo nel complesso riuscito, anche se l'introduzione non sembra altrettanto persuasiva nel fondarne i motivi. L'autore sa bene che il problema della giustizia imparziale, e per di più veloce, è tutt'altro che solo dei secoli dal XV al XVIII. Né si può credere davvero a un'influenza delle "guerre d'Italia" nel primo Cinquecento sulle vicende della giustizia. Il quadro tracciato qui è, però, di grande interesse proprio perché la giustizia è sempre riportata al contesto politico e sociale. Emerge così una linea evolutiva che, attraverso una svolta notevole alla fine del Cinquecento e il quadro impressionante del Seicento (la scelta di una pagina di Dickens per illustrarlo è proprio felice), giunge al Settecento, il secolo delle riforme, quando sembra aprirsi una via ispirata a una nuova idea di giustizia. Ma, nota l'autore, la prospettiva fu più luminosa della realtà a cui si giunse. Alla fine del secolo vi fu addirittura una spinta a un ritorno al passato, sicché solo la violenza della rivoluzione francese passata in Italia pose fine al vecchio ordine. è vero, ma dedurne che solo "la prassi giudiziaria, non le leggi e nemmeno l'amministrazione, costituiva il puntello più solido degli Stati settecenteschi" è fuorviante. I magistrati giusdicenti erano certo, allora come sempre, essenziali per l'ordine vigente, ma il potere legislativo dei sovrani e la rete formata dalla burocrazia contavano per lo Stato almeno quanto i togati e la polizia e, molto di più, per dinamizzarlo. Giuseppe Galasso Lo storico del diritto Marco Bellabarba.
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da "Nuova Sardegna, La"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Oristano Oliena, cento nuovi loculi in arrivo nel cimitero OLIENA. Vanno avanti spediti i lavori di ampliamento del cimitero comunale (nella foto di Muggianu). Dopo l'attesa del nulla osta dall'ufficio di tutela del paesaggio i lavori di ampliamento nel cimitero cittadino sono partiti immediatamente e a questo punto sono già in dirittura d'arrivo. La ditta che ha vinto l'appalto ha iniziato l'opera che in poco tempo dovrebbe essere portata a termine. Si tratta di un'opera quanto mai urgente per Oliena dove non è proprio in allarme rosso ma ci si stava avvicinando a grandi passi. Il numero dei loculi e comunque dei posti nel cimitero comunale si stanno sempre più assottigliando e pur troppo il numero dei decessi è in lieve aumento rispetto agli anni scorsi. Adesso non è ancora un grosso problema ma poteva diventarlo molto presto se non si fosse riusciti in tempi brevi a cominciare i lavori per l'indispensabile ampliamento di cui si è speso parlato. Temendo quella che poteva diventare un'urgenza sanitaria, gli amministratori già da tempo avevano predisposto un progetto in proposito. Lavoro già ultimato da tempo ma che purtroppo, manco a dirlo, anche questo si era arenato nei meandri della burocrazia. Mancava infatti solo il nullaosta dell'ufficio tutela del paesaggio ed è proprio negli uffici nuoresi che il progetto è rimasto parcheggiato fino a che per grazia ricevuta è stato finalmente vistato. Per fortuna, nel frattempo, il comune di Oliena, proprio nell'intento di recuperare tempo aveva già espletato la gara d'appalto e i lavori già assegnati. Lavori che adesso sono iniziati. Il progetto redatto dall'ufficio tecnico comunale comprende oltre che la realizzazione di qualche centinaio di nuovi loculi, anche la costruzione di nuove cripte. Un ampliamento generale che include anche nuovi spazzi in piena terra. Da fare ex novo anche nuove cappelle, ma si è pensato per la prima volata anche all'abbattimento delle barriere architettoniche. Una serie di comodi camminamenti e rampe di accesso che consentiranno anche ai disabili di poter accedere pressoché a tutte le parti del cimitero. E ci sarà anche un intervento di ristrutturazione della sala condoglianze che verrà climatizzata e dotata anche dei servizi che mai erano stati realizzati. Insomma, tante nuove opere che daranno un aspetto del tutto nuovo e funzionale a camposanto cittadino che dl prossimo anno potrà disporre di altri loculi che si spera possano bastare alla comunità per almeno un centinaio di anni. (n.m.).
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da "Giornale.it, Il"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia N. 169 del 2008-07-17 pagina 3 Musulmani pronti al leasing per la moschea di Marta Bravi Il presidente di viale Jenner: "Speriamo poi di riuscire a pagare le rate. La nostra religione non ci consente di fare un mutuo" Due possibilità: un terreno comunale o l'acquisto Alberto Giannoni AAA terreno cercasi. I musulmani di viale Jenner si preparano a fare acquisti, a cercare un terreno dove poter costruire una moschea abbastanza capiente da accogliere i 4mila fedeli del venerdì, e abbastanza defilata da non attirare immediata opposizione dei residenti della zona. Le caratteristiche dell'area? Ben servita dai mezzi pubblici: non è necessario dunque che l'area sia in centro, i fedeli sono disponibili anche a spostarsi in periferia. Veste i panni dell'agente immobiliare e dell'intermediario della delicatissima questione il prefetto, che sta cercando di individuare delle aree che possano fare al caso loro. Insomma questo mese di stand by, durante il quale gli islamici pregheranno al Vigorelli (solo domani) e al Palasharp (ad agosto) servirà per disegnare una mappatura di tutte le aree, pubbliche e private, che potrebbero essere vendute al centro islamico. Non è detto che sia una moschea ex novo, più semplice trovare edifici da ristrutturare. Alla difficoltà della ricerca va aggiunta, però, la burocrazia: per poter vendere o dare in gestione un'area di proprietà pubblica è necessario fare un bando di gara. "La settimana prossima convocheremo un tavolo - spiega il prefetto Gian Valerio Lombardi - con Comune, Provincia, Regione e Asl, per individuare le aree - che poi sottoporremo agli islamici -. Se entreranno in gioco anche terreni private, convocheremo, in seguito, gli imprenditori. L'obiettivo è trasferire il centro islamico in una sede definitiva". L'ipotesi Paolo Pini è definitivamente scartata perché in mano a proprietari diversi: troppo complicato mettere d'accordo. Anche il Centro islamico, dopo un sopralluogo, ha convenuto che non è praticabile. Si cambia obiettivo, dunque. Quale? Il presidente Abdel Hamid Shaari, chiede al Comune di farsi avanti: "Metta sul tavolo le sue proposte, ci sono cascine e aree, basta cercarle, a meno che non preferiscano lasciarle diroccate". L'alternativa è andare sul mercato. Shaari fa sapere che il centro di viale Jenner è pronto all'operazione: "Se ci fossero delle aree a prezzo calmierato bene, altrimenti noi possiamo fare un leasing". Non un mutuo: "Quello la nostra religione non ce lo consente - spiega - abbiamo delle regole, ma un leasing sì, perché staremmo in affitto fino al riscatto finale. Poi speriamo di riuscire a pagare le rate, toccherebbe ai nostri fedeli il venerdì. Dai Paesi arabi avremmo un aiuto, ma non sono lì tutti pronti con gli assegni in mano". Poi ancora un problema: la destinazione urbanistica: "Alla fine dovremmo modificarla - dice Shaari - e finora abbiamo trovato un ostacolo insormontabile nella Regione, con il signor Boni". SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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da "Tirreno, Il"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pontedera Quel regolamento l'ha fatto il podestà Edilizia, si applicano norme del 1927: martedì parte l'ammodernamento Troppe contraddizioni con le nuove decisioni Se ne parla in consiglio PONTEDERA. Snellire le modalità di presentazione delle pratiche edilizie. Anche perché rispetto al 1927, quando entrò in vigore l'attuale regolamento urbanistico del Comune di Pontedera, la macchina amministrativa, così come le esigenze dei cittadini, in questo senso come in altri, sono... un po' cambiate. Tanto che martedì il consiglio comunale sarà chiamato a dare il via all'ammodernamento. Tuttavia non si deve pensare che il settore ai giorni nostri sia regolato da un regolamento così obsoleto. E questo l'architetto Giacomo Mainardi, responsabile della pianificazione del territorio e dell'ambiente di Palazzo Stefanelli, lo rimarca con fermezza: "Nel corso del tempo - spiega - i vari piani regolatori che si sono succeduti hanno previsto delle norme tecniche di attuazione specifiche". Tuttavia l'attuale regolamento non può che pagare il peso di così tanti anni sulle spalle, tanto da rischiare di entrare in contrasto con alcune normative vigenti. E allora l'amministrazione comunale ha pensato bene di dare una rinnovata alla materia. Tuttavia certe rivoluzioni non si fanno in un giorno, soprattutto quando c'è da fare i conti con leggi, normative e con la burocrazia in generale. La macchina che porterà alla stesura del nuovo regolamento è stata messa in moto: tecnici e amministratori hanno già avuto una serie di incontri per definire le linee generali e gli aspetti fondamentali del documento. Ma saranno necessarie molte altre riunioni prima di completare il cammino: "E bisogna considerare - sottolinea Mainardi - che dobbiamo fare tutto questo portando comunque avanti il lavoro quotidiano. è inevitabile che, considerando le esigenze e gli impegni di tutti coloro che sono coinvolti, i tempi inevitabilmente si allungheranno". Da qui la decisione di trovare una soluzione-tampone, in grado di permettere agli addetti ai lavori di portare avanti il progetto con una certa tranquillità, ma allo stesso tempo garantendo tempi più rapidi e procedure al passo coi tempi, almeno relativamente a un certo tipo di pratiche. Con l'approvazione dello stralcio del nuovo regolamento urbanistico, certe novità saranno tangibili: "Per esempio, attualmente una dichiarazione di inizio attività viene depositata dal cittadino al protocollo, da dove viene passata all'ufficio tecnico. Nel caso che manchi parte della documentazione, passano dei giorni prima che il cittadino o il tecnico vengano avvertiti. Con lo stralcio, la stessa Dia viene consegnata direttamente nelle mani di un tecnico, che è in grado di verificare subito l'eventuale incompletezza della pratica: la procedura sarà inevitabilmente più veloce". Allo stesso tempo saranno più facili anche i controlli: "Adotteremo un sistema di sorteggio che ci permetterà di fare delle verifiche immediate: questo dovrebbe spingere chi presenta la documentazione a non discostarsi dalla realtà. è vero che anche ora i controlli vengono fatti - conclude Mainardi - ma con le nuove modalità puntiamo a migliorare tutte le procedure, sia per il cittadino che per il Comune". F.T.
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da "Salute (La Repubblica)"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia SUPPLEMENTO SALUTE ultimo aggiornamento 17 Luglio 2008 Mobile Stampa pag. 4 Anziani, troppi bisogni negati Rapporto Auser. Tra burocrazia comunale ed emergenze Cinquecentomila interventi per aiutare 156 mila persone in difficoltà, soprattutto anziani. Sono i dati del Filo d'Argento Telefono Amico contro solitudine ed emarginazione dell'AUSER. Quasi il 70 per cento delle persone assistite sono donne over 65 e per il 77% vive nel Nord (soprattutto Lombardia), anche se dal 2005 cresce il numero di richieste dal Centro Sud (+12%). Quali gli interventi? Compagnia telefonica, trasporto sociale per visite, controlli medici e altre attività, dall'aiuto relazionale e per piccoli interventi domiciliari alla consegna della spesa o dei farmaci. Ma quest'anno l'AUSER ha anche lanciato il Primo Rapporto sul Filo d'Argento: un'indagine su 32mila utenti mostrando, dato eclatante, che il 90,2% degli intervistati era inserito in un piano di assistenza pubblica (né assistito da soggetti privati) e chide aiuto all'Auser. Le richieste prevalenti sono, in ordine, interventi domiciliari, trasporto e rapporti sociali e interventi culturali. Per Michele Mangano presidente AUSER, "emerge l'incapacità delle istituzioni locali a raccogliere le domande legate ai bisogni. Manca una programmazione sociale, non si ascoltano i soggetti interessati né le associazioni, si crea sulla carta, burocraticamente, un progetto che non risponde ai veri bisogni degli utenti. Così i Comuni si affidano alle associazioni di volontariato, sia per incapacità di risposta, sia per risparmiare. Premesso che non intendiamo sostituirci ai Comuni, di fronte a richieste pressanti non ci tiriamo indietro. Abbiamo siglato anche convenzioni: ma osserviamo carenze di controllo e il bisogno di un serio accreditamento a tutela di associazioni e utenti". E anche quest'estate, come nel passato, con oltre 50 mila opuscoli con consigli e tutte le sedi aperte, i 40 mila volontari Auser cercheranno di rispondere alle emergenze delle persone sole e organizzeranno attività sociali. "D'estate si triplicano le richieste", osserva il presidente, "faremo il possibile anche contro la solitudine e la depressione". (m. pag.).
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da "Salute (La Repubblica)"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia SUPPLEMENTO SALUTE ultimo aggiornamento 17 Luglio 2008 Mobile Stampa pag. 15 Quando la pillola s'identifica con speranza Speranza e paura si alternano nelle varie epoche e in questa fase, dominata dalle paure, il farmaco e la sua industria vanno in controtendenza e parlano di speranza: così la mette Giuseppe De Rita, presidente Censis presentando all'assemblea annuale di Farmindustria una ricerca sui farmaci nella vita e nelle aspettative degli italiani. Ebbene: per 8 su 10 (80,4%) il farmaco ha contribuito alla possibilità di convivere con patologie croniche (con un incremento del 25,2% dal giudizio del 2002) e il 75,9% riconosce al farmaco un contributo sostanziale al miglioramento della qualità della vita. Su cuore e tumori, secondo le risposte degli intervistati, si sono raggiunti i maggiori risultati (57,8% e 27,3%). Per il futuro il 68,1 degli italiani crede che compito della ricerca sia la messa a punto di farmaci per guarire malattie incurabili, il 28,8% pensa a maggiore tollerabilità (evitare effetti collaterali). Per il 65% deve essere sviluppata la ricerca biotecnologica e, al contrario di quanto è per gli organismi geneticamente modificati, il 66% condivide la necessità di potenziare l'ingegneria genetica per correggere geni che provocano malattie. Il presidente Farmindustria Sergio Dompé ha così buon gioco nel ricordare i progressi (in 30 anni, da quando, in un periodo di altre paure, si avviò il Servizio Sanitario Nazionale e nacque Farmindustria, la vita si è allungata di 7 anni e il 40% di ciò è ascrivibile ai farmaci), e rivendicare la voglia di crescita e di rilancio. Ma servono alcune condizioni: meno burocrazia (e lo ripete con forza Angelos Papadimitrou, presidente del Comitato delle grandi aziende estere che investono in Italia), meno leggi e tassazioni, più controlli, procedure veloci. "Mai più incentivi a pioggia, controllo e verifiche sull'uso delle risorse in una sana logica "premiale"", dice Dompé. Rispondono in positivo e con promesse di impegno i rappresentanti del governo Claudio Scajola dello Sviluppo Economico, Maria Stella Gelmini per la Ricerca-Università e il sottosegretario al Welfare-Salute Ferruccio Fazio. Ma è la Gelmini a strappare gli unici applausi della platea quando parla di valutazione e merito, di progetti per ricercatori under40 con fondi significativi (anche 300mila euro) e non "elemosina di 25 mila euro", di discontinuità e apertura del ministero. Il coordinatore delle Regioni per la Salute, Enrico Rossi riporta alla "centralità delle persona" con un richiamo alle aziende: "Meno marketing, più appropriatezza, meno posizioni di rendita, anche nei farmaci senza brevetto, per avere fondi da utilizzare nei medicinali più innovativi". (m. pag.).
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da "Sestopotere.com"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia (17/7/2008 09:13) | (Sesto Potere) - Roma - 17 luglio 2008 - Grazie a un semestre particolarmente vivace, i domini .it – la 'targa' Internet che identifica in rete il nostro paese e che è gestita dalla Registro del ccTLD .it all'interno dell'Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Iit-Cnr) – hanno raggiunto quota 1.503.106 alla fine di giugno 2008. Dall'inizio dell'anno le registrazioni di nuovi domini .it non sono mai state inferiori alle 25mila al mese; maggio (30.243) ha segnato addirittura il record degli ultimi otto anni. A illustrare i dati è Domenico Laforenza, neo-direttore dell'Iit-Cnr e responsabile del Registro dei domini Internet .it. “Le cifre a nostra disposizione confermano l'Italia come quinta realtà del panorama Internet europeo e al settimo posto nella classifica mondiale. Questi risultati evidenziano che il mercato dei domini italiani è in salute e rappresentano un forte segnale di come Internet sia un fenomeno radicato nella nostra società”, commenta Laforenza. “Siamo comunque determinati a migliorare il servizio, adottando il sistema di registrazione 'sincrono', che significa burocrazia ridotta al minimo e verifica dei risultati in tempo reale”. Il progetto, che andrà a regime nel 2009, sarà accompagnato da un'inedita campagna di comunicazione che si propone di diffondere la cultura di Internet in Italia proprio tramite i domini .it. Un obiettivo ambizioso che non ha precedenti nel nostro Paese, “ma è nostra convinzione che la promozione dei domini italiani sia determinante per uno sviluppo della cultura informatica che, se accompagnata da serie iniziative sul fronte delle infrastrutture di rete, può rappresentare un volano importante per l'economia dell'intero Paese”, prosegue il direttore dell'Iit-Cnr. “Nella nuova stagione del Registro e, più in generale, di tutto l'Istituto di ricerca pisano, c'è un'intensa attività focalizzata sull'Internet del futuro: uno dei capisaldi della strategia messa in atto dal Dipartimento delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni del Cnr. La sicurezza informatica, le 'reti ovunque', il calcolo ad alte prestazioni saranno i cardini di un'attività di ricerca che promette di incidere in maniera sempre più significativa nella nostra vita quotidiana”. Con oltre 150 unità di personale impiegato e circa 10 milioni di euro di fatturato annuo, l'Iit-Cnr promuoverà attività di alta formazione, anche in collaborazione con le università e i poli d'eccellenza pisani, e il trasferimento tecnologico.“Crediamo nella capacità di fare sistema, rafforzando la collaborazione con gli altri istituti del Cnr, gli enti pubblici e le associazioni che rappresentano il tessuto produttivo locale e nazionale”, conclude Laforenza, “Non meno importanti saranno quelle attività che, a livello internazionale, coinvolgono a pieno titolo soprattutto il Registro: e tra le prime questioni da affrontare, la 'liberalizzazione' dei top level domain Internet annunciata dall'Internet corporation for assigned names and numbers (Icann) impone un'attenta riflessione”.
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da "Arena.it, L'"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 17 Luglio 2008 SAN PIETRO IN CARIANO. La Giunta provinciale approva la messa in sicurezza dell'incrocio e stanzia 200mila euro Paladon, sì alla rotonda "Congelata" la bretellina prevista a San Floriano, finanziata dal 2002 Girelli: "Aumentano case e traffico ma non diamo risposta ai problemi" Le cose vanno avanti se c'è il consenso di tutti altrimenti i progetti stagnano GIORGIO GIRELLI CONSIGLIERE PROVINCIALE     Gianfranco Riolfi La Provincia lascia la bretella di San Floriano e punta sulla rotonda di Paladon. Con l'approvazione del conto consuntivo, il Giunta provinciale ha ufficializzato il contributo di 200 mila euro per il rondò carianese (che sarà portato in Consiglio il 23 luglio), che con i 200 mila già messi in bilancio dal Comune sarà realizzato a Paladon, all'incrocio tra la provinciale 4 e via Vecchia Valpolicella. La rotonda dovrebbe essere pronta a fine anno. A farne le spese sarà la bretellina di collegamento tra la provinciale 4 e la 34b per Marano, a San Floriano, dal 2002 coperta da finanziamento ma poco gradita al Comune carianese, più propenso a dare priorità alla rotatoria d'ingresso al capoluogo. Gli oltre 600 mila euro previsti per la bretella, saranno quindi dirottati sulle rotonde di Paladon e Santa Maria di Negrar (120 mila euro), e sulle strade di Marano (82 mila) e Balconi di Pescantina (200 mila) perchè, come si legge sulla relativa deliberazione, il raccordo di San Floriano "non viene più considerato procedibile in ragione del mancato accordo tra Provincia e Comune di San Pietro in Cariano, in ordine alle possibili soluzioni alternative sull'intervento originario, per l'irrigidimento delle posizioni dell'amministrazione comunale". Nonostante le divergenze tra le due amministrazioni, alla fine la Provincia ha riconosciuto la necessità di regolare l'incrocio di Paladon, negli anni funestato con regolarità da incidenti anche mortali, cogliendo nel contempo l'occasione di procedere al miglioramento e alla messa in sicurezza di altre strade della Valpolicella che sono di sua competenza. "Gli stessi sindaci del comprensorio", commenta il consigliere provinciale Giorgio Girelli, presidente della commissione, viabilità, lavori pubblici e grandi opere viarie, "a suo tempo avevano presentato un documento in risposta al progetto complessivo per il riordino della viabilità, in cui affermavano tra le altre, la priorità per le rotonde di Paladon e Santa Maria. Una richiesta peraltro avvallata anche dalle forze di minoranza delle varie amministrazioni. Se la Provincia quindi è arrivata a questa scelta è perchè tutti hanno portato il loro contributo". La bretella di San Floriano? "Per il momento viene sospesa, poi si vedrà", aggiunge Girelli, che poi affonda. "Nel contesto generale però, dobbiamo riconoscere che nonostante i passi migliorativi operati negli ultimi anni, rimane il grosso problema della viabilità in Valpolicella. Se le rotonde di Paladon e Santa Maria contribuiranno a rendere più fluido l'asse trasversale viabilistico, non dobbiamo nasconderci che non risolveranno il problema del traffico locale". Nella valle dell'Amarone infatti, se le case continuano a nascere come funghi, la rete stradale continua a fare affidamento sulla vecchia provinciale 4, realizzata nei primi anni '60. "Aumenta il traffico, aumentano le case, ma una risposta seria non siamo ancora riusciti a darla", prosegue il consigliere provinciale. "Nel frattempo in altre zone della provincia come la bassa, dove destra e sinistra su temi come la viabilità vanno d'amore e d'accordo, i progetti vanno avanti e si fanno fior di investimenti. Intanto in Valpolicella restiamo al palo. Abbiamo perduto tanti anni e con i tempi lunghi della burocrazia, ne perderemo tanti altri ancora". Due gli interventi più importanti. "L'allacciamento a Negrar, alternativo all'attuale provinciale, e il nodo di San Pietro", conclude Girelli. "Se per il primo non c'è accordo tra Provincia e Comune sull'arteria parallela, a San Pietro si è invece aperto il dialogo, nonostante qualche mal di pancia iniziale. Qui, senza fare opere nuove e sfruttando strade esistenti, una soluzione la possiamo trovare. Insomma, se c'è il consenso di tutti sui progetti di massima le cose vanno avanti, altrimenti rischiano di stagnare all'infinito".
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da "Opinione, L'"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Oggi è Gio, 17 Lug 2008 Edizione 148 del 17-07-2008 STAGFLAZIONE? NO GRAZIE La situazione è seria ma evitiamo di fasciarci la testa di Rebecca Samaritain Nessuna istituzione, italiana o internazionale, ha pronunciato ufficialmente finora la parola "stagflazione" per descrivere lo stato dell'economia nazionale. Eppure gli esperti che sono intervenuti, ultimi in ordine di tempo gli estensori il bollettino diffuso martedì scorso da Bankitalia, concordano nell'affermare che lo scenario è sempre lo stesso: inflazione poco sotto il 4% e crescita vicina allo zero. L'impressione, tuttavia, è che anche a fronte di una congiuntura preoccupante la "comunità" di esperti ed analisti preferisca rifugiarsi dietro i tecnicismi e la semantica per scacciare uno spettro che ha aleggiato sull'economia italiana per circa dieci anni. "Tecnicamente ? spiega Massimo Bordignon, docente di Scienze delle Finanze alla Cattolica di Milano ? si parla di recessione quando il prodotto interno lordo reale diminuisce per almeno due trimestri consecutivi. Formalmente non c'è recessione e dunque non c'è stagflazione". L'economista invita dunque a evitare di usare toni melodrammatici: "Una cosa è l'inflazione a due cifre che abbiamo avuto in Italia dall'inizio dello shock petrolifero degli anni Settanta alla metà degli anni Ottanta, un'altra è una crescita dell'indice dei prezzi al consumo attorno al 4%. E' vero, tuttavia, che il Paese cresce poco e la situazione è preoccupante. Ci si avvicina alla stagflazione ? sottolinea Bordignon - ma non si può dire che siamo in quella fase". Una diagnosi analoga è offerta da Alberto Quadrio Curzio, preside della Facoltà di Scienze politiche dell'Università Cattolica di Milano. "Bankitalia non dice niente di nuovo. Più che altro conferma che persistono quelle preoccupazioni e incertezze che invece, alla fine del 2007, il governo Prodi ci diceva che erano state superate. L'Italia cresce un punto in meno di Eurolandia mentre l'inflazione è in linea con quella della zona euro e dell'Ue-27. Sotto questo profilo ? osserva Quadrio Curzio - è necessario evitare la rincorsa prezzi-salari perché genererebbero un'inflazione endogena drammatica". Sulla stessa linea Bordignon: "E' sensato ? rileva il docente di Scienze delle Finanze - evitare la rincorsa prezzi-salari. Non so se sia giusto prendere come riferimento un'inflazione all'1,7% o all'1,9-2% in sede di negoziazione contrattuale. Fatto sta che è giusto giocare d'anticipo e legare la crescita delle retribuzioni all'inflazione core cioè depurata dalle componente alimenti ed energia. Una volta evitata l'indicizzazione dei salari, tuttavia, è giusto favorire contrattazioni di secondo livello per permettere ai lavoratori di recuperare reddito". Per evitare che la congiuntura negativa possa degenerare in stagflazione bisogna guardare contemporaneamente alle mosse della Banca centrale europea e a quelle di Palazzo Chigi. "A livello di banche centrali ? evidenzia Bordignon - la Federal Reserve sta attuando una politica monetaria espansiva perché c'è il reale rischio che il sistema crolli con fallimenti a catena di banche e istituti finanziari. La situazione in Europa è più solida e la Bce può far poco, stretta fra inflazione alta e crescita bassa. E' evidente, comunque, che sarebbe necessario un maggior coordinamento fra le due sponde dell'Atlantico". Quanto al Governo italiano, Quadrio Curzio giudica "positivamente" le due misure previste finora per sostenere i redditi e cioè la detassazione degli straordinari e dei premi di produttività. "Però ? sostiene l'economista -, nel Dpef, si afferma che tagliando gradualmente i costi della burocrazia si guadagnerebbe un punto di Pil nel 2012. La speranza è che tale obiettivo possa essere realmente centrato". Bordignon, da parte sua, ritiene che un'ulteriore cartuccia a disposizione dell'esecutivo per rilanciare i consumi sia l' "alleggerimento della pressione fiscale nei confronti delle fasce meno abbienti della popolazione".
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da "Mattino, Il (Circondario Sud2)"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Estate anziani, Prc e Pdci: troppa burocrazia ROSANNA BORZILLO Anziani sballottati da un piano all'altro dell'edificio, ascensore rotto, file in una saletta angusta e calda. Sarebbe successo alla IV Municipalità, secondo i consiglieri Salvatore Zarlengo (Pdci) e Armando Simeone (Prc) che, in una lettera-denuncia, raccontano di "disattenzione verso le fasce deboli, soprattutto anziani e disabili - spiega Simeone - che andrebbero maggiormente assistiti". Tutela che sembra mancare in via Tribunali presso l'ex ospedale della Pace. 65000 abitanti, un'utenza ampia, affidata - secondo i due consiglieri - "ad impiegati con bassa scolarizzazione. Se si pensa che il 27 giugno - aggiunge Zarlengo - ad un ultra sessantacinquenne, con quattro figli disabili, per completare la richiesta di anzianità ed invalidità è stato chiesto di presentare fotocopia della carta di identità quando dovrebbe essere noto che, con la legge Bassanini, è sufficiente esibire la carta di identità stessa. Disagi insormontabili e sfibranti che si potrebbero evitare" aggiunge Simeone. Non ci sta il presidente David Lebro. "Strumentalizzazioni politiche. Le domande per i soggiorni estivi sono state raccolte al primo piano in via Tribunali dove c'è l'ascensore. Si sa - prosegue il presidente - che l'edificio è funzionale ed accogliente perché da poco ristrutturato con una spesa di 800mila euro". E gli impiegati? "Gli stessi dell'anno scorso. Quando tutto ha funzionato".
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da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia L'inceneritore di Veritas potrebbbe produrre molto più combustibile, ma la vicina centrale termoelettrica dell'Enel non è autorizzata a utilizzarlo Venezia"Potremmo tranquillamente raddoppiare la produzione di energia elettrica dai rifiuti ma per colpa della burocrazia ministeriale siamo bloccati", sbotta l'assessore provinciale all'ambiente Ezio Da Villa riferendosi all'impianto di Fusina, fiore all'occhiello del sistema di smaltimento dell'immondizia della provincia di Venezia. L'impianto di produzione di combustibile da rifiuti attualmente riceve 133mila tonnellate di rifiuti non riciclabili all'anno ricavandone oltre 50mila di combustibile. Ma in base al Piano per la gestione dei rifiuti urbani, nel 2010 dovrebbe raddoppiare la propria produzione, arrivando a produrre ogni anno circa 106mila tonnellate di combustibile a fronte di un aumento dei rifiuti non riciclabili di circa 20mila tonnellate. E sono quantitativi in grado di produrre energia elettrica per una città di medie dimensioni, se potessero essere utilizzati nella vicina centrale termoelettrica dell'Enel, situata sempre a Fusina, che dal 2003 sperimenta con successo la co-combustione di carbone e cdr."Ma, a causa del solito insabbiamento contro cui ci si scontra ogni volta che si chiede la valutazione di impatto ambientale al ministero - prosegue Da Villa - la centrale è al momento autorizzata a bruciare solo 35mila tonnellate di combustibile da rifiuti all'anno, lavorando a un quinto delle sue potenzialità". La centrale, infatti, durante le fasi iniziali della sperimentazione arrivò a bruciare 432 tonnellate di rifiuti al giorno, pari a poco meno di 160mila tonnellate all'anno. Ma, alla fine della sperimentazione, che diede esito postivo sia sul versante della sicurezza che su quello dell'efficienza, la centrale è autorizzata a bruciare solo 35mila tonnellate di rifiuti all'anno."Mentre la richiesta minimale è quella di raddoppiare il quantitativo - spiega Maurizio Zaranto, della Uil-Trasporti - e il dato paradossale è che è certo che tale richiesta verrà accolta, ma con i tempi romani". Tanto che il ministero avrebbe comunicato che, a tre anni dall'avvio delle procedure di Via, la chiusura dell'istruttoria è stata rimandata a luglio dell'anno prossimo. Questo nonostante "la potenzialità raggiungibile dalla centrale - si legge nel Piano sui rifiuti - sia di 110.000 tonnellate, livello perfettamente coerente con la prevista produzione di combustibile da rifiuti". Ma, per colpa delle autorizzazioni che non arrivano "noi perdiamo milioni di euro" conclude amaro Da Villa.Tra i progetti più significativi che riguardano l'impianto Veritas di Fusina, invece, c'è lo spegnimento dell'inceneritore che attualmente brucia 50mila tonnellate di immondizia all'anno. La chiusura dell'inceneritore, prevista per il 2012, verrebbe compensata da un incremento nella trasformazione di rifiuti in combustibile. A tale scopo l'impianto di compostaggio, che trasforma rifiuti in sostanze organiche per l'agricoltura, dovrebbe essere riconvertito entro il 2010, per arrivare a produrre circa 62mila ulteriori tonnellate di combustibile per la vicina centrale.Pl.T.
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da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia LAVORI PUBBLICI Architetti ed esperti a convegno per la Valutazione ambientale L'Ordine degli architetti di Padova ha tenuto un convegno sulla Vas, la Valutazione ambientale strategica, organizzato da Tecnamb, l'Associazione che riunisce gli esperti ambientali di ogni settore, rappresentata dal presidente Carraro. Il presidente della Settima commissione regionale (Ambiente) Maurizio Conte, ha colto l'occasione per ricordare la centralità dell'ambiente nei processi decisionali pubblici e per sottolineare l'urgenza di avviare procedure di semplificazione.Il mancato snellimento della burocrazia, infatti, si rivela spesso all'origine di tempi prolungati, che rallentano scelte cruciali per il rispetto dell'ambiente. Tema sul quale si è soffermato anche l'architetto Cappochin, presidente degli Architetti di Padova, evidenziando molte delle incongruenze ed incertezze su cui ancora si inciampa. L'argomento della procedura è stato ampiamente svolto dall'architetto Pisani della Commissione regionale Vas. Sono inoltre stati presentati tre casi: quello della Valutazione al Pat di Padova, delle misure per il contenimento dei consumi energetici e l'impiego di indicatori socieconomici nelle scelte strategiche, che hanno dimostrato quanto e come negli studi e nelle valutazioni ambientali sia perseguibile la qualità, obiettivo irrinunciabile di Tecnamb. I lavori del Convegno sono stati coordinati dal dottor Dal Pos di Confindustria.
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia AGNOSINE. Il viceministro all'Economia Molgora ascolta gli imprenditori valsabbini "La crisi delle aziende locali si supera con le sinergie" Daniele Molgora, sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze, è stato ad Agnosine per ascoltare gli imprenditori maniglieri, fondamentali per l'economia valsabbina, che vivono una crisi senza apparente via d'uscita. Per questo gli imprenditori valsabbini delle maniglie hanno dato vita a "Pr.I.Ma" (associazione dei Produttori Italiani Maniglie della Valsabbia), per una sinergia contro la crisi. "Pr.I.Ma. - spiega l'imprenditore Ruggero Frascio - ha sede a Vestone. Ma il maggior numero delle 50 aziende valsabbine del settore (l'11% delle 430 in Italia) è ad Agnosine (7), seguita da Casto e Preseglie (6), Vestone (5) e Vobarno (4)". Se la filiera completa della maniglia ha in Valsabbia oltre 5.000 addetti, l'analisi su un campione di 12 aziende dal 2005 al 2007 rivela una perdita di addetti di oltre 300 unità. Mario Pialorsi, anch'egli "manigliere", punta il dito contro le infrastrutture di valle, in particolare la strada: "Per noi, soprattutto ora, sono basilari. Ma in valle c'è invece un ritardo che ci mette in ginocchio. Un comparto che dovrebbe eccellere è invece deficitario di infrastrutture. Questo ci fa perdere immagine". Presenti autorità locali (dal sindaco di Agnosine Giorgio Bontempi al presidente comunitario Ermano Pasini) ed imprenditori, Molgora ha ascoltato le varie istanze: "In Valsabbia il vero problema sono i trasporti. Ma mentre arriva la strada, il Governo punta a ridurre oneri e adempimenti che gravano sulle aziende". Per i primi la difficile congiuntura economica allunga i tempi, mentre per i secondi l'obiettivo è snellire la burocrazia: "Agiremo su tutto ciò che alle aziende renderà più facile produrre, in attesa del federalismo fiscale". La rabbia dei valsabbini che amministrano e producono è rivolta alla strada che non arriva ma anche agli "studi di settore". "Per i "piccoli" in Valsabbia - spiega Dante Freddi, imprenditore e presidente di Secoval - è impossibile essere parametrati". Un ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate non più sottoposto a Roma ma gestito dalle Regioni, e "studi di settore" adeguati e trasparenti. "E una valle-Distretto da assimilare ad una grande industria, dove i rapporti con fisco e banche, o l'emissione di obbligazioni, tutto sia di distretto". Infine è stato sottolineato l'errore commesso nel 2001, quando non ci fu l'accordo nell'avviare il nucleare (oggi sopporteremmo meglio la crisi petrolifera). Molgora ha rimarcato la differenza tra Napoli e la Valsabbia: "Quando qui ci fu terremoto, qui il giorno dopo le strade erano sgombre dai detriti. I rifiuti di Napoli invece restano lì. Se la Valsabbia avesse lasciato i detriti in mostra, avrebbe ottenuto quella maggior considerazione mediatica ed economica che, ad esempio, ottiene Napoli".M.P.
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia BUROCRAZIA. La procedura informatizzata non sta accorciando i tempi per il nulla osta Immigrati, il rebus dei ricongiungimenti di Natalia Danesi Da aprile di quest'anno gli stranieri possono richiedere il ricongiungimento familiare solo on line, dal sito del ministero dell'Interno. Ma la nuova procedura, che segue quella avviata in dicembre anche per il decreto flussi senza troppo successo, sembra stia causando qualche problema agli immigrati bresciani. "LE DOMANDE sono diminuite un po'a cavallo dell'avvio del sistema informatizzato, che gli utenti hanno affrontato con difficoltà - dicono dalla prefettura -. Dopo una prima diffidenza, comunque, ora stiamo tornando sui livelli di sempre". Finora la prefettura ha preso in esame le prime 1.700 richieste relative al primo semestre, ma è certo che "quando tutte le istruttorie da gennaio ad oggi saranno completate i livelli si attesteranno su quelli dell'anno scorso". Nel primo semestre 2007 sono state complessivamente 3.100 le domande inoltrate. Si può richiedere il nulla osta in favore del coniuge, dei figli minori anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio, dei figli maggiorenni a carico, se non possono provvedere alle proprie esigenze di vita in maniera permanente o per le loro condizioni di salute, e dei genitori a carico. Dopo la presentazione della richiesta on line, lo Sportello unico della prefettura convoca l'interessato. si confront Dopo il confronto con la questura e la Direzione provinciale del lavoro viene rilasciato il nulla osta. Lo straniero deve essere in possesso di tutti i documenti necessari, compreso il certificato che attesta l'idoneità dell'alloggio e il reddito del 2007. poi eccessivo, secondo alcuni immigrati, che si debba fornire anche la certificazione del commercialista relativa al reddito presunto per l'anno in corso (2008). " sempre stato chiesto - riferiscono dalla Direzione provinciale del lavoro -. Serve anche per dare una possibilità in più agli stranieri che non hanno lavorato per un numero di mesi sufficienti nell'anno precedente". Nel compilare i moduli gli immigrati possono trovare assistenza anche presso i sindacati. "Prima della nuova procedura - spiega Driss Ennyia dell'Ufficio stranieri della Cgil - i tempi di attesa per i ricongiungimenti familiari arrivavano anche fino a 7 mesi. Pensavamo che la nuova procedura riducesse la burocrazia, ma non è così". DUE I NODI. Da una parte i problemi informatici, che non mancano. "Quando prendiamo gli appuntamenti per inserire le domande capita spesso che il sistema non funzioni", spiega Ennyia. Ma non solo. "L'auspicio - spiega - era che una volta fatta la richiesta completa on line e una volta chiamati allo Sportello unico della prefettura gli sportelli potessero ricevere subito il nulla osta. Invece l'interessato viene convocato per integrare la documentazione, poi aspetta altre settimane perché sia fissato un altro appuntamento per il ritiro". Sono passati, insomma, pochi mesi dall'avvio della nuova procedura ma "è già certo che per completare l'istanza serviranno più dei 90 giorni fissati dalla legge". Senza contare che "molti stranieri vengono chiamati proprio in queste settimane, quando non ci sono perché sono tornati a casa nel loro paese per le ferie". E i tempi si allungano ancora.
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da "Wall Street Italia"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Di ANSA - -->(ANSA) - MILANO, 17 LUG - Confindustria promuove il governo per il taglio della spesa pubblica, ma denuncia pochi investimenti per le infrastrutture e una pressione fiscale immutata. E' quanto dice il presidente dell'associazione imprenditoriale, Emma Marcegaglia. "Ci sono alcune cose buone legate alla riduzione della spesa pubblica, alla riduzione della burocrazia - spiega Marcegaglia a Milano a margine dell'assemblea dell'Anie rispondendo a una domanda dei giornalisti che chiedono se con i provvedimenti del governo si riesce a intravedere una inversione dell'attuale crisi - che è molto pesante. Abbiamo però più volte detto come ci sia poco, molto poco, sulle infrastrutture, anzi c'é un calo degli investimenti nel settore". Il numero uno di Confindustria lamenta anche il fatto che "la flessione fiscale rimane alta come è adesso". (ANSA).
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da "Bollettino Università & Ricerca"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CNR Italia: boom dei domini internet La rete made in Italy supera quota 1 milione e 500mila domini .it. A maggio 2008 il record di registrazioni. Sono gli ultimi dati dell'Istituto di informatica e telematica del Cnr. Il Registro italiano rafforza così la posizione: quinto posto in Europa e settimo nel mondo. In partenza il sistema sincrono e la liberalizzazione dei domini internazionali. Grazie a un semestre particolarmente vivace, i domini .it - la 'targa' Internet che identifica in rete il nostro paese e che è gestita dalla Registro del ccTLD .it all'interno dell'Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Iit-Cnr) - hanno raggiunto quota 1.503.106 alla fine di giugno 2008. Dall'inizio dell'anno le registrazioni di nuovi domini .it non sono mai state inferiori alle 25mila al mese; maggio (30.243) ha segnato addirittura il record degli ultimi otto anni. A illustrare i dati è Domenico Laforenza, neo-direttore dell'Iit-Cnr e responsabile del Registro dei domini Internet .it. "Le cifre a nostra disposizione confermano l'Italia come quinta realtà del panorama Internet europeo e al settimo posto nella classifica mondiale. Questi risultati evidenziano che il mercato dei domini italiani è in salute e rappresentano un forte segnale di come Internet sia un fenomeno radicato nella nostra società", commenta Laforenza. "Siamo comunque determinati a migliorare il servizio, adottando il sistema di registrazione 'sincrono', che significa burocrazia ridotta al minimo e verifica dei risultati in tempo reale". Il progetto, che andrà a regime nel 2009, sarà accompagnato da un'inedita campagna di comunicazione che si propone di diffondere la cultura di Internet in Italia proprio tramite i domini .it. Un obiettivo ambizioso che non ha precedenti nel nostro Paese, "ma è nostra convinzione che la promozione dei domini italiani sia determinante per uno sviluppo della cultura informatica che, se accompagnata da serie iniziative sul fronte delle infrastrutture di rete, può rappresentare un volano importante per l'economia dell'intero Paese", prosegue il direttore dell'Iit-Cnr. "Nella nuova stagione del Registro e, più in generale, di tutto l'Istituto di ricerca pisano, c'è un'intensa attività focalizzata sull'Internet del futuro: uno dei capisaldi della strategia messa in atto dal Dipartimento delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni del Cnr. La sicurezza informatica, le 'reti ovunque', il calcolo ad alte prestazioni saranno i cardini di un'attività di ricerca che promette di incidere in maniera sempre più significativa nella nostra vita quotidiana". Con oltre 150 unità di personale impiegato e circa 10 milioni di euro di fatturato annuo, l'Iit-Cnr promuoverà attività di alta formazione, anche in collaborazione con le università e i poli d'eccellenza pisani, e il trasferimento tecnologico."Crediamo nella capacità di fare sistema, rafforzando la collaborazione con gli altri istituti del Cnr, gli enti pubblici e le associazioni che rappresentano il tessuto produttivo locale e nazionale", conclude Laforenza, "Non meno importanti saranno quelle attività che, a livello internazionale, coinvolgono a pieno titolo soprattutto il Registro: e tra le prime questioni da affrontare, la 'liberalizzazione' dei top level domain Internet annunciata dall'Internet corporation for assigned names and numbers (Icann) impone un'attenta riflessione BUR.IT 18.07.08.
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da "Giornale di Calabria, Il"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Crotone/ Riunione della Confartigianato per discutere del futuro delle imprese artigiane CROTONE. Si è riunito il direttivo delle Confartigianato di Crotone per discutere della situazione delle imprese artigiane calabresi. Nel corso della discussione, nella quale era assente il segretario provinciale Salvatore Lucà, a Roma per impegni istituzionali, "è stato fortemente ribadita - si legge in una nota - la necessità di sollecitare l'Assessore alle Attività Produttive della Regione Calabria, Francesco Sulla, affinché si attivi concretamente per far partire le agevolazioni a valere sulla legge 949/52, sulle quali moltissime imprese artigiane calabresi hanno pianificato e programmato una politica di investimenti e di sviluppo della propria realtà produttiva. necessaria una politica regionale - scrive la Confartigianato Crotonese - che valorizzi e rilanci il settore con interventi diretti a favorire la ripresa degli investimenti, e soprattutto a ridurre la burocrazia. Nonostante si fosse partiti bene, quando in fase di stesura del Bilancio regionale, l'On. Lucà e l'On. Naccari erano riusciti ad inserire le risorse finanziarie necessarie da destinare ai Consorzi Fidi, per le garanzie sui finanziamenti, il Dipartimento delle Attività Produttive registra notevoli ritardi. Il Comitato Tecnico di valutazione delle pratiche, infatti, - lamenta Confartigianato - è stato istituito solo il 29 maggio c.a., e riunitosi per la prima volta il 18 giugno si è imbattuto con due problematiche consistenti nelle pratiche arretrate a partire dal 2005, e nell'assenza di fondi inerenti la 949/52 destinati ad Artigiancassa, e se si pensa che l'attuale regolamento subordina l'erogazione del mutuo ad una delibera di ammissione preventiva alle agevolazioni da parte del Comitato Tecnico, ben si comprende lo stato di allarme ed il clima di incertezza in cui sono costrette ad operare le imprese artigiane calabresi".Nel corso del suo intervento, Facino, componente di Confartigianato nel Comitato tecnico di Artigiancassa, ha ribadito "la necessità di sollecitare la ripresa degli investimenti del comparto, nonché lo sviluppo tecnologico- innovativo, e quindi finanziario delle imprese artigiane operanti in Calabria. L'artigiano - ha continuato Facino - ha notevole peso nella realtà sociale ed economica calabrese, esso infatti col suo tessuto di aziende, polverizzate e diffuse sull'intero territorio regionale, e interconnesse con tutta la restante realtà produttiva, rappresenta un settore strategico per lo sviluppo sociale ed economico dell'intera area. C'è pertanto una seria responsabilità politica sullo stato attuale del comparto artigiano, ed è per questo, che il consiglio direttivo della Confartigianato di Crotone, ha voluto investire ufficialmente della problematica, il consigliere regionale Salvatore Lucà, ed il consigliere regionale Demetrio Battaglia, rispettivamente segretario provinciale della Confartigianato di Crotone, e segretario provinciale della Confartigianato di Reggio Calabria, affinché facciano da portavoce nelle sedi appropriate del grido di allarme lanciato dalle imprese artigiane calabresi, contro un atteggiamento poco attento e lontano dalle reali problematiche del comparto artigiano da parte del Dipartimento Regionale delle Attività Produttive, ma allo stesso tempo attivino tutte le procedure necessarie per sollecitare in tempi brevissimi la concreta partenza delle agevolazioni finanziarie a valere sulla legge 949/52".
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da "Sestopotere.com"
del 17-07-2008)
Argomenti: Burocrazia (17/7/2008 20:00) | (Sesto Potere) - Roma - 17 luglio 2008 - Il sindaco Flavio Tosi ha incontrato questa mattina i sindacati di Polizia, scesi in piazza per manifestare contro il decreto Brunetta. Presenti all'incontro i rappresentanti di sette sigle sindacali della Polizia: Fsp-Ugl, Siulp, Consap, Ugl, Coisp, Sap, Sappe, i quali hanno manifestato la loro preoccupazione in merito all'ipotesi che il governo tagli la spesa sulla sicurezza e sulla difesa e limiti del 10 per cento il turnover del personale. “Il ministro Maroni – ha detto Tosi -, ieri a Roma, mi ha assicurato che per il 2009 verranno trovate le risorse necessarie per la sicurezza, forse sottovalutate da qualche ministro. Condivido la vostra protesta e le vostre proposte: il governo ha preso degli impegni in campagna elettorale per garantire la sicurezza sul territorio e deve rispettarle. Sempre ieri ho proposto al ministro che siano i Comuni a prendersi carico delle pratiche riguardanti i permessi di soggiorno degli stranieri e il rilascio dei passaporti, liberando così da questo compito moltissimi agenti da impiegare nei servizi sulla strada: solo a Verona sarebbero decine i poliziotti tolti da queste mansioni burocratiche”. “Sono inoltre convinto – ha aggiunto il Sindaco - che al ministro non dispiaccia questa vostra iniziativa perché gli sarà utile per il confronto sul reperimento delle risorse con i colleghi di governo”. Rispondendo a una domanda dei rappresentanti sindacali sulla questione della vigilanza al Tribunale di Verona Tosi ha assicurato che domani in occasione della visita a Verona del sottosegretario alla Giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati farà presente questo problema: “Per legge spetta ai Comuni garantire la sicurezza dei Tribunali e al ministero rimborsarne le spese. La burocrazia statale ha ritardato la gara d'appalto per il servizio di vigilanza ma a settembre dovremmo riuscire a rimetterla in moto. Potrebbe essere comunque l'esercito a garantire a Verona la custodia dei siti sensibili”.
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da "Alto Adige"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia L'assessore Berger: meno burocrazia, più qualità Vendita di prodotti agricoli Approvate le semplificazioni relative alla vendita diretta BOLZANO. Una serie di semplificazioni in materia di vendita diretta di prodotti agricoli è stata approvata dalla giunta su proposta dell'assessore Hans Berger. "Abbiamo semplificato in particolare i requisiti di tipo logistico, come ad esempio le dimensioni dei locali per la lavorazione dei prodotti, senza con questo trascurare la sicurezza dei consumatori", afferma Berger. "Le regole devono essere semplici e comprensibili, perché chi commercializza deve potersi concentrare sul prodotto e non sulla regola", spiega Berger. Le semplificazioni adottate dalla Provincia sono state introdotte nei settori in cui non hanno alcun effetto negativo sulla qualità e sulla sicurezza del prodotto. Con il nuovo decreto viene concesso più margine di manovra alla vendita diretta. Possono essere commercializzati anche prodotti provenienti da terreni agricoli affittati ed è stata introdotta la possibilità della raccolta delle piante non coltivate, con l'inserimento del concetto di piante anche selvatiche. Per la vendita sul mercato contadino di prodotti lavorati si è introdotto il concetto che la materia prima deve provenire per almeno il 75% dall'azienda dell'agricoltore. Le modifiche sostanziali si riferiscono ai requisiti dei locali di vendita dei prodotti, le cui dimensioni minime non sono più definite, garantendo così maggiore flessibilità. Vengono inoltre assicurate la possibilità di fornitura di prodotti ad esercizi di commercio al dettaglio e quella della vendita diretta di latte. A tale proposito è stata introdotta la possibilità della consegna a domicilio.
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da "Alto Adige"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Brandsttter: dialogo anche col Pdl Munter: ridurre tasse e burocrazia "Discutere con tutti, estremisti esclusi. Biancofiore? Non è un'estremista, ma una deputata" BOLZANO. Un nuovo logo e un nuovo motto: "L'economia al centro della società". Ma anche un nuovo modo di porsi a livello politico: apertura ai mistilingue ("sono una parte della società a cui dobbiamo dare risposte concrete"), aperture al Pdl ("dialogo con tutti") e aperture anche all'ala sociale ("ma il "no" al governo sulla fiducia è stato un errore"). è così che l'ala economica della Stella Alpina intende lanciare i propri candidati in vista delle provinciali. "Non siamo solo una lobby, vogliamo rappresentare tutti". Una pretesa forse eccessiva, quella avanzata ieri dal leader dell'ala economica Gerhard Brandsttter, ma la "Svp Wirtschaft" almeno ci prova. Che è cambiato qualcosa in più rispetto al solo logo lo dimostra il fatto che la conferenza stampa viene fatta per metà in tedesco e per metà in italiano. Brandsttter traccia la linea, ma lo seguono a ruota anche i candidati che l'ala economica schiererà alle prossime elezioni provinciali, l'assessore provinciale Hans Berger e i direttori di Unione commercio Dieter Steger e Apa Hanspeter Munter (mancavano Durnwalder e l'assessore Thomas Widmann, che completano la rosa dei cinque candidati sostenuti dall'ala economica). Brandsttter non si nasconde e apre al mondo mistilingue: "è una realtà molto importante della nostra terra, alla quale bisogna dare una risposta andando incontro alle loro esigenze". Poi il dialogo col Pdl: "Noi siamo aperti a tutti, meno agli estremisti di destra e di sinistra. Biancofiore estremista? No, è una deputata del Pdl che ha espresso delle opinioni che non potevamo condividere, ma che spero possa ammorbidire. Alleanze in vista delle provinciali? Vediamo prima come vanno le elezioni, poi sarà il partito a decidere. Ma non abbiamo pregiudizi, l'importante è che vengano date garanzie sulla salvaguardia dell'autonomia". La competizione con l'ala sociale continua, ma Brandsttter smorza i toni: "Non c'è una spaccatura, solo visioni differenti. Non astenersi sulla fiducia al governo è stato un gravissimo errore: noi ne siamo ancora convinti e credo che nel frattempo anche l'ala sociale si sia ricreduta. Però noi guardiamo anche ai lavoratori, il mondo dell'economia va dai dipendenti fino ai dirigenti". Poi spazio ai candidati. L'assessore provinciale Hans Berger è stato chiaro nei confronti dell'ala sociale: "Senza l'economia non ci sarebbero Arbeitnehmer. Altrettanto vero è che senza lavoratori altamente produttivi l'economia non potrebbe andare avanti". Hanspeter Munter, consigliere provinciale e direttore degli artigiani dell'Apa, ha portato avanti tre richieste: "Ridurre la burocrazia, diminuire le tasse e rendere meno complicata la normativa in materia di sicurezza". Chiusura con Dieter Steger: "Per redistribuire la ricchezza bisogna prima produrla. Servono maggiori spazi per il privato e meno oneri burocratici, ma soprattutto bisogna aiutare il ceto medio. In questi ultimi tempi si è sentito spesso dimenticato e lasciato solo, è arrivato il momento di alleggerire la pressione". (mi.m.).
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da "Corriere delle Alpi"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia LA DENUNCIA "Belluno non offre nulla" BELLUNO. "Belluno non offre niente e le manifestazioni sono tutte concentrate nello stesso periodo". E' amaro il commento di Vladimiro Sommacal, gestore dell'albergo ristorante bar Al Ponte della Vittoria. "La stagione è scarsa, scarsa, scarsa", dice. "Rispetto al luglio dello scorso anno gli ospiti sono la metà". La colpa per Sommacal è della lentezza dei palazzi del potere. Lui la chiama "burocrazia". Si salvano i primi dieci giorni di agosto, durante i quali si svolgono importanti manifestazioni sul Nevegal: "Gli eventi sportivi, come il paracadutismo, portano gente. Purtroppo si svolgono tutte nel giro di pochi giorni". Poi, sembra di capire, l'effetto sparisce. Ma chi è il turista medio che popola le vie di Belluno città? "Solitamente sono appassionati di pesca o di trekking. Frequentano le altevie e i sentieri". A mancare per il gestore del Ponte della Vittoria è la "continuatività". "Dobbiamo pensare a un'offerta strutturata, altrimenti il declino sarà inesorabile". (cr.ar.).
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da "Mattino di Padova, Il"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia STANGA Nell'ultima area d'oro di via Venezia la firma del grande architetto "Fiore e triangolo" Botta, tesoro da 70 milioni Nell'ex Rizzato il polo universitario di biologia e biomedicina e il centro direzionale Cetera: "Così verrà riqualificato l'asse Maroncelli-Pescarotto" Progetto immobiliare da 70 milioni di euro nell'area ex-Rizzato di via Venezia, firmato da Mario Botta, l'architetto svizzero che ha già realizzato il Mart di Rovereto, l'audace ristrutturazione posteriore del Teatro della Scala di Milano, la parrocchia del Santo Volto a Torino e la Torre Kyobo a Seul, nella Corea del Sud. Insomma, una delle grandi firme dell'architettura moderna che a Padova intende lasciare due capolavori: il Fiore e il Triangolo. Il primo destinato al polo universitario di Biologia e Biomedicina, il secondo invece accoglierà uffici che trasformeranno la Stanga nel quartiere più moderno della città. L'area ex-Rizzato, dove sino agli anni '90 lavoravano 300 dipendenti della fabbrica di biciclette fondata nel 1931 da Cesare Rizzato oggi finita nelle mani di un imprenditore turco, è l'ultimo grande spazio edificabile di via Venezia (30.000 mq2). Il penultimo, occupato dal complesso edilizio La Cittadella, dove hanno trovato posto gli uffici di Provincia, Ascom e Vodafone, è sorto sui terreni ex Snia Viscosa, dov'erano occupati 600 dipendenti. L'operazione immobiliare porta la firma della società Aedilven, costituita dalla coppia Favaro e Cetera: Pier Domenico Favaro in via Venezia ha realizzato le due torrette razionaliste davanti alla Fiera e l'Hotel Galileo, mentre Leonardo Antonio Cetera in via Venezia ha messo i sigilli su la Cittadella e l'Hotel Mantegna. Il progetto Botta prevede la costruzione di due edifici, entrambi di cinque piani, separati da una serie di giardini e di parcheggi. Sul lato posteriore, esattamente all'incrocio tra le vie del Pescarotto e Maroncelli, in base all'accordo già sottoscritto con l'Università, sarà costruito un edificio a forma di "Fiore" che ricorda anche gli anfiteatri greci, in cui troveranno posto le facoltà di biologia e biomedicina. Sul lato anteriore, di fronte al Galileo e all'incrocio tra le vie Venezia e Pescarotto, un secondo edificio a destinazione direzionale e commerciale, di circa 30.000 mc. Si tratta della costruzione battezzata "Triangolo" con due corpi di fabbrica, che poggeranno su una base di circa cinque metri, in cui sarà realizzata una galleria commerciale disponibile per negozi vari ed esercizi pubblici. I lavori per costruire i nuovi spazi universitari inizieranno entro il 2008, mentre quelli ad uso direzionale entro la primavera 2009. Se la burocrazia non metterà nessun bastone tra le ruote, i nuovi palazzi Aedilven dovrebbero essere pronti entro l'autunno 2011. Questo perché sono state già effettuate sia la bonifica bellica che quella ambientale: insomma, un iter assai più facile rispetto a quello dell'area limitrofa alla stazione denominata Ifip (società di proprietà degli imprenditori Santinello e Favaro). Alla Stanga non sono stati trovati né idrocarburi pesanti né bombe inesplose risalenti alla seconda guerra mondiale. "Sia il sottoscritto che il presidente onorario dell'Ance, Pier Domenico Favaro, siamo molto soddisfatti di aver affidato il progetto dell'area ex Rizzato ad un grandissimo maestro dell'architettura qual è Mario Botta, di Lugano", sottolinea Leonardo Cetera. "Siamo convinti che il nuovo complesso che andremo a costruire tra le vie Maroncelli, Pescarotto e Venezia trasformerà la Stanga in un quartiere dal look internazionale". (Felice Paduano).
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da "Centro, Il"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Di Pietro Lambertini I camion del luna park invadono il centro Maxi protesta dei giostrai nella piazza del Comune, i tir bloccano le strade L'Arta non rilascia il via libera: "Pericolo diossina lungo il Saline" MONTESILVANO. "Sindaco, se non firmi l'autorizzazione per aprire il luna park porto i tir sotto il municipio. Guarda che io non scherzo, attento". Luigi Valerio, rappresentante dei giostrai, avverte il sindaco Pasquale Cordoma. Ma dalla riunione decisiva per dare il via libera all'apertura del luna park arriva il no dell'Arta per il pericolo diossina. La rabbia dei giostrai monta. Con un giro di telefonate, s'organizza la protesta e, alle 17,55 di ieri, scatta il blocco del centro cittadino. Piazza Diaz si riscopre invasa dai camion del tagadà, dell'autoscontro e del toro scatenato. Il tir che guida la carovana si ferma sull'uscio del municipio, il resto della catena si piazza di traverso in mezzo alla strada. Il traffico capitola. La protesta coglie di sorpresa l'amministrazione comunale. La vice comandante della polizia municipale Antonietta Ferretti schiera i vigili urbani in strada per evitare la paralisi del traffico ma la carovana tiene piazza Diaz in pugno. Il primo tir della catena marcia su piazza Diaz, arriva a un metro dall'ingresso del municipio e si ferma qui. è la rivincita dei gestori del luna park contro la burocrazia. Il luna park, sfrattato dalla zona alberghiera a via Cavallotti, aspetta di aprire da 14 giorni: "Non si può più stare senza lavorare", è la protesta, "non c'è più un euro per mangiare". Un passo indietro: in via Cavallotti su un'area ereditata dal demanio, il Comune esegue lavori per 70mila euro in modo da dotare il luna park di energia elettrica, fognatura e rete idrica. Ma, lungo le sponde del Saline, scoppia il caso diossina. Si scopre che la zona di via Cavallotti fa parte di un sito di interesse nazionale per l'inquinamento da diossina. L'Arta, allora, per dire sì richiede al Comune dati aggiornati. Il Comune fa eseguire le analisi all'istituto Mario Negri Sud. Da Milano il via libera arriva: "I livelli di diossina, per l'istituto, sono entro i limiti di legge", spiega il sindaco Pasquale Cordoma. Ma, ieri, nella conferenza di servizio, l'Arta serve il colpo di scena e non rilascia il via libera. Il no dell'Arta scatena la protesta che blocca Montesilvano. Il sindaco, con i tir accampati in piazza Diaz, il traffico paralizzato e la gente affacciata dai balconi, per mandare via i camion dal centro della città chiama il questore Stefano Cecere e il prefetto Paolo Orrei. Durante la trattativa arriva il capitano dei carabinieri Enzo Marinelli. è lui a parlare con i giostrai. Subito dopo anche la volante della polizia irrompe il piazza Diaz. La trattativa si sposta nella sala giunta del municipio: basta una manciata di minuti a convincere i gestori del luna park a rompere le righe. Perché oggi alle 11 è prevista l'ultima puntata della telenovela con la firma dell'autorizzazione.
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da "Italia Oggi"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ItaliaOggi ItaliaOggi -Primo Piano Numero 170, pag. 6 del 18/7/2008 Autore: di Piero Laporta prlprt@gmail.com Visualizza la pagina in PDF Berlusconi fa arrabbiare le forze armate. Neppure il governo Prodi riuscì a fare più danni Tutti in Difesa contro Tremonti Divise in piazza per protestare per i tagli del Cavaliere Ventitrè sigle sindacali delle polizie e tutti i Cocer (esercito, marina, aeronautica e carabinieri) uniti contro il governo di Berlusconi, è il risultato storico ottenuto ieri da Giulio Tremonti. Gli effetti della strategia governativa sono parsi chiari quando ai banchetti dei manifestanti hanno cominciato ad accostarsi gli onorevoli Walter Veltroni, Roberta Pinotti, Marco Minniti e via sinistrando. Erano gli stessi che nella passata legislatura avevano sancito un aumento, anzi una mancia, di 10 euro al personale in divisa, e gli stessi che avevano negato il riconoscimento della specificità della professione militare. Fra quelli che portavano la solidarietà tardiva mancavano Tommaso Padoa Schioppa e Romano Prodi, cioè quelli più accanitamente contrari a dare al popolo in divisa il riconoscimento dovuto, gli altri c'erano tutti. Avviatasi la passerella della sinistra, i cellulari degli onorevoli Pdl hanno cominciato a bollire. Sono accorsi i primi forzisti verso i manifestanti dai quali nè fischi nè schiamazzi, solo compostezza e ironia. I commenti più duri sono andati all'indirizzo di Ignazio Larussa: "non puoi fregiarti del titolo di comandante delle forze armate e poi lasciar fare tutto a Tremonti". Nella Pdl sono mano a mano più numerosi quelli consapevoli di essere caduti nella solita trappola della "sacca antimilitarista", come la definì nel 1994, l'allora generale e ministro Domenico Corcione, riferendosi all'alta dirigenza del ministero del tesoro. Allo stesso tempo, tutto l'elettorato in divisa, che alle ultime elezioni aveva votato compattamente per Silvio Berlusconi, è a dir poco deluso. I commenti che circolano certificano che sia stato persino superato il punto più basso che pareva insuperabile, raggiunto da Antonio Martino, che voleva privilegiare a tutti i costi la magistratura militare. Il decreto 112, imposto dall'alta burocrazia del ministero dell'economia, ha fatto il miracolo: far dimenticare che il precedente governo i militari li aveva emarginati. C'è un'aria di improvvisazione che disorienta la base. Mentre il governo predica parsimonia, lo stesso governo attinge a 400 milioni, accantonati da Padoa Schioppa, ne distribuisce 20 ai 70mila uomini della Guardia di finanza come premi. In tal modo si garantisce un alibi quando, con lo stesso decreto, va a spartire una decina di milioni come premi per la dirigenza di prima fascia del ministero dell'economia; cioè uno scherzetto da 70 mila euro puliti puliti nelle tasche di lor signori.Il ministro Larussa nel frattempo manda per aria le ferie di molte famiglie di militari con le "ronde miste" esercito-polizia, di cui nessuno sentiva la necessità. Questa iniziativa si è aggiunta alla sorveglianza delle discariche, che non è certo percepita come una gratificazione. Infine è arrivata la proposta di trasformare "l'esercito come i carabinieri", con tanto di progetto legislativo i cui scopi rimangono alquanto fumosi. Nelle ultime ore sembra che gran parte dei provvedimenti "punitivi" del pacchetto sicurezza stanno rientrando, ma l'amaro in bocca rimane. Diceva Machiavelli che gli uomini dimenticano più facilmente la morte del padre che coloro che attentano al loro patrimonio. Se poi il patrimonio è alquanto limitato, il rancore per chi lo insidia è più acuto. Gli umori della base sono peggiorati grazie anche a un successo che il governo va annunciando: la rimozione dei rifiuti di Napoli. C'è la consapevolezza che il merito di questo successo è tutto ascrivibile ai militari e Guido Bertolaso, come già accadde in altri disastri, si farà bello con i meriti altrui. Ma proprio perchè la macchina militare è consapevole di quanto sia stata determinante, più acuta è l'amarezza per questo decreto, visto come un vero e proprio tradimento, di chi invece in campagna elettorale si era presentato come un amico. Dei malumori pesanti, e giustificati, all'interno dello stesso ministero dell'economia avevamo già riferito da queste colonne. La situazione è ulteriormente peggiorata con i sindacati di polizia e i Cocer tutti compatti contro il governo.
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da "Italia Oggi"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ItaliaOggi ItaliaOggi -Diritto e Fisco Numero 170, pag. 31 del 18/7/2008 Autore: di Valerio Stroppa Visualizza la pagina in PDF LA MANOVRA/ Pagano (Pdl): per gli imprenditori un risparmio da 300 milioni all'anno Quote di srl cedute senza notaio In campo i professionisti contabili. E spiragli per gli avvocati La liberalizzazione sul trasferimento delle quote di srl trova spazio già nella conversione del decreto legge di manovra. Cade l'esclusiva dei notai, dunque, a favore di dottori commercialisti, ragionieri e periti commerciali. E presto, tra i soggetti legittimati all'operazione (per adesso individuati dall'art. 31, comma 2-quater, della legge n. 340/2000), potrebbero esserci anche gli avvocati. L'idea è all'attenzione della maggioranza, dopo che le commissioni bilancio e finanze della camera hanno inserito nel dl n. 112/2008 la misura sul trasferimento delle partecipazioni nelle società a responsabilità limitata, che sarà recepita nel maxi-emendamento del governo. "Siamo disponibili ad aprire anche agli avvocati", spiega Alessandro Pagano (Pdl), membro della VI commissione di Montecitorio. "La nostra filosofia è venire incontro alle esigenze del cittadino, non fare operazioni di lobby a favore di questa o di quella categoria". La norma prevede che l'atto di trasferimento delle quote, fin qui competenza del notaio (ex art. 2470 del codice civile), può essere sottoscritto con firma digitale e depositato per l'iscrizione entro 30 giorni presso il registro delle imprese dagli intermediari abilitati. In tal caso, recita l'emendamento all'art. 36 del dl di manovra, la registrazione dell'operazione nel libro soci avviene su richiesta delle parti dietro esibizione del titolo (rilasciato dallo stesso professionista) da cui risultino sia l'avvenuto trasferimento sia l'avvenuto deposito. Abbastanza particolare l'iter legislativo di questo intervento, promesso già in campagna elettorale in maniera bipartisan al Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili nell'ambito di un forum organizzato da ItaliaOggi il 12 marzo 2008. Nello spacchettare il corposo numero di norme tra dl e ddl di manovra, il governo, attraverso il sottosegretario all'economia Daniele Molgora, aveva inizialmente inserito la cessione di quote nel decreto. Iniziato l'iter alla camera, nelle commissioni la disposizione fu giudicata inammissibile, perché estranea alla materia. "Dopo una lunga battaglia dialettica", continua Pagano, colui che più di tutti ha propugnato l'inserimento dell'emendamento al dl, "siamo riusciti a convincere le commissioni, dimostrando la coerenza con un provvedimento che prevede norme in materia di perequazione tributaria". A quel punto, però, l'emendamento non poteva essere ripresentato, se non, come previsto dal regolamento della camera, a firma di un relatore (nella fattispecie Zorzato). La discussione della modifica si è svolta nella seduta straordinaria di domenica scorsa delle commissioni riunite, mentre l'approvazione è giunta nella notte tra martedì e mercoledì. "A testimoniare la bontà della misura", conclude Pagano, "c'è il fatto che, in una sessione che si è conclusa all'alba, questo emendamento è stato uno dei pochi su cui non c'è stata discussione, segno inequivocabile della volontà di maggioranza e opposizione di fare qualcosa di positivo per i cittadini". Secondo le stime circolate negli ultimi mesi, le operazioni di trasferimento di quote delle srl sono quasi 150 mila ogni anno. "Calcolando un costo medio per le spese notarili di 2 mila euro, il risparmio stimato è di 300 milioni. A ciò va aggiunto tutto il tempo che non si perde dietro alla burocrazia", conclude Pagano. "Quando l'economia va bene, gli imprenditori sono disposti a subire anche costi virtuali ed economici aggiuntivi, ma nei periodi di vacche magre come quello attuale le lamentele si fanno sempre più forti. Ed è nostro dovere rispondere alle esigenze di una vasta fetta dell'imprenditoria nazionale. Tanto che il ministro Tremonti, nel riferire alla camera sulla manovra, tra tanti esempi che poteva fare, ha citato proprio questo emendamento come elemento virtuoso verso il contribuente".
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da "Italia Oggi"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ItaliaOggi ItaliaOggi -fareambiente Numero 170, pag. 48 del 18/7/2008 Autore: Romeo La Pietra vicepresidente Fareambiente Visualizza la pagina in PDF La Sostenibilità motore di sviluppo delle infrastrutture Strade e centri abitati in un sistema integrato La regressione del nostro paese riguarda tanti e diversificati settori, dall'economia alla finanza, dalla politica al sociale. Tra i principali fattori di tale andamento negativo vi è innanzitutto l'evidente gap energetico che separa l'Italia dalle nazioni più avanzate tecnologicamente. Altro elemento di rallentamento del Bel paese, l'arretratezza del sistema delle infrastrutture per il trasporto di merci e persone. Si tratta di ritardi atavici, che risalgono a scelte strategiche e strutturali sbagliate, e sulle quali ha pesato in maniera determinante la politica del no a priori che ha caratterizzato un integralismo ambientalista del passato e che ha finito per frenare in definitiva lo sviluppo economico italiano. Sono tanti gli esempi che possiamo citare di opere cruciali per l'ammodernamento di assi e nodi infrastrutturali di trasporto che sono partite con decenni di ritardo o che, addirittura, attendono ancora di essere definite sia da un punto di vista progettuale sia per quanto concerne i tempi di realizzazione: il Valico, il passante di Mestre, la Tav e le discussioni infinite, il dibattito sul corridoio 5, e ancora il Ponte sullo Stretto di Messina, soltanto per citare i casi più eclatanti. Insomma, il danno in questi anni per l'intera collettività è stato davvero enorme. Tant'è vero che attualmente ci ritroviamo con una dotazione infrastrutturale logora e inadeguata, con il forte il rischio di essere tagliati fuori dai corridoi paneuropei, e quindi dalla competitività internazionale. La tecnologia non può essere arrestata aprioristicamente e facendo scudo con l'ideologia. Basti pensare che le merci per arrivare dalla Cina all'Europa via mare impiegano tre settimane, mentre in treno ci impiegano una sola settimana. A tal proposito, già si sta pensando all'asse Berlino-Pechino. La domanda sorge spontanea: l'Italia sarà ancora una volta messa ai margini di progetti così importanti per il futuro economico, politico e finanziario internazionale? Stiamo giocando col fuoco, tra l'altro in un momento di scarse risorse finanziarie, con il devastante caro prezzi delle materie prime, petrolio in testa. In Italia è necessaria una rivisitazione sostanziale della politica infrastrutturale: solo il 2% del reddito nazionale è destinato alle infrastrutture, mentre la media europea è del 3%. Aumenta così, e non potrebbe essere altrimenti, il gap che ci distanzia dall'Europa e dal mondo. A tutto ciò si deve aggiungere il peso elefantiaco della burocrazia, che ci mette 6 anni a rendere cantierizzabile un'opera al di sotto dei 50 milioni di euro e 8 sopra. Un primo segnale positivo potrebbe essere l'intendimento del ministro Altero Matteoli, che vorrebbe recuperare finanziamenti per le opere infrastrutturali dai privati. Certo, i propositi sono buoni, ma in questo momento non vi sono certezze di poter attirare appetibili investimenti da parte dei privati con le attuali norme di project financing. Oggi, invece, investitori e mondo dell'imprenditoria richiedono a gran voce la certezza, soprattutto in ambito normativo, con regole chiare e ben definite per tutti. Eppure qualcosa si sta muovendo, i tempi paiono maturi per dare il là a una nuova stagione, oserei dire culturale, per il nostro paese, una stagione "del fare". L'obiettivo sarà quello di armonizzare due esigenze fondamentali, vale a dire lo sviluppo economico e infrastrutturale con la tutela della compatibilità ambientale. La politica di sostenibilità dell'ambiente deve diventare l'elemento centrale da cui far partire lo sviluppo infrastrutturale. I grandi assi infrastrutturali non vanno unicamente interpretati in termini di trasporto di merci e passeggeri (ottica che rischia di marginalizzare il ruolo dei territori attraversati), ma hanno la necessità di essere inseriti in una prospettiva di sostenibilità ambientale, in modo da diventare vere e proprie risorse del territorio. Queste cosiddette "armature infrastrutturali" saranno arricchite, facendo il caso più emblematico, quello delle autostrade, da vari svincoli e nodi logistici con fasci stradali di utilità prettamente locale, ma estendendo interventi anche sulle città e sui centri che costituiscono il fulcro del territorio per uno sviluppo ecocompatibile. In altre parole occorre valutare la grande arteria come parte di un sistema integrato del territorio attraversato su cui intervenire globalmente in un'ottica di unitarietà da cui soltanto può partire sviluppo economico e sostenibilità ambientale Ecco perché sarà importante superare la congestione delle infrastrutture, in particolare stradale, avanzando verso un'ottica che consenta un'integrazione armonica ed equilibrata del territorio, nella convinzione che solo con un coinvolgimento dello stesso si potrà avviare un processo virtuoso in grado di attuare uno sviluppo che sappia coniugare compatibilità e sostenibilità ambientale, a stretto contatto con il territorio.
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da "Repubblica, La"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina VI - Roma "Saldi in rosso, scenario di guerra" Sos di Confcommercio. Zingaretti e Alemanno: "Alt agli shopping center" Pambianchi: "Calo dei consumi" Mondello: "Più privati nelle municipalizzate" LAURA SERLONI Consumi calo, anche per i beni di prima necessità. Vendite nel periodo dei saldi che si attestano a meno 15 per cento. Diminuzione dei profitti per oltre il 65 per cento delle aziende commerciali. Chiusura di tremila attività. E solo nella Capitale nel mese di giugno l'inflazione ha fatto registrare una crescita dello 0,3 per cento. è una situazione allarmante quella che emerge dai dati forniti da Confcommercio nel corso dell'assemblea annuale dell'associazione. Una crisi accentuata dal lievitare dei costi delle materie prime e da famiglie sempre più povere che non riescono a far quadrare il bilancio alla fine del mese. "Il calo dei consumi è l'ultimo livello di una patologia del sistema produttivo - spiega Cesare Pambianchi, presidente di Confcommercio Roma - che si manifesta con il calo dell'occupazione e una frenata del tasso di natalità delle aziende. è n vero e proprio scenario di guerra per il sistema economico capitolino". E sottolinea: "Sono provvedimenti importanti quelli della detassazione del lavoro straordinario e dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Rappresentano una boccata d'ossigeno sul versante dei consumi, ma per rilanciare la competitività delle imprese la leva fiscale è decisiva". Una congiuntura negativa che può essere affrontata, secondo Confcommercio, con la repressione del commercio abusivo che "in pochi anni ha causato un vero e proprio stravolgimento nella vita civile della capitale", continua Pambianchi che chiede regole precise e da far rispettare a tutti. E attraverso un'attenta revisione del Piano Regolatore che "ha portato al proliferare indistinto e caotico di attività commerciali". Ma non solo. "Pesano come una spada di Damocle i ritardi infrastrutturali sulla capacità di sviluppo della città", commenta il presidente. Un'osservazione che si sposa con le priorità annunciate da Andrea Mondello, presidente della Camera di Commercio di Roma: "Il miglioramento e la crescita passano per migliori infrastrutture che non sono né di destra né di sinistra". Poi chiede di aumentare la presenza dei privati nelle aziende municipalizzate. Le risposte arrivano dal presidente della Provincia, Nicola Zingaretti e dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno. In sintonia dicono no alla proliferazione selvaggia dei centri commerciali e sì a siglare al più presto il "patto per Roma". "Basta alla caduta selvaggia dei centri commerciali sul territorio - dice Zingaretti - Per pianificare le attività nei vari territori faremo riferimento al nuovo Piano territoriale della Provincia di Roma". La crescita dell'hinterland romano passa anche attraverso la lotta ai localismi e alla burocrazia. "Punteremo alla valorizzazione dei borghi e dei comuni, a realizzare le infrastrutture materiali con i dieci corridoi della mobilità e immateriali portando la banda larga su tutto il territorio". Lotta al degrado e più sicurezza, i capisaldi del sindaco che annuncia: "Martedì firmeremo il "patto per Roma". Si schiera, poi, in difesa dei commercianti. "In questi anni si è sempre cercato in questa categoria il capro espiatorio come se loro fossero i responsabili dell'aumento dei prezzi. Bisogna respingere questa demonizzazione e ognuno spinga in avanti chi rispetta le regole e isoli chi non lo fa".
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da "Nuova Sardegna, La"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Cagliari Marganai, salta la rassegna Cavilli burocratici e ritardi impediscono l'evento IGLESIAS. Doveva essere una rassegna particolare, per il luogo, i protagonisti e la stessa caratteristica dell'evento. E invece, per colpa di ingiustificati ritardi e cavilli burocratici, la rassegna promossa dalla Coop san Lorenzo è saltata, con grave disappunto di chi ieri aveva deciso di essere presente nella rotonda di San Benedetto. Altro che "ecologia della mente", è successo proprio il contrario. IGLESIAS. Lo stupore di Giuseppe Madeddu, presidente della Coop San Lorenzo è evidente. Forse gli eventi del Motorshow hanno reso ancora più fiscali i componenti della commissione del pubblico spettacolo, ma come spesso accade il limite tra rigore e ridicolo è sottile. "La rassegna cinematografica San Benedetto 2008 "Verso un'ecologia della mente" a tre ore di distanza dalla prima proiezione del 16 luglio viene annullata perché la Commissione ha negato l'autorizzazione all'evento. La rassegna cinematografica avrebbe coinvolto l'ambito della salute mentale non solo per quell'esperienza che sarà la gestione delle strutture del Marganai-Linasia me per l'occasione di stare insieme a dimostrare che la sofferenza mentale non separa gli uomini, non discrimina le persone, ma la arricchisce. I verbali della Commissione convocata due giorni prima, hanno negato il consenso per difetti formali dei documenti presentati e non sostanziali in merito alla sicurezza. Estrema rigidità ed estrema forma che non hanno mostrato alcuna sensibilità alle caratteristiche dell'evento ai suoi contenuti. Né altrettanto sostegno è venuto da parte del sindaco che non ha difeso la rassegna permettendo che ancora una volta la discriminazione verso i sofferenti mentali trovasse altri responsabili. Nessuna responsabilità, nessuna valutazione - continua la nota di Madeddu - del valore sociale e dell'impegno profuso per la sua realizzazione. Solo certezze per la sicurezza personale di alcuni componenti della commissione che forse poteva autoconvocarsi nella piazza della Rotonda di San Benedetto, verificare ogni aspetto e valutare meglio bocciare la rassegna alcuna alternativa. La Cooperativa San Lorenzo aveva spedito la sua proposta della rassegna al comune di Iglesias il giorno 8 aprile 2008 e solo due giorni prima del 16 luglio, data della prima proiezione, è stata convocata la Commissione di pubblico spettacolo impedendo così che si potesse perfezionare la documentazione per mancanza di tempo. A nulla è servita la conferenza stampa congiunta con l'amministrazione comunale se non per gonfiare un'altra bolla di sapone che ha creato altra delusione tra i cittadini e per le aspettative da quella parte e immacolata che per una volta si era organizzata diventando protagonista. è stato creato un gravissimo danno che va ben oltre il danno economico. La delusione lascerà un ricordo negativo profondo in tutti coloro che hanno creduto in questa rassegna. La piazza della Rotonda di San Benedetto alle 21 di mercoledì era colma di persone che commentavano negativamente l'accaduto. Ma erano assenti i vari protagonisti della serata respinti dalla burocrazia in quella "riserva speciale" nella quale vengono costretti". Secondo fonti comunali il mancato via libera riguardava l'assenza di un certificato alla sicurezza rilasciato dai vigili del fuoco e non da altri soggetti. Elemento importante, ma non si poteva comunicarlo per tempo, visto che la domanda è stata presentata l'8 aprile ma i documenti sono stati chiesti solo il 14 luglio, evitando brutte figure, beffe e patrocinii da medaglietta?(g.cen.).
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da "Tirreno, Il"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Viareggio "Notti bianche ogni venerdì" Richiesta anti-crisi dei locali della Darsena a Cinquini Oggi incontro decisivo fra gli esercenti e l'assessore Da risolvere il problema del mancato introito per la Mover VIAREGGIO. Feste sul Vialone, in Darsena, tutti i venerdì fino all'alba e fino a che agosto non lascerà il posto a settembre. è la proposta che hanno avanzato i locali all'assessore al turismo, Pierluigi Cinquini. Stamattina alle 9,30 l'incontro che dovrebbe essere decisivo, ma Cinquini mette le mani avanti: "Ho fatto il sopralluogo con la polizia municipale e ci sono alcune questioni tecniche che vanno risolte, a cominciare dal fatto che andranno chiuse tutte le stradine d'accesso al viale". Inoltre, problema non da poco, perché le "notti bianche" sul Vialone riescano sarà necessario fare a meno dei parcheggi lato stabilimenti balneari. La Mover ci va a rimettere il guadagno serale e, dunque, spiega Cinquini "qualcuno dovrà pur pagare Mover, visto che non può certo farlo il Comune". La decisione di autorizzare le "notti bianche" non passerà dalla giunta, ma dagli uffici competenti: "Per parità con il Croda", spiega Cinquini. I gestori, da parte loro, vorrebbero anticipare il "numero zero" delle feste sul Vialone all'ultimo venerdì di luglio. "Almeno - dicono - finalmente avremo anche noi qualcosa da pubblicizzare per portare la gente in Darsena". I gestori puntano sulle "notti bianche" in strada per blindare i venerdì agostani e per fare da traino a un settembre tradizionalmente magro. Giugno e luglio sono andati male, il grido di dolore è unanime. Pochi giovani nelle notti sul Vialone in Darsena. Anzi, negli ultimi anni così pochi non si erano mai visti. Le polemiche con il Croda c'entrano fino a un certo punto, dato che riguardano i weekend. Il sabato, che ormai è diventato vera e propria bombola d'ossigeno per i locali, "la Darsena la riempiamo da noi, non c'è bisogno del Croda", spiega il titolare del Macondo, Tony Tonini. Però durante la settimana il Vialone è praticamente deserto. E' una crisi profonda, che parte dalla gestione del turismo e dalla capacità di saper vendere il pacchetto "locali della Darsena". "In altri Comuni - attacca Tonini - c'è meno burocrazia, per organizzare una festa o un evento il procedimento è più veloce. Per riportare la gente in Darsena abbiamo bisogno di buone iniziative, coordinamento tra noi gestori e più ricettività da parte dell'amministrazione comunale". "Ogni generazione - spiega Alessio Quagli, proprietario del Carpe Diem - bisogna saperla intercettare. Da altre parti, per esempio a Lido, hanno saputo difendersi meglio, lavorare in modo più coordinato, creare cose nuove. Qui sono mancate iniziative per i giovani, si è investito poco nel turismo. E il cliente a cui si offrono sempre le solite cose finisce per anestetizzarsi". Alessandro Cesarini.
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da "Secolo XIX, Il"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Bruxelles scrive a Berlusconi: "Dubbi sull'assegnazione delle aree Ilva a Spinelli" Genova. Il governo italiano deve fare luce sull'anomalia delle ex aree Ilva di Cornigliano. Deve capire, e informare al più presto le autorità comunitarie, perché a un soggetto privato, Aldo Spinelli, sia stato concesso il diritto di occupare "senza alcuna pubblicità e messa in concorrenza" una superficie demaniale pertinente al più importante porto italiano, "impedendo così ad altri imprenditori comunitari potenzialmente interessati di manifestarsi e, se del caso, esercitare il diritto di stabilimento". Sono quindici le righe dattiloscritte che Fotis Karamitsos riserva al "caso Genova". In una lettera inviata a fine maggio alla rappresentanza italiana a Bruxelles, e recapitata nei giorni scorsi al premier Silvio Berlusconi, il numero uno della direzione generale trasporti della Commissione europea chiede alle autorità italiane di verificare se corrisponda al vero il fatto che "alcune aree del porto di Genova, già demaniali, siano state attribuite in uso a una società privata per lo svolgimento di attività portuali senza alcuna pubblicità e messa in concorrenza". Se, in altre parole, il Gruppo Spinelli abbia usufruito di una "corsia preferenziale" per sbarcare a Cornigliano. Sbarrando la strada ai potenziali concorrenti. "La Commissione - ricorda Karamitsos in quella che, a tutti gli effetti, è considerata una minaccia di apertura di procedura di infrazione a carico dell'Italia - ha recentemente sottolineato, nella Comunicazione sulla politica portuale del 17 ottobre 2007, che incombe agli Stati membri un obbligo di trasparenza in occasione dell'affidamento a terzi di terreni portuali destinati alla movimentazione di merci". Trasparenza che, nel caso delle ex aree Ilva, non ci sarebbe stata. "Ma quale procedura regolare, sappiamo tutti come funzionano le cose a Genova", è il commento di un altro imprenditore, Gianni Scerni, da due anni anni impegnato in una battaglia legale per "ristabilire le regole a Cornigliano". "Quale altra città al mondo consegnerebbe una parte così pregiata del suo porto a un imprenditore senza una gara pubblica? Mi fa piacere che la Commissione abbia usato la parola "trasparenza". Quella, dalle nostre parti, non si è mai vista. Cambiano i nomi, restano gli oligopoli. Una volta c'erano i camalli, oggi ci sono altri personaggi. Ma la sostanza è la stessa. Il caso di Spinelli, poi, è clamoroso. Non solo è riuscito a ottenere una seconda concessione in porto, cosa vietata dalla legge 84/94, ma per farlo non ha neppure dovuto vincere una gara". Per Francesco Munari, legale di Scerni e artefice del ricorso a Bruxelles, "la Commissione è intervenuta per un banale motivo: perché non è prigioniera di bizantinismi come lo è, invece, la nostra burocrazia. Cosa potrà cambiare adesso? Beh, quello di Karamitsos è un avvertimento molto chiaro: o il governo italiano fornirà una spiegazione plausibile sul caso Cornigliano, e francamente mi sembra molto difficile che possa farlo, oppure Bruxelles sarà costretta ad aprire una procedura contro il nostro Paese. Per l'Italia, e per il porto di Genova in particolare, non sarebbe certo un fatto positivo". I tempi, quelli dovrebbero essere rapidi. "Pochi mesi", azzarda Munari. "Oltretutto, in questi casi gli Stati membri possono occuparsi in prima persona dell'anomalia denunciata dalla Commissione. Cosa che, a ben vedere, dovrebbe convenire a tutti. Ma mi sia permesso di dire che questa vicenda dovrebbe fare riflettere anche le istituzioni genovesi, soprattutto quelle di recente nomina. Perché certi errori del passato, forse sarà il caso di non commetterli più in futuro". Certezze che sembra non avere Aldo Spinelli, raggiunto telefonicamente a Roma dal Secolo XIX: "Una lettera di Karamitsos sulle aree di Cornigliano? Non ne so nulla, me lo state dicendo voi. Strano, perché proprio ieri ero a Palazzo Chigi... Comunque sono sereno, non ho problemi, se quell'accordo è stato firmato da Regione, Provincia e Comune un fondamento lo avrà avuto, o no?". il 23 giugno 2006 quando la Spa Cornigliano (presidente Giuseppe Pericu), con il via libera dei tre enti locali,consegna una parte delle ex aree Ilva al Gruppo Spinelli, il quale, da parte sua, si impegna al pagamento di 3 euro a metro quadrato all'anno. Cifra considerata da molti irrisoria. "Chiacchiere dei soliti meschini, mi perdoni il termine", sbotta Spinelli. "Quello è stato il peggiore affare della mia vita, altro che favore da amici. Lo sanno tutti che per trasferirmi a Cornigliano ho rinunciato alla collina degli Erzelli". Dietro lauto indennizzo, però: trentacinque milioni di euro non sono certo briciole. "Ripeto: agli Erzelli ci sarei rimasto per tre generazioni. Mi sono sacrificato per i giovani della mia città, per dare un futuro a quei laureati che, grazie al mio gesto, un giorno potranno lavorare a Genova, nel polo della tecnologia che sarà costruito su quella che era la mia collina, senza dover emigrare a Londra. Tornassi indietro, non so se lo rifarei. Sono amareggiato: lo vede anche lei quanta cattiveria c'è, quanta invidia... Invece di lavorare tutti insieme, qui continuiamo a farci del male. Per cosa, poi? Dei 100.000 metri previsti dall'accordo, oggi ne occupo a malapena 40.000. E il contratto di concessione, in ogni caso, andrà in scadenza nel 2010, in pratica dopodomani". Già. Ma il monito della Commissione europea? "Sciocchezze. Malignità. In questo porto si vive di ricorsi, di piccole ripicche, è così da anni. Ma io vado avanti per la mia strada, non mi spaventa nessuno. E poi, sinceramente, non credo che il governo metterà in discussione la mia presenza a Cornigliano. Non lo credo davvero". francesco ferrari francesco.ferrari@ilsecoloxix.it 18/07/2008 IL DOCUMENTO 18/07/2008 ' 18/07/2008 i sospettidell'unioneRisulta che alcune aree del porto siano state attribuite a un privato senza pubblicità fotis karamitsosdirettore Dg Trasporti 18/07/2008 "Io privilegiato? In realtà l'affare Erzelli è stato il peggiore della mia vita. Se ho scelto di trasferirmi a Cornigliano è stato per dare un futuro ai laureati della mia città" 18/07/2008 "Quale altra città al mondo consegnerebbe una parte così pregiata del suo porto a un imprenditore senza una gara pubblica?" 18/07/2008 ALDO SPINELLI 18/07/2008 "SONO SERENO" 18/07/2008 GIANNI SCERNI 18/07/2008 "GIUSTO RICHIAMO" 18/07/2008.
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da "Adige, L'"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia BORGO - La bozza di statuto della Comunità di valle "Valsugana e Tesino" esce claudicante dalla conferenza dei sindaci convocata ieri pomeriggio a Palazzo Ceschi e approderà nei prossimi giorni ai ventuno consigli comunali BORGO - La bozza di statuto della Comunità di valle "Valsugana e Tesino" esce claudicante dalla conferenza dei sindaci convocata ieri pomeriggio a Palazzo Ceschi e approderà nei prossimi giorni ai ventuno consigli comunali. Ma se il buongiorno si vede dal mattino ne vedremo delle belle. Molti i delegati e pochi i sindaci presenti, quasi a prendere le distanze da una "creatura" che sta facendo perdere il sonno a molti primi cittadini. Prova ne è l'astensione nel voto finale di Bruno Perozzo (Castelnuovo), Ruggero Felicetti (Ospedaletto) e Fulvio Ropelato (Scurelle). Nonostante i mesi spesi dal gruppo di lavoro comprensoriale per arrivare a un documento condiviso, la bozza di statuto non supera insomma indenne il debutto nella conferenza dei primi cittadini. Le modifiche richieste, e adottate, tendono ancora una volta a rafforzare il ruolo dei Comuni nella già blindatissima carta istitutiva della comunità. Nelle decisioni in cui è richiesto il parere dei consigli comunali la maggioranza necessaria passa da undici a quattordici municipalità su ventuno e, soprattutto, la definizione dei cosiddetti "ambiti territoriali ottimali" per la gestione dei servizi, prerogativa della Provincia, viene inserita fra le competenze dell'assemblea, che dovrebbe poi concertare una decisione finale con Trento. Si tratta di una interpretazione un po' "tirata" che serve a dissipare le paure di chi, come il sindaco di Scurelle Ropelato, vede a rischio scippo le gestioni associate per gli acquedotti. Perozzo, da sempre più che perplesso sulla riforma, torna a criticarla: "A fronte delle rassicurazioni rimango convinto che allo stato attuale le comunità di valle non aiuteranno il cittadino ma lo graveranno di ulteriore burocrazia e non è serio tentare di convincere oggi che una riforma di questo genere possa concretizzarsi senza costi". Dubbi anche sulla composizione dell'assemblea (Ropelato), che con i listoni sovracomunali non garantirà come oggi la rappresentanza equilibrata di tutti i municipi. Ci sono resistenze, insomma, sono piuttosto forti e minacciano di estendersi ai consigli comunali. Intanto il presidente Flavio Pacher fa professione di ottimismo e auspica il passaggio consiliare entro settembre, in modo tale da arrivare alla nascita della comunità entro la fine dell'anno. Anche perché la Provincia, è stato detto, sarebbe pronta a mettere sul piatto un premio di 50mila euro per i nuovi enti che vedranno la luce entro questo termine. A. Pe. 18/07/2008.
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da "Nazione, La (Umbria)"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CRONACHE pag. 15 La Scientifica nella casa del delitto Scoperte tracce importanti PROSTITUTA STRANGOLATA IL SOPRALLUOGO ? PERUGIA ? TRACCE ritenute interessanti dagli investigatori e sulle quali saranno ora compiuti i necessari accertamenti, sono state trovate nel corso del nuovo sopralluogo della polizia scientifica - in particolare della squadra "Ert", gli Esperti della ricerca tracce - svolto ieri nell'appartamento di Madonna Alta (nella foto) dove Ana Maria Temneanu, rumena di 20 anni, fu strangolata la notte tra il 5 e il 6 luglio. Il sopralluogo era cominciato l'altro ieri pomeriggio, ed è ripreso ieri mattina, proseguendo fino al tardo pomeriggio. Dopo i primi accertamenti di mercoledì, si è infatti reso opportuno eseguire un ulteriore tipo di analisi, rispetto a quelle inizialmente programmate in un briefing fra la squadra mobile della questura di Perugia, che sta indagando sull'omicidio, e la scientifica. Il sopralluogo ha quindi avuto un esito positivo, portando alla scoperta di tracce ritenute interessanti. Sotto il profilo investigativo questi elementi dovranno ora essere sviluppati per valutare la loro effettiva utilità alle indagini. Le stazne prese in esame, in particolare, sono state la camera da letto e la cucina. Proprio in questi due posti è stata posta la massima attenzione. La salma di Ana Maria intanto dovrebbe essere rilasciata alla madre (che è a Perugia dal giorno dopo il delitto della figlia) nelle prossime ore. Forse tra oggi e domani. Qualche dubbio però resta ancora, visto che la burocrazia in casi come questo è piuttosto complessa. Gli interessi della famiglia sono seguiti dall'avvocato Valter Biscotti che tiene costantemente informata la madre su quello che sta accadendo. Lo stesso legale ha anche nominato due consulenti che hanno seguito passo a passo gli esami eseguti dalla polizia Scientifica nei giorni scorsi.
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da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Economia Pagina 210 Edilizia. Confindustria, Api sarda e Lega delle cooperative chiedono alla Giunta Soru norme urbanistiche più snelle "Subito una legge sblocca-cantieri" Edilizia.. Confindustria, Api sarda e Lega delle cooperative chiedono alla Giunta Soru norme urbanistiche più snelle Incertezze su beni identitari: concessioni in calo del 50% --> Incertezze su beni identitari: concessioni in calo del 50% Le imprese edili della Sardegna lanciano l'allarme sul blocco dei cantieri imposto dalle norme urbanistiche. Un intervento urgente, una leggina di due o tre articoli al massimo che permetta alle imprese edili di riprendere a lavorare. La richiesta arriva dalle associazioni imprenditoriali: una santa alleanza tra Confindustria, Api sarda e Lega delle cooperative per risollevare le sorti di un settore che naviga in una crisi sempre più pesante. Lo dicono i numeri e le imprese individuano le cause di questa situazione nel caos normativo che investe l'urbanistica in Sardegna dopo l'arrivo del piano paesaggistico. Soltanto a Cagliari, secondo le cifre fornite ieri mattina dalle tre organizzazioni imprenditoriali, sono più di ottanta i cantieri bloccati, mentre le concessioni edilizie in tutta l'isola sono scese del 30% nel 2007 rispetto al 2006. Per l'anno in corso, infine, si stima una riduzione del 50% delle autorizzazioni. L'incertezza, dicono le associazioni, rallenta il rilascio delle autorizzazioni da parte degli uffici comunali e "se questo non bastasse, poi arriva anche il blocco dei lavori, quando il cantiere è aperto". LA LEGGINA La situazione precipita. Da qui la richiesta di una "legge urgente sblocca-cantieri che introduca certezze adeguate nell'individuazione dei beni paesaggistici e nella perimetrazione dei centri storici", ha spiegato Gianni Biggio, presidente di Confindustria. Nella norma basterebbero due articoli, il 32 e 32 bis, già contenuti nel disegno di legge urbanistica, che delineano "questi fantomatici beni identitari e paesaggistici", ha spiegato Maurizio De Pascale numero uno dell'Ance, l'associazione dei costruttori edili di Confindustria. "Lunedì scorso, in occasione della nostra assemblea dell'associazione di Cagliari, abbiamo consegnato al presidente della Regione Renato Soru una proposta stralcio di appena tre articoli", ha precisato. Ora, le aziende chiedono che venga discussa in consiglio regionale prima della pausa estiva. Permetterebbe, in qualche modo, di definire meglio cosa si intende per beni identitari, oltre che per delimitare il perimetro dei centri storici, garantendo certezza del diritto alle imprese. questo che serve, spiegano le tre associazioni imprenditoriali. "Una volta approvata la leggina", ha aggiunto Giovanni Gavassino, da meno di un mese numero uno di Api sarda, "ci si può sedere con calma a discutere e a quel punto noi garantiamo la nostra disponibilità a discutere della legge urbanistica". LA NORMA Le proposte delle tre associazioni, tuttavia, non si fermano alla legge stralcio. Questa è la priorità, ma poi si va oltre. E le richieste sono pressanti: si chiede anche uno snellimento burocratico, maggiore autonomia ai Comuni e una limitazione del potere affidato dalla norma alla Giunta regionale in termini di pianificazione territoriale. Confindustria, Legacoop e Api sarda denunciano che il disegno di legge "pregiudica gravemente la certezza del diritto", poiché gli strumenti del Documento di pianificazione territoriale e le direttive regionali possono determinare "la decadenza di tutte le norme incompatibili dei Piani urbanistici e dei Piani attuativi". Inoltre, il disegno di legge prevede aggravi procedurali e burocratici: ogni intervento avrà infatti necessità di tre autorizzazioni. Non solo. Per qualsiasi intervento sarà necessario chiedere l'approvazione di un piano attuativo. E tutto sarà concentrato "nelle mani della Regione", mentre sarà compressa "l'autonomia dei Comuni" e relegata a "un ruolo marginale la Provincia", attribuendo "alla Giunta regionale, per "motivi ambientali", decisioni che incidono direttamente sulle scelte effettuate dall'ente locale". Infine, le associazioni mettono anche in evidenza che la normativa approvata con il disegno di legge "attribuisce e concentra nella Giunta regionale un potere illimitato di inibizione o sospensione degli interventi su aree pubbliche e private, anche se consentite dagli strumenti urbanistici vigenti". Questo potrebbe pregiudicare non solo gli investimenti ma anche l'occupazione in un settore, come quello dell'edilizia, che rappresenta una quota consistente dell'economia sarda. LE RICHIESTE Le associazioni, dunque, bocciano il disegno di legge e rivolgono "un appello a tutte le forze politiche del Consiglio regionale" per un provvedimento che sia frutto di una concertazione vera con le forze sociali, ha spiegato Antonio Carta, numero uno di Legacoop. E il presidente del settore edile dell'organizzazione cooperativa, Giuseppe Corso, ha voluto rimarcare il fatto che il blocco dell'edilizia avviato con il piano paesaggistico finisce per ridurre i volumi realizzati, "mentre grandi risorse finiscono per passare dal settore industriale a quello della rendita parassitaria sugli immobili già esistenti". E anche il costo delle aree viene "appesantito dalla burocrazia che incide sull'attività delle imprese, finendo per scaricarsi sul prezzo finale per i cittadini". GIUSEPPE DEIANA.
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia PRIMO PIANO FIRENZE pag. 5 Facoltà di Agraria allo Stato La Fortezza è tutta fiorentina L'Università dalle Cascine a Sesto, trasloco da 92 milioni di SANDRO BENNUCCI FIRENZE FIERA: ecco tre notizie di giornata. La prima riguarda il grande scambio immobiliare, ossia la firma dell'accordo fra il Demanio da una parte e Regione, Provincia e Comune di Firenze dall'altra. Diventa statale la Facoltà di agraria delle Cascine, con gli undici edifici di Piazzale del Re, dove andrà il comando della Guardia di Finanza. L'Università si trasferirà nell'ex caserma Quarleri di Sesto Fiorentino che verrà ristrutturata con 92 milioni di euro. Contemporaneamente, la Fortezza diventa definitivamente di proprietà del Comune (circa il 48%), della Provincia (circa il 35%, ma avrà anche il complesso di Sant'Orsola) e della Regione (10-15% circa). In parole più semplici significa che la Fortezza potrà essere recuperata e valorizzata a uso esclusivo di Firenze Fiera. Che ? e questa è la seconda notizia ? pagherà un canone ridotto: 500 mila euro l'anno, pari al 10% del canone di mercato. Il risparmio sarà di 4 milioni e 500 mila euro l'anno che moltiplicato per i trent'anni della concessione, raggiunge i 135 milioni di euro. Tutti soldi che potranno essere investiti per il rilancio, tanto atteso ma finora sempre ritardato, del polo fieristico. Un "polo" che, eccoci alla terza novità di ieri, cambierà profondamente guida e assetto dirigenziale. La Regione ha nominato suo nuovo rappresentante nel consiglio d'amministrazione l'avvocato Carlo Bossi, preferito all'altra candidata, Alessandra Caini. Bossi, già revisore dei conti oltre che consigliere comunale del Pd (risultò primo dei non eletti nel 2005, poi ha preso il seggio dello scomparso Meme Auzzi) è destinato a diventare presidente al posto del dimissionario Roberto Negrini. Cambierà invece veste l'attuale amministratore delegato, Alberto Bruschini: diventerà direttore. Il consiglio d'amministrazione, come aveva deciso da tempo la Regione, dimagrirà molto: da 17 a 7 componenti. Praticamente tutti esponenti delle maggioranze di centrosinistra almeno per quanto riguarda i rappresentanti di Regione, Provincia e Comune. Poi ci saranno le due nomine delle Camere di commercio di Firenze e Prato e i due componenti privati. Con poche poltrone, all'opposizione di centrodestra toccherà poco o nulla. Quindi addio confronto interno. E tutto questo servirà a trasformare Firenze Fiera in quella "macchina da guerra" capace di rilanciare l'immagine di Firenze in un momento economico particolarmente critico? Fino a oggi, tutti i tentativi hanno avuto scarsissimo successo. Il deficit del polo fieristico ha toccato vette inimmaginabili ed è stato ripianato attraverso generosi finanziamenti regionali. Cioè a carico del contribuente che, dal 2007 si è visto aumentare sostanziosamente perfino il bollo auto. E ora? Firenze Fiera resta una scommessa. Bisognerà vedere se l'ennesima rivoluzione, insieme alla piena proprietà della Fortezza, riuscirà a mettere il polo espositivo in condizioni di reggere il mercato delle fiere e dei congressi, oggi monopolizzato dai giganti di Milano, Roma, Bologna, Rimini. Previsioni? Difficili. Semmai un augurio: che dopo il dominio passivo e grigio della burocrazia arrivi la vera rivoluzione, ossia un'idea vincente. Per dimostrare che il "genio fiorentino" non è solo lo slogan di una pomposa rassegna annuale.
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da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Provincia di Nuoro Pagina 5031 Orosei. Coordinatore di un centro di formazione professionale aspetta 14 mila euro Minaccia di darsi fuoco in Regione Orosei.. Coordinatore di un centro di formazione professionale aspetta 14 mila euro Clamorosa protesta di Martino Corimbi ieri sera a Cagliari --> Clamorosa protesta di Martino Corimbi ieri sera a Cagliari Il protagonista, coordinatore di un ente sciolto dalla riforma, è molto noto come studioso del canto tradizionale e contra del tenores di Orosei. Dopo la riforma della formazione il suo ente è stato sciolto. In tasca un accendino, nel cuore la disperazione più totale. Che da Orosei lo ha portato a Cagliari nell'androne dell'assessorato del Lavoro a un passo da piazza Giovanni XXIII, a minacciare di mettere in atto le sue estreme intenzioni: "Se non mi danno ciò che mi spetta oggi mi do fuoco". Martino Corimbi, 53 anni, insegnante della formazione professionale, molto noto nel campo del canto tradizionale a Orosei e in tutta la Sardegna, comunque, non avrebbe mai compiuto quel gesto. "Voglio solo i miei soldi, ora, non sono certo un folle". Si è presentato alle 9.30 in assessorato, è stato ricevuto negli uffici della direzione ma la risposta non gli è sembrata esaustiva. E così ha atteso per l'intera giornata. " la sesta volta che vengo a Cagliari per questo motivo e mi sono stufato di sentirmi dare le stesse risposte dai funzionari". Nel pomeriggio, ad alcune persone che ha incrociato nel palazzo, ha detto che era pronto a tutto, pur di avere il suo denaro. Ovvero "quello che mi spetta dopo la mobilità presso il Centro regionale di formazione a Nuoro - racconta - scattata nel mese di gennaio in seguito all'abolizione degli enti privati". Quando buona parte degli uffici è ormai chiusa, intorno alle 19, lui è ancora nell'atrio, che aspetta. "Ebbene, mi spettano 14 mila euro per il 2008 e ancora non ho visto nulla, l'unico tra tutti i colleghi. Non mi muoverò finché non avrò visto i soldi. A costo di trascorre la notte qua dentro. Non parlo nemmeno del 2007, di vicende pregresse che sono in mano agli avvocati". Difende il suo percorso professionale, Corimbi: "Lavoro da trent'anni nel campo della formazione e sono coordinatore di centro, ho una laurea in lingue. Lavoravo all'Iriapa che si occupa di piccola e media impresa ma con la legge 42 tutto è cambiato. Oggi che faccio? Vado al Centro e resto buttato lì come fossi un cadavere, senza fare nulla. Tutti sono in questa situazione". Entra nei particolari, facendo cenno a "difficoltà economiche dell'ente, visto che Equitalia sta bloccando le entrate dell'Iriapa da parte della Regione". E ancora: "L'assessore Congera ha fatto tutto quello era politicamente possibile. Il problema è la burocrazia e basterebbe una telefonata". Il direttore generale dell'assessorato Giovanni Carta spiega che è giunta a compimento "la liquidazione delle somme spettanti da parte nostra. Abbiamo contattato l'Iriapa, che appena riceverà i soldi provvederà al pagamento. una questione di tempi tecnici in banca della tesoreria". MARIANGELA LAMPIS.
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da "marketpress.info"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 18 Luglio 2008 TURISMO, LA GIUNTA DELLA CAMPANIA APPROVA LE MODIFICHE AL DISEGNO DI LEGGE La Giunta regionale della Campania ha approvato, l' 11 luglio su proposta dell'assessore al Turismo ed ai Beni culturali Claudio Velardi, un provvedimento contenente modifiche ed integrazioni al disegno di legge regionale sul turismo. Sono tre le idee guida del progetto: concepire il sistema turistico regionale come sistema di imprese; semplificare la governance del sistema attraverso la riduzione del ruolo della politica e della burocrazia; dare qualità al turismo campano migliorando servizi e professionalità, e programmando l'offerta. Per affrontare le sfide di un mercato turistico globale e competitivo il progetto prevede il massimo coinvolgimento e protagonismo dei privati: le imprese turistiche sono considerate come il motore dell'economia turistica campana. Il ruolo dell'imprenditoria è rafforzato attraverso interventi che premiano la qualità e l'innovazione. Si istituisce, inoltre, uno sportello unico - (Sut) ? per sveltire le procedure per l'avviamento di nuove imprese turistiche. Si punta poi alla promozione di nuove strutture ricettive (residenze alberghiere d'epoca, sul modello spagnolo e portoghese dei 'Paradores' e delle 'Pousadas'). La governance del turismo è attuata attraverso il trasferimento di competenze e funzioni agli Enti locali e la semplificazione delle procedure amministrative. Si vara l'Agenzia regionale del turismo (Art), che sostituisce gli enti provinciali per il turismo (Ept) e le Aziende Autonome (Aacst). Un'unica struttura, con a capo un manager con pieni poteri gestionali, e senza pletorici e costosi Consigli di amministrazione. Nascono i "Sistemi Turistici locali" (Stl), chiamati a svolgere attività di promozione e commercializzazione dei prodotti turistici di aree territoriali omogenee, composti da soggetti pubblici e privati, con la maggioranza riservata ai partner privati. Sul territorio i servizi di Informazione e Accoglienza Turistica (Iat) accolgono i turisti fornendo loro informazioni su mobilità, prenotazioni, disponibilità ricettiva e di ristorazione. Una nuova qualità del sistema turistico regionale viene assicurata dalla creazione di un marchio di qualità regionale, dal monitoraggio dei servizi offerti dalle strutture ricettive, dalla liberalizzazione delle professioni turistiche (guide turistiche ed accompagnatori): tutte misure previste per garantire la migliore accoglienza, l'assistenza e la tutela dei turisti. Per la prima volta, infine, viene espressamente riconosciuta nel progetto la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale della regione. . <
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da "Eco di Bergamo, L'"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Elettricità e calore dall'impianto di cogenerazione di Urgnano Il presidente Pilenga: "Risparmio annuo di 350 mila euro" Una sorta di autarchia energetica. ciò che si propone Italo Pilenga, presidente della tintoria Europizzi di Urgnano. L'imprenditore, nell'illustrare le caratteristiche dell'impianto di cogenerazione realizzato all'interno della sua azienda, non rinuncia ad arricchire i suoi discorsi con numerosi riferimenti storico-culturali, dall'"Uomo Qualunque" (rivista di cui è stato anche editore negli anni Novanta) a Giampaolo Pansa di cui è diventato amico, ai bersaglieri, la cui fanfara locale ha trovato sede per prove e ritrovi proprio all'interno della Europizzi. Ma divagazioni storiche a parte (Pilenga è una miniera di racconti e aneddoti, un inesauribile filone che andrebbe sfruttato a dovere), veniamo al dunque, che è il seguente: l'Europizzi ha pronto un impianto di cogenerazione che le consentirà di autoprodurre energia a costi contenuti. Il termine cogenerazione sta ad indicare la produzione contemporanea di diverse forme di energia secondaria (elettricità e calore) partendo da un'unica fonte attuata in un sistema integrato. Nel caso dell'Europizzi, l'impianto sarà alimentato da olio di palma e produrrà sia elettricità (in parte utilizzata dalle aziende del gruppo collocate nella sede di Urgnano, in parte venduta all'Enel) sia energia termica (impiegata prevalentemente nella tintoria). Tutto è pronto per partire con questo innovativo impianto ("Il pioniere è stato il trevigliese Ferrari", dice Pilenga, anche se il macchinario dell'Europizzi, per dimensioni, è il primo su scala industriale) ma mancano ancora le ultime firme, in particolare quelle degli Utf, gli Uffici tecnici di finanza di Bergamo, che fanno capo all'Agenzia delle dogane. Solo dopo questo via libera, infatti, l'Europizzi potrà acquistare, in Asia e in Africa, l'olio di palma necessario per alimentare il gigantesco impianto con motore nautico a scoppio realizzato dalla finlandese Wartsila. La trafila burocratica necessaria per realizzare l'impianto è stata particolarmente laboriosa, tanto che Pilenga dice: "Si ritiene che il nemico numero uno delle imprese italiane sia la Cina ma io invece punto il dito contro quella che chiamo "Cina interna", cioè la burocrazia". Tra Comune, Provincia, Regione, Vigili del fuoco, Enel, Arpa, Asl e Utf, i moduli da compilare e presentare sono stati parecchi e non sempre le risposte sono state tempestive. "Senatores boni viri, senatus autem mala bestia", spiega Pilenga: i senatori sono uomini perbene, ma il Senato è una cattiva bestia. E, dato che è in vena di battute, aggiunge: "Noi imprenditori contribuiamo a produrre il Pil, Prodotto interno lordo, ma poi abbiamo a che fare con il Cil, Costo interno lordo". Sta di fatto, comunque, che, nonostante alcuni mesi di attesa, l'impianto di cogenerazione - costato 2 milioni e 100 mila euro - sta per entrare in funzione: nei prossimi giorni - se sulle ultime scartoffie saranno debitamente apposti gli indispensabili timbri autorizzativi - si potrà cominciare con il collaudo e poi da settembre si partirà con la vera e propria produzione di energia elettrica (per 1.500 kilowattora) e termica (altrettanti). L'investimento iniziale sarà ammortizzato nel giro di 6 anni, dato che il risparmio previsto è di 350 mila euro l'anno; in un primo tempo si pensava di ripagare l'investimento in soli 4 anni ma - sulla scia del petrolio - anche il prezzo dell'olio di palma è schizzato verso l'alto: da 390 euro la tonnellata di non molti mesi fa è salito a 930, anche se l'Europizzi se n'è garantito, a suo tempo, una fornitura a 630 euro. "L'olio di palma - spiega Eugenio Cavagnis, amministratore delegato della società Consulenze ambientali di Scanzo che collabora con Europizzi sulle problematiche ambientali (Cavagnis è anche sindaco di Nembro) - viene raffinato, filtrato e centrifugato prima di essere immesso nel motore a scoppio". Gli scarichi di Co2 da un combustibile di provenienza vegetale hanno poi un impatto più contenuto. Nella sede di Urgnano di Europizzi (dove, oltre alla tintoria, sono collocate anche una tessitura, un'industria chimica e un impianto di depurazione) operano già altri piccoli impianti di cogenerazione che recuperano calore dai gas di scarico della fabbrica, alimentati però a metano, e sempre a servizio della tintoria, per un totale di 1.200 kilowattora. Ma ora si attende il salto di qualità con il nuovissimo impianto. Sempre che prima o poi riesca a partire. Pierluigi Saurgnani.
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da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-07-16 - pag: 6 autore: Territorio. Diventa Confindustria Industriali di Udine, al via il cambio di nome e statuto Marina Torrisi UDINE Dall'eccessiva burocrazia alla carenza di infrastrutture, dalla rigidità del mercato del lavoro, fino all'impennata del prezzo del petrolio e delle commodities. Più d'uno sono i nodi strutturali che rallentano la marcia della macchina economica del Friuli-Venezia Giulia. Alle prese anche con problematiche tipicamente locali: dalle difficoltà del Distretto della sedia ad una rete infrastrutturale che stenta a decollare, fino all'annosa questione dei dragaggi nell'Aussa Corno. L'occasione per tracciare luci e ombre sul sistema economico territoriale è stata l'assemblea privata dei delegati degli industriali udinesi, che riunita nei giorni scorsi a Palazzo Torriani ha approvato alcune modifiche statutarie tra cui quella di maggior valenza è il cambio della denominazione dell'associazione in Confindustria Udine. "Una scelta –ha dichiarato il presidente Adriano Luci – dettata dall'esigenza di sentirci parte del sistema valorizzando l'appartenenza alla Confindustria nazionale, dando al contempo un segnale di modernizzazione". La decisione, sancita da un avallo plebiscitario degli imprenditori, arriva dopo 63 anni dalla costituzione dell'associazione: un'epoca trascorsa nel segno del forte radicamento territoriale testimoniato anche dal trend positivo a livello di adesioni da parte delle imprese, che nel 2008 hanno raggiunto quota 1.050 per oltre 42mila dipendenti. Secono gli industriali quello attuale è uno scenario che per ora non sembra voler cedere il passo a un cambio di rotta, anche se non mancano timidi segnali di ripresa. A reggere –si apprende dalla relazione finale – sono i settori legati ai beni d'investimento, dalla siderurgia alla meccanica. Tra i settori in affanno si confermano, invece, quelli legati ai beni di consumo, dal legno al mobile, dall'alimentare fino alla carta e agli imballaggi. Se da un lato la competitività va perseguita attraverso le leve dell'internazionalizzazione e dell'aggregazione, dall'altro la parola d'ordine è superare il clima di sfiducia. "Se si fermano gli investimenti e rallentano i consumi – ha ammonito Luci –l'economia si avvita su sé stessa". Sotto riflettori pure il nodo dimensionale, tanto delle singole imprese quanto del sistema infrastrutturale. Vero è che la strategia ottimale suggerirebbe di fare sistema, ma "altrettanto corretto – ha commentato a margine dell'incontro Adalberto Valduga, presidente della Confindustria regionale – è che tale obiettivo necessita di tempi e modi condivisi dalle stesse autorità locali. L'assenza di questo presupposto provoca il prevalere della legge del mercato. Ovvero: il più forte mangia il più debole". Presidente. Adriano Luci, al vertice di Confindustria Udine.
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da "Stampa, La"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Reportage A tre mesi dal rogo di Moncalieri Corsa contro il tempo nell'immenso cantiere: "Tutto sarà pronto per il 2011" GIUSEPPE LEGATO MONCALIERI Centocinque giorni dopo il rogo che lo ha messo in ginocchio davanti alla sua storia, il castello di Moncalieri è un cantiere e pieno regime. Frenetico prima di tutto perché questa - come dicono dalla soprintendenza - è una lotta contro il tempo che scadrà nel 2011: "Per quella data e per i festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità d'Italia - dice il direttore del Castello Valerio Corino - dovremo farcela a riaprire". Tre mesi e mezzo dopo quella maledetta notte di fiamme e polemiche, i resti degli arredi del castello sono a terra nei corridoi della manica degli appartamenti reali. Adagiati e repertati uno per uno "molte cose si sono salvate - dice lo storico d'arte della soprintendenza Claudio Bertolotto - ma nei giorni successivi al rogo non ce ne potevamo rendere conto. Oggi siamo in grado di dire che poteva andare molto peggio". Si è salvato - per esempio - il letto della regina. Graziato dalla furia dei solai crollati uno sopra l'altro grazie al baldacchino che lo sovrasta: "Ha retto il peso del crollo - dice Corino - permettendo alla struttura del letto di rimanere praticamente intatta". Il bilancio dei danni agli arredi però resta altissimo. Le prime cifre ufficiali parlano di 350 mila euro. Soldi che si aggiungono ai 15 milioni già stanziati dal Ministero. In gran parte serviranno al recupero strutturale del Castello per il quale la prossima settimana arriverà un solaio in ferro che sarà adagiato sul torrione sud-est colpito dal rogo. Servirà a proteggere gli interni da ulteriori piogge e contribuirà ad ancorare le pareti che, in un primo momento, avevano fatto temere un crollo improvviso. Proprio le piogge hanno aumentato la conta dei danni. I pavimenti della camera della Regina sono infatti semidistrutti. L'acqua filtrata dal tetto senza copertura nei mesi dei temporali monsonici si è spaccato in più punti. Francesco Fiumara, presidente del Consiglio di Moncalieri che ha visitato il Castello ieri si dice "sollevato per aver visto una situazione dinamica. Si lavora a ritmi alti, per il 2011 la città riavrà di nuovo il suo simbolo". Stesso pensiero del sindaco Angelo Ferrero che ha seguito passo per passo l'evolversi della situazione. Dalla soprintendenza si augurano che i tempi della burocrazia non rallentino le operazioni: "Quando i soldi saranno effettivamente disponibili si potrà partire con gli appalti che saranno spacchettati tra le opere di recupero del maniero e quelle degli arredi reali che sistemeremo nei prossimi giorni nelle cantine delle diverse gallerie d'arte di Torino. Per il momento, sono custoditi nella stanza di Maria Adelaide". Gli operai hanno attivato i rilevatori di fumo che si trovavano nel salotto Blu della regina, si presenta invece difficile il recupero della toeletta: "E' in condizioni disastrose" dice Corino. Salvi anche i lampadari della camera della regine e i due inginocchiatoi. Visto dall'alto il castello di Moncalieri è ancora uno scheletro vuoto. In cui però si sono incredibilmente salvati sei camini adagiati sulle fasce esterne del solaio. Si è anche scoperta una sorta di nuova camera che nessuno storico aveva mai disegnato nelle riproduzioni e nei mappali del castello. E' un mezzanino alto due metri circa tra il secondo e il terzo piano. Era vuoto, serviva a limitare la dispersione di calore.
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da "Giornale.it, Il"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia N. 170 del 2008-07-18 pagina 4 Il cantiere lavora bene, la Liguria lo caccia via di Redazione Ieri sera, alla Fiera del mare, la festa di consegna all'armatore del prodotto più recente e prestigioso uscito dai Cantieri Navali di Lavagna, il motoryacht Admiral 54, valore: 30 milioni di euro, costruito da Amy (joint fra la società cantieristica e la genovese Mariotti); domani invece, o comunque nei prossimi mesi, chissà, il trasloco da Riva Trigoso verso altri lidi più accoglienti, ma fuori Liguria. storia - non leggenda, purtroppo - di un'avventura imprenditoriale costretta ad abbandonare la Liguria "perché le istituzioni e i cittadini preferiscono una passeggiata a mare al posto di una fabbrica, nonostante la fabbrica lavori, produca posti di lavoro, faccia investimenti e non inquini". Per questo, all'indomani della costruzione di questo nuovo "dislocante" Admiral, "Sea Force One", lussuosa unità da diporto - a tutti gli effetti un gioiello della tecnologia e dello stile italiani - i Cantieri Navali Liguri parlano di mollare gli ormeggi e trasferirsi altrove. "Anche perché - spiegano Laura e Francesco Ceccarelli, figli del presidente Annamaria Jaselli Ceccarelli - da sette anni uno sfratto pende sul cantiere di Riva e, siccome l'attività di questo cantiere è legata a quello di Lavagna, la scelta di emigrare ormai non è più rinviabile". Hanno a fianco Marco Bisagno, vicepresidente di Amy, che non è certo propenso a mistificare una situazione vissuta da imprenditore e da presidente, in carica, di Confindustria Genova: "Pazienza i problemi di spazi - sottolinea -. Ma ormai sono venute a mancare le condizioni operative e le garanzie minime per le aziende. Siamo praticamente obbligati a scelte drastiche, dolorose. Eppure qui ci sarebbero le tradizioni, le potenzialità, il know how, per fare prodotti eccellenti. Ma la burocrazia, diciamo così...". Tanto che la seconda nave Seabourn dei cantieri T. Mariotti sarà interamente costruita fuori dalla Liguria. "Io amo Genova, sono nato qui - insiste Bisagno -, ma non posso consigliare alle generazioni future di guardare il mare dalla finestra. Invece di avere un aiuto, troviamo solo ostacoli". Riattacca Laura Ceccarelli: "Stiamo valutando alcune alternative. In altre regioni ci accoglierebbero a braccia aperte e sarebbero felici di ospitare un'attività che è in crescita". Aggiunge il fratello Franco, direttore generale dell'azienda: "Il cantiere dà fastidio. Evidentemente si vogliono privilegiare altre attività ludiche. Abbiamo parlato a lungo con l'amministrazione comunale e la stessa Regione. Non abbiamo altra scelta. Anche se trasferire un'attività produttiva non è una cosa semplice". A momenti, neanche il tempo di godersi la realizzazione dell'ultimo gioiello, Sea Force One (il nome è stato dato dall'armatore, un inglese di 38 anni e origini italiane): disegnato da Luca Dini Design, il megayacht offre soluzioni all'avanguardia. Ospita 10 passeggeri in 5 cabine e fino a 12 membri di equipaggio, e si sviluppa su 4 ponti. L'armatore vuole portarlo alla Biennale d'arte di Venezia: " talmente bello - ha detto - e contiene tante opere d'arte da poter pretendere di esporlo nella città della laguna". SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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da "Corriere del Veneto"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: BELLUNO - data: 2008-07-18 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Nevegal Parte il piano di rilancio "Col Toront, per Natale arriva la nuova sciovia" L'annuncio di Prade BELLUNO - Per Natale il Nevegal avrà la nuova sciovia del Col Toront. Il Comune ha trovato gli 875 mila euro necessari all'intervento affidato alla ditta appaltatrice Ccm di Torino. "Nessuno potrà più accusarci di non avere strategie per il Nevegal - ha detto il sindaco Antonio Prade restituendo all'opposizione, le accuse di immobilismo - chi aveva governato finora non ce l'aveva fatta". Prade ha ribadito l'intenzione di trovare partner privati con i quali rilanciare il Colle bellunese non solo nella stagione invernale. "Al momento di ridisegnare il Pat, al Nevegal verrà data la possibilità di sviluppare un proprio centro, con servizi, negozi e alberghi" ha specificato l'assessore ai Lavori pubblici Denio Dal Pont, anticipando l'intenzione dell'amministrazione di prevedere un altro ponte sul Piave. Lo scorso 30 aprile alla sciovia del Col Toront è scaduta la "vita tecnica" e in alternativa si poteva o rinnovare l'impianto, dismetterlo o svenderlo all'estero. "Abbiamo scelto di ripristinare il servizio, per iniziare a risolvere il problema Nevegal" ha sottolineato Dal Pont spiegando le provenienze dei contributi. Dalla Regione arrivano 374 mila euro, finanziamento bloccato per la Nis, cui si uniscono a titolo gratuito 51 mila euro del Bim che aggiungerà altri 136 mila euro. "Dal nostro bilancio riusciremo a dirottare le cifre che la Nis ha ottenuto sull'incremento di valore su beni immobili - continua Dal Pont - La Ragioneria ha calcolato 302 mila euro dei quali 202 + Iva già accertati. La somma sarà trasferita alla Nis che dovrà mettere la differenza". Il progetto prevede la sostituzione delle parti fisse e mobili dell'impianto che passerà da 700 a 920 persone all'ora. Dopo il prossimo consiglio comunale, a fine mese, il sindaco darà mandato al presidente della Nis per estendere il contratto alla Ccm. "Entro Natale i lavori saranno ultimati - conclude Dal Pont - spero che la burocrazia ci aiuti con le autorizzazioni". L'inizio di un restyling globale del Colle. "Chi verrà al nostro fianco - conclude il sindaco Prade, riferendosi ai privati contattati - dovrà mettere mano a interventi consistenti da 1-2 milioni, per portare l'acqua, comprare i cannoni e provvedere all'innevamento ". Michela Canova.
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-07-18 - pag: 5 autore: La manovra d'estate voce per voce IMPRESE Robin tax Scompaiono le royalty sulla produzione di idrocarburie l'acconto a novembre nonchè il conferimento allo Stato dal 2009 di una quota, espressa in barili, pari all'1%delle produzioni annue ottenute a decorrere dal 10 luglio 2008 dalle concessioni di coltivazioni di idrocarburi. Esenti dall'addizionale Ires chi opera in via marginale nei settori petrolifero e dell'energiao produce con fonti rinnovabili. Disciplinata la Robin per chi opera in regime di trasparenzao consolidato. Assicurazioni Il prelievo applicabile alle riserve matematiche dei rami vita salirà dallo 0,3 allo 0,35% (più 0,050). Solo per il 2008 l'aliquota salirà allo 0,39%. Banca del Mezzogiorno Sarà un decreto del ministero dell'Economia a nominare,entro 120 giorni, il Comitato promotore. Per far partire il progetto vengono stanziati cinque milioni nel 2008. Autotrasporto Arrivano 116 milioni per il finanziamento dell'accordo raggiunto, per ridurre i costi di esercizio delle imprese. Tax credit per il cinema Ripristinata l'agevolazione cancellata dal precedente decreto fiscale con 16,7 milioni nel 2008e 76,8 milioni sia per il 2009 che per il 2010. FAMIGLIE Social card Il Fondo per i meno abbienti verrà alimentato dall'anticipo del recupero delle maggiori imposte sostitutive dovute dalle banche in attuazione di una sentenza Ue. Alla Social card, limitata ai cittadini italiani, affluiranno risorse anche dal fondo dei conti bancari dormienti. Piano casa Il Piano dovrà essere varato con Dpcm, dopo delibera Cipe. Le norme disciplinano anche le modalità di attuazione, tramite accordi di programma. Per l'acquistodi immobili da parte degli inquilini si mettono paletti al piano di alienazione degli immobili Iacp (o ex-Iacp), prevedendo che l'opzione scatti per gli inquilini che non hanno un'altra casa in proprietà e che non risultino morosi. Istituito un Fondo di quattro milioni per il 2008 e 10 milioni sia per il 2009. Sanità Aboliti dal 2009 i ticket sull'assistenza specialistica ma l'ultima parola spetterà alle Regioni. La misura prevede da parte dello Stato l'incremento di 50 milioni del finanziamento del Ssn, la restante copertura verrà da una serie di misure di razionalizzazione ed efficientamento della spesa. Assistenza Per ricevere l'assegno sociale,i soggetti interessati dovranno anche aver lavorato legalmente con un reddito almeno pari all'importo dell'assegno stesso. Sale da 5 a 10 anni il soggiorno legale necessario per avere diritto all'assegno. Lavoro Modifica dell'ultima ora del Governo: torna per le imprese l'obbligo della comunicazione preventiva di assunzione. Introdotte ragioni oggettive per la stipula del contratto a termine. Sanzioni in caso di violazione sulla proroga: non scatterà il passaggio al contratto a tempo indeterminato ma ci sarà un indennizzo di importo compreso "tra un minimo di 2,5 ad un massimo di sei mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto". SVILUPPO Energia L'Autorità per l'energia svolgerà l'attività consultiva di segnalazione al Governo sulle future centrali nucleari. La promozione della ricerca sul nucleare di quarta generazione o da fusione rientrerà tra gli obiettivi della "Strategia energetica nazionale" che il Governo metterà a punto entro sei mesi. Infrastrutture Nasce il Fondo per il finanziamento di interventi di potenziamento della rete infrastrutturale nazionale, comprese le reti di tlc ed energetiche. Revocate le assegnazioni Cipe fino al 31 dicembre 2006 relative al Fondo aree sottoutilizzate che non risultino ancora impegnate al 31 maggio scorso. Risorse destinate per l'85% al Mezzogiorno e per il restante 15% al Centro-Nord. Cassa depositi e prestiti La gestione separata della Cdp potrà essere autorizzata ad istituire un Fondo ad hoc con il quale partecipare a Fondi per lo sviluppo. Attrazione investimenti Proroga al 31 dicembre 2009 per il completamento delle iniziative agevolate finanziate con gli strumenti della programmazione negoziata. Mister Prezzi Il ministero dello Sviluppo pubblicherà quadri di confronto dei prezzi dei principali beni di consumo e durevoli, con particolare riguardo ai prodotti alimentari ed energetici. AUTONOMIE LOCALI Patto di stabilità interno Sanzioni per chi sforae meccanismi premiali per gli Enti "virtuosi". Taglio del 30% sugli stipendi dei sindaci che non rispetteranno il Patto. Stretta all'uso dei derivati da parte degli Enti locali e stop ai prestiti senza rimborso contestuale di interessie capitale. Servizi pubblici locali La riforma apre i servizi pubblici locali all'affidamento ai privati con gara entro il 31 dicembre 2010. Deroghe: affidamento diretto anche a società interamente pubbliche per la gestione in house o a partecipazione mista, anche quotate, ma il socio privato dovrà essere scelto con procedure ad evidenza pubblica. Le reti, che restano di proprietà pubblica, potranno essere affidate a privati. Entro fine 2010 cessazione delle concessioni relative al servizio idrico integrato non rilasciate con gara. Fondo unico regionale Sarà istituito su proposta del Governo e vi confluiranno gli attuali trasferimenti statali alle Regioni come primo passo verso la loro trasformazione in compartecipazioni o quote di tributi erariali in vista del federalismo fiscale. FISCO Stock options Accanto al nuovo regime fiscale, viene introdotta l'esclusione dei redditi derivanti da stock options dalla base imponibile per il calcolo dei contributi previdenzialie assistenziali. Fondi comuni Aumenta dal 12,5% al 20% l'imposta sostitutiva per i redditi derivanti da cessione o rimborso di quote di fondi immobiliari familiari chiusi. 5 per mille Irpef La dotazione finanziaria 2008a beneficio di ricerca e volontariato aumenta di 20 milioni. Nel 5 per mille rientreranno anche le fondazioni. STATO PADRONE Finmeccanica Il ministero dell'Economia,in caso di operazioni sul capitale, non potrà scendere sotto il 30%. Immobili della Difesa Prorogato a fine 2008 il termine entro cui individuare gli immobili da dismettere che dovranno essere consegnati all'Agenzia del Demanio. Parte dei proventi delle dismissioni andranno alla Difesa. SICUREZZA Ordine pubblico Stanziati circa 300 milioni. Per il 2009 stanziati 100 milioni per il potenziamento della sicurezza urbana e la tutela dell'ordine pubblico. Costituito un fondo di 200 milioni per la tutela della sicurezza e del soccorso pubblico. Carta d'identità La carta d'identità avrà durata decennale e, dal 1 gennaio 2010, dovrà essere munita anche delle impronte digitali. BUROCRAZIA Taglia-leggi e taglia-enti L'abrogazione delle circa 3.500 leggi individuate dal Governo scatterà non più dopo 60 ma dopo 180 giorni dall'entrata in vigore del decreto. Più tempo (da 60 a 90 giorni) per sopprimere gli enti pubblici non economici che abbiano meno di 50 dipendenti. Corte dei Conti Soppresso l'articolo 61 che estendeva le possibilità di controllo della Corte nei confronti delle amministrazioni regionali. Inail Soppressa l'autorizzazione all'Inail di procedere,in forma diretta, alla realizzazione di investimenti per infrastrutture di interesse regionale.
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da "Corriere Alto Adige"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-07-18 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Decreto provinciale Prodotti agricoli, meno burocrazia BOLZANO - Una serie di semplificazioni in materia di vendita diretta di prodotti agricoli è stata approvata dalla giunta provinciale su proposta dell'assessore Hans Berger. "Abbiamo semplificato in particolare i requisiti di tipo logistico, come ad esempio le dimensioni dei locali per la lavorazione dei prodotti, senza con questo trascurare la sicurezza dei consumatori" afferma Berger. Con il nuovo decreto viene concesso più margine di manovra alla vendita diretta: "Possono essere commercializzati anche prodotti provenienti da terreni agricoli affittati ed è stata introdotta la possibilità della raccolta delle piante non coltivate, con l'inserimento del concetto di piante anche selvatiche" spiega l'assessore. Per la vendita sul mercato contadino di prodotti lavorati si è introdotto il concetto che la materia prima deve provenire per almeno il 75% dall'azienda dell'agricoltore. Le modifiche sostanziali si riferiscono ai requisiti dei locali di vendita dei prodotti, le cui dimensioni minime non sono più definite, garantendo maggiore flessibilità. Vengono inoltre assicurate la possibilità di fornitura di prodotti ad esercizi di commercio al dettaglio e quella della vendita diretta di latte.
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-07-18 - pag: 19 autore: Marcegaglia: la crisi dei mercati non è terminata MILANO La crisi dei mercati è preoccupante, ma l'Italia ha maggiori punti di forza rispetto agli Stati Uniti e ad altri Paesi europei. Così Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha commentato la situazione economica internazionale intervenendo all'assemblea dell'Anie (la federazione nazionale delle imprese elettrotecniche ed elettroniche) ieri a Milano. "La crisi finanziaria è pesante –ha detto –e c'è il rischio che peggiori e che si faccia sentire anche sull'economia reale. Ma in Italia il sistema bancario è molto più solido che negli Usa e in Europa. Le famiglie italiane hanno ancora un alto livello di risparmio. Qualcuno parla di un nuovo 1929. Io mi auguro che questo non succeda, ma l'ultimo trimestre del 2008 sarà problematico. Spero che nel 2009 si possa assistere a una ripresa ". L'altro problema che grava sullo scenario internazionale, oltre alla crisi finanziaria, è l'andamento dei prezzi delle materie prime, petrolio primo fra tutti, ma non solo. "Con l'ingresso di nuovi Paesi come Cina, India e Brasile – ha aggiunto il presidente di Confindustria – si è creato una squilibrio tra la domanda e l'offerta, perciò l'unica logica per ridimensionare il prezzo del petrolio è una forte politica globale di riduzione dei consumi ". Quanto all'Italia Emma Marcegaglia ha sottolineato che "il vero problema del nostro Paese è che la crescita economica è ferma. Il Centro studi di Confindustria stima per quest'anno un aumento del Prodotto interno lordo dello 0,1% che potrebbe salire allo 0,4% solo il prezzo del petrolio scenderà". Per favorire la ripresa Confindustria è impegnata su diversi fronti, a partire dal tavolo con le organizzazioni sindacali per discutere su produttività, salari, potere d'acquisto e contratti. "Abbiamo espresso un giudizio positivo sul taglio della spesa pubblica e la riduzione della burocrazia previsto dalla Finanziaria – ha continuato Emma Marcegaglia –, ma denunciamo il taglio sugli investimenti per le infrastrutture e una pressione fiscale immutata ". Un altro punto che Confindustria critica è l'emendamento, presentato dalla Lega Nord alla commissione Bilancio della Camera, al disegno di legge sulle liberalizzazioni dei servizi pubblici locali. "L'emendamento – ha spiegato il presidente degli imprenditori – manterrebbe il controllo statale delle reti, con grave danno alle imprese private che stanno investendo nel settore e alla concorrenza". Più infrastrutture e investimenti, maggiore trasparenza nelle relazioni sindacali, meno burocrazia e minore pressione fiscale sono dunque le leve per lo sviluppo del Paese. Senza dimenticare un'altra grande sfida per le imprese: l'ambiente. "La sostenibilità – ha concluso la Marcegaglia – è un fattore rilevante. Ridurre i consumi non significa solamente migliorare l'impatto ambientale,ma ridurre la domanda, e quindi la dipendenza, dall'estero. Anche le fonti rinnovabili sono molto importanti. L'attenzione all'ambiente non va vista come un vincolo, ma come una formidabile opportunità di sviluppo ". A margine dell'assemblea il presidente degli imprenditori ha annunciato l'impegno preso dal premier Silvio Berlusconi a partecipare ad alcune missioni di sistema all'estero. Ma. Ge. NELLA MANOVRA Eccessivi i tagli ai fondi per le infrastrutture "Berlusconi parteciperà alle missioni all'estero degli imprenditori".
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da "Messaggero, Il"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 18 Luglio 2008 Chiudi di ANDREA MONORCHIO e LUIGI TIVELLI METTERE a dieta lo Stato. Avviare una vera e propria cura dimagrante. Si parla tanto di federalismo fiscale, ma ci sembra che per ora non si ponga sufficientemente l'accento su quel dividendo che la cura federalista può generare a vantaggio della finanza pubblica e delle tasche dei cittadini e degli operatori. Non sarebbe male cogliere l'occasione dell'avvio di un processo federalista per aggredire un problema che anche esso fa parte di quella sussidiarietà orizzontale che è la gemella siamese della sussidiarietà verticale in cui si concreta il federalismo. Si tratta delle esternalizzazioni. Una parola difficile da pronunciare, ma che sarebbe il caso, finalmente, di declinare, spiegandola con chiarezza agli italiani. In un libro recente (Chi è Stato?, Rubbettino) Antonio Catricalà, che è uno dei pochi servitori dello Stato che se ne intendono anche di settore privato e (come oggi è palese a tutti, essendo lui il Garante del mercato) anche di concorrenza, ricorda la sua fatica di Sisifo quando era Segretario generale di Palazzo Chigi. Nella consapevolezza che le attività di automantenimento, quello che viene definito il back office, pesano nel settore pubblico mediamente per il 35-40 per cento (a fronte di un 15-20 per cento nelle imprese private), aveva varato, fino alla aggiudicazione conclusiva dell'asta pubblica, un progetto di esternalizzazione nel corpaccione amministrativo della Presidenza del Consiglio. Non si sa come e perché, ma il progetto si è poi di fatto bloccato. A questo punto la questione è semplice. Se, soprattutto negli ultimi trenta anni, le aziende private non si fossero concentrate nel core business, procedendo ad esternalizzazioni di tante funzioni non indispensabili, in buona parte sarebbero fallite. Ora, può sopravvivere una amministrazione pubblica le cui attività, invece di essere finalizzate ad erogare servizi ai cittadini e agli operatori, sono per il 40 per cento destinate all'automantenimento? questo lo spazio in cui necessariamente si dovranno inserire, superando i veto - player sindacali e le visioni vetuste di molti dirigenti pubblici, le esternalizzazioni. L'incentivo e l'accelerazione degli sparuti processi di esternalizzazione avviati nel corpaccione del nostro settore pubblico, sono dunque bloccati soprattutto dai sindacati della funzione pubblica che, anche a fronte di recenti tentativi del ministro Brunetta, hanno scatenato un fuoco di sbarramento, in quanto, tanto miopi quanto poco presbiti, hanno sempre visto come il fumo negli occhi le esternalizzazioni. Eppure la società italiana brulica di aziende, cooperative, soggetti di volontariato e del terzo settore pronti in molti ambiti ad assumersi in proprio, a costi minori e con servizi migliori, varie tipologie delle attività di automantenimento e di altro genere di attività che non rientrano nel core business di enti e amministrazioni pubbliche. Pesano però su di essa una pressione fiscale che arriva a circa il 43 per cento del prodotto interno lordo e una pressione burocratica non meno opprimente, che irretiscono la vitalità spontanea e le chances imprenditive in un paese che pur proprio su queste risorse ha fatto e fa leva ai fini dello sviluppo. Una recente indagine di PromoPA evidenzia che il costo della burocrazia per le sole piccole e medie imprese (quelle sotto i cinquanta addetti), arriva a quota 10 miliardi di euro, in un quadro in cui solo nel 2008 sono mediamente 25,8 le giornate/uomo impiegate per lo svolgimento degli adempimenti amministrativi. Senza una seria cura dimagrante, per la quale si potrebbe cogliere l'opportuna "finestra" del federalismo fiscale, il rischio è che tocchi invece alle imprese mettersi a dieta, tagliando i costi a partire dal personale.
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da "Messaggero, Il (Latina)"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 18 Luglio 2008 Chiudi di SILVIO GARATTINI IN questi giorni è ritornato in discussione il budget della Sanità, circa 100 miliardi di euro dichiarati insufficienti dalle Regioni. Di fatto la spesa per la salute rispetto al Pil è fra le più basse fra i maggiori Paesi europei, ma difficilmente potrà essere aumentata, non solo per il noto indebitamento pubblico, ma soprattutto per una improvvida politica che non ha saputo adeguare l'età pensionabile al consistente aumento della durata della vita. Se si deve fare di "necessità virtù" può essere utile riflettere su come la spesa possa essere razionalizzata al fine di ottenere il massimo del vantaggio per gli ammalati. Evidentemente nessuno ha la bacchetta magica, ma pure nessuno vuole avere il ruolo dell'impopolarità. impopolare dire che l'Italia ha attualmente un'eccedenza di posti letto. Ed è ancora più impopolare suggerire che si devono tagliare i posti letto, in parte trasformandoli nei meno costosi posti di day-hospital e in parte eliminando molti piccoli ospedali, spesso a modesta distanza uno dall'altro. La chiusura dei piccoli ospedali, che possono essere utilizzati come centri di assistenza medica per anziani, è anche una necessità sanitaria, perché sempre con le debite eccezioni sono pericolosi quando si occupano della grande patologia nell'emergenza, mentre sono eccessivi per piccole patologie che dovrebbero trovare adeguati trattamenti in strutture territoriali. In questo senso va incentivato il più possibile la formazione dei gruppi dei medici di medicina generale, che rappresentano attualmente ancora una minoranza. Questi raggruppamenti possono permettere una migliore assistenza anche nei giorni festivi e soprattutto assicurare quei piccoli interventi che altrimenti finiscono per intasare il pronto soccorso a scapito dei pazienti che ne hanno invece una reale necessità. La spesa ospedaliera rappresenta una fetta molto importante del budget sanitario e bisogna perciò studiare come si possa diminuire non soltanto nei posti letto. C'è un eccesso di burocrazia amministrativa e quindi personale in eccesso a causa di un arcaico sistema di contabilità che non ha recepito gli sviluppi dell'informatica. Ciò vale anche per quanto riguarda le cartelle cliniche e tutta la modulistica per i vari esami, che potrebbe utilizzare i moderni sistemi elettronici.
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da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 18 Luglio 2008 Chiudi di ALFONSO MARCHESE Senza stipendio. Da quattro mesi. Con il rischio che la cooperativa di trasporti Cosea possa andare a gambe per aria. E mettere sul lastrico novantaquattro lavoratori. Il giudice monocratico, chiamato a pronunciarsi su un anticipo di un milione di euro da parte del Comune, non ha riconosciuto i motivi di urgenza per l'erogazione della quota di finanziamento richiesto. In pratica ha accolto le controdeduzioni della direzione trasporti, che nella sua autonomia di giudizio sta dando filo da torcere alla cooperativa in questione. I lavoratori, al termine di un'agitata assemblea, hanno stilato un documento nel quale si prospetta il possibile collasso della cooperativa. E anche del servizio. Che va dal trasporto scolastico, a quello a chiamata, a quello per disabili, dializzati e malati in terapia oncologica. Ciò che i dipendenti non capiscono, si sottolinea nella nota, è il freno della burocrazia alla decisione del Comune "che ha previsto in bilancio le risorse necesarie per lo svolgimento di un servizio essenziale per la città". Come se non bastase, nella controversia sono entrati soggetti "che cercano di coltivare ambizioni politiche sulla pelle di noi lavoratori". La matassa della vicenda in cui è impigliata la Cosea è piuttosto aggrovigliata. E dipanarla non è semplice. Il bandolo di tutta questa storia è rappresentato dai controlli del 2006 e 2007 da parte della direzione dei trasporti del Comune. L'accertamento sul chilometraggio effettuato nell'arco di un anno pose il dito su una divergenza di cifre: quella dichiarata risultava di 928 mila chilometri, quella verificata era di trecentottantamila. Di qui la decisione di decurtare il finanziamento del 60 per cento. Insomma, un milione di euro in meno rispetto alla somma percepita in precedenza. Da un milione e 600 mila euro si sarebbe passati a 69 mila euro, Iva compresa. Anche i servizi a chiamata avrebbero dovuto subire la stessa sorte. Pur dimezzando la percentuale del taglio (meno 30 per cento anzichè 60). Alla sentenza del giudice è stato frapposto appello. E comunque il pronunciamento del giudice non inciderà sul lodo arbitrale messo in piedi, al fine di stabilire la congruità o meno della somma fissata dalla direzione dei trasporti. "Quello che sta accadendo alla Cosea è a dir poco inaudito - afferma il presidente dell'Atc Sergio Sbarzella - Noi come azienda dei trasporti garantiamo la qualità dei servizi prestati dalla Cosea, ma non possiamo intervenire finanziariamente. Insieme al Comune è stata riconosciuta l'alta qualità delle prestazioni. Che non si possono espungere dai controlli, limitati soltano al chilometraggio. E' questo il punto. Inoltre - aggiunge Sbarzella - con il 60 per cento di decurtazione dei finanziamenti neanche una cooperativa nigeriana sarebbe in grado di garantire la serie di servizi che svolge la Cosea". I lavoratori in primo luogo e le famiglie che godono dei servizi si augurano che le azioni giudiziarie si concludano quanto prima possibile. "E' una cooperativa il cui bilancio è piuttosto fragile. Basta poco per mandarla a picco" annota ancora il presidente dell'Atc.
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da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 18 Luglio 2008 Chiudi di PAOLA PUCCI Simbolo della burocrazia per eccellenza, il Catasto non è certo amato.E se l'utente si trova obbligato a dover affrontare ore di fila, in uno spazio angusto, pressato tra la calca, e in preda alla calura estiva, la sua reazione diventa di odio puro. Questo il tono di alcune segnalazioni di protesta per la riduzione dei servizi nella sede perugina, a causa di un intervento di miglioramento della struttura. "Le prime due settimane di luglio, invece degli otto sportelli solitamente funzionanti, ne sono rimasti attivi soltanto due - ci segnala un utente "inferocito" - ottimo tempismo per la scelta dei lavori visto che proprio il 16 luglio scadeva il termine per le dichiarazioni dei redditi e quindi i cittadini avevano maggiormente bisogno di fogli, visure ecc...". Il completamento dei lavori ha poi imposto la chiusura di due giorni, ieri ed oggi, e la conseguente riapertura del servizio lunedì prossimo 21 luglio. Inoltre il servizio self-service delle visure catastali in autogestione è rimasto sospeso per tutto il periodo della durata dei lavori. Tutte le segnalazioni dei cittadini rimarcano comunque la cortesia degli impiegati e la loro disponibilità, mai venuta meno in un contesto di evidente disagio per tutti. "I numeri venivamo presi da un rotolo sul tavolo - è stato riferito - e le chiamate avvenivano a voce in mezzo alla generale confusione..il caldo era insopportabile e non c'era nemmeno il punto di ristoro all'interno... e i tempi di attesa sono quindi divenuti ancor più pesanti... si può immaginare che sia stata per certi versi è stata una vera tortura". Un sacrificio attuale che non sarà comunque stato vano perchè porterà benefici prima di tutto all'utenza stessa. Lunedì prossimo i cittadini troveranno infatti una sala visure completamente rinnovata, più moderna ed esteticamente accogliente, ma soprattutto più efficiente. "Una nuova disposizione degli spazi destinati all'utenza - dicono all'ufficio provinciale di Perugia- riorganizzati secondo le integrazioni del Progetto Front-Office -, adottato dall'Agenzia del Territorio a livello nazionale". Tale ristrutturazione è stata progettata per un'adeguata funzionalità di quanto offerto all'utenza, in linea con gli obiettivi di "Qualità" che l'Agenzia si impegna a realizzare, attraverso il miglioramento continuo dei propri servizi. Agli uffici del ufficio provinciale dell'agenzia del territorio, chiariscono che si è trattato di disagi inevitabili visti i lavori in corso di svolgimento. Gli utenti avrebbero potuto comunque rivolgersi agli altri centri, dislocati sul territorio, e gli utenti di Perugia, oltre alla sede principale di via Canali, avrebbero potuto fruire di altri tre sportelli. Queste le altre sedi, dislocate in ambito provinciale: Spoleto; Servizi Catastali e di pubblicità immobiliare, via Marconi n.2; Perugia Urp piazza Matteotti - Logge dei Lanari; Urp San Sisto - Piazza V. Martinelli; Urp Ponte San Giovanni, via Francesco Panzarola n. 11; Castiglione del Lago, via Bruno Buozzi, 66; Città della Pieve, via Vittorio Veneto, 6; Città di Castello, via Pomerio/San Girolamo; Cascia, piazza Aldo Moro, 3; Foligno, via Umberto I, 57; Gualdo Tadino, piazza Garibaldi, 11; Lisciano Niccone, piazza della Repubblica,3; Magione, via Dante Alighieri, 2; Marsciano, largo Garibaldi; Massa Martana, via Mazzini; Montone, piazza Fortebraccio, 3; Pietralunga, piazza Fiorucci, 1- p.; Todi, via del Crocefisso, 23.
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da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 18 Luglio 2008 Chiudi Il responsabile del servizio della Provincia: "Potremmo avere a disposizione un altro milione di metri cubi" Serve più acqua? Basterebbe pulire gli invasi Rischi di emergenza idrica ma burocrazia e carenza di risorse bloccano la soluzione più facile.
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da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 18 Luglio 2008 Chiudi di LUCA FABBRI PESARO - Si torna a parlare di rischio crisi idrica, di invasi da pulire e, conseguentemente, torna d'attualità il balletto di responsabilità sulla gestione del servizio idrico nel nostro territorio. La pulizia degli invasi del Furlo, alimentato dal Candegliano, di Tavernelle e del San Lazzaro, alimentati entrambi dal Metauro, darebbe ogni estate circa 1.000.000 di metri cubi di acqua in più. Abbastanza per scongiurare qualsiasi emergenza nel nostro territorio. Ma anche quest'anno, nonostante gli annunci e i proclami lanciati durante l'emergenza idrica dell'estate 2007, non si è fatto nulla in tal senso. Lo conferma anche il dirigente del Servizio Acque della Provincia, Luciano Zengarini. "Attualmente non c'è una vera e propria emergenza - spiega - ma, per esempio, dal bacino di Tavernelle solitamente preleviamo 1.400 litri al secondo, adesso ne stanno arrivando di meno. E dire che se si riuscisse a fare quell'operazione di "sfangamento" degli invasi, lo smaltimento del materiale accumulato per intenderci, ci sarebbero riserve idriche per tutta l'estate. Purtroppo quest'inverno non siamo riusciti a fare nulla". Già, infatti, come spesso accade la burocrazia e la mancanza di risorse economiche bloccano tutte le attività. "La regolamentazione della pulizia degli invasi è complessa - spiega Zengarini - spetterebbe al gestore dell'invaso ossia l'Enel ma la normativa non è chiara, così come non è chiara sulle modalità di pulizia. Per quel che sappiamo è un'operazione di smaltimento e la Provincia dovrebbe fare solo attività di controllo. Inoltre c'è il problema delle risorse. Lo "sfangamento" ha dei costi ed è probabile che il gestore chieda un contributo pubblico, ma non essendoci state date le risorse per lo stato d'emergenza decretato lo scorso anno, non abbiamo quei soldi". Lo "sfangamento" in ogni caso sarebbe un'operazione che verrebbe svolta a tappe, nel corso di più anni. Più semplice nel bacino del Furlo per via dell'invaso incassato. "In ogni caso - conclude Zengarini - finchè non si sblocca la normativa non si può fare nulla". Ma lo spettro della crisi continua ad aggirarsi. E questo nonostante le precipitazioni siano aumentate rispetto all'anno scorso. Ma, a dispetto di quello che alcuni pensano, non è stata un'annata così eccezionale dal punto di vista della piovosità. "Per adesso è stato un anno normale in linea con la media dei rilevamenti degli anni passati - spiega Alberto Nobili, dell'Osservatorio Valerio - abbiamo avuto i primi due mesi molto asciutti, marzo piuttosto piovoso e maggio e giugno con una quantità di piogge media". Più dell'anno scorso quindi, ma su livelli comunque mediocri. Una piovosità che a fine anno, salvo cambiamenti meteo, dovrebbe assestarsi sugli 800 mm. Intanto le aziende di servizi corrono ai ripari, così mentre Aset annuncia, per bocca dell'amministratore delegato Mattioli "la creazione di un invaso da 250.000 metri cubi in località Torno del costo di circa 950.000 euro" Marche Multiservizi tramite il suo presidente, Berardi fa sapere che "per la bonifica delle reti abbiamo stanziato 7.5 milioni di euro all'anno per i prossimi 5 anni, tali da ridurre le perdite lungo i 6.000 chilometri di condutture".
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da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ECONOMIA 18-07-2008 ASSEMBLEA APLA GRANELLI PONE L'ACCENTO SUI PICCOLI "Più importanza anche alle micro-imprese" Bernazzoli: "Migliora la situazione delle infrastrutture". Zanlari: "Decisive le sinergie" Alessia Ferri II Rilanciare lo sviluppo delle piccole e micro Imprese, eliminare le zavorre e migliorare le infrastrutture. Questo il tema dell'incontro, che funge anche da monito, organizzato da Confartigianato in occasione del rinnovo del consiglio esecutivo che resterà in carica 4 anni e, entro 15 giorni, avrà il compito di eleggere il nuovo presidente. Un'occasione importante, durante la quale si è fatto il punto sulla situazione economica locale e nazionale, anche grazie all'intervento di esponenti delle istituzioni locali. "Fino ad oggi, si è quasi esclusivamente parlato delle piccole medie imprese, escludendo una componente importante di tutto il nostro sistema economico, ovvero le micro e piccole imprese che, insieme, rappresentano il 98% del sistema imprenditoriale italiano ", spiega il presidente di Confartigianato, Marco Granelli. "Questo Paese ha bisogno di stare al passo con l'Europa e, per farlo, deve scrollarsi di dosso le esitazioni che hanno frenato le grandi riforme in materia di liberalizzazioni, welfare, mercato del lavoro, istruzione e formazione e, soprattutto, snellire la burocrazia e puntare sui giovani". Tra i fattori da cui dipende lo sviluppo economico di un'area, un posto di rilievo lo meritano le infrastrutture. Parma, in tal senso, presenta una dotazione infrastrutturale (99,4), in linea con il valore nazionale (posto pari a 100) ma inferiore ai valori dell'Emilia Romagna (108,4). "Un ambito del quale è necessario preoccuparsi senza, tuttavia, piangersi addosso perché, contrariamente a quello che succedeva fino a qualche anno fa, le cose, adesso, stanno migliorando notevolmente", commenta il presidente delle Provincia, Vincenzo Bernazzoli che precisa come l'intenzione sia quella di migliorare ulteriormente. E' intervenuto anche il presidente della Camera di Commercio, Andrea Zanlari che, invece, ha soffermato la propria attenzione sul concetto di sinergia: "Il 35% delle micro imprese del territorio sono aziende in filiera, ovvero che collaborano pur mantenendo la propria identità. In questo modo è possibile incrementare il valore delle esportazioni che, nei primi 3 mesi del 2008, sono salite del 5,7% nel settore manufatturiero". Assemblea Un momento della relazione di Granelli.
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da "Centro, Il"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Chieti Funivia, gli impianti non chiudono Si avvicina l'accordo tra Mammarosa e Comune di Rapino Persa la causa, la società ottiene uno sconto. Confesercenti: "La stagione deve andare bene" PASSOLANCIANO. Il prossimo inverno le sciovie Mammarosa non chiuderanno. Dopo che la Corte d'appello dell'Aquila ha respinto il ricorso presentato dalla società impiantistica in merito alla controversia con il comune di Rapino sulla disponibilità dei terreni, la "Mammarosa funivie" decide di non dar seguito alla minaccia di non riaprire gli impianti e accoglie la disponibilità del Comune di Rapino a concordare una soluzione con un prezzo equo. "Aspetteremo di leggere le motivazioni della sentenza", dice il proprietario degli impianti Guido Ferrara, "ma comunque bene o male ci adegueremo". "Intanto abbiamo preso atto della disponibilità del sindaco Rocco Micucci a sottoscrivere un nuovo contratto con noi". Dopo che in una prima delibera il Comune di Rapino aveva fissato il canone di affitto a 0,20 euro a metro quadrato, nella seconda l'ha ridimensionato a 0,09 euro. "Così il sindaco ha dimostrato di volerci venire incontro", dice Ferrara. "Calcolate che prima pagavamo una cifra che si aggirava sui 13.500 euro a stagione, mentre quest'inverno siamo arrivati a 45.000 euro: non c'è un qualsiasi bene, carburante a parte, che sia addirittura triplicato... In ogni caso mentre prima si calcolava tutto il terreno circostante, ora il Comune ci ha fatto capire che si può calcolare solo l'estensione delle sciovie e quindi ci potrebbe essere un ridimensionamento della cifra. La nostra speranza è che il sindaco capisca che con i nostri investimenti siamo noi a far lievitare il valore del terreno". Evidente il riferimento alla prossima nuova seggiovia. "Dalla prossima primavera cominceranno come previsto i lavori per installare le nuova quadriposto ad agganciamento automatico: una spesa totale di 7 milioni di euro. Il sindaco vorrà tener conto dell'investimento che facciamo sul terreno di Rapino e che farà aumentare sensibilmente il suo valore. Quanto alle procedure burocratiche per la seggiovia la giunta regionale ha dato la sua approvazione, ora manca la valutazione di impatto ambientale con la quale anche il Parco dovrebbe dare l'ok. In teoria non ci dovrebbero essere problemi, visto che si tratta solo di una variante rispetto alla seggiovia già approvata". La "Mammarosa funivie" non sembra dunque intenzionata a passare la mano. A breve notizie sono attese dal Parco anche per l'annosa approvazione dell'impianto di collegamento progettato dalla Maiella Spa. Intanto si registra l'intervento di Assoturismo-Confesercenti che chiede subito una soluzione. "Gli albergatori sono preoccupati per gli strascichi giudiziari sull'affitto oneroso. La stagione turistica invernale non può essere messa a repentaglio, è il tempo di programmare la promozione, articolare il calendario, mettere in cantiere le iniziative. Le parti devono trovare un'intesa al più presto", chiede Assoturismo-Confesercenti, "perché con la contrazione dei consumi che sta danneggiando il settore, ogni giorno è fondamentale per conquistare quote di mercato. Non si può trattare il turismo come una voce marginale dell'economia. E' un settore capace di produrre reddito e occupazione, di consentire alle aree interne di ritagliarsi un ruolo. E non possiamo permetterci di arrivare a pochi mesi dall'avvio della stagione senza sapere se comincerà o se dovrà perdersi nelle pieghe di una burocrazia oppressiva". Marco Di Clemente.
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da "Arena.it, L'"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 18 Luglio 2008 A settembre arrivano duecento soldati   Esercito in città per la sicurezza? A partire da settembre, al più tardi ottobre. Circa 200 uomini potrebbero essere impiegati in città per supportare le forze dell'ordine nel presidio del territorio. quanto ha detto il ministro dell'interno, Roberto Maroni, al sindaco Flavio Tosi, che lo ha incontrato a Roma. Verona, nell'impiego dei militari, rientra nel gruppo di cinque città che verranno indicate dopo Roma e Milano. Nel caso di Verona, fra l'altro, i militari verrebbero soltanto destinati, visto che operano numerosi in riva all'Adige. E dopo la manifestazione in piazza il sindaco ha ricevuto i rappresentanti di sette sigle sindacali della polizia: Fsp-Ugl, Siulp, Consap, Ugl, Coisp, Sap, Sappe che hanno manifestato la loro preoccupazione in merito all'ipotesi che il governo tagli la spesa sulla sicurezza e sulla difesa e limiti del 10 per cento il turnover del personale. "Il ministro", ha detto Tosi, "mi ha assicurato che per il 2009 verranno trovate le risorse necessarie per la sicurezza, forse sottovalutate da qualche ministro". Il sindaco ha fatto sapere ai rappresentanti sindacali di "condividere" la loro protesta e le loro proposte. "Il governo", ha assicurato, "ha preso degli impegni per garantire la sicurezza e deve rispettarli". Il sindaco ha poi ricordato che a Maroni aveva proposto che siano i Comuni "a prendersi carico delle pratiche riguardanti permessi di soggiorno e rilascio dei passaporti, liberando così da questo compito moltissimi agenti da impiegare nei servizi sulla strada. Solo a Verona", ha aggiunto, "sarebbero decine i poliziotti liberati da queste mansioni burocratiche. Sono convinto" ha affermato, "che al ministro non dispiaccia questa vostra iniziativa perché gli sarà utile per il confronto sul reperimento delle risorse con i colleghi di governo". Sulla questione della vigilanza al Tribunale di Verona, Tosi ha assicurato che oggi, in occasione della visita del sottosegretario alla Giustizia, Maria Elisabetta Alberti Casellati farà presente questo problema: "Per legge spetta ai Comuni garantire la sicurezza dei Tribunali e al ministero rimborsarne le spese". E ha concluso: "La burocrazia statale ha ritardato la gara d'appalto per il servizio di vigilanza ma a settembre dovremmo riuscire a rimetterla in moto e potrebbe essere l'Esercito a garantire la custodia dei siti sensibili". SOLIDARIET DEL PD. Ieri in Consiglio comunale, intanto, la maggioranza ha respinto la richiesta di votare un ordine del giorno di Ivan Zerbato, del Pd, in cui si esprime "solidarietà ai sindacati delle forze dell'ordine e ai Cocer che hanno espresso le loro proteste contro il decreto legge del governo che prevede tagli per oltre tre miliardi di euro e la riduzione di 40mila unità operative". A nome della maggioranza, Alberto Zelger (Lista Tosi) ha detto che "non è il caso di interrompere i lavori dell'aula, perché ci sono importanti delibere da discutere". Per Stefania Sartori, capopgruppo del Pd, l'esiguo numero di militari previsto "risponde solo a esigenze propagandistiche". E ha puntato il dito sul "degrado che, nonostante i proclami sulla sicurezza, ancora impera in zone come piazza Pradaval".  .
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da "Opinione, L'"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Oggi è Ven, 18 Lug 2008 Edizione 149 del 18-07-2008 Ci meravigliamo se ci vogliono prendere le impronte digitali però dobbiamo presentare un certificato per dimostrare di essere vivi Siamo un paese a libertà vigilata In Italia vige la burocrazia più tirannica e inefficiente dopo quella degli imperi ottomano e sovietico, piena di rigurgiti fascisti di Romano Bracalini Siamo il paese della carta bollata, della burocrazia più tirannica e inefficiente dopo quella degli imperi ottomano e sovietico; dobbiamo esibire il certificato di esistenza in vita nel caso che l'impiegato avesse dei dubbi sullo stato di salute del cittadino-suddito; vige in Italia la carta d'identità sconosciuta altrove; parecchie regole di tipo fascista continuano a perseguitarci e a limitare la nostra libertà personale: la divisa del questurino fa ancora paura ancorché in assenza di reato; solo se passa una gazzella dei carabinieri l'automobilista automaticamente rallenta anche se viaggia nei limiti di velocità. E' l'istinto di paura del suddito; si ha timore dell'autorità ma senza rispetto per essa. Il "lei non sa chi sono io" è un avviso di minaccia che non farebbe presa in uno stato liberale in cui tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e non solo perché lo dicono le scritte mendaci delle aule di giustizia. E tuttavia famosi esperti di diritto e maestri di democrazia sulle gazzette e altrove son lì a spiegarci in questi giorni in cui l'argomento è tornato rovente come le impronte digitali prese ai minori rom sarebbero una discriminazione etnica e un provvedimento "razzista". Perfino la smandrappata Romania post comunista della famigerata Securitate ci impartisce quotidianamente lezioni di "democrazia" e di viver civile. Fa nulla se gli italiani, presi in blocco, vivono in un paese a libertà vigilata dai tempi del fascismo, senza che nulla o ben poco sia cambiato nelle consuetudini d'ogni giorno; ma sulle impronte non si transige. "O tutti o nessuno", ha gridato Casini per dimostrare d'essere vivo. Mi capitò una volta negli Stati Uniti di far vedere la patente di guida a un poliziotto che voleva vederla per curiosità e non si capacitava che ci fossero tanti bolli e me la restituì con una risata. La patente USA è una semplicissima tesserina. Negli Stati Uniti, dove la carta d'identità non esiste, in albergo si può dare, volendo, un nome qualunque perché fino a prova contraria non sei considerato un cittadino sospetto da schedare. I dati personali del cliente restano riservati. Non vengono trasmessi in questura come succede in Italia dai tempi del fascismo: perché, signori, nel caso l'abbiate dimenticato, fu proprio il fascismo, nel 1926, Anno IV, dopo l'emanazione delle leggi speciali dell'anno prima, a introdurre la carta d'identità allo scopo di schedare i cittadini e limitarne la libertà personale; carta d'identità che la repubblica "democratica e antifascista" non ha abolito insieme a tanti altri provvedimenti di stampo fascista. Però ci si scandalizza per le impronte digitali prese a chi non ha né carta d'identità ne altro documento valido per essere riconosciuto e non scambiato per un altro, com'è successo con una ragazza rom arrestata una quarantina di volte (e sempre rimessa in libertà) fornendo ogni volta un nome diverso. In questi casi che si fa? Si chiede lumi a Bucarest? I romeni diventati "democratici" e comunitari non lo dicono: ma le dure leggi che vigono nella Romania d'oggi (sette anni per un piccolo furto) risentono dello spirito autoritario della tradizione comunista che tra tutte le preoccupazioni quella del rispetto civile del cittadino non veniva nemmeno per ultima. Gli Stati Uniti solo dopo l'11 settembre hanno reso più restrittive le leggi sull'immigrazione, introducendo anche per gli italiani (che sono esentati come gli altri cittadini europei dal visto d'ingresso) il passaporto ottico che consente un controllo istantaneo e selettivo del cittadino straniero ma senza ledere i suoi fondamentali diritti. Però all'interno del paese un documento come la carta d'identità non è stato introdotto perché sarebbe in assoluto contrasto con lo spirito di libertà individuale che è alla base del sistema americano. Il nostro paese invece si basa su tre diverse dottrine autoritarie:cattolica, fascista, comunista. Tutte e tre, diceva Benedetto Croce, sono profondamente illiberali. Di liberale e di libertario c'è ben poco e quel poco che c'è o c'era è rimasto minoritario e marginale. Il travaso di leggi liberticide dal fascismo all'antifascismo fa parte del costume trasformista italiano, come il saltafosso di migliaia di fascisti nei partiti antifascisti e principalmente nel PCI togliattiano nel 1944-45. Come poteva cambiare il paese se ai vertici dello stato, dei partiti, dei giornali, delle università, restarono parecchi fascistoni di prima? Nemmeno i due maggiori partiti di massa, DC e PCI, pieni di transfughi fascisti, avevano le carte in regola per cambiare l'Italia la quale sotto mentite spoglie non è che la continuazione di quella precedente. Carta d'identità compresa.
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da "Opinione, L'"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Oggi è Ven, 18 Lug 2008 Edizione 149 del 18-07-2008 Intervista a Marco Melgrati/ L'immagine del Comune è cristallina di Cristiano Bosco "Alassio è amministrata democraticamente da un sindaco eletto con il 70% delle preferenze. Non esiste nessuna cricca nascosta, le accuse sono assolutamente prive di fondamento e qualcuno farebbe bene a pensare prima di parlare". Marco Melgrati, Sindaco di Alassio, risponde alle parole di Sua Eccellenza Nunzio Alfred D'Angeri, ambasciatore del Belize in Italia che, in un'intervista a L'Opinione, aveva duramente attaccato l'amministrazione comunale. Alassio è un'isola dove la legge non viene applicata? Le leggi ad Alassio vengono applicate bene. L'immagine del Comune è cristallina. Riceviamo un'attenzione della magistratura maggiore rispetto a città governate dal centrosinistra. Qui tutto dev'essere perfetto, il Comune è una scatola di vetro: qualunque cosa succede all'interno del palazzo viene immediatamente portata all'esterno. Qualcuno non ha ancora capito che il Sindaco ha una funzione di indirizzo: le pratiche di ogni tipo, anche quelle di chiusura e riapertura dei locali, sono gestite dalla struttura dei funzionari e dei dirigenti. Mi spiace che qualcuno abbia detto cose offensive, evidentemente non capendo come funziona la macchina comunale. Il rammarico è molto, perché nel momento in cui gli uffici fecero chiudere la prima volta il "Corsara Beach", mi fu conferita la massima onorificenza del Belize, la Medaglia dell'Amicizia. In seguito, venni definito "vescica immonda" in tutti i locali di Alassio, dalla stessa persona che mi conferì l'onorificenza - la quale, durante le elezioni, ricordo che fece stampare centinaia di magliette con la scritta "Melgrati for Mayor". Essere definito "vescica immonda" e altri epiteti è cosa abbastanza fastidiosa, della quale non me ne curo. Per ora. Come ha intenzione di rispondere? Sto preparando una lettera per il Ministro degli Esteri, una protesta per gli atteggiamenti "disinibiti" di un esponente del corpo diplomatico che viola ripetutamente leggi dello Stato e norme comunali. Si va dalle multe non pagate al passaggio in Harley Davidson in zone a traffico limitato nelle ore in cui il transito è vietato, senza dimenticare l'uso del lampeggiante sulla macchina, proibito in Italia. Aveva anche preteso due posti auto per il corpo diplomatico sotto casa sua, cosa che non si può concedere perché non più previsto dal codice. Gli sono stati concessi, come atto di cortesia, due posti nel porto di Alassio, perché potesse parcheggiare. Viene criticata anche la sua scelta di partecipare alle selezioni per l'Isola dei Famosi. La mia è stata una battuta per dare risalto a un evento che si svolgeva ad Alassio, le selezioni dell'Isola dei Famosi. Non nutro ambizioni di diventare un personaggio da reality televisivo. Ho già la mia professione: faccio l'architetto, lavoro bene e l'attività va a gonfie vele. Ho anche la mia storia politico-amministrativa: sindaco da due legislature, per due mandati assessore. Da tre mandati nel Consiglio Provinciale: alle ultime elezioni sono stato il candidato di FI che ha preso più voti in provincia di Savona. Andare all'Isola dei Famosi non mi porterebbe alcunché, se non una notorietà a livello nazionale, la quale non mi servirebbe. Le discoteche, ad Alassio, continuano ad esistere? Purtroppo, la querelle tra due privati ha scatenato un meccanismo perverso. I locali che non hanno e che non possono avere nell'immediato l'agibilità tecnica - a meno che non ricorrano al Tar o a meno che non dimostrino di avere i titoli - prima o poi verranno chiusi. Dispiace anche perché ad Alassio forse solo il 10% delle abitazioni e delle strutture pubbliche dispone di agibilità tecnica: non l'hanno Comune, caserma dei Carabinieri e della Polizia. Forse nemmeno la Capitaneria di porto. In teoria, dovremmo chiudere tutto, qui come in altre città. Per "Le Vele" e "Joy" stiamo facendo presentare dai proprietari una variante urbanistica per la zona ludica. Sono una risorsa per l'economia cittadina. Alassio è la città ligure della movida, grazie a locali come "Il Porto", "La Capannina" e i succitati "Joy" e "Le Vele". Una risorsa che deve essere mantenuta ad ogni costo. Regione e Provincia dovranno capire che questa variante deve essere accolta. A scanso di equivoci, non sono il progettista di questi locali notturni: dietro ai progetti non c'è lo Studio Melgrati. Ho un rapporto di amicizia con il titolare de "Le Vele" e gli sto curando la pratica, ma questo avviene già da prima che nascesse il problema. La legge mi consente di fare il professionista, ma quando una mia pratica viene esaminata in commissione edilizia credo che essa sia esaminata con più severità delle altre. Non capisco dove stia il problema: se con 15 avvisi di garanzia non mi hanno condannato nemmeno una volta, ci sarà un perché. Il Suo rapporto con la magistratura non è dei più felici. Giorni fa ha definito il sequestro del Grand Hotel in costruzione come "il più grave errore dal dopoguerra ad oggi della magistratura". Mi permetto di usare toni forti con la magistratura perché non ho nulla da nascondere. Da anni il mio avvocato Franco Vazio, amico e vice-sindaco di Albenga, mi difende per errori di indagine, poi archiviati. La politicizzazione della magistratura, presente ad ogni livello, è qualcosa da deprecare e che deve finire. Ha ragione Berlusconi, serve una legge: quando un magistrato sbaglia, deve pagare. Siamo talmente nell'occhio del ciclone che, per alcune modifiche interne alle tramezzature del Grand Hotel - non cambiando la destinazione d'uso, non cambiando il numero delle camere, non cambiando nulla - la magistratura ha ritenuto opportuno, dopo un esame superficiale della pratica, il sequestro del Grand Hotel. Un vero delirio di onnipotenza. Solo dopo il mio sfogo e il mio intervento presso il procuratore della Repubblica, il dott. Scolastico, che ringrazio per la sua sensibilità, si è riusciti ad aver ragione della burocrazia e, il giorno dopo, a dissequestrare l'albergo. A fare una pessima figura non sono stato di certo io. Come risponde a chi sostiene che Alassio non sia più una località accogliente? Alassio è cambiata profondamente. Si è messo mano a opere pubbliche come il Grand Hotel, il porto, il campo sportivo che partirà a ottobre, la pavimentazione di tutto il centro storico e il rifacimento dei sottoservizi, l'appalto del depuratore fermo al consiglio di Stato, il recupero di piazza Partigiani: opere fondamentali per la nostra città. A volte mi accusano di essere un cementificatore. Non capisco: applichiamo un piano regolatore approvato dalla regione, dalla provincia e dalla sovrintendenza architettonica, una programmazione urbanistica nel rispetto delle leggi. La chiamo "programmazione urbanistica", la sinistra la chiama "cementificazione". Questione di punti di vista, probabilmente la legalità sta dalla mia parte. Dopo l'esperienza da primo cittadino, che progetti ha? Sono a disposizione del partito. So che il presidente Biasotti nutre grande stima nei miei confronti. Se mi vorrà al suo fianco nella battaglia per vincere le elezioni regionali, sicuramente porterò un grande contributo in termini di voti. Se, dopo l'estate, mi diranno che sarò candidato alle elezioni regionali, inizierò con un anno e mezzo di anticipo la mia campagna elettorale, dove metterò in campo risorse economiche, fisiche e culturali per cercare di portare più voti possibili alla causa del centrodestra per la riconquista di questa Regione, governata in maniera veramente scandalosa.
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da "Denaro, Il"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Enti Locali & Cittadini imprese & finanza Iodice: Accesso al credito, priorità per le Pmi Vittorio Iodice è il direttore generale di Confcredito scpa, un istituto di garanzia fidi nato nel 1976 e che negli anni ha consolidato la propria attività nell'espletamento della funzione di garante di finanziamenti richiesti dalle imprese aderenti. Oggi Confcredito scpa ha avviato con Unimpresa un accordo di partnenariato, offrendo agli associati un vasto ventaglio di servizi e consulenze. A Iodice rivolgiamo qualche domanda. Domanda. Dottor Iodice, che ruolo giocano il credito e le garanzie in un'azienda? Risposta. E' noto che il credito assume un ruolo cruciale per la vita e lo sviluppo dell'impresa, soprattutto per le nostre la cui struttura finanziaria è orientata verso l'indebitamento. Sul presupposto che il credito tanto più facilmente viene erogato quanto più pronto e sicuro è il suo recupero, si ricorre sempre più spesso alla prestazione di garanzie reali. A ciò l'imprenditore può essere indotto non solo perchè unico modo per ottenere credito, ma anche perchè la prestazione di garanzia reale permette di ottenerne di più a condizioni più favorevoli. Nello stesso tempo però il rilascio della garanzia, da una parte neutralizza il rischio di insolvenza del debitore verso i creditori garantiti e dall'altra accentua il rischio in danno degli altri creditori quelli destinati al chirografo. E' da qui che nasce il problema se le garanzie reali siano efficienti, se la concessione sia un fatto che aumenta il benessere complessivo del debitore e dei creditori o se sia un fatto che accresce il benessere del beneficiario della garanzia diminuendo quello degli altri. D. Qual è la ricetta per superare gli ostacoli al credito? R. Una prima modalità di soluzione delle problematiche attualmente esistenti viene individuata nello sviluppo di una politica relazionale tra istituzioni, enti, soggetti economici e sociali, sulla scorta della positiva esperienza dei Patti Territoriali. Il coinvolgimento delle banche già in fase di definizione delle procedure per il sistema di aiuti alle imprese ed al mondo produttivo locale può elevare il grado di responsabilizzazione delle stesse rispetto alle questioni relative alla crescita produttiva del territorio ed una maggiore sintonia della loro azione creditizia rispetto alle iniziative politiche. Una seconda modalità fa riferimento al sistema delle garanzie per l'accesso al credito, particolarmente avvertito dalle pmi. Il sistema imprenditoriale campano è caratterizzato dalla ridotta dimensione aziendale e da una diffusa sottocapitalizzazione (per le aziende consolidate, anche dalla problematica del passaggio generazionale). Per modificare le condizioni di svolgimento dell'attività imprenditoriale, occorre intervenire sulle infrastrutture, sulla diffusione delle conoscenze, sui servizi reali di supporto alle imprese, sulla semplificazione della burocrazia regionale e locale (e sulla consistenza della richiesta di garanzia per accedere a forme contributive o di finanza agevolata, che a volte appare eccessiva), ma occorre intervenire anche e particolarmente sulle condizioni finanziarie e sulla cultura finanziaria. D. In che modo i Confidi sostengono le pmi? R. La scarsa presenza di capitale proprio nelle aziende, soprattutto per la particolare morfologia del sistema produttivo campano, rappresenta uno degli elementi maggiormente penalizzanti nell'attribuzione del rating in quanto viene interpretata come debolezza strutturale. E' qui che sorge la questione degli strumenti di sostegno a favore delle PMI, a partire dalla problematica del sistema delle garanzie per accedere al credito ed ai finanziamenti. I confidi potrebbero giocare in tal senso un ruolo determinante innanzitutto attuando processi concentrativi, tra l'altro sollecitati dalla legge di riforma dei consorzi fidi e da Basilea II, anche perchè nella nuova condizione di mercato la dimensione giocherà un ruolo importantissimo, sia nel consentire ai confidi la piena operatività e di ampliarla eventualmente con servizi di consulenza finanziaria, sia nel garantire un effetto moltiplicatore adeguato dei fondi posti a presidio delle garanzie. Sarebbe auspicabile in tal senso una fusione di tipo consortile "orizzontale" tra i diversi soggetti operanti nella regione per pervenire alla costituzione di un unico fondo a supporto delle garanzie emesse dall'intero sistema regionale consorziato. Il vantaggio consisterebbe nell'avere più soggetti operanti sul territorio ed un unico fondo di garanzia capace di assolvere ai requisiti patrimoniali auspicati dalle dimensioni operative adeguate per sostenere il costoso processo di rafforzamento organizzativo, di controllo e di informatizzazione dei processi valutativi e del sistema del rating. Questa modalità concentrativa potrebbe essere insufficiente a garantire al nuovo soggetto dimensioni capaci di consentirgli il superamento dell'ambito "tradizionale", per aspirare a diventare intermediario vigilato e quindi con più ampie possibilità operative; questo nuovo concetto di Confidi certamente preserverebbe e rafforzerebbe il riferimento territoriale e la centralità nel processo di sostegno, di supporto allo sviluppo del sistema produttivo regionale. D. Come vede in questo contesto il ruolo della Regione Campania? R. La mia convinzione è che occorrerebbe che l'ente regione si doti di un nuovo soggetto, serio e partecipato (agenzia di garanzia e partecipazione o altro) che abbia come mission il sostegno finanziario allo sviluppo territoriale, al sistema regionale delle imprese, alla creazione di nuova imprenditorialità. Un ente di natura mista e partecipata ente regione, confidi e banche interessate che avrà da gestire il Fondo Regionale di Garanzia interconsortile, unico e partecipato da tutti i confidi sulla base di specifiche convenzioni che ne orientino la loro attività; sostenere i processi di capitalizzazione e di finanza straordinaria delle imprese, sia in maniera diretta (partecipazione di minoranza) sia promuovendo l'intervento di intermediari finanziari specializzati e l'attivazione di strumenti finanziari innovativi (private equità, prestiti partecipativi, mezzanine financing); promuovere la consulenza e la formazione professionale in materia finanziaria. E, ancora, garantire l'affidabilità e la certificazione di qualità delle imprese locali; progettare, gestendone la parte finanziaria; sostenere finanziariamente l'innovazione ed i processi di cooperazione; sviluppare opportunità di investimento per operatori specializzati e per piccoli risparmiatori. Insomma, un soggetto con vocazione alla promozione di nuove soggettualità e di nuove opportunità imprenditoriali, al sostegno della base produttiva locale e del suo sviluppo competitivo; un soggetto dotato di una combinazione di attività, prevalentemente di natura finanziaria, capace di attirare l'interesse partecipativo di operatori privati e di attivare strumenti finanziari innovativi, di creare le condizioni per il formarsi di un mercato dei capitali in regione , insomma di sostenere e far evolvere il sistema produttivo territoriale. a cura della redazione Ago Press del 18-07-2008 num.
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da "Denaro, Il"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Enti Locali & Cittadini Parte da Calitri il treno federalista del Mezzogiorno Basilio Puoti Parte da Calitri il treno federalista del Mezzogiorno d'Italia. Nel piccolo comune irpino si è svolta una tavola rotonda sul tema: "Il federalismo visto dal Mezzogiorno e dai piccoli Comuni" molto sentita e partecipata dai cittadini. Durante l'incontro il portavoce del coordinamento dei Piccoli Comuni, Virgilio Caivano, deus ex machina del "treno del federalismo", ha richiamato con forza "i cittadini alla partecipazione dal basso, i sindaci ad essere davvero classe dirigente e soprattutto la politica meridionale a fare scelte di rigore". Il Coordinamento dei 5634 Piccoli Comuni, una straordinaria avventura nata e cresciuta sulla rete è riuscito a dare in questi anni un volto nuovo alle piccole comunità locali. Al convegno sul tema "Il federalismo visto dal Mezzogiorno e dai piccoli Comuni", nel suo intervento di apertura, il sindaco di Calitri, Giuseppe Di Milia, parla di un Mezzogiorno che "recupera centralità, esprime voglia di cambiamento e soprattutto partecipazione dei sindaci alle scelte delle Regioni". "Il Sud afferma il leader di Piccoli Comuni Virgilio Caivano - cambia se opta a favore del talento e del merito. I nostri giovani sono la grande risorsa dell'oggi per il domani. Abbiamo bisogno di avere Enti agili e burocrazie efficienti. Non serve una pletora immensa di poltrone inutili alla gente e buone solo per le fameliche clientele di partito". Dal canto suo il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Pietro Pepe, sollecita la classe politica meridionale alla propria responsabilità. del 18-07-2008 num.
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da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Cagliari e Provincia Pagina 1016 Il Comune attende da tre mesi una comunicazione da palazzo Viceregio per l'intitolazione ufficiale Caso Scardella, la Prefettura blocca la piazza Il Comune attende da tre mesi una comunicazione da palazzo Viceregio per l'intitolazione ufficiale "Processi ancora in corso". Ma le sentenze sono state già depositate --> "Processi ancora in corso". Ma le sentenze sono state già depositate La targa è già stata incisa: "Piazza Aldo Scardella. Vittima dell'ingiustizia". Peccato che sia ancora nei magazzini comunali, anche se per l'intitolazione ufficiale c'era una data (il 31 maggio scorso) e lo slargo di via dei Donoratico (scelto dalla commissione toponomastica) è stato imbiancato e risistemato, pronto per le foto e il battesimo con le autorità. Circa dieci giorni prima della cerimonia però, in Municipio è arrivato un fax della Prefettura, che suonava più o meno così: "Bloccate l'intitolazione, su Scardella ci sono ancora dei procedimenti in corso". Riferendosi, probabilmente, alla riapertura delle indagini sulla morte del ragazzo accusato - ingiustamente, ma si scoprì solo dopo che i secondini lo trovarono impiccato nella propria cella - della rapina con omicidio al Bevimarket. "Indagini già archiviate ad aprile", specifica Cristiano, fratello di Aldo. La comunicazione della chiusura di tutti i procedimenti è stata notificata alla Prefettura. Servirebbe solo un nulla osta, un altro fax per dare un via libera ad una piazza che, come spiegarono qualche mese fa i familiari, "servirà per non dimenticare Aldo e per fare in modo che non ci siano più errori del genere". E invece? Invece sulla targa si sta accumulando la polvere di un silenzio-dissenso: nessuna comunicazione da Palazzo Viceregio, cerimonia ritardata e promotori dell'intitolazione (sostenuti da 3.500 firme raccolte in pochi mesi) ancora in attesa. "Abbiamo depositato in Prefettura i documenti che provano la chiusura di ogni procedimento che riguardava Aldo", ricorda il consigliere comunale Claudio Cugusi. Carte rimaste impantanate su qualche scrivania anche se, fanno sapere dagli uffici di piazza Palazzo, "non c'è nessun blocco, gli atti stanno seguendo la normale procedura". Per il momento, in via Roma non è ancora arrivata nessuna lettera. Senza, la decisione della commissione toponomastica (presa all'unanimità, in una riunione di metà ottobre) deve rimanere ferma in un cassetto, facendo passare inutilmente il ventiduesimo anniversario (il 2 luglio) dalla morte di Scardella. Una cerimonia che secondo Cugusi (presidente del comitato che ha chiesto, più di un anno fa, la dedica della piazza) è "necessaria al più presto, perché è un atto di pacificazione collettiva e memoria per un ragazzo morto ingiustamente". Trovato cadavere a Buoncammino con il collo stretto da un lenzuolo. Affianco, un biglietto con una scritta che ora graffia come un brivido: "Muoio innocecente". Schiacciato da un processo sbagliato e da una fretta giudiziaria che ha portato la commissione comunale (col sindaco in testa) a dire sì ad una piazza in suo ricordo. "Vittima dell'ingiustizia". E adesso della burocrazia. MICHELE RUFFI.
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da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 18 Luglio 2008 L'IMPRESA. Discesa dallo Stromboli rinviata Tom Perry, l'uomo scalzo, bloccato dalla burocrazia     Claudio Tessarolo Per ora, la discesa che compirà lungo la Sciara del Fuoco, vertiginoso e spettacolare pendio lavico che dal cratere dello Stromboli, in quasi mille metri di dislivello, precipita al mare, Tom Perry l'ha ammirata da un elicottero. Per ora. L'impresa annunciata la scorsa settimana, durante un raid che l'uomo a piedi nudi di Sovizzo ha compiuto nelle Eolie, è stata infatti rinviata. Alla base della decisione motivi di ordine tecnico-logistico (non era disponibile l'elicottero per le riprese dall'alto), e tecnico-burocratico. L'accesso al cratere del vulcano, tuttora in attività sia pur blanda, è presidiato da uomini della Protezione civile che, da quanto arrivato alle orecchie di Tom Perry, non vedrebbe di buon occhio la prestazione del vicentino, a buon titolo specialista nel salire e scendere a piedi nudi i vulcani di tutto il mondo. Ma l'eventuale (e probabile) mancanza di un regolare permesso per compiere l'impresa non pare spaventare e preoccupare oltre il lecito "l'uomo a piedi nudi", ormai di casa in Sicilia. Top secret quindi la data fissata per l'impresa (dovrebbe essere comunque questione di settimane). "Farò un blitz, scalerò il vulcano e scenderò dalla Sciara, un percorso che mi affascina, altamente spettacolare. "iddu", il vulcano, che mi chiama: è una sfida che intendo onorare, e lo farò nella massima sicurezza. Dall'elicottero ho visto bene la linea di discesa; certo incognite e difficoltà ci possono essere, ma credo che la prova sia alla mia portata. Spero che quelli della Protezione civile lo capiscano: la mia non è una esibizione fine a se stessa, a piedi nudi ho girato in tutto il mondo per lanciare messaggi a difesa dell'ambiente. Inoltre non coinvolgerò e non metterò a repentaglio nessuno. Mi assumo tutta la responsabilità di quello che faccio. Ma non ci rinuncio: sarà un incontro ravvicinato che riguarderà solo me e "iddu"". Quando ciò avverrà? Probabilmente lo si saprà presto; ma a cosa fatta.
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da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Un blog per chi cerca lavoro a Venezia. Con informazioni su come compilare un curriculum vitae o una lettera di presentazione. O con le dritte più furbe per cercare lavoro in città. Ma anche con informazioni sui corsi di formazione finanziati oppure per districarsi nella burocrazia universitaria. l'idea alla base di formazionevenezia.blogspot.com, che si vuole porre come fonte di informazione sul difficile mercato del lavoro veneziano, con suggerimenti che provengono dalle stesse persone che stanno cercando lavoro o lo hanno appena trovato. E che ha trovato una forte rispondenza da parte degli utenti della rete avendo ricevuto oltre ottocento visite nel primo giorno di presenza sui principali motori di ricerca."Mi sono accorta, svolgendo colloqui di orientamento al lavoro con gli studenti di una scuola superiore veneziana - spiega l'ideatrice del blog, Nicoletta De Col, 26enne laureata in psicologia con un master in risorse umane - che i ragazzi, anche se piene di buone intenzioni, saranno anche sommersi di informazioni su come organizzare il proprio futuro, ma non sanno cercarle". Con la conseguenza di trovarsi di fronte a illeggibili curriculum di sei o sette pagine, che ogni azienda cestinerà senza nemmeno scorrere. O di trovare, nella lettera di presentazione che accompagnava un curriculum, una perla come "offresi laureata in psicologia". "Ma anche persone più adulte, che magari vogliono reinserirsi in un mondo del lavoro che nel frattempo è cambiato - spiega Nicoletta - fanno fatica quando devono scrivere un curriculum o una lettera di presentazione". E le cose si fanno anche più difficili quando si tratta di coniugare la domanda e l'offerta di lavoro in una città che si va sempre più appiattendo sulla monocoltura turistica. "Ci sono in ogni città possibilità di formarsi nel settore che più piace e nella maggior parte dei casi si tratta di corsi gratuiti o per i quali si viene anche pagati - aggiunge Nicoletta - la difficoltà sta nel trovarli e soprattutto nel sapere orientarsi tra le varie offerte scartando quelle meno serie e capire cosa veramente si sta cercando".Pl.T.
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da "Vita non profit online"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Mussolini: " caos infanzia" Reading time: 3 minutes --> by Redazione - pubblicato il 18 Luglio 2008 alle 15:29 Troppa frammentazione nelle competenze Procedere al censimento dei bambini italiani presenti nelle case famiglia e delle coppie intenzionati ad adottarli, delegando l'incarico ad un'unica persona. è l'appelo lanciato da Alessandra Mussolini, presidente della Commissione Infanzia e da Antonio Mazzocchi (Pdl), presidente nazionale dei Cristiano Riformisti, durante la conferenza stampa alla camera dei Deputati"Mentre a Roma, Napoli e Milano si comincia il censimento dei bambini rom - ha dichiarato Mazzocchi - nessuno si preoccupa del censimento dei bambini italiani ospitati nelle case famiglie"". "Una casa famiglia" - ha continuato Mazzocchi - "per ottenere le sovvenzioni deve dichiarare su cartaceo quanti bambini ospita. Come si dimostra che l'anno precedente ce ne siano stati un numero maggiore o minore? Oppure" - si chiede ancora l'esponente del Pdl - "se sono esattamente il numero dichiarato? Queste case famiglia - ha aggiunto Alessandra Mussolini - hanno l'obbligo di denunciare al procuratore della Repubblica il numero dei bambini ospitati, le condizioni di salute e di dare informazioni sui genitori naturali. A questo punto il procuratore dovrebbe verificare le informazionid dategli, ma spesso il controllo viene disatteso". "In Italia - ha continuato Mazzocchi - c'è un basso tasso di adottabilità. Per adottare un bambino ci possono volere anche quattro o cinque anni. Mi appello, pertanto, al ministro della Giustizia Angelino Alfano e ad Alessandra Mussolini affinchè metta il problema in questione all'ordine del giorno della sua Commissione.Non avere un controllo organico a livello nazionale - ha concluso l'esponente del Pdl - crea problemi di sicurezza e di tutela dei minori". "Ho avuto questo incarico da un mese" - ha dichiarato Alessandra Mussolini - "e già ho pututo constatare che in Italia esiste un “caos infanzia”. Considerando il numero di tutti coloro che si occupano di infanza, dovremmo avere dei dati aggiornati al minuto". Le competenze sono eccessivamente suddivise: "Al ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna - ha sottolineato Mussolini - compete l'infanzia femminile e solo una parte dei problemi legati alla pedopornografia. Carlo Giovanardi, come sottosegretario si occupa della famiglia. Ancora, c'è un ministero per la Gioventù presieduto da Giorgia Meloni". "Denuncio", prosegue Mussolini, " che soprattutto sulle adozioni nazionali c'è una burocrazia che le impedisce, indirizzandole verso quelle internazionali. Attualmente, in Italia, l'età media dei bambini adottati è compresa tra i 5 e i 9 anni. Solo il 9% sono neonati. Sono adottati più maschi che femmine esolo il 9% dei bambini con disabilità riescono ad avere una famiglia che li accolga". "Ci vuole semplificazione: gli enti o lavorano e forniscono dati sui bambini adottabili e sulle famiglie che vogliono intraprendere l'adozione o chiudono". Eppure in italia la legge sull'affidamneto e sull'adozione esiste. è la n.149 del 28 marzo 2001, che ha previsto la progressiva chiusura dei vecchi orfanotrofi, con l'obiettivo di inserire i bambini nelle famiglie attraverso lo strumento dell'affido, per arrivare gradualmente all'adozione, o l'inserimento nelle case famiglia". Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. Ut enim ad minim veniam, quis nostrud exercitation ullamco laboris nisi ut aliquip ex ea commodo consequat. Duis aute irure dolor in reprehenderit in voluptate velit esse cillum dolore eu fugiat nulla pariatur. Excepteur sint occaecat cupidatat non proident, sunt in culpa qui officia deserunt mollit anim id est laborum. -->.
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da "Giornale di Calabria, Il"
del 18-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Secondo il rapporto Svimez 2008. La preoccupazione del vicepresidente Cersosimo. La "ricetta" di Lamonica (Cgil) ROMA. Arretra l'economia del Mezzogiorno. E anche di fronte al passo lento del resto del Paese perde terreno e mette a segno per il sesto anno consecutivo una crescita più bassa rispetto al centro-nord, fermandosi allo 0,7% contro l'1,7%. Gli investimenti rallentano e i consumi sono stagnanti, con la spesa delle famiglie meridionali che si attesta ad un +0,8%, circa la metà di quella degli altri italiani (+1,5%). A dirlo è il rapporto Svimez 2008, che non esita a indicare il Sud come la "periferia dell'Europa", un "non-sistema".Nel 2007 il Pil è aumentato nel Mezzogiorno solo dello 0,7%, un punto di meno rispetto alle regioni centrali e settentrionali, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Il Pil per abitante, evidenzia il rapporto, è pari a 17.482 euro, il 57,5% del centro-nord (30.380 euro), da cui lo separa una differenza di oltre 42 punti percentuali, pari a circa 13mila euro. In termini di crescita, tutte le regioni registrano segni positivi, tranne la Calabria. In testa alle regioni del Mezzogiorno c'è la Puglia (+2%), seguita da Molise (+1,7%), Basilicata (+1,5%) e Sardegna (+1,3%). Quasi ferme due delle regioni più "pesanti", Campania (+0,5%) e Sicilia (+0,1%). Due le cause principali del fenomeno, evidenzia lo Svimez: investimenti che rallentano, famiglie che non consumano. "Rilevante" è infatti la frenata degli investimenti fissi lordi dell'area (che hanno fatto segnare nel 2007 un timido +0,5% a fronte del + 2,4% dell'anno precedente), che testimonia il peggioramento del clima di fiducia delle imprese. Sulla stessa linea la spesa delle famiglie meridionali, ferma al +0,8%, circa la metà di quella del centro-nord (+1,5%). Da sette anni la dinamica dei consumi interni è poco più che stagnante (+0,5%), rileva inoltre l'Associazione, "a conferma delle difficoltà delle famiglie meridionali a sostenere il livello di spesa". Ed un giudizio negativo sugli effetti per il sud della manovra economica è stato espresso dal vicepresidente della Regione Calabria, Domenico Cersosimo. Intervenendo alla presentazione del Rapporto Svimez 2008, Cersosimo ha sostenuto che "peggiorerà la già insostenibile situazione di arretratezza del sud rispetto al centro-nord. La novità della manovra economica di Tremonti è che dopo decenni di lenta riduzione degli investimenti al sud in conto capitale, da parte dello Stato, adesso si arriva al loro totale azzeramento ed anzi al prelievo autoritario anche di risorse già destinate alle regioni meridionali". Secondo Cersosimo, "oltre alla mancanza di una programmazione nazionale concertata con le rappresentanze locali del Mezzogiorno, dal Governo stanno arrivando anche altri pericolosi segnali di totale disinteresse per questo pezzo d'Italia. Ad oggi, per esempio, non esiste neppure un sottosegretario con la delega per il Mezzogiorno e le politiche di coesione. stato azzerato il Dipartimento ministeriale per lo sviluppo economico e viene chiusa la Direzione Studi del Ministero, l'unica struttura ad avere la conoscenza su tutti i fenomeni socio-economici delle regioni meridionali".Il vicepresidente della Regione é poi tornato alla manovra economico-finanziaria, che tutte le Regioni hanno bocciato comprese Veneto e Lombardia. "Non si può sbagliare - ha detto Cersosimo nel suo intervento - nel giudicarla unilaterale ed autoritaria. Il Governo non ha dialogato su come arrivare all'obiettivo del saldo del deficit pubblico entro il 2011 perché gli interessava soltanto prendersi le risorse a noi già destinate: dal "patto sulla salute", che imporrà di rimettere il ticket ai fondi comunitari delle aree sottoutilizzate, dal piano-casa, alle infrastrutture all'esclusione della nettizzazione dal patto di stabilità della spesa sui fondi Ue. Una cifra da paura, molto più alta dei soldi necessari al pareggio del deficit. Il maxiemedamento di Tremonti è stato presentato solo ieri e dai nuovi conteggi in corso d'opera dovremo avere la conferma di un esproprio di risorse locali attorno ai 40 miliardi di euro e forse più". Secondo Cersosimo, "questa manovra di tagli senza strategia rischia di strozzare il Sud -ha affermato Cersosimo nel suo intervento alla Svimez - e deprime l'assunzione di responsabilità della classe politica e della burocrazia meridionale, una qualità che invece è essenziale se vogliamo arrivare all'applicazione di un modello federale dello Stato che leghi solidarietà, efficienza e capacità di innovazione". "Siamo al totale azzeramento di ogni politica di sostegno e coesione per il Sud - ha concluso il vicepresidente della Regione - ed è giusto sospettare che l'accentramento delle risorse possa servire solo per le grandi opere decise dall'alto: da una centrale nucleare al Ponte sullo Stretto di Messina. Ma così, non si porta tutto il Mezzogiorno né in Italia, né in Europa". "Il Mezzogiorno è in una situazione allarmante, di grandissima difficoltà sociale e di profonda crisi del settore industriale. in atto una forma di "secessione di fatto", tra il settentrione agganciato all'Europa e il meridione in progressivo declino". Lo afferma il segretario confederale della Cgil, con delega al Mezzogiorno, Vera Lamonica, commentando il rapporto Svimez 2008 sull'economia del Mezzogiorno. "Ci sarebbe bisogno di adeguate politiche economiche e sociali - dice Lamonica - tali da coniugare sviluppo e redistribuzione, di interventi concreti verso quelle famiglie protagoniste in negativo del crollo dei consumi, di misure che possano incidere efficacemente sui livelli di occupazione, ponendo un argine alla ripresa massiccia dell'emigrazione" ma, rileva la dirigente sindacale, "la manovra economica va in una direzione assolutamente contraria". Il Governo, conclude Lamonica, "sta facendo scelte di politica economica che vanno nella direzione esattamente opposta a quella del federalismo fiscale, di cui tanto si parla come necessario e imminente per il Paese".
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da "Cittadino, Il"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia In pericolo l'isolotto: "Si è perso troppo tempo" Settimane di corrente fortissima hanno aggravato l'erosione già in corso n C'è amarezza per le condizioni in cui riversa l'isolotto Achilli. Il celebre tratto di terra sospeso al centro del fiume Adda, valutato dal Fai come il 95° gioiello paesaggistico d'Italia da preservare, continua a risentire del livello del fiume, eccezionalmente alto per la stagione. Si sarebbe potuti intervenire anni fa, almeno prima della terribile alluvione del 2002, per evitare che le condizioni dell'argine peggiorassero fino a minacciare la stabilità dell'edificio che sorge sull'isolotto. La terrazza di 25 metri quadrati, che dava direttamente sul fiume, spesso meta dei senzatetto della zona, è crollata alla fine di maggio, quando il livello del fiume è salito fino a oltrepassare il metro sopra lo zero idrometrico. Ora la voragine che sta mangiando il cuore dell'isolotto continua a crescere e sembra che abbia ormai raggiunto almeno i mille metri quadrati. "Non voglio fare polemica - chiarisce subito il geometra Renato Piolini, tecnico di fiducia della famiglia Meani, proprietaria dell'isolotto - ma ci eravamo resi disponibili a un intervento riparatore poco prima dell'ultima alluvione, che sarebbe costato intorno ai 30-40mila euro, ma ci è stato impedito. Oggi le condizioni sarebbero state diverse e non si sarebbe reso necessario un intervento pubblico che oggi costa alla collettività centinaia di migliaia di euro". L'intervento in questione prevede l'abbassamento di circa un metro della "briglia" nel fiume, il consolidamento delle fondamenta del ponte vecchio e la posa di massi per la protezione dell'isolotto, il tutto programmato all'interno di un grande progetto voluto dall'amministrazione comunale che prevede un nuovo tracciato di difese spondali, con un quadro finanziario che si aggira intorno ai 2.140.000 euro. Ma i lavori per "salvare" l'isolotto Achilli non potranno partire fino a che il livello dell'Adda non tornerà sotto controllo. Parte dei lavori, infatti, saranno svolti direttamente in acqua e le macchine, in queste condizioni, non possono raggiungere l'isolotto. "Con le tecnologie odierne è possibile fare di tutto e il recupero potrebbe non essere così difficile - conclude Piolini - , certo se la costruzione che è rimasta nel cuore di molti lodigiani, un edificio degli inizi del secolo scorso, dovesse crollare del tutto, sarebbe un'occasione persa di conservare intatta parte della memoria di questa città. Se recuperato potrebbe passare presto in uso gratuito ad un ente per la protezione ambientale e le porte sarebbero aperte alla cittadinanza". Rossella Mungiello.
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da "Milano Finanza"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Milano Finanza Numero 143 pag.25del19/7/2008 | Indietro Sabbie roventi Roma Finanza Di Margherita Solomon industria pesante Il gruppo Tosto al lavoro per ConocoPhillips Il gruppo Walter Tosto, fra i maggiori produttori di grandi impianti di caldareria, ha acquisito negli Usa una commessa di 9 milioni di euro dalla ConocoPhillips di Houston, quinto gruppo petrolifero mondiale per fatturato. Il colosso americano farà costruire all'azienda di Chieti una Vacuum Tower di 12 metri di diametro e 850 tonnellate di peso. Conoco sta ampliando la sua più grande raffineria, Wood River Refinery, situata a Roxana, nell'Illinois, sulla riva est del Mississipi, in grado di lavorare 286 mila barili al giorno, che sfrutterà il greggio proveniente dalle sabbie bituminose dell'Alberta, in Canada, attraverso una pipeline di circa 3 mila chilometri. L'export copre il 90% del fatturato della spa abruzzese e dagli Usa arriva il 45%, con la prospettiva di salire al 60% entro il 2008 comprendendo il Sud America. "Negli Stati Uniti abbiamo ricevuto richieste di critical items per i prossimi dieci anni da parte dei maggiori progettisti di impianti, che ci aprono un nuovo business da oltre 100 milioni di euro", spiega l'ad Luca Tosto, pungente nei confronti della burocrazia italiana. "In Canada abbiamo visto sorgere uno stabilimento petrolchimico da 5 miliardi di dollari in soli otto mesi", dice. "Per ampliare il nostro sul porto di Ortona, da cui spediamo in tutto il mondo items critici che superano i 100 metri di lunghezza e pesano più di mille tonnellate, abbiamo dovuto attendere 18 mesi per ottenere il permesso". Anche la ricerca della manodopera specializzata è un problema in Italia. "Con una campagna pubblicitaria cercheremo 80 saldatori da formare e assumere". L'azienda, in mano alla famiglia Tosto, conta di chiudere il 2008 con un fatturato di 90 milioni, oltre il 10% in più dell'anno precedente. Il mol del 2007 è stato di circa 4,5 milioni ed è destinato a crescere del 7% nel 2008. La produzione è stata di 14 mila tonnellate nel 2007, che saliranno a 16 mila entro dicembre. Nel 2008 la spa di Chieti investirà oltre 10 milioni di euro in ricerca. (riproduzione riservata) .
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da "Italia Oggi"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ItaliaOggi ItaliaOggi -Mercato Agricolo Numero 171, pag. 26 del 19/7/2008 Autore: di Andrea Settefonti Visualizza la pagina in PDF Nomisma testa il legame tra consumi e prodotti trasparenti L'origine fa business La provenienza? Un plus commerciale In una fase di cambiamento dei consumi alimentari, gli italiani vogliono sempre più prodotti legati al proprio territorio, di provenienza certa. Che siano o meno con il certificato Dop o quello Igt o Doc. Lo dice uno studio di Nomisma presentato da Denis Pantini, coordinatore dell'area agricoltura e industria alimentare, durante il convegno "Associazionismo e marketing in orticoltura" che è tenuto a Rivalta Bormida (Al), città al centro del nascituro distretto orticolo di qualità e dove viene prodotto quasi il 50% degli ortaggi del Piemonte. "Oggi i consumatori chiedono la certezza, la garanzia della provenienza. Ma sono poco disposti a spendere di più per un prodotto anche se certificato", spiega Pantini. Fra i criteri di scelta nell'acquisto dei prodotti alimentari al primo posto si trova "prodotto italiano" (28,6%), mentre al quarto c'è "prodotto della mia regione" con il 6,1%. Seguono i prodotti bio, 5,2%, e quelli Dop e Igp, 2,7%. Gli acquisti avvengono prevalentemente, 58%, presso la Gdo (Iper e super), il produttore, 16% e il negozio tradizionale, 13%. "I prodotti del territorio hanno una loro attrattiva, possono generare valore aggiunto territoriale", commenta Pantini. Ma quali sono gli strumenti per la loro tutela e valorizzazione? "Esistono i marchi comunitari (Dop, Igp e Stg, Biologico, Vqprd)", spiega, "i marchi collettivi geografici e altri strumenti pubblici di promozione e valorizzazione come le Strade del vino e dei sapori". La situazione più critica è quella relativa ai marchi collettivi. "Possono sicuramente essere registrati da soggetti privati (per esempio da un'OP), ma possono incontrare ostacoli normativi, soprattutto a livello di Ue, quando siano promossi e registrati da soggetti pubblici. La Commissione europea ha attuato procedure d'infrazione ogni volta che un ente pubblico territoriale ha promosso marchi di qualità. Lo stesso Mipaaf è contrario alla registrazione di marchi collettivi geografici". Esistono poi le Dop. Ma è sempre conveniente richiedere la certificazione? "Indubbiamente occorre effettuare valutazioni economiche. Si hanno maggiori costi di produzione per rispettare il disciplinare, costi di certificazione e costi di adesione al consorzio di tutela". Tuttavia "i costi di certificazione sono inversamente proporzionali alle quantità certificate in quanto legati a partite di prodotto analizzato. L'incidenza sul prezzo e sui ricavi unitari è quindi maggiore in presenza di volumi ridotti". Tanto per fare qualche esempio per i formaggi Asiago e Parmigiano l'incidenza è dell'1%, mentre si sale al 2,7% per il prosciutto toscano e si arriva al 6% per l'olio della Riviera ligure. La certificazione incontra ancora ritrosie da parte dei produttori. In molti la considerano poco remunerativa, 43% tra i produttori di formaggi e 42% tra chi produce carni preparate, mentre mediamente per il 20% a pesare è l'eccessiva burocrazia e nel 24% i costi eccessivi. In conclusione "i prodotti del territorio presentano interessanti potenzialità di consumo e possono rappresentare un punto di forza per la continuità e lo sviluppo dei sistemi agroalimentari locali".
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da "Italia Oggi"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ItaliaOggi ItaliaOggi -Giustizia e Società Numero 171, pag. 35 del 19/7/2008 Autore: di Giovanni Galli Visualizza la pagina in PDF Bozza d'intesa Cnn-Mineconomia. Accordo a Treviso Mutui riscritti gratis Ai notai soltanto il rimborso spese Portabilità gratuità dei mutui dal notaio. A seguito del protocollo d'intesa tra Abi e ministero dell'economia e delle finanze sulla rinegoziazione obbligatoria dei mutui, il Consiglio nazionale del notariato ha predisposto una bozza d'intesa con il Mineconomia nella quale si formalizza la disponibilità della categoria ad effettuare a costo zero la portabilità dei mutui con il solo rimborso delle spese. La procedura semplificata si riferisce a tutti coloro che hanno sottoscritto mutui, accesi per acquisto, ristrutturazione e costruzione dell'abitazione principale contratti entro il 30 giugno 2008, per i quali è prevista la rinegoziazione obbligatoria. La procedura per le surroghe a costo zero è stata predisposta dieci giorni fa. Tuttavia, l'impegno del Notariato sulla portabilità dei mutui risale al 2007 quando aveva già predisposto una bozza di surroga semplificata per favorirne la diffusione. Quanto alle cessioni delle quote di srl con firma digitale (si veda Italiaoggi di ieri) il presidente del Cnn Paolo Piccoli commenta l'emendamento al decreto legge 112/08 affermando che "fin dall'inizio" il Notariato ha dato "disponibilità a trovare una soluzione per contenere i costi e semplificare la procedura. Quella della firma digitale", ha puntualizzato, "è piuttosto macchinosa non garantendo sicurezza né sull'identità delle parti né sul controllo dei contenuti. Meglio sarebbe stato, allora, tornare alla situazione precedente alla legge Mancino con l'annotazione della cessione a libro soci. Inoltre", ha sottolineato Piccoli, "i risparmi per le imprese di cui si parla sono del tutto lontani dalla realtà: si è parlato di 300 milioni di euro quando stime attendibili fanno pensare che non saranno più di 50, sul presupposto assai improbabile che tutti gli intermediari lavorino gratis". L'accordo di Treviso Tornando alla rinegoziazione dei mutui, da registrare che un protocollo d'intesa firmato ieri tra la provincia di Treviso, alcune banche operanti sul territorio e il Consiglio notarile della provincia di Treviso per quanto concerne la portabilità (o surroga) dei prestiti prima casa. L'iniziativa segue il protocollo già firmato dalla provincia e le banche il 7 dicembre 2007 che di fatto anticipava, a livello nazionale, il decreto Bersani e garantiva al cittadino la possibilità di spostare il proprio mutuo da un istituto all'altro e rinegoziarlo in modo vantaggioso. Due i vantaggi previsti per i cittadini: meno burocrazia (unico atto per il passaggio da una banca ad un'altra ritenuta più conveniente dal cittadino e anche per stabilire una modalità applicativa uniforme); e tariffe notarili, ridotte ai minimi a livello nazionale. Un'iniziativa simile si è già vista a Bologna, ma in questo caso le tariffe, secondo gli interessati, sono più basse del 20%. Le banche interessate sono Banca Antonveneta, Federazione veneta banche di credito cooperativo, Bcc Cassa rurale e artigiana di Treviso, Bcc Centromarca banca, Bcc di Romano e Santa Caterina, Bcc credito trevigiano, Bcc banca della Marca, Bcc banca Prealpi, Bcc Banca di Monastier e del Sile, Banca del credito cooperativo del Pordenonese, Banca Bovio Calderari Gruppo Banca Sella, Banca popolare di Verona, Banca popolare di Vicenza, Banca popolare Volksbank, Unicredit Banca.
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da "Alto Adige"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Di Mirco Marchiodi La burocrazia costa 360 milioni l'anno La Camera di commercio: ogni azienda paga seimila euro e perde 460 ore di lavoro BOLZANO. Sono circa sessantamila le imprese altoatesine. Ad ognuna di loro la burocrazia costa seimila euro all'anno. Basta fare il calcolo: in tutto sono circa 360 milioni che poi si riversano inevitabilmente sul prezzo di prodotti e servizi. Questo senza contare costi esterni come quelli per il commercialista o l'assistenza legale e senza contare nemmeno i costi per l'amministrazione pubblica. La Camera di commercio ha presentato uno studio specifico chiedendo alla politica leggi più semplici, procedure più snelle e maggiore trasparenza. La Provincia si sta già muovendo. è da tempo che gli imprenditori si lamentano per l'aumento degli oneri burocratici. Quantificarli non è facile, ma la Camera di commercio ci ha provato. Ieri è stato presentato lo studio effettuato dall'Istituto di ricerca economica dopo un sondaggio che ha coinvolto circa 600 imprese altoatesine. è stato calcolato quanto tempo ogni azienda deve dedicare ogni anno all'adempimento delle diverse pratiche, dalla compilazione dei modelli Cud e Unico a quelle Iva, Intrastat e Mud. Questo il risultato: mediamente ogni imprenditore altoatesino dedica 460 ore all'anno per chiudere le pratiche burocratiche. In pratica, il 22% del tempo di lavoro di un impiegato a tempo pieno. Detto in termini economici, circa 6.000 euro all'anno. "Ma - avverte il presidente della Camera di commercio Michl Ebner - si tratta solo della punta dell'iceberg, perché questa stima non comprende i costi per l'affidamento di servizi a terzi, ad esempio consulenti fiscali e commercialisti". Ebner ha messo in guardia dall'errore di considerare gli oneri burocratici un problema della sola economia: "Il costo ricade su tutta la società, perché gli oneri burocratici vengono riversati sui prezzi. Inoltre c'è il costo per l'amministrazione pubblica, che deve effettuare tutti i controlli". A pesare maggiormente sono gli obblighi amministrativi in materia di sicurezza del lavoro e calcolo e pagamento di imposte e contributi previdenziali. Soffrono soprattutto le piccole imprese, perché i costi della burocrazia sono indipendenti dalla dimensione aziendale: "Questo significa - ha proseguito Ebner - che in proporzione l'onere è ancora più elevato per le Pmi". Dalle aziende arrivano diverse proposte: leggi più semplici e chiare, disposizioni stabili, eliminazione dei doppioni, maggiore trasparenza e più collaborazione da parte degli organi di controllo. Werner Frick, assessore provinciale all'economia, ha risposto che la Provincia si sta muovendo in questa direzione: "In futuro valuteremo quanti oneri burocratici aggiuntivi comporta ogni nuova legge. Abbiamo avviato uno specifico progetto in collaborazione con l'Eurac. Allo stesso tempo lavoreremo per abbattere la burocrazia già esistente, ad esempio promuovendo l'e-government e riducendo il numero di leggi. La competenza sarà direttamente del Landeshauptmann".
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da "Alto Adige"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Hanspeter Munter, direttore dell'Apa, ha fatto dell'abbattimento dei costi burocratici il suo cavallo di battaglia: "Il miglior incentivo economico alle imprese è la diminuzione della burocrazia. Ci sono costi incredibili per le imprese. E poi bisogna ridurre le leggi: la mia proposta è di annullare due leggi ogni volta che se ne approva una".
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da "Secolo XIX, Il"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Fin dall'età di sedici anni, ora ne ho trentasei, ho sempre lavorato. sempre stata una mia convinzione che il lavoro per un uomo non rappresenti soltanto una necessità materiale, ma anche un valore, un qualcosa che permette ad una persona di sentirsi parte integrante del sociale. Proprio per questo, quando mi è capitato di ritrovarmi senza un'occupazione fissa e costretto dalle esigenze di ogni giorno a rivolgermi alle strutture dell'Inps per richiedere un sostegno economico sotto forma di assegno di disoccupazione, non c'era soltanto un senso di umiliazione. A questo si univa anche il peso di sentirmi, per così dire, inutile. Per cui quando si è presentata l'occasione di svolgere la mansione di steward negli stadi, durante le partite di calcio, è stata da me colta subito con lo spirito di poter appagare almeno l'esigenza di essere utile: potevo contribuire a rendere più serena una domenica di festa per delle persone e delle famiglie appassionate di sport. Va detto che il ritorno economico immediato derivante da questa occupazione non era e non potrà mai essere tale da sopperire alle esigenze materiali rappresentate dal ritrovarmi senza lavoro, dato che l'entità degli emolumenti corrisposti è poco più di un rimborso spese. Capirà la mia sorpresa quando, in attesa della lettera da parte dell'Inps che credevo contenesse l'ultimo assegno del quale ritenevo di essere in diritto, mi sono ritrovato per le mani una raccomandata recante per oggetto "l'indebita percezione di indennità di disoccupazione" e una perentoria ed ultimativa richiesta di rimborso, entro trenta giorni, relativa a ben due mensilità corrisposte dall'ente previdenziale. In pratica l'Inps ha burocraticamente ritenuto quale occupazione fissa, e in quanto tale utile al mantenimento di una famiglia, un contratto stipulato da una società sportiva genovese, avente per finalità una "prestazione di lavoro" del tutto occasionale La mia situazione allo stato attuale è quindi questa: mi viene negato il diritto a percepire ancora qualsiasi forma di sussidio, e questo mi reca un danno immediato drammatico, in più mi ritrovo a vivere sotto la spada di Damocle di un eventuale intervento da parte di una società di Recupero Crediti, alla quale, trovandomi io tuttora nella totale impossibilità di restituire alcunché, l'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale si è rivolta. Io chiedo adesso a lei e ai suoi lettori se ritiene giustificato e giustificabile, a fronte delle migliaia di malversazioni di ogni genere e dell'assistenzialismo erogato verso chi non ne ha alcun bisogno di cui sono piene le cronache, l'accanimento freddamente formale applicato nei miei confronti. Andrea Coppola E-MAIL 19/07/2008 l'avvocato di famiglia i quesiti su diritto di famiglia e in materia di eredità e successioni avv. GIOVANNA COMAND corso A. Podestà 6/5 tel. e fax: 010 8686807; e-mail: giovannacomande@fastwebnet.it Per problemi di eredità e successioni indirizzare all'associazione C.L.A.S.S.E. 19/07/2008 Probabilmente, se l'Inps ha applicato la norma, il provvedimento è giustificato; certamente, da un punto di vista soggettivo, ci risulta ingiustificabile, qualunque sia la norma. Chiedere alla burocrazia di essere umanamente attenta alle sue azioni, di agire discernendo, è in questo Paese assolutamente impensabile. Ricordo di un caso di un invalido civile grave a cui è stata tolta la pensione perché assente dal suo domicilio in occasione della visita fiscale; il fatto che fosse ricoverato in ospedale a causa della sua grave infermità, non significava niente per l'addetto al controllo e l'addetto alla sanzione, che nessuna norma obbligava a chiedere o chiedersi perché l'invalido non fosse in casa. Pubblichiamo questa lettera perché ci piacerebbe un intervento dell'Inps in proposito. Non dell'agenzia incaricata di riscuotere i suoi crediti, che fa il suo cieco lavoro, ma proprio dell'Istituto Nazionale Previdenza Sociale, dove le parole Previdenza e Sociale dovrebbero ancora significare qualcosa che non ha a che fare con la cecità. 19/07/2008.
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da "Repubblica, La"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina IV - Bari L'intervista Parla il governatore: sono riuscito a battere i ragionieri della realpolitik La rivincita del presidente poeta "Ci sentiamo la Spagna d'Italia" Vendola: è il governo Berlusconi a minacciare i più deboli Se in tre anni otteniamo questi risultati, vorrei avere il gusto di rivendicarli Battuto chi non guardava oltre la propria stanza GIULIANO FOSCHINI Presidente Nichi Vendola, cosa sta accadendo in Puglia? "Nessuna disputa. Ma una realtà. La Puglia del centrodestra era l'ultima ruota del carro, all'ultimo posto nella crescita del prodotto lordo, una regione smarrita dentro una logica di galleggiamento, stagnazione civile, economica e culturale. Avevano portato la Puglia ad avere l'elettroencefalogramma piatto. E invece dopo tre anni di governo di centrosinistra la Puglia, questo dicono Confindustria, Svimez e Bankitalia, cresce più che ogni altra regione d'Italia, Lombardia compresa. Non siamo la Svizzera, le famiglie della nostra regione fanno fatica, tanta. Abbiamo tutte le difficoltà del Mezzogiorno, ma stiamo provando a invertire il declino. Ci sentiamo un po' la Spagna d'Italia. Se dopo tre anni di governo una giunta di centrosinistra ha questi risultati vorrei avere il diritto di poterli rivendicare. Con un gusto particolare". Perché, presidente? "Io ero il presidente poeta, quello incapace di dare risposte concrete. Così per lo meno mi dipingevano i miei avversari. Io su quelle "diversità" ho costruito la campagna elettorale. Evidentemente ora si può dire che la poesia è in grado di governare l'economia (ride, Vendola). Il presidente poeta è riuscito a battere i ragionieri della realpolitik che non guardavano oltre la propria stanza e non si accorgevano che il mondo andava incontro a visioni generali. La ricetta dello sviluppo sta nel coraggio di provare a cambiare le cose". Il centrodestra dice che il merito della crescita è tutto dei privati. è vero? "I privati hanno tratto vantaggio dalle nostre politiche. Il segreto è tutto qui. Negli ultimi due anni abbiamo costruito sessantamila posti di lavoro animando la vita economica pugliese. Quando siamo arrivati abbiamo trovato un ambiente economico in difficoltà, in disagio, senza politiche di contesto in grado di dare coraggio a un'impresa affetta da nanismo, con scarsa capacità di competizione. Noi abbiamo provato a dargli fiducia". Come? "Innanzitutto velocizzando le procedure autorizzative, rompendo la burocrazia e facendo emergere, rendendo trasparenti, i tempi del procedimento. L'opacità cresce nel pantano. Snellire significa ridurre il rischio del malaffare". Il centrodestra sostiene che la maggior parte degli investimenti sono arrivati quando loro erano al governo. E voi ora ne state traendo i benefici. "Fino a prova contraria in questa regione la cultura dell'innovazione l'abbiamo portata noi, creando i distretti tecnologici e produttivi. La Puglia si è data e ha dato agli investitori garanzie e quindi coraggio, non è stata prigioniera della burocrazia, è uscita dalla logica periferica. Ha rischiato e il salto è stato straordinario". Quali sono i settori trainanti? "L'incremento dell'export, sicuramente. E poi i distretti: credere nelle nanotecnologie, nella meccatronica, nell'agroalimentare significa investire nel futuro e nei suoi punti di qualità. L'altro elemento fondamentale è stato poi sbloccare il grosso della spesa comunitaria e dei Fas: abbiamo impiegato e speso tantissimo, mentre nei dieci anni precedenti era stata congelata al minimo. Non erano in grado di progettare, trattavano i fondi strutturati come fosse spesa corrente, incapaci di dare alle imprese la narrazione della grande opportunità che avevano tra le mani. Il cambiamento non si vede soltanto nell'economia. Ci sono le innovazioni nel sociale. Nelle politiche giovanili, con la scelta di investire i soldi della formazione professionale non chissà dove, ma credendo nei nostri ragazzi tanto da finanziare i loro studi post-universitari. Oggi la Puglia batte una serie di regioni per una serie di attività culturali, penso al cinema. E poi c'è il turismo: la nostra è la migliore performance in Italia". Il futuro? "Difficile. Il rischio recessione è vicinissimo e c'è un governo che non solo minaccia, ma lede gli interessi del Paese, gli interessi dei soggetti più deboli. Noi però dobbiamo continuare a rischiare. A investire e riqualificare. E' quello che stiamo provando a fare con il Tac, che sta virando verso la produzione di pannelli solari". Ha citato tutto tranne la sanità. E' il punto critico di questa giunta? "Sino a oggi abbiamo ottimizzato quello che abbiamo trovato: coperto buchi, investito sulle tecnologie, cambiato laddove era possibile. Poi con un inedito processo di partecipazione, con una penna collettiva, abbiamo scritto questo piano della salute". Il libro dei sogni, dicono dai banchi dell'opposizione. "Ne discuteremo in consiglio. Perché c'è la possibilità di arricchire, emendare il testo, il nostro non è un atto di arroganza o furbizia, il centrodestra trasformò il piano di riordino in una legge con un colpo di mano, tutto in una notte. E invece si discute la salute dei cittadini pugliesi. Per questo speriamo in un confronto nel merito con chi ha a cuore la salute dei cittadini pugliesi e non quelli che amano la propaganda, che hanno la cultura dello sfascio o del sabotaggio. La mia nuova scommessa per i prossimi anni è la rivoluzione della sanità". Lei però a quanto pare sta per essere eletto segretario nazionale di Rifondazione. Addio alla Puglia e alla sua rivoluzione sanitaria? "Se c'è una rivoluzione, da quei paraggi mi troverò".
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da "Giorno, Il (Sondrio)"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia SONDRIO pag. 7 "Ragazzi, vi capisco: non avete tutti i torti Purtroppo c'è ancora molto da cambiare" LA REPLICA GIACOMO ROMANO DAVARE, PRESIDE DELL'ISTITUTO DE SIMONI ? SONDRIO ? "QUESTI RAGAZZI non hanno tutti i torti. La scuola è effettivamente perfettibile, anche se in molti amano negarlo". Parola di preside: Giacomo Romano Davare, da un anno alla guida dell'istituto De Simoni di Sondrio, proprio non se le sente di liquidare le critiche. Qualcuna, anzi, finisce addirittura per sottoscriverla. Professor Davare, è vero che per eccellere, nelle classi di oggi, bisogna essere deferenti? "Non la metterei proprio così. vero che molti studenti hanno un atteggiamento di sottomissione verso gli insegnati. Ma il fatto è che la scuola resta l'unico luogo nel quale, agli inizi del terzo millennio, ancora sono in vigore i dettami del codice militare". Si spieghi meglio. "Punizioni, rapporti, note firmate, ruolini: come nelle caserme. E la deferenza, non a caso, è un tipico atteggiamento da naja". E lo studio a memoria? Rielaborazione e spirito critico sono veramente così poco incentivati? "Purtroppo sì. Questa è una verità assoluta. I voti derivano da criteri molto rigidi, e anche un poco ipocriti. Flessibilità e fantasia contano scarsamente". Ci fa un esempio? "L'elenco delle ore di lezione che viene riportato sulle pagelle, a fine dell'anno: è semplicemente un falso, sempre uguale per tutti. Eppure, non è pensabile che tutti, insegnati e allievi, siano sempre stati presenti. E poi, le ore qui da noi sono da 50 minuti. Ecco, questo è un esempio di cattiva burocrazia: capisco i ragazzi. In un certo senso, hanno ragione". Quali sono i problemi di fondo? "Guardi, in teoria il professore dovrebbe offrire al ragazzo un percorso di crescita personale: dovrebbe entrare in sintonia con lui. Il problema, è che manca il tempo. Per poter organizzare strategie di questo tipo, bisognerebbe riunirsi spesso, tirare fuori nuove idee: in pochi, però, hanno voglia di farlo. Ogni professore ha a disposizione solo 40 ore annuali di riunione: dopo un po', tutti iniziano a guardare l'orologio". Quindi, se si va avanti così, è semplicemente perché questa risulta la strada più agevole da percorrere? "Sì, direi proprio di sì". E i favoritismi? "A quelli credo poco. Li ridurrei, al massimo, al 20% dei casi. Non di più. Il resto, è dovuto a semplici affinità umane: vedi che lo studente la pensa come te, che si comporta come tu vorresti, e ti sta simpatico. Molto semplice. Ma non c'è malizia. Più gravi, sono semmai i casi dei docenti che si disinteressano delle proprie classi. Capita anche questo: gente che legge il giornale sulla cattedra. Ma, per fortuna, sono ancora eccezioni". Andrea Sceresini.
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da "Giorno, Il (Milano)"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia VETRINA pag. 17 "Sfrattati sotto i ponti Burocrazia inumana" ? CORSICO ? "SONO seriamente preoccupato - dice l'assessore all'Edilizia pubblica e privata, Giovanni Molisse - perché nell'aprile scorso abbiamo completato le assegnazioni e, a oggi, nessuna delle famiglie individuate ha ricevuto dall'Aler il nullaosta per entrare nel proprio appartamento. Sono amareggiato perché a un mio sollecito del 9 giugno scorso avevo ricevuto rassicurazioni dal responsabile della direzione ingegneria e sviluppo dell'Azienda pubblica lombarda che dalla fine di luglio sarebbe stato garantito il pieno utilizzo. Le numerose famiglie che si sono rivolte al mio ufficio - prosegue Molisse - mi hanno manifestato tutto il loro disagio, perché le aspettative che avevano si sono scontrate con un rinvio ingiustificato degli uffici Aler, che hanno rimandato tutto alla seconda metà di settembre". La lettera di un mese fa si faceva presente che erano stati risolti i problemi alla rete gas, a quella telefonica ed entro una quindicina di giorni anche quelli per l'energia elettrica. Mentre sarebbe stato ultimato entro luglio l'allacciamento alla rete fognaria comunale. "Si segnala ? si legge inoltre nella lettera - che si può prevedere il pieno utilizzo degli alloggi a partire da fine luglio". F.S.
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da "Giorno, Il (Milano)"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia VETRINA pag. 17 L'Aler latita: 60 famiglie senza casa "Per avere l'alloggio ci siamo sposati in tutta fretta e ora non abbiamo un tetto" L'assessore all'edilizia Giovanni Molisse: "Le case sono pronte, è assurdo dover aspettare altri due mesi"; sotto, Davide Negri davanti alle nuove palazzine di via Volta (Spf) di FRANCESCA SANTOLINI ? CORSICO? SI SONO SPOSATI in tutta fretta per poter avere una casa a basso prezzo, ma la consegna slitta di mese in mese e le case Aler, pronte da aprile, sono ancora vuote. la disavventura di una giovane coppia, condivisa da sessanta famiglie, che da tre mesi aspettano di entrare negli appartamenti loro assegnati, in via Volta, a Corsico. Case di proprietà Aler ma che, a quanto pare, l'ente regionale non riesce ad assegnare per motivi legati alla cara vecchia burocrazia. Mentre le procedure di competenza del Comune sono già state concluse, l'ente regionale addebita i ritardi a una serie di motivi: prima cause tecniche, poi ad alcuni rimpalli tipici di burocrazie farraginose. "Fatto sta che le famiglie aspettavano fiduciose di iniziare il trasloco e, invece, saranno costrette ad attendere almeno fino a settembre ? fa sapere l'amministrazione comunale - così, almeno, affermano telefonicamente agli uffici Aler". FAMIGLIE SFRATTATE, in emergenza, ma anche giovani che, dopo essere stati "promessi sposi", sono ora "promessi inquilini". questo il caso di Davide Negri, che racconta: "Una delle clausole per poter accedere al bando, era quella di sposarsi entro il 10 maggio 2008: per questo, io e la mia fidanzata, che avremmo dovuto sposarci all'inizio dell'anno prossimo, abbiamo anticipato le nozze per non farci sfuggire la possibilità di accedere all'assegnazione e di poter avere una casa a dei prezzi accessibili. Almeno per quanto riguarda la nostra situazione finanziaria. Purtroppo, ad oggi, ci troviamo ancora senza un tetto: sebbene le case siano pronte, siamo costretti a chiedere ospitalità di fortuna ad amici e parenti, sempre con le valigie in mano". La vicenda prende il via l'11 aprile scorso, quando il Comune di Corsico completa le procedure di assegnazione della sessantina di appartamenti realizzati da Aler in via Volta nell'ambito del Por (Piano operativo regionale) finanziato dalla Regione. Dopo circa due mesi di silenzio, l'assessore Molisse scrive all'Azienda regionale sottolineando che "con l'assegnazione si è creata una giusta aspettativa da parte dei cittadini interessati che chiedono ora al Comune una consegna degli appartamenti, essendo ultimati da tempo i lavori di costruzione". Nella stessa lettera, l'assessore all'edilizia pubblica e privata precisa inoltre: "Pur essendo a conoscenza, dai frequenti intercorsi telefonici avuti, delle difficoltà di allacciamenti ai servizi dello stabile, si ritiene non più procrastinabile la consegna degli appartamenti". Una storia infinita che forse avrà un "lieto fine" entri il primo agosto, solo per i casi più urgenti come famiglie con sfratto esecutivo.
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CULTURA & SPETTACOLI pag. 29 di VIVIANA PONCHIA ? BOLOGNA ? UNA RIFORMA nata zoppa, svezzata c... di VIVIANA PONCHIA ? BOLOGNA ? UNA RIFORMA nata zoppa, svezzata con inconsistenza e svagatezza. Pompei malata, Pompei da risanare. Dieci anni fa ci hanno provato con un Piano su misura: soprintendenza autonoma, in teoria più agile. Missione nel complesso fallita. Oggi - tra cani randagi, degrado archeologico e pipì che nessuno sa dove andare a fare - arriva il commissario. Un atto d'amore verso la cultura, dice il ministro Bondi. "La prova che l'Italia salta sempre la fase della normalità per puntare dritta all'emergenza" dice Luca Zan, professore di economia aziendale all'Università di Bologna, esperto di management dei beni culturali con una competenza che va dal British Museum al Machu Picchu passando appunto per Pompei. Professore, cosa ne pensa di questa task force piena di buone intenzioni? "Penso che l'amore a volte è sincero e a volte no. E che per ora bisogna sospendere il giudizio. Un commissario può essere due cose molto diverse: un atto di ripresa e di vera modernizzazione oppure l'ennesima tappa di una storia incoerente. Si vedrà. Oggi quello che si vede mette tristezza. E i miei colleghi mi riempiono di sfottò da ogni angolo del mondo. Pompei è una vetrina straordinaria, come la Scala. Il suo degrado rappresenta l'amplificazione dell'incapacità tutta italiana di garantire servizi decorosi. Mi spediscono ritagli di giornale: ancora problemi da quelle parti, eh?". L'effetto di immagine è devastante. Provi a spiegare come si è arrivati a questo punto. "Mantenere Pompei è oggettivamente una grande sfida. Parliamo di un sito che ha più di 250 anni, 1400 case, 20 mila metri quadrati di affreschi e 3 mila di mosaici. Ma al di là di questo, la malattia già diagnosticata negli anni '90 si chiama banalmente organizzazione. Un museo, un sito di questo genere, devono essere gestiti in quanto organizzazione complessa, non paralizzati dalla burocrazia. Nel '97 l'analisi della Soprintendenza e del World Museum Found ha messo in chiaro i problemi tecnici, ma la sostanza della gestione non è cambiata. Non sono incoraggiati i processi di riorganizzazione del lavoro e di outsourcing". Suggerimenti? "Esistono forme più coraggiose di trasformazione della burocrazia statale. Prenda il British Museum: al 75% è finanziato dal governo, ma con una sovvenzione unica, la "one block grant". Questo consente scelte di gestione più agili. A Pompei nel 2007 è stata abolita nel silenzio totale la figura del city manager, introdotto come direttore amministrativo dal ruolo forte. L'autonomia è stata smantellata". E adesso è l'ora dei lamenti, dai cani randagi in su. "I cani sono anche loro parte di un problema organizzativo: se nessuno li caccia si riproducono, ma nessuno può cacciarli perché andrebbero messi in canile e il canile non c'è. D'altra parte non mandi un dipendente del ministero a correre dietro ai randagi e questo è l'esempio di un paese impossibile, dove la trappola delle norme paralizza l'azione. La riforma di Pompei doveva essere un laboratorio: il banco di prova per capire se l'Italia ha la possibilità di cambiare. La risposta è no. Detto questo, viva il commissario se serve a riaprire la discussione". Image: 20080719/foto/1002.jpg.
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da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia PESARO pag. 4 "Il Comune va a mille" "A Villa Pavarotti vorrei un museo dedicato al Maestro" IL SINDACO SCATENATO: "TANTI RISULTATI RAGGIUNTI" SODDISFATTO Il sindaco Luca Ceriscioli appare soddisfatto dei risultati raggiunti: "Il 22 decideremo sul porto turistico; da Maroni è arrivato un via libera alla nuova Questura. Presto ridotta la burocrazia sullo sportello unico" E' UN LUCA CERISCIOLI su di giri quello che spiattella tutti i suoi "successi" e lancia nuove proposte nell'incontro con i cronisti. La prima idea riguarda Villa Pavarotti: "Sono contento che sia restata alle figlie, con le quali abbiamo un rapporto personale più forte. Vorrei proporre loro di realizzare una sorta di museo Pavarotti, con un percorso interno alla villa fatto di fotografie, manifesti di spettacoli, oggetti di culto del Maestro. Potrebbe essere l'altra faccia di Casa Rossini, che è uno dei monumenti cittadini più visitati. Per loro potrebbe essere l'occasione per la creazione di qualcosa di perpetuo che ricordi il loro padre". Dalle proposte alle promesse. Quelle del ministro Maroni sulla nuova questura hanno convinto il sindaco. "Il risultato della cosiddetta "visita di piacere" da Maroni è stato veramente soddisfacente. Sia per il clima, sia per l'attenzione che il ministro ha avuto. Sia per il fatto che ci ha riconfermato la decisione del Ministero di prendere in affitto la struttura che costruiremo in via Lamarmora e di pagare l'affitto temporaneo al Curvone per l'Ufficio immigrati. Non è una risposta da poco, tutt'altro. Possiamo imbucare la strada definitiva per la nuova questura". Ma nella riunione il presidente Palmiro Ucchielli non ha rilanciato l'idea ex-Intendenza di Finanza? "Se n'è parlato. Ma il Ministero ha ormai deciso per l'area di via Lamarmora. Diciamo che qualcosa di positivo è uscita fuori anche per quell'immobile". Ovvero? "Maroni ci ha detto che valuteranno di inserire in Finanziaria la cessione gratuita di strutture ed edifici demaniali non utilizzabili dallo Stato ai Comuni. L'ex-Intendenza di Finanza potrebbe essere in questo elenco e noi saremmo interessati". E il potenziamento degli organici delle forze dell'ordine? "Beh, qui abbiamo avuto meno ascolto. D'altra parte siamo all'80° posto come pericolosità sociale. Da noi, ad esempio, non possono usare l'esercito". Tema caldo del momento è il porto. "Ucchielli tornando da Roma mi ha dato del "fortunello" perché in questi 4 anni abbiamo sbloccato cose importanti: concluso il ponte dell'interquartieri, fatto l'appalto per l'ampliamento del porto. Il 22 ci sarà la conferenza dei servizi per il porto turistico. A tal proposito devo dire che mi sono parse fuori luogo le polemiche dell'ingegner Cobau". In che senso? "Nel senso che se voleva sponsorizzare uno dei tre progetti in gara per il porto turistico poteva benissimo farlo senza fare accuse senza senso all'amministrazione comunale che sul porto, a partire dall'ampliamento che è indispensabile per qualsiasi altro intervento, si è data da fare al massimo". Cittadini ingrati che non capiscono quanto si fa per loro? "Intanto io metterei in fila anche qualche altro piccolo ma importante risultato: come il miglioramento ambientale del Foglia, che deriva, peraltro, anche dai duemila nuovi allacciamenti al depuratore che abbiamo fatto in questi anni evitando scarichi diretti. Nel prossimo consiglio, peraltro, approveremo la modifica del regolamento dello sportello unico che consentirà di ridurre burocrazia e tempi per le nostre aziende. Se volete, possiamo metterci anche l'area archeologica di Colombarone che dopo 20 anni è visitabile completamente". Vuole l'applauso? "Vorrei che fossero sottolineati i risultati raggiunti: il Comune va a mille...". Image: 20080719/foto/6951.jpg.
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da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CULTURA E SPETTACOLI pag. 28 La sfida di Pompei Profili: via gli abusivi, aprire tutte le case IL CASO BONDI INSEDIA IL COMMISSARIO di VIVIANA PONCHIA ? BOLOGNA ? UNA RIFORMA nata zoppa, svezzata con inconsistenza e svagatezza. Pompei malata, Pompei da risanare. Dieci anni fa ci hanno provato con un Piano su misura: soprintendenza autonoma, in teoria più agile. Missione nel complesso fallita. Oggi - tra cani randagi, degrado archeologico e pipì che nessuno sa dove andare a fare - arriva il commissario. Un atto d'amore verso la cultura, dice il ministro Bondi. "La prova che l'Italia salta sempre la fase della normalità per puntare dritta all'emergenza" dice Luca Zan, professore di economia aziendale all'Università di Bologna, esperto di management dei beni culturali con una competenza che va dal British Museum al Machu Picchu passando appunto per Pompei. Professore, cosa ne pensa di questa task force piena di buone intenzioni? "Penso che l'amore a volte è sincero e a volte no. E che per ora bisogna sospendere il giudizio. Un commissario può essere due cose molto diverse: un atto di ripresa e di vera modernizzazione oppure l'ennesima tappa di una storia incoerente. Si vedrà. Oggi quello che si vede mette tristezza. E i miei colleghi mi riempiono di sfottò da ogni angolo del mondo. Pompei è una vetrina straordinaria, come la Scala. Il suo degrado rappresenta l'amplificazione dell'incapacità tutta italiana di garantire servizi decorosi. Mi spediscono ritagli di giornale: ancora problemi da quelle parti, eh?". L'effetto di immagine è devastante. Provi a spiegare come si è arrivati a questo punto. "Mantenere Pompei è oggettivamente una grande sfida. Parliamo di un sito che ha più di 250 anni, 1400 case, 20 mila metri quadrati di affreschi e 3 mila di mosaici. Ma al di là di questo, la malattia già diagnosticata negli anni '90 si chiama banalmente organizzazione. Un museo, un sito di questo genere, devono essere gestiti in quanto organizzazione complessa, non paralizzati dalla burocrazia. Nel '97 l'analisi della Soprintendenza e del World Museum Found ha messo in chiaro i problemi tecnici, ma la sostanza della gestione non è cambiata. Non sono incoraggiati i processi di riorganizzazione del lavoro e di outsourcing". Suggerimenti? "Esistono forme più coraggiose di trasformazione della burocrazia statale. Prenda il British Museum: al 75% è finanziato dal governo, ma con una sovvenzione unica, la "one block grant". Questo consente scelte di gestione più agili. A Pompei nel 2007 è stata abolita nel silenzio totale la figura del city manager, introdotto come direttore amministrativo dal ruolo forte. L'autonomia è stata smantellata". E adesso è l'ora dei lamenti, dai cani randagi in su. "I cani sono anche loro parte di un problema organizzativo: se nessuno li caccia si riproducono, ma nessuno può cacciarli perché andrebbero messi in canile e il canile non c'è. D'altra parte non mandi un dipendente del ministero a correre dietro ai randagi e questo è l'esempio di un paese impossibile, dove la trappola delle norme paralizza l'azione. La riforma di Pompei doveva essere un laboratorio: il banco di prova per capire se l'Italia ha la possibilità di cambiare. La risposta è no. Detto questo, viva il commissario se serve a riaprire la discussione".
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-07-19 - pag: 1 autore: ... STATALI & ASSENTEISMO: IL CASO ROMA ... La "mission impossible" del medico fiscale di Davide Colombo e Roberto Turno L a visita fiscale obbligatoria per gli statali assenti anche per un solo giorno di malattia, forse, si potrà anche sperimentare in periferia. Non certo nella città eterna, culla di ministeri ed enti pubblici. Il gigantosauro della burocrazia, soprattutto quando si parla di sanità, non è mai prodigo di dati certi. Ma a Roma i camici bianchi impegnati su questo fronte per una delle principali Asl raccontano rassegnati che al massimo si riesce ad evadere il 25% delle richieste di controllo che arrivano dal datore di lavoro pubblico. Dieci "dottori fiscali" impegnati 56 ore la settimana a visitare travet malati o presunti tali. Di più non si riesce a fare. E forse è anche un bene per le amministrazioni,visto che ogni visita è un costo per il datore di lavoro (40 euro se effettuata in casa, 30 in ambulatorio). Se i controlli a tappeto imposti dalla circolare Brunetta fossero realizzati in pieno la spesa sarebbe di milioni; in parte compensata dai tagli allo stipendio accessorio nei primi 10 giorni di assenza. In attesa di vedere come andranno le nuove visite giornaliere, consoliamoci con i numeri che, invece, la Ragioneria non nasconde: le malattie della Pa, tra il 2004 e il 2006, si sono già ridotte del 20%. Servizi u pagina 29 l'articolo prosegue in altra pagina.
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2008-07-19 - pag: 10 autore: A Tokyo taxi pub per burocrati C h issà cosa riuscirebbe a dire Beppe Grillo, se fosse nato a Tokyo invece che a Genova, sul fenomeno dei pub taxi nipponici. La vicenda è abbastanza elaborata: si tratta della pratica, molto in voga tra la faraonica burocrazia del Sol Levante, di scegliersi il taxi, il cui costo è coperto dal ministero per cui si lavora, in base a particolari agevolazioni: snack, alcolici, salviette rinfrescanti. In Giappone, i dipendenti governativi sono soliti lavorare fino alle due, tre di notte. Quando "smontano", si ritrovano davanti il nulla: niente autobus o metrò, le ultime corse terminano a mezzanotte. Per raggiungere le rispettive abitazioni, quasi tutte in posizioni decentrate rispetto al quartiere dei ministeri, non hanno scelta: il taxi. Ovvio che se insieme alla corsa, che garantisce al tassista quasi un intero incasso giornaliero, i burocrati sono allietati da qualche benefit, beh, la scelta è scritta. Paese che vai, usanza castale che trovi.
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-07-19 - pag: 12 autore: ... CONGIUNTURA DIFFICILE L'industria chiede riforme D all'inizio dell'anno i segnali che provengono dall'industria europea in generale e da quella italiana in particolare, non sono dei migliori. L'Istat ieri,con idati su fatturato e ordinativi in brusca caduta a maggio, non ha fatto altro che confermare i messaggi dei giorni scorsi arrivati dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia - "l'ultimo trimestre dell'anno sarà molto difficile" - e dal governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi sull'"economia in stagnazione". In questo quadro, anche l'export, da sempre un solido volano dell'economia industriale, comincia ad accusare la robustezza dell'euro e quindi a cedere quote sui mercati esteri. In una parola: l'industria manifatturiera nazionale sembra essere entrata in una pericolosa fase di avvitamento. Ecco allora che diventano ormai non più rinviabili quelle riforme - a più riprese sollecitate dal mondo produttivo- per ridare slancio al sistema delle imprese. A cominciare da quella dei contratti di lavoro, il cui tavolo è stato da poco avviato. Ma non basta. La crisi si contrasta anche con meno burocrazia e con un sistema-Paese (dalle infrastrutture ai servizi liberalizzati) che per ora ha fatto poco per la competitività. (r.io.).
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da "Corriere della Sera"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-07-19 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Varese Misterioso agguato ieri mattina a Besnate Dirigente dell'ufficio tecnico accoltellato davanti al municipio BESNATE (Varese) - Lo hanno aspettato nel parcheggio del municipio e lo hanno accoltellato. Domenico Tucci, 51 anni, capo dell'ufficio tecnico di Besnate, è stato ferito ieri mattina alle 9 da un uomo a volto scoperto, mentre un complice faceva da "palo" al cancello. "Non li conoscevo, non ho idea di quale sia il movente", ha detto agli inquirenti, che lo hanno interrogato in ospedale, dopo un intervento per suturare la ferita alla coscia destra. Le sue condizioni non sono gravi. L'agguato non ha avuto testimoni. Tucci ha raccontato che l'aggressore si è avvicinato e ha estratto il coltello a sorpresa, colpendolo alla gamba e lasciandolo sanguinante a terra. Il dirigente comunale è fuggito all'interno e si è trascinato fino all'ufficio dell'anagrafe, dove è stato soccorso da due dipendenti. Choc in Comune, scale inzuppate di sangue, i dipendenti scelgono il silenzio. Nel pomeriggio sono stati interrogati il sindaco Giuseppe Ravasi e un assessore. La vittima è conosciuta in paese come un uomo molto puntiglioso, attento alle virgole, ligio alla burocrazia. Negli anni scorsi alcune pratiche urbanistiche erano finite nel mirino della procura, ma il dirigente ne è uscito con una richiesta di archiviazione del pm. Inoltre il geometra aggredito è un dirigente di lungo corso a Besnate: lavora in Comune da trent'anni, si è occupato di urbanistica, lavori pubblici; "parcheggiato" per un periodo allo sportello unico delle imprese, è stato poi destinato ai lavori pubblici e, dal 2006, l'attuale giunta leghista lo ha rimesso a capo dell'ufficio tecnico. Procura e carabinieri indagano in diverse direzioni, l'inchiesta starebbe comunque puntando su moventi maturati nell'ambito professionale della vittima. Il municipio ieri è stato chiuso, ed è stato convocato un consiglio comunale per lunedì sera, l'amministrazione parla di episodio preoccupante. Per i dirigenti comunali della zona, non è un buon periodo. L'agguato arriva una settimana dopo un attentato al capo dell' ufficio tecnico di un altro Comune, Lonate Pozzolo: una bottiglia molotov contro l'auto. Di ben altra natura, invece, i guai in cui è finito il capo dell'ufficio tecnico di Gallarate (al confine con Besnate), Luigi Bossi, arrestato due mesi fa insieme alla compagna, perché accusato di aver pilotato progetti a favore dello studio di architettura della donna. Roberto Rotondo.
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da "Nazione, La (Viareggio)"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CRONACA VIAREGGIO pag. 7 UN GOVERNO che farà di tutto per incentivare i giovani, soprattutto nella ca... UN GOVERNO che farà di tutto per incentivare i giovani, soprattutto nella carriera universitaria. E' la promessa del ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini e di quello della gioventù Giorgia Meloni, che hanno chiuso la tre giorni di "Dedalo 2008", la summer school ospitata fino a ieri al Balena su iniziativa di Azione universitaria, movimento composto dagli studenti universitari di Alleanza nazionale. Circa 500 giovani, provenienti da tutta Italia, hanno avuto modo di confrontarsi su tematiche nazionali e internazionali, ascoltando personaggi di spicco della politica italiana. Un'esperienza che è stata definita "molto positiva e costruttiva" da Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione universitaria e autentica "trottola" in questi tre giorni viste le tante funzioni di coordinamento che ha dovuto svolgere. Donzelli, come gli altri suoi colleghi, è rimasto colpito soprattutto dall'intervento dei due ministri "rosa", tanto da confidare nell'inizio di "un rapporto aperto e leale tra il governo e la componente studentesca, ognuno nel limite e nel rispetto dei propri ruoli". I NUMEROSI studenti, tra cui tantissimi toscani e ovviamente anche versiliesi, hanno quindi accolto con soddisfazione i vari messaggi di Gelmini e Meloni, tra cui la "lotta alle baronie e alla gerontocrazia", "stop ai corsi di laurea utili più ai docenti che agli studenti", fino alla necessità di "nuovi investimenti nell'edilizia scolastica utilizzando anche i fondi del Cipe". Tra le promesse di Gelmini, ad esempio, è stata citata la possibilità di svolgere praticantati e tirocini durante il percorso di laurea nonché l'impegno del governo affinché venga creato un sistema universitario "basato più sulle persone e meno sulla burocrazia". GELMINI ha anche annunciato l'intenzione di elaborare un progetto per il Sud, ma anche per gli insegnanti "sottopagati e poco considerati", e ha assicurato i presenti che "nonostante una manovra di lacrime e sangue, non ci saranno tagli alla ricerca". "Il sistema perfetto ? conclude ancora Donzelli ? è quello di un'università in cui alla quale tutti si possano iscrivere ma dove poi si laureano solo i migliori e i più meritevoli: sarebbe un contributo valido alla costituzione di una miglior classe dirigente". Per Viareggio, insomma, è stata un'importante vetrina politica, studentesca ma anche turistica.
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da "Corriere Alto Adige"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-07-19 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Punto vendita Nuovo negozio in via Galvani. Trony non si arrende e presenta ricorso al Tar Giovanelli: "Euronics, la licenza è in regola" BOLZANO - "Se mi danno la patente, io so che posso guidare l'auto. Allo stesso modo, se Comune e Provincia hanno concesso le licenze commerciale, credo di essere assolutamente in regola". Con un'indovinata metafora, il commerciante bolzanino Luciano Giovannelli spiega la legittimità dell'apertura del nuovo punto vendita Euronics in via Galvani. Ieri, con una folla di clienti, ha infatti aperto il secondo punto vendita della nota catena (dopo quello di Corso Libertà) presso il "Centrum", che già ospita un supermercato Famila, una banca e il negozio di arredamento Emmelunga. La festa dell'inaugurazione è però venuta a coincidere con la notizia del ricorso al Tar da parte della società concorrente Trony (o meglio della società gestrice locale), che si era visto negare la licenza nel 2002 dopo aver aperto un negozio proprio in via Galilei. Il motivo? Il commercio al dettaglio in zona produttiva non è consentito. Le licenze che hanno consentito ad Euronics di aprire, finora senza problemi, sono detenute dal gruppo Tosolini, che sostiene di essere a posto con la burocrazia avendo utilizzato per il nuovo punto vendita la concessione che il Comune aveva prima rilasciato per l'ex Fiat di piazza Adriano, poi annullato e infine nuovamente assegnato dopo la minaccia di una richiesta danni milionaria. Una vicenda ingarbugliata, della quale si occuperanno ora i giudici amministrativi. L'udienza al Tar è in programma alla fine di agosto. Della questione si occuperà la prossima giunta comunale. L'avvocatura del Municipio sembra intanto schierata dalla parte del ricorrente: del resto, sei anni fa, furono i vigili urbani a far eseguire la chiusura del negozio Trony. L. R. Nel mirino Il nuovo punto vendita di Euronics in zona industriale.
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da "Corriere Alto Adige"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-07-19 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE Camera di commercio Ebner: Pmi ancor più penalizzate. Munter e Steger: troppi obblighi "Burocrazia, costi insostenibili" Studio Ire: ogni impresa dedica 460 ore l'anno alle pratiche Palazzo Widmann corre ai ripari: al via un progetto per calcolare il peso in tempo e denaro di tutte le leggi provinciali BOLZANO - Quanto costa la burocrazia alle imprese? In media 460 ore l'anno, pari al 22% della prestazione di una dipendente, ovvero 6 mila euro. Su richiesta delle associazioni economiche, l'Ire (Istituto di ricerca economica) della Camera di commercio di Bolzano ha effettuato un sondaggio sul carico burocratico in 596 imprese altoatesine. "Ciò che pesa di più alle imprese - ha spiegato il ricercatore Urban Perkmann - sono gli obblighi amministrativi legati ai settori "normativa e tutela del lavoro" e "calcolo e pagamento di imposte e contributi previdenziali". Tra le principali cause risultano la complessità delle normative e le incertezze legali, mentre influiscono in misura minore i tempi di svolgimento e i rapporti distaccati con gli enti". Gli imprenditori altoatesini dedicano in media 460 ore all'anno all'adempimento degli svariati obblighi di informazione a carico dell'azienda, tra cui la denuncia dei collaboratori a Inail e Inps, la compilazione del modello Cud e del modello Unico per la dichiarazione dei redditi, le dichiarazioni Mud, Iva e Intrastat. "Cifra che non comprende i costi per l'affidamento a terzi, ad esempio consulenti fiscali e commercialisti, che devono ancora essere analizzati. Parliamo quindi solo della punta dell'iceberg - ha sottolineato il presidente della Camera di commercio Michl Ebner -. Dato che i costi della burocrazia non dipendono dalla dimensione della singola azienda, l'onere risulta, in proporzione, ancora più elevato per le piccole imprese". La proposta di Hanspeter Munter, direttore dell'Apa, è chiara: "Per calcolare quanto pagare di tasse, spesso le Pmi spendono più di quanto pagano in tasse. Adottiamo una flat tax, cioè tariffa unificata, come fatto in Slovacchia, senza deduzioni, detrazioni, esenzioni che nemmeno i commercialisti conoscono. Per il resto, il credo è semplice: per ogni nuova leggi se ne devono abrogare almeno due, con annessi regolamenti. Avremmo anche meno impiego pubblico e quindi meno costi". Condivide Dieter Steger dell'Unione commercio: "Dobbiamo fare i conti con oltre 20.000 leggi statali, circa 300 leggi regionali e più di 1.310 leggi provinciali. Per non parlare poi degli innumerevoli decreti e disposizioni. Il tutto è semplicemente eccessivo. Meno è di più: questo deve essere il motto". Messaggio recepito dall'assessore provinciale Werner Frick, che annuncia un provvedimento per ridurre il carico burocratico e i costi per i cittadini e le aziende: "Su incarico della giunta provinciale, l'Eurac sta misurando, in collaborazione con la Rambll Management, una delle più rinomate società internazionali specializzate nel settore, i costi effettivi che gli adempimenti burocratici comportano per i cittadini e per le aziende. Con questo progetto, avviato in maggio, l'Alto Adige segue l'esempio condotto da altri Paesi Ue. Vanno valutati sistematicamente, attraverso un'elaborazione preventiva, i costi della burocrazia collegati a ogni nuovo progetto di legge, cercando di mantenerli il più ridotti possibile; dall'altro va elaborato un piano per una valutazione ex post e per l'abbattimento dei costi burocratici di norme già esistenti. L'attuazione della procedura di analisi ex ante è già completata, si dovrà ora proseguire con l'attuazione della valutazione nel concreto. La giunta insedierà un comitato-guida che accompagnerà il progetto e dovrà chiarire in particolare le modalità di applicazione". Felice Espro.
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da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 19 Luglio 2008 Chiudi di THOMAS DELBIANCO La villa di Pavarotti trasformata in un museo dedicato al grande tenore scomparso. "Sarebbe una destinazione fantastica per Villa Giulia", afferma il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli che vuole proporre questa idea alle figlie di "Big" Luciano. A far scattare la molla nella testa del primo cittadino, sono stati gli ultimi accordi sull'eredità di Pavarotti, in base ai quali la villa del San Bartolo è andata alle tre figlie del cantante, diventato cittadino onorario di Pesaro 22 anni fa. "Le figlie di Pavarotti, una in particolare, sono state molto vicine al Comune, aiutandoci ad organizzare eventi per il maestro - dice il sindaco - con loro si possono aprire nuovi ragionamenti su Villa Giulia. Nella mia fantasia c'è qualcosa che si può sviluppare. Ho in mente la folla di persone in fila davanti a Casa Rossini durante la recente notte bianca. Ecco, per Villa Giulia si potrebbe ricreare qualcosa di simile a Casa Rossini". L'idea è solo abbozzata, ma Ceriscioli già immagine cosa potrebbe contenere il nuovo museo tributato a "Big" Luciano, che farebbe seguito alla proposta di intitolargli il nuovo molo di Pesaro: "Dentro la villa potrebbero essere messi in mostra i più bei ricordi legati a Pavarotti. Penso ai suoi poster dei concerti più importanti, al pianoforte, stanze sonorizzate con la sua voce, un angolo cucina con le ricette dei suoi piatti preferiti. Vorrei dare la possibilità ai suoi tanti appassionati di vedere i luoghi dove il Maestro ha vissuto, ha fatto scelte importanti. Questa destinazione valorizzerebbe il legame di Pavarotti con Pesaro e resterebbe un bellissimo ricordo per le figlie del tenore". Nella consueta conferenza stampa del venerdì, l'ultima prima di un periodo di ferie per il primo cittadino, si è parlato anche di altri temi. Dopo la visita romana al ministro Maroni, l'attenzione non poteva non andare alla nuova Questura. Che, in base agli accordi presi con il Viminale, verrà realizzata in via Lamarmora. Accantonata, quindi, l'ipotesi di portare la questura nei locali dell'ex intendenza, per l'immobile di via Zongo si aprono nuove possibilità: "Nella Finanziaria 2008 tutta una serie di beni che il demanio non utilizza più potrebbero essere ceduti gratuitamente ai Comuni. Se ci sarà anche l'ex intendenza, potremmo essere interessati". Ultimo consiglio comunale prima della pausa estiva, il prossimo 28 luglio. Tra i tanti temi all'odg, la delibera sul cinema Moderno, l'adeguamento del piano per il parcheggio Carducci al Prg per sbloccare la fase burocratica e dare il via libera alla Stu che dovrà realizzare anche la nuova Questura. E il nuovo regolamento dello Sportello Unico Attività Produttive: "Con questa proposta di riforma, il rapporto tra imprese e burocrazia diventerà meno complicato. Verranno garantiti un accorciamento dei tempi per le pratiche e un ampliamento delle possibilità di accesso allo sportello".
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da "Corriere del Veneto"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-07-19 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Treviso Sottoscritto il patto: cambiare istituto sarà gratis Mutui, via il costo del notaio "Pagheranno le banche" TREVISO - Trasferire il proprio mutuo da una banca all'altra a costo zero. Da ieri nella Marca è possibile. Tutte le spese notarili, le uniche rimaste in piedi dopo l'approvazione del decreto Bersani saranno, oltre che calmierate, anche interamente a carico dell'istituto di credito che subentra. è quanto prevede il protocollo d'intesa firmato ieri da Provincia, consiglio notarile e quindici gruppi bancari che operano sul territorio trevigiano. Zero costi, meno burocrazia e uno sportello informativo per chi effettua la surroga di un mutuo da una banca all'altra. A PAGINA 8.
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da "Corriere del Veneto"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO - data: 2008-07-19 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE L'accordo Patto fra istituti, Ordine e Provincia: "Così si aiuta la gente" Caro mutui, cambiare non costerà nulla "Le spese del notaio? Pagherà la banca" TREVISO - Trasferire il proprio mutuo da una banca all'altra a costo zero. Da ieri nella Marca è possibile. Tutte le spese notarili, le uniche rimaste in piedi dopo l'approvazione del decreto Bersani che già aboliva la penale per l'estinzione, saranno, oltre che calmierate, anche interamente a carico dell'istituto di credito che subentra. è quanto prevede il protocollo d'intesa firmato ieri da Provincia, consiglio notarile e quindici gruppi bancari che operano sul territorio trevigiano. Zero costi, meno burocrazia e uno sportello informativo per chi effettua la surroga di un mutuo da una banca all'altra, cercando condizioni più vantaggiose. Per le famiglie trevigiane che stanno pagando un mutuo per la prima casa (17.846 quelli stipulati dal 2001 con la convenzione della Provincia), significa poter rinegoziare il debito e scegliere la banca che fa l'offerta migliore. L'iniziativa segue il protocollo già firmato dall'amministrazione provinciale e le banche lo scorso dicembre e che di fatto anticipava, a livello nazionale, il decreto Bersani, garantendo al cittadino la possibilità di spostare il proprio mutuo da un istituto all'altro e di riformularlo in modo vantaggioso. La nuova firma però va ad abbattere del tutto i costi. Il nuovo protocollo infatti, oltre a fissare le tariffe notarili, ridotte ai minimi a livello nazionale (550 euro per un mutuo fino ai 74 mila euro, 700 fino a 139.500), prevede che i costi notarili siano a carico della banca che si "aggiudica " il nuovo cliente. "Oltre al vantaggio economico - spiega il presidente della Provincia Leonardo Muraro - c'è anche quello burocratico: per facilitare il passaggio da una banca ad un'altra ritenuta più conveniente e per stabilire una modalità applicativa uniforme, si realizzerà un unico atto sottoscritto dalla banca cedente, da quella subentrante e dal cittadino". Rispetto all'iniziativa varata di recente dal governo - garanzia della costanza dell'importo della rata, definito sulla base della media delle rate 2006 - l'intervento trevigiano garantisce al cittadino di portarsi a casa o una riduzione effettiva dello spread applicato al tasso passivo variabile, o un tasso fisso in sostituzione di un tasso variabile ritenuto insostenibile. "In pratica - spiega l'assessore al Bilancio della Provincia Noemi Zanette - consentiamo al cittadino di ridurre realmente il costo d'indebitamento se a tasso variabile. In più ci siamo preoccupati non solo dell'ammontare massimo della rata sostenibile, ma anche di tutelare i cittadini di fronte all'eventuale ulteriore innalzamento improvviso e indefinito, nel tempo, dei tassi di interesse, mettendogli a disposizione anche l'alternativa del tasso fisso, sempre ovviamente a condizioni vantaggiose". "Questo accordo - afferma il presidente del consiglio notarile Paolo Mammucari - è frutto di un lavoro complesso di elaborazione. L'idea di base è quella della semplificazione dei rapporti tra le banche per arrivare così alla firma del contratto nel minor tempo possibile, favorendo il cittadino ". Dai primi di settembre, ogni giovedì, i cittadini interessati a una consulenza notarile gratuita potranno rivolgersi allo sportello Mutui Prima Casa in viale Battisti. Federica Baretti Apripista e soddisfatti Da sinistra, Paolo Mammucari, Leonardo Muraro e Noemi Zanette.
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da "Manifesto, Il"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia SAGGI Lo "zar" Putin in un libro di Osvaldo Sanguigni vUna santa alleanza fra denaro e potere Paolo Ciofi Anni fa, al momento del passaggio di consegne da Eltsin a Putin, fior di analisti si domandavano se la Russia, questo enorme aggregato bicontinentale che contiene giacimenti di petrolio e di gas, e bacini d'acqua tra i più imponenti del mondo, sarebbe sopravvissuta come unità statale dopo il crollo del "socialismo reale" e l'affermazione pressoché totalitaria del capitale. Incombeva la profezia di Zbigniew Brzezinski, nel passato ascoltato consigliere di Jimmy Carter, secondo cui la supremazia dell'America si sarebbe giocata in Eurasia e comportava lo smembramento della Federazione russa. Oggi l'interrogativo è diverso, e riguarda il peso che la Russia di Putin avrà sul nostro destino di cittadini d'Europa e sugli equilibri geopolitici del pianeta. Con questo interrogativo si misura il libro che Osvaldo Sanguigni, profondo conoscitore della realtà russa e sovietica, dedica a Putin il neozar (manifestolibri, pp. 158, euro 18) analizzandone la politica e la figura di leader. Muovendo dal lascito eltsiniano, che ha generato in Russia un capitalismo predatorio con effetti catastrofici sul piano sociale, umano e ambientale, l'autore prende in esame soprattutto tre temi: l'assetto economico-sociale tra mercato e Stato, le caratteristiche del sistema politico-istituzionale, le relazioni della Russia con il resto del mondo. In sintesi, la ripresa con Putin di un paese giunto sull'orlo del disfacimento e la funzione di comando assunta dallo stesso Putin indipendentemente dalla sua posizione istituzionale, avvengono in un sistema nel quale il potere del denaro si è di fatto costituito in regime politico. In conseguenza di una selvaggia concentrazione di ricchezza e di una crescita abnorme della povertà, si è dato luogo a un assetto economico che sarebbe eufemismo definire capitalismo compassionevole. In realtà, la Russia è il regno del mercato deregolato e si trova all'avanguardia nella crociata liberale a favore di precarietà e flessibilità. Come ricorda Sanguigni, in Russia il tasso di mortalità è aumentato e la vita media - caso unico nei paesi industrializzati - invece di allungarsi si è accorciata. La sostanziale negazione dei diritti sociali e la forte limitazione dei diritti civili costituiscono, in sintesi, la cifra di un assetto politico-istituzionale che l'autore definisce non "semidemocratico", ma autoritario con un forte consenso di massa. Sulla possibile evoluzione di questo stato di cose Sanguigni non si avventura. Pesano però il crescente individualismo e la sfiducia nei partiti, come pure l'uso sapiente della comunicazione nella formazione dello spirito pubblico. Se ne è avuta dimostrazione in molte vicende, compresa la guerra in Cecenia, di fronte a un'opposizione comunista che pur avendo un consenso rilevante ha commesso molti errori, chiusa in una visione nostalgica, priva di concretezza e incapace di alleanze. L'impianto iperpresidenzialista dello Stato, centrato sul rapporto privilegiato tra presidente e premier, ha fatto il resto ed è stato senza dubbio una leva decisiva per proiettare un uomo solo al comando, ciò che consente oggi a Putin di continuare a svolgere un ruolo centrale. La vera discontinuità operata dall'ex presidente e ora premier è avvenuta sul terreno del recupero della sovranità dello Stato, e della riaffermazione della sua autorità in campo interno e internazionale. All'interno, di fronte alle privatizzazioni dissennate, che avrebbero portato allo sfascio per effetto della cessione agli oligarchi e alle multinazionali delle proprietà pubbliche e dei beni comuni, cioè di immense ricchezze nazionali, Putin ha compiuto un'inversione di rotta, di fatto rinazionalizzando tramite il controllo sulle grandi compagnie soprattutto in campo energetico. Ne è scaturito un intreccio inestricabile di interessi tra capitale, burocrazia e politica di difficile classificazione. Un coacervo di interessi che comunque ha impedito che il "libero mercato" portasse al collasso e alla spogliazione della Russia. Di qui anche il riposizionamento in politica estera e la ridefinizione della strategia, volta a contenere l'espansione Usa e della Nato. Sanguigni analizza con lucidità le posizioni di Putin in materia di potenziamento delle forze armate, di aggiornamento tecnologico dell'apparato missilistico, di mantenimento in efficienza del potenziale atomico in una visione che rifiuta l'unilateralismo americano puntando a un accordo generale sulla non proliferazione. E ricorda anche opportunamente, sottolineando la centralità del rapporto con l'Europa, che dopo il famoso discorso di Monaco sulla sicurezza, in cui Putin ha attaccato duramente la concezione del mondo unipolare "pericoloso per tutti" perché dominato da "un unico padrone", l'allora ministro degli esteri D'Alema ribadì che "dialogare senza riserve è una scelta strategica". Aggiungeva D'Alema che "l'Italia intende confrontarsi con la Russia anche sul tema dei diritti umani. Ma nella logica del dialogo e non dello scontro". Per poi concludere con l'augurio di poter realizzare in tempi brevi il nuovo accordo di partnership tra Russia e Ue, fermo dal 2004. Una questione quanto mai attuale.
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da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Economia Pagina 213 Edilizia La Cisl e il G8: "Vigileremo sulla sicurezza" Edilizia --> "La procedura d'urgenza per le opere del G8 deve riferirsi solo alla riduzione dei tempi di costruzione, con il superamento dell'ordinaria burocrazia, ma non deve favorire la violazione delle regole previste nei cantieri". A chiederlo, dopo una riunione a Olbia, è la Cisl, segreteria regionale, provinciale Olbia-Tempio e Filca-Cisl. "Il rispetto delle norme di sicurezza, dei contratti di lavoro, dello statuto dei lavoratori", si legge in una nota firmata da Giovanni Matta, Massimo Tedde, Renzo Corveddu e Alfredo Costa, "sono elementi essenziali ed irrinunciabili". STRANIERI "Siamo assolutamente convinti", prosegue la Cisl, "che i lavoratori sardi, al pari degli altri, possiedano competenze, qualità umane e professionali, ed anche nei momenti eccezionali non si sono mai tirati indietro". E va evitato, si evidenzia ancora, "che si creino condizioni tali da prediligere assunzioni di lavoratori stranieri per il semplice fatto che magari accettano, con maggiore facilità, condizioni di lavoro extra contrattuali". I BANDI Le imprese sarde possono partecipare in associazione temporanea, con una quota minima del 20%, ai lavori del G8, 6 bandi finanziati dallo Stato con 200 milioni. L'ha ribadito ieri il presidente della Regione Renato Soru, a margine dell'incontro sul Galsi, a Cagliari. Altri 800 milioni di risorse regionali sono a disposizione, inoltre, delle imprese edili sarde per la realizzazione delle infrastrutture civili, come le strade. "Qui", ha aggiunto Soru, "penso che le imprese sarde possano allargare la loro partecipazione anche all'80% dei lavori banditi poiché si tratta di realizzare delle opere in cui può giocare un ruolo fondamentale la specializzazione proprio delle nostre imprese".
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da "Manifesto, Il"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia SAGGI Una santa alleanza fra denaro e potere Lo "zar" Putin in un libro di Osvaldo Sanguigni Paolo Ciofi Anni fa, al momento del passaggio di consegne da Eltsin a Putin, fior di analisti si domandavano se la Russia, questo enorme aggregato bicontinentale che contiene giacimenti di petrolio e di gas, e bacini d'acqua tra i più imponenti del mondo, sarebbe sopravvissuta come unità statale dopo il crollo del "socialismo reale" e l'affermazione pressoché totalitaria del capitale. Incombeva la profezia di Zbigniew Brzezinski, nel passato ascoltato consigliere di Jimmy Carter, secondo cui la supremazia dell'America si sarebbe giocata in Eurasia e comportava lo smembramento della Federazione russa. Oggi l'interrogativo è diverso, e riguarda il peso che la Russia di Putin avrà sul nostro destino di cittadini d'Europa e sugli equilibri geopolitici del pianeta. Con questo interrogativo si misura il libro che Osvaldo Sanguigni, profondo conoscitore della realtà russa e sovietica, dedica a Putin il neozar (manifestolibri, pp. 158, euro 18) analizzandone la politica e la figura di leader. Muovendo dal lascito eltsiniano, che ha generato in Russia un capitalismo predatorio con effetti catastrofici sul piano sociale, umano e ambientale, l'autore prende in esame soprattutto tre temi: l'assetto economico-sociale tra mercato e Stato, le caratteristiche del sistema politico-istituzionale, le relazioni della Russia con il resto del mondo. In sintesi, la ripresa con Putin di un paese giunto sull'orlo del disfacimento e la funzione di comando assunta dallo stesso Putin indipendentemente dalla sua posizione istituzionale, avvengono in un sistema nel quale il potere del denaro si è di fatto costituito in regime politico. In conseguenza di una selvaggia concentrazione di ricchezza e di una crescita abnorme della povertà, si è dato luogo a un assetto economico che sarebbe eufemismo definire capitalismo compassionevole. In realtà, la Russia è il regno del mercato deregolato e si trova all'avanguardia nella crociata liberale a favore di precarietà e flessibilità. Come ricorda Sanguigni, in Russia il tasso di mortalità è aumentato e la vita media - caso unico nei paesi industrializzati - invece di allungarsi si è accorciata. La sostanziale negazione dei diritti sociali e la forte limitazione dei diritti civili costituiscono, in sintesi, la cifra di un assetto politico-istituzionale che l'autore definisce non "semidemocratico", ma autoritario con un forte consenso di massa. Sulla possibile evoluzione di questo stato di cose Sanguigni non si avventura. Pesano però il crescente individualismo e la sfiducia nei partiti, come pure l'uso sapiente della comunicazione nella formazione dello spirito pubblico. Se ne è avuta dimostrazione in molte vicende, compresa la guerra in Cecenia, di fronte a un'opposizione comunista che pur avendo un consenso rilevante ha commesso molti errori, chiusa in una visione nostalgica, priva di concretezza e incapace di alleanze. L'impianto iperpresidenzialista dello Stato, centrato sul rapporto privilegiato tra presidente e premier, ha fatto il resto ed è stato senza dubbio una leva decisiva per proiettare un uomo solo al comando, ciò che consente oggi a Putin di continuare a svolgere un ruolo centrale. La vera discontinuità operata dall'ex presidente e ora premier è avvenuta sul terreno del recupero della sovranità dello Stato, e della riaffermazione della sua autorità in campo interno e internazionale. All'interno, di fronte alle privatizzazioni dissennate, che avrebbero portato allo sfascio per effetto della cessione agli oligarchi e alle multinazionali delle proprietà pubbliche e dei beni comuni, cioè di immense ricchezze nazionali, Putin ha compiuto un'inversione di rotta, di fatto rinazionalizzando tramite il controllo sulle grandi compagnie soprattutto in campo energetico. Ne è scaturito un intreccio inestricabile di interessi tra capitale, burocrazia e politica di difficile classificazione. Un coacervo di interessi che comunque ha impedito che il "libero mercato" portasse al collasso e alla spogliazione della Russia. Di qui anche il riposizionamento in politica estera e la ridefinizione della strategia, volta a contenere l'espansione Usa e della Nato. Sanguigni analizza con lucidità le posizioni di Putin in materia di potenziamento delle forze armate, di aggiornamento tecnologico dell'apparato missilistico, di mantenimento in efficienza del potenziale atomico in una visione che rifiuta l'unilateralismo americano puntando a un accordo generale sulla non proliferazione. E ricorda anche opportunamente, sottolineando la centralità del rapporto con l'Europa, che dopo il famoso discorso di Monaco sulla sicurezza, in cui Putin ha attaccato duramente la concezione del mondo unipolare "pericoloso per tutti" perché dominato da "un unico padrone", l'allora ministro degli esteri D'Alema ribadì che "dialogare senza riserve è una scelta strategica". Aggiungeva D'Alema che "l'Italia intende confrontarsi con la Russia anche sul tema dei diritti umani. Ma nella logica del dialogo e non dello scontro". Per poi concludere con l'augurio di poter realizzare in tempi brevi il nuovo accordo di partnership tra Russia e Ue, fermo dal 2004. Una questione quanto mai attuale.
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da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Provincia di Oristano Pagina 4034 Sedilo. Vertice dal prefetto La Gmc riapre lunedì Botta e risposta tra Enel e titolari Sedilo.. Vertice dal prefetto --> Riapriranno lunedì i cancelli della Gmc, l'azienda di lavorazioni di pietre dove, nel maggio del 2007 si presentò Titti Pinna, l'ultimo sequestrato in Sardegna, per chiedere aiuto una volta fuggito dalla sua prigione. I titolari, l'altro ieri avevano deciso di chiudere i battenti stanchi di attendere la realizzazione di una cabina elettrica per la produzione di energia. Decisione che ha scatenato la mobilitazione dei 32 operai che, terrorizzati dall'eventualità di perdere il lavoro, ieri hanno occupato il Comune. Erano pronti anche a bloccare le strade del paese e la Statale 131, ma l'interessamento del prefetto ha fatto calmare gli animi. "Insieme alla ditta si è svolto un vertice in prefettura - spiega Antico Patta, segretario provinciale della Cisl - Per la settimana prossima verrà convocato un incontro tra le parti interessate, in modo da trovare una soluzione in breve tempo. Se ne discuterà anche in Consiglio comunale". "Siamo molto soddisfatti dall'incontro avuto col prefetto, si è sempre dimostrato una persona seria e disponibile. Per questo abbiamo deciso di riaprire", dice Marcello Pes della Gmc. Della vicenda si è discusso anche in Consiglio provinciale. A sollevare il problema Alfredo Mameli (Fortza Paris). "Dal 2001 - ha ricordato - l'azienda chiede che venga realizzata una cabina elettrica al servizio anche di altre imprese. Finora l'Enel ha inviato due preventivi, a carico della Gmc. Il primo (del 2001) di 54 milioni; l'altro, nel 2005, di 34 mila euro stabilendo in 4 anni i tempi di realizzazione. L'azienda è disponibile ad entrare nel merito degli oneri ma non accetta dilazioni sui tempi di realizzazione". Intanto dall'Enel precisano: "Non è imputabile a noi la colpa per il mancato allaccio del cliente, perché non esiste una richiesta inevasa che riguarda la Gmc. Esiste una richiesta del cliente del 2 agosto 2005 per una fornitura di 500 Kw in media tensione, ma ormai abbondantemente scaduta in quanto il cliente non ha mai accettato il preventivo formulato e non ha mai voluto realizzare la cabina elettrica, che è a totale carico del cliente. La Gmc forse oggi lamenta che i tempi per realizzare il tutto sono eccessivi, ma se avesse provveduto 3 anni fa, quando invece lamentava costi eccessivi, ad accettare il preventivo e a realizzare le opere di sua competenza, non si troverebbe nelle condizioni attuali". Per i Pes le cose non sarebbero proprio così. "Abbiamo già pagato ad un gestore indicato dall'Enel i soldi per avere il sopralluogo. Non ne possiamo più di tutta questa burocrazia", conclude Marcello Pes. ALESSIA ORBANA.
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da "Denaro, Il"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Campania il rapporto svimez. 1 Ricchezza, Campania cenerentola d'Italia La Campania è la regione con il prodotto interno lordo pro-capite più basso in Italia: nel 2007 il valore è 16.547,9 euro per abitante, la metà di quello della Valle d'Aosta pari a 33.929,8. E' quanto emerge dal "Rapporto Svimez" presentato ieri mattina a Roma. Per gli esperti dell'istituto, in Campania è alto il rischio povertà: il 17,6 per cento delle famiglie vive al di sotto della soglia di 12 mila euro, rispetto al 7,3 per cento del Centro-Nord. Anche la casa rappresenta un problema in Campania: basti pensare che la regione conta il 27,7 per cento di affittuari, rispetto ad una media del Sud pari a 19,1 per cento. Infine, le imprese campane sono strangolate dalla burocrazia: ogni singola azienda calcola la Svimez paga 590 euro l'anno per i ritardi nell'amministrazione della giustizia. Massimo Citarella E impietoso il quadro dell'economia del Sud disegnato ieri a Roma dalla Svimez (associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno) nell'annuale rapporto. All'incontro hanno preso parte il presidente Nino Novacco, il direttore dell'Istituto, Riccardo Padovani e il vice direttore Luca Bianchi. Prodotto interno lordo Nel lungo Rapporto, Svimez indica tutti gli elementi strutturali di crisi del Mezzogiorno, considerato ormai "la periferia di un'Europa che cerca di appianare le divergenze ma che vede il Sud sempre di più allontanarsi anche dalla regioni più povere del vecchio contintente". Il prodotto interno lordo campano lo scorso anno è cresciuto dello 0,5 per cento, rispetto ad una media del Sud dello 0,7 per cento de dell'Italia dell'1,5 per cento. Il vero dato allarmante, però, riguarda la Campania: la regione, infatti, vanta il non invidiabile primato di prodotto interno lordo pro-capite più basso d'Italia. Un campano, in media, nel 2007 ha potuto contare su una ricchezza di 16.547,9 euro, valore più basso della media del Mezzogiorno (pari a 17.482,9) e di tutta l'Italia (con un valore di 25.882,1). Se, però, si comparano i dati con il Centro Nord allora la situazione diventa ancora più preoccupante. Basti pensare che un campano può contare sulla metà della ricchezza di un cittadino della Valle d'Aosta (con un Pil procapite di 33.929,8 euro). Povertà Drammatica è la situazione delle famiglie del Mezzogiorno e la povertà è ampia anche in Campania. Secondo i dati Svimez, infatti, il 17,6 per cento delle famiglie vive al di sotto della soglia della povertà, calcolata in 12mila euro l'anno. Al Centro-Nord questo valore è pari al 7,3 per cento. Anche la casa rappresenta un problema in Campania: basti pensare che la regione conta il 27,7 per cento di affittuari, rispetto ad una media del Sud pari a 19,1 per cento. La sperequata distribuzione del reddito, prosegue il rapporto, espone molte famiglie al rischio di povertà. Secondo il rapporto, nel Mezzogiorno oltre la metà delle famiglie monoreddito, il 51,6 per cento, risultano esposte al rischio di povertà, rispetto al 28,6 per cento nel Centro-Nord. Nel Sud il 18 per cento delle famiglie percepisce meno di mille euro al mese; ad esse si aggiunge un ulteriore 20 per cento circa che guadagna tra i mille e i 1.500 euro. Il 10 per cento delle famiglie del Mezzogiorno, più del doppio delle famiglie del Centro-Nord, dichiara di non potersi permettere un pasto adeguato almeno tre volte alla settimana. Il 20,9 per cento delle famiglie del Mezzogiorno afferma, inoltre, di non potersi permettere di riscaldare adeguatamente l'abitazione, rispetto al 5,4 per cento del Centro-Nord. Giovani Le situazioni di crescente disagio economico e sociale nelle regioni meridionali si riflettono anche sui fenomeni di mobilità territoriale. La consistenza di trasferimenti di lungo raggio unidirezionali, dal Sud verso il Centro-Nord si legge nel rapporto - costituisce un fatto unico tra i paesi europei. Secondo i dati diffusi dal rapporto, le dimensioni complessive del fenomeno assumono negli ultimi anni una forte rilevanza". Per quanto riguarda i trasferimenti di residenza, i flussi in uscita dal Sud verso il Centro-Nord si sono attestati intorno alle 120 mila unità nel biennio 2004-2005, per poi continuare a crescere, seppur lievemente, nel successivo biennio 2006-2007. In Campania, sono 25.200 i giovani che hanno lasciato la regione nel corso dello scorso anno, la metà di tutto il Sud con 51.600 unità. Rilancio "Siamo di fronte a una situazione complessa. C'è bisogno di un rilancio forte da parte del governo per quanto riguarda le politiche per il Mezzogiorno". Così il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, commenta i dati Svimez. Riferendosi allo scenario nazionale "tirano venti di crisi - afferma - ci sono difficoltà per il Paese che si fanno sentire più forti al Sud". del 19-07-2008 num.
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da "Denaro, Il"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Salerno infrastrutture Ingegneri, Gallozzi lancia l'emergenza porto Il porto commerciale di Salerno rischia un clamoroso tracollo economico ed una conseguente crisi lavorativa. Ieri, a margine del convegno che ha riunito in città gli ordini degli ingegneri di tutta Italia, il presidente di Confindustria Salerno, Agostino Gallozzi, ha lanciato l'allarme chiedendo un intervento immediato da parte delle istituzioni. L'imprenditore portuale ha manifestato l'esigenza di effettuare dei lavori di dragaggio che garantiscano una maggiore profondità ai fondali. Enzo Senatore Agostino Gallozzi ha paventato scenari disastrosi per lo scalo commerciale salernitano nel caso in cui non dovessero essere adottate misure specifiche per risolvere il problema. "Il fondale deve arrivare ad almeno quindici metri di profondità", ha specificato il presidente degli industriali salernitani nel corso del convegno nazionale che ha riunito a Salerno tutti gli ingegneri del Paese, "altrimenti le navi di nuova generazione non potranno più entrare nel nostro porto e saranno costrette a dirottare i propri traffici altrove. Negli ultimi mesi abbiamo perso notevoli quote di mercato e continueremo a perderne se non verranno attuati interventi infrastrutturali concreti. Qui si tratta di stabilire se vogliamo essere protagonisti del traffico commerciale marittimo o se questa opportunità di introito non ci interessa affatto". La diretta conseguenza di questo ragionamento conduce all'ipotesi di chiusura di alcune attività economiche presenti all'interno del porto di Salerno e direttamente collegate alle operazioni marittime. E' logico immaginare, pertanto, una futura emergenza occupazione anche nel settore portuale salernitano. L'ultima opera di dragaggio dei fondali all'interno dello scalo commerciale cittadino è stata effettuata nel 2006, quando furono investiti 480mila euro per lo spostamento ed il livellamento di 70mila metri cubi di sabbia. Nel denunciare la grave situazione di disagio che penalizza il porto Agostino Gallozzi ha anche allargato l'orizzonte commentando la situazione di aeroporto ed altre infrastrutture: un quadro, quello illustrato dal presidente di Confindustria Salerno, tutt'altro che confortante per il contesto economico locale. "Se l'aeroporto ha la pista troppo corta e lo scalo marittimo i fondali bassi Salerno non potrà mai essere protagonista dell'economia italiana e tutto il movimento ne risentirà. Il problema sta tutto nei tempi di realizzazione delle opere, che sono ancora troppo lunghi e penalizzati dalla burocrazia. Le istituzioni devono intervenire nel più breve tempo possibile o sarà il disastro". L'esigenza di un intervento di dragaggio che consentisse di innalzare la profondità dei fondali fino a 15 metri è stata manifestata qualche mese fa anche da alcuni importanti operatori turistici. Le navi della lunghezza di 300 metri che trasportano merci e quelle da crociera di grandi dimensioni al momento non possono entrare nel porto salernitano. Un impedimento che determina grosse perdite economiche e che rischia di lasciare la città fuori dai più importanti contesti commerciali e turistici internazionali. del 19-07-2008 num.
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da "Denaro, Il"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Caserta credito Norme antiriciclaggio, Cicala: Bisogna snellire le procedure Procedere, a tutti i livelli, ad un rapido snellimento delle procedure, per recuperare competitività all'intero sistema economico, peraltro già duramente provato dalla crisi. E' il messaggio che il presidente di Confindustria Caserta Carlo Cicala ha lanciato in apertura del convegno sulla nuova normativa antiriciclaggio e gli adempimenti previsti dal decreto legge 231 del 2007 a carico degli agenti immobiliari e dei mediatori creditizi. L'iniziativa, che ha visto confrontarsi esperti del settore e docenti universitari, convocati presso la sede di Confindustria Caserta dal Collegio provinciale di Caserta della Federazione agenti immobiliari professionali (Fiaip), ha cercato di fare chiarezza sugli adempimenti e gli obblighi previsti nelle compravendite immobiliari con riferimento al certificato energetico degli edifici, hanno innescato molti dubbi interpretativi ed evidenziato una grande difficoltà applicativa. "Bisogna creare le condizioni giuste per invertire il trend - prosegue il leader degli imprenditori di Terra di Lavoro - e perchè ciò avvenga la strada passa per lo snellimento della burocrazia, la riduzione delle tasse e lotta senza quartiere alla criminalità, oltre che un veloce ritorno alla gestione normale del ciclo dei rifiuti". Al convegno sono intervenuti anche Franco Arosio, presidente nazionale Fiap, e Ranieri Razzante, docente di legislazione antiriciclaggio nell'Università di Macerata, che ha illustrato le novità del Decreto legge 231/2007. Quest'ultimo, peraltro, nel dettagliare le disposizioni contenute e indicate nell'articolo 3 del Decreto, quello che detta i principi generali del sistema, ha anche evidenziato le difficoltà applicative dei numerosi adempimenti richiesti, in particolare da parte delle piccole imprese. Nel corso del convegno, inoltre, un'attenzione particolare è stata riservata anche all'attestato di certificazione energetica, il cui rilascio diventa obbligatorio per ogni singola unità immobiliare compravenduta con il primo luglio del prossimo anno. Dell'argomento hanno parlato, in particolare, Isabella Lisi che è intervenuta su "Il certificato energetico degli edifici: adempimenti ed obblighi nelle compravendite immobiliari" e Alessandro De Donato, presidente dell'Ordine notarile della provincia di Caserta che ha relazionato sugli aspetti pratici del D.M. 37 negli atti notarili. I lavori, moderati da Anicito Salvatore delegato provinciale Fiaip settore cultura e formazione, sono stati chiusi da Pino Contestabile, presidente provinciale della Federazione agenti immobiliari professionali. re.ce. del 19-07-2008 num.
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Economia pag. 39 TRIMESTRALI NEGATIVE: GOOGLE CROLLA DEL 9% E MICROSOFT TOCCA -7% A Wall Strett ieri tonfo di Google e Microsoft. Fra i finanziari, in grande spolvero Citigroup. Google sprofonda del 9,3% a 484,06 dollari, dopo che la trimestrale ha evidenziato un utile per azione di 3,92 dollari contro i 4,73 dollari attesi da alcuni analisti. Microsoft cede il 7% sui conti trimestrali disattesi. WALL STREET DRESDNER VERSO ALLIANZ MA COMMERZBANK RIMANE IN CORSA La vendita di Dresdner Bank da parte di Allianz sembra più vicina. Il quadro appare però ancora fluido, nonostante le scommesse su una acquisizione da parte di Commerzbank, che vede nell'italiana Generali il primo azionista, con una quota dell'8,5%. RISIKO BANCARIO NASCE L'OSSERVATORIO PERMANENTE DEI COMMERCIALISTI Nasce l'Osservatorio permanente commercialisti. Costituito ieri a Roma dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Cndcec) e da Unioncamere, ha lo scopo di fare proposte per snellire il carico amministrativo per imprese e professionisti. BUROCRAZIA I SOCI DI MINORANZA HVB CHIEDONO 3 MILIARDI DI DANNI A UNICREDIT I soci di minoranza di Hvb hanno deciso di ampliare per 3 miliardi di euro la loro richiesta di danni a Unicredit per l'operazione di acquisto di Bank Austria. Questo gruppo di azionisti ritiene che il prezzo pagato dalla banca italiana a Hvb per l'istituto austriaco sia stato troppo basso. BANK OF AUSTRIA TRIMESTRALI NEGATIVE: GOOGLE CROLLA DEL 9% E MICROSOFT TOCCA -7%.
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia SINISTRA E VOTO Serve la fiducia dei cittadini Gentile direttore, il voto bresciano ci comunica che nonostante il portato di buona e riconosciuta amministrazione di centrosinistra (oggi rappresentata in grandissima parte dal Partito Democratico), essa non è riuscita a consolidare una consistente base elettorale, si è sempre dovuto ricorrere a coalizioni ampie e a liste civiche. Svariati saranno i motivi, compreso il fatto che evidentemente Brescia non sia una città di sinistra, ma suppongo che tra di essi, quelli di una classe politica percepita come "casta illuminata", ma pur sempre casta, espressione di un pensiero guidato in prevalenza dal cattolicesimo sociale e dal mondo di alcune professioni, dove sono stati fatti percorsi comuni con la sinistra di governo ma camminando su marciapiedi diversi. A destra questo fenomeno è stato meno rilevante, per due ordini di ragioni: - minori occasioni di governo; - è stato cavalcato il malcontento popolare facendo erroneamente credere che l'ergersi a "cavalieri" implicasse l'essere i depositari delle soluzioni. E' indispensabile recuperare un rapporto fiduciario con i cittadini quale condizione necessaria affinchè la complessità delle questioni confronti politici trasparenti e lucidi con cittadini attenti. La trasmissione di un messaggio chiaro, breve, che colga in pieno le istanze più urgenti dei cittadini, li rende disponibili anche per ascolti più complessi, diversamente diventa un dialogo tra sordi. La fiducia si guadagna perseguendo l'eliminazione di ogni forma di spreco e casta politica, sindacale, cooperativa, nelle società partecipate, negli ordini professionali, nelle comunicazioni; così come negli enti e le burocrazie inutili, nelle pubbliche consulenze, nei privilegi professionali e di categorie, cancellando balzelli e tutte le forme di elusione (le evasioni di furbi e potenti) e nell'esaltazione dei meriti e dei talenti. La credibilità nei confronti dei cittadini passa nel dimostrare dall'avere a cuore le loro stesse questioni, per priorità ed intensità (oggi sicurezza, potere d'acquisto e sgravi fiscali) e prospettarne le soluzioni. Di fronte all'evidenza di disagio sociale e/o economico, non si può temporeggiare, bisogna produrre soluzioni e dare l'esempio. Ciro Ramaschiello PD: IDEE IN CAMMINO CIRCOLO ON-LINE.
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da "Mattino, Il (City)"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia SAN GIORGIO A CREMANO MICHELE IPPOLITO San Giorgio a Cremano. Femmina, quattro anni, tre metri di lunghezza: il pitone a spasso in un giardino di via Mascagni, traversa di via Manzoni. Il serpente forse abbandonato da un collezionista, in cattive condizioni di salute. Ma la paura e il panico ha preso il sopravvento: i passanti invece di avvisare i servizi veterinari Asl o le forze dell'ordine hanno pensato di mobilitare il deputato Bruno Cesario, che abita a pochi passi. Cesario è stato tirato dal letto di buon mattino e ha avvisato la polizia. Nel frattempo un ragazzo ha avuto pietà del pitone, vedendo che soffriva per il poco caldo (nonostante la giornata fosse torrida per gli umani) e lo ha adagiato sui sedili della sua auto, uno "scassone" parcheggiato da tempo in strada per problemi amministrativi. Ovviamente di questi giorni non c'è posto più caldo dell'abitacolo di un'auto esposta al sole: il pitone si è ripreso nel giro di qualche minuto, iniziando a guardare fuori dai finestrini, per nulla intimorito. Qualcuno è corso a giocare al lotto: 4 il deputato, 72 la meraviglia, 90 il serpente. Poi si è messa in moto la macchina della burocrazia e il servizio veterinario dell'Asl ha cercato un posto dove collocare il pitone. Scartato lo zoo di Napoli, la scelta è stata ristretta al Magic World, parco giochi di Licola, e alla stazione zoologica Anton Dohrn, che, solo dopo diverse ore, ha accettato. Nel primo pomeriggio, sono giunti a San Giorgio i tecnici dell'acquario, che lo hanno prelevato e portato nella sua nuova casa. Il pitone sul cruscotto dell'auto, il suo rifugio provvisorio.
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da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Negativo il giudizio della Confartigianato sull'esperienza del regime semplificato. Va innalzato il tetto del reddito Meno di 100 imprese hanno usufruito del "forfettone" "Il cosiddetto "forfettone" non ha funzionato. A dirlo sono questi primi mesi di applicazione. Sia chiaro, l'idea è buona, ma le norme applicative sono sbagliate. Quindi occorre riprendere la questione, per introdurre quei miglioramenti che l'esperienza suggerisce".E' netto e negativo il giudizio di Girolamo Astolfi, presidente della Confartigianato Imprese di Rovigo, sull'esperienza del regime semplificato per i contribuenti "minimi"."Occorre alzare in modo significativo il tetto di reddito, quasi ridicoli gli attuali 30 mila euro, eventualmente differenziandolo tra le attività di servizio e di produzione - propone Astolf i-. Ed anche la soglia degli investimenti va diversificata in base all'attività e, comunque, da questi vanno tolti gli affitti, altrimenti il "forfettone" resterà inefficace, non avrà quell'impatto significativo e positivo che doveva ottenere, almeno nelle intenzioni"."Inoltre - aggiunge il presidente di Confartigianato - riteniamo che, anche in presenza di un apprendista, alle aziende debba essere data la possibilità di rientrare nel "forfettone"; questo faciliterebbe il passaggio di competenze tra generazioni nelle imprese artigiane".Il provvedimento in questione venne introdotto dal governo Prodi con la "Finanziaria" 2008: i lavoratori autonomi con volume d'affari sotto i 30 mila euro nel 2006 e meno di 15 mila euro di investimenti effettuati in tre anni passavano ad un regime semplificato; niente burocrazia, niente iva, tassazione secca del 20\%. In base ai dati raccolti dalle associazioni provinciali, meno del 10 per cento delle aziende è riuscito a rientrare nelle strette maglie del "forfettone", così come è strutturato attualmente. Ad incidere negativamente sono sia il tetto stabilito per il fatturato, che di fatto taglia fuori molte categorie, sia l'aver inserito gli affitti tra gli investimenti."Quindicimila euro in tre anni sono 5 mila all'anno; credo che si contino sulle dita della mano i lavoratori autonomi che pagano meno di 500 euro di affitto al mese -spiega Girolamo Astolfi- Queste cose al Governo le avevamo dette, ma non siamo stati ascoltati. Il risultato è il flop che è sotto i nostri occhi. Secondo noi il "forfettone", opportunamente modificato, potrebbe avere un impatto molto positivo per il lavoro autonomo e per l'economia: ad esempio, abbattendo i costi e le incombenze burocratiche, permetterebbe alle imprese di concentrasi sulla crescita ed abbatterebbe la mortalità aziendale".
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Firmato ieri mattina un protocollo Mutui, alleanza Provincia - banche Un solo atto per la rinegoziazione Meno burocrazia e costi notarili azzerati per chi vuole portare il proprio mutuo prima casa da una banca all'altra. In epoca di crisi dei prestiti e di tentativi da parte del Governo di venire incontro a chi è oberato dal tasso variabile, la Provincia con le maggiori banche della Marca e con il Consiglio notarile trevigiano hanno stipulato ieri la convenzione più vantaggiosa in Italia tra le poche esistenti. Oggi chi voleva cambiare effettuare una surroga del suo mutuo da una banca all'altra e rinegoziarlo, doveva iniziare una "processione" da un istituto a un altro e poi dal notaio, impiegando diverso tempo. La tariffa stabilita per il passaggio doveva essere versata dall'utente che decideva di cambiare istituto di credito. Ora invece, grazie al protocollo sottoscritto ieri in Provincia con le maggiori banche e i notai, basterà un unico atto sottoscritto a tre (banca cedente, banca subentrante e cittadino) nel quale si riepilogheranno tutti gli adempimenti per la surroga. Nell'accordo sono specificate le tariffe da applicarsi per il passaggio, che sono le minime notarili e le più convenienti a livello nazionale. "I costi, peraltro, saranno a totale carico delle banche subentranti e quindi a costo zero per i cittadini - hanno spiegato il presidente della Provincia Leonardo Muraro e l'assessore al bilancio Noemi Zanette - Dobbiamo ringraziare, oltre ai notai, anche gli istituti bancari che oltre ad accollarsi questi costi hanno semplificato e uniformato le procedure burocratiche". Ad essere interessati dalla convenzione firmata ieri in Provincia, e già attiva, potrebbero essere i 17.846 trevigiani che dal 2001 sono stati aiutati dallo Sportello Mutui Prima Casa aperto nel 2001. "Con questo accordo - aggiunge Zanette - il cittadino porta a casa o una riduzione effettiva dello spread applicato al tasso passivo variabile, quindi riduce con certezza matematica nel tempo il costo dell'operazione, o un tasso fisso in sostituzione di un tasso variabile ritenuto insostenibile: in questo caso è definito con certezza l'importo della rata, il costo complessivo del finanziamento e la durata residua del mutuo che può essere anche allungata se richiesto dal cittadino in funzione del suo budget familiare. Infine vi annuncio che al nostro sportello Mutui Prima Casa, dai primi di settembre, sarà aperto un servizio di consulenza gratuita notarile il giovedì mattina". "I notai - ha detto il presidente del Consiglio notarile di Treviso Paolo Mammucari - si impegnano ad applicare tariffe calmierate e già stabilite nel Protocollo, ridotte ai minimi a livello nazionale, riguardanti il costo dell'operazione posto a carico delle banche subentranti". Hanno firmato il protocollo Banca Antonveneta, la Federazione Veneta Banche di Credito Cooperativo, Cassa Rurale ed Artigiana di Treviso, Centromarca Banca, Credito Cooperativo di Romano e Santa Caterina, Credito Trevigiano, Banca della Marca, Banca Prealpi, Banca di Monastier e del Sile, Credito Cooperativo Pordenonese, Banca Bovio Calderari Gruppo Banca Sella, Popolare di Verona, Popolare di Vicenza, Popolare Volksbank, Unicredit. Le persone interessate possono rivolgersi all'ufficio Mutui Prima Casa della Provincia (0422/656418).S.Mas.
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Preoccupazione nell'opitergino-mottense dopo il no alle telecamere per la sorveglianza Oderzo(an.fr.) Preoccupati sono i sindaci dell'opitergino-mottense che non si capacitano dell'allungamento dei tempi relativo al progetto di videosorveglianza del territorio. Un progetto nato dopo il terribile omicidio dei coniugi Pelliciardi, avvenuto a Gorgo al Monticano. Il territorio aveva manifestato l'urgente necessità di sicurezza e i sindaci avevano raccolto questo grido portandolo nel consiglio comunale congiunto che si era svolto al cinema Cristallo.Sembrava una cosa tutto sommato semplice: utilizzando le telecamere, la tecnologia messa a disposizione da Asco Tlc, i finanziamenti che la Regione aveva subito dichiarato di erogare più altre somme che i Comuni erano disposti a stanziare per integrare il progetto, l'iniziativa era pronta sulla pista di decollo. Ieri la doccia fredda: Leonardo Muraro, il presidente della Provincia di Treviso che ha coordinato l'intera iniziativa, raccogliendo la richiesta espressa dal Prefetto, si è sfogato."Venezia - ha detto Muraro rivolto alla Regione - sta tardando a farci avere delle risposte e delle soluzioni". "Non vorrei che fossimo alla solita storia tutta italiana. Cioè che ci si fermi davanti a un'inezia, che la burocrazia metta i bastoni fra le ruote" è l'amaro commento di Firmino Vettori, il sindaco di Gorgo al Monticano, Comune che si è trovato nell'occhio del ciclone dopo il brutale assassinio dei Pelliciardi. "Ai cittadini - rincara Vettori - sono state fatte delle promesse. Chiedo che non rimangano tali. Non so in quale punto il meccanismo si sia inceppato, mi auguro sia soltanto un problema tecnico. Ma in quanto tale dev'essere superato al più presto, non dobbiamo perderci in un bicchier d'acqua. La tecnologia c'è, è quella di Asco Holding, noi come Comune abbiamo già messo i soldi a bilancio. E' stato fatto un grosso investimento emotivo su questo, non possiamo deludere i cittadini"."Siamo stati tra i primi firmatari del progetto - aggiunge Pietro Dalla Libera, sindaco di Oderzo -. Mi sono anch'io stupito del fatto che sia ancora fermo, mi auguro che non sia nulla di importante. L'intervento sulla videosorveglianza è cruciale per riuscire a debellare la criminalità. Noi puntiamo molto su quest'aspetto. Ci teniamo noi sindaci, so che ci tiene anche il Prefetto. Mi raccorderò con il presidente Muraro, vogliamo collaborare al massimo se ciò può servire a sbloccare la situazione". "A mio avviso - rassicura Giampaolo Vallardi, sindaco di Chiarano, primo coordinatore del progetto - è un ritardo tecnico. Si tratta del resto di una tecnologia molto avanzata, sofisticata, che non lascia spazio all'improvvisazione. In questo caso meglio attendere un giorno in più ed avere le cose fatte bene, piuttosto che dover intervenire in seguito".
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da "Sestopotere.com"
del 19-07-2008)
Argomenti: Burocrazia (19/7/2008 18:48) | (Sesto Potere) - Ravenna - 19 luglio 2008 - L'economia della regione è ferma. Giunto alla decima rilevazione, l'Osservatorio congiunturale sulla piccola e la media impresa di Confartigianato Federimprese Emilia Romagna, è un'indagine svolta su un campione di ben 900 imprese in regione, con meno di 20 dipendenti. L'obiettivo è il monitoraggio del loro andamento analizzando fatturato, ordini, occupazione e investimenti. L'impressione che si ricava dagli intervistati è quella di economia sostanzialmente ferma con un ridimensionamento delle previsioni di crescita fatte a fine 2007. Unica luce positiva, si guarda invece con un certo ottimismo ai prossimi sei mesi. Il quadro generale. Nel primo semestre 2008 è cresciuto il divario tra le opinioni negative e positive espresse dagli operatori economici sull'andamento della produzione rispetto al semestre precedente (-36,2) con la domanda in calo del -1%. Nel secondo semestre 2008 si prevede un sensibile miglioramento della produzione/domanda, con un progresso vicino al punto percentuale. Anche per quanto riguarda il fatturato si registra un peggioramento rispetto alla seconda parte del 2007 (-1,1%), per un saldo di opinione che esprime una maggiore prevalenza di andamenti negativi (-34,6). Le valutazioni espresse per la seconda parte del 2008 confermano la tendenza al consolidamento del fatturato, anche se oltre la metà degli intervistati non prevede incrementi nel proprio volume di affari. A crescere a spron battuto sono invece i prezzi dei fornitori con un aumento che nel primo semestre è attorno al +6,4%, per i prossimi sei mesi si prevede un ulteriore incremento del +4,3%. L'occupazione mostra una flessione del -0,8% e per quanto riguarda il futuro prevede nuovi inserimenti quasi un'impresa su 10 con un aumento degli addetti dell'1,1%, mentre ìil 14,7% delle aziende intende ridurre gli organici. Per quanto riguarda gli investimenti le aziende che lo hanno fatto sono passate dal 16% al 17,3%, confermando il trend che vede una minore attività negli primi mesi dell'anno rispetto alla seconda parte dell'anno. In diminuzione risultano gli investimenti per l'acquisto di nuovi immobili (10,3%), mentre si mantengono limitati gli investimenti per la commercializzazione (appena sopra il 7%) e per l'ampliamento della capacità produttiva (3,1%). Nel primo semestre dell'anno il trend delle esportazioni evidenzia una sensibile flessione con una variazione che si attesta al -2,2% rispetto alla seconda parte del 2007. Le prospettive sono di una crescita dell'1% anche se oltre il 75,2% delle aziende esportatrici non si attende particolari evoluzioni. I settori di attività. Per il comparto manifatturiero si conferma un trend negativo di produzione e fatturato (-0,9% e -1%), in calo anche ordinativi (-2%) e occupazione (0,5%). Segnali di espansione si prevedono nei prossimi mesi con gli operatori del settore che sperano in una ripresa di tutti i principali indicatori. Se si considerano i comparti produttivi, si osserva come le dinamiche negative siano comuni a quasi tutti i settori, ad eccezione della chimica, plastica, vetro e carta che sembra aver reagito in maniera più reattiva alle difficoltà economiche evidenziate a livello regionale. I livelli di produzione e fatturato sembrano essersi ridotti maggiormente nel comparto dei mobili e legno, nel tessile, abbigliamento e concia, nell'elettrica e elettronica e nella meccanica e macchine. Per quanto riguarda i comparti dell'alimentare e del metallo e prodotti in metallo le dinamiche rimangono negative, pur evidenziando opinioni più incoraggianti delle precedenti. Le aziende del settore edile si trovano in una situazione di empasse e dopo le leggere contrazioni di domanda e fatturato registrate nel corso del 2007. Nella prima parte dell'anno si contraggono fatturato e domanda (-1,7% e -1,3%), cala il livello dell'occupazione (-1,6%), mentre aumenta di poco la propensione ad investire (15%). Per la seconda parte del 2008 sono previsti miglioramenti per la domanda (+0,8%) ed il fatturato (+0,9%), mentre la crescita dell'occupazione si attesta allo 0,3%. Di tutti i comparti economici, il settore dei servizi alle imprese è quello che sembra aver reagito meglio alle turbolenze del mercato, nella prima parte del 2008 domanda ed fatturato calano dello 0,3%, la dinamica occupazionale frena (-0,4%), mentre aumenta il numero di imprese che investe (21,1%). Per i prossimi sei mesi si attendono crescite consistenti di domanda (+1,3%) e fatturato (+1,4%) e si segnala una decisa ripresa sul fronte occupazionale (+3,3%). Le aziende dei servizi alle persone hanno registrato nel corso del primo semestre 2008 una lieve flessione nella domanda e nel fatturato (rispettivamente -0,5% e -0,4%) in leggero miglioramento rispetto a quanto evidenziato nella scorsa rilevazione. In proiezione futura si prospetta una riduzione della domanda (-1,3%), del volume d'affari (-0,4%) e dovrebbe contrarsi anche il numero di occupati (-1,8%). La provincia di Ravenna. Nel primo semestre 2008 si è registrata tra le imprese della provincia di Ravenna un'ulteriore peggioramento seguendo il trend decrescente fatto registrare già nel corso del 2007. Rimangono infatti negativi i saldi per produzione/domanda, fatturato e ordini, sebbene l'occupazione faccia segnare dei saldi di opinione positivi. Le previsioni per il prossimo semestre sembrano fornire un sostanziale equilibrio degli andamenti con qualche possibile nuova assunzione sul fronte occupazionale. La preoccupazione della Confartigianato di Ravenna. Questi dati, riguardanti il nostro territorio provinciale, confermano purtroppo le preoccupazioni ed i segnali di attenzione che la Confartigianato provinciale di Ravenna sta lanciando già da tempo. In questi ultimi mesi infatti, dalle aziende associate giungono molti segnali negativi, inerenti un calo di fatturato in quasi tutti i settori (con una maggiore preoccupazione per il comparto delle costruzioni e quello dell'autotrasporto) ed una diffusa mancanza di liquidità unita ad un allungamento dei tempi di pagamento. In aumento sono anche la difficoltà di accesso al credito ed il costo del denaro. Dalla Confartigianato ravennate, quindi, viene lanciato un vero e proprio appello rivolto principalmente alle Istituzioni: è necessario prendere atto di questo preoccupante momento della nostra economia per mettere in atto quelle politiche e quelle azioni che possano coadiuvare il nostro tessuto imprenditoriale ad invertire questo trend negativo. Questo si può fare intervenendo appunto rafforzando le politiche di incentivazione e di rafforzamento del sistema dei consorzi fidi da un lato, ma anche ponendo la massima attenzione a ridurre i costi dei servizi e dell'imposizione locale dall'altro. E compiendo un ulteriore sforzo nella direzione della riduzione dei tempi e della complessità della burocrazia.
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da "Corriere delle Alpi"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia LA PROPOSTA "L'acqua vada alle Province" Servizio idrico integrato, Trento toglierebbe gli Ato BELLUNO. Troppi enti si occupano dell'acqua, è ora di snellire, di eliminare la burocrazia e di ridare il controllo di questo bene primario al territorio, ovvero alle Province. Lo propone Guido Trento con un disegno di legge regionale appena depositato che ha l'obiettivo di eliminare gli Ato (Ambiti territoriali omogenei) affidando la gestione del servizio idrico integrato alle Province. Il consigliere regionale del Partito Democratico Guido Trento si aggancia all'articolo 2 della legge finanziaria che rende possibile questa operazione di semplificazione amministrativa - in Veneto gli Ato sono otto per sette province - ma propone anche, con un suo disegno di legge, che venga rivisto il sistema di applicazione delle tariffe dell'acqua, in base al principio per il quale vengano pagati i servizi effettivamente erogati. "Sulle acque ci sono competenze di ben sette enti diversi, spesso sovrapposte e in conflitto", spiega il consigliere Trento, "e poi è paradossale che per sette province venete ci siano ben otto Ato. Queste proposte le avevo già lanciate nelle assemblee tenute a Costa di San Nicolò e a Laste di Rocca Pietore, quando mi ero detto dell'avviso che gli Ato vadano riformati e che per evitare conflitti la loro competenza passi alle Province. Nelle assemblee pubbliche avevo detto anche che avrei portato questo passaggio in consiglio regionale assieme alla proposta di modificare la tariffazione, in modo che questa venga fatta in base ai servizi erogati". E non c'è solo una questione di sburocratizzazione e di gestione delle tariffe più favorevole ai cittadini (grazie anche ai risparmi legati alla soppressione degli Ato) dietro alla proposta di Trento di affidare alle Province la gestione di acquedotti, fornature e depuratori e del servizio ai cittadini. Con il passaggio di competenze, infatti, si realizzerebbe anche un controllo più diretto dell'acqua, bene primario, da parte del territorio da cui proviene. "Quello della risorsa acqua, bene comune di tutti i bellunesi, è un tema particolarmente importante", dice infatti il consigliere Trento, "che ha unito da tempo tutti gli schieramenti politici e la mia proposta va in questa direzione. Senza contare che con il passaggio dell'Ato alla Provincia riporteremmo a casa quei tre Comuni bellunesi - Alano, Quero e Vas - che con la legge regionale n.5 erano stati inclusi nel consorzio di Treviso. Non ci sarebbero naturalmente conseguenze sul piano dell'erogazione dell'acqua, gli acquedotti continueranno a portare l'acqua dove necessario, ma sarebbe il modo per realizzare finalmente l'unità di tutta la provincia su questo argomento".
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da "Trentino"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Andrea Valzolgher ha realizzato il viaggio anche per aiutare il suo autista Aziz Un'avventura. Ma per Andrea Valzolgher, laureato in Filosofia, 37 anni, di Nosellari, impegnato nell'ultimo anno e mezzo in un progetto di cooperazione in Afghanistan, è stato qualcosa di più. Un modo per cercare di aiutare l'autista Aziz che ha lavorato con lui e che ha bisogno di 5 mila euro per sposarsi, tanto costa in Afghanistan un matrimonio. Valzolgher spera che questa impresa trovi qualche sponsor, per poterlo aiutare. "In Afghanistan - racconta Andrea - delle nozze "decenti" costano almeno 8000 dollari. Soldi che Aziz non ha e senza i quali la famiglia della sua promessa sposa potrebbe dare la donna in sposa a un altro. Per questo la ricerca di sponsor: chiunque sia interessato può contattarmi all'indirizzo spilu-av@libero.it". Un viaggio in moto con l'amico Giampiero, iniziato il 13 giugno, attraverso 13 Paesi e 6 passi sopra i 4000 metri: dal Pakistan all'Afghanistan (passando per la Cina), poi Uzbekistan, Turkmenistan, Iran e ritorno attraverso i Balcani. In questi giorni Valzolgher ha tenuto un diario, del quale riportiamo dei passaggi. di Andrea Valzolgher Siamo arrivati a Lahore in Pakistan il 13 giugno alle 3 di mattina. Alle 8 eravamo già operativi, ma ci sono voluti due giorni di uffici, scartoffie, bustarelle e nervosismi per avere ciò che ci spettava e per cui avevamo tutti i documenti in regola: le moto! Alle 10 di sera del secondo giorno mi sono messo a fotografare un funzionario che mi chiedeva 500 euro, avvisandolo con serenità che sarei andato all'ambasciata, dalla polizia e dai sui superiori. Nominare l'ambasciata ha fatto il suo effetto e alle 11 abbiamo avuto le moto. Il giorno dopo visita allo splendido forte di Lahore e poi... via verso Islamabad. La cortesia e ospitalità dei pakistani ci ha abbondantemente ripagato dell'odiosa burocrazia. In fondo noi siamo italiani, la burocrazia non va tanto meglio e con i pakistani non siamo sicuramente tanto gentili quanto loro con noi. Da Islamabad è iniziata la splendida Karakorun, la strada che unisce il Pakistan con la Cina attraverso sontuose montagne e il passo più alto del mondo a 4760 metri! A vista d'occhio, il gruppo Karakorum, l'Himalaya e il Pamir. Le montagne più alte del modo. Si passa anche vicino al K2. La strada è stata aperta da pochi decenni frutto di un lavoro colossale e il sacrificio di centinaia di vite umane. Alla fine del primo giorno abbiamo raggiunto il fiume Indo e lo abbiamo costeggiato (spesso a dirupo) per due giorni. I commenti non servono. Qui sono iniziati i problemi "cinesi", causa torcia olimpica. Visto che si prospettavano ritardi, abbiamo deciso di dedicare un giorno ad una strada sterrata. Abbiano scaricato le moto (bagagli, ricambi, ruote ecc.) e siamo partiti per una strada che in un paio di decine di km. ci ha portato da quota 1500 ad un laghetto ai 3000 metri con paesaggio direi alpino. Il viaggio è poi continuato in modo altalenante per la Karakorum, sempre più alta e sorprendente. Dico altalenante perché le notizie che giungevano dalla Cina si facevano preoccupanti. Per finire ho passato un'intera giornata al telefono organizzando il trasporto con camion, evitando così la necessità di targhe, patenti e assicurazioni cinesi. Il giorno dopo abbiamo passato il passo e siamo andati verso la dogana cinese. Abbiamo caricato le moto su di un camion e... le abbiamo scaricate 3 km. dopo! Raggiunta il giorno dopo la barriera col Kirghizistan, ci sono volute alcune ore per convincere i cinesi a lasciarci andare (si erano affezionati!), ma i successivi 100 km. di sterrato nella steppa kirghiza con panorami da sballo, beh... ci hanno abbondantemente rigenerato. Era emozionante viaggiare su di un verde altopiano con da una parte le vette innevate e dall'altra mandrie di cavalli al galoppo. Sembrava impossibile, ma quella strada unisce due Stati ed è attraversata da camion. Il giorno seguente è iniziata la Pamir road, che con in suoi 4 passi sopra i 4000 metri si può definire il tetto del modo. Due splendidi passi con uno uno sterrato semplice ci hanno portato al Lago Kara-Kul maggiore (quello minore lo avevamo visto in Cina). Si trova a 4000 metri ed è incredibilmente un lago d'acqua salata. Il sale bianco dava l'idea di un paesaggio lunare anche al passo Ak-Baital (4650 metri d'altitudine!). Tutto bellissimo, però arrivati a Murgab abbiamo scoperto che per proseguire ci voleva un permesso speciale per la regione autonoma del gorno-badakshan. Lasciato l'Afghanistan con la tristezza di saperlo sulla via... di un costante peggioramento. Quando arrivai a Kabul nell'ottobre 2006 tutti mi dicevano sfortunato perché arrivavo in un momento difficile. Da allora la situazione non ha fatto che peggiorare e sembra che non si vedano miglioramenti all'orizzonte, anzi. Pochi giorni dopo la mia breve visita a Kabul c'è stato il più grande attentato terroristico dall'arrivo delle forze internazionali. 44 morti di fronte all'ambasciata indiana, che confina con quella italiana. La primavera scorsa nell'ambasciata indiana abbiamo giocato una partita di pallavolo (persa) in un torneo fra ambasciate organizzato (e vinto) dagli indiani stessi. Arrivato a Bukhara ho dedicato il giorno seguente a visitare la splendida città. Il giorno dopo... altro confine e altro piccolo incubo. Mezz'ora per la frontiera uzbeka in uscita e quasi 5 ore per entrare in quella turkmena. 9 diverse carte con molti timbri ognuna a giustificare lo stipendio di numerosi inutili burocratici di stampo sovietico. Sono da vedere queste frontiere baracca-fantasma, con una piccola folla di disperati con le loro valige di carta. Passano intere giornate in attesa del permesso di attraversare il confine. Arrivati esausti dalla frontiera e dai 43 gradi a Turkmenabad ho fatto un giretto per il nulla di questa città. In un baleno ho conosciuto un ragazzino di circa 10 anni (me lo sono trovato tutto il pomeriggio al fianco e la mattina è passato a salutarmi) e un ragazzo ventenne che mi ha invitato a casa sua. Giampiero si ricordava che arrivati in Iran le lungaggini burocratiche sarebbero finite, ma ci sono volute altre 4 ore per salutare i turkmeni e farci accettare in Iran. Considerati che siamo partiti poco più di 20 giorni prima, abbiamo fatto: due giorni in dogana a Lahore (Pakistan), un giorno per risolvere il problema cinese, un giorno per quello tagico e 4 ore fra l'entrare e l'uscire in ogni stato. Fa la bellezza di circa 7-8 giorni su 22 in totale passati in frontiera a risolvere problemi burocratici. Abbiamo quindi lasciato l'Asia centrale con quello che rappresenta: deserti, catene montuose, impronte di tribù migranti, dell'esercito di Alessandro il macedone e dei cavalieri mongoli di Gengis Khan. Non abbiamo lasciato però la via della seta, ma l'abbiamo proseguita in Iran. Arrivati a Mashad siamo corsi a vedere quello che è per importanza il terzo centro della religione e cultura islamica e il primo per gli sciiti. Il giorno dopo via verso Teheran. A 400 km. da Teheran la mia moto si è fermata e non ne ha più voluto sapere di ripartire. Giampiero l'ha smontata ed ha capito che il problema era la pompa dell'iniezione. Forse non è bruciata, ma solo bloccata, in ogni caso non riparte. Ho fermato un furgone, abbiamo caricato la moto e...all'una di notte abbiamo raggiunto Teheran. Il giorno dopo Giampiero ha contattato la KTM locale e poi ha rismontato tutto e prova che ti riprova, è riuscito a rimettere in funzionamento la pompa. Da Teheran siamo andati al vicino concessionario KTM ed il giorno dopo altri 700 km per raggiungere la frontiera a Maku. Per fortuna lasciare l'Iran ed entrare in Turchia non ci ha preso più di un'ora e mezza. Poi abbiamo salutato di sfuggita il monte Ararat e via lungo lo splendido altopiano anatolico. Dopo tanto deserto vedere verde e verde con prati, alberi e fiumi è stato gratificante. 830 km il primo giorno e poi poco più di 300 per raggiungere la terra promessa: Istanbul. Da qui Giampiero è poi partito per la Grecia da dove prenderà il battello per le coste italiane, invece io mi prenderò un po' di riposo. Poi? Il viaggio sarà una passeggiata fra l'est Eropa.
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da "Giornale di Brescia"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Edizione: 20/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA FRONTE COMUNE Gasolio, burocrazia, pedaggi: alleanza Associazione Artigiani-Fai Antonio Petrogalli Enrico Mattinzoli BRESCIA - Un'alleanza strategica, che si concretizza in linee politiche ed operative comuni sul tema dei trasporti, in aggregazione di servizi e di condivisione di azioni nei confronti delle istituzioni. questo il senso dell'iniziativa congiunta con la quale il presidente dell'Associazione Artigiani, Enrico Mattinzoli e quello della Fai, Antonio Petrogalli hanno annunciato un percorso, iniziato a giugno, in occasione del confronto con il Governo e che si puntualizzerà a settembre, dopo la pausa estiva, che "mette assieme le forze per dare risposte sempre più efficienti al mondo dell'autotrasporto". "Il mondo dell'autotrasporto - precisa Mattinzoli in una nota diffusa dall'organizzazione che presiede - non ha solo il problema del gasolio, ma quello, ben più consistente, di avere, e non c'è da tempo, un serio interlocutore nel Governo". "Non è possibile - osserva Petrogalli - che tutte le volte che vogliamo avere un incontro dobbiamo proclamare un fermo". Il fatto è che per una serie di fattori (costo del gasolio, concorrenza straniera, burocrazia, costi dei pedaggi, ecc.) l'autotrasporto italiano soffre sempre di più e rischia di essere messo fuori mercato. "Ci sono aziende che operano da cinquant'anni - sottolinea in proposito Petrogalli - che si chiedono se continuare l'attività". L'alleanza tra Associazione Artigiani e Fai, dunque, non è finalizzata al contingente, alla risoluzione delle emergenze, ma punta a mettere in campo soluzioni strategiche per il mondo dell'autotrasporto, che comportano scelte economiche, normative, di mercato. L'accordo raggiunto il 25 giugno scorso, sulla vertenza Tir con il Governo, non ha risolto i problemi. Apre finestre sulla strategia a favore del settore. Gli autotrasportatori, tra partite della vecchia Finanziaria e nuovo intervento, si vedono messi a disposizione 400 milioni di euro per affrontare l'emergenza gasolio, con l'abbattimento delle accise. Il vero primo passo, tuttavia, sarà quello del varo, concordato con il Governo, di un decreto che affrontando i temi della sicurezza stradale e della regolarità dei mercati dell'autotrasporto, mette in campo nuove norme che danno un primo contributo ad un nuovo assetto del settore, a cominciare dai pagamenti. L'alleanza Associazione Artigiani-Fai punta - conclude il comunicato - "ad andare avanti su questa strada, per dare, se possibile, in accordo con il Governo, una nuova definizione al settore, che apra nuove possibilità ed opportunità all'autotrasporto italiano".
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da "Secolo XIX, Il"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia A palazzo ducale Incontro con il giornalista , già autore con Sergio Rizzo di "La casta", sui mali nazionali denunciati nel suo ultimo libro 20/07/2008 L'ITALIA è un paese straordinario che, nonostante la sua storia, le sue eccellenze e i suoi talenti, appare ormai alla deriva. questo, in pillole, il tema del libro "La deriva" (Rizzoli editore), nuovo successo editoriale di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, gli autori di "La casta". Stella sarà a Genova martedì prossimo a Palazzo Ducale per incontrare il pubblico, ospite dell'associazione culturale Maestrale. L'appuntamento è alle ore 21 nel cortile maggiore del Ducale. Con Stella dialogheranno il giornalista Ettore Boffano, Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria e di Maestrale, Luciano Violante, ex presidente della Camera dei Deputati. Modera Gianna Schelotto, psicoterapeuta e scrittrice. Dopo aver denunciato i privilegi e gli affari della "casta" politica, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo in "La deriva" tornano ad affrontare con graffiante ironia i problemi più scottanti del nostro paese, che sembra bloccato e incapace di uscire da un sistema fatto di burocrazie, lentezze, imprecisioni, cavilli e sotterfugi. Gian Antonio Stella è inviato ed editorialista del "Corriere della Sera". Tra i suoi libri Tribù (2001, 2005), L'orda (2002), Odissee (2004), Il maestro magro (2005), Avanti popolo (2006) e La bambina, il pugile, il canguro (2007). Con Sergio Rizzo La casta (2007). Sergio Rizzo è responsabile della redazione economica romana del "Corriere della Sera". autore con Franco Bechis di In nome della rosa. La storia della casa editrice Mondadori (1992) e con Bruno Tabacci di Intervista su politica e affari (2007). Con Gian Antonio Stella La casta (2007). R. A. 20/07/2008 emergenze Guardia medica ASL3 notturno, prefestivi e festivi 010 354022 ospedali Istituto pediatrico Giannina Gaslini ......................................................................010 56361 Ospedale San Martino010 5551 Ospedale Galliera010 56321 Ospedale Evangelico Internaz.010 55221 Ospedale Villa Scassi Sampierdarena...010 41021 Ospedale San Carlo Voltri010 64481 trasporti Amt - informazioni linee e orari 010 5582414 Orario treni 892021 Aeroporto C. Colombo010 60151 Vigili urbani pr. int.010 5570 Soccorso stradale Aci ..............................803116 Viabilità str. Viaggiare informati ................1518 Europe Assistance ..................................803803 Radiotaxi 010 5966 20/07/2008.
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da "Provincia Pavese, La"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Cronaca "Mercato, sfida continua l'energia costa troppo" PAVIA. Piccole aziende: non solo nicchie felice. Il settore della microimpresa in generale è in affanno. Ne parliamo con Luciano Viola, presidente della Piccola Industria dell'Unione Industriale. "La perdita di quote di mercato a livello internazionale è preoccupante - dice - Questa tendenza si è accentuata negli ultimi anni, sommandosi ai grandi problemi posti dalla concorrenza asiatica, che hanno determinato situazioni di crisi per interi comparti. Circa due anni fa, quando iniziavano a manifestarsi i primi sintomi, organizzammo il convegno internazionale "In Europa per competere"". "L'intento era - prosegue Viola - trasmettere ottimismo in particolare ai colleghi imprenditori ed ai giovani che continueranno dopo di noi; stimolare le imprese, soprattutto di piccola dimensione, a superare la crisi per contrapporci all'"Europa della malinconia" che sembra tacitamente e subdolamente impadronirsi di molti, creando scetticismo e paura. In passato l'inflazione ci ha aiutato ma ora con l'euro tutta l'Europa ha voltato pagina: alcuni sono riusciti a trarne vantaggio ma tanti altri, come noi, incontrano difficoltà". Perchè? "Le ragioni sono tante. Una burocrazia borbonica. Un costo energetico superiore del 35% a francesi e tedeschi e un costo del metano che superiore anche del 50% alla Spagna. Un numero di ore di lavoro decisamente inferiore alla media europea che condiziona pesantemente l'efficienza delle aziende". La vostra stella polare? "Il mercato. Proprio per stare sul mercato le aziende devono continuamente ripensare se stesse, l'efficienza, i prodotti, la capacità di fare e non subire concorrenza. Vorrei mandare alcuni messaggi". Quali? "Al sindacato vorrei dire che in parte le retribuzioni possono aumentare se cresce la produttività del lavoro. Alle banche chiedo prestiti a costi corretti che ci permettano di investire e un rapporto più agile ed elastico. Alla politica, infine, chiedo di ascoltare e tradurre in pratica, come in parte si sta già facendo, i preziosi suggerimenti che il nostro presidente Morandini non manca di far pervenire in ogni occasione istituzionale". (s. c.).
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Società multietnica. I dati sulle iscrizioni nell'infanzia dimostrano come la percentuale di immigrati in città si avvii a essere ben superiore del tasso attuale Asili nido comunali, stranieri al 24% Due le strutture a gestione diretta e quattro quelle accreditate. In aumento le coppie miste e il numero dei gemelli Sono in maggioranza romeni e ghanesi. Si cercano strategie per ridurre le liste d'attesa Un nido su misura e sempre più multietnico, a Pordenone: 173 le domande di iscrizione per l'anno 2008-2009, nel servizio asili nido del Comune e il 24 per cento è di famiglie immigrate. "Sono state presentate 41 domande di famiglie straniere - ha confermato la responsabile del servizio Nidi e infanzia, Emiliana Moro, dell'assessorato ai Servizi sociali, con le referenti del dinamico staff Giusy e Giacomina -. Dieci di origine romena, nove ghanesi, sei albanesi, tre congolesi, altrettante marocchine, del Togo, poi bosniaci, brasiliani, colombiani, afghani e del Bangladesh". In aumento, le coppie miste di stranieri che sono otto, e due nuclei sono formati da coniugi con diversa origine extra-nazionale. L'osservatorio del servizio Nidi misura le dinamiche di rapida trasformazione delle strutture familiari ("aumentano le nascite dei gemelli - indicano dall'ufficio di via San Quirino, al civico 5 -, come le famiglie con tre figli") e i bisogni emergenti. "Accoglienza è la nostra parola-chiave - è la filosofia gestionale di un servizio che sta nella "hit" delle buone pratiche amministrativo-educative friulane, secondo Moro -. Nei due nidi a gestione diretta e nei quattro accreditati (il Germoglio di via Auronzo, l'Aquilone di via General Cantore, due della cooperativa Melarancia, Itaca con Farfabruco e Punto & Virgola), il servizio è personalizzato. Per offrire a ogni bambino un percorso di crescita, autonomia e socializzazione condiviso con le famiglie, in un patto educativo che è la carta del servizio". Filo diretto con le famiglie, per snellire e risolvere la lista di attesa per il 2008-2009: lo staff dell'ufficio è abituato ai miracoli. "Un lavoro di relazione e di rete per accogliere, ascoltare e orientare le famiglie - è la formula, per ingranare la marcia delle sezioni aperte l'1 settembre -. La graduatoria degli iscritti, allo stato attuale, conteggia un esubero di 80 domande, ma la lista è in movimento e si assesterà a fine agosto. Mai perdere la speranza: la porta dei nidi è sempre aperta! il nostro motto. Tanto che nel 2007-2008 siamo riusciti a portare a quota 13 la lista di attesa, su 193 domande pervenute nella scorsa annata. L'apertura della sede di Montecavallo, tra qualche mese, assorbirà parte delle domande 2008-2009". Dimensione umana delle relazioni e poca burocrazia, per dare asilo nei 100 posti dei due nidi a gestione diretta e altrettanti nei 4 accreditati. "La leggera flessione delle domande di fine maggio - indicano nel settore diretto da Adriana Predonzan - si spiega con l'accesso di una quindicina di bambini nelle strutture del Centro gioco e Punto gioco, che funzionano di mattina". Chiara Benotti.
(
da "Provincia Pavese, La"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia DRITTO & ROVESCIO Siamo una provincia lenta e qualcuno ne approfitta GIORGIO BOATTI Segue dalla prima pagina Certo, una saggezza più antica insegna come l'arte dell'"ozio" - intesa come capacità di ritagliarsi un spazio di riflessione e di cura di sé, contrapposto al tempo dedicato al "neg-ozio", vale a dire alle relazioni sociali, alle attività che servono per sopravvivere - sia indispensabile per diventare persone ricche di interiorità. Abitate nell'anima, direbbe qualcuno. Accanto a queste dimensioni individuali nell'uso del tempo vi sono poi le modalità collettive che determinano il fatto che alcuni territori siano "lenti" e altri siano "veloci", ovviamente non in modo assoluto ma attraverso reciproche comparazioni nei diversi spicchi dell'agire. Ad esempio per chi viene dalla vicina metropoli la guida dei pavesi è notoriamente lenta e legnosa. Altrettanto acclarato è che i tempi con cui i negozianti della nostra provincia intercettano lo sguardo del cliente sono mediamente il triplo o il quadruplo di quelli dei colleghi emiliani o milanesi; anzi, secondo qualcuno una delle principali connotazioni del commerciante pavese è la determinazione con cui ignora il più a lungo possibile il cliente che supera la soglia del suo negozio. Visto che l'esercente non è più fronteggiato né dalle sbirraglie di Metternich né della soldataglia dei Visconti è difficile capire perché si comporti in questo modo. Grosso modo la stessa cosa accade in molti uffici pubblici dove al dinamismo e alla cortesia dei pochi fa da contrappunto la ciabattoneria dei più: quelli che tirano a campare, che "ammazzano il tempo". A volte l'ammazzare il tempo è qualcosa di peggio e di diverso della lazzaronaggine. Se, come riportano le cronache di questi giorni, alcune decine di destinatari di multe per infrazioni ambientali accertate dal Corpo Forestale la faranno franca, contando sul fatto che una "manina" ha provveduto a dirottare sopra un polveroso armadio i fascicoli che li riguardavano, rendendoli irreperibili, non siamo più in presenza di sciatteria ma di qualcosa di diverso. Infatti la collettività non incasserà i soldi delle infrazioni, perdendoci quasi mezzo milione di euro. Pari importo, però, è rimasto nelle tasche dei "fortunati" - sarebbe bello conoscere qualche nome - salvati dalla polvere lasciata cadere sulle pratiche. Dimostrazione che non solo il tempo è denaro ma, in un mondo a gambe all'aria, anche la "polvere del tempo" è denaro e può beneficare qualcuno. Del fatto che siamo una provincia lenta pare si stiano accorgendo anche alcuni degli immigrati arrivati da noi e attivi nei più diversi settori. Qualcuno di loro, che ha avuto modo di lavorare e vivere in diverse provincie italiane (cosa che i nostri concittadini non sperimentano più da tempo), si è convinto che Pavia non brilli di certo per rapidità. Lo dicono facendo riferimento agli uffici, alla burocrazia con cui hanno avuto a che fare quando si è trattato di affrontare pratiche quali il permesso di soggiorno di lavoro, il suo rinnovo e i ricongiungimenti famigliari. Forse a Pavia, agli uffici preposti, non sono state date, a differenza di quanto accaduto altrove, risorse adeguate per fronteggiare il problema. Oppure agiscono altri fattori. Comunque secondo alcune testimonianze - ad esempio l'artigiano albanese I.F., sessantamila euro di fatturato annuo come mosaicista di piscine - a cospetto dei tempi di concessione del permesso di soggiorno nelle provincie dove ha lavorato, a Pavia si viaggia al passa della lumaca. Se poi aggiunge un'ulteriore esperienza dello stesso artigiano - vale a dire i due anni trascorsi prima che si sbrigasse la pratica del ricongiungimento famigliare con la moglie - ecco emergere in lui la convinzione che Pavia, e la sua burocrazia, non siano affatto competitive con quello che accade in altre località. Conseguenza? Molto semplice: il mosaicista albanese sta traslocando in una provincia più dinamica, dove i carteggi non usano sostare per troppi mesi sulle scrivanie, rendendo la vita ancora più complicata di quello che è. Andrà altrove, ci porterà la famiglia, lì pagherà l'affitto nonché le tasse relative alla sua attività. Di poco o di tanto un territorio ci guadagnerà. Un altro - indovinate quale - ci perderà.
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da "Repubblica, La"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina VI - Torino L'amministratore Napoli: "Copiamo la forma dei dipartimenti francesi" La città metropolitana da una parte e un consorzio di comuni per il resto di quella che diventerà l'ex provincia di Torino. è questa l'idea di Osvaldo Napoli, deputato di Forza Italia e vicepresidente dell'Anci, per il futuro del Torinese. "Il problema è che la provincia di Torino ha comuni importanti, come Sestriere, che però non possono essere abbinati al capoluogo per ragioni geografiche - afferma Napoli, per vent'anni sindaco di Giaveno - Per questo io limiterei la città metropolitana alla prima, massimo seconda cintura. Ecco, da Rivoli a Moncalieri per intenderci. Altrimenti si perde lo scopo". E per il territorio rimanente? "Non condivido l'idea di altre due province, una a Pinerolo e l'altra a Ivrea, perché moltiplica i costi e la burocrazia - ha detto Napoli - La mia idea sarebbe di creare una sola provincia per tutti gli altri comuni, quale che sia il capoluogo poi si vedrà. Non si tratta di un'unione coatta, anzi, sono per la creazione di un consorzio di comuni, basato sull'evoluzione di quelle che oggi sono le unioni di servizi". Comuni che si mettono in rete fra di loro per fare economia ad esempio sulla raccolta rifiuti o sull'energia. Tutti, anche i più piccoli, trovano così ascolto alle loro esigenze, ma senza il peso e il costo di un consiglio provinciale e di un apparato burocratico. "Il peso di Torino sarà sempre molto forte - conclude il parlamentare azzurro - ma è ovvio che il sindaco della città metropolitana non potrà conoscere le peculiarità di un territorio così vasto e allora si dovrebbe creare un sistema simile ai dipartimenti francesi, con rappresentanti in ogni territorio". (fe.cr.).
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da "Repubblica, La"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina VI - Torino Il sindaco "Ferrero: "Maroni vuole penalizzare Moncalieri" "Non si aspetteranno mica di trasformare Moncalieri, o Venaria, o Rivoli in un borgo di Torino? Non ha nessun senso e non lo dico per la poltrona, ma per il rispetto della popolazione e della storia di questi comuni". Non lascia margini di trattativa Angelo Ferrero, sindaco di Moncalieri. "E poi i mandati politici sono cose serie, non si possono allungare o accorciare per far cadere le elezioni al momento opportuno", incalza. L'idea di cancellare la provincia di Torino e creare la città metropolitana non lo convince. "Se Maroni vuole risparmiare e tagliare in burocrazia - attacca Ferrero - deve iniziare a cancellare tutte le nuove microscopiche province che sono state appena create, che in alcuni casi sono più piccole di una nostra città. Non può iniziare, guarda caso, dalle province di centrosinistra Cancellare la provincia di Torino, invece, non ha alcun senso. Soprattutto se si vuole andare verso il federalismo, ci sono molti ambiti in cui lavorare insieme a livello metropolitano e in parte lo si sta già facendo con l'Agenzia per la mobilità, l'Ato sui rifiuti, i servizi in rete o il turismo con l'Atl unica. Basta potenziare quello che stiamo già facendo, non dare altri nomi alle cose o creare nuove strutture". E conclude: "Stiamo facendo degli sforzi per evitare di essere "torinocentrici" e per valorizzare le peculiarità dei singoli territori. Ritornare indietro sarebbe dannoso. E poi cosa può fare un super-sindaco? Si contorna di super-assessori per gestire un territorio così complesso? Mi sembra più fumo che arrosto". (fe. cr.).
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da "Unita, L'"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Stai consultando l'edizione del FANNULLONI Il ministro della Funzione Pubblica sembra animato soprattutto da una vena punitiva e coercitiva Brunetta, il fascino delle parole grosse Oreste Pivetta Il commento Il professor Renato Brunetta è senza dubbio tra i ministri più attivi, fantasiosi, severi. Burbero, alla vecchia maniera. Non pretendiamo visite fiscali: si intuisce la sua laboriosità, che muove la nostra simpatia. Anche perchè non si può negare che qualche ragione ce l'abbia e al cittadino, quando diventa consumatore di servizi pubblici, qualche prova non manca, tanto di individui (lavoratori pubblici) poco raccomandabili, tanto di un sistema contaminato da burocrazie surreali. L'elenco degli esempi sarebbe fluviale. Ciascuno avrebbe la sua da raccontare: basterebbe la fotografia di un qualsiasi ufficio pubblico, la carta e la polvere, gli avvisi sgualciti, i computer che fanno da soprammobili, procedure che sarebbero comiche se non fossero vessatorie. L'aneddottica ha un'attrazione irresistibile. Ricordo una pratica definita al secondo piano di un ufficio pubblico che per essere completata avrebbe avuto bisogno di un timbro al terzo piano, impossibile perchè la posta interna a mezzogiorno aveva già fatto il suo giro ed era venerdì, si sarebbe dovuto attendere il lunedì successivo, feci presente che i trenta scalini avrei potuto saltarli d'un fiato e invece no, non era regolare e la pratica continuò a giacere in attesa del postino-funzionario. Ne potrei aggiungere altre. Potrei ad esempio raccontare che per un sussidio sanitario a un anziano invalido al cento per cento e come tale riconosciuto da apposita commissione occorre una prescrizione del medico di base per la visita geriatrica (assente il paziente, ovviamente, considerata la sua invalidità), il timbro del geriatra, il timbro della struttura competente dell'Asl, il bollettino di consegna dell'azienda fornitrice da vidimare presso la struttura competente delle Asl. Di competenza in competenza, quante sono le giornate perse? Se il ministro Brunetta, con l'apporto dei suoi colleghi, riuscisse a risparmiarcene qualcuna, sarebbe una rivoluzione nella polverosa burocrazia italiana contro quel gigante di pietra che è lo Stato italiano, una corsa nel futuro, un risparmio clamoroso di risorse (uomini e quattrini) che potrebbero essere dirottati a compiti ben più utili alla collettività, una guerra ai privilegi (magari infimi) e ai poteri autentici che tanta macchinosa ottusità consente. Il guaio è che il ministro Brunetta sembra applicare la sua vena punitiva e coercitiva, più che una autentica ispirazione riformista. Colpire, bastonare, qualche volta calunniare e soprattutto minacciare. Che è in fondo la cosa più semplice. Prendiamo il caso dei malati immaginari. Annunciare la visita sanitaria in giornata è come vietare l'uso del cellulare in macchina: per ventiquattro ore tutti ligi, allo scadere è un fiorire di chiacchiere via cellulare, con la destra il telefonino, con la sinistra la sigaretta, il volante non si sa dove. Per essere preso sul serio, il ministro Brunetta dovrebbe mettere in campo un esercito di controllori e, se una visita fiscale ci costa trenta euro, una marea di soldi e poi gli si porrebbe il problema di chi controlla i controllori, perchè se c'è chi approfitta approfittano tutti e via dicendo. Il presente non induce a credere nelle strategie del ministro: secondo i dati diffusi, delle visite chieste dai datori di lavoro se ne realizza solo un quarto. Ciò non toglie che possa aver ragione lui a indicare il male o qualcuno tra i tanti mali: magari con la cattiva coscienza e l'esperienza del professore universitario, che in carriera avrà avuto un'infinità di occasioni per far peccato. Ma le minacce in questo paese sono come le calunnie: un venticello. L'impresa della riforma è diabolica e colossale, ma piuttosto che bacchettare sonoramente (cioè con il megafono dei media amici) il ministro Brunetta potrebbe esercitare la sua dottrina e la sua scienza per escogitare vie d'uscita meno costose e meno oppositive, a cercar consensi che nel bene potrebbe trovare anche là dove secondo lui prospera il male. Cercando di individuare gli autentici nemici. Dovrebbe capire il ministro che l'opera di cui si è fatto carico sarebbe grandiosa, per la semplice ragione che per ridare vitalità al "sistema" la rivoluzione dovrebbe essere prima di tutto morale. Riportare un po' di coscienza civica, un po' di senso della collettività, un po' di doveri nella repubblica dei diritti (citando Mazzini). Però, come si diceva a scuola una volta, l'esempio viene dall'alto.
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da "Repubblica, La"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina III - Palermo Dalle concessioni edilizie alle cartelle pazze: ecco dove si aspetta di più Tre anni per un rimborso Ici gli uffici lumaca del Comune SARA SCARAFIA Concessioni edilizie che vengono rilasciate in tempi che vanno dai sei mesi a un anno. Risarcimenti per incidenti causati da marciapiedi dissestati o tombini scoperti che il cittadino attende anche per cinque anni. Cartelle pazze che vengono corrette anche dopo tre anni. Gli uffici lumaca di Palazzo delle Aquile sono quelli che scontano una carenza di personale e la mancanza di mezzi tecnologici. L'informatizzazione in molte stanze è all'anno zero, con pratiche che per arrivare dal piano terra al primo piano ci stanno anche venti giorni. Il regolamento che rivoluziona le procedure amministrative, approvato tre giorni fa da Sala delle Lapidi, che fissa scadenze certe e sanzioni per chi senza giustificato motivo non le rispetta, è una vera rivoluzione per la burocrazia comunale. Ma è solo un primo passo. Nelle 140 pagine dove ufficio per ufficio vengono specificati i tempi necessari per portare a compimento ogni singola procedura, emergono anche i buchi neri di un sistema fatto per i cittadini di code in più uffici e attese di anni. Ma quali sono le pratiche per le quali si aspetta di più? Non ha vita facile chi deve rivolgersi all'ufficio Tributi. Per ottenere sgravi o rimborsi per Tarsu o Ici le attese sono a tempo indeterminato, da uno a tre anni. "Facciamo i conti ogni giorno con la lentezza di questo ufficio - dice Luigi Ciotta dell'associazione dei consumatori Adoc - che ha poco personale (350 dipendenti, ndr) e soprattutto non è dotato di un buon sistema informatico". La dirigente Maria Mandalà, in carica da meno di un anno, sta cercando di porre rimedio. "Abbiamo chiesto alla Sispi di studiare un programma informatico per il calcolo degli sgravi - dice - ci stanno lavorando". Sui rimborsi pesa anche il fatto che per anni il Comune a secco non ha stanziato in bilancio le poste necessarie a restituire le somme: "Questo non è più accettabile", dice Benedetto Romano di Adiconsum. Ma la vera grana dei Tributi è l'enorme mole di arretrati che si sono accumulati negli anni. "Ho proposto che venga attivata una task force solo per smaltire le pratiche accumulate", dice il difensore civico Antonio Tito. Non va certo meglio a chi chiede un risarcimento. Soprattutto per sinistri cosiddetti "atipici": possono passare anche cinque anni prima che chi ha avuto un incidente a causa di un marciapiede dissestato o una buca possa ottenere il rimborso. "C'è innanzitutto l'incertezza del cittadino che non sa a chi rivolgersi per chiedere il risarcimento - dice Tito - in caso di incidenti per mancata manutenzione delle strade, a esempio, si è in dubbio tra Amia e Comune e nulla è stato fatto per fare chiarezza". "Le attese sono lunghissime - attaccano i consumatori - i risarcimenti dovrebbero avvenire entro tre mesi". Tempi biblici anche all'Edilizia Privata. Per avere una concessione edilizia, che nel nuovo regolamento deve essere rilasciata in 120 giorni, passano da sei mesi a un anno. "Il nostro lavoro ne risente molto - dice Alessandro Calì, presidente dell'Ordine degli ingegneri - anche dopo la riorganizzazione degli uffici avvenuta qualche mese fa le cose non sono migliorate". Passano mesi anche per ottenere i certificati di agibilità e abitabilità. Mentre per le sanatorie c'è chi attende dal 1985. "Problemi che si risolvono utilizzando le perizie giurate - dice il dirigente dell'ufficio Federico Lazzaro - serve però un atto di indirizzo della giunta che autorizzi i dipendenti, che hanno paura, a utilizzarle senza controllarle una ad una, ma con controlli periodici a campione. Altrimenti non servono a niente". L'ufficio lumaca per eccellenza è quello Interventi abitativi: le case popolari andrebbero assegnate secondo il regolamento entro sei mesi dalla richiesta "ma previa disponibilità". Che invece non c'è praticamente mai, mentre gli indigenti aspettano da mesi anche i contributi economici.
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da "Tirreno, Il"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Montecatini Pioggia di multe sui locali della Sala I ristoratori raccolgono mille firme per chiedere di cambiare le regole Le denunce partite dai residenti. C'è chi sta pensando di cambiare casa FRANCESCA GARRA PISTOIA. Una cascata di multe sta piovendo sulla testa dei gestori dei locali all'aperto della Sala. Multe salate che partono da un minimo di 500 euro a un massimo di 1000. I motivi principali sono l'eccessivo rumore provocato dalla musica, lo sforamento dell'orario di chiusura (previsto per l'una di notte) e l'occupazione del suolo pubblico con tavolini e sedie oltre i limiti concessi. Al locale "Il Battistero" è stata anche revocata in via definitiva la licenza per poter organizzare concerti di musica dal vivo. "Avevo presentato la richiesta necessaria per un concerto da tenere qui la domenica del 20 aprile, per festeggiare un anno della nostra gestione - racconta Alberto, uno dei tre proprietari del locale -. L'ho mandata via fax di sabato mattina, ma gli uffici comunali erano chiusi e per questo non l'hanno vista e mi hanno revocato la licenza. Ma io la richiesta l'ho fatta e il fax l'hanno visto, però di lunedì". "è molto difficile anche solo capire, nel labirinto della burocrazia, chi sono le persone giuste con cui parlare, i giorni e gli orari azzeccati per ottenere alla fine un permesso per un concerto minimo - spiega Pablo, proprietario di Frisco -. Io mi sono presentato tutte le mattine per un mese all'ufficio di Igiene ambientale e ho pagato 1000 euro per una perizia di un ingegnere del suono da presentare obbligatoriamente alla Asl". "Noi non capiamo - ribadisce Francesco Innocenti, proprietario insieme a Paolo del Gargantuà in piazzetta degli Ortaggi - perché non possiamo mettere qualche tavolino in più, visto che questo non è un punto di passaggio di macchine o ambulanze e la sera, a parte noi, la piazza è vuota". Tirando le somme, le multe sembrano essere una conseguenza di limiti e regolamenti comunali troppo stretti e vincolanti per una realtà commerciale e di intrattenimento in crescita continua e che, da qualche anno a questa parte, vivacizza i vicoli e le piazze del centro, attirando sempre un maggior numero di turisti e abitanti anche delle province vicine come Prato e Firenze. I vigili che effettuano le multe vengono chiamati quasi ogni sera dagli abitanti della Sala, esasperati dal rumore, dalla musica e soprattutto dal mancato rispetto dei limiti dettati dalle licenze. Qualche giorno fa una delegazione si è presentata in Comune per protestare e far presente all'amministrazione pubblica le ragioni di chi, in queste notti, non riesce più ad avere pace. "Le multe chiaramente non bastano", dice una ragazza che ha le finestre che si affacciano su piazzetta degli Ortaggi e che ha fatto notare che lei è costretta a sbattere i suoi tappeti sopra i tavolini dove la gente magari, in quel momento, sta mangiando. La ragazza sta cercando ora di trasferirsi in un'altra casa, in una zona più tranquilla, ma non tutti possono permettersi questo passaggio. "Nessuno vuole comprare e venire a vivere qui", spiega un'altra abitante della stessa zona che ha lanciato, in questo caso, la proposta di un intervento del Comune: "Potrebbe aiutarci il Comune - dice - magari acquistando, dai privati che vogliono andarsene, l'appartamento in centro e riproporlo sul mercato come sede di uffici o di altre attività diurne". Dopo essere stati convocati dal comandante della Polizia municipale, che ha voluto richiamarli all'ordine e al rispetto delle regole, Frisco, Gargantuà, Vecchia Praga e Battistero hanno deciso di organizzare una raccolta di firme (si parla di circa 1000 ottenute fino ad ora dagli avventori dei locali) per una petizione che presenta tre richieste precise: il prolungamento dell'orario di chiusura nel periodo estivo fino alle due di notte; la possibilità di organizzare musica dal vivo e altre iniziative di intrattenimento; l'ampliamento dell'occupazione del suolo pubblico laddove non sussistano motivazioni riguardanti la viabilità della città. Dal colloquio con il comandante è uscita anche la proposta di organizzare un incontro congiunto tra i gestori dei locali, gli abitanti e gli assessori comunali coinvolti dalla questione, ovvero Mario Tuci, assessore all'ambiente e alle politiche giovanili, e l'assessore al commercio e alle attività produttive, Barbara Lucchesi. "I cittadini mi hanno segnalato il non rispetto dell'orario e del volume della musica - conferma Mario Tuci -. Io mi dichiaro più che disponibile a incontrare i gestori dei locali e a confrontarmi con loro perché non ho alcun tipo di preconcetto nei confronti di nessuno. Vorrei, però, sottolineare che, per sedersi intorno a un tavolo, presentarsi ciascuno con le proprie proposte e uscirne poi con una soluzione condivisa da tutti, è necessario non forzare la situazione e rispettare le regole fino a che queste sussistono".
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da "Tirreno, Il"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pisa VIA MATTEUCCI VIA MATTEUCCI Quel semaforo non funziona Raccogliendo le lamentele di molti cittadini e verificando personalmente, vogliamo segnalare il disagio che l'impianto semaforico di via Matteucci (incrocio con via Nenni) arreca ai pedoni che debbano attraversare la stessa via all'altezza della galleria Gerace. A parte che si tratta dell'unico punto di attraversamento della strada (a tutti nota per il consistente traffico veicolare), per di più il semaforo per i pedoni è regolato in un modo quanto mai disagevole con lunghi tempi di attesa per il verde ed il brevissimo tempo per l'attraversamento. Inoltre, da alcuni giorni, è rotto il pulsante di chiamata sul lato via Nenni, con conseguente ulteriore disagio per i pedoni. Sicuri di interpretare il pensiero di molti cittadini, si auspica che al più presto venga posto rimedio a tale situazione poco piacevole. Associazione Amici di Pisa RIFIUTI Poca civiltà in via S. Jacopo Voglio segnalare che accanto al cassonetto situato davanti al depuratore di via San Jacopo a Pisa sono di abitudine abbandonati rifiuti ingombranti, in maniera più o meno nauseante e pericolosa per chi deve lasciare correttamente i rifiuti indifferenziati. Perché non fotografate le situazioni più degradate ed impostare, a partire da questi esempi di quotidiana inciviltà, una campagna di comunicazione per i cittadini sulla gestione dei rifiuti, tale da garantire un futuro civile al nostro paese, evitando lo scempio di Napoli? Ci sarebbero anche benefiche ricadute sul turismo nel presentare una città d'arte un po' più pulita: per via san Jacopo transitano molti bus turistici diretti al parcheggio di scambio. Anche la Toscana potrebbe avere a breve problemi gravissimi, secondo notizie di stampa, per cui il tema è di grande attualità. Oltre ai compiti delle istituzioni che devono garantire salute pubblica ed ambiente, ci sono i doveri di ogni cittadino, a cominciare dal rispetto elementare per gli altri, da vivere non come un obbligo, ma come un contributo al benessere comune. Antonella Peruffo LA CRITICA Quanta burocrazia per un vano doccia Siamo due coniugi uno di 80 anni e l'altra di 62, entrambi invalidi, uno al 100% con indenntà di accompagnamento e l'altra al 75% che si sentono non considerati dall'istituto ex Ater, dal Comune di Pisa e dalla Regione Toscana. Abitiamo in via di Gagno 43. Due anni or sono, ho fatto richiesta scritta presso l' istituto Ater ora Aspes per poter apportate una modifica all'interno del bagno di casa. Ho chiesto cioè la sostituzione della vasca da bagno con un altro tipo di vasca o con una doccia con sedile, che permettesse un'entrata o un'uscita più agevole per me e mio marito, durante l'igiene personale, Mio marito, affetto da tumore alla gola e con seri problemi di deambulazione conseguenti agli interventi subiti, e io affetta da lussazione congenita alle anche, abbiamo interpellato i vari enti interessati, fino a che mi hanno comunicato che la mia richiesta è stata accolta ma che per questo tipo di interventi, occorre attendere il nulla osta dalla Regione con conseguente stanziamento di fondi. Insomma dopo tutto questo iter so solamente una cosa, sono due anni che mio marito e io per farci una doccia dobbiamo sempre chiedere un aiuto. Devo ringraziare sentitamente l'assistente sociale del distretto di via Torino, che ci ha dato un aiuto inviandoci per tre ore settimanali un'operatrice socio-sanitaria che con non poche difficoltà e una serie di bacinelle, riesce a effettuare un minìmo d'igiene personale a mio marito. Vorrei sinceramente che qualcuno potesse constatare le nostre reali difficoltà e vorrei che potesse cessare anche l'umiliazione di dover continuamente chiedere aiuto per poter espletare le normali funzioni igieniche quotidiane, non ci sembra di chiedere la luna. Siamo anziani è vero, ma anche noi abbiamo una dignità, spero che questa mia denuncia possa smuovere qualcosa a livello burocratico e mi auguro di arrivare presto a una felice conclusione. Assunta e Augusto Bendoni INVALIDI Le responsabilità vanno cercate altrove Ho letto con stupore quanto pubblicato da codesto quotidiano il 12 luglio a proposito delle pratiche di invalidità civile. Sono l'ex responsabile dell'ufficio Invalidi Civili e sono a conoscenza di tutta la storia di questo servizio perché me ne sono occupata dal gennaio 2001 però nessuno mi ha chiesto l'analisi delle problematiche che si sono create nel tempo. In compenso sono usciti articoli in cui si dichiara "Il primo passo è stato compiuto un mese fa con la nomina del nuovo responsabile dell'ufficio Invalidi Civili del Comune" lasciando intendere che sono stata rimossa dall'incarico in quanto responsabile del cattivo andamento del servizio. Per una questione di dignità personale e professionale tengo a precisare che non sono stata rimossa e che sono stata io a chiedere il trasferimento ad altro servizio comunale. Mi sono occupata di questo servizio da quando nel 2001 le funzioni sono state trasferite dalla Prefettura ed ho fatto un lavoro definito pubblicamente dal precedente sindaco" il fiore all'occhiello dell'amministrazione comunale" e per anni apprezzato dagli utenti e dai patronati. In qualità di dipendente non posso esporre fatti interni ma certamente e dimostrabilmente non ho alcuna responsabilità e non intendo diventare il capro espiatorio per responsabilità altrui. Daniela Mattioli AEROPORTO Tuteliamo però anche i residenti Leggo sul giornale del 5 luglio che l'aeroporto di Pisa ha chiuso il primo semestre registrando un consistente aumento nel numero di passeggeri rispetto allo scorso anno. In particolare il 28 giugno si è raggiunto un nuovo record di presenze, pari a circa 18000 transiti. Questi dati indicano la grande vitalità del nostro aeroporto e la sua capacità di attrazione. Vorrei però con questa lettera ricordare alle autorità cittadine e aeroportuali l'impatto che questa crescita, che pare senza limiti, sta avendo sulla qualità della vita di centinaia di famiglie del quartiere di San Marco-San Giusto. Il numero di passeggeri ricordato sopra significa una frequenza di voli in decollo e atterraggio dell'ordine, in alcuni momenti, di un aereo ogni pochi minuti, con livelli di rumore che rendono impossibile la conversazione nelle case. Questo problema è stato anche al centro di un'animata assemblea del circolo del Pd di San Marco San Giusto che si è tenuta qualche giorno fa e non può certo essere liquidato suggerendoci di cambiare casa. Ritengo che la crescita dell'aeroporto debba avvenire nel pieno rispetto della qualità della vita dei cittadini del quartiere, con un'adesione rigorosa alle norme nazionali ed europee che regolano il traffico aereo, sia per quello che riguarda la frequenza di sorvolo delle zone ad alta densità abitativa, che i livelli di rumore nelle ore notturne. Credo sarebbe opportuno che su queste tematiche si aprisse un confronto pubblico, in cui l'amministrazione comunale, che è garante della qualità della vita dei cittadini pisani, come affermato con forza anche nel programma del sindaco, ci facesse conoscere come intende muoversi per, almeno, attenuare i profondi disagi che stiamo vivendo. Giuliano Colombetti VIA BIANCHI Un incontro che non dimenticherò L'altro giorno, 16 luglio, alle 8.30 del mattino mi è capitato qualcosa di particolare che vorrei raccontare. Stavo salendo sulla mia macchina parcheggiata in via Luigi Bianchi per recarmi all'ospedale Santa Chiara e, nel sistemarmi sul sedile, ho avuto un attimo di tentennamento dovuto a un sandalo sfilatosi. Per pochi secondi la portiera è rimasta aperta sul lato della carreggiata e da una Station Wagon in marcia è partita una sonora scampanellata di clacson diretta a me e al mio gesto di imperizia. Confesso di aver avuto una reazione non degna della civiltà di cui credo esser dotata e del rispetto che lega e impegna ognuno di noi verso il prossimo. Ma come ho avuto modo di spiegarti pochi attimi dopo, sconosciuto e malcapitato automobilista, urlando e tra le lacrime, mi hanno operata da pochi giorni e sono ancora impacciata nei movimenti. E non posso, come tu giustamente riterresti ragionevole, starmene a casa a riguardarmi perché l'operazione che ho subito è un taglio cesareo che ha portato alla luce una bambina di solo un chilo, che posso vedere per una sola ora nella giornata in un reparto di terapia intensiva neonatale, e perchè ogni tre ore me ne vado tranquilla tranquilla in una stanzina a donare il latte per lei che non può ancora prenderlo direttamente dalla sua mamma. Forse già lo sai, ma forse no, che le giornate di un genitore di un bimbo prematuro trascorrono in un limbo di costante attesa che arrivi quell'ora, che le infermiere vengano a ritirare quel piccolo biberon, che i medici abbiano tempo per darci qualche notizia. Forse hai sofferto cose ben peggiori nella tua vita e non sono qui a pretendere di darti lezioni bensì a domandarti scusa della mia reazione, come tu alla fine mi hai chiesto scusa a me. Mi ha colpito e scaldato il cuore il vederti sinceramente dispiaciuto alla fine per quanto è accaduto. So bene che non si può pretendere comprensione in senso assoluto, che alla fine siamo tutti nella stessa barca, presi ognuno da mille preoccupazioni quotidiane che ci fanno egoisti, distratti, poco comprensivi e tolleranti verso gli errori altrui. E che sfogarsi con la mano sul clacson o inveendo verso una sconosciuto può essere, in un momento di nervosismo, liberatorio almeno quanto è stupido e vigliacco. Il mio sogno è che tu ieri per un attimo mi abbia pensato quando sei tornato a casa dopo la tua giornata di lavoro, che il nostro tumultuoso incontro abbia potuto lasciare in te qualcosa di buono come lo ha lasciato in me. Invio questo messaggio così come potrei scriverlo su un biglietto e chiuderlo in una bottiglia, con la dolce illusione che uno sconosciuto signore possa trovarlo, riconoscersi nel mio aneddoto, sorridere dell'accaduto. Lettera firmata VECCHIANO Su quella spiaggia persone speciali Il sapore del rapporto umano. Se avete letto bene, negli anni duemila questo rapporto è latitante in ogni momento della vita. Siamo diventati più egoisti e meno propensi al dialogo, è duro spendere qualche parola per far stare la gente in armonia, eppure in questo clima di indifferenza e freddezza, esiste oggi sul lungomare vecchianese un'isola felice. Sono sette persone che lavorano con il sorriso e cordialità, noi bagnanti siamo attratti e i più attempati ritrovano il clima degli anni Sessanta, dove regnava la spensieratezza e la gioia di esistere. Qui manca il ristorante, ma ci sono le ragazze del chiosco che con passione preparano ottimi panini. Marco si alterna alla cassa con il fiore all'occhiello che è "la macchina del caffè" da essa fa uscire una crema sublime da far invidia ai partenopei che sono per tradizione maestri. Rolando coordina con tatto e intelligenza il bak stage e accoglie i pendolari del mare che arrivano dopo un viaggio stressante con un sorriso e dispensa con estrema gentilezza le molteplici indicazioni. Con lo scontrino i bagnanti sono accolti sull'arenile da Stefano, un ragazzo alto due metri, tutti di educazione e simpatia, essendo il bagnino ufficiale, quando il mare fa i capricci, lui è in allerta a prevenire spiacevoli conseguenze. Lo storico del posto è Dionisio, anche i media hanno scritto di lui, incomincia alle 5 del mattino e torna a casa alle 20. E' una persona autodidatta, sa tutto del mare, la gente lo cerca per la sua cordialità, non lascia mai scontento nessuno e con il suo equilibrio, cura gli interessi della casa e quelli degli ospiti. Alessandro Varriale.
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da "Nuova Ferrara, La"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Ai guai burocratici si aggiunge l'ostacolo dei pini marittimi. Così gli internet point sono affollati ma pochi Lidi poco connessi anche con il web Al Gallanti si lavora in spiaggia via wi-fi, ma è una rarità LIDO POMPOSA. Tristana Randi è in vacanza per qualche settimana al Lido di Pomposa. Ogni mattina va in spiaggia, prende un po' di tintarella e ad una certa ora, tra schizzi d'acqua e bambini che giocano, mette mano alla valigetta del portatile e... apre l'ufficio. Mail, telefonate, internet, "riesco a lavorare anche quattro-cinque ore al giorno, sotto l'ombrellone o dall'appartamento" dice lei, che organizza eventi tra i quali la Mille Miglia. Può farlo perchè il suo stabilimento balneare, il Gallanti, è l'unico ad avere internet wi-fi, cioè senza fili, con copertura di 500 metri. "Abbiamo scoperto che il wi-fi è un servizio richiestissimo" dice Paola Gallanti. Per chi non riesce a fare a meno del web, però, i Lidi non sono il posto ideale: poche connessioni e poco accessibili. Il wi-fi, poi, è raro come l'acqua nel deserto, tanto che non esiste nemmeno l'icona sui prospetti informativi delle strutture. A parte qualche albergo e il Camping Florenz di Scacchi, che ovviamente connettono i loro clienti (al camping forniscono username e password), si ha notizia del solo Fiat Lux cafè di viale Dante Alighieri, a Lido Estensi, che dalle 5 del mattino all'1 di notte offre il collegamento senza fili a fianco di quello tradizionale, a 3,50 euro l'ora e il documento d'identità. "Sono in tanti a portarsi il computer in vacanza - dice Mara Cavallo, la titolare - Per gli stranieri, poi, è uno strumento quasi indispensabile con mail, home banking e altri servizi". Ci sono strutture che hanno dovuto abbandonare il collegamento senza fili per un problema molto specifico dei nostri lidi: i pini. La presenza di molti alberi ad alto fusto e chioma larga, a quanto pare, agisce come potente ombrello non solo dai raggi solari ma anche dalle onde elettromagnetiche diffuse. E non è che abbondino le opzioni anche per la connessione tradizionale, anzi. "Dopo una prima esplosione di internet bar, qualche anno fa, c'è stata una vera e propria ritirata, più che altro per eccesso di burocrazia" dicono all'Ufficio informazioni di Porto Garibaldi, che è anche l'unico web point pubblico del litorale. I computer dell'Informagiovani sono a disposizione gratis per la prima mezz'ora, e poi a 50 cent al minuto. Poco più in là, in piazza 3 agosto, c'è l'internet point Euro informatica, che è aperto dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20 per 1.50 euro l'ora, solo connessione tradizionale. "In agosto abbiamo anche 1.500 visite, ma la burocrazia anti-terrorismo è tremenda e il Comune non dà aiuti" confessa sconsolato Luis Jimenez, il gestore. Anche a Nazioni c'è un internet poi, il bar gelateria il Faro. Servizio indispensabile o tendenza modaiola? "Noi vediamo che al pomeriggio e alla sera decine di persone si connettono, soprattutto per lavoro" annota Paola Gallanti. L'ultima frontiera del relax è caduta. (s.c.).
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da "Nazione, La (Umbria)"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia I COMMENTI pag. 12 Se anche la sanità è malata di burocrazia IL COMMENTO IL PARADOSSO timbra il cartellino prima di entrare in ambulatorio, si prodiga in corsia, fa tornare i conti della sanità umbra ? vanto dei vanti della Regione ? e insieme garantisce alcune comprovate eccellenze. Ma lo fa con una schiera di medici specialisti ospedalieri e universitari che arrecano gravi danni all'erario. Se erano già quasi duecento i sanitari perugini e ternani finora indagati a vario titolo (gli ultimi sono stati il gastroenterologo ritenuto un ricercatore farlocco e gli assenteisti del Santa Maria della Misericordia), d'un colpo ai novemila camici sotto inchiesta in tutto il Paese si sono aggiunti quasi quattrocento specialisti a cui la Corte dei Conti di Perugia intima sonanti risarcimenti. Uno scandalo come quelli che hanno trascinato in carcere il governatore dell'Abruzzo Del Turco, costretto alle dimissioni il presidente siciliano Cuffaro e in Campania portato agli arresti (poi revocati dal Tribunale del Riesame) la moglie dell'allora Guardasigilli Mastella? Una vicenda assimilabile alle bustarelle di Lady Asl in un Lazio dai bilanci sanitari disastrati o alla storia criminale della casa di cura San Raffaele nella virtuosa Lombardia? Un'eco lontana della tangentopoli dell'ex direttore del servizio farmaceutico Poggiolini, che il denaro sporco nascondeva in un puff del salotto buono? Inutile cercare paragoni. Di eclatante qui c'è solo il numero incredibile. I quattrocento specialisti ospedalieri e universitari umbri ? in pratica tutti quelli in servizio ? sono accusati di aver prescritto sul ricettario regionale di cui dispongono i medicinali a alcuni parenti, a conoscenti e più in generale ai pazienti presi in carico. Questo esercito di medici avrebbe infranto in scienza e incoscienza non una legge che non c'è ma il regolamento del 2001 che disciplina l'uso dello scottante ricettario regionale: salvo qualche eccezione, i pazienti (congiunti o no) che si rivolgono a uno specialista ospedaliero o universitario devono poi fare la fila dal medico di famiglia per la trascrizione delle terapie. Insomma non si tratta di una questione economica (il farmaco prima o poi viene prescritto), né professionale (non è in dubbio l'appropriatezza della cura) e neppure etica (i medici di famiglia si chiamano così anche perché possono curare mogli, figli, nonni, zii e nipoti fino alla quarta generazione). E' solo una questione burocratica che serve a complicare la vita ai cittadini e a umiliare non il singolo professionista che abusa della fiducia accordata ma un'intera categoria. E' però una questione che la Regione può risolvere con un colpo di penna, liberando così le energie del Nas ? impegnato mesi a spulciare le aspirine di una inesistente parentopoli ? e dei magistrati penali e contabili che di imbrogli da svergognare hanno soltanto l'imbarazzo della scelta. Prima che i reati, quelli veri, vadano appunto in prescrizione.
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da "Giorno, Il (Milano)"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia PRIMO PIANO pag. 2 SO CHE difficile entrare nel suo dolore con una lettera. Lei, prima ancora che moglie... SO CHE difficile entrare nel suo dolore con una lettera. Lei, prima ancora che moglie del più grande alpinista italiano, è figlia delle sue montagne e conosce benissimo che cosa significa viverle e che cosa ha significato per suo marito scalarle. In questo momento non le giungeranno nemmeno i sussurri inevitabili nella circostanza: che cosa ci faceva Karl sul Nanga Parbat? Non poteva stare con i suoi figli? Sembrano quesiti oziosi. Eppure su interrogativi del genere si sono cimentati fior di studiosi e di psicologi. La tesi prevalente è che si tratti quasi di una malattia, il trionfo del possesso, dell'avere sull'essere. La montagna, dicono, basta guardarla, non c'è necessità di andarci in cima. Ma questo è vero per chi non vive le vette. Karl non aveva più bisogno di primeggiare. Era famoso e quello che aveva da dimostrare a se stesso e agli altri era già parte trionfante del suo passato. Stava vivendo i misteri del mondo e lo faceva per poi portarli giù. A lei, ai suoi figli e a tutti noi. Ora il Nanga Parbat se lo è preso. Lui aveva messo in conto questa evenienza, lo dicono le sue ultime parole nel blog. E certamente ne aveva parlato anche con lei: lo dimostra il signorile silenzio che sta tenendo in questi giorni tristissimi. Ma ora i suoi bimbi la stanno obbligando a guardare al domani. Sul blog del sito internet degli ex ufficiali degli alpini (smalp.it), solitamente ben informato, dove si ricorda il passato di Karl con la penna nera, si paventa la possibilità che lei possa avere delle difficoltà con le assicurazioni per il fatto che il corpo di suo marito non è recuperabile. Spero che i signori delle assicurazioni leggano queste parole, hanno buoni uffici stampa. E che per una volta lascino la burocrazia nei loro armadi.
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Lui & Lei pag. 33 "Tanti custodi, niente Tar Il segreto dei Musei Vaticani" Professor Paolucci, da Firenze al Vaticano. Che differenza c'è? "Di prim'acchito, mi verrebbe da rispondere che in Vaticano il corpo dei custodi è eccellente, e che non c'è il Tar. Ma a parte le battute, c'è una legislazione differente. In Italia il sovrintendente è un autocrate: il ministro è lontano, ci sono questioni politiche e partitiche che "distraggono" Roma. In Vaticano, il potere politico è naturalmente vicino; ma si è scelti per cooptazione, senza la burocrazia formale dei concorsi. Una volta nominati, non ci sono i "rischi" della magistratura del lavoro, né quelli sindacali". E qual è, oggi, il suo modus operandi? "Una volta raggiunta l'intesa con il cardinale preposto ai musei, io li dirigo tutti, coordinando il lavoro dei direttori dei vari dipartimenti, da quello etnologico a tutti gli altri settori. Siamo poi particolarmente orgogliosi del complesso dei restauratori, una sessantina di specialisti scelti tra coloro che si sono formati alle scuole italiane di restauro, in particolare all'istituto centrale di Roma. In Vaticano non abbiamo una scuola di restauro interna: il mio sogno sarebbe crearne una. Ma forse bisognerebbe che avessi vent'anni di meno?". Per quel che riguarda i Beni culturali, recentemente si è parlato di "giacimenti", come se fossero petrolio. "Premetto che non mi piace neppure l'espressione "Beni culturali": preferirei "opere d'arte". Riguardo ai cosiddetti giacimenti, si è verificato verso gli anni Ottanta del secolo passato un cambiamento incredibile. Fino ad allora le opere d'arte erano considerate un bene immateriale, e nei loro riguardi si manifestava tra la gente una specie di orgoglio patriottico. Dagli anni Ottanta, invece, è passato il pericoloso concetto dell'economia della cultura, con tutti gli equivoci ad esso collegati". Conseguenze? "Non esiste la manutenzione ordinaria ma si pubblicizzano i "grandi restauri": i beni debbono acquisire visibilità e rendere, ed ecco quindi la competizione sul numero dei visitatori, mentre la funzione del museo dovrebbe essere, a parte quella espositiva, soprattutto didattica: conservare per i nostri figli, per le generazioni che verranno". Ci sono dei settori, nel campo dei Beni culturali, particolarmente trascurati, e per i quali i fondi sono generalmente scarsi e i primi a essere tagliati? "I settori più trascurati sono quelli cartacei: i libri, le biblioteche, gli archivi, che non hanno visibilità tranne casi eccezionali. Eppure io penso che i libri talvolta siano addirittura più importanti dei quadri, perché a loro è affidata la testimonianza scritta del passato; e senza memoria non c'è futuro". Un tempo l'Italia era considerata il giardino d'Europa in virtù del suo incomparabile paesaggio. Che cosa è successo? " successo che mentre il paesaggio era molto lodato a parole, nei fatti è stato il bene più manomesso, mentre per i centri storici qualcosa si è fatto. Un esempio su tutti, il paesaggio veneto, la cui armonica bellezza è documentata ormai soltanto dai quadri di Cima da Conegliano e dai dipinti coevi: basta affacciarsi da Asolo e guardare la pianura per vedere i guasti, imponenti e irreversibili". Sarà possibile un rimedio? "Sono molto pessimista, per uno scenario di regionalizzazione che sembra ormai imporsi, come ha sancito del resto la riforma del Titolo V della Costituzione. Le Regioni vogliono controllare le soprintendenze per "amministrare" il territorio, ed è difficile che un ente locale, sottoposto a continue pressioni, sia in grado di stabilire tutele e vincoli". E la regionalizzazione, come si potrebbe combattere? "Affidando salvaguardia e tutela all'autorità centrale, perché la tutela è efficace quando è lontana e indifferente. Ossia se è distante da chi chiede insediamenti, e insensibile agli scambi e alle offerte "compensative"".
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da "Stampa, La"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia AGRICOLTURA.BILANCIO DOPO IL MALTEMPO Vino e sport "No agli allarmismi Vendemmia scarsa ma di buona qualità" La Festicamp il 26 luglio a Vaglio Serra [FIRMA]ENRICA CERRATO ASTI Sarà il tema "Vino e sport, la strana coppia", il filo conduttore della prossima festa dell'agricoltura organizzata dalla Cia il 26 luglio a Vaglio Serra. E non a caso, il premiato con l'"Agrestino" per il 2008 sarà Aldo Cerot Marello, campione negli sferisteri ma anche musicista e amante della buone cose della vita. La "Festicamp" e il tema di quest'anno sono stati anticipati dal presidente provinciale Dino Scanavino in un incontro servito anche a fare il punto sulla situazione dell'annata agricola. "Un avvio di stagione sicuramente difficile - ha spiegato - anche se non così negativa come molti vorrebbero". E se per la campagna cerealicola Scanavino non nasconde le difficoltà, "per la viticoltura ci potrebbe essere un andamento più confortante del previsto". I tecnici della Cia che quotidianamente valutano la situazione tra i filari, ricordano che "l'uva, dove non è grandinato, è bella e promette un raccolto di notevole qualità". Annota ancora il presidente della Confederazione agricoltori: "Ci sarà vendemmia scarsa ma questo, alla luce delle attuali situazioni di mercato, non rappresenta di per sé un fatto negativo. Anzi, potrebbe dare spinte razionalizzatrici a tutto il settore. Da un lato la Barbera continua a segnare il passo come ha fatto nei due anni precedenti, ma si sta preparando il suo debutto con la docg che potrebbe portare ad una svolta. Sull'altro fronte, abbiamo l'Asti ed il Moscato che stanno anche quest'anno segnando successi commerciali tanto che le aziende produttrici pare abbiano scorte di prodotto ai limiti storici. Non tutto quindi deve essere visto con i toni allarmistici che molti usano in queste settimane". Dino Scanavino e il direttore Mario Porta hanno anche fatto il punto sul rapporto tra agricoltura e burocrazia, non lesinando critiche al piano di sviluppo regionale: "E' necessario pretendere che tutti facciano la loro parte nel sostenere il settore agrario, quando questo viene colpito da eventi climatici negativi come quelli dello scorso mese di maggio ma è anche assolutamente necessario impegnarsi perché il sistema rurale piemontese si doti di risorse e strumenti di sviluppo facilmente applicabili e non venga appesantito da una serie di sempre più gravosi adempimenti burocratici come sta purtroppo avvenendo per il Piano di Sviluppo Rurale della Regione".La Festicamp, in programma sabato 26 luglio a Vaglio Serra, dedicata quest'anno al tema "Vino e sport", ha avuto un'anteprima ieri a Rocchetta Palafea con l'amichevole sfida alla pantalera dedicata alla memoria del vignaiolo e dirigente Cia Dante Rattazzo. Sabato prossimo, appuntamento a Vaglio alle 10,30 per una tavola rotonda con medici e sportivi, cui parteciperà il presidente nazionale Giuseppe Politi. A mezzogiorno premiazione di Cerot Marello. Alle 17,30 gara a bocce Memorial Luigi Meraldi. Seguirà l'assemblea provinciale e alle 20 la cena con la Pro loco di Vaglio Serra.
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da "Giornale.it, Il"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia N. 172 del 2008-07-20 pagina 2 "Il rilancio dell'Italia riparte da qui" di Manila Alfano La sua Napoli non è un paese per vecchi. Aurelio De Laurentiis guarda lontano, lo sguardo va verso la costa. Lui è a Ischia e da lì il golfo diventa particolarmente bello. Nostalgico. La rinascita parte dalla coscienza della bellezza, "dalla componente ludica dell'arte". De Laurentiis ricorda i discorsi con il padre, "già 40 anni fa parlavamo dell'importanza di non farci scippare il made in Italy e l'immagine che abbiamo dato all'estero con questa emergenza non è certo delle migliori". Napoli derubata e violentata, snaturata. Ma la ricetta per ripartire c'è, e il parallelismo con la sua squadra diventa quasi naturale. "Per ripartire ci vuole entusiasmo. Rinascere da zero è una sfida da giovani, non da vecchi". L'emergenza rifiuti è stata risolta, lo Stato è tornato ad essere presente. Il produttore sorride compiaciuto: "Finalmente la riconosco: amore e ardore per vincere". Come ha vissuto De Laurentiis la fine dell'emergenza? "Con la fierezza della napoletanità che mi porto nelle vene. Ho sempre amato questo concetto, in senso filosofico, per lo stile di vita che sanno adottare i napoletani. Fino ad ora Napoli l'ho vista piegata su un fianco. Uno strazio. Aveva toccato il fondo". Quali sono le cause? "La mancanza di investimenti. Una risposta triste, ma l'unica vera. Ma con questo non bisogna pensare solo a Napoli, ma iniziare a pensare ad un Sud detassato. La piaga italiana è la burocrazia, l'amministrazione pubblica che rallenta tutto all'inverosimile". Cosa le ha fatto più rabbia? "Il disonore per gli eterni impuniti. Vedere che i responsabili anche questa volta non hanno pagato per le loro colpe è stato il tradimento maggiore". Era così difficile gestire la crisi dei rifiuti? Dove hanno sbagliato i politici campani? "Tutto ha assunto un contorno ridicolo. La situazione e soprattutto la gestione. Si è proceduto con una inadeguatezza morale e professionale al limite del grottesco". In 58 giorni Napoli è tornata ad essere Occidente. "Queste sono le sfide più belle. Ripartire da zero, con l'entusiasmo. Quelle che si combattono con coraggio e determinazione, senza farsi spaventare, rimboccandosi le maniche. Io le conosco bene". In che senso? "Io ho fatto lo stesso con il Napoli. Ho preso la squadra che era in tribunale. L'ho riportata in Europa ridando fiducia alla napoletanità, la parola che amo di più". L'Italia che riparte quindi da Napoli? "Esattamente. La scelta di Berlusconi di ripartire proprio da Napoli è stata la più coraggiosa e la più lungimirante che poteva fare. Ha capito che per far ripartire il Paese prima doveva risolvere la questione Napoli. Ora serve l'ultima cosa". Prego... "Il governo dovrebbe andare a Bruxelles e chiedere all'Unione Europea di derogare ogni limitazione sulla situazione rifiuti. L'Ue non può essere per noi un ostacolo. Questo sarebbe davvero il colpo del governo. Un atto dovuto a tutti i napoletani e agli italiani". Napoli ha un futuro politico? "L'amministrazione fino ad oggi ha fallito ed è evidente. Per troppo tempo Napoli ha tirato avanti giorno per giorno senza un progetto. Oggi la politica deve diventare management. Lo Stato come una grossa azienda. Tagliare gli sprechi e perseverare negli obbiettivi. Solo così si salverà". SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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da "Corriere della Sera"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-07-20 num: - pag: 20 categoria: REDAZIONALE New York Da Merrill Lynch a JPMorgan: i colossi bancari che avevano opzionato gli uffici nelle torri si ritirano Progetto dimezzato La Freedom Tower, di cui sono cominciati i lavori, rischia di restare isolata. L'inaugurazione slitta E la crisi cancella la nuova Ground Zero Il costruttore dei grattacieli non ha ancora trovato un solo grosso cliente. Il "New York Times": dimostri coraggio e vada avanti SEGUE DALLA PRIMA Dopo dispute infinite tra le varie amministrazioni pubbliche, le società assicurative e i costruttori privati dai quali dipende la rinascita della punta sud di Manhattan, l'anno scorso, finalmente, i progetti erano stati definiti. E i cantieri erano stati aperti, almeno per la costruzione del monumento che ricorda le 2750 vittime dell'11 settembre e della Freedom Tower, il più alto dei cinque grattacieli che dovrebbero sorgere in un'area che oggi è solo un'immensa voragine. Ma quando finalmente si è sbloccata la burocrazia, si sono aggravate le difficoltà economiche che coinvolgono banche e società finanziarie: proprio quelle che dovrebbero rivitalizzare l'area di "Ground Zero" riportando qui, a due passi da Wall Street, le loro sedi. Ma la Merrill Lynch, l'unica che aveva preso un impegno in questo senso, l'altro giorno ci ha ripensato: la banca d'affari vive una crisi assai profonda, secondo alcuni è in gioco la sua stessa sopravvivenza. In queste condizioni i suoi capi non se la sentono di imbarcarsi in un trasloco che costerebbe due miliardi di dollari. Dubbi ce ne sono anche per il gigante del credito JPMorgan Chase. La banca dice ancora che in futuro sposterà alcuni suoi uffici in questa zona di Manhattan, ma ormai, dopo il salvataggio della Bear Stearns, si trova proprietaria, oltre che della banca d'affari, del suo enorme, modernissimo grattacielo di uffici in Madison Avenue. Che, probabilmente, diventerà il nuovo quartier generale di JPMorgan. L'unico, vero interlocutore, in questo momento, è Goldman Sachs che, comunque, non andrà a "Ground Zero", ma sta costruendo un grattacielo nella vicina zona di Battery Park. Comunque utile per rivitalizzare una zona nella quale avevano cominciato ad aprire nuovi negozi e boutique esclusive. Di recente, però, le autorità, che per attirare la banca d'affari avevano concesso uno straordinario pacchetto di agevolazioni e incentivi fiscali, si sono accorte con imbarazzo che rischiano di dover pagare alla Goldman anche un indennizzo di centinaia di milioni di dollari. Il contratto stabilisce, infatti, che se i lavori nella zona non saranno completati entro il 2010-2011 lo Stato dovrà pagare una multa salata, visto che la banca non vuole ritrovarsi a operare nel bel mezzo di un cantiere. Ma proprio qualche settimana fa Christopher Ward - il nuovo sovrintendente della Port Authority, appena nominato dal governatore Paterson che è subentrato tre mesi fa a Eliot Spitzer - ha avvertito che i lavori di ricostruzione dell'area di "Ground Zero" stanno procedendo con anni di ritardo, mentre i costi stanno andando alle stelle. Ward non è ancora in grado di fissare nuovi obiettivi (fornirà elementi più precisi a settembre), ma ha già detto che il Memorial e il relativo museo non saranno pronti nel settembre del 2011, decimo anniversario della tragedia, come era stato più volte annunciato. Sono in ritardo anche le torri 2, 3 e 4, quelle che dovrebbero essere realizzate e gestite dal costruttore Larry Silverstein che, però, non ha ancora trovato un solo grosso cliente privato disposto ad occuparle. L'unico grattacielo per il quale sono partiti i lavori è proprio la Freedom Tower, progetto che è nelle mani di un'agenzia dello Stato di New York. Ma anche questo edificio-simbolo - che secondo i piani iniziali doveva sorgere entro il 2006 e il cui completamento è man mano slittato fino al 2011 - ora ha accumulato almeno un altro anno di ritardo. E, se nel frattempo non arriveranno la ripresa economica e una nuova "primavera " per la finanza di Wall Street, il rischio è di veder sorgere un'unica torre occupata solo da impiegati comunali e statali, circondata da una trincea. Sarebbe la sconfitta dei piani di rinascita e un'altra vittoria per i terroristi, scrive il New York Times che invita Silverstein a comportarsi da imprenditore coraggioso, assumendosi comunque il rischio dell'investimento. Ma, a giudicare da anni di trattative all'ultimo sangue con la Port Authority, la società pubblica proprietaria del suolo, il vecchio immobiliarista non è il tipo che getta il cuore oltre l'ostacolo. Massimo Gaggi.
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da "Corriere della Sera"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Terza Pagina - data: 2008-07-20 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Contestatori Un doppio numero di "Critica sociale" sulla sinistra italiana ostile alla "Primavera" cecoslovacca Il Sessantotto che negò Praga "Una rivolta socialdemocratica, bisogna tornare a Lenin" di DARIO FERTILIO C he facevano i bravi ragazzi del Sessantotto al tempo della Primavera di Praga? Giravano la testa dall'altra parte. Al potere allora non ci andò l'immaginazione, ma più prosaicamente la fila di carri armati sovietici che il 20 agosto fece tremare i vetri dei palazzi cecoslovacchi. Si sarebbe potuto almeno scendere in piazza: ci si smarrì invece fra ta-ze-bao e analisi astratte, concludendo che laggiù non stava succedendo proprio niente d'importante, era in corso uno scontro fra conservatori e reazionari. Perché il vero socialismo, s'intende, era tutt'altra cosa, e occorreva leggere al di là degli avvenimenti, tornare a Lenin o abbeverarsi alla saggezza di Mao Ze Dong, non lasciarsi ingannare da uno "pseudosocialismo". Fu strabismo ideologico, e ne fu vittima la grande maggioranza della sinistra radicale. Con l'aggravante di perseverare nella cecità ideologica durante gli anni successivi, quelli dell'esilio a Solgenitsin ('74), e fino alla Biennale veneziana del Dissenso ('77). A quel colossale abbaglio la rivista Critica Sociale dedica ora un numero doppio, che comprende diversi interventi (fra cui quello del direttore Ugo Finetti), un articolo d'epoca (firmato sull'Avanti! nel 1978 da Ernesto Galli della Loggia con il titolo significativo Praga '68 e l'intellettuale "surrogato" ), e un editoriale affidato all'uomo che guidò la Biennale veneziana durante la storica edizione del '77, Carlo Ripa di Meana. Tuttavia il cuore della ricerca porta la firma del filosofo e storico Paolo Sensini, che ha passato al setaccio la stampa dei gruppuscoli, ossia la galassia della sinistra extra-parlamentare. Risulta che, al di là delle mitologie libertarie, i sessantottini subirono pesantemente l'egemonia culturale del Pci, così espressa dal segretario Luigi Longo su Rinascita: "La nostra collocazione è del tutto chiara e irrinunciabile. Noi staremo sempre dalla parte del socialismo". Persino il gruppo del "Manifesto", che in seguito maturò la sua storica scissione dal Pci anche come conseguenza dell'invasione sovietica a Praga, non uscì mai dalla vecchia logica, sostenendo non che ci voleva più libertà ma un ritorno a Lenin, in modo da "accorciare la distanza fra avanguardia e classe " e insomma bisognava "da Marx tornare a Marx". Ma se il gruppo di Lucio Magri e Rossana Rossanda si sforzò almeno di cogliere la crisi del comunismo, i gruppi ancora più a sinistra bevvero sino in fondo la pozione ideologica e assunsero posizioni che, col senno di poi, appaiono quasi incredibili. "Potere Operaio", ad esempio, disquisì a lungo sulle "buone e cattive intenzioni dei socialisti dal volto umano", giungendo alla conclusione poco lungimirante che "nella Patria della rivoluzione", cioè l'Urss, e negli altri Paesi del "campo socialista", "vigesse tutt'ora il modo di produzione capitalistico ", e che questo fosse la causa di tutto. Sostituite il "capitalismo di Stato sovietico" con la "Rivoluzione culturale cinese", invocava il giornale, e vedrete se "il progetto grandioso di Lenin " non riprenderà a marciare! Più severi di "Potop", i Quaderni Piacentini liquidavano i fatti di Praga come "socialimperialismo della burocrazia sovietica": anche qui il maoismo avrebbe costituito "un correttivo alla rivolta spontanea, anarcoide, populista e pseudoreligiosa". Invece Problemi del socialismo, diretto da Lelio Basso, molto vicino al Movimento studentesco, condannava insieme il "conservatorismo" dei carri armati e "la risposta di tipo socialdemocratico", oltre all'economista della Primavera, Ota Sik, giudicato l'autore di "concezioni che favorivano le forze antisocialiste e controrivoluzionarie". Allorché il Movimento studentesco si esprimeva in prima persona, attraverso i suoi bollettini, prendeva di mira la "restaurazione borghese" realizzata dai sovietici a Est e allo stesso tempo "le tesi apertamente socialdemocratiche della cosiddetta Primavera di Praga". Nel frattempo Servire il Popolo tesseva le sue lodi al grande Timoniere Mao, eliminando il povero Solgenitsin con un'alzata di spalle: "Sul piano letterario, politico e storico non rappresenta nulla che non sia un luogo comune". E la libertaria Lotta Continua di Adriano Sofri? Attenta al "grande lascito di Lenin", pronta a contrapporre al "comunismo falso della Polonia quello vero rappresentato dalla Cina". Si potrebbe continuare il florilegio: Bandiera Rossa che ospita un articolo del redattore capo della Pravda in cui Solgenitsin viene definito "uno schizofrenico"; Nuovo Impegno che, di fronte al suicidio di Jan Palach commenta con involontario umor nero: "Non ci fa certo ridere la sua morte... ma il fatto principale della mobilitazione generato da Palach non ha contenuti socialisti"; Lavoro politico, che si oppone fermamente "tanto agli aggressori social- imperialisti sovietici che alla cricca ultrarevisionista capeggiata da Dubcek" proclamando la sua devozione al partito comunista cinese; Giovane Critica, sprezzante riguardo al "punto nodale filocapitalista e filoimperialista del nuovo corso cecoslovacco"; il guevarista Maquis, pronto a giudicare "l'occupazione della Cecoslovacchia un avvenimento dolorosamente necessario sul piano politico"; Avanguardia Operaia, ferma nel condannare la Primavera alla stregua di "un volgare tentativo di riformare il paese con ricette all'occidentale". E si potrebbe concludere con Lotta Comunista, attratta dalla fantastica ipotesi di una "alleanza tra le superpotenze mondiali", Usa e Urss. Ma è giusto infierire su chi allora rinunciò a essere laico, preferendo atti di fede ideologici e formule liturgiche? AGOSTO 1968 A PRAGA (FOTO GRAZIA NERI).
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da "Messaggero, Il (Ostia)"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 20 Luglio 2008 Chiudi di GIULIO MANCINI Potrebbe essere il fiore all'occhiello della sanità d'emergenza per tutta la costa laziale. Invece quel reparto per il trattamento in terapia intensiva dei pazienti "critici" di pronto soccorso è chiuso. Manca il personale e quella sala è vuota e inutilizzata. Sul litorale romano l'attivismo del governo sanitario locale stavolta è stato più rapido della burocrazia centralizzata. Da oltre un mese sono finiti i lavori di ampliamento e riorganizzazione dell'area del Dipartimento d'emergenza presso l'ospedale "Grassi". Pure senza fermare l'attività assistenziale, la Asl Roma D è riuscita a ricavare nuovi spazi per portare da dieci a venti i posti letto di osservazione breve e per creare un nuovo servizio, la terapia sub-intensiva. "La ristrutturazione è terminata conferma il direttore sanitario dell'ospedale di Ostia, Lindo Zarelli ma non possiamo utilizzare le sale nè attivare i servizi perchè manca il personale medico e infermieristico per mandarlo avanti". Le uniche attività che sono state "migliorate" con la chiusura del cantiere sono quella di pediatria d'urgenza e delle visite per i pazienti non gravi. "Con l'ampliamento degli spazi evidenzia il primario del pronto soccorso, Massimo Morosetti abbiamo destinato uno studio specificatamente alle visite pediatriche, in modo che i pazienti più piccoli non debbano stare con gli adulti. Inoltre con la replica del progetto dell'Estate sicura è stato riattivato il pronto soccorso dei codici bianchi: dalle 10 alle 19 i malati non gravi hanno un corridoio riservato". In questi giorni di massima affluenza, le prestazioni quotidiane erogate dal pronto soccorso superano le duecento unità. Per molti dei malati, vittime soprattutto di traumi cranici o a rischio cardiocircolatorio, si rende necessario il ricovero breve. "I dieci posti letto assegnati dal piano sanitario regionale alla nostra struttura ricorda Morosetti sono regolarmente in funzione in un reparto collocato al primo piano. I lavori di riorganizzazione, però, hanno consentito di raddoppiare i posti e di aggiungere sei letti di sub-intensiva. Non possiamo attivarli perchè non ci è stato ancora assegnato il personale necessario". Il reparto di sub-intensiva, dotato di una cabina unica di regia per il monitoraggio strumentale e a vista dei pazienti, è tristemente vuoto e inutilizzato. La Regione Lazio ha impiegato più di un anno per concedere le autorizzazioni alle assunzioni. "Entro la fine di questo mese rassicura Andrea Tranghese, responsabile Servizi infermieristici della Asl Roma D contiamo sia completata l'immissione in servizio di undici infermieri a tempo indeterminato più dieci a contratto di sei mesi. Tre medici a impegno trimestrale sono stati già assegnati mentre altri quattro, specializzati in medicina d'urgenza, arriveranno presto. Con questo potenziamento della pianta organica speriamo di potercela fare presto a mettere in funzione anche l'area di terabia sub-intensiva del pronto soccorso". A Roma gli unici ospedali organizzati con la sub-intensiva sono il "Gemelli" e il Policlinico Umberto I. giulio.mancini@ilmessaggero.it.
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da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 20 Luglio 2008 Chiudi Sembra una partita a scacchi con un cassonetto dell'immondizia che viene spostato come un pedone. Ma sembra anche la classica battaglia contro i mulini a vento con Giuseppe Lucidi che da anni lotta con la burocrazia. Accade a Borroni, in via Monte Pizzuto. La vicenda ebbe inizio un paio di anni fa quando Lucidi segnalò l'erroneo posizionamento di un cassonetto dell'immondizia, collocato su un marciapiede del quale copriva l'intero camminamento.In un giorno di pioggia battente fu spostato e collocato in una sorta di mini-isola ecologia insieme ad altri due contenitori, uno per la carta ed un altro per la plastica. Tutto risolto? Purtroppo no. "Da alcuni giorni -racconta Lucidi- siamo da capo a dodici. Qualcuno ha rimesso il cassonetto sul marciapiede costringendo i pedoni ad invadere la corsia riservata alle auto".
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da "Messaggero, Il (Marche)"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 20 Luglio 2008 Chiudi di CLAUDIA GRANDI ANCONA - "Per le future strategie del Pd nazionale le Marche possono fungere da modello per il buon governo che abbiamo saputo esprimere". E' tornato all'esito delle elezioni di aprile sottolineando il "buon risultato ottenuto dal Pd nella regione, frutto del nostro buon governo" il presidente della Regione Gian Mario Spacca ieri alla prima Assemblea regionale degli amministratori e dei coordinatori dei Circoli del Pd all'Abbadia di Fiastra, presenti i deputati Andrea Orlando e Giuseppe Fioroni, oltre a parlamentari marchigiani, sindaci, presidenti di Provincia. Nessun accenno alle elezioni regionali del 2010, ma la sottolineatura di Spacca vale quale risposta al Pdl che nelle ultime settimane ha rilanciato la sfida al centrosinistra per la conquista di Palazzo Raffaello. E sempre al Pdl e in particolare al ministro Brunetta (che alcuni giorni fa, in Umbria, aveva parlato di consenso elettorale nelle Regioni governate dal centrosinistra "comprato producendo posti di lavoro nella burocrazia") Spacca ha replicato: "Non dobbiamo vergognarci - ha detto in sostanza - di amministrare regioni "rosse" perché il nostro governo non è frutto di clientelismo". Per il resto il governatore ha parlato del sistema imprese marchigiano. "Bisogna puntare - ha detto - ai mercati lontani, Russia, Cina, Brasile, con la piccola impresa in concorrenza con le multinazionali per conquistare quote di mercato consentendoci di recuperare terreno". E poi ovviamente, il Pd. "Territorio, comunità e livello nazionale dovranno essere molto più collaborativi, orgogliosi di quello che il Pd sta facendo nei territori dove governa". Il Pd appunto. Partita la campagna tesseramento in una regione, le Marche, che "vanta 280 Circoli, numero addirittura più alto dei Comuni marchigiani, 200 Feste democratiche organizzate da qui alla fine dell'estate, 12 parlamentari eletti sui 24 assegnati alle Marche, 15 consiglieri sui 24 del centrosinistra, 9 assessori regionali su 11 (presenti all'Abbadia di Fiastra Loredana Pistelli, Pietro Marcolini, Paolo Petrini, Luigi Minardi, Almerino Mezzolani e Gianni Giaccagli, ndr), tre presidenti di Provincia su quattro, tre sindaci di città capoluogo su quattro e numerosi sindaci di città sopra i 15mila abitanti", ha detto il segretario regionale del partito, Sara Giannini. "La consapevolezza del nostro radicamento e della nostra autorevolezza nelle Marche - ha però aggiunto - non può farci dimenticare che questi sono giorni difficili. Davanti a noi c'è l'impegno fondamentale delle elezioni amministrative ed europee del 2009, un impegno che dovrà essere sviluppato tenendo conto della territorialità delle elezioni, delle esperienze di governo uscenti, ma senza dimenticare che il nostro compito è di dimostrare di essere una forza di governo credibile e capace di garantire la stabilità dell'azione amministrativa". Saranno le Primarie, di coalizione o del Pd dipenderà dai singoli territori, a decidere i candidati alle prossime elezioni: il percorso, ha annunciato la Giannini, avrà inizio il primo novembre per concludersi il 25 gennaio 2009, anno in cui, tra l'altro, si svolgerà anche il congresso del Pd. E nel centrodestra, intanto, è partita la corsa alla fusione di Fi e An nel Pdl. Dalla prossima settimana saranno costituiti i coordinamenti territoriali, mentre già si pensa ai primi del 2009 quando sarà nominato il segretario regionale del partito. Si diceva ieri dei primi nomi dati per favoriti: Remigio Ceroni, coordinatore uscente di Fi e Francesco Casoli, senatore azzurro. Apre però a un cambio della guardia Ceroni. "Non prenderei male un cambiamento - dice - Anzi, se non fossi nominato coordinatore regionale del Pdl potrei dedicarmi a tempo pieno al mio ruolo di deputato. Sono quindi pronto a fare eventualmente un passo indietro".
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da "Basilicanet.it"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 11.12.08 [Basilicata] ??Un messaggio forte, diretto, autorevole e rappresentativo di uno stato d??animo sereno, di chi sa di aver garantito lealtà politica e rispetto dei patti e delle alleanze, è quello che è venuto dalle iniziative messe in campo in questi giorni dai Popolari uniti di Basilicata. Dapprima a Potenza con l??avvìo della conferenza programmatica e la conferma della sostanziale unità di intenti con la Rosa Bianca ed i Liberaldemocratici, che ora fa contare su due consiglieri regionali, sette consiglieri al comune di Potenza e tre provinciali, e poi nel materano, in ultimo con la inaugurazione della sede comunale del partito a Montalbano Jonico che segue e precede analoghe iniziative su tutto il territorio. Troppa dietrologia, un eccesso di messaggi in codice che allontanano la politica dalla gente e dalle questioni reali, un quotidiano diffondersi di segnali che rispondono più ai pettegolezzi che ai ragionamenti di natura politica che invece, correttamente, i partiti, ribadiamo, i partiti del centro-sinistra stanno facendo nel percorrere una strada nuova nell??azione di governo in Basilicata?. E?? questo in sintesi il giudizio espresso, in un comunicato, dai dirigenti dei Popolari uniti ??che più che alle logiche di spartizione pensano ad un percorso per il Centro-trattino-sinistra segnato dalle tante buone cose che il De Filippo bis ha saputo mettere in campo?. ??Le riforme fatte e quelle in cantiere, - sottolineano i Pu - sono il segno di una garanzia di impegno politico amministrativo che non ha paragoni con i processi messi in campo nel passato. Più che alle emergenze si è immaginato un percorso di innovazione che dalla riforma delle Asl a quella delle Comunità Locali, fino a quella degli enti agricoli in discussione, porta il segno forte di un partito di moderati che si fa protagonista dei cambiamenti, correggendo la rotta econdividendo con le altre forze politiche del centro-sinistra il cammino verso un sistema Basilicata innovato e rinnovato?. ??Non spaventa ai Popolari uniti - lo hanno ribadito chiaramente il segretario politico Antonio Potenza, il presidente della Provincia di Matera Carmine Nigro, il capogruppo regionale Luigi Scaglione ed i consiglieri provinciali del materano (Tauro, Di Pierro, Bonelli e Pantano) presenti alla apertura della sede comunale di Montalbano (segretario sezionale è stato eletto Vincenzo Milione) - immaginare un confronto sui temi e sulle questioni vere che sottendono ai processi di sviluppo del territorio, tanto da aver superato l??immagine di partito virtuale scendendo in campo alle elezioni politiche, con il proprio simbolo ed i propri candidati?. ??Su questo non si torna indietro?, hanno ribadito anche il coordinatore provinciale Dino Montesano ed il consigliere provinciale Nicola Tauro, ed è ??su questo che si misura la partecipazione attiva al governo della cosa pubblica nell??unico interesse rappresentato dai cittadini-elettori e dalle istanze affidate ai propri rappresentanti?. Un segnale forte che ?" evidenzia la nota - arriva anche dalla capacità di guida che i Popolari uniti, e per esso il presidente Nigro, hanno mostrato rivitalizzando anche l??Ente Provincia di Matera ponendolo al centro del territorio come garanzia di efficienza e presidio autorevole riconosciuto come tale dalla gente. ??La politica è affidata ai partiti che fanno sintesi e trovano la giusta ragione di un confronto che si fa mediazione, ma non certo oggetto di pettegolezzi giornalistici, messaggi trasversali, camarille su postazioni e poltrone. Il cammino da seguire a livello regionale è stato tracciato da tempo ?" concludono i dirigenti Popolari - ed ora gli sforzi devono puntare a guidare la fase finale della legislatura superando l??immagine di una strada tutta in salita favorendo l??inserimento dei giovani nel mondo del lavoro con una stagione di concorsi pubblici che facciano giustizia di tanti luoghi comuni e immaginando con essi l??abbattimento dei tempi dettati dalla burocrazia per rispondere con efficienza alle richieste delle imprese e del mondo produttivo lucano?.
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da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia FIUME VENETO Borlina difende le scelte dell'amministrazione sulla circonvallazione "Basta gettare fango sulle varianti" Fiume VenetoTiene ancora banco la discussione sulle varianti 24 e 26 al piano regolatore comunale, che l'amministrazione comunale ha voluto, per dare un nuovo assetto al territorio comunale, più funzionale alle esigenze di un paese in continua evoluzione. "Come già annunciato - dichiara il sindaco Tiziano Borlina -, questi strumenti urbanistici saranno riadottati. Tuttavia, c'è chi ancora non si arrende dal denigrare il lavoro fatto in questi anni, per rispondere alle mutate esigenze dei cittadini di Fiume Veneto che vogliono una viabilità sostenibile, alleviando le arterie principali dal traffico ormai insostenibile, e optando per una soluzione alternativa "a basso impatto". Queste, in estrema sintesi, le premesse che hanno portato la giunta Borlina a elaborare la variante "sud". "Premesse tutt'oggi ancora valide - afferma con convinzione il sindaco -, e che nemmeno le difficoltà generate dalla burocrazia più farraginosa metteranno in discussione. Scelte ampiamente condivise dalla giunta regionale, la quale ha previsto la circonvallazione a sud di Fiume Veneto, finanziandone la progettazione (500 mila euro) e la realizzazione (12 milioni)". E il quadro normativo in materia di urbanistica era, ed è tuttora, di difficile interpretazione. "Confuto quanto scritto sui giornali locali - dice Borlina - ossia che la giunta abbia preferito far decadere il tutto: è stato il quadro burocratico complessivo a portare a questo risvolto".Secondo una nota dell'amministrazione comunale, "alla luce di una lettura attenta e non superficiale delle 6 riserve regionali, non si evince alcuna "bocciatura" delle varianti adottate il 19 luglio 2007. Non è poi vero che una delle riserve "boccia" la circonvallazione. Al contrario, dà per assodato il superamento della viabilità prevista a Nord (progetto elaborato dalla precedente amministrazione), condividendo invece la scelta di realizzare la variante a Sud". Il sindaco, infine, respinge ai mittente l'invito alle dimissioni, tacciando come sterili polemiche gli interventi dell'opposizione: "Il mio impegno e il mio tempo li investo altrove, non nelle chiacchiere".
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia "Sono soldi vostri", Borrelli riconsegna il gettone ai cittadini "In questa busta ci sono 20 euro, parte del mio "stipendio" comunale, sono soldi tuoi, tasse uscite dalle tue tasche e che dovevano finire nelle mie in cambio di un servizio che non ho potuto darti. Accetta questa somma e le mie scuse per il mancato lavoro. Come consolazione sappi che continuerò a battermi, qualsiasi sia l'avversario e qualsiasi sia l'arena nella quale mi porteranno". Firmato: Davide Borrelli. Ieri mattina il consigliere dei grillini si è presentato davanti ad un supermercato trevigiano con quattro buste contenenti in tutto ottanta euro, l'equivalente del gettone dato ad ogni consigliere per le sedute del consiglio comunale o della commissione. Quattro "fortunati" trevigiani scelti a caso, si sono visti restituire i soldi. L'atto di Borrelli è mosso dallo sconforto per non aver potuto incidere sul caso del pak di piazza Vittoria. "Come consigliere comunale dovrei poter controllare l'amministrazione cittadina, dovrei avere libero accesso agli atti comunali, poterli studiare e proporre delle idee o migliorare quelle degli altri. Ma è impossibile, la burocrazia attanaglia questo paese".
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da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CAVAZZO CARNICO A 32 anni dal terremoto si è concluso il restauro di una delle più belle chiese della Carnia Torna ai fedeli la pieve di Cesclans Cavazzo Carnico(pt)Sono passati 32 anni dal terremoto del 1976 e dalla chiusura per danni di una delle più belle Pievi della Carnia. La chiesa è quella di Santo Stefano, a Cesclans, un simbolo per la comunità di Cavazzo Carnico e non solo, anche perché in essa sono custodite le spoglie del Santo Protomartire. La Pieve sorge su un alta rupe tagliata a picco e domina il lago dei Tre Comuni e la sua valle. Fu edificata sui ruderi di un castello di cui resta traccia nelle fondamenta e negli scritti di diversi scrittori friulani; secondo alcuni storici settecenteschi, la rocca antica di Cesclans sarebbe stata di origini longobarde poiché in quel luogo esisteva un'arimannia cui era affidato il controllo del territorio tra Cavazzo e Tolmezzo (necessario a difesa degli Avari che avevano travolto Cividale e Zuglio nel 616). Alla Pieve erano soggette diverse ville ancora esistenti: Cavazzo Carnico, Cesclans, Mena, Somplago, Interneppo, Alesso e due altri borghi ora scomparsi, Worvas e Ulz. La Plebs de Cauash divenne sede vescovile nel VIII secolo accogliendo l'ultimo vescovo fuggitivo di Zuglio, Amatore. Il castello cadde distrutto nel 1100 (o nel 1351 secondo altre fondi). La chiesa odierna è stata eretta invece nel 1500 e dedicata a Santo Stefano (progettata da Simone di Mena che realizzò pure Santa Maria di Gorto). Dal 1600 in poi sono state apportate numerose modifiche alla struttura, non ultime quelle recentissime sotto il controllo della Soprintendenza dei beni per la realizzazione nelle fondamenta di un vero e proprio museo-antiquarium ricavato in suggestivi cunicoli illuminati (ex-ossari). Ed è proprio questo scrigno d'arte, insieme al resto del complesso religioso, che si va a inaugurare nelle domeniche del 3 e del 9 agosto. Il taglio del nastro arriva dopo anni e anni di lavori, in concomitanza con l'arrivo degli emigranti in paese. Ad accoglierli saranno monsignor Giampietro Bellini (che ha combattuto più volte contro la burocrazia per far proseguire i cantieri) e il sindaco Dario Iuri. Domenica 9, invece, serata culturale dalle 18 con l'architetto Fabio Piuzzi che, insieme ad altri esperti, illustrerà l'antichissima storia del sito e i contenuto del nuovo museo sotterraneo. Recuperati altri gioielli d'arte: due acquasantiere cinquecentesche e un fonte battesimale del 1596 che erano finiti in pezzi e seguito del sisma; lacerti di pavimenti musivi che decoravano la navata principale; il caratteristico e unico rosone alla veneziana, capitelli, fregi, cornici e le altre membrature architettoniche; la grande pala di Pomponio Amaleo e gli affreschi più recenti del Tiozzo, già decoratore degli interni dell'Abbazia di Moggio Udinese.
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da "Mattino, Il (Avellino)"
del 20-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Giorni felici Compleanno Giordano - Domani spegne la prima candelina Gabriele Giordano. In questo giorno importante e speciale, giungano a lui gli auguri di un futuro radioso e ricco di soddisfazioni da parte delle zie, Amandina e Bruna. Auguri di un avvenire ricco di gioie e felicità. Sposi Guarino-Bergamino - Oggi nella chiesa di S. Maria delle Grazie di Avellino coronano il loro sogno di amore Rosa Guarino e Alfredo Bergamino. Gli sposi saranno circondati dall'affetto dei familiari e degli amici. Auguri da parte degli amici Elio e Gina Caggiano e i figli Angelo e Filippo. Auguri anche da parte della redazione de "Il Mattino". Pensionamento - Una vita intera trascorsa a risolvere problemi, a cercare soluzioni, a districarsi nei labirinti della burocrazia. Italo Di Donato e Letizia Gioia hanno rappresentato una colonna storica del prestigioso Liceo Scientifico "Mancini". Davanti ai loro occhi hanno visto scorrere intelligenze e quelli che avrebbero rappresentato in Irpinia la futura classe dirigente. A loro, dopo quaranta anni di servizio, un augurio di buona vita e soprattutto di riposo. Ve lo meritate. Auguri dal preside Gesa, i docenti, gli studenti e da tutta la redazione. Compleanno De Vito - Festeggia oggi il compleanno, a pochi giorni dall'onomastico Federico De Vito, apprezzato imprenditore di Avellino. Augurissimi per i suoi 60 anni dalla sua famiglia e dai suoi generi. Compleanno Zuppa e Tozza - La piccola nipotina Stefania Tozza augura tanta felicità ai nonni Aldo Zuppa e Antonio Tozza che, domani, festeggeranno il loro compleanno. Nozze Tozza - Addivinola - Presso la chiesa Maria Santissima di Montevergine di rione Mazzini, per l'occasione trasformata in una serra di fiori, ieri hanno coronato il loro sogno d'amore Elisa Tozza e Nicola Addivinola. Dopo il rito religioso, gli sposi hanno salutato parenti ed amici nel corso di un elegante ricevimento. Ad Elisa ed a Nicola, partiti in luna di miele, auguri di eterno amore dagli zii Carmine, Irene, Sergio e Nino. Felicitazioni e lunga vita dalla redazione de "Il Mattino" di Avellino. Promessa di matrimonio - Alla presenza dei familiari ed amici hanno scambiato promessa di matrimonio Antonino Petruzziello e Rosy Picillo di Montefalcione.
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da "Punto Informatico"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Roma - Un'Italia a due velocità. Una parte della popolazione fa acquisti, paga le bollette, fa nuove amicizie e si informa, ma soprattutto trova nuove opportunità di lavoro e di crescita personale. L'altra non può, perché non gode dei vantaggi della banda larga: e questo, secondo l'onorevole Savino Pezzotta, membro della commissione Attività produttive della Camera, costituisce di per sé un problema visto che "l'Italia abilitata dalle tecnologie trainanti lo sviluppo sociale, democratico, produttivo tornerebbe, per la sua innata capacità creativa, a pieno titolo ad essere un Paese ascoltato e protagonista". I rischi, come spiega a Punto Informatico in una intervista, sono evidenti: "I Comuni non connessi sono destinati al degrado e la riduzione d'interesse per quei territori è misurata in disoccupazione, riduzione del valore immobiliare, degrado ambientale, impoverimento sociale". Senza contare, prosegue, il rischio che si assista alla "creazione di una classe sociale di serie A che vive in città connesse, una classe sociale di serie B che vive in un territorio in abbandono perché non connesso". Saranno dunque anche le stesse autonomie locali a farsi carico dello sviluppo delle reti di nuova generazione, in assenza di un intervento dello stato dovuto alla "lentezza della burocrazia e del sistema sin qui utilizzato". L'onorevole cita il caso di Mantova e della provincia di Alessandria, che descrive come "iniziative territoriali di buon senso che puntano ad infrastrutture e servizi idonei ed adeguati all'evoluzione tecnologica dei servizi pubblici, che devono essere assicurati dai comuni, dalla sanità pubblica". Servizi che spaziano dalla logistica alla infomobilità, forniti ai privati e alle imprese, con modelli "che trovano l'interesse di privati investitori e di importanti istituti di credito italiano". Eppure, non si può non sottolineare che "l'interesse è strategico e nazionale soprattutto perché riguarda l'innesto di una nuova cultura amministrativa digitale che impatta con una generazione burocratica ancora troppo vecchia, lenta e poco trainante". Al territorio resta affidato "un ruolo insostituibile", poiché è sul territorio che "si crea valore": è dunque lì che "occorre valorizzare le potenzialità, la tipicità sociale e gestire opportunità di sviluppo: il territorio è mercato e va assecondato, oggi si ha l'impressione che sia Utente più che Cliente e questo non va bene". Secondo Pezzotta, non è necessario guardare altrove per scoprire la ricetta da adottare: "Copiare non è mai stato, soprattutto nella ricerca e nell'innovazione, il nostro migliore mestiere - spiega - e quando lo facciamo siamo perdenti". Piuttosto, in un mercato in salute come quello della telefonia mobile italiana sarebbe necessario "portare equità a vantaggio di tutta la filiera TLC: ricerca, progettazione, produzione, operatori, mercato e territorio". Attenzione però agli sprechi, che hanno "fatto disperdere troppe risorse, perdere competenze, fuggire aziende". E come esempio cita il pronunciamento della Corte dei Conti su Infratel.
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da "Gazzetta di Modena,La"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia L'impennata dei prezzi ha spinto a cambiare molti agricoltori emiliano romagnoli Boom del grano duro, raddoppia la coltivazione Nuovo accordo con la Barilla: comprava 30mila tonnellate nel 2006 e oggi centomila La resa arriva fino a 60 quintali a ettaro L'anno scorso, prima della trebbiatura, veniva pagato 17 euro oggi supera i 37 al ql VINDICE LECIS Il mare verde delle piantagioni di granturco circonda le isole gialle del grano maturo piegate dal vento. Gabriele Guerrini e suo figlio Matteo osservano dalla loro abitazione nelle campagne di Francolino, alle spalle del Po nella pianura ferrarese, i cinquanta ettari di terreno coltivato a frumento e granturco che la famiglia possiede da quarant'anni. "Ne coltiviamo 18 a grano duro - spiega Guerrini, diviso tra la passione per il calcio e la campagna, con in braccio il nipotino - con una resa di 60 quintali a ettaro. Siamo legati a queste terre e alle sue regole antiche proprio mentre l'agricoltura viene sottovalutata e, spesso, abbandonata perchè si spezza un anello generazionale. Questa è la nostra vita tra grano, tanta burocrazia, mietitrebbie e trattori, ma con un occhio ai mercati globali. Dobbiamo tenere conto delle continue oscillazioni dei prezzi e della congiuntura mondiale che si modifica celermente. L'anno scorso il grano duro prima della trebbiatura veniva pagato 17 euro al quintale, ora supera i 37". CAMPI RADDOPPIATI. Gli agricoltori hanno riscoperto la redditività del grano duro, un tempo produzione di nicchia e, ora, oggetto di ricerche e studi come una preziosa risorsa. Le superfici coltivate in Emilia-Romagna sono più che raddoppiate in soli due anni grazie alla remunerazione del prodotto, che ha spinto molti coltivatori a una rapida riconversione produttiva, e ai due accordi di filiera raggiunti con la benedizione della Regione tra la Barilla e le organizzazioni produttive agricole. Dal grano alla pasta è il motivo conduttore di queste intese: la prima, nel 2006, prevedeva il conferimento alla Barilla di 30 mila tonnellate, triplicate a 100 mila nella seconda dello scorso anno. Nel 2008 l'Emilia-Romagna si è collocata tra le prime cinque regioni per superficie coltivata a grano duro e al secondo posto per la produzione, stimata nel 2008 in oltre 400 mila tonnellate. In quindici mesi il costo di grano duro è passato da 150 euro a tonnellata a 550 ma, nonostante questo sconvolgimento, in Italia non c'è stato un crollo dei consumi di pasta. Anzi. Dall'ottobre 2007 a oggi è stata invertita la tendenza con una crescita a maggio di cinque punti percentuali nonostante il pacco di pasta abbia registrato un aumento del 40%. DIETE E PREZZI. "La specificità emiliano-romagnola - spiega Ercole Borasio, amministratore delegato della Società Produttori Sementi di Bologna, fondata nel 1911 e impegnata nella diffusione dell'innovazione e della ricerca qualificata nel settore con ramificazioni in 45 paesi di tutto il mondo - non nasce dal caso. Già dai primi anni sessanta sperimentammo con buoni risultati la coltivzione del grano duro, proseguita nella collaborazione con la Barilla e che vede la genetica della nostra società unita al know how dell'azienda di Parma. Fino all'attuale progetto denominato grano duro di alta qualità". A proposito della produzione 2008, Borasio afferma che il dato è "a macchia di leopardo a causa dei 45 giorni di pioggia ininterrotta: bene in Romagna ma non esaltante a Ferrara, Bologna e Parma. Questo non inficia la situzione di forte crescita del settore, aiutata in regione non solo dai prezzi ma anche dagli accordi di filiera che consentono alla Barilla di disporre di grandi quantità di grano prodotto in Italia e di ridurre la dipendenza con l'estero". La dieta mediterranea, che ha nella pasta uno dei suoi elementi fondativi, diventata Patrimonio dell'Umanità "ci spinge sempre più a valorizzare la nostra food valley nel mondo. Il convegno internazionale svoltosi nei giorni scorsi a Bologna ha avuto enorme successo grazie alla partecipazione di esperti mondiali del settore provenienti da 40 paesi. In Emilia-Romagna la coltivazione del grano duro può crescere ancora grazie al tessuto economico esistente e al modo di operare di tecnici e ricercatori". LA FILIERA. Miele per le orecchie di Tiberio Rabboni, l'assessore regionale all'agricoltura che ha sostenuto con entusiasmo gli accordi di filiera e il recente convegno internazionale bolognese. "I buoni risultati evidenziati con l'aumento delle superfici, delle produzioni e l'affermarsi dei contratti di filiera con l'industria della pasta ci spingono a credere in questo modello". Dal seme alla pasta è un percorso produttivo ideale che si svolge interamente in Emilia-Romagna. Spiega Rabboni: "La presenza di Barilla è, evidentemente, decisiva ma altrettanto lo è il tessuto presente in regione determinato dalla buona remunerazione, dalla forte crescita dei terreni coltivati, dalla quantità e dalla qualità produttiva, dalla capacità delle organizzazioni di produttori, dei consorzi agrari, delle cooperative, delle società che fanno ricerca e forniscono le varietà indicate dal diciplinare" Rabboni getta uno sguardo sugli ultimi dati della produzione e dei prezzi. "A Ravenna abbiamo avuto una resa di 60 quintali per ettaro, a Modena solo 35. Il grano duro il 10 luglio era quotato alla borsa merci di Bologna con un valore di 34,5 euro a quintale. Un dato che, rispetto alla prima quotazione del 2008, ha registrato una diminuzione. La mia è una valutazione soddisfatta per la remunerazione e anche per il livello di qualità e di organizzazione che ha ben tenuto nel momento in cui è venuto meno l'aiuto garantito dei fondi comunitari". Il ruolo di Barilla è considerato essenziale da Rabboni "perché si tratta di una multinazionale che tiene alti i valori italiani, facendo della pasta un simbolo internazionale, e che mantiene testa e cuore nella nostra regione". LISTINI RECORD. Complessivamente i rincari rispetto al luglio dello scorso anno hanno sfiorato l'80%. Tuttavia la produzione nazionale (circa 5 milioni di tonnellate) non è in grado (nonostante una crescita del 20% delle superfici coltivate) di soddisfare il fabbisogno stimato in sei milioni di tonnellate l'anno. L'industria molitoria lamenta un problema di qualità del grano che avrebbe un livello proteico inferiore rispetto ad altre produzioni. Inoltre contesta gli agricoltori che mantengono in magazzino per troppo tempo i raccolti prima della vendita, in attesa di prezzi più remunerativi. La Barilla di Parma sta facendo i conti con gli aumenti. "Eppure - spiega Giuseppe Coccon, responsabile della Comunicazione della Barilla - il consumo di pasta è aumentato. Un piatto di pasta resta ancora oggi l'elemento più economico sulla tavola. Un pacco da mezzo chilo che costa circa 90 centesimi garantisce cinque piatti a un costo medio molto contenuto. Quest'anno c'è stato un buon raccolto dal punto di vista quantitativo, per la qualità è presto ancora dare una valutazione. Nella nostra regione la superficie coltivata cresce, un deterrente rispetto all'emergenza internazionale e alle tensioni sui mercati".
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da "Nuova Sardegna, La"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Cultura e Spettacoli SPRECOPOLI SPRECOPOLI di MARIO CERVI E NICOLA PORRO "Era proprio indispensabile un altro libro sui costi e ricosti della politica?", si chiedono gli autori, paragonando l'andamento di tali spese ai corsi e ricorsi che Vico individuava nella Storia. Parrebbe di sì, poiché, sulla scia del successo della "Casta" di Rizzo e Stella, il filone di denuncia dei malcostumi della politica nostrana - oltre a essere un buon investimento editoriale, come dimostra questo "Sprecopoli", giunto alla seconda edizione in pochi mesi - offre la possibilità di capire, approfondire e cercare una via di uscita dal giogo di un'informazione "mainstream" a dir poco parziale. In questo libro sono individuate i vizi della burocrazia e di ammistrazioni poco oculate nella gestione del denaro, e viene proposta, in ultima istanza, una soluzione che restituisca ai cittadini la capacità di scegliere. A.C. Mondadori, 279 pagine, 9 euro.
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da "Repubblica, La"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Economia Il culto di se stesso Il caso Abu Omar "E Tronchetti mi disse: le abbiamo chiesto troppo" Parla Tavaroli: su Telecom non farò il capro espiatorio Il colloquio Marco Tronchetti Provera ha il culto di se stesso, ma non decide mai. Tra l'azienda e quell'area di potere c'era uno squilibrio informativo che andava affrontato. Ma serviva un coraggio che lui non ha Hanno cominciato a indagare su di me in modo strumentale. Volevano rimuovermi dal mio posto convinti che, se non lo avessero fatto, non avrebbero avuto campo libero nell'inchiesta Abu Omar (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) L'affaire Telecom è stato dunque, secondo quest'interpretazione, soltanto un bluff mediatico-giudiziario utilizzato (o, per alcuni avventurosi osservatori, organizzato) da circoli politici per sottrarre al "povero" Tronchetti la società di telecomunicazioni. La ricostruzione è minimalista. Evita di prendere in esame, anche soltanto con approssimazione, la sequenza dei fatti accertati (a cominciare dalla raccolta di migliaia di dossier illegali); la loro pericolosità; i protagonisti (alcuni mai nemmeno nominati); un multiforme network di potere che condiziona ancora oggi un'imprenditoria debole senza capitali e una politica fragile senza legittimità: imprenditoria e politica sorrette, protette o minacciate ? secondo convenienza ? da alcune burocrazie della sicurezza. E' nelle pieghe di questi deficit e contraddizioni italiani che è fiorito l'affaire, uno scandalo che nessuno ? a quanto pare ? ha voglia di affrontare. Vedremo se lo farà la prudente magistratura di Milano. Per definire almeno la cornice del "caso" e gli attori e un metodo e qualche fondo fangoso, Repubblica ? nel corso del 2008 ? ha avuto sei colloqui (a Bereguardo, Milano e Albenga) con un Giuliano Tavaroli convinto già da tempo (e quel che accade sembra dargli ragione) che "nessuno avrà interesse a celebrare il "processo Telecom". Nessuno: né i pubblici ministeri, né gli imputati, né la Telecom vecchia, né la Telecom nuova. Ma io non sono e non farò né accetterò mai di essere il capro espiatorio di questo affare. Io vorrò con tutte le mie forze il processo e nel processo vorrò vederli in faccia ripetere quel che hanno riferito ai magistrati. Il mio vantaggio è che tutti ? tutti ? hanno mentito in questa storia, e io sono in grado di dimostrare che le informazioni che ho raccolto sono state distribuite in azienda perché commissionate dall'azienda e nel suo interesse? Ne ho sentite di tutti i colori. Come Marco Tronchetti Provera che nega di aver mai avuto conti all'estero, come se non sapessi che per lo meno fino al 2006 i suoi conti erano a Montecarlo". Tavaroli lamenta di essere stato "messo in mezzo" per aprire la strada all'inchiesta Abu Omar. E' il "signore della sicurezza" Telecom. I pubblici ministeri devono intercettare gli uomini del Sismi che hanno cooperato con la Cia per sequestrare illegalmente il cittadino egiziano, sospettato di essere un terrorista. Con i buoni rapporti di Tavaroli con il Sismi, l'operazione sarebbe stata a rischio. "Così ? dice Tavaroli ? hanno cominciato a indagare su di me in modo strumentale. Sì, strumentale. Potrei farvelo leggere nelle carte. Nelle carte c'è scritto. Dispongono la perquisizione nel mio ufficio con un unico obiettivo: rimuovermi dal mio posto nella convinzione che, se non lo avessero fatto, non avrebbero avuto campo libero per le intercettazioni dell'inchiesta Abu Omar e quindi per l'ascolto decisivo dei funzionari del Sismi. Pensavano: questo Tavaroli se ne accorge e avverte il suo amico Mancini (era il capo del controspionaggio dell'intelligence) e noi non caviamo un ragno dal buco. Così sono finito nel tritacarne?". Sarà, quel che è saltato poi fuori giustificava l'iniziativa penale, ma qui conta altro. E' vero o è falso che, nel tempo, si è creata una sovrapposizione operativa, una contiguità d'interessi tra l'intelligence di Stato, le security delle grandi aziende al servizio di obiettivi ora istituzionali ora politici ora economici, ora l'uno e l'altro? Un "sistema" che per alcuni anni ha avuto il suo centro nella Telecom di Marco Tronchetti Provera? Tavaroli dice che, se si vuole davvero capire che cosa è accaduto in Telecom, bisogna andare indietro nel tempo. Una data d'inizio. "Questo metodo ha, se si vuole, una data d'inizio con la nascita del nucleo speciale di polizia giudiziaria a Torino, un gruppo che non aveva alcuna corrispondenza nell'Arma dei carabinieri. Esisteva soltanto lì a Torino, dove il generale Dalla Chiesa era comandante (Tavaroli lo chiama sempre il Generale, e sembra di vedere la maiuscola). E' nel "nucleo" che nascono l'operazione di Frate Mitra che conduce all'arresto di Renato Curcio o all'arresto di Patrizio Peci. In quest'occasione furono "infiltrati" in Fiat ? con l'assenso e la collaborazione della "sicurezza" dell'azienda ? cinque operai "collaborazionisti": uno di essi fu poi reclutato dalle Brigate Rosse; fu l'uomo che indicò al Generale il "covo" di Peci. Dopo questi successi il metodo trovò una "natura giuridica", una sistematizzazione legislativa. Non è che le nuove leggi lo prevedessero esplicitamente, ma rendevano possibile ? meglio, tolleravano ? quei sistemi se, in qualche modo, "controllati" dall'autorità giudiziaria. Diciamo che le linee di collaborazione con la magistratura si accorciarono e capitava che il pubblico ministero lavorasse gomito a gomito con il sottufficiale operativo senza la mediazione delle gerarchie. Nacquero le sezione speciali anticrimine. Con l'assassinio di Guido Rossa, comincia la collaborazione anche del Pci e dei sindacati. Ugo Pecchioli offre tutte le informazioni che i militanti e i sindacalisti raccolgono nelle fabbriche. Indicano tutti i nomi di coloro che, in fabbrica, sono o paiono essere vicini al terrorismo. Ci sono ancora in giro ex-sindacalisti che possono essere buoni testimoni di questo lavoro". (Dunque, vediamo integrati in una sola "piattaforma", l'Arma dei carabinieri con un suo nucleo speciale, le procure alle prese con un "diritto speciale di polizia", le attività informative della più grande impresa privata del Paese, la Fiat, e del maggior partito di opposizione, il Pci, presente in modo massiccio nel sindacato e nelle fabbriche. Lo schema è destinato a riprodursi e, con la sconfitta del terrorismo, a deformarsi, a "privatizzarsi"). "Diciamo che nella lotta al terrorismo nacque un "sistema" e fu selezionata un'élite di professionisti, che è o è stata al vertice della security delle maggiori imprese italiane. Con i pool di magistrati, operavamo a stretto contatto, avevamo molte responsabilità anche di decisione. Accadde quello che nelle aziende si sarebbe chiamato "accorciamento della catena decisionale". Gli ufficiali in parte partecipavano e comprendevano l'importanza dell'esperienza, in parte avvertivano di avere meno potere: contavano le competenze e non il grado sulla spalla. Si forma così una generazione di uomini che emerge per il merito, la competenza. Siamo in un periodo di "leadership situazionali", ovvero di persone che prendono la leadership a seconda delle situazioni e delle circostanze, con grande flessibilità. E' in questo periodo che si afferma "la dittatura della conoscenza". Conta chi ha competenza e conoscenza e capacità di analisi. Ecco perché io e Marco Mancini ci affermammo nonostante fossimo soltanto dei sottufficiali: noi avevamo competenza e conoscenza. I generali avevano i gradi, ma né l'una né l'altra. Nel dicembre del 1988, quasi con un colpo di testa ? decisi d'istinto, dalla mattina alla sera, appena mi arrivò la proposta ? lasciai l'Arma per l'Italtel. Ormai noi dell'Antiterrorismo ci giravamo i pollici. Molti si decisero a riciclare i loro metodi nella lotta alla criminalità organizzata. Non era per me. Io penso che la mafia ti rovini la testa, ti avveleni. Quando mi chiudo alle spalle la porta di casa, voglio poter lasciare fuori anche il pensiero del lavoro. Ma quando hai a che fare con gente che scioglie un bambino nell'acido, come fai a dimenticartelo? Te lo porti a casa, il lavoro. Andai via". "Lo scambio delle figurine" "Per il mondo della sicurezza privata, quelli, sono anni decisivi. Nel 1989 cade il Muro, implode l'Unione Sovietica. Le ragioni costitutive di una cultura della sicurezza, della sua organizzazione, metodo, visione del mondo vengono meno. Io ho 30 anni e sono consapevole che devo trasformarmi in un uomo di business. Comprendo subito che la sicurezza deve diventare una funzione dell'azienda, non restare ? come era allora ? un corpo separato dell'impresa. Tra il 1991/1992 nascono business intelligence, market intelligence, competitive intelligence? Un vecchio mondo si frantuma, prestigiosi "salotti" diventano polverosi e inutili. Mondi che prima erano separati da ostacoli, più o meno, invalicabili ? o valicabili a prezzo di grandi rischi ? entrano in costante comunicazione. A quel punto i servizi segreti che, con il mondo diviso in blocchi, erano monopolisti dell'informazione perdono, nello spazio di un mattino, la loro supremazia. E' uno scettro che passa nelle mani dell'impresa privata. Italtel, per dire, aveva dopo il 1989 150/200 uomini in Urss e agiva con i governi delle singole repubbliche dell'ex-blocco sovietico mentre il Sismi faticava per infiltrare anche soltanto un uomo oltre le linee. Chi contava di più? Chi poteva avere più informazioni? Queste condizioni creano un nuovo mercato. Comincia lo scambio delle figurine tra security private e servizi segreti. La parola d'ordine convenuta è "diamoci una mano". E' una collaborazione che cresce, si allarga e sviluppa senza uno straccio di protocollo, senza rendere trasparente e condiviso che cosa è lecito, che cosa non lo è. In ogni altro paese ? Stati Uniti, Inghilterra, Francia ? ci sono protocolli che regolano i rapporti tra imprese, sicurezza privata e servizi. Da noi, c'è un vuoto che ciascuno occupa come crede. Nel 1996, aprile, vado in Pirelli. A quel punto le aziende che agiscono sul mercato globale hanno già una sovranità superiore a quella degli Stati. I governi hanno abdicato. L'11 settembre, se riproduce nel mondo una nuova logica bipolare Occidente contro Islam, esalta le potenzialità e il protagonismo delle imprese multinazionali o plurinazionali. Con in più lo straordinario e inedito potere della tecnologia. Cambia di nuovo tutto. Cambiano la cultura e i players dell'informazione. Tutti affidano tutto all'indagine elettronica: tracce elettroniche, carte di credito ecc. ecco che le telecomunicazioni diventano appetite, sempre più strategiche. Le indagini si fanno con le intercettazioni. Di nuovo: difficile dividere lecito e meno lecito. In Francia, la polizia fa le intercettazioni legali; la Direction de la Surveillance du Territoire (Dst) fa quelle illegali. Tutto normale, in Italia no". "Tronchetti voleva il Corriere" "Poi Pirelli acquista la Telecom. E' per tutti noi una sorpresa. Forse non tutti sanno che Tronchetti Provera non aveva alcuna intenzione di entrare in Telecom, in realtà. In quel 2001, stava scalando Rcs. Ha sempre avuto una passione non nascosta per il Corriere della Sera che riteneva, e forse ritiene, un'istituzione essenziale per la democrazia italiana. In quei mesi stava acquisendo posizione e posso credere che si preparasse a lanciare un'offerta pubblica di acquisto. Fu Buora a proporre il dossier Telecom. Tronchetti gli diede fiducia. Le cose, per noi, non stanno per niente messe bene nel 2001, quando Berlusconi e i suoi si insediano a palazzo Chigi. Era al potere una famiglia impenetrabile, gente che è insieme, gomito a gomito, dai banchi di scuola, gente che pensa soltanto agli affari e all'assalto alla diligenza e tutti ? dico, tutto l'establishment ? sono "fuori asse". A chi rivolgersi? Come scegliere gli interlocutori "giusti"? E ci sono davvero, in quella compagnia, gli "interlocutori giusti"? Per dirne una. Telecom aveva un contenzioso per un centinaio di miliardi di lire con il ministero della Giustizia. Come venirne a capo? Chi era Roberto Castelli? E quel Brancher lì (era l'"ambasciatore" di Forza Italia presso la Lega di Bossi), che "pesce" era? La verità è che noi in quell'avvio avevamo soltanto pochissimi interlocutori. Ad esempio, Pisanu (ministro per l'attuazione del programma). Vecchia scuola. Formazione politica solida. Interlocutore affidabile. Con lui, Tronchetti filò subito d'amore e d'accordo. Con gli altri soltanto guai. E i guai toccava a me affrontarli. In quel periodo accade qualcosa che mi fa capire. Accade che dovevamo rivedere gli organici e le responsabilità negli uffici di Roma. Una persona, di cui non voglio dire per il momento il nome, mi sollecita a "salvare", negli uffici della capitale, la signora Laura Porcu. La cosa mi convince e la Porcu viene "salvata". Dopo qualche tempo, la Porcu mi chiede se voglio essere messo in contatto con personalità influenti del mondo romano. Accetto". "Il network eversivo" "La Porcu organizza un giro delle sette chiese, un'agenda di incontri con Nicolò Pollari, Francesco Cossiga, Paolo Scaroni (Eni), Enzo De Chiara (uno strano personaggio, finanziere italo-americano, vicino alle amministrazioni Usa, già finito in qualche inchiesta giudiziaria), Pippo Corigliano (Opus Dei) che a sua volta mi presenta Luigi Bisignani che già aveva chiesto di incontrarmi (se fosse stato siciliano, dopo averlo conosciuto, avrei pensato che fosse un mafioso) e la Margherita Fancello (moglie di Stefano Brusadelli, vicedirettore di Panorama), che a sua volta mi riportò da Cossiga, Massimo Sarmi (Poste), Giancarlo Elia Valori, il generale Roberto Speciale della Guardia di Finanza. Insomma, dai colloqui, capisco che questi qui sono in squadra. Mi immagino una piramide. Al vertice superiore Berlusconi. Dentro la piramide, l'uno stretto all'altro, a diversi livelli d'influenza, Gianni Letta, Luigi Bisignani, Scaroni, Cossiga, Pollari. E' il network che, per quel che so, accredita Berlusconi presso l'amministrazione americana. Io non esito a definire questa lobby un network eversivo che agisce senza alcuna trasparenza e controllo. Mi resi conto subito che quella lobby di dinosauri custodiva segreti (gli illeciti del passato e del presente) e li creava. Che quei segreti potevano distruggere la reputazione di chiunque e la vera sicurezza è la reputazione. C'era insomma, tra la Telecom di Tronchetti e quell'area di potere, un disequilibrio informativo che andava affrontato subito e nel miglior modo da noi, riequilibrandolo o addirittura annullandolo con la creazione, a nostra volta, di altri segreti. C'era bisogno di coraggio. Che è proprio la virtù che manca a Marco Tronchetti Provera. Ha il culto di se stesso. Non decide mai. Non se la sentiva di attaccare frontalmente, magari pubblicamente, quel network né voleva "sporcarsi le mani", cioè entrare nel club pagandone il prezzo in opacità, ma incassandone i vantaggi lobbistici. Non prende posizione. Non si "compromette" né in un senso né nell'altro. Per questo quella "compagnia" lo scarica. Come, lo spiegherò presto. Il fatto è che quando Tronchetti si insedia in Telecom è debole. Debole non per l'indebitamento, come tutti pensano. Ma per il suo isolamento nel mondo politico, economico. Tronchetti non piace alla politica. Ne è distante e questo non è gradito. Non capisce la politica di Roma e questo è un problema. Non piace agli industriali. La Confindustria è guidata da Antonio D'Amato, espressione della media industria, e questo è un altro problema. E' su questa zona di confine che mi dicono di "ballare". E io ballo. Me ne ha dato atto, quando mi ha liquidato, anche Tronchetti. Mi ha detto papale papale: "Forse le abbiamo chiesto troppo". E' vero, mi chiesero molto. Forse troppo". (1. Continua).
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da "Tirreno, Il"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia BUROCRAZIA "Gli sprechi? Sono legati tutti a compiti privi di senso" Servizi poco utili stornano grandi risorse dalle attività decisive GROSSETO. Chiedere a Federico Vecchioni se davvero le Camere di Commercio servono a qualcosa, è come chiedere all'oste se il suo vino è buono. Su questo argomento il presidente si accalora, spiegando l'importanza degli enti camerali a tutela del principio di sussidiarietà sancito dalla Costituzione e degli interessi dei sistemi economici territoriali. "Se a Grosseto non ci fosse più una Camera di Commercio, con i servizi magari accorpati con Siena, lo vedrei come un "vulnus", una ferita profonda nei confronti delle attività economiche locali". Chiarito che la Cciaa non si tocca, proviamo allora a chiedere se - nelle attività dell'ente - vi sono sprechi che possono essere evitati. E su questo, invece, Vecchioni non si tira indietro. "Un margine per migliorare l'efficacia dell'ente e la sua rispondenza alle esigenze del sistema produttivo locale c'è", assicura. Ma, spiega, tutto sta nell'alleggerire la Cciaa da quella montagna di compiti e "compitini" che si è vista assegnare nel tempo, e per i quali - dice - si spendono somme enormi e la gran parte delle risorse umane. Il presidente cita gli esempi del catasto vitivinicolo e dell'ufficio metrico, attività che stornano risorse altrimenti destinabili alla vera missione aziendale della Cciaa: la promozione, la ricerca, le analisi di mercato a servizio delle imprese. "Un esempio? Noi, a regime, per attività promozionali dirette come le fiere abbiamo un budget annuale di 1 milione e mezzo di euro. Solo liberandoci di alcuni compiti burocratici, potrei subito raddoppiare la cifra e portarla a 3 milioni. Vi sembra poco?".
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da "Repubblica, La"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina V - Milano La promessa dell'assessore "Il mercatino all'aperto si farà" Maiolo "La burocrazia mi impedisce di mettere le bancarelle" servizio a pagina iii SEGUE A PAGINA III.
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da "Repubblica, La"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina VII - Milano Il repulisti L'assessore Maiolo: "La mia delibera si è arenata, ci riproverò a settembre" "Voglio riportare i mercatini ma la burocrazia mi blocca" è diventata un mortorio, ma almeno il commercio pirata è scomparso Tiziana Maiolo, assessore comunale alle Attività produttive, la scorsa estate ha promosso una campagna contro la vendita di borsette contraffatte a Brera. "Per tre mesi abbiamo fatto un mercatino dell'artigianato che ha tolto spazio al commercio pirata rendendo il quartiere vivo e ordinato. Abbiamo vinto, gli abusivi sono spariti". Però è sparito anche il vostro mercatino. Bar e ristoranti da quando sono andati via gli abusivi segnalano un calo di presenze la sera del 50%. "Mi sono battuta perché Brera non diventasse un mortorio, ho lottato per rendere stabile il mercatino serale, ma la burocrazia me lo impedisce. Il 17 dicembre ho presentato una delibera per modificare il regolamento sui mercatini, che li autorizza solo per scopi di beneficenza, ma è ferma alla direzione generale di Palazzo Marino". La scorsa estate le bancarelle le avete messe, e la beneficenza non c'entrava nulla. Come avete fatto? "C'era da contrastare il commercio pirata. Vista l'urgenza della questione, riconosciuta anche dal sindaco, è stata fatta un'ordinanza specifica per autorizzare le bancarelle. A ottobre, cacciati gli abusivi, gli uffici tecnici del Comune mi hanno detto che le bancarelle lì non potevano stare. La trafila per cambiare il regolamento è lunga: la mia proposta ora deve passare dalla giunta e quindi a quello del consiglio. Ci vorrà del tempo". Quanto tempo? "Se ne parla a settembre. Certo, vedere Brera più vuota mi spiace, e non solo per i commercianti. Ho vissuto nel quartiere dagli anni Settanta fino ai Novanta, era un posto vivo e meraviglioso, il centro della vita sociale erano proprio i bar". Ora i gestori si lamentano, si sentono traditi dal Comune. "Lo garantisco, a loro come a tutta la cittadinanza: il mercatino si farà. Penso che sia anche una questione di sicurezza: se c'è gente per strada, se una zona è viva, è più difficile che si verifichino episodi di violenza. Lo dico pensando allo stupro della studentessa americana ad aprile, proprio in zona Brera: se solo fosse passato qualcuno si sarebbe salvata". (f. v.).
(
da "Repubblica.it"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia A leggere i giornali, e qualche anticipazione del documento che annuncerà oggi la chiusura delle indagini del pubblico ministero di Milano, l'affaire Telecom sembra essersi sgonfiato come un budino malfatto. Più o meno, si sostiene che fossero all'opera, in Telecom, soltanto un mascalzone (Giuliano Tavaroli) e un paio di suoi amici d'infanzia (Emanuele Cipriani, un investigatore privato, e Marco Mancini, il capo del controspionaggio del Sismi). La combriccola voleva lucrare un po' di denaro per far bella vita e una serena vecchiaia. I "mascalzoni" avrebbero abusato dell'ingenuità di Marco Tronchetti Provera (presidente) e di Carlo Buora (amministratore delegato). Tutto qui. L'affaire Telecom è stato dunque, secondo quest'interpretazione, soltanto un bluff mediatico-giudiziario utilizzato (o, per alcuni avventurosi osservatori, organizzato) da circoli politici per sottrarre al "povero" Tronchetti la società di telecomunicazioni. La ricostruzione è minimalista. Evita di prendere in esame, anche soltanto con approssimazione, la sequenza dei fatti accertati (a cominciare dalla raccolta di migliaia di dossier illegali); la loro pericolosità; i protagonisti (alcuni mai nemmeno nominati); un multiforme network di potere che condiziona ancora oggi un'imprenditoria debole senza capitali e una politica fragile senza legittimità: imprenditoria e politica sorrette, protette o minacciate - secondo convenienza - da alcune burocrazie della sicurezza. E' nelle pieghe di questi deficit e contraddizioni italiani che è fiorito l'affaire, uno scandalo che nessuno - a quanto pare - ha voglia di affrontare. Vedremo se lo farà la prudente magistratura di Milano. Per definire almeno la cornice del "caso" e gli attori e un metodo e qualche fondo fangoso, Repubblica - nel corso del 2008 - ha avuto sei colloqui (a Bereguardo, Milano e Albenga) con un Giuliano Tavaroli convinto già da tempo (e quel che accade sembra dargli ragione) che "nessuno avrà interesse a celebrare il "processo Telecom". Nessuno: né i pubblici ministeri, né gli imputati, né la Telecom vecchia, né la Telecom nuova. Ma io non sono e non farò né accetterò mai di essere il capro espiatorio di questo affare. Io vorrò con tutte le mie forze il processo e nel processo vorrò vederli in faccia ripetere quel che hanno riferito ai magistrati. Il mio vantaggio è che tutti - tutti - hanno mentito in questa storia, e io sono in grado di dimostrare che le informazioni che ho raccolto sono state distribuite in azienda perché commissionate dall'azienda e nel suo interesse... Ne ho sentite di tutti i colori. Come Marco Tronchetti Provera che nega di aver mai avuto conti all'estero, come se non sapessi che per lo meno fino al 2006 i suoi conti erano a Montecarlo". Tavaroli lamenta di essere stato "messo in mezzo" per aprire la strada all'inchiesta Abu Omar. E' il "signore della sicurezza" Telecom. I pubblici ministeri devono intercettare gli uomini del Sismi che hanno cooperato con la Cia per sequestrare illegalmente il cittadino egiziano, sospettato di essere un terrorista. Con i buoni rapporti di Tavaroli con il Sismi, l'operazione sarebbe stata a rischio. "Così - dice Tavaroli - hanno cominciato a indagare su di me in modo strumentale. Sì, strumentale. Potrei farvelo leggere nelle carte. Nelle carte c'è scritto. Dispongono la perquisizione nel mio ufficio con un unico obiettivo: rimuovermi dal mio posto nella convinzione che, se non lo avessero fatto, non avrebbero avuto campo libero per le intercettazioni dell'inchiesta Abu Omar e quindi per l'ascolto decisivo dei funzionari del Sismi. Pensavano: questo Tavaroli se ne accorge e avverte il suo amico Mancini (era il capo del controspionaggio dell'intelligence) e noi non caviamo un ragno dal buco. Così sono finito nel tritacarne...". Sarà, quel che è saltato poi fuori giustificava l'iniziativa penale, ma qui conta altro. E' vero o è falso che, nel tempo, si è creata una sovrapposizione operativa, una contiguità d'interessi tra l'intelligence di Stato, le security delle grandi aziende al servizio di obiettivi ora istituzionali ora politici ora economici, ora l'uno e l'altro? Un "sistema" che per alcuni anni ha avuto il suo centro nella Telecom di Marco Tronchetti Provera? Tavaroli dice che, se si vuole davvero capire che cosa è accaduto in Telecom, bisogna andare indietro nel tempo. Una data d'inizio. "Questo metodo ha, se si vuole, una data d'inizio con la nascita del nucleo speciale di polizia giudiziaria a Torino, un gruppo che non aveva alcuna corrispondenza nell'Arma dei carabinieri. Esisteva soltanto lì a Torino, dove il generale Dalla Chiesa era comandante (Tavaroli lo chiama sempre il Generale, e sembra di vedere la maiuscola). E' nel "nucleo" che nascono l'operazione di Frate Mitra che conduce all'arresto di Renato Curcio o all'arresto di Patrizio Peci. In quest'occasione furono "infiltrati" in Fiat - con l'assenso e la collaborazione della "sicurezza" dell'azienda - cinque operai "collaborazionisti": uno di essi fu poi reclutato dalle Brigate Rosse; fu l'uomo che indicò al Generale il "covo" di Peci. Dopo questi successi il metodo trovò una "natura giuridica", una sistematizzazione legislativa. Non è che le nuove leggi lo prevedessero esplicitamente, ma rendevano possibile - meglio, tolleravano - quei sistemi se, in qualche modo, "controllati" dall'autorità giudiziaria. Diciamo che le linee di collaborazione con la magistratura si accorciarono e capitava che il pubblico ministero lavorasse gomito a gomito con il sottufficiale operativo senza la mediazione delle gerarchie. Nacquero le sezione speciali anticrimine. Con l'assassinio di Guido Rossa, comincia la collaborazione anche del Pci e dei sindacati. Ugo Pecchioli offre tutte le informazioni che i militanti e i sindacalisti raccolgono nelle fabbriche. Indicano tutti i nomi di coloro che, in fabbrica, sono o paiono essere vicini al terrorismo. Ci sono ancora in giro ex-sindacalisti che possono essere buoni testimoni di questo lavoro". (Dunque, vediamo integrati in una sola "piattaforma", l'Arma dei carabinieri con un suo nucleo speciale, le procure alle prese con un "diritto speciale di polizia", le attività informative della più grande impresa privata del Paese, la Fiat, e del maggior partito di opposizione, il Pci, presente in modo massiccio nel sindacato e nelle fabbriche. Lo schema è destinato a riprodursi e, con la sconfitta del terrorismo, a deformarsi, a "privatizzarsi"). "Diciamo che nella lotta al terrorismo nacque un "sistema" e fu selezionata un'élite di professionisti, che è o è stata al vertice della security delle maggiori imprese italiane. Con i pool di magistrati, operavamo a stretto contatto, avevamo molte responsabilità anche di decisione. Accadde quello che nelle aziende si sarebbe chiamato "accorciamento della catena decisionale". Gli ufficiali in parte partecipavano e comprendevano l'importanza dell'esperienza, in parte avvertivano di avere meno potere: contavano le competenze e non il grado sulla spalla. Si forma così una generazione di uomini che emerge per il merito, la competenza. Siamo in un periodo di "leadership situazionali", ovvero di persone che prendono la leadership a seconda delle situazioni e delle circostanze, con grande flessibilità. E' in questo periodo che si afferma "la dittatura della conoscenza". Conta chi ha competenza e conoscenza e capacità di analisi. Ecco perché io e Marco Mancini ci affermammo nonostante fossimo soltanto dei sottufficiali: noi avevamo competenza e conoscenza. I generali avevano i gradi, ma né l'una né l'altra. Nel dicembre del 1988, quasi con un colpo di testa - decisi d'istinto, dalla mattina alla sera, appena mi arrivò la proposta - lasciai l'Arma per l'Italtel. Ormai noi dell'Antiterrorismo ci giravamo i pollici. Molti si decisero a riciclare i loro metodi nella lotta alla criminalità organizzata. Non era per me. Io penso che la mafia ti rovini la testa, ti avveleni. Quando mi chiudo alle spalle la porta di casa, voglio poter lasciare fuori anche il pensiero del lavoro. Ma quando hai a che fare con gente che scioglie un bambino nell'acido, come fai a dimenticartelo? Te lo porti a casa, il lavoro. Andai via". "Lo scambio delle figurine" "Per il mondo della sicurezza privata, quelli, sono anni decisivi. Nel 1989 cade il Muro, implode l'Unione Sovietica. Le ragioni costitutive di una cultura della sicurezza, della sua organizzazione, metodo, visione del mondo vengono meno. Io ho 30 anni e sono consapevole che devo trasformarmi in un uomo di business. Comprendo subito che la sicurezza deve diventare una funzione dell'azienda, non restare - come era allora - un corpo separato dell'impresa. Tra il 1991/1992 nascono business intelligence, market intelligence, competitive intelligence... Un vecchio mondo si frantuma, prestigiosi "salotti" diventano polverosi e inutili. Mondi che prima erano separati da ostacoli, più o meno, invalicabili - o valicabili a prezzo di grandi rischi - entrano in costante comunicazione. A quel punto i servizi segreti che, con il mondo diviso in blocchi, erano monopolisti dell'informazione perdono, nello spazio di un mattino, la loro supremazia. E' uno scettro che passa nelle mani dell'impresa privata. Italtel, per dire, aveva dopo il 1989 150/200 uomini in Urss e agiva con i governi delle singole repubbliche dell'ex-blocco sovietico mentre il Sismi faticava per infiltrare anche soltanto un uomo oltre le linee. Chi contava di più? Chi poteva avere più informazioni? Queste condizioni creano un nuovo mercato. Comincia lo scambio delle figurine tra security private e servizi segreti. La parola d'ordine convenuta è "diamoci una mano". E' una collaborazione che cresce, si allarga e sviluppa senza uno straccio di protocollo, senza rendere trasparente e condiviso che cosa è lecito, che cosa non lo è. In ogni altro paese - Stati Uniti, Inghilterra, Francia - ci sono protocolli che regolano i rapporti tra imprese, sicurezza privata e servizi. Da noi, c'è un vuoto che ciascuno occupa come crede. Nel 1996, aprile, vado in Pirelli. A quel punto le aziende che agiscono sul mercato globale hanno già una sovranità superiore a quella degli Stati. I governi hanno abdicato. L'11 settembre, se riproduce nel mondo una nuova logica bipolare Occidente contro Islam, esalta le potenzialità e il protagonismo delle imprese multinazionali o plurinazionali. Con in più lo straordinario e inedito potere della tecnologia. Cambia di nuovo tutto. Cambiano la cultura e i players dell'informazione. Tutti affidano tutto all'indagine elettronica: tracce elettroniche, carte di credito ecc. ecco che le telecomunicazioni diventano appetite, sempre più strategiche. Le indagini si fanno con le intercettazioni. Di nuovo: difficile dividere lecito e meno lecito. In Francia, la polizia fa le intercettazioni legali; la Direction de la Surveillance du Territoire (Dst) fa quelle illegali. Tutto normale, in Italia no". "Tronchetti voleva il Corriere" "Poi Pirelli acquista la Telecom. E' per tutti noi una sorpresa. Forse non tutti sanno che Tronchetti Provera non aveva alcuna intenzione di entrare in Telecom, in realtà. In quel 2001, stava scalando Rcs. Ha sempre avuto una passione non nascosta per il Corriere della Sera che riteneva, e forse ritiene, un'istituzione essenziale per la democrazia italiana. In quei mesi stava acquisendo posizione e posso credere che si preparasse a lanciare un'offerta pubblica di acquisto. Fu Buora a proporre il dossier Telecom. Tronchetti gli diede fiducia. Le cose, per noi, non stanno per niente messe bene nel 2001, quando Berlusconi e i suoi si insediano a palazzo Chigi. Era al potere una famiglia impenetrabile, gente che è insieme, gomito a gomito, dai banchi di scuola, gente che pensa soltanto agli affari e all'assalto alla diligenza e tutti - dico, tutto l'establishment - sono "fuori asse". A chi rivolgersi? Come scegliere gli interlocutori "giusti"? E ci sono davvero, in quella compagnia, gli "interlocutori giusti"? Per dirne una. Telecom aveva un contenzioso per un centinaio di miliardi di lire con il ministero della Giustizia. Come venirne a capo? Chi era Roberto Castelli? E quel Brancher lì (era l'"ambasciatore" di Forza Italia presso la Lega di Bossi), che "pesce" era? La verità è che noi in quell'avvio avevamo soltanto pochissimi interlocutori. Ad esempio, Pisanu (ministro per l'attuazione del programma). Vecchia scuola. Formazione politica solida. Interlocutore affidabile. Con lui, Tronchetti filò subito d'amore e d'accordo. Con gli altri soltanto guai. E i guai toccava a me affrontarli. In quel periodo accade qualcosa che mi fa capire. Accade che dovevamo rivedere gli organici e le responsabilità negli uffici di Roma. Una persona, di cui non voglio dire per il momento il nome, mi sollecita a "salvare", negli uffici della capitale, la signora Laura Porcu. La cosa mi convince e la Porcu viene "salvata". Dopo qualche tempo, la Porcu mi chiede se voglio essere messo in contatto con personalità influenti del mondo romano. Accetto". "Il network eversivo" "La Porcu organizza un giro delle sette chiese, un'agenda di incontri con Nicolò Pollari, Francesco Cossiga, Paolo Scaroni (Eni), Enzo De Chiara (uno strano personaggio, finanziere italo-americano, vicino alle amministrazioni Usa, già finito in qualche inchiesta giudiziaria), Pippo Corigliano (Opus Dei) che a sua volta mi presenta Luigi Bisignani che già aveva chiesto di incontrarmi (se fosse stato siciliano, dopo averlo conosciuto, avrei pensato che fosse un mafioso) e la Margherita Fancello (moglie di Stefano Brusadelli, vicedirettore di Panorama), che a sua volta mi riportò da Cossiga, Massimo Sarmi (Poste), Giancarlo Elia Valori, il generale Roberto Speciale della Guardia di Finanza. Insomma, dai colloqui, capisco che questi qui sono in squadra. Mi immagino una piramide. Al vertice superiore Berlusconi. Dentro la piramide, l'uno stretto all'altro, a diversi livelli d'influenza, Gianni Letta, Luigi Bisignani, Scaroni, Cossiga, Pollari. E' il network che, per quel che so, accredita Berlusconi presso l'amministrazione americana. Io non esito a definire questa lobby un network eversivo che agisce senza alcuna trasparenza e controllo. Mi resi conto subito che quella lobby di dinosauri custodiva segreti (gli illeciti del passato e del presente) e li creava. Che quei segreti potevano distruggere la reputazione di chiunque e la vera sicurezza è la reputazione. C'era insomma, tra la Telecom di Tronchetti e quell'area di potere, un disequilibrio informativo che andava affrontato subito e nel miglior modo da noi, riequilibrandolo o addirittura annullandolo con la creazione, a nostra volta, di altri segreti. C'era bisogno di coraggio. Che è proprio la virtù che manca a Marco Tronchetti Provera. Ha il culto di se stesso. Non decide mai. Non se la sentiva di attaccare frontalmente, magari pubblicamente, quel network né voleva "sporcarsi le mani", cioè entrare nel club pagandone il prezzo in opacità, ma incassandone i vantaggi lobbistici. Non prende posizione. Non si "compromette" né in un senso né nell'altro. Per questo quella "compagnia" lo scarica. Come, lo spiegherò presto. Il fatto è che quando Tronchetti si insedia in Telecom è debole. Debole non per l'indebitamento, come tutti pensano. Ma per il suo isolamento nel mondo politico, economico. Tronchetti non piace alla politica. Ne è distante e questo non è gradito. Non capisce la politica di Roma e questo è un problema. Non piace agli industriali. La Confindustria è guidata da Antonio D'Amato, espressione della media industria, e questo è un altro problema. E' su questa zona di confine che mi dicono di "ballare". E io ballo. Me ne ha dato atto, quando mi ha liquidato, anche Tronchetti. Mi ha detto papale papale: "Forse le abbiamo chiesto troppo". E' vero, mi chiesero molto. Forse troppo". (1. Continua) (21 luglio 2008.
(
da "Nuova Ferrara, La"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Di Fiorenzo Baratelli "Questi silenzi mi turbano" L'architetto Carlo Bassi sulle scelte urbanistiche e non solo La conversazione con Carlo Bassi è corroborante. Nel suo racconto vive la figura della memoria-ricostruzione, diversa dalla memoria-ripetizione: tanto questa è nostalgica e debilitante, quanto l'altra è attiva ed energica. Questo "ragazzo" di 85 anni ci dona una lezione di alta professionalità, squisita saggezza e incoraggiamento all'innovazione ragionevole e gioiosa. Non è facile sintetizzare la tua ricca biografia pubblica e professionale, ma ti chiedo di provarci. "Sono ferrarese doc, nato in via Borgo di Sotto e battezzato in Santa Maria in Vado. Ho vissuto tutta la mia giovinezza in corso Porta Reno in una grande casa demolita per realizzare quel progetto demenziale chiamato 'sventramento di San Romano'. Poi nel 1942 la prima emigrazione a Milano". Mi piace indugiare sugli anni '42 -'48 perché sono stati per me anni mirabili: la politica e la Resistenza, la letteratura, il giornalismo, il cinema, maestri e amici carissimi. Poi l'approdo definitivo a Milano, nel 1948, la laurea al Politecnico: architettura. Studio professionale con Goffredo Boschetti anche lui ferrarese di Bondeno, in via Borromei 11, nel cuore della Milano medioevale. Dal 1951 al 1959 sono anni incandescenti e di grande tensione: è il tempo nel quale realizziamo, dopo un concorso nazionale vinto (40 i partecipanti), il primo museo in Italia progettato secondo i canoni dell'architettura moderna: la Galleria d'Arte Moderna per la città di Torino. Poi con giovani colleghi freschi di laurea dieci anni dopo altri concorsi ci hanno visto protagonisti o per averli vinti (a Imola per la provincia di Bologna) o per segnalazioni importanti: a Trieste, a Trento, a Venezia, a Reggio Emilia. Negli anni precedenti il Concilio comincia il nostro impegno nella progettazione di edifici per il culto per la Diocesi di Milano: saranno almeno dieci le chiese realizzate nel territorio della diocesi più grande del mondo di cui due nel cuore di Milano. Intanto medaglia d'oro della giuria internazionale alla XIII Triennale di Milano, poi invito negli Stati Uniti e cittadinanza onoraria di Baltimora. Dal 1973 comincia il mio lento ritorno a Ferrara: il restauro di palazzo Magrini ora sede operativa della Cassa di Risparmio, il Tempio della Cremazione, la nuova Sagrestia della Cattedrale, sempre in collaborazione con giovani colleghi. Poi di nuovo la politica, la scoperta di Ferrara 'luogo dell'anima', i libri, le prove letterarie e poetiche (premio Lerici-Pea) fra architettura e problemi esistenziali. Infine una chiesa in via Comacchio e un museo dedicato all'ultimo glaciale a Settepolesine. Così a 85 anni si chiude la mia vicenda umana e professionale. Da un museo a un museo con in mezzo alcune chiese importanti e la 'scoperta' di Ferrara fra architettura, letteratura e poesia". Ferrara è ancora bella? Ci sono brutture nuove e meno recenti che vorresti ricordare? "Sono convinto che Ferrara è ancora bella. Il suo disegno è talmente forte che i luoghi di sofferenza non ne intaccano l'impianto e rivelano solo l'ignoranza e l'ignavia di chi quegli interventi ha realizzato. Capita che da una idea positiva: il 'Volano fiume della città' come era intitolato un mio progetto fatto da assessore, nasca un disastro (Darsena city) e questo è irrimediabile e per di più condotto con protervia. Altri sfregi che possiamo definire 'minori' rispetto alla dimensione abnorme di Darsena city sono da ricordare per la loro totale mancanza di immaginazione: piazzetta Sant'Anna (bastava schermarla all'imbocco di via Boldini e si otteneva uno spazio veramente pedonale e fruibile in modo straordinario); il nuovo accesso alla Cattedrale per disabili (vorrei sentire il pensiero di chi è costretto ad usare la carrozzella e vuole entrare in Duomo); l'abbandono allo sfacelo del palazzo degli Specchi e adiacenze; la permanente mancanza di manutenzione della pavimentazione di tutta l'area centrale della città da piazza Trento Trieste a Largo Castello in attesa che si possa realizzare la 'trovata' di eliminare il 'Listone'; senza citare la decadenza manutentiva ormai decennale di strade importanti come via Terranuova; infine l'incredibile decisione di rinnovare a quel modo l'illuminazione di Piazza Trento Trieste: 'requiem per una piazza' mi è accaduto di scrivere; ma la Soprintendenza non ha occhi per vedere? Credo che potremmo continuare. Sulla esteticità del nostro territorio, come si sa, ho scritto libri approdando a scoperte accolte all'inizio con qualche sorriso ma che stanno ormai intrigando studiosi di 'storia della città' come Marco Folin il quale, recentemente, ha scoperto documenti importanti proprio su questi problemi. Documenti che Gianluigi Magoni sta elaborando con la consueta acribia". Come ti sembra la vita pubblica della città: vivace, conformista, attiva, passiva? Che opinioni hai sulla funzione civile degli intellettuali e della cultura in generale? E oggi, su questo piano, Ferrara è messa meglio o peggio rispetto ad un passato recente? "Non saprei proprio come definire la vita pubblica di Ferrara: sto a Milano e non ne vivo la quotidianità. Per quello che posso capire, sul problema della condizione della cultura sono perfettamente d'accordo con quanto hanno affermato Gianni Venturi e Piero Stefani. Mi turba molto il silenzio degli intellettuali: associazioni che volevano essere di punta come 'Il pane e le rose' hanno la voce spenta. Ci sono attività di associazioni positive e meritorie: il Garden Club, gli Amici dei Musei, Ferrariae Decus, il FAI, gli Amici della Biblioteca Ariostea solo per citare le più presenti, ma sono voci...silenziose nel complesso rumorosissimo silenzio. Credo che per dare una immagine quasi visiva della deriva della cultura a Ferrara basti introdurre il parallelismo di alcune vicende: la chiusura dell'Istituto Gramsci da una parte (anche se si è recentemente ricostituito per tentare un nuovo dialogo con la città) e quella di Casa Cini dall'altra; il mancato invito dell'Istituto di Studi Rinascimentali alle celebrazioni di Borso e alla mostra (modesta) che ne è seguita e l'assenza della facoltà di Architettura al festival dedicato alla città e al territorio. Con questo mi pare di avere dato una immagine emblematica alla tua domanda, Sono state fatte operazioni importanti nella attività di recupero di edifici monumentali valga per tutti il tempio di San Cristoforo alla Certosa, anche tutto questo è cultura, ma qui il Comune era al traino della Fondazione Cassa di Risparmio, vediamo il Castello e annessi ampliamente recuperati a opera della Amministrazione Provinciale, vediamo alcuni palazzi: Bevilacqua, Tassoni, la ex-chiesa di Santa Maria delle Grazie, brillantemente rimessi in circolo dall'Università, ma il completamento del restauro e del recupero del complesso di San Paolo dove il Comune opera in prima persona, langue da anni mentre si spendono molte migliaia di Euro per la 'prova generale' di un'opera di Ronconi da mandare in scena a Milano. Mi dirai: questa non è cultura? Certo, ma esistono delle priorità e l'evento dovrebbe inserirsi in un disegno e in un programma". Avresti qualche consiglio da dare a chi amministra? Per quale visione di città vorresti che si impegnasse il futuro sindaco? Hai qualche idea su come riutilizzare l'area attualmente occupata dall'Arcispedale Sant'Anna? "Credo che non sia mio compito dare consigli al futuro sindaco. Posso dire: faccia tesoro delle considerazioni che emergono da queste interviste e si adoperi a dare alla città e al suo avvenire un progetto credibile e si dedichi a realizzarlo impegnandosi quotidianamente e di persona. Sulle dismissioni nell'area attualmente occupata dal complesso dell'ospedale Sant'Anna ho un consiglio da dare. Mi sono occupato in anni lontani di edilizia ospedaliera e ho anche organizzato un libro pubblicato da Hoepli dedicato ad esempi significativi di questa tipologia di tutto il mondo con un lungo testo introduttivo 'L'ospedale verso gli anni Novanta'. Da questo lavoro ho ricavato un insegnamento e una convinzione. Vanno bene i complessi ospedalieri collocati ai limiti della città ai fini delle loro necessità operative e dei loro inevitabili sviluppi futuri, ma nel cuore dei centri urbani devono essere attrezzati degli organismi di pronto soccorso attrezzatissimi in funzione delle emergenze quotidiane. Se si pensa che un infarto può essere risolto nel 90% dei casi in modo positivo solo se si interviene al massimo entro un'ora, ci rendiamo conto di come questi presidi dentro la città siano fondamentali: quindi le dismissioni devono tenere conto di questa necessità autorevolmente confermata anche in questi giorni. D'altra parte il luogo è già vocato a questo quindi ritengo che il problema di un presidio puntuale altamente specializzato per interventi di grande urgenza nell'attuale area dell'ospedale debba essere tenuto in seria considerazione". C'è qualche figura particolare della vita pubblica e culturale della città che vorresti ricordare? "Vorrei ricordare tanti amici carissimi da Vittorio Passerini a don Franco Patrono, e poi Claudio Varese maestro e amico indimenticabile mio e di chi lavorava con me a 'Incontro' e a 'Quaderno'. Vorrei aggiungere due nomi, quello di Renato Sitti storico del Fascismo e figura di spicco dell'assessorato alla cultura di molte legislature, alla cui memoria mi lega un sentimento forte di riconoscenza affettuosa per l'amicizia esclusiva che ebbe a riservarmi (fino a scrivere un libro assieme) pure nella differenza (allora era dura opposizione) delle nostre collocazioni politiche. L'altro è quello di monsignor Giulio Zerbini vicario generale della Diocesi con diversi Pastori. Figura illuminata da una grande cultura e da una grande umanità. Ebbe a 'scegliermi', chiamandomi da Milano, quando decise, con un atto di forte determinazione, che dovevo essere protagonista con lui della pubblicazione del 'Libro Bianco' per porre fine autorevolmente alle umiliazioni della burocrazia romana a proposito della definizione progettuale dell'area absidale della Cattedrale bombardata nel 1944. A lui e a don Franco suo allievo prediletto e mio amico del cuore è dedicata, nel mio spirito, l'immagine della Madonna di Piazza collocata recentemente su una parete che fu squarciata dalle bombe nell'area già occupata dalla antica Sagrestia settecentesca. La lapide che affianca la immagine ricorda, finalmente, più di sessant'anni dopo, gli oltre mille cittadini inermi caduti sotto le bombe 'amiche' nei mesi tragici che hanno preceduto la fine della seconda guerra mondiale". In riferimento ad un periodo, ormai lontano, hai parlato di anni mirabili per la politica. Puoi dire la stessa cosa di questi anni? "Quando parlo degli anni 1942 - 1948 e li definisco 'anni mirabili' faccio riferimento al mio privato sentire, alle mie emozioni, a quello che mi resta dei ricordi. E il periodo lo divido così: dal '42 al '45 sono gli anni conclusivi della guerra nei nostri luoghi con la comparsa della Resistenza e i suoi primi caduti e quindi l'affacciarsi sentimentalmente forte dell'impegno politico. Dal 1945 al 1948 sono invece gli anni in cui sbocciano i cento fiori, nella politica, nella cultura: la vita di ciascuno di noi pareva avere in sè la forza dello 'stato nascente'. Un abisso di differenza rispetto ad oggi, un altro mondo esistenziale e psicologico. Sono periodi, quello e oggi, che non hanno possibilità di comparazione perché i parametri propri della nostra vita ma anche quelli politici e sociali sono totalmente altri". Tuttavia però un confronto rispetto all'agire penso si possa fare: come ci si muoveva allora? come ci muoviamo, e come dovremmo muoverci oggi? "Sono stato in amicizia affettuosa, per circostanze varie, negli ultimi anni della sua vita, con Spero Ghedini il sindaco comunista che ha avviato la ricostruzione della città negli anni Cinquanta. Al di là delle sue durezze e dell'assoluto rigore del militante (purtroppo a lui è da imputare l'autorizzazione alla costruzione dei "grattacieli" e il proseguimento dei lavori del famigerato 'sventramento di San Romano': ma per lui quella era la modernità!), mi è sembrato di cogliere nell'animo di quest'uomo che guardava alla sua vita passata e la vedeva rispecchiata nel riscatto delle condizioni di vita dei contadini, un'ansia, una passione, una tensione che erano il suo stesso DNA e, in quanto tale, condizionava e guidava la sua azione politica. Analogo sentire mi trasmetteva la figura amica di Silvano Balboni altro grande nome di quegli anni, stretto collaboratore di Aldo Capitini (fondatore del Movimento nonviolento). Colpiva il suo pudore intellettuale, i modi del suo pensare e del suo rapportarsi con il mondo e le cose, il suo fare straordinario, il suo rigore morale e politico. Così ci si muoveva allora, queste le condizioni dell'essere e del fare, ed è ripensando a queste circostanze, a queste esperienze, a queste amicizie che mi fanno capire come quegli anni siano stati'mirabili'. E non solo per me. Finita la 'passione' dei Padri, arrivati ai nostri anni, noi avremmo dovuto mettere in campo, per operare con coerenza e in continuità con quell'agire, con quel muoverci, pure in un mondo totalmente altro, un 'lucido furore' progettuale, una dedizione mirata al futuro della città e dei suoi cittadini tale da fare diventare l'utopia "sostanza di cose sperate". Si è ritenuta più comoda la routine, cioè la gestione quotidiana delle cose: non era il caso di esagerare! Si è praticamente scelto il vuoto. Questo avviene a Ferrara, microcosmo singolare del popolo della sinistra italiana secondo un osservatore come sono io che vive e lavora a Milano e che guarda da lontano, con passione di figlio, come la città viva e operi nel suo quotidiano. Nel vuoto che si è aperto dietro l'assenza di progettualità e di rigore, vuoto che aspettava solo di essere in qualche modo riempito, si sono inseriti poteri che abbiamo chiamato "poteri forti" con i loro progetti, la loro ideologia, la loro protervia, e sono comparsi, ed era inevitabile, i primi segnali di deriva politica che non sono stati efficacemente contrastati. Ciò ha eroso la compattezza di base dell'elettorato e i cedimenti sono visibili da chi ha la capacità di vedere: cedimenti fatti anche solo di disimpegno, di assenze, di silenzio, come ho già rilevato, ma nella realtà significativi e pericolosi. E' in questo periglioso passaggio che il PD è chiamato ad una sua riaffermata presenza, ad una sua determinazione operativa incisiva per mettere in campo la capacità di contrastare i poteri che attentano alla vita democratica e che, stando così le cose, saranno sempre più forti. Dicendo ciò non voglio né banalizzare, né semplificare il difficile compito".
(
da "Adige, L'"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il documento durerà dieci anni ma serve comunque il timbro dell'ufficio anagrafe del comune Raddoppia la durata della carta d'identità Nell'ottica dello snellimento della burocrazia e della lunga trafila che in Italia bisogna seguire per rinnovare i propri documenti, il governo quest'anno ha emanato il decreto legge numero 112 che cambia la modalità del rinnovo della carta d'identità. A partire dal 25 giugno scorso, infatti, il periodo di validità delle carte d'identità è stato elevato da cinque a dieci anni, per cui le nuove carte d'identità saranno rilasciate con durata decennale. Tutti i cittadini che sono in possesso di una carta d'identità con scadenza successiva al 25 giugno non devono pertanto procedere al rinnovo della carta, ma devono comunque presentarsi agli sportelli dell'ufficio anagrafe del comune di residenza per la proroga della sua validità, proroga che sarà attestata da un timbro con l'individuazione della nuova data di scadenza. Tutti coloro che sono in possesso di una carta di identità scaduta entro il 24 giugno, devono invece procedere al rinnovo della carta d'identità, per la quale sono necessarie tre foto formato tessera. Si ricorda che l'ufficio anagrafe del Comune di Rovereto, a palazzo Pretorio, è aperto al pubblico il lunedì, martedì, giovedì dalle ore 8.30 alle ore 12; il mercoledì orario continuato dalle ore 8.30 alle ore 18; il venerdì dalle ore 8.30 alle ore 12.30. Per informazioni: ufficio anagrafe in piazza del Podestà 12 (tel. 0464452100 - 0464452101 - 0464452103 - 0464452291 fax 0464 452125) o via e-mail: anagrafe@comune.rovereto.tn.it 21/07/2008.
(
da "Unita, L'"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Stai consultando l'edizione del CARLO PODDAPer il segretario della Fp-Cgil gli interventi previsti per il settore provocheranno una riduzionde di due punti del Pil "Sciopero per salvare i diritti dei cittadini" di Luigina Venturelli/ Milano Non si tratta di ritrovare 400 milioni di euro, prima spariti poi ricomparsi tra le risorse a disposizione del governo per il rinnovo dei contratti 2009-2011 per il pubblico impiego. La posta in gioco, quella per cui il comparto si prepara a scendere in piazza, è molto più alta. "Lo scopo ultimo della manovra è quello di smantellare i servizi pubblici per privatizzarli" spiega Carlo Podda, segretario generale della Funzione pubblica Cgil. "Lo sciopero, per difendere i diritti dei lavoratori e dei cittadini, sarà inevitabile". Lei ha capito che fine hanno fatto le coperture per i rinnovi contrattuali? Nella manovra ci sarà un taglio da 400 milioni oppure no? "C'è molta confusione nel governo, ma non mi stupisce, visto che i ministri si vantano di aver votato la manovra in nove minuti e mezzo, praticamente senza nemmeno leggere che cosa c'era scritto. La posizione più autorevole mi sembra quella del viceministro all'Economia Giuseppe Vegas, secondo cui i soldi ci sono sempre stati e da sempre sono destinati ad altri impieghi. Ma per noi non cambia assolutamente nulla". Perchè? "L'offerta del governo è comunque di un aumento mensile medio di 8 euro lordi per il 2008 e di circa 60 euro per il 2009. un'offerta irrisoria, persino offensiva per i lavoratori che si trovano ad affrontare un'inflazione al 3,8%, che raggiunge il 5,9% per alcuni beni essenziali come gli alimentari. Non solo: il taglio del 10% dei fondi per la contrattazione integrativa e il congelamento di alcune variabili retributive toglieranno in media ad ogni dipendente 200 euro netti al mese". Come reagiranno i dipendenti pubblici? "Il fronte sindacale è unito, dai confederali agli autonomi, da destra a sinistra. Abbiamo organizzato presidi e manifestazioni di protesta in tutta Italia: domani scenderemo in piazza a Napoli, il 23 in Lombardia, il 25 in Sicilia e il 28 a Roma per una fiaccolata davanti al Colosseo". E lo sciopero? "Di questo passo lo sciopero sarà inevitabile, perchè questa manovra repressiva non punta a ridurre e razionalizzare la spesa, ma punta allo smantellamento dei servizi e degli apparati pubblici. Basti un esempio: la spesa prevista nel prossimo triennio per le amministrazioni centrali è di 18 miliardi di euro, il governo vuole tagliarne 15. Un conto è diminuire, un conto è azzerare la capacità di spesa: secondo le nostre stime, questi tagli porteranno nel triennio alla riduzione di due punti del Pil". Altro che stretta sulle inefficienze della burocrazia! "In questo modo si vogliono ridurre e privatizzare i servizi pubblici per i cittadini. Questo è il contenuto reale della manovra, che si vuole nascondere dietro al gran polverone sui comportamenti infedeli di alcuni dipendenti". Come la proposta della visita fiscale già al primo giorno di malattia? "Esatto. Peccato che la norma esista già dal 1994, nel pubblico impiego come nei principali contratti del settore privato, ma non si applichi per mancanza di risorse, visto che ogni visita fiscale del medico costa circa 200 euro. Il sindacato non nega l'esistenza di alcune sacche d'improduttività, e ha già fatto alcune proposte per superarle. Ma non si possono sollevare alcuni esempi di cattivo funzionamento di un servizio pubblico per sostenerne l'inutilità". Buttando via il bambino con l'acqua sporca. "L'idea è quella di togliere risorse indispensabili al buon funzionamento dei servizi pubblici, far credere alla gente che così ridotti tanto vale chiuderli. Ma non è così: i servizi pubblici sono necessari, lo sciopero si farà anche in difesa dei diritti dei cittadini".
(
da "Corriere della Sera"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-07-21 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il caso Oltre 200 immigrati vivono nella costruzione agricola di via De Lemene, in zona Montestella. I residenti: abbiamo paura, sono aumentati i furti Un campo rom abusivo nella cascina del Comune La struttura del '700 è occupata da due anni. Doveva diventare un residence per i giovani Lo stabile è in attesa di ristrutturazione da anni: dovrebbero essere creati 54 alloggi, per una spesa di 6,4 milioni di euro Fuori, nel giardinetto dall'altra parte della strada, sono in quattro. Uomini rom che armeggiano intorno a un camion. Lavorano sulle gomme e sul motore. Il rimorchio è stracolmo di pezzi di auto. Specchietti, marmitte, carburatori. A pochi metri di distanza, tre camper con i bambini che giocano. E poi materassi e mobili abbandonati a terra. Più avanti, un motorino già mezzo smontato. Là c'è il portone della cascina Boldinasco, monumento della storia agricola milanese che risale al 1700. Una cascina del Comune, che sulla carta dovrà essere trasformata in residence per le giovani coppie, moderna dimensione dell'edilizia sociale propagandata da Palazzo Marino. Ma che ormai, da oltre due anni, è occupata da un gruppo di zingari. La dividono con alcune famiglie sudamericane e con il "giamaicano", quell'uomo di colore che tutti chiamano così e che gli abitanti della zona vedono ogni tanto spacciare nei giardinetti. Lui è l'unico che non si fa vedere, in questa domenica mattina in via De Lemene, strada stretta tra via Gallarate e viale De Gasperi, periferia Nordovest di Milano. è una cascina tutelata dalla Sovrintendenza e protetta da un vincolo ambientale del piano regolatore. Da qualche tempo è stata dichiarata inagibile. Appartamenti e stanze molto piccoli, che di solito non superano i venti metri quadri. Tutti occupati. Tutto abusivo. Gli abitanti raccontano la storia: "Un paio d'anni fa sono stati mandati via i vecchi inquilini, famiglie regolari. Ci hanno detto che la cascina andava ristrutturata. Poi, dopo qualche settimana di abbandono, sono arrivati gli abusivi". Da quel momento sono iniziati piccoli furti nelle case della zona. E poi i traffici, con motorini che compaiono integri e scompaiono ridotti a carcasse. Gente che esce e entra con pezzi di macchine. Gli schiamazzi. Le gare di auto e sgommate nella notte, di cui oggi si vedono le tracce di pneumatici sull'asfalto. La ristrutturazione della cascina di via De Lemene è stabilita dalla delibera comunale 3127 del 22 dicembre 2006, giorno in cui Palazzo Marino ha approvato di utilizzare per cinque progetti edilizi un finanziamento statale di 20 milioni e 208 mila euro (una somma identica è stata stanziata da Milano). Nella cascina Boldinasco dovrebbero essere creati 51 appartamenti, per una spesa di 6 milioni e 400 mila euro. Fine dei lavori prevista per la metà del 2011. Un altro passaggio per lo stesso progetto è stata la firma, a marzo dell'anno scorso, con l'allora ministro Antonio Di Pietro. Il programma diceva: "Il progetto, finalizzato prioritariamente al recupero del complesso cascinale attualmente inagibile e senza le condizioni minime di abitabilità, si costruisce su un programma di azioni sociali volte a supportare un modello abitativo alternativo, suggerito dalla tipologia stessa dell'impianto cascinale, fortemente comunitario". E mentre la burocrazia faceva i suoi passi, ognuno puntualmente annunciato e propagandato, gli abusivi di via De Lemene hanno preso possesso sempre più stabile della cascina. Così, nel giro di qualche mese, l'occupazione è diventato un problema di ordine pubblico. Per giovedì scorso era previsto un incontro del consiglio di Zona 8 con gli abitanti, che però è stato rimandato a questa settimana. L'altra notte i cittadini che vivono dei dintorni, esasperati, hanno chiamato per l'ennesima volta i carabinieri. Alcuni ragazzi rom della cascina si sfidavano in una competizione di partenze da fermo in macchina. Le ruote hanno fischiato sull'asfalto dall'una fino all'alba. Gianni Santucci I traffici Gli abitanti intorno alla via De Lemene denunciano un continuo via vai di pezzi di auto che vengono trasportati dentro e fuori dagli occupanti della cascina Abbandonata La cascina Boldinasco è tutelata dalla Sovrintendenza. Sopra: rifiuti e scooter rubati ( Foto Del Puppo).
(
da "Corriere della Sera"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-07-21 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE di Francesco Alberoni Pubblico&Privato La società "liquida" prigioniera della crisi U na grave crisi economica produce profonde trasformazioni nella struttura e nei valori della società. La crisi del 1929 ha messo fine ai cosiddetti "anni ruggenti". Un periodo di sviluppo economico, ma anche di liberalismo sfrenato, di disordine, di spensieratezza e di eccessi. Con la crisi sono ricomparsi lo spettro della disoccupazione, della miseria, il timore del futuro, poi le dittature e la Seconda guerra mondiale. L'attuale crisi economica non avrà un seguito così nefasto, però produrrà un profondo cambiamento del modo di vivere e di pensare degli ultimi trent'anni in cui abbiamo avuto prosperità, sviluppo del terziario, continuo aumento del tempo libero e della scolarizzazione. Perché la nostra società è molto fragile, disunita, al punto che il sociologo Bauman la chiama società liquida. Egli sottolinea che non ci sono più regole forti, si sono indebolite le Chiese, i partiti, tutti i rapporti e non solo quelli di lavoro sono diventati precari, anche nella famiglia, anche nella coppia, mentre l'educazione svanisce e prevale l'impulso immediato. Ebbene la crisi economica, insieme alla concorrenza delle nuove potenze economiche come la Cina e l'India, potrebbe costringerci a cambiare. Perché esercitano una concorrenza terribile sulle nostre imprese, sul mercato del lavoro, e non potremo più reggere a questa pressione conservando le nostre abitudini liquide, la nostra assuefazione al pressappoco, a rinviare, a complicare, i nostri ritmi di lavoro, la nostra burocrazia pachidermica, la nostra scuola bonacciona. Le società che ci sfidano non sono liquide, sono solide, solidissime hanno smisurate ambizioni, ferrea disciplina. Resisteremo e conserveremo la nostra prosperità solo se sapremo diventare anche noi solidi. E come? Non certo rinunciando alla nostra libertà, ma con una razionalizzazione su cui tutti sono d'accordo, che consideriamo ovvia ma non facciamo. Ci servono amministrazioni pubbliche snelle, un sistema giudiziario rapido, un sistema fiscale equo, una informazione seria, una educazione rigorosa, una scuola e una università che producano altissime competenze. Occorre dare opportunità ai capaci, incominciando dalle donne oggi ancora discriminate. Dobbiamo creare una mobilitazione come se fossimo in guerra, per cui tutti fanno meglio, lavorano di più, studiano di più, inventano di più. Non ci sono più margini per i chiacchieroni, i fannulloni, i ritardatari, i cinici. \\ Potremo resistere solo se diverremo solidi anche noi www.corriere.it/alberoni.
(
da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CALCIO A pag. 11 Il diesse Salvatori: "Manca soltanto una pedina, difficile che arrivi subito" IL MERCATO ? SESTOLA ? "PER ADESSO siamo a posto così. Siamo scoperti in un solo ruolo: il rincalzo dell'esterno sinistro (il titolare è Rodriguez, ndr). Altre particolari esigenze non ne abbiamo". Fabrizio Salvatori recita il gioco delle parti. E Ariatti? "E' un giocatore che ci interessa ? dice il diesse rossoblù ? ma è difficile che arrivi in tempi brevi. Sempre che arrivi, poi?". Salvatori, invece, è arrivato a Sestola per vedere la prima stagionale del Bologna. Almeno di domenica il telefonino non lo usa. Fa una sola eccezione quando s'informa sull'andamento di Italia-Repubblica Ceca, sfida decisiva tra nazionali Under 19 che ha un riflesso diretto per le esigenze di Arrigoni: se l'Italia va avanti, slitta l'arrivo di Okaka. Ahinoi (o per fortuna: dipende dai punti di vista) l'Italia batte i cechi per 4-3 e il centravanti-colosso della Roma resterà in Repubblica Ceca almeno fino a mercoledì, quando è in programma la semifinale. Mudingayi, invece, arriva oggi sotto le Due Torri ed entro sera salirà a Sestola (probabilmente in tempo per l'allenamento del pomeriggio). Il Bologna spera di avere entro la fine della settimana sia Rodriguez che Britos: ma qui siamo nelle mani della burocrazia uruguaiana. Poco alla volta si riempiono tutte le caselle: fuorché quella dell'esterno sinistro, per l'appunto, dove oltre ad Ariatti restano in corsa Brivio del Vicenza e Pesce dell'Ascoli. In entrambi i casi il Bologna vorrebbe inserire nella trattativa Paonessa, che però dovrà prima dare l'assenso all'eventuale operazione. Com'è noto, l'universale Ariatti sarebbe perfetto perché coprirebbe entrambe le fasce, sia a centrocampo che in difesa. Un altro esterno che il Bologna starebbe continuando a seguire con interesse è l'honduregno della Roma Edgar Alvarez. IN DIFESA, invece, non sembra esserci nessuna fretta di portare in dote ad Arrigoni un centrale: specie se Castellini che sembra essersi messo alle spalle tutti i problemi fisici (e che in ritiro si è presentato tirato a lucido) fornirà prestazioni all'altezza di quelle del girone d'andata dell'ultimo campionato. Stendardo, comunque, resta in stand-by. Da Brescia dicono che non sarebbe del tutto tramontato l'interesse rossoblù per Zoboli. m. v.
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da "Sole 24 Ore, Il (Sanità)"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Indietro 20 luglio 2008 Per i medici vita "stressata" fra colleghi e finti malati di Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore) Come spesso capita nel gigantosauro della burocrazia, in sanità poi, non esistono numeri certificati da agenzie di rating. Nessuno sa dire quanti sono i medici fiscali delle Asl, quanto lavorano, quanto smaltiscono delle pratiche di assenze per malattia dei pubblici dipendenti che le amministrazioni chiedono di visitare a domicilio. Ma voci di corridoio diffuse, amarezze dei medici (quando non sono anche loro dei fannulloni, la mela marcia c'è dappertutto), qualche cifra la azzardano: in una delle principali Asl romane, tra le più grandi d'Italia, dieci "dottori fiscali" sono impegnati in totale per 56 ore la settimana a visitare travet malati o presunti tali. Risultato: delle visite di controllo richieste dal datore di lavoro pubblico, se ne fanno al più il 25 per cento. Il resto è "a perdere". Ironizza il dottor Gianni F.: "A meno che Tremonti e Brunetta non decidano di fare assunzioni... ma non credo. E guardi che io non sono un sindacalista ". Angelo C., che invece è sindacalista, è più pessimista: "Le Asl possono fare solo il 10% dei controlli. E bravo Brunetta...". Certo Roma fa caso a sé. Ma decisivo:è la città d'Italia a maggiore vocazione burocratica. Roma, però, fa il paio con tutte le grandi città, anche con quelle di medie dimensioni. Dove anche il traffico impossibile e i parcheggi introvabili frenano le sane pretese di guerra all'assenteista. Dice il dottor Paolo D.: "Mi chiedono: prima visita a Donna Olimpia, seconda al Tiburtino, quando mai ce la farò? Ecco, due visite, poi basta. E dove parcheggio, e perché devo pagare la sosta di tasca mia?". Storie di ordinaria disamministrazione da rifondare. Che la stretta di Brunetta non potrà prendere sottogamba. E senza trascurare i costi. Le visite fiscali delle Asl costano alle amministrazioni più di 30 euro l'una. Paolo O., lunga carriera da medico fiscale ("siamo medici, non medici poliziotti"), ha la sua opinione: "La verità è che alle amministrazioni quei controlli costano e non tutte se lo possono permettere". Una casistica ? sempre sulla carta, niente agenzie di rating ? dice che Istruzione e Difesa siano le più attive nel chiedere controlli, così si mettono l'anima in pace. "Tanto le Asl di visite possono farne poche. Alla fine non si spende", aggiunge ancora Angelo C. "Ma quanto si spenderebbe per milioni di visite per assenze di un solo giorno?". Per non dire della fenomenologia dell'assenza breve. Che spesso è stagionale, l'influenza dell'anno o che altro. Già, ma che patologie si lamentano nelle assenze brevi dal lavoro? Francesco A. quasi sorride: "Ricorda quando era a scuola e si dava malato? La stessa cosa: sindrome influenzale, cefalea acuta, dolori lombari o alla colonna vertebrale". E voi medici fiscali che fate, che armi avete? "E cosa dobbiamo fare: come negare certi sintomi denunciati, quelli di breve durata poi... Il più delle volte non possiamo fare altro che confermare. La medicina, ricordiamolo, non è una scienza esatta". Già, scienza e coscienza. E non per giustificare l'assenteista incallito, ma per capire certi "perché", non mancano spiegazioni sociali più alte: "Dottore sto male: vede, mio figlio di 9 anni s'è preso la varicella: chi me lo segue a casa?". Ovvio che convalidare non si può. Ma "un occhio talvolta si chiude ", ammette Roberto S. Ma insomma, qualche imbroglio salterà pure a galla? "Certo, ma in genere si tratta di malattie più lunghe: allora accorciamo la prescrizione del medico curante". Anche perché, "come diagnosticare se la depressione denunciata vale 15, 30 o 60 giorni?". Senza dimenticare, mette in chiaro ancora Paolo O., che la stessa giurisprudenza non aiuta: "Sempre più nelle sentenze fa fede l'indicazione del medico curante". anche con la banale realtà che dovrà fare i conti la caccia al fannullone. Circola una storiella possibile ai tempi ( futuri) della "legge Brunetta", racconta il dottor Fiorenzo C: "Il dipendente va dal medico di famiglia perché ha avuto il mal di testa tutta la notte. Il medico gli fa un certificato di un giorno. Proprio in quel momento però il medico fiscale si presenta al domicilio del paziente e non lo trova a casa. Gli lascia un biglietto in cui rileva la sua assenza da casa e gli intima di giustificarsi. Il paziente deve tornare così dal medico di famiglia per un altro certificato: prenderà un giorno di permesso dal lavoro, ma il medico fiscale lo giustificherà". Risultato: due giorni di assenza. Indietro.
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da "Manifesto, Il"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia GENOVA Un torneo di calcio antirazzista. Con le tre organizzazioni di strada di latino-americani del centro sociale occupato Zapata di Sampierdarena (Latin Kings&Queens, Netas e Masters) in campo con ben quattro squadre. I sampdoriani dei Rude Boys, i genoani del quartiere di Certosa, un team marocchino. Uno per ogni centro sociale resistente (Zapata, Terra di nessuno, Humpty Dumpty) e un melting pot dell'Orchestra di piazza Caricamento con cinesi, italiani e senegalesi. La seconda edizione del torneo di calcio a sei a Sestri Ponente, in collaborazione con l'associazione Macaia e gli arbitri della Uisp, misura la temperatura agli spazi autogestiti genovesi insieme a una non stop al Forte Sperone arrivata alla settima edizione. E levatevi gli occhiali rosa: c'è chi insieme ai corner e ai falli dribbla un cpt sparso per la penisola, chi scarta burocrazie, tiene famiglia pur minorenne e cerca casa o si ritrova faccia a faccia in campo con chi quattro anni fa lo ha mezzo accoltellato. Dalla lettura dell'oggi - leggi le campagne razziste lanciate dai media locali prima contro le bande dei latinos, poi su Sampierdarena, gli ecuadoriani e le loro fiestas e recentemente rom, Rumeni e prostitute - i centri sociali genovesi si giocano una nuova identità. La Buridda ha aperto a qualche festa peruviana o ecuadoriana. Il Tdn, che una chiave di lettura globale ce l'ha sempre avuta con Ya Basta, ha continuato le missioni in Chiapas e le campagne nelle scuole perché, "programmi come "Semillita del sol" raccontato all'istituto alberghiero Bergese dove il 30 per cento sono ecuadoriani fa sentire chi ci ascolta protagonisti", dice Simone di Ya Basta. Lo Zapata da un anno e mezzo ha coinvolto nell'occupazione i chicos delle organizzazioni di strada non esenti in passato da qualche rissa. Sono nati gli appuntamenti della domenica pomeriggio con centinaia di ragazzi lanciati nel reggaetton oltre a feste di strada all'aria aperta per chiamare a raccolta il quartiere. Il segno del successo è che mentre altri centri sociali cercano di mettere una toppa al tetto o riparare un muro, allo Zapata i chicos montano un gigantesco ventilatore a pale. "Il percorso con i chicos è stato per noi una scommessa. Nel pieno della campagna di criminalizzazione delle bande da parte di media e polizia, abbiamo deciso di aprire loro gli spazi del centro sociale - dice Matteo Jade - e, per quanto il cammino non sia stato sempre facile, i risultati sono molto positivi. Lo Zapata ha tratto da questa contaminazione una nuova linfa vitale. E gli stranieri non possono che essere una risorsa per la nostra vecchia città: scommettere sui giovani Hermanitos e sui giovani migranti è puntare sul futuro della città e del movimento, ripartendo dai diritti di cittadinanza per combattere l'ossessione securitaria della governance delle città". A livello locale, Municipio o Comune che sia, il dialogo non è mai escluso. A entrare nella politica ufficiale ci ha provato Laura Tartarini dello Zapata eletta nelle liste di Rifondazione alle comunali del 2002 nella giunta Pericu-bis. "Quella fase di attraversamento si è conclusa - continuano Luca Oddone e Paolo Languasco dello Zapata - Oggi non abbiamo nulla in comune con la cosiddetta sinistra. Oggi noi siamo quello che facciamo, ed anche il concetto di sinistra ci sta stretto, sembra più un contenitore vuoto, che uno spazio politico adeguato ai moderni movimenti, che possono crescere e svilupparsi solo in un contesto autonomo". Molta storia corre dunque esterna. E infatti che la sinistra sia diventata extraparlamentare colpisce solo quelli della Buridda, ex facoltà di economia occupata nel 2003, 6 mila metri quadri ormai gestiti da Rifondazione comunista e a rischio trasloco. "Speriamo di avere a che fare con qualcosa a sinistra del Pd - dice Manuel Chiarlo - Dobbiamo ricostruire situazioni di piazza, cortei, un'opposizione a questo governo perché c'è un'ondata di antipolitica che colpisce soprattutto i giovani. Insomma dobbiamo trovare linguaggi e pratiche efficaci per parlare a quelli che al G8 avevano otto anni". Per il resto la politica nazionale lascia tutti tiepidi. "Per noi non è cambiato molto", chiosa Megu del Tdn. "Ci muoviamo fuori dalla politica istituzionale - aggiunge Simone di Ya Basta - i nostri interlocutori non sono i politici ma le persone". Ottavia, sempre del Terra di nessuno, articola che "con la sinistra al governo una parte di noi si è identificata in Rifonda, altri no. Abbiamo sperato su spazi, abitazione, precarietà, le istanze del G8. Non è successo. E almeno si sono chiariti i ruoli, chi aveva pratiche di movimenti ed era più autonomo lo sta dimostrando". All'Humpty Dumpty, piccolo spazio autogestito a due passi dal polo universitario di via Balbi c'è chi pensa positivo. "Nella tristezza i centri sociali si stanno ravvicinando - dice un portavoce - in confronto alla batosta post G8, siamo in piena ripresa". Gli appuntamenti legati al Pride, la difesa della 194, la rete laica in occasione della visita papale e ora il 30 giugno hanno ricostruito dei tavoli comuni in cui confrontarsi su precarietà, squadrismo diffuso, il pacchetto sicurezza. Anche se facile niente. Perché all'appello mancano, tranne eccezioni, molti tra i 15 e i 25 anni. "Qui in università è pieno di figli di operai che studiano, pensano di avere la soluzione a tutti i casini e della mobilitazione non gliene frega niente. Solo quando finiscono gli studi si rendono conto che futuro è precarietà, senza una casa, senza un lavoro", raccontano all'Humpty Dumpty. Qualche scetticismo anche in Valbisagno al rinato Pinelli, dove l'obiettivo è recuperare il contatto col territorio, perché "questo è un quartiere dormitorio - raccontano - e allora più che pensare a cortei partiamo con la musica per creare un'isola alternativa in una zona dove tutto chiude alle otto, ma fagli capire che qui non c'è solo uno spazio dove suonare ma che ci si prende in carico anche la gestione". Insomma la sfida è vincere l'apatia. Intanto però movimento a Genova vuol dire anche Assemblea permanente antifascista, due forum sociali rimasti dal G8 come la Rete per la globalizzazione dei diritti erede del centro documentazione per la pace. Il Forum del Ponente ha scelto (in parte) di candidarsi per l'Arcobaleno alle ultime nazionali, ma "nella sostanza è rimasto indipendente - spiega un portavoce - perché formato da tante anime e non tutte legate a qualche partito". Quello della Valpolcevera organizza da alcuni anni una marcia per la pace nella provincia genovese e i pacifisti della Rete per la globalizzazione dei diritti sono tutti i mercoledì a piazza De Ferrari con un'ora di silenzio. "Dalla caduta delle torri gemelle nel 2001 siamo arrivati al 317esimo presidio - dice Norma Bertullacelli - per noi è un modo di fare controinformazione diffondendo un volantino sempre diverso. Il risultato è che qualcuno sta a sentire e magari si siede con noi". In questi anni hanno organizzato un happening con bambole rotte (le vittime civili), con facsimili di bombe a grappolo e una gabbia grande come quella dei prigionieri di Guantanamo. Insomma, davanti al nulla creato dal culto dei consumi, vuoto pneumatico, disperazione, repressione sociale, "alcuni di noi che se ne andrebbero in pensione continuano il sogno del meglio possibile", conclude Ottavia.
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da "Manifesto, Il"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Nella città dove in questi giorni si ricordano i tragici avvenimenti del G8 2001, i centri sociali sono tornati al territorio e parlano latinoamericano con i Latin Kings e i Netas. E due forum sociali sono sopravvissuti all'eclisse. Radiografia di una galassia in perenne evoluzione GENOVA Un torneo di calcio antirazzista. Con le tre organizzazioni di strada di latino-americani del centro sociale occupato Zapata di Sampierdarena (Latin Kings&Queens, Netas e Masters) in campo con ben quattro squadre. I sampdoriani dei Rude Boys, i genoani del quartiere di Certosa, un team marocchino. Uno per ogni centro sociale resistente (Zapata, Terra di nessuno, Humpty Dumpty) e un melting pot dell'Orchestra di piazza Caricamento con cinesi, italiani e senegalesi. La seconda edizione del torneo di calcio a sei a Sestri Ponente, in collaborazione con l'associazione Macaia e gli arbitri della Uisp, misura la temperatura agli spazi autogestiti genovesi insieme a una non stop al Forte Sperone arrivata alla settima edizione. E levatevi gli occhiali rosa: c'è chi insieme ai corner e ai falli dribbla un cpt sparso per la penisola, chi scarta burocrazie, tiene famiglia pur minorenne e cerca casa o si ritrova faccia a faccia in campo con chi quattro anni fa lo ha mezzo accoltellato. Dalla lettura dell'oggi - leggi le campagne razziste lanciate dai media locali prima contro le bande dei latinos, poi su Sampierdarena, gli ecuadoriani e le loro fiestas e recentemente rom, Rumeni e prostitute - i centri sociali genovesi si giocano una nuova identità. La Buridda ha aperto a qualche festa peruviana o ecuadoriana. Il Tdn, che una chiave di lettura globale ce l'ha sempre avuta con Ya Basta, ha continuato le missioni in Chiapas e le campagne nelle scuole perché, "programmi come "Semillita del sol" raccontato all'istituto alberghiero Bergese dove il 30 per cento sono ecuadoriani fa sentire chi ci ascolta protagonisti", dice Simone di Ya Basta. Lo Zapata da un anno e mezzo ha coinvolto nell'occupazione i chicos delle organizzazioni di strada non esenti in passato da qualche rissa. Sono nati gli appuntamenti della domenica pomeriggio con centinaia di ragazzi lanciati nel reggaetton oltre a feste di strada all'aria aperta per chiamare a raccolta il quartiere. Il segno del successo è che mentre altri centri sociali cercano di mettere una toppa al tetto o riparare un muro, allo Zapata i chicos montano un gigantesco ventilatore a pale. "Il percorso con i chicos è stato per noi una scommessa. Nel pieno della campagna di criminalizzazione delle bande da parte di media e polizia, abbiamo deciso di aprire loro gli spazi del centro sociale - dice Matteo Jade - e, per quanto il cammino non sia stato sempre facile, i risultati sono molto positivi. Lo Zapata ha tratto da questa contaminazione una nuova linfa vitale. E gli stranieri non possono che essere una risorsa per la nostra vecchia città: scommettere sui giovani Hermanitos e sui giovani migranti è puntare sul futuro della città e del movimento, ripartendo dai diritti di cittadinanza per combattere l'ossessione securitaria della governance delle città". A livello locale, Municipio o Comune che sia, il dialogo non è mai escluso. A entrare nella politica ufficiale ci ha provato Laura Tartarini dello Zapata eletta nelle liste di Rifondazione alle comunali del 2002 nella giunta Pericu-bis. "Quella fase di attraversamento si è conclusa - continuano Luca Oddone e Paolo Languasco dello Zapata - Oggi non abbiamo nulla in comune con la cosiddetta sinistra. Oggi noi siamo quello che facciamo, ed anche il concetto di sinistra ci sta stretto, sembra più un contenitore vuoto, che uno spazio politico adeguato ai moderni movimenti, che possono crescere e svilupparsi solo in un contesto autonomo". Molta storia corre dunque esterna. E infatti che la sinistra sia diventata extraparlamentare colpisce solo quelli della Buridda, ex facoltà di economia occupata nel 2003, 6 mila metri quadri ormai gestiti da Rifondazione comunista e a rischio trasloco. "Speriamo di avere a che fare con qualcosa a sinistra del Pd - dice Manuel Chiarlo - Dobbiamo ricostruire situazioni di piazza, cortei, un'opposizione a questo governo perché c'è un'ondata di antipolitica che colpisce soprattutto i giovani. Insomma dobbiamo trovare linguaggi e pratiche efficaci per parlare a quelli che al G8 avevano otto anni". Per il resto la politica nazionale lascia tutti tiepidi. "Per noi non è cambiato molto", chiosa Megu del Tdn. "Ci muoviamo fuori dalla politica istituzionale - aggiunge Simone di Ya Basta - i nostri interlocutori non sono i politici ma le persone". Ottavia, sempre del Terra di nessuno, articola che "con la sinistra al governo una parte di noi si è identificata in Rifonda, altri no. Abbiamo sperato su spazi, abitazione, precarietà, le istanze del G8. Non è successo. E almeno si sono chiariti i ruoli, chi aveva pratiche di movimenti ed era più autonomo lo sta dimostrando". All'Humpty Dumpty, piccolo spazio autogestito a due passi dal polo universitario di via Balbi c'è chi pensa positivo. "Nella tristezza i centri sociali si stanno ravvicinando - dice un portavoce - in confronto alla batosta post G8, siamo in piena ripresa". Gli appuntamenti legati al Pride, la difesa della 194, la rete laica in occasione della visita papale e ora il 30 giugno hanno ricostruito dei tavoli comuni in cui confrontarsi su precarietà, squadrismo diffuso, il pacchetto sicurezza. Anche se facile niente. Perché all'appello mancano, tranne eccezioni, molti tra i 15 e i 25 anni. "Qui in università è pieno di figli di operai che studiano, pensano di avere la soluzione a tutti i casini e della mobilitazione non gliene frega niente. Solo quando finiscono gli studi si rendono conto che futuro è precarietà, senza una casa, senza un lavoro", raccontano all'Humpty Dumpty. Qualche scetticismo anche in Valbisagno al rinato Pinelli, dove l'obiettivo è recuperare il contatto col territorio, perché "questo è un quartiere dormitorio - raccontano - e allora più che pensare a cortei partiamo con la musica per creare un'isola alternativa in una zona dove tutto chiude alle otto, ma fagli capire che qui non c'è solo uno spazio dove suonare ma che ci si prende in carico anche la gestione". Insomma la sfida è vincere l'apatia. Intanto però movimento a Genova vuol dire anche Assemblea permanente antifascista, due forum sociali rimasti dal G8 come la Rete per la globalizzazione dei diritti erede del centro documentazione per la pace. Il Forum del Ponente ha scelto (in parte) di candidarsi per l'Arcobaleno alle ultime nazionali, ma "nella sostanza è rimasto indipendente - spiega un portavoce - perché formato da tante anime e non tutte legate a qualche partito". Quello della Valpolcevera organizza da alcuni anni una marcia per la pace nella provincia genovese e i pacifisti della Rete per la globalizzazione dei diritti sono tutti i mercoledì a piazza De Ferrari con un'ora di silenzio. "Dalla caduta delle torri gemelle nel 2001 siamo arrivati al 317esimo presidio - dice Norma Bertullacelli - per noi è un modo di fare controinformazione diffondendo un volantino sempre diverso. Il risultato è che qualcuno sta a sentire e magari si siede con noi". In questi anni hanno organizzato un happening con bambole rotte (le vittime civili), con facsimili di bombe a grappolo e una gabbia grande come quella dei prigionieri di Guantanamo. Insomma, davanti al nulla creato dal culto dei consumi, vuoto pneumatico, disperazione, repressione sociale, "alcuni di noi che se ne andrebbero in pensione continuano il sogno del meglio possibile", conclude Ottavia. Il massacro in un fumetto Si chiama Christian Mirra, quel luglio del 2001 era studente universitario e aveva 24 anni. Finì alla Diaz come tanti altri, e oggi che di mestiere fa il grafico e il disegnatore publicitario, Christian ha voluto raccontare la sua terribile esperienza in un fumetto. Pubblicata nelle scorse settimane sul manifesto, la sua opera è esposta in questi giorni in una mostra a Palazzo Ducale di Genova, nell'ambito delle celebrazioni del G8.
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da "Opinione, L'"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Oggi è Lun, 21 Lug 2008 Edizione 150 del 19-07-2008 La crisi della compagnia di bandiera doveva portare a realizzare una società continentale L'Europa non vola di Giuseppe Blasi Il recente verdetto del popolo irlandese che ha bocciato il Trattato di Lisbona non esprime, come confermato da molti, sentimenti e opinioni circoscritte al carattere isolano e storicamente ribelle di gran parte di quel popolo, ma è piuttosto una manifestazione, non mai promossa negli altri paesi, di un sentimento e opinioni diffuse nei popoli che le alte burocrazie europee pretendono di rappresentare. Uso il termine "pretendere" a ragione poiché, la volontà di determinazione dei popoli europei di partecipare alle condizioni attuali alla vera grande partita (non quella calcistica) che condiziona e condizionerà la loro vita, se si eccettua le elezioni per la nomina dei parlamentari, non è assolutamente nei calendari dei rispettivi governi che, anzi, dopo il risultato irlandese, temendo di veder sfumare un sogno, propongono accelerazioni nei processi di unificazione che sarebbero però cuciti su organismi certamente riluttanti ad accoglierli. Ciò non perché le genti che popolano il continente europeo siano contrarie ai Trattati di Roma del 1957 ma perché, i successori di quei grandi Uomini che i Trattati hanno firmato, non sono stati alla loro altezza. Troppe delle leggi e regolamenti proposti nulla hanno a che fare con la genetica di ciò che si vorrebbe essere un nuovo organismo unitario che, in quanto tale, si vorrebbe proporre sulla scena della politica e delle economie mondiali, ma piuttosto hanno quasi sempre infastidito i cittadini che, persino dall'Euro, hanno conseguito (o percepito, vedremo) un danno indiscusso almeno per quanto concerne le capacità di ciascuno di conservare i vecchi poteri di acquisto. Detto per inciso, non ci voleva molto a capire subito che l'Euro coniato in forma di moneta metallica avrebbe subito una svalutazione almeno a livello psicologico. E come ormai è ben noto, la psicologia degli individui influisce notevolmente sui loro comportamenti economici e non solo. Ciò detto, quello che è fatto è fatto e tutto resta ancora da fare in questa nostra Europa per la quale, a lavorare, sono chiamati rappresentanti che sembrano la copia meno riuscita dei parlamentari nazionali, lontani inoltre dai sentimenti di questi ultimi, forse per il continuo risiedere nella dorata bolla parlamentare di Strasburgo, dove "lavorano" senza controlli da parte del loro elettorato e quindi con un sentimento lontano dalla responsabilizzazione che il collegio nazionale, invece, in qualche modo determina. Anche in questi giorni, in queste settimane, i politici di tutta Europa, e principalmente i politici italiani, avrebbero l'opportunità di mostrare all'intero continente la loro capacità di progettare il futuro approfittando della crisi, questa tutta nostrana, dell'Alitalia. Questa dell'Alitalia è, a mio avviso, un'occasione per l'Europa, un battello di emergenza per una unione che sta naufragando malamente nelle coscienze dei più. Cosa di meglio per l'Italia infatti, invece che perdere tempo e danaro pubblico per un inesistente salvataggio di questa sgangherata Compagnia, invece che arroccarsi con l'ostinazione propria di Silvio Berlusconi a difesa di interessi nazionali tutti da dimostrare, che prospettare la nascita di una compagnia di trasporto europea a capitali misti, privati e statali (con gli Stati che dovrebbero intervenire con un semplice chip di presenza e rappresentanza), invece che arrabattarsi su cordate che, invece di scalare l'Everest, al massimo possono scalare il Monte Bianco? Cosa di meglio per Berlusconi e Sarkozy, nel momento in cui si profilava l'acquisizione di Alitalia da parte di Air France, modificare il progetto trasformandolo nella base fondativa, nell'inizio della creazione del trasporto aereo europeo, visto anche l'automatico ingresso nella compagine di Lufthansa? Una compagnia europea sarebbe, non vale neanche la pena di sottolinearlo, la più grande compagnia di trasporto aereo a carattere mondiale, coprirebbe tutte le rotte intercontinentali e si porrebbe al centro del mercato. Fermo restando che le singole Compagnie potrebbero continuare a operare in termini economicamente convenienti volando su tratte nazionali ed europee, non dovendo spendere risorse (sempre più scarse) ed energie (sempre più deboli) per contrastare sia il low cost che le mega compagnie americane o asiatiche. Questa sarebbe anche una bella risposta alla globalizzazione. L'Europa presente in tutto il mondo con i suoi aerei e i loro impennaggi recanti le stelle dell'Unione. Sarebbe inoltre una bella risposta politica alla crisi economica con una operazione di rilancio degli investimenti non solo, ma anche una operazione che dimostrerebbe la lungimiranza, la visione chiara di una politica per l'Europa sempre più unita. Oggi invece la politica europea tace, in particolare quella italiana che, contenta di avere escogitato con il prestito di trecento milioni, un momento di pausa nella faccenda Alitalia, cui seguiranno improbabili soluzioni, in ogni caso inadeguate rispetto un'ipotesi europea, non esce fuori dal guscio del semplice nazionalismo in cui sono ristretti anche tutti gli altri sistemi di trasporto. Quanto detto per il trasporto aereo infatti vale anche per il trasporto ferroviario. Infatti anche questo è controllato dai singoli Stati anche se, ad esempio, le nostre Ferrovie sono state trasformate in Spa, sempre dello Stato Italiano sono. Sarebbe il caso di cominciare a pensare a compagnie di trasporto a capitale misto ma anche interamente private, in grado di percorrere con i loro convogli siano essi passeggeri che merci, l'intera rete ferroviaria europea, con grandi vantaggi per i cittadini che certamente si sentirebbero maggiormente integrati in un sistema che non si limita solo a stabilire le quote latte o la lunghezza delle zucchine (facile, ripetitiva, ma ineluttabile punzecchiatura) ma si è preoccupato di progettare e realizzare a tutto loro vantaggio le grandi strutture portanti dell'edificio europeo per il quale, soprattutto coloro che in gioventù ne hanno sostenuto la validità e che oggi, nonostante i burocrati, lo sostengono, vale sempre l'impegno di lavorare. Dopo l'Euro sistemi di trasporto europei, ecco la risposta della politica ai cittadini euroscettici. Se la politica è realismo ma anche utopia (per ricordare Erasmo tanto caro al nostro Presidente) se la politica è fantasia e capacità di sintesi, se per realizzare grandi progetti occorre grande coraggio, visione di lungo periodo, capacità progettuale, si faccia allora la grande politica, i risultati non mancheranno e potranno sconfessare i referendum irlandesi. Ma se l'Europa non vola, i passeggeri, che sono i cittadini europei e i processi di integrazione, restano a terra.
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da "Opinione, L'"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Oggi è Lun, 21 Lug 2008 Edizione 150 del 19-07-2008 TREVISO E VENEZIA Industriali: accordo tra le associazioni di categoria di Matteo Villanova Rizzetto Si apre la strada verso l'unione degli industriali di Treviso e Venezia. Il prossimo 25 luglio Alessandro Vardanega e Antonio Favrin, presidenti di Unindustria Treviso e Confindustria di Venezia, sigleranno un accordo di cooperazione tra le due associazioni di categoria provinciali che potrebbero preludere all'unificazione di due tra i più efficienti distretti produttivi d'Italia. In ossequio a quanto annunciato da Vardanega già nel suo discorso di insediamento poche settimane fa, la spinta trevigiana per la realizzazione di una sorta di "Area vasta" prenderà forma a bordo di un imbarcazione che solcherà un fiume al confine tra le due province. Il sogno di un'unica associazione di industriali, già auspicata da dall'ex vicepresidente di Confindustria Nicola Tognana, potrebbe dunque riprendere quota partendo dai piccoli passi: in una nota congiunta i due presidenti provinciali sottolineano che si tratta solamente di un patto che va nella direzione della riduzione dei costi e della liberazione di risorse per il lancio di nuovi progetti. Un modo per mettere in moto servizi più efficienti in favore degli associati e per realizzare una più forte azione di rappresentanza del territorio. E mai il momento è stato più propizio, se si sottolinea come l'accordo arrivi mentre a Roma anche la rappresentanza politica delle due province è ampiamente aumentata con il quarto governo Berlusconi. L'auspicio che emerge dunque dal memorandum che verrà sottoscritto fra meno di una settimana è quello di superare i campanilismi che fino ad oggi hanno diviso territori tanto simili per produttività, morfologia e, inevitabilmente, necessità logistiche. Le rappresentanze confindustriali di Treviso e Venezia in realtà collaborano già da tempo su alcuni fronti - basti pensare all'Italy-Japan Business Group - ma il patto che si andrà a siglare consentirà un risparmio di risorse ed una centralizzazione delle funzioni che snelliranno la burocrazia e permetteranno una maggiore efficienza dell'intera vita associativa. Secondo i piani, l'accordo entrerà in vigore nello stretto giro di due mesi, per entrare a regime con il nuovo anno. Soddisfatto anche Nicola Tognana che, quando era alla guida degli industriali della Marca e operò all'unione dell'Api (Associazione piccole e medie industrie) con Unindustria Treviso, tentò anche di muoversi proprio i questa direzione. Secondo il past president questo passo è stato reso possibile dalla fuori uscita dall'associazione di alcuni elementi che osteggiavano il progetto di unificazione. Ecco che, se il campo pratica messo in sesto da Treviso e Venezia vedrà realmente il successo pronosticato, potrebbero essere interessate alla parziale unificazione anche i distretti di Padova e Belluno, creando di fatto, il più importante e pesante - anche sul piano politico - asse di imprenditori d'Italia.
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da "Opinione, L'"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Oggi è Lun, 21 Lug 2008 Edizione 151 del 21-07-2008 decalogo di Velardi L'emergenza rifiuti è passata. Adesso si deve rilanciare il turismo Per vedere Napoli e non morire di Walter Ricci L'assessore campano al Turismo Claudio Velardi si complimenta con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per la fine dell'emergenza rifiuti in Campania. E dalle pagine del proprio blog scrive un decalogo al premier per ricordare "le cose che ? dice ? stiamo facendo (anche insieme ad alcuni Ministeri)" e "quelle che bisogna fare, e quelle (magari) da evitare" per il rilancio generale di Napoli e della Campania. "Bene così" ? scrive Velardi - "Effettivamente l'immondizia si sta raccogliendo, sembra anche che ci siano progetti per evitare crisi future: massima fiducia a tutti coloro che si adoperano quotidianamente per risolvere il problema, una volta e per tutte". Ma ora, osserva, c'è da affrontare quella che l'assessore chiama la "fase due". Prima di tutto l'insediamento lunedì prossimo della cabina di regia governo-regione Campania per studiare le strategie operative volte al rilancio del turismo nella regione e "per la concreta crescita dei flussi turistici, attraverso azioni di marketing, comarketing e promozione". Oltre a Michela Brambilla parteciperanno Roberto Rocca, capo del dipartimento turismo, Giovanna Martano, assessore al turismo della provincia di Napoli, e due esperti: Raffaele Cercola, docente di marketing, e Valeria Della Rocca, consulente. "Berlusconi" ? chiede però Velardi al premier ? "può sostenere il lavoro della cabina di regia, mettendo la sua nota capacità comunicativa al servizio delle attività nazionali e internazionali che la cabina svilupperà". Il secondo punto Velardi lo dedica al ministro Giulio Tremonti e alla politica di rigore sul fronte finanziario. Pieno sostegno alla stretta economica, dice l'assessore, ma servono misure "ad hoc di defiscalizzazione" per la regione. Ed ecco il secondo appello al premier: "Berlusconi deve convincerlo (Tremonti, ndr) ad attuare a Napoli, per un tempo limitato ma da subito, riduzione degli oneri fiscali, equiparazione dell'Iva al livello degli altri paesi europei" per garantire "il sostegno alle imprese turistiche in crisi". Necessaria anche, spiega Velardi sul blog, "una campagna di promozione e comunicazione di Napoli e della Campania nel mondo, da inserire in una campagna più generale a favore del nostro Paese, che non gode al momento di una buona immagine all'estero". E anche qui, rivolgendosi al premier, lo esorta a "iniziare subito" con un consiglio tecnico: non affidarsi a società italiane, ma puntare su grandi aziende mondiali, "capaci di sviluppare i messaggi giusti nei singoli paesi destinatari". Al quarto punto Velardi ricorda un nuovo appuntamento che vedrà l'accordo istituzionale tra la regione e il ministero dei Beni culturali martedì prossimo. "Accordo di grande rilievo" ? dice - "centrato sul trasferimento alla regione della gestione di importanti beni culturali campani, in alcuni casi abbandonati a se stessi per scarsità di risorse e assenza di governo. E' inutile sottolineare quanto sia importante questa intesa per valorizzare l'enorme patrimonio di cui la Campania dispone, e che va messo al servizio di un grande rilancio del turismo. A Berlusconi ? di nuovo ? l'invito a combattere resistenze e chiusure corporative degli apparati burocratici (leggi Soprintendenze)". Non poteva mancare un riferimento al commissariamento di Pompei. Velardi giudica "ottima" la decisione del governo, ma,osserva, "una volta recuperata l'agibilità e la legalità dell'area, bisogna pensare a cosa deve diventare Pompei". Due milioni di visitatori all'anno (quattro con quelli del Santuario) "devono ricevere un'accoglienza degna di questo nome. Servizi, itinerari, percorsi aperti e visitabili all'interno del sito. Eventi, merchandising, allestimenti, enogastronomia di livello al di fuori del sito. Accoglienza, alberghi, viabilità, logistica moderna nell'intera area che va da Pompei a Stabia". Tutto questo, dice Velardi rivolgendosi a quello che definisce "l'imprenditore Berlusconi", si fa solo "se si mette il privato in condizione di investire sul territorio, attraverso un accordo che coinvolga amministrazioni centrali e periferiche, cordate imprenditoriali di livello nazionale e internazionale". Poi un nuovo attacco alla burocrazia: "Caro Presidente" ? rivolgendosi ancora al premier - "lei sa che il sottoscritto (in qualità di Autorità di gestione) è chiamato a spendere nei prossimi anni due miliardi di euro di Fondi europei nel Mezzogiorno (progetti POin e PAin)? E sa che ci sono amministrazioni centrali (Ambiente, Mibac, Mise), che sono parte dei progetti, ma invece di favorirne la rapida attuazione frappongono continuamente ostacoli e appesantiscono il lavoro, impedendo che il piano vada avanti speditamente, dopo che la Commissione europea, grazie al lavoro che noi abbiamo fatto, ce lo ha approvato? Cerco da settimane di coinvolgere il governo perché svolga una funzione di coordinamento di questa azione. Ne ho parlato con il mio amico Gianni Letta, spero che la prossima settimana si possano prendere decisioni concrete per mandare avanti speditamente il programma. Ci metta una buona parola, e colga l'occasione" ? dice Velardi - "Questi soldi, ben spesi, possono cambiare molte cose nel Sud e in Campania". Infine, qualche consiglio. Il primo sul G8, che Velardi non nomina apertamente. E ancora rivolto a Berlusconi dice: "Lo programmi, questo grande evento a Napoli per l'anno prossimo. Lei sa di cosa si tratta, di quale evento parliamo. Può diventare l'occasione magica nella quale la città si ripresenta al meglio su un palcoscenico mondiale. Non sarà la soluzione dei problemi (me lo ripetono tanti piccoli soloni), ma diventerà il momento simbolico della rinascita". Poi la collaborazione istituzionale: "Conviene, innanzitutto ai cittadini. Non ascolti le sirene della (brutta) politica". Poi, "quando verrà il momento della politica e delle scelte, a quel punto ognuno per la sua strada, e i cittadini decideranno". Il nono punto del decalogo Velardi lo dedica ai numeri sulla stagione turistica ricordati qualche giorno fa da Berlusconi: "Lasci perdere i dati sulla stagione turistica: se ne danno di ogni specie, e ognuno ne fa l'uso che vuole. Meglio lavorare, come stiamo facendo in tanti, per uscire dalle difficoltà in cui ci troviamo. Meglio darsi da fare, con fiducia e ottimismo. Meglio programmare il futuro che ipotecare il presente". Conclude con il punto dieci: "Mi manca" ? spiega Velardi - "Lo uso per ringraziare Berlusconi per il lavoro che sta facendo per Napoli, e per dare a tutti noi gli auguri per il futuro che meritiamo".
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Lettere pag. 45 E' ormai accertato che la burocrazia italiana si sta trasformando in un manicomio nazionale. Ci si a E' ormai accertato che la burocrazia italiana si sta trasformando in un manicomio nazionale. Ci si augura che le impronte digitali vengano impresse man mano che le carte d'identità scadono! Alcune forze politiche come la Lega strumentalizzano ai fini del consenso elettorale il problema sicurezza. Per gli italiani di fronte alla disoccupazione non ci sono criminali o immigrati che tengano... Luigi - Manerbio Per 5 anni avete detto: zi badrone, ora cari leghisti ne avete altri 5 davanti. Siete proprio servi fedeli. Tarlik I "quattro" che hanno votato a sinistra aumenteranno il numero di sms, mettiti il cuore in pace caro anonimo... Ciao bella gioia!.
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da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Provincia di Sassari Pagina 7019 Porto Torres. Le accuse dell'ex assessore Tellini: "Il sindaco Mura si deve vergognare" L'ittiturismo nel Parco può attendere Porto Torres.. Le accuse dell'ex assessore Tellini: "Il sindaco Mura si deve vergognare" Salta l'asta: l'Ente non consente il sopralluogo degli immobili --> Salta l'asta: l'Ente non consente il sopralluogo degli immobili Secondo i pescatori tutte le responsabilità, secondo i rappresentanti di categoria, sarebbero da attribuire al Comune e all'Ente Parco. L'ittiturismo all'Asinara resta una chimera: la gara per aggiudicarsi la gestione dei due edifici di Cala d'Oliva e Campu Perdu, destinati a diventare parte integrante del circuito gastronomico e turistico dell'isola, è andata deserta. Il vuoto di domande sui tavoli del settore Attività produttive avrebbe una spiegazione: i pescatori non hanno ricevuto l'ok per effettuare il sopralluogo nelle strutture, condizione necessaria per elaborare il progetto di gestione da sottoporre all'attenzione delle istituzioni che governano l'Asinara. Le degustazioni dei piaceri del mare con annesso soggiorno dei visitatori nei luoghi delle antiche diramazioni carcerarie sono perciò rimandate. Tutte le responsabilità, secondo i rappresentanti di categoria, sarebbero da attribuire al Comune e all'Ente Parco. "Avevamo accolto con entusiasmo l'emanazione del bando per l'assegnazione dei caseggiati sull'isola da adibire ad attività di ittiturismo - spiega Mario Bono, esponente del Consorzio pescatori Golfo dell'Asinara - ma purtroppo è durato poco visto l'epilogo dell'iniziativa, viziata da evidenti carenze organizzative e da incomprensioni con l'ente Parco, firmatario della convenzione con il Comune". Secondo Bono proprio l'Ente parco avrebbe disincentivato la presentazione di domande per la struttura di Cala d'Oliva, dichiarandone l'indisponibilità e creando ulteriore confusione. Accuse pesanti, ma il rappresentante del Co.pe.Ga. non riesce a frenare la sua rabbia per il possibile affare sfumato. Nonostante due documenti protocollati in Comune a maggio e a giugno in cui si chiedeva l'accesso agli edifici dei tecnici che avrebbero dovuto elaborare la proposta, i rappresentanti del consorzio di pesca non hanno mai avuto il via libera per i sopralluoghi. L'ex assessore Tino Tellini, silurato quasi due mesi fa dal sindaco Mura e promotore del bando, accusa di lassismo il primo cittadino, l'assessore Mauro Arru e l'Ente ministeriale, colpevoli, a suo dire, del clamoroso naufragio del progetto di attività ittituristica. " vergognoso che non siano riusciti a organizzare una semplice visita all'Asinara. A questo punto il sindaco si attivi per reiterare la gara e consenta alle imprese di fare ogni verifica nelle strutture. Chieda anche all'assessore regionale Morittu il benestare per l'utilizzo della palazzina di Cala d'Oliva e degli altri edifici della Regione sull'isola". Il parco della discordia si scontra ancora una volta con la burocrazia e tradisce le aspettative di una categoria, quella dei pescatori, già affossata dalla crisi economica e dal caro gasolio. SAMUELE SCHIRRA.
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da "Lavoce.info"
del 21-07-2008)
Argomenti: Burocrazia >SPESA PER IL SUD, SI CAMBIA di Claudio Virno 21.07.2008 La manovra economica del governo dà un giudizio implicito, ma impietoso delle politiche di riequilibrio territoriale finora adottate. E infatti i risultati conseguiti nel Mezzogiorno nel ciclo di programmazione 2000-2006 sono sconfortanti. Ora, la manovra centralizza le risorse, proponendo di concentrarle su un limitato numero di interventi di rilevanza strategica nazionale. Il disegno governativo sarebbe più comprensibile, tuttavia, se indicasse precisi criteri di valutazione per selezionare i progetti, come vogliono anche le regole europee. L'ultimo Dpef e il decreto legge 112/2008 che anticipa la manovra economica e assorbe parte dei contenuti del disegno di legge "collegato" rivelano un giudizio negativoimplicito dell'attuale governo sulle politiche di riequilibrio territoriale finora in atto, che può essere riassunto in tre punti: a)sostanziale difficoltà se non impossibilità delle risorse confluite nel Fas, Fondo aree sottoutilizzate, a essere utilizzate nei tempi previsti e in maniera proficua per ottenere quegli effetti di riequilibrio territoriale attesi nell'ambito dell'attuale politica regionale; b)gravi errori nella programmazione finanziaria relativa al ciclo 2007-2013, con particolare riguardo al rischio di dispersione delle risorse e a un eccessivo frazionamento dei programmi e delle decisioni; c)gravi errori di programmazione e di attuazione nel ciclo 2000-2006, tali da comportare il rinvio della spesa di circa 14 miliardi di risorse, attraverso l'utilizzo nei programmi comunitari di progetti già dotati di finanziamento su altre fonti con lo scopo di ottenere il rimborso a valere su fondi strutturali e cofinanziamento nazionale (cosiddetti "progetti sponda"), senza perdita di risorse. (1) SPESE RIDOTTE Il Dpef riduce in maniera drastica le stime di spesa in conto capitale rispetto al precedente quadro tendenziale del mese di marzo; e accentua la diminuzione in valore assoluto già prevista dal tendenziale. (2) Non solo dunque non vi sarebbe un rifinanziamento delle leggi di spesa in conto capitale, ma si opererebbe una riduzione delle dotazioni a legislazione vigente. La riduzione delle spese in conto capitale non sembra però modificare gli obiettivi di potenziamento del sistema infrastrutturale e di sviluppo delle aree sottoutilizzate del Mezzogiorno che caratterizzano il programma del governo e che vengono perciò confermati. qui in discussione l'efficienza di tali spese e il loro "cattivo" utilizzo: si ritiene evidentemente che possono essere raggiunti i medesimi obiettivi con minore spesa. Una delle componenti più rilevanti del decremento della spesa è rappresentata proprio dai fondi per il riequilibrio territoriale, che secondo la manovra economica di giugno dovrebbero diminuire di 7,7 miliardi nel triennio 2009-2011. Se ne deduce che le spese destinate al riequilibrio territoriale sono tra quelle considerate più inefficienti e pertanto soggette a una drastica riduzione. Sul versante della programmazione delle risorse per le aree sottoutilizzate, il governo si è mostrato a tal punto insoddisfatto di quanto finora impostato e avviato da procedere alla stesura di due articoli in cui si prefigura una drastica riprogrammazione della spesa, concentrando le risorse su un limitato numero di interventi di rilevanza strategica nazionale. (3) Viene anche istituito un fondo per il finanziamento di interventi finalizzati al potenziamento della rete infrastrutturale nazionale alimentato con gli stanziamenti nazionali assegnati per l'attuazione del Quadro strategico nazionale (Qsn) per il periodo 2007-2013. (4) Al di là dei dettagli, il significato di tale misura è chiaro: viene smentita e ripudiata in un colpo solo l'intera attività degli ultimi tre anni di predisposizione del ciclo di programmazione 2007-2013 giudicata anche in questo caso dispersiva con i suoi sessantasei programmi e poco efficace. Tale attività aveva coinvolto numerose amministrazioni nell'ultimo triennio e in particolare il dipartimento per le Politiche di sviluppo (Dps) del ministero per lo Sviluppo economico. Impietoso è anche il giudizio sulla programmazione 2000-2006. Infatti, un ulteriore articolo del provvedimento stabilisce una ricognizione delle risorse affluite alle amministrazioni attraverso il meccanismo dei "progetti sponda" e opta per una riprogrammazione in cui siano definiti criteri per la selezione e modalità di attuazione degli interventi "che consentano di assicurare la qualità della spesa e di accelerarne la realizzazione anche mediante procedure sostitutive nei casi di inerzia o inadempimento delle amministrazioni responsabili". Probabilmente, si può concordare sui giudizi impliciti espressi dal governo, peraltro già in parte formulati dal precedente esecutivo, che però non aveva previsto alcuna sanzione. Infatti, i risultati conseguiti finora in termini di riequilibrio territoriale per il ciclo 2000-2006 sono sconfortanti, per non dire nulli. E l'impostazione del nuovo ciclo di programmazione 2007-2013 risente di tutti gli errori e le carenze già notate in passato. La riprogrammazione, dunque, potrebbe rappresentare l'occasione per un effettivo aumento di efficienza nell'uso delle risorse, a patto però che siano resi noti criteri, parametri e vincoli da adottare, dando possibilmente razionalità alle scelte pubbliche. DIPARTIMENTO DA RIORGANIZZARE Naturalmente vi sono implicazioni importanti derivanti dalle attuali scelte governative. Tra esse, andrebbe forse segnalata la profonda ristrutturazione, fino a una eventuale chiusura, del Dps, principale organismo responsabile della nefasta esperienza della "nuova programmazione", fatta di burocrazia, di mille inutili procedure e di un ingiustificato ottimismo, fattori che hanno comportato spreco di risorse e grave disattenzione per l'utilità e l'efficacia delle iniziative da finanziare. (5) Le scelte di bilancio andrebbero comunque esplicitate attraverso la formulazione di una nuova policy comprensiva delle correzioni da apportare all'approccio programmatorio fin qui seguito. Inoltre, il disegno governativo sarebbe più comprensibile, e condivisibile, se indicasse, ad esempio, una "soglia minima quanti-qualitativa" per i progetti da avviare, il ricorso all'analisi costi-benefici per i grandi progetti, come vogliono anche le regole della Commissione europea, oltre al buon senso, il raggiungimento di determinati valori-obiettivo, una efficace procedura di verifica dei risultati, e così via. Infine, la strategia governativa dovrebbe affrontare i principali nodi irrisolti che sembrano essere ancora quelli della qualità della programmazione e della sua scarsa operatività, delle modalità di scelta dei progetti e dei tempi di realizzazione dei medesimi. (1) Evitare la perdita di risorse corrisponde però a non realizzare interventi per quel determinato ammontare nei tempi previsti dalla programmazione comunitaria (e nazionale). Quindi il meccanismo, in ultima analisi va a scapito della possibilità di riequilibrio della dotazione infrastrutturale delle aree sottoutilizzate, i cui investimenti risultano di fatto inferiori a quanto sarebbero stati utilizzando pienamente i fondi strutturali. (2) In parte ciò è dovuto agli effetti del decreto legge 93/2008 (decreto Ici) e in parte a una riconsiderazione del grado di utilizzo delle risorse assegnate rispetto a precedenti ipotesi. (3)Vedi anche ministero per lo Sviluppo economico, Piano triennale per lo sviluppo. (4) Documento di indirizzo strategico e di organizzazione della politica regionale, approvato dalla Commissione europea nel luglio del 2007. (5) La ristrutturazione è del resto iniziata con l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri dei regolamenti del nuovo ministero per lo Sviluppo economico.
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da "Alto Adige"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia BUROCRAZIA Ora si muove anche la giunta BOLZANO. Dopo il grido d'allarme lanciato dalle imprese e dopo che anche la Camera di commercio ha accertato che i costi della burocrazia sono troppo alti, la giunta provinciale ha deciso di correre ai ripari: nella seduta di ieri sono state esaminate alcune misure per semplificare e snellire la presentazione e l'evasione di progetti. Tra queste, il presidente Luis Durnwalder ha parlato della possibilità di presentare le richieste con molteplici destinatari in un unico centro senza dover consegnare una copia ad ogni ufficio, la semplificazione per il collaudo di progetti e per la rendicontazione nel settore lavori pubblici e privati, e facilitazioni per gli anticipi di pagamento per lavori eseguiti in regime di volontariato. BREVI LA DECISIONE Meno contributi per estirpare vitigni Circa 1.800 ettari di vigne sono stati esclusi per il periodo 2008-2010 dalla contribuzione comunitaria prevista per l'estirpazione di vitigni. Tra le zone interessate, la collina di Santa Maddalena a Bolzano, alcune aree viticole di Cortaccia, Magré e Montagna, altre di Merano e Lana, altre nell'Oltradige ed alcune nella Val d'Isarco. Come ha sottolineato il presidente della Provincia Luis Durnwalder, la viticoltura riveste una rilevanza particolare per l'Alto Adige sia dal punto di vista del paesaggio che della vita sociale. "Per tale ragione - ha detto Durnwalder - la giunta ha ritenuto opportuno non applicare in modo generalizzato la contribuzione europea per l'estirpazione dei vitigni: preferiamo conservarli".
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da "Alto Adige"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Da un convegno internazionale un decalogo di azioni e proposte concrete LA STRATEGIA DELLE AREE PROTETTE Dalla politica dell'emergenza a un vero sistema nazionale di Parchi. Dalla frammentazione al coordinamento e alla condivisione delle esperienze innovative. Dall'incertezza delle risorse e del personale a un quadro sicuro. Dall'eccesso di burocrazia e di controlli a un "governo" dei Parchi che valorizzi l'autonomia degli enti, la semplificazione, la partecipazione delle "genti dei parchi". Sono gli obiettivi della Carta di Feltre, decalogo di azioni e proposte concrete che intende chiedere "il rafforzamento della rete parchi e la nascita del sistema nazionale delle aree protette". La Carta di Feltre è uscita dal recente convegno internazionale sulla gestione dei parchi che si è svolto a Feltre e che ha visto la partecipazione di rappresentanti dei parchi di tutta Italia, compresi naturalmente quelli di Alto Adige e Trentino. Un centinaio i primi firmatari, ma la sottoscrizione è aperta. è una proposta rivolta alla "politica" (ma non solo), per rafforzare e rilanciare un'idea di natura e di tutela non solo come conservazione ma anche e soprattutto come sviluppo sociale, culturale ed economico sostenibile. Un patrimonio da valorizzare, dunque, da sostenere come vera ricchezza, punto di partenza per una "sfida" che è insieme locale e globale, che coniuga identità territoriali e valori nazionali. è qui, in questo stretto intreccio di cultura e natura, sviluppo e conservazione, locale e nazionale, istituzionale e associativo, che risiede in fondo l'importanza di questa proposta. Che vuole sviluppare una politica e che chiede alla politica una scelta coerente e coraggiosa. Il numero delle aree protette (statali, regionali, provinciali) in questi anni è cresciuto, si è moltiplicato anche grazie a una accresciuta consapevolezza "collettiva" dell'importanza della protezione delle risorse naturali non solo come valore in se stesso, ma come componente essenziale di uno sviluppo sostenibile. Ora il passo ulteriore è possibile: passare dalle esperienze isolate alla rete (che già in parte esiste) de soprattutto al sistema. Fare sistema vuol dire in realtà anche permeare le politiche territoriali (e nazionali) di questi valori. La Carta di Feltre ne è consapevole, laddove segnala la necessità di "una concreta integrazione delle politiche territoriali (natura, paesaggio, sostenibilità economiche e sociali)". I protagonisti di questa sfida non possono essere dunque soltanto i livelli istituzionali e aministrativi, ma le popolazioni, le associazioni (culturali e ambientaliste), le Università, i centri di ricerca, la scuola, solo per citarne alcuni. Ecco perché il mondo dei parchi lancia questa sottoscrizione: "A chi condivide questa profonda consapevolezza, questo senso di appartenenza e desiderio di partecipazione, noi, "gente dei parchi", proponiamo di recuperare e rilanciare la motivazione della conservazione della natura, di condividerne la dimensione etica e di accettare e sottoscrivere i principi di questa Carta di Feltre, impegnandosi attivamente a diffonderli e renderli operativi". è possibile aderire compilando il modulo nel sito del Parco nazionale Dolomiti bellunesi (www.dolomitipark.it). L'idea di fare rete, non solo in senso di collaborazione attiva tra aree protette ma di collegare tra loro, dove possibile, fisicamente le aree protette esistenti attraverso corridoi, risponderebbe alle istanze che arrivano dal mondo scientifico. L'individuazione dei corridoi sensibili per la sopravvivenza della fauna e dei sistemi ecologici complessi e la loro integrazione nella rete delle aree protette, è un obiettivo ambizioso (di questi tempi soprattutto) ma è necessario cominciare a parlarne seriamente. La frammentazione degli habitat è infatti, al momento attuale, il punto debole più rilevante della strategia complessiva dei parchi e delle riserve.
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da "Trentino"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia DESTRA Forza Italia perde i primi pezzi TRENTO. Centrodestra ancora in alto mare. Dopo gli screzi e i sorrisi finti e tirati di sabato mattina tra An e Forza Italia, Sergio Divina ha provato a mettere un po' d'ordine, ma ancora la soluzione del rebus non è stata raggiunta. Mario Malossini scenderà a Roma mercoledì per la riunione dei coordinatori regionali. L'invito lo ha ricevuto lui, anche se voci insistenti danno per imminente, forse già oggi, la nomina di Giacomo Santini al suo posto. Nei meandri della burocrazia romana di Forza Italia rimane impantanata la decisione finale sul candidato presidente. Che sia Divina sembrano esserci pochi dubbi, ma l'incertezza è sui tempi. Il fattore tempo, del resto, non è indifferente. Qualcuno in Forza Italia fa capire che se Ivo Tarolli e Marcello Carli dovessero convincere il resto dell'Udc a traghettare sulla sponda dellaiana della politica trentina, il Pdl, perso per perso, farebbe meglio a presentarsi con un proprio candidato, salvando, così, qualche posto da consigliere che altrimenti andrebbe alla Lega. Intanto Forza Italia inizia a perdere i pezzi. Il coordinatore cittadino Mariano Gardumi ha annunciato la sua uscita: "Lascio Forza Italia dopo 14 anni perché non ho più l'energia mentale necessaria per stare in un partito in cui la litigiosità è sempre più aspra". Da più parti, si dà per sicura anche l'uscita di Giorgio Manuali e di Marco Sembenotti, sempre più vicino alla Lega. Intanto Ettore Zampiccoli, a sorpresa apprezza il discorso di Divina: "Forse doveva uscire prima allo scoperto. E' meglio se inizia a farsi sentire e stabilisce un rapporto più stretto con i leader degli altri partiti".
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pordenone A rischio i depositi cauzionali IMMOBILI Attenzione che tra i depositi dormienti ci sono anche quelli cauzionali. Pure questi, che spesso sono libretti al portatore, a volte nominativi, contenenti 2 o 3 mensilità, e affidati al proprietario dell'immobile che si è preso in locazione, sono soggetti a scioglimento se non movimentati negli ultimi 10 anni. Lo ricorda Giuseppe Verdichizzi, presidente provinciale di Confedilizia, con la considerazione amara che "burocrazia e fastidi si riversano sempre sulla casa". "Anche questi depositi cauzionali devono essere immediatamente, e comunque entro il 17 agosto, movimentati, per evitare che le somme vengano versate dagli intermediari (poste, banche, ecc.) al Fondo nazionale costituito per sostenere i risparmiatori penalizzati da crack finanziari. Se per i rapporti dormienti è previsto che gli intermediari dovessero dare avviso ai titolari dei depositi per sollecitare la movimentazione, per i depositi cauzionali - spiega Verdichizzi -, costituiti per la maggior parte a mezzo di libretti al portatore, gli intermediari non hanno potuto dare avviso ai singoli portatori (perchè sconosciuti) e, secondo quanto stabilito, hanno invitato a movimentazione attraverso avvisi affissi agli albi delle banche, che è facile immaginare siano sfuggiti all'attenzione dei più". Confedilizia, consapevole del rischio, si è attivata per risolvere il problema proponendo al ministero dell'Economia che libretti al portatore e certificati di deposito utilizzati ai fini cauzionali, per evitare siano dichiarati "dormienti", sia sufficiente che i portatori dei libretti comunichino all'intermediario la propria intenzione di voler mantenere in essere il rapporto in questione. "La nostra proposta - conclude Verdichizzi - è stata accolta e quindi abbiamo provveduto ad informare gli inquilini interessati, e oggi estendiamo questa informazione alla collettività, che è necessario si rechino dall'intermediario (banca o posta) per comunicare, in forma scritta, la volontà di tenere in vita il rapporto".
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da "Repubblica, La"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina IV - Palermo Vertice sulla Ztl, rimborsi in alto mare Il via solo dopo l'approvazione del bilancio. Ma i consumatori non ci stanno Mercoledì 30 il Cga si pronuncia sulla sospensiva, il giorno dopo seduta in aula Le associazioni chiedono nuove misure antismog a partire dalle targhe alterne SARA SCARAFIA Rimborsi del prezzo del pass? Solo dopo l'approvazione del bilancio che andrà in aula il 31 luglio. Cioè il giorno dopo che il Cga si pronuncerà sul ripristino delle Ztl chiesto dalla Td Group, la società che si è occupata della vendita dei pass. L'udienza sulla sospensiva della sentenza del Tar, infatti, è fissata per il 30. Stamattina a Palazzo Palagonia, sede della direzione generale di Palazzo delle Aquile, il top manager Gaetano Lo Cicero e il capo di gabinetto Sergio Pollicita incontreranno le associazioni di categoria e dei consumatori, comprese quelle che hanno fatto ricorso al Tar, da Confcommercio all'Adiconsum, e i sindacati Cgil, Cisl e Uil. L'incontro è stato convocato per parlare dei rimborsi, promessi all'indomani della sentenza del tribunale amministrativo dal sindaco Diego Cammarata. Ma gli uffici sono ancora in alto mare: solo ieri il settore Traffico ha scritto ai vertici della burocrazia comunale per chiedere se fosse possibile restituire i soldi ai cittadini attraverso la tesoreria Bnl senza chiedere aiuto né alle poste né alle banche. I burocrati, infatti, temono di incorrere in danno erariale spendendo soldi per inviare vaglia postali o assegni bancari a casa come richiesto da Cammarata. L'ipotesi di fare da sé, però, non è praticabile: 300 mila palermitani sono troppi. Come fare quindi? Il Comune non ne ha ancora idea e oggi si appresta a dire che in ogni caso, prima di pagare, è necessario che venga approvato il bilancio comunale. Ma sindacati e consumatori si preparano alla battaglia. "I soldi vanno restituiti subito - dice il segretario della Camera del lavoro Maurizio Calà - Il sindaco ha promesso l'immediata restituzione delle somme ed invece è passato già un mese. I fondi vanno restituiti adesso". Calà chiederà anche nuove misure antismog. "La riproposizione delle Ztl, naturalmente, è da bocciare senza appello". Benedetto Romano, segretario regionale di Adiconsum, chiede chiarezza. "Mi sembra che l'amministrazione stia giocando a pagare il più tardi possibile. Non vorrei che durante l'incontro ci comunichino magari che hanno deciso di fare anche loro ricorso al Cga. Spero di sbagliarmi ma temo che ci sia un asse tra Td Group e Palazzo delle Aquile. Una cosa è certa: i rimborsi vanno fatti subito. Non capiamo più se è il sindaco che mente, visto che aveva parlato di procedure immediate, o se sono i suoi uffici che non lo ascoltano". Giovanni Felice di Confesercenti andrà al tavolo, invece, per chiedere che vengono subito ripristinate le targhe alterne. "Potrebbero restare in vigore fino alla fine dell'anno - dice - per dare il tempo all'amministrazione di varare un provvedimento sostenibile sotto il profilo della mobilità. I dati sullo smog del resto dimostrano che quest'anno la situazione è meno allarmante dell'anno scorso. Le targhe alterne possono essere una buona soluzione tampone".
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da "Repubblica, La"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina XIV - Milano SANITà, PRIMA DEI TAGLI BISOGNA EVITARE LE TRUFFE FRANCO LA SPINA La corsa ai tagli, non convincendo la sanità come ambito nel quale operarli, lascia costantemente l'amaro in bocca. E tutto ciò che suggerirebbe un controllo sugli sprechi, dopo l'infinita giaculatoria delle truffe sanitarie lombarde, pare persino paradossale, quasi derisoria. Altri e più decisi risparmi si otterrebbero moralizzando l'ambiente sanitario lombardo. A questi aspetti si aggiungono altri argomenti. La tecnologia ha ormai invaso il campo medico con strumenti diagnostici straordinariamente efficaci, il cui uso ormai costante salva quotidianamente vite umane. Certo esistono aspetti anche problematici in questa meccanizzazione del rapporto terapeutico che passa sempre di più attraverso l'accertamento strumentale e sempre di meno attraverso il dialogo, l'ascolto dei problemi del paziente, la visita accurata. Tutto è affastellato e compresso in una frettolosa burocrazia, di prescrizioni, certificazioni, controlli. Il tempo, che non c'è, o che non è a disposizione del paziente, è lo strumento diagnostico, e terapeutico, più prezioso. E allora un'armonizzazione, nell'ambito del rapporto tra paziente e medico, degli aspetti di contatto umano e di indagini biochimiche o strumentali, si fa più difficile. La bilancia pende verso queste ultime, più rapide da prescrivere, apparentemente portatrici di più certezze. Non è così. Un buon medico sa che il risultato di un esame ad alta tecnologia non apporta un grande significato se non associato a una conoscenza clinica e anamnestica più che buona del paziente. La questione della iniziativa regionale di scoraggiamento sembra però esulare da questa argomentazione fondamentale. Sembra vengano contestate una iper-prescrizione di esami del sangue con ricerca di markers tumorali. Questi verrebbero considerati superflui in un numero di casi da accertare. Vi leggo un errore di prospettiva non da poco: l'accertamento preventivo è alla base della medicina, riduce la gravità della malattia quando è scoperta, aumenta il numero delle guarigioni, rende le cure persino meno costose (quando si voglia monetizzare la salute, pessimo atteggiamento mentale). L'epidemiologia c'entra poco in questa faccenda. Si sa che una malattia la devi cercare per escluderla, e le esclusioni non confrontare con i casi di malattia riscontrati. Pena la sottovalutazione dell'importanza di diagnosticare una malattia in tempo per la guarigione, in ogni singolo caso. Rendere statistica la medicina è dal punto di vista medico un errore. Dal punto di vista etico, quando si parla di vita vissuta, di soggettività sofferente, il "misurabile è miserabile".
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da "Nuova Sardegna, La"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Sardegna "Dobbiamo saper spendere in fretta" L'assessore Secci agli imprenditori: "Giusto, meno burocrazia" CAGLIARI. "La priorità che dobbiamo assumere come elemento centrale dell'azione politica amministrativa della Regione è quella di spendere interamente e nei tempi stabiliti le risorse della programmazione 2007-2013". Lo ha detto l'assessore regionale al Bilancio, Eliseo Secci (Pd), intervenendo a Cagliari al convegno organizzato dalla Sardafidi-Api sarda per presentare alle imprese i Pacchetti integrati di agevolazione (Pia). "Non sono le risorse che mancano - ha spiegato l'assessore - ma è deficitaria la capacità del sistema Sardegna di dare risposte nei tempi richiesti dalle esigenze dell'economia e dalle urgenze sociali. Troppo spesso siamo avviluppati in una ragnatela di documenti, di controlli, che ci fanno perdere la distinzione tra mezzo (amministrazione) e fine (risultato). Per questo condivido la richiesta delle associazioni delle imprese per meno burocrazia e procedure più semplici, non solo perché incrociano scelte già fatte dalla giunta, sullo sportello unico per le imprese, ma anche perché rappresentano l'antidoto più efficace al ritorno a sistemi del passato, come le erogazioni a sportello, che non hanno certo favorito lo sviluppo delle imprese e della nostra economia". I nuovi bandi sono il Pia industria, pubblicato il 30 giugno (scade il 29 settembre), il Pia Turismo, che sarà pubblicato nei prossimi giorni, e il bando per il Contratto di investimento che è stato pubblicato il 26 giugno (scade il 26 settembre) ed è indirizzato a raggruppamenti di imprese.
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da "Finanza e Mercati"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia "Avvocati e Notai, più Controllo ma meno Burocrazia" da Finanza&Mercati del 22-07-2008 La scorsa settimana, in questa sezione è stata pubblicata la replica di Paolo Piccoli, presidente del Consiglio nazionale del notariato, alle tesi espresse in precedenza dall'avvocato Claudio Novebaci, vicepresidente dell'Associazione Italia Avvocati d'Impresa, in tema di limitazioni nell'accesso alla professione forense. Ospitiamo di seguito lo stralcio di un nuovo intervento sull'argomento, in quanto il tema appare oggetto di dibattito, all'interno e trasversalmente agli Ordini professionali (...) Al di là del dibattito sui numeri degli iscritti alle professioni, ciò che si vuole sottolineare in questa sede è che la condivisa necessità di selezione all'accesso alle professioni giuridiche dovrebbe essere prevista e anticipata alla fase degli studi universitari. quello, infatti, il tempo opportuno in cui l'insegnamento dovrebbe orientare gli studenti al ragionamento in termini pratici e non limitarsi a essere una mera assimilazione di nozioni che, nella gran parte dei casi, svaniscono in un lasso di tempo assai breve. , infatti, assolutamente inutile creare uno sbarramento all'esercizio delle professioni giuridiche dopo che si è tollerata una tale generica formazione. La selezione dei futuri operatori di diritto va fatta a monte. L'attuale sbarramento post universitario non costituisce la vera difesa all'esigenza di professionalità, quanto piuttosto un mero strumento di controllo e potere, se non di difesa vera e propria. L'Ordine della categoria deve avere ben altre funzioni, quali il controllo su eventuali violazioni deontologiche degli Iscritti e il controllo di un serio aggiornamento professionale. Se davvero si vuole elevare la qualità degli Iscritti, si enfatizzino concetti quali il livello qualificato della responsabilità professionale degli operatori, rendendo più pesanti le assicurazioni contro i danni e rendendo più duri i protocolli cui un professionista si deve attenere. Quanto poi all'eccesso di burocrazia, riguardo l' Apostille (in italiano postilla ndr), evidentemente mi riferivo al meccanismo previsto dalla Convenzione dell' Aja del 5 ottobre 1961, relativa all'abolizione della legalizzazione di atti pubblici stranieri. Tale procedura prevede espressamente che tra i Paesi che hanno aderito alla Convenzione la legalizzazione degli atti pubblici stranieri può essere sostituita dalla cosiddetta Apostille. Conseguenza diretta è che un documento munito di Apostille deve essere di per sé riconosciuto in Italia (...). Tuttavia, i paradossi a cui facevo cenno nel mio precedente intervento, sono quelli cui ho dovuto far fronte nell'esercizio della mia attività professionale. A mero titolo esemplificativo: mi sono trovato a dover gestire una richiesta di traduzione in lingua inglese di procura già postillata in Italiano, pur dovendo poi questa esser nuovamente ri tradotta e asseverata in Italiano; il rifiuto da parte di un Notaio a stipulare un atto di compravendita di quote sociali in forza di procura rilasciata a un terzo, posto che la Società, nel frattempo aveva mutato la propria sede legale. Si assumeva, infatti, che la Procura fosse, nel frattempo divenuta invalida, proprio sul presupposto che medio tempore la Società aveva cambiato sede legale...; ora, mi domando, l'autonomia giuridica di una Società si attenua sul semplice presupposto di cambiamento di sede sociale? Quanto poi alle attività notarili e ai relativi costi, pur ribadendo il mio assoluto rispetto per la professionalità del lavoro altrui, mi chiedo se tutta una serie di attività routinarie debbano, oggi, competere comunque a una esclusiva categoria professionale, pur se notorio che questa spesso recepisca attività svolta da altri professionisti: vedi atti di compravendita di azienda, cessione di quote, aumenti di capitale etc., atti tutti, sempre più spesso, preparati e redatti materialmente da avvocati e commercialisti. Se poi la si vuole dir tutta, sarebbe certamente gradito a chi scrive conoscere le motivazioni per cui continui a persistere la borbonica procedura necessaria alla costituzione di una Società. Non si può infatti sottacere che la procedura di cui sopra, nel sistema anglosassone, consta di semplice collegamento telematico in internet (...). CLAUDIO NOVEBACI.
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da "Nuova Ferrara, La"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Noto con dispiacere che il consigliere comunale di An Mauro Malaguti ha cambiato opinione sulle piccole imprese commerciali. L'aumento delle superfici di vendita (grande distribuzione) non deve per forza, far pensare ad occupazione e ricchezza per le zone in cui si insediano. Malaguti non dovrebbe pensare che chi è contro l'espansione della grande distribuzione sia obsoleto. Le motivazioni che ha portato sono (purtroppo) le stesse che si sentivano quando Ferrara vide la nascita di ben 2 iper e poi di un terzo. Proprio quella scelta, da me sempre contrastata, ha portato Ferrara ad essere ai primi posti come distribuzione per mq alimentare a livello europeo e ci creda, Ferrara da allora non è cresciuta in termini occupazionali ed economici. Oggi sento gli stessi argomenti (manca solo la fuga dei consumi verso il Veneto) questo è preoccupante sono passati più di venti anni. Noi, Confesercenti, da allora siamo cambiati notevolmente, pensiamo infatti che il concetto di distribuzione debba essere in equilibrio fra gdo e pmi, con grande attenzione verso quelle piccole imprese commerciali che offrono servizio e occupazione vera (pensi alla desertificazione delle periferie, all'impossibilità di trovare negozi di alimentari sottocasa, alla mancanza di socializzazione ed alla libera concorrenza senza monopoli). Egregio Consigliere la sua analisi, parte senza tenere conto di un fatto che la Confesercenti ritiene basilare, il piccolo commercio, lo si aiuta facendo in modo che il governo cambi gli studi di settore, dimezzi la burocrazia a partire dagli inutili registratori di cassa e ci tratti come la grande distribuzione, non certo suggerendo ai piccoli imprenditori di diventare commessi. Non cada in questo equivoco, chi sceglie di fare il commerciante non lo fa pensando che in futuro verrà assunto presso le grandi strutture di vendita. La preoccupazione che esprimiamo è semplice, ci preoccupa il rafforzamento a dismisura delle superfici di vendita all'esterno della città. Ikea nel centro storico di Ferrara porterebbe certamente (per seguire il suo ragionamento) movimento ed economia all'intero sistema commerciale ferrarese, all'esterno creerebbe un grande decentramento dei consumi tale da indebolire le migliaia di attività commerciali che offrono una ricchezza sociale, evidentemente dimenticata dal consigliere. Non conosco esattamente i benefici occupazionali che la grande distribuzione ha portato conosco però i disagi e i drammi che molte aziende per la chiusura hanno dovuto sopportare. Auspico che il Consigliere riveda la sua posizione nei confronti dei commercianti perché con i tempi che corrono (per chiudere con le sue parole) occorrerebbe uno sforzo governativo proprio a favore delle piccole imprese commerciali. Paolo Benasciutti Vice Presidente Vicario della Confesercenti Provinciale.
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da "Nuova Sardegna, La"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Altre Vento in poppa per il polo nautico La riunione dell'assessore Vanni Sanna è andata a gonfie vele OLBIA. Lo champagne per il varo è già nel freezer, il polo della nautica prende corpo con un cemento a presa rapidissima. Non solo un'idea nella mente dell'assessore, Vanni Sanna, ma un progetto condiviso. All'incontro arrivano oltre 30 imprenditori della nautica, ma anche i rappresentanti di Confindustria, Cna e Autorità portuale. Fuori dalla porta sembra essere rimasta solo la lentezza della burocrazia. L'assessore ha distribuito agli imprenditori un questionario. Una sorta di lista della spesa. Le richieste verranno assemblate e sarà creato un unico pacchetto da presentare alla Regione. La prossima settimana Vanni Sanna incontrerà l'assessore regionale all'industria, Concetta Rau. Sanna vuole consegnare nelle sue mani un piano di massima con gli interventi indispensabili per creare un polo di eccellenza, una fabbrica diffusa di fuoriserie dei mari. Vanni Sanna si è rimboccato le maniche della camicia e abbronzatissimo si è messo a spingere con tutte le sue forze il polo della nautica. "All'incontro erano presenti il direttore della Cna Gallura, Massimo Bonaccosa, il responsabile del settore nautica di Confindustria, Roberto Azzi - dice Sanna -. Da loro non solo applausi, ma anche progetti e proposte. C'erano anche l'assessore alle Finanze Francesco Sanciu, il delegato alla portualità Angelo Pagano e quello alle attività produttive, Pietrino Marras. Alle imprese sono state date delle schede da completare. Devono elencare progetti e costi per le loro strutture. A queste andranno sommati i costi delle infrastrutture richieste dall'amministrazione. Tutto il pacchetto finirà nella mani della Regione, che potrà approvarlo". Ma Sanna intreccia al polo nautico anche un altro progetto che riguarda le zone franche urbane. Un piano finanziato dalla comunità europea. "Non sarà facile da realizzare - spiega l'assessore -, ma ci tentiamo. La zona franca urbana arriva da una direttiva comunitaria Ogni regione può indicare tre zone franche. Noi abbiamo presentato la nostra proposta che ricomprende via dei Lidi, la zona industriale, il centro storico, via Roma, il porto e l'aeroporto. Rientriamo nei parametri di crescita demografica e disoccupazione per partecipare al bando. In ogni caso noi puntiamo al polo nautico, In città ci sono i presupposti e le professionalità perché si realizzi. Vogliamo creare un distretto della nautica, in parte già c'è, per questo crediamo che il piano che andrà in Regione sarà la sua prosecuzione". (l.roj.).
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da "Nuova Sardegna, La"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia COMUNE C'è l'Ufficio della solidarietà per aiutare i cittadini disabili CAGLIARI. Un nuovo servizio per migliorare l'accesso alle informazioni del Comune da parte deu disabili sordomuti e ciechi: da lunedì 28, al quarto piano del palazzo comunale di via Sonnino, aprirà l'Ufficio della solidarietà, uno spazio per chi non vede e non sente, dove sarà possibile avere informazioni e sbrigare pratiche senza bisogno di lottare con la burocrazia. L'iniziativa, promossa dall'assessorato alle Politiche sociali e realizzata in collaborazione con la Sm comunicazioni, l'Ente nazionale sordi e l'Unione italiana ciechi, partirà in via sperimentale e durerà sei mesi. Alla scadenza, un primo bilancio per capire se e come continuare. "Finalmente - ha detto l'assessore alle Politiche sociali, Anselmo Piras - gli uffici delle Politiche sociali sono aperti veramente a tutti i cittadini". Lo sportello osserverà l'orario degli altri uffici comunali: dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e ad accogliere i disabili saranno due esperti, rispettivamente, del Linguaggio italiano dei segni (Lis) per i sordi, e della scrittura Braille, per i non vedenti. Il portatore di handicap vuole fare domanda per ottenere un alloggio popolare o iscrivere il proprio figlio all'asilo nido? Basterà presentarsi all'Ufficio della solidarietà, da dove, in collaborazione con gli altri uffici, saranno sbrigate tutte le pratiche. (s.z.).
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da "Giornale.it, Il"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia N. 173 del 2008-07-22 pagina 38 E ora il burocrate ripudia la "badante" di Paolo Granzotto Sono ultrasettantenne e vivendo solo mi avvalgo della collaborazione di una badante di origine ucraina. Dallo scorso dicembre sono in attesa del permesso di soggiorno per regolarizzare il tutto. Il Patronato che mi ha svolto la pratica presso il ministero dell'Interno, ha sostituito il termine "badante" con "assistente alla persona". Ho cercato il termine "badante" sul dizionario, ma non sono riuscito a trovarlo. Mia figlia che insegna lettere, sostiene che il vocabolo sia stato coniato in questi ultimi anni dai mass-media. Sia buono, mi risponda e mi dica chi ha ragione. "Quasi senz'accorgercene ci troviamo ad aver adottato una parola, un'espressione nuova o anche solo impiegata in un significato diverso dal consueto. Cronache giornalistiche e audiovisive ci hanno messo ora sulla lingua il termine badante, forse poco gradevole ma perfettamente conforme alle regole della lingua italiana: participio presente del verbo "badare", adesso è usato come sostantivo per indicare una persona che si prenda cura, direi professionalmente, di qualcuno. Vocabolo venuto giù dal linguaggio burocratico, dei documenti governativi. Solo un anno fa non sarebbe venuto alle labbra, oggi spunta quasi obbligatoriamente in ogni cronaca". Questo scriveva, sul Corriere della Sera, quel grande amico che fu Gaetanino Afeltra. Era il novembre del 2002 e ciò ci permette di stabilire una seppur approssimativa data dell'irruzione, nel linguaggio comune, di "badante". Ovvio dunque, caro Avarone, che nei dizionari non aggiornatissimi manchi quel termine. Secondo l'Accademia della Crusca - e bisogna darle credito perché su questi fatti non sgarra - la prima attestazione di "badante" risale al 1989 (e qui la solita, inappagata curiosità: chi fu, nome e cognome, il burocrate che la coniò o, come vedremo, che la riportò in vita dandole una diversa accezione?): rimasta per qualche tempo circoscritta al linguaggio amministrativo fu poi adottata da quello giornalistico che le diede l'aire. Parola, come dicevo, non coniata ex novo. Un tempo indicava colui (o colei) che accudiva le pecore, le oche, le vacche e i vitelli, gli animali che bisognava "badare", dei quali, cioè, aver cura, stare attenti, occuparsi. Del tutto logico, anche se un pochino imbarazzante, che da mucche o animali da cortile si sia passati a riferirsi, col termine "badante", a colui (ma il più delle volte a colei) abbia cura, stia attenta, si occupi, che badi, appunto, a esseri umani impossibilitati a badare a se stessi. Vedo dalla sua lettera, caro Avarone, che la burocrazia, sempre così sensibile al canto della sirena del politicamente corretto, sta prendendo le distanze da "badante". Preferendogli un più specialistico "assistente alla persona". Definizione pomposetta (al pari dei vari "paramedico" per infermiere, "operatore ecologico" per spazzino, eccetera) che ha il merito di far sembrare una badante qualcosa di più d'una badante: quasi un portaborse. Però nel linguaggio e nella sua continua evoluzione, non sempre chiodo scaccia chiodo e io ci scommetto che il termine "badante", che ha assunto carattere affettuoso, bonario e questo grazie alla affabilità e spesso alla giovialità delle badanti, non cederà il passo, almeno nel parlare comune, all'algido "assistente alla persona". Se però la sua, di badante, preferisce esser chiamata in tal fatta, lei, caro Avarone, l'accontenti. Mettersi a battagliare con una ucraina testa dura, ancorché amabile d'indole, c'è solo da rimetterci. SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-07-22 - pag: 5 autore: UN PIANO IN TRE TAPPE 1 Meno carta e tagli alle consulenze p Con i risparmi derivanti dal taglio alle consulenze verrà creato un fondo di 200-300 milioni di euro per finanziare incentivi ai dipendenti, collegati alla produttività p Per combattere la burocrazia il piano Brunetta prevede di allungare a 10 anni la validità della carta d'identità e il taglio del 50% dei documenti cartacei Confermata la stretta sulle assenze per malattia: il primo passo della lotta all'assenteismo.
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da "Corriere Alto Adige"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-07-22 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE L'annuncio Durnwalder: "Meno burocrazia" BOLZANO - Alcune misure per semplificare e snellire la presentazione e l'evasione di progetti sono state esaminate ieri dalla Giunta provinciale. Tra le misure di "sburocratizzazione" annunciate, la possibilità di presentare le richieste con molteplici destinatari in un unico centro, la semplificazione per il collaudo di progetti e per la rendicontazione nel settore lavori privati e pubblici, e facilitazioni per gli anticipi di pagamento per lavori eseguiti in regime di volontariato. Si tratta di misure, molte delle quali andranno a beneficio del mondo economico, che devono però essere ancora deliberate. La giunta ha intanto deciso ieri di voler affrontare la problematica, "molto sentita sia dalla popolazione che dai sindaci" ha affermato Durnwalder. Per Hanspeter Munter, direttore dell'Apa che da tempo chiede uno snellimento della burocrazia, commenta: "Si tratta di un primo, seppur generico, passo verso la strada giusta. Ma va detto che la burocrazia va combattuta costantemente e quindi la Provincia dovrà continuare su questa strada".
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-07-22 - pag: 21 autore: I capitali premiano la Sponda Sud Al di là dei fiumi di parole e di inchiostro versati in occasione del lancio a Parigi dell'Unione per il Mediterraneo, c'è un dato di fatto che forse spiega meglio il rinnovato interesse dell'Europa per la Sponda Sud:l'aumento dell'attrattività di quest'area per gli investitori esteri. Un'area ormai in diretta concorrenza con Est Europa e Asia. La conferma arriva dalla indagine BaroMed di Ernst & Young condotta tra 315 decision maker internazionali e di diversi settori: i 17 Paesi che compongono l'area euro-mediterranea (quelli della Sponda Sud più Francia, Italia e Spagna, Portogallo e Grecia) si posizionano ormai al terzo posto nella classifica mondiale delle aree geografiche per Pil e fra le tre prime aree per quanto concerne gli investimenti diretti esteri (Ide). Un terzo degli intervistati, pari al 33%, ha affermato di avere in previsione progetti rivolti a questa realtà, contro un 45% interessato a opportunità in Asia o Europa centro orientale. Negli ultimi tre anni, in ogni caso, il livello di attrazione della sponda Sud ha registrato un aumento di interesse significativo: il 49% esprime un'opinione positiva per il sensibile miglioramento delle condizioni di investimento, contro un 59% per l'Asia e un più limitato 40% per l'Europa occidentale. Certo molta strada resta da fare in termini di carenza di capacità, ricerca e sviluppo, stabilità politica, preparazione della manodopera e burocrazia. Ma è anche vero che Paesi come Turchia, Marocco e Tunisia si stanno rafforzando sul piano competitivo nel settore delle attività industriali e logistiche. La Turchia, in particolare, sul fronte dei centri di logistica supera l'Italia,che già si vedeva superata da Francia e Spagna come aree favorite. Una posizione di retroguardia che si conferma per il posizionamento dei quartier generali: il 20% degli intervistati ha indicato la Francia come Paese più attrattivo, il 12% la Spagna e solo l'8% l'Italia. "L'aumentata attrattività della Sponda Sud negli ultimi anni è in gran parte il risultato di investimenti per infrastrutture di trasporti e telecomunicazioni, che oggi hanno raggiunto una dimensione critica e continuano a crescere – afferma lo studio –. Gli investitori potenziali le classificano al primo posto tra tutti i criteri di attrazione citati per l'area ". Restano importanti ai fini delle decisioni d'investimento i ridotti costi del lavoro, ma il 54% degli intervistati chiede stabilità politica e un sistema di diritto favorevole ai potenziali investitori. S. Cr. NUOVA FRONTIERA EURO-MED Un'indagine Ernst & Young conferma la maggiore attrattività dell'area, oggi in concorrenza con Asia ed Europa occidentale.
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da "Messaggero, Il (Frosinone)"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 22 Luglio 2008 Chiudi di LUIGI JOVINO Strada dei vini dei Castelli Romani: si raccolgono i cocci. A quattro anni dalla sua istituzione, la struttura non è ancora decollata nonostante siano passati trent'anni dalla promulgazione della legge e siano stati investiti miliardo e mezzo di vecchie lire della Camera di commercio più i soldi finanziati dalla Regione Lazio. Dopo tutto questo ritardo, molti operatori enologici parlano ormai di esperienza finita. Nei giorni scorsi Fabrizio Santarelli si è dimesso dalla carica di presidente. Roberto Rotelli, dirigente di un'azienda vinicola, è stato nominato al suo posto. Santarelli non fa mistero di essere deluso. I finanziamenti regionali non arrivano, molti soci sono demotivati e non pagano le quote tanto è vero che la partecipazione alla vita della associazione è su una percentuale del dieci per cento. Neanche le istituzioni pubbliche fanno la propria parte. "C'è stato - replica Roberto Rotelli - un periodo di blocco, dovuto al ritardo dei finanziamenti pubblici. Alcuni soci, non trovando riscontri immediati, sono demotivati. Il ritardo dei pagamenti, però, è fisiologico. La Strada dei vini, in realtà, è più viva che mai. Abbiamo nominato un nuovo consiglio di amministrazione in cui c'è lo stesso Santarelli". Di opinione opposta è invece Umberto Notarnicola, dirigente delle cantine San Marco di Frascati, che è stato uno dei promotori dell'iniziativa di sviluppo. "Non va - dice con una punta di amarezza - La burocrazia, la lentezza e la mancanza di idee non ci hanno permesso di funzionare e di replicare un'esperienza che in altre Regioni fa meraviglie. Gettiamo la spugna. La nostra azienda non è più interessata". "Costruiamo una nuova Strada dei vini - rilancia Massimo Gargano, presidente della Coldiretti del Lazio - Le aziende e i produttori devono credere in questo strumento, che non ha funzionato fino adesso soprattutto perché gli attori principali non hanno esercitato un ruolo e perché sono venuti a mancare i finanziamenti, previsti per legge". "Diamo credito al nuovo consiglio - aggiunge da parte sua Dario De Sanctis, presidente del consorzio vini Frascati doc - stavolta, però, aspettiamo i fatti. Non si può disperdere un'esperienza così importante per l'intero comparto enoturistico dei Castelli".
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da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 22 Luglio 2008 Chiudi di GIAMPAOLO MILZI C' chi stenta a crederci. Che estate è senza il cinema al Lazzaretto? Piove, burocrazia ladra! Dopo ben 24 edizioni, salta la rassegna di film più amata. Un lunghissimo film nei film, quei formidabili anni di visioni sotto le stelle. Sapore di sale e odor di tabacchi. Emozioni calde, birre e gelati. Personaggi reali degni di Tornatore, come lo stoico proiezionista preso in prestito dall'Alhambra. Se s'inceppava la pellicola faceva miracoli. Con i goccioloni tirava dritto, mentre la gente sgattaiolava via. Sempre l'ultimo a lasciare la postazione, come un capitano sulla nave incurante del temporalone burrascoso. Magia del cinema e magia del pentagono vanvitelliano. Continua a pag. 37.
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da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 22 Luglio 2008 Chiudi AMELIA Carlo Calvanese, "barone" per gli amici amerini, la spiega così: "Volevamo fare un grande tavolo rotondo, ma le complicazioni erano troppe, così abbiamo pensato al campanile del duomo, a dodici lati, ed è nato il tavolo dodecagonale che doveva contenere cento posti, in realtà ci sono 96 posti nel lato esterno e 84 in quello interno". Il grande tavolo, in fondo, è solo un grande gioco. Nato nelle serate tra amici, quando tra un bicchiere e l'altro la fantasia sconfina. Forse nella "follia" del non senso. Una specie di "Amici miei" all'amerina. E sabato sera, il grande tavolo è stato inaugurato. Facendo piombare una tranquilla spianata di campagna amerina, un campo acquistato dal "barone" qualche anno fa, in una porzione di Far West. A realizzare il grande tavolo hanno lavorato per qualche mese un gruppo di amici, da "Nazionale" e Ferrero, da Sergio, "il conte", a Scopetta, Carlo, Enrico. Tanto per citare qualcuno. Tutti sarebbe impossibile. "Qualche sera eravamo in cinquanta a lavorare", racconta Sic. Un po' di sana follia e via, il gioco è fatto. Il grande tavolo, che al centro ha anche un palco per l'orchestra, ha anche un piccolo "cavalciavia" per raggiungere l'interno. Tutto rigorosamente in legno. Non sia mai si dovesse incorrere nella burocrazia, addio gioco con tutte le carte che servono per cose del genere. E l'importante per gli amici amerini che si sono dati appuntamento a "Capodisopra" è continuare a giocare. Un argine agli anni che passano, in fondo, si può costruire solo così.
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-07-22 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'iniziativa Turismo, cabina di regia insediata a Roma Mercoledì prima riunione ROMA - Si è insediata ieri la cabina di regia per il rilancio del turismo e dell'immagine di Napoli e della Campania nel mondo. Per l'amministrazione centrale nel gruppo di lavoro ci sono Roberto Rocca, direttore del dipartimento per il turismo presso palazzo Chigi e Valeria Della Rocca; per la Regione Giovanna Martano, assessora provinciale e Raffaele Cercola, docente di Marketing all'università napoletana. A illustrare il progetto ieri erano la sottosegretaria Michela Brambilla, il neo presidente dell'Enit Matteo Marzotto (si promette un forte rilancio della società) e l'assessore regionale Claudio Velardi (il quale ha definito un errore della burocrazia il bando sui carri della festa di Piedigrotta). Fare squadra, anche con le imprese, fare leva sulle eccellenze esistenti: "questi - ha detto Brambilla - sono i punti su cui lavorare per rilanciare il turismo, considerato dal premier "asse portante" della politica economica". Quanto alla riduzione dei fondi destinati alla cultura e ai porti contenuti nella manovra di governo, e che confliggono con le strategie di rilancio del turismo, Brambilla ha detto, che "i tagli sono necessari, ma ci sarà maggiore efficienza". Domani, intanto, prima riunione della cabina di regia, con Ferrovie, Autorità portuale, Gesac e Grandi stazioni. Infine: l'ultimo giorno del G8 2009, varie imbarcazioni porteranno i leader dalla Maddalena a Napoli, dove ci sarà un grande evento. Plauso per Brambilla dal coordinatore campano dei Circoli della libertà Marcello Di Caterina. ( ro. la.).
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da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia RIMINI CRONACA pag. 4 OBIETTIVO dei sette comuni "secessionist... OBIETTIVO dei sette comuni "secessionisti" della Valmarecchia pesarese che hanno scelto la Romagna: partecipare al voto per la Provincia di Rimini nella primavera 2009. Tra meno di un anno. Un tempo da finale olimpica dei 100 metri piani per l'italica burocrazia. Anche per questo, su richiesta di Tiziano Arlotti (Partito democratico) la prima commissione consiliare ha votato ieri la richiesta, da girare al governo, di accelerare i tempi per il varo della legge che sancisca il voto popolare, nel referendum del dicembre 2006 (84% di "sì" al passaggio). Due gli elementi che potrebbero rallentare l'iter: l'inserimento nel disegno di legge di Sassofeltro e Montecopiolo dove il "sì" al distacco dalle Marche ha vinto in due altri referendum organizzati il 24 giugno 2007. E qui, a differenza che per l'Alta Valmarecchia, mancano ancora i pareri di Ancona e Bologna. Nonché il rischio che l'intera vicenda sia incorporata in tematiche più ampie quali il federalismo fiscale e le città metropolitane. A fare presente la propria preoccupazione tra gli altri il sindaco di Sant'Agata Goffredo Polidori: "Non voglio fare la guerra a nessuno ma è bene si parta senza aspettare gli altri Comuni". Alle ultime elezioni politiche l'alta valle ha sterzato a destra. Anche contando sulle promesse di concludere l'iter. Il voto della commissione presieduta dall'azzurro Antonio Barboni è stato unanime. Anche se qualcuno, come Giuliana Moretti, Forza Italia - Pdl, pur votando "sì", si mostra critico: "Commissione inutile quella voluta da Arlotti, solo una perdita di tempo e denaro". Ci sono due proposte di legge, alla Camera dell'on. Sergio Pizzolante (FI), al Senato dell'on. Filippo Berselli (An). Il ministro Maroni si è impegnato a portare il disegno di legge in parlamento dopo la sospensione estiva dei lavori.
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da "Nazione, La (Empoli)"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia SANTA CROCE / SAN MINIATO pag. 10 UNA VENDEMMIA da incorniciare quella del 2008? E' anco... UNA VENDEMMIA da incorniciare quella del 2008? E' ancora presto per dirlo, ma c'è aria di ottimismo e di fiducia nel comparto agricolo. Le prime indagini effettuate nei campi mettono in luce una previsione di una buona annata per tutto il settore vitivinicolo. Non c'è né ritardo né anticipo nella vegetazione, in linea con la media stagionale, mentre si evince ottima la vigoria dei vigneti anche a seguito delle abbondanti piogge. Praticamente zero l'incidenza delle avversità climatiche come la grandine o la siccità, tutto nella media stagionale. Buona anche l'allegaggione, il passaggio dalla fioritura alla nascita del frutto, con una previsione di una qualità delle uve di almeno un 10-15 per cento in più rispetto allo scorso anno. Le stesse percentuali sono previste sulla quantità di vino, compresi i mosti, mentre si preannuncia anche buona la qualità del vino. Previsioni importanti visto che nel sanminiatese vengono prodotte ogni anno un milione di bottiglie di vino, segmento prezioso dell'agricoltura locale con le sue 400 piccole aziende, 800 addetti ed affari per dieci milioni di euro l'anno. Un settore che oggi ? seguendo il trend nazionale e regionale ? è tornato a soffrire. A LANCIARE un grido di dolore è stata la Cia che in una nota sottolinea: "I prezzi degli alimenti al consumo sono aumentati del 28 per cento dal 2000 al 2007, mentre i redditi degli agricoltori sono diminuiti, nello stesso periodo, del 18 per cento (contro un +16/% della media europea). Insomma, per l'agricoltura i conti non tornano. Nel 2007 sono aumentati i costi di produzione del 6% ? spiega ancora la Cia ? è aumentata l'incertezza produzioni a causa dei cambiamenti climatici; si moltiplicano i vincoli e condizionamenti dell'attività agricola e il costo della burocrazia soffoca, sempre più, le imprese: basti ricordare che ogni azienda agricola dedica 100 giorni all'anno per risolvere le pratiche amministrative e burocratiche anziché lavorare nei campi ". Infatti è da San Miniato, tra imprenditori agricoli, che è stata fondata l'associazione, italiana vittime della burocrazia che sta riscuotendo interesse a livello nazionale. LA STAGIONE, comunque, promette bene. Ottima annata ? dicono gli agricoltori ? nel settore ortofrutta. Bene anche il pomodoro grinzoso, fiore all'occhiello delle colline sanminiatesi dopo che anche il carciofo locale ha dato soddisfazioni. Tornando al vino ci sono anche novità interessanti: il progetto per il vino biodinamico. La sfida parte da San Miniato dove si è svolto nella tenuta La Selvadell'azienda Cosimo Maria Masini la presentazione del progetto: una modalità produttiva del settore agroalimentare che in Italia deve ancora affermarsi compiutamente. La biodinamica è un sistema produttivo che ha il rifiuto più radicale rispetto all'utilizzo di prodotti di sintesi. Carlo Baroni.
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da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CESENA AGENDA pag. 5 ) BUROCRAZIA Ridurne il peso è una necessità per il Paese L'UMANIZZAZIONE della burocrazia a carico delle imprese è uno degli obiettivi che si prefigge la Confartiginato territoriale. La pubblicazione da parte della Commissione Europea dello Small Business Act (Sba) conferma che le richieste di Confartigianato, presentate ai candidati alle elezioni dello scorso aprile, sono una priorità imprescindibile. Lo Sba è un atto basato su orientamenti e proposte di azioni politiche da attuarsi sia al livello europeo sia degli Stati membri, per valorizzare le Pmi europee e le loro potenzialità di crescita sostenibile nel lungo periodo e di creazione di occupazione. NELLE LINEE indicate da Federimpresa Confartigianato Forlì-Cesena si evidenziava il peso della burocrazia, che sottrae annualmente alle imprese quasi 15 miliardi e di cui l'onore maggiore è sostenuto dalle microimprese, asse portante dell'economia del nostro territorio. Tra gli interventi prefigurati c'è la riduzione, entro il 2012, del 25% degli oneri amministrativi e dei tempi per l'avvio di una realtà imprenditoriale, l'ottenimento di licenze d'esercizio e permessi in un mese e promuovendo un sistema di sportelli unici che dovrebbe contribuire ad agevolare gli avvii di imprese e le procedure di assunzione. La direzione che l'Europa s'impegna a prendere in tema di attenzione alle Pmi è perfettamente in linea con quanto Confartigianato sta chiedendo al governo italiano in tema di semplificazione e valutazione di impatto degli interventi per le Pmi. CI CONFORTA che questa consapevolezza cominci a entrare nella cultura di coloro che sono chiamati a governare le politiche di sviluppo economico e sociale in Italia e in Europa e valutiamo in maniera positiva dichiarazioni che vanno nella direzione di quanto sostenuto recentemente dal nostro presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: "Quello che va bene per le Pmi va bene per il Paese", e dal vicepresidente della Commissione Europea, Gnter Verheugen, responsabile per Impresa e industria, il quale ha affermato: "Quando si fa qualcosa per le Pmi significa che si fa qualcosa per l'occupazione attuale e futura nell'Ue. tempo quindi che una politica favorevole alle Pmi costituisca la linea guida anche per le altre politiche dell'Ue". Stefano Bernacci segretario Federimpresa Confartigianato Forlì-Cesena.
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da "Giorno, Il (Milano)"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia LETTERE & COMMENTI pag. 30 Ho letto che alcune associazioni di ascensoristi chiedono nuove disposizioni per sostituire impianti... Ho letto che alcune associazioni di ascensoristi chiedono nuove disposizioni per sostituire impianti considerati vecchi in quanto questi sarebbero inquinanti. Ormai non c'è più limite nello spremere condomini e proprietari di casa: amministratori, impiantisti, ascensoristi, fanno a gara nel pretendere sempre nuove spese, assecondati dalla burocrazia europea e da una classe politica non finiscono mai di assegnare nuovi salati oneri a chi ha comprato casa, con fatica. Filiberto Tomatis.
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da "Corriere della Sera"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-07-22 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Le università Alti e bassi nelle classifiche internazionali. "Punti di forza? Ricerca e offerta formativa. Authority unica per le valutazioni" "Atenei in declino? Con i tagli non si cresce" La protesta dei rettori. Bocconi: troppi vincoli e burocrazia. Statale: buco da 60 milioni Il Worldwide centers of commerce: formazione inadeguata. Nessun ateneo milanese nella classifica di Times "Se scattano i tagli del governo, allora c'è poco da crescere... ". Solo per la Statale s'annuncia un "buco" da 60 milioni di euro di qui al 2013. è il rettore a fare il contabile, il professore Enrico Decleva: "Dovremo bloccare investimenti e assunzioni, saremo condannati a retrocedere... ". Figurarsi la possibilità di scalare le classifiche internazionali. L'ultima è di ieri, "Worldwide centers of commerce ": Milano (con Roma) è in coda all'elenco, "solo Budapest, Atene, Lisbona e Praga stanno dietro quanto a creazione di cervelli". Dunque, Decleva? "Con i tagli potremo solo sopravvivere ". Ancora. Indagine del Times, "World University rankings 2007": Bologna al numero 173 su 200, Roma dietro, Milano non c'è. I rettori: "I parametri ci penalizzano, premiano gli atenei multi-facoltà, le pubblicazioni scientifiche...". Attenti alle tabelle, dunque. Nascondono luci e ombre. Esempio: il sistema universitario milanese, pubblico e privato, è "modello di qualità" in Italia per il Sole 24 Ore. Ai primi posti in graduatoria: Politecnico, Bocconi e San Raffaele. Altro dato: uno studente straniero su sette sceglie Milano, le iscrizioni sono cresciute del 70 per cento in sette anni. Problema: gli atenei mettono a disposizione solo 4mila posti letto in città per 44mila fuori sede. In sintesi: è emergenza alloggi. E però: il Politecnico è al 66esimo posto nella top 100 delle università tecnologiche mondiali (quindicesimo in Europa) e la Bocconi è passata dal 17simo al nono posto nella graduatoria employer di Times, cioè nel giudizio dei laureati assunti in azienda. Da questi dati, nel bene e nel male, si (ri)parte. Punti di forza: "Ricerca all'avanguardia, offerta formativa in inglese, presenza di studenti provenienti da tutto il mondo" e sono ormai quasi il 25 per cento, dice Andrea Sironi, pro-rettore all'internazionalizzazione della Bocconi. Le debolezze sono di sistema: "Burocrazia, vincoli, leggi". Margini di crescita? "Gli atenei, pubblici e privati, dovrebbero collaborare di più", sostiene Sironi. Sulle residenze, per dire: "Uno sforzo congiunto verrebbe premiato anche dalle amministrazioni pubbliche". Numeri e classifiche. Chi sale, chi scende. Chi decide? "è giunto il momento che la Conferenza dei rettori porti avanti un proprio progetto di valutazione degli atenei con una società terza, un'authority", sottolinea Giovanni Puglisi, rettore dello Iulm e vicepresidente della Crui. Motivo: le statistiche delle riviste internazionali non colgono il caso Milano-Italia, "un sistema sostenuto per intero dallo Stato, che dà bruscolini alle università private". Versioni contro: "Abbiamo il finanziamento pubblico per studente più basso d'Europa", chiosa il rettore del Politecnico, Giulio Ballio. Ché la media all'estero è 7.500-10.000 euro per iscritto, e "il Politecnico riceve metà della media europea, un terzo dei suoi competitor", chiosa Ballio. Ed è già ora di prepararsi a nuovi tagli. Per Decleva "si prospetta un enorme problema di risorse", si aspetta la Finanziaria e in ogni caso "non staremo a guardare". Nel senso: mobilitazione in vista. Intanto, la Statale s'è data da fare per risalire nel World University rankings: " Times non ci aveva contattato, stavolta ci saremo...". Armando Stella 5 Le migliaia di euro di fondo pubblico per ogni studente universitario Campus Studenti nel giardino del Politecnico-Bovisa.
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da "Corriere della Sera"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-07-22 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Como Per una tangenziale 63 euro al mq contro i 1.300 dell'autostrada "Lo Stato paga le strade venti volte più della Provincia" Carioni: "Qualcuno ci spieghi perché l'A9 costa così tanto" L'assessore regionale Cattaneo: "Con la Pedemontana "fatta in casa", riusciremo a tagliare un miliardo" DAL NOSTRO INVIATO COMO - Sulla cartina geografica le due strade distano l'una dall'altra solo pochi chilometri; ma i punti di somiglianza finiscono qui. Una è una provinciale, l'altra è un'autostrada, la prima è già stata terminata, la seconda è ferma al progetto. Ma soprattutto: una (la tangenzialina di Fino Mornasco) è costata 63 euro al metro quadrato, la seconda (la terza corsia della A9) ne costerà 1.300. Trovatosi a tu per tu con il ministro degli Interni Roberto Maroni, il presidente della Provincia di Como Leonardo Carioni (leghista come il capo del Viminale) ha vestito i panni di avvocato difensore delle province, di tanto in tanto minacciate di soppressione. Per tutelarne l'immagine e il ruolo Carioni ha messo a confronto due opere che riguardano il suo territorio. Storie diametralmente opposte, benché riguardino la medesima materia, fatta di scavi e di asfalto. "Eppure, calcolatrice alla mano - dice Carioni - è proprio così: nei mesi scorsi abbiamo aperto al traffico la tangenziale di Fino Mornasco. E' lunga tre chilometri, ha una superficie complessiva di 30.000 metri quadrati e ci è costata un milione e 900 mila euro, compresa l'acquisizione dei terreni. Per la costruzione della terza corsia lungo la A9 Milano-Como saranno necessari 186 milioni di euro: il nastro d'asfalto misurerà 20 chilometri, sarà largo 7 metri. Dunque, al metro quadrato, fanno 1.300 euro". Allargare la A9, secondo il calcolo di Carioni, costerebbe a parità di lunghezza almeno venti volte in più che costruire un tratto di provinciale. Come mai? "E' quello che mi sto domandando anch'io - ribatte il presidente della Provincia di Como - e a parte il fatto che per l'autostrada sarà necessario realizzare qualche manufatto in più, qualche breve cavalcavia, le difficoltà tecniche sono pressoché identiche. Per noi è l'ennesima dimostrazione che se le decisioni vengono prese sul territorio, anziché a Roma, lo Stato è il primo a guadagnarci". Maroni ha ascoltato il discorso di Carioni, ha preso nota, ha convenuto col collega di partito. Qualche perplessità arriva invece da Autostrade per l'Italia, la società che assieme ad Anas dovrà realizzare l'ampliamento della A9: "Non siamo in grado di contestare i calcoli fatti da Carioni - fanno sapere fonti dell'azienda - anche perché in genere non valutiamo i costi a metro quadrato ma a chilometro. Le nostre cifre sono comunque frutto delle tabelle previste da Anas, che è la concedente del servizio, a cui vanno aggiunte opere chieste dal territorio: parliamo di barriere antirumore e altre opere accessorie di questo genere". Spettatore, ma non troppo, di questa diatriba è Raffaele Cattaneo, assessore regionale alle infrastrutture: "Quella forbice di costi non mi sorprende - commenta - perché una procedura gestita a livello locale si traduce sempre in un risparmio di tempo e di soldi. E' vero, tra la terza corsia di un'autostrada e una strada provinciale passa pur sempre la differenza che c'è tra una villa e un alloggio popolare, ma il salto di qualità, in termini di burocrazia, di gestione dei piani finanziari, di rapporti coi committenti dà sempre ragione alle procedure gestite in loco ". Cattaneo, a questo proposito, cita il caso della Pedemontana: "Quando l'opera era gestita interamente dallo Stato si prevedeva un costo di 4,6 miliardi di euro, 2,7 dei quali di contributo pubblico; da quando allo Stato è subentrata Cal (la società mista di Anas e Regione Lombardia) il contributo pubblico è sceso a 1,6 miliardi. Le casse pubbliche hanno cioè risparmiato più di un miliardo". Claudio Del Frate I prezzi Secondo cifre fornite dalla Regione Lombardia, il costo degli appalti gestiti a livello locale è spesso sensibilmente più basso rispetto a quando una gara è nazionale. Per le autostrade nazionali, ad esempio, il costo medio a chilometro è di 30 milioni di euro; nel caso delle autostrade regionali lombarde (ad esempio la Cremona Mantova o la Broni - Mortara) questo indice scende sotto i 20 milioni al chilometro. Un caso a parte è quello della Pedemontana, i cui costi sfiorano i 50 milioni a chilometro: ma in quella circostanza il tracciato sarà per lunghi tratti scavato "in trincea". La Provincia "Come sempre, se le decisioni vengono prese in periferia i costi scendono" Autostrade spa "I nostri prezzi si basano sulle tabelle di Anas. Ma ci sono opere chieste dai Comuni" Federalista Carioni (Lega) presidente della Provincia di Como.
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da "Corriere Adriatico"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Riconosciutele colpe ma nessuno risarciscee i costi lievitano Prima le ruspe di Longarini, ora la burocrazia. La beffa dopo il danno Casa inagibile ma tasse da pagare Spaccesi si è presentato ieri in Consiglio con la cartella esattoriale MACERATA - Pensava di aver subìto abbastanza danni dalla vicenda apertasi circa 30 anni fa all'apparire della ruspe di Longarini sulla Strada Nord. Lui, Giorgio Spaccesi, maceratese molto noto come docente, agronomo e per l'impegno politico, si è dovuto ricredere quando ha visto la lettera del Comune. Non era per risarcirlo dei danni provocati alla sua abitazione di Contrada Santo Stefano dai lavori per la realizzazione della Strada Nord: la burocrazia gli chiedeva di pagare la cartella esattoriale per i rifiuti solidi urbani. Un mix micidiale, ruspe e burocrazia. Anni fa Spaccesi aveva anche scritto alla "causa" dei suoi mali, il Ministero delle Infrastrutture all'epoca firmatario delle famose concessioni per i Piani di Ricostruzione. "Scrivo a Di Petro" ha pensato Spaccesi e così ha fatto. Aveva scritto all'allora ministro Di Pietro spiegando la vicenda. e gli era anche arrivata la risposta. "Gent. mo Professore, ho ricevuto - scrisse il ministro - la sua lettera dello scorso dicembre in merito ai danni subiti a seguito dei lavori di realizzazione del piano di ricostruzione di Macerata; purtroppo mi rammarica non poterla aiutare concretamente come lei vorrebbe perchè non esercito più la professione legale ...". Insomma Spaccesi scrive al ministro che reputa competente e Di Pietro gli risponde che ha smesso di fare l'avvocato. Ieri Spaccesi si è presentato in Consiglio comunale con la cartella esattoriale gusto per dire quello che pensa ma la burocrazia e anche la politica sull'argomento sono sorde... L.PAT. ,.
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da "Mattino, Il (Circondario Sud2)"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Velardi: "Divieto di satira, misura ottusa" Il divieto di satira alla festa di Piedigrotta? "Solo un errore burocratico", è il commento dell'assessore Velardi. E così una delle feste più popolari della città di Napoli, quella di Piedigrotta appunto, che si tiene i primi di settembre nel capoluogo partenopeo, entra nel dibattito sul rilancio del turismo in Campania. "La burocrazia a volte fa molti danni...". "C'è stato un bando che ha messo l'accento in modo ottuso su questo aspetto - ha spiegato - impedendo ai carri di fare satira politica. Dovremo vedere se c'è la possibilità di qualche correttivo, ma il problema sarà senz'altro superato dal buon senso". Fatta la legge, trovato l'inganno. Ma questa volta a fini di bene. Per restituire a Napoli una festa di luci, colori e tradizioni senza divieti in nome della burocrazia.
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da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CODROIPO Lo stradone collega il retro del complesso a Zompicchia, passando attraverso la campagna. Nessun pericolo per le auto Nuova strada d'accesso a Villa Manin La "gentilizia" in funzione per i concerti dei Rem e di Venditti, poi si pensa di renderla percorribile sempre CodroipoAlle note rock dei Rem, sparate a decibel impazziti, lo stradone Manin, il 24 giugno aprirà i cancelli. Cancelli metaforici, perché in realtà di transenne si tratta. Mini ostacoli fisici piazzati là, in mezzo alla strada, per impedire l'accesso a quello che è da considerarsi come uno degli esempi paradigmatici dell'ottusa burocrazia italiana. Dopo vent'anni (il progetto risale agli inizi degli anni Novanta) lo stradone Manin (il tratto che dalla strada comunale Codroipo-Rivolto prosegue fino alla rotonda di Zompicchia), viene ora aperto al traffico. Fatta realizzare dai Manin, nell'ottica della sontuosa scenografia autocelebrativa della famiglia di origine toscana, la strada "gentilizia" di collegamento tra la statale 13 "Pontebbana" e la dimora dogale è stata oggetto di lavori di ripristino e riqualificazione, in base ad un progetto più ampio di valorizzazione del complesso di Villa Manin per quanto riguarda l'aspetto paesaggistico-ambientale, curato dallo studio dell'architetto codroipese Franco Molinari. E siamo agli inizi degli anni Novanta. L'intervento, che mirava appunto a far riapparire alcuni aspetti del paesaggio legati alla storia di Villa Manin, prevedeva la sistemazione del tratto dello stradone Manin (in origine esso arrivava fino a San Daniele) dal retro della villa sino alla frazione di Zompicchia. Espropri, acquisizione di terreni, piantumazione di essenze arboree, bitumatura del fondo, impianto (parziale) di illuminazione (il progetto è stato eseguito dall'ingegner Eddi Bazzaro): il tutto per una spesa di circa due miliardi di lire.Se il tratto che dal parco della villa arriva fino alla strada Codroipo-Rivolto è in funzione da anni (eccetto per l'impianto di illuminazione che, nel frattempo, è stato oggetto della furia distruttiva dei vandali) quello rimanente è sempre rimasto chiuso. All'inizio i politici (e l'Anas) dicevano che l'ostacolo alla sua apertura fosse l'elemento di pericolo dal punto di vista del traffico che lo stradone costituiva nel suo sbucare a Zompicchia, in prossimità dell'incrocio con la Pontebbana-Napoleonica. Poi, all'inizio del 2006, quando venne inaugurata la grande rotonda a Zompicchia realizzata dalla Provincia, il motivo di pericolo cessò.Ma lo stradone, sempre di competenza della Provincia, è rimasto chiuso. Una strada fantasma, andata incontro ad un progressivo degrado, nonostante la indiscussa funzionalità che essa avrebbe potuto esercitare nella viabilità legata all'utilizzo turistico di Villa Manin. Un chilometro (tale è la lunghezza della strada) di burocrazia. Fino a quando il comandante della polizia municipale di Codroipo, Franco Fantinato, alle prese con un piano del traffico che può andare in tilt al minimo errore in presenza dei grandi eventi in Villa, ha preso in mano la cornetta e ha chiamato Palazzo Belgrado. Grande deve essere stata la sua sorpresa nel constatare che all'accordo per l'apertura dello stradone si è arrivati senza problemi.In questi giorni la Provincia sta effettuando lo sfalcio del verde. Giovedì si apre, in via temporanea, legata alle esigenze di traffico per i concerti dei Rem e di Venditti, e poi ci si impegnerà per far sì che l'apertura diventi definitiva. Il Comune di Codroipo, dal canto suo, ha già da tempo dato la propria disponibilità alla Provincia per prendersi in carico, tramite convenzione, la manutenzione dello strada.Silva Dorigo.
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da "Sicilia, La"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia A San Leone il festival dell'illegalità Anche quest'anno si svolge a San Leone il festival dell'illegalità e della maleducazione. Si tratta di una manifestazione che si tiene nei mesi estivi e che interessa gran parte della suddetta frazione. L'evento, pur se non reclamizzato, è ben conosciuto: non solo dagli abitanti della zona, ma anche dalle autorità cittadine e dai malcapitati villeggianti che, senza alcun dubbio, lo pubblicizzeranno adeguatamente al ritorno nelle loro città. Tra le varie attività quest'anno da segnalare quella, già arrivata alla seconda edizione, che si tiene sul Lungomare nelle più svariate ore del giorno, ma soprattutto della notte, e che riguarda "la violazione delle leggi in materia di emissioni sonore e di tutela della quiete pubblica". La suddetta premessa, per quanto ironica e paradossale, ha, purtroppo, un effettivo amaro riscontro nella realtà quotidiana vissuta dagli abitanti di una vasta area ubicata nel tratto iniziale del lungomare Falcone - Borsellino e nelle zone adiacenti. Già la scorsa estate il problema della emissione di suoni a un volume intollerabile e in orario non consentito dalle leggi in vigore, era stato segnalato da molti abitanti alle istituzioni, e proprio a seguito delle numerose segnalazioni ed esposti individuali e collettivi la questura, in collaborazione con l'Arpa di Palermo, aveva accertato che le emissioni sonore generate in ore notturne, dall'impianto di amplificazione acustica utilizzato in alcuni locali risultavano a un livello superiore a quello consentito. Nonostante la suddetta verifica avesse confermato la legittimità delle lagnanze degli autori degli esposti, la mancata adozione, da parte delle Autorità competenti, di adeguati provvedimenti repressivi, ha fatto sì che anche quest'anno il problema si riproponesse in tutta la sua gravità. Al di là delle dovute considerazioni sulla obbligatorietà, da parte delle Istituzioni, di tutelare il rispetto della Legge e, nella fattispecie il sacrosanto diritto alla salute delle persone, ritengo sia opportuno che le stesse Autorità riflettano sulle tragiche conseguenze culturali e sociali derivanti dal mantenimento di comportamenti omissivi e di sostanziale sottovalutazione del problema. Filippo Roberto Sferlazza "Torno a fare politica attiva" Caro sindaco, mi sono deciso a scriverti dopo la vana attesa che in questi mesi di tua sindacatura ci fosse quel deciso cambio di rotta nell'esercizio di controllo e impulso della burocrazia comunale da tutti auspicato. Così non è stato e ti spiego il perché. Ho fatto il garzone di bottega, l'operaio, sono stato pure costretto ad emigrare, poi ho aperto un negozio di materiale elettrico, mi sono improvvisato imprenditore, ho fatto politica attiva come consigliere e assessore nel nostro Comune, attività cui ho rinunziato quando ho intrapreso l'attività di costruttore edile, ritenendo incompatibile la coesistenza del servizio pubblico con l'interesse privato tipico dell'impresa. Certo anch'io ho fatto qualche errore, ma ho pagato. Anche per altri.Ho sempre amato la mia città e nelle alterne vicende della mia vita, anche quando la città è stata messa alla gogna, sono sempre stato fiero di essere cittadino di Agrigento. Negli ultimi anni però il contesto burocratico comunale è andato nettamente peggiorando divenendo sempre più vischioso, incompetente, indifferente e talvolta arrogante verso i cittadini e verso quel servizio pubblico che dovrebbe porsi come obbiettivo. Per sbrigare una pratica un cittadino è costretto a passare da circa 25 scrivanie da dove circa 25 impiegati, quando si trovano, spostano una pratica solo dopo parecchie sollecitazioni spesso particolarmente onerose. La mia attività economica dà lavoro a numerosi tecnici e operai oltre a contribuire alle casse comunali. Ho deciso quindi di comunicare a te, al capo della Amministrazione comunale, che ho deciso di smettere di fare l'imprenditore e di rioccuparmi attivamente di politica sia perché sempre l'unica attività apprezzata in questa città, sia perché spero, assieme ad altri onesti amministratori, di dare una reale svolta alla trasparenza e alla efficienza della burocrazia del nostro Comune. Totò Palumbo.
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da "Sicilia, La"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Palazzolo. Una domenica di incendi dolosi sulla Maremonti. I tecnici: "Sos desertificazione e abigeato" Dietro i roghi un "fumo" di misteri Floridia. La Regione è in ritardo nelle sue risposte all'amministrazione comunale e il Centro comunale di raccolta non decolla. Il Ccr è infatti ancora in attesa di una risposta ufficiale dagli uffici competenti per potere aprire i battenti alla raccolta differenziata. Lo riferisce il sindaco Arturo Spadaro di fronte alle istanze della minoranza, che in Consiglio comunale fa pressing per ottenere maggiori informazioni: il collaudo sarebbe già avvenuto da oltre un mese. Le telefonate di sollecito da parte degli uffici comunali, pure. Ma si continua ad attendere. Nel frattempo i rifiuti di grandi dimensioni, i Rae, ma anche un mix di rifiuti organici e di rifiuti solidi urbani si accatastano con regolarità davanti al Ccr. Quando il livello di ammasso invade la strada, nottetempo vengono incendiati da ignoti creando una sorta di inceneritore-termovalorizzatore fai-da-te praticamente a ciclo continuo: l'accumulo di materiali è infatti inarrestabile. "Non abbiamo alcuna notizia di quanto finora ha fatto l'amministrazione in tal senso", aveva rilevato il consigliere Pd, Paolo Garofalo. Sulla delicata questione era anche intervenuto il mese scorso l'assessore alla Ecologia, Elio Correnti, il quale aveva lamentato il fermo burocratico del Centro, il continuo mutare delle leggi. Senza dimenticare che le infrastrutture, con l'inutilizzo, rischiano l'ammaloramento. E anche durante l'ultima seduta consiliare è la ragnatela burocratica regionale a fare da "convitato di pietra". " venuto in città - afferma il sindaco - il collaudatore nominato per le perizie dalla Regione. Avrebbe dovuto consegnarci la relazione entro trenta giorni dal momento della ispezione. Successivamente abbiamo sollecitato la risposta definitiva per potere finalmente aprire il centro di raccolta, ma al comune non si è ricevuto ancora alcun documento. "Da ieri - prosegue Spadaro - abbiamo ripreso a sollecitare la Regione; staremo vedere cosa accadrà durante la settimana: in ogni caso le vostre preoccupazioni - dice rivolto all'opposizione - sono da me personalmente condivise. Ma non possiamo trascurare che di fronte alle lungaggini della nostra burocrazia l'amministrazione comunale non può praticamente fare nulla di più". Il Centro comunale di raccolta è peraltro una delle poche strutture a livello provinciale in grado di svolgere quelle funzioni dettate dal decreto Ronchi e sarebbe utile, com'era stato proposto ad inizio dell'anno dall'Ato, anche in una prospettiva di fruizione comprensoriale, per i comuni più vicini. Roberto Rubino.
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia L'INTERVENTO. Il presidente dell'Associazione artisti bresciani, ex assessore in Loggia, indica quali percorsi dovrebbe seguire l'Amministrazione Frati (Aab): "Rilanciare Santa Giulia" Dibattito aperto a Brescia sul futuro delle iniziative culturali e l'utilizzo delle risorse museali, dopo il definitivo divorzio tra Amministrazione comunale e organizzazione Linea d'ombra di Marco Goldin, che in questi anni ha organizzato le Grandi Mostre a Santa Giulia. Sul tema ospitiamo un intervento dell'ex assessore comunale alla Cultura Vasco Frati, che interviene quale presidente dell'Associazione artisti bresciani. Vasco Frati presidente dell'Aab Lo scorso 12 giugno si è svolto a Firenze, a palazzo Strozzi, un convegno promosso dalla Fondazione per l'Istituto italiano di scienze umane su un problema di notevole importanza per l'organizzazione culturale, non solo nel nostro Paese, e attualmente molto dibattuto, sia negli ambienti scientifici sia sui mezzi di comunicazione di massa: "Il museo della città: esperienze e progetti". Il coordinatore Cesare De Seta, nella relazione riportata dai quotidiani, ha affermato: "Negli ultimi decenni un solo museo degno di essere ricordato è nato, ed è quello di Santa Giulia a Brescia". Contemporaneamente si è sviluppata in città una vivace e partecipata discussione sul tema, per molti versi collegato, delle cosiddette grandi mostre e del ruolo svolto da Linea d'ombra. Su alcuni aspetti di tali problemi sono già intervenuto in diverse occasioni, ma ritengo non superfluo esprimere pubblicamente, nel nuovo assetto amministrativo, i pareri e i suggerimenti che provengono dalle realtà sociali che fanno riferimento all'Associazione artisti bresciani. Una lunga permanenza alla presidenza dell'Aab mi ha permesso di beneficiare di un osservatorio privilegiato per l'analisi dei problemi più strettamente legati alle finalità istituzionali dell'Associazione, in particolare quelli relativi al Museo della città e all'intero sistema museale urbano, alla programmazione espositiva, al recupero e alla "valorizzazione" dei beni e del patrimonio storico-monumentale. IL SISTEMA MUSEALE necessita di una complessiva ristrutturazione che obbedisca a un ben definito progetto organico. Negli anni precedenti è stata sviluppata una politica che favoriva il dinamismo delle mostre rispetto alla presunta immobilità dell'esposizione permanente e al retorico slogan del "museo museificato", con risultati anche positivi (basti pensare alle tre qualificate mostre organizzate nella sede del Museo del Risorgimento come sperimentazione di un nuovo più congruo assetto, o al richiamo esercitato dalle grandi mostre dislocate a Santa Giulia), ma anche nella logica dell'effimero e della prevalente finalità turistica, con la conseguenza che attualmente non sussiste più un solo istituto intatto e completo. Il Museo della città in Santa Giulia è stato parzialmente svuotato per offrire spazi sempre più ampi alla bulimia espositiva di Linea d'ombra: sono così scomparse le due sezioni più innovative dal punto di vista museografico - "La dimora in età veneta" e "Collezionismo e arti applicate" -, che lo avevano qualificato come uno dei più importanti musei locali italiani ed europei; ma era ancora, seppur limitatamente, incompleto, in particolare per le sezioni dedicate all'età del Comune e delle Signorie e allo stesso collezionismo. E vanno avviati alla realizzazione progetti organici per l'intera area archeologica, dal palazzo Pallaveri ai resti delle mura presso via Brigida Avogadro, per la sistemazione del palazzo Maggi-Gambara, per l'acquisizione di strutture architettoniche e spazi nella zona ora occupata dall'Istituto Artigianelli, per il destino da riservare alla costruzione deturpante impropriamente inserita nel cortile d'ingresso. Nel progetto iniziale di restauro del complesso di Santa Giulia erano stati previsti spazi più che sufficienti per ospitare sia le esposizioni istituzionalmente organizzate dalla direzione con materiali dei Civici Musei, sia grandi mostre allestite con prestiti provenienti da collezioni pubbliche e private internazionali, come nel caso della mostra dedicata a Vincenzo Foppa. Ma sopprimere sezioni permanenti dei musei è un'operazione anticulturale e contraria allo stesso significato e alle finalità di un museo della città. La Pinacoteca Tosio-Martinengo e il Museo delle armi attualmente rispondono, sia pure con esiti brillanti, a criteri di mostra più che di esposizione permanente. Il Museo del Risorgimento richiede ora, nella prossimità delle celebrazioni delle storiche scadenze del 1859-'61, la rapida definizione e attuazione di un progetto definitivo. Si aggiunga anche che, gravi lacune, mancano tuttora un Museo dell'arte moderna e un centro di documentazione e informazione per l'arte contemporanea. Il progetto complessivo del sistema museale va studiato e redatto da una direzione scientifica, che può trovare forze valide localmente: non va dimenticato che la direzione dei Civici Musei con i suoi collaboratori esterni ha realizzato il Museo della città, vero e grande vanto di Brescia, e numerose mostre istituzionali (ricordo solo la bella e importante "Brescia nell'età della Maniera. Grandi cicli pittorici della Pinacoteca Tosio Martinengo", ancora aperta). Senza indulgere a proposte incongrue (come la ricostruzione mimetica del teatro romano o la messa in opera di una specie di cremagliera fra la zona archeologica e il Castello) o spropositate (come l'impossibile sogno di un museo vero e proprio dell'età contemporanea, con la conseguente acquisizione di opere a costi astronomici oppure cedimenti a un patetico e regressivo provincialismo). intuitiva la necessità di pedonalizzare l'intera via Musei, oltre che piazza del Foro. LA GESTIONE DEI CIVICI MUSEI. Come ho già avuto occasione di osservare, sulla gestione dei musei italiani pesano principalmente due problemi: la legislazione riguardante gli enti locali pone difficoltà (burocrazia, formalismi legali, tempi decisionali eccetera) a una proficua gestione caratterizzata sui versanti oggi definiti "manageriali" e promozionali; i costi della gestione, in particolare per quanto riguarda la manutenzione, il personale, le attività istituzionali e le manifestazioni espositive, sono ingenti, resi pressoché insostenibili anche in seguito alla politica finanziaria dei vari governi. Non vanno però trascurati alcuni aspetti. I musei bresciani sono un secolare patrimonio della città; va dunque riaffermata la titolarità della civica amministrazione, che non dovrebbe abdicare a uno dei suoi compiti storici primari. Non si possono e non si devono separare i diversi momenti dell'attività museale: studio, conservazione, tutela, catalogazione, restauro, valorizzazione, promozione delle opere d'arte, attività didattica ed editoriale (guide, cataloghi), organizzazione di mostre, tutti compiti da affidarsi unitariamente e organicamente a una direzione scientifica. Tutela e gestione sono due momenti connessi di un unico processo: la tutela e la conservazione non possono in alcun modo essere disgiunti dalla valorizzazione e dalla promozione dei beni culturali; alla logica della programmazione scientifica non va contrapposta quella imprenditoriale e manageriale. Va riconosciuta, rispettata e valorizzata la competenza scientifica e ostacolata ogni forma di dilettantismo, improvvisazione e approssimazione; compiti di esclusivo significato culturale (organizzazione di attività - quali la realizzazione di sezioni museali o di esposizioni o di prodotti didattici - e promozione) non possono essere affidati a organismi o persone privi di competenze specifiche. Le opere d'arte non sono una mera riserva di risorse economiche; la loro gestione non è, non può e non deve essere considerata finanziariamente autosufficiente, tanto meno serve a far cassa; neppure gli interessi del turismo e i meccanismi economici devono prevalere sulle peculiarità dell'attività e della ricerca culturale. Queste considerazioni potrebbero suggerire una riformulazione di competenze e attribuzioni della direzione dei Musei e della relativa Fondazione e del ruolo dell'attualmente asfittica "Brescia mostre. Grandi eventi". LE GRANDI MOSTRE. La precedente amministrazione municipale aveva meritoriamente programmato attività culturali di grande rilievo, al fine di inventare e avviare una tradizione che suscitasse intorno a Brescia un interesse equivalente a quello di cui storicamente godono le città d'arte vicine, di promuovere l'immagine della città e del territorio e di incrementare i flussi turistici. Ma per tale progetto, come era prevedibile, si è rivelato poco utile o insufficiente un programma di mostre prive di ogni legame con la realtà locale, importate dall'esterno "chiavi in mano", affidate a una organizzazione privata che obbedisce, legittimamente, a pure logiche mercantili; mostre che non contribuivano a valorizzare il tessuto urbano e il sistema museale; che si proponevano di attirare il più vasto pubblico spettacolarizzando il prodotto culturale, dandosi come fine il "produrre emozioni", proponendo percorsi semplificati e sostanzialmente estetizzanti. La politica delle "grandi mostre" non va rifiutata in toto: si può continuare a proporre eventi di carattere generale, purché non limitati alla stagione impressionistica (e l'arte antica e il Novecento?) e con cadenze non necessariamente annuali, di norma considerando le esposizioni come il momento conclusivo di un laborioso processo partecipato di studio, ricerca, rilettura critica. La programmazione delle grandi mostre non comporta che si debbano trascurare le iniziative istituzionali dei Musei e le energie locali (sempre senza chiudersi in logiche provinciali); e dalla ricerca dei grandi numeri non consegue inevitabilmente che si debbano evitare manifestazioni espositive riguardanti la cultura figurativa, la storia e le maggiori emergenze culturali della città. Sarebbe utile, al riguardo, prevedere studi, ricerche, indagini, catalogazioni, restauri preliminari a mostre, per esemplificare, sui grandi irregolari del Rinascimento in Italia settentrionale, sul Manierismo e il Barocco bresciani, sull'Ottocento a Brescia, dal Basiletti ai Concorsi Brozzoni, e sulla prima metà del Novecento, sempre nella nostra provincia. Non trascurando la commemorazione di eventi locali di particolare rilievo: nel 2010 ricorre il secondo centenario dell'inaugurazione del Teatro Grande (e il terzo del precedente teatro dell'Accademia degli Erranti), nel 2012 il quinto centenario di un episodio che sconvolse l'intera Europa, il celebre "sacco di Brescia" operato dai francesi di de Foix. GLI SPAZI. Per i nuovi segmenti del sistema museale (l'Ottocento e il Novecento), per il centro di documentazione sull'arte contemporanea, per le grandi mostre (che non possono e non debbono più occupare assurdamente zone di Santa Giulia già occupate o che saranno occupate dalle varie sezioni museali) occorrono evidentemente nuovi spazi, da sistemare secondo corretti e rigorosi criteri di restauro e di rispettoso adeguamento. Fortunatamente il Comune è già proprietario di edifici di grande nobiltà storica ed artistica disponibili a tali finalità: dal palazzo Martinengo Colleoni (sede si spera ancora per breve tempo del Tribunale) al palazzo Tosio (nel quale era stata prevista la collocazione del Museo dell'Ottocento o almeno della Collezione Tosio, ma ora in stato di degrado dopo la fuoruscita dell'Ateneo), dalla Crociera di San Luca al Mercato dei grani in piazza Arnaldo, collocati in una zona che potremmo definire "museale". E potrebbero essere disponibili a breve Canton Mombello e le Poste di piazza Vittoria. INTERVENTI URBANISTICI E PIAZZE CENTRALI. Un sia pur brevissimo cenno va riservato a due grandi interventi urbanistici in aree di interesse storico-monumentale e ambientale - il Colle Cidneo con il Castello e il comprensorio archeologico di via Musei -, pressoché indispensabili per il lancio turistico della città e che vanno affrontati con criteri organici e polidisciplinari; e alla risistemazione delle piazze centrali - Loggia, Duomo, Vittoria, Mercato, Rovetta -, preferibilmente nella logica ottocentesca del "decoro" urbano e non in quella del cosiddetto arredo, che ha già procurato sufficienti danni. Una particolare attenzione merita piazza Vittoria, anche per il partecipato dibattito sviluppatosi intorno al suo futuro assetto. La piazza ora è impraticabile per i lavori del metrò, ma anche prima che essi avessero inizio, era degradata e sconciata. stata aperta dopo un ignominioso sventramento nel centro antico e la distruzione di uno storico quartiere di origine medievale, ma rimane un notevole esempio di architettura déco-razionalistica, sia pure parzialmente offuscata dalla retorica fascista. Una piazza, riconosciamolo, importante e interessante, da risanare e restaurare, iniziando dall'eliminazione delle griglie che la rendono simile a un orrendo foro boario (si potrà trovare una soluzione dignitosa e non offensiva al problema dell'aerazione del parcheggio sotterraneo!); e continuando - perché no? - con la ricollocazione della fontana con la statua dell'atleta di Arturo Dazzi, la cui collocazione asimmetrica dava senso e movimento a tutto il rigido invaso. Mentre è a tutti ovvio, credo, che le piazze centrali, come quella del Foro, debbano essere escluse dal traffico e assolutamente vietate al parcheggio.
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da "Sicilia, La"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Sciacca, scritte minacciose sulla villa di Berruti Il Consiglio comunale, oggi, dovrebbe approvare la proposta di Bilancio per l'esercizio finanziario in corso. "Approveremo - ci dice Carmelo Callari - i restanti dieci emendamenti e successivamente il Bilancio. Approvato lo strumento finanziario il Consiglio non andrà in ferie e continuerà la sua attività fino all'azzeramento di tutti i punti posti nell'ordine del giorno". Questa è l'intenzione del presidente del Consiglio comunale, che potrà concretizzarsi solo dopo il reale confronto con le intenzioni dei suoi ventinove colleghi. Approvato il Bilancio potrà accadere che si verifichi il calo dell'interesse dei consiglieri che potranno decidere di non partecipare alle sedute determinandone la caduta per mancanza di numero legale. E a quel punto Carmelo Callari dovrà necessariamente decidere il rinvio delle sedute a settembre. Tornando alla seduta di stasera, al Bilancio si aggiungeranno una serie di indirizzi politici rivolti all'amministrazione comunale. "Apprezziamo - continua - il lavoro di risanamento delle finanze comunali portato aventi da Zambuto e, la contemporanea, mantenuta dei servizi ai cittadini. Servizi, che devono essere migliorati con la messa in campo di una maggiore professionalità da parte della burocrazia". Il Consiglio comunale ha lavorato e promette di non chiudere i battenti per le vacanze estive se non prima di azzerare i punti all'ordine del giorno. Nello stesso tempo, apprezza l'operato dell'Amministrazione Zambuto. Eppure all'esterno del Palazzo, si avverte appena o per nulla il miglioramento. "Non migliora e non peggiora - ci dice - ed è già un grande risultato rispetto alla precedente caduta libera. Il cambiamento si avvertirà in tempi lunghi senza il sostegno del Governo nazionale e regionale. Sostegno che ci è stato promesso sul rifinanziamento del centro storico, per citare un caso, che sarà capace di dare slancio all'economia della città. Possiamo farcela anche da soli, ma i tempi si allungheranno. Il Consiglio e l'Amministrazione sono, invece, convinti che non mancherà la giusta collaborazione". Franco Pullara.
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da "Reuters Italia"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ROMA (Reuters) - Per il 31% dei commercianti italiani il livello di sicurezza della propria impresa è peggiorato, e circa sette su 100 vogliono spostare o chiudere la propria attività a causa della criminalità. E' quanto emerge da un'indagine realizzata da Gfk-Eurisko per Confcommercio su 50.000 imprese, intervistate nel periodo marzo-aprile 2008. Rispetto all'indagine condotta nel 2007, diminuisce la percezione del peggioramento: aumenta di quattro punti la percentuale di chi vede una situazione stazionaria (sono il 62%), mentre diminuisce di sei punti l'incidenza di chi vede un peggioramento. Solo un 4% ha percepito un miglioramento. Il 54% degli intervistati vede un aumento nei furti, il 41% nelle rapine, con i residenti al Centro che risultano più pessimisti degli altri (in quest'area il 61% percepisce un aumento dei primi, il 49% delle seconde). Seguono estorsioni e usura, rimaste allo stesso livello tra il 2006 ed il 2007 per quasi la metà del campione (rispettivamente il 49% ed il 45%), in aumento per il 17% ed il 20%, ed in diminuzione per il 6% ed il 7%. CIRCA 7 SU 100 PENSANO DI TRASFERIRSI O CHIUDERE Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, presentando stamani il rapporto "Sicurezza e criminalità" a Roma davanti al ministro dell'Interno Roberto Maroni, ha denunciato che se all'eccessivo carico fiscale e alla burocrazia farraginosa si aggiungono "i costi della criminalità, si rischia veramente di ridurre la libertà di impresa, con il risultato di spingere molti imprenditori a chiudere o trasferire la loro attività". "E' quello che ci dicono i numeri: il 2,3% degli intervistati ha già preso questa decisione, e un altro 5% la sta prendendo in considerazione", ha aggiunto. Del resto "il 17% ha effettivamente subito rapine, furti o estorsioni, ma la percentuale sale fino al 25% nella grandi città del Centro Sud", spiega Sangalli. Continua.
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da "Eco del Chisone"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Polemica Alternativa, se ne parlerà in Consiglio Luserna S.G.: il Piano regolatore è fermo ormai da 11 anni "Il Piano regolatore di Luserna S.G. è bloccato da questa Amministrazione da undici anni: una vera vergogna!". Inizia così l'interrogazione presentata la scorsa settimana - la terza in pochi giorni, in questo clima ormai pre-elettorale - dal gruppo consiliare Alternativa per Luserna S.G. al sindaco e all'assessore competente: "Nel febbraio del 1997 il sindaco Pier Giorgio Ghibò e l'assessore competente Livio Bruera conferirono l'incarico allo Studio Caramellino associati ? si legge nel documento -. Nell'aprile del 1999 lo studio consegnò tre copie del progetto preliminare, discusso e accettato dall'Amministrazione ma mai adottato in quanto la Giunta decadde poco tempo dopo. L'Amministrazione successiva ridiscusse per due anni il progetto del 1999 e nel 2002 iniziò a fare nuove riflessioni sul Piano regolatore con i professionisti incaricati". Il capogruppo di Alternativa, Danilo Colomba, continua la cronistoria: "Durante una seduta della Giunta del maggio del 2003 fu deliberata la parcella integrativa di 12mila euro. Nel 2004 lo studio Caramellino associati consegnò ufficialmente il secondo progetto preliminare. Anche questo, redatto e accettato, non venne adottato e l'Amministrazione decadde. La nuova Amministrazione ridiscusse per l'ennesima volta il progetto preliminare e nel febbraio del 2006 lo studio Caramellino consegnò una nuova versione del progetto preliminare concordato con l'Amministrazione per una definitiva finale". Intanto, conclude Colomba, "in tutti questi anni sono state approvate e modificate nuove leggi nazionali e regionali sull'urbanistica. Grazie alla perdita di tempo dei nostri Amministratori, per la loro grande forza del "non decidere", ci troviamo a luglio 2008 a non avere nessun progetto preliminare approvato. Chiediamo al sindaco e alla Giunta quali intenzioni abbiamo, se prendere ancora in giro gli imprenditori e tutte le categorie presenti sul nostro Comune in riferimento al nostro Piano regolatore". Dall'assessore all'Urbanistica di Luserna S.G., Carla Michialino, le prime reazioni: "Risponderemo in maniera completa e articolata durante il Consiglio comunale previsto per giovedì 31. Non abbiamo nulla da nascondere - sottolinea -: i tempi sono stati lunghi per adempire a tutte le richieste avanzate in questi anni dalla Regione e dagli altri enti. Il progetto preliminare è pronto da tempo, è la burocrazia che ne ha rallentato l'adozione". s.fer.
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da "Sestopotere.com"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia (22/7/2008 13:10) | (Sesto Potere) - Roma - 22 luglio 2008 - Presentato a Roma, alla presenza del ministro dell'Interno Roberto Maroni e del presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, il secondo rapporto Confcommercio-Eurisko su sicurezza e criminalità. Sono i furti e le rapine i reati che mettono più in allarme il mondo del commercio mentre la situazione della sicurezza, nel suo complesso, viene percepita come “stazionaria”, con solo un 31% degli esercenti che si sente più insicuro rispetto ad un 4% che intravede, addirittura, segnali di miglioramento. La maggioranza, invece, (il 62%) dichiara che i livelli di sicurezza in generale per la propria impresa, tra il 2006 ed il 2007, sono rimasti uguali. L'indagine, che si e' proposta essenzialmente di verificare i cambiamenti nei livelli di sicurezza percepiti tra il 2006 ed il 2007, e' stata svolta nei mesi marzo e aprile di quest'anno attraverso un questionario inviato ad oltre 50 mila imprese associate a Confcommercio. Per quel che riguarda i dati territoriali, c'è un ottimismo più diffuso tra i commercianti del Nord Ovest e del Sud rispetto a quelli del Centro Italia. Secondo l'indagine sono le grandi città ad essere le più esposte per i commercianti al rischio dell'azione della malavita con una incidenza di furti o rapine che raggiunge il 21% in quelle del Nord Italia ed addirittura il 26% in quelle del Centro-Sud. In particolare, il 6% dichiara di aver subito furti, rapine od estorsioni con danni alle persone addette all'impresa. Il 54% degli intervistati che ha subito un atto di violenza criminale (50 mila imprese associate a Confcommercio) ha dichiarato, poi, di aver impiegato molto tempo per risolvere pratiche o attività varie legate ad episodi criminosi, con una media di 7 giorni lavorativi persi per questo tipo di incombenze. In linea con quanto già rilevato nell'indagine dello scorso anno, l'usura risulta nel corso dello scorso anno aver coinvolto il 2% dei commercianti con punte dell'8% per le imprese commerciali del Centro-Sud. Commentando i dati della ricerca, il presidente Sangalli ha sottolineato che “a distanza di un anno scopriamo che l'atteggiamento degli imprenditori del terziario sul questo tema non è sostanzialmente cambiato, ma è cambiato sicuramente il contesto nell'ambito del quale vanno interpretati i dati”. “Perché – ha sottolineato Sangalli - in un contesto economico in cui si parla ormai di crescita zero, con una crisi dei consumi a livelli da codice rosso, un'inflazione in piena corsa, lo stato di salute delle imprese è tale da non poter sopportare ulteriori costanti, e crescenti attacchi al normale svolgimento dell'attività d'impresa”. Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli è intervenuto alla presentazione del secondo rapporto Confcommercio-Eurisko su “Sicurezza e criminalità” e fra l'altro ha dichiarato: “Confcommercio ha presentato, esattamente un anno fa, la prima indagine sul campo mirata a capire quale fosse la percezione dei fenomeni criminali da parte delle imprese e quali le esigenze che ne scaturivano. A distanza di un anno scopriamo che l'atteggiamento degli imprenditori del terziario sul questo tema non è sostanzialmente cambiato, ma è cambiato sicuramente il contesto nell'ambito del quale vanno interpretati i dati”. “Perché in un contesto economico in cui si parla ormai di crescita zero, con una crisi dei consumi a livelli da codice rosso, un'inflazione in piena corsa, lo stato di salute delle imprese è tale da non poter sopportare ulteriori costanti, e crescenti attacchi al normale svolgimento dell'attività d'impresa. Perché le imprese sono già gravate da un eccessivo carico fiscale, che non accenna a diminuire, e da una burocrazia ancora, spero per poco, costosa e farraginosa, da costi di gestione costantemente in crescita. Se a questo si devono aggiungere anche i costi della criminalità, si rischia veramente di ridurre la libertà di impresa, con il risultato di spingere molti imprenditori a chiudere o trasferire la loro attività”. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni è intervenuto alla presentazione del secondo rapporto Confcommercio-Eurisko su “Sicurezza e criminalità”. “L'attenzione di Confcommercio sulla sicurezza - ha detto Maroni – è sintomo di attenzione delle imprese che hanno preso anche posizioni importanti, come quelle in Sicilia contro chi subisce reati e non li denuncia. Questa è la strada maestra contro la criminalità che passa da un atto di coraggio degli imprenditori”. Maroni ha quindi ricordato il drammatico fatto di Casal di Principe dove un imprenditore è stato ucciso dopo 7 anni dalla sua denuncia, ma anche una famiglia mafiosa che ha deciso di andarsene: “il dato – ha detto il ministro - è che la criminalità perde terreno”. Secondo il responsabile del Vicinale, “i reati predatori possono essere sconfitti tramite piani integrati di controllo del territorio che coinvolgono direttamente chi governa i comuni. E' una svolta culturale importante contro la criminalità”. Poi, sulla criminalità organizzata ha sottolineato l'importanza dell'introduzione della norma che voleva Falcone sull'aggressione ai patrimoni mafiosi a prescindere dalla pericolosità del titolare. “Mentre fino ad oggi i beni andavano agli eredi se il mafioso moriva, noi oggi distinguiamo le due cose e il bene mafioso prescinderà dal titolare”. Ma, secondo il ministro, è fondamentale mettere a disposizione il bene che non deve essere lasciato a nessuno. Questo perché “la mafia può sempre dire che è così forte da non far utilizzare il bene allo Stato”. Fonte : Confcommercio.it.
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da "Virgilio Notizie"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ATTIVITA' I 'costi' di rapine e usura sono lo 0,1% del Pil postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 22 lug. (Apcom) - In Italia poco più del 7% degli imprenditori sta pensando o ha già scelto di chiudere la propria attività anche a causa dei 'costi' della criminalità per questo "è necesario che il governo garantisca la sicurezza e la legalità nell'interesse delle imprese e delle comunità". Lo ha detto il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, presentando oggi il secondo rapporto su 'Economia e criminalità in Italia'. "Le imprese sono già gravate da un eccessivo carico fiscale, che non accenna a diminuire e da una burocrazia ancora costosa e farraginosa, da costi di gestione costantemente in crescita - ha proseguito - e se a questo si devono aggiungere anche i costi della criminalità si rischia veramente si ridurre la libertà d'impresa, con il risultato di spingere molti imprenditori a chiudere o trasferire la loro attività. Il 2,3% degli intervistati ha già preso questa decisione e un altro 5% la sta prendendo in considerazione". Secondo Confcommercio, infatti, le perdite per il mondo dell'impresa connesse alla criminalità subita (anche in termini di tempo speso per denunce e visite mediche) è pari a quasi 700 milioni di euro, cioè lo 0,5% del valore aggiunto del commercio, pari allo 0,1% del Pil dell'Italia. "Un organismo debilitato non può produrre da solo gli anticorpi per reagire agli attacchi esterni, violenti, invasivi, diffusi e costanti - ha concluso Sangalli - quali sono quelli del racket, dell'usura, delle rapine e dei furti".
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da "Sestopotere.com"
del 22-07-2008)
Argomenti: Burocrazia (22/7/2008 17:46) | (Sesto Potere) - Bologna - 22 luglio 2008 - L'Assemblea ha approvato (favorevoli: pd, sdi, sd, prc, pdci, idv; contrari: lega nord, gdl-pdl, fi-pdl, an-pdl, per l'e-r) l'Assestamento del bilancio regionale 2008 e del pluriennale 2008-2010 e la Legge finanziaria ad essi collegata. La manovra di variazione, con riferimento specifico alla parte finanziata con mezzi regionali propri, ammonta complessivamente a 208 milioni di Euro circa, di cui 107 per spese correnti e 101 per le spese di investimento in conto capitale. LA RELAZIONE DI MAGGIORANZA Illustrando i provvedimenti il relatore della Commissione Gian Luca Rivi (pd) ha sottolineato che, con lo stanziamento aggiuntivo in conto capitale di circa 101 milioni di euro, sommato a quanto era stato già autorizzato al momento dell'approvazione del preventivo 2008 (quasi 147 milioni di euro) si giunge, per l'anno in corso, a circa 248 milioni di euro di nuove autorizzazioni in conto capitale, interamente finanziate con mezzi regionali. Un risultato di rilevo e molto positivo considerato che anche gli investimenti rientrano nel vincolo del patto di stabilità insieme alla spesa corrente. Si tratta, ha poi detto Rivi, di una manovra abbastanza contenuta: circa l'1,5% del bilancio previsionale, considerando sia la parte corrente, sia la parte capitale. Al riguardo, il consigliere ha evidenziato la correttezza delle previsioni di entrata e di uscita che la Regione aveva fatto in fase di bilancio preventivo, oltre che il buon controllo della spesa corrente. Il relatore ha poi ricordato che le poste di entrata e di spesa sono state adeguate anche alle disposizioni normative statali intervenute nel frattempo. In particolare, Rivi ha citato quanto prevede la Finanziaria 2008: contenimento della spesa, rispetto del Patto di stabilità (da cui è esclusa solo la spesa sanitaria), attribuzione alle Regioni, per il finanziamento del trasporto pubblico locale, di una quota di compartecipazione al gettito dell'accisa sul gasolio da autotrazione; le norme che ridisegnano la struttura di importanti tributi regionali, a partire dall'IRAP, in particolare l'ampliamento della base imponibile, la contestuale riduzione dell'aliquota ordinaria di questo tributo e la sua “regionalizzazione". Il relatore ha riferito, fra l'altro, che l'ammontare dei residui attivi risulta ancora consistente, sostanzialmente per il fatto che lo Stato non ha trasferito i finanziamenti dovuti alle Regioni per cassa, con riferimento alle voci più rilevanti di entrata dei bilanci regionali. Ciò, ha aggiunto, oltre a causare la formazione di residui attivi (crediti della Regione verso lo Stato), comporta evidenti conseguenze anche sotto il profilo della capacità di spesa (pagamenti) delle Regioni, che devono gravarsi di una pesante attività gestionale (in quanto la situazione della liquidità di cassa deve essere quotidianamente monitorata), anche per tenere conto delle esigenze dei propri creditori. Sul fronte delle entrate, il consigliere ha evidenziato il perdurante ed elevato margine di incertezza, da imputarsi anche alla scelta del legislatore nazionale di intervenire, con le manovre finanziarie, sulle basi imponibili dei più consistenti tributi regionali come IRAP e addizionale all'IRPEF. Con l'assestamento del bilancio 2008, ha detto Rivi, si è provveduto comunque ad assicurare consistenti finanziamenti volti, in particolare, a rispettare gli impegni politici assunti nei settori strategici che devono garantire: la salute, la qualità civile e sociale della vita, la crescita economica. Rivi ha infine ricordato che questo provvedimento di bilancio, per primo, ha seguito l'iter previsto dal nuovo regolamento dell'Assemblea, che ha comportato un maggior protagonismo delle singole commissioni consiliari e che certamente ha concorso a migliorare il provvedimento, attraverso gli emendamenti approvati nella Commissione bilancio. LE CIFRE Gli incrementi più rilevanti, apportati alle spese correnti, sono: - 63 milioni di euro quale integrazione al finanziamento del Servizio sanitario regionale (per garantire l'equilibrio della spesa sanitaria regionale); - 12,3 milioni ad integrazione del rimborso delle spese per le funzioni amministrative trasferite alle Province e per contributi a enti locali per forme stabili di gestione associata dei servizi dei comuni; - 5 milioni per contributi finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati (con le risorse stanziate nell'esercizio scorso, quasi 13 milioni, si è riusciti sostanzialmente ad azzerare la lista di attesa delle domande creatasi e a seguito della decisione dello Stato di non finanziare più da alcuni anni questo tipologia d interventi); - 1 milione ad integrazione del finanziamento dei contributi per l'accesso all'abitazione in locazione; - 2,1 milioni circa, per ulteriori finanziamenti nei settori ambiente, difesa del suolo e della costa; - 3,8 milioni per i settori delle attività produttive: agricoltura, imprese, commercio, turismo; - 2,3 milioni per interventi relativi al settore reti infrastrutturali, logistica e mobilità; - 1,8 milioni per interventi integrativi a favore dei servizi educativi per l'infanzia, valorizzazione dell'autonomia scolastica e supporto all'istruzione universitaria; - 2 milioni ad incremento delle politiche per l'attuazione dei piani di zona; - 4,6 milioni per la realizzazione di iniziative culturali e sportive e per contributi ad organismi di promozione culturale; - 2 milioni circa per interventi a supporto delle attività istituzionali dell'Ente; - 2,5 milioni circa per manutenzione del sistema informativo e l'automazione dei servizi regionali; - 4 milioni destinati all'integrazione di spese obbligate. Gli incrementi più significativi proposti alle spese d'investimento in conto capitale, per il triennio 2008-2010, sono invece rappresentate da: - 5,8 milioni per il recupero, messa in sicurezza e ripristino ambientale, per la valorizzazione delle risorse naturali e per il recupero e la valorizzazione del patrimonio del Delta del Po; - 4,6 milioni per interventi di protezione civile e interventi urgenti per pubbliche calamità, interventi di sistemazione idraulica e difesa della costa; - 25,1 milioni ad incremento dei finanziamenti dei programmi regionali di investimento delle strutture sanitarie; - 3,5 milioni per investimenti in edilizia scolastica e residenziale universitaria; - 3 milioni quale incremento del finanziamento di interventi per lo sviluppo delle zone montane; - 2 milioni per ulteriori investimenti destinati alle forme associative di enti locali; - 9,5 milioni per il recupero degli edifici storico-artistici, per programmi di riqualificazione urbana e per il cofinanziamento regionale per la realizzazione di alloggi a canone sostenibile; - 3 milioni circa per lo sviluppo del sistema informativo e l'automazione dei servizi regionali; - ulteriori 9,5 milioni di euro per interventi di riqualificazione, ammodernamento, sviluppo e manutenzione straordinaria della rete viaria regionale e comunale e per interventi nei porti regionali; - 7 milioni circa ad interventi e contributi per il recupero e il restauro del patrimonio immobiliare storico, culturale e artistico e per investimenti nei settori dello spettacolo e dello sport; - 17,5 milioni circa per la conferma e l'incremento dello sviluppo del Piano Telematico regionale; - 2 milioni per ulteriori contributi destinati a enti locali per la riqualificazione di aree commerciali e mercatali; - 4 milioni a integrazione dei finanziamenti per interventi finalizzati al risparmio energetico; - 1 milione circa per interventi nel campo della sicurezza e qualificazione del servizio di polizia locale. LA RELAZIONE DI MINORANZA Una manovra deludente che non affronta seriamente i maggiori problemi che assillano la nostra regione. Questo in sintesi il parere di Antonio Nervegna, relatore di minoranza, che ha individuato diversi elementi critici: nessuna traccia di impegno per il sostegno alla competitività, nessuna integrazione di fondi per la formazione, una risorsa per le imprese ma anche per i lavoratori, già penalizzata dall'Europa; scarso impegno della Giunta in tema di sicurezza sul lavoro, un obiettivo prioritario, un tema da affrontare con fermezza e continuità. Critico il consigliere anche sul versante della sanità. La Regione Emilia-Romagna, ha detto, incapace di contrastare la dinamica del grave deficit della sanità, ha preferito maggiorare l'addizionale Irpef, senza intervenire seriamente sul controllo della spesa, una lezione diseducativa e ingiusta per i cittadini colpiti dal fisco della propria Regione. A fronte delle continue e ingenti spese che la Regione sostiene per il sistema sanitario permane una situazione collassata. Un sistema, insomma, che di fatto ha tutti i difetti della gestione pubblica e i problemi della gestione privata e che non dà risposte agli utenti più deboli ed ai professionisti. Il permanere di un ammontare elevato dei residui attivi, poi per Nervegna è un problema strutturale. Pertanto, occorre pensare ad una nuova organizzazione dei procedimenti, tenendo conto in progress della evoluzione che avranno le nuove norme finanziarie. Il consigliere, infine, si è soffermato sulla partecipazione societaria nell'Aeroporto di Forlì, ricordando che lo scalo forlivese nel corso degli anni è stato finanziato con ingenti risorse. Nervegna, pur non mettendo in discussione l'esistenza della importante infrastruttura, strategica per il territorio, si è detto convinto che non si possa più sostenere una gestione in passivo per lungo tempo e che occorra raggiungerne una virtuosa, anche coinvolgendo tutte le istituzioni pubbliche e le forze imprenditoriali private e associate del comprensorio. Il consigliere ha parlato di pressappochismo e di mancanza di capacità programmatoria degli amministratori locali, regionali e del Polo aeroportuale, paventando anche possibili interventi della Corte dei Conti o dei commissari europei. I conti di bilancio sono ancora in rosso (3 milioni e 756 mila euro la perdita d'esercizio del 2007 e 3 milioni e 100 mila euro quella già prevista per il 2008) ha rilevato, sostenendo che così non si può più andare avanti e chiedendo qual è la strategia, il piano industriale, che si intende mettere in atto per l'aeroporto Ridolfi. L'Aula ha respinto un emendamento all'assestamento, a firma di Filippi (gdl-pdl) e Villani (fi-pdl), con il quale si stanziavano 5 milioni di euro per la costruzione di un bacino idrico nell'Appennino reggiano-parmense, diminuendo dello stesso importo altri capitoli del bilancio. Respinti anche due ordini del giorno (favorevoli i gruppi di minoranza, contraria la maggioranza) firmati rispettivamente dal capogruppo an-pdl Luca Bartolini e da Mauro Manfredini (lega nord). Il primo impegnava la Giunta a sollecitare all'IBACN (Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali) un programma di sostegno e valorizzazione dei dialetti di origine locale e a dotarlo delle risorse necessarie; il secondo chiedeva, tra l'altro, incrementi di risorse per la sicurezza e per l'attività della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, oltre al sostegno all'istituzione dei Corpi unici di polizia locale. Il testo, inoltre, raccomandava ai Sindaci delle restanti città capoluogo di uniformarsi ai Comuni di Modena e Bologna stipulando “Patti di sicurezza” con le rispettive Prefetture. IL DIBATTITO Pur riconoscendo alcuni elementi positivi, Ubaldo Salomoni (gdl-pdl) ha tuttavia riscontrato nella manovra i soliti aspetti negativi. In particolare, ha criticato la spesa sanitaria, che continua ad essere fuori controllo e per la quale, ha detto, occorre fare uno sforzo per invertire la tendenza. Sul versante delle compagini societarie (aeroporti, sistema fieristico, fondazioni ecc…) il consigliere ha rilevato che la Regione, invece di entrare nel loro capitale, dovrebbe uscire da tutte e svolgere al meglio la sua "mission", che è quella di favorirne lo sviluppo, oltre che effettuare i controlli di sua competenza. Non soddisfatto, Salomoni, anche per la scarsa attenzione dedicata alla montagna e per le risorse assegnate alla gestione associata degli enti locali, sulla quale ha chiesto una verifica, mai effettuata, degli effetti prodotti. Una Regione come la nostra dovrebbe fare qualcosa di più che fare semplicemente quadrare i conti, ha detto Luca Bartolini (an-pdl), sostenendo che nella manovra non solo non c'è crescita, ma in alcuni punti (trasporto pubblico locale e qualità urbana) si registra arretratezza. A suo parere, le scelte di bilancio continuano a non tenere conto di quanto si percepisce tra la gente, tra le categorie economiche e sociali: l'esigenza un diverso modo di praticare l'azione politico-amministrativa. Anche per la sanità, non c'è traccia di un modo di verso di concepire il governo, ha detto, avvertendo che per il futuro non reggeranno più i giochetti dello scarica barile, come ha recentemente fatto in modo pretestuoso, il presidente Errani. Infine, Bartolini ha sostenuto che il mondo delle imprese, che ha grandi capacità, si aspetta risposte dinamiche e non la gestione ordinaria. Un passo importante che dimostra una precisione previsionale inappuntabile. Così si è espresso Paolo Nanni (idv), anche se - ha detto - "purtroppo per il futuro intravedo fosche nubi all'orizzonte anche per la nostra regione (meno esposta di altre per la robustezza del suo sistema produttivo), a causa dei provvedimenti dell'attuale governo, oltre che per la recessione economica in atto". Al riguardo il consigliere ha richiamato la recente manovra sanitaria, da molti definita da tempi di guerra. L'auspicio è che non si sia costretti a incrementare l'addizionale Irpef. Nanni ha poi chiarito che una parte ingente degli stanziamenti in sanità è destinata al completamento dell'ospedale di Cona, che a seguito della recente manovra governativa, si è visto sottrarre i fondi già assegnati dall'Inail. Per Carlo Monaco (per l'e-r) una manovra caratterizzata da una “variazione così scarsa”, può essere positiva, se significa che le previsioni di spesa erano “azzeccate”, ma più probabilmente è negativa perché è lo specchio di una Regione “conservatrice”, “immobile in un quadro immodificabile”. C'è infatti una “discrasia di fondo tra gli intenti innovativi, solo enunciati, e la gestione quotidiana che persegue le vecchie strade della tradizione”. Emerge quindi evidente la necessità di una riorganizzazione istituzionale e finanziaria delle Regioni. Di qui l'invito ad Errani a non agire nelle sedi istituzionali in modo propagandistico, come megafono di una mediocre protesta politica, ma a farsi promotore di proposte serie ed intelligenti in materia di federalismo fiscale. “Mi sarei aspettato dalla Giunta un ripensamento sulle spese superflue, così non è stato, il giudizio pertanto è negativo”: lo ha detto Gioenzo Renzi (an-pdl), evidenziando che la “politica di spesa della Regione ignora la realtà, non verifica ipotesi di contenimento, né alleggerimento della pressione fiscale”. è invece questa la strada da percorrere, e a questo proposito Renzi ha chiesto che vada avanti il pdl che blocca l'aumento del numero dei consiglieri regionali. “La Giunta parla di costi della politica, ma si tira indietro quando è ora di dare segnali concreti”. In particolare, Renzi si è soffermato sul “controllo politico della sanità”: la spesa aumenta ma non si risolvono mai i problemi. Risulta quindi “urgente” una riorganizzazione strutturale della Regione, sia al suo interno, che nelle sue articolazioni, per eliminare spese non essenziali. “è un assestamento di bilancio positivo perché risponde concretamente ai cittadini ed alle imprese, assicurando livelli alti di qualità nei servizi”: lo ha dichiarato Gian Carlo Muzzarelli (pd), evidenziando che “il momento è delicato” e che la crescita limitata sta comprimendo le prospettive di sviluppo. Ma in Emilia-Romagna i dati sono ancora positivi: un esempio per tutti, quel “più 6,7% nell'export che ci attesta al secondo posto in Italia”. Ma questa manovra indica anche “la positiva capacità di ascolto della Regione” ed il rafforzamento dell'impegno in settori come la mobilità sostenibile, l'ambiente, la casa, il welfare. E' comunque necessario - ha detto - avviare una riflessione profonda sul tema della dipendenza economica delle Regioni e procedere, con un nuovo protagonismo, sulla strada del “federalismo finanziario”. Fabio Filippi (gdl-pdl) ha espresso un voto negativo sul bilancio di assestamento. Il consigliere ha criticato l'eccessiva spesa: per l'informatica regionale, per enti, come Arni e Aipo, che continuano a macinare soldi pubblici al solo fine di mantenere burocrazia. Filippi ha poi contestato i troppi soldi dati alla riviera a scapito delle zone interne e, in particolare, dei territori montani. Infine, il consigliere, ha illustrato un emendamento presentato insieme al collega Luigi Giuseppe Villani che chiede alla Regione di finanziare la realizzazione di un bacino idrico sul fiume Enza, tra le province di Reggio Emilia e Parma, per alleggerire il deficit idrico dei due territori. “Seppur in presenza di un assestamento di bilancio relativamente basso, occorre evidenziare - ha rilevato Silvia Noè (udc) - l'aumento di spesa nel settore sanità, nonostante ci fossero tutti i margini di manovra per combattere sprechi ed inefficienze organizzative. Altra questione sollevata dalla consigliera: l'aeroporto di Forlì. “Vengono aumentati i finanziamenti - ha sottolineato - in assenza di un piano strategico industriale. Ulteriori riflessioni - ha continuato - riguardano i continui finanziamenti all'Arni, per la manutenzione del porto di Boretto, tra l'altro poco frequentato, mentre diminuiscono i fondi per i porti sulla costa”. “Altro che contenimento di spesa - ha detto Mauro Manfredini (lega nord). Gli esborsi per immigrati stranieri (clandestini e non) sono in continuo aumento. Si passa dai 200.000 euro del bando riservato solo ed esclusivamente ad extracomunitari che intendono fare impresa, mentre i nostri artigiani si vedono ridurre i fondi, ai dieci doppi telefono cordless per uso interno al Policlinico S. Orsola, collegati con mediatori per assistenza a pazienti in sette lingue”. Manfredini, a questo proposito, ha domandato “come la Regione troverà i soldi, ad esempio, per un sempre maggior numero di anziani depressi e impoveriti o con deficit funzionali che affollano il pronto soccorso dei maggiori centri”. Nella sua replica, l'assessore alle finanze e vicepresidente della Giunta Flavio Delbono ha chiarito che l'entità della manovra, dell'1,5% rispetto al previsionale, si riferisce esclusivamente ai mezzi regionali propri e l'assestamento complessivo è molto più ampio, considerando le risorse di provenienza statale ed europea. Sul decreto sanità, attualmente alla Camera, l'assessore ha precisato che le Regioni l'hanno bocciato all'unanimità e la sintesi di tale posizione è proprio la dichiarazione del presidente Formigoni. Mentre il Patto per la salute del governo Prodi prevedeva risorse per 834 milioni di euro, il decreto governativo ne prevede 400. Per il 2009, quindi, ha detto Delbono, all'Emilia-Romagna mancano 30 milioni di euro per i ticket e 65 milioni di euro per l'ospedale di Cona. Per il 2010 e il 2011 si sa per certo che il fondo sanitario nazionale prevede un minor aumento rispetto a quanto avvenuto fino ad oggi. L'assessore ha poi precisato che il testo sul federalismo fiscale che le Regioni hanno condiviso è lo stesso che è stato presentato al Governo Prodi. Infine, Delbono ha rilevato che per la montagna ci sono risorse aggiuntive per 3 milioni di euro e non c'è alcuna revoca di stanziamenti e che, per quanto riguarda gli stanziamenti assegnati alle Province, grazie allo sforzo compiuto, gradualmente si prevede di arrivare nel 2010 al 15% in meno rispetto al 2006. DICHIARAZIONI DI VOTO Motivando il voto contrario del suo gruppo, Marco Lombardi (fi-pd) ha stigmatizzato tre aspetti: le provvidenze ai centri commerciali che non pare ottengano lo scopo che si prefiggono, la necessità che i fondi assegnati all'Apt siano destinati all'estero e non al mercato interno e l'assenza di attenzione per l'acquisizione di immobili da adibire ad uso alberghiero. Nel suo intervento, Luca Bartolini (an-pdl) ha illustrati gli obiettivi dell'ordine del giorno da lui presentato, che impegna la Giunta a sollecitare l'Ibacn a realizzare un programma di valorizzazione dei dialetti locali, dotando l'Istituto delle risorse necessarie, e dando così attuazione alla legge regionale in materia. Molto positivo il giudizio di Marco Monari (pd), sia sul metodo seguito per l'esame dei provvedimenti, sia nel merito degli stessi. Non va sottovalutato, ha detto, il grande sforzo compiuto per gli investimenti con mezzi regionali: si tratta del picco più alto negli ultimi anni . “Ciò che diciamo lo facciamo, ha poi concluso il consigliere, in piena coerenza con gli impegni assunti con i cittadini emiliano-romagnoli.” Fabio Filippi (gdl-pdl) ha anticipato l'espressione di un voto negativo, di fronte a un bilancio definito piatto e senza slanci, in cui l'incapacità amministrativa esce confermata dagli ulteriori finanziamenti all'ospedale di Cona (FE), mentre continuano a crescere le spese a fronte di un calo della qualità delle prestazioni ospedaliere. Secondo Mauro Manfredini (ln) in questa manovra di assestamento c'è una grave lacuna: non si fa abbastanza per sostenere le politiche della sicurezza, anche con qualche sperimentazione, e il fatto è grave perché il tema è sempre più avvertito dai cittadini. Gianni Varani (fi-pdl) ha voluto evidenziare la contraddizione che emerge fra il pessimo giudizio della Giunta sulla manovra finanziaria del Governo e la promessa di non introdurre ticket, né aumentare le tasse: dunque, quella manovra non è così tremenda, e si può intervenire, sia a Roma che qui, per ridurre sprechi ed inefficienze. In un breve intervento a conclusione del dibattito, il presidente della Regione, Vasco Errani, ha ribadito l'orientamento della Conferenza delle Regioni a escludere nuovi ticket, mantenendo aperto il confronto col Governo sulle risorse mancanti in campo sanitario; le Regioni - ha detto Errani - condividono la valutazione che questa vertenza sia assolutamente motivata.
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da "Cittadino, Il"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Acqua, luce, gas: un labirinto di regole Ecco come non perdere la testa nei meandri della burocrazia n Acqua, luce, gas, chi non ha mai perso la testa davanti alla burocrazia necessaria per avere i servizi a portata di mano? Non è semplice infatti districarsi nella giungla di certificati e di permessi necessari. Ecco qui qualche buon consiglio per mantenere la calma davanti ai gestori. Occorre sempre essere muniti di tutti i documenti inerenti all'identità di chi attiva un nuovo contratto e all'abitazione in oggetto, per non essere colti impreparati e non perdere altro tempo in estenuanti ricerche. Se state acquistando un appartamento all'interno di un complesso residenziale più ampio, cercate di ottenere tutti i documenti inerenti alla vostra unità immobiliare e al condominio in cui vi state per trasferire, rivolgendovi all'amministratore se ne esiste uno o a chi ne fa le veci. L'allacciamento è la connessione dell'impianto di utenza alla rete di distribuzione dell'energia elettrica; è realizzato dal distributore locale con la posa del contatore. Per ogni unità immobiliare deve essere realizzato un unico allacciamento e nella richiesta devono essere indicati, tra l'altro, il fabbisogno di potenza del cliente (cioè la potenza disponibile richiesta) la tensione di alimentazione e l'indirizzo della fornitura per cui è richiesto un contributo a forfait. Per la tempistica, sul sito dell'autorità per l'energia elettrica e il gas (www.autorita.energia.it), l'allacciamento è fissato entro quindici giorni lavorativi. Per verificare qual è il distributore a cui rivolgersi, si può sempre ricorrere all'Autorità per l'energia elettrica, dove nello spazio riservato agli operatori, si può inserire in un menù a tendina regione, provincia e comune di residenza, ottenendo il nome dell'operatore. Nella Provincia di Lodi, l'operatore è Enel spa, che per le nuove utenze (famiglie e piccole imprese connesse in bassa tensione) applicherà la tariffa di maggior tutela, stabilita dall'autorità garante, che si può contattare anche al numero verde 800 166 654. Le informazioni di cui è necessario essere in possesso sono l'indirizzo dell'abitazione da allacciare, il codice fiscale della persona alla quale deve essere intestato il contratto, l'indirizzo dove inviare le bollette, se diverso da quello dell'abitazione da allacciare, i principali elettrodomestici che si prevede di utilizzare (scaldabagno, lavatrice, lavastoviglie, computer, condizionatori d'aria, forno elettrico), lettura e tutte le indicazioni contenute nella busta posta sul contatore se già installato. Tra i documenti da fornire: un'istanza contenente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà nella quale si dichiara la regolarità edilizia dell'immobile, lo stralcio planimetrico della zona nella quale è ubicata l'abitazione da allacciare, l'autocertificazione di residenza anagrafica se la persona a cui va intestato il contratto ha la residenza nell'abitazione da allacciare. Per allacciarsi alla rete di distribuzione dell'acqua, le modalità variano a seconda dei gestori. Per i territori di Lodi e Mairago, il distributore di riferimento è Astem spa, a cui ci si può rivolgere tramite il sito internet (www.astemlodi.it), e che per allacciare una nuova fornitura richiede: il permesso di costruire (ex concessione edilizia), la Dia (dichiarazione di inizio attività), la domanda relativa alla definizione degli illeciti edilizi (condono), una fattura di un altro Ente erogatore di pubblici servizi, che attesti che il richiedente ha ottenuto il permesso di costruire dal comune. In seguito al sopralluogo della società, sarà erogato un preventivo e definiti i lavori da eseguire. Sul sito è possibile reperire la richiesta di allacciamento alla rete di servizio pubblico e l'autocertificazione. In quasi tutti gli altri comuni, la società di riferimento per l'acqua potabile è Cap Gestione spa, che sul sito (www.capgestione.it) ha un suo modello per inoltrare la richiesta. Tra i documenti da allegare, anche qui il permesso di costruire oppure la Dia, ma anche i dati catastali dell'immobile. Per i condomini, è anche necessario allegare una copia del codice fiscale del condominio e la copia del verbale di nomina dell'amministratore o la delega ad uno dei condomini. Nei condominio è anche da tener presente le modalità di pagamento, spesso definite da un'unica bolletta che va suddivisa in base al numero di condomini. Anche per la fornitura di gas, i documenti da presentare sono i medesimi (permesso di costruire, Dia, eventuale condono, fattura di un altro erogatore di servizi pubblici) e a gestire la distribuzione, nel territorio di Lodi, è sempre Astem spa. Per effettuare la richiesta è opportuno specificare anche la potenzialità totale prevista degli apparecchi da installare, la categoria d'uso, civile o industriale, l'impegno giornaliero, espresso in metri cubi standard e il prelievo annuo previsto.
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da "Corriere delle Alpi"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Comune firma la convenzione con Gsp e Bim Infrastrutture per semplificare IRENE ALIPRANDI BELLUNO. Tutto in quindici giorni. Il Comune di Belluno ha firmato ieri la convenzione con le società del Bim, Gsp e Bim Infrastrutture, per la semplificazione delle procedure burocratiche necessarie all'esecuzione di alcuni lavori. L'operazione riguarda direttamente i cittadini che chiedono di allacciarsi alla rete del gas metano o all'acquedotto, ma anche interventi minori di estendimento delle reti. In base alla normativa, anche per lavori minimali, servono pratiche e autorizzazioni che richiedono mesi di carte. In media sei mesi di burocrazia e quindi anche di costi. Per le società il problema era anche peggiore perché ogni Comune aveva una procedura differente. Oltre due anni fa Gsp e Bim Infrastrutture hanno tentato un'altra strada affidandosi ad un team di esperti e giuristi. L'esito è stato positivo, condiviso anche dalla Soprintendenza e la semplificazione è diventata realtà, con un'esperienza unica in Italia. Belluno è il 58esimo Comune della provincia ad aderire alla convenzione, ma sono già state 1.900 le pratiche edilizie evitate in altri Comuni da quando è operativo il disciplinare tecnico unico, mentre i cittadini del capoluogo in attesa sono una decina. "Sono onorato di ospitare gli amici del Bim", dice il sindaco Prade, "con i quali si chiude un periodo di incomunicabilità. Ora si apre un percorso politico in cui il Comune di Belluno ha un ruolo da protagonista". Prade cita il Consorzio Bim quale "idea geniale per il territorio" e invita a non confondere il Consorzio con le società. "E' vero che serve solidarietà e che tutti sono uguali, ma il capoluogo ha forza e autorevolezza". L'assessore all'urbanistica Paolo Gamba definisce una vittoria la sburocratizzazione e annuncia un percorso simile anche nel Pat: "Tutte le informazioni urbanistiche verranno messe a disposizione di cittadini e professionisti nel sito del Comune in accordo con la Sit". A breve in consiglio comunale arriverà il provvedimento che velocizza le pratiche edilizie. "Semplificare è stata una grande intuizione", afferma Bruno Zanolla, presidente di Bim Infrastrutture, "e coinvolge moltissimi cittadini". Il meccanismo è semplice: le società hanno già una serie di interventi "standard" approvati in via preventiva quindi è sufficiente comunicare l'avvio dei lavori con 15 giorni di anticipo. Tempi certi significa anche metodi di intervento uguali in ogni zona e ripristini sicuri: "Nell'appalto le ditte sono vincolate a sistemare tutto entro la fine della settimana in cui sono terminati i lavori, altrimenti scatta la penale". Zanolla spiega che la semplificazione avviene anche negli appalti minori: la società ne indice uno per zona ogni anno e poi affida i lavori a progetto pronto. La conclusione è di Prade: "Dalla cultura del sospetto si passa all'apertura e alla fiducia. Le carte sono il simbolo di uno Stato che teme di essere imbrogliato. Ora cittadini e imprese possono ritenersi affiancati dal Comune".
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da "Gazzetta di Mantova, La"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia QUINGENTOLE. Quando si dice che la burocrazia è lenta a volte ci si sbaglia, perchè in certi casi, per fortuna pochi, anticipa la fine della vita. è successo ad una signora di Quingentole di 87 anni, Virginia Magnani. Alcuni giorni fa la figlia della signora, abitante ad Ostiglia, si è recata alla agenzia della Banca del paese per controllare il versamento della pensione della madre sul conto corrente da parte dell'Inps e degli eventuali movimenti sullo stesso. Il direttore invitava la signora nel suo ufficio e con molto garbo e discrezione comunicava che l'Inps aveva segnalato che in data 24 maggio la signora Virginia era deceduta e pertanto l'istituto aveva recuperato la pensione di maggio e bloccato le successive. Immaginetevi la faccia della figlia che aveva appena parlato con la mamma a casa. Ben presto veniva acclarata la verità: la signora Virginia è viva e vegeta, probabilmente l'errore è nato da omonimia o da qualcuno che non ha verificato scrupolosamente qualche dato. Si spera che con il mese di luglio la signora Virginia venga "resuscitata" dall'Inps, intanto la figlia si consola con il fatto che si dice tradizionalmente che "a fare morire una persona prima del previsto, gli si allunga la vita". Giancarlo Zaniboni.
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da "Giornale di Brescia"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Edizione: 23/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:INTERNO Confcommercio: ogni anno un negozio su nove subisce un reato. Le pratiche burocratiche per le denunce costano 700 milioni Commercianti, è allarme rapine Maroni: "Il fenomeno si vince con la denuncia costante degli imprenditori" L'interno di un locale con la vetrina distrutta da una "spaccata" (foto d'archivio) ROMA I commercianti si sentono meno sicuri dal pericolo criminalità, ogni anno un negozio su nove subisce un reato e le pratiche burocratiche per le denunce si mangiano 700 milioni di euro all'anno, pari allo 0,1% del Pil. il quadro che emerge dal secondo rapporto Confcommercio-Gfk Eurisko su sicurezza e criminalità, presentato ieri alla presenza del ministro dell'Interno, Roberto Maroni e del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. L'indagine - realizzata nel periodo marzo-aprile 2008 attraverso un questionario inviato ad oltre 50.000 imprese associate a Confcommercio - indica che per tre commercianti su dieci i livelli di sicurezza (contro furti, rapine, estorsioni, usura) sono peggiorati tra il 2006 ed il 2007; per sei su dieci sono rimasti uguali; solo il 4% li ritiene migliorati. I più insicuri sono al Centro (il 43% vede un peggioramento rispetto al 31% della totalità del campione). Sono, in particolare, furti e rapine a preoccupare di più i commercianti: il 54% vede un aumento dei primi, il 41% delle seconde; sono ancora i residenti del Centro i più pessimisti. Seguono estorsioni ed usura, rimaste allo stesso livello tra il 2006 ed il 2007 per quasi la metà del campione. Il 17% dichiara poi di aver subìto furti, rapine o estorsioni nel 2007, con una maggiore incidenza nelle grandi città (il 21% in quelle del Nord, il 26% in quelle del Centro-Sud). Solo un quarto di chi ha subito rapine, furti o estorsioni ha dichiarato di aver sporto denuncia alle forze dell'ordine. Ciò anche perché si impiegano mediamente sette giorni di lavoro del titolare dell'impresa per denunciare un reato e per avviare le pratiche burocratiche. Circa il 7% degli imprenditori ha intenzione di spostare la propria attività o di chiuderla per problemi legati alla criminalità. Prova a rassicurare il ministro Maroni. "La strada maestra per battere la criminalità - spiega - è la diffusione della cultura della legalità, che passa per un atto di coraggio da parte degli imprenditori: la denuncia". Maroni ricorda poi il pacchetto sicurezza approvato "in tempi record", che contiene misure dirette ad rafforzare il controllo del territorio. Da parte sua Sangalli chiede "una risposta forte: le imprese sono già gravate da un eccessivo carico fiscale, dalla burocrazia e da costi di gestione in crescita. Se a questo si devono aggiungere anche i costi della criminalità, si rischia veramente di ridurre la libertà di impresa, con il risultato di spingere molti imprenditori a chiudere o a trasferire al loro attività".
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da "Tribuna di Treviso, La"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Stop alle udienze civili e penali nella sede di via Vittorio Emanuele: solo ieri erano a ruolo 14 cause civili. La protesta degli avvocati vittoriesi La burocrazia ferma il giudice di pace Il Csm non ha ancora prorogato l'incarico a Bottoli: il magistrato chiude VITTORIO VENETO. Il giudice di pace Gianni Bottoli ha chiuso baracca: nonostante la domanda inoltrata alcuni mesi fa al Consiglio Superiore della Magistratura, non ha ancora ricevuto la comunicazione del rinnovo della mansione per i prossimi 4 anni. Solo ieri, nella sede di via Vittorio Emanuele II erano iscritte a ruolo 14 cause civili, tra cui una decina di ricorsi contro i T Red. Ma il tribunale è rimasto chiuso. Tutto rinviato a settembre, con la speranza che per il 16 (questa la data fissata da Bottoli per le udienze sul T Red) il Csm abbia decretato la proroga. I tempi lunghi e farraginosi della giustizia coinvolgono dunque anche l'ufficio del giudice di pace di Vittorio Veneto, dove da quattro anni lavora il magistrato e avvocato Gianni Bottoli. Per continuare ad esercitare, sia in campo civile che penale, il giudice dovrà ricevere nuova nomina da parte del Csm, su parere del presidente del tribunale di Treviso e dei Consigli giudiziari. Questi ultimi, a quanto si sa, hanno iniziato l'esame del lavoro svolto da Bottoli, lo scorso 17 giugno. Il mandato scadeva il 20 luglio e ieri, giornata di udienze in sede civile, il magistrato non aveva ancora ricevuto alcuna comunicazione. Nella bacheca della cancelleria ha fatto dunque affiggere un comunicato, firmato dal giudice. "Stante l'impossibilità di tenere le udienze civili del 22 luglio - vi si legge - le udienze vengono rinviate d'ufficio al 16 settembre". Ieri le cause da discutere erano 14, di cui una decina inerenti i ricorsi presentati dai cittadini per contestare le multe a causa degli impianti T Red. Per 29 luglio in sede civile sono iscritte a ruolo 20 cause. Se entro tale data alla sede di via Vittorio Emanuele II non arriverà il decreto di nomina per i prossimi quattro anni, anche queste udienze verranno fatte slittare. La cessazione dell'attività del giudice fa dunque ritardare anche la decisione in merito alle multe da T Red. "Con amarezza prendiamo atto che anche in questa occasione - ha dichiarato il decano degli avvocati vittoriese, Giacomo Caldart - la macchina burocratica della Giustizia registra tempi lunghi e ritardi inammissibili. Auspico che il provvedimento del Csm arrivi al più presto perché la funzione del giudice di pace è di notevole importanza, vista la copiosa materia che la legge assegna alle sue decisioni. Se anche dopo settembre il giudice dovesse mancare a Vittorio i cittadini, prima ancora che gli operatori del diritto, verrebbero notevolmente a soffrirne".
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Economia Vendemmia più generosa del 10% Le stime dell'Ismea. Coldiretti: da quest'anno ci sono i "voucher" da 7,5 euro ROMA. Produzione vitivinicola in ripresa, con una vendemmia che dovrebbe segnare una crescita pari a +10% rispetto allo scorso anno. quanto stimano Ismea e Unione Italiana Vini (Uiv) dopo una ricognizione sullo stato dei vigneti, svolta nella prima decade di luglio, in vista della campagna di raccolta, al via dal primo agosto. "La vendemmia 2008 - secondo Ismea e Uiv - sembra poter recuperare, almeno in parte, le perdite subite dai vigneti italiani nel 2007, sebbene il recupero potrebbe essere inferiore alle attese per l'influenza delle condizioni meteorologiche che hanno caratterizzato la primavera e l'inizio dell'estate". Nelle stime Ismea-Uiv si osserva un'Italia sostanzialmente divisa in due: le regioni settentrionali vedono produzioni mediamente stabili o in flessione, mentre man mano che si scende verso Sud si hanno variazioni in aumento sempre più consistenti. Da segnalare che erano state proprio le regioni meridionali, Sicilia in testa, le più colpite dalle anomalie climatiche dello scorso anno. Tuttavia "c'è ancora da fare la "conta" dei danni - continuano - provocati dalle abbondanti precipitazioni che hanno investito le regioni settentrionali proprio nella seconda settimana di luglio. Le copiose piogge primaverili, poi, soprattutto nelle regioni centro-settentrionali, hanno favorito l'insorgere di peronospora e botrite. L'incidenza degli agenti patogeni infatti è stata superiore rispetto al 2007. ancora prematuro quindi azzardare ipotesi sui livelli qualitativi, che però sembrano poter essere "buoni" laddove si è riusciti a intervenire". Intanto la Coldiretti fa sapere che "Ben il 60% della produzione italiana di vino potrà essere commercializzata sotto una delle 486 denominazioni di origine (Docg, Doc e Igt) riconosciute in Italia". "Una produzione - precisa l'organizzazione - realizzata per quasi i due terzi in Veneto, Puglia, Emilia Romagna e Sicilia, per la quale ci sarà un equilibrio tra vini rossi o rosati e bianchi, con una leggera prevalenza dei primi". La Coldiretti ricorda anche che la vendemmia 2008 è segnata da importanti novità come il via libera alla pratica dello zuccheraggio e la possibilità di chiamare vino anche quello ottenuto dalla fermentazione di frutti diversi dall'uva. "Una situazione - lamenta l'organizzazione - aggravata dall'arrivo di vini da tavola senza alcun legame territoriale che potranno riportare con evidenza in etichetta termini come Vernaccia, Prosecco, Aglianico, Sagrantino e Montepulciano, creando confusione con le prestigiose denominazioni nazionali". Sul piano organizzativo la Coldiretti ricorda che con la vendemmia 2008 sono introdotti per la prima volta in Italia i "voucher vendemmia" (da 7,5 euro al netto) per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere il lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati.
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da "Italia Oggi"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ItaliaOggi ItaliaOggi -Economia e Politica Numero 174, pag. 10 del 23/7/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF Studio Ernst & Young Investimenti, Euro-Mediterraneo è la nuova frontiera Ue Marocco e Turchia i paesi più interessanti per gli investitori internazionali. Italia all'ultimo posto La zona Euro-Mediterranea, costituita dai 17 paesi situati sulla costa settentrionale e su quella meridionale del Mar Mediterraneo (Francia, Portogallo, Spagna, Italia, Grecia, Turchia, Cipro, Malta, Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Giordania, Israele, Libano e Siria), offre attualmente le opportunità di crescita più significative per tutti gli investitori internazionali. Infatti, i paesi dell'area si posizionano al terzo posto nella classifica mondiale delle regioni geografiche per prodotto interno lordo e fra le tre prime zone a livello globale per quanto riguarda gli investimenti diretti esteri (Fdi). A rilevarlo è stata la nuova indagine BaroMed, condotta per valutare l'indice di attrazione dell'area da Ernst & Young, network specializzato nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, fiscalità, transaction e advisory services. "L'analisi BaroMed conferma il forte posizionamento della zona Euro-Mediterranea nel contesto economico globale in termini di dimensioni del mercato, livello di benessere e flusso degli investimenti. Elementi che concorrono a garantire una prospettiva positiva al progetto attualmente in corso che mira a rinvigorire l'area del Mediterraneo", ha commentato Donato Iacovone, partner di Ernst & Young. "Lo studio conferma inoltre lo spostamento che si sta verificando verso i mercati emergenti, in particolare verso quelli della fascia meridionale". La zona Euro-Mediterranea è in diretta concorrenza con quella dell'Est europeo e dell'Asia: un terzo (33%) dei decision-maker coinvolti nel sondaggio ha affermato di avere in previsione progetti rivolti all'area Euro-Mediterranea, ma un 43% ha confermato allo stesso tempo l'intenzione di vagliare alcune opportunità offerte dall'Asia e dall'Europa centro-orientale. Nel complesso, durante l'ultimo triennio il livello di attrazione dei paesi situati sulla costa meridionale della realtà Euro-Mediterranea ha registrato un incremento significativo in termini di interesse nutrito dai decision-maker, che hanno espresso infatti per il 49% un'opinione positiva nei confronti di un sensibile miglioramento delle condizioni di investimento, contro un 59% per l'Asia e un più limitato 40% per l'Europa occidentale. Favorevole il punteggio assegnato ai paesi della costa settentrionale del Mediterraneo per quanto concerne gli investimenti internazionali nelle attività ad alto valore aggiunto e nell'economia della conoscenza. In particolare, il 20% dei soggetti coinvolti nel sondaggio ha indicato la Francia come paese più attrattivo dove posizionare i propri headquarter, il 12% ha citato la Spagna, mentre l'8% ha scelto l'Italia come zona dove collocare i propri centri direzionali. Per quanto riguarda i dipartimenti di ricerca e sviluppo, Francia, Spagna e Italia sono rispettivamente state scelte dal 24%, dal 10% e dall'8%. Infine, mentre Francia e Spagna rimangono le aree favorite anche per i centri di logistica, indicate rispettivamente dal 18 e dall'11%, l'Italia riceve l'8% di preferenze e viene superata dalla Turchia con il 9%. Lo studio Ernst & Young ha indicato infatti come paesi quali Turchia, Marocco e Tunisia si stiano rafforzando sul piano competitivo nel settore delle attività industriali e logistiche. La sfida principale che i paesi della fascia meridionale devono affrontare è composta da molteplici elementi: una carenza di capacità di ricerca e sviluppo, un clima di instabilità politica e i costi derivanti da manodopera e burocrazia. "La problematica che incide maggiormente sul livello di attrazione dei paesi distribuiti lungo la costa meridionale del Mediterraneo riguarda al contempo la stabilità dello scenario politico e la base di competitività dei costi", ha evidenziato Iacovone. "All'interno della zona Euro-Mediterranea gli investitori ricercano la libera circolazione dei capitali, dei beni e dei lavoratori, auspicando una più accentuata integrazione del mercato". Infine, è interessante notare come il 52% dei soggetti coinvolti nella ricerca percepisca Barcellona come città più importante dell'area Euro-Mediterranea, seguita da Roma con il 32% e da Istanbul con il 25%.
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da "Tirreno, Il"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Cecina "Produttori agricoli da difendere" La ricetta del ministro Zaia: meno burocrazia e vendita diretta In Italia l'80% della vendita è in mano alla grande distribuzione Le multinazionali vogliono prodotti senza identità e sapore ALESSANDRO DE GREGORIO CECINA. Gessato grigio, cravatta blu, pochette verde d'ordinanza. E un eloquio agile, comprensibile, quasi terra-terra. Intercalato via via da "tenere i contadini per le palle", "puttanate", "casino" e simili. Tutto molto popolar-leghista, comprese le invettive contro l'Europa e la burocrazia made in Italy. Tra un sorridente sindaco Paolo Pacini e un imperscrutabile presidente della Provincia Giorgio Kutufà, il ministro delle politiche agricole Luca Zaia ieri mattina ha preso e tenuto la scena come ci si aspettava. Incisivo, diretto, a tratti simpatico. Tipico one man show di scuola bossiana, circondato da sorrisi e strette di mano durante il taglio del nastro della rinata Villa Guerrazzi. Anzi, di quello che si propone di diventare (si chiama già così) un centro culturale enogastronomico, vetrina di prodotti locali capace di valorizzare il patrimonio storico, culturale e paesaggistico del territorio. Sostenere la vendita diretta, incentivare le agevolazioni all'agricoltura, riportare al centro della stessa la produzione tipica; e poi difendere fino in fondo il produttore come soggetto economico, le denominazioni e le indicazioni geografiche tipiche, impedire le importazioni a dazio zero di prodotti come il riso. E non lasciarsi abbindolare dalla pubblicità e dalla grande distribuzione. Questo e altro ha detto Zaia, alla sua seconda visita in Toscana dopo l'incontro a Montalcino con i produttori del vino Brunello. Il ministro ha insistito sull'importanza della produzione tipica: "Significa storia e identità del territorio, tutela del paesaggio, ma soprattuto produzione. Può fare da traino per il turismo e l'intera economia di un territorio. Dobbiamo battere la strada della promozione e rinforzare il legame fra i prodotti agroalimentari e il territorio in cui nascono". Quindi gli strali contro l'Europa in relazione all'inserimento di alcuni prodotti agricoli nella lista di quelli tropicali: riso, agrumi, cipolle, fiori recisi. Con relativo dazio doganale zero. "Nel corso del Wto che questa settimana si terrà a Ginevra - ha detto Zaia - difenderemo le nostre posizioni. Sarà una battaglia dura contro provvedimenti che, se approvati, porteranno al funerale dell'agricoltura italiana. Noi chiediamo il rispetto delle indicazioni geografiche, chiediamo che il vino non sia solo rosso o bianco, ma che siano ben chiare le denominazioni e la provenienza. Questo perché ci sia un rispetto nei mercati e non ci sia una standardizzazione dell'approccio e dei gusti. E' una battaglia che travalica l'agricoltura e riguarda la difesa della nostra storia e della nostra dignità, dell'orgoglio di far parte di una comunità. Nessuno si sogni di barattare l'agricoltura con qualche altro comparto produttivo". Poi il ministro è uscito all'aperto, per un botta e risposta con i produttori (una settantina) che esporranno e venderanno a Villa Guerrazzi. Anche qui, Zaia ha ribadito l'importanza della vendita diretta dei prodotti agricoli. "Dobbiamo puntare sui farmer market, il contadino deve essere libero di portare i propri prodotti nelle piazze. O in centri come Villa Guerrazzi". E giù bordate alle multinazionali e alla grande distribuzione in genere: "In Italia l'80% della vendita è in mano alla grande distribuzione, la cultura delle multinazionali vuole un prodotto senza identità e sapore, più sicuro di quello lavorato dal contadino. Dicono questo. Ci fanno credere questo. Ma non è così". E ancora la burocrazia: "Ogni agricoltore dedica 110 giorni alla burocrazia, siete diventati voi stessi dei burocrati che a tempo perso fanno i contadini. Noi elimineremo intoppi e lungaggini. Il ministro Calderoli a settembre cancellerà tremila leggi". Agricoltura insomma come settore da rilanciare al più presto. Domanda: con priorità rispetto alla riforma della giustizia? La risposta è un no diplomatico: "Per noi la priorità è il federalismo fiscale. Il resto, sono obiettivi che si pongono su piani diversi".
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da "Secolo XIX, Il"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia La storia Malato di Sla, il ministero è stato condannato a fornirgli una medicina. Che non arriva Casarza Ligure. "Più di una sentenza di Tribunale, che cosa devo fare per ottenere una speranza di vita? Incatenarmi all'ospedale di Chiavari? Alla Regione? Non escludo di farlo". Giovanni Raffo, 52 anni, pensionato della Fincantieri, parla dalla sua abitazione di Casarza Ligure dove, da circa sei mesi, combatte a colpi di carte da bollo la sua battaglia per il diritto alla salute. E in parte l'ha già vinta se non fosse che di mezzo ci si è messa la burocrazia. Affetto dall'estate del 2007 da una rara e misteriosa malattia del sistema muscolare che gli ha già paralizzato gli arti inferiori, la Sclerosi laterale amiotrofica che nel 2002 ha ucciso anche il calciatore Gianluca Signorini, Leoni ha ottenuto il 15 maggio scorso, dal Tribunale di Chiavari, la somministrazione per sei mesi di un costoso farmaco americano sperimentale: l'Igf1. Il tribunale chiavarese, dove Raffo era assistito dall'avvocato Fabio Trapuzzano di Lamezia Terme, apripista in un'ottantina di casi simili in tutta Italia, ha condannato il Ministero della Salute a fornirgli sei mesi di cura. Il Ministero, in assenza di fondi, ha eseguito la sentenza incaricando l'Asl4 chiavarese di reperire i soldi per comprare il medicinale: un anno di cure costa circa 140 mila euro. "Ma sono passati due mesi e ancora non ho ottenuto la medicina - dice Leoni - mia moglie va alla farmacia dell'ospedale ogni giorno e ogni giorno le danno una spiegazione diversa per i ritardi. Senza contare che ho dovuto sottopormi a nuove visite mediche e fornire tantissima documentazione. Intanto il farmaco non arriva e io non riesco quasi più a muovere le braccia". Lunedì scorso il suo avvocato ha inviato una diffida alla Asl4 che le intimava di procedere entro un giorno all'acquisto del medicinale presso la ditta americana che lo commercializza, la Insmed. A ieri sera , però, né a Raffo né al suo legale era arrivata alcuna comunicazione dalla Asl. Secondo alcune indiscrezioni, i ritardi nell'acquisto del farmaco sono dovuti all'incomprensione tra l'Asl4 e l'azienda farmaceutica. La Asl chiederebbe l'invio della medicina prima del pagamento, viceversa l'azienda chiede il saldo prima della spedizione. "Intanto i giorni passano e la mia malattia progredisce", commenta aspro Raffo. Ma il direttore sanitario dell'Asl4, Giuseppe Caristo, garantisce: "Ho firmato questa mattina (ieri per chi legge, ndr) l'acquisto dei primi tre flaconi di medicinale che dovrebbero arrivare a giorni". Sposato con Valentina Occhiali e padre di due figli, riparatore meccanico per la Fincantieri per venticinque anni ("Ho visto tutti i continenti"), Raffo ha cominciato ad accusare i primi sintomi della malattia nel giugno del 2007. "Rientrato dalla mia ultima missione in India, ho cominciato ad avere male a una gamba. Non ci ho fatto caso. A settembre sono peggiorato e mi sono rivolto a uno specialista. Mi ha diagnosticato la Sla. Cosìè cominciato il mio incubo". Dopo la prima diagnosi all'ospedale San Martino di Genova, e successive conferme (tra cui quella degli specialisti del San Raffaele di Milano), Raffo ha cominciato a curarsi con la terapia ufficiale, a base di riluzolo (Rilutek), che riduce il danno ma non contrasta la malattia. Non per niente la Sla viene definita una patologia irreversibile. "Navigando su Internet ho scoperto l'esistenza del farmaco americano - racconta - ma anche delle difficoltà nell'ottenerlo, visto che l'ultima finanziaria ne ha vietato la prescrizione ai medici italiani. Prima mi sono rivolto all'assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo, per tentare di ottenere comunque la prescrizione diretta del medicinale. Poi ho intrapreso l'azione legale, come hanno fatto un centinaio di malati come me in tutta Italia. Mai mi sarei aspettato che, vinta la causa, non sarei comunque riuscito a ottenere la cura". Il Tribunale di Chiavari, che ha dato ragione al malato lo scorso 15 maggio, ha giudicato il caso con una causa in via d'urgenza: dopo un'indagine sommaria, il giudice ha stabilito di fornire la cura al malato. In seguito la vicenda verrà discussa nel merito. "Diversi malati di Sla che hanno ottenuto il farmaco per via giudiziale hanno reagito alla somministrazione con miglioramenti incoraggianti", spiega l'avvocato Trapuzzano, che ha trattato decine di posizioni in tutta Italia. "Io invece non lo so come reagisco al farmaco - chiude amaro Raffo - perché anche se la legge è dalla mia parte, non sono ancora riuscito a cominciare la cura". francesca forleo forleo@ilsecoloxix.it 23/07/2008.
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Zoppola. Il sindaco Masotti replica alla Pdl. "Politici velleitari e burocrati ottusi e arroganti" "I tagli ai docenti opera del ministro" ZOPPOLA. "L'amministrazione comunale di Zoppola si sta facendo carico da anni delle carenze di una scuola a cui lo Stato destina sempre meno risorse, ma tutto ha un limite". Lo afferma il sindaco, Angelo Masotti Cristofoli, il quale interviene così ufficialmente sulla questione della carenza d'organico alle scuole elementari del capoluogo. "Per il taglio degli insegnanti il Pdl dovrebbe bacchettare la ministra Gelmini - prosegue - così come l'amministrazione comunale aveva bacchettato il precedente ministro". Il primo cittadino ricorda poi che "manipolando le statistiche, si vuol far credere che in Italia ci siano troppi insegnanti e si vogliono tagliare 70 mila cattedre (oltre a 40 mila posti di personale ausiliario), ma non si tiene conto che gli insegnanti di sostegno agli alunni diversamente abili sono quasi 50 mila, mentre negli altri paesi questi alunni frequentano scuole speciali e sono seguiti da personale di altre amministrazioni (in Francia gli operatori addetti sono 280 mila)". "Si dimentica - continua - anche che soltanto in Italia esistono gli insegnanti di religione (quasi 26 mila). Si trascura inoltre il fatto che il tempo pieno e l'orario prolungato (con almeno 70 mila insegnanti in più rispetto al tempo normale, soprattutto nella scuola dell'infanzia e in quella primaria) rappresentano anche un servizio sociale a favore delle famiglie. Nel caso di Zoppola, il taglio, oltre che ingiustificato, è arbitrario, in quanto riduce senza motivazioni l'organico di diritto e per questo pretendiamo una risposta convincente dagli uffici; ma lo stesso assessore regionale Molinaro lamenta di avere difficoltà a dialogare con il dirigente scolastico". "E' evidente - conclude - che i problemi della nostra scuola non nascono dal numero degli insegnanti, ma dai ministri velleitari e incompetenti e da una burocrazia ottusa e arrogante". (m.p.).
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da "Repubblica, La"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina VII - Torino Province, il risiko di Rosso Il parlamentare Pdl: Chivasso verso Vercelli, Alba e Bra con Asti MARCO TRABUCCO (segue dalla prima di cronaca) E' quella, davvero inedita, "ai nuovi confini provinciali". "Credo - spiega Rosso illustrando il suo progetto - che la creazione della città metropolitana a Torino debba essere l'occasione per riorganizzare tutte le province del Piemonte secondo una logica territoriale più coerente rispetto all'attuale". La proposta del parlamentare del Pdl prevede una radicale trasformazione della cartina della nostra regione: dell'attuale provincia di Torino, dovrebbe rimanere con il capoluogo, nella nuova città metropolitana, oltre a tutta la prima e la seconda cintura solo la valle di Susa. Pinerolo con le sue valli e Carmagnola verrebbero invece "cedute" a Cuneo; Ivrea e l'alto Canavese andrebbero invece e rimpinguare la "piccola" provincia di Biella, mentre il basso Canavese e Chivasso finirebbero con Vercelli. Che cederebbe però la Valsesia a Novara. Il risiko di Rosso non finisce però qui: Chieri infatti migrerebbe verso Asti, non da sola però: "Asti è il fulcro del mio disegno - spiega - quella infatti dovrebbe diventare la provincia centrale del Piemonte, non solo dal punto di vista geografico, ma soprattutto perché lì bisognerebbe riunire tutti i territori collinari della regione, che sono una delle nostre grandi ricchezze". Insomma un provincia del vino e dell'enogastronomia che metta insieme oltre all'attuale territorio, Alba e Bra (con Langhe e Roero), Acqui, Casale, e appunto Chieri: "Si pensi all'impatto che potrebbe avere un'area così coerente nel promuovere all'estero i nostri prodotti in tutto il mondo". Per Rosso infine si potrebbe pensare (ma anche lui sa che sarà quasi impossibile realizzare questa parte del progetto) a una riunificazione delle provincie di Novara e del Verbano Cusio Ossola: "Non ha senso che non solo il lago Maggiore, ma anche quello d'Orta siano divisi tra due diverse province". Il progetto Rosso però non trova particolari fans nello stesso centrodestra. Così come l'idea della nascita della città metropolitana di Torino. An piemontese non può dirlo apertamente, ma sembra non apprezzare in modo particolare l'iniziativa di Maroni e Davico. In Forza Italia un altro parlamentare, Osvaldo Napoli (ex sindaco di Giaveno) propone invece lo sdoppiamento della Provincia di Torino: da un lato la città metropolitana, con gli altri comuni dell'area consorziati in una provincia "circolare". Infine in Forza Italia c'è chi, sotto sotto, lavora per una moltiplicazione degli enti locali che faccia nascere una provincia di Pinerolo, una ad Ivrea e nel Canavese oltre alla città metropolitana. Insomma grande è la confusione al punto che lo stesso sottosegretario agli Interni Michelino Davico dice: "Le caratteristiche della Provincia di Torino sono in effetti molto particolari: ci sono le valli alpine, ci sono località che distano dal capoluogo quasi come Milano. Per questo dovremo valutare bene prima di decidere. E sentire tutti i territori e le loro esigenze". Davico è fermo nell'escludere una proliferazione di nuove province: "La nostra idea è di ridurre costi e burocrazia, quindi certo la nuova città metropolitana non può far nascere nuovi enti locali a Ivrea e Pinerolo. Il sottosegretario però fa anche un'ipotesi: "Si potrebbe pensare ad esempio a un processo graduale in cui per Torino la nascita della città metropolitana (come organismo di secondo livello) non coincida con l'abolizione immediata della Provincia per consentire un passaggi morbido".
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da "Nuova Sardegna, La"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Cronaca Contratto d'area, recupero dell'Ecofridge accolto dal ministero NUORO. La Ecofridge, una delle aziende del Contratto d'area, potrà essere salvata. Lo annuncia il responsabile unico, nonché presidente della Provincia Roberto Deriu: "Il Ministero dello Sviluppo economico ritiene tecnicamente possibile riesaminare il provvedimento di revoca dei finanziamenti". La situazione della Ecofridge (produzione di apparecchiature refrigeranti) è paradossale. Il ministero ha revocato i finanziamenti per il mancato rispetto dei tempi dell'investimento. Questo nonostante i ritardi siano stati giustificati con le lungaggini della burocrazia per spostare un traliccio dell'Enel che ha impedito i lavori per tre anni. A favore dell'azienda si erano espressi anche i sindacati e la Confindustria. Ora la svolta positiva. Il ministero afferma tuttavia che per poter procedere a un riesame, l'Ecofridge dovrà fornire una perizia giurata sulle prospettive economiche e occupazionali dell'investimento. In particolare, si chiede la garanzia di una maggiore occupazione rispetto a quella prevista in sede di agevolazione e le garanzie finanziarie a copertura del contributo finora incassato.
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da "Repubblica, La"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina II - Palermo Pass Ztl, rimborsi alle Poste A settembre via all'operazione. Il Comune: "Niente ricorso" Perplessi sindacati e associazioni "Il sindaco dica che farà in caso di sospensiva" SARA SCARAFIA Rimborsi a partire da settembre, scaglionati in ordine alfabetico e affidati a una banca o alle Poste attraverso la procedura negoziata prevista dalla legge sugli appalti. Ieri mattina il direttore generale del Comune, Gaetano Lo Cicero, e il capo di gabinetto del sindaco, Sergio Pollicita, hanno incontrato sindacati e associazioni dei consumatori e di categoria per fare il punto sulla strategia che intendono adottare per restituire i soldi ai cittadini. I vertici della burocrazia comunale hanno spiegato che senza l'approvazione del bilancio, che non avverrà prima del 31 luglio, non si potrà procedere con i rimborsi perché l'operazione non avrebbe la copertura finanziaria. La restituzione delle somme, quindi, avverrà dopo il 30 luglio, quando il Cga, sempre che non decida di rinviare, si pronuncerà sulla richiesta di riattivazione delle Ztl avanzata da Td Group, la società di Pisa che ha gestito la vendita dei pass. Il Comune ha ribadito al tavolo che non presenterà ricorso né si accoderà a quello presentato dai privati. L'intenzione riaffermata ieri è quella di rimborsare le somme. Come? Affidando il servizio alle banche o alle Poste: già stamattina, ha assicurato Lo Cicero, partirà la procedura negoziata per affidare il servizio. Saranno probabilmente le Poste a gestire l'operazione. Hanno infatti proposto, anche se ancora informalmente, i costi più bassi. Le banche, hanno spiegato Lo Cicero e Pollicita, hanno redatto preventivi che vanno da 5 ai 7 euro per ognuna delle 300 mila operazioni di rimborso. Dovrebbero infatti mandare a casa una raccomandata con ricevuta di ritorno. Le Poste, invece, farebbero pagare all'amministrazione circa due euro per ogni automobilista da rimborsare. Questo il meccanismo che il Comune potrebbe adottare: subito dopo l'approvazione del bilancio, ricevuto il via libera dal Comune, le Poste spedirebbero a casa dei cittadini una lettera (ciascuna costerebbe 30 centesimi) per avvisarli che entro una certa data riceveranno un "bonifico domiciliato", una sorta di diritto al rimborso da esibire in uno qualunque dei 180 uffici postali cittadini per riavere indietro i soldi spesi per il pass. La restituzione delle somme, però, per evitare calca agli sportelli, sarebbe effettuata a tranche, seguendo l'ordine alfabetico. Secondo il Comune, con questo iter tutti e 300 mila i cittadini potrebbero riavere i soldi in due mesi. E i costi dell'operazione non supererebbero i 600 mila euro. Ma i rimborsi avverranno anche se il Cga concederà la sospensiva chiesta da Td Group? Su questo né Lo Cicero né Pollicita si sono pronunciati. Sindacati, consumatori e associazioni di categoria hanno chiesto che il sindaco Diego Cammarata convochi subito una riunione per chiarire i dubbi, per spiegare quali misure antismog intende adottare adesso e come si comporterà se la sentenza del Tar verrà ribaltata. "Di Ztl non vogliamo più sentire parlare - dice Maurizio Calà, segretario della Camera del lavoro - siamo tutti d'accordo. Al di là delle decisioni dei giudici, il provvedimento era vessatorio e inutile. Ci vogliono misure nuove e soprattutto concordate. I tavoli tecnici dell'inverno scorso non sono serviti a niente. Adesso Cammarata ci convochi". Anche Confcommercio vuole incontrare il primo cittadino. "Lo Cicero e Pollicita ci hanno detto che una commissione è al lavoro per studiare nuove misure contro l'inquinamento - dice il vice presidente Luigi Genuardi - Vogliamo incontrarla insieme con i tecnici dell'ufficio Ambiente". Una delle ipotesi potrebbe essere quella di riproporre le Ztl ma a prezzo fisso. "Non siamo d'accordo - continua Genuardi - bisogna lavorare su nuove misure". Giovanni Felice, di Confesercenti, torna a chiedere le targhe alterne "in attesa che venga studiata una nuova strategia". Benedetto Romano, segretario regionale dell'Adiconsum, non è soddisfatto dall'esito della riunione: "Prima bisogna aspettare il Cga, poi che il Consiglio comunale approvi il bilancio e intanto i cittadini che hanno già pagato devono attendere per il rimborso. Mentre il sindaco è assente, mi sembra che il resto dell'amministrazione continui a prendere tempo". Romano invita i cittadini a fare ricorso se si sono visti affibbiare una multa durante il periodo delle Ztl. "Le multe non sono ancora state annullate in autotutela come aveva annunciato la polizia municipale - dice - con il rischio che, se passano più di 60 giorni, i cittadini saranno obbligati a pagare. Bisogna fare ricorso: basta scrivere una lettera indirizzata al prefetto".
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da "Tirreno, Il"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Viareggio Quando è lei a cambiare il sesso TORRE DEL LAGO. Non è una scelta, è il bisogno di rispondere a una domanda. Una domanda che la maggior parte di noi non sente neppure la necessità di porsi, ma per chi deve farci i conti è come una stanza angusta, senza finestre, con tante porte e una sola che si apre sull'uscita. Le altre conducono alla solitudine, all'anoressia, nei casi peggiori al tunnel della droga o della prostituzione, mentre quella giusta nasconde un futuro fra aule di tribunale e sale operatorie, fra carte bollate e il rischio di dover rinunciare per sempre ai vecchi amici, se non addirittura agli affetti familiari. Cercare la propria identità di genere, quando il sesso biologico originale produce negazione, disagio e vergogna, mette in gioco la vita, sotto tutti i punti di vista. Una ricerca che a volte si può leggere fra i lineamenti marcati e la statura robusta delle trans, ma che esiste anche in direzione opposta, intrapresa da chi non sente suo il corpo di donna assegnato da Madre Natura. Il passaggio, in quest'ultimo caso, resta nell'ombra più facilmente, e se risparmia agli interessati qualche difficoltà d'inserimento nel mondo del lavoro e della società in generale, diventa anche la loro corazza, una maschera di silenzio impenetrabile che sfiora la negazione della stessa esistenza. Mister Trans, il concorso che il prossimo 30 agosto andrà ad incorniciare la 16 edizione di Miss Trans, nasce proprio per provare a tirar giù questa maschera e parlare di transessualismo non solo al femminile, ma anche al maschile. Con noi inizia a farlo Andrea (il nome è di fantasia, per proteggere la sua privacy), un ragazzo di quasi trent'anni che ha completato quel passaggio e ora lavora per offrire aiuto a chi, invece, deve ancora farlo. "Per un verso, la maggiore visibilità che hanno le trans facilita le cose - spiega - il solo incrociarsi per strada rafforza la consapevolezza di esserci. Molti trans, invece, non riescono ad emergere". Eppure il cammino che deve affrontare una donna per cambiare identità sessuale è addirittura più lungo e doloroso: "Servono due sentenze del tribunale e tre interventi di chirurgia. Possono trascorrere anche quattro anni prima che tutto sia finito, burocrazia compresa". La prima pronuncia del giudice, basata sulle risultanze di una relazione psicologica, autorizza l'adeguamento dei caratteri sessuali per via medico-chirurgica, mentre la seconda attesta l'avvenuto intervento e rettifica l'attribuzione di sesso con le nuove generalità: "Rispetto alle trans - continua Andrea - possiamo ottenere la rettifica del nome già dopo l'isterectomia, vale a dire l'asportazione dell'utero. Non tutti i trans, infatti, scelgono il percorso completo, che include anche mastectomia e falloplastica: dipende da come ognuno percepisce se stesso, oltre che da condizioni oggettive". Soldi e salute, prima di tutto: "La legge 164 coprirebbe tutte le spese ma in Italia non è così facile trovare cliniche e medici preparati a questo genere di operazioni". Così finisce che in molti si rivolgono alle strutture private, anche all'estero (in Belgio, Olanda e Svizzera), dove servono diverse migliaia di euro, senza contare che i rischi di necrosi e infezioni sono all'ordine del giorno e spesso i risultati estetici lasciano a desiderare. Tutt'altro che secondaria è poi la preparazione psicologica: "Può durare un mese o un anno - conferma Andrea - e c'è anche chi prosegue dopo la rettifica giudiziale". E del passato, cosa resta? "Alcuni distruggono le foto che li ritraevano con la vecchia identità altri non escono di casa finché l'iter non è concluso. Io invece credo che non bisognerebbe mai rinnegare il nostro vissuto, fa parte di noi e può solo renderci migliori". Giada Menichetti.
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da "MF Sicilia"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia MF Sicilia Numero 145 pag.2del23/7/2008 | Indietro La sanità all'esame dell'Ars Sicilia Palazzi & Denaro Di Antonio Giordano la giunta chiamata ad affrontare LA ROTAZIONE DEI DIRIGENTI In aula il dibattito sul piano di rientro con la presenza dell'assessore al ramo, Russo Intanto il Pd presenta una proposta alternativa per riformare l'intero sistema Intervento di Cascio sul ddl a favore delle vittime di Mineo a rischio incostituzionalità Riapre oggi i battenti l'Assemblea regionale siciliana dopo una giunta, ancora in corso nel momento in cui scriviamo, convocata per ridisegnare il volto della burocrazia regionale. All'ordine del giorno dell'esecutivo regionale, infatti, c'era la rotazione dei dirigenti generali degli assessorati. Cioè di coloro i quali garantiscono il funzionamento dell'intera macchina regionale. Certo è che il presidente Raffaele Lombardo voglia piazzare alcuni suoi fedelissimi nei posti chiave dell'amministrazione di Palazzo D'Orléans. Passando in aula invece, l'argomento più importante della seduta di oggi è la discussione sul piano di rientro del deficit sanitario. L'assessore al ramo Massimo Russo illustrerà il piano che dovrà poi essere attuato in autunno. Assessore che ha già ricevuto critiche da più parti, anche dal centro-destra (soprattutto per il taglio delle guardie mediche ma anche per le sforbiciate inferte alla sanità privata), e si è visto bocciare dalla sesta commissione il ddl che prevedeva la proroga di sei mesi (rinnovabili per altri sei) dell'affidamento alla Croce rossa del servizio di emergenza sanitaria. In aula oggi l'opposizione presenterà un ddl che riforma il servizio sanitario regionale. I contenuti sono stati anticipati ieri dal capogruppo del Partito democratico in Assemblea, Antonello Cracolici. "Per salvare la Sicilia", ha detto "è necessario riformare l'intero sistema". La proposta dell'opposizione prevede, tra l'altro, la riforma dell'assessorato regionale, l'introduzione di una agenzia sanitaria e la riduzione da 29 a 18 delle aziende territoriali, ospedaliere ed universitarie. All'agenzia, inoltre, andrebbe anche il compito di supporto tecnico-scientifico per la programmazione sanitaria ed il monitoraggio della spesa. Il ddl del Pd prevede, inoltre, la riforma del servizio di 118 e la creazione di una centrale operativa del 118 per ognuno dei sei bacini regionali con funzione di ricezione delle emergenza e valutazione del grado di criticità e complessità degli interventi. "è necessario superare la gestione politica della sanità", ha concluso Cracolici, "troppo facile addossare alla gestione passata la responsabilità di tutti i mali". Intanto, a due settimane dalla pausa estiva, l'attività dell'Ars procede a rilento. Uno dei pochi provvedimenti pronti a varcare le porte di Sala d'Ercole per l'esame finale, il disegno di legge a favore delle vittime del lavoro di Mineo (oggi all'esame della commissione bilancio per la copertura finanziaria), è stato di fatto bloccato dal presidente della Assemblea, Francesco Cascio, che in una lettera inviata alle commissioni competenti (Affari istituzioni e Bilancio) ha chiesto di fermarne l'esame. In ballo, come notato anche nel corso dell'esame della I commissione, c'è la costituzionalità della norma stessa. "Se l'aula, infatti, dovesse votare questo testo facendolo diventare legge", ha scritto Cascio nella lettera, "ci troveremmo di fronte alla situazione paradossale, quanto ingiusta, di assumere presso pubbliche amministrazioni sei persone, a fronte di un'innumerevole catena di tante altre che da anni chiedono lo stesso sostegno e i cui appelli finora sono caduti nel vuoto". Da qui la moral suasion esercitata dal presidente: "Auspico che la commissione bilancio non dia parere favorevole, impedendo così che arrivi in aula un Ddl viziato da questa scandalosa stortura di fondo". (riproduzione riservata). .
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da "Mattino di Padova, Il"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia IL SUMMIT. Documento dei Comuni più colpiti: "Riconoscere la calamità naturale" I sindaci: "Rimborsi regionali per i cittadini" Il maltempo in un quarto d'ora fece oltre dieci milioni di danni tra città e provincia IL SUD DELLA CITTA' Salboro è stata travolta dalla tromba d'aria Sono già duecento le richieste inviate a Palazzo Moroni CLAUDIO MALFITANO Oltre dieci milioni di euro bruciati in un quarto d'ora. Lo scorso 6 luglio il nubifragio che colpì la provincia di Padova mise a segno una quantità di danni enorme. Ieri i sindaci degli 11 comuni più colpiti, compreso il capoluogo, hanno messo nero su bianco la conta dei danni. Chiedendo alla Regione il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Che permetterà ai cittadini di ottenere almeno il rimborso di una parte dei danni. Purtroppo non prima di un paio d'anni, a causa dei tempi della burocrazia. E' necessario però presentare la richiesta: c'è tempo fino all'11 agosto. Un quarto d'ora di paura. Tetti scoperchiati, alberi sradicati, cocci trascinati via dal vento e lanciati a gran velocità contro case e automobili. Un quarto d'ora di paura, quello che il 6 luglio scorso ha scosso buona parte della provincia euganea. Una domenica pomeriggio di mezza estate: dopo il nubifragio alcune aree sembravano come colpite da colpi di granata. Subito iniziò la conta dei danni, che sta per terminare in questi giorni con una cifra enorme: oltre 10 milioni di euro. Ieri mattina i sindaci degli 11 comuni più colpiti, compreso il primo cittadino di Padova Flavio Zanonato, si sono riuniti per ufficializzare la richiesta di "stato di calamità naturale". "E' importante in questo momento fare massa critica - ha spiegato il sindaco di Abano Andrea Bronzato - Dobbiamo far fronte alle richieste dei cittadini, che sono già un migliaio". I danni nei comuni. I comuni più colpiti sono Padova e Albignasego. Nel capoluogo soprattutto la zona sud e Salboro: "Non abbiamo ancora la stima completa, ma sono già arrivate più di 200 richieste di rimborsi - afferma Zanonato - Crediamo di arrivare attorno ai 4-5 milioni di euro". Stessa cifra per Albignasego: "Ci sono 30 edifici seriamente danneggiati e 10 capannoni industriali - racconta il sindaco Massimiliano Barison- Solo i danni al patrimonio comunale ammontano a 200 mila euro". Oltre un milione di euro di danni anche a Teolo: "Abbiamo avuto tre case scoperchiate e 100 mila euro di danni al patrimonio comunale" sottolinea il primo cittadino Lino Ravazzolo. A Selvazzano la stima è di 270 mila euro di danni ai beni pubblici e altri 300 mila per i privati. Ad Abano la stima è attorno ai 250 mila euro, mentre per Rubano i danni ai privati ammontano a 275 mila euro, quelli al patrimonio pubblico si fermano a 90 mila. I cittadini di Veggiano hanno subito danni per 233 mila euro, mentre quelli di Cervarese S. Croce per altri 150 mila. Rimborsi decisamente più contenuti infine a Mestrino. La risposta della Regione. Per chiedere il risarcimento però c'è ancora tempo fino all'11 agosto. La richiesta deve essere accompagnata da una relazione descrittiva e dalla documentazione fotografica dei danni. I tempi però saranno probabilmente molto lunghi. La risposta della Regione dovrebbe arrivare tra un paio di mesi. Per i rimborsi veri e propri invece si tratta di aspettare anni: va prima affrontata tutta la fase di rendicontazione. Nel frattempo però i cittadini colpiti dal nubifragio potranno accedere a crediti agevolati: "Abbiamo contattato le banche - spiega Zanonato - Antonveneta e Cariparo ci hanno dato la disponibilità a offrire mutui a tasso contenuto. Nel frattempo continuerà il nostro impegno per coprire i danni per i cittadini non coperti da polizze assicurative".
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CRONACHE pag. 13 Spie e dossier segreti, Fassino querela Tavaroli Telecom, coinvolto l'ex segretario Ds. "Solo falsità" ? ROMA ? "FALSITA', invenzioni opera di vigliacchi che vogliono denigrare una persona onesta". E' durissima la reazione di Piero Fassino alle accuse dell'ex responsabile della sicurezza Telecom, Giuliano Tavaroli, indagato per le attività di spionaggio illegale. Tavaroli, nell'intervista a un quotidiano, ha coinvolto l'ex segretario della Quercia e ha citato un conto estero dove sarebbero transitate tangenti destinate ai Ds. "Un'invenzione di sana pianta ? ribatte Fassino che annuncia querele ?. Non ho mai avuto firme su conti all'estero nè a Londra nè altrove. E non si invochi la libertà di stampa o il diritto di cronaca. Non c'entrano niente. Qui si sputtana una persona onesta ledendone la onorabilità e la dignità". Denunce sono in arrivo da Nicola Rossi, anch'egli tirato in ballo da Tavaroli: "Una notizia destituita di ogni fondamento" dice il senatore del Pd. NEL GIRO di poche ore i due democratici raccolgono una valanga di solidarietà bipartisan. Dal segretario Walter Veltroni a Pierluigi Bersani, da Anna Finocchiaro a Dario Franceschini a Marco Follini. In difesa di Fassino e Rossi intervengono anche esponenti dell'Idv, il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, il vice presidente dei senatori berlusconiani Gaetano Quagliarello, il ministro Gianfranco Rotondi. Fassino non resta insensibile: "Grazie per la solidarietà". La bufera politica esplode a latere della notizia che, dopo tre anni di indagini, i pm di Milano Civardi, Napoleone e Piacente, hanno chiuso l'inchiesta sul più grande spionaggio privato scoperto negli ultimi anni: quello della security Telecom-Pirelli di Giuliano Tavaroli e Pierguido Iezzi. Con l'aiuto di un gruppo di pirati informatici ? il 'Tiger Team' ? gli 'spioni', secondo l'accusa, erano riusciti ad entrare nella vita di politici, finanzieri, giornalisti, banchieri, calciatori per confezionare dossier illeciti violando oltre 9.000 volte il trattamento dei dati personali di 4.000 persone e 350 società. Le accuse vanno dall'associazione per delinquere, alla corruzione, all'appropriazione indebita. Non sono indagati Marco Tronchetti Provera ("La verità è emersa in maniera chiara" ha commentato) e l'ex top manager Carlo Buora, ma Telecom e Pirelli devono rispondere di corruzione ai sensi della legge 231 sulla responsabilità dell'ente per i reati commessi da propri dipendenti nell'interesse dell'azienda. UNA DOCUMENTAZIONE enorme, raccolta in 150 faldoni che ha mandato in tilt il funzionamento della burocrazia interna al palazzo di Giustizia di Milano. Gli atti dell'inchiesta sono custoditi al sesto piano in una stanza la cui porta è chiusa per mancanza di personale. Ieri gli avvocati difensori non hanno potuto consultare le carte e farne copia. Dopo lunga ricerca è stato trovato un impiegato che oggi è a disposizione per le richieste dei legali. Soluzione di fortuna anche per le copie: è stata presa in prestito la fotocopiatrice di un pm della Dda attualmente in ferie. I nomi di Fassino e Rossi non sono gli unici tirati in ballo nelle dichiarazioni di Tavaroli che non sempre coincidono a seconda se sono rilasciate a magistrati o a giornalisti. "Non ho intenzione di accettare il ruolo di capro espiatorio ? dice in un'intervista a un quotidiano on line ?. Nel nostro Paese la prova si forma in Tribunale, così quando andremo a processo riparleremo di tante cose. Inoltre ci si dimentica che un imputato ha anche il diritto di mentire al pm...". LA SENSAZIONE, comunque, è che Tavaroli dovrà affrontare anche altri processi. L'ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella, infatti, annuncia "di aver dato mandato al mio avvocato di querelare" Tavaroli che ha rilasciato dichiarazioni sulle circostanze che nel 1998 determinarono il passaggio dell'allora Udr dal centrodestra al centrosinistra. "Ho sempre fatto la politica per la politica" taglia corto il segretario dei Popolari-Udeur. Secca smentita anche da '3 Italia' di aver avuto un ruolo nelle vicenda politiche riguardanti Mastella: "Nel 1998 non esistevamo". "Ma cosa vogliono questi avvelenatori di pozzi?" commenta Francesco Cossiga mentre il portavoce di Forza Italia, Daniele Capezzone, esprime solidarietà a Fassino e Rossi ma 'rinfaccia' al Pd il clima giustizialista la 'freddezza' verso Ottaviano Del Turco. In questo clima surriscaldato, ieri l'ad di Telecom, Franco Bernabè è stato ricevuto a Palazzo Chigi da Gianni Letta, e oggi in commissione Giustizia alla Camera comincia l'esame dei progetti di legge sulle intercettazioni telefoniche.
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da "Giornale.it, Il"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia N. 174 del 2008-07-23 pagina 15 Commercianti vittime del crimine Quasi uno su dieci vuole chiudere di Redazione Imprenditori e negozianti soffocati dalla malavita. Maroni: "Useremo l'esercito" da Roma Dal danno alla beffa. Gli imprenditori italiani non solo devono subire un numero cospicuo di furti, truffe e rapine. Chi ha la sventura di gestire un'attività in proprio deve anche affrontare le conseguenze del post crimine. L'impegno si traduce in giorni sottratti al lavoro. Mediamente ce ne vogliono sette al titolare dell'impresa per denunciare un reato e per avviare le pratiche burocratiche o per le cure, nel caso abbia subito anche danni fisici. In tutto i commercianti perdono 700 milioni di euro all'anno, pari allo 0,1 per cento del Pil. La stima è contenuta nel secondo rapporto Confcommercio-Gkk Eurisko su sicurezza e criminalità, dal quale emerge anche che in Italia, ogni anno, un negozio su nove subisce un reato, cioè una rapina, un furto o una richiesta di estorsione. I criminali colpiscono soprattutto nelle grandi città (il 21 per cento in quelle del Nord, il 26 per cento in quelle del Centro-Sud) e in generale nell'area del Centro (21 per cento). Eppure le denunce sono presentate solo da un quarto delle vittime. Circa il 7 per cento degli imprenditori ha intenzione di spostare la propria attività o di chiuderla per problemi legati alla criminalità. "Le imprese - ha commentato il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli - sono già gravate da un eccessivo carico fiscale, che non accenna a diminuire e da una burocrazia ancora costosa e farraginosa, da costi di gestione costantemente in crescita. Se a questo si devono aggiungere anche i costi della criminalità si rischia veramente si ridurre la libertà d'impresa, con il risultato di spingere molti imprenditori a chiudere o trasferire la loro attività". Due commercianti su cento lo hanno già fatto. La ricetta per liberare l'economia dal crimine per Sangalli è chiara. "Bisogna creare una stretta collaborazione tra forze di polizia ed enti locali per integrare il controllo del territorio da parte delle stesse forze di polizia con il governo del territorio da parte delle autorità locali". La risposta del governo al ministro è arrivata da Roberto Maroni, che ha partecipato alla presentazione del rapporto. Il ministro dell'Interno ha confermato il prossimo via libera all'utilizzo dell'esercito per garantire la sicurezza nelle grandi città italiane. "Nei prossimi giorni convocherò il comitato nazionale ordine e sicurezza per dare il via libera al piano di utilizzo di tremila militari per controllare il territorio, che è già pronto". L'impiego delle forze armate "consentirà tra l'altro - ha concluso Maroni - di lasciare più liberi polizia e carabinieri per controllare il territorio e prevenire i reati comuni". Con la manovra sono stati inoltre stanziati 400 milioni di euro per la sicurezza, 100 dei quali per progetti di sicurezza urbana. Intanto ieri il Viminale ha diramato ai Prefetti di Roma, Milano e Napoli le linee guida per l'attuazione delle ordinanze sul censimento dei nomadi. L'obiettivo, ha ribadito il ministero, è "rimuovere le situazioni di degrado esistenti nei campi e promuovere condizioni di vivibilità nella legalità per le comunità nomadi". SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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da "Manifesto, Il"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il circo DI DOHA Tutti contro tutti al Wto, in un gran risiko di inganni Trenta paesi sono riuniti a Ginevra per una missione quasi impossibile: cercare di chiudere il cerchio del Doha Round. Il tema più forte resta l'agricoltura che deve essere rinchiusa nella logica stringente del mercato capitalistico, guidato dal profitto. E gli effetti sono già sotto gli occhi di tutti Guglielmo Ragozzino Il Doha Round, o ciclo di Doha, prende nome da una località, Doha appunto, in Qatar, che alla fine del secolo scorso sembrava davvero irraggiungibile dagli scalmanati - agricoltori, contadini poveri, contadini senza terra, indiani, sindacalisti dell'industria, insegnanti, altermondialisti, ambientalisti, black block : in una parola dal movimento di Seattle. Da Ginevra, sede naturale del Wto (Organizzazione mondiale del commercio), dove si sentiva assediato, il Wto si spostava frequentemente verso località fuori mano, pur preferendo altre spiegazioni ufficiali, legate al commercio internazionale e alla sua propaganda nel mondo, non al dissenso di migliaia di persone. Già a Doha, nel 2001, il direttore generale di allora, il neozelandese Mike Moore (niente male come omonimia) aveva descritto un programma di abbattimento di tutti i sussidi e al tempo stesso di tutti i dazi protettivi. Erano passati pochi mesi dal G8 di Genova. I sussidi di cui si continua a parlare sono quelli che in varie forme vengono concessi alle agricolture dei paesi sviluppati, a partire da Stati uniti, Europa, Giappone. Mentre nel primo caso si tratta di un sostegno finanziario agli agricoltori, nel caso dei paesi europei vi sono tariffe elevate all'entrata dei prodotti che rendono competitive le derrate delle agricolture locali. I paesi ricchi della triade sono tutt'altro che d'accordo tra loro e si accusano continuamente di scarso liberismo e si fanno ogni genere di angherie commerciali, come vietare la carne di bovini ingrassati con gli ormoni negli Usa; o alzare in ritorsione barriere contro i suini e i loro prosciutti, provenienti dall'Europa, o bloccare i formaggi francesi con dazi spropositati. I paesi con agricolture forti del mondo ricco, ma esclusi dalla triade, come l'Australia, hanno cercato in varie occasioni di scardinare l'assetto stabilito del commercio internazionale agricolo cioè di prodotti alimentari, cotone, tabacco, ecc., senza arrivare molto in là. Negli ultimi anni hanno cominciato a protestare altri paesi, assai più forti: Cina, India, Brasile. Il risultato di Doha potrebbe sortire da un accordo globale tra i paesi più forti, il G8 e gli stretti alleati da una parte e i tre grandi paesi emergenti che hanno in corso una trasformazione epocale dell'intera economia. Tale accordo "nasconde un doppio inganno", secondo la Campagna per la riforma della banca mondiale, Fair e la Fondazione per la responsabilità etica. I trattati saranno negativi per i paesi meno forti, cioè legati alla propria agricoltura di sussistenza. Essi dovranno confrontarsi con un'agricoltura capitalistica che chiederà loro di fornire una mono produzione al mercato internazionale; e di importare alimenti di sussistenza. Ciò li legherà più ancora al mercato globale e alle sue variazioni di prezzo, di mode e di convenienze. D'altro canto, come hano spiegato molto bene Wolfgang Sachs e Tilman Santarius nel loro recente studio "Commercio e agricoltura. Dall'efficienza economica alla sostenibilità sociale e ambientale", (pubblicato in Italia dalla Emi, a cura di Giovanna Ricoveri) a dominare gli scambi sono le multinazionali del settore. Per loro natura, esse debbono ottenere il massimo dalla loro attività che si svolge attraverso il globo e quindi imputano costi, salari e prezzi che non tengono conto delle necessità di chi lavora la terra. Anzi cercano di pagare il meno possibile i fattori della produzione, soprattutto quando hanno di fronte una massa di lavoratori deboli e affamati. Le soluzioni del Doha di Ginevra, discusse dalle delegazioni, sono legate ad alchimie e formule astruse di sconti e riduzioni nelle tariffe, negli aiuti di stato, nei dazi che possono diventare la felicità di una burocrazia diffusa in tutto il mondo, ma che se entrassero in vigore potrebbero avvantaggiare alcuni e distruggere la vita di molti altri. Perfino nei paesi ricchi, all'agricoltura è affidata tra l'altro la conservazione dell'ambiente, a partire dalla montagna che franerebbe inevitabilmente, qualora fosse abbandonata e dai pericoli di desertificazione. I sussidi dovrebbero essere guidati anche al fine di sovvenzionare i guardiani del territorio, anche se le multinazionali alimentari fingono di non saperlo. Nei paesi poveri, questo ruolo è ancora più decisivo. Doha-Ginevra cade anche in un momento cruciale per quanto riguarda l'agricoltura. Si chiede ai proprietari dei campi di scegliere se produrre per alimentare gli uomini o al limite gli animali - e anche su questo punto vi sarebbe molto da riflettere - oppure produrre carburanti per sostituire almeno in parte il petrolio. Gli altissimi prezzi raggiunti da gasolio e benzina sono una tentazione cui è difficile resistere. E' dunque un errore, in un momento così, puntare sull'agricoltura del profitto.
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da "Nazione, La (Viareggio)"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia PRIMO PIANO pag. 3 di BEPPE NELLI CHI CREDEVA che le elezioni comunali fossero state vinte dal Pd... di BEPPE NELLI CHI CREDEVA che le elezioni comunali fossero state vinte dal Pdl deve ricredersi. Come sempre aveva vinto, e governa in santa pace (sua) il Pdk, "Partito dirigenti kafkiani". Come in un decadente incubo praghese la vita amministrativa viareggina scivola via e le conseguenze si abbattono su popolazione e (pochi) turisti. Qualche esempio? Multe per divieto di sosta dove il divieto non c'è (e nemmeno i vigili urbani capiscono la segnaletica che hanno messo); tentativi di aprire cantieri stradali a fine luglio nel bel mezzo delle vacanze; richieste astruse ai pochi imprenditori che ancora intendono investire in città. LA SCORSA settimana sono apparsi nelle vie Salvetti e Mei, al Campo d'aviazione, cartelli col divieto di sosta e rimozione fino a fine lavori. L'ufficio lavori pubblici intendeva far spaccare le strade per cominciare la costruzione delle fogne, pur sapendo che il 2 agosto le ditte sarebbero andate in ferie. A che pro? A chi avrebbe giovato? Tutto questo pochi giorni dopo che il consigliere delegato (sulla carta, in attesa di modifica dello Statuto) Athos Pastechi, facendo riaprire al traffico via dei Lecci con un atto d'imperio, visto il blocco dei lavori per malintesi con l'Enel, aveva annunciato che i nuovi cantieri sarebbero stati aperti solo a settembre. E' dovuto intervenire il sindaco, i cartelli sono spariti dalle vie Mei e Salvetti, i lavori rinviati in modo da non disturbare l'economia estiva (quel poco che è rimasto). ALTRO ESEMPIO. Ieri mattina l'avvocato Renzo Migliorini, che cura gli interessi del Caffè Margherita, è andato a discutere un vero rebus kafkiano all'ufficio demanio: "La società Zelig, prima di iniziare i lavori, vuole ovviamente avere in mano il contratto d'affitto, ma l'ufficio demanio non vuole asseverare il contratto finché non c'è il certificato di fine lavori. O mi risolvono la questione, o dovrò farmi ricevere dal sindaco". Chi bazzica minimamente le cose imprenditoriali capisce al volo che nessuno si impegna a spendere soldi finché non ha in mano un contratto per l'immobile dove deve buttare le palanche, e quindi non è possibile pretendere la fine dei lavori per firmare il contratto stesso. Ma la burocrazia viareggina va avanti così. Terzo esempio, ieri mattina, la mezza rivolta popolare scoppiata in via S.Francesco. Davanti alle Mantellate c'è un posto auto disegnato in giallo e riservato a mezzi di soccorso come specificato dalla segnaletica verticale. Ebbene, sono arrivati i vigili e hanno multato tutte le auto dal cartello di divieto di sosta fino all'incrocio successivo, anche quelle parcheggiate sulle strisce blu le quali, con la sospensione del piano della sosta, ci possono stare gratuitamente. ABBIAMO CHIESTO lumi a due vigilesse in transito che hanno ammesso l'errore (non commesso da loro, va detto per la verità). Ma il motivo dello sbaglio c'è: "La segnaletica non è molto chiara", ha affermato un'agente. Ma guarda un po': i vigili, ufficio segnaletica e traffico, fanno fare la segnaletica stradale che non è intellegibile nemmeno per la polizia municipale, la quale commina contravvenzioni anche dove non dovrebbe. Pensate che all'ufficio segnaletica qualcuno sia stato destinato a nuove mansioni, visto che questo non è che l'ultimo caso di una serie annosa e impressionante di episodi sempre volti a creare disagio ai cittadini? No, l'ufficio ? dicono in municipio e la fonte è supremamente attendibile ? è stato "premiato" dal comandate dei vigili con un'ottima pagella per il lavoro svolto. Evidentemente alla polizia municipale va bene così, compreso il caos del traffico per il Ratha Yatra, prima autorizzato sulla Passeggiata pedonale, e poi all'improvviso concesso anche sui viali a mare, dove la circolazione è andata in tilt. Il Pdk regna sovrano, il sindaco non rimuove i dirigenti, e il centrodestra s'appresta ad assumersi le stesse responsabilità politiche che hanno affossato Marcucci, Manfredi e Palestini. Avanti a chi tocca.
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da "Messaggero, Il"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 23 Luglio 2008 Chiudi Innovazione tecnologica e burocrazia, due sfide decisive per il futuro del Paese.
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da "Messaggero, Il"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 23 Luglio 2008 Chiudi di ANTONIO DE FLORIO ROMA - Solo un commerciante su quattro ha denunciato di aver subito una rapina, un furto o un'estorsione. La percezione che nel giro di un anno gli standard di sicurezza siano peggiorati è molto forte e ieri il ministro dell'Interno Maroni ha voluto rassicurare la categoria partecipando alla presentazione, assieme al presidente Carlo Sangalli, del secondo rapporto Confcommercio-Gfk Eurisko su sicurezza e criminalità. I dati della ricerca parlano chiaro. Ogni anno un negozio su nove subisce un reato e le pratiche burocratiche per le denunce costano 700 milioni di euro all'anno, pari allo 0,1% del Pil. L'indagine - realizzata nel periodo marzo-aprile 2008 attraverso un questionario inviato ad oltre 50.000 imprese associate a Confcommercio - indica che per tre commercianti su dieci i livelli di sicurezza (contro furti, rapine, estorsioni, usura) sono peggiorati tra il 2006 ed il 2007; per sei su dieci sono rimasti uguali; solo il 4% li ritiene migliorati. Sia ben chiaro si tratta di percezione del fenomeno, non dei reati effettivamente avvenuti. I più impauriti sono nel centro-Italia (il 43% vede un peggioramento rispetto al 31% della totalità del campione). Sono, in particolare, furti e rapine a preoccupare di più i commercianti: il 54% vede un aumento dei primi, il 41% delle seconde; sono ancora i residenti del Centro i più pessimisti. Seguono estorsioni ed usura, rimaste allo stesso livello tra il 2006 ed il 2007 per quasi la metà del campione. Il 17% dichiara poi di aver subito furti, rapine o estorsioni nel 2007, con una maggiore incidenza nelle grandi città (il 21% in quelle del Nord, il 26% in quelle del Centro-Sud). Solo un quarto di chi ha subito rapine, furti o estorsioni ha dichiarato di aver sporto denuncia alle forze dell'ordine. Ciò anche perchè si impiegano mediamente sette giorni di lavoro del titolare dell'impresa per denunciare un reato e per avviare le pratiche burocratiche. Circa il 7% degli imprenditori ha intenzione di spostare la propria attività o di chiuderla per problemi legati alla criminalità. Il ministro Roberto Maroni, che con il presidente Sangalli condivide la stessa fede calcistica (Milan), non ha dubbi: "La strada maestra per battere la criminalità è la diffusione della cultura della legalità, che passa per un atto di coraggio da parte degli imprenditori: la denuncia". Il responsabile del Viminale cita poi il pacchetto sicurezza approvato "in tempi record", che contiene misure dirette ad rafforzare il controllo del territorio. Tra oggi e domani ci sarà il via libera definitivo del Parlamento al decreto-legge; subito dopo il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza approverà il piano di utilizzo dei 3.000 militari nelle città, una delle novità contenute nel provvedimento. Il piano sarà quindi adottato con decreto del ministero dell'Interno, d'accordo con la Difesa. E già nella prima metà di agosto i primi uomini delle forze armate cominceranno a circolare nei centri urbani, in pattuglie miste con gli agenti di polizia, o a guardia di siti sensibili. Solo a Roma sono attesi 900 militari. E contingenti consistenti andranno anche a Milano e Napoli. Da parte sua Sangalli chiede "una risposta forte: le imprese sono già gravate da un eccessivo carico fiscale, dalla burocrazia e da costi di gestione in crescita. Se a questo si devono aggiungere anche i costi della criminalità, si rischia veramente di ridurre la libertà di impresa, con il risultato di spingere molti imprenditori a chiudere o a trasferire al loro attività".
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da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-07-23 - pag: 7 autore: SICUREZZA Monitorati i lavoratori nei cantieri TRENTO La norma contiene degli istituti non previsti dalla legislazione nazionale destinati ad assicurare maggiori garanzie anche per il personale impegnato nella realizzazione dei lavori. è il caso soprattutto del "Libro del personale ai fini della sicurezza e della rego-larità del lavoro", in cui dovranno essere quotidianamente registrati tutti i lavoratori in cantiere. Il libro, che sarà tenuto ed aggiornato dall'appaltatore o dal concessionario esecutore, prevede l'indicazione giornaliera e nominativa di tutto il personale comunque impiegato nei lavori, il quale dovrà essere dotato anche di tesserino di riconoscimento con fototessera. "I nuovi istituti denotano una forte attenzione ai problemi della sicurezza – precisa Ruggero Purin, segretario provinciale della Cgil –in un contesto di riforma legislativa che mi sembra, tutto sommato, equilibrato. Credo, peraltro, che non si possa parlare di burocrazia nei cantieri in quanto la norma, al contrario, spinge verso una maggiore qualificazione delle imprese e dell'economia in generale. Non dobbiamo dimenticare che la riforma è il frutto di una mediazione generale e di una condivisione degli obiettivi, che dovranno trovare la propria compiuta manifestazione nel regolamento di attuazione".
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da "Corriere della Sera"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-07-23 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Fatti gli Affari Esteri di MAURIZIO CAPRARA Il mal di Roma del diplomatico Roma non fa bene ai diplomatici italiani e al resto del personale del ministero degli Esteri. Non soltanto perché si guadagna meno rispetto a quando si è oltrefrontiera. Su alcuni la città deve avere l'effetto che ha lo zoo per certe belve incapaci di riprodursi in gabbia. Tra le 6.901 persone stipendiate dalla Farnesina in Italia e fuori, la media delle assenze dal posto di lavoro retribuite, ferie escluse, è stata nel 2007 di 9,56 giorni a testa. Tra le 4.809 persone in servizio all'estero, di 6,82. A farla salire sono stati i 2.092 addetti stanziali. Mica cifre terribili nella burocrazia, il ministero le pubblica su www.esteri.it. Ma certi dati risaltano. Roma giova poco alla salute di vari dei 197 addetti alla Cooperazione allo sviluppo, in cima alla classifica con 22,58 giorni di assenze annuali. La medaglia d'argento al rovescio va a un settore che dovrebbe far marciare gli altri, l'Ispettorato generale: 21,35 (però i dipendenti sono 34, potrebbero esserci ragioni specifiche). Alla Cooperazione il nuovo direttore generale Elisabetta Belloni avrà un ulteriore motivo per riorganizzare gli uffici. Tra i settori virtuosi, il Cerimoniale diretto da Leonardo Visconti di Modrone: 9,51. Speriamo che molte delle assenze si debbano a maternità e aggiornamento. Elisabetta Belloni L. Visconti di Modrone.
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da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CRONACA 23-07-2008 La storia: laureato alla Bocconi, 32 anni, ha già fatto due esperienze con il "Vai" in Perù e in Madagascar Andrea, due anni in Sudan in aiuto dei più poveri Il volontario parmigiano, appena arrivato in Africa, si occuperà di progetti di sviluppo Roberto Longoni T ra lui e l'Africa per mesi ci sono stati di mezzo il mare della burocrazia e il deserto dell'attesa. Le valigie e lo spirito, lui li aveva preparati da un bel po'. Ma le carte si sono aggiunte alle carte, le settimane alle settimane, prima che arrivasse il via libera del visto. Poi, a metà luglio, quando cioè il calendario detta il ritmo di esodi lontani o anche solo di weekend in riviera, Andrea Tozzi è salito su un aereo: ed è partito, non per una vacanza, ma per una frontiera. Rovente da anni, per questioni di miseria e di umana crudeltà, visto il genocidio che la insanguina (per il quale il procuratore generale della Corte penale internazionale dell'Aja ha appena incriminato il presidente sudanese Omar El Bashir). Rovente ora più che in altri momenti anche per questioni di clima. Due anni a Khartoum, per conto del Volontariato internazionale per lo sviluppo, ong laica, ma molto legata al mondo salesiano. A Khartoum è l'ufficio del trentaduenne parmigiano laureato in Economia alla Bocconi dopo la maturità scientifica al San Benedetto. La scrivania "confinerà" con le zone più povere della stessa capitale sudanese, la finestra guarderà a sud, verso il Darfur. Il volontario, che ha firmato un contratto di formazione professionale a progetto, dovrà realizzare un programma concentrato sul campo educativo (come fanno ben immaginare anche le caratteristiche dell'ong e della congregazione): dalla formazione di base alla gestione di centri di formazione. "Il mio primo compito, a Khartoum - spiega Tozzi - sarà quello di seguire un centro di formazione professionale gestito dai salesiani e rivolto ai ragazzi più bisognosi della città. E' il progetto che seguirò più da vicino ed è finanziato dall'Unione Europea". Nel sud del Paese, a Tonj, il volontario invece sarà impegnato in progetti - sempre seguiti dalla comunità salesiana - per la promozione della donna e per la costruzione di scuole rurali. "Ora laggiù si fa lezione sotto le piante". E meno male che la parte meridionale del Paese è più verde... "Ma se il Sudan è povero, il sud lo è ancora di più" spiega lui. Tozzi dovrà essere una specie di factotum, visto che a Khartoum, come a Tonj, i volontari del Vis sono solo due. Ma il suo compito principale è seguire la parte amministrativa delle attività dell'ong in Sudan, "con l'obiettivo, tra gli altri, di rendere conto ai vari donatori del corretto svolgimento delle attività previste". Tozzi, che ha lavorato per il controllo di gestione di diverse aziende, è alla terza esperienza da volontario nei Paesi poveri. "La prima la feci in Perù, nel 2004, dopo aver contattato direttamente l'associazione Mosoq Runa - ricorda -. Trascorsi tre settimane delle mie ferie in una casa d'accoglienza per bambini disagiati, a Urubamba, nella valle sacra degli Incas. Poi, dal Natale 2005 al gennaio 2006 trascorsi un mese in Madagascar con Reggio Terzo mondo, per una missione esplorativa di controllo delle missioni delle ong in Madagascar. Due esperienze che mi hanno già dato molto, ma che mi hanno lasciato il bisogno di cercare di più la realtà che facesse al caso mio. Mi sento più portato ai ruoli amministrativi". Così, è arrivato il Sudan, anche se il giovane volontario avrebbe avuto una preferenza per il Sudamerica. "Ma è una soddisfazione che abbiano pensato a me per un Paese così difficile - sorride lui -. Un Paese in cui si devono affrontare la guerra e difficoltà di ogni tipo. Voglio aiutare chi dalla vita non ha avuto le mie stesse possibilità. Una decisione che la mia famiglia ha dimostrato di condividere. Vado per fare qualcosa di utile per il prossimo, ma anche per un'esperienza mia. Mi metterò alla prova, perché sarà una sfida con me stesso: via da tutto, dal mio mondo e dai miei affetti". Oltre ai farmaci veri e propri, per affrontare eventuali emergenze sanitarie specie da primo periodo, qualche "antidoto" alla lontananza e alla solitudine, in valigia Tozzi lo ha infilato. "Insieme con i vestiti più leggeri che avevo - sorride - ho messo nel bagaglio un sacco di libri, pasta, parmigiano e caffè". Per qualcosa che riguarda il futuro, il volontario ha chiesto aiuto a chi resta a Parma. "Vorrei che mi registrassero le partite". "Vado per fare qualcosa di utile per il prossimo e per mettermi alla prova" Professione volontario Qui sopra, Andrea con un bimbo peruviano. In alto, invece, in Madagascar.
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da "Manifesto, Il"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Trenta paesi sono riuniti a Ginevra per una missione quasi impossibile: cercare di chiudere il cerchio del Doha Round. Il tema più forte resta l'agricoltura che deve essere rinchiusa nella logica stringente del mercato capitalistico, guidato dal profitto. E gli effetti sono già sotto gli occhi di tutti Guglielmo Ragozzino Il Doha Round, o ciclo di Doha, prende nome da una località, Doha appunto, in Qatar, che alla fine del secolo scorso sembrava davvero irraggiungibile dagli scalmanati - agricoltori, contadini poveri, contadini senza terra, indiani, sindacalisti dell'industria, insegnanti, altermondialisti, ambientalisti, black block : in una parola dal movimento di Seattle. Da Ginevra, sede naturale del Wto (Organizzazione mondiale del commercio), dove si sentiva assediato, il Wto si spostava frequentemente verso località fuori mano, pur preferendo altre spiegazioni ufficiali, legate al commercio internazionale e alla sua propaganda nel mondo, non al dissenso di migliaia di persone. Già a Doha, nel 2001, il direttore generale di allora, il neozelandese Mike Moore (niente male come omonimia) aveva descritto un programma di abbattimento di tutti i sussidi e al tempo stesso di tutti i dazi protettivi. Erano passati pochi mesi dal G8 di Genova. I sussidi di cui si continua a parlare sono quelli che in varie forme vengono concessi alle agricolture dei paesi sviluppati, a partire da Stati uniti, Europa, Giappone. Mentre nel primo caso si tratta di un sostegno finanziario agli agricoltori, nel caso dei paesi europei vi sono tariffe elevate all'entrata dei prodotti che rendono competitive le derrate delle agricolture locali. I paesi ricchi della triade sono tutt'altro che d'accordo tra loro e si accusano continuamente di scarso liberismo e si fanno ogni genere di angherie commerciali, come vietare la carne di bovini ingrassati con gli ormoni negli Usa; o alzare in ritorsione barriere contro i suini e i loro prosciutti, provenienti dall'Europa, o bloccare i formaggi francesi con dazi spropositati. I paesi con agricolture forti del mondo ricco, ma esclusi dalla triade, come l'Australia, hanno cercato in varie occasioni di scardinare l'assetto stabilito del commercio internazionale agricolo cioè di prodotti alimentari, cotone, tabacco, ecc., senza arrivare molto in là. Negli ultimi anni hanno cominciato a protestare altri paesi, assai più forti: Cina, India, Brasile. Il risultato di Doha potrebbe sortire da un accordo globale tra i paesi più forti, il G8 e gli stretti alleati da una parte e i tre grandi paesi emergenti che hanno in corso una trasformazione epocale dell'intera economia. Tale accordo "nasconde un doppio inganno", secondo la Campagna per la riforma della banca mondiale, Fair e la Fondazione per la responsabilità etica. I trattati saranno negativi per i paesi meno forti, cioè legati alla propria agricoltura di sussistenza. Essi dovranno confrontarsi con un'agricoltura capitalistica che chiederà loro di fornire una mono produzione al mercato internazionale; e di importare alimenti di sussistenza. Ciò li legherà più ancora al mercato globale e alle sue variazioni di prezzo, di mode e di convenienze. D'altro canto, come hano spiegato molto bene Wolfgang Sachs e Tilman Santarius nel loro recente studio "Commercio e agricoltura. Dall'efficienza economica alla sostenibilità sociale e ambientale", (pubblicato in Italia dalla Emi, a cura di Giovanna Ricoveri) a dominare gli scambi sono le multinazionali del settore. Per loro natura, esse debbono ottenere il massimo dalla loro attività che si svolge attraverso il globo e quindi imputano costi, salari e prezzi che non tengono conto delle necessità di chi lavora la terra. Anzi cercano di pagare il meno possibile i fattori della produzione, soprattutto quando hanno di fronte una massa di lavoratori deboli e affamati. Le soluzioni del Doha di Ginevra, discusse dalle delegazioni, sono legate ad alchimie e formule astruse di sconti e riduzioni nelle tariffe, negli aiuti di stato, nei dazi che possono diventare la felicità di una burocrazia diffusa in tutto il mondo, ma che se entrassero in vigore potrebbero avvantaggiare alcuni e distruggere la vita di molti altri. Perfino nei paesi ricchi, all'agricoltura è affidata tra l'altro la conservazione dell'ambiente, a partire dalla montagna che franerebbe inevitabilmente, qualora fosse abbandonata e dai pericoli di desertificazione. I sussidi dovrebbero essere guidati anche al fine di sovvenzionare i guardiani del territorio, anche se le multinazionali alimentari fingono di non saperlo. Nei paesi poveri, questo ruolo è ancora più decisivo. Doha-Ginevra cade anche in un momento cruciale per quanto riguarda l'agricoltura. Si chiede ai proprietari dei campi di scegliere se produrre per alimentare gli uomini o al limite gli animali - e anche su questo punto vi sarebbe molto da riflettere - oppure produrre carburanti per sostituire almeno in parte il petrolio. Gli altissimi prezzi raggiunti da gasolio e benzina sono una tentazione cui è difficile resistere. E' dunque un errore, in un momento così, puntare sull'agricoltura del profitto.
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da "Arena.it, L'"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 23 Luglio 2008 LEGNAGO. Alvaro Zanoto, pronipote di emigranti da San Vito, alla scoperta delle sue radici Torna dal Brasile con una T in meno In municipio ha ritrovato l'atto di nascita del nonno Angelo che nel 1886 fu registrato con il cognome giusto: Zanotto     Stefano Nicoli Sin da piccolo sognava di poter rintracciare un giorno l'atto di nascita di suo nonno Angelo Zanotto, che nel 1893, quando aveva sette anni, lasciò San Vito con i genitori e i due fratelli per emigrare in Brasile. E ieri quel sogno - che gli consentirà di ottenere la cittadinanza ed il passaporto italiani ai quali finora non poteva ambire per una singolare storpiatura del cognome di famiglia - si è finalmente avverato per Alvaro Rinaldi Zanoto: un 23enne italo-brasiliano giunto in città da Verona, dove sta frequentando un corso di specializzazione tenuto dal Comitato tricolore italiani nel mondo (Ctim), alla riscoperta delle proprie radici. Tant'è che non appena l'assessore alla Cultura Clara Scapin, che da una settimana fa le veci del sindaco, gli ha consegnato il documento rinvenuto nei polverosi registri dello Stato civile lo studente di storia di San Paolo, accompagnato a Legnago dal segretario del Ctim Leone Mazzeo, non ha saputo trattenere le lacrime per la gioia. Gli è bastato infatti scorrere quel foglio di carta ingiallito - da cui risulta che il 29 agosto 1886 Giuseppe Zanotto si presentò in municipio a denunciare la nascita del figlio Angelo messo al mondo tre giorni prima dalla moglie Luigia Piccoli nella loro casa di via San Vito 309 - "per provare la più grande emozione della mia vita". E perchè il viaggio della memoria nei luoghi dove il bisnonno lavorava in una mescita, prima di essere costretto a cercare fortuna in Sudamerica dove aprì un calzaturificio attivo ancora oggi a Pederneiras, abbattesse gli ostacoli frapposti dalla burocrazia. "La mia famiglia", ha raccontato il ragazzo in un italiano fluente, "è l'unica del ramo a chiamarsi Zanoto con una T sola. E questo perchè nel 1935 quando mio nonno Angelo si recò in Comune a registrare la nascita di papà Arnaldo, l'ultimo dei suoi nove figli, il sindaco gli consigliò di brasilianizzare il cognome: in piena epoca fascista gli italiani non erano, infatti, tanto ben visti". E quella modifica ha creato non poche difficoltà ad Alvaro desideroso di riappropriarsi delle sua storia familiare. "Ecco perchè oggi per me come per mio padre e suo fratello Zelindo, che a 93 anni gestisce ancora la calzoleria Zanotto, è un grande giorno che mi fa sentire ufficialmente legnaghese ed italiano", ha detto Alvaro stringendo fra le mani l'atto inseguito fin da bambino.
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da "Tempo, Il"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Stampa sicurezza, linea dura di maroni Furti e rapine costano 700 milioni l'anno è proprio il caso dirlo: furti e rapine sono l'incubo dei commercianti. Una categoria sempre meno sicura dal pericolo criminalità, considerando che ogni anno un negozio su nove subisce un reato e le pratiche burocratiche per le denunce si "mangiano" 700 milioni di euro l'anno, pari allo 0,1% del Pil. Il quadro poco confortante emerge dal secondo rapporto Confcommercio-Gfk Eurisko, tracciato proprio su sicurezza e criminalità. L'indagine - realizzata nel periodo marzo-aprile 2008 attraverso un questionario inviato ad oltre 50.000 imprese associate a Confcommercio - indica che per tre commercianti su dieci i livelli di sicurezza (contro furti, rapine, estorsioni, usura) sono peggiorati tra il 2006 e il 2007; per sei su dieci sono rimasti uguali; solo il 4% li ritiene migliorati. I più insicuri sono al Centro (il 43% vede un peggioramento rispetto al 31% della totalità del campione). Il fenomeno che preoccupa maggiormente i commercianti è quello di furti e rapine: il 54% vede un aumento dei primi, il 41% delle seconde; sono ancora i residenti del Centro i più pessimisti. Al secondo posto della ricerca di Confcommercio, si trovano estorsioni e usura, rimaste allo stesso livello tra il 2006 e il 2007 per quasi la metà del campione. Il 17% dichiara poi di aver subito furti, rapine o estorsioni nel 2007, con una maggiore incidenza nelle grandi città (il 21% in quelle del Nord, il 26% in quelle del Centro-Sud). Solo un quarto di chi ha subito rapine, furti o estorsioni ha dichiarato di aver sporto denuncia alle forze dell'ordine. Ciò anche perché si impiegano mediamente sette giorni di lavoro del titolare dell'impresa per denunciare un reato e per avviare le pratiche burocratiche. Circa il 7% degli imprenditori ha intenzione di spostare la propria attività o di chiuderla per problemi legati alla criminalità. è il presidente dell'associazione dei commercianti a puntare il dito sul fenomeno dilagante della criminalità, chiedendo una risposta forte: "Le imprese sono già gravate da un eccessivo carico fiscale, dalla burocrazia e da costi di gestione in crescita. Se a questo si devono aggiungere anche i costi della criminalità, si rischia veramente di ridurre la libertà di impresa, con il risultato di spingere molti imprenditori a chiudere o a trasferire la loro attività". C'è poi un altro aspetto da considerare, quello sottolineato da Coldiretti, sempre in merito all'indagine di Confcommercio: 7,5 miliardi di euro, questo è il costo della criminalità sulle tavole italiane. E questo perché, "nelle campagne - spiegano gli agricoltori - si assiste al moltiplicarsi di furti di attrezzature e mezzi agricoli, racket, abigeato, "pizzo" sotto forma di imposizione di manodopera o di servizi di trasporto o guardiania, danneggiamento alle colture, aggressioni, usura, macellazioni clandestine, truffe ai danni dell'Ue e caporalato". Tra i reati che registrano il maggior allarmismo nel settore agricolo - spiegano gli agricoltori - ci sono l'abigeato con il furto di circa 100 mila capi di allevamento l'anno, e la sottrazione di mezzi e attrezzature agricole spesso con la formula del "cavallo di ritorno" che prevede di dover pagare per farsi restituire il mezzo. Secondo la Dia, la criminalità che opera nelle campagne "incide più a fondo perché, a differenza di quella urbana, può contare su un tessuto sociale e su condizioni di isolamento degli operatori e di mancanza di presidi di polizia immediatamente raggiungibili ed attivabili".
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da "Sestopotere.com"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia (23/7/2008 11:00) | (Sesto Potere) - Roma - 23 luglio 2008 -Ben il 60 percento della produzione italiana di vino potrà essere commercializzata sotto una delle 486 denominazioni di origine (Docg, Doc e Igt) riconosciute in Italia. E' quanto stima la Coldiretti nel commentare le previsioni formulate da Ismea e Unione Italiana Vini che rilevano per il 2008, un quantitativo di vino, se non interverranno eventi avversi, del 10% superiore ai 44 milioni di ettolitri del 2007. Una produzione, realizzata per quasi i due terzi - precisa la Coldiretti - in Veneto, Puglia, Emilia Romagna e Sicilia, per la quale - sottolinea la Coldiretti ci sarà un equilibrio tra vini rossi o rosati e bianchi , con una leggera prevalenza dei primi. La vendemmia 2008 è peraltro segnata da importanti novità sul piano organizzativo e normativo dopo che l'approvazione della riforma di mercato del settore vitivinicolo ha recentemente autorizzato sotto la pressione di alcuni paesi europei la pratica dello zuccheraggio, ma anche la possibilità di chiamare vino anche quello ottenuto dalla fermentazione di frutti diversi dall'uva. Una situazione - precisa la Coldiretti - aggravata dal via libera comunitario all'arrivo sul mercato di vini da tavola senza alcun legame territoriale che potranno riportare con grande evidenza in etichetta termini come Vernaccia, Prosecco, Aglianico, Sagrantino e Montepulciano, creando confusione con le prestigiose denominazioni di origine nazionali. Sul piano organizzativo con la vendemmia 2008 vengono introdotti per la prima volta in Italia i voucher vendemmia per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. Un provvedimento lungamente atteso, ma che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità oltre ad offrire nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli senza per questo destrutturare il mercato del lavoro agricolo.. Alle imprese agricole basterà acquistare un blocchetto di voucher, cartacei o telematici, da distribuire a seconda delle ore di lavoro effettuate. Ogni buono avrà un valore nominale di 10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. Studenti e pensionati potranno quindi ritirare il denaro presentando il voucher presso uno dei soggetti convenzionati con il concessionario del servizio. In questo modo si garantiscono tutele assicurative e previdenziali - sottolinea Coldiretti - a tutti quei lavoratori occasionali, come appunto studenti e pensionati, che trovano nella vendemmia un'opportunità di guadagnare qualcosa per integrare il proprio reddito, evitando la piaga del lavoro nero. Allo stesso tempo, il sistema dei voucher - conclude la Coldiretti - porterà una semplificazione degli adempimenti burocratici a carico delle imprese agricole, facilitando anche la lotta al lavoro illegale.
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da "Basilicanet.it"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia LAPENNA: SCARSA EFFICACIA DEL PROGRAMMA OPERATIVO VAL D??AGRI 23/07/2008 12.45.08 [Basilicata] (ACR) - ??Dal rapporto sul monitoraggio del Programma operativo della Val d??Agri sono emerse tutte le lacune e le contraddizioni da parte del Governo regionale che ha amministrato il sistema delle royalties in Basilicata?. ? quanto dichiarato dal consigliere regionale Sergio Lapenna (Fi-Pdl). ??L??opposizione ?" sostiene Lapenna - ha da sempre denunciato l??inadeguatezza del sistema di impiego delle risorse provenienti dalle royalties del petrolio e, soprattutto, gli scarsi risultati conseguiti. La verità che emerge, al di là delle dichiarazioni ottimistiche e delle previsioni futuristiche del presidente De Filippo, è che lo sfruttamento dei giacimenti minerari non ha prodotto un consistente processo di ampliamento del sistema economico regionale. Emergono, invece, una serie di contraddizioni come quella che le industrie della Val d??Agri sono ancora senza metano, nonostante i soldi già stanziati. Il paradosso più evidente è che vi sono i soldi, ma la solita burocrazia accumula ritardi, quindi, anche in presenza di imprese che lavorano e fatturano, le stesse si scontrano con i tempi della politica che non sono certo quelli dell??impresa che non può permettersi di perdere in competitività?. ??Tutto ciò è segno evidente ?" a parere di Lapenna - che nel Programma operativo per la Val D??Agri manca ancora la capacità progettuale e programmatica, gli interventi spesso sono disomogenei e poco attinenti alle peculiarità del territorio e, soprattutto, si registrano troppi ritardi nello stanziamento dei fondi previsti a discapito delle aziende che dovranno usufruirne. ? opportuno ?" conclude Lapenna - rinegoziare gli accordi sullo sfruttamento minerario dei giacimenti petroliferi al fine di garantire realmente l??operatività del programma per incidere efficacemente sulle famiglie e sulle imprese lucane?. (dt ).
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da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 23 Luglio 2008 STRADA PASUBIO. Prima incontro con Costabissara, poi dibattito in Giunta, infine vertice con la Provincia: il Comune farà la sua parte per accelerare i tempi Albera, la bretella si farà Ma verrà "dimezzata" La giunta Variati porterà la variante al Prg in Consiglio entro settembre La strada nascerà a due corsie, prevedendo lo spazio per il raddoppio La deviazione dei camion in autostrada ha dato esiti fallimentari GIOVANNI ROLANDO COMITATO DELL'ALBERA     Gian Marco Mancassola La bretella si farà, ma sarà dimezzata. Appare ormai tramontato una volta per tutte il progetto di costruire tutta in una volta la nuova strada da Ponte Alto a Isola Vicentina per ovviare i guai della vecchia strada Pasubio. La soluzione più plausibile oggi appare il dimezzamento: il progetto sarà spezzato in due, prima sarà costruito il segmento vicentino, poi (eventualmente) il segmento bissarese. Questo comanda il portafogli: ad oggi non ci sarebbero ancora i fondi utili per l'intera tratta. Ma questo comandano anche ragioni di opportunità politica: il segmento che ricade nel territorio del capoluogo gode dell'accordo fra Comune e Provincia; il segmento che ricade nel territorio bissarese infila invece ancora alcuni dubbi che vanno diradati. Avanti tutta, allora, ma solo fino a metà strada: chiamiamola bretellina, perché partirà da ponte Alto, è vero, ma non finirà più a Castelnovo, ma al Moracchino, al confine fra Vicenza e Costabissara: in tutto cinque chilometri circa per aggirare Monte Crocetta sul lato di Monteviale fino a incrociare la Spa 46 dove si raccorderanno nuova e vecchia viabilità. L'ultimo scoglio nel mare della burocrazia verrà aggirato entro settembre: questo è l'obiettivo fissato dalla giunta berica ieri mattina. Il sindaco Achille Variati è stato lapidario: la variante al Piano regolatore verrà portata in consiglio comunale dopo le ferie, nei tempi più rapidi possibili. Questo è il messaggio che l'assessore ai Lavori pubblici Ennio Tosetto ha consegnato all'assessore provinciale alla Viabilità Costantino Toniolo. I due si sono incontrati, con i rispettivi tecnici, concordando il percorso amministrativo. Tosetto gradirebbe misure per ridurre l'impatto ambientale e un'infrastruttura a quattro corsie per assorbire le moli di traffico attuali e future. Alcune osservazioni potranno essere recepite dalla Provincia, che è il principale ente finanziatore dell'opera. Lo farà in sede di approvazione del progetto esecutivo, che potrebbe correggere l'opera, prevedendo tratti in trincea nei punti più vicini alle abitazioni. Per le quattro corsie non ci sono soldi a sufficienza, ma c'è l'intesa di inscrivere nelle mappe una fascia di rispetto intorno alla strada, per garantire lo spazio a un eventuale futuro raddoppio. Il comitato dell'Albera resta con i fucili puntati per non lasciarsi sfuggire l'ennesima occasione. Il cantiere sembra a un passo: Toniolo punta a studiare un appalto integrato, assegnando alla ditta vincitrice l'onere di confezionare il progetto esecutivo. Nel frattempo, il comitato boccia la sperimentazione che dal 16 giugno ha portato al dirottamento dei tir sulla A31: "A distanza di 38 giorni - spiega il consigliere comunale Giovanni Rolando - non si è registrata alcuna significativa riduzione del traffico pesante rispetto ai 2.500 bestioni che transitano quotidianamente. quindi necessari l'emissione di un'ordinanza che renda obbligatoria la deviazione".
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da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 23 Luglio 2008 LE QUOTE DEL 2007. Vicenza procede a buon ritmo: è la seconda in Veneto per lavoro svolto Immigrati, i permessi vanno a uno su cento Primi bilanci del lavoro di questura e direzioni provinciali per le richieste di nulla osta a stare in Italia     Chiara Roverotto A livello nazionale solamente uno su cento ce l'ha fatta: gli altri 700 mila dovranno ancora aspettare. Sono stati molti gli immigrati, infatti, che si sono affidati alla lotteria delle quote con i tre "clic day" telematici nazionali del 15-18 e 21 dicembre scorso. Ma alla fine - come era stato ampiamente previsto da sindacati e non solo - il decreto sui flussi si è trasformato in una sorta di mini sanatoria per lavoratori già occupati in nero o per tentare la via più breve per i ricongiungimenti familiari. Nel 2007 il Governo aveva messo a disposizione 170 mila posti: a Vicenza ne erano previsti 1.822, dato che poi è stato modificato e portato a 3.200, visto che le richieste della provincia berica avevano toccato quota 16mila, divise tra i vari patronati sindacali, associazioni laiche e cristiane e datori di lavoro che hanno agito in autonomia. Ma come va lo smaltimento pratiche? A rilento, come spesso accade in questi casi, anche se il ministero dell'Interno nei giorni scorsi ha pubblicato i dati relativi alle prime domande. In sostanza fino allo scorso 17 giugno le richieste definite erano 67.626 su tutta la penisola, e 5175 le pratiche in attesa di integrazione (per mancanza di certificati o di altre attestazioni). Oltre 25 mila invece sono già state respinte. Un lavoro di scrematura che è toccato alle questure, che ne hanno bocciate 6.388, e alle Direzioni provinciali del lavoro (19.311), mentre quelle chiuse per volere del datore di lavoro sono state 2.585. Infine quelle che hanno ottenuto il nulla osta per l'assunzione sono 39.343. Il Ministero dell'interno, inoltre, fornisce il dato delle questure più veloci, dove in pratica i nulla osta hanno coperto gran parte delle quote assegnate. Se il record spetta a Parma con il 99,4% e Pescara con il 97%, Vicenza arriva al 34° posto (seconda provincia del Veneto dopo Rovigo, 14a ma con un numero di domande nettamente inferiore). Nella città del Palladio sono state considerate 18.175 richieste, una sola è stata chiusa (si tratta della rinuncia di un datore di lavoro)e i nulla osta rilasciati sono stati 982 una percentuale pari al 52,63%. Insomma a Vicenza si lavora, ma il nulla osta non pone fine alla lunga trafila della regolarizzazione. La burocrazia, infatti, si sposta all'estero, nei consolati italiani, che devono rilasciare agli immigrati con il nullaosta il visto d'ingresso per l'Italia. E qui c'è l'ennesimo imbuto: colpa - dicono gli esperti - della difficoltà di attraversare la frontiera per chi si trova già in Italia da irregolare e dell'insufficienza di personale nei nostri consolati. Intanto si fa strada l'ipotesi di una nuova regolarizzazione mirata per le badanti:si è ipotizzato un emendamento all'interno del decreto sicurezza che darebbe il via libera all'assunzione di immigrati irregolari che al 31 maggio di quest'anno lavoravano e si occupavano di assistenza degli anziani. Nel Veneto, infatti, dovevano entrare 995 moldavi , ed era la quota più alta prevista a livello nazionale.
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da "Corriere Adriatico"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Uffici chiusi dall'11 al 16 agosto. Per quatto giorni garantiti solo i servizi essenziali Il Comune va in vacanza, adesso è ufficiale ANCONA - Non sarà una chiusura totale ma una drastica riduzione dell'attività del Comune. Dopo aver paventato nei giorni scorsi l'ipotesi di una serrata totale, l'esecutivo locale ha deciso ieri di ridurre l'attività di tutti i servizi e degli uffici comunali dall'11 agosto al 16 agosto nell'ottica del risparmio (l'attività riprenderà di fatto il 18 dato che il 17 è domenica). Nei giorni a cavallo del Ferragosto, sono quattro i giorni di ferie "forzate" dal lunedì al giovedì, e garantiti i servizi essenziali per prestazioni connesse ai diritti degli amministrati-utenti. Nei giorni scorsi il sindaco Sturani si era informato per vagliare la situazione: da ieri la giunta ha ufficializzato il provvedimento al personale. Il dirigente del personale farà una valutazione dei settori che potranno essere chiusi per cui si metterà in contatto con tutti gli uffici per valutare il da farsi. A serrare le porte saranno quelli legati alla burocrazia, alle pratiche amministrative per cui gran parte dei servizi (anche i lavori pubblici avranno un periodo di tregua dato che nelle due settimane a cavallo di Ferragosto resterà chiuso il cantiere di corso Garibaldi). Nei giorni a ridosso del 15 agosto il lavoro di questi uffici è ridotto e si evita il rischio che qualche dipendente non prenda le ferie proprio perché la mole di lavoro è molto ridotta. Tra i servizi garantiti l'anagrafe, l'attività dei vigili urbani, il magazzino, il pronto intervento, i servizi di reperibilità. Per le politiche sociali si prevede l'attivazione di un punto di riferimento. Se ci fossero urgenze poi ci sarebbe sempre il modo di rintracciare un rappresentante di ogni settore in grado di dare delle risposte a eventuali problemi.
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da "Corriere Adriatico"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il consigliere Castelli presenta un'interrogazione Licenziamento di Carmosino Segretate le vere motivazioni ASCOLI - La Regione ha segretato le motivazioni del commissariamento della zona territoriale 13. Nel testo pubblicato della delibera di giunta con la quale il 16 luglio la Regione Marche ha licenziato Carmosino, infatti, un lunghissimo e laconico "omissis" sovrasta ogni riferimento alle ragioni specifiche della decisione. "Cosa impedisce di rendere nota la motivazione del commissariamento?" afferma Castelli . "La legge regionale autorizza la segretazione degli atti della giunta solo in caso di specifici e di particolari gravità. Viene da interrogarsi dunque su quale arcano motivo abbia indotto il segretario generale dell'esecutivo a "sbianchettare" la parte più compromettente della decisione. Gli ascolani ed i Comuni dell'intera zona sanitaria 13, hanno il diritto di conoscere la verità. E' inaudito che un intero territorio venga privato dell'organo di gestione della sanità locale senza poterne sindacare il merito. La sensazione è che la mano di Spacca e Mezzolani sia stata guidata da un mero intendimento di bassa "cucina partitocratica" e che, per tanto, la burocrazia regionale abbia qualche grossa difficoltà a giustificarla i in senso tecnico. La mia coscienza di consigliere regionale impone di rendere pubbliche e conoscibili le motivazioni di una decisione che rischia di compromettere gravemente il diritto alla salute di un intero territorio e di alimentare pesantemente la mobilità sanitaria in uscita dal piceno verso altre strutture ospedaliere". Per questo motivo Castelli ha presentato un'interrogazione regionale tesa a ottenere una pubblica comunicazione dell'assessore Mezzolani su un tema così scottante.
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da "Corriere Adriatico"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Solo un quarto di chi è stato vittimadella criminalità ha sporto denuncia Ci vogliono 7 giorni per avviare le pratiche Furti e rapine i reati che preoccupano, seguono a ruota estorsioni ed usura Commercianti sempre più paurosi ROMA - I commercianti si sentono meno sicuri dal pericolo criminalità, ogni anno un negozio su nove subisce un reato e le pratiche burocratiche per le denunce si mangiano 700 milioni di euro all'anno, pari allo 0,1% del Pil. E' il quadro che emerge dal secondo rapporto Confcommercio-Gfk Eurisko su sicurezza e criminalità, presentato ieri alla presenza del ministro dell'Interno, Roberto Maroni e del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. L'indagine - realizzata nel periodo marzo-aprile 2008 attraverso un questionario inviato ad oltre 50.000 imprese associate a Confcommercio - indica che per tre commercianti su dieci i livelli di sicurezza (contro furti, rapine, estorsioni, usura) sono peggiorati tra il 2006 ed il 2007; per sei su dieci sono rimasti uguali; solo il 4% li ritiene migliorati. I più insicuri sono al Centro (il 43% vede un peggioramento rispetto al 31% della totalità del campione). Sono, in particolare, furti e rapine a preoccupare di più i commercianti: il 54% vede un aumento dei primi, il 41% delle seconde; sono ancora i residenti del Centro i più pessimisti. Seguono estorsioni ed usura, rimaste allo stesso livello tra il 2006 ed il 2007 per quasi la metà del campione. Il 17% dichiara poi di aver subito furti, rapine o estorsioni nel 2007, con una maggiore incidenza nelle grandi città (il 21% in quelle del Nord, il 26% in quelle del Centro-Sud). Solo un quarto di chi ha subito rapine, furti o estorsioni ha dichiarato di aver sporto denuncia alle forze dell'ordine. Ciò anche perchè si impiegano mediamente sette giorni di lavoro del titolare dell'impresa per denunciare un reato e per avviare le pratiche burocratiche. Circa il 7% degli imprenditori ha intenzione di spostare la propria attività o di chiuderla per problemi legati alla criminalità. Prova a rassicurare il ministro Maroni. "la strada maestra per battere la criminalità - spiega - è la diffusione della cultura della legalità, che passa per un atto di coraggio da parte degli imprenditori: la denuncia". Maroni ricorda poi il pacchetto sicurezza approvato "in tempi record'', che contiene misure dirette ad rafforzare il controllo del territorio. Da parte sua Sangalli chiede "una risposta forte: le imprese sono già gravate da un eccessivo carico fiscale, dalla burocrazia e da costi di gestione in crescita. Se a questo si devono aggiungere anche i costi della criminalità, si rischia veramente di ridurre la libertà di impresa, con il risultato di spingere molti imprenditori a chiudere o a trasferire al loro attività".
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da "Sestopotere.com"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia (23/7/2008 13:42) | (Sesto Potere) - Bologna - 23 luglio 2008 - L'Assemblea legislativa ha approvato (favorevoli: pd, pdci, prc, sd, idv, sdi; contrari: an-pdl, gdl-pdl, per l'e-r; astenuti: fi-pdl, udc, lega nord) il pdl: “Norme in materia di politiche per le giovani generazioni”. Sottoscritto da 21 consiglieri della maggioranza, il testo è stato illustrato dal relatore Marco Barbieri (pd). La legge raccorda fra loro tutte le normative di settore, collegandole alle realtà territoriali, e promuove e valorizza il rapporto pubblico-privato, allo scopo di costruire un sistema che coinvolga, rendendoli protagonisti, i vari soggetti (società sportive, oratori, associazioni, centri di aggregazione) che a vario titolo possono contribuire a raggiungere gli obiettivi che la legge si propone. L'asse fondamentale è quello di porre i giovani al centro dell'azione pubblica, riconoscendone il ruolo strategico fin dalla progettazione degli interventi, da parte delle amministrazioni locali. A tal fine la Regione intende: valorizzare le diverse abilità e le differenze di genere e di cultura e favorire la rimozione degli ostacoli che limitano i progetti di vita dei singoli; favorire la partecipazione delle giovani generazioni alla vita civile e sociale, promuovendone la cittadinanza attiva; favorire le occasioni di dialogo intergenerazionale, interculturale e interreligioso; individuare nell'educazione alla pace, alla legalità ed al rifiuto della violenza una specifica forma di prevenzione, anche tramite la promozione del servizio civile. Il testo, inoltre, sostiene il rispetto dei diritti e dei bisogni delle giovani generazioni nelle politiche e negli interventi volti ad accrescere la sostenibilità dell'ambiente urbano e nelle scelte di pianificazione e progettazione degli spazi e dei tempi della città; assicura il diritto dei giovani a essere informati e dotati di strumenti per esprimere la propria cultura. Infine, la legge riconosce ai bambini e agli adolescenti autonomi diritti in tutti gli ambiti di vita e, in particolare, il diritto all'ascolto in tutte le procedure amministrative che li riguardano. Per raggiungere questi scopi, la Regione favorisce un'azione di coordinamento tra le diverse realtà provinciali e distrettuali, in modo da perseguire omogeneità di opportunità e di qualità nel sistema dei servizi. Vengono inoltre sostenuti Enti locali e Terzo Settore nella realizzazione di azioni specifiche di volontariato adolescenziale e giovanile e incentivati accordi con gli istituti bancari per favorire l'accesso alla casa (anche promuovendo la concessione, da parte dei Comuni e di altre istituzioni pubbliche, di prestiti sull'onore a tasso zero). Il testo di legge istituisce l'Osservatorio regionale per l'infanzia, l'adolescenza e i giovani, con il compito di: raccolta, analisi e restituzione dei flussi informativi provenienti da soggetti istituzionali e dal Terzo Settore; realizzare mappe aggiornate dei servizi pubblici e privati e delle risorse; promuovere indagini e ricerche sulle condizione di vita e sui diritti delle giovani generazioni, predisponendo relazioni periodiche. GLI EMENDAMENTI Sui 52 articoli del testo sono stati presentati 18 emendamenti, 17 dei quali approvati (respinto solo quello firmato da Ubaldo Salomoni gdl-pdl). Per promuovere la partecipazione di bambini e adolescenti alla vita pubblica, due emendamenti di Paolo Nanni (idv) introducono l'utilizzo di internet e delle nuove tecnologie e un programma triennale regionale per lo sviluppo delle tecniche della comunicazione. Analogo emendamento era stato presentato da Laura Salsi (pd). Anche un emendamento di Gianluca Rivi (pd) affronta questo tema, inserendo tra gli obiettivi della programmazione regionale il programma triennale per lo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Una proposta firmata da Monari, Pironi, Barbieri, Zoffoli (pd), Nanni (idv), Mezzetti (sd) valorizza invece la collaborazione tra pubblico e privato sociale a sostegno dell'ampliamento della libertà di scelta nei percorsi di vita dei giovani. Un emendamento Bortolazzi (pdci), Pironi e Barbieri (pd), prevede che la Regione, tra gli interventi di promozione culturale, metta a disposizione strumenti per la creazione di reti sociali. Un'altra modifica, sempre a firma di Bortolazzi (pdci) e Pironi (pd) prevede, per i minori vittime di reato, azioni tese a favorire l'istituto della costituzione di parte civile. Un emendamento Pironi-Barbieri (pd) chiarisce invece le modalità di attribuzione delle risorse per i centri per le famiglie. Una serie di emendamenti, sempre a firma di questi ultimi, poi, modificano l'articolo 47 che norma l'attuazione degli interventi. In base ad essi, i finanziamenti per la legge e per la costituzione del Fondo per le nuove generazioni possono essere reperiti anche nelle leggi di settore ancora vigenti. E' inoltre previsto che la Regione conceda contributi agli enti locali, associazioni e soggetti pubblici e privati, per qualificare le attività di “Informagiovani” e per gli strumenti e le tecnologie utilizzati per i suoi servizi informativi. Si prevede anche che la Regione conceda finanziamenti per sostenere le attività e le produzioni culturali dei giovani e lo sviluppo e la qualificazione degli spazi di aggregazione giovanile. Sono inoltre previsti contributi per progetti con finalità educative, culturali, sportive, di socializzazione e aggregazione. Infine, un emendamento stabilisce che la commissione competente esprima il proprio parere sull'atto di Giunta che definisce i criteri, le priorità e le modalità di accesso ai fondi regionali. Respinto un emendamento di Ubaldo Salomoni (gdl-pdl), che attribuiva all'affidamento familiare un ruolo primario e prioritario rispetto all'inserimento dei minori in comunità. L'ORDINE DEL GIORNO Approvato anche un ordine del giorno (contrari tutti i gruppi di opposizione) nel quale si evidenzia che il tasso di disoccupazione nazionale, nel primo trimestre 2008, secondo i dati Istat è triplo per le nuove generazioni che vanno dai 15 ai 24 anni (21,3% rispetto al totale generale 7,1%), che per la lotta alla disoccupazione l'Italia spende lo 0,4% del Pil rispetto ad una media Ue del 2,2%, e che nel nostro Paese milioni di lavoratori vivono con stipendi al di sotto di 700 euro mensili. Per queste ragioni il testo approvato - primo firmatario Marco Monari, pd, e i colleghi Donatella Bortolazzi, pdci, Renato Delchiappo, prc, Massimo Mezzetti, sd, Paolo Nanni, idv, e Paolo Zanca, sdi - impegna la Giunta: a valutare gli strumenti più idonei che consentano un accesso al mercato del lavoro in condizioni non svantaggiose per le nuove generazioni e che siano, inoltre, a favore di disoccupati, inoccupati o precariamente occupati, allo scopo di favorire l'inclusione sociale di questi soggetti. Il testo, inoltre, impegna la Giunta a stimolare, anche sul piano nazionale, attraverso la Conferenza Stato-Regioni, politiche di sostegno al benessere dei bambini e degli adolescenti e alla creatività ed autonomia dei giovani, anche su materie la cui potestà legislativa è concorrente, come ad esempio la tutela e la sicurezza del lavoro, il contrasto alla precarietà, un reddito sociale minimo garantito. Infine l'odg impegna l'esecutivo regionale a costituire un Fondo per le giovani generazioni, stanziando nel prossimo bilancio i fondi necessari a realizzare gli obiettivi previsti dalla legge. IL DIBATTITO Forti perplessità sono state manifestate da Gioenzo Renzi (an-pdl): è una legge – ha detto – di cui questa regione non ha bisogno; un doppione che si aggiunge a troppe altre leggi finalizzate alle stesse tematiche. Un testo che aumenterà il corpus legislativo regionale e, soprattutto, creerà confusione e burocrazia negli assessorati degli Enti locali. Sarebbe stato più produttivo - ha concluso Renzi - migliorare l'efficacia dei provvedimenti già esistenti. Lo spirito che anima questo provvedimento è condivisibile laddove opera perché tutti i giovani abbiano pari opportunità di crescita e di realizzazioni personali – ha detto Mauro Manfredini (ln) - auspicando tuttavia che la costruzione di un'identità sia accompagnato dalla presa di coscienza delle proprie radici e delle proprie tradizioni storico-culturali. Nelle politiche giovanili ritiene perciò auspicabile un coordinamento tra Regioni, Province e Comuni, purché non dia luogo a strutture elefantiache, costose e virtuali. “La condivisibile esigenza di dare organicità ad una materia importante come questa ha purtroppo dato vita ad un testo eccessivamente corposo, che lascia troppo spazio alla demagogia”: è il parere di Ubaldo Salomoni (gdl-pdl), che ha concluso di non poterne condividere l'impostazione. Lo sminuire, di fatto, il valore della famiglia, anche sul piano degli affidi, a favore dell'accoglienza in comunità è un approccio sbagliato. “Si stanno invertendo i valori: per la mia cultura, la famiglia, anche quella affidataria, deve essere il nodo centrale di queste politiche”. Secondo Laura Salsi (pd) è importante procedere sulla strada della semplificazione legislativa, abrogando varie norme e definendo un percorso sistematico che, a partire dalla prima infanzia, passando per l'adolescenza, arrivi fino alle cosiddette politiche giovanili. La scelta è quella di investire sul sostegno agli Enti locali, al Terzo settore e all'associazionismo, per costruire un nuovo Patto di cittadinanza, che affronti il disorientamento delle giovani generazioni, considerandole non solo cittadini del futuro, ma parte della comunità di oggi. Di fronte ad un “eccesso di retorica”, ma anche ad un “eccesso di pregiudizialità”, che l'hanno infastidito, Gianni Varani (fi-pdl) ha annunciato l'astensione su una legge, da cui emergono anche rilevanti fattori di idealità. è positivo, per Varani, che sia stata accolta la richiesta di valorizzare gli oratori, nell'ottica di una politica fondata sulla sussidiarietà, che però non compare in altre parti del testo. All'emergenza educativa che vive il Paese, la politica risponde con questa legge, che, tuttavia, rimane sempre nell'ambito delle possibili approssimazioni, senza dare garanzie sulle ricadute concrete. Per Massimo Pironi (pd) l'ambizione è quella di armonizzare, integrare e consolidare le migliori esperienze sperimentate in varie parti del territorio regionale, per tutelare i diritti e offrire nuove opportunità alle giovani generazioni. Occorre costruire ponti fra le generazioni: questa legge si propone di promuovere le condizioni di salute fisica, mentale e sociale dei giovani e opera affinché tutti i bambini, gli adolescenti e i giovani abbiano pari opportunità di crescita e realizzazione personale. Una legge inefficace, piena di retorica giovanilistica: la giudica così Carlo Monaco (per l'ER), secondo il quale quando la politica si occupa dei giovani c'è sempre il rischio ideologico dello “stato etico”. Le leggi dovrebbero limitarsi a regolare gli strumenti pubblici per raggiungere gli obiettivi dichiarati: dunque, un giudizio equilibrato su questa legge potrà essere dato solo verificando come sarà finanziato il “Fondo per le giovani generazioni” istituito dall'art. 51. Quanto all'obiettivo della semplificazione legislativa, le abrogazioni appaiono marginali rispetto alle norme che restano in vigore, in un quadro legislativo che su queste materie resta fin troppo denso. “Siano oratori o centri sociali, attività di quartiere o centri islamici, nessuna pregiudiziale: l'importante – ha detto Paolo Zanca (sdi) – è che il finanziamento sia finalizzato alle attività educative, formative e ricreative dei giovani e non alle confessioni religiose”. Il consigliere ha insistito sul principio che il provvedimento sia indirizzato ad attività a sostegno delle giovani generazioni e non a strutture ed attività confessionali . “Non sarà certo uno strumento sufficiente per risolvere il momento di crisi e di sofferenza del mondo giovanile, ma un tentativo – ha detto Massimo Mezzetti (sd) – che intende dare risposte, in un sistema integrato di rete, alle politiche delle nuove generazioni. Adesso - ha poi sottolineato - occorre bandire enfasi e retorica, presenti nella legge e che non aiutano, e fornire risorse finanziarie certe al fine di una ricaduta concreta all'interno delle comunità locali”. Per Silvia Noè (udc) “Il testo di legge evidenzia principi e buone intenzioni, ma è assente la copertura finanziaria. E' un passo avanti certo, come è apprezzabile lo sforzo di maggioranza e di opposizione di condividere alcuni punti della legge, ma adesso – ha rilevato la Noè - occorre riempire le buone intenzioni con azioni concrete e con riscontri finanziari”. “Sarà burocratica, sarà anche piena di enfasi e di retorica, ma la legge – ha detto Tiziano Tagliani (pd) – intende fornire risposte concrete alle nuove generazioni. Negli ultimi tre anni, in questa Assemblea, si è parlato di tutto, ma non si è mai parlato di giovani. Oggi – ha sottolineato Tagliani – abbiamo una legge quadro sulle politiche giovanili, all'interno di valori democratici condivisi che si troviamo scritti nella Carta Costituzionale”. Questo provvedimento rappresenta un passo importante, un salto di qualità per la vita politica e culturale regionale ed è anche un'occasione per porre al centro dell'interesse generale la questione delle giovani generazioni, sulle quali il nostro Paese, a differenza di altri, tradizionalmente non investe. Lo ha detto, chiudendo il dibattito, l'assessore Alberto Ronchi, evidenziando che in Italia è negata la centralità alle giovani generazioni, sia dal punto di vista culturale che legislativo: una questione che questa legge dovrebbe risolvere in modo innovativo, pur con gli eventuali problemi di efficacia che può contenere. Ma questa legge non parte dal nulla: la Regione Emilia-Romagna, infatti, ha lavorato in questo settore considerando da sempre i giovani come una risorsa, favorendo e costruendo politiche integrate fra i diversi assessorati e dando luogo all' “accordo di programma quadro sulle politiche giovanili” che ha interessato, con finanziamenti ed iniziative, tutto il territorio regionale. L'auspicio è che anche attraverso una legge come questa si impari ad ascoltare i giovani ed a comunicare con loro: proviamo a vedere – ha concluso – se l'Emilia-Romagna che è la regione più europea d'Italia potrà esserlo ancora di più. LE DICHIARAZIONI DI VOTO In dichiarazione di voto sono intervenuti Marco Lombardi (fi-pdl) , il quale ha rilevato che l'astensione del proprio gruppo è un atto di fiducia in attesa che la legge sia riempita di contenuti, cioè di risorse, diversamente rimarrebbe una dichiarazione di principi, e Gioenzo Renzi (an-pdl) che ha ribadito il no convinto al provvedimento.
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da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia All'origine delle code anche la necessità per gli stranieri di presentare documentazioni non necessarie Anagrafe, chiesti documenti inutili La burocrazia, si sa, è lenta per definizione. Se poi deve destreggiarsi tra documenti in lingua straniera, i suoi tempi si dilatano ulteriormente. Ma alla capacità di ingarbugliarsi non ci sono limiti e così le cose che già semplici non sono finiscono per trasformarsi in autentiche corse a ostacoli.Nel municipio del capoluogo a farne le spese sono stati appunto gli immigrati extracomunitari, i primi a restare facilmente invischiati nei meandri delle normative. Che una richiesta di documenti allo sportello da parte di chi non mastica perfettamente la lingua italiana finisca inevitabilmente per allungare la fila, lo si sa. Il Comune di Pordenone però ci ha messo del suo, e probabilmente c'è anche questo dietro le lunghe code agli sportelli dell'Anagrafe che hanno scatenato polemiche nei mesi scorsi. accaduto infatti che i cittadini stranieri extracomunitari si siano sentiti richiedere, ai fini anagrafici, certificati redatti all'estero corredati di traduzione in lingua italiana effettuata dalla nostra Autorità consolare. Una richiesta che, indubbiamente, complica non poco l'iter per chi deve ottenere un documento.Ora si scopre che tanto zelo non era giustificato. A chiarirlo sono sia la Prefettura che il Ministero dell'Interno, interpellati in merito da un'organizzazione sindacale. La risposta è stata unanime: la Prefettura è dell'avviso che, analogamente a quanto avviene nei procedimenti di concessione della cittadinanza italiana, sia possibile ricorrere per la traduzione degli atti e dei documenti redatti in lingua straniera a un traduttore ufficiale operante in Italia, con successiva asseverazione da parte del Tribunale. Un orientamento, quello della Prefettura, che trova concordi anche gli uffici del Ministero. A questo punto il Municipio del capoluogo dovrà adeguarsi anche se l'origine delle code negli uffici dell'Anagrafe erano legate pure ad altri aspetti.Lara Zani.
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da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Auronzo(gg) quasi un atto di riparazione quello delle Poste Italiane, con l'emissione e annullo del francobollo dedicato alle Tre Cime di Lavaredo. Difatti in occasione dell'Anno mondiale della Montagna era stata proposta la celebre triade dolomitica. La scelta invece era caduta sul Monviso. Dopo 8 anni, come ha ricordato Glauco Granatelli in occasione dell'inaugurazione in municipio della mostra "Lavaredo alle porte del cielo", la "scalata" alla burocrazia si è conclusa con successo. L'annullo sarà emesso domani in piazza Santa Giustina, dalle 10 alle 18. Non è solo mostra filatelica (esplorazione, alpinismo e sport in ambiente montano), quella che resterà aperta fino al 17 agosto, in esposizione c'è una corposa raccolta di prime pagine della Domenica del Corriere con disegni di Achille Beltrame, interprete di ardimento e di tragedie fra i monti. Ci sono poi diversi quadri sulle vertiginose Tre Cime interpretate da autori quali Vico Calabrò, Carlo Ghe, Marta Mellere, Emilio Vedova, Roj Meneghetti, Claudio Nevyjel, Lalla Ramazzotti Morassutti, Pio Solero, Francesco Triglia, Benito Ferrero e Giovanni Pittarello.La multirassegna, come evidenziato dall'assessore, Tatiana Pais Becher, si inserisce nella settimana dedicata dalla Val d'Ansiei alla montagna, divetando corollario del premio "Pelmo d'Oro" e del 50. della salita alla parete nord della Cima Grande.
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da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CONSELVE Cominciano i lavori per allargare i canali e gli scoli nella Bassa Padovana Conselve(st.m.) Partiranno entro breve i lavoro di scavo per l'allargamento di canali e scoli nella Bassa Padovana. Questo tipo di intervento era stato auspicato a lungo dal consorzio Adige Bacchiglione, responsabile della salvaguardia idrica di un territorio molto delicato, ad alto rischio inondazioni e subsidenze. I lavori stanno per essere appaltati e oltre all'allargamento dei canali, verranno anche realizzati presidi di sponda dei canali anti frane, la creazione di un piccolo invaso di laminazione di piena e fitodepurazione nei territori dei comuni di Galzignano, Arquà Petrarca e Baone. L'opera costerà un milione e 600 mila euro, finanziati dalla Regione Veneto per il disinquinamento della laguna di Venezia. I bacini idrici gestiti dal consorzio Adige Bacchiglione confluiscono direttamente nelle acque della laguna di Venezia; il suo lavoro, quindi, rappresenta una responsabilità ancora maggiore rispetto ad una normale gestione delle risorse idriche di altri territori. I lavori sono stati concordati ancora molti anni fa con i consorziati, le amministrazioni locali e il Parco Colli per risolvere il problema dei frequenti allagamenti delle "valli pedecollinari", per migliorare la qualità delle acque e garantire una maggiore irrigazione. "L'iter burocratico per l'istruttoria dei progetti - spiega il presidente del consorzio Graziano Tapinato - è durato troppi anni. In più sedi abbiamo segnalato la necessità di ridurre la burocrazia ridondante che danneggia l'utenza, ritardando anche di tre anni l'inizio dei lavori. Pur operando nel massimo rispetto delle norme bisogna accelerare l'esecuzione dei lavori di sicurezza idraulica e la difesa dell'ambiente a tutela degli abitanti e dei loro beni. I lavori inizieranno dopo l'estate e si protrarranno per un anno".
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da "Sicilia, La"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia A Palazzolo tutti pronti per il via In Promozione, tutto definito per Noto e Belvedere, ancora in alto mare la Leonzio. La società bianconera dopo aver perfezionato l'iscrizione in Lega, si trova sempre nelle medesime difficoltà. Lo riferisce il dirigente Enzo Nicastro: "Fino ad ora è stato fatto tutto quanto la burocrazia ci impone ma di fatto la società è come se non esistesse in quanto Lentini non ha risposto come ci aspettavamo. L'amministrazione comunale non ha ancora deliberato i 40 mila euro che avevamo richiesto. Io da solo non me la sento di andare avanti e stando così le cose consegnerò tutto al sindaco". Se da una parte c'è una Leonzio che rischia seriamente di scomparire dopo quasi cento anni di storia, dall'altra Belvedere e Noto viaggiano verso la composizione di squadre competitive. Chi si candida seriamente alla vittoria finale (se non verrà ripescata) è il Noto di Giancarlo Betta che, dopo aver annunciato gli acquisti di Randazzo, D'Arrigo e Tinè, si è assicurato le prestazioni dell'attaccante Maieli, ex Leonzio, Orazio Trombatore e Incatasciato, ex Rosolini. Arriveranno sicuramente, inoltre, alcuni juniores del Siracusa dopo l'annunciata collaborazione fra le due società come ha ampiamente sottolineato il vicepresidente netino Giovanni Musso. Il Belvedere, infine, ha piazzato altri colpi: Luca Villardita ex Enzo Grasso, Albanese e Giovanni Bottaro (ex Siracusa), Speranza (ex Rari Nantes) e Latina (ex Noto). M. B.
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da "Sicilia, La"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Scordia: 38enne respinta da più strutture pubbliche Croata paga 180 euro per un farmaco salvavita Non dimenticherà la Sicilia una croata di 38 anni, che ha avvertito, dopo essersi sottoposta a un delicato intervento chirurgico al seno, i gravi postumi di un carcinoma mammario. La paziente ha richiesto un costoso farmaco "salvavita" in diversi ospedali, che la burocrazia sanitaria, tra perplessità di operatori e ostacoli amministrativi, le ha negato per 5 giorni. Per evitare disfunzioni ormonali e complicazioni, alla fine, la donna ha deciso di acquistare la fiala in una farmacia di Scordia, concludendo la sua estenuante "odissea". In possesso di una regolare carta di soggiorno turistico, che legittima da 13 anni la sua permanenza in Italia, la croata (residente ad Ancona) aveva deciso di trascorrere con i suoi tre figli un breve periodo di ferie nel Calatino, approfittando dei legami commerciali del suo convivente con Scordia: "Sono stata al centro di un'assurda vicenda, che nelle Marche - ha dichiarato la paziente - non si è mai verificata. Da circa due anni, con il sostegno del Ssn, usufruisco di uno specifico piano terapeutico, che prevede la somministrazione mensile di un farmaco. Per non interrompere il trattamento, sono stata costretta a recarmi in farmacia e pagare 180 euro per la fiala". I primi problemi sono emersi a Militello, dopo la presentazione del piano terapeutico (redatto da un noto oncologo di Macerata) ai responsabili della farmacia dello stesso nosocomio. Alla donna sarebbe stato eccepito, in seno al documento, l'omesso riferimento al servizio della Regione siciliana. Altre perplessità sono state sollevate per la mancanza del timbro dell'Azienda Usl 3: "Si è pure rivelato inutile - ha aggiunto la croata - un contatto diretto con gli uffici amministrativi di Palagonia. Il nodo della questione non è stato sciolto nemmeno al presidio di Lentini. Altri dubbi sono stati sollevati al reparto di medicina d'urgenza dell'Ove di Catania". Il compagno della paziente ha puntato l'indice sulla non conoscenza delle procedure da parte degli addetti ai lavori, riservandosi di denunciare l'accaduto ai competenti organi della magistratura: "Al danno - ha detto - si aggiungerà pure la beffa del mancato rimborso delle spese sostenute" Sulla vicenda si è espresso, infine, il direttore sanitario del nosocomio militellese, dott. Giovanna Pellegrino: "Nuove norme, dall'inizio di luglio, disciplinano la concessione dei farmaci negli ospedali siciliani. Nei giorni scorsi è stata emessa, inoltre, una circolare esplicativa. Nell'attuale fase di transizione, il disagio si è sicuramente verificato per qualche difficoltà d'interpretazione delle ultime disposizioni". Lucio Gambera.
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da "KataWeb News"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 23 luglio 2008 alle 20:54 - Fonte: repubblica.it - 0 commenti "La ratifica all'unanimità, da parte dell'aula del Senato, del Trattato di Lisbona dimostra che l'Italia ha l'intenzione e l'ambizione di svolgere un ruolo serio e responsabile in Europa. Come paese fondatore dell'Unione sappiamo di avere sulle nostre spalle una responsabilità importante e siamo pronti a lavorare con gli altri partner per tenere vivo il sogno europeo e restituire un'anima a istituzioni che l'opinione pubblica percepisce come lontane dai bisogni concreti della gente". Lo afferma il ministro per le Politiche comunitarie, Andrea Ronchi. Ronchi aggiunge: "In Irlanda non è stata bocciata l'Europa ma una certa idea di Europa, quella fredda e distante della burocrazia. Il Trattato è stato individuato come un simbolo contro cui riversare un malessere. Il bersaglio, però, era sbagliato perché il Trattato non è un nemico ma uno strumento che snellisce il processo decisionale e accresce la dimensione politica dell'Unione. Naturalmente molto resta ancora da fare. Esaurite le grandi sfide della pace, dell'apertura delle frontiere interne e della moneta unica bisogna ripartire da un semplice obiettivo: ascoltare davvero la volontà dei cittadini. Soltanto così l'Europa potrà davvero realizzare quella inversione di rotta nel rapporto con la sua popolazione che oggi non è soltanto una necessità ma una vera condizione di sopravvivenza". AGI.
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da "Sestopotere.com"
del 23-07-2008)
Argomenti: Burocrazia (23/7/2008 19:20) | (Sesto Potere) - Modena - 23 luglio 2008 -Il Consiglio comunale ha promosso le Politiche per la Salute portate avanti dal 2002 al 2007. E' infatti stato approvato il report conclusivo del Piano per la Salute del Distretto di Modena, con il voto favorevole della maggioranza e contrario della minoranza. Ad aprire il Consiglio il saluto del presidente della Provincia Emilio Sabattini: "Siamo stati in grado di mettere in atto azioni importanti. Queste politiche le abbiamo attuate anche perché sono state messe in campo risorse significative dal punto di vista economico. Sulla salute non possiamo rallentare se vogliamo conservare un sistema di qualità universalistico: chiedo all'assessore Bissoni che questo fondamentale impegno venga mantenuto". "L'esperienza del Piano per la Salute sviluppato a Modena dal 2002 al 2007 - ha spiegato nella sua presentazione l'assessore alle Politiche per la Salute del Comune di Modena Simona Arletti - ha permesso con modalità sempre più affinate di dare sostanza all'impegno del Comune quale garante di uno dei diritti fondamentali garantito dalla Costituzione: quello della salute". L'azione messa in atto dall'Amministrazione, ha spiegato l'assessore, è stata quella di mettere insieme "in primis le due Aziende Sanitarie, poi altri soggetti del mondo dell'associazionismo e volontariato a condividere obiettivi di lavoro in cui ciascuno ha messo in campo le proprie risorse, senza finanziamenti esterni. Sarebbe molto più semplice delegare le responsabilità anche sulla prevenzione alle aziende sanitarie, che pure l'hanno come compito e mission, ma sappiamo che non basta. Occorre una responsabilizzazione della collettività per tentate di rispondere a bisogni sempre più complessi". Insieme alla delibera è stato discusso un ordine del giorno presentato dai partiti di maggioranza, per voce del consigliere di Sinistra Democratica Giorgio Prampolini. L'odg, che anche in questo caso è passato con il voto favorevole della maggioranza e contrario della minoranza, invita la giunta ad affrontare alcune priorità: rafforzare il ruolo degli enti locali nelle azioni di rilevazione dei bisogni, di indirizzo e verifica della rispondenza dei servizi sanitari ai bisogni della popolazione, mantenere nell'impostazione del nuovo strumento di programmazione distrettuale l'attenzione ai principali fattori modificabili che influenzano lo stato di salute e di benessere individuale e collettivo, al monitoraggio dei fenomeni emergenti, ed altro, realizzare la programmazione integrata di servizi e politiche sociali e sanitarie e il coordinamento con le politiche dell'istruzione, dell'ambiente, dell'urbanistica, ed adeguare il sistema di cure al fenomeno dell'immigrazione potenziando gli strumenti di mediazione linguistico-culturale e rafforzando la formazione delle diverse figure professionali per rispondere in modo adeguato alle nuove esigenze socio-sanitarie. "Da due anni mi sto battendo affinché all'interno della Sanità venga riconosciuta la capacità professionale e non la gestione del potere politico" ha affermato Mauro Manfredini nel suo intervento. "Se si vuole avere una sanità di eccellenza credo sia necessario riesaminare il funzionamento del ruolo del Collegio dei primari. Ci vuole il coraggio d'interrompere il potere dei cosiddetti baroni che continuano a favorire gli amici o i figli degli amici, e che non tengono conto delle professionalità all'interno delle strutture". Il consigliere di Modena a Colori Paolo Ballestrazzi parla di "metodologia molto vecchia". "Non abbiamo sentito una parola sull'individuazione di chi ha la responsabilità di verificare se questi interventi in cui vanno le risorse siano veramente efficienti. Assistiamo alla burocrazia farraginosa del sistema sanitario, con ritardi nelle liste d'attesa: la sanità corre il rischio di morire tra impedimenti burocratici e questo documento non lo considera minimamente". La speranza di vita, secondo William Garagnani del Pd, è sempre più alta grazie a una serie di azioni. Per quanto riguarda la prevenzione dalle malattie, Garagnani sottolinea la volontà, con questo Piano, di "rendere i modenesi più consapevoli di quanto l'alimentazione possa influire sulla salute". Proprio nel momento "dell'annuncio di questi tagli alla Sanità diventa fondamentale far conoscere ai cittadini il piano della Salute, perché solo con l'appoggio della cittadinanza si potrà contrastare questa scelta". Per Sergio Rusticali del Ps "nella nostra realtà ospedaliera un dato di eccellenza è quello sui trapianti di fegato". Il consigliere non nega che esistano delle criticità: "Non le nascondiamo, ma va posta un'altra questione. Sono convinto che in tutta Italia vorrebbero avere un livello di sanità come quello dell'Emilia Romagna, che non è perfetto, ma si posiziona sicuramente sopra la media". Rusticali ha poi espresso preoccupazione sulle "voci che nella prossima Finanziaria parlano di tagli del 20% e della reintroduzione dei ticket". Secondo Michele Barcaiuolo di An - Pdl "andrebbero rivisti i meccanismi relativi ad alcune visite specifiche, ad esempio per fare una risonanza magnetica la gente va fuori regione. Ho sentito dire delle inesattezze: i ticket erano previsti dal governo Prodi, cerchiamo di evitare la solita strumentalizzazione". Ciò che il consigliere critica del Piano per la Salute è in particolare che "non c'è una riga sulla lotta alla droga: è una lacuna che non può essere scusabile in alcun modo, era un tema necessario". "La questione della droga è strumentale - ha affermato Giorgio Prampolini di Sd - è una delle azioni del Piano sociale di zona". Per il consigliere "la necessità e possibilità di integrare sociale e sanitario è uno degli impegni più grossi di questi anni, presente nel programma politico del centrosinistra. Lavoriamo su un piano di integrazione, che avrebbe bisogno di risorse quando, invece, sono calanti. Ci sono i rischi reali di tornare indietro". Sergio Celloni, dei Popolari Liberali, sottolinea come "negli anni '80 abbiamo assistito a una estrema burocratizzazione. Per ridare forza al sistema bisogna consolidare il binomio tra l'efficienza e l'efficacia". Per il consigliere, poi, "i bilanci delle Ausl dovrebbero essere più trasparenti". Ciò che Felloni critica, in particolare, è la "sostituzione del Consiglio d'Amministrazione con un Direttore generale, carica che si ottiene in base alla vicinanza a partiti politici. E' molto importante che la sanità non abbia interferenze con la politica". Andrea Leoni, consigliere di Fi - Pdl, parla di "vacuità e genericità del Piano per la Salute. E' un'accozzaglia di buoni propositi rispetto a quello che ritengo ci sarebbe bisogno di fare. In questi giorni i fatti di cronaca ci dicono che i cittadini subiscono inefficienze: mancato coordinamento di Baggiovara con il Policlinico, mancanza di assistenza ospedalistica, ed altro. L'Usl spende un sacco di soldi per farsi propaganda con i giornalini, ma i problemi sono ancora quelli di ieri: i referti vengono ancora consegnati incompleti e cresce l'attesa per effettuare gli esami". Secondo Antonio Maienza il Piano per la Salute, nella parte relativa alla sicurezza stradale, "contribuisce a creare le soluzioni per una mobilità sostenibile. Bisogna avviare strategie per individuare le cause del fenomeno dell'incidentalità stradale e migliorare comportamenti e cultura della educazione stradale, stato delle strutture, piste ciclabili e rispetto dei pedoni. Va fatta una programmazione degli interventi sulla sicurezza stradale, con l'obiettivo di coinvolgere diversi soggetti e bisogna promuovere stili di vita corretti tra i giovani. Studiamo insieme le azioni". "L'esperienza di Modena sui Piani della Salute è la più ampia" ha affermato Giovanni Bissoni, assessore regionale alle Politiche per la Salute. "Gli Amministratori locali coordinano un tavolo con soggetti diversi che non possono essere coordinati dall'Azienda sanitaria. E' un'esperienza non molto praticata, perché è difficile mettere insieme le politiche e lavorare assieme, ma il valore che ne deriva è proprio dato dall'unione di diversi punti di vista". Per Bissoni si deve "mettere in campo un nuovo sistema di governance: far lavorare insieme i sindaci e le loro realtà territoriali, favorire le unioni dei comuni e coordinare le politiche. I nostri operatori non sono abituati a lavorare insieme: dobbiamo aggiungere ai medici anche l'assistente sociale". Sulla mobilità degli utenti verso altre regioni denunciata da alcuni consiglieri, l'assessore regionale ha segnalato che "non si tratta di un problema dell'Emilia Romagna, ma di tutte le Regioni, che non riescono a mettere insieme il diritto di cura del cittadino con il dovere di pianificazione delle aziende sulla base delle risorse. è una mobilità presente ovunque: per una certa prestazione conviene andare in un'altra Regione dove ti danno appuntamento per il giorno successivo, e viceversa. L'Emilia Romagna, a livello nazionale, ha il più alto tasso di mobilità attiva rispetto a tutte le altre Regioni". Bissoni ha, infine, commentato la proposta di taglio della Finanziaria: "non c'è dubbio che si debba chiedere maggiore efficienza al sistema, ma una cifra del genere non ci mette in grado di risparmiare senza una riduzione di servizi, o senza l'introduzione di nuove entrate attraverso i ticket". "Un sincero grazie va a tutti coloro che si sono impegnati in tale notevole sforzo" ha affermato Achille Caropreso del Pd. "L'ambito scolastico è il luogo deputato per le azioni contro il disagio psichico giovanile, perché emergono già a quell'età elementi di disagio inequivocabili. La prevenzione deve operare in modo tale che ci si accorga delle eventuali patologie e del disagio in tempo utile. è una rete che ha un elevato costo ma degli evidenti benefici di cui devono beneficiare tutti i fanciulli e gli adolescenti, naturalmente anche extracomunitari". Per Alvaro Colombo "quello della salute è un tema di grande delicatezza, inteso come benessere psicofisico e sociale e non solo come assenza di malattia. Va inteso all'interno di una società sempre più diversa e complessa: non si può più affidare alle famiglie la gestione delle persone non autosufficienti, e le immigrazioni impongono di integrare interventi formativi, nella scuola, nei servizi sociali. Cresce la domanda di servizi sociali e di politiche integrate tra loro e che integrano la popolazione". "è un sistema che sicuramente non ha tutti i vantaggi di cui si parla" ha affermato Adolfo Morandi di Fi - Pdl. "Ci sono problemi legati alla correttezza dei referti e a volte anche al loro smarrimento. Anche il sistema a rete tra i tre ospedali, Policlinico, Baggiovara e Sassuolo, non ci pare funzioni così bene. Si è inoltre parlato di alcuni cittadini come 'furbetti' perché si recano al Pronto soccorso, ma credo sia sbagliato dare a loro la responsabilità: se per avere un esame o una visita cardiologia servono mesi e mesi, è evidente che di fronte a una necessità immediata serva il Pronto Soccorso". "Ci sono stati in questi anni centinaia di partner non solo istituzionali - ha commentato Alberto Caldana del Pd - ma anche associazioni, che hanno preso parte a una progettazione di iniziative sul tema della salute in città. Credo sia un risultato straordinario e mi dispiace sentir parlare di accozzaglia". Per Caldana "con il prossimo Piano credo si avrà un elemento forte: la possibilità di dialogare con i Piani di zona e gli altri momenti di politica pubblica su temi collegati. Fare confluire nello stesso strumento Piani per la salute e Piani di zona consentirà di fare un ulteriore passo in avanti". Per Rosa Maria Fino "tra il 2004 e il 2007 il lavoro fatto ha dato grandi benefici agli stili di vita dei modenesi e delle modenesi". La consigliera ha, però, sottolineato come l'aumento del lavoro delle donne rispetto al passato (tra pubblico e privato) e il conseguente aumento di stress ha dato vita a "nuove criticità legate al prolungamento della vita delle donne: la propensione al fumo, le malattie cardiocircolatorie e la depressione. è necessario che l'attuale governo mantenga gli impegni che il precedente prese con le Regioni, senza operare tagli che sarebbero dannosi soprattutto per l'utenza più debole. Nella sua replica l'assessore Arletti ha sottolineato come "da alcuni interventi mi è sembrato non sia stata colta l'innovazione introdotta con questo strumento. L'ottica del Piano per la Salute è stata presa dall'Organizzazione internazionale della Sanità. Per garantire salute è importante l'occasione data all'Amministrazione di avere un ruolo da protagonista sulle Politiche per la Salute, in qualità di coordinatore, che con fatica ha tessuto relazioni con i professionisti, non delegando tale compito a Regione o Ausl". Il sindaco Giorgio Pighi, nel suo intervento, ha sottolineato come si debba "operare una selezione: è vero che nel Piano per la Salute al tema dei giovani e degli adolescenti non c'è riferimento alle tossicodipendenze, ma questo aspetto viene sviluppato nei Piani di Zona, sarebbe stato un doppione. E' una priorità di cui siamo consapevoli". Il primo cittadino ha poi sottolineato che "la nostra sanità ha standard oggettivi molto elevati ed è considerato un punto di orgoglio dei nostri territori. I Piani per la salute rappresentano una risposta: noi vogliamo che quelle che le politiche di prevenzione avvengano nel territorio e con il coinvolgimento degli attori cittadini". Pighi ha poi concluso sottolineando che "era nostra esigenza arrivare al superamento del Sant'Agostino-Estense muovendoci verso un'evoluzione tecnologica e un'eccellenza della specializzazione". Per le dichiarazioni di voto sono intervenuti i consiglieri della Lega Nord Mauro Manfredini e di Modena a Colori Paolo Ballestrazzi.
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da "Virgilio Notizie"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ITALIA "Pronti a lavorare per restituire anima ad Europa" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 23 lug. (Apcom) - "La ratifica all'unanimità, da parte dell'aula del Senato, del Trattato di Lisbona dimostra che l'Italia ha l'intenzione e l'ambizione di svolgere un ruolo serio e responsabile in Europa. Come paese fondatore dell'Unione sappiamo di avere sulle nostre spalle una responsabilità importante e siamo pronti a lavorare con gli altri partner per tenere vivo il sogno europeo e restituire un'anima a istituzioni che l'opinione pubblica percepisce come lontane dai bisogni concreti della gente". E' quanto dichiara il ministro per le Politiche comunitarie Andrea Ronchi. "In Irlanda non è stata bocciata l'Europa ma una certa idea di Europa, quella fredda e distante della burocrazia. Il Trattato - sostiene Ronchi - è stato individuato come un simbolo contro cui riversare un malessere. Il bersaglio, però, era sbagliato perché il Trattato non è un nemico ma uno strumento che snellisce il processo decisionale e accresce la dimensione politica dell'Unione". "Naturalmente molto resta ancora da fare. Esaurite le grandi sfide della pace, dell'apertura delle frontiere interne e della moneta unica bisogna ripartire da un semplice obiettivo: ascoltare davvero la volontà dei cittadini. Soltanto così l'Europa - conclude Ronchi - potrà davvero realizzare quella inversione di rotta nel rapporto con la sua popolazione che oggi non è soltanto una necessità ma una vera condizione di sopravvivenza".
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da "Trentino"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia TRENTO. Molti notai non lo sanno e, nel perfezionare i contratti di compravendita o di locazione degli immobili abitativi e non abitativi, chiedono ancora la documentazione relativa alla sicurezza degli impianti, come prevedeva il decreto Bersani. Ma l'obbligo, rammenta Giorgio Aita, presidente di Confedilizia di Rovereto, è stato abolito dal decreto legge n.11 del 2008 del governo Berlusconi. "Insomma, meno burocrazia e minori costi" commenta Aita, "con tanti complimenti al ministro Scaiola e la speranza di norme più equilibrate".
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da "Trentino"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il presidente di settore del C3: c'è necessità di una migliore viabilità, del raddoppio della ferrovia e di meno burocrazia "All'industria serve energia a basso costo" Casarotto: vanno sfruttate di più l'acqua e le altre fonti alternative MARIKA CAUMO BORGO. In tempi in cui la Valsugana sembra puntare su turismo e poli fieristico-commerciali quasi si dimentica che la valle vive ed ha vissuto soprattutto sul settore secondario. Elio Casarotto, da 5 anni presidente degli industriali del C3, titolare della Casarotto Costruzioni, industria edile di Villagnedo attiva dal 1962, che da 10 anni si è specializzata anche sul ramo della produzione di pareti ventilate in pietra, fa il punto della della situazione riguardo la Valsugana industriale. Presidente, come è cambiata, quali le difficoltà e gli sviluppi futuri? "La manifattura qui non c'è più, o quasi. Alcune imprese si sono specializzate nei settori metalmeccanici per avere maggiore marginalità ed essere più penetranti nel mercato. Si sono rafforzate poi le imprese che hanno capito il mercato, diversificando la propria attività. Io, ad esempio, da edile mi sono buttato su pietra e turismo". Negli ultimi anni si è assistito alla chiusura di aziende medio-grandi ed al contempo ce ne sono altre che vogliono investire qui. "Prima vanno sviluppate le sinergie sul territorio, poi ben vengano imprese e persone da fuori, se portano testa, cuore e nuove idee, non come un tempo quando arrivavano per prendere i contributi e se ne andavano". Le nuove idee arrivano tutte "da fuori"? "No. Ci sono progetti in vista. Sono a conoscenza di giovani della zona che hanno intenzione di porsi sul mercato in modo forte, a breve. Stanno nascendo belle idee, non è vero che qui non c'è spirito imprenditoriale. Daltra parte l'industria è un'idea, due uomini e due soldi". Il momento per il settore comunque è piuttosto difficile: cosa serve alla valle per svilupparsi? "C'è bisogno di energia che costi poco. L'acqua va sfruttata di più, bisogna uscire dalla logica delle concessioni e in tal modo potremmo pagare meglio gli operai. Per diminuire i costi si parla di energia solare, eolica, idraulica, geotermica, ma siamo ancora fermi. Eppure abbiamo grandi potenzialità. E dopo l'energia? "Servono strade. Le quattro corsie fino a Bassano e da li l'autostrada che colleghi Bassano a Conegliano, ma anche a Padova ed a Piovene Rocchette. E poi la Pirubi: è necessaria. Infine il raddoppio del binario Venezia-Trento, non solo per le industrie di fondovalle, ma anche per il movimento degli operai". E poi? "Bisogna snellire la burocrazia, che rappresenta un costo enorme per l'industria. L'80% delle carte che facciamo non servono a niente, sembra che senza queste non si faccia più niente. Il rapporto pubblico-privato deve cambiare, ci vuole più fiducia". Ma cosa deve cambiare dell'industria? "L'immagine. La presidente provinciale, Ilaria Vescovi, sta facendo grossi sforzi per farla conoscere, anche se in Valsugana è vista abbastanza bene. L'industria trentina è una potenza non consapevole della propria energia. La Provincia è fatta dal sistema industriale, i nostri stipendi non derivano da turismo e commercio, e se per un mese l'Iva la versiamo a Verona la Provincia fallisce perché dal settore riceve quasi 10 milioni al giorno! Qui il Patto territoriale ha fotografato la Valsugana: a farla da padrone è l'industria. Non possiamo più dire che non serve".
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da "Italia Oggi"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ItaliaOggi ItaliaOggi -Speciale Molise Numero 175, pag. 30 del 24/7/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF Nell'ambito del progetto Investinmolise, Unioncamere lavora a fianco degli enti territoriali Una cabina di regia per lo sviluppo Sportelli a Campobasso, Isernia e Termoli in aiuto delle imprese Coordinare un progetto ambizioso per far conoscere il Molise. è questo il compito di Unioncamere, che nell'ambito del progetto “Investinmolise” ha assunto un ruolo di “cabina di regia” dei desk informativi sul territorio regionale con base a Campobasso, Isernia e Termoli. Questo grazie alla sinergia di Unioncamere con la regione, i comuni e le province, le associazioni di categoria, gli istituti di credito, il partenariato allargato e tutto il tessuto economico molisano. Un compito pesante, non c'è dubbio. Ma la struttura messa in piedi da Unioncamere riesce grazie a due canali: da un lato, servizi e supporto tecnico per i potenziali imprenditori interessati a creare business in Molise; dall'altro un incarico “istituzionale”, ossia la fornitura di servizi agli imprenditori italiani ed esteri. In particolare, si tratta della possibilità di avere contatti con il governo locale, le camere di commercio locali e internazionali, il tutto in un quadro di servizi comuni a livello territoriale sviluppati con altri enti e istituzioni. E i risultati si vedono: questo supporto ha reso il Molise una regione più che appetibile per qualsiasi idea imprenditoriale, grazie soprattutto al taglio del “red tape”, il “nastro rosso” della burocrazia che diventa molto più corto per chiunque voglia investire in questa regione. Il tutto tramite l'attività di supporto e collegamento svolta dai desk. Ma non solo. Uno dei compiti assolti dai desk è quello di stimolare territorio e tessuto imprenditoriale locale grazie a progetti di cooperazione territoriale, stipulando convenzioni, promuovendo la costituzione e partecipazione ad enti, sviluppando partnership con imprese locali che abbiano interesse a condividere progetti per nuovi prodotti e nuove lavorazioni. Lo scopo? Creare opportunità economiche in Molise e nuove concentrazioni di business. Unioncamere, insieme alla Camera di commercio di Campobasso, a quella di Isernia, all'azienda speciale Fai di Campobasso e alla Sei di Isernia, ha sfruttato la compresenza di varie realtà ed espressioni, offrendo quindi più opportunità agli imprenditori. E secondo gli Assi strategici del Por Fesr 2007-2013 emanati dalla regione Molise, il sistema guidato da Unioncamere sta cercando di ridurre la frammentazione dei modelli d'insediamento e produttività. Questo per favorire l'aggregazione fra le pmi, soprattutto con lo sviluppo dei sistemi, filiere, settori e comparti ad alta specializzazione. Più un'attenzione allo sviluppo dell'energia. A breve Unioncamere sarà impegnata in alcuni progetti: la riqualificazione della cittadella dell'economia di Campobasso, che diventerà così punto di riferimento del sistema economico e produttivo regionale. Il punto forte sarà rappresentato dalla collaborazione col comune di Campobasso. O ancora la promozione della qualità e del turismo, con la partecipazione di Unioncamere a importanti fiere di settore e varie iniziative di promozione del territorio organizzate nel corso del 2008 sia in Molise che a livello nazionale. Per non parlare della partecipazione a un progetto di coordinamento dei sistemi turistici locali a livello regionale, per ottimizzare le risorse finanziarie disponibili e progettare interventi trasversali capaci di rilanciare il turismo molisano. Si lavora, dunque, per la promozione regionale. Non solo del turismo. Unioncamere svilupperà l'innovazione nel business grazie ad un Innovation point, capace di studiare soluzioni tecnologiche innovative adeguate e garantire un affiancamento costante alle imprese fino alla completa introduzione della tecnologia individuata nel proprio processo produttivo. Anche il cibo molisano potrà contare su una tutela adeguata: grazie al marchio "Piacere Molise" sarà possibile stendere dei disciplinari con i requisiti di conformità per liquori, carni, insaccati, formaggi, paste fresche, biscotti, dolci e altri prodotti alimentari. E per rispondere alle sfide dell'internazionalizzazione, Unioncamere Molise e il Centro estero delle camere di commercio del Molise collaborano insieme nell'ambito dell'Accordo di programma Map/Ice/regione Molise-Convenzione 2006 e del Por Molise 2000-2006, "Promozione dell'internazionalizzazione delle imprese, sportello Sprint Molise" nel rispetto delle linee guida de Ministero per il Commercio internazionale. Per essere presenti all'estero da protagonisti.
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da "Italia Oggi"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ItaliaOggi ItaliaOggi -Speciale Molise Numero 175, pag. 31 del 24/7/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF La regione Molise ha affidato a un'Ati la gestione del programma di marketing territoriale Alle imprese assistenza a 360° Informazioni, consulenza, tutela legale. Per ridurre le pratiche Fare squadra per richiamare il più ampio numero di potenziali investitori. E far loro scoprire le capacità di una regione ben collegata, dotata di infrastrutture accessibili e moderne, mostrandola "senza trucco" a chiunque abbia voglia di fare business. è questo lo scopo dell'Ati (Associazione temporanea d'imprese" del programma "Investinmolise" (www.investinmolise.it), struttura che gestisce il programma di marketing territoriale per l'attrazione di investimenti produttivi in regione. L'Ati, di cui fanno parte Unioncamere Molise, Retecamere, Cosmo servizi, Matese per l'occupazione, Università del Molise e Istituto G. Tagliacarne, è nata nel luglio 2005 con l'incarico della regione. Le prime iniziative sono arrivate nel febbraio 2006 e, da luglio 2007, l'Ati è pienamente operativa. Il programma di Marketing territoriale molisano rientra fra le azioni del Por Molise 2000-2006 (Misura 4.3) ed è cofinanziato dall'Unione europea grazie al Fesr, il Fondo europeo per lo sviluppo regionale. Mission del programma è quella di promuovere l'insediamento di nuove attività imprenditoriali sul territorio regionale, attraverso la realizzazione di un insieme coordinato di iniziative volte a individuare e stimolare la domanda di potenziali investitori e attrarre investimenti da fuori regione. Tra i compiti di Investinmolise c'è quello di informare, assistere e garantire tutoraggio alle imprese che vogliono investire in Molise, grazie a sportelli territoriali dedicati. Questo per raggiungere e sviluppare partnership con le imprese locali decise a condividere progetti per nuovi prodotti e lavorazioni. Più la "vendita" di veri e propri pacchetti. Il tutto grazie alla logica del "one stop shop", cioè la presentazione di Investinmolise anche come catalizzatore tra la burocrazia e le aziende che non vogliono perdere tempo per fare business. Finanziamenti agevolati, consulenza in materia urbanistica e ambientale, servizi di assistenza legale e normativa per tutte le problematiche, aiutano l'imprenditore a sveltire le pratiche e iniziare subito la sua attività. Ma non solo: è anche possibile avere dei servizi di assistenza sindacale relativamente a tutte le opportunità e problematiche connesse al reclutamento e alla formazione di nuovi occupati, con attività di facilitazione di contatti con le amministrazioni locali e regionali e con gli enti deputati al rilascio di permessi, autorizzazioni, licenze. Non mancano incentivi pubblici da parte dell'Unione europea: per le piccole e medie imprese sono disponibili, per esempio, finanziamenti da parte della Bei (Banca europea per gli investimenti) o il Fei (Fondo europeo investimenti), più programmi di ricerca e sviluppo preparati all'interno dei programmi quadro sviluppati dall'Unione. L'attività dell'Ati, però, ha un "doppio canale": da un lato assiste l'imprenditore che vuole investire in regione, mentre dall'altra punta al partenariato economico e sociale, formato da tutti i soggetti operanti sul territorio molisano coinvolti, o comunque interessati, all'azione di marketing territoriale. Comuni, province, nuclei industriali, sindacati, associazioni di categoria regionali e provinciali, istituti bancari, soggetti gestori dei Pit e della programmazione negoziata, sono solo alcuni dei soggetti chiamati a svolgere un ruolo attivo nel programma di Marketing territoriale. Questo per garantire il massimo supporto nella realizzazione dei pacchetti localizzativi. Disponibili sul sito di Investinmolise, sono un'opportunità di investimento presentata al mercato grazie alla raccolta di tutti gli elementi e i dati tecnico-economici utili. Con questi pacchetti, realizzati in settori strategici per lo sviluppo regionale (agro-alimentare, biologico, turismo e cultura, real estate), il territorio molisano si offre sul mercato, mostrando quali siano i suoi assi nella manica che permettono di investire bene: costi bassi dei terreni e delle utility, assistenza dei Consorzi Asi o Nuclei per l'industrializzazione, rilevanti disponibilità di lotti liberi per nuovi insediamenti. Tre "contenitori" destinati e costruiti per l'accoglienza di insediamenti industriali, dove grandi imprese come Fiat, Unilever, ma anche Ittierre e altre, hanno scelto di insediarsi.
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da "Secolo XIX, Il"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Filippo paganini Il congresso dei Verdi è finito con l'incoronazione di Grazia Francescato, tra gli insulti e gli spintoni. Quello di Rifondazione, che si celebrerà fra oggi e domenica a Chianciano, è stato annunciato dalle roventi contestazioni sulla conta dei delegati nello scontro, senza esclusione di colpi, tra gli aspiranti segretari: Nichi Vendola e Paolo Ferrero. Le assise dei Comunisti italiani hanno conquistato le luci della ribalta quasi unicamente per il giudizio senza appello ("Fa shifo") che il segretario del partito, Oliviero Diliberto, ha consegnato dal palco sul lambrusco. L'assemblea della Sinistra democratica non ha sciolto il nodo sul "dove andare" della piccola formazione guidata da Fabio Mussi e Claudio Fava che si è staccata dai Ds prima del matrimonio con la Margherita. I congressi di mezza estate dei partiti di quella che fu la Sinistra Arcobaleno, esclusa dal Parlamento per non avere superato la soglia del 4% alle ultime politiche, stanno denunciando con aspetti talvolta grotteschi la profonda crisi, per non dire lo stato comatoso, di un'area che sulle radici del Sessantotto e degli ultimi retaggi di un marxismo-leninismo all'italiana ha tentato di innestare e affastellare tutto quanto stava al di là del riformismo. Nel suo caleidoscopio in questi ultimi anni sono finiti ecologisti, ambientalisti fondamentalisti, movimenti-movimentisti, pacifisti, no global, cattolici del dissenso, giustizialisti, cossuttiani, nostalgici filosovietici, gay, transgender, stalinisti, trotskisti ortodossi e eterodossi, castristi e guevaristi, e via di questo passo. Quando con questi ingredienti dai sapori tanto diversi quanto contrastanti si è tentato di fare un cartello elettorale unitario la maionese è impazzita: la Sinistra Arcobaleno che sperava di raccogliere almeno l'8% si è fermata alle recenti consultazioni sotto l'asticella del quorum fissato dal "Porcellum". E l'avere messo insieme questa variegata compagnia di giro nell'Unione nel 2006 si era già conclamato come uno dei morbi congeniti del governo di Romano Prodi, contribuendo in modo significativo alla caduta anticipata del gabinetto del Professore dopo appena 18 mesi di vita. Le convention dei quattro partitini dell'Arcobaleno, convocate in tutta fretta dopo la disfatta, avrebbero potuto essere l'occasione non tanto per regolamenti di conto interni o per la ricerca di alibi consolatori esterni che potessero lenire le dolorose ferite prodotte per autolesionismo con la debacle elettorale, ma per mettere ordine in un arcipelago che non ha confini e non ha più una precisa collocazione nella geografia politica. In altri termini, i congressi avrebbero potuto fare chiarezza, distinguendo fra una sinistra di governo che si propone di riannodare su una base programmatica netta i fili del dialogo con le altre forze dell'opposizione, a partire dal Pd, in vista di alleanze alternative al centrodestra, e quell'altra componente fondamentalista di lotta o di movimento, convinta che l'unica strategia possibile sia l'antagonismo totale fino alla fuoriuscita dal sistema. Un salto di qualità nella chiarezza che avrebbe, probabilmente, comportato un rimescolamento di carte negli assetti del "fu" Arcobaleno. Una semplificazione, come è già accaduto del resto a destra e nel centrosinistra, che avrebbe ridotto l'attuale frammentazione in modo più lineare e che, probabilmente, avrebbe messo in discussione gli attuali assetti di potere con il ruolo delle attuali burocrazie di partito. Si ha invece l'impressione che la stagione congressuale non abbia affrontato di petto la scelta strategica futura della sinistra-sinistra. Si è risolta in una guerriglia tra un pulviscolo di correnti e di vecchi potentati, con una pioggia torrenziale di mozioni (clamoroso ai limiti del ridicolo il caso di Rifondazione con sei documenti) nelle quali, dietro i consueti mantra ideologici, si nascondono gli ormai sfibrati e jurassici gruppi dirigenti decisi a spartirsi nei rispettivi partitini gli ultimi scampoli di potere rimasti sul terreno dopo la Waterloo del 13 e 14 aprile. Parafrasando Mao Tze Dung, grande è la confusione sotto il cielo, ma la situazione non è eccellente. paganini@ilsecoloxix.it 24/07/2008.
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da "Adige, L'"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Turismo svenduto/1 Non c'è progettazione della Provincia CLAUDIO DELVAI (segue dalla prima pagina) Nel tempo si inseriscono in questo mercato molti altri soggetti. Chi allievo dei fratelli, chi drizzando le orecchie dalla cucina di uno di questi centri di smistamento dove si organizzava anche la cagnotta sul trasporto dei turisti da piazzale Roma a piazza S. Marco. Poi calano numericamente i Werbefahrt e nascono i "Drei Tage Sdtirol, dove per Sdtirol si vendono Tenna-Molveno-Levico, Tuenno, Segonzano, Carano, Cavalese, Pampeago. E da qui le grandi campagne titolate "Herrliches Dolomiten" e rivolte a quelli che erano dietro il muro, la Ddr. Poi, a ruota, il mercato della terza età (quei dai bacheti de còlvo, traduco: quelli dai bastoni di nocciolo, in quanto fatti prelevando una ramo di nocciolo e rifiniti a temperino al posto di quelli venduti in ferramenta per 5 euro). da molti anni che sulle Dolomiti si fanno i saldi del turismo, sulle Dolomiti e attorno alle Dolomiti: non resta fuori nessuno! Il problema ha radici profonde e con non poche evidenti responsabilità. Una tra tutte la programmazione provinciale. Chi ha stabilito quale fosse il fabbisogno alberghiero in Trentino, sulla base di una armonica offerta in relazione alla domanda? Quanti e come si sono omologati albergatori dotandoli pure di contributo provinciale? Quali banche, uffici contributi, uffici comunali ecc si sono preoccupati di spiegare ai richiedenti licenza che gli alberghi sono aziende e non monumenti al proprio ego? Quali Comuni hanno operato ricerche di mercato per individuare le necessità e uno sviluppo armonico del settore? Quale ufficio provinciale (le banche operano con un cartello e chi sconfina passa seri guai) si è mai preoccupato di formulare un prezzo guida, ragionieristicamente calcolato, categoria per categoria, che stabilisse che un cambio di biancheria, lavato con detersivo e trattato batteriologicamente (si sa di alberghi da 20 euro dove le lenzuola di sotto vanno sopra e si cambia solo quella sotto...), che il tempo per rifare una stanza ed un bagno, che una prima colazione con prodotti di qualità, che un pranzo e la sua confezione e una cena e la sua confezione. e il riscaldamento, avessero un costo minimo al quale non è possibile sottrarsi? Pagando naturalmente i dipendenti, gli straordinari, i contributi e i fornitori. Affiancati da un'isteria burocratica che appesantisce i costi e frena la qualità. Burocrazia quanta ne ha la Fiat o la Geox, anche se si tratta di commerciare 60 letti. Pianificazione zero e crescita emozionale, istintiva, arruffona. Poteva andare diversamente? Ci si stupisce di quanto accade? Molti sono i disperati che prima di affondare le inventano tutte, impanano la mortadella e la servono come leccornia tipica, fanno gli strudel con "teli" di pasta sfoglia e qualche mela di Ferrara. La "truppa" di queste svendite ovviamente rincorre solo il prezzo di acquisto delle merci avendo già stabilito da altri quello di vendita e cerca cosi di guadagnare "spacciando" il peggio o il dubbio. E le banche che hanno profuso miliardi senza valutazioni di tipo economico e senza studi particolari, ma accontentandosi di firme e di ipoteche ,non hanno colpe? Quelli dai 20 euro non sono forse attanagliati dalla necessità di imbarcare qualcosa, quello che sia, per far vedere al direttore che la macchina funziona ancora? Certo, anche quest'anno leggeremo che gli arrivi sono un po' in flessione ma tengono le presenze... Le presenze da 20 euro vengono contate, censite, utilizzate ai fini dello sviluppo come quelle da 80, 100, 150euro, ed è drammatico che invece di ragionare in questa direzione gli albergatori (una parte) abbia solo in mente di creare le tre stelle S (dove S sta Superior) o il quattro stelle S (come la Porsche) e il pubblico impazzirà a questa innovazione e si chiederà: superior rispetto a che? A nessuno viene in mente di copiare formule nuove, lo fanno da tempo le compagnie aeree. Alberghi low coast, come i Formula One in Francia. Abbordabili ai giovani e alle famiglie in tempi di crisi, niente personale, schiacci la tua carta di identità su uno schermo, fai il check in, ritiri con carta di credito le lenzuola da un distributore, paghi e ritiri la chiave, vai in camera (molto carina, pulitissima), uno schermo interattivo ti informa su tutto e di più; alla mattina sul corridoio trovi automatici che erogano di tutto e anche buono: fai la tua colazione, butti la tua chiave di plastica in un cestino e te ne vai dove vuoi. Costo? 25 euro e 4 per la colazione. Ma mirando alto, c'è spazio per specializzare gli alberghi in: storici, romantici, classici, gourmet, originali... Dove le caratteristiche guidano, e non le stelle attribuite con il metro. A stelle attribuite con il metro sarebbe una divertente risposta fare stipiti con il metro: fino a 160 cm di altezza paghi 30 euro, a 170 cm paghi 50 e a 180 cm paghi 80. L'Alto Adige, che da anni ha abbandonato la competizione in presenze puntando alla redditività, ha fatto scelte molto più sofisticate e colte. Claudio Delvai Albergatore, già presidente albergatori Val di Fiemme, è consigliere Apt Val di Fiemme 24/07/2008.
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da "Centro, Il"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Di Vincenzo Cerulli Irelli L'onore perduto dell'Abruzzo Una regione umiliata. La regione che ha dimostrato nei passati decenni straordinarie capacità di lavoro, uscita per prima tra tutte le regioni meridionali dal sottosviluppo, allineata alle più fiorenti regioni dell'Italia centrale, si trova adesso sulla gogna, quasi simbolo della corruzione politica e amministrativa del Paese. Proprio l'Abruzzo, dove la malavita organizzata non è mai riuscita a penetrare. Parlavo per telefono con alcuni nostri compatrioti emigrati in Canada. Piangevano, essi così orgogliosi delle loro origini, di fronte all'onore perduto. Perché sia potuto accadere quello che è accaduto, a prescindere in questo momento dallo stabilire la verità dei fatti che ovviamente non è nostro compito stabilire, è difficile capire. Una politica distratta, poco attenta agli affari dell'amministrazione, poco portata a studiare i problemi, a fare i conti, troppo presa dai propri affari interni. Poco attenta alla questioni della moralità pubblica che pur tanto premono alla gente. Una burocrazia pervasiva, troppo potente, che copre troppi affari, troppe competenze, togliendo spazio alle autonomie locali. Una burocrazia pressoché stabile, nonostante il succedersi dei governi e delle forze politiche, che tiene i rapporti con l'esterno, con "il privato", nel reciproco scambio di favori. Occorre che la politica riprenda il suo ruolo, di programmazione, di indirizzo, di controllo degli affari dell'amministrazione, di valutazione delle performances di dirigenti e funzionari, senza interferire nel merito della gestione amministrativa affidata alla responsabilità di questi ultimi. E occorre spezzare le commistioni tra pubblico e privato, causa principale di corruzione oltre che di cattiva gestione amministrativa. Per quanto riguarda la sanità, spezzare immediatamente con legge le convenzioni con cliniche private. Queste lavoreranno con la clientela privata, mentre il servizio sanitario pubblico, con le sue strutture, potrà far fronte alle prestazioni coperte dalla spesa pubblica. In ogni caso la spesa sanitaria deve essere drasticamente ridotta, anche con tagli dolorosi (e la giunta Del Turco aveva cominciato un'opera lungimirante in tal senso, e forse per questo è stata punita). Una regione non può essere messa in ginocchio dall'esigenza di coprire la spesa eccessiva di una delle sue funzioni, sacrificando tutte le altre, anche quelle di carattere strategico. Per fare solo il più semplice degli esempi, basti pensare alle borse di studio per i giovani meritevoli e privi di mezzi, o agli investimenti per le case degli studenti sacrificate ingiustamente dalle esigenze di coprire ad ogni costo il buco della sanità. Porre al centro di ogni confronto politico il problema della moralità pubblica, problema che non investe solo la classe politica (la quale tuttavia ha il dovere primario di vigilare e laddove necessario, di reprimere, a cominciare dai suoi singoli membri); ma tutto il sistema pubblico (funzionari, concessionari, appaltatori, consulenti) nei suoi distorti rapporti col privato, con i singoli, con le imprese. Per questo occorre spezzare le commistioni. Quel che pubblico è pubblico, quel che è privato è privato. Ridurre il pubblico a quel che è necessario, secondo il principio di sussidiarietà. Ma il resto, quel che viene lasciato alla mano privata, non gravi sulla finanza pubblica, se non per determinati aspetti di stretta necessità. Smantellare gli enti e le agenzie inutili e restituire le funzioni agli enti locali e particolarmente alle Province, come vuole la Costituzione. Riaffermare con forza la separazione tra politica e amministrazione, ciò comporta che rispettivamente politici e dirigenti e funzionari facciano gli uni e gli altri la loro parte secondo precisi ambiti di responsabilità. Spezzare i circuiti occulti del potere, le connivenze, gli scambi, quel che il popolo delle primarie chiedeva con forza al Pd (e io all'epoca me ne feci interprete) e credo lo stesso chiedesse il Popolo delle Libertà ai suoi dirigenti ed esponenti. La classe politica deve assumere scelte coraggiose e ripristinare il rapporto con la gente; cominciando da una critica forte di se stessa, da un'esplicita volontà di cambiamento. Il Pd, dopo il grande entusiasmo delle primarie, si è accartocciato nei suoi affari interni. Il Pdl, anch'esso dopo lo slancio del Popolo delle libertà, si è ridotto a cassa di risonanza delle politiche del governo. Dobbiamo tornare ad occuparci degli interessi delle popolazioni, dei territori. Questa crisi, che si materializza nell'immagine angosciosa del mio presidente in carcere, può essere fattore di una reazione forte della società abruzzese. L'Abruzzo vuole restituito l'onore, conquistato con il duro lavoro di tante generazioni.
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da "Eco di Bergamo, L'"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Scuola di magistratura "Ad agosto la firma" Castelli e Fontana a confronto con i vertici del ministero "Nessun problema, solo qualche ritardo burocratico" "Ho parlato con il ministro della Giustizia, è tutto a posto. La firma per la scuola di magistratura arriverà a breve". La rassicurazione arriva daRoberto Castelli, sottosegretario alle Infrastrutture ed ex Guardasigilli, che è stato il primo promotore della sede orobica per la scuola per magistrati. L'esponente leghista conferma di essere stato contattato da esponenti di Provincia e Comune, preoccupati per il latitare del sigillo definitivo da Roma al progetto. La bozza di protocollo d'intesa tra Provincia, Comune, Diocesi e ministero della Giustizia è pronto, ma ad oggi è bloccato nella capitale perché il ministro Angelino Alfano, o un suo delegato, non l'ha ancora firmato. Di contro, a Bergamo, è tutto pronto per fare partire la scuola: al Sant'Alessandro, dove l'istituto troverà sede provvisoria prima di trasferirsi a Palazzo Lupi, sono già cominciati i lavori di adeguamento. Comune e Provincia pronti Inoltre, Via Tasso e Palafrizzoni hanno già fatto quello che dovevano, approvando il protocollo che prevede la divisione in parti uguali dei 242 mila euro (30 mila a testa già nel bilancio 2008) di canone per la sede provvisoria dell'istituto. "Insomma ? hanno fatto sapere da Comune e Provincia ? vorremmo essere sicuri che è tutto a posto. Non pensiamo che il ministro abbia cambiato idea, però...". Però c'è anche stato il precedente della battuta del ministro sulla riunificazione delle scuole di magistratura a Roma, ora previste a Bergamo, Firenze e Benevento. Castelli, insieme al deputato di Forza Italia Gregorio Fontana, si era interessato assicurando che lo spostamento non era in realtà veramente in programma. Così tutto è andato avanti, solo che ora manca la firma e a Bergamo stanno sulle spine L'ex Guardasigilli, venuto a conoscenza delle preoccupazioni, è intervenuto: "Ho visto Alfano martedì sera e mi ha assicurato che la questione è solo burocratica, bisogna solo stabilire il termine. Se la firma del protocollo avverrà per ogni soggetto singolarmente, ci vorranno pochi giorni. Se si vuole dare un po' più di ufficialità, con un incontro di tutti, magari qualcosa in più. Ma, lo ripeto, il ministro ha assicurato che la firma ci sarà. E si è anche detto disponibile a partecipare, in autunno, all'inaugurazione". La scuola dovrebbe difatti cominciare le lezioni da settembre. "Bergamo è la sola pronta" Ieri è arrivata anche la conferma di Fontana: "La firma sarà apposta entro agosto, ne ho parlato con il capo di gabinetto del ministro: purtroppo la burocrazia ha i suoi tempi e spesso va sollecitata, ma non ci sono problemi". E, a proposito di quanto è concreto il progetto che sta coinvolgendo la nostra città, castelli rivela: "La sede di Bergamo è l'unica ad essere pronta, segno che davvero l'impegno è stato notevole e che se le istituzioni fanno squadra i risultati sono ottimi". La scuola di magistratura avrà infatti tre punti di riferimento: oltre a Bergamo, per il Nord, sono previsti istituti a Firenze e Benevento per il Centro e il Sud. Questi ultimi sono fermi al palo, e dall'esponente leghista arriva il plauso ai bergamaschi che si sono mossi: "Ottimo il lavoro del sindaco Roberto Bruni e del presidente della Provincia Valerio Bettoni. Politicamente apparteniamo a partiti diversi e che si possono anche scontrare e confrontare. Ma, dal punto di vista delle istituzioni, è stato fatto un lavoro di squadra che deve essere modello anche per il futuro".
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da "Mattino di Padova, Il"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Coordinate 400 attività economiche, con Camera di commercio e Cariparo: a settembre il via Centro storico commerciale Progetto di Confesercenti e Comune per rivitalizzarlo Sarà un manager a salvare le sorti del centro storico commerciale. Parola di Confesercenti. Il Comune delega un po' di burocrazia e la gestione, dalle pulizie alla manutenzione alla sicurezza, passa in mano ai privati. Una squadra scelta, nel progetto di Maurizio Francescon direttore della Confesercenti, che potrà avvalersi dei protagonisti attuali. Dai servizi di Aps alla Polizia municipale, passando per i Magazzini Generali e l'Interporto. A settembre la sperimentazione. Intanto siamo nella prima fase, quella della concertazione. "I protagonisti sono l'Amministrazione comunale, la Camera di Commercio e la Cariparo - spiega Francescon -. L'Ascom ci segue positivamente e a Zanonato l'idea piace. Tanto che stiamo cercando insieme un'area adeguata". Ossia il quadrato che va da Prato della Valle fino a via San Fermo senza esclusione delle Piazze. Questo il nuovo centro commerciale naturale. Le 400 attività economiche del quadrato sono state scelte per l'esperimento. Così tutte le risorse, pubbliche e private, saranno destinate a questa sorta di "consorzio". Un unico calendario di attività. La stessa linea di vendita come fossero una catena associata. "Tutti gli aderenti saranno chiamati a partecipare economicamente - continua Francescon -. Proprio in questi giorni a livello regionale si legifera sulla tassa di scopo, che farebbe proprio a caso nostro. Ad esempio in Inghilterra i commercianti partecipano con l'1% del fatturato". "L'81% dei commercianti registra una contrazione dei ricavi - commenta Nicola Rossi, presidente Confesercenti - mentre l'8% chiuderà entro l'anno e un altro 9% aspetta con ansia la pensione. Le attività del centro non reggono il confronto con la grande distribuzione. Le 4.000 attività della città hanno bisogno di aiuto. Eppure l'universo delle piccole e medie imprese è fortemente presente nel tessuto urbano: basti pensare che su 800 mila abitanti ci sono 96 mila imprese e almeno 150-180 mila abitanti ne sono soci o amministratori". (Elvira Scigliano).
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da "Tirreno, Il"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Montecatini La burocrazia uccide villa Paradiso I proprietari ricorrono al Tar contro le lungaggini del Comune L'edificio del Cinquecento cade a pezzi, il progetto di recupero è fermo da otto anni FRANCESCO ALBONETTI PISTOIA. Villa Paradiso in località San Pantaleo, nei pressi di Spazzavento, risale alla prima metà del Cinquecento e fu costruita dalla famiglia Niccolai Lazzerini, che la tenne per alcuni secoli. Poi è appartenuta ad altre famiglie pistoiesi, fino a quando una quindicina di anni fa una ditta di Prato, la Filit, l'ha acquistata ed ha approntato un piano di recupero conservativo. Un'operazione da 4-5 milioni di euro. Quel progetto è rimasto al palo dal 2000, bloccato dalla burocrazia. Frattanto la villa è stata bersagliata dai furti, nel più importanti dei quali i ladri si sono portati via infissi, fregi, statue e persino una lapide marmorea posta a nord che ne testimoniava l'origine. Il complesso storico attualmente versa così in notevole stato di degrado. Ma i proprietari non ci stanno e hanno deciso di ricorrere al Tar contro il silenzio-rifiuto del Comune, colpevole di non essere stato in grado, nell'arco di un decennio, di rendere esecutivo il progetto e cantierabili i lavori. Questo, come spiega Stefano Pecchioli, responsabile commerciale della Filit, "nonostante il piano di recupero sia stato quasi subito approvato come variante al prg e nonostante il beneplacito della Soprintendenza ai monumenti". "E' davvero inammissibile che a Pistoia non bastino dieci anni per concludere delle pratiche edilizie quando altrove si concludono in tempi molto rapidi - dice Pecchioli - L'obiettivo del piano è proprio il recupero conservativo di Villa Paradiso, che ha un valore storico non indifferente. Non abbiamo mai chiesto regali, ma semplicemente quello che ci spetta di diritto e che venga accolto nella legalità. Sappiamo che non è l'unica operazione immobiliare di questo tipo rimasta al palo e ci meravigliamo che nessuno protesti, neppure gli ordini professionali: architetti, ingegneri, geometri. Un silenzio disarmante". Pecchioli fa notare che la Filit ha già subito un danno ingente per i ritardi, a cui si è aggiunta la beffa dei furti. Poi fa notare che l'operazione sembrava partita bene o, quanto meno, coi tempi normali: "Nel 2000 era assessore Pileggi e per i primi anni l'iter è stato seguito correttamente. Le cose sono subito cambiate con la giunta successiva e con l'assessore Ginanni, che poi è stata riconfermata nell'attuale legislatura. Sembra che anche gli uffici si siano fermati. Sorprende il fatto che questo ritardo penalizza anche il Comune, visto che sta rinunciando ad oneri di urbanizzazione piuttosto pesanti, intorno ai 350mila euro". "Nel frattempo - aggiunge - in tempi rapidissimi, sulla provinciale davanti alla villa, hanno aperto un distributore di benzina". Ecco una breve cronologia del calvario burocratico al quale è stato sottoposto il progetto di recupero di Villa Paradiso. Anno 2000. La commissione edilizia dà il parere positivo al progetto. La Filit inoltra il piano di recupero con la variante al Prg per l'introduzione di una zona di ristrutturazione urbanistica in località S.Pantaleo. 2001. Il consiglio comunale discute la variante al Prg, iniziano le procedure. 2002. La variante viene adottata. Presentate due osservazioni da parte di Regione Toscana e Provincia. 2003. Le osservazioni vengono accolte e il Comune chiede l'espressione di parere da parte della Regione e della Provincia per la variante. Arrivano i pareri favorevoli alla variante di Provincia e Regione. Il consiglio comunale approva definitivamente la variante e il piano di recupero diventa esecutivo. 2004. Viene richiesto un inserito fotografico del nucleo centrale della villa. 2005. Il Comune chiede l'integrazione di nuovi documenti, che vengono inoltrati. Sopralluogo della Sorpintendenza, che blocca il progetto. La proprietà presenta ricorso. La commissione edilizia esamina la pratica, confermando il parere positivo ma il Comune asserisce di dover tener conto del parere della Soprintendenza. A dicembre cambia il responsabile della Soprintendenza e si incontra con la proprietà. 2006. La Soprintendenza approva in modo informale. Viene inoltrata in Comune la variante al piano di recupero. L'assessore Ginanni pone dei paletti: il piano di recupero deve essere autorizzato dai confinanti la strada, in quanto il piano prevede anche la ristrutturazione della strada; il costo dell'esproprio è a carico della Filit; i proponenti del piano dovranno prendere contatto coi confinanti per conoscere le loro intenzioni in vista dell'esproprio. In Comune si verificano i protocolli delle tavole da inviare alla Soprintendenza, anche se l'invio avverrà dopo la definizione della bozza di convenzione. 2007. Dopo le elezioni amministrative, si tiene una riunione fra proprietà e Comune. Viene chiesto un computo metrico estimativo della strada da inoltrare all'ufficio urbanistica. Dopo l'inoltro, si chiede di non inviarlo più all'ufficio urbanistica, ma all'ufficio strade. Si tiene un ulteriore incontro con l'assessore Ginanni e l'ufficio tecnico e viene contestata l'entità della richiesta a fronte di quanto previsto dall'inoltro del piano: l'assessore demanda all'ufficio l'esame della possibilità di ridurre la spesa. L'architetto Meoni chiede di predisporre un progetto alternativo con altre misure della strada. 2008. A febbraio viene inoltrato in Comune il nuovo progetto e i relativi computi metrici.
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia I COMMENTI pag. 13 E ADESSO non chiamatela rottamazione, perché qualcuno potrebbe equivocare. A... E ADESSO non chiamatela rottamazione, perché qualcuno potrebbe equivocare. Atteniamoci al linguaggio della burocrazia che sarà duro ma è preciso, e definiamolo contributo spese. Ce ne sono tanti e potrà esserci anche questo. Pure se si tratta di un rimborso un po' speciale, quello che il comune di Occhiobello (al confine tra Ferrara e Rovigo) offre ai suoi residenti: 250 euro - che visti i tempi di magra non sono poi così pochi - a chi decide di farsi cremare. Rimborso delle spese che i parenti dei defunti devono sostenere per far accedere il caro estinto (a questo punto un po' meno caro) ai servizi crematori erogati in zona solamente dalla camera mortuaria di Ferrara. Il tutto, fanno capire al comune di Occhiobello, per incentivare in qualche modo una forma di inumazione quanto mai ecologicamente corretta, diciamo pure il metodo del futuro. Morire a Occhiobello, purché disposti a bruciare nelle fiamme terrene sperando nelle delizie del Paradiso, non è mai stato così conveniente.
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da "Repubblica, La"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina XXII - Roma Ministro e musicista un mito brasiliano tra chitarra e politica Villa Ada Un figlio della cultura popolare folgorato dalla bossa nova, anima del movimento tropicalista con Caetano Veloso Suona con il gruppo Broadband, a favore della democratizzazione del copyright nell'era digitale, l'ultimo suo impegno GINO CASTALDO Se proviamo a immaginare un musicista che sia allo stesso tempo una sorta di ambasciatore internazionale della cultura e un vitale performer, capace di infiammare il pubblico con ritmi brillanti e canzoni poco allineate, viene fuori come d'incanto la figura di Gilberto Gil. Non è consueto andare a un concerto di un ministro della cultura, ma dal Brasile possono arrivare anche questi interessanti paradossi. Gil è sempre stato impegnato su diversi fronti umanitari, e da un certo punto di vista è sembrato naturale che nel momento del primo vero cambio radicale a sinistra della politica brasiliana, quando nel 2003 fu eletto Lula da Silva come presidente della repubblica, che proprio Gil fosse designato come ministro della cultura. Naturale fino a un certo punto, se è vero che ai musicisti si attribuisce una scarsa dose di disciplina, e soprattutto una costituzionale insofferenza alla burocrazia amministrativa. La carica politica, inoltre, gli ha procurato il primo vero screzio col suo amico e compagno di strada Caetano Veloso. Di sicuro Gil non ha mai smesso del tutto di suonare e incidere dischi e ora che è a fine mandato sta riprendendo il pieno possesso del suo lavoro. Ora arriva in Italia col suo gruppo banda Larga, nome scelto in omaggio a un'altra campagna in cui si è impegnato, a favore della democratizzazione del copyright nell'era digitale, tema sul quale ha incontrato anche il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, presentando il concerto romano. Nella voce, nella padronanza ritmica che dimostra alla chitarra (questa invece benevolmente invidiata dal "fratellino" Veloso) Gil è fino in fondo figlio della cultura popolare brasiliana. Prima ancora di rimanere folgorato dalla prima apparizione della bossa nova, e in particolare da Joao Gilberto (bahiano come lui) aveva già scavato nelle zone più disparate del folklore del suo paese, attratto dai suggestivi ritmi del nord-est, dal triviale e travolgente forrò, e naturalmente da quella africana corrente sotterranea che anima la cultura bahiana). Questa attenzione ai tanti ritmi della sua terra l'ha sempre mantenuta e infatti alcuni dei suoi pezzi più famosi come Aquele abrao (la canzone che cantò a Rio nel 1968 prima di essere esiliato a Londra dalla giunta militare che guidava il paese) e Expresso 2222 risentono di quelle suggestioni per così dire "country", ben diverse da quelle generate dalle grandi città. D'altra parte la sua storia non può essere raccontata senza riferirsi alla lunga complicità con Caetano Veloso. Insieme sono stati l'anima del movimento tropicalista, insieme hanno vissuto la prigione e poi l'esilio a Londra, insieme hanno inciso e cantato in innumerevoli concerti. Entrambi hanno coltivato una visione della musica che oscilla dal puro gusto della bellezza a una sorta di coscienza critica della contemporaneità.
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da "Repubblica, La"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Economia 13 ANNI 28 ANNI Eurotunnel 13 anni, Variante di valico 28 Opere pubbliche, in Italia ci vuole il doppio del tempo per approvarle e costruirle L'inchiesta Castellucci: "La legge incentiva gli enti locali a porre veti per ottenere contropartite" LUCA IEZZI ROMA - Stessa spiaggia, stesso mare, stessa fila. La coda in autostrada è parte del rito delle vacanze: cantieri aperti da decenni aggravano, anziché risolvere, gli ormai storici "colli di bottiglia" nella rete messi sotto pressione dagli esodi estivi. Dà quasi l'illusione che il tempo non passi mai ritrovarsi ogni estate a rivedere, metro per metro, certi tratti dell'Appennino tra Firenze-Bologna, o i dintorni di Genova, Mestre o ancora i panorami della Salerno-Reggio Calabria (che ieri ha visto inaugurare un tratto da 29 Km). Invece il tempo passa: il primo progetto del raccordo di Genova risale al 1983, stesso periodo in cui si parlava di decongestionare il tratto appenninico della A1, il passante di Mestre è del 1990, dopo un decennio di dibattiti. Non bastasse, il confronto internazionale ci umilia: le "vere" grandi opere, tipo tunnel sotto la Manica, si fanno in massimo 10 anni, tra autorizzazioni e realizzazione, il ponte Vasco de Gama, a nord di Lisbona, è con i suoi 17 Km il più lungo d'Europa, progettato e autorizzato in quattro anni e costruito in tre. Insomma: Eurotunnel batte Variante di Valico 13 a 28, a patto la scadenza del 2011 sia rispettata. La causa vera dei ritardi in un sistema che non penalizza chi fa slittare i tempi, anzi il fatto che lo Stato, direttamente o indirettamente (concedendo gli aumenti tariffari ai concessionari) copra i maggiori costi che ne derivano, è il vero incentivo a prenderla con calma. In Europa hanno risolto con un uso massiccio dei performance bond. Si tratta di fideiussoni fatte dal costruttore a favore dell'appaltante per ripagarlo in caso di ritardi. Si arriva al 50% ed oltre del valore dell'opera. In Italia si usano poco, la legge prevede una penale massima del 10% (profitto presunto) per una consegna mancata. Il rischio è minimo dal punto di vista finanziario ma anche legale visto che novero delle (eventi naturali, difficoltà burocratiche). che non comportano responsabilità dirette è ampio. Se poi si guarda alla pioggia di miliardi che il ritardo innesca, l'interesse a chiudere nei tempi sparisce: ad esempio la Tav da Torino a Napoli doveva essere pronta nel 2003 e lo sarà solo nel 2009, nel frattempo i costi sono triplicati da 11 a 32 miliardi. Ma i cantieri sono già in ritardo ancora prima di aprire: la legge prevede tempi massimi per ogni fase dell'iter di progettazione e approvazione: tutto dovrebbe risolversi in 24 mesi, 720 giorni. Nessuna sanzione, o meccanismo automatico di silenzio assenso in caso di violazione, che infatti è sistematica. Il momento più delicato il passaggio a livello locale. Regioni, comuni, province, comunità montane, e chiunque abbia un interesse animano conferenze dei servizi interminabili. L'incapacità di far fronte ai veti locali è bipartisan: il fallimento della Legge Obiettivo varata nel 2001 dal centrodestra ha chiarito che accentrare le decisioni rinforza i fronti del "no", mentre il federalismo secondo il titolo V della Costituzione riformato dal centrosinistra da molte armi a chi si vuole opporre. L'ad di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci, suggerisce una soluzione: "è dimostrato che non si può imporre un'opera senza concertare le soluzioni a livello locale. Bisogna trovare il giusto equilibrio: è indispensabile l'accordo delle Regioni, ma al di sotto del livello regionale le conferenze dei servizi dovrebbero poter decidere a maggioranza (come avviene ad esempio per le Ferrovie, ndr). Il sistema dell'unanimità ha un effetto nefasto, rende addirittura "politicamente" obbligatorio per i sindaci dei piccoli comuni esercitare il diritto di veto in vista di una contropartita ". Poi c'è la burocrazia: Autostrade è stata la prima concessionaria a far ricorso al Tar del Lazio contro il ministero dell'Ambiente e dei Beni culturali per sollecitare una Via sulla variante di Valico ferma da un anno. Un caso che ha una morale: l'unico modo per accorciare i tempi è che qualcuno oltre allo Stato (e i cittadini) rischi di perdere soldi a causa dei cantieri lumaca.
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-07-24 - pag: 14 autore: Lotta alla mafia con il codice Vigna Regole ferree per ridurre il rischio di infiltrazioni - Nuova governance per le aziende di Lionello Mancini C alcestruzzi è sotto accusa in Sicilia per presunte "provviste" di denaro in neroe perché avrebbe chiuso gli occhi su personale mafioso negli impianti, mentre la sua casamadre, Italcementi, deve difendersi in Calabria per rapporti opachi con una famiglia di trasportatori in odore di 'ndrangheta ( anche se ha appena ottennuto il dissequestro dei beni). Impregilo, nella bufera giudiziaria dei rifiuti campani, vede decimato dai Pm il management della Fibe. Sono solo gli esempi più attuali delle paludi in cui si può perdere un'impresa,persino un co-losso, quando opera nelle aree del Paese ancora contese tra lo Stato e il sistema criminale. Accuse brucianti, quelle di cui sono chiamate a rispondere primarie realtà industriali del Paese: acquiescenza – quando non alleanza – al crimine organizzato, miopi interessi di bottega radicati nello sfascio amministrativo del Sud, lobbysmo potente e spregiudicato che manipola una politica debole. Accade, però, che mentre gli avvocati duellano con le Procure, Italcementi dia incarico a una terna diesperti per ridisegnare la governance aziendale proprio in funzione dei territori a rischio: ne è nato un codice presentato ieri al direttivo di Confindustria in cui ha trovato grande condivisione. E che Impregilo nomini l'ex prefetto di Milano, Bruno Ferrante, presidente di Fibe e Fibe Campania. Mosse scaltre e obbligate dalle peste giudiziarie, come pensa qualche magistrato? Oppure qualcosa di nuovo sta davvero accadendo negli impianti al Sud dei colossi nazionali delle costruzioni? Nelle stesse settimane (si veda "Il Sole-24 Ore" del 21 giugno) un consorzio di sette imprese nato per costruire il rigassificatore di Gioia Tauro, invia il proprio atto costitutivo a Procura e Prefettura di Reggio, nonché alla Direzione nazionale antimafia per ribadire l'intenzione di non scendere a patti con la malavita locale; e la Cmc (un miliardo di lavori solo in Sicilia) chiama nella sua sede di Ravenna un Pm, alcuni prefetti e il presidente di Sicindustria Ivan Lo Bello, per spiegare ai 54 dirigenti del gruppo come si sfugge alle pressioni di Cosa nostra. Di nuovo:un po' di sano marketing senza ricadute sulle regole aziendali o un nuovo tassello – e che tassello –che si aggiunge a quello degli imprenditori e commercianti siciliani impegnati nella stagione del "no al pizzo"? Interrogativi d'obbligo,gli stessi che circa un anno fa aleggiavano intorno all'iniziativa di Confindustria quando annunciò l'espulsione di chi pagava il pizzo. Tra scetticismo e speranza, alzatine di spalle e di "stiamo a vedere", quel che accade in Sicilia è sotto i nostri occhi da mesi, tra arresti di estortori, denunce, processi, campagne di sensibilizzazione promosse dalla Polizia, sportelli antiracket ecc. Piero Luigi Vigna, oltre 40 anni di magistratura, Procuratore nazionale antimafia fino al 2005; Giovanni Fiandaca, professore di diritto penale all'Università di Palermo e Donato Masciandaro, docente di economia politica alla Bocconi di Milano, hanno ricevuto il 24 dicembre scorso da Italcementi l'incarico di fissare in un Codice regole di governance adatte per prevenire i rischi-criminalità (in genere seguiti dalle mazzate dei Pm). Regole volute dal gruppo bergamasco, ma – si legge nelle prime righe del "Codice antimafia" – anche una proposta "alle imprese che operano all'interno di territori ad alto tasso di criminalità, al fine di fronteggiare e ridurre rischi di infiltrazione da parte delle organizzazioni criminali". Dunque una serie di regole stringenti che Italcementi sta già inserendo nelle sue attività, ma fruibili da chiunque sia deciso a fare impresa senza legarsi a mafia, camorra, 'ndrangheta. "Sappiamo bene –dice Pier Luigi Vigna – che tutto ciò comporterà un forte impegno organizzativo ed economico in tecnologia e formazione. Ma se le imprese vogliono cambiare passo, gli investimenti saranno ampiamente ripagati dal ritorno reputazionale". Vigna non si nasconde le difficoltà, comprese quelle dei rapporti con il versante pubblico (Prefetture, forze dell'ordine, Procure) che dovrà attrezzarsi per rispondere al nuovo corso delle imprese, evitando che la burocrazia vanifichi le iniziative. Ma il magi-strato fiorentino dice anche che la strada è obbligata: "Quando si opera in certi contesti, le imprese non possono essere autoreferenziali, devono capire dove sono,aprirsi all'esterno,lasciarsi guardare al loro interno ". "Spero sia una linea che diventi comune e si consolidi – commenta Giuseppe Pignatone, Procuratore di Reggio Calabria e già interprete della stagione antiracket siciliana –. Ma direi che in questo momento siamo in mezzo a un guado. Le Procure indagano, com'è giusto che sia, in base agli elementi in loro possesso. Posso anche capire che alcune grandi realtà imprenditoriali vogliano girare pagina, ma i conti nei processi vanno comunque fatti". Per chiarire, Pignatone osserva che "se un'impresa si dice vittima dei criminali, io voglio crederci.Ma dove c'è una vittima c'è un carnefice e io chiedo alla vittima di indicarmi il suo carnefice: se no il tutto diventa poco credibile". Estremamente prudente (se non scettico) sull'autenticità di certe iniziative è Nicolò Marino, il Pm di Caltanissetta titolare dell'inchiesta sugli impianti Calcestruzzi e che ha indagato il numero uno di Italcementi, Carlo Pesenti. "Il gruppo fa bene a ingaggiare nomi del livello di Vigna,Masciandaro e Fiandaca –dice Marino– e farsi rappresentare da avvocati esperti come Alberto Alessandri o Franco Coppi. Ma la sostanza dei problemi è un'altra: ed è che secondo l'accusa Calcestruzzi produce flussi finanziari in nero,non sappiamo se solo qui in Sicilia o dappertutto ". Dunque, ragiona Marino, ciò che forse dovrebbe fare è intanto indicarci dove è situato il back up del sistema informatico che non troviamo ". "La giornata alla Cmc?Formazione vera –dice il Pm della Dda di Palermo Maurizio De Lucia, tra i relatori del seminario ravennate del 21 aprile –.Strette tra la mafia che pretende e lo Stato che persegue, le grandi aziende si pongono il problema di come muoversi per evitare conseguenze nefaste. L'esperienza ci insegna che queste realtà sono contraenti forti, Cosa nostra cerca di stringere con loro rapporti di scambio, più che usare la mano pesante. Quindi gli imprenditori hanno bisogno di una conoscenza approfondita del territorio e delle logiche mafiose se vogliono fare business, comportarsi civilmente e non contribuire a rafforzare la criminalità". Il punto è proprio questo: è possibile oggi nel Mezzogiorno fare business senza piegarsi a for-nitori sospetti, senza assumere manodopera imposta dal boss (o dal politico) locale, senza concorrere all'arricchimento di cosche e affini per evitare danni peggiori? E senza poi trovarsi coinvolti in inchieste giudiziarie dagli esiti devastanti? Ancora Vigna: "Darsi strumenti e regole per preservare il beneazienda dall'illegalità, è giusto ed è l'unica via percorribile.L'alternativa, come si sente dire dagli imprenditori, è rinunciare ai lavori in alcune regioni: e questo sarebbe un disastro per l'intero Paese ". lionello.mancini@ilsole24ore.com INCHIESTE IN CORSO Ma il pm di Caltanissetta che indaga su Calcestruzzi precisa: "Iniziativa lodevole, però ci dicano dov'è il back up del loro sistema informatico".
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-07-24 - pag: 14 autore: Troppa burocrazia tra le aziende e lo Stato p "Ci poniamo il problema di come lavorare in certe aree evitando i principali rischi di infiltrazioni malavitose - racconta Dario Foschini, direttore generale Cmc Ravenna, 5mila dipendenti, lavori in portafoglio per 1,9 miliardi, di cui oltre 900 milioni in Sicilia e Calabria – e la nostra giornata di studio sulla legalità vuol essere un messaggio molto forte al management su come porsi di fronte a certi fatti, come prevenirli. Dobbiamo a volte prendere decisioni importanti, magari risolvendo un contratto sulla base delle cosiddette "informazioni atipiche"". "Da tempo abbiamo rapporti con le Prefetture – prosegue Foschini –, siamo ovviamente favorevoli ai protocolli di legalità (general contractor, appaltante, Prefettura), anche se c'è troppa burocrazia e le risposte non sono adeguate ai tempi di decisione di un'azienda, restano troppe incertezze. Ad esempio se si tratta di un appalto privato, le Prefetture non sanno se e come possono intervenire. Perciò per noi è un bell'aiuto, quando – è capitato di recente in Sicilia – un Prefetto ci ha detto: "Va bene le carte, ma prendiamoci anche un caffè una volta alla settimana, per parlarci faccia a faccia". Siamo molto impegnati sul fronte della legalità, sia per evitare errori e danni alla Cmc, sia perché saper lavorare in quelle aree è un "plus" di reputazione". Dario Foschini Direttore generale Cmc Ravenna (55 anni).
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da "Nazione, La (Pistoia)"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia PRIMO PIANO pag. 3 SI CHIAMA Eolo il progetto messo a punto da Confartigianato Imprese Pistoia per i... SI CHIAMA Eolo il progetto messo a punto da Confartigianato Imprese Pistoia per incentivare l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e, in particolare, dell'energia eolica. A sostegno del progetto, Confartigianato ha anche siglato un'intesa con la Banca di Pistoia, che ha predisposto un apposito prodotto finanziario destinato a tutti coloro che vogliono installare un impianto per la produzione di energia pulita. Il progetto è stato illustrato nell'ambito del convegno "Acqua, sole, vento? le energie rinnovabili" organizzato il 21 luglio presso la sede provinciale di Confartigianato. Il convegno, al quale è intervenuto anche l'assessore all'ambiente del Comune di Pistoia Mario Tuci, è servito a fare il punto della situazione per quanto concerne i nuovi strumenti legislativi che tendono ad incentivare l'efficienza energetica. IN PARTICOLARE, il consigliere Mario Lupi, membro della Commissione Ambiente della Regione Toscana, ha illustrato il Piano di indirizzo energetico regionale e il Decreto Legislativo 115/08 sull'efficienza energetica, grazie al quale, tra l'altro, viene superato l'ostacolo burocratico della Dia, fino ad ora necessaria anche per l'installazione di piccolissimi impianti. Insomma, oggi l'energia pulita è più accessibile. E quella eolica è anche particolarmente vantaggiosa da un punto di vista economico, visto che installare una piccola pala (magari verticale) per la produzione di un kw di energia costa intorno ai 3.500 euro. Nell'ambito del convegno si è puntata l'attenzione sull'esperienza della Provincia di Livorno, grazie agli interventi di Roberto Bianco, direttore dell'Agenzia energetica della Provincia di Livorno, e di Piero Gabrini, del Global Service Livorno. I contenuti tecnici del "Progetto Eolo Confartigianato" sono stati presentati dal dirigente dell'associazione Massimo Desideri e dell'ingegner Stefano Rabuzzi, mentre Enrico Mondani, della Banca di Pistoia, ha illustrato nei dettagli il nuovo "Mutuo energie rinnovabili" messo a punto dall'istituto di credito. "IL PROGETTO Eolo ? spiega il presidente provinciale di Confartigianato Massimo Donnini ? si inserisce nel percorso intrapreso da Confartigianato per rispondere al bisogno di famiglie e imprese di abbattere i costi dell'energia. Le direttrici su cui ci muoviamo sono la promozione dell'efficienza energetica degli edifici, l'acquisto sul mercato internazionale di energia elettrica a costi vantaggiosi e il sostegno delle energie rinnovabili, dal fotovoltaico all'eolico, dall'idraulico alle biomasse". "Eolo, infatti ? prosegue Donnini ? è solo uno dei progetti che stiamo realizzando per promuovere le energie rinnovabili come fonte di risparmio economico, tutela ambientale e opportunità di lavoro per le nostre imprese: lo Sportello energia dell'associazione è in grado di aiutare a scegliere il tipo di impianto e di fonte energetica più adatta alle varie esigenze di imprese e famiglie. Sostenere l'energia pulita è una scelta culturale, politica ed economica che mira anche a sollecitare le istituzioni locali che troppo spesso, attraverso la burocrazia, ne impediscono l'utilizzo".
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da "Nazione, La (Viareggio)"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CAMAIORE / MASSAROSA pag. 10 SI SVOLGONO oggi pomeriggio alle 17 nella chiesa parrocchiale di Piano di Conca, i funera... SI SVOLGONO oggi pomeriggio alle 17 nella chiesa parrocchiale di Piano di Conca, i funerali di Mirko Torre, il giovane trovato morto domenica scorsa nelle campagne del paese, tradito da un'overdose. Sulla sua scomparsa, interviene la sorella. CARISSIMI LETTORI, chi vi scrive è la sorella di Mirko Torre, il ragazzo morto da overdose domenica sera. Io in questi tre giorni non ho letto né un giornale, né visto un telegiornale. E lo sapete perché? Perché sono stata impegnata a consolare da un inconsolabile dolore una madre e un padre che hanno perso un figlio di 23 anni, un figlio che non voleva più vivere, un figlio che si è fatto trascinare da un'altra persona, non lo sappiamo perché. In questi giorni in cui non è bastata la morte, ci si è messa anche la burocrazia di mezzo che per due giorni ci ha impedito di piangere sul corpo di Mirko. Ho scritto queste righe perché la morte di mio fratello non deve far pensare all'ennesimo drogato, perché ve lo assicuro (se non mi credete ci sono molto persone che lo possono confermare) Mirko era solo un bambino che non aveva più voglia di vivere, un bambino che non aveva più sogni a cui l'amore di mamma, di papà e il mio non bastavano più. Non voglio aggiungere altro (anche se ne avrei da dire molte), perché non voglio far polemiche inutili. Chiudo ringraziando tutti coloro che volevano bene a Mirko, perché ce lo hanno dimostrato con parole, carezze e in qualsiasi altra dimostrazione di affetto. Grazie. Erika Torre.
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da "Messaggero, Il (Ostia)"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 24 Luglio 2008 Chiudi di ANTONELLA MOSCA Circa 7 mesi per spedire dalla sede della Asl Rm H di via Menni, a Nettuno, una pratica di conferma di invalidità civile all'Inps di Anzio che si trova a 3 km di distanza. Così Simone Castaldi, 34 anni, di Nettuno, sulla sedia a rotelle dopo che nel 2001 è diventato paraplegico in seguito a un grave incidente stradale, da settembre 2007 attende il pagamento della sua pensione. Inoltre l'Inps di Anzio è sotto organico - quindi gli uffici sono più lenti - dopo l'inchiesta sulla truffa che ha portato all'arresto di varie persone tra cui una funzionaria locale e l'allontanamento di chi lavorava con lei. "Dal 2002 - spiega Simone Castaldi - mi è stata riconosciuta l'invalidità civile perchè, purtroppo, l'incidente automobilistico mi ha reso disabile. A settembre 2007 sono stato chiamato al controllo dalla Commissione invalidità che ha confermato la situazione. Però, da allora, non riesco più a percepire la pensione". Come sempre in questi casi c'è lo "zampino" della burocrazia. La direttrice dell'ufficio Inps di Anzio, Rosaria Peduto, spiega: "La conferma della pensione di invalidità del signor Castaldi ci è arrivata dalla Asl il 15 aprile 2008. Noi dobbiamo liquidarla in 120 giorni, quindi siamo nei tempi". "Ma ora - aggiunge - stiamo lavorando le pratiche di febbraio. Siamo sotto organico perchè il personale coinvolto nell'inchiesta è stato allontanato e dobbiamo svolgere il controllo di tutte le posizioni, come maternità o malattie, analoghe a quelle prese di mira. Ciò significa una mole di lavoro in più. Per fortuna altri uffici Inps, da Ostia a Pomezia, ai Castelli, ci stanno aiutando nelle verifiche, ma il nostro lavoro è comunque rallentato. Vedremo cosa si può fare".
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2008-07-24 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Reazione Parla il capogruppo del Pd Maniglio rassicura: "I fondi ci sono" LECCE - "La provincia di Lecce avrà la sua Pet. Ci sono i soldi, la Asl ha provveduto ad individuare ed attrezzare i locali presso l'Oncologico e a definire percorsi che garantiscano la massima sicurezza per un esame così importante ma anche rischioso per i materiali utilizzati". Il capogruppo Pd alla Regione, Antonio Maniglio, rassicura il primario Vito Lorusso e il consigliere regionale del Padl, Saverio Congedo. Interviene la Regione "Le sollecitazioni di Congedo - afferma ancora Maniglio vanno bene perché davvero non ci possiamo consentire di prolungare i tempi per attivare uno strumento così importante ". Maniglio spiega anche con quali soldi verrà finanziata l'installazione della Pet. "I fondi - dice - sono quelli per l'edilizia sanitaria che ha stanziato la giunta Vendola: 128 milioni sono destinati al nuovo Fazzi, 12 milioni alla messa in sicurezza dell'ospedale esistente, 6 milioni al completamento dell'oncologico. E proprio da queste risorse, appositamente destinate a rendere più competitivo ed efficace il lavoro dell'Oncologico, saranno prelevate le somme necessarie all'acquisto della Pet". E ancora: "I bisogni e le urgenze dei cittadini non aspettano i tempi della burocrazia. Ma questo era vero anche prima. Solo che a differenza del passato ora c'è una programmazione per migliorare l'offerta di servizi sanitari. Mi permetto di ricordare, tuttavia, che fino a settembre 2006 in Puglia non c'era un solo impianto Pet". I viaggi della speranza Conclude: "I pazienti di Lecce, e delle altre province, erano costretti a recarsi a Milano per sottoporsi alla Pet. Solo nel settembre 2006, grazie a Vendola, è stata attivata al Policlinico di Bari la prima Pet. Dopo di ciò è stata attivata un'altra Pet a San Giovanni Rotondo e altre, entro qualche mese, saranno messe a disposizione dei cittadini della altre province". A. D. R. Antonio Maniglio.
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da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ARGENTA E PORTOMAGGIORE pag. 15 LE CHIUSURE dello sportello unico per le imprese e la riorganizzazione del servizio, al centro di un... LE CHIUSURE dello sportello unico per le imprese e la riorganizzazione del servizio, al centro di una interpellanza del consigliere comunale Luca Brunazzi di Argenta Rinnovamento. Gli ha risposto il vice sindaco Antonio Fiorentini, spiegando cause e motivi legati prevalentemente a sedute plenarie di formazione ed aggiornamenti tecnico-normativi del personale, anche dell'ufficio attività produttive, e ad ispezioni sulla certificazione di qualità. Poi Fiorentini evidenzia "i cinque giorni di apertura settimanale, dal lunedì al venerdì, che offrono e garantiscono costanza e continuità; una estensione di orari fra le maggiori a livello provinciale". Mentre "i ricevimenti del responsabile vanno oltre, adeguando in sinergia anche con l'urp ed altri settori, l' attività, la fornitura di atti ed informazioni, la ricezione di pratiche, la consegna di autorizzazioni, alle esigenze dell'utenza e dei cittadini". Una copertura insomma ritenuta, secondo sondaggi e l'ente di controllo Bvqi, "assolutamente all'altezza". Discorso a parte la chiusure per lavoro di ristrutturazione interne. Che riducono il monte annuo di 10 giornate di apertura. Così come, per il 2008, l'installazione di un nuovo software gestionale all'ufficio attività produttive. Ma quando lo stop è inevitabile (mai però Sua e Uap insieme) si ricorre al sito internet, collocazione di cartelli, note stampa, info on-line. Mai subìto fermate per malattia, ferie, maternità o problemi famigliari. A dare una mano per snellire e migliorare ancor più la burocrazia il 18 luglio è stato presentato alle associazioni di categoria il portale 'Investinargenta'. Nando Magnani.
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da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 24 Luglio 2008 Chiudi di ILARIA BOSI Paradossi della burocrazia: per evitare di cadere dentro un pozzo, a volte, non basta neanche la "raccomandazione". Ha dell'incredibile e rischia anche di avere ripercussioni giudiziarie la situazione che ormai da un anno e mezzo le mamme di San Giovanni di Baiano vanno denunciando per lo stato di abbandono di un pozzo, tuttora attivo, situato nei giardini pubblici di piazza De Gasperi, realizzato ad altezza uomo e coperto con un vetro blindato rotto ormai da tempo. Sull'orlo del precipizio, e con i bambini che ogni giorno trascorrono ore e ore all'aria aperta in quello che dovrebbe essere un parco giochi, le mamme hanno più volte contattato l'Ase, nella speranza che un doveroso intervento di manutenzione mettesse fine a quel pericolo. Ma finora non c'è stato niente da fare e a poco è servito "raccomandarsi" a Carlo Calandri (Dl-Margherita), consigliere comunale della zona, che dopo mesi di sollecitazioni e richieste di intervento ufficiali, è costretto ogni volta ad allargare le braccia: "Non mi ascolta nessuno", è la sua amara constatazione. La situazione, inutile nasconderlo, sta superando i livelli di guardia, se non altro perché, secondo quanto è dato sapere, da ormai quattro mesi l'Ase avrebbe pronti anche i soldi per realizzare l'intervento, che rientra peraltro tra quelli ordinari. Nelle casse dell'azienda servizi ci sono da tempo 400 euro, destinati a quel pozzo lasciato nell'abbandono, ma nessuno li utilizza. Dimenticanza? Lassismo? Questioni di altro genere? Impossibile saperlo, visto che al call center dell'Ase, dove si sono rivolte le mamme e il consigliere comunale, oltre a registrare la sollecitazione non vengono fornite risposte. Intanto i bambini continuano a giocare: salgono e scendono da quel pozzo, che è un sedile appoggiato nel baratro e la cui copertura, una volta che qualcuno si deciderà a intervenire, potrebbe essere rinforzata anche con una rete di contenimento. Chi si assume le responsabilità se accade qualcosa? Un interrogativo che si rincorre e si ripete tra le panchine e i giardini di quello che è il quartiere più popolato della frazione, con circa settecento abitanti nel giro di poche centinaia di metri, distribuiti tra i palazzi di recente costruzione della zona residenziale. Se il pozzo, certamente, è il pericolo che più salta all'occhio, anche la situazione generale dei giardini non consente di stare tranquilli. I tombini di cemento, spesso coperti dalle erbacce, rappresentano un potenziale rischio e per di più basta la mano di un bambino di sette anni per alzare la copertura in cemento e scoprire un groviglio di fili elettrici che sono alla portata di tutti.
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da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 24 Luglio 2008 Chiudi di NELLO MAIOLINI AVEZZANO - Da ieri a mezzogiorno l'acqua della sorgente del Liri è tornata potabile. Lo ha comunicato la Asl di Avezzano con una nota inviata al Cam spa e ai sindaci dei Comuni di Tagliacozzo, Cappadocia, Sante Marie, Carsoli, Oricola, Pereto, Rocca di Botte e Magliano, nella quale si legge che "in seguito ai risultati dell'Arta dell'Aquila, le acque destinate al consumo umano sono risultate conformi ai parametri dettati dalla legge". L'alterazione dei valori batteriologici dell'acqua era stata rilevata il 16 luglio dai laboratori di analisi del Cam spa che gestisce il servizio. A seguito di opportuni trattamenti, però, già il 18, lo stesso ente aveva comunicato che i "valori erano tornati nei limiti consentiti". Ma perché ci sono voluti altri cinque giorni per avere il risultato ufficiale dalla Asl? Forse per eccessiva burocrazia poiché a eseguire le analisi, in definitiva, è stata l'Arta dell'Aquila. Quindi troppi passaggi, mentre i cittadini hanno trascorso una settimana senza avere notizie sulla possibilità di utilizzare l'acqua per "consumo umano", in piena estate e nel momento in cui certe località si riempiono di turisti. Ora i sindaci interessati devono ritirare l'ordinanza di divieto dell'uso dell'acqua e provvedere a darne comunicazione ai cittadini.
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da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia FERRARA PRIMO PIANO pag. 3 L'incrocio dei sospiri: adesso c'è il disegno ma mancano i soldi VIA DARSENA MAI SEMAFORO 'provvisorio' fu tanto definitivo: si tratta dell'impianto... volante installato all'incrocio tra via Darsena e viale Volano, che già nello scorso mese di febbraio avrebbe dovuto essere sostituito da nuove segnalazioni e soprattutto accompagnato dallo smantellamento degli spartitraffico in cemento. Era stata, quella, la garanzia solenne che il Comune aveva assunto con i cittadini ed i commercianti di Borgo San Luca, protagonisti della clamorosa protesta per la 'stanza urbana'. Anch'essa provvisoria, transitoria e sperimentale come il semaforo volante che invece non è mai stato oggetto dei lavori definitivi. A questo punto però, in Comune, sembra finalmente essere stato predisposto il progetto: quasi sei mesi per disegnare il riordino di venti metri di strada e prevedere il ripristino di alcuni cavi. Un vero record di 'burocrazia lumaca', ma con questo ormai bisogna fare. Tutto risolto? Nemmeno per sogno, perchè adesso che i 'michelangelo' della mobilità hanno redatto il progetto ? evidentemente più complicato di quello del ponte sullo stretto di Messina visti i tempi ?, bisogna trovare la necessaria copertura finanziaria. E così la pratica da un po' di tempo continua a languire, non più negli uffici tecnici ma a questo punto alla Ragioneria. Cambiando l'ordine dei fattori, il prodotto non cambia: per l'esigenza a suo tempo richiamata a gran voce dalla Circoscrizione di ripristinare la fluidità della circolazione, è sempre... semaforo rosso. Se ne riparlerà forse a settembre, in concomitanza con l'avvio del cantiere per la realizzazione del 'boulevard'. Il primo stralcio della riqualificazione di via Bologna è quello che va dal ponte sul Volano a via Argine Ducale. Logico immaginare perciò che vengano anche smantellati gli spartitraffico e ripristinato il semaforo definitivo. Ma appunto perchè è logico... s. l.
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: CASERTA - data: 2008-07-24 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Il caso Piazza Trieste e Trento diventa una discarica In una sola notte rubati 120 irrigatori nelle aiuole di Aversa Le piante seccate, ma non per l'afa Per l'assessore Rotunno "questo genere di furti si ripete ciclicamente e il senso civico diminuisce sempre" AVERSA - Via Saporito, altezza parco "Pozzi", il cosiddetto prato all'inglese piantumato appena qualche mese addietro è già morto. Qualcuno "accusa" il sol leone ma la realtà è ben diversa. Il colpevole è quello di sempre: l'uomo o gli uomini che, "lavorando " almeno per due notti di seguito, hanno trafugato le 120 fontanine installate appena tre mesi fa dal Comune di Aversa, tra via Saporito e via Salvatore Di Giacomo, per irrigare le nuove aiuole e dare più colore ad una zona riqualificata con grandi sforzi. Un mega furto sul quale si può ironizzare ma fino un certo punto: con i tempi della burocrazia, infatti, le nuove fontane saranno installate solo a settembre, se tutto va bene, ma nel frattempo le aiuole spariranno e dovranno essere nuovamente seminate: "E' un'autentica vergogna. Altre parole non ci sono per definire il furto degli ugelli che servivano per irrigare le aiuole tra via Saporito e via Di Giacomo". L'assessore ai lavori pubblici, Rino Rotunno è adirato e si vede: "Purtroppo - sottolinea - questo genere di furti si ripete ciclicamente perché il senso civico diminuisce sempre più. Più che il danno economico, non rilevante, ferisce l'assurdità di un gesto inqualificabile. Ma non vorrei che quelle aiuole avessero dato fastidio a qualche commerciante desideroso di poter parcheggiare la propria auto sui marciapiedi come faceva fino a qualche tempo fa". E quando si parla di scarso senso civico, il pensiero corre subito alla fontana di piazza Trieste e Trento dove, recentemente, un calo di tensione ha danneggiato i motori, ma in attesa di ripararli la struttura interna è diventata ricettacolo di rifiuti e bottiglie di vetro. "E anche qui c'è poco da fare - conclude Rotunno - i primi a preservare i beni pubblici dovrebbero essere i cittadini ma questo non accade". Sulla stessa lunghezza d'onda, Domenico Rosato,consigliere comunale di Rifondazione e dei Comunisti Italiani: "Ci troviamo - dice - di fronte ad una manifestazione di vera inciviltà che conferma l'esigenza di una reazione, finalmente forte, di tutte le forze sane della città, non solo di quelle istituzionali. Ricordo che proprio per realizzare quegli spazi verdi c'era stata una forte pressione esercitata anche dall'opposizione. Non è possibile - aggiunge - che tutto ciò che è pubblico venga saccheggiato impunemente. E ancora una volta, purtroppo, una minoranza esigua di incivili danneggia la maggioranza dei cittadini che ora dovrà rinunciare alla bellezza di quei prati appena piantumati". Antonio Marfuggi Piazza Trieste e Trento.
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da "Denaro, Il"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Mediterraneo euromed Upm: si punta su banche e imprese Fausto Gasparroni L'Unione per il Mediterraneo - tenuta a battesimo il 13 luglio scorso a Parigi sotto l'egida di Nicolas Sarkozy - non vincerà la sua sfida nell'avvio di progetti concreti se non ci sarà un reale coinvolgimento del settore privato, sia industriale che finanziario. Questo il messaggio partito ieri da Roma, dal workshop "Unione per il Mediterraneo: un ruolo e nuove opportunità per l'Italia", promosso alla Farnesina dal sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi con i rappresentanti di imprese, banche ed enti locali. Un'occasione, chiusa dall'intervento del ministro Franco Frattini, che ha anche voluto dimostrare come l'Italia, nell'ambito dell'Unione per il Mediterraneo, non accetti un ruolo di secondo piano. L'iniziativa diplomatica "Abbiamo ripreso l'iniziativa diplomatica per assicurarci una posizione influente nel Segretariato", ha detto tra le altre cose Stefania Craxi, e a margine ha aggiunto: "faremo un'azione di lobbying politica affinchè, all'interno di questo progetto che ha con tutta evidenza una leadership francese forte, si possano ottenere per l'Italia spazi, posizioni. Ma questo noi riusciremo a farlo tanto quanto sarà il sistema produttivo a seguirci". Sulla medesima linea il ministro Frattini: c'è un "sistema Italia fatto di tante realtà locali, territoriali, soggetti pubblici e privati" - ha detto - che rappresenta per il Paese "una carta da giocare" nell'Unione per il Mediterraneo. Tuttavia, il 'sistema Italia' deve rafforzarsi tramite un maggior "coordinamento per riuscire a pesare" nel mondo. Anche per questo, "a settembre ci sarà alla Farnesina un incontro proprio per proporre un patto di coordinamento più forte" tra lo stesso Ministero degli Esteri e gli enti locali. In merito al workshop di oggi, destinato a "gettare le basi e indicare le modalità della partecipazione italiana all'Unione per il Mediterraneo", Stefania Craxi ha osservato la "sfida" sarà vinta "solo se il mercato risponderà positivamente". Spazio ai privati "Il coinvolgimento del settore privato è essenziale - ha detto -, sia per la progettazione, sia per il finanziamento. Considerata la limitatezza dei fondi Ue disponibili fino al 2010, sarà necessario reperire finanziamenti dalle maggiori istituzioni finanziarie internazionali, dalle cooperazioni bilaterali, ma anche da capitali privati". Secondo il sottosegretario "il vertice di Parigi del 13 luglio ha fatto tesoro degli insegnamenti del processo di Barcellona che, con l'eccesso di eurocentrismo e di burocrazia, aveva tenuto lontano le forze vive dell'Europa e della regione". Per Craxi, il processo di Barcellona "aveva sostituito la tecnocrazia al mercato". Il compito dell'Italia Invece ora "il governo italiano intende favorire il cambiamento rimettendo il mercato al centro delle attività pur con un comprensibile controllo sociale dei nostri partner mediterranei responsabili della stabilità politica". Gli "strumenti pubblici" da mettere in campo saranno "il credito agevolato, l'assistenza tecnica, la conversione del debito in progetti di sviluppo, l'apertura del nostro mercato del lavoro e quant'altro possa servire allo scopo". "L'Italia avrà un grade ruolo politico anche in Europa - ha concluso Stefania Craxi - solo se riuscirà a essere quel famoso ponte sul Mediterraneo di cui si parla ormai da vent'anni". Proposte dal workshop Il workshop ha raccolto proposte ed esperienze di imprese ed enti nelle varie macro-aree di priorità per l'Unione (autostrade del mare, disinquinamento, energie alternative, Pmi, sicurezza marittima, istruzione superiore). Sono intervenuti, tra gli altri, i sottosegretari Adolfo Urso, Roberto Castelli e Vincenzo Scotti, il sindaco di Milano Letizia Moratti, i governatori della Lombardia e del Piemonte, Roberto Formigoni e Mercedes Bresso, e numerosi rappresentanti di gruppi industriali pubblici e privati (Impregilo, Astaldi, Techint, Fiat, Piaggio, Fincantieri, Todini, Condotte, Ferrovie dello Stato), banche (Unicredit, Intesa Sanpaolo), organizzazioni di categoria (Confindustria, Confagricoltura, Ance, Abi), enti specialistici (Enea, Formez, Sviluppo Lazio, Simest). Seguiranno appuntamenti di settore, sempre con il mondo delle imprese e della finanza. del 24-07-2008 num.
(
da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 24 Luglio 2008 L'APPELLO DI CONFINDUSTRIA. Lettera al ministro Maroni: "Trovare soluzioni alternative" Permessi di soggiorno "Attese inaccettabili" Il presidente Zuccato: "Rilascio delle pratiche troppo lento le aziende non riescono a regolarizzare i dirigenti stranieri" "La burocrazia danneggia le imprese che hanno soci o collaboratori non comunitari"   Tanta pazienza e spirito di sopportazione. Perché la burocrazia per ottenere il rilascio dei permessi di soggiorno è uno scoglio complicato da superare, anche per le imprese vicentine. Se un'azienda ha bisogno di inserire in organico dirigenti, ricercatori o amministratori provenienti da paesi non comunitari è meglio che si armi di tutta la pazienza che ha in corpo. questo il messaggio che la macchina burocratica italiana lancia alle imprese che hanno bisogno di far viaggiare nel mondo personale dirigenziale che non appartiene ad uno dei 27 paesi dell'Unione Europea. L'ALLARME DI CONFINDUSTRIA. Già lo scorso anno Confindustria Vicenza segnalò il problema al Ministero dell'Interno. Ora il presidente dell'Associazione, Roberto Zuccato, ha scritto al nuovo ministro dell'Interno, Roberto Maroni, per ripresentare la questione e proporre una possibile soluzione. "Alcune importanti aziende associate hanno segnalato in più occasioni il danno subìto a causa dei tempi inaccettabili con cui, solo dopo ripetuti solleciti, vengono evase le pratiche di rilascio dei permessi di soggiorno per personale dirigente, ricercatori e amministratori non comunitari chiamati a operare in Italia - afferma il presidente di Confindustria Vicenza, Roberto Zuccato -. La mancata soluzione del problema continua a essere fonte di criticità per un sistema economico come quello vicentino, caratterizzato da un elevato livello di internazionalizzazione. Un elemento importante per le nostre aziende è la possibilità di avvalersi di risorse umane straniere non comunitarie particolarmente qualificate, chiamate a ricoprire ruoli chiave all'interno delle imprese. E' essenziale una rapida e certa definizione delle procedure per la definizione della posizione di soggiorno di queste figure nel nostro paese". Zuccato fa riferimento in particolare a figure come quelle di amministratori o soci stranieri di imprese a proprietà estera, o a quei soggetti (dirigenti e personale altamente qualificato, impiegati commerciali, tecnici specializzati in assistenza e montaggio di impianti all'estero) che, dovendo entrare e uscire con frequenza dal territorio italiano, necessitano di ottenere in tempi rapidi il rilascio o rinnovo dei loro titoli di soggiorno. "DANNO AL PAESE". "La situazione è aggravata dal danno d'immagine che subiscono il nostro paese e il nostro sistema associativo, specie nei confronti di aziende multinazionali a capitale estero le cui politiche di investimento sono spesso determinate o influenzate dalle stesse persone alle quali vengono frapposti ostacoli incomprensibili e illogici - osserva il presidente di Confindustria Vicenza -. Di fatto, mentre tutti i paesi europei si sono attivati per non ostacolare l'ingresso di un'immigrazione di qualità e produttrice di ricchezza, il nostro sistema si caratterizza per porre sullo stesso piano sia colui che entra solo per cercare una fonte di sostentamento, sia colui il cui ingresso può costituire una risorsa particolarmente preziosa per le nostre aziende. A un amministratore straniero di una società a capitale estero che sta decidendo di investire in Italia va riservata la giusta attenzione". IL PROBLEMA DELLE POSTE. Ad aggravare il problema, negli ultimi tempi, ci si è messo l'intervento operativo di Poste Italiane, che ha trasmesso le pratiche alle strutture locali anche dopo molti mesi. "Le esigenze delle imprese e del personale dirigente richiesto dall'estero non vengono in alcun modo considerate dalle procedure per il rilascio e rinnovo dei titoli di soggiorno, che prevedono un sistema di attivazione delle richieste tramite Poste Italiane - scrive Zuccato al ministro Maroni -. Il problema potrebbe essere superato con un'autorizzazione alle questure di quei territori come il nostro dove più marcato è il problema, che consenta di definire con le associazioni di categoria modi e tempi di acquisizione e trattazione diretta, in alternativa a Poste Italiane, di questa tipologia di richieste segnalate dalle stesse associazioni, così da evitare qualsiasi forma di elusione delle leggi in materia di immigrazione. Si tratta in definitiva di individuare soluzioni operative che, nel rispetto dei requisiti di sicurezza richiesti, consentano di abbreviare in modo drastico i tempi con i quali la pratica viene esaminata e conclusa dalla questura". La lettera che il presidente di Confindustria ha inoltrato al ministro dell'Interno Maroni si conclude con l'auspicio di "una sua riflessione sulla possibilità di trovare una soluzione che migliori la competitività del nostro sistema produttivo e l'immagine del paese".  .
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da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 24 Luglio 2008 ARTIGIANI. Critiche alla "manovra d'estate" Meno burocrazia, sì Studi di settore, no   La "manovra d'estate", recentemente varata dal governo, contiene in materia fiscale alcune semplificazioni normative destinate a rendere la vita un po' più facile alle piccole imprese, come l'abolizione degli elenchi clienti e fornitori con decorrenza da quelli relativi al 2008. Contestualmente sono state abolite anche le sanzioni su eventuali irregolarità riguardanti gli elenchi presentati nel 2007 e nel 2008. Un buon colpo di spugna, che cancella una certa cultura prettamente burocratica. Bene inoltre gli incentivi destinati agli investimenti in imprese societarie di recente costituzione: è prevista la non imponibilità delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni, qualora vengano reinvestite nei due anni successivi in società che svolgano la medesima attività. un primo passo: ma perché limitare l'agevolazione solo alla medesima attività? Rimane però sempre "caldo" il fronte degli studi di settore, che anche quest'anno hanno creato non pochi problemi alle piccole imprese. Gli studi revisionati applicabili per l'esercizio 2007 hanno sì visto l'eliminazione dei due indicatori di normalità economica (il valore aggiunto per addetto e la redditività dei beni strumentali impiegati), ma anche l'inserimento di un nuovo indicatore (l'incidenza dei costi residuali di gestione), che non si limita, come era stato annunciato, a una segnalazione di anomalia, ma va a incidere direttamente sui ricavi. Sempre difficile è la posizione per le aziende di produzione, in particolar modo se attuano investimenti in macchinari e attrezzature. "Invece di essere premiate con un meccanismo di detassazione - osserva Giuseppe Sbalchiero, presidente dell'Assoartigiani vicentina - esse vengono addirittura penalizzate da un uso non correttamente "tarato" degli studi di settore. Riteniamo anche non del tutto soddisfacente l'intervento sull'applicazione retroattiva degli studi. Confartigianato sta insistendo perché si arrivi a prevedere che gli studi entrino in vigore nell'anno successivo a quello della loro pubblicazione, perché solo così si supererebbe il problema della retroattività".  .
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da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 24 Luglio 2008 IL CASO. Dopo la denuncia della Cgil alla Corte dei conti sui presunti sprechi, i sindaci prendono posizione "Non possiamo perdere la Motorizzazione civile" Pasinato: "Un servizio utile, vittima della burocrazia" Bizzotto: "La gestione passi alle Amministrazioni locali"     Elena Castellan La denuncia dello sperpero di denaro pubblico è divenuta ormai un tema di attualità ed ha coinvolto anche la sede di Bassano della Motorizzazione civile. Nei giorni scorsi, infatti, la Cgil vicentina ha presentato una denuncia alla Procura regionale della Corte dei conti, affermando la scarsa utilità del servizio in città. Secondo Sergio Merendino, segretario generale della funzione pubblica della Cgil vicentina, "gli utenti bassanesi non si rivolgono al distaccamento locale ma direttamente alla Motorizzazione di Vicenza". L'ufficio a Bassano è stato aperto qualche anno fa su iniziativa degli amministratori locali e del sindaco di Cassola Antonio Pasinato che, a questo proposito, dichiara: "L'idea di aprire una sede bassanese della Motorizzazione - spiega Pasinato - è sorta dalle richieste dei cittadini e prevedeva di portare anche gli esami per la patente. Ritengo tuttora che il servizio sia valido poiché evita agli utenti l'obbligo di andare a Vicenza. Non essendo responsabile del suo funzionamento, personalmente non posso esprimere un giudizio sull'esposto fatto dalla Cgil riguardo agli sperperi: in questi tre anni, tuttavia, l'ufficio poteva e doveva essere potenziato da chi ne aveva la gestione. Se ciò non è avvenuto credo sia per l'incuria di una burocrazia bieca, che non vuole dare servizi ai cittadini". Sulla stessa linea si pone anche il sindaco di Bassano Gianpaolo Bizzotto, che allarga il discorso sull'attuale situazione dei servizi presenti nel territorio. "Quando la Motorizzazione di Bassano è stata chiusa - ha dichiarato il primo cittadino - tutti i sindaci del Bassanese si sono opposti e grazie all'allora senatore Pasinato siamo riusciti a riportare in città una parte del servizio. Se questo ufficio non è seguito dalla Motorizzazione di Vicenza, che non verifica quanto e come funziona, il servizio diventa certamente uno spreco. Ritengo comunque che chiudere il distaccamento sia una scelleratezza poiché costringerebbe gli utenti ad andare a Vicenza attraverso le strade insufficienti che abbiamo, con uno sperpero di tempo e di denaro". Secondo Bizzotto, dunque, la gestione della Motorizzazione civile dovrebbe tornare alle amministrazioni locali che avrebbero la possibilità di renderla più efficiente: "Finchè i sindaci continueranno ad essere ascoltati solo in parte - ha aggiunto -, i risultati e le conseguenze saranno questi. I servizi vanno mantenuti a livello locale, non nei Comuni, ma nei territori allargati e omogenei come è il caso del nostro comprensorio. Che ci restituiscano fino in fondo le competenze e noi sapremo farle fruttare: invece, non essendo capoluogo di provincia, tutti i nostri uffici sono a rischio di chiusura o di ridimensionamento, tra cui anche giustizia e sanità". "In questi anni - ha concluso - abbiamo avuto molta pazienza: forse noi abbiamo capito troppo e gli altri troppo poco; così stanno depauperando il nostro territorio dei servizi fondamentali laddove, invece, dovrebbero svilupparli".
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da "Mattino, Il (Circondario Sud2)"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Finiti i lavori-caos, Sud più vicino all'Europa DALL'INVIATO GIANNI COLUCCI Petina. Altero Matteoli non dimentica di essere stato ministro dell'Ambiente e da responsabile del dicastero dei trasporti e delle infrastrutture, dall'alto dell'elicottero che sorvola il vallo di Diano, guarda dalla prospettiva dell'impatto ambientale alla Salerno-Reggio. "Mi pare che davvero si incastoni perfettamente nell'ambiente. E gli ingegneri mi hanno spiegato che anche i tratti dismessi sono stati riportati a verde. Insomma se proprio non vogliamo essere degli integralisti dell'ambiente, possiamo dire che questa autostrada mette in relazione il Sud e il Nord dell'Europa e conserva anche il territorio". Il ministro arriva a Petina per inaugurare il macrolotto di 30 chilometri che porta a tre corsie la Salerno-Reggio tra Sicignano e Atena. Una lavoro iniziato dal suo predecessore Pietro Lunardi sotto l'insegna della Legge Obiettivo. Lo ha ricordato anche il presidente del Consiglio Berlusconi solennizzando la fine dei lavori: "L'opera, completata in soli 4 anni, conferma la nostra volontà di attuare concretamente il Piano delle Grandi Opere indispensabile per il nostro Paese". Costata 597 milioni, ha richiesto la costruzione di 23 viadotti e tre svincoli, ma soprattutto cinque gallerie per le quali sono state impiegate tecnologie d'avanguardia. Un grande cantiere che ha occupato fino a 850 addetti (retto da un'impresa del circuito delle Coop, la Cmc di Ravenna) è andato avanti - come ha spiegato il presidente della Cmc Matteucci - al ritmo di stati d'avanzamento da 25 milioni: "Anche in Italia si possono fare le cose per bene". Ha funzionato il sistema del contraente generale (un'unica impresa che azzera la burocrazia e si occupa di appalti e finanche dei protocolli con le prefetture sulla sicurezza e contro le infiltrazioni malavitose). "Anche se i 4 anni di lavoro hanno richiesto forse un decennio per le autorizzazioni", fa notare Matteoli, che annuncia: "Sto lavorando al tema ponte sullo Stretto". Per Pietro Ciucci "un record". Il presidente dell'Anas si dà la prossima scadenza: fine 2012 per il completamento dell'intera autostrada. Per il governatore Bassolino una spigolatura politica: "Hanno funzionato le sinergie tra istituzioni". A cui Matteoli volentieri si mette in scia: "Io non guardo alle tessere quando si tratta di portare a termine opere come questa. C'è stata sintonia con la Regione". Bassolino porta a casa il risultato: "Il 75% della Salerno-Reggio in Campania è completata per 120 chilometri. E con l'ampliamento dello svincolo di Fratte anche un altro nodo è stato sciolto". Per Ciucci la nuova autostrada (che rimarrà senza pedaggio) alla fine sarà più corta di qualche decina di chilometri, sarà il fiore all'occhiello della ingegneria italiana, ma c'è la preoccupazione dei finanziamenti e della malavita. "Resisteremo contro le infiltrazioni malavitose, dobbiamo operare in Calabria e i pericoli li abbiamo già saggiati". Dei 57 lotti e degli 11 macrolotti da realizzare 26 sono stati completati per 196 chilometri su 440 chilometri complessivi, 20 lotti sono in costruzione e 11 in progettazione. Le risorse per l'A3 sono state di 7,5 miliardi; mancano 2 miliardi per far fronte al resto della progettazione. E l'esodo che verrà? Interesserà, prevede onestamente Ciucci, già dal prossimo fine settimana il tratto Buonabitacolo-Lauria. In particolare l'area di Lagonegro dove c'è un'unica corsia per una quindicina di chilometri con tortuosi e scarsi itinerari alternativi. Quest'anno più chilometri a corsia unica e più cantieri inamovibili tra Basilicata e Calabria. I vacanzieri sono avvertiti.
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da "Mattino, Il (Benevento)"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia IL CASO Roma. Finisce definitivamente l'epoca di Sviluppo Italia. Al suo posto nasce Invitalia, agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, una struttura molto più agile e snella, nel personale, nel capitale e nelle partecipate. Il suo compito principale, come recita lo stesso nome, sarà "invitare" gli operatori stranieri a investire nel nostro Paese. Cosa che negli ultimi tempi - come ha fatto notare il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, durante la presentazione ieri della nuova società - è diventata sempre meno frequente. Nel 2007 siamo risultati al 23° posto per investimenti diretti, eppure nella classifica dei Paesi considerati interessanti di appena l'anno prima risultavamo al nono posto. Evidentemente le carenze infrastrutturali, l'eccesso di burocrazia, la pressione fiscale, l'arretratezza tecnologica e l'illegalità hanno scoraggiato i potenziali investitori esteri. Oltretutto quei pochi che arrivano in Italia sono concentrati per tre quarti in due sole regioni, Lombardia e Piemonte. Da qui la decisione di mandare in pensione Sviluppo Italia. Compito avviato esattamente un anno fa dallo stesso vertice dell'Agenzia, il presidente Nicolò Piazza e l'ad Domenico Arcuri. I risultati di 12 mesi di cura dimagrante sono più che visibili: delle 216 partecipazioni del gruppo ne restano 22 (11 considerate strategiche e 11 non cedibili per legge); le 15 società di scopo stanno man mano accorpandosi in tre Newco; le 17 società regionali sono state in parte cedute alle Regioni (operazione completata per Liguria, Sicilia, Toscana; in attesa del solo atto formale per Basilicata Friuli e Molise; in trattativa per Abruzzo, Campania, Puglia e Umbria) e in parte liquidate (Piemonte, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Marche; per Calabria e Sardegna l'operazione è solo avviata). A finire sotto la scure del tagli anche i consiglieri di amministrazione, passati da 240 a 140. "Abbiamo trovato una situazione in cui tutto era disordinato e stratificato: un arcipelago di oltre 300 partecipate e controllate. Al termine del riordino opereranno il 50% di risorse in meno" sintetizza Arcuri. Tre i settori nei quali Invitalia dovrà operare in modo specifico: turismo, agricoltura e manifatturiero. gi.fr. L'ad di Invitalia Arcuri.
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da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Rientroin Italiacon vergognaDomenica 20 luglio: rientro in Italia, dopo un viaggio attraverso tre città (Dresda-Praga-Graz) e tre nazioni, con un senso gioioso di appartenenza alla comune identità europea. Per via, sono inevitabili alcuni commenti maligni nel confrontare la rete autostradale italiana e quella oltralpina: in Germania si viaggia gratis, mentre in Austria e in Repubblica Ceca è previsto un bollino una tantum. In ogni caso il traffico e scorrevole e fluido, senza alcuna barriera ai confini; le piazzole di sosta sono decorose. Entriamo dal valico di Tarvisio e imbocchiamo l'A23. Cerchiamo un posto dove fermarci. La prima piazzola di sosta che colpisce venendo dal confine si trova tra Gemona e Udine Nord: si chiama Rio Gelato (il nome è invitante) ed è la prima che appare ombreggiata. Anzi, circondata da bellissimi alberi.Imbocchiamo la stradina di accesso e subito restiamo sconvolti: sembra di essere a Napoli nell'acme della crisi-immondizia. Lungo i bordi si allinea una teoria di bidoni traboccanti di rifiuti, anzi incoronati, a terra, da lattine, cartoni di pizza, cartacce, macchie untuose e scure.Appena aperto il finestrino, ci assale un odore rivoltante di orina e di putridume: impossibile persino respirare.Considerazioni a margine: 1. ci saranno indubbiamente utenti (di ogni provenienza) maleducati, ma di fronte alla mancanza di un gabinetto e ad una discarica a cielo aperto qualcuno, meno scrupoloso, può pensare che peggio di così... ; 2. è da vergognarsi pensando che questa può essere la prima immagine dell'Italia per chi, non italiano, proviene da nord; 3. la cosa si registra nel nordest, nei dintorni della civilissma Udine, e non in Campania; 4. all'uscita di Udine nord, dopo 95 km, abbiamo pagato alla società Autostrade per l'Italia la somma di 5 euro e 70.Non esosa, forse, ma a fronte di quali servizi? 5; ci viene il sospetto che l'Europa finisca alla catena alpina: che tristezza!Francesca MeneghettiTrevisoCaso EnglaroL'anarchiaè totaleIl caso Englaro non trova una pacifica soluzione. Perchè manca nella società moderna il condiviso riconoscimento di un'Autorità suprema chiamata a dirimere e che vanti un rispetto unanime e privo di ogni possibile diffidenza.Non è casuale che il professor Umberto Veronesi abbia denunciato la pratica non saltuaria dell'eutanasia in molte strutture ospedaliere del paese. Non è casuale che una tale denuncia sia passata del tutto inosservata, che non sia ricaduta sotto alcuna lente di ingrandimento, non è casuale che quando le decisioni più estreme vengono assolte sulla base di un protocollo privato e riservato la vicenda giunga ad un epilogo senza clamori nè interferenze, mentre quando il dramma è consegnato al "pubblico", esso si inceppa nella burocrazia del dibattito. L'anarchia è totale e per darvi ordine sarebbe necessario partire da una premessa culturale maggioritaria che oggi è assente: perchè Dio non è visto come il padre di ogni vita, perchè la parola della Chiesa non è ritenuta insindacabile, cosiccome una tale potestà non viene riconosciuta nè conferita con una delega in bianco al mondo medico-scientifico o tanto meno ad un'aula di Tribunale.Senza considerare che all'interno di detti organismi il confronto etico - scientifico e quello in punta di diritto non conduce mai a conclusioni unanimi, lineari e consolidate. Resta la sfera politica, quella che dovrebbe farsi carico del problema nel tentativo laborioso di riassumere le varie posizioni e sensibilità ed infine promulgare una legge che determini certezza nel dare esito alle centinaia di silenziosi ed inosservati casi Englaro che popolano il nostro quotidiano. Il punto è, date le premesse, che ogni possibile intervento della politica risulterebbe un compromesso sempre opinabile, fautore di polemiche e mai risolutivo e pienamente accettato. Per il semplice motivo che il privato umano non può essere amministrato da alcuno e se intendiamo mantenerlo in un tale ambito, senza cioè che il medico curante debba preoccuparsi in primis della legalità delle sue iniziative, senza cioè doversi preoccupare della stima dei costi sociali-sanitari, senza cioè doversi preoccupare dell'invenzione ed introduzioni di nuovi ed improbabili diritti, allora dobbiamo ristabilire il suo primato.Se poi questo primato dovesse essere oggetto di un abuso, allora che sia la magistratura o l'Ordine dei medici ad intervenire sulla base della legislazione vigente e del codice deontologico che regola la professione.Massimo D'OriaUdineLuce più caraIl Governosi attiviCari parlamentari, in questi ultimi mesi molto si è parlato sul tema della sicurezza. Titoloni sui giornali, solenni impegni del governo, leggi che cercano di far diventare i sindaci sceriffi (ovviamente senza finanziamenti, anzi tagliandoli! E non sono certo le telecamere quello che chiediamo prioritariamente). Nella nostra regione è in discussione in questi giorni l'assestamento di bilancio, nel quale sono previsti anche finanziamenti, solo per i comuni oltre i 20.000 abitanti (... chissà perché poi solo a quelli?) per estendere l'illuminazione quale deterrente per i malintenzionati e quindi per la sicurezza dei cittadini. Ebbene, da circa un anno il servizio di illuminazione pubblica, uno dei fulcri della sicurezza, a causa dell'introduzione di una nuova accisa, ha avuto un nuovo aumento del 15\% circa, senza contare ovviamente l'incremento del costo dell'energia. Per capirci meglio, questo scherzetto costa ai Comuni e quindi ai cittadini come un'addizionale Irpef! E l'importo dell'aumento va allo Stato centrale che quindi non solo non eroga i finanziamenti per la sicurezza ma ci toglie pure altri soldi! Altro che federalismo e sicurezza! Qualcuno del Governo è intervenuto? C'è una normativa europea che non è però stata recepita completamente e c'è anche una proposta seria dell'Anci - Associazione Nazionale Comuni Italiani - che consentirebbe un notevole risparmio, proprio considerato che l'illuminazione pubblica è a pieno titolo un servizio di pubblica utilità.Ebbene perché non vi date da fare con il Governo e fate la vostra proposta dell'Anci? Dopo tanti proclami ci sarebbe finalmente una cosa, piccola magari, ma concreta (concreta!) per la sicurezza di tutti.Ruggero del MestreSindacoSanta Maria la Longa.
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da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il presidente di Confindustria Vicenza ha scritto al ministro Roberto Maroni per facilitare l'ingresso e il soggiorno dei professionisti "La burocrazia penalizza i dirigenti immigrati" "Ricercatori e amministratori di multinazionali o società a capitale estero hanno difficoltà ad avere i permessi" Vicenza A pensarci bene anche i manager che lavorano a Vicenza, ma provengono da fuori Europa, sono extra-comunitari. E come tali, come tutti gli altri, sono regolati, a livello normativo, dal Governo Italiano. Ma sul fatto che dirigenti, ricercatori o amministratori provenienti da Paesi non comunitari siano rallentati dalla burocrazia italiana, il presidente di Confindustria Vicenza, Roberto Zuccato, ha qualcosa da ridire. Ieri ha infatti scritto una lettera al ministro Roberto Maroni per chiedergli un intervento che porti a una veloce soluzione il problema dei tempi lunghi per il rilascio dei permessi di soggiorno a queste figure professionali."Alcune importanti aziende associate hanno segnalato in più occasioni il danno subito a causa dei tempi inaccettabili con cui, solo dopo ripetuti solleciti, vengono evase le pratiche di rilascio dei permessi di soggiorno", dice il presidente Confindustria Vicenza. "La mancata soluzione del problema continua a essere fonte di criticità per un sistema economico come quello vicentino, caratterizzato da un elevato livello di internazionalizzazione". uccato fa riferimento in particolare a figure come quelle di amministratori o soci stranieri di imprese a proprietà estera, o a quei soggetti che, dovendo entrare e uscire con frequenza dal territorio italiano, necessitano di ottenere in tempi rapidi il rilascio o rinnovo dei loro titoli di soggiorno. "La situazione è aggravata dal danno d'immagine che subiscono il nostro Paese e il nostro sistema associativo, specie nei confronti di aziende multinazionali a capitale estero le cui politiche di investimento sono spesso determinate o influenzate dalle stesse persone alle quali vengono frapposti ostacoli incomprensibili e illogici", continua Zuccato. "Di fatto, mentre tutti i Paesi europei si sono attivati per non ostacolare l'ingresso di un'immigrazione di qualità e produttrice di ricchezza, il nostro sistema si caratterizza per porre sullo stesso piano sia colui che entra solo per cercare una fonte di sostentamento, sia colui il cui ingresso può costituire una risorsa particolarmente preziosa per le nostre aziende".Infine il presidente degli industriali ci inserisce anche l'intervento operativo, con la trasmissione delle pratiche dei permessi alle questure, di Poste Italiane. "Il problema", scrive Zuccato al ministro Maroni, "potrebbe essere superato con un'autorizzazione, alle Questure di quei territori come il nostro dove più marcato è il problema, che consenta di definire con le associazioni di categoria modi e tempi di acquisizione e trattazione diretta, in alternativa a Poste Italiane".Pietro Rossi.
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da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia IERI AL SENATO I leghisti sventolano anche la bandiera del Friuli per chiedere di valorizzare l'Europa dei popoli Anche il senatore friulano Mario Pittoni protagonista ieri al Senato dell'operazione a sorpresa che ha animato la ratifica, all'unanimità, del Trattato di Lisbona.Improvvisamente, infatti, dalle tasche dei senatori leghisti sono sbucate le bandiere delle regioni e delle nazioni non riconosciute, che gli stessi hanno provveduto ad innalzare costruendo all'istante un puzzle colorato e di grande impatto. Tra i tasselli, la bandiera del Friuli, sventolata dal leghista friulano, e quella triestina, per cui si è prestato il lombardo Roberto Mura."Pur avendo votato sì al Trattato - spiega Pittoni -, abbiamo voluto sottolineare che noi ci riconosciamo nell'Europa dei popoli e delle nazioni, non in quella della burocrazia e dei banchieri". Prima del voto, il senatore del Carroccio, è anche intervenuto in Aula, presentando un ordine del giorno con cui impegna il Governo "a mettere in atto politiche culturali, anche attraverso una specifica programmazione nel palinsesto del servizio radiotelevisivo pubblico nazionale, volte a favorire e sviluppare la conoscenza e la diffusione delle culture dei popoli d'Europa, in un clima di reciproco rispetto e valorizzazione delle differenze culturali, nazionali e regionali".Intanto alla Camera, ieri, il Governo ha accolto l'ordine del giorno presentato da Ivano Strizzolo (Pd) a sostegno dell'Università di Udine, dopo il taglio dei finanziamenti previsto dal decreto Tremonti. Con il suo documento Strizzolo ha infatti chiesto all'Esecutivo Berlusconi di procedere "con una prossima manovra finanziaria, ad integrare gli stanziamenti per la Scuola, l'università e la ricerca, oggi pesantemente ridotti". Inoltre, spiega il deputato, "il Governo si è impegnato a valutare l'opportunità di rivedere i criteri di assegnazione dei fondi alle singole università, per riequilibrare i finanziamenti a favore degli atenei attualmente sottofinanziati qual è, come è noto, tra questi l'Università di Udine".A.L.
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da "Virgilio Notizie"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Karadzic postato fa da PEACE REPORTER ARTICOLI A TEMA Altri Gli investigatori che hanno catturato Radovan Karadzic, hanno annunciato che sono sulle tracce di quanti hanno aiutato l'ex leader serbo-bosniaco ad acquisire una nuova identità e a rimanere nell'ombra. In procura sono convinti che Karadzic abbia ottenuto i nuovi documenti con la complicità della burocrazia dell'allora presidente serbo Slobodan Milosevic. "Chi ha aiutato Karadzic era consapevole di star compiendo un crimine e per questo sarà perseguito", ha detto un portavoce dell'ufficio del procuratore titolare dell'inchiesta.
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da "Stampa, La"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia GRANOZZO. E' NATO UN COMITATO Mercadante, no ai limiti imposti dalla Provincia [FIRMA]ROBERTO LODIGIANI GRANOZZO Il "Comitato spontaneo contro l'ordinanza che limita la circolazione sulla strada provinciale di Mercadante" è stato costituito martedì sera durante un'affollata assemblea organizzata al circolo Garibaldi di Monticello. L'iniziativa ha aggregato una cinquantina di residenti. "Il comitato nasce per fare abolire l'ordinanza di chiusura al traffico della Provincia - dice Aldo Angioni -. La strada di Mercadante è un corridoio fondamentale per gli abitanti di Monticello per raggiungere Novara e uscire dall'isolamento. Organizzeremo manifestazioni pacifiche e ricorreremo al Tar". Tra gli aspetti più contestati c'è quello del permesso di transito: "Tutta burocrazia inutile - hanno tuonato i presenti -. Basta esibire la carta d'identità per certificare che si è residenti a Monticello e che quindi si può transitare". Claudio Salsa: "Sono sequestrato a casa mia abitando in una cascina che si raggiunge solo con la Mercadante. Chi mi viene a trovare rischia d'essere sanzionato". I presenti hanno nominato Aldo Angioni presidente del Comitato. Il vice è Aldo Rondonotti. Segretario-tesoriere Claudio Salsa. Consiglieri: Alberto Debiaggi e Filomena Russo. Prossimo incontro il 29 luglio alle 21.
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da "Sicilia, La"
del 24-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pietraperzia. Problemi di fogna e penuria d'acqua, nel centro abitato e nelle campagne, sono posti sul tavolo del sindaco che ha dovuto ricevere le lamentele di diversi cittadini. Una vecchietta, Rosaria Zarba, di 74 anni, residente in via Pola 25, ha avuto infiltrazioni di liquami fognari per sei giorni, il cui odore nauseabondo è stato percepito fino a 100 metri di distanza. Sul posto gli addetti ai lavori sono stati presenti tre volte, ma la ricerca del guasto ha trovato difficoltà. Nel quartiere Madonnuzza, in modo particolare nella palazzina "Domus", hanno avuto gravi difficoltà. La signora Enza Trancuccio dice che "nel nostro condominio l'acqua non è arrivata per 13 giorni", mentre Carmelo Bauccio, gestore di un'azienda agricola, afferma che "da 11 giorni non arriva acqua. Il problema diventa grave per la zootecnia. La Cia, infatti, questa mattina incontrerà il sindaco, Caterina Bevilacqua, per questi problemi". Sia la fogna che l'acqua, potabile e utilizzata per l'irrigazione, dipendono da aziende esterne; quindi il Comune non ha giurisdizione e il sindaco non ha responsabilità. In paese quando vi è un problema o una disfunzione si fa riferimento al sindaco, visto che alcuni assessori lasciano a desiderare per la presenza. Di conseguenza ogni mattina si registra una processione di persone che vanno a reclamare dal sindaco, che interviene tempestivamente, ma i tempi tecnici e le lungaggini fanno perdere tempo. Il problema dell'acqua nel tempo ha avuto parecchie gestioni e non sono pochi quelli che rimpiangono l'Eas, specie quando ad organizzare il sevizio era Simone Falzone. I cittadini non avevano problemi d'acqua e di fogna. "Sono presente al Comune - dichiara il sindaco, Caterina Bevilacqua - per parecchie ore al gorno e anche nel pomeriggio. Le difficoltà derivano dal vissuto quotidiano e dal fatto che i problemi che creano gli Enti di supporto ritardano la nostra attività amministrativa. A questo si aggiunge la lentezza della burocrazia e, quindi, per amministrare il Comune ci vuole molta buona volontà e spirito di servizio". Il sindaco ha ragione, ma la gente ha grossi problemi di sopravvivenza che disturbano enormemente il vissuto quotidiano. Giuseppe Carà.
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da "Trentino"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Compressori domestici: meno burocrazia e contributo per l'acquisto TRENTO. Ora è più facile installare un distributore "domestico" di metano per autovetture. La giunta provinciale ha semplificato le pratiche per l'autorizzazione, mentre i suoi uffici stanno elaborando il regolamento per ottenere i relativi contributi. Con il prezzo dei carburanti a quote stellari è un concreto aiuto agli automobilisti che per procurarsi il compressore possono rivolgersi anche a Trentino Servizi che da qualche tempo commercializza l'impianto. "Un'opportunità di risparmio per chi usa l'automobile" dice Marco Merler, a.d. della società pubblica. Le automobili a metano per ora non sono numerose. La ragione sinora sembra essere stata la scarsità di stazioni di rifornimento. Il balzo registrato nell'ultimo anno dai prezzi di benzina e gasolio, però, sta spingendo il mercato verso le vetture con quel tipo di alimentazione ecologica e, sopratutto, molto meno costosa. Una tendenza colta da Trentino Servizi, il maggior distributore di gas metano del Trentino, che attraverso la società Imi, commercializza in esclusiva per l'Italia un impianto d'erogazione della canadese Fuelmaker Corporation, destinato ad utenti singoli o condominiali. Un compressore - distributore "domestico" che si potrà installare con un procedura burocratica semplificata nei giorni scorsi da una delibera (n.1565 del 2008) della giunta provinciale. Se fino ad allora era necessario presentare domanda e relativo progetto, ora basterà compilare i modelli prestampati per la comunicazione di installazione e trasmetterli al Servizio prevenzione incendi assieme alle dichiarazioni di corretta esecuzione dell'installazione emesse dall'idraulico e dall'elettricista abilitati che realizzano l'impianto ed il contatore dedicato. Compiuti questi semplici passaggi normativi - precisa Trentino Servizi - sotto il profilo tecnico l'impianto, che può essere installato sia all'esterno sia all'interno, viene semplicemente collegato direttamente alla rete domestica del gas metano (funzionando alla stessa pressione del gas domestico) e alla rete elettrica. Sono disponibili 2 modelli di distributori marchiati CE: il modello base per alimentare una vettura alla volta il cui prezzo di listino si aggira sui 4.800 euro più Iva e il modello doppio che consente l'alimentazione contemporanea di 2 vetture e ha un prezzo intorno agli 8.800 euro più Iva. "Il metano - calcola Marco Merler, amministratore delegato di Trentino Servizi - consentirà alle famiglie di ottenere risparmi consistenti che, ad esempio, per un veicolo di cilindrata 1.600 cc che percorre 20 mila chilometri annui, si può aggirare sui 1.600 euro l'anno rispetto alla benzina e al gasolio. E' un'alternativa più economica, sostenibile ed ecologica rispetto ai derivati del petrolio per autotrazione, e permette di superare in modo semplice, l'attuale scarsezza della rete distributiva di gas metano locale." Oltre all'aspetto economico, si fa inoltre notare, va valutato anche il beneficio ambientale: rispetto ai più moderni motori a benzina il metano riduce le emissioni di monossido di carbonio del 75%, degli idrocarburi dell'80%, di anidride carbonica del 25% e gli ossidi di azoto del 20%, mentre rispetto ai diesel dell'ultima generazione gli stessi valori si riducono del 50% per il monossido di carbonio, dell'80% per gli ossidi di azoto e gli idrocarburi con un abbattimento completo di anidride solforosa. Purché, con tutte queste belle virtù, qualcuno non finisca per alzare troppo i prezzi.
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da "Trentino"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Dall'anagrafe all'ufficio lavoro tutto funziona PREDAZZO. Gestire un villaggio ad alcuni sembrerà davvero un gioco da ragazzi, dopo aver "lavorato", per qualche giorno, in uno degli uffici amministrativi del Paese. Sono quasi una cinquantina gli impiegati tra Anagrafe, Ufficio del Lavoro, Municipio vero e proprio, dove ha uno studio pure il sindaco attorniato da due segretari e da tre assessori, e Tribunale, che in questo villaggio speciale, è situato nel cuore del Paese. I ragazzi che scelgono di trascorrere qualche ora in questo settore hanno un'immagine del tutto positiva della burocrazia e di quelle tanto denigrate scartoffie, da cui molti adulti si tengono volentieri alla larga. Registrare ogni giorno i nuovi Cittadini che entrano al Paese è un compito importante e di grande responsabilità. "Senza Giocaquaderno non si può fare nulla nel Paese - afferma seria Francesca di dodici anni - perciò dobbiamo fare attenzione a inserire tutte le pagine che formano questo "documento" e spiegare al nuovo abitante che deve andare subito all'Ufficio del Lavoro per trovare impiego o per studiare all'Università e, poi, recarsi anche alla Banca per il bonus iniziale di 5 eurelli. Il giorno in cui lavoriamo di più è il lunedì perché ci sono tanti ragazzi che arrivano al Paese, da martedì in poi, invece, possiamo fare tutto con calma". Se all'Anagrafe si sgobba davvero solo un giorno in settimana, all'Ufficio del Lavoro, al contrario, c'è sempre tanto da fare, perché si recano qui ad ogni ora del giorno tanti Cittadini in cerca di un mestiere. "Mi dispiace dire a un bambino che non c'è più posto nel settore dove vorrebbe andare - dicono Martina e Giulia, di dodici anni, che qui sono "impiegate di fiducia" da più di una settimana - Però è divertente spiegare, soprattutto ai più piccoli, gli altri lavori disponibili che potrebbero fare al caso loro. Ci sentiamo molto utili se riusciamo a dare un buon consiglio". Ma si fanno favoritismi con parenti e amici? Neanche a parlarne. A sentire parlare di "raccomandazioni" per un posto di lavoro i bambini, fortunatamente, sgranano gli occhi inorriditi. Qui, chi prima si presenta, maggiori probabilità ha di ottenere il lavoro desiderato. Se vogliamo, una sorta di "meritocrazia" della fila ben composta. Il momento di maggior "fermento amministrativo" si vive, però, in Municipio il martedì, giorno di elezioni. Il lunedì pomeriggio gli abitanti del villaggio, che aspirano a diventare primo cittadino, presentano la loro candidatura sostenuta con tanto di firme da almeno dodici ragazzi, mentre negli uffici comunali si cominciano a preparare schede e urne per il martedì. "Prima di partecipare al Paese - confessa Luna di nove anni, non capivo bene cosa significasse votare - ora è tutto più chiaro". Ma tra le pratiche più frequenti da svolgere in Municipio c'è sicuramente l'apertura di una nuova attività. "Il ragazzo o i Cittadini che vogliono mettersi in proprio - spiega Nicole, nove anni - devono chiedere la licenza in Comune. Se la domanda è accolta di fa un timbro su un foglio compilato e il nuovo imprenditore paga una tassa di 5 eurelli al giorno per "l'occupazione del terreno municipale".
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da "Cittadino, Il"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Via libera alla fermata delle Ferrovie Il Parco Agricolo approva il parcheggio da 24mila metri quadrati San Giuliano La futura fermata ferroviaria di via Tolstoy, con l'approvazione da parte del Parco Agricolo Sudmilano del progetto legato al parcheggio, si è sganciata dai legacci della burocrazia. Il disegno, per diventare realtà, ora dovrà solo essere ufficializzato con la sigla dell'accordo di programma che sarà firmato dal Ministro alle infrastrutture Altero Matteoli, nonché da regione, Ferrovia, comune di San Giuliano insieme all'elenco di attori che partecipano a questa partita. L'annuncio, in merito alla conclusione del percorso burocratico, arriva dall'assessore sangiulianese alla mobilità, Renato Cipolla, nonché componente del Parco Sud il quale fa sapere: "Nei giorni scorsi nel corso di un incontro del Parco Sud è stata accolta la richiesta che prevede la realizzazione di un parcheggio da circa 24mila metri quadrati, quale servizio indispensabile per un'opera che assumerà un rilievo strategico sia per il nostro territorio che per tutti i lavoratori provenenti dai comuni a Sud di San Giuliano". L'intervento, in base a quanto stabilito, prevede un investimento di 4 milioni e 200mila euro da parte dell'ente locale, che destinerà all'infrastruttura prevista da anni gli oneri di urbanizzazione legati al programma integrato di intervento dell'appezzamento ex Blue Residence. Mentre, puntando l'attenzione sul progetto, viene confermato che saranno mantenuti i principali ingredienti già definiti da tempo. A partire dal ponte pedonale di scavalco della via Emilia, dotato di montacarichi e di altri servizi tesi ad assicurare la massima fruibilità della struttura, e dal parcheggio, che sarà messo a disposizione di tutti coloro che, una volta raggiunta la nuova area dove faranno tappa i convogli diretti alla metropoli, lasceranno la macchina e saliranno sul treno. Mentre, visti gli annosi problemi legati alla gestione sottopassi delle stazioni locali, che versano in stato di aperto degrado con noti problemi di sicurezza, Cipolla annuncia che "la nuova fermata non prevede collegamenti pedonali sotterranei". Per quanto riguarda invece la tempistica, l'avvio delle opere viene reso noto che è strettamente collegato alla sigla dell'accordo di programma. Senza sbilanciarsi, l'assessore in ogni caso ventila la possibilità che già nell'autunno prossimo nel tratto locale possano prendere quota i cantieri. Come previsto ormai da tempo quindi la stazione si specchierà nel maxi intervento di riqualificazione del Blue Residence, dove sorgerà un complesso multifunzionale che ospiterà un albergo, un residence e una quota di terziario. Il piano terreno sarà invece in gran parte assorbito dalla catena di alimentari Esselunga, con uno spazio dove è in progetto l'apertura di una nuova farmacia comunale. Attività, che potranno vantare la presenza di una stazione a portata di mano per i loro clienti, quale servizio che indubbiamente darà valore aggiunto al business locale degli operatori che interverranno sulla quota di territorio che per anni è stata un simbolo di degrado. Questo il contesto che assicurerà al Sudmilano una nuova tappa di treni che effettueranno fermate frequenti e veloci. In pratica una sorta di metropolitana leggera di superficie per raggiungere in una manciata di minuti la rete meneghina di trasporti. Una scommessa che sembra si stia preparando per andare in porto. Giulia Cerboni.
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da "Cittadino, Il"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia N Egregio Direttore, ho letto con attenzione l'articolo pubblicato su "Il Cittadino" di ieri 23 Luglio riguardante il biogas e le energie alternative; non posso che essere d'accordo su tutto quanto riportato, dal primo all'ultimo capoverso. Vorrei però rendere pubblica quella che è stata la mia, negativa esperienza personale in merito. Nel marzo di quest'anno vengo in contatto quasi per caso con un'azienda di Treviso che si occupa di progettazione, installazione e gestione di biodigestori di ultima generazione, ossia di quei sistemi di produzione di energia elettrica ed acqua calda mediante l'utilizzo di biomasse, reflui zootecnici e scarti dell'agricoltura; questi signori si dicono molto interessati ad investire nel territorio della "bassa" in quanto decisamente ricco di quel combustibile necessario per il funzionamento di tali impianti, visto il numero così elevato di aziende agricole. Mi vengono forniti elaborati tecnici, schede di presentazione e referenze da utilizzare per proporre in nome e per conto dell'azienda detti impianti. Allora, conoscendo un poco il funzionamento della burocrazia e soprattutto della politica delle amministrazioni comunali, penso che il primo passo avrebbe dovuto essere la via istituzionale; ed ecco l'idea: presentare il progetto ad un amministratore che potrebbe essere particolarmente sensibile all'ipotesi di realizzare "un'oasi verde" (ecologicamente parlando.) nel proprio comune. Del resto il numero di questi impianti non è affatto elevato, anzi; si parla di investimenti (spesso, è vero, realizzati con contributi pubblici) di milioni di euro e di ammortamenti decennali, nella speranza che a livello nazionale qualcuno resti dell'idea di concedere i certificati verdi per i prossimi anni. Senza troppi indugi, e vista l'attualità del problema rifiuti/centrali/discariche, faccio cadere la mia scelta sul comune di Senna Lodigiana; sono certo che là dove molti, sindaco in testa, hanno fatto della lotta per l'ecologia ed il buon vivere (giustamente, aggiungo io) quasi una scelta di vita, troverò sicuramente terreno fertile. E poi, quale miglior antidoto alla improbabile ed insperata realizzazione della discarica? Chiodo scaccia chiodo, mi dic.o.. Fisso un appuntamento con il sindaco Luigi Zanoni e vengo ricevuto in Comune; espongo il progetto e le ricadute positive che potrebbero intervenire e lascio la documentazione completa di informazioni commerciali e tecniche. Dopo qualche tempo fisso un altro appuntamento con l'ing. Alloni del Comune, al quale, dietro richiesta del sindaco Zanoni, esporre gli aspetti tecnici. Dopo questo secondo incontro, e speranzoso di avere una risposta positiva entro breve.il silenzio. Cadono nel vuoto anche i due o tre solleciti telefonici fatti al sindaco in persona ed alla Sua segreteria. E sono passati quattro mesi.Non volendo tediare chi mi legge, tutto quanto sopra è solo per dimostrare la miopia di un'amministrazione pubblica nei confronti di progetti di questo tipo (oltreché la mancanza di rispetto per il lavoro di un professionista); si fa presto, egregio Presidente Felissari, a pubblicizzare il Piano Strategico per lo Sviluppo della Provincia di Lodi senza tenere nella dovuta considerazione le capacità (o incapacità..) di gestione della res-publica da parte degli amministratori dei comuni della provincia. O forse sono stato io a sbagliare interlocutore? Comunque sia, e a mo' di lettera aperta, qualunque amministratore pubblico fosse interessato all'insediamento nel proprio comune di un impianto di questo tipo, finanziato totalmente da privati e ad impatto ambientale praticamente nullo, troverà il mio recapito nell'elenco telefonico.Pierfrancesco CecchiLodi.
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da "Giornale di Brescia"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Edizione: 25/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA L'acciaieria risente dei costi delle materie prime: i ricavi a quota 169 milioni, il risultato netto fermo a 27 Aso, cresce il fatturato non l'utile Gli investimenti frenati dalla burocrazia. Installato un impianto fotovoltaico Lo stabilimento della Aso Siderurgica di Ospitaletto L'impianto fotovoltaico installato vicino all'acciaieria Guido Lombardi OSPITALETTO Il mercato di riferimento (quello dell'aeronautica e degli impianti per la produzione di energia) va a gonfie vele e, in effetti, il fatturato corre. Ma alla Aso di Ospitaletto, acciaieria che negli scorsi anni si è distinta nella classifica delle aziende più redditizie della nostra provincia, non si respira grande ottimismo. Vediamo i dati. CONTO ECONOMICO. Nel corso del 2007 il valore della produzione di Aso Siderurgica ha raggiunto quota 171,6 milioni di euro (erano 133,6 nel 2006), grazie a un fatturato netto di 169 milioni di euro. Tuttavia, sono significativamente incrementati anche i costi, passati da 97,8 a 129,7 milioni di euro. In particolare, sono aumentati i prezzi delle materie prime (su tutte il nichel) che incidono per 97,1 milioni di euro sul bilancio della Aso (70,5 nel 2006) e i costi energetici (anche se la vera botta sta arrivando in questi mesi). Nonostante la netta crescita dei ricavi, quindi, il risultato netto (dopo il pagamento di imposte per 16 milioni di euro) è stato pari a 27,7 milioni di euro, in linea con quello dell'anno precedente, segno di una contrazione della redditività. In effetti, il Ros (Return on sales) è stato pari al 25,6% (28,7% nel 2006). L'Ebitda o Mol (margine operativo lordo, indicatore che evidenzia il reddito di un'azienda al lordo di interessi, tasse, ammortamento e deprezzamento dei beni) è di 46,9 milioni di euro (41 milioni nel 2006). PROSPETTIVE. Secondo i consiglieri delegati della Aso (Paola Artioli, Francesco Uberto, Mauro Botta e Giuseppe Mercurelli), la riduzione del margine sui ricavi è un elemento preoccupante, non tanto nel presente, quanto in una prospettiva futura. L'aumento del prezzo del rottame che si è verificato nei mesi di maggio e aprile 2008 (a marzo il costo era pari a 280 euro/tonnellata, mentre a maggio si è sfiorata quota 540 euro/tonnellata), infatti, non è stato trasferito ai clienti finali a causa di ordini a lunga scadenza, con prezzi fissi e non ritrattabili. Inoltre, la continua crescita del costo delle materie prime e dell'energia ha generato "un momento di riflessione nel mercato". In questo quadro, nonostante un continuo aumento del fatturato e dei volumi produttivi, l'acciaieria di Ospitaletto prevede per il 2008 un'ulteriore contrazione del margine sui ricavi: il fatturato, infatti, raggiungerà a fine anno i 200 milioni di euro, mentre l'utile sarà in linea con gli ultimi anni, se non inferiore. INVESTIMENTI. Una situazione attuale positiva, quindi, che diventa preoccupante se osservata in prospettiva. Ecco perché i titolari della Aso Siderurgica ritengono fondamentale investire per crescere, puntando sull'eccellenza del prodotto. "L'industria italiana - spiegano i consiglieri delegati - ha costi di produzione più alti rispetto al resto d'Europa, mentre è molto più difficile ottenere le autorizzazioni necessarie per effettuare investimenti: ci sono risorse per crescere, ma esistono troppi vincoli burocratici che impediscono uno sviluppo dell'attività". Ecco perché un'azienda che ha sempre creduto nel valore del territorio e nel legame con le maestranze locali sta cominciando a valutare con attenzione la possibilità di svilupparsi all'estero. ECOLOGIA. Intanto la Aso ha investito, nel corso del 2007, 2 milioni di euro per impianti ecologici (aspirazione dei fumi e insonorizzazione), per consulenze ambientali (1 milione di euro) e per la posa di pannelli fotovoltaici accanto all'acciaieria (un impianto da 50 kW). Nei prossimi mesi, inoltre, sarà installata una macchina (costata 1,5 milioni di euro) per il recupero di calore dal raffreddamento di una parte di acciaio scarto delle colate. E, dal 2008, l'azienda si è dotata di un reparto ricerca e sviluppo con due dipendenti e un consulente esterno. SICUREZZA. Sul fronte della sicurezza, infine, la Aso ha adottato un modello avanzato statunitense per la formazione continua dei dipendenti al fine di prevenire infortuni. Il progetto (denominato Aso per Aso, Agire sicuri ovunque) prevede un'analisi dei comportamenti che possono generare infortuni per evitare gli incidenti sul lavoro. g.lombardigiornaledibrescia.it.
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da "MF Sicilia"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia MF Sicilia Numero 147 pag.1del25/7/2008 | Indietro Una ricetta per il turismo uno studio per un programma triennale di sviluppo del comparto Gli autori, Porretto e Nasca, auspicano un alleggerimento della burocrazia e l'abbandono del "comportamento schizofrenico" del settore. La qualità è l'arma vincente della Sicilia mentre la destagionalizzazione è la scommessa da affrontare di Antonio Giordano Un quadro della situazione del turismo siciliano con le sue criticità e i punti di forza. Lo tracciano nel volume La programmazione strategica del turismo due conoscitori della materia: Agostino Porretto e Filippo Nasca, rispettivamente ex dirigente generale dell'assessorato al turismo (per dieci anni fino al 2006) e dirigente assegnato dello stesso ramo dell'amministrazione. L'obiettivo dichiarato degli autori è quello di costruire un programma di riferimento per l'elaborazione del programma triennale di sviluppo turistico, un istituto previsto dalla legge di riforma del settore (la numero 10 del 2005), ma mai entrato in funzione. "Il nostro studio", scrivono i due nell'introduzione del libro pubblicato da Pungitopo editore, "non ha alcuna pretesa di completezza scientifica, ma che risponde a una esigenza sentita da tutti gli operatori del turismo: trasformare i principi della riforma del 2005 in concrete azioni di sostegno e di incentivazione dell'economia turistica siciliana". Avendo ben chiaro che uno degli obiettivi principali dell'intero settore deve essere quello della qualità. "La vera sfida", scrivono i due autori, "è costruire pubblico e privato insieme, un turismo di qualità e dare qualità nelle nostre strutture ricettive e in tutto ciò che ruota intorno a esse". Ma la stessa qualità, secondo gli autori, non deve declinarsi solamente sulle strutture ricettive o sui siti di attrazione, ma anche a livello della burocrazia regionale con un necessario snellimento delle procedure che riguardano l'accoglienza. E proprio nella qualità delle strutture che il sistema siciliano ha uno dei suoi punti di forza. "Nell'ultimo decennio", si legge nel libro, "si è rilevata una generale crescita dell'offerta ricettiva che ha interessato in misura significativa anche il Mezzogiorno e la Sicilia in particolare". Con le risorse provenienti dalla programmazione Ue, infatti, si sono realizzati investimenti per la costruzione di hotel a quattro e cinque stelle. E gli alberghi di categoria superiore infatti costituiscono oggi il 20% dell'offerta turistica regionale. Accanto a questa si è sviluppata anche l'ospitalità nei bed and breakfast, "che rappresentano un prodotto di tendenza", si legge nel libro, ma che sfugge ai censimenti turistici ufficiali con una stima di 3,11 turisti ogni turista censito. Un dato maggiore rispetto alla media nazionale (2,35 per turista) e in linea con quella del Sud (3,41). Tra i punti di forza della Sicilia c'è anche l'alta riconoscibilità della "marca" della regione. L'isola, infatti, al di là degli stereotipi, è conosciuta essenzialmente come un luogo di vacanza, dove è possibile soggiornare bene e disporre di una gastronomia di alto livello. Tra le criticità del sistema siciliano c'è la forte stagionalità dei flussi turistici che si concentrano nella stagione balneare. "Ne consegue", scrivono gli autori, "che una buona percentuale di alberghi svolge la sua attività in un periodo limitato dell'anno". Ma anche la scarsa attenzione nei confronti del "turismo non intermediato" cioè quello che non utilizza le agenzia di viaggio, ma che organizza i propri soggiorni tramite internet. Un fenomeno da guardare con attenzione "perché si tratta di turisti propensi a spendere sul territorio percentuali superiori di risorse economiche rispetto a quelle impegnate per il viaggio". Tra gli obiettivi strategici, dunque, la "destagionalizzazione dei flussi turistici che comporta la necessaria diversificazione dell'offerta, finalizzata ad attrarre categorie di potenziali turisti disposti a viaggiare in periodi diversi rispetto a quello estivo". Per Porretto, infine, è necessario che il sistema turistico siciliano revisioni "il proprio comportamento che per molti anni è stato schizofrenico e trovare così una razionalità di impostazione non solo scientifica, ma anche politica". (riproduzione riservata) .
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da "Italia Oggi"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ItaliaOggi ItaliaOggi -I commenti Numero 176, pag. 2 del 25/7/2008 Autore: di Marco Bertoncini Visualizza la pagina in PDF IL PUNTO Il federalismo fiscale è un pozzo senza fondo E così, per ridurre le tasse bisognerebbe attendere il federalismo fiscale. L'ha più volte garantito il superministro dell'economia, conscio delle cifre inoppugnabili, che dànno ferma per i prossimi anni la debordante percentuale della pressione fiscale sulla ricchezza prodotta. Una percentuale fissa, che smentisce palesemente gli impegni elettorali. Per serbar fede a questi impegni Giulio Tremonti, appunto, rinvia all'incasso dell'ipotetico dividendo costituito dal federalismo fiscale. Se così fosse, ci sarebbe solo da attendere che, soprattutto per pressione di Umberto Bossi, si arrivi presto alle riforme federaliste. Peccato che a smentire l'assunto di Tremonti ci siano 60 anni e più di esperienza, ovvero di regionalismo. Da 60 anni abbiamo sotto gli occhi l'esempio di una regione autonoma, dotata di formidabili prerogative, come la Sicilia, seguita da altre quattro consimili. Da quasi 40 anni, poi, vediamo il mal frutto del regionalismo maturo, nelle 15 regioni a statuto ordinario. Ebbene, qualsiasi previsione negativa (proveniente da esponenti per lo più del vecchio mondo liberale, ma presente pure in uomini di sinistra) attuata all'assemblea costituente sul regionalismo è stata smentita dai fatti, nel senso che i danni sono stati peggiori del temuto. Lo stesso va detto per gli allarmi lanciati da destra negli anni 60, contro le regioni a statuto ordinario. Abbiamo avuto spese e burocrazia, centralismo regionale e corruzione, mentre il carico fiscale è cresciuto, perché in Italia l'imposizione nuova è normalmente aggiuntiva e non sostitutiva di quella esistente, mentre non c'è stata alcuna diminuzione nel numero dei pubblici dipendenti. Tolti i moniti ripetuti e vani di un isolato quale Antonio Martino, nessuno oggi avverte che il federalismo fiscale, more italico, significa solo più dipendenti, più lavoro buroindotto, più tasse. Sessant'anni di esperienza vanno in tale direzione. Invece di pensare, prima, a semplificare i destinatari delle riforme, cioè gli enti locali, si mantengono in vita oltre 8 mila comuni, che avrebbero bisogno di robusti accorpamenti semplificativi, per tacere dei troppi enti intermedi, sui quali una potatura spietata sarebbe indispensabile. A voler essere rigorosi, i primi enti da sopprimere, visti i pessimi esempi forniti, dovrebbero proprio essere le regioni; ma siccome oggi è più facile insultare i vertici dello stato che criticare le regioni, basti dire che fra camere di commercio e comunità montane, aziende e consorzi, province e circoscrizioni, prima di qualsiasi altra riforma la rasatura sarebbe indispensabile. La strada scelta è diversa e porterà a mantenere gli enti, con cresciute competenze, rilevante capacità impositiva, più dipendenti e quindi più spesa pubblica.
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da "Italia Oggi"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ItaliaOggi ItaliaOggi -Economia e Politica Numero 176, pag. 8 del 25/7/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF L'allarme del ministro dello sviluppo economico, alla presentazione del rapporto del Gse Scajola, è emergenza energetica A scenario invariato la dipendenza dall'estero salirà al 94% La questione energetica "ha ormai assunto i contorni di una vera e propria emergenza, che per l'Italia presenta caratteri di maggiore criticità". E di fronte a uno scenario che vede per l'Italia importare circa l'85% del proprio fabbisogno (rispetto al 50% della media europea) con un mix di fonti eccessivamente sbilanciato su gas e petrolio, "sarebbe folle rimanere inerti". Come se non bastasse, "le previsioni dei più qualificati istituti indicano chiaramente che in assenza di correttivi la situazione energetica italiana è destinata a diventare ancora più critica: se la maggior parte del crescente fabbisogno nazionale continuerà a essere soddisfatta come ora dai combustibili fossili, nel 2020 la nostra dipendenza dall'estero per il gas naturale e il petrolio raggiungerà la percentuale record del 94% e la bolletta energetica diventerà un onere insostenibile per molte imprese e famiglie". A lanciare l'allarme è stato il ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, intervenuto ieri alla presentazione del rapporto annuale del Gse, il gestore dei servizi elettrici. Proprio per affrontare questo scenario, il governo, ha spiegato il ministro, ha avviato un piano triennale di sviluppo con misure di tipo strutturale e congiunturale, fra cui la realizzazione di infrastrutture energetiche come centrali, rigassificatori e sistemi di stoccaggio e inoltre ha "finalmente riaperto la strada alla realizzazione nel territorio nazionale di impianti nucleari, gli unici che consentono di produrre energia su larga scala a costi competitivi e nel rispetto dell'ambiente". Secondo Scajola, "scelte come il nucleare non possono essere messe in discussione a ogni cambio di governo". In merito, anche alla luce di quanto recentemente accaduto in Slovenia e Francia, Scajola ha annunciato che il governo dedicherà "particolare attenzione ai profili della sicurezza delle centrali". E comunque, sugli ultimi episodi di incidenti in alcune centrali nucleari in Francia, secondo il ministro c'è "un'enfatizzazione eccessiva". A margine dell'assemblea del Gse, il ministro ha commentato l'ultimo incidente avvenuto in Francia: "Vedo che questi episodi sono tutti sotto il livello minimo di pericolo. Mi domando se questa enfatizzazione non sia eccessiva". Il ministro ha poi aggiunto che il piano energetico del governo prevede "una grande attenzione alla sicurezza con un'apposita agenzia". Inoltre, secondo il ministro, la storia delle 340 nucleari nel mondo dimostra "come sia il sistema di produzione energetica più sicuro". Tornando alla ricetta per la questione energetica, ha proseguito il ministro, parallelamente il governo intende promuovere una decisa crescita dell'apporto delle rinnovabili. L'obiettivo dell'esecutivo è di "innalzare progressivamente fino al 25% la quota di produzione elettrica da fonti rinnovabili". A questo proposito, ha sottolineato il ministro, a causa della forte contrazione della produzione idroelettrica (-11,3%) nel 2007 "il rapporto tra produzione da fonti rinnovabili e produzione totale è sceso al 15,7% registrando il minimo storico degli ultimi 15 anni. Occorre invertire rapidamente questa preoccupante tendenza", ha aggiunto Scajola, spiegando che "l'azione di governo a sostegno delle fonti rinnovabili si basa su due fondamentali cardini: semplificazione e innovazione". Secondo il ministro, "l'incertezza del quadro regolamentare, l'eccesso di burocrazia, la lentezza e la macchinosità delle procedure di autorizzazione e collegamento degli impianti della rete elettrica si traducono, in ultima analisi, in maggiori costi e si riflettono, quindi, anche sugli incentivi. Dobbiamo assolutamente ridurre questi extra-costi", ha concluso, "che pregiudicano nel tempo la sostenibilità economico-finanziaria del nostro sistema di incentivazione". Inoltre, occorre semplificare, d'intesa con le regioni, "le procedure autorizzative". E accanto alle iniziative previste dal programma Industria 2015 ci sarà un Piano operativo interregionale sulle fonti rinnovabili e il risparmio energetico nell'ambito del quadro comunitario di sostegno 2007-2013, strumenti che mettono a disposizione, ha spiegato Scajola, risorse per oltre 2 miliardi fino al 2015. Intanto, dal rapporto del Gse sul 2007, presentato ieri dal presidente Carlo Andrea Bollino e dall'amministratore delegato Nando Pasquali, è emerso che aumenta la potenza degli impianti da fonte rinnovabile in Italia, ma resta ferma la produzione. Anzi, l'anno scorso era in lieve calo. Nel 2007, infatti, la potenza efficiente lorda degli impianti rinnovabili si è attestata a 22.308 mW (contro 21.333 mW nel 2006 e 17.095 nel 1997), mentre la produzione lorda di energia elettrica rinnovabile è stata pari a 49.412 gWh contro 52.272 nel 2006 (46.457 gWh). A pesare nella bilancia sono stati l'aumento dei consumi e la riduzione negli anni della produzione idroelettrica, dovuto sia a ragioni ideologiche sia a disposizioni legislative emanate per garantire il "minimo deflusso vitale" negli alvei. La riduzione dell'apporto idroelettrico è stato compensato dal crescente apporto delle cosiddette nuove fonti rinnovabili: biomasse, eolico e solare.
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da "Arena, L'"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia AGRICOLTURA. A Verona nessun pagamento "Inps in ritardo sulle indennità per i disoccupati" Quattro mesi di attesa non sono bastati e i lavoratori agricoli che a marzo hanno presentato richiesta di indennità di disoccupazione all'Inps di Verona non sono ancora stati liquidati: è duro l'attacco del segretario Uila-Uil (settore agroalimentare) scaligero Giuseppe Bozzini, che accusa l'ente di "ritardi e incertezze", parlando di diritti pregiudicati e invitando solecitamente a "sburocratizzare le procedure". Il problema riguarda "la maggior parte dei lavoratori che prestano la loro opera in agricoltura" e "hanno un lavoro a tempo determinato o stagionale" e che, proprio per questo, "non hanno la possibilità di lavorare e di avere un reddito per tutto l'anno". L'indennità di disoccupazione, da richiedere all'Inps entro il 31 marzo di ogni anno, consente in sostanza "di avere un minimo di sostegno al reddito", precisa la nota Uil, accusando però l'Inps di erogarla sempre "con maggior ritardo ed incertezza". E questo "nonostante gli sforzi compiuti da lavoratori, organizzazioni sindacali e patronati di presentare le domande con largo anticipo e attraverso procedure telematiche che dovrebbero favorire le verifiche". Bozzini, contestando "burocrazia e disorganizzazione", accusa: "Non è possibile che anche quest'anno nessun pagamento a Verona sia stato fatto" e "non è possibile che a molti lavoratori vengano richieste documentazioni per riconoscere il diritto alla disoccupazione, che sono già state presentate, e qualcuno ha smarrito, ritardando così i pagamenti". E allora "perché ai tanti cittadini stranieri o comunitari che lavorano in agricoltura, e senza i quali la raccolta dei nostri prodotti nei campi sarebbe pregiudicata, Inps e Comuni richiedono e rilasciano con grave ritardo i documenti idonei alla domanda di disoccupazione?". E "perché in altre province italiane la disoccupazione agricola quest'anno è stata già liquidata e a Verona no?". Invitando il ministro Brunetta a "far correre e qualificare i dirigenti e a sburocratizzare le procedure", Bozzini rileva: "In agricoltura nella provincia di Verona è risaputo da tutti che vi è un elevato tasso di lavoro irregolare. Perciò molti lavoratori si vedono ridurre o venir meno il diritto alla disoccupazione". E allora, "invece di aumentare le ispezioni nelle aziende, si riduce il personale preposto ai controlli e si aumenta la burocrazia nel riconoscimento dei diritti".
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da "Adige, L'"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Panchià Entro un anno potrebbero partire i lavori dell'impianto sul rio Cavelonte La centralina si ripaga in sei anni MARIO FELICETTI PANCHI - Se tutto va per il verso giusto, nel giro di un anno (burocrazia permettendo) potranno partire i lavori della nuova centralina idroelettrica di Panchià, prevista sul rio Cavelonte. Per quanto riguarda i tempi tecnici di realizzazione, non dovrebbero superare gli otto mesi. Lo ha confermato mercoledì sera, in una riunione pubblica, sotto il tendone comunale delle feste estive (purtroppo aperto su un lato, quindi non in grado di combattere il freddo di questi giorni), il progettista ingegner Paolo Palmieri , appositamente invitato dall'amministrazione comunale ad illustrare ai cittadini i contenuti tecnici e le caratteristiche progettuali dell'impianto. Il discorso, come ha ricordato in apertura il sindaco Luca Braito , dopo i saluti dell'assessore Andrea Dalben , è iniziato ancora nel 2005, con la prima domanda di concessione alla Provincia, "fatta" ha puntualizzato il primo cittadino "per anticipare eventuali iniziative analoghe da parte di privati, quindi per preservare un bene comune come il rio Cavelonte, evitando possibili tentazioni speculative". Lo scopo principale del progetto, ha ancora aggiunto il sindaco, è quello di riconvertire parte del futuro ricavato dalla produzione e vendita di energia elettrica a beneficio della comunità, favorendo interventi di riqualificazione ambientale ed energetica delle abitazioni, così come prevede un apposito progetto di sviluppo sostenibile predisposto per la domanda definitiva presentata l'anno scorso. Sarà anche messo a disposizione delle famiglie un tecnico specializzato per aiutarle a fare le opportune verifiche strutturali e predisporre le necessarie domande di contributo. Sintetico ma esauriente l'intervento del progettista, che ha giudicato "ottima" la pendenza del torrente per garantire grosse potenzialità produttive di energia. La condotta misurerà 2.800 metri, con 350 metri di salto, e si svilupperà lungo stradine di montagna o zone prative, senza quindi andare ad intaccare il bosco, partendo da quota 1301 metri per arrivare a 920, all'altezza della centrale, che sorgerà immediatamente a valle della pista ciclabile, in zona defilata e in gran parte interrata. La portata media del torrente è costantemente monitorata (dal dicembre dell'anno scorso a fine 2008) ed è sicuramente in grado di offrire le migliori garanzie, rafforzata tra l'altro quest'anno dalle abbondanti piogge di primavera. La portata massima derivabile è fissata in 500 litri al secondo. La potenza di concessione è di 551 kilowatt, la potenza massima in rete è prevista di 1.400 kilowatt, le opere di presa saranno realizzate in località Cavelonte. Infine i costi. Prevista una spesa complessiva di 2.395.000 euro, oltre a 35.000 euro di indennizzi. Il rientro del capitale dovrebbe avvenire nel giro di massimo sei anni, con una produzione annua media di circa 3.300.000 kilowatt. Dopo 14 anni, il guadagno stimato dovrebbe essere pari a 2.616.000 euro. Numerosi gli interventi del pubblico, per capire meglio i contenuti del progetto e i tempi di realizzazione. Non si sono registrate voci di dissenso, premessa importante per mettere il Comune nella condizione di andare avanti senza indugi. 25/07/2008.
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da "Unita, L'"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Stai consultando l'edizione del Sacrifici e basta: se ne accorgono anche loro La manovra passa alla Camera, affiorano malumori. Persino Cicchitto protesta (per la sicurezza) di Bianca Di Giovanni / Roma LA FINE NOTA "La luna di miele è finita". Lo dice Antonello Soro nelle dichiarazioni di voto sulla manovra triennale. Sui banchi del governo c'è l'esecutivo al completo, manca solo il premier. Il bilancio targato Tremonti passa nell'Aula di Montecitorio con 305 voti a favore, 265 contrari e 3 astenuti. Il pacchetto passa in Senato, ma dovrà tornare sul filo di lana alla Camera (tra il 2 e il 3 agosto il varo definitivo) per via di errori da correggere. Il voto va, ma fuori dal palazzo si respira aria pesante: una salve di fischi dei sindacati dei pubblici accompagna il voto. Lo sanno tutti, dentro: deputati dell'opposizione ma anche quelli di maggioranza. Lo si capisce dall'intervento tutto in difensiva di Fabrizio Cicchitto. Il quale termina (dopo aver citato Ugo La Malfa e Enrico Berlinguer) con una netta presa di distanza dai tagli (sì, proprio i tagli) sulla sicurezza. "Prendiamo atto delle rassicurazioni del governo sulle risorse - dichiara - Verificheremo in questi mesi e decideremo in autunno se ci sarà bisogno o meno di un intervento, a dimostrazione del profondo legame che ci lega alle forze dell'ordine". Chiaro che il legame rischia di spezzarsi. Così come rischiano di frantumarsi i rapporti con la scuola, l'università, i sindaci, i presidenti di Regione, i medici, i lavoratori dipendenti, le famiglie più povere. Insomma, con il Paese. Gli unici a sventolare bandiere negli interventi conclusivi sono i leghisti: contro gli stranieri, contro la burocrazia "borbonica" delle prefetture, contro i liberisti che vogliono affidare i servizi locali al primo che arriva, "ma noi non vogliamo pagare l'acqua come il petrolio" (avverte il capogruppo del Carroccio Roberto Cota). Ma sanno bene anche loro che dietro le bandierine ci sono molti rospi da ingoiare, soprattutto con le autonomie locali. In Transatlantico qualcuno si lementa: "Abbiamo tagliato anche gli stipendi ai sindaci, che hanno molte responsabilità". Per non parlare dell'Ici non coperta integralmente. Così a Cota non resta che insistere sull'unico tasto spendibile per la base del Carroccio: il federalismo. "Le risorse verranno da lì - dice La stagione di chi gestisce nell'irresponsabilità è finita". Alla fine il testo passa, e un Giulio Tremonti soddisfatto va nella stanza del governo insieme a Elio Vito e Roberto Calderoli. Sul tavolo un nodo importante da sciogliere: cosa fare in Senato? Il fatto è che il Tesoro puntava a chiudere il testo una volta per tutte. Ma quattro errori tecnici costringono il governo a riaprire la partita a Palazzo Madama. Per la verità Giulio Tremonti ha tentato fino all'ultimo di "ritoccare" il testo, provocando qualche irritazione da parte di Gianfranco Fini. Da correggere sarebbero il comma che esclude Radio radicale dai tagli all'editoria, il piano casa, la riforma del bilancio (articolo 60) e le sanzioni nel capitolo lavoro. Riaprire il testo al Senato potrebbe comportare nuove incursioni. Non solo perché i tagli sono davvero insostenibili per il sistema. Si pensi solo agli oltre 100mila dipendenti della scuola messi fuori dai ruoli. O ai dipendenti pubblici che chiedono le risorse per i rinnovi contrattuali. Ma c'è anche il pressing di vasti settori dell'apparato statale che si farà sentire. In primo luogo quello della sicurezza e dell'esercito. Restano aperti poi tutte le questioni sociali, che certo non vengono affrontate con la Social Card. Già il Pd con Franca Donaggio ha presentato in Senato una proposta per aumentare le risorse per i disabili e per la ratifica della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità delle Nazioni Unite. A questo punto per Tremonti sarà difficile continuare a tenere la borsa chiusa.
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da "Unita, L'"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Stai consultando l'edizione del NUCLEARESette livelli di gravità che possono comportare nausea e vomito ai gradi più bassi fino alla morte a quelli massimi Radioattività, le conseguenze della contaminazione Stefano Pisani Così come gli uragani sono classificati in base alla velocità del vento e l'intensità dei terremoti si legge sulla scala Richter, la portata degli eventi nucleari che si verificano nel mondo è valutata in base alla scala Ines (International Nuclear Event Scale). Introdotta nel 1990 dall'Agenzia Internazionale per l'Agenzia Atomica e dell'Agenzia per l'Energia Nucleare dell'Ocse, la scala riguarda gli eventi nucleari legati all'industria nucleare civile e al trasporto di materiali radioattivi. Si articola su sette livelli (otto se si considera anche il livello 0, non significativo per la sicurezza), e valuta gli eventi in base ai loro effetti. Al livello 1 ("anomalia") corrispondono i piccoli guasti alle apparecchiature o gli errori umani con effetti limitati all'area dell'impianto. La contaminazione umana è citata per la prima volta al livello 2, causata da un guasto significativo, ma contenuto, ai sistemi di sicurezza. Il primo livello a cui corrisponde il rilascio interno di materiale contaminato, in quantità molto piccole, è il livello 3 ("guasto grave"): i livelli di contaminazione hanno conseguenze serie per la salute dei lavoratori. Qualche decimo di millesimo di Sievert (l'unità di misura della dose radioattiva assorbita, equivalente al Gray) arriva anche all'esterno della centrale. Al livello 4 compare per la prima volta la parola "incidente". La fuga radioattiva è leggermente superiore a quella del livello precedente, ma nei limiti di sicurezza, e non sono avviate azioni protettive esterne all'impianto, anche se in alcuni casi viene effettuato il controllo locale della catena alimentare. L'irradiazione, anche fatale, può colpire uno o più lavoratori e possono essere lievemente contaminate da qualche milliSv anche le persone esterne più vicine all'impianto. Dal livello 5 in poi, danni significativi si registrano anche all'esterno dell'impianto. Al livello 5, per danneggiamento grave di gran parte del nocciolo, o un incendio o un'esplosione molto gravi, viene espulso materiale radioattivo tra le centinaia e le migliaia di Tbq, pari a mille miliardi di bequerel, unità di misura della radioattività. Il livello 5 è il primo che fa scattare in parte le contromisure del piano di emergenza previsto per proteggere la salute della popolazione. I livelli 6 e 7 sono i più disastrosi. Nel primo caso il materiale radioattivo riversato all'esterno raggiunge valori fra migliaia e decine di migliaia di Tbq. Le contromisure dei piani di emergenza per tutelare la salute della popolazione vengono pienamente attuate. A questo livello appartiene il tragico incidente di Mayak del 1957. L'"incidente molto grave" della cima della scala rilascia all'esterno più di diecimila Tbq in una miscela di prodotti di fissione a vita breve e lunga. Gli effetti sulla salute e le conseguenze ambientali sono gravi e a lungo termine, e possono riguardare anche più nazioni. Il disastro nucleare di Chernobyl del 1986 è stato finora l'unico incidente nucleare classificato di livello 7. L'ultimo incidente occorso nella centrale nucleare francese di Tricastin, potrebbe collocarsi a livello 2, essendoci state perdite radioattive in grado di contaminare cento dipendenti dell'impianto. Ma si tratterà, tuttavia, di una guerra di cifre e di burocrazia, perché il livello 2, ufficialmente, si raggiunge solo quando i lavoratori sono colpiti da dosi superiori a quelle ammissibili secondo legge, ipotesi per ora negata dall'Agenzia per la sicurezza Nucleare francese, che ha indicato il livello 0. Se aun certo punto si scoprisse che l'incidente era in realtà di livello 2, la Asn sarebbe coplevole di aver sottostimato di cento volte la gravità della situazione, perchè l'andamento della scale Ines è tale che ogni livello è 10 volte più grave del precedente. La Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni indica sin dal 1959 i valori di dosi massime ammissibili. La radioattività che il nostro corpo può assorbire in un anno senza conseguenze è di circa 5 milliSv, anche se i vari organi del corpo hanno diversa tolleranza alle radiazioni: fra i più vulnerabili ci sono tiroide, midollo osseo, polmone, mammella e gonadi. I sintomi da avvelenamento di radiazioni si manifestano già nei primi minuti e possono comprendere diarrea, nausea, vomito, disappetenza, eritema cutaneo, indebolimento del sistema immunitario. Le radiazioni ionizzanti agiscono anche a livello cellulare e genetico provocando tumori, mutazioni genetiche e aberrazioni cromosomiche che portano a malformazioni congenite. Attualmente non esiste un trattamento certo che consenta di invertire gli effetti delle radiazioni.
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da "Nuova Sardegna, La"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Macomer. Parla l'assessore Luciani "Suap operativo dopo l'estate" MACOMER. Molto probabilmente il servizio associato del Suap (Sportello unico delle attività produttive) diventerà operativo subito dopo l'estate. Lo afferma l'assessore comunale di Macomer, Luciano Luciani, che ieri è intervenuto con una nota per puntualizzare lo stato dell'arte e per ricordare che ancora per qualche mese gli operatori che sono interessati ad aprire o convertire nuove aziende dovranno continuare a rivolgersi ai comuni di residenza. "Lo sportello è operativo a Macomer dal mese di marzo - scrive Luciano Luciani - Il servizio associato per i comuni di Birori, Borore, Bortigali, Lei, Dualchi, Sindia, Macomer e Silanus decollerà non appena verrànno espletati tutti gli adempimenti. Per cui è prematuro affermare che noi siamo detentori di back office per tutti i comuni in quanto la convenzione per l'istituzione del Suap in forma associata è ancora in fase di elaborazione e solo dopo che le amministrazioni comunali interessate approveranno la convenzione si entrerà nella fase operativa. Fino a quel momento i comuni dovranno continuare a lavorare autonomamente". L'assessore alle attività produttive si augura che il Suap associato possa entrare nella fase operativa dal mese di ottobre in modo da ridurre i tempi dettati dalla burocrazia per l'avvio di nuove attività e nello stesso tempo favorirne l'insediamento nel comprensorio del Marghine.(t.c.).
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da "Tirreno, Il"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Prato Meno burocrazia per convincere i cinesi Un progetto che punta a favorire lo smaltimento nelle ditte orientali PRATO. La Provincia, i comuni e Asm ci hanno provato. Ma sperare che i cinesi che lavorano nelle aree industriali o che vivono in città partecipino al progetto per far crescere la raccolta differenziata è ancora un'utopia. Per far mettere in regola, almeno sul versante dello smaltimento dei rifiuti, le imprese dagli occhi a mandorla del distretto, l'assessore Stefano Arrighini ha realizzato un progetto che potrebbe cambiare il modo di raccogliere i rifiuti speciali in Italia. Un progetto che, per essere realizzato, ha però bisogno dell'ok del ministero dell'Ambiente. "Si tratta in sostanza di modificare la normativa vigente in materia di raccolta dei rifiuti speciali - spiega l'assessore - perché oggi, le ditte che utilizzano le aziende di raccolta dei rifiuti industriali che sono sul mercato, devono riempire un modulo e devono anche tenere un registro. Con i cinesi tutto questo è molto difficile". E così la Provincia vorrebbe "smaltire" la burocrazia. "Aiutando le imprese cinesi a sottoscrivere contratti con le aziende che si occupano di smaltimento dei rifiuti speciali - spiega - fornendo quindi una sorta di servizio "chiavi in mano" che avrebbe un piccolo costo aggiuntivo". Un progetto che prevede anche un sistema informatico per leggere e tracciare, attraverso un laser ottico il codice corrispondente al rifiuto smaltito. "Fino ad oggi la normativa parla soltanto di registro cartaceo - aggiunge Arrighini - e quindi lo scoglio da superare è proprio quello normativo e legislativo". F.G.
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da "Giorno, Il (Brianza)"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia MONZA pag. 4 Un matrimonio d'interessi per salvare l'antica reggia IL COMMENTO LA STORIA della coabitazione di Monza e Milano all'ombra del Parco voluto da Napoleone è tutt'altro che idilliaca. Fra querce secolari e scorci ottocenteschi, tanti conti in sospeso, dimenticanze e dissapori sulla gestione quotidiana: opere di manutenzione, permessi, banalità, burocrazia, dispetti. Per Palazzo Marino il parco cintato più grande d'Europa in realtà al massimo è la meta di qualche gita fuori porta, da fare possibilmente all'Autodromo nelle giornate del Gran Premio d'Italia. E la Villa Reale, con il suo stillicidio di spese per rimediare all'incuria del tempo e a decenni di abbandono, è diventata presto uno scomodo edificio da cedere, mollato appena è stato possibile nelle mani della Regione. chiaro che Monza, che nel rilancio del Parco e della Villa vede un'occasione di riscatto, oggi non si fidi di un partner così distaccato. L'occasione per rimettere insieme i cocci grazie a un solido matrimonio d'interessi è l'Expo 2015: l'opportunità passa da Milano, ma potrebbe essere l'ultimo treno per realizzare il sogno di riportare ai fasti antichi la reggia degli Asburgo e dei Savoia, facendone la sede di prestigiosi eventi di livello internazionale. Ammesso che sia questo il suo destino. M.Guz.
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da "Nazione, La (Siena)"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia VALDELSA pag. 9 di ALESSANDRO VANNETTI AVANTI? CON GIUDIZIO. Non ci sarebbe bisogno di s... di ALESSANDRO VANNETTI AVANTI? CON GIUDIZIO. Non ci sarebbe bisogno di scomodare Manzoni per un'operazione di pura meccanica come lo spostamento di un obelisco, ma trattandosi di una vicenda divenuta singolarissima come quella del Monumento ai Caduti di piazza Arnolfo di Cambio, la citazione diventa quasi inevitabile. PERCH è quantomeno singolare che dopo un gran numero di richieste, sollecitazioni, passaggi burocratici, viaggi a Roma per cercare di sveltire la pratica, mesi e mesi di silenzio che hanno bloccato non solo lo spostamento dell'obelisco (10 metri) ma anche il completamento dei lavori di rifacimento di tutto quel lato della piazza, la Soprintendenza abbia finalmente detto "sì, ma?". Neanche si trattasse del David di Michelangelo, Roma ha preteso infatti dal Comune non solo che a spostare il Monumento ai Caduti siano ditte altamente specializzate in questo genere di operazioni (con un aggravio di spesa, un ulteriore allungamento dei tempi e un complesso di operazioni burocratiche in più) ma anche di ricevere, prima dell'effettivo spostamento, una voluminosa documentazione in cui è descritta minuziosamente ogni singola fase dell'operazione (che, trattandosi di squadrati blocchi di travertino sovrapposti si riduce a smontaggio, trasloco e rimontaggio) e solo dopo aver esaminato il ponderoso fascicolo, darà il suo avallo definitivo. MEGLIO CHE NIENTE? Anche se a questo punto diventa necessario rivedere non solo la parte finanziaria dell'opera, ma, per l'ennesima volta, anche la tempistica dell'operazione: si calcola infatti che fra preparare la documentazione preventiva, inoltrarla, aspettare che sia stata esaminata, che il parere sia trasmesso a Colle e che le imprese specializzate siano pronte a iniziare, non potranno passare meno di due mesi. Sempre che i severissimi organi di tutela non abbiano qualche altro rilievo da fare e sempre che lungo le vie della burocrazia italiana, infinite come quelle del Signore, ma certamente più accidentate, non sorga qualche nuovo intoppo a dilatare ancora i tempi. I colligiani l'hanno presa sul ridere: "Avevamo un simile tesoro d'arte e non lo sapevamo", ironizzava la gente ieri pomeriggio sotto le logge di piazza. Difficile darle torto.
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da "Eco di Bergamo, L'"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia "Testo sulla sicurezza, serve la proroga" "Siamo molto preoccupati perché il testo unico della sicurezza regolato dal decreto legislativo 81 del 2008 pare privilegiare più l'aspetto formale che quello sostanziale. Siamo concordi nell'accorpare in un unico testo tutte le norme sulla sicurezza sul lavoro, ma non vogliamo che ciò sia solo l'ennesima manovra per dare spazio alla burocrazia, mettendo in secondo piano le azioni concrete che rendano più sicuri i posti di lavoro". Angelo Carrara, presidente dell'Associazione artigiani di Bergamo, ha chiarito subito la sua posizione al convegno organizzato in collaborazione con l'Asl, che si è tenuto ieri alla Fiera di via Lunga. Oltre 400 gli artigiani intervenuti. Un contributo a chiarire i 306 articoli e 51 allegati tecnici del Testo è stato portato da Giorgio Luzzana e Pina Zottola, del servizio Prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro (Spsal) dell'Asl-Bergamo, dalla e da Rosalba Lorenzon, avvocato di Confartigianato Monza. Un compito arduo il loro, vista la quantità di materiale da analizzare. "Anche per questo ? dice Carrara ? abbiamo chiesto una proroga a gennaio per l'entrata in vigore del decreto, oltre ad una serie di modifiche che riteniamo assolutamente necessarie". Le richieste? Semplificazione e maggiore flessibilità normativa. Il nodo principale resta l'inasprimento delle sanzioni sulle aziende: inaccettabili per gli artigiani. "Nessuno di noi ? dice Carrara ? chiede un allentamento in materia di sicurezza, tutt'altro. Ma non si possono combattere gli incidenti sul lavoro solo aumentando le sanzioni sulle aziende. I dati dicono che la maggior parte degli infortuni riguardano i datori di lavoro, e nessuno di noi ha come desiderio quello di farsi male. Vanno valorizzate formazione e prevenzione, con la partecipazione di tutti i soggetti presenti sul territorio: famiglie e scuola comprese". Formazione, informazione e addestramento sono presenti nel Testo Unico. "La formazione è fondamentale ? spiegano Luzzana e Zottola ? e va fatta a tutti i lavoratori, insieme agli organismi paritetici. La norma chiede agli imprenditori di organizzare l'azienda in modo tale da poter evitare gli incidenti, mirando soprattutto su prevenzione e formazione. A noi il compito di verificare che tutto sia fatto in quest'ottica, nell'interesse della sicurezza di tutti". Lorenzon ha invitato gli artigiani a utilizzare al meglio gli strumenti a disposizione "perché la vera novità riguarda le sanzioni. Sotto il profilo amministrativo si corre il rischio di vedere l'impresa decapitata, con multe che superano il milione di euro". Marco Conti.
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CRONACHE pag. 16 Nido, 10 milioni per gli asili Nuove strutture, voucher, servizi domiciliari e nelle aziende di SANDRO BENNUCCI ? FIRENZE ? COMINCIA un batticuore stagionale: trovare posto nell'asilo nido pubblico. Per evitare di mettere a repentaglio il bilancio familiare, talvolta basato su un solo stipendio, dovendo ricorrere a un nido privato. In Toscana sono circa novemila i bambini, da uno a tre anni, destinati a restare in lista d'attesa. La ricerca di un posto all'asilo, purtroppo, è una delle emergenze sociali più forti, insieme all'assistenza ai non autosufficienti. La Regione ha varato un piano, presentato ieri l'assessore all'istruzione, Gianfranco Simomcini. Si articola in tre anni, ma scatterà subito, ossia dal prossimo autunno: sono disponibili 9 milioni e 784 mila euro da distribuire attraverso quattro bandi, per realizzare 17 servizi e 131 nuove sezioni di asili nido o centri gioco educativi, dai 12 ai 20 nidi domiciliari, da 3 a 5 servizi in piccoli comuni. Ai soldi stanziati si aggiungono 154 mila 600 euro rimasti da un precedente bando, per due nidi aziendali: uno nell'Azienda ospedaliera di Careggi e l'altro alla questura di Pisa. E ancora: ci sono 500 voucher, fino a tremila euro ciascuno, da erogare alle famiglie con bambini che, nonostante gli sforzi regionali, resteranno in lista d'attesa. Si tratta di tremila euro per tutto l'anno per famiglie che potranno rivolgersi a nidi privati o che potranno essere usati per retribuire baby sitter iscritte all'albo previsto dalla legge regionale. SARANNO i comuni a partecipare ai bandi e a richiedere i voucher. Mamme e babbi potranno rivolgersi agli uffici per manifestare le necessità e avere consigli. L'augurio? Che quest'anno, a differenza del passato, chi cerca un posto per il bambino non venga travolto dalla burocrazia o dall'indifferenza di chi riceve le richieste.
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CRONACHE pag. 16 Scout, vita più facile ai "campi" PROPOSTA DI LEGGE ? FIRENZE ? LA POLITICA, finalmente, si ricorda degli scout. Cercando di risolvere due seri problemi provocati dalla burocrazia imperante e opprimente: ossia facilitando le pratiche per organizzare i campeggi e per evitare che siano considerate mense (con le complicazioni sanitarie connesse) le cucine all'aperto dove si fa da mangiare per decine di persone. In Toscana gli scout sono circa dodicimila: diecimila iscritti all'Agesci, di ispirazione cattolica, e circa duemila della Cngei, rigorosamente laica. Ieri i loro rappresentanti (Matteo Spanò responsabile Agesci e Rino Guerrini, commissario Cngei) hanno partecipato all'illustrazione della proposta di legge firmata da ventuno consiglieri regionali di tutti gli schieramenti per raggiungere quei traguardi minimi, ossia una normativa che liberi gli scout da obblighi che gli complicano la vita impedendogli di impegnarsi in pieno nelle escursioni e nell'attività associativa. La proposta di legge cerca di agevolare le disposizioni sul campeggio, di limitare i paletti sulle aree protette, di creare sportelli unici nei comuni per unificare le pratiche. Il problema? Che nonostante lo spiegamento di forze politiche visto ieri mattina nella Sala degli Affreschi del Consiglio regionale (consiglieri del Pd, di Forza Italia, di An, di Rifondazione, dei Verdi, della Sinistra Democratica), le attese norme semplificative diventeranno legge soltanto fra un anno. Cioè nell'estate 2009. Perchè? La valutazione della proposta di legge in commissione, quando c'è accordo totale, richiede al massimo tre sedute. E allora come mai la tireranno tanto in lungo? Misteri della politica. Capace di complicare le cose anche quando tenta di renderle più semplici. Sa. Ben.
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da "Stampaweb, La"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Cosa pensereste se vi dicessero che la Polizia ha rinnovato il guardaroba dei suoi ragazzi, dotandoli di nuove camicie e nuovi cinturoni? Forse che con quei soldi avrebbe fatto meglio a innaffiare le loro buste-paga. Ma se in sovrappiù vi svelassero che quelle camicie e quei cinturoni giacciono inservibili dentro i cassetti delle questure perché nel frattempo, all'insaputa del sarto, la Polizia ha deciso di cambiare il proprio stemma? Quello antico, ancora presente nelle divise appena sfornate, era contornato da due fronde di quercia e alloro che nel nuovo sono state tagliate. Ammettiamolo. Non è semplice fabbricare uno spreco così. Occorrono talenti organizzativi particolari. Un labirinto di riunioni schizofreniche e universi paralleli, dove tutti si parlano addosso e nessuno ascolta. Di qua un ufficio che ordina il disegno del nuovo stemma. Di là un altro che ordina le divise con il vecchio stemma. Senza che, né di qua né di là, ma neanche di sopra o di sotto, ci sia qualcuno che si prenda la briga di segnalare l'incongruenza. Magari un funzionario solerte ci avrà anche provato. Ma sarà stato caldamente invitato a farsi gli stemmi suoi, secondo la regola aurea della burocrazia italiana, che all'articolo 1 recita: "Non è di mia competenza". L'augurio è che qualche persona ancora provvista di senso del ridicolo decida di sottrarre alle tarme le camicie e i cinturoni, restaurando d'imperio il vecchio stemma. A proposito, era proprio indispensabile cambiarlo? Ci avevano detto che il problema dell'ordine pubblico erano le bande e le ronde, non le fronde. commenti (2) scrivi.
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-07-25 - pag: 2 autore: MISURE ANTI BUROCRAZIA p Taglio di 3.500 leggi desuete e di alcuni enti pubblici non economici con meno di 50 addetti Pa abbonate alla Gazzetta ufficiale via web anziché su carta Valore legale alla pubblicazione on line degli atti Carta d'identità che dura 10 anni con impronte digitali per tutti.
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da "Messaggero, Il"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 25 Luglio 2008 Chiudi di MARIDA LOMBARDO PIJOLA ROMA- Il nome del suo papà, Laura lo ha sussurato alla mamma in un orecchio, per non farsi sentire dal fratellino, o forse per non sentire la sua stessa voce, perché un sussurro è meno di una voce, e fa sembrare un nome un po' meno legato a un volto, a una persona. Aveva otto anni, Laura, quando ha raccontato alla mamma quel che le faceva papà sin da quando lei portava i pannolini, a casa e in altri luoghi, come l'appartamento "di un uomo cattivo" dove si facevano "quei brutti giochi", e c'erano anche altri bambini, e altri adulti, e si facevano le foto e i filmini, e tutte le altre cose spaventose che possono muoversi nella densità di un'ombra, di un ricordo che non si riesce ad affrontare, un incubo infantile, dal quale è difficile estrarre lineamenti, certezze, la forma precisa di un dolore, per poterlo rimuovere, prima che vada in metastasi. Laura, (nome di fantasia, come gli altri di bimbi che useremo), non ha ancora rimosso, neanche adesso, che di anni ne ha quattordici, e che una psicologa del Centro Aiuto al Bambino Maltrattato e alla Famiglia, Francesca De Gregorio, le ha spiegato a lungo come puoi rompere la bolla di angoscia in cui sei segregata, e che ce la puoi fare, anche se, com'è accaduto a lei, possono occorrere anni. Laura è riuscita finalmente a farla scoppiare l'altro giorno, la sua bolla, quando ha saputo che avevano arrestato suo padre, dopo la conferma della condanna in Cassazione. Allora, per la prima volta, ha chiesto alla mamma di poter invitare a casa le sue amiche, e la mamma ha forzato le labbra in un sorriso, sorridere non le riesce bene, dopo sette anni. Ora sorride di nuovo, sorride solo un po', perché gli altri pedofili non li hanno mai trovati, e nessuno ha voluto occuparsi del suo caso tranne il Centro, e il suo ex marito ha ottenuto il minimo della pena tra patteggiamenti e indulto. Come peraltro, secondo un'indagine della ricercatrice Giuliana Olzai, accade nella stragrande maggioranza delle condanne per pedofilia. Nel caso del piccolo Piero, il sorriso lo ha perso, invece, il suo papà, accusato di abusi a suo figlio dall'ex moglie, ma erano menzogne, e lui aveva un bimbo che adesso non ha più: ha un figlio adolescente che non conosce, perché non lo vede da nove anni. L'ex moglie è scappata portandolo con sè, dopo che una perizia ha stabilito che Piero non era stato mai abusato. Da allora, nessuno li ha più visti. Accade spesso. Menzogne spudorate, agguati coniugali che possono rovinare la vita a un genitore, oppure richieste d'aiuto di bambini che cadono nel vuoto di un tempo indefinito, che può durare sette, dieci anni, lungo una via crucis di uffici, di perizie, di burocrazia, di parole fredde e personaggi opachi che non sanno rispondere al dolore. Bimbi abusati e genitori calunniati. Dolori rovesciati e opposti, tenuti assieme dal cordone sfibrato dei legami famigliari, quando producono cancrene. Luigi Cancrini, direttore del Centro Aiuto, convenzionato con il dipartimento minori del Comune di Roma, allo scopo di fornire consulenza e assistenza ai servizi sociali e al Tribunale nei casi di bimbi maltrattati, ora racconta: "Da qualche tempo aumenta vertiginosamente la quantità di abusi famigliari che ci segnalano. Ne abbiamo ricevuti un'ottantina solo negli ultimi sei mesi, su una media precedente di circa cento all'anno. Arrivano quasi tutti dai tribunali civili, nell'ambito di casi di separazione con affido condiviso. Per metà sono fondati, per l'altra si tratta di menzogne di un genitore contro l'altro". E così l'affido condiviso, che con quell'aggettivo prometteva formule di armonia post-coniugale, non solo non ha mantenuto le promesse, ma è scivolato dentro un paradosso: la miccia di un ordigno. "Viene applicato anche nei casi di rapporti conflittuali, e il figlio diventa una proprietà contesa tra i genitori, come può essere la casa". Già, i genitori. Sono loro i responsabili della maggior parte di cinquecentosedici casi di maltrattamenti arrivati al Centro dal '98 a oggi, per trascuramento e incuria, (25 per cento), vessazioni psicologiche, (21,23 per cento), violenza alla quale i bambini hanno assistito, (16,70), abuso sessuale, (10,98), maltrattamento fisico, (10, 50). Sono stati i genitori praticare l'ottanta per cento degli abusi sessuali sui figli, e la quasi totalità degli altri maltrattamenti. Come il padre e la madre di Angela, due anni, che entrava e usciva dagli ospedali per perdite di sangue dal naso e dalla bocca, e infine quei due hanno confessato che la picchiavano, da quando aveva un anno. E la madre di Filippo e Caterina, che ha abusato di loro assieme a suo fratello quando erano piccolini, e un po' alla volta i fratellini sono riusciti a raccontarlo alla psicologa, e ora vivono da sette anni in Casa Famiglia, e mamma e zio sono soltanto un brutto sogno, di quelli che ti svegli e non è vero niente, meno male, anche se sai che prima o poi quel sogno lo rifarai di nuovo. E quanti Piero e Laura, Giulia, Filippo e Caterina, bimbi smarriti nel proprio disagio come nel bosco Pollicino, a cercare briciole di affetto, di cure, di attenzioni, di certezze, a riempire di storie e di dolore certi numeri inquietanti. Violenze che durano, nel sessanta per cento dei casi, da più di quattro anni. Che, nel novanta per cento dei casi, nessuno ha mai certificato. Che, nella maggioranza dei casi, sono iniziate quando il bambino aveva tra i quattro e i sei anni. Abusi sessuali commessi in quasi metà dei casi dal padre; che il cinquantotto per cento delle volte non durano da meno di tre anni; che vengono perpetrate, nell'ottantuno per cento dei casi, sulle femmine. Ecco cosa affiora sulla superficie di un'immenso fiume di dolore che scorre nelle stanze del Centro tutti i giorni, "e alla fine i bimbi cominciano a fidarsi", "raccontano", "piangono", "abbandonano i sensi di colpa", "si lasciano aiutare". C'è tutto negli occhi di Ester, Eliana, Chiara, Giulia, Antonella e tutte le altre, quel grande dolore, se lo portano a casa quando è sera, depositato nel cuore con tutte le domande dei bambini, quelle esternate e quelle non, quelle per la quali le risposte non bastano mai.
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2008-07-25 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il caso E la "275" fa litigare Pd e Fi LECCE - In ordine di tempo l'ultimo incidente stradale mortale sulla 275 Maglie-Leuca è avvenuto l'altra sera. Vittima un agente assicurativo di Maglie, Salvatore De Pascali, 27 anni, figlio del vicecomandante dei vigili urbani. E, come al solito, divampa la polemica p0litica sulla mancata realizzazione del raddoppio. Il capogruppo di Fi alla Regione, Rocco Palese, attacca la giunta Vendola. "Sono cinque anni che l'opera è finanziata. Cosa aspetta la giunta Vendola a dare il via ai lavori?". Antonio Maniglio, capogruppo del Pd alla Regione, gli risponde duramente. "Chi deve appaltare e far partire i lavori della 275 è l'Anas. E se ci sono, come in effetti ci sono, ritardi questi vanno addebitati sia alla burocrazia romana (autorizzazione ambientali) che al contenzioso attivato dalle imprese private sul bando di gara. La Regione non c'entra nulla", afferma. La 275 "Maglie-Leuca".
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da "Messaggero, Il"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 25 Luglio 2008 Chiudi Anni di ritardi e immobilismo, ecco gli effetti Ressa, litigi e ticket falsi: una mattinata nei meandri stretti della burocrazia capitolina.
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da "Manifesto, Il"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia SAGGI Le due anime dell'Istituto Nazionale di Urbanistica in un volume di Franco Girardi per Ediesse Una disciplina divisa tra mera tecnica e pratica politica Ma. Giu. Libro di grande spessore critico, la Storia dell'Inu di Franco Girardi (Ediesse, pp. 172, euro 10) non solo ricostruisce le vicende di uno dei nostri maggiori istituti di alta cultura, l'Istituto Nazionale di Urbanistica, ma rappresenta - come recita il sottotitolo - un excursus storico nei settant'anni di urbanistica italiana, dal 1930 al 2000. Il racconto si snoda dalla fondazione, sul finire degli anni '20, fino agli anni recenti della dissipazione insediativa ovunque senza ordine né forma. Attraverso l'angolazione particolare dell'urbanistica Girardi interpreta le trasformazioni sociali ed economiche dell'Italia intrecciandole con il dibattito e i conflitti di un gruppo di intellettuali e professionisti dediti al disegno e alla definizione delle regole per il governo della città e del territorio. Fin dal suo nascere, nell'acceso confronto tra Silvio Ardy e Alberto Calza Bini, si scontrano all'interno dell'Istituto due anime. Tra una "concezione profondamente pubblica" dell'urbanistica (Ardy) e la preferenza verso gli aspetti professionali e accademici (Calza Bini) si consumano all'interno dell'Istituto intense lotte di potere. E la vittoria di Calza Bini, funzionale allo spirito accentratore del fascismo e prima ancora a quello dello Stato liberale, agevolò la rendita fondiaria e le ambizioni clientelari. L'intera storia dell'Inu rispecchia il fragile equilibrio dell'urbanistica, divisa tra mera tecnica ed esperienza politica e sociale per il "buon governo" della città. Sotto il fascismo, l'egemonia culturale si manifestò nel rendere la disciplina dipendente ai soli "valori estetici" negandone ogni aspetto multidisciplinare. Pur trasformato in un istituto culturale-professionale, l'Inu portò tuttavia al successo la prima Legge urbanistica (1150/42). E nel dopoguerra, con i problemi gravi della ricostruzione e del nuovo assetto amministrativo, seppe ritrovarsi su principi essenziali come il primato della pianificazione territoriale. Per confermare il proprio ruolo, per nulla subalterno alla burocrazia statale, nella sua "età ingenua" - così la definisce Girardi - l'Inu diede prova di impegnarsi sul fronte culturale e della politica, ma l'ambiguità di scegliere tra ripensamento teorico e "penetrazione negli organi dello stato" si consumò tra dibattiti e convegni. L'azione di Adriano Olivetti, Bruno Zevi, Leonardo Benevolo, Danilo Dolci, e di politici vicini all'Istituto quali Vittorio Foa o Aldo Natoli, purtroppo non riuscì a contrastare la tendenza "neutralista", votata al compromesso e troppo ambigua per far avanzare un'autentica riforma dell'urbanistica. Gli anni della "stagione politica", tra la fine degli anni '60 e '70, sono definiti da Girardi come quelli della disillusione. In questo senso resta attuale - e irrisolta - l'osservazione di coloro (Salzano, de Lucia) che in quel periodo riflettevano su come l'Inu potesse diventare un'istituzione al servizio della società.
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: CRONACA - data: 2008-07-25 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Inaugurato ieri il nuovo porto turistico. Cascetta: "Un progetto modello, nei prossimi mesi completeremo il water front" Procida, 500 posti-barca. Ora bisogna riaprire Vivara PROCIDA - Cinquecento posti barca ultramoderni in uno scenario magico: la Marina Grande di Procida è un pittoresco borgo marinaro segnato da una architettura spontanea di struggente bellezza con le case tinte di rosa, le scale esterne e un impianto di vicoli nei quali il sole riesce a fatica ad infilarsi. E le comari che si raccontano i fatti del giorno affacciati al balcone che si chiama "vefio" ed è stato immortalato in decine di dipinti naif. Quello di ieri sera è stato un giorno di festa per l'isola di Graziella: l'assessore Ennio Cascetta e il vice sindaco Luigi Muro hanno tagliato il nastro del porto turistico "Sancio cattolico". Per realizzarlo ci sono voluti 19 anni, ma soltanto negli ultimi quattro si è faticato davvero. Il risultato, ad ogni buon conto, è molto convincente: il porto è elegante, ordinato, destina il giusto spazio al charteraggio velico e viene incontro alle esigenze del paese. Visto che ogni procidano possiede una barca a loro è stata concessa una tariffa super agevolata: 500 euro l'anno che, come dire, è quasi un regalo. Cascetta e Muro erano visibilmente contenti: "Sancio cattolico", tra l'altro, ha benedetto la prima intesa bipartisan in quanto il Comune che da sempre è di centrodestra ha collaborato fin dall'inizio con la Regione che da sempre è di centrosinistra. "Quest'opera passa sopra le beghe della politica - commenta il vice sindaco - ed è l'inizio di una storia nuova per la nostra isola, prima ci barcamenavamo facendo affidamento più sulle rimesse dei nostri marittimi che sulla rendita turistica che era di basso profilo; ora, invece, possiamo ragionare in grande e si aprono prospettive nuove e stimolanti". I 500 posti del porto nuovo si sommano ai mille della Chiaiolella e conferiscono all'offerta diportistica procidana un valore aggiunto notevole. Per chiudere il cerchio si attende solo che il Comune "riapra" l'isolotto di Vivara consentendo il "ritorno" del pubblico: l'intesa con la Regione c'è, ma i tempi della burocrazia sono troppo lenti. Torniamo a "Sancio cattolico" e al suo profilo elegante, impreziosito dallo scenario della piazzetta dei Marinai e della chiesa seicentesca della chiesa di Maria SS. della Pietà. "Con questo nuovo scalo - ha dichiarato l'assessore Cascetta - continuiamo ad arricchire il sistema dei porti turistici della Campania: oggi (ieri cioè) abbiamo assegnato 8,5 milioni di euro ad Acciaroli, Camerota e Minori e mercoledì a Salerno abbiamo chiuso l'accordo di programma per il porto di Pastena con 480 posti barca e 105 milioni di euro privati". Il progetto marcia spedito, insomma, ad oggi ci sono 54 cantieri aperti e 45 si concluderanno entro l'estate. Insieme al ristorante, al bar e a un info- point. L'obiettivo finale è ambizioso ma raggiungibile: 23.500 posti barca entro il 2013-15 e la certezza di allinearsi agli standard della Catalogna e di Valencia. Nessun'altra regione del Belpaese ha fatto meglio della Campania. Alla festa di Procida, quindi, partecipiamo tutti. Il porto è per il 51% di Campania Navigando e per il 49% del Comune di Procida. Può ospitare barche da 7 a 30 metri e insieme a Capri fa parte della rete di Italia Navigando che fa capo all'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti costituita sulle macerie di Sviluppo Italia. I porti in rete hanno tariffe e servizi comuni, compreso il call center, e si affidano ad una unica strategia promozionale. Il paragone con una catena alberghiera non è campato in aria: il prossimo socio sarà Acciaroli che sta completando il suo "gioiello". La Regione include nell'elenco il Molosiglio, Vigliena e Bagnoli, ma noi non stiamo al gioco perchè non siamo in grado di leggere il futuro. Carlo Franco Il nuovo porto turistico sull'isola di Procida Le caratteristiche Si chiama Sancio Cattolico il nuovo porto turistico Grande spazio al charter velico, tariffe agevolate per i procidani.
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da "Messaggero, Il"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 25 Luglio 2008 Chiudi ROMA - Il pensiero va subito all'anno scorso, un agosto da incubo in Grecia, oltre centosettanta incendi scoppiati in pochi giorni, ottantaquattro morti. Stavolta è il mare a circoscrivere naturalmente l'inferno nei confini di un'isola della Grecia, Rodi. Migliaia di ettari sono già inceneriti. Due villaggi di montagna sono stati abbandonati. Ieri mattina i mezzi antincendio aerei non sono neanche riusciti ad alzarsi in volo, bloccati da un muro di fumo. E' tre giorni che Rodi brucia: questa mattina, con gli altri mezzi antincendio, ci saranno due Canadair mandati dall'Italia. Ieri, alle 15 è arrivata la richiesta d'aiuto dalla Grecia a via Ulpiano a Roma, la sede della Protezione civile. "In dieci minuti abbiamo deciso di mandare due aerei - spiega Agostino Miozzo, direttore dell'Ufficio relazioni internazionali del Dipartimento -. Abbiamo tagliato i tempi della burocrazia con un accordo a cinque, nato da una proposta italiana, che unisce Italia, Spagna, Francia, Portogallo e ora anche la Grecia, per una cooperazione "rafforzata". Siamo Paesi uniti da caratteristiche di territorio simili, e quindi dalla necessità di dover affrontare le stesse emergenze. Ma i due Canadair non possono intervenire subito: sono aerei lenti, e da qui a Rodi hanno avuto comunque bisogno di quattro ore di volo". Parte della notte per l'equipaggio italiano è stata dedicata alla "mappatura" degli incendi, per poter intervenire fin dall'alba di oggi. Il dramma di Rodi, riferisce l'Ansa, è stato scatenato dalla "negligenza" di un uomo, che ha appiccato il fuoco in località Agios Isidoros; da qui, le fiamme si sono diffuse incontrollate in tutta l'isola. Forse l'uomo voleva solo bruciare qualche sterpaglia; non era un piromane, ma è stato arrestato. L'anno scorso, nei giorni della tragedia di agosto, il primo ministro greco Kostas Karamanlis aveva paragonato i piromani ai terroristi: "E come tali vanno trattati", disse, in un drammatico messaggio al Paese. Ora, in questa fine di luglio, non c'è solo la devastazione di Rodi. Sono decine e decine gli incendi esplosi in Grecia in questi giorni, e se Rodi dista circa 450 km da Atene, la periferia della capitale non è stata risparmiata. Un fuoco devastante ha attaccato il monte Hymettus, polmone verde con ottomila ettari di boschi, che si trova a venti chilometri appena dal centro storico della città. F. Mo.
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da "Messaggero, Il (Frosinone)"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 25 Luglio 2008 Chiudi di VITTORIO BUONGIORNO "Siamo qui per restare", dice Bradip Umar Dooth, il presidente di Videocon. Ma per sapere come e a far cosa, per conoscre i dettagli del piano della multinazionale indiana bisognerà aspettare. "A ottobre saremo più precisi". "E' già qualcosa - commenta il presidente della Provincia, Francesco Scalia - Prendo atto della marcia indietro rispetto all'aut aut posto al ministero, adesso restiamo in attesa. Ci hanno preannunciato una rimodulazione dell'accordo di programma. Ho fatto presente a mr. Dooth che non si potrà prescindere dal mantenere una linea produttiva di apparecchi di nuova tecnologia ad Anagni". Ma qui cominciano i problemi. "Produzione o assemblaggio? Non c'è differenza - ha detto un'ora più tardi il presidente Dooth ai giornalisti - sono processi. Quando lo stabilimento produceva tubi catodici non si faceva tutto ad Anagni". In realtà la richiesta di Francesco Scalia è precisa: fare dello stabilimento ciociaro un caso unico in Europa visto che la produzione di televisori Lcd o al plasma è oggi concentrata tra Giappone, Corea e Taiwan. "E' un'ipotesi che stiamo vagliando - ha chiarito il direttore dello stabilimento anagnino Andrea Lo Sasso - vogliamo capire infatti se sarà possibile adattare le linee di produzione per realizzare qui apparecchi tv che si stanno sperimentando in Giappone e negli Usa". "Abbiamo 65 ingegneri di primissimo livello - ha aggiunto il presidente Dooth - che stanno sperimentando schermi al fosforo e ad energia solare". Ma quanti dei 1390 operai potranno restare alla Videocon? "Molti di più dei 490 attualmente in servizio - ha detto il presidente Dooth - ma certo avremo bisogno di far ricorso agli ammortizzatori sociali. Numeri? Saremo più precisi ad ottobre". La Videocon però rinuncia ai finanziamenti pubblici previsti dal contratto di programma. Troppo lenti i tempi della politica e della burocrazia italiana per stare al passo con un mercato che tre anni fa era pronto a scommettere sulle tv al plasma e oggi non più. "Il momento non è dei migliori. Ma siamo una azienda giovane, dinamica ed abbiamo voglia di andare avanti. Oggi nel mondo - ha aggiunto Dooth - ci sono solo 7 produttori di televisori, presto saranno 11. Noi vogliamo essere il dodicesimo". Ma l'incertezza sui tempi resta altissima. Anche l'investimento di Rocca d'Evandro rallenta: "Prima vogliamo chiarezza sulle indagini in corso - hanno spiegato i manager indiani - Ci fidiamo del lavoro della magistratura e siamo pronti a collaborare. Ma prima si risolveranno i problemi, poi il progetto ripartirà spedito". Quanto ai dipendenti è confermata la Cigs per circa 1000 addetti fino al 9 maggio 2009. "Promettiamo - hanno spiegato - che i ritardi nell'accreditamento degli stipendi non si verificheranno più".
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da "Messaggero, Il (Metropolitana)"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 25 Luglio 2008 Chiudi Per ottenere in assegnazione un alloggio ex Iacp l'attesa può durare anni, e non è affatto detto che vada a buon fine. Eppure c'è chi, inserito in graduatoria nel gennaio del 2008, è riuscito ad avere le chiavi ed entrare in possesso di un'abitazione (in Largo Mengaroni) già alla fine del maggio scorso. Un tempo record considerando le lentezze della burocrazia. Raffaele Marra, il nuovo dirigente dell'Ufficio politiche abitative, nell'esposto presentato in Procura ha elencato i casi in cui vi sarebbero anomalie. Ma l'elenco delle assegnazioni sotto verifica è molto più lungo. E si allungherà ancora strada facendo. Si va dall'alloggio assegnato in località Santa Palomba ad un cittadino privo di sentenza di sfratto, preceduto fra l'altro da 664 nuclei aventi titolo. Alla signora non presente in graduatoria e all'epoca dell'assegnazione inserita nel nucleo familiare della madre già assegnataria di un altro alloggio. C'è chi poi è riuscito a diventare inquilino Ater, in un alloggio di via Ortona de Marsi, pur essendo collocato nel bando generale solo al posto 27.111. Cosa gli ha consentito di scavalcare migliaia e migliaia di posizioni visto che per le emergenze esistono i bandi speciali? Lo stesso discorso vale per altri due assegnatari che occupano posizioni molto arretrate (5857 e 16046). Le posizioni da chiarire, dunque, sono tante. E non sarà semplice far luce scartabellando nei vecchi faldoni visto che l'informatizzazione del settore presenta numerose lacune. Le rinunce di chi ha rifiutato l'assegnazione di un alloggio Erp per lo più non sono state verbalizzate. Il caso più frequente riguarda la mancanza della sentenza di sfratto. Che non è un particolare da poco bensì il documento che certifica una condizione di precarietà abitativa "non oltre tre anni prima dalla data di inizio del semestre in cui viene presentata la domanda". Talvolta mancano i verbali di consegna. Altre si è proceduto alla consegna dell'alloggio senza "la preventiva e necessaria acquisizione del provvedimento dirigenziale". Altre ancora a non tornare è il calcolo del punteggio. E si potrebbe continuare di questo passo. Come spiegano questa situazione gli ex dirigenti dell'ufficio? L'ex direttore ad interim Federico Bardanzellu in una lettera inviata per conoscenza al sindaco Alemanno si è difeso sostenendo l'oggettiva carenza di personale, inadeguato rispetto al numero di pratiche gestite. In quanto alle procedure, secondo Bardanzellu, vanno messe in relazione al fenomeno della compravendita delle abitazioni: se si voleva evitare un danno patrimoniale ancora più grande all'amministrazione bisognava fare in fretta. C.Mar.
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da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 25 Luglio 2008 Chiudi di FRANCESCA OGGIANO Vigili urbani "non stabilizzati e licenziati": i sindacati accusano "sindaco e collaboratori" e denunciano il taglio dei servizi per carenza di organico. Tutto ciò mentre il comando di polizia municipale si riorganizza con il personale a disposizione. "Manifestiamo tutto il nostro disappunto nei confronti dell'amministrazione comunale - scrive in una nota la Cgil/Fp - in particolare contro il sindaco Giovanni Moscherini e i suoi stretti collaboratori per la mancata stabilizzazione dei vigili urbani (16 in tutto, ndc) assunti 3 anni fa a tempo determinato e di colpo spediti a casa senza la benché minima voglia di muovere un dito per perorare la loro causa. Anzi facendo di tutto pur di non trovare alcuna situazione accomodante come avvenuto in altre città". Una storia fatta di burocrazia e cunicoli legali. Uno slalom fra leggi finanziarie e circolari ministeriali fra le quali molti comuni hanno comunque trovato il modo per stabilizzare i precari senza trasformarli in disoccupati. "Complessivamente - prosegue la Cgil- si è assistito a un intero anno di promesse, iniziate con la campagna elettorale e ribadite dopo l'insediamento con il personale che si è fidato del Pincio assicurando lo svolgimento dei servizi con diligenza e professionalità, attendendo il 10 luglio scorso per conoscere le sorti del proprio futuro. Ma le buone notizie non sono mai arrivate". Tutti a casa. Nessun nuovo concorso per l'assunzione e largo a chi attendeva nella vecchia graduatoria. Tutto ciò, ovviamente, non senza conseguenze tangibili per la città. Quali? "La pianta organica dei vigili urbani prevede 130 unità in diversi ruoli - afferma la Cgil/Fp - ma allo stato attuale sono presenti solo 43 unità. Dica ora l'amministrazione quali scelte effettuerà. Quali uffici bisognerà sguarnire per assicurare la viabilità cittadina o per garantire lo svolgimento delle attività stagionali". Poche unità, tagli dei servizi? Il comando di polizia municipale non conferma né smentisce. Di sicuro la difficile situazione della carenza di personale formato è stata affrontata per tempo. Come? Attraverso "la riorganizzazione dei servizi per mantenere le postazioni e i presidi principalmente nelle zone centrali di Civitavecchia, con il centralino sempre pronto a intervenire garantendo copertura per pronto intervento in qualsiasi zona, centrale o periferica, della città". Ma non di solo controllo e viabilità è fatta la vita di un vigile urbano. "L'unica certezza - conclude la Cgil/Fp - è che ci saranno meno garanzie per la cittadinanza. Tempi più lunghi per il rilascio di documenti o richieste inevase per l'accertamento nel settore del commercio".
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da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Vetrina Guastalla pag. 11 Classi tagliate, pronto il sit-in Le famiglie minacciano di occupare l'ex Provveditorato di ANTONIO LECCI ? CORREGGIO ? I GENITORI degli studenti delle due classi destinate ad essere soppresse, da settembre al Convitto nazionale Corso di Correggio, sono pronti a scendere in piazza a protestare, anche con sit-it ed occupazioni simboliche della sede del Centro servizi amministrativi, ovvero l'ex Provveditorato agli studi di Reggio. Chiedono di non essere lasciati soli ad affrontare, in mezzo ad una burocrazia non sempre facile da superare, i problemi legati alla cessazione della terza del corso alberghiero e della quarta dell'agrario, dovendo ora cercare altre scuole ? diverse o similari ? a cui iscrivere i loro ragazzi. SULLA QUESTIONE è già stato aperto un confronto. Il dirigente del Convitto correggese, il professor Antonio Vezzani, si è già sentito in queste ore con il responsabile del Csa, Vincenzo Aiello (nella foto), proprio per cercare di trovare una soluzione che sia la meno disagevole possibile per le varie decine di famiglie, reggiane e modenesi, che ora si vedono costrette a cercare un'alternativa alla soppressione delle due classi al Convitto nazionale, a quanto pare come inevitabile conseguenza dei tagli della Finanziaria. Un primo tentativo di cercare informazioni fra i vari istituti della zona non sembra aver dato segnali confortanti. "Tutti ci dicono che di notizie, via telefono, non ne possono dare. Bisogna recarsi nelle varie segreterie, dove non sempre è presente l'incaricato in grado di chiarirci ogni dubbio. E siamo già a fine luglio. Faremo in tempo ad iscrivere i nostri figli nelle scuole più adeguate a loro? Le istituzioni scolastiche devono aiutarci, non lasciarci soli", dicono i genitori.
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da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Sud sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-07-23 - pag: 2 autore: L'iniziativa. Piattaforma interattiva grazie all'accordo tra Asl e Istituto di previdenza A Salerno pratiche veloci SALERNO Muove i primi passi in provincia di Salerno la piattaforma interattiva che dovrebbe consentire lo snellimento delle procedure burocratiche per il riconoscimento dell'invalidità civile e garantire maggiore trasparenza. La Campania è la prima regione in Italia nella quale si sviluppano in questo settore speciali partnership sul tema tra l'Istitutonazionale di previdenza sociale e le Aziende sanitarie. Ad aprile è stato, per esempio, sottoscritto il protocollo di intesa tra Asl Salerno 3 e Direzione regionale dell'Inps articolato su due punti: l'Asl si è impegnata a trattare e trasmettere per via telematica tutte le pratiche di invalidità civile utilizzando la procedura informatica on line realizzata dall'Istituto; l'Inps eroga la necessaria formazione al personale della Asl. A pochi mesi di di-stanza, quello stesso modello di collaborazione è già stato adottato anche dalle Asl Salerno 1 e Salerno 2. Come spiega il vicedirettore regionale dell'Istituto, Antonio Petronzi,"l'Inps ha progettato un sistema informatico capace di raggiungere virtualmente, attraverso un collegamento in rete, tutti gli Enti gestori e consentire un agevole colloquio telematico tra i soggetti istituzionali, al fine di poter fornire sempre al cittadino risposte in tempo reale sullo stato della pratica ". Il sistema si chiama Inv-Civ New e, nell'Italia storicamente gravata dal fardello della burocrazia, rappresenta una grande novità.Una pratica per il riconoscimento dell'invalidità interessavari organismi e comporta numerosi passaggi. All'Asl competente viene presentata la domanda, la commissione medica incaricata dall'Inps effettua invece una verifica che successivamente dovrà essere convalidata dall'Azienda sanitaria. Quindi il testimone passa al Comune, incaricato dalla Regione di fare il riconoscimento:l'Ente deve agire ancora una volta di concerto con la previdenza nazionale. "Solo pochi anni fa – prosegue Petronzi – tutta la procedura richiedeva fino a sette anni. Oggi la si porta a compimento nell'arco di alcuni mesi, ma con il nuovo sistema informatico che stiamo rodando sarà possibile fornire una risposta al cittadino in una manciata di giorni". In sostanza, con Inv-Civ New tutti i passaggi avvengono attraverso un format elettronico e ciascun attore della filiera coinvolta nella procedura può verificare i requisiti e sollevare dubbi. "è presto per trarre conclusioni – dice Petronzi – ma l'esito delle sperimentazioni in corso lascia ben sperare. L'obiettivo da qui ad un anno è quello di estendere così il modello a tutta la Campania". F. Pr. L'ITER L'Azienda sanitaria si è impegnata a trasmettere per via telematica i documenti relativi alle istanze presentate.
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da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-07-23 - pag: 6 autore: Industria. Solo 11 le domande di cassa integrazione straordinaria ma cresce l'ordinaria e cala il turnover Aziende in affanno per la crisi Nel settore legno-arredo quasi sestuplicate le richieste di Cig per gli operai ACURADI Martina Milia L'impresa del Friuli-Venezia Giulia riduce la velocità di crociera. Se le crisi conclamate sono poche – una decina in tutta la regione – la congiuntura economica, i costi di materie prime, energia e burocrazia, rosicchiano i margini di competitività. Secondo i dati della Direzione regionale del lavoro, dal gennaio 2008 sono 11 le imprese che hanno fatto richiesta di Cassa integrazione straordinaria (per un totale di 642 lavoratori potenziali beneficiari), aziende di medie dimensioni che appartengono ai settori legno e arredamento (3), elettronica (2), chimica (2), produzione di pavimenti in ceramica, pellami per i settori mobile e arredamento, industria cartaria, metalmeccanico. Altri sono, però, i segnali di difficoltà. Come il ricorso alla Cig ordinaria, che pure nel 2007 era in calo rispetto al 2006, e che invece secondo i dati ancora non definitivi rilevati nel primo semestre di quest'anno sta crescendo di nuovo in quanto strategia per contenere la produzione. Come nel caso della provincia di Pordenone, dove la Cig ordinaria è stata utilizzata dalle aziende dei due settori di punta. Nel legno arredo per i soli operai si è passati dalle 4.855 ore del primo semestre 2007 alle 28.220 nello stesso periodo del 2008 (+ 480%), nella metalmeccanica da 17.679 a 32.913 ore (+86%). Un'altra spia è rappresentata, poi, dal rallentamento del turnover. Fatta eccezione per le costruzioni, nell'industria le assunzioni sono calate di 3.300 unità nel 2007 e, nello stesso anno, la disoccupazione giovanile è passata dall'11,5 al 14,5 per cento. La situazione congiunturale incide in modo diverso nel manifatturiero. Il tessile, ad esempio, dal 2001 al 2007 ha ridotto l'occupazione del 21% e solo nel 2007 ha perso otto stabilimenti. Altro settore che fa fatica a riprendersi è quello cartario. Risalgono a un paio di mesi fa gli ultimi esuberi (14) alla Burgo di Tolmezzo. Non mancano, comunque, esempi di aziende che attraverso forti investimenti in innovazione (Ermolli e Cartiera di Cordenons) riescono a ottenere buoni risultati. "L'aumento dei costi dell'energia, che ha superato il 20% del costo del prodotto, e l'impossibilità di trasferire sui prezzi questi rincari – ricorda Massimo Albanesi (Fistel Cisl) – rende necessario un intervento strutturale ". Rallentamenti arrivano anche in settori dinamici come il legnoo il comparto metalmeccanico (soprattutto nel Pordenonese). A segnare il passo è Electrolux, che ha il più importante stabilimento europeo di lavatrici a Porcia e ha chiuso il secondo trimestre 2008 con un calo dell'81% del reddito operativo. La già annunciata diminuzione dei volumi produttivi, le difficoltà del mercato europeo, fanno tremare anche l'indotto. La crescita del pil del Friuli-Venezia Giulia, secondo le stime, quest'anno supererà di poco l'1%: il doppio del dato nazionale, ma la metà di quello realizzato nel 2007. "Quello che ci preoccupa di più –dice Adriano Luci,presidente di Confindustria Udine – è il costo delle materie prime, non trasferibile sul mercato: la diminuzione dei margini inizia ad essere importante. Poi ci sono energia e burocrazia, problemi che difficilmente avranno soluzioni a breve termine. Per le aziende oggi conta di più la rapidità di intervento nel rilascio di un'autorizzazione o nella creazione di un elettrodotto che un contributo a pioggia". "Parlare di crisi è prematuro – conclude Maurizio Cappellin, segreteria regionale Cisl –. Molte medie imprese hanno saputo strutturarsi e internazionalizzarsi, assorbendo gli esuberi delle grandi. Per la prima volta, però, registriamo il ricorso alla Cig ordinaria anche da parte di queste aziende". In difficoltà. Lo stabilimento di Trieste della storica azienda Stock.
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da "Sestopotere.com"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia (25/7/2008 10:15) | (Sesto Potere) - Pordenone - 25 luglio 2008 -è stato un incontro dalle prospettive collaborative e sinergiche quello avvenuto ieri sera in Camera di Commercio a Pordenone tra il suo presidente Giovanni Pavan, affiancato dalla Giunta e dai presidenti e direttori delle categorie economiche pordenonesi, e il presidente della Regione Renzo Tondo. “Il peso del Pil della provincia di Pordenone sul Pil regionale –ha esordito Pavan - è del 26,1%. La provincia di Pn è aperta ai mercati esteri e si colloca al 27° posto fra le province per valore delle esportazioni; nel 2007 l'export provinciale risulta il 32,1% del Friuli ed è pari al 44,7% del PIL totale”. Oltre a ricordare come il nostro territorio non sia solo a vocazione manifatturiera ma ci siano anche punte di eccellenza negli altri settori (si pensi ad esempio al settore vinicolo che annovera 6 cooperative con un fatturato complessivo di 60 milioni di euro e che rappresentano il 65% della produzione FVG, o la produzione vivaistica, quasi un distretto, che rappresenta il 90% della produzione FVG con oltre 80 milioni di barbatelle e 75 milioni di fatturato), il presidente camerale ha presentato le attività a supporto e promozione degli interessi delle imprese che operano in provincia che la Cciaa sta portando avanti. Quattro sono le linee strategiche prioritarie sulle quali ci si è focalizzati: Internazionalizzazione, valorizzazione del territorio, servizi alle imprese e ai cittadini e formazione, ricerca, innovazione. Le attività di internazionalizzazione hanno riguardato specificatamente nel 2007 i Paesi Slovenia, Cina, Russia, Serbia, Kosovo, India, Turchia, Brasile, Germania, Francia, Svezia. Sono circa 1.000 le imprese che hanno iniziato il percorso di informazione e formazione verso questi Paesi, e circa 200 le imprese che in questo ultimo periodo hanno partecipato direttamente alle missioni all'estero. Inoltre una particolare attenzione è stata rivolta ad un settore strategico per la regione: la subfornitura. Fin dal 1991 è stato costituito il Centro regionale della subfornitura del FVG per sostenere e promuovere tutte le imprese regionali del settore e non solo quelle di Pordenone. Ad oggi sono quasi 800 le imprese regionali che aderiscono al Centro e più di 3000 usufruiscono dei suoi servizi. L'Ente camerale ha focalizzato la propria attenzione in ambito turistico su tre filoni principali: culturale/letterario, business e wellness/ecoturismo. “è uno sforzo intenso di progettualità concrete, dove è indispensabile – ha detto Pavan - e ci auguriamo che lo sia, l'apporto della Regione, come delle altre istituzioni locali”. Non seconda poi la formazione, obiettivo irrinunciabile della Camera di Commercio di Pordenone, che dal 1990 è socio fondatore del Consorzio Universitario di Pordenone, con l'obiettivo di dotare la provincia di un polo di studi universitari per promuovere la crescita della cultura, anche economica, in collaborazione con l'Università di Udine e Trieste. La Cdc conduce anche alcune attività su delega regionale, come la gestione di 17 canali agevolativi ai sensi della Legge regionale 4 del 2005, per un totale di contributi concessi nell'anno sul Fondo 2006/2007 superiore a € 2.680.000,00, la promozione dell'imprenditoria femminile e la gestione dell'Ufficio Carburanti a prezzo ridotto, che solo nel 2007 ha attivato oltre 30.000 tessere per il carburante agevolato, e 9.357 tessere sanitarie. Ancora: lo Sportello Unico, nato come sperimentazione provinciale su iniziativa della Camera di Commercio e poi fatto proprio dalla Regione come Impresafuturo, del quale la Cciaa di Pordenone è coordinatore regionale con l'avvio di due centri tecnici provinciali. “Ho avuto conferma da lei presidente – è intervento Renzo Tondo – delle informazioni che in parte già possedevo sulla provincia di Pordenone. Voglio essere concreto e dirle in questa occasione le linee sulle quali sto impostante l'attività di questa legislatura: parlo di rigore, necessario per ricondurre alla normalità i conti della Regione, di semplificazione del sistema, quindi meno burocrazia, meno centri che si ostacolano l'uno a scapito dell'altro ma logica di sistema”. Tondo ha sottolineato come, in un incontro avvenuto in mattinata a Trieste, proprio le Cciaa siano state uno dei pochi interlocutori a fornire proposte concrete, come la realizzazione di tavoli tecnici per entrare nel merito delle specifiche questioni. “Con tre parole voglio esprimere le priorità sui cui lavorare: infrastrutture, innovazione e internazionalizzazione – ha concluso Tondo. In particolare per innovazione intendo il finanziamento di brevetti. Sul fronte internazionalizzazione credo utile che gli enti elaborino progetti e che la Regione possa poi accompagnarli istituzionalmente, fungendo da garanzia. Il metodo con cui fare questo? Concertazione. Tavoli bilaterali attorno ai quali gli interlocutori si assumono le proprie responsabilità”.
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da "Arena.it, L'"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 25 Luglio 2008 AGRICOLTURA. A Verona nessun pagamento "Inps in ritardo sulle indennità per i disoccupati" Bozzini (Uil): "Pregiudicati i diritti dei lavoratori"   Quattro mesi di attesa non sono bastati e i lavoratori agricoli che a marzo hanno presentato richiesta di indennità di disoccupazione all'Inps di Verona non sono ancora stati liquidati: è duro l'attacco del segretario Uila-Uil (settore agroalimentare) scaligero Giuseppe Bozzini, che accusa l'ente di "ritardi e incertezze", parlando di diritti pregiudicati e invitando solecitamente a "sburocratizzare le procedure". Il problema riguarda "la maggior parte dei lavoratori che prestano la loro opera in agricoltura" e "hanno un lavoro a tempo determinato o stagionale" e che, proprio per questo, "non hanno la possibilità di lavorare e di avere un reddito per tutto l'anno". L'indennità di disoccupazione, da richiedere all'Inps entro il 31 marzo di ogni anno, consente in sostanza "di avere un minimo di sostegno al reddito", precisa la nota Uil, accusando però l'Inps di erogarla sempre "con maggior ritardo ed incertezza". E questo "nonostante gli sforzi compiuti da lavoratori, organizzazioni sindacali e patronati di presentare le domande con largo anticipo e attraverso procedure telematiche che dovrebbero favorire le verifiche". Bozzini, contestando "burocrazia e disorganizzazione", accusa: "Non è possibile che anche quest'anno nessun pagamento a Verona sia stato fatto" e "non è possibile che a molti lavoratori vengano richieste documentazioni per riconoscere il diritto alla disoccupazione, che sono già state presentate, e qualcuno ha smarrito, ritardando così i pagamenti". E allora "perché ai tanti cittadini stranieri o comunitari che lavorano in agricoltura, e senza i quali la raccolta dei nostri prodotti nei campi sarebbe pregiudicata, Inps e Comuni richiedono e rilasciano con grave ritardo i documenti idonei alla domanda di disoccupazione?". E "perché in altre province italiane la disoccupazione agricola quest'anno è stata già liquidata e a Verona no?". Invitando il ministro Brunetta a "far correre e qualificare i dirigenti e a sburocratizzare le procedure", Bozzini rileva: "In agricoltura nella provincia di Verona è risaputo da tutti che vi è un elevato tasso di lavoro irregolare. Perciò molti lavoratori si vedono ridurre o venir meno il diritto alla disoccupazione". E allora, "invece di aumentare le ispezioni nelle aziende, si riduce il personale preposto ai controlli e si aumenta la burocrazia nel riconoscimento dei diritti".  .
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da "Stampa, La"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia LA SVOLTA"CE NE ANDIAMO E RESTIAMO AL SERVIZIO DEI CITTADINI" Cri sotto sfratto oggi traslocano le ambulanze La Curia aveva chiesto la forza pubblica Viaggio nella sede-cantiere alla stazione [FIRMA]GIULIO GAVINO SANREMO Non sarà necessario l'intervento della forza pubblica per far sloggiare questa mattina la Croce Rossa dai locali della Curia di via Pisacane. La "resistenza" alla procedura di sfratto è cessata. A prevalere da una parte è stato il diritto, dall'altra il buonsenso. Il Vescovo Alberto Maria Careggio rientrerà in possesso dei locali destinati ad ospitare i nuovi uffici della Curia, trasferita a Sanremo da Ventimiglia, e cesserà di dover "subire" la convivenza con le ambulanze e con le auto dei Volontari del Soccorso parcheggiate nel cortile di Villa Giovanna d'Arco. Se l'accesso al parco sarà chiaramente interdetto, le cose in realtà cambieranno decisamente poco visto che le ambulanze si sposteranno appena di poche decine di metri, sul retro della nuova stazione ferroviaria. Continueranno quindi a transitare per via Pisacane e, Codice della Strada alla mano, potrebbero essere obbligate ad accendere la sirena giorno e notte visto che il cancello della villa si apre proprio sulla traiettoria di uscita delle ambulanze in una posizione che rende impossibile l'individuazione di un mezzo di soccorso in arrivo. Se è vero che la Croce Rossa sapeva da due anni dello sfratto, è indubbio che si sia scontrata con una burocrazia pachidermica nella sede romana che ha rallentato la delicata operazione per l'individuazione di un'alternativa valida. La soluzione offerta dal Comune, mediatore l'assessore Marco Andracco, è piaciuta ma attualmente la nuova stazione è al limite dell'agibilità. Per fortuna il sottocomitato di Sanremo della Croce Rossa ha dipendenti e volontari che hanno la schiena dritta. L'altro giorno, sotto il sole cocente, si sono messi con pala, sabbia e cemento, a predisporre infatti l'area dove stazioneranno i mezzi destinati a garantire gli interventi di soccorso di emergenza ai sanremesi. Secondo le indiscrezioni la Curia chiuderà un occhio sull'utilizzo, transitorio, degli uffici dell'ex sede dell'"Ancora", sempre nella palazzina annessa a Villa Giovanna D'Arco ma con un ingresso autonomo (e già oggi potrebbero esserci problemi per l'attivazione delle utente ed effettivo trasloco dei materiali). La Croce Rossa dovrà invece reperire i fondi per allestire i locali della nuova stazione (al primo piano), in pratica oggi una "scatola vuota" di cemento armato dove si deve portare acqua, luce e gas. Da realizzare anche gli allacciamenti di acque bianche e nere e il riempimento del piazzale dove dovranno trovare posto una ventina di ambulanze. A dire il vero l'opera rientrava a tutti gli effetti nel "pacchetto" della stazione ma non si sa bene per quale motivo l'impresa l'ha lasciata a metà. Altra difficoltà è un muro in cemento armato che, fino all'altro giorno, era stato demolito solo in parte e la cui esistenza limiterebbe non poco l'accesso dei mezzi. Ieri mattina a farsi vedere nel "cantiere" è stato l'assessore Roberto Parsi insieme a tecnici di Palazzo Bellevue. Dalla Croce Rossa nessuna polemica con la Curia: "Ce ne andiamo e restiamo al servizio dei cittadini".
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da "Mattino, Il (Caserta)"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Stop alle nozze farsa per la cittadinanza CLAUDIO COLUZZI Castelvolturno patria dei matrimoni misti di convenienza. Uno straniero e un italiano, quasi sempre l'italiano (o italiana) molto avanti negli anni e ricompensato con una somma di denaro. Per averne una riprova basti considerare che, da gennaio ad oggi, presso l'anagrafe sono stati celebrati 50 matrimoni tra cui ben 21 misti. Il dato assoluto potrebbe far pensaro ad uno straordinario fenomeno di integrazione. Ma la notevole differenza di età tra gli sposi suggerisce il contrario e le indagini di carabinieri e polizia confermano il sospetto. Se poi si va a ritroso nel tempo si ha un'ulteriore conferma: nel 2005 sono 32 i matrimoni misti e 142 quelli tra italiani; nel 2006 addirittura 48 misti e 57 tra locali; nel 2007 il rapporto è 36 a 142. Fino a ieri il risultato automatico era l'immediata acquisizione delle cittadinanza per lo straniero. Ora le norme contenute nel pacchetto sicurezza appena approvato impongono un deciso giro di vite. In caso di matrimoni misti non basta essere sposati ad un cittadino italiano, ma bisogna anche dar prova di solidità del rapporto: due anni di convivenza in Italia o tre all'estero; la metà in caso di figli. Il doppio contando i tempi della burocrazia. Eppure quella dei matrimoni misti è una realtà in continua crescita: in dieci anni i matrimoni tra stranieri e italiani si sono triplicati. Un aumento del 300%. Non solo. Negli ultimi quattro anni, il numero dei bambini nati da coppie miste è aumentato del 22%. Naturalmente in molti casi si tratta di matrimoni reali. Ma spesso sposare un italiano può essere una scorciatoia per ottenere la cittadinanza (nel 2005 ad esempio, 11.854 stranieri sono diventati cittadini italiani, in seguito a nozze). Nel territorio di Castelvolturno, inoltre, le nuove norme sulle unioni miste si intrecciano con l'inasprimento delle pene per chi fitta alloggi ad immigrati irregolari: ora c'è la reclusione da 6 mesi a tre anni, una multa da 10mila a 50mila euro e finanche la confisca dell'abitazione. A Castelvolturno ci sono circa 50mila alloggi, la maggior parte dei quali di edilizia turistica residenziale non più destinata a questo scopo. "Il pacchetto sicurezza varato dal governo - dice il sindaco di Castelvolturno Francesco Nuzzo - presenta luci e ombre. Ad esempio è positiva l'attribuzione di maggiori poteri di coordinamento al sindaco di materia di controllo del territorio e mi auguro che da ciò discenda una più solida collaborazione tra le forze dell'ordine e la polizia locale. Per quanto riguarda il giro di vite sugli alloggi agli irregolari e sui matrimoni misti si tratta di misure che io stesso avevo auspicato già da tempo. Ora bisogna vedere che attuazione troveranno nella pratica. Voglio sperare che, fatti salvi i diritti degli immigrati, ci sia davvero un'applicazione tale da favorire un maggiore controllo del territorio".
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da "Mattino, Il (Benevento)"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Filangieri, il museo che scompare Donatella Trotta I napoletani che hanno buona memoria lo chiamano ancora "il museo che cammina". Perché all'epoca del Risanamento post-colera, a causa dell'ampliamento fineottocentesco di via Duomo, l'edificio rischiò di essere abbattuto; ma poi, grazie all'intervento e alle pressioni di intellettuali, artisti e personaggi illustri come Settembrini e Dalbono, venne invece smontato. Pezzo per pezzo. E rimontato, venti metri più avanti, con la stessa bella struttura che offre allo sguardo la sua facciata con un armonico bugnato toscano, punteggiata da finestre di piperno che danno luce a interni di notevole eleganza, ricchi di tesori del collezionismo privato documentati da volumi come quelli di Nadia Barrella. costellata di aneddoti, colpi di scena e vicissitudini di vario segno la lunga e complessa storia del quattrocentesco Palazzo Como, sede dal 1882 del Museo Civico Gaetano Filangieri, una Fondazione privata su modello degli "Arts and Crafts Museums": luoghi museali intesi come strumenti didattici e sedi di studio, ricerca e sperimentazione nel campo delle arti applicate. "Ma è una storia, anche, nel segno del paradosso: come il fatto che un museo che costa sui 400mila euro annui di gestione è chiuso da dieci anni", dice l'ingegner Giampaolo Leonetti, dal 2004 - su mandato del sindaco Rosa Russo Jervolino - direttore del Museo Filangieri, dopo essere stato soprintendente del Pio Monte della Misericordia. Non è di poco conto, la responsabilità che Leonetti si è addossato alla guida di un gioiello napoletano: "Un patrimonio negato alla pubblica fruizione - prosegue Leonetti - ma inventariato e riversato, dal 2005, in un sofisticato sistema informatizzato di gestione museale comprato in Svizzera, primo museo della Campania ad aver convertito agli standard moderni la schedatura dei suoi beni. Un altro paradosso. Come il rischio, previsto dall'atto di donazione del principe Gaetano Filangieri al Comune di Napoli, che se il Museo continua a restare chiuso i tesori in esso raccolti devono tornare agli eredi". Ma che cosa ostacola la riapertura al pubblico del palazzo, peraltro noto nella tradizione popolare come "'o Palazzo de' Monacielli", almeno stando alle superstizioni tramandate da chi lo abitò? "Più che una maledizione, la beffa degli ingranaggi della burocrazia", sottolinea Leonetti, che spiega: "Esistono due ordini di problemi. Il primo è legato agli stipendi dei custodi, sette comunali ma cinque dipendenti della Fondazione, tutti in regolare servizio per la manutenzione ordinaria e l'apertura e assistenza su richiesta di qualche studioso. Gli stanziamenti straordinari del Comune di Napoli, deliberati in misura decrescente dal 2005 ma erogati sempre con ritardo, non bastano più; e anche il fido bancario da me ottenuto lo scorso gennaio si sta esaurendo". E il secondo problema? "Riguarda la necessità di lavori di adeguamento del Museo (durata: due anni, costo 2 milioni e mezzo di euro da finanziamenti regionali del piano Pit-Por), senza i quali non si possono riaprire i battenti al pubblico. Ma l'ennesimo paradosso è che i fondi stanziati per il 2000-2006 sono stati revocati per decorrenza dei termini di presentazione del progetto, approvato in giunta comunale nel novembre 2006. E ora che c'è il progetto, siamo in attesa di nuovi stanziamenti Pit-Por per il 2007-2013". Leonetti è sfiduciato: "Il Madre - denuncia - costa 8 milioni di euro l'anno. Mi chiedo perché spendere tanto e qual è la logica di gestione di questa città che si vanta d'essere città d'arte". Getta acqua sul fuoco Nicola Oddati, assessore comunale alla Cultura: "Il sindaco tiene molto al Museo Filangieri, tant'è che continuiamo a erogare fondi straordinari: 250mila euro nel 2005, 235mila nel 2006 195mila nel 2007. I pagamenti avvengono a rendicontazione delle spese, come accade a tutti. Non possiamo agire in modo difforme, già per noi è un problema dare un contributo a un museo chiuso quando abbiamo musei aperti a cui non finanziamo tutti questi soldi. In attesa di verificare la possibilità di anticipare di qualche mese l'erogazione, sono ora prioritari i lavori di ristrutturazione, di competenza dell'assessore Laudadio: mi risulta che il progetto presentato sia stato già approvato nel piano Pit-Por 2007-2013". Chi vivrà, vedrà.
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da "Gazzettino, Il"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Ridda di reazioni all'inchiesta sulla produttività dell'assemblea veneta. Gallo (Pd): "Situazione di paralisi totale". Cortelazzo (An): "Vale la qualità delle norme approvate" Forza Italia: "Non serve regolare tutto per legge" Venezia(g.t.) Lavorato poco o lavorato molto? Prodotto poco o prodotto molto? Ha scatenato un vespaio di reazioni l'inchiesta pubblicata ieri da "Il Gazzettino" sulla produttività del consiglio regionale del veneto (7 leggi approvate nei primi 7 mesi dell'anno) e sulle presenze in aula e la partecipazione alle votazioni dei consiglieri. L'operatività del consiglio regionale non si quantifica in base al numero di leggi approvate, piuttosto dall'importanza e dalla valenza dell'attività normativa - attacca il servizio il capogruppo di An Piergiorgio Cortelazzo - Dalle tabelle pubblicate sulla stampa apprendiamo l'operosità e l'assenteismo tra i banchi del consiglio: tuttavia sorprende l'equazione "meno leggi corrisponde a meno produttività dell'organo regionale". Non è così: il lavoro del consiglio si verifica attraverso la qualità delle leggi emanate, non per la quantità. Questa logica inoltre contrasta con le intenzioni degli amministratori, a livello regionale e nazionale, di snellire la burocrazia italiana e veneta che ha un peso elefantiaco, e che sempre scarica disagi e lungaggini agli utenti". "l monito ai colleghi va in tutt'altra direzione - conclude Cortelazzo - opportuno fare un passo indietro e non proporre progetti di legge regionali per ogni problema, perchè molti testi hanno il solo scopo di appesantire la macchina regionale, guadagnare qualche riga sulla stampa, senza arrivare mai alla discussione in aula. In certe situazioni dovrebbero essere affrontate e disciplinate da leggi quadro"." lo specchio fedele di quanto da lungo tempo andiamo denunciando, ovvero la situazione di paralisi totale in cui versano gli organi istituzionali della Regione" lo smentisce il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Giovanni Gallo. "Se il 2008 verrà ricordato come l'annus horribilis in fatto di efficienza legislativa afferma Gallo - lo dovremo esclusivamente al centrodestra e alle guerre intestine tra Galan e la Lega, che non esitano a tenere in ostaggio le istituzioni e a usarle come strumento di battaglia partitica o, peggio ancora, personale". "Ci si è forse dimenticati si chiede il leader dell'opposizione - dello scontro feroce sulla partita delle nomine dei direttori generali delle Asl che per mesi ha congelato i lavori di consiglio tanto da far slittare l'approvazione del bilancio a febbraio inoltrato? Poi sono arrivate le elezioni politiche e, a risultati acquisiti, il conseguente balletto del rimpasto della giunta con la pantomima degli assessori Udc, prima destinati a uscire dalla compagine di Governo regionale e poi graziati dallo stesso presidente. Infine la storia infinita dell'approvazione dello Statuto, altro clamoroso tappo al normale svolgimento delle attività istituzionali, figlio anch'esso dei contrasti del centrodestra. Ciliegina sulla torta, l'assenza perenne, come confermato dalla tabella pubblicata da Il Gazzettino, del presidente Galan dalle sedute di consiglio, segno eloquente di una Regione alla deriva, senza timone"."Il consiglio ha lavorato molto, tenuto conto che quest'anno ci sono state anche le elezioni politiche amministrative - lo contraddice a sua volta il capogruppo di Forza Italia, Remo Sernagiotto - E poi, secondo me, dovremmo fare quattro leggi e non 500: trovo stupido voler regolamentare tutto per legge. Dopo la riforma Bassanini il Veneto ha provveduto a fare tutta una serie di testi unici in importanti materie. Che cosa dobbiamo aggiungere di più? Cerchiamo invece di affrontare i problemi concreti come quello del trasporto locale che pesa sulla vita di tutti i giorni dei veneti". "Mescolare le presenze di consiglieri subentrati in consiglio da un anno con quelli che ne sono usciti da quasi due e con quelli che sono attualmente presenti da inizio legislatura vuol dire indurre chi legge a conclusioni errate e non vere - annota invece Diego Cancian (Progetto Nordest) - Per quanto riguarda poi il lavoro da lumaca penso che un articolo di giornalismo serio avrebbe precisato che chi decide l'ordine del giorno, cosa si fa e quando lo si fa e quanto si lavora è esclusivamente la maggioranza composta da Forza Italia, An, Lega Nord, Udc e Nuovo Psi. Quindi se non si lavora e non si produce in Consiglio regionale è esclusivamente loro la colpa e a loro vanno attribuite le responsabilità".
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da "Sicilia, La"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia "Nessuna risposta alle interrogazioni"Mascalucia. Maratona consiliare di due giorni con polemiche tra maggioranza e opposizione Martedì e mercoledì. Una maratona di due giorni ha impegnato il Consiglio comunale di Mascalucia, riunitosi per affrontare alcune mozioni e interrogazioni, molte delle quali presentate dall'opposizione con Fabio Cantarella (Pdl) in prima fila. Tra gli argomenti le iniziative a sostegno della sicurezza stradale chieste a gran voce dalla minoranza (Cantarella, Turi Roccella e Pietro Amantia) che auspicano da parte dell'Amministrazione una "politica più sensibile per instaurare un rapporto di maggiore feeling con i giovani del paese". L'opposizione in materia ha ritirato la mozione e ha dato mandato all'Amministrazione di attivarsi sulla questione. Su altre interrogazioni, come la Mostra Militare della Marina e sulle Finanze comunali, l'opposizione lamenta di non aver ricevuto risposta dagli uffici competenti. "Ci viene impedito, di fatto, di esercitare le attività di controllo e vigilanza proprie delle funzioni del consigliere comunale di opposizione - duro il "j'accuse" lanciato da Cantarella - E' inaccettabile che all'ordine del giorno vi siano delle interrogazioni, delle quali sono primo firmatario, risalenti allo scorso dicembre e, ancora oggi, prive delle risposte che l'amministrazione avrebbe dovuto fornirmi. Un pessimo esempio di trasparenza e di cultura della legalità". "Sulla mostra della Marina Militare - precisa il presidente del Consiglio comunale, Roberto Montalto - abbiamo registrato la risposta dell'amministrazione sulla base di quanto i consiglieri di opposizione chiedevano. Per quanto riguarda le altre interrogazioni ancora senza risposta, mi sono fatto promotore di un processo di velocizzazione della burocrazia e di responsabilizzazione dei capiarea, nonchè dei responsabili dei vari uffici affinché venga data risposta". C. D. M.
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da "Sicilia, La"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Serradifalco Nemmeno di fronte ad una situazione grave e drammatica quale è quella di Francesco Anzalone, la burocrazia riesce a superare le proprie farraginosità e a trasformarsi in strumento di buonsenso. Poco più di un anno fa (il 3 luglio) Francesco restò vittima di un grave incidente in via Niscemi: "volò" dalla sua moto a seguito di uno scontro con un furgone e subì gravi lesioni alla colonna vertebrale che lo costringono ancora oggi alla totale immobilità. Per consentire cure specifiche, era necessario che la Regione Siciliana autorizzasse il trattamento specialistico in Svizzera del ventiseienne nisseno, e la cosa si potè realizzare in tempi brevi grazie all'appello lanciato da Gigi D'Alessio (in quei giorni a Caltanissetta per un concerto) e la pronta risposta del presidente della Regione Salvatore Cuffaro. Il 3 agosto Francesco Anzalone potè essere trasportato con un aereo/ambulanza nel Centro svizzero di paraplegia di Nottwil, con spesa a totale carico della famiglia. In Svizzera le cure sono andate avanti sino al 29 aprile scorso, con Francesco costantemente assistito dalla moglie Erika Lombardo e, a periodi, dal padre Michele, cuoco al "Sant'Elia". Il ciclo di cure previsto (grazie al quale ora Francesco riesce a respirare autonomamente, senza più l'aiuto delle macchine) era di un anno, per cui le terapie dovevano essere prolungate sino al prossimo mese di agosto. Invece... "Invece - racconta Francesco - siamo stati costretti ad anticipare il rientro perchè l'Asl 2 ci fece sapere di non riconoscere la certificazione di totale invalidità rilasciata dai medici del Consolato italiano in Svizzera. Appena arrivato a casa, sono stato visitato dal dott. Sedita, medico specialista in fisiatria dell'Asl 2, il quale, nel verificare e certificare le condizioni in cui versavo, mi disse che si sarebbe fatto in quattro per aiutarmi. Da allora però non è accaduto più nulla". Ma cosa sarebbe dovuto accadere? "Dopo avere visto in Svizzera il tipo di assistenza offerta ai paraplegici - spiegano la moglie e il papà di Francesco - abbiamo chiesto di potere ricevere dall'Asl una sedia a rotelle elettronica (come quella che era stata messa a disposizione di Francesco in Svizzera, che può essere "comandata" con il mento) e un letto anti-decubito specifico per paraplegici con standing che aiuta il paziente infermo ad assumere posizioni diverse (anche verticali) favorendo così la circolazione del sangue. Insomma un letto idoneo alla sua patologia. Per la sedia a rotelle ci è stato detto che costa 14 mila euro e che l'Asl può intervenire per metà della somma. Per il letto, l'Asl dice che bandirà una gara d'appalto straordinaria a fine ottobre". Attualmente, quando non è seduto nella sedia a rotelle, Francesco riposa in un normale letto da ospedale, con schienale mobile. Ma nei giorni scorsi, nelle fasi di trasferimento dalla sedia al letto eseguita dalla moglie e dal padre, ha ceduto un pistone che comanda il meccanismo e Francesco è finito pesantemente contro la spalliera del letto. "La prima volta - racconta il padre Michele - Francesco non ha subìto danni. Mi sono subito adoperato per procurare ad Agrigento il pezzo rotto, collocandolo personalmente. Mercoledì, però, s'è verificato un altro cedimento dell'ingranaggio e stavolta mio figlio si è fatto male al collo proprio nel punto dove gli è stata applicata una piastra in metallo. Lo abbiamo portato in ospedale e i medici del pronto soccorso hanno prescritto una cura antidolorifica per 10 giorni". Una vita da inferno, insomma. Ancor più difficile da accettare dopo avere toccato con mano come vengono assistiti i tetraplegici in Svizzera. La famiglia di Francesco Anzalone non si rassegna, ma le risposte dell'Asl 2 continuano ad essere "lente" e non adeguate al caso.
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da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 25-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Provincia di Nuoro Pagina 5039 Ottana. L'azienda stava per essere riammessa ai finanziamenti del Contratto d'area Ladri in azione nella fabbrica in crisi Ottana.. L'azienda stava per essere riammessa ai finanziamenti del Contratto d'area Ecofridge, rubate nella notte attrezzature per 150 mila euro --> Ecofridge, rubate nella notte attrezzature per 150 mila euro Il clamoroso furto è stato scoperto solamente ieri mattina ed è stato favorito dall'assenza di vigilanza nell'area industriale. Stabilimento chiuso per furto e vandalismo. L'altra notte i ladri, aggirando i sistemi d'allarme, sono riusciti ad entrare negli impianti produttivi di Ecofridge, nell'area industriale di Bolotana, dove si producono sistemi di refrigerazione, rubando 14 sofisticate saldatrici e devastando il laboratorio per la sperimentazione, portando via anche altri diversi costosi strumenti. LE CONSEGUENZE I danni sono ingenti, si parla di circa 150 mila euro, una perdita che mette definitivamente in ginocchio l'azienda, che era in attesa dei finanziamenti del Contratto d'Area. Gli attuali dieci dipendenti, in attesa che dalla sede di Milano arrivino nuove direttive, per ora dovranno rimanere a casa, poiché senza strumentazione non si può lavorare. L'imprenditore Giuseppe Aloisi non riesce a trovare parole. "Finora sono stato sbeffeggiato dalla burocrazia ipocrita, ora ci si mettono anche i ladri a completare l'opera di demoralizzazione. A questo punto non sappiamo se potremo ancora reggere". PREOCCUPAZIONE A lanciare l'allarme per l'incursione sono stati ieri mattina i responsabili della produzione, che hanno subito avvisato le forze dell'ordine. Il furto avviene a tre giorni esatti dall'annuncio del ministero dello Sviluppo Economico che ha comunicato la volontà di riesaminare il provvedimento di revoca dei finanziamenti del Contratto d'Area all'Ecofridge. La revoca era stata decisa per i ritardi dell'azienda nell'attuazione dei programmi produttivi. Ritardi, però, determinati da una serie di cause legate alla burocrazia, tra cui un palo dell'Enel, sistemato proprio in mezzo all'area dove doveva sorgere la fabbrica, che è stato spostato dopo circa due anni, solo dopo numerose sollecitazione. LE REAZIONI Sollecitato dal sindacato e Confindustria, in sintonia col responsabile unico del Contratto d'Area (il presidente della Provincia Roberto Deriu), il ministero ha risposto tre giorni fa, ritenendo possibile riesaminare il caso Ecofridge. "Speriamo che questa fase sia celere - commenta Aloisi - perché il 19 agosto in Olanda si dovrà discutere su un'importante commessa con una multinazionale americana che consentirà l'assunzione di un centinaio di persone. Questo però se i ladri ce lo consentono". LA SICUREZZA L'imprenditore denuncia la mancanza di sicurezza nell'area industriale, unita all'impossibilità di assumere un sorvegliante, in una zona dove è scarsa anche l'illuminazione. Sul furto c'è stata una dura presa di posizione dei sindacati, con Palmiro Cillara, della Cgil ("non possiamo perdere anche questa opportunità"), Nicolino Pittalis, della Uil ("senza sicurezza non si va da nessuna parte") e Tomaso Canu, della Cisl ("Gli imprenditori devono essere tutelati"). FRANCESCO OGGIANU.
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da "Gazzetta di Mantova, La"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Castellucchio, in consiglio La minoranza: serve una tribuna per i campi sportivi CASTELLUCCHIO. Un progetto di copertura della tribuna del campo sportivo comunale del capoluogo e di Sarginesco, con possibilità di realizzare un campino destinato all'allenamento. E' quanto il gruppo di minoranza ha chiesto di discutere nel prossimo consiglio. L'opposizione intende sollecitare il campo di allenamento "che si potrebbe creare nello spazio tra la tribuna e la strada del cimitero" e contestualmente offrire una maggiore disponibilità ai giovani di utilizzare gli impianti del territorio, senza "gravare tutto sul capoluogo quando Ospitaletto è libero e Sarginesco ha spazio per le giovanili". La richiesta viene motivata in considerazione dell'apporto notevole delle due società verso la pratica sportiva nei giovani del paese, soprattutto, l'Us Castellucchio "che coinvolge più di 100 iscritti e con la promozione in categoria superiore, merita un adeguamento dell'impianto". Intendono, inoltre, proporre alla maggioranza, la redazione di un progetto di copertura di uno dei 2 campi da tennis, valutando una partecipazione societaria ai costi. "Questa amministrazione non riesce a risolvere i problemi legati ai servizi per i cittadini -afferma Gialdi-. Rendere le strutture sportive adatte all'impegno volontario delle società è un dovere. Non dobbiamo dimenticarci che creano un servizio sociale importante, coinvolgendo giovani dai 5 ai 20 anni". Crescere Insieme afferma di essere venuto a conoscenza che tra la società sportiva di Castellucchio e l'amministrazione comunale "c'è stato un incontro per verificare la disponibilità del Comune a costruire la copertura delle tribune, visto il salto di categoria ed i tornei giovanili regionali". La società da quanto sostengono, avrebbe presentato un progetto di massima, "con la disponibilità a procurare i materiali a prezzi convenienti, rendendosi anche disponibile ad anticipare i soldi in attesa che la burocrazia del Comune destini le risorse. L'impianto del capoluogo è dotato di un solo campo di allenamento che non sopporta tutte le squadre della società -replica-. Sono state rinnovate le convenzioni con Sarginesco e Don Bosco e per potere utilizzare quegli impianti bisogna chiedere a loro". Graziella Scavazza.
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da "Secolo XIX, Il"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia La tendenza Gli italiani investono in piccoli appartamenti a Manhattan:si affittano bene e aumenteranno di valore se il dollaro crescerà EURO E DOLLARO A CONFRONTO 26/07/2008 dalla prima pagina 26/07/2008 Ma il rendimento per gli affitti resta alto e inoltre, anche se l'economia americana è per il momento in difficoltà piuttosto serie o forse addirittura in recessione, bisogna anche mantenere il senso delle proporzioni. Gli Stati Uniti, nel prevedibile futuro, resteranno sempre di gran lunga l'economia più importante del pianeta. Nel giro di due anni, dopo le elezioni, è ragionevole pensare che l'economia statunitense torni a crescere più di quella dell'Europa. E il cambio euro/dollaro, presumibilmente, a questo punto si assesterà di nuovo su livelli più realistici. Questo è il ragionamento che hanno incominciato a fare molti risparmiatori non solo nell'Unione Europea, ma anche in Gran Bretagna, nel Medio Oriente e in Russia. E gli acquisti di case e perfino grattacieli da parte di stranieri, soprattutto nelle zone più pregiate di Manhattan, che una volta erano poco più che un'eccentricità per miliardari, in poco tempo sono saliti a oltre il 20 per cento dell'intero fatturato delle agenzie immobiliari. "Confermo", dice l'immobiliarista Paolo Zampolli, 36 anni, figlio di una cardiologa e di un noto industriale milanese, amico personale e socio in affari di Donald Trump, che si è trasferito da Milano a New York dove ha preso la cittadinanza americana. "Molti italiani, quando arrivano a New York, vengono colpiti dalla febbre del mattone. Cercano monolocali e bilocali di lusso come investimento, perché questo è il tipo di alloggio più richiesto dalla clientela che non ha problemi per pagare un affitto anche alto ma si aspetta servizi adeguati, come la sala fitness e piscina condominiale, il portiere 24 ore su 24 e l'aria condizionata centralizzata". I quartieri che vanno, spiega Zampolli, a parte quelli tradizionali più esclusivi come l'Upper East Side dove gli affitti possono arrivare anche a 25.000 dollari mensili, per i giovani emergenti sono Chelsea,Tribeca, SoHo e NoHo, il vecchio Meatpacking District dove una volta c'erano le macellerie, l'East Village e anche Wall Street, interessante perché il compratore usufruisce per dieci anni di una riduzione delle tasse. "Si tratta di appartamenti con camera, sala, angolo cottura e bagno in palazzi di nuova costruzione, molto belli, che io gestisco, e il prezzo si aggira sul milione di dollari, intorno ai 650.000 euro, che è possibile anche comprare con mutui fino al 70% pagando il resto in contanti". Il finanziamento, per gli stranieri non residenti, purché facoltosi, non pone problemi. "Io - avverte pero' il broker milanese, che a New York ha fondato anche un'agenzia di affascinanti modelle e una Ong per la protezione ambientale accreditata presso le Nazioni Unite - in generale ai clienti europei consiglio di chiedere il mutuo in Europa, offrendo in garanzia degli immobili o altri beni dei quali essi dispongono. In questo caso, infatti, il tasso è inferiore a quello praticato in America, dove lo straniero d'altronde, se non paga le tasse negli Usa, non ha diritto a nessuna detrazione fiscale. Altrimenti, se gli conviene, l'investitore può anche costituire con formalità minime una società americana". Per quanto riguarda gli affitti, per gli studios (spaziosi monolocali con zona letto e soggiorno) il canone su aggira sui 3.000 dollari. Per gli appartamenti più grandi, con camera da letto, due bagni e soggiorno, i prezzi salgono invece a 3.800-5.000 dollari al mese. Come fanno i giovani - o anche non giovani - americani a pagare queste cifre che, per la maggioranza dei comuni mortali, anche in America superano lo stipendio? L'immobiliarista non si scompone. " evidente - riconosce - che queste soluzioni non sono alla portata di tutti. Ma la clientela sui 35 anni, che guadagna molto bene e che spende, a New York è un segmento di popolazione più vasto di quanto si creda. Stiamo parlando di singoli e giovani coppie in carriera che lavorano a Wall Street, nella moda, nei media e nella pubblicità, chef e ristoratori alla moda, medici specialisti con stipendi di 400.000 dollari l'anno che non hanno problemi a pagarne 50mila di affitto. E poi la società americana è molto più mobile di quella europea. La clientela insomma non manca. Tanto è vero che la quota di alloggi sfitti a Manhattan è appena dello 0,5%". Nessuna crisi allora nonostante i milioni di famiglie americane sfrattate, o che abbandonano addirittura la casa e spariscono, perché non riescono a pagare le rate del mutuo? "Non ho detto questo - risponde Zampolli - sappiamo bene che Manhattan non è tutta l'America, e che i problemi delle banche americane ci sono. Noi però trattiamo con gli investitori europei.Inoltre a tutti gli italiani che si entusiasmano ricordiamo che le spese condominiali qui sono elevate. E facciamo anche una raccomandazione: evitare le Co-Ops, che non sono cooperative ma i condominii ultralusso come i palazzoni di Park Avenue e Fifth Avenue con i portieri gallonati in guanti bianchi e la vista sul parco". La ragione è che il "proprietario"è in effetti un semplice azionista proprietario di quote, soggetto ai più stringenti controlli da una specie di Soviet per ricchi, che impone al compratore non soltanto di avere i soldi ma di presentare all'inflessibile Board of Directors le dichiarazioni dei redditi di almeno 3 anni con i conti bancari, e impone tutta una serie di restrizioni, come il divieto di avere ospiti in casa se il titolare dell'appartamento non è presente, a meno che il "soviet" non dia prima l'approvazione scritta. Ne sanno qualcosa per esempio Madonna, che è stata esclusa da una Co-Op in quanto "non adatta" e anche l'avvocato Agnelli, che al 770 di Park Avenue possedeva un immenso appartamento di tre piani con tanto di torre e vista sul parco. L'Avvocato, dato che aveva anche dei problemi di deambulazione per muoversi da un piano all'altro, decise di installare all'interno della sua casa un ascensore privato e questo lo mise per anni in rotta di collisione con l'inflessibile Board. Alla fine, dopo una diatriba legale costata più di un appartamento, l'ascensore privato restò, come "concessione speciale" a vita. Oggi, dopo la scomparsa dell'Avvocato, gli eredi hanno venduto la casa di Park Avenue. renzo cianfanelli 26/07/2008 CAPITALE IN EURO, MATTONE IN DOLLARI OTTO MOTIVI PER INVESTIRE NEGLI USA 26/07/2008 1 26/07/2008 3 26/07/2008 5 26/07/2008 7 26/07/2008 Cambio estremamente favorevole 26/07/2008 Buon rendimento degli affitti 26/07/2008 Assenza di spese di provvigione 26/07/2008 Burocrazia snella anche per gli stranieri 26/07/2008 4 26/07/2008 6 26/07/2008 8 26/07/2008 2 26/07/2008 Previsioni di rivalutazione del dollaro 26/07/2008 Assenza di crisi nel mercato delle locazioni 26/07/2008 Finanziamenti possibili fino al 70% 26/07/2008 Meno tasse rispetto alle case in Italia 26/07/2008.
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da "Nuova Sardegna, La"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Cagliari Trentadue pagine per dialogare ogni giorno e bene con il Comune La guida distribuita insieme alle Pagine gialle Dalle pagine internet all'Informagiovani: questi i canali possibili CAGLIARI. Un opuscoletto agile e di facile lettura per meglio indirizzare chi vuole mettersi in contatto con il Comune. è "Comunicare Cagliari", l'ultima iniziativa dell'amministrazione che, grazie a un accordo con il gruppo Seat Pagine gialle, regalerà la guida, stampata in 65 mila copie, insieme alle Pagine gialle in distribuzione già da alcuni giorni. Nelle trentadue pagine della guida, c'è tutto quello che bisogna sapere e come si può sapere su progetti, novità e servizi messi in campo. ??La comunicazione è un obbligo per le pubbliche amministrazioni - ha ricordato presentando la guida, il sindaco Emilio Floris - e noi spendiamo il due per cento del bilancio comunale". Una cifra (intorno ai 4,5 milioni di euro l'anno) inferiore rispetto a quella che poerò si potrebbe spendere, ??ma che ci permette comunque - ha proseguito Floris - di avere un buon risultato??. Pagina dopo pagina con "Comunicare Cagliari", il cittadino può scoprire l'utilità del sito web del Comune, ricco di informazioni e che ogni giorno registra 2.500 accessi, destinato ad affiancarsi al più tradizionale Ufficio relazioni con il pubblico, impegnato ogni giorno a guidare i cittadini nella giungla della burocrazia. ??La nuova guida - ha sottolineato la responsabile dell'Urp, Silvia Tidu - è preziosa soprattutto per gli anziani, che sono quelli ad avere più difficoltà ad accedre all'informazione multimediale??. Comunicazione per i più giovani significa invece avere risposte dall'Informagiovani, altro pilastro della comunicazione del Comune. ??Quotidianamente sono 500 i ragazzi che si presentano da noi - ha detto l'assessore alle Politiche giovanili, Daniela Noli - Sul sito i contatti giornalieri sono intorno ai tremila??. Non tutti i giovani però hanno internet, ha osservato Noli, ??è per questo che un'informazione fatta su un supporto cartaceo va il più possibile incentivata??. Altra fonte d'informazione per i cittadini è il Piano strategico comunale, lo strumento che s'occupa di disegnare il futuro della città. Se da oggi i cagliaritani hanno un valido strumento per sapere come dialogare con il Comune e come informarsi, da dicembre si aggiungerà una nuova guida: quella sui servizi della città. (s.z.).
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia PONTEDILEGNO. Consolidamento effettuato. Revocata l'ordinanza di sgombero del "Pdl" Il condominio a rischio può riaprire i battenti stata revocata nella tarda serata di ieri l'ordinanza comunale di sgombero del condomino "Pdl" di Pontedilegno. Il provvedimento, lo ricordiamo, era stato emanato a fine maggio, dopo che i tecnici avevano accertato che le fessurazioni apparse in alcuni punti dell'edificio potevano mettere a rischio la stabilità dell'intero fabbricato, che sorge a pochi passi dal cantiere di piazzale Europa, nel quale da più di un anno si sta lavorando per la realizzazione un gigantesco parcheggio sotterraneo. "Abbiamo centrato il primo obiettivo che ci eravamo posti e che a molti sembrava irraggiungibile - spiega soddisfatto il sindaco Mario Bezzi, che da un mese a questa parte praticamente si è occupato quasi esclusivamente della vicenda -. Siamo riusciti a ripristinare le condizioni di sicurezza dell'immobile grazie alla fattiva collaborazione di tutti i soggetti coinvolti". "Una situazione che poteva trascinarsi per anni a causa della farraginosa burocrazia - aggiunge il primo cittadino - si è risolta invece nel giro di poche settimane per la professionalità e lo spirito di collaborazione dimostrate da Ctu (il perito super partes nominato dal Tribunale di Brescia); ma anche per l'impegno profuso dai nostri uffici, dal professor Giuriani dell'Università di Brescia, che ha redatto il progetto, dall'ingegner Rillosi di Esine, che ha verificato per nostro conto le procedure per la messa in sicurezza, e del geometra Moretti, il nostro perito di parte, che ci ha affiancato nei rapporti giudiziari". Sostanzialmente l'intervento attuato ha visto il consolidamento dei pilastri attraverso iniezioni di cemento liquido, e la verifica, attraverso numerosi carotaggi, della consistenza del terreno sottostante le strutture portanti. Inoltre è stato applicato un sistema remoto per tenere costantemente sotto controllo in futuro ogni eventuale anche millimetrico spostamento. Non appena appresa la notizia, i titolari dei negozi hanno tirato un sospiro di sollievo: da stamane potranno infatti riprendere la loro attività. Quanto al cantiere del parcheggio, per ora i lavori restano sospesi. "Risolta l'immediata urgenza - conclude Bezzi - da domani (oggi per chi legge) concentreremo gli sforzi per completare al più presto l'opera pubblica". L.FEBB.
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Udine Borgo Pracchiuso vuole partecipare Il comitato: "Potremmo ospitare le bancarelle di Stiria e Carinzia" LA RICHIESTA Borgo Pracchiuso chiede di partecipare alla prossima edizione di Friuli doc. E mercoledì i rappresentanti del comitato illustreranno al vicesindaco Vincenzo Martines il progetto che hanno realizzato per animare il borgo nelle giornate della kermesse enogastronomica che sarà dedicato alla Comunità collinare. "Abbiamo chiesto di incontrare l'amministrazione il 25 giugno - hanno spiegato Sandra Di Giusto, Lidia Notarpietro e Giuseppe De Cillo (nella foto), ma purtroppo i tempi della burocrazia non ci hanno facilitato e solo la prossima settimana riusciremo a presentare le nostre idee. Ci piacerebbe ospitare gli stand austriaci visto che piazza Primo maggio è indisponibile, ma quello che vogliamo è soprattutto essere coinvolti nella manifestazione". Una richiesta che Martines intende valutare "con attenzione, anche se - ha detto - l'idea di trasferire lì gli stand di Stiria e Carinzia non è fattibile perché mancano spazi adeguati". Un altro problema da risolvere è quello della viabilità ma il comitato è convinto di poter chiudere la via senza causare disagio come accade per la festa di San Valentino. Per animare la storica via, il comitato è pronto a riproporre la copia di porta Pracchiuso come è stato fatto in occasione della festa di San Valentino. "Ma - hanno detto i componenti del comitato - il nostro borgo non è solo San Valentino. Così come il centro storico non è solo via Mercatovecchio. Anche in borgo Pracchiuso ci sono elementi architettonici che potrebbero essere valorizzati. E aree che potrebbero favorire la vita del quartiere come il giardinod ell'ex ospedale militare che da anni cerchiamo, invano, di aprire al pubblico. Si tratta - hanno spiegato - di uno spazio verde di proprietà del demanio che potrebbe migliorare di molto la qualità della vita di tutta la zona aprendo un collegamento diretto tra via Pracchiuso e via Diaz". (c.r.).
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da "Unita, L'"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Stai consultando l'edizione del VICO NEL LAZIO (FR) Il sindaco di An boicotta la Festa dell'Unità di Alfonso Bianchi La burocrazia in Italia si sa, è sempre una brutta bestia. I tempi per ottenere l'autorizzazione per un evento politico di piazza sono spesso molto lunghi. Ma a Vico nel Lazio, in provincia di Frosinone, sono addirittura differenziati tra maggioranza e opposizione. Undici giorni per la maggioranza (di centrodestra), oltre un mese per l'opposizione (di centrosinistra). segue a pagina II.
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da "Centro, Il"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Chieti Rapino sul Corsera per la Carta insieme RAPINO. Riflettori puntati su Rapino. Questa volta, è il Corriere della Sera a dedicare ampio spazio al piccolo Comune abruzzese, annoverato tra i più tecnologici. Il riferimento riguarda la Carta insieme, un sistema grazie al quale "gli abitanti del paese hanno mandato in pensione certificati, ticket, biglietti e anche la carta moneta", come scrive nell'articolo del 25 luglio il quotidiano milanese. Secondo uno studio Anci, è nei piccoli centri, quelli con meno di cinquemila abitanti, che si punta sulle tecnologie più all'avanguardia, sugli investimenti in campo energetico e sulle idee originali per la valorizzazione del territorio. La burocrazia è spesso un grande ostacolo per i cittadini, e l'amministrazione rapinese ha ideato un metodo semplice ma efficace per evitare lunghe file agli sportelli. Niente più biglietti e ticket, né scadenze da rispettare, ma una semplice carta ricaricabile per tutta la famiglia con cui poter usufruire di tutti i servizi a pagamento: una card che, da tre anni, a detta del sindaco Rocco Micucci, ha semplificato la vita in paese. Il sistema è stato realizzato con la CariChieti, che ha investito e creduto nel progetto sin dall'inizio. "E' una grande soddisfazione vedere che un grande giornale a tiratura nazionale dà rilevanza al sistema della Carta insieme", commenta il primo cittadino, "la forza di questo prodotto sta nel suo carattere per così dire artigianale, nella sua capacità di adattarsi alle diverse realtà, ma sempre ponendo al centro il cittadino. Il sistema è stato pensato per risolvere le piccole noie che i rapinesi affrontano quotidianamente, tutte quelle operazioni che richiedono file e interruzioni dal lavoro. La carta facilita le attività amministrative degli operatori comunali, rendendo la gestione dei servizi più semplice e funzionale".
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da "Borsa e Finanza"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ATTUALIT Santorsola: "E ora niente self-regulation" di Redazione - 26-07-2008 L'INTERVENTO La mole di nuove norme di matrice comunitaria che negli ultimi tempi si è riversata sul settore finanziario suscita già critiche diffuse e più di un interrogativo. Come spiega a B&F Giuseppe G. Santorsola, docente di Economia degli Intermediari Finanziari presso l'Università Parthenope di Napoli, secondo cui le regole sono sì rispettate, ma non appaiono utili e ben registrate secondo le finalità cui erano ispirate. Inoltre, la gamma dei problemi sottostanti non è certo risolta. In che senso? I soggetti finanziati in generale appaiono non soddisfatti nelle loro esigenze; i nuovi bilanci bancari e assicurativi post Ias-Ifrs evidenziano risultati fluttuanti, anche per motivazioni strutturali e congiunturali, alimentando perplessità proprio quando la raccolta di capitali di rischio è elevata, spesso per coprire carenze patrimoniali post crisi subprime. L'impianto organizzativo e di back-office della Mifid, inoltre, appare predominante con effetti negativi ormai palesi nella capacità di attrarre o proteggere la raccolta mentre dopo la Market Abuse, paradossalmente, i pericoli per il mercato appaiono aumentati. Gli ultimi anni hanno anzi registrato una crescita del peso e della qualità dei comportamenti non virtuosi. Un bilancio più che negativo. Quali i motivi? Il dubbio che nasce è se l'intento di individuare regole uniche per Paesi così tanto diversi sia una soluzione vantaggiosa e se lo sforzo di amalgama che precede l'approvazione delle direttive comporti benefici tangibili sull'efficacia delle norme adottate in ciascun contesto. E gli operatori che ruolo hanno? Sono esenti da responsabilità? Gli intermediari non hanno certo favorito l'introduzione e lo sviluppo dei cambiamenti, reclamando sistematicamente rinvii e denunciando l'impatto negativo in termini di onerosità ed efficienza. Quasi tutti, poi, si sono mossi con ritardo e nei pressi delle scadenze senza sottoporre le scelte organizzative a test applicativi di idoneità. Quali sono le criticità maggiori? Partiamo, per esempio, da Basilea2. Qui emerge una difficoltà palese nel conoscere, valutare e precalcolare il rischio da parte delle banche, con un costo elevato sia sotto il profilo dell'impianto organizzativo sia sotto il profilo patrimoniale accresciuto dalla mancata individuazione rigorosa del rischio stesso. La scadenza del 1 ottobre per l'Icaap sarà un test interessante al riguardo. Molta burocrazia, insomma. Problema che sembra riguardare anche la Mifid. Ma alla fine si riesce davvero a tutelare il risparmiatore? chiaro che è ancora troppo presto per esprimere una congrua valutazione sulla Mifid. Ma troppe misure appaiono più di forma che di sostanza accrescendo gli oneri burocratici e non garantendo né conoscenza né valutazione né controllo del rischio. Anche gli Ias non sono stati esenti da critiche. Perché? Chi li concepisce come un criterio contabile e basta ne rimane schiacciato perché in realtà gli Ias sono uno strumento per assumere decisioni strategiche. Così le banche hanno dovuto cristallizzare una situazione di debolezza patrimoniale perché la maggiore volatilità di strumenti e operazioni cui si sono dedicate in questi anni in misura maggiore è stata catturata dalla ricerca del fair value. Che fare, a questo punto? opportuno ipotizzare in tempi brevi una corposa azione di coordinamento fra Autorità internazionali per rivedere in tempi brevi tutte le norme, utilizzando costruttivamente proprio i sentieri percorsi dagli operatori border line. discutibile, invece, a fronte della scarsa accettazione registrata, l'ipotesi di sollecitare forme di self regulation.
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da "Borsa e Finanza"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ATTUALIT La mole di nuove norme di matrice comunitaria che negli ultimi tempi si è riversata sul settore ... di Redazione - 26-07-2008 L'INTERVENTO La mole di nuove norme di matrice comunitaria che negli ultimi tempi si è riversata sul settore finanziario suscita già critiche diffuse e più di un interrogativo. Come spiega a B&F Giuseppe G. Santorsola, docente di Economia degli Intermediari Finanziari presso l'Università Parthenope di Napoli, secondo cui le regole sono sì rispettate, ma non appaiono utili e ben registrate secondo le finalità cui erano ispirate. Inoltre, la gamma dei problemi sottostanti non è certo risolta. In che senso? I soggetti finanziati in generale appaiono non soddisfatti nelle loro esigenze; i nuovi bilanci bancari e assicurativi post Ias-Ifrs evidenziano risultati fluttuanti, anche per motivazioni strutturali e congiunturali, alimentando perplessità proprio quando la raccolta di capitali di rischio è elevata, spesso per coprire carenze patrimoniali post crisi subprime. L'impianto organizzativo e di back-office della Mifid, inoltre, appare predominante con effetti negativi ormai palesi nella capacità di attrarre o proteggere la raccolta mentre dopo la Market Abuse, paradossalmente, i pericoli per il mercato appaiono aumentati. Gli ultimi anni hanno anzi registrato una crescita del peso e della qualità dei comportamenti non virtuosi. Un bilancio più che negativo. Quali i motivi? Il dubbio che nasce è se l'intento di individuare regole uniche per Paesi così tanto diversi sia una soluzione vantaggiosa e se lo sforzo di amalgama che precede l'approvazione delle direttive comporti benefici tangibili sull'efficacia delle norme adottate in ciascun contesto. E gli operatori che ruolo hanno? Sono esenti da responsabilità? Gli intermediari non hanno certo favorito l'introduzione e lo sviluppo dei cambiamenti, reclamando sistematicamente rinvii e denunciando l'impatto negativo in termini di onerosità ed efficienza. Quasi tutti, poi, si sono mossi con ritardo e nei pressi delle scadenze senza sottoporre le scelte organizzative a test applicativi di idoneità. Quali sono le criticità maggiori? Partiamo, per esempio, da Basilea2. Qui emerge una difficoltà palese nel conoscere, valutare e precalcolare il rischio da parte delle banche, con un costo elevato sia sotto il profilo dell'impianto organizzativo sia sotto il profilo patrimoniale accresciuto dalla mancata individuazione rigorosa del rischio stesso. La scadenza del 1 ottobre per l'Icaap sarà un test interessante al riguardo. Molta burocrazia, insomma. Problema che sembra riguardare anche la Mifid. Ma alla fine si riesce davvero a tutelare il risparmiatore? chiaro che è ancora troppo presto per esprimere una congrua valutazione sulla Mifid. Ma troppe misure appaiono più di forma che di sostanza accrescendo gli oneri burocratici e non garantendo né conoscenza né valutazione né controllo del rischio. Anche gli Ias non sono stati esenti da critiche. Perché? Chi li concepisce come un criterio contabile e basta ne rimane schiacciato perché in realtà gli Ias sono uno strumento per assumere decisioni strategiche. Così le banche hanno dovuto cristallizzare una situazione di debolezza patrimoniale perché la maggiore volatilità di strumenti e operazioni cui si sono dedicate in questi anni in misura maggiore è stata catturata dalla ricerca del fair value. Che fare, a questo punto? opportuno ipotizzare in tempi brevi una corposa azione di coordinamento fra Autorità internazionali per rivedere in tempi brevi tutte le norme, utilizzando costruttivamente proprio i sentieri percorsi dagli operatori border line. discutibile, invece, a fronte della scarsa accettazione registrata, l'ipotesi di sollecitare forme di self regulation.
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da "Repubblica, La"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Economia In Italia ripartono le trivelle. C'è un tesoretto da 170 miliardi fatto di gas e petrolio nascosto nel sottosuolo o al largo delle nostre coste che ora, con i prezzi dell'energia alle stelle, ritorna a fare gola. Ma gli esperti avvisano: "Non facciamoci illusioni, l'autarchia non la raggiunse Mussolini e non la raggiungeremo noi" Burocrazia e politica rendono tuttavia molto difficile attivare i pozzi Dopo Norvegia, Gran Bretagna e Olanda siamo i quarti produttori in Europa (SEGUE DALLA COPERTINA) ETTORE LIVINI E i petrolieri grandi e piccoli di casa nostra hanno riaperto i loro magazzini e tolto la polvere dai macchinari fermi dagli anni '70 per ripartire all'assalto dell'oro nero e del metano "Made in Italy". I paesi dell'Opec, intendiamoci, possono stare tranquilli. Certo l'Italia è il quarto produttore di petrolio e gas nel Vecchio continente dopo Norvegia, Gran Bretagna e Olanda e qui da noi sono stati scavati dal 1920 ad oggi ben 7mila pozzi. Ma tecnicamente parlando rimaniamo dei nani dell'idrocarburo. In grado, tanto per dire, di estrarre dal patrio sottosuolo solo il 10% del fabbisogno nazionale per produrre elettricità, risparmiando circa 6 miliardi l'anno sulla bolletta energetica. Con il petrolio che naviga ben oltre i 120 dollari, però, anche le nostre scarne riserve sotterranee ? in grado in teoria di garantire tre anni di autosufficienza energetica al paese ? sono tornate a diventare un tesoro appetibile. Tanto che nel 2007, per la prima volta da molto tempo, hanno ripreso a salire le richieste di perforazione arrivate sul tavolo del ministero, toccando quota 48, 41 a terra e 7 a mare. "Il problema è che estrarre anche un solo idrocarburo qui da noi è quasi impossibile", dice Claudio Descalzi, presidente di Assomineraria l'organizzazione imprenditoriale di settore. Il petrolio e il gas si trovano. Tutti sanno più o meno dove sono i giacimenti (nell'Adriatico e lungo la dorsale appenninica, specie in Basilicata e Sicilia). Ma far partire il primo giro di trivella è un altro conto. In qualche caso ? com'è successo in Val di Noto tra i tesori del barocco ? la perforazione è stata congelata per non pregiudicare un patrimonio ben più importante per il paese. Più spesso però i progetti si sono arenati su diritti di veto un po' meno comprensibili. Come un pozzo dell'Eni in Val D'agri bloccato cinque anni per non danneggiare un'area picnic. "All'estero le cose sono diverse ? racconta Pietro Cavanna, il naso più fine tra i cercatori di petrolio in Italia, scopritore per l'Eni di importanti pozzi in tutto il mondo e oggi responsabile idrocarburi della Edison ?. Se trovi un giacimento, attivare il pozzo è molto più semplice. Ci si mette la metà del tempo. E allora, piuttosto che perdere anni a cercare il greggio o il gas italiano, conviene andare a scavare il suolo e il fondo marino, ad esempio, in Egitto". Ma quanto petrolio è rimasto sotto il Belpaese? "Non dobbiamo farci troppe illusioni ?getta acqua sul fuoco Ugo Bardi, docente di chimica all'Università di Firenze e grande esperto del settore ?. Quello più semplice da recuperare è già stato tutto portato in superficie. Forse si può fare qualcosa di più con il gas. Ma non aspettiamoci miracoli. L'autarchia energetica non l'ha raggiunta Mussolini e non la raggiungeremo noi". I numeri gli danno ragione. La caccia all'idrocarburo in Italia è in costante frenata da metà anni '90. Nel '96 la quota di made in Italy sulla produzione energetica era al 16%, sei punti in più di oggi. Dodici anni fa erano stati estratti in un anno 20,2 miliardi di metri cubi di gas. Nel 2007 siamo scesi a 9,6. Sul greggio, malgrado i promettenti sviluppi in Val D'Agri dove presto dovrebbero entrare in funzione nuovi pozzi (la Regione raccoglie circa 200 milioni di royalties l'anno) siamo fermi ai 5,8 milioni di tonnellate di cui il 70% estratto ormai proprio in Basilicata, l'Arabia Saudita di casa nostra. I grandi giacimenti del Piemonte e di Cortemaggiore (Emilia) sono ormai in fase di esaurimento. "In effetti è così ? ammette anche Cavanna ?. Certo galleggiamo ancora su un po' di oro nero. Ma buona parte delle riserve tricolori è già stata sfruttata". Le scoperte più significative risalgono ancora all'immediato dopoguerra. "Il motivo è semplice ? continua il super-cacciatore di petrolio ?. Alla fine del conflitto, mentre ancora si sparava e gli alleati stavano risalendo lo Stivale, gli americani avevano già piazzato due squadre sismiche in pianura Padana per sondare le potenzialità dell'area". E quando Washington, qualche tempo dopo, ha chiesto tra le condizioni della pace una sorta di esclusiva sulla "Po Valley operation" (come la chiamavano loro) si è messo di traverso Enrico Mattei, che fiutato l'affare ha iniziato a trivellare con l'Eni il bacino padano inaugurando l'era del greggio tricolore. Oggi non c'è più l'entusiasmo di allora: nel 2007 sono stati perforati 35 pozzi, il 28% in meno del 2006 e il secondo peggior risultato degli ultimi vent'anni, una cifra lontana anni luce dai 180 dell'87 quando l'Italia era ancora bucata come un groviera. Tra permessi e concessioni restano in attività 285 giacimenti contro i 485 di allora. Ma il greggio a 140 euro ? anche se solo per qualche giorno ? ha avuto l'effetto di un elettrochoc in grado, sperano i petrolieri italiani alle prese con la Robin Tax, di ribaltare la situazione. "Veniamo da anni drammatici ? ha detto Emma Marcegaglia, numero uno di Confindustria ? dove si bloccava tutto per motivi inesistenti. Ora è il momento dell'"ambientalismo del fare", bisogna far ripartire quello che era fermo". Il governo ha già iniziato a muoversi. Le trivelle sono uscite dai magazzini e i big dell'idrocarburo hanno già l'acquolina in bocca. Nel Polesine, del resto, le forze dell'ordine hanno scoperto intere fattorie che bruciavano nei loro fornelli e nelle caldaie di casa gas che prelevavano abusivamente con pochi metri di tubo nel terreno sotto le piastrelle di casa. Un piccolo acconto fai-da-te su quel "tesoretto" da 170 miliardi sepolto sotto i piedi del Belpaese.
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da "Nazione, La (La Spezia)"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia LERICI / ARCOLA / VEZZANO pag. 6 "I RITARDI dei lavori al Senato di Lerici sono di carattere burocratico"... "I RITARDI dei lavori al Senato di Lerici sono di carattere burocratico". E' la replica dell'assessore Gaetano Saia accusato da un cittadino di non mantenere le promesse. "Le bugie ? aggiunge ? non c'entrano. I lavori relativi alla sicurezza stradale non hanno ancora avuto inizio a causa di una burocrazia molto pesante. Il comitato di frazione è a conoscenza delle ragioni che hanno portato a questi ritardi. Oggi, lo ripetiamo, i ritardi sui lavori sono esclusivamente di carattere tecnico burocratico e sono di diretta competenza della Provincia". "Il Comune di Lerici ? conclude l'assessore ? ritiene che i lavori in programma, fondamentali per la messa in sicurezza della zona (tramite la variante alla ex statale) debbano partire quanto prima. Per queste ragioni, anche se il Comune non può intervenire direttamente perché questo accada, affianca il comitato di frazione nelle puntuali sollecitazioni agli uffici preposti". E.S.
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da "Nazione, La (Empoli)"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia SANTA CROCE / SAN MINIATO pag. 10 Agricoltura in crisi: la ricetta per superarla SAN MINIATO CORSI DI FORMAZIONE PER GLI ADDETTI CON ARTEA L'AGRICOLTURA soffre. La crisi è pensate. I prezzi dei prodotti al consumo sono aumentati del 28%, ma anche nel sanminiatese i redditi degli agricoltori sono scesi del 18%, ci sono aziende che hanno chiuso i battenti, alcune che vacillano e gli addetti sono diminuiti del 25%. Il Pd prova a dare risposte, ad ascoltare un settore spesso dimenticato dalla politica. E lo fa con Anna Maria Tognetti, ex assessore comunale a San Miniato.Grazie al suo impegno ? e al lavoro del consigliere regionale Alfonso Lippi - un gruppo di agricoltori di San Miniato ha partecipato ad un incontro con l'agenzia Artea, l'ente pagatore regionale dei contributi agricoli della Ue. Sul tavolo problemi di grande rilevanza. Ma il sostegno della Comunità Europea oggi ? ha detto la Tognetti ? è prezioso, è una boccata d'ossigeno. Il resto deve farlo la politica con i fatti mandando in porto iniziative come la filiera corta; abbandonando mercatini propagandistici per fare il vero mercatale; non farsi abbagliare dalla cipria di conviviali e fantasione condotte di promozione delle tipicità e guardare ai problemi veri di un comparto economico che non è fatto solo di "nicchie"". Grazie a questa sinergia gli agricoltori avranno un contatto diretto con Artea, avranno l'opportunità di partecipare a corsi di formazione e, tramite le associazioni di categoria, accorceranno "la filiera della burocrazia". Carlo Baroni.
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da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia PRIMO PIANO pag. 3 UN'IDEA AZZECCATA e per giunta, tutta pesarese. C' è una genuina i... UN'IDEA AZZECCATA e per giunta, tutta pesarese. C' è una genuina inventiva dei nostri poliziotti e funzionari, e nessuna burocrazia calata da Roma, nell'iniziativa "Il Poliziotto, un amico in più in spiaggia", che la Questura con un contorno animato di divise e bambini, illustrerà questa mattina alle ore 10.30 ai bagni della Polizia di Stato "Villa Ardizio", in viale Trieste lato Fano e continuerà nei giorni a venire presso gli altri stabilimenti balneari. OBIETTIVO: NIENTE più bambini piangenti e vaganti in spiaggia perchè hanno perso i loro genitori, niente più bagnini costretti ad annunciare all'altoparlante la spiacevole circostanza. Il tutto grazie a dei braccialetti in carta plastificata, resistenti all'acqua, riportanti il logo della Polizia di Stato e la scritta "Il Poliziotto un amico in più in spiaggia", sui quali, con pennarello indelebile, potrà essere riportato il numero di telefono dei genitori. I braccialetti saranno distribuiti gratis da oggi, nei prossimi giorni anche con l'aiuto degli animatori del "Pesaro Village" che battono le spiagge da nord a sud. "L'iniziativa ? illustra Paola Santi, vice questore aggiunto della Questura di Pesaro ? nasce dalle numerose segnalazioni che i nostri poliziotti di quartiere hanno ricevuto nelle ultime settimane, e da cui emerge che il fenomeno dei bambini che si perdono in spiaggia è più frequente di quello che si pensi. Da qui nasce l'idea del braccialetto. Materialmente, ce lo siamo fatti fare da una ditta di Cattolica. E domani (oggi) lo distribuiamo". MA L'INTENTO della Questura, più in generale, al di là dei pianti perchè si è smarrito ombrellone e mamma, è fare prevenzione anche al mare, dove le pattuglie non sono presenti assiduamente e dove invece, come la cronaca dei giorni scorsi ha dimostrato, casi in cui adulti tentino di adescare o molestare i minori si verificano eccome. "Per questo ? aggiunge la Santi ? saranno messi a disposizione, oltre a dei palloncini colorati, il tesserino di "Agente Speciale", sul quale i bambini potranno inserire la propria fotografia, riportante il decalogo dell''Agente Speciale perfetto', con consigli utili per evitare che estranei possano coinvolgerli in situazioni a rischio". Il decalogo contiene consigli classici, tipo "Non accettare passaggi da sconosciuti, avverti gli adulti se ti trovi in situazioni di incertezza, non accettare caramelle o altri regali da adulti che non conosci ecc...". "L'iniziativa ? prosegue il vicequestore ? speriamo si riveli utile anche per gli stranieri, viste le difficoltà di lingua che possono insorgere in un bambino che si perde e non parla la lingua italiana". In spiaggia, oggi, ci sarà anche il personale dell'Ufficio Minori della Questura: un modo per rendere più allegro ed agevole il rapporto tra minori e la divisa degli agenti e per rimarcare l'interesse costante che l'infanzia e i suoi problemi occupano nella mente dei poliziotti. ale.maz.
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da "Resto del Carlino, Il (Forlì)"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia FORLI' AGENDA pag. 14 ) SOSTA Troppa burocrazia e posti in calo LA TRAFILA per il rinnovo d... CENTRO Proteste per la sosta ) SOSTA Troppa burocrazia e posti in calo LA TRAFILA per il rinnovo del permesso sosta dei residenti ha ucciso ogni mia speranza. Venti giorni di tentativi quando uscivo dal lavoro: la fila era così immensa che non davano più nemmeno i numeri. I numeri li danno abbastanza in Municipio. Ho dovuto prendere una mattina di ferie e aspettare un'ora e mezzo, durante la quale l'impiegato ha sbrigato solo tre persone. Alla fine ho saputo che questo calvario si dovrà ripetere ogni anno. Evviva l'efficienza: hanno l'anagrafe, hanno i dati della motorizzazione, ma ogni anno ci dovremo mettere di nuovo tutti in fila a riempire gli stessi 5 fogli di carta e confermare dati già in loro possesso. Un signore anziano che abita in corso Garibaldi è stato colto da malore nell'apprendere che nella strada dove abita da una vita non potrà più sostare se non quando i negozi sono chiusi. Non se ne faceva una ragione. Nel quadrilatero del degrado in cui abito (via Fossato Vecchio, Matteucci etc) in una notte hanno cancellato dieci posti auto, e ogni giorno fanno cassa con le multe ai residenti che non hanno alcun posto dove parcheggiare. Piazza Cavour ora è irta di paletti come un istrice furibondo, privata di oltre la metà degli stalli per la sosta, e completamente bloccata su tre lati. Se volete vedere un film, piazzatevi la mattina di un giorno di mercato a guardare i poveri ambulanti fare lo slalom tra gli alberi, uno dietro l'altro, per guadagnare la loro postazione col furgone e non vendere quasi nulla perché sempre meno gente è così folle da venire in centro. I parcheggi sono spariti, e ora i vigili multano anche le biciclette. Ho perso ogni speranza perché ormai tutti in centro abbiamo capito che il piano del Comune è farci andare via, renderci la vita così impossibile da costringerci a cambiare casa. Beatrice Merlini ) POLITICA Servono giovani per rinnovarsi UN PARTITO nuovo che però di nuovo non ha nulla, soprattutto a livello locale dove troviamo la solita gente, la solita cricca dominante e sempre ben disposta a non lasciare lo scranno. E' questo il nuovo partito che dovrà governare a Forlì se riuscirà a vincere la prossima campagna elettorale? Secondo noi occorre una vera rivoluzione consistente nel fare tabula rasa del vecchio e cercare tra la gente una nuova classe dirigente disposta al sacrificio e non a prendere solo gettoni. Gli incarichi devono essere solo per due mandati, meglio se per uno solo. Occorre una spinta all'innovazione nei rapporti con categorie e popolazione per conoscere veramente i problemi. In sostanza serve un rinnovamento perché si dia fiducia alla politica nel suo insieme e affinché questa sia una vera concertazione. Lanfranco Tuppolano Image: 20080726/foto/5241.jpg.
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da "Nazione, La (Livorno)"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CRONACA LIVORNO pag. 3 AGRICOLTURA in ginocchio "Così non va" è il grido di allarme di Ci... AGRICOLTURA in ginocchio "Così non va" è il grido di allarme di Cia. Dal 2000 al 2007 i prezzi degli alimenti al consumo sono cresciuti del 28 % mentre, nello stesso periodo, i redditi degli agricoltori sono calati del 18%. "Dati più che sufficienti? dice Stefano Poleschi, presidente provinciale della Cia, per dare l'idea della profonda crisi del mondo rurale anche a livello locale. Una caduta libera che colloca i nostri agricoltori a fanalino di coda dell'Ue. Nel 2007 sono aumentati i costi di produzione del 6%, è aumentata l'incertezza delle produzioni per i cambiamenti climatici, si moltiplicano i vincoli e i condizionamenti e il costo della burocrazia soffoca le imprese". "Anche settori trainanti come l'agriturismo e il vitivinicolo marcano il passo, prova concreta di come le difficoltà del Paese ? prosegue ? si riflettano su tutti i settori. Dal campo alla tavola si registrano rincari anche del 500%, che fanno ridurre i consumi di pane, pasta, frutta. Aumenti ingiustificati in una fase in cui i prezzi all'origine di cereali e del comparto lattiero-caseario subiscono flessioni nelle quotazioni.
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia POLITICA pag. 10 ?ROMA ? IL BERLUSCONI che non ti aspetti. Quello che a palazzo Chigi... ?ROMA ? IL BERLUSCONI che non ti aspetti. Quello che a palazzo Chigi fa il bilancio ? decisamente positivo, è ovvio ? dei tre mesi di attività del suo Governo e che spiazza tutti (a cominciare da Maurizio Sacconi, il ministro del Welfare al quale tiene affettuosamente il braccio) facendo una capriola ideologica con l'affermazione che quella del suo Governo è "decisamente una politica di sinistra", come dimostrano gli interventi per le fasce deboli. Sembrerebbe una battuta estiva, da pre ombrellone, ma Berlusconi si fa serio e si mette a spiegare che il suo Governo "di centro e liberale" e che ha "messo insieme" laici, cattolici e riformisti, "intende fare quella politica che la sinistra aveva solo promesso". E chiarisce che "noi facciamo attenzione ai meno fortunati" e "pensiamo alle famiglie deboli" oltre a preparare un nuovo "modello sociale". Parole contro fatti, insomma. UN CHIARO discrimine che diventa ancor più netto col ricordo che la maggioranza ha "mantenuto tutti gli impegni elettorali" e l'ha fatto con le "sue sole forze": senza aiuto dell'opposizione, ma grazie alla sua "coesione", ha voluto ricordare Berlusconi. Il passaggio successivo è stato conseguente: il dialogo che la sinistra aveva annunciato "con retorica", alla "prova dei fatti s'è rivelato solo una cortina fumogena dietro la quale nascondere le sue debolezze". Colpa di Veltroni, perchè tutti hanno visto, ha garantito il premier, che oltre alla "sudditanza alle procure" il centro sinistra ha fatto altri "cedimenti verbali ai giustizialisti" di Di Pietro che hanno "imbarcato alle elezioni". Allora è finita ogni ipotesi di dialogo? Ma no, si stringe le spalle Berlusconi, anche se il dialogo si è dimostrato una "cortina fumogena", noi non abbiamo mai chiuso le porte e speriamo che "l'estate porti consiglio, soprattutto a chi si dice riformista e che sbaglierebbe se non lo dimostrasse". Certo, Veltroni deve disancorarsi da Di Pietro, è il consiglio, ma anche abbandonare i "soliti pregiudizi" verso di me e soprattutto la "totale sudditanza verso le procure politicizzate". ALL'OPPOSIZIONE Berlusconi dà appuntamento in autunno, quando governo e maggioranza proporranno "in parallelo" (come ha chiesto e ottenuto la Lega) tre "grandi" riforme: il federalismo fiscale, la giustizia e la nuova legge elettorale per le Europee. Dalle parole ai numeri. Con la premessa d'obbligo che non erano state fatte promesse "irrealizzabili", perchè si sapeva della situazione economica difficile che colpiva il mondo occidentale a causa dell'aumento del prezzo del petrolio e di altre materie prime.Nonostante la crisi, che l'Italia affronterà dando il suo contributo nelle sedi appropriate, il Governo s'è mosso, cominciando a sfoltire la giungla di leggi "inattuali e obsolete che sono sterminate e inaccettabili per numero", con l'obiettivo di arrivare nel 2012 a risparmi per 75 miliardi eliminando molti "vincoli" legati ad una burocrazia farraginosa. I DATI del ministro Calderoli sono eloquenti: parlano di oltre settemila leggi già tagliate (erano 21.691). Una sforbiciata del trenta per cento che entro dicembre salirà al 37 per cento. Due parole anche sui rifiuti. La Campania dovrà diventare pulita come Singapore dove fino a poco fa, ha detto scherzando, infliggevano sette frustate a chi sporcava: "Ma sto pensando ad altre sanzioni efficaci...". "In Campania ? afferma invece seriamente ? stiamo ottenendo grandi risultati anche grazie ad un lavoro di educazione civica che è appena iniziato". Intanto, il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri commenta le parole del premier e chiarisce che, a suo parere, era solo una battuta l'affermazione sulla sua politica di sinistra. "Il Governo ? dice ? è molto di destra. Basta vedere le politiche sulla sicurezza o in favore della famiglia". Ugo Bonasi.
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da "Giornale.it, Il"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia N. 177 del 2008-07-26 pagina 2 Edili contro il sindaco: c'è troppa burocrazia di Fabrizio Graffione Circa 150 occupati in meno nel primo semestre 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, con 135mila ore lavorate in meno. Il settore edile genovese è in crisi. A denunciare la grave situazione per l'occupazione e la produzione del settore è Assedil, che lamenta la scarsa capacità del Comune, ma anche degli altri enti locali a districarsi nelle maglie della burocrazia per fare scattare il disco verde a una serie di progetti. "Con comune, provincia e regione - spiega il presidente di Assedil Maurizio Senzioni - abbiamo da anni un ottimo rapporto di collaborazione. Nonostante ci sia la volontà politica per creare posti di lavoro e dare finalmente il via libera a progetti che vanno dalle realizzazioni delle infrastrutture pubbliche, ai parcheggi fai da te, al social housing e ai project financing, manca la capacità burocratica. In sostanza aspettiamo da mesi l'avvio del nuovo bando per esempio sui parcheggi e il piano operativo per il social housing, senza dimenticare il tunnel subportuale, la viabilità autostradale, la nuova linea ferroviaria, il Terzo Valico dei Giovi, tutte opere ormai indilazionabili. Certamente c'è un'incapacità burocratica da parte del comune e delle altre istituzioni, ma è anche vero che il quadro normativo è molto complesso. Il risultato è che a Genova, nel nostro settore, se continuerà l'immobilismo, continueremo a perdere posti di lavoro e ore di occupazione". Assedil poi lancia anche l'allarme per le discariche. Non si tratta ovviamente di rifiuti nocivi, ma di materiale di edilizia, compatibile con l'ambiente, come lo è stato per la grande discarica di Lerca, sopra Arenzano, dove cemento e mattoni nel sottosuolo costituiscono oggi un ottimo drenaggio per il soprastante manto erboso del campo da golf. "Fino a un paio di anni fa - continua Senzioni - usavamo le discariche di Voltri e Sestri Ponente, oltre a quella di Lerca. Tutte destinate a materiali di risulta edile e non nocivi per l'ambiente ovviamente. Adesso le nostre imprese devono pagare costi molto alti per trasportare i materiali nelle discariche fuori regione. Si stanno studiando soluzioni per Calata Bettolo e molo Canepa e per trovare discariche nell'entroterra genovese come quelle di Bargagli". SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia SESTO/FIESOLE/BAGNO A RIPOLI pag. 18 ESSERE GIOVANI, magari insicuri, prendere il coraggio a due mani e, malgrado la s... ESSERE GIOVANI, magari insicuri, prendere il coraggio a due mani e, malgrado la sfiducia nell'istituto, partecipare ad un concorso pubblico nella spesso remota speranza di trovare un lavoro (quasi) certo. E trovare la solita, scarsa disponibilità della burocrazia a risollevarti il morale. Ecco, in poche parole la sintesi del rapporto, o del non rapporto, che si è creato fra la candidata ad un concorso bandito dal Comune di Bagno a Ripoli per un posto di esperto amministrativo e contabile ed il Settore risorse umane del Comune stesso quando la giovane ha provato a chiedere qualche informazione sulle procedure concorsuali prima del fatidico giorno 30 luglio, data della prova preselettiva. Racconta la ragazza: "qualche giorno fa chiamai la responsabile del Settore per sapere, se possibile, il tempo a disposizione per la prova e il numero delle domande. Mi rispose la funzionaria che queste informazioni non si possono dare e che non poteva dirmi neanche il nome dei membri della commissione. Io ribadii che mi sembrava strano perché in altri concorsi sono informazioni fornite telefonicamente e comunque la cosa strana è non voler fornire il nome dei membri della commissione (non è atto pubblico?). In altri concorsi per avere informazioni sulle prove ti forniscono i riferimenti di uno o più membri della commissione." Conclude la concorrente:"magari sono io che vedo poco chiaro?ma mi sembra che invece di mettere a proprio agio il candidato, si cerchi di agitarlo!" Claudio Contrafatto.
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2008-07-26 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE In corteo Sfilano con i loro mezzi, chiedono una burocrazia più agevole e prezzi adeguati "Controlli su bandi e appalti" Le imprese edili sono scese ieri in piazza contro lo Stato Duecento imprenditori del settore si battono per una concorrenza leale e per la correttezza degli enti LECCE - Si è trattata di una manifestazione unitaria di protesta, quella che si è svolta ieri a Lecce e che ha visto sfilare compatte le associazioni dell'industria e quelle dell'artigianato al grido di "Lavori pubblici? No grazie". Lo slogan indica la profonda crisi che il settore delle imprese edili sta vivendo in relazione ai contratti degli appalti pubblici. Come proclamato nei giorni scorsi, i manifestanti sono partiti dall'ex foro Boario con una decina di mezzi di trasporto aziendali: oltre 200 rappresentanti delle imprese hanno occupato con il corteo le vie cittadine percorrendo, e quindi bloccando per circa due ore via Calasso, viale degli Studenti e viale Gallipoli sino alla sede della Camera di commercio. Non si sono verificati particolari ulteriori disagi. Cento mezzi aziendali sono, invece, rimasti nella zona del Foro Boario, in rispetto all'ordinanza del questore ,che aveva vietato che percorressero le vie urbane, ma con l'intento di partecipare comunque alla protesta. L'assemblea ha rappresentato il momento finale in cui si è dato sfogo al malcontento, attraverso relazioni puntuali e rivendicazioni concrete. A prendere la parola è stato per primo Sergio Goffredo, presidente dei Costruttori edili Ance di Confindustria, che ha evidenziato tutte le criticità che le imprese stanno vivendo: eccessivo ritardo nei pagamenti da parte degli enti, la corsa al massimo ribasso che determina anche la formulazione di offerte anomale da parte di alcune imprese. "La concorrenza è giusta ma dev'essere leale e questo stato di cose - ha sostenuto Goffredo - può portare alla morte le imprese che vogliono operare nella legalità". Ci sono bandi di appalto che non rispettano assolutamente il prezziario, insomma non si riscontrano comportamenti virtuosi da parte delle amministrazioni che chiedono efficienza ed efficacia da parte delle aziende. Rispetto a quest'analisi l'intervento conclusivo di Francesco Nardelli, vicepresidente della Confapi-Aniem, ha indicato una piattaforma rivendicativa a livello sia nazionale che regionale. Si chiede a viva voce la lotta alla speculazione finanziaria delle materie prime, la modifica al sistema di gara con esclusione immediata di offerte anomale con maggior ribasso, la costituzione di un osservatorio provinciale con il compito di monitorare tutti i bandi e verificarne la correttezza, lo snellimento della burocrazia e la formulazione di un nuovo prezziario regionale. "L'ultimo aggiornamento della regione Puglia, infatti, non soddisfa affatto le associazioni di categoria, in quanto non adeguato - a detta delle imprese - e soltanto sostitutivo di quello del 2006". Altre questioni di competenza degli enti locali sono l'obbligo di rispettare i pagamenti in tempi stabiliti e le procedure di gare aperte a tutti e non preconfezionate. Si è trattato dunque di un confronto senza peli sulla lingua che ora esige risposte da chi di competenza. Antonella Lippo.
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da "Corriere della Sera"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-07-26 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Sicurezza, allarme del Vaticano: "Troppi ambulanti, è pericoloso" Dal Governatorato pontificio la richiesta di maggiori regole e controlli Fra i punti toccati: marciapiedi dei Musei, bus turistici e camion-bar Vertice in Campidoglio tra Alemanno, il Vaticano e la presidente del XVII Municipio per la zona di San Pietro Più regole, e più controlli, per i bus turistici. Marciapiedi nuovi per i Musei Vaticani. Lotta agli ambulanti che possono diventare anche un problema di sicurezza. Il totale restyling di via Andrea Doria. Il Vaticano chiama, e il sindaco Gianni Alemanno risponde. Era da qualche tempo, infatti, che la Santa Sede voleva un incontro in Campidoglio per discutere dei temi che riguardano l'area intorno a San Pietro, e la riunione c'è stata ieri pomeriggio: Alemanno da una parte, monsignor Renato Boccardo (segretario generale del Governatorato della Città del Vaticano) e Antonella De Giusti (presidente del XVII Municipio dall'altro). Un vertice operativo, nel quale sono state buttate giù le linee guida di quello che accadrà nei prossimi mesi. Primo argomento toccato, quello dei Musei Vaticani che vengono visitati da 20 mila persone al giorno e che l'anno scorso hanno registrato l'afflusso di oltre 4 milioni di turisti. Il marciapiede che ne costeggia l'ingresso è piccolo, e inadeguato alla coda delle persone in attesa di fare il biglietto. Così, ad ottobre, si cambia: il marciapiede sarà allargato, grazie allo sblocco deciso ieri da Alemanno - dei fondi che erano previsti per i lavori, con gara d'appalto già assegnata. L'obiettivo è quello di terminare entro Natale. Nel frattempo, per il periodo dei lavori, verranno realizzati dei percorsi speciali per i pedoni che limiteranno al massimo i disagi per i cittadini e per i turisti. Prevista anche una razionalizzazione architettonica del marciapiede su via Leone IV. Ma tra le questioni che stanno più a cuore del Vaticano, c'è anche quella della sicurezza. E, nell'incontro di ieri, è stato sollevato il problema degli ambulanti (camion bar e chioschi) e delle bancarelle che stanno a ridosso delle mura. Monsignor Boccardo ha sottolineato come, quelle postazioni, possano diventare un problema: "E se dentro ci fosse un terrorista?", ha chiesto al sindaco. Alemanno, incassato il plauso della Santa Sede per aver risolto la questione dei commercianti extracomunitari abusivi su via Leone IV, si è impegnato ad occuparsi della vicenda, scrivendo al prefetto di Roma Carlo Mosca e parlando col presidente del Lazio Piero Marrazzo. Secondo una legge regionale, infatti, per spostare la postazione di un ambulante bisogna trovargliene un'altra "equivalente": una norma che Alemanno vorrebbe cancellare. Oltre agli ambulanti, l'altro grande tema è stato quello dei bus turistici. Ed è stata la De Giusti a proporre la soluzione ad inquinamento e traffico dei "torpedoni": "Ho chiesto al sindaco - ha detto la presidente del XVII Municipio - di ripristinare le regole del Giubileo: un percorso preciso, con una quota da pagare che comprenda anche la convenzione col parcheggio del Gianicolo o di via Nicara, e multe severe per chi sgarra". Nel 2000, agli autisti che venivano "beccati" in giro per la città subivano una multa di 500 mila lire e il ritiro temporaneo della patente. Adesso la sanzione è di appena 35 euro: nell'incontro di ieri si è parlato di portarla a 500 euro. Sul piano pullman, Alemanno ha attivato l'assessore alla Mobilità Sergio Marchi che lunedì si incontrerà con la De Giusti. Ultimo punto trattato, più col Municipio che col Vaticano, quello di via Andrea Doria. Una strada che, col rientro dei banchi del mercato dentro la nuova struttura (che dovrebbe essere operativa in autunno), verrà - come dice la De Giusti - "riconsegnata ai cittadini: sarà un piccolo risarcimento ai disagi subiti in questi anni". Servono soldi, però, e anche parecchi: il Municipio li ha chiesti, Alemanno si è impegnato a trovare le risorse. "Via Doria - sostiene ancora il mini-sindaco - merita la bellezza di via Veneto, ammesso che di bellezza in quel caso si possa parlare... Grandi marciapiedi, pianti, lampioni, tavolini all'aperto ". Altra iniziativa, sempre nel territorio, quella di un mercatino con il 5% dedicato a banchi di merce extracomunitaria da fare a Natale. Quando il nuovo accesso ai Musei Vaticani, burocrazia permettendo, dovrebbe già essere realtà. Ernesto Menicucci.
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da "Nuova Venezia, La"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Di Giampaolo Pighin (*) "Sicurezza idraulica, il Comune scarica oneri impropri sui cittadini" Per invarianza idraulica di un lotto di terreno si intende la immodificabilità della quantità d'acqua meteorica che va a versarsi nelle fognature comunali per unità di tempo, nonostante gli interventi per la costruzione di superfici impermeabili come strade e case. Questa "necessità" di non incrementare il deflusso della pioggia rispetto allo stato originario, cioè quello prima dei nuovi interventi edificatori, deriva dall'incapacità del sistema fognario comunale di soddisfare adeguatamente alle esigenze del territorio servito. In altre parole la rete fognaria non è stata adeguata alla crescita della città come programmata con il Piano regolatore generale dalla stessa amministrazione comunale ed è del tutto insufficiente. Gli allagamenti avvengono per questo motivo, cioè a causa del mancato aggiornamento della rete di smaltimento e non per colpa di chi costruisce le case, sempre e comunque secondo il programma comunale (Prg) che determina l'ubicazione delle superfici edificabili e i tempi di costruzione. Non solo, quando si ottengono i permessi di costruire al Comune vengono versati i contributi perché l'ente pubblico doti le aree interessate di opere di urbanizzazione, strade, illuminazione pubblica ed appunto fognature. Si tratta, versamento dopo versamento, di una somma quantificabile in milioni di euro. Tanti soldi; comunque più che sufficienti a creare quelle opere necessarie a un corretto e sicuro utilizzo del territorio. L'obbligo imposto con le ordinanze del commissario straordinario Mariano Carraro di intervenire con opere di invarianza idraulica per singolo lotto è, per i motivi su esposti, sbagliato. Prima di tutto perché non affronta il problema agendo sulle reali cause del dissesto. Inoltre è politicamente scorretto perché trasferisce in capo al privato un compito che è delle amministrazioni pubbliche. Infatti l'invarianza idraulica va verificata prioritariamente a scala comunale con le previsioni di opere riferite ad ambiti territoriali ampi e ciò è compito dell'amministrazione comunale. Solo residualmente e per casi critici limitati questo onere va trasferito al privato. Mi auguro che questo metodo sbagliato e scorretto anche nel rapporto con i cittadini venga contestato nelle sedi opportune. Se ne avrò l'occasione e la possibilità lo farò certamente perché è inaccettabile lo spreco di energie economiche, le difficoltà burocratiche, la fuga di investitori, la perdita di posti di lavoro che questo scorretto e sbagliato criterio determina. Senza, peraltro, garantire un qualche risultato positivo nella prevenzione dagli allagamenti. Speriamo non piova come a settembre 2007 perché si verificherebbero le stesse conseguenze a riprova dell'inutilità di quanto posto in essere in questi mesi. La burocrazia e le chiacchiere non servono a nessuno fatta eccezione per chi di questo vive. (*) architetto.
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da "Stampa, La"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Al via i lavori al monumento a rischio Storia La torre smontata pietra per pietra GIAMPIERO CARBONE GRONDONA N on si sa se nella torre dei Fieschi a Grondona abbia abitato finora uno spettro come nel film "Il fantasma galante" di René Clair, film che racconta di un antico castello scozzese che un miliardario americano decide di smontare e portarsi Oltreoceano. Di sicuro c'è che quel che rimane dell'antico castello del paese della Valle Spinti, diventato ormai il simbolo di questo piccolo centro di circa 300 anime, a giorni sarà ugualmente smontato e riposizionato: ma un po' più vicino rispetto a quanto avveniva nella pellicola del 1935, 150 metri più a monte, in direzione di Arquata Scrivia. La torre, risalente al XIII secolo, è la parte superstite del castello completamente abbandonato dal 1797 e che nell'aprile del 1934 crollò su un rione del paese, appunto Borgo Castello, insieme a una parte del monte, uccidendo 11 persone e lasciando un ricordo indelebile nella storia del paese. Per evitare nuovi rischi e per tutelare il loro simbolo, gli amministratori di Grondona hanno deciso di salvare in questo modo la torre. In questi giorni la ditta Giustiniana di Gavi ha avviato le operazioni di messa in sicurezza, attese da anni e annunciate in un primo tempo per maggio. Sono state montate le impalcature: la torre sarà smontata pietra per pietra per essere ricostruita su un basamento realizzato in precedenza. L'operazione, annunciata ufficialmente tre anni fa, è più che mai urgente, nonostante i tempi tecnici e la burocrazia, perché la torre si trova su uno strapiombo che corrisponde alla frana di 74 anni fa. Un intervento voluto dal Comune e autorizzato dalla Soprintendenza a Beni Architettonici e Ambientali del Piemonte con un importo non indifferente: 1 milione e 200 mila euro totali, di cui 800 mila solo per lo spostamento del monumento, seguito dall'Università degli studi di Genova nonché da geologi e ingegneri. Dice il sindaco Mario Sassi: "Per Grondona è un avvenimento certamente importante e atteso da tempo. Per noi è stato importante riuscire a far partire questa operazione insieme alla Soprintendenza e all'amministrazione regionale, che ha finanziato parte dei lavori. Il rischio di crollo della torre è sempre stato concreto, per cui anche gli altri enti si sono convinti della necessità di intervenire al più presto. Negli anni scorsi sono stati realizzati interventi di messa in sicurezza della collina, eliminando un pericoloso sperone di roccia che rischiava anch'esso di finire sul centro abitato e sono stati costruiti muri a valle insieme a micropali. Ora finalmente si parte con lo spostamento del monumento. I tempi non saranno certamente brevi, data la delicatezza dell'operazione".Per le operazioni di consolidamento della collina sottoposta ad un lungo processo di erosione, sono stati spesi 400.000 euro. In paese non sono pochi i curiosi venuti a vedere la torre "abbracciata" dalle impalcature. Sarà ancora più interessante vederla in parte smontata nei prossimi giorni. "I vecchi ricordano quella tragica notte del 1934- dice un abitante del paese seduto nella caratteristica piazza - quando un boato ruppe il silenzio e ci furono undici morti. Le vittime furono sepolte vive dalla frana nel sonno, tante case vennero lesionate. Non mancarono gli episodi di solidarietà fra i cittadini e gli abitanti di altri paesi. Ora possiamo salvare la nostra torre ed evitare altri pericoli anche grazie ai lavori alla base del monte. Credo che chi ha vissuto quei tragici giorni resterebbe stupito come la tecnologia edilizia sia progredita, come oggi sia possibile appunto smontare una torre e spostarla da un'altra parte, anche se a breve distanza".
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da "Stampa, La"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Non conosce la parola "crisi" il commercio a Ivrea. I dati parlano chiaro e smentiscono coloro che hanno sempre accostato "crisi" e "commerci" come se il secondo fenomeno fosse la cartina di tornasole della depressione economica vissuta dal territorio. All'ombra delle "Rosse Torri", invece, le attività commerciali hanno retto l'urto. E bene, anche. Raffrontando i dati relativi al 31 dicembre 2006 a quelli dello stesso periodo, ma del 2007, si nota che il saldo nel rapporto aperture - chiusure è positivo. In un anno, a Ivrea ci sono state 39 nuove aperture di esercizi commerciali. Dato che smentisce le previsioni degli esperti di settore. "Una sorpresa anche per noi - spiega l'assessore al Commercio, Alberto Avetta -, se pensavamo ai dati ipotizzavamo un pareggio, non certo un saldo positivo". Segno, evidentemente, che le scelte dell'amministrazione comunale in questi ultimi cinque anni sono state azzeccate. Ma, soprattutto, che la gente crede ancora nelle potenzialità di Ivrea, un tempo regina indiscussa del commercio in Canavese, oggi spesso al secondo, o terzo posto, se si guarda a realtà come Rivarolo o Chivasso, città che negli ultimi anni hanno scalato la classifica diventando punto di riferimento nel settore commerciale. Il vero boom riguarda il settore non alimentare: calzature, abbigliamento, telefonia, tanto per citare alcuni esempi, hanno avuto un'impennata nel corso dell'ultimo anno e mezzo. Se nel 2006 i negozi di genere non alimentare erano 477, a fine 2007 se ne contavano 507. Sono solo 6, invece, le aperture relative al settore alimentare: "E riguarda prevalentemente chi punta alla specializzazione in questo settore" spiegano dagli uffici comunali. Si pensi, ad esempio, alle gastronomie o ai pastifici. Ad aiutare il settore, ci sono state poi anche le nuove norme previste nel decreto Bersani, che abbattono le distanze tra un esercizio e l'altro e non richiedono più le autorizzazioni commerciali ma si limitano ad accettare una dichiarazione di inizio attività da soddisfare entro 30 giorni. Burocrazia più rapida, quindi. "Così - spiegano dall'ufficio commercio - si sono moltiplicate attività come quelle artigianali: dai negozi di parrucchiera, alle gastronomie, ai centri estetici". La vera incognita è rappresentata, ora, dall'impatto che avrà sul commercio al dettaglio l'apertura dell'ipermercato "Bennet" all'interno del Parco Dora Baltea. Per chi lavora nel settore, l'ingresso del grande centro commerciale è nefasto: "E' ovvio - si lamentano i commercianti tra corso Nigra e via Torino - . Chi ha lottato tanto per restare a galla potrebbe vedere svaniti tutti questi sforzi". Questo elemento, con l'aumento del prezzo della benzina, saranno le grandi sfide per il 2008.
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da "Mattino, Il (Salerno)"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia LA STORIA Disabile muore. Aspettava un permesso da 21 anni SALVATORE FERRARA Cava de' Tirreni. Per 21 anni aspetta l'autorizzazione per aprire un varco nel muro di cinta della sua proprietà di via Vicinale Valle, alla frazione Pregiato, ed evitare così una rampa di scale. Dopo un ictus che lo aveva reso invalido al cento per cento nel 1987, i 20 gradini che lo separavano dalla strada erano diventati un ostacolo insormontabile. Lunedì scorso, Sabato Longino, classe 1921, contadino, è morto aspettando invano un permesso mai arrivato. Una sconfitta della società, della città, dei sindaci e delle amministrazioni che si sono succedute dal 1987 ad oggi, ma soprattutto di una macchina comunale e dei suoi apparati tecnici burocratici, che non ha saputo dare una semplice risposta ad un cittadino in difficoltà e che orgoglioso e per bene quale era - sottolineano i figli ed i nipoti - ha voluto essere ligio alle leggi fino in fondo, anche se quel piccolo varco di sessanta centimetri fosse stato praticamente già aperto e richiuso. Il giorno della sua morte, infatti, i figli Antonio e Giuseppe, hanno voluto far percorrere al padre per l'ultima volta quei fatidici 20 scalini. Con la bara sulle loro spalle e quelle dei nipoti, lo hanno adagiato nel carro funebre, passando accanto al quel varco senza aprirlo; un ultimo gesto di dignità ed anche di disprezzo per quanti hanno trattato Sabato Longino come una pratica da sbrigare, una come tante altre, e non come un essere umano bisognoso di una piccola attenzione per poter sopportare meglio il peso del suo calvario. Contro la burocrazia e l'inefficienza, non hanno potuto nulla montagne di carte, di richieste, documenti su documenti, istanze anche da parte di associazioni ed enti per i disabili, neppure denunce e titoloni sui giornali; tutto è rimbalzato contro il muro di gomma del palazzo di città. Amministrava Eugenio Abbro, nel 1987, quando la storia ebbe inizio con la prima richiesta. Pensando fosse una cosa semplice il varco fu aperto, ma immediatamente chiuso perchè non c'era l'autorizzazione. Intanto si aprì un contenzioso con un vicino per stabilire la proprietà della stradina di campagna dove sbucava il varco che alla fine si è scoperta essere comunale. Nel frattempo erano arrivate e passate le due legislature Fiorillo, che aveva lasciato il posto a Messina. L'ultima richiesta è stata protocollata non appena insediato il sindaco Gravagnuolo.
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da "Mattino, Il (Salerno)"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il nipote: "Chiederemo il risarcimento e poi daremo i soldi in beneficenza" Cava de' Tirreni. "Una storia paradossale ed inverosimile - denuncia Sabatino Longino, nipote che ha ereditato non solo il nome del nonno, ma anche il testimone dal padre Antonio nella lunga battaglia contro il comune - Noi abbiamo perso, ci siamo battuti contro la burocrazia, l'incapacità, l'inefficienza, la superficialità di una struttura comunale che però ha fallito". Come avete vissuto la vicenda? "Siamo molto amareggiati. Mio nonno era un contadino, un uomo semplice ed una persona retta, che nonostante la grave malattia era autosufficiente, rispettoso della legge e noi siamo cresciuti con quei valori. A 17 anni fu chiamato in guerra ed ha subito sette anni di prigionia, ha sempre lavorato per mantenere la sua famiglia e nel momento in cui ha avuto bisogno di una piccola mano dalle istituzioni la risposta è stata negativa". Di chi sono le responsabilità? "Abbiamo fatto la prima richiesta nel 1987. Lo scorso gennaio dopo 21 anni abbiamo chiesto l'interessamento direttamente al sindaco Gravagnuolo, ed è stato l'unico che è venuto a fare addirittura un sopralluogo. Ha interessato gli uffici tecnici che mi avevano promesso una rapida soluzione. Stiamo ancora aspettando". Ed ora cosa intendete fare? "Stiamo accarezzando l'idea di sporgere denuncia per poter far valere i diritti negati a nostro nonno almeno da morto. Se ci saranno gli estremi legali potremmo valutare di avviare un'azione per i danni subiti, viste tutte le norme contro le barriere architettoniche ed i diritti degli invalidi che sono state disattese. Se riuscissimo ad avere una qualche soddisfazione, devolveremo tutto a chi ha bisogno". sa.fe.
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da "Gazzettino, Il (NordEst)"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia FeltreNon si allenta la tensione fra Ente Palio e Comune. Dopo le polemiche recenti sui cavalli, ora si litiga a distanza sugli spazi di piazza Maggiore ancora occupati dalle impalcature intorno alle statue in restauro. Il presidente, che le ritiene un disturbo allo spettacolo e una fonte di disagi, minaccia di far saltare la manifestazione, il sindaco gli replica di avere fatto il massimo. Con il passare dei giorni l'amosfera si fa sempre più incandescente.L'Ente lamenta anche una burocrazia soffocante da affrontare nell'organizzazione e per ottenere un qualunque tipo di permesso. Oggi fra primo cittadino e presidente ci sarà un incontro forse chiarificatore in occasione della presentazione ufficiale dell'evento previsto per il 2 e 3 agosto.GriseMammani a pagina IX.
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da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il borgo ha proposto al Comune di ospitare gli stand austriaci e gradesi orfani di Giardin grande Piazza Garibaldi, piazza Primo Maggio e largo Ospedale vecchio sono fuori gioco per lavori. E allora perché non "approfittarne" per far entrare via Pracchiuso nel circuito di Friuli Doc? così che il comitato di Borgo Pracchiuso ha maturato la proposta, poi avanzata all'amministrazione comunale, per essere coinvolta nella manifestazione settembrina più importante della città. Con un invito agli "esuli" austriaci e gradesi, orfani di Giardin Grande in corso di restauro, affinché, se vogliono, installino i loro stand proprio lì, in quel borgo che, finora, nella kermesse enogastronomica è stata usata più che altro come parcheggio. Non temono, i promotori dell'iniziativa, che lo iato tra il centro e la via sia eccessivo per unire Pracchiuso ai festeggiamenti, ora che piazza Primo Maggio èoff limits. Anzi. Essendo usata solitamente per posteggiare - o come strada di collegamento per quelli che parcheggiano in viale Trieste - la via, come percorso di passaggio verso il cuore della città godrebbe sicuramente di un afflusso garantito. E così il Comitato ha preparato da cima a fondo un progetto (ideato da un architetto professionista) da presentare all'amministrazione. Amministrazione che finora è stata "nebulosa" al riguardo, dicono i rappresentanti del comitato Sandra Di Giusto, Lidia De Notarpietro e Giuseppe Di Cillo, che ieri hanno presentato in conferenza stampa il progetto. Insomma, gli uffici non si sono sbilanciati, anche perché quest'anno Friuli Doc sta subendo alcuni riassestamenti (a causa proprio dei lavori in corso in due delle piazze principali coinvolte dalla manifestazione) e tra i tempi della burocrazia e il cambio di amministrazione il comitato non ha ancora avuto la possibilità di incontrare l'assessore al turismo Enzo Martines.Ma ora qualcosa si muove perché finalmente, il 30 luglio, questo incontro ci sarà. "Pensavamo che fornendo il progetto già fatto, e per di più da un professionista, l'iter si sarebbe velocizzato. Ma i tempi della burocrazia, si sa, sono lunghi", commenta De Notarpietro. Secondo lo schema proposto dal comitato, verrebbero coinvolti dai festeggiamenti (e quindi occupati da stand e bancarelle) via Pracchiuso e una parte di via San Valentino, mentre via Tomadini verrebbe conservata libera, come "via di fuga" e di accesso per i mezzi di soccorso. Solo via Pracchiuso quindi risulterebbe chiusa al traffico. In fondo alla strada, verso piazza Oberdan, il comitato propone inoltre di ricostruire, così come accadde tre anni fa, la vecchia "Porta Pracchiuso". "I bar e i ristoranti che volessero, potrebbero esporre sulla strada. L'affluenza che c'era in piazza Primo Maggio potrebbe senza problemi confluire qui - spiega la De Notarpietro -. Questa è considerata una via del centro storico: c'è la sede dell'Università, c'è la nuova residenza universitaria. Noi pensiamo che la zona vada valorizzata, così come vanno valorizzate le attività economiche che qui hanno sede. Vogliamo essere un borgo vivo e attivo". E attivo tutto l'anno, sicché l'impegno del comitato non si ferma a Friuli Doc: per ravvivare il borgo, si sta pensando al recupero e alla riapertura del giardino abbandonato dell'ex ospedale militare.Alessia Pilotto.
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CODOGN "Il Pati? Un ostacolo in più" Minoranze critiche: "Così com'è aumenta solo la burocrazia" CodognèIl gruppo di minoranza consigliare di Codognè, Lega Nord Forza Italia Noi per Voi, interviene in merito al Pati che i comuni di Orsago, San Fior, Cordignano, Codognè e Gaiarine stanno approvando e che, sottolinea il consigliere Roberto Bet, avrà l'effetto di complicare la vita ai cittadini. "Abbiamo presentato numerose osservazioni - spiega Bet - oggi al vaglio dei Comuni e presto della conferenza dei servizi in sede di approvazione. In consiglio comunale abbiamo fatto delle richieste, ma ci sono state respinte: oggi chiedo che alcuni emendamenti vengano accettati. Forse non tutti sanno che ad oggi le norme tecniche attuative adottate sono già applicabili". Bet continua portando alcuni esempi pratici: "Se oggi un cittadino ha intenzione di fare una manutenzione straordinaria al proprio giardino di casa, ad esempio con il taglio di qualche albero, dovrà preventivamente comunicarlo in Comune. Se ha intenzione di costruire una casa o modificare in modo rilevante lo stato dei luoghi e di modificare gli elementi del verde, dovrà presentare nell'ordine: uno stato di fatto con rilievo botanico, planimetrie con disposizione degli elementi vegetali, sezioni, particolari costruttivi, piano quinquennale di manutenzione, piano di tutela del verde esistente. Anziché rendere la vita più semplice al cittadino questo Pati la complica inutilmente". Bet si sofferma anche sul territorio locale: "Come per la contestata antenna di Cimetta, costruita senza avvisare nemmeno i vicinanti o i cittadini che vi abitano nei pressi, così l'amministrazione comunale ha tracciato una nuova strada che taglia una vasta area verde da via Vittorio Veneto fino a via Ancillotto, senza rendere partecipi, quanto meno avvisando delle proprie intenzioni, i cittadini interessati dai futuri espropri".Er. Be.
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da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia FELTRE - Burocrazia allo stato puro. Questo è organizzare un Palio, come cercare di ottenere il "lasciapassare A38" nella Casa che rende folli del noto film "Le 12 fatiche di Asterix". Da un ufficio all'altro senza risposte e soprattutto con nuovi incartamenti da presentare. "Mille difficoltà da affrontare ogni giorno - spiega il Presidente, Sergio Maccagnan - per ottenere un qualsiasi tipo di permesso oppure solo per ottenere un "sì" per un semplice spettacolo". Secondo Maccagnan la formula ora in vigore per la realizzazione del Palio di Feltre è troppo ricca di passaggi e non è un inno alla semplicità. "Non sto parlando - continua il presidente - solo dell'Associazione ma anche dei quartieri. Per la semplice organizzazione delle cene il venerdì o delle taverne in cittadella il sabato bisogna contattare funzionari, impiegati, preposti per poi scoprire che per posizionare la cucina è necessario il lavoro di un geometra che decida dove posizionare, ad esempio, la friggitrice". Secondo Maccagnan dovrebbe essere tutto pianificato già da tempo ed invece giorno per giorno le sorprese si ripetono.Sergio Maccagnan ritorna anche sul cantiere in Piazza Maggiore che, se rimane, "disturberà" pubblico e manifestazione: "Se il cantiere rimane è giusto fare una protesta civile che non precluderà la riuscita del Palio ma che metterà in luce le vere responsabilità di fronte a tutti i feltrini visto che abbiamo lavorato molto per la buona riuscita di questo spettacolo". Sotto accusa è la tempistica dei lavori di restauro delle due statue in piazza: "C'è sicuramente qualcuno che ha sbagliato programmazione e cercheremo di trovare una soluzione. Non vogliamo mettere in croce nessuno, chi lavora può anche sbagliare, ma mi sembra corretto che si sappia chi è".Daniele Mammani.
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da "Milano Finanza"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Milano Finanza Numero 148 pag.22del26/7/2008 | Indietro Vento contro, ma se gira.. Di Salvatore Gaziano occasioni In tutto il mondo crescono gli investimenti nell'energia eolica, la più economica e redditizia fra le rinnovabili. In Italia siamo però indietro Ecco piani e prospettive di Alerion ed Erg Renew, che stentano in borsa L' ex raider miliardario T. Boone Pickens col petrolio ha costruito la propria fortuna. Ma il greggio sopra 100 dollari lo ha trasformato a 80 anni in un fervido sostenitore dell'energia eolica. Tanto da scommetterci sopra la cifra di 10 miliardi di dollari per la realizzazione in Texas di quello che dovrebbe diventare il più grande impianto a energia eolica del mondo con una produzione annua di oltre 4 mila megawatt di elettricità (l'equivalente di due impianti nucleari di medie dimensioni), in grado di servire circa un milione di abitazioni. "Quando entro in un mercato mi aspetto di fare dei soldi", ha dichiarato il petroliere presentando il progetto, "ma sono anche un ambientalista, potrei passare senza problemi il test della saliva". Il vento dell'eolico soffia forte anche in Italia dove petrolieri importanti come i Garrone con Erg Renew, i Moratti con Saras o i Brachetti Peretti (con una controllata dell'Api) accrescono gli investimenti, ma ancora poco rispetto a quello che sta accadendo nel mondo e soprattutto in Europa. Rispetto ad altri paesi europei l'Italia è ancora molto indietro nella produzione eolico (l'1,3% della produzione nazionale di energia elettrica nel 2007). La spada di Damocle che incombe sul settore è la burocrazia fra le più complesse del pianeta, come spiegano le associazioni del settore (Anev e Aper). Procedure autorizzative eterne e continui palleggi fra Comuni e Regioni rendono molto complicato installare impianti. Ogni Regione emana le proprie regole ma poi ci si scontra con i singoli Comuni, quando gli intralci non arrivano dalle modalità di connessione alla rete elettrica o da gruppi di ambientalisti d'occasione che non vogliono pale "perché deturpano irrimediabilmente il paesaggio". Accade così che la Spagna che fino a qualche anno fa aveva la stessa produzione nell'eolico ci batta ora quasi cinque a uno nonostante gli incentivi siano molto più bassi di quelli pagati ai produttori italiani. Lo Stato italiano arriva infatti a pagare 180 euro (e con tariffe ora garantite per 15 anni) per lo stesso megawatt che nei maggiori paesi europei (per esempio la Germania) viene remunerato la metà. Comprensibile quindi come intorno al settore si possa trovare di tutto. Dalle banche d'affari disposte a investire nel settore e finanziare le operazioni più interessanti a un sottobosco di facilitatori che offrono le loro conoscenze a livello locale e regionale alle società del settore per ottenere permessi che valgono oro. Anche 500 mila euro per ogni megawatt impiantato. Per il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola investire nelle rinnovabili resta una priorità e il commitment del governo è il raggiungimento del target di 25% di produzione da rinnovabili (oggi 16%), obiettivo che verrà raggiunto attraverso principi di semplificazione e innovazione che dopo l'estate dovrebbero tradursi in un più semplificato procedimento di autorizzazione degli impianti e nuovi incentivi. Intanto a Piazza Affari il vento dell'eolico soffia debole. Oltre a Enel ed Edison e indirettamente Cir (tramite Sorgenia) le società quotate che puntano decisamente sull'eolico sono due, Alerion ed Erg Renew (l'ex Enertad). Quest'ultima ha cambiato da poche settimane denominazione ed è al centro di un forte impegno della famiglia Garrone nel settore delle rinnovabili che appare strategico alla luce anche della cessione del 49% della raffineria di Priolo (Erg Raffinerie Mediterranee) ai russi della Lukoil che le ha consentito di incassare 1,35 miliardi. Nella vecchia Enertad (ora Erg Renew) sono state conferite tutte le partecipazioni nel settore (prima in capo alla Erg Power e Gas) e il piano strategico prevede investimenti nel triennio 2008-2011 per 880 milioni (è stato pianificato un aumento di capitale da 200 milioni), quasi tutti concentrati nell'eolico. L'obiettivo è arrivare alla fine del 2011 con una potenza installata di 700 Mw con un ebitda stimato in 140 milioni che nel 2002 potrebbero diventare 200. Intanto il titolo a Piazza Affari è scivolato ai minimi degli ultimi sei anni (-27,45% da inizio anno) anche per effetto di trimestrali spesso deludenti e del peso del debito (121 milioni a fine marzo). E per colpa anche, secondo gli addetti ai lavori, di personale operativo qualificato che nei mesi passati è migrato ad Alerion, rallentando lo sviluppo. Proprio Alerion (-7,66% da inizio anno), la holding guidata da Giuseppe Garofano, ha cambiato più volte pelle negli ultimi otto anni di vita, ma ora il cuore della sua attività è diventato il vento. La società vuole raggiungere entro il 2010 almeno 300 Mw solo in Italia, mentre all'estero (Romania, Albania e Canada) la società ha progetti per altri 600 Mw. Per finanziare questa crescita, oltre alle dismissioni e alla posizione finanziaria positiva (30 milioni circa), Garofano ha a disposizione il Fondo Infrastrutture (F2I) presieduto da Vito Gamberale che ha in mano il 10% del capitale e potrebbe salire oltre il 15%. Se i numeri del piano industriale 2008-2010 fossero centrati senza ritardi la creazione di valore di questa società dovrebbe, infatti, passare dai 16 milioni di euro di ebitda nel 2008 ai 52 milioni nel 2009 fino agli 84 milioni a regime nel 2010. "Una volta completata la cessione degli asset non core, dopo il prossimo ottobre", spiega Emanuele Oggioni, gestore azionario di Banca Gesfid del gruppo Fondiaria Sai, "su Alerion il mercato non dovrebbe più applicare il pesante sconto holding attuale sul Nav, che è di 1,1 euro per azione in base alle recenti transazioni nel settore, considerando i soli parchi solari ed eolici autorizzati già in portafoglio ed escludendo quindi la pipeline di iniziative ancora da approvare. L'assenza di debito e il ricorso al project financing rendono inoltre la società meno vulnerabile al mercato del debito bancario". (riproduzione riservata) .
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da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Lettere & Opinioni Pagina 318 La Consulta dei disabili di Iglesias: risolti i problemi di Pietro Il malato di Sla avrà la doccia e la pensione che era stata sospesa La Consulta dei disabili di Iglesias: risolti i problemi di Pietro --> Abbiamo visto la lettera pubblicata il 12 luglio scorso con il titolo "Pensione revocata al malato di Sla / assistito dai fratelli disoccupati". La Consulta dei disabili di Iglesias respinge le accuse di indifferenza che le vengono rivolte, perché più volte si è occupata della vicenda, anche se non può entrare nei dettagli per motivi di riservatezza. La Consulta è presente ogni volta che è richiesto il suo intervento in difesa dei disabili. ENZO ATZORI - IGLESIAS Presidente Consulta dei disabili Grazie della precisazione, ma soprattutto delle buone notizie che ci ha dato per telefono: il paziente di Iglesias riavrà la sua pensione d'invalidità, e presto potrà anche fare la doccia in autonomia. Questo è il risultato degli sforzi congiunti della Consulta dei disabili e dei servizi sociali, che hanno agito con discrezione dietro le quinte. Ma anche del clamore suscitato dalla persona che, senza alcun interesse personale nella vicenda, l'ha denunciata su questa rubrica. Pietro (non è il suo vero nome) ha la sclerosi laterale amiotrofica, una grave malattia che purtroppo non dà speranze di progresso. Una legge del '97 lo esenta dalla visita medica periodica. Ma una burocrazia cieca lo ha mandato comunque alla revisione. Il responso dei medici è stato favorevole, ma non è giunto per tempo all'Inps, che ha sospeso l'assegno. "La Asl ha un arretrato notevole, le comunicazioni ai disabili sono ferme a marzo", spiega Atzori. Chiarito l'equivoco, la pensione è stata ripristinata. La Consulta dei disabili ha ottenuto anche l'intervento di Area (l'ex Iapc) per adattare il bagno del vecchio appartamento: "Realizzeranno una doccia raso terra, in maniera che Pietro possa accedervi con la carrozzina". Niente vasca terapeutica: ci vorrebbe una prescrizione del fisiatra. Insomma, un groviglio di errori, intralci e lungaggini ha complicato inutilmente la già difficile vita di Pietro. Le sue disavventure saranno discusse in Consiglio regionale grazie a un'interrogazione della consigliera socialista Maria Grazia Caligaris all'assessore alla Sanità e ai Servizi sociali Nerina Dirindin. "L'incredibile vicenda segnalata da un cittadino a L'Unione Sarda - scrive Caligaris - rivela un'ignoranza della normativa in vigore per i pazienti affetti da Sla e da altre patologie invalidanti e progressive". Inoltre "da parte di alcuni funzionari pubblici vi è insensibilità nei confronti di cittadini sofferenti che meritano comunque di essere ascoltati". DANIELA PINNA.
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da "Stampa, La"
del 26-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ECONOMIA. RAPPORTO "EXCELSIOR" In provincia cresce il lavoro precario [FIRMA]LORENZO BORATTO CUNEO Rallenta la crescita economica, ma aumenta l'occupazione. E le aziende dicono di voler assumere personale sempre più qualificato (ma per la prima volta i contratti a termine sono superiori alla metà delle assunzioni). Questi i punti salienti dell'11° rapporto "Excelsior", presentato ieri alla Camera di commercio: l'indagine, attraverso interviste a 1.135 aziende di 15 diversi settori economici, "fotografa" le prospettive per il 2008 del mercato del lavoro nella "Granda". Quest'anno è stato allegato un focus sul mondo dell'agricoltura. "Uno dei settori più importanti in provincia - ha spiegato la dirigente dell'ente camerale, Patrizia Mellano -: il Cuneese è vocato all'agricoltura, con quasi 25 mila aziende con 32 mila occupati". Anche se la congiuntura economica è sfavorevole, l'occupazione dovrebbe migliorare (+0,6% nel 2008), mantenendo un tasso di disoccupazione di poco superiore al 2%, uno dei più bassi d'Europa: le aziende hanno manifestato l'intenzione di assumere nel corso di quest'anno 15.800 persone (nel conto è incluso il comparto agricolo, dove la quasi totalità delle 4.420 assunzioni sarà stagionale). Il direttore del Centro studi Unioncamere di Roma, Claudio Gagliardi, ieri mattina ha spiegato: "Di fronte a una crescita che rallenta, aumenta l'occupazione. In Italia e nella ''Granda'' diminuiscono le assunzioni di immigrati e cresce il profilo lavorativo richiesto dalle aziende. Assumono di più le realtà dinamiche: società di capitali e imprese votate all'export". Per quanto riguarda i diversi settori, il saldo è positivo per turismo (2,2%), costruzioni (1,5%), servizi (1,2%) e industria (0,4%), l'unico segno "meno" si registra nel commercio (-0,1%). E ancora: le aziende richiedono sempre più laureati e diplomati (queste due figure sono quasi la metà delle nuove assunzioni), investono in formazione e c'è da registrare un'alta partecipazione ai corsi di aggiornamento. Inoltre, aumentano le assunzioni rivolte solo alle donne (nelle piccole imprese e nei settori commercio e servizi), si riduce il part-time, ma il 61% delle nuove assunzioni sarà a tempo determinato: è il record di sempre. Si è poi tenuta una tavola rotonda a cui hanno partecipato Lauro Pelazza della Coldiretti ("Ancora troppa la burocrazia per l'assunzione di manodopera in agricoltura"), il presidente di Confartigianato Imprese Cuneo Sebastiano Dutto ("Aumentano donne e laureati, segno che si punta su qualità e formazione per aumentare l'export"), il vicepresidente di Confindustria provinciale Amilcare Merlo ("Industria e Università si impegnino per soddisfare le esigenze del territorio"). In chiusura il presidente della Camera di Commercio, Ferruccio Dardanello: "Occorre ripensare un nuovo rapporto con l'Università per migliorare il ''modello Cuneo''. Il turismo che si sta affermando con i grandi eventi, dall'Adunata al Tour, sarà uno dei tasselli ulteriori da sviluppare".
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da "Giornale di Brescia"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Edizione: 27/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:BRESCIA E PROVINCIA LE LINEE PROGETTUALI PRESENTATE IERI IN LOGGIA Isacchini: sconfiggere l'effetto ghetto La prima a "cadere" sarà la Tintoretto. Poi toccherà alla Cimabue. Dopo "un mese e mezzo di lavoro e progettazione", la Giunta Paroli non ha dubbi: "La riqualificazione di San Polo partirà dalle torri". Anzi, dal loro abbattimento. La comunicazione è arrivata ieri mattina direttamente da Palazzo Loggia dove Giunta ed Aler hanno presentato il progetto che concorrerà al "Secondo programma regionale contratti di quartiere per la riqualificazione di ambienti residenziali urbani". E per Brescia la lente d'ingrandimento è puntata su San Polo. A fronte di "una lunga riflessione e uno studio attento della situazione - come precisato dal sindaco Adriano Paroli - la soluzione ritenuta migliore è l'abbattimento delle due torri in favore di un provvedimento che punti sì sulla qualità ma pure sulla quantità". Un proposito di cui il nostro primo cittadino ha già parlato in modo approfondito anche con la Regione Lombardia e, in particolare con l'assessore alla casa Mario Scotti. Il programma, non ancora pensato nei dettagli, sarà presentato ufficialmente in Regione il 15 settembre prossimo. La scelta è stata consequenziale pure alla "consistenza" dei costi. Per una consona ristrutturazione delle due torri - ognuna delle quali conta una presenza di circa 500 persone - la spesa da affrontare ammonterebbe infatti a 36milioni di euro, pari all'investimento necessario per una riqualificazione più ampia della zona, soprattutto se si guarda ai fondi erogabili dalla Regione. Già, perchè il raggio di azione guarda sì ai due bisonti dell'edilizia, ma pure alle strutture circostanti, scuola in primis. E i residenti? Per loro ci sono già ben 240 alloggi pronti ad accoglierli e altri, in attesa che la burocrazia compia il suo iter, saranno predisposti quanto prima. A rispondere alla domanda è stata la voce di Ettore Isacchini, presidente dell'Aler: "Dato l'intervento di ristrutturazione che si prospettava decisamente radicale, ci saremmo comunque visti costretti a far traslocare i residenti". Sfruttando il "contratto di quartiere" insomma, l'obiettivo perseguito è quello di ottenere un tessuto sociale vario ed articolato, scongiurando l'effetto "ghetto", frutto di una situazione troppo settoriale come quella che oggi si presenta. "L'operazione - ha poi spiegato Isacchini - partirà dalla Tintoretto e si prospetta articolata, solo poi si passerà al lavoro sulla Cimabue, anche se non escludo un percorso parallelo a lavori in corso". Basandosi sull'esperienza positiva non solo di città italiane (Milano, Torino) ma anche di vari paesi europei (Olanda, Francia, Germania), i tempi stimati dal contratto di quartiere vanno tra i 5 e i sette anni. "Per quanto riguarda Brescia, due sono gli intenti perseguiti: da un lato si punterà sulla sinergia tra la riqualificazione di San Polo, l'apertura della metropolitana e la creazione di un nuovo tessuto sociale". Interventi da ultimare, quindi, tra il 2012 e il 2015. Dall'altro "si inseriranno nuove progettazioni del quartiere, ricollocando i residenti grazie al recupero di nuovi spazi abitativi" come ha evidenziato l'architetto Massimo Azzini, annunciando, tra gli altri, il proposito di costruire anche delle residenze per studenti. Guardando poi ai numeri è emerso che "a fronte di una perdita di 195 alloggi, ce ne saranno circa 240 nuovi". Intanto il sindaco ha assicurato che ci sarà "una forte condivisione e un confronto aperto con i cittadini residenti". Confronto che si rivelerà già attuale a partire da lunedì: alle 9 del mattino è previsto un incontro con i vari gruppi e associazioni attive sul quartiere, oltre che con la parrocchia, "proprio per iniziare insieme questo importante cammino". A sottolineare "l'impegno su tutti i fronti e la piena condivisione della Giunta da parte delle diverse competenze", sono stati anche l'assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani, l'assessore alla Casa Massimo Bianchini, l'assessore ai Servizi sociali Giorgio Maione e l'assessore alle Attività produttive Maurizio Margaroli. Nuri.
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da "Arena, L'"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia TREVENZUOLO. Il presidente Dall'Oca "Nel 2009 i lavori per costruire l'autodromo" di Lino Fontana I lavori per la costruzione dell'autodromo del Veneto inizieranno nel 2009, una volta conclusa la procedura di valutazione dell'impatto ambientale. Ma per completare la struttura ci vorranno tra i tre e i sette anni. Lo ha annunciato Martino Dall'Oca, presidente della Società Autodromo Spa, chiarendo che lo slittamento dal 2008 al 2009 dell'inizio dei lavori "è dovuto esclusivamente a una dilatazione dei tempi della burocrazia". Nel sottolineare che "quest'opera rappresenta una nuova e grande opportunità per l'intero territorio", Dall'Oca definisce le recenti affermazioni del Wwf sulla stampa "inutili e fuorvianti strumentalizzazioni", perché "basterebbe leggere attentamente le carte per sapere che il progetto è stato interamente predisposto nel rispetto della normativa urbanistica e ambientale". Il presidente della Società Autodromo sottolinea che sui 4 milioni di metri quadrati sarà ricavata una superficie boschiva di circa 80 ettari con la messa a dimora di 50mila nuovi alberi "in una zona dove oggi se ne contano solo poche centinaia". Tutti gli interventi prevedono il massimo contenimento del consumo di energia, sostiene Dall'Oca. E aggiunge: "Sarà per la sua totalità prodotta con fonti alternative rinnovabili come il fotovoltaico". Sul tema della viabilità, poi, precisa che il progetto prevede la realizzazione di un nuovo casello autostradale sull'Autobrennero nel Comune di Vigasio. Da qui partirà una strada a 4 corsie che permetterà di raggiungere la zona dell'autodromo senza che il traffico coinvolga l'attuale rete stradale. "Come più volte è stato strumentalmente scritto", continua Dall'Oca, "non ci saranno interventi con denaro pubblico nelle infrastrutture perché saranno tutte a carico dei privati e la nuova viabilità sarà anche al servizio del territorio". Infine sulla creazione di posti di lavoro, Martino Dall'Oca ricorda che sono stimati in circa 15mila, "con un progetto socio-compatibile e a basso impatto che opera attraverso un approccio innovativo nella produzione e uso dell'energia, della gestione dell'acqua, del miglioramento dell'ambiente con la riforestazione migliorando la viabilità e quindi la mobilità delle persone". L'autodromo, secondo i progettisti, integrerà la capacità di attrazione del Veronese "e si migliorerà la qualità della vita di chi ci abita, lavora o visita per turismo", dice Dall'Oca.
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da "Unita, L'"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Stai consultando l'edizione del Destra al governo un disastro per la Sicilia Gentile Direttore, la gente siciliana in questi giorni avrà sicuramente la sensazione di essere stata gabbata sonoramente da Berlusconi. Essa molto generosamente aveva contribuito al suo successo nazionale e ne ha conseguito danni gravissimi. In primo luogo le sono state sottratte somme notevoli per essere impiegate in spese che non riguardavano la Sicilia. Poi ha sentito da Bossi che gli insegnanti meridionali non devono più educare i figli della Padania perché sono impari a questo compito. Con l'autonomia fiscale i soldi di cui disporrà la Regione siciliana diminuiranno notevolmente per via che soltanto l'80 % delle tasse percepite in Sicilia dovranno rappresentare le finanze con cui affrontare i problemi siciliani. I giovani della nostra regione emigrano in 150000 all'anno dalle parti del Nord. Maggiore iattura non poteva accadere alla Sicilia la quale a causa di questi fatti vede davanti a sé non un progresso, ma un disastro. Eppure bastava avere un po' di nozioni della storia dei Vicerè siciliani per capire che la vicenda di Berlusconi si collegava con quella dei re e dei primi ministri che la sfruttavano nel mentre si prendevano i voti per rassodare il loro potere in Italia. Vito Mercadante La mia Odissea per mia moglie ucraina Cara Unità, scrivo queste poche righe per segnalare una storia che in questo periodo mi sta molto a cuore e che ho pensato di portare alla luce del sole, per un momento di riflessione. Sono un onesto cittadino italiano, legato sentimentalmente ad una donna di nazionalità ucraina, che vive e lavora regolarmente in Italia. Da più di un anno, avendo una figlia , ha fatto ed ottenuto il ricongiungimento per questa ragazza e adesso è in attesa di rilascio di primo permesso di soggiorno per motivi familiari. Questa ragazza oramai 19 enne ha a sua volta in ucraina una bambina di quasi 3 anni e vorrebbe a sua volta ricongiungerla. Fino a qui tutto chiaro, il problema serio è che questa minore non ha padre riconosciuto e al momento è in Ucraina guardata da amici della mia compagna. La mamma della minore (figlia della mia compagna) è qui prigioniera della burocrazia, si perché come da documento avrebbe dovuto ritirare il primo permesso di soggiorno il 10 luglio 2008 , ma presentandoci in questura ci hanno prospettato ancora "6mesi" di attesa. Oltretutto con il visto scaduto da 2 mesi!!!! Cosa deve fare in questi 6 mesi se non può lavorare, ricongiungere la propria figlia, e tornare a casa???? Vi lascio immaginare che cosa significa questo per una mamma non vedere la propria figlia, non potendo fare ritorno a casa con la ricevuta, non poter lavorare, perché la legge italiana non permette di lavorare con la ricevuta di rilascio del primo permesso ed infine non poter ricongiungere la propria figlia in quanto mancando la possibilità di lavorare e produrre reddito. Senza troppo girarci intorno si tratta di una vera e propria prigionia...del terzo millennio Non vorrei aggiungere altro, credo di aver detto tutto ringraziando il nostro paese e la cortesia della questura, che frequento da circa 3 anni e che mi ha permesso di vedere e provare sulla mia pelle e sui miei sentimenti di come siamo ... Vi chiedo se possibile una strada regolare pulita per dare dignità ad una povera ragazza, ad una mamma, che vorrebbe lavorare, pagare le tasse e vivere con la propria figlia. Sono 2 anni che sbattiamo contro muri di leggi assurde ( Bossi-Fini) e a questo punto se non si dovesse sbloccare porterà questa storia alla luce dei media. Grazie Ezio Federiconi, Gubbio Nei rapporti col potere cittadini solo in ginocchio? Caro Direttore, a pochi giorni di distanza, sia tu che Marco Travaglio avete messo in luce la difficoltà per il cittadino italiano di confrontarsi col potere politico fuori da un rapporto di sudditanza. Se tu rivolgi un appello al Capo dello Stato, vieni quasi ritenuto blasfemo e subissato di critiche. Se Travaglio ricorda fatti relativi alla seconda carica dello Stato, viene citato dalla stessa per danni ingentissimi. Ma è mai possibile che in Italia, paese in cui ancora vige la Costituzione che parla dell'uguaglianza, non ci si possa rapportare al Potere se non inginocchiati e col capo chino? Questo stato di cose, più che a una democrazia, appare più consono a un regime neofeudale, in cui il rapporto non è tra pari, ma tra sudditi e padroni. Sarà un utile promemoria per il futuro: ricostruire la democrazia in Italia non potrà prescindere da una completa ridefinizione del rapporto tra cittadini e classi dirigenti. Alberto Antonetti, Roma Prima sistema le sue cose poi... il resto Cara Unità, il misfatto è compiuto; la famigerata legge che lo rende immune, invulnerabile, intoccabile, ingiudicabile e tanto altro è stata promulgata con prolungati osanna a reti unificate, sospiri di sollievo e rilassamento di zampe di gallina, con sfilate e pronunciamenti corali dei suoi insopportabili ministrelli. Camminando per strada, nei negozi, negli uffici, nei mezzi pubblici, in chiesa, al cinema e dovunque devo ritenere che più o meno la metà di quelli che mi stanno intorno hanno reso possibile e avallato questo esito. In sostanza uno accusato di vari gravi reati dai quali il più delle volte è riuscito a defilarsi per prescrizioni (con generose attenuanti generiche incorporate), amnistie, spericolati equilibrismi sulla "insufficienza della prova", amputazioni e lifting della legislazione attraverso i suoi avvocati legislatori e altre diavolerie procedurali, questo soggetto siede a capo del governo tra l'indifferenza generale. Costui, in primis, sta sistemando per benino le sue cosucce senza curarsi di ciò per cui era stato ingenuamente delegato e la spensieratezza della stagione estiva lo agevola moltissimo in questo arduo compito. Poi, se avanza tempo e voglia ci si occuperà del resto, per intanto concentriamoci anche su una bella campagna di allarmismi che servono sempre molto bene a distogliere l'attenzione dalle cose serie. Attendo con speranza la manifestazione di settembre in cui si potr mostrare tutto lo sdegno e il disprezzo verso questo governo che sppravvive pasturando un parlamento di allevamento. Renato Roberti, Arezzo.
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da "Nuova Sardegna, La"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Di Piero Mannironi A Quirra volerà l'aereo fantasma senza pilota L'aeroporto delle polemiche servirà per gli esperimenti del "progetto Neuron" Cosa c'è dietro la forte pressione politica per realizzare la striscia tattica polifunzionale CAGLIARI. Otto anni di roventi polemiche politiche, una catena misteriosa di morti della quale ancora non si conosce la causa, l'indagine di una commissione parlamentare e infine la crociata del presidente della Regione Soru. Tutto inutile. Il Poligono interforze del Salto di Quirra non si tocca. L'approvazione da parte del Consiglio dei ministri del progetto di quella che, nella burocrazia militare viene chiamata "striscia tattica polifunzionale", è la conferma che battaglie civili, proteste, rivendicazioni e una legittima domanda di trasparenza non sono servite ad alcunché. E ha così il sapore amaro della beffa il passaggio nella nota ufficiale di Palazzo Chigi in cui si parla dell'"intento di proseguire nella politica di riduzione in Sardegna delle aree gravate da servitù militari". L'ennesima beffa. Come definire, infatti, la disponibilità dichiarata della Difesa e delle alte gerarchie militari a collaborare per fare chiarezza sulla "sindrome di Quirra" o sui bambini deformi di Esacalaplano? E come definire le rassicuranti promesse dei governi di turno di ridurre il peso delle servitù militari in Sardegna, una regione che, da sola, sopporta un peso maggiore di tutte le altre regioni messe insieme? Difficile non capire la battuta al vetriolo del presidente Soru dopo il deludente, brevissimo, incontro con il consiglio dei ministri: "Non basta averci dato quattro caserme diroccate per sanare questa ferita. Questo è un vero e proprio dominio al quale è sottoposta l'isola. Non siamo più di fronte alla collaborazione e all'armonizzazione del territorio, siamo di fronte a un'imposizione, un dominio intollerabile". E ancora: "E' caduto il muro di Berlino e si costringe a far vivere la Sardegna in guerra anche dopo cinquant'anni di pace". Eppure l'approccio di Soru al problema delle servitù è stato sempre neutro, con una logica sterilizzata dalle ideologie, ma fondata soprattutto sulla forza dei numeri. Numeri terribilmente eloquenti: in Sardegna ben 37.374 ettari sono sotto il controllo militare. 23.766 sono demanio con le stellette e 13.608 sono invece sottoposti a servitù. Di più: sulla costa orientale dell'isola esiste un immenso tratto di mare che, periodicamente, viene interdetto alla navigazione e alla pesca, quando nel poligono interforze del Salto di Quirra vengono programmati i lanci di missili. Si tratta di un'area che raggiunge l'estensione di 11.327 miglia marine quadrate. Cioé qualcosa come 20.977 chilometri quadrati. Quasi quanto la Sardegna, insomma. Il primo boccone amaro Soru l'ha dovuto mandare giù con la "retromarcia" del "governo amico" guidato da Romano Prodi. Lo scorso anno, davanti alla Commissione Difesa della Camera, il ministro "sardo" della Difesa Arturo Parisi era stato esplicito: "I poligoni di Teulada e del Salto di Quirra non si toccano. Sono strutture indispensabili per la difesa nazionale". Filosofia anticipata dai tecnocrati con le stellette. Sempre davanti alla Commissione Difesa della Camera, infatti, l'allora capo di stato maggiore dell'Aeronautica, il generale di squadra aerea Vincenzo Camporini, aveva disegnato un quadro molto preciso sui poligoni sardi: cercare alternative all'estero sarebbe troppo dispendioso, mentre a Quirra esiste una organizzazione eccellente e tecnologie modernissime. Intanto, in silenzio, qualcosa stava però cambiando. Si stava studiando infatti un mutamento genetico del poligono stesso con la creazione di una società definita "Società mista Difesa-Industria". Si legge in un documento interno della Difesa, redatto dal gruppo di lavoro incaricato dallo stato maggiore dell'Aeronautica a sviluppare il progetto: "In considerazione delle difficoltà di bilancio relative in particolar modo ai capitoli d'esercizio, che negli ultimi anni hanno reso sempre più difficoltoso il pieno soddisfacimento delle esigenze Poligono Interforze Salto di Quirra, si rende necessario procedere a una ricerca di tipologie innovative di collaborazione tra l'Amministrazione Difesa e l'Industria nell'ottica della costituzione di una "Società partecipata Difesa-Industria" (NewCo), cui affidare la conduzione dei servizi tecnici del poligono". Il 24 maggio dell'anno scorso, poi, il presidente di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, è uscito allo scoperto incontrando Prodi e sollecitando la realizzazione di una "pista di volo polifunzionale per il Poligono interforze di Salto di Quirra". Non c'è bisogno di alcun commento davanti al comunicato diffuso in quell'occasione dall'ufficio stampa di Palazzo Chigi: "L'esigenza di dotare il poligono di una pista di volo polifunzionale, individuata fin dal 2004, diventa sempre più urgente a fronte degli intensi e proficui programmi di ricerca aeronautica ed aerospaziale in cooperazione civile-militare, nazionali e internazionali, che rafforzano il ruolo di eccellenza delle strutture del poligono sardo a livello europeo e mondiale e consolidano, esaltandone i contenuti tecnologici, i livelli occupazionali nell'Ogliastra". Già, si ritorna al cuore del problema: l'aeroporto all'interno del poligono. A questo punto è interessante andare a scoprire il perché sia tanto importante questa "striscia tattica polifunzionale". Genericamente si parla di sperimentazione degli Uav, un acronimo che sta per Unmanned aerial vehicle. Cioé veicoli aerei senza pilota. Insomma, l'evoluzione tecnologica dei droni, mezzi aerei che volano senza l'ausilio di un pilota a bordo. Finora si è parlato di velivoli come lo Sky-X, l'aereo-spia con motore diesel progettato e costruito dall'Alenia. Oppure del Nibbio, drone da ricognizione a lungo raggio (può arrivare fino a 400 chilometri di distanza sfiorando la velocità del suono) realizzato dalla Galileo Avionica. O ancora i tre micro-aerei Selex (sempre del Gruppo Finmeccanica) chiamati Otus, Asio e Strix. I primi due possono essere trasportati in uno zaino, mentre il terzo ha bisogno di un fuoristrada. I Selex sono droni di supporto al combattimento: le loro sofisticate telecamere trasmettono immagine di uno scenario bellico a un computer portatile gestito dalle truppe a terra. E infine il Falco, della Galileo, che, guarda caso, ha fatto il suo volo sperimentale proprio nel poligono del Salto di Quirra nel dicembre del 2003. Il Falco, che è stato recentemente venduto all'esercito pachistano, è lungo poco più di cinque metri, ha un'apertura alare di 7,20 metri e può volare addirittura per 14 ore, sorvegliando il territorio con dei sensori: telecamere, radar e un designatore laser per guidare i missili contro gli obiettivi. Sembra che sia anche in grado di percepire la presenza di sostanze chimiche o radioattive. Ma tutto questo è ormai il passato. Quirra è infatti ora il cuore di un progetto di ben altre dimensioni: il programma Neuron. Si tratta di un'intesa tra paesi europei per la progettazione di un velivolo da combattimento non pilotato (Ucav, Unmanned Combat Air Vehicle). Un gioiello tecnologico con accentuate caratteristiche stealth. Cioé capace di sfuggire ai radar. Il consorzio Neuron è formato dalla francese Dassault Aviation, dalla svedese Saab, dalla spagnola EADS Casa, dalla svizzera RUAG Aerospace e dalla greca HAI. Il programma prevede una spesa di 400 milioni di euro. La metà è a carico dei francesi della Dassault Aviation, mentre Alenia, del gruppo Finmeccanica, parteciperà con 90 milioni di euro. Tra le caratteristiche tecniche di questo aereo del futuro, la capacità di sparare due bombe a guida laser da 250 chilogrammi, una lunghissima capacità di volo e la possibilità di spingersi a velocità prossime a quella del suono (Mach 0,7-0,8). Ecco dunque contro cosa vanno a infrangersi le richieste di alleggerire il peso delle servitù in Sardegna: un muro di interessi economici.
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da "Nuova Sardegna, La"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Comune, dura protesta dell'opposizione "Per il rinnovo degli uffici decidono tutto in agosto Questo è un vero golpe estivo" CAGLIARI. "Si tratta di un tipico colpo di mano estivo", commenta Ninni Depau (capo gruppo del Pd). "Ma il grave - continua - è che si tratta di una questione di primaria importanza per il funzionamento del Comune: la ristrutturazione della macrostruttura. Come dire: rimettere mano agli uffici e renderli funzionali all'amministrazione". Il "colpo di mano" di cui parla Depau riguarda il bando "per manifestazione di interesse" per intervenire su questo settore. "Ristrutturare, infatti, fa pensare a una modifica radicale - spiega Depau - non dimentichiamo che nei giorni scorsi c'è stato un ampio dibattito in Comune sui ritardi delle pratiche da parte degli uffici dell'edilizia privata. Alla fine il sindaco ha disposto un'ispezione: per capire che cosa è successo. La questione è che senza un'amministrazione efficiente, la macchina comunale funziona male e tutto si blocca". Secondo Depau il grave è il tipo di scelta fatta per risolvere il problema: non c'è un appalto, quindi niente "capitolato" con le richieste specificate e su cui ci si deve confrontare, ma solo la domanda di una "manifestazione di interesse". "E questo singifica che la scelta viene fatta a discrezione dell'amministrazione". Ma non è tutto: "La scandeza di questa richiesta di "interesse" scade il 22 agosto. In pratica è stata decisa il 22 di questo mese: un mese di tempo e in piena estate....". Un problema reale, "la necessità di razionalizzare il funzionamento della burocrazia, che viene affrontato in modo così ambigua. Sull'argomento presenteremo una interrogazione urgente". Come accennato nei giorni scorsi c'è stato un ampio dibattito sulle disfunzioni interne al settore dell'edilizia privata. Dopo le critiche per i ritardi, l'assessore al Personale Giuseppe Farris aveva, però, precisato che la situazione dell'organico del settore "è migliorata". In particolare: prima della stabilizzazione dei precari (avvenuta all'inizio dell'anno) c'erano 28 dipendenti a tempo indeterminato e 24 assunti in modo determinato. Dopo la regolarizzazione, gli stessi uffici hanno 45 dipendenti a tempo indeterminato e 9 determinato, con due unità in più. Fatta questa precisazione, l'assessore Farris aveva sottolineato "l'incremento sia a livello quantitativo che a qualitativo" dell'organico dovuto al fatto che, "per circa il 40 per cento del personale, il rapporto di lavoro si è trasformato da precario a stabile". E, infine, aveva precisato che la criticità, "parrebbe attenere a scelte gestionali". Da qui la ncessità di ristrutturare gli uffici. (r.p.).
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da "Secolo XIX, Il"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Duro attacco di italia nostra Il Pd invia segnali rassicuranti alla coalizione: disegno di città condiviso con tutta la maggioranza PUC, UN GIUDIZIO POSITIVO sul lavoro svolto sinora ed un mandato ampio al sindaco Federico Berruti quale garante della coalizione, per mediare a nome di tutti e "definire problemi eventualmente ancora pendenti" con i partiti che formano la maggioranza. questa la posizione emersa da una riunione congiunta degli organismi comunali del Pd, del gruppo consiliare e della delegazioni di giunta al completo in vista della stretta finale per consigli comunali del 30 e 31. Insomma, nessuna "blindatura" degli accordi già raggiunti, ma disponibilità a discutere e limare, con il sindaco come garante di una sintesi soddisfacente per tutti e da tutti rispettata. Stasera, intanto, si terrà la riunione dell'esecutivo di Rifondazione Comunista. Ed è in particolare al Prc - che vive una difficile fase di fibrillazione dopo la batosta elettorale - che il Pd sembra voler tendere la mano. Soddisfatto per l'esito dell'incontro il sindaco Berruti: "La riunione è stata serena e positiva. Il Pd ha una forte capacità di proposta, ma anche la responsabilità di guida della coalizione". Ed ha aggiunto: "Il partito ha assegnato al sindaco il mandato per la ricerca di una posizione che sia largamente condivisa da tutta la coalizione". Il segretario comunale del Pd, Paolo Apicella, ha firmato una nota per chiarire i risultati della riunione e mandare segnali rassicuranti: tra le righe si legge l'intenzione di rispettare sino in fondo gli accordi presi, accompagnata dalla disponibilità a discutere sui punti che, nell'accordo, non sono definiti in modo netto. Apicella parla di "un più incisivo impegno (del partito, ndr) nel contesto amministrativo" e aggiunge: "La nostra presenza nella coalizione deve continuare ad avere un ruolo trainante e di responsabilità, sempre nel rispetto delle diverse anime che compongono l'alleanza, indispensabili per il buon governo della citta". Quindi: " legittimo e utile elaborare proposte al fine di arricchire la discussione", ma - si specifica - dentro al quadro "della coalizione". Apicella sottolinea l'importanza dei temi affrontati: la mobilità, l'edilizia sociale e convenzionata, la nuova passeggiata di Ponente. Poi aggiunge: "Tuttavia su argomenti così ampi come quelli posti dai pareri e osservazioni delle Istituzioni, esistono ancora questioni che necessitano di un ampio margine di mandato per giungere a soluzione che soddisfino le posizione della maggioranza". Un mandato che è assegnato infine al sindaco "garante di queste posizioni". Intanto Roberto Cuneo, presidente di Italia Nostra, va all'attacco: "Brutto inizio della discussione sul Puc - dice - La giunta comunale ha portato all'approvazione del Consiglio una delibera con cui risponde alle critiche di Provincia e Regione". Cuneo cita il caso del water front di Ponente e sottolinea: "Con questa delibera la Giunta cerca di mettere la collettività di fronte al fatto compiuto, condizionando tutte le discussioni successive". Italia Nostra si aspetta che sia data priorità di discussione ai grandi temi quali la viabilità, l'abitazione, il lavoro, le infrastrutture, l'ambiente. Gli stessi sollecitati dal centrodestra (vedi box). Conclude: "Prima si affrontano i grandi temi confrontandosi con la popolazione e solo alla fine si risponde alla burocrazia". A. G. 27/07/2008 ' 27/07/2008 le prioritàdi italia nostraPrioritari i temi della viabilità, dell'ambiente, dell'abitazione, del lavoro e delle infrastrutture roberto cuneopresidente di Italia Nostra 27/07/2008 2007??27??luglio??2008 Giovanni Sonego Il tuo ricordo è senza tempo: è scolpito nella nostra mente e nel nostro cuore. La moglie e i familiari tutti. Una Santa Messa verrà celebrata domenica 27 luglio 2008 alle ore 18 nella chiesa Maria Ausiliatrice in Savona. 27/07/2008.
(
da "Secolo XIX, Il"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Solo 25 stazioni in tutta la regione A Genova funzionano solo tre colonnine, ma una è riservata ai soci dello Yacht club. L'impianto in Fiera bloccato dalla burocrazia 27/07/2008 Genova. Sono pochi perché costosi da mantenere (vanno tenuti aperti tutto l'anno ma rendono davvero solo nel periodo estivo), difficili da ridimensionare, rotti e bloccati da lavori di riparazione che non partono mai. In Liguria il turismo da diporto cresce (i natanti iscritti al registro della Capitaneria di porto in un anno sono aumentati di 200 unità, cifra che ovviamente non tiene conto dei sempre maggiori arrivi dall'estero), e dalla Francia stanno arrivando i russi e gli australiani che trovano gli scali della Costa Azzurra troppo onerosi o non più all'altezza del loro nome. Eppure i distributori di carburante a disposizione dei proprietari di un'imbarcazione da diporto, in regione, non sono in grado di fronteggiare la forte richiesta che, soprattutto a luglio e nel mese di agosto, costringe i diportisti a lunghe e snervanti attese. Non è il primo dei problemi, ma quantomeno è un brutto biglietto da visita per un territorio che sul turismo nautico vorrebbe puntare moltissimo. Per le migliaia di diportisti che frequentano il mar Ligure esistono soltanto 25 distributori di carburante, spesso sottodimensionati o addirittura chiusi (due). Tre quelli nell'imperiese (Sanremo, Marina degli Aregai, Imperia Porto Maurizio), sei quelli nella zona di Savona (Andora, Alassio, Finale Ligure, due a Savona, Varazze), quattro a Genova (Sestri Ponente, Darsena, Duca degli Abruzzi e Marina Fiera), otto tra Recco e il Tigullio (Recco, Camogli, Chiavari, Lavagna, Sestri Levante e due a Santa Margherita Ligure), quattro nello spezzino (Portovenere, Lerici, Spezia e Ameglia). Se nel Tigullio i problemi sono pochi, a Genova ogni fine settimana si presenta la stessa storia. La descrive bene in una e-mail un gruppo di diportisti. "Da più di un anno il distributore alla Marina della Fiera è chiuso, e a oggi l'unico funzionante fra il centro e il Levante è quello della Darsena, vicino a Ponte Parodi. Esiste anche una pompa presso lo yacht club al porticciolo Duca degli Abruzzi, ma per disposizioni interne rifornisce esclusivamente i soci". "Il distributore della Darsena - continua l'e-mail - è dunque preso d'assalto, e spesso è necessario sopportare code anche di due ore sotto il sole cocente". Il distributore in Fiera, del gruppo Api, è chiuso da tempo "per un problema - spiega Gianluca Scurati, responsabile dell'impianto, piccolo piccolo, ma difficilissimo da risolvere". "Si tratta - continua Scurati - di un adeguamento alle norme di sicurezza che consiste nella semplice sostituzione di una tubazione. Su un impianto stradale l'intervento richiederebbe una giornata di lavoro, qui siamo fermi da un anno perché l'Autorità portuale non si decide a darci l'autorizzazione, per pochi giorni, a occupare quella striscia di mare di pochi centimetri". Per chi si trova più a Ponente, è per fortuna aperto il maxi-impianto di Sestri Ponente, sorto assieme alla Marina Genova-Aeroporto e in grado di rifornire cinque barche nello stesso momento. Ma per chi gravita sul centro cittadino e vorrebbe magari organizzare un'escursione a Levante, la prima soluzione utile per fare rifornimento è Recco. Problemi che sembrano insormontabili anche a Camogli, con l'impianto chiuso da tre anni per problemi di adeguamento della struttura. Ora il compito di renderlo nuovamente operativo dovrebbe essere affidato a un marchio che giura di riaprirlo tra non meno di due anni. I problemi nascono anche perché cambia il mondo della nautica. Se l'imbarcazione media un tempo era da 15 metri, oggi si parla di 25, circostanza che non può che portare alla necessità di ingrandire le piattaforme di sosta dei natanti presso le pompe. Nei nuovi porticcioli (oltre a Sestri c'è per esempio Varazze) stanno sorgendo distributori più efficienti, ma è vicino ai grandi centri, dove pure i posti barca sono moltissimi, che i problemi si fanno sentire più forte. Carlo Donisi, presidente della Lega Navale di Savona, sostiene che a Savona la situazione non è molto più rosea di quella genovese. "Succede spesso che i serbatoi si esauriscano - spiega Donisi - soprattutto quando caricano i grandi yacht, d'estate. Il problema, credo, verrà risolto se e quando si costruirà il porto della Margonara". daniele grillo grillo@ilsecoloxix.it 27/07/2008 PER RAGIONI di spazio oggi non pubblichiamo il consueto grafico sulla puntualità dei treni 27/07/2008.
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da "Repubblica, La"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il vecchio mix sport & politica per la gloria dei nuovi mandarini GIORGIO BOCCA (segue dalla copertina) i l tutto con la connivenza degli organizzatori che volevano far sapere a Roma la partecipazione massiccia della gioventù fascista, centinaia di giovani arrivati da tutte le province italiane, compresa quella di Cuneo priva di mare. Ma la prova scoperta e un po' ridicola dell'uso dello sport a fini politici la ebbi, sempre a Cuneo, alla vigilia dei campionati mondiali di calcio poi vinti a Parigi dall'Italia di Vittorio Pozzo. Il quale non era un fascista ma un uomo d'ordine, ex ufficiale degli alpini. Così, un mattino che stavo in piazza Vittorio, dai portici di corso Nizza mi vedo uscire gli azzurri con in testa Monzeglio, sì il terzino della Roma che giocava a calcio con i figli di Mussolini, e magari anche il Duce si univa al gruppo che correva dietro un pallone. Che fanno gli azzurri? Dove li conduce il commissario tecnico? Attraversano la piazza e svoltano in via Boves verso i giardini pubblici dove c'è la statua del milite ignoto, il milite ignoto minuscolo dei giardini pubblici di provincia in metallo macchiato dal verderame. Tutti sugli attenti e Pozzo e Monzeglio depongono una corona di alloro, e noi muti a osservare il rito un po' funebre per poi accompagnare la squadra che fa fianco destr come in caserma, in diagonale per piazza Vittorio e poi su al campo Monviso per l'allenamento del mattino. Ero ormai un uomo fatto quando un uso spericolato dello sport per la politica mi coinvolse in Giappone alle Olimpiadi del '64. Stavo nella tribuna stampa, proprio sotto quella d'onore su cui aveva preso posto l'imperatore Hirohito, e quando ci fu la sfilata di apertura e passò la squadra americana con bandiera a stelle e strisce annotai sul mio taccuino: "Ma guarda come gira il mondo, quell'ometto in tribuna li avrebbe sterminati tutti, questi americani, e adesso sono loro a rendergli omaggio". Le agenzie di stampa ripresero la mia corrispondenza, e i giornali nipponici mi dedicarono una minaccia di morte fattami da una associazione di ex combattenti del Sol Levante. Presa molto sul serio dai burocrati sportivi del Coni che mi costrinsero a scrivere una lettera di scuse all'imperatore-dio. Ho seguito altre Olimpiadi nei cinegiornali, come quella di Berlino, nel 1936, dove Hitler assisteva alle gare avendo al fianco il maresciallo Goering, e ricordo la volta che si voltò con dispetto e uscì dallo stadio perché aveva vinto, dopo i cento metri, anche il salto in lungo Jesse Owens, "un negro", battendo i campioni germanici di razza ariana. Lì conobbi anche la Riefenstahl, la regista morta centenaria di recente. Allora era la protetta di Goebbels, il ministro-propaganda, e girava dei documentari in cui gli atleti tedeschi sembravano appena usciti dal Walhalla, che è il loro paradiso. La commistione tra politica e sport è inevitabile in tutte le dittature in cui la propaganda ingenua ma irresistibile impone di far vedere che chi abita in un paese privo di libertà si consola però vincendo corse e lanci. Quelli che esagerarono furono i tedeschi della Germania Est, una fetta della grande Germania: pochi soldi, non molti milioni di abitanti, ma detentori di tutti i record, sempre primi nelle gare, specie le femminili, a cui mandavano anche le atlete con la barba e il sesso incerto, anni dopo operate nelle cliniche di Casablanca. Proibito sollevare dei dubbi sul loro sesso, le burocrazie sportive di tutti i paesi, compresa la nostra, non lo tolleravano, anche loro avrebbero voluto poter chiudere un occhio sulle evidenze virili delle campionesse. Poi ci fu, alle Olimpiadi di Città del Messico, lo scandalo degli atleti afro-americani che salutarono il pubblico a pugno chiuso come quelli del movimento antirazzista Black Panthers, cosa che entusiasmò la nostra Oriana Fallaci. L'uso della politica nello sport, nelle Olimpiadi in particolare, corre sempre il rischio dell'ipocrisia e della retorica. A quelle australiane venne messa in vetrina in tutti i modi Cathy Freeman, una quattrocentista aborigena che vinse l'oro e fu mostrata al mondo, in modo direi incauto, come campione di un popolo che sopravvive nelle riserve. E alle prossime cinesi assisteremo al trionfo atletico dei campioni di casa, selezionati tra un miliardo di persone e costretti ad allenamenti forzati. Per la gloria dei nuovi mandarini.
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da "Repubblica, La"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Cronaca L'INVENZIONE DELLA PAURA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Le stesse parole si diffusero nella Francia della seconda metà degli anni Trenta, mentre il regime nazista procedeva alla sistematica spoliazione ed emarginazione della minoranza ebraica che precedette la messa in opera dello sterminio. In Francia una propaganda fondata su quelle parole diffuse e rese incontrollata la psicosi dell'invasione di immigrati ebrei. Si ebbe allora la mobilitazione di associazioni professionali terrorizzate dallo spettro del "troppo pieno" per la temuta concorrenza di una minoranza intellettualmente qualificata. Ne risultò esaltato un filone di antisemitismo ben radicato nella tradizione francese. E ci furono molte vite umane che fecero le spese di quei timori diffusi tra gente molto per bene: uomini, donne e bambini respinti, reclusi nei campi, costretti a cercare scampo verso gli Stati Uniti o alla frontiera dei Pirenei. Fu qui, per esempio, che si spense l'intelligenza di Walter Benjamin costretto al suicidio. Oggi le promesse di altre vite e di altre intelligenze si spezzano nel breve tratto di mare del Canale di Sicilia. E minaccia di smarrirsi qui qualcosa che ha fatto parte del patrimonio storico del popolo italiano: il sentimento di fratellanza verso gli emigranti, i poveri, i dannati della terra. Quel sentimento aveva radici nell'esperienza delle comuni ragioni di vita che possono scoprire al di sopra delle frontiere e delle differenze di lingua e di religione solo coloro che sono costretti a farsi strada nel mondo, in mezzo all'ostilità delle burocrazie statali, allo sfruttamento di nuovi padroni e alla diffidenza generale. Oggi in Italia le cose vanno in direzione opposta. C'è come una sindrome di insicurezza che sta diventando una malattia nazionale. E c'è una politica della paura. Una maggioranza politica vittoriosa per aver cavalcato la sindrome della minaccia dell' "extracomunitario" ? termine che condensa in una parola il rifiuto e la condanna di chi "viene da fuori", è povero, cerca lavoro ? si sente oggi costretta a dimostrare di saper mantenere le promesse. Le cose che fa sono sconnesse, sussultorie, frettolose. Per questo risultano spesso controproducenti se misurate sulla base dell'efficacia nel risolvere i problemi. Ma tali non appaiono forse agli occhi di chi assiste all'invenzione quotidiana di nuovi espedienti e immagina che l'agitazione della scena politica e le creazioni verbali che vi si affacciano siano dei fatti capaci di risolvere i problemi e di ridarci la sicurezza perduta. Non abbiamo ancora chiuso la fase dominata dalla guerra decretata a quel pericolo pubblico che sono notoriamente i bambini rom e già si è aperta la nuova fase delle misure di sicurezza che connotano l'immigrazione clandestina come un potenziale reato. Se i due bambini morti nel Canale di Sicilia fossero arrivati vivi in Italia sarebbero vissuti fra di noi come membri di una specie umana diversa, soggetti a norme penali speciali. Eppure la legge non può che essere generale, valida "erga omnes" . La legge è uguale per tutti: questa frase si legge ancora nei nostri tribunali. Oggi questo principio generale ha cessato di esistere. Leggi speciali e tribunali speciali ne abbiamo conosciuti nella storia italiana recente: sono stati frutti avvelenati di un regime che ha goduto certamente di largo consenso ma di cui abbiamo pagato le colpe a carissimo prezzo. Il che non impedisce che si torni a elaborare e varare leggi speciali, col risultato di incrinare il principio della nostra Costituzione erede in questo della affermazione che fu rivoluzionaria nel '700 e passò poi in tutte le costituzioni liberali e democratiche: il riconoscimento dei diritti fondamentali di ogni essere umano in quanto tale, senza alcuna distinzione. E non va taciuto il fatto che a quei diritti il pontefice regnante della Chiesa cattolica, parlando davanti all'assemblea delle Nazioni Unite, ha riconosciuto un fondamento religioso universale. Un diritto di quei due bambini era intanto quello di vivere. Invece sono morti, in mezzo al mare, davanti alle coste di un paese che aveva appena scoperto di essere in stato di emergenza. Un paese che si sentiva minacciato da loro.
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da "Eco di Bergamo, L'"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia "Maria Grazia? Sempre disposta ad aiutare gli altri" Vertova Per tutti una donna riservata e di grande umanità. Così la ricorda anche Adrian Ghenu, titolare del bar "Taverna del lupo" di Vertova, dove spesso andava Maria Grazia Pezzoli con il marito Giuseppe. Ed è proprio con lui che la coppia aveva pensato di organizzare la festa - concorso di musica rock "Lupo di Vertova". Un'idea che era subito piaciuta ad Adrian, ma che da solo non sarebbe mai riuscito ad organizzare. "L'ho subito detto a Maria Grazia ? racconta ?, e lei non si è certo scoraggiata. Mi ha assicurato tutto il suo appoggio, anche per quanto riguarda quello a cui io tenevo particolarmente, cioè il concorso. Ma di certo non avrei potuto districarmi da solo nelle pieghe della burocrazia. Ed è lì che ho avuto un'altra prova della sua grande disponibilità e generosità". E in effetti la manifestazione è stata poi organizzata come una gara canora, con sette gruppi giovanili emergenti, quattro il primo giorno e tre il secondo. In ultimo la premiazione: e così sono andate le cose nella due giorni di venerdì e ieri sera. "Certo, dopo quello che è successo, proprio alla vigilia della manifestazione, volevo bloccare tutto ? continua Adrian Ghenu ?. Ho subito parlato col sindaco, e lui ha detto che non se la sentiva di decidere. Allora siamo andati dal marito e lui non ha avuto dubbi: ci ha subito risposto che dovevamo andare avanti, perché era stata lei più di ogni altro a volerlo". Prima dell'inizio davanti al tendone è stato messo una striscione con la grande scritta "Dedicato a te Grazia. Sempre con noi". Prima dell'inizio del concerto il sindaco ha voluto anche commemorare la figura della donna, ricordando i motivi per cui si era deciso di portare comunque avanti la manifestazione, nonostante quello che era successo. "Questa manifestazione ? ha detto il sindaco ? è stata ideata e voluta da Maria Grazia e allora ci è sembrato giusto portarla avanti. il modo migliore per ricordarla". Ma oltre che disponibile e gentile, l'imprenditrice uccisa era anche una persona sempre attiva e in prima fila nella vita sociale. "Tutti la conoscevano come persone impegnata e attenta ai problemi di tutti ? continua Adrian Ghenu ?. Quando veniva qui la domenica mattina col marito tutti si fermavano a parlare con lei, spesso le confidavano i loro problemi. E anch'io di certo non sarei mai riuscito a mettere in piedi questa manifestazione se non fosse andata lei a sbrigare tutti i documenti e le pratiche burocratiche necessarie" G. V.
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da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 27 Luglio 2008 Chiudi di LUCIANO TROIANO PESCARA - Filippo Piccone. Il senatore Pdl, imprenditore marsicano, è in pole position, insomma in cima alla lista dei papabili per una candidatura del centrodestra a presidente della Regione. Subito dopo c'è un nome di Forza Italia: Paola Pelino, imprenditrice di Sulmona, un modello per il premier Silvio Berlusconi. Sullo stesso piano Maurizio Scelli, ex commissario della Croce Rossa: quotazioni in rialzo. Coltiva ambizioni anche uno dei nomi più noti di Forza Italia, il capogruppo in Regione Nazario Pagano, avvocato: rappresenta le ambizioni della costa. Poi ci sono Gianni Chiodi, sindaco di Teramo, più defilato il sindaco di Lanciano Filippo Paolini, ed ancora, un altro nome di An, l'attuale senatore Fabrizio Di Stefano. Tanta carne al fuoco con le inevitabili frizioni che si creano ogni volta che, sul piatto, finisce una posta alta. E' quanto accaduto nel Teramano dove la senatrice di An, Carla Castellani, ha dato la sua preferenza a Di Stefano, mentre ci si aspettava una sponsorizzazione del sindaco Chiodi. Ha pesato, evidentemente, l'appartenenza al partito più dell'origine teramana, nonostante la candidatura di Chiodi sia legittima ed inattaccabile: mai stato in Regione, ha fatto benissimo nella sua città. Tornando al primo nome della lista, Filippo Piccone, l'interessato, cerca di smarcarsi "in queste fasi si entra papa e si esce cardinali -commenta- I nomi che si sentono sono tutti rispettabilissimi e degni di guidare la Regione. Il problema principale è stabilire la data del voto, altrimenti porteremo la gente in piazza". Piccone, però, ha le idee chiare su quello che un nuovo governo regionale di centrodestra dovrebbe fare: "Un piano sanitario coraggioso a favore dei cittadini utenti e non dei potentati, recuperando i servizi di cui la gente ha bisogno. Snellire la burocrazia, favorire lo sviluppo utilizzando tutti i fondi comunitari e mettere mano alla gestione dei trasporti". Un vero programma di governo. Anche se Piccone frena: "Per il nome bisognerà attendere dopo la prima settimana di agosto. Fissiamo la data certa delle elezioni, poi, uscirà il nome". Ieri mattina, a Pescara, s'è riunito il coordinamento regionale di Forza Italia. Il coordinatore Andrea Pastore, circa il candidato governatore, ha espresso "l'auspicio che i sindaci che desiderino porre la propria candidatura valutino anche le situazioni che si creerebbero sul territorio".
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da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 27 Luglio 2008 Chiudi Maresciallo dell'esercito a 38 anni costretto a farsi mantenere dai suoi in lotta con la burocrazia da 5 anni.
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da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 27 Luglio 2008 Chiudi Militari italiani durante le missioni all'estero: in dieci anni ben 255 hanno contratto il tumore a causa dell'uranio impoverito utilizzato per le operazioni di guerra Uno di questi, un ternano maresciallo dell'esercito sta combattendo con la burocrazia per avere la sua pensione.
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da "Messaggero, Il (Rieti)"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 27 Luglio 2008 Chiudi di DANTE CILIANI Quando la burocrazia ci si mette di buzzo buono può superare qualunque livello di cinismo. Ne sa qualcosa un sottufficiale di carriera dell'esercito, che chiameremo Mario Rossi per le giuste esigenze di privacy, costretto a perdere il lavoro e vedersi poi negato anche il diritto ad un sostegno economico, come pure le leggi dello Stato italiano riterrebbero giusto. "Un vero calvario - racconta l'avvocato Romina Pitoni, che da più di quattro anni sta seguendo la vicenda del maresciallo dell'esercito - e una battaglia continua con la burocrazia concretizzatasi anche con decine e decine di raccomandate, molte delle quali rimasste anche senza risposta". Ma ecco la storia. Mario Rossi, maresciallo di carriera dell'esercito italiano, impegnato in diverse missioni all'estero, ha oggi 38 anni. Il 26 febbraio del 2004, quasi quattro anni e mezzo fa, è stato destituito dal servizio per inabilità permanente dovuta all'infermità. In termini tecnici il suo problema si chiama "epilessia parziale farmaco resistente e disturbo depressivo secondario ad intervento di exeresi di astrocitoma temporale sinistro". In parole più semplici si tratta di tumore al cervello. Quello che in più di dieci anni di missioni all'estero, stando alle ultime comunicazioni dell'ex ministro della Difesa Parisi alla commissione d'inchiesta del Senato sull'uranio impoverito, ha interessato 255 militari impegnati in Afghanistan, Iraq, Libano e Balcani (161 dell'esercito, 47 della Marina, 26 dell'Aeronautica e 21 dei Carabinieri). Di questi 255 ben 37 sono morti. La commissione medica ospedaliera dell'esercito ha riconosciuto che l'infermità del nostro maresciallo dipende da causa di servizio. Però Mario perde il posto di lavoro e, poiché è ancora giovane, non matura il diritto alla pensione. Così, finita la sua carriera militare, deve tornarsene a casa, nella casa dei genitori a Terni, e dopo tanti sacrifici deve contare sulla mamma casalinga e sul padre pensionato per poter vivere. Già perché lo Stato ormai mostra solo il volto dell'insensibilità, delle carte bollate e delle risposte equivoche della burocrazia. Un calvario che continua. Affidandosi all'avvocato Pitoni, Mario nel dicembre 2004 fa richiesta di contribuzione volontaria, al fine di raggiungere il minimo di pensione, nonché la richiesta di corresponsione della pensione privilegiata e dell'equo indennizzo, "dovute per legge" tiene a sottolineare il legale, ai militari che si ammalano e perdono il lavoro per cause di servizio. Ma adesso arriva il bello. Due diversi settori della Difesa si dichiarano entrambi incompetenti ad istruire la pratica, poi, dopo una decina di solleciti rispondono all'avvocato di aver inviato tutto al "competente" Comitato di verifica per il giudizio finale al fine della corresponsione della pensione privilegiata e dell'equo indennizzo. Ma le carte camminano con tempi biblici. Altro che 30 giorni previsti dalle norme! Tanto che il pronunciamento positivo, sì alla pensione privilegiata, arriva solo nel giugno 2007. Ben due anni dopo. Ma le sorprese non sono affatto finite. E non solo perché nessuno ha ancora risposto sulla contribuzione volontaria! Perché nonostante il pronunciamento degli organi preposti a tutt'oggi il ministero della Difesa non ha ancora provveduto ad emettere il necessario decreto di pensione privilegiata che consentirebbe di pagare la pensione, l'equo indennizzo e tutti gli arrestrati. Malato davvero e bisognoso di cure il nostro maresciallo può contare solo sui circa mille euro delle pensioni dei genitori e dopo quattro anni e mezzo arriva anche la beffa finale. Ad aprile 2008, infatti, la Difesa ha scritto all'avvocato che non possono provvedere al pagamento in quanto nel parere del comitato di verifica il cognome del militare è stato sbagliato e quindi tutto si deve rimettere allo stesso comitato per la rettifica del cognome. Senza parole!.
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da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 27 Luglio 2008 Chiudi Missione in casa Acea della presidente della Regione, Maria Rita Lorenzetti. Si è parlato di energia o di rifiuti? Più della prima che dei secondi. ***** I cittadini che hanno visto il gigantesco manifesto del Perugia music fest sulle mura della città, rigorosamente in lingua inglese, hanno pensato nell'ordine: a) oddio, quanto ho bevuto ieri sera, sono a Londra e non me sono accorto; b) quante ne diranno a chi ha sbagliato e ha messo i manifesti in italiano a Londra; c) s'è rotta l'aria condizionata e comprensibilmente qualcuno ha svalvolato? ***** Aiuto, la burocrazia! Sbagliano il nome, niente pensione: vi raccontiamo il calvario di un militare colpito da tumore durante le missioni all'estero. Ha 38 anni e da cinque lotta con la burocrazia. (Per saperne di più, a pag. 47).
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da "Nazione, La (Siena)"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia VALDELSA pag. 10 Burocrazia più snella per anziani e malati gravi COLLE NIENTE PI SPOLA fra gli sportelli, niente più via vai di documenti e certificati: i servizi sociosanitari e socioassistenziali di Colle saranno riuniti in un unico sportello. Ai cittadini che hanno subito una perdita di autonomia (anziani, malati terminali, malati cronici, infermi etc.) e alle loro famiglie, il nuovo centro sociosanitario di viale dei Mille, che dovrebbe iniziare la sua attività in autunno, offrirà infatti la novità del "Punto Unico di Accesso", un'importante semplificazione dei procedimenti necessari ad ottenere prestazioni sociosanitarie ? come ingresso in residenza sociale, medicazioni domiciliari, protesi, assistenza a domicilio e anche semplice collaborazione domestica ? unita a una miglior valutazione clinica dei provvedimenti da adottare. Le esigenze degli utenti saranno ascoltate da infermieri e assistenti sociali che individueranno il giusto percorso assistenziale, mentre un pool di medici e operatori sociosanitari predisporrà poi piani di assistenza personalizzati. Lo sportello svolgerà inoltre un importante ruolo di integrazione fra ospedale e territorio, per tutti quei casi che presentano difficoltà al momento dell'uscita dall'ospedale. In accordo con il monoblocco di Campostaggia e i medici di famiglia, sarà infatti sperimentata un'organizzazione più efficace per i pazienti che, alla fine di un periodo di ricovero ospedaliero, necessitano dell'assistenza dei servizi territoriali.
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CRONACA FIRENZE pag. 9 "Non usare il nuovo Tribunale vuol dire buttare via soldi" Duro atto d'accusa verso la burocrazia che ferma il trasloco IL NUOVO Palagiustizia a Novoli è quasi pronto ormai da tempo. Ma quel 'quasi' rischia di avere tempi biblici. E non solo per i costi (si parla di 15 milioni di euro) anche per i tempi da paleolitico della burocrazia che ancora occorrono per firmare atti, far lavorare commissioni, ottenere via libera. A fare il punto, informazioni del ministero alla mano, è l'onorevole Gabriele Toccafondi. "Serve ? è stata la sua sintesi ? l'aiuto di tutti. Firenze, maggioranza e opposizione, deve coalizzarsi per sbloccare la situazione". Toccafondi si riferisce ai 500mila euro l'anno di manutenzione ordinaria (riscaldamento, pulizia e illuminazione) che a partire dal 2008 il Comune deve spendere per evitare che la nuova sede possa subire danni dal mancato utilizzo. Cento mila euro servono solo per la pulizia grandi vetrate. Tutto questo mentre ancora vengono pagati gli affitti e la manutenzione dei palazzi finora utilizzati dalla magistratura in città. "E' un paradosso ? spiega Toccafondi ? questo è un progetto che va avanti da decenni, era così difficile far coincidere la fine dei lavori con la realizzazione degli impianti di sicurezza e l'acquisto degli arredi mancanti?". Visto l'andamento lento della burocrazia romana pare proprio di sì. Ecco la risposta tecnica fornita dal ministero. Da "un sommario esame dello stato delle procedure di competenza di questi uffici centrali è emerso che per quanto riguarda gli arredi mobili l'incontro svoltosi in data 26 novembre 2006 in questa sede ministeriale fra le amministrazioni interessate, era stato concordato di 'procedere a indagine e verifiche per la definizione di opere e relativi costi' ad oggi gli elenchi dei detti arredi mobili non sono ancora stati ultimati e i relativi costi non sono stati stimati". Due anni buttati via, perché? Per quanto riguarda gli impianti di sicurezza attiva (non solo antincendio, ma anche telecamere e altro) il progetto definitivo redatto dal Comune prevede 5 milioni di euro ma, soldi a parte, "necessita del parere della commissione tecnico consultiva per gli impianti di sicurezza degli edifici giudiziarie amministrativi centrali. Poichè il mandato di detta commissione risulta terminato lo scorso anno si attende la nomina dei nuovi commissari che deve essere fatta con un decreto firmato dai ministri della giustizia e dell'economia". E ancora: "Per quanto riguarda gli arredi fissi il relativo fabbisogno non risulta essere stato definito ci sono solo dei cenni all'arredo fisso minimo per la grandi aule e per l'auditorium, ma la quantificazione non è stata ancora decisa". Per la definizione di "tempi e costi", quindi mancano ancora: "individuazione del fabbisogno per gli arredi fissi, individuazione degli arredi mobili, approvazione del progetto definitivo degli impianti di sicurezza attiva e quadro economico. individuazione dei possibili capitoli di finanziamento e verifica della disponibilità dei fondi e definizione delle modalità di finanziamento (per intero o stralci prioritari e funzionali) e relative procedure di appalto". "Una risposta ? commenta Toccafondi ? che non mi piace affatto. Firenze non può più aspettare e soprattutto spendere tanto". Paola Fichera.
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da "Nazione, La (Prato)"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia PROVINCIA PRATO pag. 14 DOPO LE TENSIONI per l'ipotesi chiusura della Comunità Montana, poi tra... DOPO LE TENSIONI per l'ipotesi chiusura della Comunità Montana, poi tramontata, il consiglio provinciale ha approvato il piano di sviluppo socio-economico 2008-2010 dell'ente della Valbisenzio con il voto favorevole di Pd, Comunisti italiani, Rifondazione comunista e dei consiglieri Michele Mezzacappa (gruppo misto-Sinistra democratica) e Silvia Sorri (gruppo misto-Indipendente di sinistra). Contrario invece il gruppo di Forza Italia, mentre il consigliere indipendente Gianfranco Fiaschi si è astenuto. Il vicepresidente della Provincia Daniele Panerati ha illustrato la delibera sottolineando che: "La popolazione della Comunità montana attuale (dopo l'uscita volontaria di Montemurlo) è di 37 mila abitanti, complessivamente in crescita in tutti i Comuni ? ha spiegato Panerati ? La Comunità montana è una realtà avanzata di governance che gestisce una serie di servizi associando i tre Comuni e mentre la Provincia lavora all'Adsl, sta progettando una rete pubblica unica per abbattere i costi e migliorare l'efficienza". Mentre Riccardo Bini, capogruppo di FI, ha invece espresso voto contrario, nonostante in Commissione avesse votato a favore. "Il primo voto testimoniava l'apprezzamento per il lavoro svolto, soprattutto dal punto di vista tecnico ? ha spiegato Bini ? Resta il fatto che da quello politico la Comunità montana è uno di quegli enti con sovrapposizioni di competenze che ingrassa la burocrazia. Non troverebbe posto nel nuovo assetto istituzionale degli enti locali che il Pdl ha in mente".
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da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia PRIMO PIANO pag. 34 METTI don Camillo e Peppone in Unione Sovietica. Esilarante. Paradossale. Grottes... METTI don Camillo e Peppone in Unione Sovietica. Esilarante. Paradossale. Grottesco. Il compagno don Camillo (uscito la prima volta nel 1963), il terzo volume guareschiano che il Carlino pubblica per i propri lettori, è probabilmente quello più intinto nell'umore sarcastico di tutta la serie. Ma è, anche, nell'intervallo di dieci anni che lo separa dalla prima comparsa del signor parroco e del signor sindaco, quello che più degli altri proietta il 'mondo piccolo' di Guareschi sullo scenario internazionale. ANNI '50 e '60, più lontani dalle lotte nazionali per la vittoria nelle prime elezioni dell'Italia liberata dal fascismo; anni '50 e '60, quando Stalin è già morto, quando Kruscev, al ventesimo concerto del Pcus (1956) ha già denunciato le terribili colpe e il culto della personalità di cui si è macchiato il dittatore. Anni delle prime gare cosmiche tra Sputnik e astronavi a stelle e strisce, anni della guerra fredda che si insedia in Europa, separandola in due blocchi, al di qua e al di là della cosiddetta Cortina di Ferro. L'occhio dell'autore non perde, anche di fronte a queste vicende planetarie, la propria consueta bonarietà. Ma nelle "Istruzioni per l'uso" premesse al libro, Guareschi avverte che alcuni capitoli sono dedicati ai soldati italiani "scomparsi negli orrendi lager sovietici", ai "trecento preti emiliani assassinati dai comunisti nei giorni sanguinosi della liberazione", e anche al "Primate d'Ungheria l'indomito Cardinale Mindszenty" e a Papa Pio XII "che fulminò la Scomunica contro il comunismo e i suoi complici". Insomma, il signor parroco che, sotto le mentite spoglie del Compagno Tarocci si aggrega, dopo aver usato persino l'arma del ricatto, al senatore Bottazzi, il nostro Peppone, in viaggio verso Mosca con un gruppo di fedelissimi, è una specie di spia al servizio della verità sull'Europa dell'Est. E su ciò che la propaganda copriva. L'ANIMA paradossale, grottesca fino allo sberleffo, resta tuttavia il sapore prevalente di queste pagine, aromatizzate al grana e al lambrusco che Camillo e Peppone si sono prudentemente portati da casa. I due si ritrovano ? quando si dice il caso ? in mezzo al subbuglio del tracollo di Kruscev, e temono per un po' di poter fare una brutta fine. Pare, talvolta, che Brescello si sia trasferita nella sterminata pianura sovietica. L'immediatezza delle situazioni è la stessa, come quando don Camillo obbliga il prete di un piccolo paese che vive come un clandestino, nella paura del sindaco del posto, un comunista ferreo, a confessare la madre dell'uomo e a battezzarne i figli. Poi, bisognerà impartire al piccolo prete terrorizzato una robusta lezione di boxe, di modo che egli possa affrontare il violento primo cittadino. AL LETTORE, tocca un gioco a cui è difficile sottrarsi, che poi è quello in cui Guareschi è maestro: la Russia in cui don Camillo e Peppone si muovono dapprima come in un mondo ignoto, infernale, è davvero il Regno del Male, o non è, anche quella, una terra in cui, sotto la burocrazia, sotto il partito unico, si può e si deve andare alla ricerca dei valori dell'uomo, dell'amore, dell'amicizia dei sentimenti di solidarietà? La risposta è libera, il suggerimento dell'autore noto. Buon gioco e buona lettura. Cesare Sughi.
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da "Resto del Carlino, Il (Forlì)"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia FORLI' PROVINCIA pag. 7 Forse domani il rientro in Italia della salma di Lucio Boattini FORLIMPOPOLI DOVREBBE tornare domani la salma di Lucio Boattini (foto). Il 41enne giornalista Rai, originario di Forlimpopoli, è morto per un aneurisma cerebrale nella notte del 20 luglio scorso, in una camera d'albergo di Copenaghen. Boattini era giunto in Danimarca per una vacanza con la famiglia, la moglie Silvia e il piccolo Luca, il figlio. Di sicuro però non c'è nulla. Le spoglie di Boattini sono ancora bloccate nell'obitorio di un ospedale della capitale danese. E a quanto pare non è certo quando possano finalmente imboccare la via del ritorno. Da quello che si sa, mancherebbe un documento per sbloccare l'iter. Insomma, è la burocrazia, spietata anche in Danimarca ? paese dell'Unione Europea ?, a sbarrare la strada del rientro in Italia della salma. I funerali, quando Lucio tornerà, si terranno nella sua Forlimpopoli.
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da "Nazione, La (Empoli)"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia VALDARNO / VALDELSA pag. 7 ?MONTESPERTOLI? DOVE FINISCONO i rifiuti? Se lo chiede Sonia Collini... ?MONTESPERTOLI? DOVE FINISCONO i rifiuti? Se lo chiede Sonia Collini, consigliere comunale della lista "Montesperoli per il cambiamento", che nel corso dell'ultimo consiglio comunale ha rivolto al sindaco Antonella Chiavacci un'interrogazione in questo senso. "Da una ricerca di Publiambiente non pubblicata ? afferma Collini ? risulta che nei mesi da gennaio a maggio 2008 col sistema porta a porta è stata raccolta una quantità di rifiuti inferiore di un terzo rispetto ai corrispondente mesi del 2007: quindi un 30% di rifiuti per un totale di kg 1.078.387 manca all'appello. Dove sono finiti questi rifiuti?". COLLINI prova dare qualche risposta: "1) Molti cittadini non potendo tenere in casa per troppi giorni vari tipi di immondizia, in attesa del giorno stabilito per il ritiro, sono costretti a mettere in macchina i sacchetti e depositarli nei cassonetti dei comuni limitrofi; 2) Il fatto di conteggiare la cifra da pagare per i rifiuti ( Tia) sul solo contenitore dell'indifferenziato porta molto spesso a non esporre il cassonetto corrispondente portando da altre parti i rifiuti indifferenziati. Quali le possibili soluzioni? La più razionale era già stata indicata dal comitato spontaneo dei cittadini contro il Porta - a - porta che raccolse tante firme, e consiste nell'approntamento di isole ecologiche dove smaltire i rifiuti in qualsiasi momento. Il sindaco e il dottor Mori di Publiambiente le avevano promesse a suo tempo ma non hanno mantenuto la promessa". "SPERIAMO ? conclude Collini ? che le ultime affermazioni del Sindaco (gli uffici competenti stanno effettuando una ricognizione per individuare i luoghi più adatti) portino ad una rapida messa a punto di almeno un'altra isola ecologica, che abbia orari continuati e che venga incontro prima che alle regole della burocrazia ai bisogni dei cittadini. Infatti oggi non è facile smaltire i rifiuti nella discarica di Case Sartori sia per l'ambiente apocalittico nel quale i cittadini si trovano a disagio ma anche per le pratiche burocratiche alle quali si deve sottostare con notevole perdita di tempo".
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da "Giornale.it, Il"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia N. 178 del 2008-07-27 pagina 0 Per il terremoto dell'Irpinia dell'80 abbiamo già sborsato 32miliardi di Emanuela Fontana Dopo 28 anni dalla tragedia il governo Prodi ha deciso di finanziare la regione colpita fino al 2022. La Corte dei conti: "Ma senza decreti attuativi quei contributi rimangono inutilizzati" da Roma Ventisette leggi, ventotto anni, fondi equivalenti a tre finanziarie, a due punti di prodotto interno lordo: dal 1980 a oggi lo Stato ha stanziato per il terremoto dell'Irpinia 32 miliardi e 363 milioni di euro. Una cifra che si fa fatica a convertire nelle vecchie lire (più o meno 60mila miliardi). Supera l'intero debito estero della Bulgaria, corrisponde al sestuplo dell'Alta velocità ferroviaria Bologna-Firenze, consentirebbe di costruire 30 aeroporti di Malpensa. Eppure è certificata dal "supervisore" dei bilanci pubblici, la Corte dei conti, che ha appena compilato quattro pagine di tabelle per spiegare quando e come lo Stato ha versato soldi per quel sisma, più altre venti, nella relazione pubblicata il 25 luglio sulla "gestione dei fondi del terremoto dell'Irpinia e della Basilicata", per chiedersi perché si è speso tanto per una tragedia che ha portato morti in 2mila famiglie ma da cui è partita una ricostruzione inspiegabilmente lenta e costosissima. "Dopo oltre 27 anni dal sisma che ha colpito alcune regioni meridionali - scrivono i giudici contabili nella relazione - continuano ad essere finanziati con nuovi stanziamenti gli interventi di ricostruzione". I 32 miliardi di euro sono riferiti ai soli contributi statali: ne sono esclusi i quasi trentennali stanziamenti regionali di Campania e Basilicata. Gli ultimi soldi, 157 milioni 500mila euro, sono arrivati con la Finanziaria 2007 del governo Prodi, che ha previsto un ulteriore "contributo quindicinale". Ma lo stanziamento, scrive la Corte, "è rimasto del tutto inutilizzato nel corso dell'anno non essendo stato emanato il previsto decreto del presidente del Consiglio, che doveva fissare puntuali criteri e modalità di distribuzione delle risorse tra i Comuni dell'Irpinia e della Basilicata". In pratica si è stanziato denaro fino al 2022, ma per la burocrazia italiana fatta di decreti attuativi senza i quali nulla si può spendere, nemmeno con una legge finanziaria, i 157 milioni di euro sono rimasti fermi. Soldi che poi non sarebbe facile distribuire, dal momento che "ha subito ritardi la definitiva fissazione del fabbisogno di ciascuna amministrazione". Una "serie di complicazioni" sorte "in sede decentrata" che hanno plasmato la triste storia della ricostruzione dell'Irpinia, non solo quella più recente. Finalmente, il 13 giugno del 2008, è stato il nuovo governo a mettere la firma che consente di spendere i fondi bloccati "per la distribuzione delle risorse". Come se non bastasse, la Corte dei conti si è ritrovata in mano una serie infinita di contenziosi "presso le diverse amministrazioni e organi subentrati", ancora non quantificabili in costi "per la carenza di un completo e aggiornato monitoraggio". Il fatto anzi che lo Stato, pur continuando a pagare, abbia ridotto gli stanziamenti per l'Irpinia negli ultimi anni, rischia di ritardare i pagamenti dei contenziosi e di "far lievitare i relativi oneri per gli interessi di mora da parte dei creditori". Una spesa di cui non si intravede il limite, che anche fosse ancora ridotta, creerebbe solo altre spese per lo Stato per cause vecchissime da saldare. Un buco nero del bilancio pubblico: un conto giudiziario, ammette la Corte dei conti, che "al momento non è nemmeno presumibilmente quantificabile...". E che potrebbe portare sorprese in negativo oltre al saldo certificato del costo generale. "Nidi di vespe sfondati", aveva definito Alberto Moravia le case distrutte dal terremoto del 23 novembre del 1980 in Campania e Basilicata. Scossa del settimo grado della Scala Richter, duecentottantamila sfollati, 2914 morti, un numero di Comuni da aiutare che nel corso degli anni è salito a quota 679, classificati in "disastrati", come Lioni, Sant'Angelo dei Lombardi e Conza della Campania, "gravemente danneggiati" e "danneggiati". Stato commissariale per gestire la situazione, primo stanziamento, corrispondente agli attuali 3 miliardi e 700 milioni di euro, con la legge 219 dell'81. Poi altri 26 provvedimenti (due nell'83, uno nell'84, uno nell'86, e via così fino al 2007), tra finanziarie e decreti legge, per nuovi fondi a volte tolti nelle manovre correttive ma poi reinseriti per un totale che supera i 32 miliardi di euro. E che continua a salire, a 28 anni da quelle prime settimane di disperazione e sospetti in cui l'allora presidente della Repubblica, Sandro Pertini, fendendo l'aria con la pipa in un intervento televisivo si sdegnò: "Se vi è qualcuno che ha speculato io chiedo: costui è in carcere, come deve essere? è in carcere?". SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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da "Corriere Alto Adige"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-07-27 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Agricoltura Per la qualità decisivi i prossimi due mesi. Novità normative La grandine condiziona la vendemmia BOLZANO - La vendemmia 2007 in Alto Adige si prospetta in linea con la produzione del 2007, anche se sulla quantità di uva dovrebbero pesare i danni della grandine caduta a fine giugno. Queste le previsioni di Ismea e dell'unione italiana vini: dopo lo straordinario anticipo vegetativo registrato nel 2007, nel 2008 l vigneti locali hanno seguito un calendario considerato normale. Le piogge hanno favorito un rigoglioso sviluppo vegetativo che ha richiesto ingenti interventi di sfogliatura e di cimatura della chioma del vigneto stesso. In provincia di Bolzano operò, a differenza di quanto accaduto nel vicino Trentino, ad una buona fioritura ha fatto seguito un produzione di frutti mediocre. Qualche danno infine è stato causato dalla grandine caduta alla fine di giugno. Tuttavia la quantità di uve prodotte non dovrebbe essere molto diversa da quella dello scorso anno. Anche le previsioni di Confagricoltura cofermano che la venbdemmia 2008 dell'Alto Adige sarà in linea con quella precedente. In generale, scrive l'associazione, la vendemmia sarà "meno brillante al nord e sempre più ricca di soddisfazioni man mano che si scende verso sud. Bisognerà, comunque, vedere l'evolversi delle condizioni meteo nei prossimi due mesi anche per formulare la valutazione qualitativa delle uve". La vendemmia 2008 è peraltro segnata da importanti novità sul piano organizzativo e normativo dopo che l'approvazione della riforma del settore ha autorizzato la pratica dello zuccheraggio, ma anche la possibilità di chiamare vino anche quello ottenuto dalla fermentazione di frutti diversi dall'uva. Sul piano organizzativo con la vendemmia 2008 vengono introdotti per la prima volta in Italia i voucher vendemmia per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. La l'ufficio provinciale frutticoltura e viticoltura della Provincia intanto comunica che entro il 10 settembre tutti i produttori e rivenditori di vino sono tenuti alla presentazione della dichiarazione di giacenza di vini e mosti con riferimento al 31 luglio 2008. La mancata o erronea compilazione viene sanzionata per legge. La Provincia ricorda che sono soggetti a dichiarazione tutti i prodotti detenuti nell'azienda, anche se sono già venduti. Zuccheraggio La riforma del settore ha reso legale la pratica, ma permette anche di chiamare vino i prodotti fatti non solo con l'uva.
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da "Giornale.it, Il"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia N. 178 del 2008-07-27 pagina 0 Perse il compagno in un incidente: l'assicurazione risarcisce il "vedovo" di Andrea Acquarone La vittima, un gay sposato in Francia con un uomo, viveva a Venezia. E l'istituto ha riconosciuto anche in Italia la validità dei Pacs E vi "Dico" che la legge francese può venire applicata anche in Italia. Insomma diritti e doveri di persone stabilmente conviventi, omosessuali compresi, da noi prospettati da un disegno di legge mai passato, per la prima volta trovano applicazione. Grazie a un'assicurazione. Ciò che a Prodi non riuscì con Mastella, tanto da minare l'ex governo sinistrorso, è riuscito invece a un finora anonimo avvocato veneziano. Senza nemmeno bisogno di arrivare a un processo. Lui, Augusto Palese, legale in forza all'associazione "Familiari vittime della strada", ha ottenuto per conto di un cliente gay il risarcimento dalle Generali per la morte in un incidente del suo compagno. Un caso unico in Italia, destinato e creare un precedente fondamentale. La compagnia triestina ha accettato il fatto che i due fossero una coppia. E del resto, vista anche l'età anagrafica dei protagonisti, ci sarebbe stato ben poco da discutere. Entrambi ottantenni, da quaranta come "marito e moglie". Tra loro non c'era - e non poteva esserci per legge - alcun legame formale riconosciuto in Italia. I due uomini si erano uniti civilmente a Parigi, usufruendo del Patto di solidarietà (Pacs) previsto dalla legge d'Oltralpe numero 99-944. Una norma che disciplina le unioni diverse dal matrimonio, anche tra omosessuali. "Era doveroso - spiega l'avvocato Augusto Palese - riconoscere il risarcimento del danno, perché la loro era un'unione bella e buona e non poteva non parlarsi, per chi aveva perso il compagno, di prossimo congiunto". Tocca, dunque, a una compagnia assicurativa risolvere una querelle sociale. "Non c'è stato bisogno di alcuna causa" spiega Palese. "Ho argomentato che le Generali, presenti in Francia, avrebbero dovuto equiparare in quel Paese la vittima dell'incidente al “marito” del mio assistito: se ciò era valido per la compagnia nel Paese transalpino, doveva esserlo anche in Italia. Una tesi che le Generali hanno accolto con disponibilità e attenzione alle nuove sensibilità sociali". L'anziano omosessuale era stato travolto, nel gennaio scorso, da un automobilista assicurato con la compagnia del Leone mentre attraversava la strada. Per di più, la solita burocrazia insensibile, ci mise lo zampino. Non era bastata la parola del compagno per procedere alla cremazione della vittima. Così ci vollero due settimane e una lunga trafila prima di poter dare sepoltura a Georges Gaston Lillemant, nato a Chateau Villan ufficialmente residente a Parigi, anche se da parecchi anni con domicilio in Laguna, insieme al convivente. A risolvere il "caso", dimostrando tatto ed eleganza, l'istituto triestino ha riconosciuto al convivente il risarcimento del danno in qualità di "prossimo congiunto", nonostante dal punto di vista giuridico in Italia non si possano intravedere tra i due legami di parentela.In realtà i diritti del "vedovo" stavolta sono stati tutelati come se si fosse trattato di una famiglia tradizionale. Garruli commenti d'Arcigay, per bocca del presidente nazionale Aurelio Mancuso. "Una decisione importantissima. Ora chiederemo a imprese, assicurazioni e banche di riconoscere il nostro registro autogestito dei matrimoni gay che partirà in settembre". Tutti felici, con buona pace del morto. SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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da "Arena.it, L'"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 27 Luglio 2008 Peste&corna Vacanze intelligenti? Solo se in compagnia di Leo Longanesi A noi per passare delle ottime ferie basta un libro. E vi consiglio "In piedi e seduti" sul primo dopoguerra   Non ci piacciono le vacanze "intelligenti", che lasciamo volentieri a quei radical-chic con la puzza sotto il naso, il portafogli a destra, i conti correnti a Vaduz o ai Caraibi, l'attico in centro, il cuore a sinistra, ammesso che ci sia ancora una sinistra (quella veltroniana è un carro di Tespi senza fissa dimora). Non ci piacciono le vacanze "intelligenti". Ci piacciono le vacanze senza aggettivi. Meglio se in compagnia di una bella donna e di un buon libro. E al proposito vi segnalo "In piedi e seduti", il più acuto, brillante, impertinente saggio sull'Italia del dopoguerra. Basta la firma: Leo Longanesi, impresario di cervelli, maestro di maestri di giornalismo, a cominciare dal mio mentore Indro Montanelli, che non si stancava di ripetermi: "Senza Leo, non sarei diventato quel che sono". un ritratto dell'Italia e degli italiani dal 1919 al 1943, dalla conferenza di Versailles all'8 settembre, alla fuga ignominiosa di "re Sciaboletta" e del suo compare, il maresciallo Badoglio, capo del governo dopo Mussolini. L'incipit è splendido: "Con la guerra del 1914 è caduto il sipario sull'800. Inaugurato dai fantaccini in pantaloni rossi e kepì, il conflitto è terminato con le maschere antigas e gli spartachiani. Ora si apre l'epoca dei grandi rivolgimenti: l'America viene in Europa, il bolscevismo scoppia in Russia, mutano le condizioni economiche dei popoli e appaiono nella società tre nuovi personaggi: il reduce, il disoccupato, il pescecane". Questo è giornalismo. Longanesi, nato nel 1905, morto d'infarto nel 1957, descrive un Paese uscito sulla carta, ma solo sulla carta, vincitore dalla prima guerra mondiale. L'Italia, che avrebbe fatto meglio a stare alla finestra, era piombata nel caos. Il solo che avrebbe potuto prendere in pugno la situazione e forse, risolverla, o limitare i guasti, era Giolitti. Ma non aveva più l'età. Stanco e sfiduciato, tornato al potere nel 1920, non fu all'altezza della situazione, che precipitò quando diventò premier il suo pupillo Facta, galantuomo all'antica ma senza attributi. Il solo a possederli, in quel deserto, era un giovane ex socialista, prima neutralista, poi interventista, un romagnolo ambizioso e spregiudicato: Benito Mussolini. Il 23 marzo 1919 aveva fondato i Fasci di combattimento e poi un partito, in cui c'era tutto e il contrario di tutto. Il suo capo - scrive Longanesi - "è contro Wilson, contro la Conferenza della Pace, contro l'Inghilterra, contro il governo, contro la borghesia, contro i preti, contro la monarchia; il Paese resta un po' perplesso, i nemici sono troppi per un uomo solo". Ma quest'uomo che aspira smaniosamente al potere assoluto, a dispetto di tutti i "contro", ha le idee chiare. Conosce i suoi polli, i leader politici che potrebbero contrastarlo. Sa che non si metteranno mai d'accordo e lui ne sfrutta le liti. Conosce i connazionali e sa che sono stanchi di scioperi, serrate, attentati, disordini quotidiani. In Italia non funziona più niente. Funzionano, invece, le squadracce fasciste, armate di manganelli e olio di ricino, le sole in grado di fronteggiare con armi improprie quelle rosse, che sognano d'istaurare i soviet. I poteri forti - Corona, Chiesa, esercito, alta burocrazia, establishment economico-finanziario - scelgono quello che considerano il male minore. Longanesi cita Luigi Sturzo, antifascista doc: "Oggi vi è un governo: il capo mostra volontà ferma; si sente uno che comanda. Dopo circa due anni che non si sentiva la parola voglio, c'è un uomo che vuole. L'Italia ha bisogno di chi comanda e di chi voglia, e dimentichi i torti". Longanesi segue e descrive da par suo le vicende nazionali fino all'8 settembre, vicende che non possiamo rievocare perché lo spazio è un despota. Meglio così. Vi toglierei il piacere di leggere uno dei pamphlet più intelligenti e stimolanti del Novecento. Buone vacanze.  .
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da "Arena.it, L'"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 27 Luglio 2008 BUROCRAZIA & GIUSTIZIA. Solo sanzioni amministrative per chi abita nella via senza recapito La via degli "invisibili" scompare in Procura Non è reato il "limbo" che ha coperto posizioni di comodo Non sono stati riscontrati profili di responsabilità penale     Fabiana Marcolini Ha cambiato nome e non ci sono più i numeri civici, resta sempre una strada convenzionale, cioè che fisicamente non esiste, ma "via Senza indirizzo n.0" adesso non crea malintesi. Da quasi un anno a questa parte, da quando la giunta, sulla scia del fascicolo aperto dal sostituto procuratore Rosario Basile (che incappò nella via invisibile, guarda caso, in un processo per reati finanziari) e poi affidato al collega Carlo Villani, modificò il nome di quella strada che per anni aveva procurato imbarazzi a qualcuno e "sacche" di presunte, e in qualche caso accertate, irregolarità. Irregolarità amministrative che tali restano poichè, stando a quanto è emerso, non sono stati riscontrati profili di responsabilità penale a carico di alcuno, solo illeciti che si traducono in contravvenzioni, ma null'altro. Per questo quel fascicolo è destinato a "scomparire" in archivio. E chi dal "doppio senso toponomastico" aveva in qualche modo tratto vantaggio (magari il residente fotografato 130 volte dalle telecamere del centro storico e al quale solo 90 multe erano state notificate o il marito separato e fiscalmente inesistente per non pagare gli alimenti alla ex moglie) rischia poco. Poche discrepanze tra anagrafe cittadina e tributaria, e a quanto pare solo una piccola percentuale degli oltre 300 residenti invisibili ha approfittato di una sorta di paradiso fiscale de noialtri, la maggior parte ne ha usufruito rispettando la legge dello Stato che nel 1954 offrì visibilità ai senza fissa dimora nel comune di residenza o in quello di nascita, e questo per garantire il mantenimento dei diritti civili a chi si trovava momentaneamente senza un domicilio (anche semplicemente perchè esercitava una delle professioni itineranti). Fu una norma a sostegno di un diritto sancito dalla Costituzione ma negli anni diventò, a causa di controlli inesistenti e di una eccessiva elasticità, una sorta di boomerang per molti comuni. Non solo a Verona, le "via dell'Ospitalità" seppur con altri nomi esistono nelle maggiori città italiane. I criteri rigidi in effetti furono adottati dalle amministrazioni che seguirono quella circolare dell'Istat del 1992 che chiedeva di inserire chi non aveva casa in una via non territoriale, questo per evitare di alterare i dati statistici in una determinata zona della città. Partì da così ma poi si proseguì considerando quella "dell'ospitalità" una via come tutte le altre, anche per quanto riguardava i documenti. Stando all'orientamento della Direzione centrale per i servizi demografici l'iscrizione anagrafica in una strada non territoriale ha come unico scopo quello di equiparare in via del tutto eccezionale il domicilio alla residenza e garantisce i diritti a chi deve spostarsi in continuazione. Proprio per evitare che questo diritto venisse "frainteso" e si trasformasse in regola stabilì anche che venisse indicato il domicilio concreto (con prova messa per iscritto e allegata al documento). Ma le carte di identità rilasciate a Verona scadevano dopo 5 anni nonostante fossero previsti controlli annuali (ora invece le verifiche sono semetrali) mirati a smascherare eventuali posizioni di comodo. E per questo nel 2003 l'amministrazione diede un giro di vite alle cattive abitudini dei residenti "con fissa dimora" nella via invisibile e introdusse l'obbligo di indicazione di chi forniva il domicilio, non era sufficiente una casella postale. Ma il "limbo" rimase per anni. Limbo che non è reato.
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da "Arena.it, L'"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 27 Luglio 2008 TREVENZUOLO. Il presidente Dall'Oca "Nel 2009 i lavori per costruire l'autodromo" Per completarlo ci vorranno tra i tre e i sette anni Previsti impianti fotovoltaici per fornire l'energia al complesso del Motor City     Lino Fontana I lavori per la costruzione dell'autodromo del Veneto inizieranno nel 2009, una volta conclusa la procedura di valutazione dell'impatto ambientale. Ma per completare la struttura ci vorranno tra i tre e i sette anni. Lo ha annunciato Martino Dall'Oca, presidente della Società Autodromo Spa, chiarendo che lo slittamento dal 2008 al 2009 dell'inizio dei lavori "è dovuto esclusivamente a una dilatazione dei tempi della burocrazia". Nel sottolineare che "quest'opera rappresenta una nuova e grande opportunità per l'intero territorio", Dall'Oca definisce le recenti affermazioni del Wwf sulla stampa "inutili e fuorvianti strumentalizzazioni", perché "basterebbe leggere attentamente le carte per sapere che il progetto è stato interamente predisposto nel rispetto della normativa urbanistica e ambientale". Il presidente della Società Autodromo sottolinea che sui 4 milioni di metri quadrati sarà ricavata una superficie boschiva di circa 80 ettari con la messa a dimora di 50mila nuovi alberi "in una zona dove oggi se ne contano solo poche centinaia". Tutti gli interventi prevedono il massimo contenimento del consumo di energia, sostiene Dall'Oca. E aggiunge: "Sarà per la sua totalità prodotta con fonti alternative rinnovabili come il fotovoltaico". Sul tema della viabilità, poi, precisa che il progetto prevede la realizzazione di un nuovo casello autostradale sull'Autobrennero nel Comune di Vigasio. Da qui partirà una strada a 4 corsie che permetterà di raggiungere la zona dell'autodromo senza che il traffico coinvolga l'attuale rete stradale. "Come più volte è stato strumentalmente scritto", continua Dall'Oca, "non ci saranno interventi con denaro pubblico nelle infrastrutture perché saranno tutte a carico dei privati e la nuova viabilità sarà anche al servizio del territorio". Infine sulla creazione di posti di lavoro, Martino Dall'Oca ricorda che sono stimati in circa 15mila, "con un progetto socio-compatibile e a basso impatto che opera attraverso un approccio innovativo nella produzione e uso dell'energia, della gestione dell'acqua, del miglioramento dell'ambiente con la riforestazione migliorando la viabilità e quindi la mobilità delle persone". L'autodromo, secondo i progettisti, integrerà la capacità di attrazione del Veronese "e si migliorerà la qualità della vita di chi ci abita, lavora o visita per turismo", dice Dall'Oca.
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da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 27 Luglio 2008 Peste&corna Vacanze intelligenti? Solo se in compagnia di Leo Longanesi A noi per passare delle ottime ferie basta un libro. E vi consiglio "In piedi e seduti" sul primo dopoguerra   Non ci piacciono le vacanze "intelligenti", che lasciamo volentieri a quei radical-chic con la puzza sotto il naso, il portafogli a destra, i conti correnti a Vaduz o ai Caraibi, l'attico in centro, il cuore a sinistra, ammesso che ci sia ancora una sinistra (quella veltroniana è un carro di Tespi senza fissa dimora). Non ci piacciono le vacanze "intelligenti". Ci piacciono le vacanze senza aggettivi. Meglio se in compagnia di una bella donna e di un buon libro. E al proposito vi segnalo "In piedi e seduti", il più acuto, brillante, impertinente saggio sull'Italia del dopoguerra. Basta la firma: Leo Longanesi, impresario di cervelli, maestro di maestri di giornalismo, a cominciare dal mio mentore Indro Montanelli, che non si stancava di ripetermi: "Senza Leo, non sarei diventato quel che sono". un ritratto dell'Italia e degli italiani dal 1919 al 1943, dalla conferenza di Versailles all'8 settembre, alla fuga ignominiosa di "re Sciaboletta" e del suo compare, il maresciallo Badoglio, capo del governo dopo Mussolini. L'incipit è splendido: "Con la guerra del 1914 è caduto il sipario sull'800. Inaugurato dai fantaccini in pantaloni rossi e kepì, il conflitto è terminato con le maschere antigas e gli spartachiani. Ora si apre l'epoca dei grandi rivolgimenti: l'America viene in Europa, il bolscevismo scoppia in Russia, mutano le condizioni economiche dei popoli e appaiono nella società tre nuovi personaggi: il reduce, il disoccupato, il pescecane". Questo è giornalismo. Longanesi, nato nel 1905, morto d'infarto nel 1957, descrive un Paese uscito sulla carta, ma solo sulla carta, vincitore dalla prima guerra mondiale. L'Italia, che avrebbe fatto meglio a stare alla finestra, era piombata nel caos. Il solo che avrebbe potuto prendere in pugno la situazione e forse, risolverla, o limitare i guasti, era Giolitti. Ma non aveva più l'età. Stanco e sfiduciato, tornato al potere nel 1920, non fu all'altezza della situazione, che precipitò quando diventò premier il suo pupillo Facta, galantuomo all'antica ma senza attributi. Il solo a possederli, in quel deserto, era un giovane ex socialista, prima neutralista, poi interventista, un romagnolo ambizioso e spregiudicato: Benito Mussolini. Il 23 marzo 1919 aveva fondato i Fasci di combattimento e poi un partito, in cui c'era tutto e il contrario di tutto. Il suo capo - scrive Longanesi - "è contro Wilson, contro la Conferenza della Pace, contro l'Inghilterra, contro il governo, contro la borghesia, contro i preti, contro la monarchia; il Paese resta un po' perplesso, i nemici sono troppi per un uomo solo". Ma quest'uomo che aspira smaniosamente al potere assoluto, a dispetto di tutti i "contro", ha le idee chiare. Conosce i suoi polli, i leader politici che potrebbero contrastarlo. Sa che non si metteranno mai d'accordo e lui ne sfrutta le liti. Conosce i connazionali e sa che sono stanchi di scioperi, serrate, attentati, disordini quotidiani. In Italia non funziona più niente. Funzionano, invece, le squadracce fasciste, armate di manganelli e olio di ricino, le sole in grado di fronteggiare con armi improprie quelle rosse, che sognano d'istaurare i soviet. I poteri forti - Corona, Chiesa, esercito, alta burocrazia, establishment economico-finanziario - scelgono quello che considerano il male minore. Longanesi cita Luigi Sturzo, antifascista doc: "Oggi vi è un governo: il capo mostra volontà ferma; si sente uno che comanda. Dopo circa due anni che non si sentiva la parola voglio, c'è un uomo che vuole. L'Italia ha bisogno di chi comanda e di chi voglia, e dimentichi i torti". Longanesi segue e descrive da par suo le vicende nazionali fino all'8 settembre, vicende che non possiamo rievocare perché lo spazio è un despota. Meglio così. Vi toglierei il piacere di leggere uno dei pamphlet più intelligenti e stimolanti del Novecento. Buone vacanze.  .
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da "Corriere Adriatico"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Dopo avere subito l'amputazione di una gamba ha acquistato un'auto con cambio automatico. Attende ancora l'erogazione del contributo La sfida di Serghei: "Io, invalido, combatto contro la burocrazia" TOLENTINO - La sua battaglia contro la burocrazia è iniziata nel maggio del 2007, quando ha acquistato un'auto di seconda mano. E in quasi un anno e mezzo ancora non è riuscito ad ottenere giustizia. Sergio Fulgi, 60 anni, conosciutissimo in città anche con il soprannome Serghei, è invalido al cento per cento. Ex artigiano, ha subito l'amputazione della gamba destra fino al ginocchio e per spostarsi ha comprato una macchina dotata di cambio automatico, contando anche sulle agevolazioni che la legge prevede a favore dei disabili. In particolare, della legge regionale del 4 giugno 1996 n.18 che prevede il rimborso del 19 per cento del costo dell'auto, contributo erogato dalla Regione attraverso il Comune di residenza. Ma Sergio questi soldi non riesce proprio ad averli. Mentre ha ottenuto le altre agevolazioni, ovvero l'iva al 4 per cento e il 19 per cento del costo da scaricare sulle tasse, i circa 1800 euro che dovrebbe ancora ottenere non gli sono stati mai erogati, malgrado il peregrinare quasi quotidiano negli uffici comunali preposti. Ormai è diventata una battaglia racconta Sergio da quando nel maggio 2007 ho acquistato quest'auto senza la quale non potrei spostarmi. Dopo le mie numerose richieste, a marzo di quest'anno sono stato contattato telefonicamente dall'ufficio comunale dei Servizi Sociali dove mi è stato detto che la legge è cambiata e che per avere diritto al contributo avrei dovuto comprare un'auto nuova. Addirittura mi hanno detto che avrei diritto solo al rimborso per il cambio automatico e mi hanno chiesto un preventivo, quando invece la legge regionale n. 14 non dà nessun contributo sui preventivi. E' proprio questa legge quella ancora in vigore per la quale, come invalido al 100 per 100 con indennità di accompagno, devono rimborsarmi quei soldi. Ho dovuto prendere un mutuo in banca per pagare la macchina, sapendo che una parte mi sarebbe stata rimborsata, ma in Comune continuano a fare orecchie da mercante. Ho chiamato il sindaco per cercare di ottenere un appuntamento, ma non c'è stato verso di riuscirci a parlare. Ho cercato l'assessore ai Servizi Sociali e in ufficio mi è stato detto che sarei stato richiamato. Nessuno si è fatto sentire e questa situazione mi sta procurando diversi problemi. Vuole andare fino in fondo Sergio Fulgi, sapendo che la legge recita ... la Regione concorre alle spese sostenute da privati cittadini per l'acquisto di autovetture munite di automatismi di guida o per l'installazione di automatismi di guida nell'auto di proprietà. E si chiede se è così difficile a Tolentino per un invalido ottenere quanto gli spetta di diritto. RO.SCO.,.
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da "Virgilio Notizie"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Insieme a Ump sarà cervello e motore del Ppe postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 27 lug. (Apcom) - "L'assemblea di Alleanza nazionale ha dato il via libera definitivo alla nascita del Popolo della libertà, un soggetto politico che per primi gli elettori hanno fatto nascere ed approvato con i grandi consensi attestati dall'esito delle elezioni. Dall'assemblea di ieri è quindi partita una nuova sfida a fare presto, puntando proprio sul più ampio coinvolgimento popolare in una prospettiva che non è solo italiana ma europea". Lo dichiara il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri. "Siamo convinti, infatti - dice in una nota - che il Pdl e l'Ump di Sarkozy potranno essere cervello, muscoli e motore di una nuova stagione del Ppe, affinché in Europa comandi la politica e non la burocrazia. Dall'Europa di Prodi e di Trichet fatta di visioni burocratiche - conclude Gasparri - si deve passare all'Europa del progetto e dell'identità che può nascere sotto la spinta di Berlusconi e Sarkozy".
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da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia (L.Bel.) Potrebbe essere stato un edema polmonare a stroncare la vita di Gianluigi Spinelli, il 28enne morto improvvisamente alle Canarie dove in località "Los Cristianos" svolgeva l'attività di cuoco. A scoprire il corpo privo di vita è stata la sorella Carolina, arrivata da pochi giorni e che avrebbe dovuto iniziare a lavorare in un locale pubblico dell'isola. Carolina si era allarmata dal fatto che Gianluigi non aveva risposto al telefono nè tantomemo aveva aperto la porta quando si era recata nel suo appartamento. Chiamati i poliziotti, questi hanno provveduto ad abbattere la porta d'ingresso, trovando il corpo senza vita di Gianluigi sul divano della sala da pranzo. "Mia sorella Carolina - dice l'altro fratello Yuri - sta vivendo sicuramente momenti di grande tensione anche perchè sta avendo a che fare con una burocrazia di un altro paese che parla una lingua diversa. Con ogni probabilità, quando riusciremo a conoscere le cause della sua morte (i risultati dell'autopsia verranno resi noti a breve), la salma verrà portata in Italia. Di sicuro per il momento è che la cerimonia funebre si svolgerà nella chiesa parrocchiale di Guarda e verrà officiata dal parroco Don Domenico. Gianluigi amava moltissimo Guarda e qui aveva gettato i propri legami affettivi più profondi. Mio fratello era una persona speciale e qui tutti lo apprezzavano".
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da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Zanon "Nelle riforme del sistema elettorale bisogna ricordarsi delle "preferenze"" "Nella stagione delle riforme non dobbiamo sottovalutare quella che riguarda il sistema elettorale difendendo il meccanismo delle preferenze che evita l'autoreferenzialità del sistema politico e alimenta la partecipazione democratica alla vita politica". Così il consigliere regionale di AN Raffaele Zanon che ha partecipato ai lavori dell'assemblea nazionale di AN, a Roma. L'esponente veneto ha sostenuto che "la fase costituente del Popolo delle Libertà diventa un passaggio indispensabile per rafforzare il centro destra anche nelle regioni del Nord. Ma servirà anche molta obiettività, perché sogniamo un partito profondamente radicato tra gli italiani e non imposto o scelto dall'alto in un momento in cui tutto è visibilità sui media e meno spazio viene dato ai contenuti. Essenziale sarà quindi la mobilitazione dei Circoli e delle strutture di AN per alimentare il dibattito sui temi caratteristici della destra quali il cambiamento, le tematiche legate al sociale, la sicurezza, le politiche della famiglia e i valori identitari del popolo della destra. Da settembre - riprende Zanon - dovremo spiegare ai veneti che il centro destra a livello nazionale sta attuando la vera stagione delle riforme: da quella della giustizia a quella del federalismo fiscale, dalla riforma costituzionale alla riforma delle burocrazie".
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da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ECCO COSACome un recente libro di due coraggiosi giornalisti cinesi documenta (Chen Guidi e Wu Chuntao, "Cina rurale: il volto nascosto del miracolo", Marsilio), gran parte delle violazioni dei diritti civili avviene a livello decentrato: espropriazione della terra per fare spazio a nuovi insediamenti produttivi e commerciali, condizioni di sfruttamento operaio, villaggi avvelenati dalle discariche abusive. Una corruzione visibile anche dagli esiti del terremoto nello Sichuan. Alcuni genitori delle migliaia di bambini sepolti dalle macerie delle loro scuole hanno manifestato in queste settimane contro le autorità locali. Chiedono, questi genitori, come mai le scuole dei loro figli sono crollate alle prime scosse, mentre gli edifici di partito sembrano indenni. La difficile situazione delle aree periferiche della Cina viene spesso imputata all'oppressione totalitaria del potere centrale. Il totalitarismo non è evidentemente estraneo: la mancanza di un'alternanza politica ostacola il ricambio degli amministratori. Tuttavia la difficile situazione periferica si spiega paradossalmente anche con la debolezza di Pechino: la sua azione è rallentata dal fatto che la sua burocrazia non raggiunge le aree rurali. Inoltre, Pechino dipende dai governatori locali e dal settore privato per la creazione di reddito e occupazione. Del resto, come Francis Fukuyama osserva in un recente saggio, un passaggio decisivo nel graduale e difficile percorso della democrazia in occidente è stato il ridimensionamento del potere delle oligarchie locali. In Inghilterra, erano le corti del Re a proteggere i gruppi non elitari dalle depredazioni delle aristocrazie terriere. E tra i fattori che innescarono la rivoluzione francese ci fu l'incapacità da parte della monarchia di imporre simili vincoli alle elite locali.In definitiva, da solo il decentramento del modello Friuli non può insegnare molto. Di fatto, questo è un elemento già presente nel sistema amministrativo del paese del dragone. Altre istituzioni e altri contrappesi sono necessari, la cui costituzione tuttavia non può che essere il risultato di un percorso graduale. Da queste istituzioni dipende non solo la ricostruzione dello Sichuan, ma la sostenibilità stessa del modello cinese.Guido NassimbeniDocente Ingegneria GestionaleUniversità di Udine.
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da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia L'ASSESSORE GAMBA Proposta di legge per tagliare la burocrazia in edilizia (A. Cip.) Snellire la burocrazia che complica le pratiche edilizie, diminuire il carico di lavoro degli uffici comunali, ridurre in modo drastico i tempi di attesa per i cittadini che vogliono ristrutturare la propria abitazione. Sono questi gli obiettivi della proposta di legge che il Comune sta studiando con lo scopo di inoltrarla alla Regione e quindi a Roma. Paolo Gamba, assessore all'Urbanistica e all'Edilizia privata, spiega i dettagli dell'iniziativa di cui è promotore."Lo scopo principale - dice - è fare in modo che i nostri uffici non siano più costretti a veicolare e a esaminare tutte le pratiche, anche quelle relative a interventi di poco conto. Ciò non è più possibile, la burocrazia sta creando troppe difficoltà sia agli uffici, sommersi dalle carte, che ai cittadini: per una concessione edilizia possono passare anche 6 mesi o un anno, non possiamo più permetterci il lusso di tempi così lunghi. Le cose devono cambiare: se un cittadino decide di ristrutturare la casa, bisogna che il professionista, preparata la pratica e data la comunicazione al Comune, possa far partire subito i lavori". L'intenzione di Gamba è quella di accrescere le responsabilità dei professionisti. "I progettisti - spiega- devono assumersi l'intera responsabilità di quello che fanno. E' chiaro che il discorso non vale per le lottizzazioni, i piani attuativi, e le grandi pratiche urbanistiche. Però nel caso degli interventi più semplici, come l'apposizione di un'insegna o l'apertura di una finestra, chi deve assumersi la responsabilità non deve più essere l'amministrazione pubblica, ma il professionista che viene pagato, spesso profumatamente, dal cliente". L'assessore ha quindi spiegato che "è già pronta una bozza del progetto di legge da discutere in giunta e in commissione, per fare poi una richiesta a livello regionale e nazionale".
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da "TGCom"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Arrestato 40 volte,polizia l'assume Belgio,errore scoperto dopo 2 settimane Per ben quaranta volte è stato arrestato per diversi reati, ma alla fine è passato dall'altra parte della barricata ed è stato assunto dalla polizia belga, che in quanto addetto alla manutenzione gli ha fornito le chiavi d'accesso a tutte le stanze del commissariato. Un errore clamoroso, scoperto solo dopo due settimane, per puro caso, da un poliziotto: a questo punto l'uomo è stato licenziato. L'uomo era uscito di prigione solo 15 giorni prima dell'assunzione, ed è stato destinato a uno degli uffici di polizia più importanti di Bruxelles. L'errore è stato possibile grazie alla flessibilità della burocrazia belga: per essere assunti da un commissariato di polizia bisogna presentare un certificato di buona condotta, ma l'uomo ha tardato a presentarlo con varie scuse e ciò gli ha consentito di cominciare comunque la sua attività. Invia ad un amico.
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da "Stampa, La"
del 27-07-2008)
Argomenti: Burocrazia BUROCRAZIA. CONTESTATO IL COMUNE A Oltreponte è guerra per market alimentari [FIRMA]FRANCA NEBBIA CASALE MONFERRATO "L'amministrazione comunale ha fatto di tutto per ritardare l'iter che riguarda l'ex Bonzano. E' da 5 anni che abbiamo acquistato l'area, e abbiamo già anche sottoscritto un compromesso per la cessione di 4000 metri quadrati alla Dimar, ma, se se non concretizziamo la vendita entro dicembre, dovremo anche pagare una penale. E ora il Comune dice che in quell'area dovrebbe sorgere qualcosa di non-alimentare. Temono una concorrenza con l'Ipercoop?". E' seccatissima Aurora De Iulis, responsabile della società Spazio Casale di Mondovì, che cinque anni fa acquistò la ex Bonzano. Ora alla luce del progetto di valorizzazione della giunta per il quartiere Oltreponte, ha sentito accennare alla possibilità di un possibile supermercato di prossimità (inferiore a 2500 metri quadri) per le aree dismesse di ex Marietti ed ex Smyth (che comprenderebbe anche un ex capannone Gaiero, presente tra le due aree), mentre, pur perseguendo la finalità di un cambio di destinazione d'uso da produttivo a commerciale per l'ex Bonzano, dopo l'adeguamento del Pai al Prg (in autunno?), gli assessori competenti hanno evidenziato la possibilità di realizzarvi un centro "non-food". La Spazio Casale invece pensava a un parco commerciale di circa 10 mila metri quadrati, in cui la Dimar fosse il negozio trainante. Ma finora nulla si è mosso per il vincolo del Pai che blocca l'edificabilità perché la ex Bonzano è in area alluvionale. "Abbiamo fatto un lungo studio per tutto il territorio - dice l'assessore all'Urbanistica, Riccardo Coppo - e ora predisponiamo l'iter per la Conferenza di pianificazione che dovrebbe approvare quanto proposto dal Comune. Mi sembra chiara la nostra disponibilità alla destinazione commerciale dell'area. Di più non si può fare, se non attendere la Conferenza". L'assessore alle Attività economiche, Enrico Scoccati, è più incline ad accogliere le proteste della Spazio Casale, ma parla di "una Dimar all'ingrosso che da Ticineto si dovrebbe trasferire a Casale", ipotesi negata da Aurora De Iulis, che invece si riferisce a un centro vendita al dettaglio, circondato da esercizi di medie strutture sui 750 metri quadri. Gli abitanti intanto sono preoccupati dalle coperture in amianto dell'ex Bonzano. Se nulla si muove, la bonifica non viene attuata.
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da "Giornale di Brescia"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Edizione: 28/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:GdB LAVORO LAVORARE NEI VOLI / 3 Marco Balzarini è il patron della compagnia aerea privata Interfly Un taxi con le ali al servizio dei vip I clienti? Attrici, politici e manager. "Ho imparato a volare prima che a guidare" Marco Balzarini in cabina (sopra) e davanti a un aereo della sua flotta Davide Lorenzini BRESCIA "Ho preso il brevetto a 17 anni prima della patente, e di questa passione ho fatto oggi il mio lavoro". La passione per il volo è senza dubbio uno dei "segreti" del successo di Marco Balzarini 41enne bresciano (di origini camune) che dopo aver fondato Interfly nel '99, si divide tra i due ruoli di comandante ed imprenditore di una delle compagnie aeree che si è ritagliata un posto d'onore nel panorama italiano dei servizi di aerotaxi. In quasi dieci anni di attività il fatturato di Interfly ha raggiunto i 2 milioni e mezzo di euro, con una flotta composta da due jet (che saliranno a quattro per la fine del 2008) e da quattro aerei a motore dedicati alla scuola di volo, oltre a un organico di 15 dipendenti. "La vera ragione per cui la gente è disposta a volare con le compagnie private - spiega Balzarini - è il grande risparmio di tempo che noi possiamo offrire, azzerando del tutto i tempi morti, sia a livello di procedure per l'imbarco, da noi ci si può anche presentare dieci minuti prima della partenza per sbrigare tutte le formalità necessarie e per caricare i bagagli, sia per la possibilità di arrivare esattamente dove si vuole senza doversi affidare alle tratte di linea, fuori dalle quali si deve spesso ricorrere ad ulteriori mezzi, treni, bus o taxi per raggiungere la propria meta". "La nostra attività non si limita solo al servizio di trasporto passeggeri - continua - ma effettuiamo anche sevizi di monitoraggio antincendio, osservazioni e ricognizioni aeree, traino di striscioni e voli di trasferimento sanitario per il trapianto di organi. I passeggeri che si affidano alla compagnia bresciana volano l'80% per "lavoro", il 20% per turismo o viaggi di piacere. " difficile tracciare un identikit dei nostri passeggeri - riprende il comandante di Interfly - dato che con noi volano veramente persone appartenenti a mondi molto diversi: ci si può trovare a volare con la grande attrice, con l'imprenditore locale oppure con un cantante internazionale o un politico americano. Per questioni di privacy preferisco non fare nomi, ma spesso neppure noi sappiamo con chi viaggeremo fino a quando ci si incontra bordo. Qui però parte uno dei lati a cui non rinuncerei mai del mio lavoro: sui nostri aerei che possono trasportare massimo cinque o sei persone, si crea un clima familiare con tutti, per me volare non si limita solo a mettersi alla guida di un aereo e pilotare ma vuol dire soprattutto interagire e relazionarsi con i passeggeri". Capacità di relazione che aiuta ad instaurare anche rapporti di fiducia con il cliente che a sua volta raccomanda o affida direttamente amici a fornitori alla compagnia aerea bresciana. Ma anche il mondo del trasporto aereo ha le proprie "ombre" e problematiche con cui prima o poi ci si scontra. "L'aspetto più faticoso - continua Balzarini - è il fatto di non poter lavorare all'aeroporto di Montichiari. Ho fondato questa compagnia proprio perché credevo, e ci credo ancora, nel rilancio del nostro aeroporto, ma purtroppo ci si deve scontrare con realtà che vanno oltre gli aspetti economici, aspetti che ci hanno messo nella condizione di avere la concessione per l'utilizzo di un hangar e di non poterlo usare". Problematiche create dall'eccessiva burocrazia, "che ha dato vita ad una gestione inadeguata che permea anche il settore degli istituti di formazione; e che ha portato il sistema aeroportuale italiano ad essere superato da Paesi appena entrati nell'Unione Europea come Romania e Bulgaria, che hanno investito nel settore". Da qui il suggerimento finale: "Consiglio ai giovani di andare a studiare, in Paesi vicini come la Spagna, in cui al termine di un istituto aeronautico viene rilasciata la L.M.A. acronimo di licenza di manutentore aeronautico di validità europea, figura molto richiesta dalle compagnie presenti sul mercato italiano".
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da "Nuova Sardegna, La"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia PD SARDO QUARANTENNI TOCCA A VOI GIORGIO MACCIOTTA Non è la prima volta che nel centro sinistra si apre uno scontro sulla scelta del Presidente della Regione. Accadde anche tra il 2003 e il 2004, in particolare all'interno dei DS tra chi riteneva indiscutibile la candidatura di un dirigente del maggior partito della coalizione (per poi evitare elezioni primarie con accordi tra ristrette burocrazie di partito) e chi, partendo dall'esistenza di un altro candidato in campo, che dichiarava di collocarsi all'interno del centro sinistra e che chiedeva le primarie per la scelta del leader, riteneva le consultazioni primarie una scelta ineludibile. continua a pagina 14.
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Cronaca pag. 15 Francesco Lorenzini vive a Lonato ed ha 70 anni. Da quando ne aveva dieci, ha cominciato a fare il n LUNED PROSSIMO Francesco Lorenzini vive a Lonato ed ha 70 anni. Da quando ne aveva dieci, ha cominciato a fare il norcino, seguendo le orme dello zio. Mestiere che continua ancora a fare, nonostante i mille inghippi della burocrazia sanitaria.
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da "Arena, L'"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia LE NUOVE FRONTIERE. ormai una realtà a Borgo Roma il servizio di ginecologia oncologica voluto dal dottor Franchi. Ma per la burocrazia non esiste ancora In prima linea contro i tumori delle donne di Elena Zuppini Come spesso accade nel nostro Paese, la professionalità e l'intraprendenza delle persone cammina mille passi avanti rispetto alla burocrazia e da questo non è esente nemmeno il mondo della sanità. Un esempio è il Centro di ginecologia oncologica del Policlinico di Borgo Roma, che sulla carta formalmente non esiste, ma che concretamente lavora per la salute delle donne. Nato nel 2003 con l'arrivo al "Giambattista Rossi" del professor Massimo Franchi, il Centro appartiene all'Unità operativa di Ostetricia e ginecologia del nosocomio universitario scaligero, diretta dallo stesso Franchi. Un unicum nel Veneto, che si avvale dell'esperienza della sanità lombarda, da cui Franchi proviene, e di poche altre realtà italiane, ma si basa soprattutto sul modello proposto dalla Siog, la Società italiana di oncologia ginecologica. "La filosofia del Centro - spiega il direttore - ha come cardine la figura del ginecologo-oncologo, una specializzazione non contemplata dal nostro sistema universitario, a differenza di quanto avviene negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Portogallo. una professionalità quindi che si acquisisce sviluppando un interesse personale, tramite la partecipazione a convegni, a corsi di aggiornamento, a studi nazionali e internazionali, all'appartenenza a società scientifiche in cui la ginecologia che cura le malattie tumorali dell'apparato genitale femminile costituisce un tema preminente". Una figura però necessaria per la cura di queste malattie neoplastiche: la lettura medica riporta dati che indicano una ridotta sopravvivenza per quelle donne che, colpite da cancro all'utero piuttosto che alle ovaie o alle tube di Falloppio, vengono seguite chirurgicamente da un chirurgo generale o dal ginecologo senza esperienza specifica in ginecologia oncologica. "Non si tratta di sminuire queste professionalità - precisa Franchi - ma il chirurgo generale o un normale ginecologo pur avendo un'elevata capacità tecnica, conoscono poco la storia naturale della malattia, tanto che dopo l'intervento inviano la paziente dall'oncologo medico per eventuali cure radio o chemioterapiche". Accade così che la donna passi da uno specialista all'altro senza una continuità assistenziale, con delle conseguenze anche sul piano psicologico. "Con la creazione di questo Centro abbiamo voluto evitare proprio questo: la figura del ginecologo-oncologo (il sottoscritto e la collega Silvia Giudici) ha proprio il compito di prendersi in carico la paziente dalla diagnosi e seguirla per tutto il corso della malattia, coordinando tutte le altre figure professionali fondamentali per ottenere dei risultati positivi", precisa ancora il medico. Infatti le malattie neoplastiche dell'apparato genitale femminile, soprattutto allo stadio avanzato, richiedono interventi molto complicati con l'esportazione, a volte, di utero e ovaie e la demolizione della vescica e del retto. "Noi ci avvaliamo della consulenza e dell'apporto dei chirurghi generali, dell'urologo e del chirurgo plastico". "In sala operatoria", prosegue, "è presente poi un anatomopatologo specializzato nei tumori femminili. All'equipe appartengono anche i medici esperti in radioterapia, mentre le cure chemioterapiche vengono somministrate in day hospital direttamente nella mia Unità operativa. Il tutto coordinato dal ginecologo-oncologo che traina tutte queste figure ad una specializzazione sempre più approfondita in questo ambito dell'oncologia". Un'organizzazione che agisce interamente nel pubblico - le pazienti accedono al Centro tramite impegnativa e lo stesso accade per la consulenza degli specialisti - e premiata dai numeri: ogni settimana sono inviati al quarto piano del Policlinico dai quattro ai cinque casi gravi provenienti anche da fuori regione; gli interventi di ginecologia oncologica di una certa rilevanza sono passati dai 71 del 2004 ai 258 nel 2007 e probabilmente quest'anno sfioreranno i 300; nel 2004 i cicli di chemioterapia sono stati 39 contro gli 800 che si prevedono per il 2008. "Siamo una realtà ancora troppo giovane per poter presentare i indici di sopravvivenza dei casi da noi trattati", precisa il ginecologo. "Quelli che stiamo monitorando sono in linea con i migliori attestati dalla letteratura internazionale. La ginecologia oncologica è una disciplina sempre in evoluzione: se la patologia viene affrontata nel suo stadio iniziale la percentuale di guarigione è alta e le tecniche chirurgiche, come la laparoscopia, hanno diminuito il numero degli interventi demolitivi. L'impiego poi di nuovi chemioterapici permette di ottenere degli interessati risultati anche nei casi più gravi". Resta fondamentale, però, insiste Franchi, che "simili tumori, che sono abbastanza rari, siano affrontati da Centri specialistici perché, studi internazionali alla mano, questo incide pesantemente sulla sopravvivenza e guarigione delle pazienti". Cosa che nel Veneto non avviene: nel 2007 il 18 per cento dei tumori dell'ovaio sono stati operati in prima battuta in reparti non di ginecologia. E ancora 55% delle pazienti operate per carcinoma ovarico subiscono l'intervento in nosocomi in cui vedono meno di dieci casi all'anno. Il 24% di queste in realtà ospedaliere che seguono meno di quattro casi all'anno. "Sono dati che non temo di definire drammatici e preoccupanti", conclude Franchi.
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da "Arena, L'"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ARSENALE. LA COMMEDIA DAL LIBRO DI PARKS Riservati e fieri: gli italiani visti da uno straniero di Silvia Bernardi Il tipo italiano? Riservato, ancorato alla tradizione, ingarbugliato nella burocrazia, al centro di un microcosmo che non è più grande del condominio dove vive. Così almeno lo vede lo scrittore inglese Tim Parks nel suo libro Italiani uscito negli anni '90. Il tipo italiano-veneto? Ha come punto di riferimento frate Indovino, è diffidente ma alla fine generoso, fiero di essersi conquistato una casa e una posizione, ancora più fiero delle origini. Così lo vedono l'autore teatrale David Conati e il regista Andrea Castelletti che hanno portato in scena con il Teatro Impiria un adattamento originale del testo di Parks, Italiani che commedia. Un ritratto vivace e realistico, ironico e profondo che il pubblico del "Festival del teatro" ha dimostrato di apprezzare nelle sei sere di repliche all'Arsenale, sempre affollate. L'interno di quattro appartamenti diventa la scena ideale di uno spettacolo che procede per quadri. Nel primo tempo vengono presentati i personaggi mentre vivono la vita di tutti i giorni: l'anziana spiritosa, la sua "antagonista" posata, la famiglia per bene, l'adolescente ribelle, il bullo di paese. In scena ci sono anche Tim Parks e la moglie che si inseriscono nel mini-contesto abitativo portando quel vento di novità che prima scompiglia le cose, ma poi lascia un'aria pulita e rinnovata. Nel secondo tempo, alla diffidenza iniziale subentra "lo scambio culturale" che porta a galla vizi e virtù di un Belpaese, vittima dello statalismo ma che non ha perso la voglia di pensare al futuro. La regia mossa e vivace sottolinea la recitazione di un gruppo di attori ben affiatati tra cui spicca per ironia e carattere la Lucilla di Sido. Veritiero il Tim Parks di Dario Conti, ma tutta la compagnia mostra puntualità nel presentare i caratteri di un testo arricchito di alcune citazioni veronesi che danno ancora più colore.
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da "Unita, L'"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Stai consultando l'edizione del "Sono interventi gravissimi, spero che ci saranno le giuste reazioni" Il governo ha lanciato la controriforma del mercato del lavoro di Luigina Venturelli / Milano CESARE DAMIANO " solo la punta dell'iceberg". Per Cesare Damiano l'emendamento anti precari - che ha parzialmente cancellato l'obbligo d'assunzione su decisione del giudice del lavoro - non è solo una profonda ferita politica a danno delle fasce più deboli del mondo del lavoro. Per l'ex ministro del Lavoro del governo Prodi, ora deputato del Partito democratico, è quasi una ferita personale, quella di chi vede smantellare pezzo a pezzo il risultato di mesi d'impegno e concertazione con le parti sociali. Cesare Damiano, non le sembra sospetto questo emendamento frutto di "volontà parlamentare", ma disconosciuto dal ministro Sacconi? "Il ministro Sacconi ha parlato di una svista, ma si tratta di svista molto grave, dagli effetti potenzialmente esplosivi a carico dei lavoratori precari. Ora il governo ha fatto una parziale marcia indietro, limitando la norma alle sole cause in corso, ma la norma resta comunque un inaccettabile colpo ai danni dei più deboli, soprattutto per il preoccupante contesto in cui si inserisce". Che cosa intende dire? "Si tratta soltanto della punta dell'iceberg. In queste settimane il governo ha provveduto in maniera silenziosa e maliziosa a cospargere la manovra finanziaria di normative per cambiare il Protocollo sul welfare dello scorso luglio e il Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro". Dunque, non c'è solo l'emendamento antiprecari. "L'esecutivo sta avviando una deregolazione del mercato del lavoro camuffata da banale semplificazione. Lo dimostra questo emendamento sui lavoratori precari, che peggiora un testo concordato parola per parola con i sindacati e la Confindustria, di cui peraltro stupisce l'assenso a modificare una norma condivisa fino a poco tempo fa. Ma sono molti gli interventi legislativi in questa direzione". Ad esempio? "Si è peggiorata la disciplina dei contratti a termine, che prevedeva un limite massimo di durata di 36 mesi e un diritto di precedenza dei lavoratori precari in caso di assunzioni a tempo indeterminato nell'azienda. Ora queste previsioni possono essere derogate dalla contrattazione nazionale, territoriale, aziendale. In sostanza, si apre un'autostrada a modifiche peggiorative per i lavoratori". Che altro? " stato esteso il lavoro a chiamata, che il governo Prodi aveva circoscritto ai settori del turismo e dello spettacolo, ed è stato alterato l'obbligo di trasparenza contributiva e retributiva per le aziende che vogliono aggiudicarsi un subappalto. Inoltre, è stata abrogata la norma che regolava le dimissioni in bianco: una norma che avevamo scritto per sconfiggere una barbarie del mondo del lavoro, subita soprattutto dalle donne, che spesso, al momento dell'assunzione, venivano costrette a firmare una lettera di dimissioni, senza data". Da completare a discrezione del datore di lavoro, magari in caso di gravidanza della dipendente. "Quella norma, che fu approvata a larghissima maggioranza dalle Camere, fu sostenuta anche da un ordine del giorno firmato dalle ministre Carfagna, Gelmini e Prestigiacomo. Vorrei chiedere loro: non avete da dire nulla in proposito? nulla su una norma di civiltà cancellata con la scusa di semplificare la burocrazia?". Ne risulta un pessimo quadro d'insieme. " in atto una vera e propria controriforma del mercato del lavoro. Mi auguro che questa operazione susciti un'adeguata reazione politica. Per quanto mi riguarda, l'iniziativa del Partito democratico del 25 ottobre dovrà avere questi contenuti. Dovrà difendere il Protocollo sul welfare e il Testo unico sulla sicurezza".
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da "Nuova Venezia, La"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Cronaca Provocazione dei disabili "Impronte digitali per tutti" MASSIMO SCATTOLIN "Prendeteci le impronte digitali, se serve. Ma basta burocrazia: basta fotocopie di documenti e permessi ogni volta che parcheggiamo". Una provocazione, quella di Federica, disabile mestrina. Il vicepresidente provinciale della Uildm, intanto, chiede al direttore generale Antonio Padoan: "Confermi con opposita ordinanza e direttiva ai gestori del parcheggio quanto dichiarato sulla stampa". Federica conferma quello che altri disabili nei giorni scorsi hanno detto: "Al parcheggio dell'ospedale dell'Angelo non solo mi hanno fatto pagare più volte. Ma quello che non è tollerabile è che ogni volta ti facciano perdere tempo e ti umilino". E racconta la trafila a cui tutti i disabili sono costretti a sottostare. "Alla prima sbarra devi pigiare il pulsante, dire nome e cognome e sottolineare che sei disabile - spiega - Prima di uscire devi mostrare carta d'identità, cartellino di disabilità e doppia firma. Una procedura che richiede dai 10 ai 20 minuti. Ogni volta, anche tre volte al giorno, come è successo a me. Non so quante fotocopie della mia carta d'identità abbiano in quell'ufficio (ufficio cassa e informazioni dell'Apcoa, la società che gestisce il parcheggio a pagamento dell'ospedale dell'Angelo, ndr)". Avrà però almeno parcheggiato gratuitamente. "Molte volte mi hanno fatto pagare perchè il parcheggio riservato era occupato" replica Federica. Ma sono soprattutto le lungaggini burocratiche a essere intollerabili. "Nell'era della telematica tutte quelle fotocopie e perdite di tempo sono assurde" dice. Basterebbe creare una banca data con i nominativi e il numero di targa dei disabili, per esempio. Seguire l'esempio del Comune con i transiti in zona Ztl: la telecamera riconosce la targa dell'auto autorizzata e non fa partire la multa. Fantascienza nell'ospedale più tecnologico d'Europa. Il vicepresidente della Uildm, intanto, lamenta che "sono sempre i disabili a dover esporsi in prima persona per non far dimenticare che le regole vanno rispettate, sempre". Registrata la dichiarazione del direttore generale ("il portatore di handicap anche nel parcheggio privato dell'Angelo ha comunque diritto all'esenzione ovunque lasci la macchina") Bastianello chiede ufficialmente di passare dalle parole ai fatti. "Il dottor Padoan confermi tutto con apposita ordinanza e direttiva ai gestori del parcheggio" quanto apparso sulla stampa (ma smentito dagli avvisi riportati sulle colonnine Apcoa e dalle testimonianze dei diretti interessati) in merito alla gratuità della sosta indipendentemente dal luogo e dal tempo della sosta stessa. Qualora ciò non avvenisse "ci riserviamo delle azioni incisive e più eclatanti per vedere rispettati i diritti dei disabili, peraltro sanciti dalla legislazione vigente". Bastianetto auspica infine che venga posto rimedio quanto prima anche ai disagi che riguardano altre categorie svantaggiate. Dalle persone in dialisi, ai malati oncologici sottoposti a chemioterapia. Dieci minuti di sosta gratuita non bastano all'accompagnatore di un'anziana in carrozzina. "E chi suggerisce a una persona appena sottoposta a chemioterapia di tornare a casa in autobus - riprende Federica - evidentemente, per sua fortuna, non sa di cosa sta parlando".
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da "Nuova Venezia, La"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Cronaca Liccardi: "Sull'ex deposito Actv Pmv non ci ha nemmeno sentito" La testimonianza. "Troppa burocrazia Al parcheggio mi fanno ogni volta la fotocopia della carta d'identità" La famiglia Liccardi non ci sta. Il consiglio di amministrazione di Pmv, venerdì, aveva deciso di procedere con la permuta dell'area dell'ex deposito Actv di via Torino in cambio dell'acquisizione dell'ex palazzo delle Poste di piazzale Favretti. Spegnendo così ogni velleità di partecipare a una gara pubblica da parte della Gepali srl, l'unica società della provincia di Venezia che, a detta di Pmv, "ha manifestato il proprio interesse all'immobile ma senza entrar nel merito di progetti o proposte economiche". Replica l'amministratore delegato della società candidata Ciro Liccardi: "Noi avevamo presentato un progetto molto accurato, con l'indicazione di una società di primaria importanza che avrebbe proceduto alle bonifiche. Ma non siamo mai stati chiamati per discuterne nel merito". Il Cda di Pmv, intanto, vista la rilevanza dell'interesse comunale sulla permuta, ha deciso di procedere con le trattative con i proprietari dell'ex palazzo delle Poste attraverso una permuta con l'area dell'ex deposito Actv di via Torino, più un conguaglio visto che i terreni ceduti all'angolo con Corso del Popolo valgono almeno quindici milioni di euro. Ma la famiglia Liccardi promette battaglia.
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia E Ballaman candida Bortolotti a Pordenone per il dopo De Anna La Lega torna unita: "Noi i guardiani di Tondo" Il presidente della Provincia di Udine Fontantini eletto segretario regionale per acclamazione Il congresso. Chiusa l'era del commissario Dal Lago: "Sarete la nuova Liga Veneta" di TOMMASO CERNO UDINE. Un lungo applauso del popolo padano, tutto in piedi con gli striscioni in vista e le bandiere alzate. Un lungo applauso che - a due anni dall'espulsione del 2005 come dissidente - ha incoronato Pietro Fontanini segretario regionale, chiudendo l'era del commissario Manuela Dal Lago. "Saremo noi i guardiani di Tondo e del Pdl in Regione - ha detto Fontanini - già dalle prime ore di governo si è capito che la Lega, oltre ad avere vinto le elezioni, sta conducendo il gioco: se faremo le nostre riforme la gente ci darà ragione". Qualcuno in sala ripete che Pieri Fontanin - come chiamano in terra friulana l'ex presidente della Regione ed ex deputato, oggi presidente della Provincia di Udine - si sia portato in tasca, per scaramanzia, la lettera di espulsione che nell'aprile di due anni fa gli fu spedita dall'allora segretario Marco Pottino e che lo chiamava traditore e lo cacciava dal suo partito. Quel partito dove milita da 18 anni suonati. E che ieri mattina, al congresso nei saloni della Fiera di Udine, ha scelto di restituirgli gli onori e il trono senza nemmeno passare per le urne, ma con un lungo applauso per acclamazione chiesto al microfono dal ministro per la semplificazione Roberto Calderoli. Ma Fontanini volta pagina e dalla tasca estrae invece il progetto politico del Carroccio friulano di domani, fatto di parole d'ordine padane come sicurezza, immigrazione, tasse, burocrazia. Tutta un'altra aria rispetto all'ultimo congresso, quello del 2005, quando Pottino fu eletto e avviò le epurazioni, espellendo proprio Fontanini e il vicepresidente del Senato, Francesco Moro. Lo strappo forse più profondo nella storia del Carroccio friulano. Strappo che portò a un crescente dissenso e che alla fine travolse il segretario, portandolo a lasciare la Lega e aprendo la fase dei commissario (prima il consigliere regionale Fulvio Follegot, oggi senatore; poi Manuela Dal Lago, oggi deputato). Fase che ieri si è conclusa. L'ultimo atto dello scontro interno, la scorsa primavera, ha coinvolto Alessandra Guerra, ex presidente della Regione, che ha rifiutato la candidatura alla Camera in quarta posizione, allontanandosi poi dal Carroccio. Tutto finito, dunque. Con un breve discorso. Con un lungo applauso. E un abbraccio fra Fontanini e Calderoli: "Uno con qualche capello bianco - dice il ministro - è quello che ci vuole per riprendere il cammino prima di lasciare il posto a un giovane". E così fra strette di mano e applausi, abbracci e brindisi di prosecco al bar della Fiera la Lega riprende a camminare unita, almeno sulla carta. " stato un congresso importante - dice Fontanini subito dopo l'elezione - che ha lanciato un segnale di forte maturità. Mi sento investito del compito di mantenere e accrescere non solo il forte consenso, ma anche la serenità che abbiamo raggiunto".Serenità, aggiunge Fontanini, "ritrovata dopo anni di tensioni e veleni dentro il partito, oggi completamente superate". Ovazione anche per la ex commissaria Manuela Dal Lago che ha salutato i leghisti friulani e incassato una standing ovation come in Lega non se ne vedevano da tempo. "Sarete la nuova Liga Veneta - augura la neo deputata veneta che ha gestito il commissariamento durato circa un anno - e raddoppierete i voti". Un augurio che dal palco hanno ripetuto tutti i dirigenti, dal giovane deputato triestino massimiliano Fedriga, al neo-senatore Mario Pittoni fino a Fulvio Follegot e alla pattuglia dei regionali, dagli assessori Claudio Violino e Federica Seganti, fino al capogruppo Danilo Narduzzi e al presidente del consiglio regionale Edouard Ballaman. Sulla platea il fantasma di Alessandra Guerra, richiamata però soltanto da Ballaman. "La Guerra è finalmente finita", ha detto con un gioco di parole. La Lega è pronta ad aprire la nuova fase. E ad alzare il prezzo. Primo segnale: il presidente del consiglio regionale lancia dal palco la candidatura di Enzo Bortolotti, sindaco di Azzano X, alle elezioni provinciali del 2009 a Pordenone, ammonendo i compagni della coalizione del Pdl. " ora di finirla che il Pdl ci dica di portare i voti". E Calderoli e la Dal Lago annuiscono. Fumando l'ennesima sigaretta che non sembra annunciare però fumo di pace.
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da "Secolo XIX, Il"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia "Sola contro la sclerosi" aumentano nel savonese i casi di "sla" Il dramma di una donna che assiste il marito malato: tutti ti voltano le spalle NEGLI ULTIMI dieci anni il numero di persone affette da Sla (Sclerosi Laterale Amiotrofica) è aumentato anche nel savonese. La Sla è una malattia rara che blocca i muscoli volontari: il malato viene alimentato artificialmente, può muovere solo gli occhi ma è cosciente. I familiari dei pazienti sono isolati e senza aiuto in una lotta quotidiana contro il male. F. G 64 anni , residente in un piccolo centro del ponente savonese è stato colpito dalla malattia tre anni fa. Da allora sua moglie C.C ha fatto una battaglia durata 2 anni contro la burocrazia per avere l'assistenza che a suo marito spetta di diritto. "Quando hai un malato di Sla in casa fai una vita che non è più vita - dice C.C -non abbiamo figli e l'unica persona che mi è rimasta vicino è mia sorella. Di fronte a una patologia come questa tutti ti voltano le spalle, parenti e amici, per ignoranza, per vigliaccheria e per menefreghismo". Quando è stata diagnosticata la Sla a suo marito - "Tre anni fa - continua C.C -è una malattia rara, difficile da diagnosticare. E' iniziata con un formicolio alle braccia e subito mi hanno parlato di tunnel carpale. La situazione si è aggravata mio marito non stava più in piedi, cadeva. Non sapevo cosa fare, passavo da un medico all'altro, pagando visite su visite. Mi rivolgevo all'Asl, ma nessuno sapeva cosa rispondere. Rimandavano gli appuntamenti. Intanto il tempo passava e nella diagnosi della Sla il tempo è fondamentale. Ad un certo punto mi sono detta: non ho solo doveri, ho anche dei diritti ed ho iniziato a combattere". Che cos'è successo - "Sono diventata cattiva, ho bussato a tutte le porte - continua CC? ho chiesto un appuntamento direttamente con il dottor Neirotti che mi ha ascoltata con pazienza. Mi sono fatta la nomea della rompiscatole ma dopo due anni di battaglie sono finalmente riuscita ad avere 8 ore di assistenza giornaliera per mio marito, dalle 6 ore settimanali iniziali. Finché avrò le forze mio marito sarà curato casa. Se lo mettessi in rianimazione avrebbe un costo maggiore per il sistema sanitario, quindi l'Asl mi deve aiutarmi. Per la peg, lo strumento che lo alimenta artificialmente. siamo andati a Torino alle Molinette dove c'è un centro specializzato per la Sla". Il contatto con altre famiglie di malati di Sla può aiutare ma è un contatto difficile. "Non conoscono personalmente familiari di altri malati - dice C. C. - spesso nasce una sorta di vergogna e si vive la malattia isolati. Mi fa male sapere che subiscono come ho subito io prima di ingaggiare questa battaglia. Vorrei che servisse anche a loro. A volte spero nel miracolo che non c'è, ma quando mio marito sta male, lo vedo con lo sguardo fisso nel vuoto mi prende il terrore. Non posso fare niente se non stare a guardarlo". Come comunica con suo marito? "Muove solo gli occhi e d ha un apparecchio particolare che ci ha dato l'Asl. Con lo sguardo punta un tabellino con delle lettere e si costruisce la frase. Io cerco di leggere il suo sguardo, di capire subito cosa chiede, ma non sempre ci riesco. Può sembrare strano ma la complicità che abbiamo raggiunto adesso non c'è mai stata in 41 anni di matrimonio. Se mio marito sarà d'accordo il prossimo Festival del Cortometraggio di Celle sarà aperto da un corto girato dalla fisioterapista su di lui e su un ragazzo africano. Una doppia intervista con sottotoli per il ragazzo che parla un dialetto africano e per mio marito che non può parlare. Il corto si chiama "La scelta". Nel corto a mio marito viene domandato se lui, con una casa, una famiglia, dei beni farebbe cambio con il ragazzo africano. La risposta è si". elena romanato 28/07/2008 ' 28/07/2008 ' 28/07/2008 diritto all'assistenzaSono riuscita ad avere otto ore di assistenza al giorno dopo una lotta durata due anni C. C.moglie di un malato di "Sla" 28/07/2008.
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da "ItaliaOggi Sette"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ItaliaOggi Sette ItaliaOggi Sette -Manovra d'estate Numero 178, pag. 7 del 28/7/2008 Autore: di Carla De Lellis Visualizza la pagina in PDF La parola d'ordine del decreto legge n. 112/08 è deregulation per la disciplina Minore burocrazia nel lavoro Le dimissioni on-line e i libri paga e matricola vanno in soffitta Stop alle dimissioni on-line, contratto a termine con flessibilità garantita, stop al divieto di cumulo tra pensione e reddito di lavoro. Sono soltanto alcune delle novità introdotte dal dl n. 112/2008 e dalla legge di conversione in materia di lavoro e previdenza. La formula magica è deregulation, cioè deregolamentazione e dunque semplificazione: meno lacci burocratici che dovrebbero incoraggiare le imprese ad assumere. La semplificazione spazia a 360 gradi, a partire dai contratti di lavoro e fino a finire agli adempimenti inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro, passando per i libri del lavoro. Per le imprese le novità si traducono in uno snellimento delle procedure per mantenere la manodopera dipendente (e non solo) e una sensibile riduzione dei costi, per lo più legati ai vincoli e agli adempimenti burocratici. La deregulation riguarderà, prima di tutto, le norme di gestione dei rapporti di lavoro, a partire dall'assunzione fino alla risoluzione. Tra le prime c'è l'abrogazione dei libri matricola e paga sostituiti da un semplice "libro unico del lavoro" e, conseguentemente, viene modificato anche il relativo regime sanzionatorio. Tra le norme di risoluzione del rapporto di lavoro invece la novità è l'abrogazione della procedura (in vigore dallo scorso 5 marzo) per le dimissioni volontarie su modulo del ministero del lavoro. Novità anche per i contratti di lavoro, tra cui l'apprendistato e il contratto a termine. Per il primo, le modifiche spingono al maggiore utilizzo come strumento di primo incontro tra imprese e lavoratori, grazie anche agli incentivi offerti alle imprese. Il contratto a termine, invece, è reso più flessibile nell'utilizzo. Con la legge di conversione, inoltre (si veda ItaliaOggi Sette del 21 luglio 2008), è stato introdotto un particolare regime sanzionatorio per le assunzioni (a termine) illegittime, effettuate nelle specifiche ipotesi di irregolarità quanto alla ragione legittimante, alla modalità o alla proroga. In tal caso, il datore di lavoro dovrà risarcire il lavoratore, mentre è escluso (il pericolo) che il giudice eventualmente adito possa decretare la conversione del rapporto a tempo indeterminato. Dopo la manovra, e precisamente dal prossimo anno, si potrà cumulare pienamente la pensione con un eventuale reddito da lavoro; le imprese e i datori di lavoro in genere potranno tenere in regola anche gli occupati occasionalmente, mediante voucher per i brevi lavori; e potranno anche assumere a tutti gli effetti lavoratori da impiegare per spezzoni lavorativi (mediante ricorso a lavoro intermittente).
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-07-27 - pag: 16 autore: Trasporti. Progetto da 37 milioni Pantelleria prepara il nuovo aeroporto Nicoletta Cottone PANTELLERIA. Dal nostro inviato Poliedri di cristallo come lenti d'ingrandimento della costa e del mare dell'isola dei dammusi. Giardini panteschi che avvolgono come un'asola i servizi di ristoro, scavi di pietra, come fonti di luci interne che proteggono verdi alberature, scale fisse e mobili per giungere ai gates che disegnano una simbolica colata lavica. Sono le prime immagini del progetto da 22 milioni di euro del nuovo aeroporto di Pantelleria, presentate nell'isola dal sottosegretario Ferruccio Fazio, dal presidente dell'Enac Vito Riggio e dal sindaco di Pantelleria Salvatore Gabriele, che dovrebbe essere realizzato in due anni. Oltre alla nuova aerostazione è prevista una spesa di altri 15 milioni di euro per la realizzazione di un nuovo piazzale di sosta per gli aeromobili, l'adeguamento delle piste di volo, la riqualificazione delle aree terminali. Il progetto, visibile sul sito del Sole 24 Ore,nato da un'idea di Flavio Albanese e vinto dalla società Erregi,per il quale è stata lanciata ora la gara europea per la realizzazione, segue le geometrie irregolari dei terrazzamenti dell'isola vulcanica, ultimo spicchio d'Italia a pochi chilometri dall'Africa. "Il progetto – spiega Vito Riggio, presidente dell'Enac – rientra in un più ampio programma di riqualificazione del sistema aeroportuale avviato alcuni anni fa, che ha interessato soprattutto gli aeroporti del Mezzogiorno ". A Pantelleria il programma è partito nel 2004, ma si è impantanato nelle maglie della burocrazia e nel lungo iter della valutazione di impatto ambientale. "L'intervento – spiega Riggio – consentirà di mettere sul mercato la gestione dell'aeroporto ". La rotatoria che porta al check in evoca l'immagine di un cratere.L'edificio ha una cornice tecnologica che funge da accumulatore di energia per il funzionamento dell'aerostazione. La copertura con pannelli solari trasforma la struttura in un faro luminescente di notte e opalescente di giorno. L'aerostazione esistente sarà ampliata da 1.500 a 8mila metri quadrati senza creare volumi esterni, agendo sotto terra, realizzando una sorta di cratere nel terreno, guidato da simboliche colate laviche di cui l'isola è piena, con viti, ulivi e palme inseriti un po' dovunque. Il volume attuale dell'aerostazione viene svuotato e reso trasparente per rappresentare l'abbraccio del sole al turista in arrivo. Il piano interrato e fresco, con muri di pietra lavica scura e volte candide, è pieno di prese di luce filtrate attraverso il cratere e il giardino dantesco. "Un luogo – spiega l'ideatore Flavio Albanese – che rimandi alla memoria dell'ombra del dammuso e delle stanze dello scirocco, fresco riparo dall'arsura e dall'abbacinante sole del Sud". Un totem installato nella vecchia aerostazione illustrerà ai passeggeri i lavori in corso. "Il nuovo aeroporto – sottolinea il sindaco di Pantelleria Salvatore Gabriele –significa sviluppo e ha l'ambizione di attrarre pubblico internazionale e destagionalizzare i flussi turistici". www.ilsole24ore.com L'INIZIATIVA Riggio (Enac): "Il piano si inserisce nel rilancio del sistema degli scali al Sud" Per la realizzazione è stata bandita una gara europea.
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da "Messaggero, Il"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 28 Luglio 2008 Chiudi di CARLA MASSI ROMA - Si è arrivati al Tar e al Consiglio di Stato per difendere cani, gatti, caprette, conigli e qualsiasi genere di animale. Un gran movimento di giudici, carte bollate, ricorsi, suppliche, raccomandazioni, test universitari, lezioni, seminari nelle stalle e analisi di laboratorio su sul sangue dei maiali. Tutto è cpminciato nel 2003 e non sembra che, l'intricata vicenda, sia destinata a finire presto. Il luogo: l'università "Magna Graecia" di Catanzaro, laurea in Veterinaria. I protagonisti: i diciotto (solo diciotto saranno ammessi per il 2008-2009) studenti che da settembre si iscriveranno al primo anno. La polemica: tra l'Anmvi, Associazione italiana medici veterinari, e l'ateneo che dura dal 2003. I camici bianchi chiedono la chiusura del corso ("Pochi studenti, niente laboratori, niente ospedale per gli animali, non viene garantito il livello della didattica") mentre l'università, ovviamente, lo difende ("E' un servizio alla Regione, stiamo crescendo, ogni anno riceviamo più domande"). Una polemica che, tra botta e risposta, è arrivata fino al Tar che nell'aprile del 2007 ha annullato il corso di laurea. Impugnata la sentenza l'ateneo è riuscito ad ottenre una sospensiva dal Consiglio di Stato. Oggi, alla vigilia dell'apertura dell'anno accademico, i veterinari tornano all'attacco e scrivono al ministro dell'Università Mariastella Gelmini perchè metta una lente sulla questione. Diciotto nuovi studenti siederanno sui banchi di Veterinaria a Catanzaro mentre a Bologna saranno 125, a Milano 180, a Teramo 67 o a Messina 77. In realtà, in Calabria, c'è un'altra anomalia che rende, diciamo "curiosa", quella facoltà (nata quando era ministro Letizia Moratti per "particolare necessità ed urgenza" come mise nero su bianco la Regione): si tratta, per dirla in burocratese, di un inter-ateneo. Veterinaria, cioè, è una sorta di costola di Medicina e gli insegnamenti, così venne deciso nel 2003, erano assicurati da assistenti e professori delle università di Bologna, Napoli, Bari e Messina. Pendolari da una cattedra all'altra per assicurare alla Calabria il corso di medici veterinari. Nel 2005 i posti disponibili erano 25, l'anno scorso 22 e ora il numero è stato ulteriormente abbassato a 18 (più 8 studenti extracomunitari). Quasi lezioni private, attaccano dall'Anmvi. Per giunta a domicilio, incalzano. Nel frattempo, dall'accordo iniziale, si sono defilate le università di Bari e di Bologna. Le convenzioni sono scadute e non sono state rinnovate. E' il preside della facoltà di Veterinaria di Bologna, Santino Prosperi a scrivere: "L'esperienza del corso di laurea di Catanzaro per noi rappresentava il passato e non abbiamo riconfermato il protocollo di intesa. La mia posizione all'interno della conferenza dei presidi è nota: Catanzaro va chiusa se vogliamo guardare verso l'Europa". Canio Buonavoglia che guida la facoltà di Veterinaria a Bari conferma che la sua università "non ha più rinnovato la convenzione con l'ateneo di Catanzaro già dal 2005". Immutati gli accordi con Napoli e con Messina che continuano a "fornire" i docenti. Il ministro Moratti motivò il sì alle richieste che arrivavano dalla Calabria sulla base di una "particolare necessità e urgenza anche al fine di soddisfare esigenze formative del bacino di utenza calabrese". Il 3 settembre 2003 veniva emanato un decreto ministeriale per dare il via libera e, solo cinque giorni dopo, l'8 settembre i candidati sostenevano le prove di ammissione. Uno scatto raro della nostra burocrazia. Nel 2007 arriva la sentenza del Tar. "Nel decreto - si legge - non vi è traccia di alcuna valutazione operata a livello nazionale" né "della valutazione dell'offerta potenziale del sistema universitario". Comunque sia l'inter-ateneo per poco più di venti studenti l'anno va avanti e, il prossimo 5 settembre, come tutte le 14 facoltà di Veterinaria che abbiamo, aprirà le porte ai candidati per il test di ammissione. Una lettera è stata scritta al ministro Mariastella Gelmini appena lei stessa, l'altra settimana, ha annunciato "tagli" contro sprechi e duplicazioni negli atenei. Una riorganizzazione tra le università per abbassare i costi e premiare il merito. "Per l'università sono pochi posti - commenta Carlo Scotti presidente dell'Anmvi - ma per la nostra categoria sono troppi. Siamo 26mila e questo paese non è più in grado di dare lavoro ai giovani nonostante le continue emergenze veterinarie, la sicurezza alimentare etc. La crisi occupazionale è galoppante, sia pubblica che privata. Mica tutti possono risolvere aprendo ambulatori per cani e gatti! Stiamo parlando di una laurea ad alta formazione specialistica, pensiamo all'emergenza aviaria, alla mucca pazza o agli alimenti di derivazione animali contraffatti. Gli standard didattici sono indicati dall'Europa secondo criteri di qualità e di adeguatezza che non hanno nulla a che vedere con le improvvisazioni dei campanili. Non si può pensare che i veterinari di domani studino solo in aule come in un liceo senza un ospedale veterinario e luoghi dove fare davvero esperienza". Per ottobre si aspettano i primi sette-otto vaterinari made in Calabria.
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da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia LETTERE AL DIRETTORE 28-07-2008 Lettere al direttore La strada per il cimitero Egregio direttore, nel nostro appennino nel comune di Berceto esiste un grazioso paese chiamato Pagazzano e come tutti i paesi ha anche un cimitero dislocato nelle vicinanze del paese. Questo cimitero era negli anni 50 raggiungibile tramite la strada comunale principale che collegava il paese alla Fondovalle. Poi negli anni 70 è stata costruita una strada (sempre comunale) piu rapida e quindi giustamente abbandonata la vecchia strada. Il problema che ora voglio segnalare è che per raggiungere il cimitero ora si devono percorrere circa 400 mt di salita percorrendo una strada che di strada non ha più nulla ma sembra di essere nel letto di un torrente tra fossi e cunette. Purtroppo non tutti possono permettersi un fuoristrada né danneggiare la vettura per rendere omaggio ai propri cari anche perchè non tutti sono baldi giovani da poter fare il sentiero a piedi. Ora io vorrei chiedere all'ente competente (Comune di Berceto? Comunità Montana? Consorzio Bonifica?) di intervenire con una sistemazione idrica (fosso) e quindi asfaltatura affinchè si possa rendere omaggio ai nostri defunti senza rischiare di rompere la vettura. Chiedo inoltre a qualche persona esperta della burocrazia se a causa delle condizioni disastrate della strada che porta ad un cimitero è possibile chiedere rimborso di eventuali danni. Claudio Ronzoni Parma, 21 luglio Due parole sul nucleare Egregio direttore, vorrei approfittare di questo interessante spazio (ogni giorno non vedo l'ora di arrivare alle ultime pagine del giornale e leggere le lettere) per fare una riflessione su una questione. Il nucleare. Questo fantasma che ricomincia ad aggirarsi. A nessuno è parso strano che, da quando questo governo ha ipotizzato il ritorno al nucleare in Italia, sono cominciate le perdite e le contaminazioni nelle centrali a noi vicine? Se esistono "notizie ad orologeria" beh queste ne fanno sicuramente parte. Voglio dire: come mai queste centrali in piedi da decenni hanno funzionato come orologi svizzeri fino ad ora (avete sentito per caso prima di questo mese notizie di contaminazioni?) e tutto ad un tratto cominciano a perdere come palloni bucati?! La Francia ha decine di centrali nucleari tanto che noi italiani compriamo anche energia da loro. Allora penso: vuoi vedere che quei furbacchioni dei francesi (ai quali non è ancora andata giù la sconfitta ai mondiali!) ci vogliono impaurire e scoraggiare dal costruire centrali nucleari per continuare a venderci la loro energia? E se le perdite in realtà ci sono sempre state? Ad ogni modo ci dicono che dobbiamo tornare al nucleare per non restare schiavi del petrolio, ma siete convinti che dopo chi costruirà le centrali ci regali l'energia o abbassi le bollette? Io non ho mai visto scendere una bolletta ma solo il mio conto corrente! Giuseppe Capano Salsomaggiore, 25 luglio Medici umani e professionali Signor direttore, si parla tanto di malasanità, di disinteresse, di infermieri che fanno questo lavoro per arrivare a fine mese, di medici che hanno dimenticato l'etica per barattarla con la carriera. Se ne parla tanto, spesso solo per sentito dire, riempendosi la bocca solo in virtù di un'esperienza vissuta da altri. Oggi voglio portare la mia, e non perché sia una voce fuori dal coro, ma perché lo sento come qualcosa di doveroso. Qualche settimana fa mio padre di 95 anni è stato ricoverato nel reparto di chirurgia d'urgenza del Maggiore. Pensavamo di riportarlo a casa il giorno stesso; pensavamo che la scrupolosità dei medici del pronto soccorso e quindi di quelli del reparto fosse eccessiva. Ma avevamo fiducia in loro: ai familiari e al paziente è la sola cosa che rimane da fare quando si entra in un ospedale. Mio padre è rimasto invece ricoverato per tre settimane e dopo un'operazione che alla sua età diventa sempre complicata anche quando è di routine, da pochi giorni è potuto tornare nella sua casa. Per tutto il tempo della sua degenza con infinita pazienza gli infermieri e i medici si sono prodigati per assisterlo in ogni momento della giornata. A causa della sordità gli hanno parlato a voce alta per farsi sentire, e quando si accorgevano che quello non bastava gli hanno sorriso per rinfrancarlo. Il professor Tamborrino che lo ha operato, gli ha invece spiegato abbassandosi sul letto, verso l'orecchio che sente di più, l'operazione che avrebbe dovuto affrontare. Quando io e mio fratello gli avevamo spiegato le difficoltà che avrebbe avuto per farsi capire e che forse sarebbe stato meglio se l'avessimo fatto noi, ci ha risposto - con una rara onestà umana e professionale che era una "responsabilità" che avrebbe dovuto prendersi lui. Ed è quello che ha fatto poco dopo, entrando nella camera di mio padre per spiegargli, con le parole più semplici possibili, e sempre sincerandosi che le sentisse, l'operazione che avrebbe dovuto affrontare. Ecco, in quella sua frase è condensato tutto. In quest'epoca così avara di uomini risoluti, della parola "responsabilità " si è perso il senso; il suo valore è diventato un peso da delegare ad altri. Sentirla pronunciare, riconoscerla, è stato come alleggerirci di una tensione. Un medico non può solo operare: deve curare. Esistono tanti modi per farlo, ma su tutti deve prevalere la sensibilità. Quella che anche mio padre ha avvertito perché dopo le parole del professor Tamborrino era più sereno ad affrontare l'operazione. Forse aveva "sentito", come noi, di essere nelle migliori mani possibili. Luciana Ceresini Parma, 26 luglio Ma Obama vincerà? Caro direttore, si parla tanto di viaggio trionfale di Obama ma dobbiamo tenere i piedi per terra e pensare che è stato applaudito come una rock star o un campione sportivo da gente che non sono i suoi elettori, con i quali dovrà invece confrontarsi il prossimo novembre. I sondaggi lo danno sempre favorito, anche se forse con qualche arretramento di recente, ma non dimentichiamo che anche alle ultime elezioni nel 2004 il candidato democratico John Kerry sembrava sicuro vincitore e poi invece è stato rieletto Bush perchè negli Usa c'è una maggioranza silenziosa negli stati centrali conservatrice e aliena ai cambiamenti. E questa volta il cambiamento sarebbe di rilievo data anche l'origine africana di Obama. Staremo a vedere. Roberto Castellano Salsomaggiore, 26 luglio Una persona gentile Gentile direttore, chiedo ospitalità al suo giornale al fine di ringraziare pubblicamente un gentilissimo sconosciuto che mi ha aiutata in un momento di difficoltà. Il fatto in sé è banale: il cambio di una gomma bucata. Giovedì 24 luglio u.s. ore 21,20 circa, in auto con un'amica e la sua bambina, mi sono fermata nello spiazzo tra la Pilotta e la rotonda di Ponte Verdi per cambiare la gomma bucata. Mentre armeggiavo con il cric, inginocchiata per terra (non trovavo l'incastro corrispondente sulla carrozzeria e mi ero rassegnata a cercare il disegno sul libretto delle istruzioni), tra il via vai indifferente di molti passanti, si è avvicinato un ragazzo in jeans e maglietta candida, una folta, lunga, riccia e biondo-rossa chioma raccolta in una coda di cavallo, fisico atletico, che con un sorriso ha detto: "Signora ha bisogno? Quando uno ha bisogno tutti spariscono" e mi ha cambiato la gomma, non senza fatica e sudore - i bulloni erano strettissimi ed io non sarei mai riuscita ad allentarli - e nonostante il continuo squillare del suo cellulare: era in ritardo per il suo appuntamento. Finita l'operazione, tutto sudato, sguardo aperto e sorriso solare, con la salviettina umidificata per pulirsi le mani (unica cosa che potevo offrirgli in quel momento oltre ai ringraziamenti) il ragazzo se n'è andato. Mi pare doveroso raccontare l'episodio ormai una rarità- perché la presenza di persone generose, disponibili e solidali, nonostante le dilaganti indifferenza e maleducazione, se non inciviltà, consente di sperare nel salvataggio dalla deriva incombente. Ringrazio di nuovo, attraverso il suo giornale, il mio anonimo "angelo salvatore". Lettera firmata Parma, 26 luglio Quelle banane sulle bancarelle Egregio direttore, con la presente vorrei fare una riflessione sull'articolo sui mercatini dei produttori agricoli, premetto che sono un commerciante ambulante del settore ortofrutta. Vede direttore sono estremamente convinto che pur togliendo qualcosina ai commercianti, la loro istituzione sia positiva... quindi sono assolutamente a favore del tutto che diventa senz'altro un completamento alle richieste del mercato. Mi permetta però di dissentire sulla parte dell'articolo che dice trattarsi esclusivamente di pochi loro prodotti stagionali. Vede, ripeto è giusto che il contadino possa vendere la sua insalata o i suoi pomodori. E fin qui tutto ok. Penso però sia altrettanto ingiusto che al fianco del coltivato in proprio si trovi di tutto. Per fare un esempio ed esagerando (ma nemmeno troppo) che un produttore della zona possa coltivare banane o carciofi o ciliegioni pugliesi e così via. Fabrizio Buia Parma, 25 luglio Pista ciclabile pericolosa Signor direttore, sono un abitante ed un ciclista di via Benedetta: che ogni giorno mi trovo a dover uscire dalla pista ciclabile che percorre parallela la via.... peccato che per uscire sulla via tutte le volte sia una roulette russa poiché l'erba è talmente alta che bisogna sporgersi parecchio in mezzo alla strada per attraversarla. Dopo ripetute telefonate ad Enìa per chiederne la pulitura a tutt'oggi nessuno ha provveduto... però rispondono al telefono delle gentili signorine che altro non possono fare se non prendere nota e sollecitare... per quel che può servire! Mi chiedo: deve capitare un incidente per accelerare questa benedetta pulizia? Oltre al fatto che non è certo un "bel vedere " un disordine di quel genere. continuano a fare le piste ciclabili... molto bene... ma cerchiamo di tenerle anche curate e pulite! Lettera firmata Parma, 22 luglio.
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da "Libertà"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Cipolle, fagioli, ciliegie e nocciole potranno essere commercializzati senza limiti di dimensione. Chi vuole denigrare l'azione dell'Unione europea usa molto spesso l'argomento delle misure dei cetrioli: ci sarebbe insomma chi si diverte, nelle istituzioni comunitarie, a decidere la circonferenza massima delle cipolle o la curvatura delle banane (invece di occuparsi di cose serie, sottinteso). La verità è che, fino ad oggi, tutte le norme esistenti sugli standard per i prodotti ortofrutticoli venivano introdotte su richiesta delle organizzazioni di produttori per tutelare il prodotto europeo. La decisione appena presa dai Paesi dell'UE, su proposta della Commissione, di abolire le norme su 26 diversi prodotti ortofrutticoli, oltre a semplificare le regole nel settore, toglie quest'argomento molto utilizzato dagli euroscettici. Il voto dei Paesi UE è ancora preliminare alla decisione formale che si terrà entro la fine dell'anno. Ma la strada è ormai tracciata: se non ci sarà uno stop nel processo, ormai piuttosto imprevedibile, la Commissione prenderà la decisione finale sull'abolizione degli standard. L'iniziativa rientra nel quadro della riforma dell'organizzazione comune di mercato dell'ortofrutta, presentata un anno fa dalla Commissione europea, e consolida il processo di semplificazione delle norme per i produttori del settore. Qualsiasi tipo di limite sulle misure viene abolito per ogni prodotto ortofrutticolo destinato alla trasformazione. Con l'attuale livello di prezzi è del tutto inutile, se non controproducente, gettare i prodotti che sono più grandi o più piccoli dei limiti determinati. Secondo la Commissaria europea all'agricoltura e allo sviluppo rurale Mariann Fischer Boel "Questo è un esempio concreto della determinazione della Commissione ad eliminare la burocrazia. Continuerò su questa strada. Non è compito dell'UE regolare queste cose: lo devono fare gli operatori di mercato. Inoltre questa misura ridurrà gli sprechi e farà l'interesse dei consumatori". La proposta mantiene gli standard di commercializzazione per dieci prodotti che costituiscono il 75% del valore di mercato nell'Unione europea: mele, agrumi, kiwi, lattughe, tra cui l'insalata a foglia larga e la cicoria riccia, pesche e nettarine, pere, fragole, peperoni, uva da tavola e pomodori. Le misure di albicocche, carciofi, asparagi, melanzane, avocado, fagioli, cavolini di Bruxelles, carote, cavolfiori, ciliegie, zucchine, cocomeri, funghi di coltivazione, aglio, nocciole, noci, cavoli, porri, meloni, cipolle, piselli, prugne, sedano a coste, spinaci, anguria e cicoria witloof saranno invece eliminate. M.F. 28/07/2008.
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da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-07-28 - pag: 5 autore: Ricerca. Il VII Programma Quadro Bologna scommette sulla Ue e fa il pieno di finanziamenti Il piatto italiano piange. Ma fuori confine ci sono occasioni ghiotte di finanziamento, almeno per gli atenei in grado di mettere sul piatto progetti di ricerca in grado di giocare in campo aperto la partita della competizione. E anche tra gli italiani queste capacità non mancano. Il VII programma quadro dell'Unione europea per la ricerca, avviato l'anno scorso (finirà nel 2013), ha già assegnato finanziamenti per 5,1 miliardi di euro (un decimo del budget totale), e 466 milioni sono finiti in Italia, divisi fra 603 progetti vincenti, soprattutto nei campi dell'Ict, della medicina e delle nanotecnologie. In termini assoluti, l'Italia per ora si ferma lontana dai 900 milioni abbondanti ottenuti dai tedeschi, o dai 660 milioni del Regno Unito. Anche i tassi di successo nelle proposte di coordinamento di progetti internazionali non brillano (gli italiani vincono nel 13,9% dei casi, contro il 27,9% degli olandesi o il 25,9% degli inglesi), ma le performance rispetto al precedente programma comunitario migliorano. E soprattutto, in un'università a macchia di leopardo come quella italiana, i numeri "di sistema" rischiano di non rendere pienamente giustizia alle nostre potenzialità. Che ci sono, e in qualche caso sembrano aver attivato il turbo. A Bologna, per esempio, l'occasione europea è stata presa seriamente, e in un anno e mezzo l'Alma Mater si è già aggiudicata 16,5 milioni di euro, riconosciuti a 55 progetti, e in carniere ha altre 60 proposte spesso elaborate a braccetto con le imprese locali riunite in Assindustria. Rispetto al VI programma quadro, il ritmo europeo dell'ateneo è raddoppiato e Bologna è balzata in testa nella classifica italiana dei finanziamentiUe superando anche atenei vocati in toto alla ricerca come i Politecnici di Milano e Torino e un colosso come La Sapienza (solo quinta nonostante le dimensioni). Per il rettore di Bologna, Pier Ugo Calzolari, i numeri Ue sono una stelletta luminosa, che oltre alla qualità dei progetti proposti ha altre due spiegazioni: "Questo successo – spiega il rettore – è anche il frutto della forte riorganizzazione interna, con cui abbiamo costruito un sistema reale di supporto alla ricerca articolato in diversi servizi, dal finanziario al giuridico". Il motore è costituito da un gruppo di giovani ricercatori che assistono nella preparazione dei dossier, e che instradano le pratiche sulla via migliore. C'è anche della "burocrazia", in senso nobile, alla base del successo, che si fonda poi con il dialogo fitto con l'industria: "Assoindustria – prosegue Calzolari – ci ha messo a completa disposizione alcuni collaboratori che sfruttano i nostri collegamenti internazionali per far viaggiare in ambito europeo progetti di diretto interesse delle imprese". Un modello che in Emilia sembra funzionare anche fuori Bologna, visto che nella Top 20 degli atenei italiani per progetti finanziati ci sono tutte le università della Regione, terra di una rete diffusa di imprese piccole e medie. Un primato che non può vantare nemmeno la Lombardia. Il grande assente, scontato, dalla classifica è il Mezzogiorno. Ma anche a Sud di Roma non tutta la realtà accademica suona la stessa musica. Se si misura la disponibilità di fondi per la ricerca in rapporto ai docenti, o la quota di finanziamenti esterni sul totale, a primeggiare in Italia sono le Università di Reggio Calabria e di Benevento. Piccole realtà, che non cambiano le tinte generali ma offrono qualche importante pennellata di speranza.
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da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: PRIMA data: 2008-07-28 - pag: 1 autore: ALL'INTERNO SANITà Risk management ancora poco diffuso - Solo il 79% delle strutture sanitarie ha attivato un'unità interna dedicata alla gestione del rischio. La figura del risk manager, inoltre, secondo i risultati di una ricerca Cineas sulla prevenzione degli incidenti, è presente solo nel 51% dei presidi. u pagina 9 di Norme e tributi LAVORO Formazione continua per il 10% degli addetti - Crescono i dipendenti coinvolti in progetti di formazione continua finanziati dai quindici Fondi paritetici interprofessionali, ma sono ancora solo il 10,3% dei potenziali beneficiari. Tempi lunghi e burocrazia frenano le iniziative di aggiornamentoe molte risorse restano inutilizzate. u pagina 19 AMBIENTE Più multinazionali attente all'ecologia - Secondo vari studi,l'obiettivo di dimezzare l'emissione di gas serra entro il 2050 è fattibile. Inoltre, il sistema europeo dei "carbon credit" funziona bene e senza gravi impatti negativi sull'economia.Ma soprende soprattutto l'atteggiamento di molte aziende, che adottano comportamenti "ambientalmente responsabili" in modo autonomo. La rivista Usa Fortune ha stilato la loro classifica. Mameli u pagina 13 L'ESPERTO RISPONDE Iva: le regole sul nolo di beni mobili dall'estero Nel definire la disciplina Iva da applicare al noleggio dall'estero, l'impresa deve prima di tutto distinguere il caso dei beni mobili (tipo muletti, ruspe) da quello dei mezzi di trasporto veri e propri (immatricolati). In Norme e tributi.
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da "Corriere Alto Adige"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA - data: 2008-07-27 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Murano: eccessiva rigidità. Il caso approda in giunta Contributi per lo sport Scontro società-Comune BOLZANO - Le società cittadine sono sul piede di guerra per i ritardi nell'erogazione dei contributi ordinari. "Il rapporto con l'Ufficio sport è problematico" sbotta il presidente della commissione Franco Murano. Ma non è solo l'opposizione a protestare. La gestione del direttore Gabriele Bucalo è oggetto di un promemoria all'ordine del giorno della giunta comunale: a sollevare il caso, il vicesindaco (ed ex assessore allo sport) Elmar Pichler Rolle. Murano, nella doppia veste di presidente della commissione e presidente dell'Fc Bolzano, si fa portavoce del disagio. "Il rapporto tra il direttore dell'ufficio e le società - afferma - è difficile. Il mondo dello sport è fatto in gran parte da volontari, che chiedono più attenzione e sensibilità, non solo burocrazia ". Esempi concreti? "L'anticipo sui contributi ordinari - prosegue Murano - di solito arrivava a giugno, mentre quest'anno è in grave ritardo. Un grosso problema per chi deve pianificare l'attività ". A PAGINA 5.
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da "Corriere Alto Adige"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-07-27 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Stagionali Sì della Camera al progetto Arrivano i voucher BOLZANO - è stata approvata dalla Camera dei deputati la norma che introduce per la prima volta in Italia i voucher per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati con i lavori stagionali in agricoltura. Il sistema dei voucher richiama i buoni pasto in uso da anni in molte aziende. Alle imprese agricole basterà acquistare un blocchetto di voucher, cartacei o telematici, da distribuire a seconda delle ore di lavoro effettuate dal dipendente. Ogni buono avrà un valore nominale di 10 euro (7,5 euro al netto delle tasse), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. Studenti e pensionati potranno ritirare il denaro presentando il voucher presso i soggetti convenzionati con il concessionario del servizio. In questo modo si garantiscono assicurazione e versamenti pensionistici a tutti quei lavoratori occasionali, come appunto studenti e pensionati, che trovano nei lavori stagionali un'opportunità di guadagnare qualcosa per integrare il proprio reddito, evitando il lavoro nero. Allo stesso tempo, i voucher semplificheranno degli adempimenti burocratici a carico delle imprese agricole, spesso di piccole e piccolissime dimensioni.
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da "Corriere Alto Adige"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-07-27 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Municipio Critiche alla gestione del Comune. Spagnolli: stiamo risolvendo "Contributi a singhiozzo" Società sportive in rivolta Murano: "Il rapporto non va". Il caso in giunta BOLZANO - In Comune scoppia il caso sport. Le società cittadine sono sul piede di guerra per i ritardi nell'erogazione dei contributi ordinari. "Il rapporto con l'Ufficio sport è problematico" sbotta il presidente della commissione Franco Murano. Ma non è solo l'opposizione a protestare. La gestione del direttore Gabriele Bucalo è oggetto di un promemoria all'ordine del giorno della giunta comunale: a sollevare il caso, il vicesindaco (ed ex assessore allo sport) Elmar Pichler Rolle. Le critiche Franco Murano, nella doppia veste di presidente della commissione e presidente dell'Fc Bolzano, si fa portavoce del disagio. "Il rapporto tra il direttore dell'ufficio e le società - afferma - è difficile. Il mondo dello sport è fatto in gran parte da volontari, che chiedono più attenzione e sensibilità, non solo burocrazia". Esempi concreti? "L'anticipo sui contributi ordinari - prosegue Murano - di solito arrivava a giugno, mentre quest'anno è in grave ritardo. Un grosso problema per chi deve pianificare l'attività. Ma un generale, tutto l'iter delle sovvenzioni è diventato faticosissimo, con continui intoppi. In passato bastava compilare un modulo, oggi ci vuole il commercialista. E al primo intoppo si blocca tutto". Il dibattito Anche in maggioranza si ammette che qualche problema c'è. "Effettivamente - riferisce Oreste Galletti, esponente degli Ecosociali in commissione - quest'anno c'è stato un ritardo sui contributi. Io stesso, su sollecitazione delle società, con alcuni colleghi ho chiesto la convocazione di una commissione per accelerare l'iter". Galletti spezza una lancia a favore dell'Ufficio sport. "Negli ultimi mesi il direttore ha sbrogliato molte questioni delicate: dalla nuova gara per la gestione del Lido al nuovo regolamento sui contributi, che introduce parametri più oggettivi. probabilmente c'è stato un sovraccarico per l'ufficio ". A questo proposito, l'assessore al patrimonio Sandro Repetto lancia un'offerta. "Ho sentito anch'io dei problemi. Per contribuire alla risoluzione - propone - avrebbe forse senso accorpare all'Ufficio patrimonio la competenza sugli impianti sportivi dati in concessione". Il sindaco Gigi Spagnolli prova a calmare le acque. "è vero che c'è stato un ritardo, ma è difficile attribuire responsabilità. Comunque ora le sovvenzioni sono state approvate e arriveranno a breve. La gestione Bucalo? Lui è molto preciso, al limite della pignoleria: questo è un bene, però è chiaro che non possiamo arrivare alla paralisi". Francesco Clementi Nervi tesi Un campo da calcio. La sfida dai campi si è spostata in municipio Confronto Franco Murano (Sopra) è presidente della commissione sport e dell'Fc Bolzano. Sotto, l'ingegnere Gabriele Bucalo, direttore dell'Ufficio sport.
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da "Nuova Venezia, La"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Prima Pagina OSPEDALE Disabili-choc "Prendeteci le impronte" MESTRE. "Prendeteci le impronte digitali, se serve. Ma basta burocrazia: basta fotocopie di documenti e permessi ogni volta che parcheggiamo". Una provocazione, quella di Federica, disabile mestrina. Il vicepresidente provinciale della Uildm, intanto, chiede al direttore generale Antonio Padoan: "Confermi con opposita ordinanza la gratuità del parcheggio" (nella foto). A PAGINA 11.
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da "Giornale.it, Il"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia N. 30 del 2008-07-28 pagina 0 Questi sono i veri nemici del federalismo di Mario Cervi Le maggiori nemiche del federalismo sono le regioni, almeno alcune. I migliori propagandisti del vecchio centralismo, pur carico di difetti, sono quei politici locali che hanno reso indigesto e in più d'un caso odioso il principio sacrosanto d'un decentramento del potere. Il cambiamento è per molti già diventato, e presto potrebbe esserlo per tutti, sinonimo di peggioramento. Se tante regioni a statuto ordinario, gratificate d'un più largo ambito di spesa da una cattiva riformetta del centrosinistra, ne approfittarono immediatamente per accrescere le indennità ai consiglieri anziché per creare nuovi asili, se i parlamentari nazionali - dopo che è stata affermata l'inutilità delle province - fanno a gara per istituirne di nuove, se lo Stato è disposto ad ingrassare le Regioni con ulteriori competenze ma di suo non vuole dimagrire neppure un po', se gli enti sperperatori individuano lo scialo sempre altrove, ma per quanto li riguarda si chiudono a riccio, il leggendario e fulgido "federalismo" davanti al quale si prosterna la Lega diventa un idolo infranto. E ad infrangerlo saranno stati anche i suoi più vocianti sacerdoti e apostoli. Qualche giorno fa mi è capitato d'esprimere dubbi sul federalismo fiscale - in sé un criterio d'assoluto buonsenso - non per una valutazione tecnica, ma perché sotto il mantello nobile del federalismo sono stati perpetrati i peggiori misfatti. Non abbiamo bisogno di formule astratte - la politica e la burocrazia sono maestre nel propinarle - abbiamo bisogno di concreti esempi virtuosi. Non ho dubbi sul fatto che la Lombardia sia capace d'amministrarsi bene. Ne ho invece tantissimi sul fatto che ad una accresciuta responsabilizzazione fiscale ed economica della Lombardia o del Veneto corrispondano una equivalente responsabilizzazione di Regioni dissipatrici nonché una accresciuta responsabilizzazione - da intendersi come snellimento - di quella balena arenata che è l'amministrazione italiana. Non voglio affastellare troppi temi al margine di questa inchiesta. Ma una vera riforma federalista dello Stato dovrebbe comportare a mio avviso l'abolizione delle regioni a statuto speciale: con lo scandalo d'una Sicilia che per gestirsi malissimo impiega, se ben ricordo, un personale sei volte più numeroso di quello lombardo. Le aree povere hanno diritto all'aiuto, ma devono anche meritarselo eliminando incrostazioni parassitarie intollerabili. Credo che le consulenze esterne siano deprecabili anche là dove i dipendenti sono in numero ragionevole. Nelle regioni del parassitario affollamento impiegatizio le consulenze sono uno scandalo. Chi le approva paghi di tasca sua, non prendendo i soldi dalle tasche dei contribuenti. SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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da "Opinione, L'"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Oggi è Lun, 28 Lug 2008 Edizione 156 del 26-07-2008 Inrervista a PAOLO ROMANI/ Continueremo a investire in Italia, anche se i tempi non sono buoni... di Silvia Sitari E'il tipico clan familiare emiliano solido e unito quello di Paolo Romani, che con il fratello Giorgio e il padre Lamberto, presidente fondatore, portano avanti la SERENISSIMA CIR, industria di ceramiche di Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia. Con 480 dipendenti e un fatturato che nel 2007 ha raggiunto i 105 milioni di Euro, raccoglie sotto di sé marchi come C.A.P.R.I., CERASARDA, MOMODESIGN CERAMICS. Nel corso del 2008, e nel 2009, sono previste le ristrutturazioni di CERASARDA, in settembre, e quella della CERCOM di Ferrara, altra acquisizione dell'azienda. E' bello ascoltare Paolo Romani, che ha idee chiare su come debba essere fatta la delocalizzazione e su come ci si debba difendere dalla concorrenza cinese. Ma che sa anche molto bene quanto sia importante il legame con il territorio e con le persone che condividono la mission aziendale. Come è nata la SERENISSIMA CIR? L'azienda è stata fondata da mio padre Lamberto, nel 1969, che come molti imprenditori locali viene da un'attività legata alla terra. Dalla terra iniziò a produrre mattonelle. Erano gli anni del boom economico e chi ha avuto coraggio, investendo quello che aveva, è riuscito a fondare la propria azienda. Da allora l'azienda è sempre andata avanti ed è cresciuta. Verso la fine degli anni '80 mio fratello Giorgio entrò in azienda, e nel '92, sono entrato io e viene fatta la prima acquisizione: la Ceramica CIR che in quegli anni aveva un fatturato di circa tre miliardi delle vecchie lire. Nel 2000 è la volta della C.A.P.R.I., marchio storico della ceramica. Nel 2002 acquisiamo CERASARDA, l'azienda di ceramiche fondata dall' Aga Khan, alla fine degli anni '60, per ornare i suoi alberghi e le sue case in Costa Smeralda. E come andò? Penso per caso. l'Aga Khan ad un certo punto, decise di lasciare la Sardegna e liberarsi di alcune proprietà. CERASARDA era un marchio molto importante specie riguardo all'immagine. Una studio di Roma ebbe l'incarico di cercare aziende che potessero rilevarlo e arrivò una mail anche a noi. Dopo aver analizzato la cosa, attraverso la Meridiana, facemmo l'acquisizione. Dal momento che suo padre è in azienda con lei e suo fratello Giorgio, il testimone lo tiene ancora lui? Mio padre, che ha 71 anni, viene tutte le mattine in azienda. E' ben attivo e arzillo, e si alza sempre prima di tutti, dice che va in pensione ma in realtà continua a fare l'imprenditore e, come tutti questi, andrà in pensione quando non potrà più venire in azienda. Poiché è colui che ha costruito, e vissuto, l'azienda penso che proprio questo suo vissuto non riuscirà a trasmetterlo a noi. Come convivono queste tre anime insieme? Pur avendo ciascuno la propria famiglia viviamo in un unico posto e, dunque, possiamo dire che facciamo almeno tre consigli di amministrazione al giorno! Mio padre, a differenza di altri imprenditori locali nel momento dell'ingresso dei figli in azienda, ha avuto il grande merito di mollare completamente i rami del commerciale e del marketing a noi figli. Ovviamente gli abbiamo dato prova di saper fare, altrimenti non saremmo qui a parlarne. Oggi andiamo d'amore e d'accordo e lui sa di potersi fidare di noi. Certo, come succede in tutte le famiglie, abbiamo i nostri diverbi e conflitti generazionali nell'ambito lavorativo ma i nostri rapporti si fondano su grande affetto e stima reciproca e questo trova riscontro nell'azienda. Come si rapportano, la vecchia e la nuova generazione, con i dipendenti? Uno dei nostri punti di forza è quello di aver avuto un bassissimo turn over. Questo significa che negli anni siamo riusciti ad avere dei dipendenti fedeli, che abbiamo portato alla pensione. E' chiaro che nel momento del ricambio qualche conflitto generazionale c'è stato perché noi figli avevamo anche bisogno di avere gente giovane, persone coetanee con cui costruire un rapporto di fiducia per portare avanti, a nostra volta, l'azienda. Come abbiamo ancora delle persone che sono state accanto a mio padre negli anni, così stiamo costituendo con mio fratello un gruppo di persone coetanee che divenga il nostro supporto aziendale. E, al momento, questa convivenza va abbastanza bene. E i vostri figli? Diciamo che, al momento, sono tutti ancora piccoli. Mio fratello ed io abbiamo due figli e due figlie. Certo io spero vivamente che, una volta raggiunta l'età, vogliano raccogliere il testimone. Però, come padre, devo anche mettere nel conto che potrebbero voler fare un altro mestiere, e allora il trauma sarà grosso perché bisognerà pensare a manageriare l'azienda, cosa che fino ad oggi abbiamo evitato. Che rapporto ha la sua famiglia con il territorio? Questo è un altro nostro punto di forza: molti figli di dipendenti hanno fatto le scuole con me e mio fratello e, ancora oggi, il sabato sera usciamo insieme, smettiamo di essere imprenditore e dipendente e stiamo insieme da amici. Questo, in un tessuto locale ristretto come il nostro, ha un valore molto importante. Cosa pensa della delocalizzazione? Abbiamo 480 dipendenti, dei marchi che non sono in concorrenza tra di loro e siamo in crescita. Mio fratello ed io sappiamo bene che se ci fermiamo a vedere cosa succede veniamo sorpassati dagli altri, quindi dobbiamo decidere se crescere attraverso finanziamenti o con l'ingresso di qualche banca. La delocalizzazione, oggi, è necessaria perché i costi sono diventati elevatissimi specie per le materie prime. Come gruppo, ancora non lo abbiamo fatto, e tenteremo fino in fondo di non farlo, anche se è possibile che in futuro saremo costretti, almeno per una parte della produzione. Ad esempio in Ucraina o in Bielorussia, dato che la maggior parte delle materie prime viene da quei paesi. Ma non sarà "un chiudo qui e apro là" ma una delocalizzazione mirata, e soprattutto ciò che produrremo lì sarà indirizzato a quelle aree di mercato, e non a quella italiana o a quelle europee, dove, la nostra produzione italiana, è già diffusa. Veniamo alle Istituzioni locali e nazionali... Comune, Provincia e Regione fanno ben poco nonostante quello che si vuol fare apparire. Le uniche cose positive arrivano dalla Camera di Commercio o dall'Associazione di categoria. Con le istituzioni locali, fino a poco tempo fa, abbiamo avuto delle divergenze. Adesso stanno cominciando ad interessarsi alle richieste degli imprenditori a causa della difficoltà di molte aziende e quindi dei lavoratori. Anche in Sardegna, dove la Regione è a statuto speciale e dove, quindi, pensavamo di poter accedere a qualche cosa abbiamo ottenuto poco nonostante si sia mantenuta la denominazione di Cerasarda S.p.A.: a questo punto la faremo confluire in un'unica società. Cosa invidiamo a quelle aziende che fanno ceramiche in Europa? La produzione più importante è italiana e spagnola, non ci sono altri produttori di rilievo. Diciamo che gli spagnoli non hanno avuto costrizioni dal punto di vista ambientale mentre noi, dal 1975, ci siamo dovuti adeguare alle nuove leggi, quindi abbiamo speso molto. E questo, a livello di concorrenza sui prezzi, si è sentito anche se sono ben contento di essere, oggi, all'avanguardia sotto l'aspetto ecologico. Le aziende spagnole sono in grossa crisi perché lavoravano molto per il mercato interno e per quello extraeuropeo, specie sotto il governo Aznàr e all'inizio di quello di Zapatero, e questo non li ha favoriti. Ma il problema vero, per italiani e spagnoli, è dato dalla Cina: lì lavorano a condizioni diverse dalle nostre e possono venire sul mercato con prodotti di qualità ma a prezzi molto più bassi. Ciò accade specie nel mercato australiano o in quello dell'estremo oriente che prima era appannaggio solo di noi italiani. E' una concorrenza che non possiamo sostenere. Cosa si può fare per fronteggiare questa concorrenza? L'associazione della Confindustria ceramica deve fare in modo di istituire delle regole ferree in modo che il prodotto cinese che entra in Italia sia sottoposto alle stesse regole relative alla sicurezza e all'ambiente che, peraltro, noi siamo obbligati a rispettare per entrare nel mercato cinese. Abbiamo instaurato di recente un rapporto con un imprenditore di Taiwan venendo a contatto con una burocrazia folle, che ci impone regole che le aziende locali non seguono affatto. Diciamo che un pochino di "sano protezionismo" bisognerà applicarlo per evitare di essere invasi dal prodotto cinese che, alla fine, non porterà ricchezza a nessuno e impoverirà molti.
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da "Arena.it, L'"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 28 Luglio 2008 LE NUOVE FRONTIERE. ormai una realtà a Borgo Roma il servizio di ginecologia oncologica voluto dal dottor Franchi. Ma per la burocrazia non esiste ancora In prima linea contro i tumori delle donne Gli interventi sono passati dai 71 del 2004 ai 300 di quest'anno; nel 2004, 39 cicli di chemioterapia contro gli 800 del 2008 Una esperienza unica nel Veneto che forma nuove professionalità non previste dagli atenei Nei casi affrontati da centri specialistici, sopravvivenza e guarigione sono più alte     Elena Zuppini Come spesso accade nel nostro Paese, la professionalità e l'intraprendenza delle persone cammina mille passi avanti rispetto alla burocrazia e da questo non è esente nemmeno il mondo della sanità. Un esempio è il Centro di ginecologia oncologica del Policlinico di Borgo Roma, che sulla carta formalmente non esiste, ma che concretamente lavora per la salute delle donne. Nato nel 2003 con l'arrivo al "Giambattista Rossi" del professor Massimo Franchi, il Centro appartiene all'Unità operativa di Ostetricia e ginecologia del nosocomio universitario scaligero, diretta dallo stesso Franchi. Un unicum nel Veneto, che si avvale dell'esperienza della sanità lombarda, da cui Franchi proviene, e di poche altre realtà italiane, ma si basa soprattutto sul modello proposto dalla Siog, la Società italiana di oncologia ginecologica. "La filosofia del Centro - spiega il direttore - ha come cardine la figura del ginecologo-oncologo, una specializzazione non contemplata dal nostro sistema universitario, a differenza di quanto avviene negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Portogallo. una professionalità quindi che si acquisisce sviluppando un interesse personale, tramite la partecipazione a convegni, a corsi di aggiornamento, a studi nazionali e internazionali, all'appartenenza a società scientifiche in cui la ginecologia che cura le malattie tumorali dell'apparato genitale femminile costituisce un tema preminente". Una figura però necessaria per la cura di queste malattie neoplastiche: la lettura medica riporta dati che indicano una ridotta sopravvivenza per quelle donne che, colpite da cancro all'utero piuttosto che alle ovaie o alle tube di Falloppio, vengono seguite chirurgicamente da un chirurgo generale o dal ginecologo senza esperienza specifica in ginecologia oncologica. "Non si tratta di sminuire queste professionalità - precisa Franchi - ma il chirurgo generale o un normale ginecologo pur avendo un'elevata capacità tecnica, conoscono poco la storia naturale della malattia, tanto che dopo l'intervento inviano la paziente dall'oncologo medico per eventuali cure radio o chemioterapiche". Accade così che la donna passi da uno specialista all'altro senza una continuità assistenziale, con delle conseguenze anche sul piano psicologico. "Con la creazione di questo Centro abbiamo voluto evitare proprio questo: la figura del ginecologo-oncologo (il sottoscritto e la collega Silvia Giudici) ha proprio il compito di prendersi in carico la paziente dalla diagnosi e seguirla per tutto il corso della malattia, coordinando tutte le altre figure professionali fondamentali per ottenere dei risultati positivi", precisa ancora il medico. Infatti le malattie neoplastiche dell'apparato genitale femminile, soprattutto allo stadio avanzato, richiedono interventi molto complicati con l'esportazione, a volte, di utero e ovaie e la demolizione della vescica e del retto. "Noi ci avvaliamo della consulenza e dell'apporto dei chirurghi generali, dell'urologo e del chirurgo plastico". "In sala operatoria", prosegue, "è presente poi un anatomopatologo specializzato nei tumori femminili. All'equipe appartengono anche i medici esperti in radioterapia, mentre le cure chemioterapiche vengono somministrate in day hospital direttamente nella mia Unità operativa. Il tutto coordinato dal ginecologo-oncologo che traina tutte queste figure ad una specializzazione sempre più approfondita in questo ambito dell'oncologia". Un'organizzazione che agisce interamente nel pubblico - le pazienti accedono al Centro tramite impegnativa e lo stesso accade per la consulenza degli specialisti - e premiata dai numeri: ogni settimana sono inviati al quarto piano del Policlinico dai quattro ai cinque casi gravi provenienti anche da fuori regione; gli interventi di ginecologia oncologica di una certa rilevanza sono passati dai 71 del 2004 ai 258 nel 2007 e probabilmente quest'anno sfioreranno i 300; nel 2004 i cicli di chemioterapia sono stati 39 contro gli 800 che si prevedono per il 2008. "Siamo una realtà ancora troppo giovane per poter presentare i indici di sopravvivenza dei casi da noi trattati", precisa il ginecologo. "Quelli che stiamo monitorando sono in linea con i migliori attestati dalla letteratura internazionale. La ginecologia oncologica è una disciplina sempre in evoluzione: se la patologia viene affrontata nel suo stadio iniziale la percentuale di guarigione è alta e le tecniche chirurgiche, come la laparoscopia, hanno diminuito il numero degli interventi demolitivi. L'impiego poi di nuovi chemioterapici permette di ottenere degli interessati risultati anche nei casi più gravi". Resta fondamentale, però, insiste Franchi, che "simili tumori, che sono abbastanza rari, siano affrontati da Centri specialistici perché, studi internazionali alla mano, questo incide pesantemente sulla sopravvivenza e guarigione delle pazienti". Cosa che nel Veneto non avviene: nel 2007 il 18 per cento dei tumori dell'ovaio sono stati operati in prima battuta in reparti non di ginecologia. E ancora 55% delle pazienti operate per carcinoma ovarico subiscono l'intervento in nosocomi in cui vedono meno di dieci casi all'anno. Il 24% di queste in realtà ospedaliere che seguono meno di quattro casi all'anno. "Sono dati che non temo di definire drammatici e preoccupanti", conclude Franchi.
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da "Arena.it, L'"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 28 Luglio 2008 ARSENALE. LA COMMEDIA DAL LIBRO DI PARKS Riservati e fieri: gli italiani visti da uno straniero Teatro Impiria ne propone un ritratto vivace e realistico     Silvia Bernardi Il tipo italiano? Riservato, ancorato alla tradizione, ingarbugliato nella burocrazia, al centro di un microcosmo che non è più grande del condominio dove vive. Così almeno lo vede lo scrittore inglese Tim Parks nel suo libro Italiani uscito negli anni '90. Il tipo italiano-veneto? Ha come punto di riferimento frate Indovino, è diffidente ma alla fine generoso, fiero di essersi conquistato una casa e una posizione, ancora più fiero delle origini. Così lo vedono l'autore teatrale David Conati e il regista Andrea Castelletti che hanno portato in scena con il Teatro Impiria un adattamento originale del testo di Parks, Italiani che commedia. Un ritratto vivace e realistico, ironico e profondo che il pubblico del "Festival del teatro" ha dimostrato di apprezzare nelle sei sere di repliche all'Arsenale, sempre affollate. L'interno di quattro appartamenti diventa la scena ideale di uno spettacolo che procede per quadri. Nel primo tempo vengono presentati i personaggi mentre vivono la vita di tutti i giorni: l'anziana spiritosa, la sua "antagonista" posata, la famiglia per bene, l'adolescente ribelle, il bullo di paese. In scena ci sono anche Tim Parks e la moglie che si inseriscono nel mini-contesto abitativo portando quel vento di novità che prima scompiglia le cose, ma poi lascia un'aria pulita e rinnovata. Nel secondo tempo, alla diffidenza iniziale subentra "lo scambio culturale" che porta a galla vizi e virtù di un Belpaese, vittima dello statalismo ma che non ha perso la voglia di pensare al futuro. La regia mossa e vivace sottolinea la recitazione di un gruppo di attori ben affiatati tra cui spicca per ironia e carattere la Lucilla di Sido. Veritiero il Tim Parks di Dario Conti, ma tutta la compagnia mostra puntualità nel presentare i caratteri di un testo arricchito di alcune citazioni veronesi che danno ancora più colore.
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da "Corriere Adriatico"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Contributi non erogati, si riaccende la polemica "Poca attenzione ai disabili Sono solidale con Serghei" TOLENTINO - Una nostra lettrice, Silvia Tiranti, scrive per testimoniare la sua solidarietà a Sergio Fulgi, per tutti Serghei. "Io sono figlia di un invalido civile che recentemente ha acquistato un'automobile usufruendo dei benefici previsti dalla legge 104 del 1992 e ho trovato lo stesso identico problema - si legge nella lettera -. Mi domando se le persone competenti in questo campo abbiano una specifica qualifica e adeguate conoscenze delle leggi a favore dei soggetti più deboli. Per quanto riguarda gli uffici e gli assessorati competenti del Comune di Tolentino è facile presentarsi a feste e iniziative a favore dei più deboli, allora perchè non intervenire a favore di queste persone anche se l'evento si svolge dietro una scrivania privata piuttosto che davanti alle telecamere? Fortunatamente io sono una studentessa in legge e riesco a destreggiarmi abbastanza bene tra la troppa burocrazia italiana, pur trovando spesso molte difficoltà, ma mi domando chi può aiutare persone come il signor Fulgi a trovare la soluzione adatta. Se non si provvede dal piccolo centro cittadino non scandalizziamoci poi se a livello nazionale le cose non sono migliori e non nascondiamoci sempre dietro a comitati di partito più grandi, bisognerà assumersi prima o poi le proprie responsabilità. In bocca al lupo Serghei e tenga duro!".
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da "Virgilio Notizie"
del 28-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Sicuro Al via procedura d'emergenza su appalti per il recupero urbano postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 28 lug. (Apcom) - Abbreviare i tempi della burocrazia avviando una procedura di emergenza per arginare e risolvere il problema della droga a Torino. E' quanto emerso dall'incontro odierno fra il sottosegretario all'Interno, Michelino Davico, il prefetto, Paolo Padoin, e il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino. "Si procederà - ha detto Davico - affidando un'azione di tutela e garanzia al prefetto". "Sarà necessaria una deroga alla normale procedura per velocizzare l'assegnazione degli appalti che avvieranno i lavori di recupero urbano, facendo uscire la zona del Tossic Park dal degrado. Non è prevista - ha sottolineato Davico - l'assegnazione di alcun potere straordinario al prefetto, ma gli verrà attribuita una delega amministrativa che permetterà di ridurre i tempi per gli appalti". L'area del Tossic Park sarà recintata e dotata di videosorveglianza. Dopo questa fase, sarà possibile assicurare, fin da settembre, la sicurezza della zona con la presenza delle forze dell'ordine "e se necessario - conclude Davico - anche dell'Esercito".
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da "Sestopotere.com"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia (28/7/2008 21:10) | (Sesto Potere) - Torino - 28 luglio 2008 -La Giunta regionale, su proposta degli assessori al Welfare, Teresa Angela Migliasso e alla Salute, Eleonora Artesio, ha stanziato 7.797.985,90 euro provenienti dal Fondo nazionale per la non autosufficienza, per la creazione o il rafforzamento (nei presidi in cui sono già stati istituiti) degli sportelli unici di accesso ai servizi socio-sanitari. Gli sportelli unici, previsti nel Piano socio sanitario regionale, sono servizi di primo accesso dove il cittadino incontrerà operatori professionisti in grado di: - fornire puntuali informazioni sui percorsi e sulle opportunità offerte dai servizi sanitari e sociali -orientare nella rete dei servizi - dare risposte integrate socio-sanitarie rispetto a problematiche complesse - avviare le procedure per l'attivazione dei servizi sanitari e sociali - fornire accompagnamento nei percorsi individuali Ad esempio, rivolgendosi allo sportello unico, il cittadino potrà ricevere la necessaria modulistica e presentare le domande per: l'Unità di Valutazione Geriatria o l'Unità di Valutazione Handicap, l'assegno di accompagnamento, tutte le prestazioni integrate socio-sanitarie (quali l'assegno di cura, il buono servizio ecc..). Riceverà, inoltre, le prime informazioni sulla tempistica della procedura, sulla data di convocazione delle commissioni multidisciplinari o dell'appuntamento con i servizi territoriali. Gli sportelli dovranno porre particolare attenzione a migliorare e facilitare l'accesso ai servizi soprattutto per i cittadini non autosufficienti e verranno organizzati a livello distrettuale attraverso specifici protocolli operativi tra le Aziende Sanitarie e i Soggetti gestori delle funzioni socio-assistenziali. Nella loro impostazione potranno essere coinvolti anche altri attori del sistema sociale e comunitario locale. “Con l'istituzione o il rafforzamento del servizio di sportello unico - sottolinea l'assessore Migliasso - vogliamo strutturare un sistema che consenta al cittadino di essere accolto in un luogo capace di rispondere con completezza e precisione alle diverse domande, evitandogli di perdersi nei meandri della burocrazia, con l'obiettivo di semplificare ed agevolare sempre più l'accesso alle prestazioni socio-sanitarie”. “Il provvedimento - aggiunge l'assessore Artesio - rappresenta un altro importante passo in avanti sulla strada dell'attuazione del piano socio-sanitario, che si pone come obiettivo quello di mettere al centro del percorso assistenziale il cittadino, con l'introduzione di nuovi modelli organizzativi – come appunto lo sportello unico – che garantiscano alle persone di essere accompagnate e aiutate a trovare agevolmente le risposte più adatte ai propri bisogni e a fruire di tutte le prestazioni che il sistema mette loro a disposizione”.
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da "Gazzetta di Mantova, La"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Trevenzuolo. Nuovi problemi burocratici Autodromo, il cantiere slitta al prossimo anno TREVENZUOLO (Vr). Slittano al 2009 i lavori per la costruzione dell'autodromo del Veneto, una volta conclusasi la procedura di valutazione dell'impatto ambientale, per terminare tra i 3 e i 7 anni. Lo ha annunciato Martino Dall'Oca, presidente della Società Autodromo Spa chiarendo che lo slittamento "è dovuto esclusivamente a una dilatazione dei tempi della burocrazia". Nel sottolineare che "quest'opera rappresenta una nuova e grande opportunità per l'intero territorio", Dall'Oca definisce le recenti affermazioni del Wwf sulla stampa "inutili e fuorvianti strumentalizzazioni" perché "basterebbe leggere attentamente le carte per sapere che il progetto è stato interamente predisposto nel rispetto della normativa urbanistica e ambientale". Sottolinea che sui 4 milioni di mq sarà ricavata una superficie boschiva di circa 80 ettari con la messa a dimora di 50mila nuovi alberi. Tutti gli interventi prevedono il massimo contenimento del consumo di energia "che sarà per la sua totalità prodotta con fonti alternative rinnovabili come il fotovoltaico". Dall'Oca interviene ancora una volta sulla viabilità precisando che il progetto prevede la realizzazione di un nuovo casello autostradale sulla A22 in Comune di Vigasio. Da qui partirà una strada a 4 corsie che permetterà di raggiungere la zona dell'autodromo senza che il traffico coinvolga l'attuale rete stradale. "Come più volte è stato strumentalmente scritto" continua il presidente Dall'Oca "non ci saranno interventi con denaro pubblico nelle infrastrutture perché saranno tutte a carico dei privati e la nuova viabilità sarà anche al servizio del territorio". Infine sulla creazione di posti di lavoro, Martino Dall'Oca ricorda che sono stimati in circa 15mila "con un progetto socio-compatibile e a basso impatto che opera attraverso un approccio innovativo nella produzione e uso dell'energia e migliorando la viabilità e quindi la mobilità delle persone". In sintesi l'autodromo e i suoi annessi, secondo i progettisti, integreranno la capacità di attrazione della città di Verona e del suo territorio "e si migliorerà la qualità della vita e di chi ci vive, lavora o semplicemente visita per turismo" osserva Dall'Oca. Lino Fontana.
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da "Stampa, La"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia SANITA' NOVITA' PER L'ESENZIONE La Regione semplifica le regole per il ticket La Regione toglie un po' di burocrazia dalle spalle dei malati. La giunta di via Fieschi ha deciso che non è più obbligatorio presentare ogni anno l'autocertificazione per poter avere l'esenzione dal pagamento del ticket per motivi di reddito. L'Asl2 ha reso noto che le autocertificazioni già presentate saranno valide anche per gli anni successivi, senza bisogno di essere rinnovate, tranne nei casi in cui fosse variato o decaduto il diritto all'esenzione. Vediamo: hanno diritto all'esenzione per reddito o condizione economica i soggetti con reddito familiare inferiore a 36.151,98 euro, i disoccupati iscritti ai centri per l'impiego, i lavoratori in mobilità e familiari a carico, i lavoratori in cassa integrazione e familiari a carico, i cittadini con meno di 6 anni e più di 65, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro, i titolari di pensioni sociali e familiari a carico, i disoccupati e familiari a carico appartenenti a un nucleo con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza di coniuge e di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico, i titolari di pensioni al minimo con più di 60 anni e familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato a 11.362,05, in presenza del coniuge e di 516,46, per ogni figlio a carico. \.
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da "Gazzetta di Reggio"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il ministro del tesoro Giulio Tremonti, illustrando la sua ricetta economica, parte da un presupposto: la crisi economica in atto è molto simile a quella del 1929. "La nostra linea politica si sviluppa su tre direttrici - spiega Tremonti -. Non sono tre fasi una dopo l'altra, ma contemporanee: stabilizzazione dei conti pubblici, piattaforma di sviluppo, riforma dello stato e federalismo. La coppia decreto-disegno di legge di giugno fa per la prima volta sua l'agenda di Lisbona con un forte blocco di provvedimenti. Mi riferisco a concentrazione dei fondi europei, all'avvio del programma nucleare, al piano case con l'uso razionale della cassa depositi e prestiti, alla liberalizzazione dei servizi pubblici locali, alla riduzione della burocrazia e, anche, alle università che possono diventare fondazioni".
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da "Italia Oggi"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ItaliaOggi ItaliaOggi -Primo Piano Numero 179, pag. 4 del 29/7/2008 Autore: di Pierluigi Mantini Visualizza la pagina in PDF NEO - DEM L'industria del turismo non può più attendere Una misura sull'estensione del "lavoro accessorio" per le imprese familiari, forse un posticino nell'enfatico comitato per l'internazionalizzazione. Con la manovra finanziaria 2009-2011, tra aumento delle detrazioni e diminuzione della deducibilità fiscale, i conti del turismo non tornano, non migliorano. Ci si attendeva di più, perché ormai si parla di vera e propria crisi del turismo per il Bel Paese. Afflitto dalla competizione globale, dall'aumento del petrolio e dall'euro troppo forte per gli americani, da un rapporto qualità-prezzi poco competitivo e poco monitorato, da molta burocrazia, da gap fiscale e infrastrutturale e da una governance ancora basata sulle "piccole patrie" regionali, sono sempre più lontani i tempi in cui il Grand Tour in Italia era un imperativo d'obbligo per romantici e vacanzieri. Secondo le rilevazioni dell'Osservatorio turistico-alberghiero di Federalberghi-Confturismo, nei primi sei mesi del 2008 gli alberghi italiani, con 106,3 milioni di presenze (rispetto ai 107,7 milioni del 2007), hanno perso l'1,3% rispetto al primo semestre del 2007, con una perdita secca di quasi 1,5 milioni di notti dormite. Ciò pur a fronte dei dati in controtendenza dei prezzi degli alberghi. Infatti dai tabulati dell'Istat emerge come l'aumento dei prezzi degli alberghi italiani da gennaio a giugno sia stato dello 0,2% rispetto ad un costo della vita salito al 3,3%. Analizzando i dati sulla componente turistica nazionale e internazionale, osserviamo che la clientela italiana ha fatto registrare un lievissimo aumento dello 0,5% (con 56,4 milioni di presenze rispetto ai 56,1 milioni del 2007) a fronte della perdita del 3,3% dei clienti stranieri (con 49,9 milioni di presenze rispetto ai 51,5 milioni del 2007). Nel solo mese di giugno gli alberghi hanno registrato diminuzioni su tutto il fronte della domanda: quella complessiva (28,1 milioni di presenze) è scesa del 4,0%, quella italiana (16,0 milioni di presenze) del 3,2% e quella straniera (12,1 milioni di presenze) del 5,0%. Le cifre sono preoccupanti e confermate dai giudizi dei principali attori. Bernabò Bocca presidente di Federalberghi-Confcommercio afferma che "il turista non è una vacca da mungere e non si può contenere il dissesto dei comuni con nuove imposte di soggiorno. Piuttosto si ripristini un'autorità centrale come il ministero del turismo". Daniel John Winteler presidente di Federturismo-Confindustria sostiene che "è necessario varare d'urgenza un piano strategico. Senza un programma ben definito non si può realizzare un sistema di servizi moderno e maturo". Roberto Corbella presidente Astoi, lancia la suggestione della "macchina del turismo" per l'Italia. Il presidente di Assoturismo-Confesercenti, Claudio Albonetti, ritiene che occorre "una forte riduzione dei costi e della pressione fiscale che sfiora il 75%" mentre il direttore generale dell'Enit Eugenio Magnani si preoccupa per la "contrazione delle vendite del prodotto Italia da parte dei tour operator statunitensi con un calo dell'8-10%". Ma animo, non è il caso di abbattersi, occorre reagire, siamo nel pieno della stagione e la Michela Vittoria Brambilla è grintosa e preparata. Ma occorre che ciascuno abbia più cura e qualità per la nostra industria del turismo ed è necessario che la Brambilla sia ascoltata dal resto del governo, Tremonti compreso. Intanto ci chiediamo se Massimo Cacciari faccia bene a rivendicare una city tax di 1 euro per l'ingresso nelle città d'arte afflitte dall'impatto del turismo "mordi e fuggi" e cosa fare per incrementare il turismo on-line e la destagionalizzazione. Ma ce lo chiediamo da troppo tempo e da settembre occorrerà qualche seria risposta.
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da "Secolo XIX, Il"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Finalmente " i politici", gli "economisti", gli "esperti" utroque versum si sono resi conto di ciò che noi comuni mortali andiamo considerando da decenni: il Bel Paese si è fermato e declina! Non tanto per i nodi strutturali di sempre, non per la naturale insufficienza di fonti energetiche (e il sole?), o per la carenza di materie prime alimentari, a causa di infrastrutture obsolete o per una burocrazia indicibile e via così. Piuttosto per mancanza di idee, intendo idee costruttive, dirette al bene comune e non a interessi individuali, familistici, di bottega, di "albergo", di partito. L'Italia si è bloccata anche perché non è stata mai fatta luce definitiva, incontrovertibile sui suoi misteri, da quelli di mafia a quelli di natura finanziaria. Del resto chi ha cercato di far chiarezza dove regna la lex criminalis ora sorride da qualche lapide alla memoria. Siamo proprio certi che ogni male ci derivi dai variopinti e disperatamente allegri extracomunitari che affollano le nostre strade e che, tra parentesi, abbiamo cercato in origine proprio noi per le nostre imprese e per i lavori da noi disprezzati? Non è tempo per un collettivo, tutto italiano, esame di coscienza? Mirco Gambolò SERRA RICC (GE) 29/07/2008 tax corner i quesiti su imposte e tasse avvocato SARA ARMELLA Scrivere a: Il Secolo XIX piazza Piccapietra 21 rubrica: Tax Corner - 16121 Genova fax. 010 5956060; e-mail: taxcorner@ilsecoloxix.it 29/07/2008 L'esame di coscienza collettivo e conseguente pubblica confessione fa parte della tradizione riformata e non di quella cattolica, e non mi pare che nella cattolicissima Italia possa entrare in auge di questi tempi. Farsi l'esame di coscienza richiede poi la coscienza di possedere una coscienza, mi scusi il bisticcio, e mi dica lei quante tra le persone e le personalità che a vario titolo conosce nei vari modi della conoscenza sono secondo lei in grado e in voglia di dedicarsi al faticoso esercizio di coltivare la propria coscienza e di metterla poi in discussione. E non nel segreto della confessione o nell'intimità del proprio lettuccio, ma al cospetto dei concittadini. Ciò detto la crisi del Paese ha molte ragioni, ovvietà questa che la prego di perdonarmi, tra cui tutte quelle da lei elencate più un altro centinaio che elencano sobriamente ogni giorno i commentatori politici ed economici, assieme ai politici puri e gli economisti quintessenziali. A queste vogliamo o no aggiungere le ragioni che intravedono i comuni mortali la mattina davanti al cappuccino o al pezzo di focaccia? Certo che sì. Sa cosa mi preoccupa di più di questa crisi e delle sue cause? Che viene dopo una decina di altre, nessuna delle quali sondata come si sarebbe dovuto. Ancora oggi non risulta risposta convincente all'onesta domanda, datata anni '30 del secolo scorso, posta da Petrolini: Ma cos'è questa crisi? Tararatararà?. 29/07/2008 La rubrica "Tax Corner" va in vacanza. Tornerà martedì 2 settembre. 29/07/2008.
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da "Arena, L'"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia BRENZONE. Il servizio forestale regionale ha fretta di aprire il cantiere, che deve essere chiuso prima dell'inverno Frenata dalla burocrazia la strada per le malghe di Barbara Bertasi "O adesso o mai più". Anna Paola Perazzolo, responsabile dei lavori sul Baldo per il Servizio forestale regionale vuole prolungare la strada comunale Valvaccara fino a Malga Pra' Becco di Brenzone. Il progetto (vedi a destra) è pronto da un anno ma il finanziamento non arriva. "Il 17 luglio 2007", precisa Anna Paola Perazzolo, "il Comune di Brenzone ha affidato al nostro servizio la progettazione del primo stralcio. Al contributo di 56mila euro della Regione Veneto, fondi gestiti dalla Comunità montana del Baldo, si aggiungono 18.750 euro comunali. Purtroppo, anche se abbiamo inviato il nostro progetto al Comune il 25 giugno 2007, è stato presentato alla Comunità solo a giugno di quest'anno. Siamo ancora in attesa del versamento per partire. Ciò implica forti rallentamenti di avvio dell'opera. Per non dover rimandare tutto di un altro anno dovremmo partire subito. Lassù d'inverno non si lavora, né in primavera per non disturbare l'avifauna nel periodo di nidificazione". La strada forestale punta a favorire l'attività dell'alpeggio: a Malga Valvaccara si pascolano pecore da maggio a settembre. . "Il prolungamento sarà di strada silvo-pastorale", spiegano i forestali, "il cui scopo è di servire il bosco e le malghe comunali; potranno passare solo mezzi agricoli e antincendio". Perché i ritardi nel finanziamento? Dice l'assessore ai lavori pubblici di Brenzone, Davide Benedetti, consigliere in Comunità montana del Baldo: "Devono esserci stati dei disguidi tra gli uffici della Comunità e quelli del Comune. In ogni caso io stesso ho protocollato il progetto in giugno portandolo in Comunità martedì 10. Proprio in questi giorni sarà accreditata al Servizio forestale regionale di Verona la somma necessaria all'intervento". Dice in Comunità il responsabile del servizio tecnico Moreno Dal Borgo: "A noi è stato presentato un unico progetto il 10 giugno. Il provvedimento di erogazione è già stato predisposto".
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da "Nuova Sardegna, La"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Sassari Lettere, la facoltà punta sulle interclassi Cresce l'offerta formativa ma il futuro è a rischio per i tagli del governo Il preside Morace: "Più occasioni di lavoro e meno burocrazia" SASSARI. La facoltà di Lettere e Filosofia gioca d'anticipo e applica per prima in Sardegna le nuove normative ministeriali sulla didattica, migliorando l'offerta formativa per gli studenti. Nascono le "interclassi" e le proposte si arrichiscono dal campo dei beni culturali, ai servizi sociali, fino alle scienze della comunicazione e della formazione. Il tutto con una grande articolazione interna di corsi di laurea e una notevole semplificazione burocratica per i passaggi tra un corso e l'altro. Le novità del prossimo anno accademico sono state illustrate ieri in via Zanfarino dal preside della facoltà, Aldo Maria Morace. "Con l'attuazione del decreto 270 - ha detto Morace - gli studenti potranno laurearsi prima, perché gli esami sono stati ridotti a 20. Inoltre, avranno corsi migliori, un'offerta formativa più ampia e maggiori possibilità di impiego nel mercato del lavoro". Il preside ha detto anche di "credere molto in questo progetto: una scommessa sul futuro che il Consiglio di facoltà ha recepito immediatamente e che ha trovato la collaborazione del personale docente. La nuova normativa - ha spiegato -impone una serie di parametri molto rigidi, che ottimizzano le risorse, ridimensionano gli insegnamenti e aumentando l'impegno dei professori, ma soprattutto semplificano il percorso di studi per i ragazzi. Fino a ieri, infatti, la formula del 3+2 (laurea triennale più specialistica), non permetteva a uno studente che si laureava in Lettere di proseguire con la specialistica in Scienze della comunicazione e viceversa. Oggi, invece, con la nascita delle "interclassi", questo sarà possibile e anche il passaggio da un corso di laurea all'altro sarà più semplice. Inoltre, la riduzione del numero di esami farà diminuire gli studenti fuori corso". La facoltà di Lettere esce dunque rinnovata dal processo di riforma, e aumenta l'offerta formativa con quindici classi di laurea. Per il preside "il risparmio ottenuto da una parte, consente di proporre agli studenti diversi percosi di studio, cioé maggiori opportunità occupazionali, con lauree più vicine alle richieste del mercato". Completano il ventaglio di proposte i master, le Scuole di Dottorato e una Summer School di archeologia che registra una notevole presenza di studenti stranieri. Da ottobre, infine, saranno introdotti test di ingresso obbligatori per misurare la preparazione di chi si iscrive all'università, e verranno istituiti corsi specifici per colmare le lacune. Ma gli sforzi fatti rischiano di essere vanificati dai tagli del governo. Infatti, Morace avverte che se diventerà legge il decreto del 25 giugno sullo "sviluppo economico", "salteranno i posti per i ricercatori con conseguenze negative sulla didattica dei corsi. In pratica - denuncia il preside - il governo cambia le regole del gioco dopo aver imposto parametri strettissimi agli atenei, e dopo che questi hanno programmato la propria attività, adeguandosi alle novità introdotte". Contro i tagli ha espresso "profonda preoccupazione" anche il Senato accademico, che lo scorso 22 luglio ha lanciato un vero e proprio allarme sopravvivenza dell'università, "a causa della riduzione del Fondo di finanziamento ordinario e della limitazione al 20% del turn over La facoltà di Lettere è quella con il maggior numero di iscritti ed è l'unica in Sardegna ad aver applicato integralmente il nuovo decreto ministeriale che sostituisce la laurea specialistica, introdotta dall'ex ministro Berlnguer. (alessandro tedde).
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da "Adige, L'"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia La pratica langue, la Casa di Riposo paga gigi zoppello La casa di riposo di via Vannetti a Rovereto paga 50 mila euro di Irap al mese. Soldi che potrebbe risparmiare, se solo la Provincia si decidesse a ratificare il passaggio da fondazione ad azienda, in ossequio alla legge regionale sulle Ipab. tutto pronto da mesi, ma la pratica è ferma all'assessorato di Marta Dalmaso e aspetta di arrivare in giunta sotto forma di delibera. E intanto il "tassametro" scatta. una situazione davvero emblematica dello stato della burocrazia provinciale, quella che affligge la nostra casa di riposo. Tutto nasce con la legge di riordino degli istituti di assistenza (Ipab): il governo nazionale lo ordina con la legge quadro 328 del 2000. La Regione Trentino-Alto Adige, però, ci mette cinque anni a recepirla: lo farà con la legge regionale 21 settembre 2005, n. 7 avente per titolo "Nuovo ordinamento delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza - aziende pubbliche di servizi alla persona". In sostanza, si tratta di dividere gli enti di assistenza in due gruppi: quelli che per dimensioni e bilancio possono diventare "azienda di servizi alla persona" e quelle che, più piccole, possono optare per sciogliersi o confluire in altre aziende più grandi. A Rovereto sono due gli enti in questione: la Casa di Riposo, e la Fondazione "Città di Rovereto" che possiede ed amministra soprattutto un patrimonio immobiliare di alloggi di accoglienza. La Provincia, al termine della ricognizione sul territorio, decise in un primo tempo di assegnare alla Casa di Riposo lo status di azienda, e di far confluire la "Città di Rovereto" nella nuova azienda. Un passaggio che non era piaciuto alla presidente, avvocato Rita Farinelli. Secondo la presidente con la fusione la casa di riposo guadagnerebbe sì un notevole capitale immobiliare. Ma non avrebbe possibilità di guadagno: quegli appartamenti vanno concessi a chi non può pagare un canone di mercato. Quindi non possono rendere. Devono, invece, essere gestiti. Cosa non facile per una realtà che si è sempre occupata di anziani e mai di immobili. A ciò si aggiunga il contributo straordinario che la Provincia eroga alla struttura di via Vannetti (300 mila euro) che certo, con l'acquisizione di ulteriore capitale, finirebbe per essere a rischio. Con la fusione, in sintesi, il rischio sarebbe quello di abbracciare più problemi che vantaggi. La decisione fu così congelata e si passò alla costituzione dell'azienda Casa di Riposo. Il termine era fissato al 31 dicembre scorso, e la struttura di via Vannetti trasmise l'atto con il nuovo statuto nei tempi prefissati. Tutto bene? No: a febbraio la Provincia (assessorato alle politiche sociali) chiede una modifica formale su un paragrafo. Cosa che la Casa di riposo appresta, rinviando lo statuto per l'approvazione alla Provincia entro marzo. Da allora, più nulla. Si attende che l'assessorato stenda la delibera di approvazione da portare in giunta provinciale. Ma cinque mesi non sono bastati. Nel frattempo, la Casa di Riposo paga 50 mila euro al mese di Irap. Che se fosse "azienda" non pagherebbe. Poco consolatoria la risposta di piazza Dante a Trento ("tranquilli, vi verrà rifusa"). Sono semplicemente soldi buttati via. E da marzo ad oggi, la somma al vento è già diventata di 250 mila euro. Mezzo miliardo di lire. 29/07/2008.
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da "Unita, L'"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Stai consultando l'edizione del Una chance di integrazione Jolanda Bufalini L'insegna è una ruota di carro che evoca la vita nomade, la scritta dice "Savorengo ker = La casa di tutti, rom". Il tetto a spiovente corona la costruzione a due piani con la scala e il ballatoio ingentiliti da decorazioni che fanno pensare a spicchi di sole. Il materiale è poverissimo: le assi mostrano le asperità del legno grezzo e le pareti sono poco più che cartone, ma le finestre hanno i vetri. Il costo della costruzione temporanea, poggiata, semplicemente, sul terreno è inferiore a quello di un container. Dov'è lo scandalo? Perché i comitati di quartiere si sono inalberati e le autorità tutte si sono rifiutate di presenziare alla piccola cermonia di inaugurazione di un luogo che, negli intenti, ospiterà un oratorio e un ambulatorio nel campo di Casilino 900? Perché nel gigantesco campo di baracche fatiscenti, solo questa costruzione dall'aspetto giocoso che ricorda l'Europa balcanica ha mobilitato la burocrazia, affrettatasi a moltiplicare le richieste di autorizzazione? Vien da pensare che è proprio l'idea che rappresenta ad aver alimentato tensioni nuove: quel tetto, quelle scale, quei vetri alle finestre dicono casa, dicono stanzialità. Di contro c'è l'esasperazione di chi lamenta i furti o gli incendi dei copertoni che gli sfasciacarrozze smaltiscono con la complicità del campo. Lo denunciava, ieri, il signor Ferrante Giuseppe, di Torre Spaccata, scrivendo alle redazioni dei giornali. Forse si teme che l'iniziativa produca ripensamenti sullo sgombero annunciato del più antico campo zingaro della capitale. E però, "Savorengo Ker" manda un messaggio da non sottovalutare: c'è il lavoro e l'orgoglio identitario di chi ha costruito qualcosa di bello, c'è una chance di integrazione. E la soluzione del problema passa anche di qui: rafforzare quel desiderio di casa e lavoro significa anche rafforzare il rispetto delle leggi. Frustrarlo non porta nulla di buono. Casilino 900.
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da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Quartu S.Elena Pagina 1020 Poetto. La Provincia sta cedendo la strada al Comune e nel frattempo nessuno si prende cura del verde Palme uccise dalla burocrazia Poetto.. La Provincia sta cedendo la strada al Comune e nel frattempo nessuno si prende cura del verde Lungomare, rinsecchite le piante nelle rotatorie --> Lungomare, rinsecchite le piante nelle rotatorie La Provincia sta per cedere il lungomare Poetto al Comune, ma nel frattempo nessuno cura le palme. Risultato: le piante pagate con i soldi della collettività ora sono rinsecchite. Non mancano i pericoli. Burocrazia, che seccatura. Provincia e Comune non hanno chiuso le procedure per il passaggio delle competenze sulla litoranea del Poetto: a farne le spese sono le palme e gli arbusti che addobbano le rotatorie della Bussola e di S'Arena. Nessuno si occupa della potatura dei rami secchi e tantomeno dell'innaffiamento delle maxi-aiuole: migliaia di euro in piante che, sotto il solleone, rischiano di andare completamente in malora. IL PASSAGGIO Risale addirittura ad aprile il voto all'unanimità del Consiglio provinciale per il trasferimento all'amministrazione di via Porcu delle competenze relative alla strada provinciale "17 quater" (così è denominata la litoranea del Poetto): quattro chilometri ad altrettante corsie con in aggiunta otto rampe di accesso e d'uscita che collegano la strada alle aree di sosta vicino alla passeggiata. Nello stesso pacchetto c'era anche la provinciale "17 bis", ovvero il tratto di viale Colombo che passa in mezzo alle vasche delle Saline. Strade, ma anche le dirette competenze su impianti e aiuole. LE PASTOIE Gli uffici della Provincia e del Comune non hanno ancora definito le pratiche per il passaggio delle competenze. "Le rotatorie", conferma il sindaco Gigi Ruggeri, "sono ancora sotto la giurisdizione della Provincia, come pure la pulizia delle cunette da sterpaglie e canneti. L'amministrazione comunale si può occupare soltanto della manutenzione del verde lungo la passeggiata e nelle aree della vecchia pineta di propria competenza". Dal canto suo, la Provincia da tempo non ha gli strumenti per la gestione di aree verdi attrezzate, se si esclude la pulizia dei bordi delle strade, che lungo il Poetto è stata regolarmente eseguita all'inizio dell'estate. A SECCO A fare le spese di questa situazione, però, sono le piante che ornano i due rondò. Un pessimo biglietto da visita, anche perché quella della Bussola è una delle porte principali della città e la collega direttamente con la spiaggia. Le grandi palme che svettano sopra lo stemma della Provincia sono ormai ingiallite e con le foglie secche pendenti, in attesa di cadere sulle auto di passaggio alla prossima maestralata. Uno spettacolo che si ripete anche lungo l'aiuola che divide la rotatoria dalla piazzetta della Bussola: un filare di palme ormai tutte avvizzite. Non va meglio nella piccola rotatoria vicino al teatro S'Arena: le uniche piante che non si arrendono sono solo i più resistenti oleandri. MARGINE ROSSO Nel maxi-rondò alla fine del Poetto, almeno non ci sono piante costate migliaia di euro abbandonate al proprio destino, ma erbacce e canne. Una tosatura rapida a inizio estate ha consentito ai dannati del parcheggio domenicale di poter lasciare le proprie auto non lontano dalla spiaggia, ma in un punto insidiosissimo per l'attraversamento pedonale. Legato al passaggio delle competenze tra Provincia e Comune c'è anche un progetto di 250 mila euro, ricavati da un Piano integrato d'area della Regione, per la sistemazione a verde della rotatoria di Margine Rosso che, con i suoi 113 metri di diametro interno, è la più grande d'Italia. "A breve", assicura il sindaco Ruggeri, "potremo intervenire rendendola finalmente decorosa: penseremo anche alla sua manutenzione, come pure a quelle delle altre rotatorie, appena diventeranno di nostra competenza". GIOVANNI MANCA DI NISSA.
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da "Nuova Sardegna, La"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia SEDILO L'Enel mantiene le promesse e di fronte alla Gmc si accende la luce SEDILO. Fiat lux. Il caso nato tra l'Enel e la "Gmc lavorazione pietre della Sardegna", che con la provocatoria chiusura - risalente a due settimane fa - dello stabilimento ha innescato l'energica protesta degli operai, sembra essersi portato a traino la soluzione di un'altra annosa questione, nella quale erano coinvolti il gestore dell'energia elettrica e il Comune. Le vicende sono distinte, ma a un certo punto i binari su cui si muovevano hanno cominciato a procedere in direzione parallela: mentre l'azienda si attivava chiedendo con maggiore insistenza l' allaccio per l'erogazione dell'energia elettrica, subivano un'accelerazione le pratiche subordinate alla messa in opera dell'impianto di illuminazione realizzato nelle immediate adiacenze della fabbrica della Gmc. I punti luce erano stati fatti sistemare dal Comune quasi un anno fa, in seguito all'accreditamento dei 300mila euro stanziati dalla Regione a sostegno del progetto sull'infrastrutturazione della zona artigianale di Su Padru. Ma dal termine dei lavori i lampioni non sono mai entrati in funzione. Nel fine settimana la svolta: i tecnici hanno collegato i fili dell'alta tensione all'impianto d'illuminazione e da venerdì l'area adiacente all'azienda di materiali lapidei è illuminata adeguatamente. E la novità è stata con ogni probabilità motivo di sollievo anche per i dipendenti della Gmc, che durante il recente sit in avevano rimarcato più volte i disagi derivanti da una carente illuminazione esterna. A metà della scorsa settimana, inoltre, l'Enel ha effettuato il sopralluogo nell'azienda dei fratelli Pes. Nel frattempo sono stati compiuti passi in avanti anche sul fronte della burocrazia: infatti la società elettrica ha ricevuto la comunicazione con la quale il Servizio commerciale della sub-agenzia Mpe 3 attestava di aver avuto, in data 5 maggio 2008, la formale richiesta di attivazione del servizio inoltrata dalla ditta Gmc. Da qui il raggiungimento di un'intesa tra l'azienda e l'Enel: "Che ci ha garantito che al massimo entro il 15 ottobre realizzerà gli allacci.", ha confermato Antonio Pes, capostipite della Gmc, "Dipende solo da noi realizzare in tempi brevi scavi, opere di supporto e cabina di trasformazione, cosa che contiamo di fare nel giro di pochi giorni al rientro dalle ferie estive". Secondo le anticipazioni fornite dal titolare della Gmc, l'imminente risoluzione del problema determinerà cambiamenti positivi anche sul versante occupazionale: "Con la disponibilità dell'energia elettrica saremo in grado di lavorare 24 ore su 24 e di evadere le commesse che ci pervengono da ogni parte del mondo.", ha aggiunto Antonio Pes, "Questo richiederà un ampliamento dell'organico, con l'assunzione di almeno altre dieci o quindici persone". Maria Antonietta Cossu.
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da "Repubblica, La"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina III - Torino Il passaparola Le regole L'avvocato che 'annulla' le multe "Sono illegittimi migliaia di verbali" Abbiamo fondato un'associazione a difesa dei consumatori La voce si è diffusa Adesso abbiamo centinaia di gente in coda fino a tarda sera davanti all'ufficio Esaminando i casi ci siamo accorti che quasi nessuno rispetta un dato essenziale: ci deve essere la contestazione immediata della sanzione. Non sono valide quelle della Ztl MEO PONTE C'è un uomo a Torino che "annulla" le multe. Ha appena 34 anni e conosce e memoria il codice stradale. E non solo, dato che è in grado di snocciolare tutto d'un fiato le sentenze della Cassazione o del Tar sull'argomento. Riceve ogni lunedì e venerdì a partire dalle 18 e sino a notte inoltrata. Dal suo ufficio in corso Sebastopoli 161 la fila inizia a formarsi già nel tardo pomeriggio: decine e decine di persone che stringono tra le mani cartelle dell'esattoria, avvisi di pagamento delle diverse agenzie di riscossioni, verbali di multa. Lui riceve tutti: ascolta e prende appunti. Nei giorni successivi inizia il suo giro all'esattoria comunale, davanti al giudice di pace, in prefettura e miracolosamente le sanzioni vengono cancellate. Si chiama Raffaele Borrelli ed è un avvocato amministrativista. Tre anni fa con il collega civilista Luigi Carrozzo ha fondato l'Associazione Diritti Consumatori (As. di. co), lo strumento con cui si batte contro la prepotenza della burocrazia. "L'associazione è nata per caso - ricorda Raffaele Borrelli - C'era un sacco di gente che bussava alla porta dell'avvocato Carrozzo per chiedere se era possibile fare ricorso contro multe palesemente inique. In particolare quelle erogate tramite gli autovelox. Esaminando i casi ci siamo accorti che quasi nessuna di quelle sanzioni rispettava le regole previste". Sfruttando gli "interstizi" della burocrazia grazie alla minuziosa conoscenza della "norma", Carrozzo e Borrelli in tre anni sono diventati una leggenda cittadina. Davanti all'ufficio le code di gente in attesa sono diventate sempre più lunghe tanto da costringere le due segretarie a distribuire i numeri per regolare l'afflusso. "Abbiamo iniziato in punta di piedi e senza mai fare una sola riga di pubblicità - spiega Borrelli - Dopo le prime archiviazioni la voce si è diffusa tra la gente. Un passaparola che ora raduna centinaia di persone davanti al nostro ufficio". L'iscrizione all'As. di. co. costa 50 euro. Una volta soci si firma una delega e ci si affida a Carrozzo e Borrelli e ai loro collaboratori. Ci pensano loro a ricostruire negli archivi dell'Esattoria le reali situazioni debitorie dei clienti. Le loro prime vittorie sono state contro gli autovelox. "In base al codice della strada si desume che la contestazione immediata della violazione è essenziale per la correttezza del 'procedimento sanzionatorio'. Cade tutto senza non c'è la contestazione immediata. Con la conseguenza che l'omissione costituisce una violazione di legge che rende illegittimi i successivi eventuali atti dell'iter amministrativo" spiega Borrelli. Ma ben presto lui e il collega hanno dichiarato guerra alle multe delle telecamere della Ztl. Invocando la legge sulla privacy ad esempio. "Nessun cittadino può essere filmato a sua insaputa" sottolineano in corso Sebastopoli. E citando una sentenza del Tar del Lazio Borrelli ricorda: "Le soste a pagamento sono in gran parte illegittime perché violano la Costituzione trattandosi di parcheggi non custoditi. In più c'è l'obbligo di inserire zone libere di sosta nell'arco di 300 metri, cosa che non accade mai. E dietro ogni cartello di divieto deve essere affissa l'ordinanza del sindaco". Anche le multe per aver superato il semaforo con il rosso possono essere annullate. "La sanzione deve essere contestata entro un chilometro" assicura Borrelli. Lo scontro più duro però avviene sempre sulle cartelle esattoriali. "Chi ha l'appalto per la riscossione dei tributi?" si sono chiesti all'As. di. Co., consultando l'elenco delle agenzie che agiscono a Torino: Equitalia Nomos (ex Uniriscossioni) Maran e Soris spa (al 100 per cento del Comune di Torino). Il 5 marzo scorso Equitalia ha scritto all'As. di. co: "Precisiamo di non avere nessun rapporto con la Maran". Borrelli però spiega: "E' capitato di persone che hanno risposto a ingiunzioni di pagamento presentate dalla Maran o dalla Soris e si sono poi visti arrivare richieste di pagamento da altre agenzie finendo per pagare due volte". Anche sulle legittimità dei fermi amministrativi effettuati da queste agenzie ci sarebbe da discutere, secondo l'avvocato. Nulla sfugge a Borrelli e ai sui colleghi. "E' una battaglia di principi e soprattutto di trasparenza amministrativa. I risultati confermano che siamo nel giusto". Qualcuno però non gradisce e da mesi al telefono di corso Sebastopoli arrivano telefonate anonime che minacciano: "E' meglio che la finiate con i ricorsi". Le file però davanti all'ufficio sono sempre più lunghe.
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da "Repubblica, La"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina XVII - Roma No all'ansia del tempo allo stile burino ricco e alle scarpe scomode LE COSE NO - Ansia del tempo, film horror, superficialità, omologazione, noia, dipendenza, inquinamento, mancanza di chiarezza, quadrato, stile burino ricco italiano, intolleranza, ipocrisia politica, l'usa e getta, l'impotenza, i ragni, la fretta, le scarpe scomode, la manipolazione dell'informazione, l'arroganza, l'abbattersi, l'insonnia, la solitudine, la competizione, le parole inutili, il traffico (nella foto), la pubblicità, la trippa, i parcheggi, il freddo, l'etnocentrismo, la violenza (anche mentale), i limiti, lo stress, la burocrazia, le sovrastrutture, le categorie.
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da "Repubblica, La"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina I - Palermo Il retroscena Spoils system al femminile EMANUELE LAURIA ha "assunto" nel suo staff un paio di donne, ne ha persa per strada un'altra. La prima parte del viaggio del presidente Raffaele Lombardo nella burocrazia regionale è segnata dalla presenza costante del gentil sesso. Non solo perché la prima mossa è stata quella di far trasferire da Catania a Palermo la fidata segretaria Maria Bonanno. SEGUE A PAGINA II.
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da "Eco di Bergamo, L'"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Discutibile happening cultural-politico. E il legittimo erede di casa Alighieri se ne va Segue da pagina 1 Roba seria. Roba che se n'è interessato perfino The Independent in un lungo e documentato intervento nel quale racconta ai sudditi di Sua Maestà come i fiorentini si siano divisi sulla proposta di attribuirlo o meno al poeta morto di febbri a Ravenna giusto qualche anno fa. Il solito tempismo della burocrazia. Il miserando happening cultural politico offerto al mondo dai litigi del consiglio comunale è tale da farne ipotizzare a breve l'uso pubblicitario da parte di Ryanair. Bene ha fatto dunque il legittimo erede di casa Alighieri ? che vive tra i vigneti veronesi e le cui mani avrebbero dovuto ricevere il riconoscimento atto a porre fine alla plurisecolare inimicizia fra l'avo e la città natia ? a tornarsene a casa scrollando il capo o, biblicamente, la polvere dai calzari. Non si sono fatti mancare proprio niente, quelli che l'esule chiamava "scelleratissimi fiorentini di dentro le mura": i soliti estremisti del "o tutti o nessuno" che avrebbero voluto estendere il premio di consolazione ai migranti del mondo, ai perseguitati politici di ogni tempo, ai profughi di Bennato, ai fuorusciti di Hammamet e comuni limitrofi; gli anticlericali della prima ora che hanno tirato fuori dal cappello il ferrarese Girolamo Savonarola appeso e arso in Piazza Signoria; i citazionisti ad oltranza che la Commedia sembrano conoscerla solo dal bigino. Tutti hanno voluto prender parte alla rissa. Alla fine la delibera è passata, ma con un voto così risicato da consigliare la sospensione della cerimonia. Non si sa mai che qualcuno si presentasse sul podio con un guanto nero (anzi, bianco, viste le inclinazioni politiche del de cuius) alzato e gli si dovesse togliere la vittoria a tavolino. Nessuno, però, che abbia colto l'ironia intrinseca della sceneggiata. Si fosse trattato di consegnare a Dante il Battisterino d'Argento, forse ci sarebbe stato, lui che desiderava tanto essere laureato poeta sul fonte del suo battesimo. Ma del Fiorino ? la moneta dei mercanti che hanno inquinato la città ? ha sempre detto peste e corna. Nel canto IX del Paradiso, tanto per fare un esempio, il vescovo Folco di Marsiglia ? una specie di fascinoso Brad Pitt che divenne lo sponsor di san Domenico quando si trattò di lottare contro quegli spiritualisti ad oltranza che erano i Catari ? gli ricorda che la città da cui proviene, Firenze, "di colui è pianta / che pria volse le spalle al suo fattore / e di cui è la 'nvidia tanto pianta" (cioè che è l'albero del demonio) e che questa pianta "produce e spande il maladetto fiore (il fiorino, per l'appunto) c'ha disvate le pecore e li agni, /però che fatto ha lupo del pastore". Il Fiorino, insomma, è per Dante il ladro assassino di cui Cristo parla come alternativa a se medesimo nella parabola famosa in cui si presenta come il pastore buono. Adesso proprio "il maladetto fiore" dovevano pensare come riconoscimento per il fuoruscito? Si vede davvero che la Commedia non l'hanno mai letta, quelli di Palazzo Vecchio. D'altro canto lo si poteva sospettare anche senza tutto questo bailamme: basta guardare come l'hanno ridotta, la città del Battista, loro che l'hanno in mano. Alberto Brasioli.
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da "Repubblica, La"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina II - Palermo Entro fine agosto i cambi al vertice della burocrazia: da Rosalia Mancuso a Patrizia Monterosso le donne in pole Lombardo prepara lo spoils system in rosa L'ex dirigente degli Enti locali capo di gabinetto del presidente. La Mormino in ascesa (segue dalla prima di cronaca) Non solo perché a Palazzo d'Orleans da qualche giorno c'è un nuovo capo di gabinetto, Rosalia Mancuso, responsabile del servizio elettorale che il governatore aveva conosciuto negli anni '90 durante la sua esperienza all'assessorato agli Enti locali. Ma un'altra novità è alle porte: l'addio di Maria Antonia Geraci, da otto anni responsabile dell'ufficio cerimoniale della presidenza della Regione. Nominata da Leanza nel 2000, la Geraci è stata una dei dirigenti che hanno accompagnato l'intero percorso di Salvatore Cuffaro. Fino alla decisione di cambiare incarico, pochi mesi dopo la caduta del leader dell'Udc e l'insediamento di Lombardo: la Geraci è stata nominata capo di gabinetto vicario dell'assessore al Bilancio Michele Cimino. Ma si avvicina l'ora dello spoils system e Lombardo - probabilmente entro la fine della prossima settimana - cambierà la mappa dei dirigenti generali. E al centro di tutte le indiscrezioni ci sono burocrati di sesso femminile. A cominciare da Adele Mormino, sovrintendente ai Beni culturali di Palermo e capo di gabinetto di Antonello Antinoro, che l'assessore vorrebbe nominare come responsabile del dipartimento per ora guidato da Romeo Palma. Un altro movimento dato per probabile riguarda Alessandra Russo, dirigente generale della Formazione professionale entrata in rotta di collisione con l'assessore Carmelo Incardona, che - dopo il rifiuto a revocare un bando - l'ha addirittura commissariata con un altro burocrate (Ignazio Sciortino). La Russo, vicina a Francesco Scoma, potrebbe raggiungerlo all'assessorato alla Famiglia. E non si è ancora sciolto il rebus che riguarda Gabriella Palocci, capo del dipartimento Programmazione che da tempo ha manifestato l'intenzione di tornare a Roma. Alla fine dovrebbe restare almeno fino al termine dell'anno, per una chiusura senza eccessivi traumi del Por 2000-2006. In rampa di lancio per la sostituzione il dirigente generale dei Trasporti Vincenzo Falgares ma in caso di abbandono della Palocci c'è chi - come l'assessore al Bilancio Michele Cimino - immagina un interim affidato al ragioniere generale Enzo Emanuele che porterebbe a un unico referente per la spesa dei fondi comunitari, statali e regionali. Chissà. Fra le dirigenti più contese c'è Patrizia Monterosso, dirigente generale della Pubblica istruzione che però - in vista anche delle nuove competenze che la devolution assegnerà alla Sicilia - dovrebbe continuare a ricoprire l'attuale carica. I dubbi riguardano altri posti chiave come la Sanità, dove Saverio Ciriminna potrebbe pagare recenti frizioni con Massimo Russo e la vicinanza più a Forza Italia (Dore Misuraca) che all'Mpa. O come il Personale, dove Alfredo Liotta non gode di rapporti idilliaci con l'assessore Ilarda ma può far leva - oltre che sulla sua esperienza - su un consolidato feeling con il presidente. Incertezze che svaniranno di qui a qualche giorno, quando dello spoils system il governatore parlerà anzitutto con i suoi uomini. Poi nascerà davvero la Regione di Lombardo. La Regione delle donne? e. la.
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da "Giorno, Il (Milano)"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia MILANO ATTUALITA' pag. 9 Storie di ordinaria burocrazia che non funziona. All'ospedale Niguarda si impiega un'inter... Storie di ordinaria burocrazia che non funziona. All'ospedale Niguarda si impiega un'intera mattinata solo per pagare.
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da "Giorno, Il (Milano)"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia MILANO ATTUALITA' pag. 8 Ambulatori nel caos, al Niguarda urlae proteste Oltre due ore di attesa per il ticket. Gente esasperata: accuse al sistema cheregola il flusso agli sportelli di ROSSELLA MINOTTI ? MILANO ? SARANNO ANCHE storie di ordinaria burocrazia e disservizio, ma i cittadini non ne possono più. Mattinata surriscaldata all'ospedale Niguarda. Come tante d'altronde, da qualche mese a questa parte. I poliambulatori sono affollatissimi. C'è da aspettare, normale. Ma non è normale che quello che dovrebbe essere uno strumento di snellimento diventi una macchina infernale. SONO TANTI I PAZIENTI che devono prenotare una visita, o pagare un ticket per effettuarla. Vengono smistati nei due poliambulatori. Il primo sembra un girone dantesco. Alle dieci è ancora seduta gente in coda dalle 8 del mattino. I numeri di attesa sono oltre cento. A tutti, pazienti e, a ruota, impiegati, saltano i nervi. Volano parole grosse. A un certo punto, come al supermercato quando in emergenza si apre una nuova cassa, qualcuno urla: "Andate nell'altro poliambulatorio che è quasi vuoto". Ci crede il signore in fila da ore. E prende diligentemente il suo ticket dalla macchinetta elettronica. Sospiro di sollievo. Il bigliettino diligentemente recita: PT (sta per prestazione ticket) numero 0080, e aggiunge "utenti in coda: 11". Sospiro di sollievo. Si controlla sul tabellone elettronico e in effetti i PT sono al 69. Con un po' di fortuna dovremmo farcela in un quarto d'ora. E invece è tutto un imbroglio, perché oltre ai PT, ci sono i PR (prenotazione visita), i PV e i DB. quindi gli utenti in coda non sono 11 ma almeno una cinquantina. E per di più un evidente errore del software continua a chiamare agli sportelli solo i PR dimenticando i PT. Peggio che vincere alla lotteria. Protesta e urla il signore dopo oltre un'ora e mezza di attesa. Alterco con l'impiegato. Ma l'utente ha le prove: sua moglie, arrivata dopo di lui, dotata del magico PR arriva allo sportello molto prima. evidente che il sistema non funziona". Lo ammettono anche da Niguarda. "Siamo perfettamente a conoscenza del fatto che ultimamente sono stati creati disagi dall'eliminacode". GI, PERCH il malevolo aggeggio è stato installato "proprio per ridurre le code, da circa due mesi. Ora sono in fase di sostituzione gli schermi, e il sistema stiamo cercando di potenziarlo e migliorarlo. Certo c'è qualche difficoltà, è evidente" ammettono dall'ospedale. DIFFICOLT ANCHE DI organico, visto che su sette sportelli previsti, ne funzionano solo tre, che dopo mezzogiorno diventano due nonostante la coda immane. " un sistema che ha voluto la Regione" dicono gli operatori di sportello, bravi e superimpegnati. Ma la gente in coda è esasperata. C'è chi grida, chi grida a sua volta di non gridare e di non continuare a far saltare i nervi agli impiegati che così smaltiscono le pratiche ancora più a fatica. INTANTO I DOTTORI che devono visitare attendono, forse inutilmente, che il paziente riesca a pagare il ticket. Ce la farà? La lotteria dello smalticode non lo garantisce. "Forse sono venuta per niente, sono qui dalle dieci" mormora la signora con l'occhio bendato passato il mezzogiorno. E non siamo in un ufficio postale, ma in un ospedale, dove in coda c'è anche chi ha problemi di salute. Certo la gestione dei 4.170 operatori, di cui 740 medici e 1.540 infermieri, non è semplice. Magari metterne qualcuno di più agli sportelli semplificherebbe però il lavoro e la vita di tutti.
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da "Giorno, Il (Milano)"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia DOSSIER pag. 24 Procedure più semplici a favore delle piccole aziende PRIVACY PRINCIPI ADOTTATI DAL GARANTE PIZZETTI NELL'INTERVENTO DEL 19 GIUGNO ? MILANO ? PRIVACY: meno burocrazia per pmi, liberi professionisti e artigiani e garanzie effettive per i cittadini sono i principi del provvedimento sulla semplificazione del trattamento dei dati per finalità amministrative e contabili, adottato dal garante per la privacy il 19 giugno e della "Manovra d'estate" (dl n. 112/2008). L'intervento si inserisce in quel percorso di snellimento degli adempimenti in tema di privacy proseguito poi dal Governo. Nelle prescrizioni del garante sono apportate semplificazioni per agevolare l'attività di gestione amministrativa e contabile, nei casi in cui non sono trattati dati sensibili e giudiziari. Gli operatori possono redigere una prima informativa breve (vedi modello Garante) che può rinviare a un testo più articolato disponibile in luoghi e con modalità accessibili. Per quanto riguarda il consenso l'Autorità ha indicato i casi in cui non deve essere chiesto (quando i trattamenti sono svolti per adempiere ad obblighi contrattuali o normativi o quando i dati provengono da elenchi pubblici, o sono relativi allo svolgimento di attività economiche) specificando che non occorre più il consenso per il marketing cartaceo. Con il dpr 112/08, così come emendato dalla Camera, l'obbligo di compilazione annuale del documento programmatico sulla sicurezza è sostituito da un'autocertificazione per chi tratta, quali unici dati sensibili, lo stato di salute o malattia di dipendenti e collaboratori (senza indicazione della diagnosi), o relativi all'adesione del dipendente a organizzazioni sindacali. Info: galliani@cnamilano.it.
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pordenone Trovati i fondi per le opere pubbliche ma la burocrazia "rallenta" i cantieri Lavori imminenti all'ex essiccatoio Bozzoli e sulle mura patriarcali SAN VITO Progettazione: l'ufficio è carico di pratiche SAN VITO. I soldi ci sono, ma spesso è la burocrazia a bloccare le opere pubbliche: per San Vito al Tagliamento si prevede che quelle stabilite siano progettate entro fine anno, così da andare all'appalto. Nella relazione redatta dall'amministrazione comunale per l'approvazione delle variazioni di bilancio, liquidate dal consiglio comunale la settimana scorsa, si traccia anche un bilancio dello stato di questi interventi. "La programmazione - si legge nella relazione - è particolarmente incentrata sulla realizzazione degli investimenti nei vari settori e, in particolare, nella sicurezza, viabilità e piste ciclabili e nel comparto dei beni storici". L'elenco delle opere su cui l'amministrazione si sta concentrando, per i quali sono stati reperiti i finanziamenti, comprende l'ex essiccatoio Bozzoli, le ex carceri, le mura patriarcali, la pista ciclabile di via Udine, gli interventi viari di Prodolone, le rotonde sugli incroci di via Oberdan e viale del Mattino, la nuova scuola materna, la palestra delle scuole elementari del capoluogo, il rifacimento di via Roma, Cesarini e Pantaleoni e l'ampliamento del centro sportivo di via dello Sport. Se positivi possono dirsi i risultati per quel che riguarda la ricerca dei finanziamenti, per l'amministrazione comunale non è completamente soddisfacente l'avanzamento delle procedure per l'effettivo avvio dei lavori. Per alcune opere, come ad esempio l'ex essiccatoio Bozzoli, la ricerca di finanziamenti ne ha rallentato l'iter, mentre per tutte c'è da svolgere l'iter per i quali sono richiesti tempi lunghi. Allungamento dovuto sia alle diverse fasi progettuali previste dalla legge, sia al fatto che spesso l'esecutivo necessita di autorizzazioni esterne oppure di espropri. Un secondo aspetto di criticità, rileva ancora l'amministrazione comunale, è legato "al carico di lavoro degli uffici di progettazione che, ovviamente, può portare a tempi più lunghi qualora siano in contemporanea come è accaduto in questo periodo nel quale si è creato un sovraccarico di impegni". Interessato l'ufficio tecnico dell'ex Cises che provvede alla progettazione per alcuni Comuni del vecchio consorzio tra cui San Vito. Una situazione che sta migliorando "pertanto - conclude la relazione - si può prevedere che entro l'anno vi sia il completamento delle fasi progettuali per procedere agli appalti e all'inizio delle opere". Donatella Schettini.
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da "Repubblica, La"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina VII - Genova Commissario dietro l'angolo, Fials e Snater all'attacco: procedure avviate prima delle dimissioni Carlo Felice, sindacati in rivolta "Pronti a denunciare il sindaco" COSTANTINO MALATTO Come in un giro di scommesse, l'arrivo del commissario governativo al Carlo Felice registra ogni giorno una diversa quotazione. Se alla fine della scorsa settimana l'approdo di Giuseppe Ferrazza sulla tolda del Teatro dell'Opera con pieni poteri veniva data per certa, ieri l'ipotesi si è alquanto raffreddata. Ora la possibilità che al Carlo Felice arrivi un commissario non sembra superare il 60% di probabilità. Voci di corridoio, intendiamoci. "Non mi risulta alcun rallentamento - chiarisce il sindaco Marta Vincenzi - e non so ragionare in termini di probabilità. Non mi risulta alcun fatto nuovo rispetto a quanto già è stato detto nei giorni scorsi". La Vincenzi nega anche che ci siano ripensamenti dei consiglieri d'amministrazione della Fondazione: "Le lettere di dimissioni mi sono state recapitate - conferma - chi era presente all'ultima riunione del consiglio me le ha consegnate subito, gli assenti me le hanno inviate". Detto questo, non si può escludere che un qualche slittamento ci sia. Problemi di iter procedura, di normale burocrazia quotidiana. Ma sul risultato finale non ci sono dubbi: "D'altra parte andiamo verso agosto - spiega il sindaco - il teatro chiude i battenti, se si andasse più in là con il commissariamento non mi sembra che comporterebbe alcun problema". Di tutt'altro avviso i sindacati autonomi Fials, Snater e Libersind. Che sono sempre più sul piede di guerra e minacciano azioni legali se davvero si arriverà al commissariamento. "Non è possibile - dicono Nicola Lo Gerfo (Fials) e Roberto Conti (Snater) - che il ministero per giustificare il commissariamento si appelli all'articolo 21 del decreto legge 367. Dove si parla di due sole possibilità per giustificare l'amministrazione straordinaria: in presenza di "gravi irregolarità nell'amministrazione" o quando "il conto economico chiude con una perdita superiore al 30% del patrimonio per due esercizi consecutivi". Non è davvero questo il caso". Dunque se nonostante tutto arriverà il commissario scatteranno le contromisure: "Siamo decisi a ricorrere al Tar e a denunciare il presidente del consiglio d'amministrazione, cioè il sindaco Vincenzi - dicono i due sindacalisti - Non è possibile che le procedure vengano avviate quando non ci sono ancora le lettere di dimissioni. Il che dimostra che c'era un piano preordinato dietro all'iniziativa della Vincenzi". Il piano segreto, spiegano, sarebbe quello di poter liquidare le spettanze del sovrintendente Gennaro Di Benedetto (il quale tiene a chiarire: "Non ho mai dato le dimissioni") dopo che alcuni consiglieri hanno avanzato dubbi e timori su un loro possibile coinvolgimento diretto. Sei mesi di commissariamento azzererebbero molte situazioni pregresse e taglierebbero alcune teste. Aprendo la strada alla nomina a sovrintendente del direttore artistico Cristina Ferrari. Fantascienza? Nella vicenda del Carlo Felice ci sono molte ipotesi che sembravano fantascientifiche e poi si sono avverate.
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da "Repubblica, La"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Economia Sorpresa, Italia al top per competitività Per Onu e Wto la nostra industria è seconda solo alla Germania nel mondo Il dossier L'economista Fortis: "Il Paese è bloccato all'interno, ma fuori ha successo" VALENTINA CONTE ROMA - L'Italia che compete ha successo. Non è di serie B. Anzi, nel mondo è seconda solo alla Germania. Mancava una certificazione ufficiale per allontanare l'immagine del declino. Ora c'è, sintetizzata da un indice poco conosciuto elaborato da Onu (Unctad) e Wto. Si chiama Tpi (Trade performance index) e colloca il nostro paese ai vertici della classifica mondiale dei più virtuosi nel commercio con l'estero. Una sorpresa? "Ci possiamo togliere qualche soddisfazione dopo tanta ingiustificata autocommiserazione", dice Marco Fortis, docente di economia industriale alla Cattolica di Milano e autore del dossier che sarà pubblicato dalla Fondazione Edison sul Quaderno di agosto. "In questi anni abbiamo vissuto un paradosso - spiega - un'industria che va benissimo sui mercati internazionali, ma che fatica all'interno". Una contraddizione cavalcata da classifiche impietose - gli indici dell'Imd di Losanna o quello del World economic forum - che mettevano l'Italia dopo Zimbabwe o Bulgaria. "Si è fatta confusione tra attrattività e competitività", spiega ancora Fortis. Insomma, è vero che l'Italia non attira. Burocrazia, criminalità, costo del lavoro troppo alto, ristagno dei consumi allontano gli investimenti. E qui siamo in coda agli altri. Ma nelle esportazioni (il 20% del Pil) no. Anzi, il commercio estero si conferma l'eccellenza dell'economia italiana. I settori delle "quattro A", i più apprezzati fuori confine - abbigliamento, arredo, alimentari, automazione meccanica - da soli custodiscono un "tesoretto" (113 miliardi nel 2007) che compensa quasi tutte le dipendenze, cioè il deficit commerciale storico (120 miliardi): energia, automobili (soprattutto di lusso), chimica farmaceutica, elettronica, materie prime. "Ma quale sorpresa, l'avevamo detto", dice Giuseppe Morandini, vicepresidente di Confindustria. "Sappiamo i sacrifici di questi anni per mantenere le posizioni di mercato e generare un'idea al giorno. Conosciamo gli sforzi dei nostri collaboratori per sostenere i marchi in tutto il mondo". In questo senso anche il derby Italia-Spagna scolora. Gli spagnoli hanno alimentato il Pil con le infrastrutture. Ma ora l'edilizia è al collasso. Così gli Stati Uniti che hanno puntato su Internet e mutui. "Crescevano per bolle", sintetizza Fortis. Risultato: sono fuori dalla top ten del nuovo indice Tpi. E in buona compagnia. Oltre a Spagna e Usa, mancano anche Inghilterra, India, Cina, Brasile. Paesi che avanzano a ritmi vertiginosi in termini di ricchezza prodotta (il Pil a due cifre, mentre l'Italia è a crescita zero), ma che puntano sul "petrolio verde", le risorse agricole (la soia e la canna da zucchero del Brasile), i servizi (i call center e Bollywood dell'India). "Per fortuna le nostre industrie non hanno smesso di fare quello che sanno fare meglio", sospira Fortis. C'è il divario Nord-Sud da recuperare, le famiglie da rassicurare, il motore interno da riavviare. "Ma siamo in allarme anche all'estero - avverte Morandini - facciamo fatica con i prezzi alle stelle e i cambi sfavorevoli, non più gestibili. Come imprese abbiamo dato idee e margini. Ora aspettiamo risposte e sostegno dal sistema paese".
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da "Corriere della Sera"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-07-29 num: - pag: 1 autore: di GIOVANNI SARTORI categoria: REDAZIONALE GLI ERRORI DA EVITARE GOVERNARE SENZA SONDAGGI T ra poco anche la politica andrà in vacanza. Sarà, per Silvio Berlusconi, la prima vacanza tranquilla. Perché ha finalmente sistemato tutti i suoi interessi privati (da quelli del suo impero mediatico a quelli delle sue residue pendenze giudiziarie). Finalmente il Nostro è un uomo libero, libero di mostrare la sua bravura come uomo di governo, la sua statura di statista. Finora Berlusconi si è molto regolato, nel suo passato governare, sui sondaggi di opinione. Così fanno un po' tutti; ma nessuno quanto lui. Ecco allora la domanda: un governo molto (moltissimo) guidato dai sondaggi può essere un buon governo? Dipende da come i sondaggi vengono letti. Il più delle volte, male. E il punto è che il territorio coperto dai sondaggi è molto più piccolo del territorio, dell'ambito, che i governi debbono coprire. Che lo vogliano o no. I sondaggi rilevano - tra le tante cose - i pareri e le priorità dell'"uomo comune" difeso e elogiato negli anni Quaranta da Karl Friedrich (un importante costituzionalista di allora). Il che già indica quale ne sia la gittata. Ma vediamo meglio distinguendo fra tre contesti. In primo luogo il contesto dei tutti. In questo contesto i sondaggi mettono in evidenza l'esperienza quotidiana, e quindi più frequente, dell'uomo comune: la spesa per mangiare, il costo della vita, il peso delle tasse e simili. Queste priorità sono ovvie; ma i sondaggi le misurano, e per ciò stesso ne precisano l'importanza, il "peso". In secondo luogo ci sono le cose che fanno infuriare soltanto porzioni (più o meno estese) della popolazione: la lentezza della burocrazia, la paralisi della giustizia, lo sfascio della scuola e della sanità, l'insufficienza delle infrastrutture e simili. Ma siccome non si dà mai il caso che tutti abbiano cause in corso (anche se gli italiani che aspettano giustizia sono più di 7 milioni), che non tutti sono simultaneamente a scuola, che non tutti sono malati, ecco che i valori percentuali di questi casi scendono. Ma sarebbe una cattiva lettura dei dati ricavarne che per gli italiani quei problemi siano poco rilevanti. La differenza rilevata dai sondaggi riguarda solo la frequenza con la quale ciascuno di noi "batte la testa", in concreto, in queste disfunzioni. In terzo luogo ci sono i problemi che per il grosso pubblico sono "astratti ", e che non capisce finché la tegola non gli cade sulla testa. L'uomo comune non afferra che le disfunzioni di cui sopra dipendono da una macchina istituzionale che a sua volta non funziona. E afferra ancor meno i problemi in arrivo, i problemi del futuro (anche se prossimo). L'acqua, la benzina, l'elettricità e anche i prodotti alimentari stanno già diventando insufficienti; ma acqua, benzina, energia gli mancano soltanto quando di fatto mancano; non prima e purtroppo non a tempo. Dal che consegue che i sondaggi sottostimano alla grande il problema ecologico che è, invece, il più grave di tutti. E' proprio per questo che un governante che asseconda e ascolta soltanto i sondaggi è un pessimo governante. Il non-fare perché "tanto agli italiani non interessa" è un non-fare vergognosamente irresponsabile. Ci sono tantissime cose che un buon governo deve fare (per essere buono) a prescindere dai sondaggi.
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da "Manifesto, Il"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Roberto Silvestri Mi piaceva perché suscitava entusiasmo nel pubblico, dal set e dal palco, e perché non è mai stato un regista "di centro". Diceva infatti: "Ho fatto i miei peggiori film non all'inizio della mia carriera, ma nel mezzo". E poi perché ci ha ipnotizzato con i suoi film seducenti a non farci mai ipnotizzare da nessuno. Neanche dalla paura della morte. Dopo un primo attacco cardiaco aveva già raccontato la sua (quasi) morte nel film autobiografico La memoria, del 1982. Prefigurando come sarebbe stato impossibile per chiunque, e anche nell'aldilà, arrestare, tenere ferma quella forza della natura swinging, espressiva e vitalissima, chiamata Youssef Chahine. Un corpo danzante e canterino, una personalità "a cuore aperto", affamata di vita, amore, poesia e piaceri, che, come Jacques Demy o Vincente Minnelli, era capace di trovare leggiadramente l'anello di congiunzione tra coreografia e lotta di classe, divertimento e serietà, coraggio e "salto della morte". Basterebbe rivedere Silenzio... si gira (2001), omaggio al musical classico hollywoodiano per comprendere come l'"artista nasseriano tipico", la leggenda vivente degli arabi oppressi, fosse proprio "unico" e imprendibile. Anche nell'insegnare come incastrare e beffare la morte attraverso un labirinto complesso, quel Caos, che resterà eternamente affascinante, composto da più di una quarantina di lungometraggi, d'ogni genere e specie, realizzati dal 1950, due anni prima della cacciata di re Farouk, a oggi. La rivoluzione interrotta E che ci hanno raccontato la "ricchezza" e l'intollerabilità della povertà, il mondo operaio, le rivolte contadine, l'indipendenza tortuosa dal Regno Unito, lo "scandalo di Suez, l'appoggio popolare perenne a Nasser, tradito dai suoi fedeli (Il passero, 1973), il doppio shock per il "maschio arabo" dell'umiliazione militare (la guerra dei sei giorni) e politica (Saddam e Camp David), le contraddizioni della borghesia egiziana, la sua schizofrenia e follia, e quella "rivoluzione perennemente interrotta", senza rinchiudersi mai nella nicchia del narratore d'elite. Anzi, dopo il fiasco commerciale del suo primo capolavoro "neorealista". Stazione Centrale (1958), Chahine aveva voluto imporre una svolta ancora più popolare alla sua ricerca. E l'avrebbe replicata anche nel 1985, realizzando un kolossal storico, Adieu Bonaparte, che fece storcere il naso ai puristi del basso costo e anche al suo amico Jean-Marie Straub, ma tendeva a frenare il crollo dell'industria cinematografica locale. Era davvero speciale Chahine. E rispetto agli altri grandi cineasti dei tre mondi, più vicino al fraseggio popolare di Atif Gney e Sembene Ousmane che a quello, più difficile e oscuro, di Glauber Rocha, Ritwik Ghatak o Satyajit Ray. Forse perché era un poliglotta oltre che un intellettuale "trans-culturale" drastico. Forse perché proveniva da una di famiglia di minoranza cristiana. E non solo perché aveva la sensibilità di Mahfuz (conosceva bene e amava più che altro i bassifondi, e sapeva parlare ai proletari d'Egitto), ma anche perché aveva avuto la fortuna di nascere a Alessandria d'Egitto, ed era involontariamente l'erede spirituale di quel "quartetto" eccentrico, anche sessualmente, formato da Kostantinos Petrou Kavafis, Lawrence Durrell, E. M. Forster e da quell'"anarchico" di Giuseppe Ungaretti. Lì era nata anche l'industria del cinema egiziano. Grazie anche altri immigrati italiani, come italiano, e ebreo "in fuga" da Mussolini, oggi dimenticato da tutti, sarà il "romano" Togo Mizrahi, gigante del musical sul Nilo, un maestro di Chahine. Postmodern dal basso Il motto del regista alessandrino era: "ogni giorno io mi aspetto di piangere, ridere, ballare, cantare e...di finire in prigione... Ecco un film dovrebbe contenere tutte queste cose". Lo affermò molto prima di Quentin Tarantino, perché il postmodern viene dal basso Egitto. Piacevano i suoi melò buffi, i suoi film storici trattati alla Fellini, i suoi musical sui piani quinquennali, perfino all'Europa. Nel 1997 a Chahine fu assegnato il premio del cinquantenario del festival di Cannes, ma aveva vinto il premio speciale della giuria di Berlino, nel 1979, per Alessandria, perché?. Locarno gli dedicò, durante la direzione di Marco Muller una sontuosa retrospettiva. Ma i suoi film sono ancora pressoché sconosciuti al grande pubblico italiano, perfino dalla Rai prodiana, derubato di tutte le cose belle da vedere, se non in orari televisivi da rapinatori. Invece il medio Oriente e tutta l'Africa lo adorava. Quando saliva Chahine sul palco del Colisee di Tunisi, il cuore del festival di Cartagine, dove ogni due anni si celebra a ottobre il cinema panafricano e panarabo, l'applauso diventava boato commuovente di uomini e di donne senza velo, tutti in piedi esultanti. Youssef Chahine, osannato dai colleghi, dalle maschere e dai proiezionisti della sala, prima ancora che dall'agiato pubblico "neodesturiano", non era solo il regista egiziano più cosmopolita, libero e profondo, il filmaker radicale e "illuminista" corteggiato dai maggiori festival del mondo, il fondatore e istigatore della "nouvelle vague" maghrebina e mashrequina (l'occidente e l'oriente arabo), l'artista che aveva sconvolto, dall'interno, gli stereotipi della Hollywood sul Nilo, traghettandola dall'incantata perfezione glaciale dell'arabesque fino alla responsabilità spirituale, etica e politica delle immagini - certo, "religiosamente" pericolose, ma solo per certe caste sacerdotali. Chahine era quel che si chiama lo "spirito libertario di quel mondo". E gli arabi e le arabe solo per la superficialità dei media occidentali, e per gli effetti devastanti delle politiche della globalizzazione, sono istigati a essere oscurantisti, retrogradi, medievali, dogmatici, maschilisti... La sinistra nell'Islam Il cineasta che più ha compreso lo slogan femminista "il personale è politico" ha ben rappresentato i sogni, le vittorie e i fallimenti di quelle classi medie progressive del Medio Oriente che si sono sempre collocate nell'ambito di una tradizione di sinistra, socialista o nazionalista. parte di quella storia centenaria, già ottocentesca, di una sinistra che vive nell'Islam pur essendo essenzialmente laica. E proprio negli anni 50 del secolo scorso, parallelamente al tentativo populista di Mossadeq in Iran e all'utopia panaraba nasseriana erano nelle moschee che si formavano i quadri rivoluzionari, comunisti e della sinistra ancora più estrema, che avrebbero fatto il sessantotto in medio Oriente e che poi furono sterminati con zelo speciale da Usa, Europa, regimi dispotici e wahabiti sauditi riuniti (distruttori doc dei tessuti sociali pericolosi) che riempirono d'oro le casse dei reazionari fascistoidi "islamisti", dai Fratelli Musulmani a Al Qaeda, per fargli fare lavori sporchi. Proprio sulla "questione democratica", e sulla separazione tra stato e chiesa, Chahine si è battuto con più forza, sia contro la "umma" che contro Hosni Mubarack (finendo anche in galera e sfiorando una dura condanna per offesa alla religione dopo l'anteprima shock del suo film L'emigrante, nel 1994), anche se non è mai mancata da parte sua la presa di distanza dai limiti dalla democrazia americana (che conosceva bene, fin da studente del Pasadena Playhouse). La pensava proprio come Toni Negri, quando scrive in Goodbye Mr Socialism: "dal punto di vista della riproduzione delle elites, della distribuzione della ricchezza e della qualità della vita, ho molti dubbi che, nella situazione attuale, possa essere presentata come un grande modello. Questo evidentemente non significa che i regimi religiosi e le teocrazie siano meno ributtanti". Youssef Chahine, infatti, ha sempre messo nella giusta posizione la macchina da presa, rispetto a una inquadratura da realizzare, a una costituzione d'oggetto e di spazi da far "muovere". La posizione preferita di una inquadratura è infatti troppo spesso inestetica, inclinata com'è dalla parte del potere e delle classi dominanti... Mettersi, invece, sempre dalla parte del popolo che lotta per gli interessi di tutti, e non di una parte, allarga il nostro spazio visuale e vitale. Per questo chi fabbrica immagini e non parole d'ordine è mal visto dai potenti e dai loro servi. Lui invece scelse il punto di vista indipendente, cioè parzialmente imparziale, dei contadini contro i latifondisti che non mollano la loro rendita (La terra, del 1969); dei palestinesi, anche contro l'Olp e Hamas fondamentalisti (L'emigrato, 1994, ispirato alla vita del patriarca biblico Giosuè); delle femministe e degli omosessuali contro lo sciovinismo maschilista di destra e di sinistra (tutti i suoi film, a cominciare da Djamila l'algerina, 1958, che è già una riflessione critica sull'Fnl) e degli artisti perseguitati in tutti gli stati arabi dalla censura, dalla burocrazia e dalle diavolerie fondamentaliste (nel Destino del 1997 Chahine ricorda come il motorino d'avviamento del processo illuminista in Occidente debba essere retrodatato al medioevo islamico-andaluso, tra i filosofi sciiti come Averroe' che rielaborarono nel XIII secolo la grande cultura greca utilizzandola come clave contro i fondamentalismi religiosi, primi tra tutti quello imperialista cristiano). Un umorismo devastante Youssef Chahine, il marxista alessandrino festivo, che ci spiegò come solo chi è cosmopolita è patriota, perché una comunità è sana se sa confondersi con le altre, sapeva comunicare poi in modo speciale, per la sua sincerità e per il suo umorismo devastante, con il grande pubblico, e a tutti i livelli, intellettuale, emozionale, sentimentale. In questo è stato un precursore della "nuova sinistra", un rivoluzionario moderno, anti dogmatico e antifondamentalista. Perché aveva messo al centro del suo processo artistico se stesso, raccontava sempre in prima persona singolare maschile (mai per conto di una fazione del partito unico o di una ideologia), perché era un perenne esploratore del mondo, macchina in soggettiva e via, proprio come i suoi alter ego dello schermo (da quando, ex attore, preferì ritirarsi dietro la cinepresa) a cominciare dalla sua prima grande scoperta, Omar Sharif (Guerra nella valle, 1953; Il demonio nel deserto, 1954; Acque nere, '56), e poi Dalida, Chereau, Yousra. E questo anche prima del suo "quartetto di Alessandria", iniziato nel 1978 con Alessandria...perché? Proseguito in La memoria (1982) e terminato con Alessandria ancora e per sempre (1990) e Alessandria...New York (2004), e spiegato in termini gramsciani puri: "Racconto di una Alessandria dove c'era una straordinaria intelligenza di vivere tra differenti etnie e religioni. Come abbiamo potuto perderla? Abbiamo vissuto questa intelligenza. A chi giovava distruggerla? Chi è che collabora a farci subire questa tragedia? Quali sono le classi che dominano e quelle che dirigono?". Erede della grande tradizione del realismo sociale dei Tafiq Salah e Salah Abu Seif, nei suoi film, e anche nel colossal semi apologetico dedicato a Gamal Abdel Nasser, Saladino (1963), Chahine metteva nei suoi film, piccoli o colossali, quella grande perizia artigianale appresa negli studi fin da quando aveva 24 anni. CONTINUA|PAGINA14 E ha combattuto molto per i suoi principi rivoluzionari, cioè di piena democrazia, fino alla censura, al carcere, all'autoesilio (in Libano e in Francia), alle incomprensioni (gli algerini del Palazzo odiarono Djamila, ma gli finanziarono alcuni film invisi al Cairo), alla persecuzione, alle minacce di morte. Perché, erede di una potente industria dello spettacolo, con 70 anni di studio system alle spalle, divi, cantanti, danzatrici del ventre e caratteristi adorati, i generi, dal melo al musical, dall'epico al noir, di qualità visuale e artigianale altissima, aveva saputo reinterpretarla "all'estrema sinistra" e piegarla, ancor più modernamente di Nasser, alla sensibilità panafricana. Da Rabat a Damasco, da Città del Capo a Ouagadougou, Chahine voleva dire l'amore per il cittadino arabo e africano, fiero e degno di rispetto. Quello che il 68 aveva voluto inventare. Il "sessantotto arabo", notava Michel Foucault che insegnava a Tunisi proprio in quei frangenti, fu identico nello scandalo, nella potenza e nell'entusiasmo delle donne, degli studenti e dei proletari che combatterono per la loro soggettività desiderante e contro regimi autoritari, ma fu molto più radicale, coraggioso e represso di quello europeo. Sul corpo del neo-trotskista Nouri Bouzid, futuro regista e uno dei più sensibili eredi di Chahine, i torturatori di Burghiba lasciarono segni tutto oggi indelebili. Ma segni ancora più indelebili li lasceranno i grandi cineasti della nouvelle vague araba, i cento, mille allievi di Chahine, diretti come Nasrallah, o indiretti come Khleifi, Mahmoud Ben Mahmoud, Malas, el Manouni, che hanno imparato come terrorizzare il potere dispotico. Una piroetta, una risata, un gioco di parole, una canzone, una "tensione dionisiaca" che ammazzerà sul colpo, per lo scandalo, qualunque fanatico dei testi sacri.
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da "Resto del Carlino, Il (Fermo)"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CIVITANOVA pag. 12 Clandestini sfruttati nelle fabbriche? "E' colpa della vostra burocrazia" IMMIGRATI & LAVOROPARLA UN ARTIGIANO CINESE CHE HA BISOGNO DI MANODOPERA AD ALIMENTARE il traffico e lo sfruttamento di clandestini spesso non è la voglia di nascondersi, ma... la burocrazia. La lentezza degli iter amministrativi, le pratiche che dormono nei cassetti degli uffici per l'immigrazione, le risposte che spesso arrivano a tempo ampiamente scaduto... E a farne le spese, alla fine, è l' impresa che vorrebbe assumere immigrati regolari. La denuncia viene da M.T., un artigiano cinese del settore tessile da oltre vent'anni operante a Civitanova nel rispetto delle regole. A lui servono operai, e come tanti artigiani suoi connazionali ha chiesto il nullaosta per l'ingresso in Italia di cinesi esperti del tessile, vista la difficoltà di trovarne tra quelli già inseriti in città. La domanda porta la data del dicembre 2007, ma solo ora, dopo 8 mesi, le prime richieste cominciano ad essere evase. Altre sono ancora in alto mare. Impiegati "fannulloni" che riempiono i nostri uffici e se la prendono comoda? "Non lo so", dice M. T.: "Ma so che ci sono ritardi incredibili e che l'iter è complicatissimo. La domanda deve passare all'esame di diversi uffici, in ognuno dei quali le attese sono esasperanti. E allora mi chiedo: che deve fare un imprenditore che ha assoluto bisogno di personale?". La risposta la si può intuire: deve arrangiarsi, rischiare suo malgrado assumendo clandestini, anche quando questo non rientra nelle sue intenzioni né in quelle degli stessi lavoratori. "L'iter accelerato ? spiegano all'Unsic (Unione nazionale sindacale imprenditori e coltivatori) ? riguarda solo le badanti: per i lavoratori dipendenti le difficoltà sono molto serie e le attese si protraggono per mesi". Stesso discorso vale per le domande di ricongiungimento familiare, che pure meriterebbero un percorso meno accidentato, se non altro per motivi di carattere umanitario. Lo Stato, invece, non aiuta; le leggi sono complesse; la burocrazia rallenta tutto. Anche se in provincia, riconosce l'Unsic, si è abbastanza solleciti. "Capisco i controlli e la necessità di verifiche - conclude M.T ? ma 10 mesi sono un'esagerazione. Se uno ha bisogno urgente di manodopera, come può attendere tanto?". g. f. Image: 20080729/foto/4846.jpg.
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da "Nazione, La (Viareggio)"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CAMAIORE / MASSAROSA pag. 10 "DALL'8 di luglio sono senza linea telefonica e avanzo un ristorante, lavoro soprattutto c... "DALL'8 di luglio sono senza linea telefonica e avanzo un ristorante, lavoro soprattutto con il telefono per le prenotazioni...". Allarga le braccia in segno di sconforto, Pietro Giusti, titolare del ristorante "Da Dio" sulla via Aurelia a Lido di Camaiore. Da ormai tre settimane, è finito nelle grinfie della burocrazia telefonica. "Da quando ho deciso di cambiare gestore telefonico, lasciando Telecom ? ha detto ? sono cominciati i guai, in quanto non è stato ancora possibile avere un telefono funzionante. Per la verità, è funzionato solo una mezza giornata. Poi ancora telefono muto che condiziona non poco il mio lavoro. Se il riattacco non avverrà in breve tempo sarò costretto per forza a licenziare due dipendenti. Se non lavoriamo in questi giorni....". E' insomma sull'orlo di una vera e propria crisi di nervi Pietro Giusti che intanto intende tutelarsi in maniera adeguata. "Oggi andrà prima dai carabinieri e poi dal mio legale per valutare se esistono i presupposti per tutelarmi" dichiara ancora il titolare del ristorante. Che anche ieri, con fiducia, ha atteso che il telefono cominciasse a quillare. Un'attesa, purtroppo, inutile. Il telefono è infatti ancora muto, isolato dal resto del mondo.
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da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 29 Luglio 2008 Chiudi "Propongo al mio amico Alemanno di fare un primo test sui dipendenti bravi e quelli meno bravi; premi e punizioni nella burocrazia del Comune di Roma, per cui quei 500 milioni di euro che gli abbiamo dato potrebbero rientrare in efficienza per i cittadini romani e si potrebbe dare, dalla Capitale, un esempio". La proposta, neanche a dirlo, è del ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta. E, come riportato dall'emittente Romauno, l'ha lanciata addirittura dalle Dolomiti, durante uno dei primissimi appuntamenti della manifestazione Cortina Incontra. "Propongo uno scambio, una convenzione tra il mio Ministero e il Comune di Roma su questa innovazione: premi e punizioni nel settore della burocrazia - ha detto Brunetta - Bisogna dare dei segnali sulla premialità nelle pubbliche amministrazioni". D'altronde il ministro ha fatto della lotta ai "fannulloni" e "assentesisti" il suo cavallo di battaglia. E al Comune di Roma, non è una novità, c'è sicuramente ancora tanto da combattere. Roma, infatti, stando agli ultimi dati è anche la capitale dell'assenteismo con una media per dipendente comunale di trentanove giorni trascorsi lontano dalla scrivania (ferie e permessi esclusi). Il sindaco Alemanno, per ora, non ha risposto. E' subito intervenuto, invece, Gianni Nigro, segretario generale della Fp Cgil Roma e Lazio: "Mi auguro che Alemanno non dia retta al suggerimento dell'amico Brunetta, il cui fervore antifannulloni sta esondando ormai oltre ogni limite - ha dichiarato - Da parte nostra, ed il sindaco lo sa bene, la proposta di un patto è già sul tavolo: procedere con l'attuazione degli accordi sottoscritti tra l'amministrazione e i sindacati, a partire da quello sulla stabilizzazione dei precari, razionalizzare le attività degli uffici, a cominciare dalla centralizzazione degli acquisti". D.Des.
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da "Stampa, La"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Oltre mezzo secolo di burocrazia Dai campi di sterminio di Gaggenau alla pronuncia dei giudici supremi Nel 1944, in Val Susa, i nazisti rastrellarono centinaia di uomini e li portarono nel campo di sterminio di Gaggenau. Furono divisi in due gruppi: chi sapeva di meccanica finì a lavorare nell'allora DaimlerBenz, che dalla produzione di Mercedes era passata a quella di camionette per l'esercito del Reich; gli altri in miniera. Nel 1961 con gli accordi di Bonn, la Germania credeva di aver liquidato i deportati italiani, circa 600 mila, con un indennizzo. Soldi che però non sono mai stati distribuiti alle vittime. Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini riaprì la questione con la legge 791 del 1980 che "istituì un assegno vitalizio a favore degli ex deportati nei campi di sterminio nazista KZ". Gli ex deportati iniziarono a inoltrare solleciti, ma invano. Nel '98 la Corte dei Conti piemontese riconobbe un vitalizio di 450 euro a testa. L'8 giugno 2008 la Cassazione ha legittimato le cause contro Berlino intentate dagli ex deportati: la Germania dovrà risarcire. Il 10 luglio 2008 l'avvocato Luca Procacci ha depositato una causa presso il Tribunale civile di Torino che cita, oltre alla Germania nella persona dell'ambasciatore pro tempore in Italia Micheal H. Gerdts, l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e la "Fondazione Memoria, Responsabilità e Futuro", anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nella persona, pro tempore, di Silvio Berlusconi. \.
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da "Stampa, La"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Albisola Capo "Bagnanti non comprate dagli abusivi" "Chiediamo più controlli contro l'abusivismo commerciale: occorre contrastare il commercio illegale che colpisce i commercianti, vittime di burocrazie e tasse eccessive, facendo appello ai frequentatori delle nostre spiagge di Albisola Capo a non fare acquisti dagli ambulanti, ricordando che acquistare merce contraffatta è reato". Così Diego Gambaretto, coordinatore di Albisola Superiore per Forza Italia, che suggerisce un'azione di "filtraggio" già dalla stazione ferroviaria, dove si trova il comando della polizia municipale, poiché quasi tutti gli extracomunitari utilizzano il treno per i loro spostamenti. \.
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da "Sestopotere.com"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia (29/7/2008 09:28) | (Sesto Potere) - Torino - 29 luglio 2008 - Occorre abbreviare i tempi della burocrazia avviando una procedura di emergenza per arginare e risolvere il problema della droga a Torino. è quanto è emerso dall'incontro che si è svolto ieri tra il sottosegretario all'Interno Michelino Davico, il Prefetto di Torino Paolo Padoin e il Sindaco della città Sergio Chiamparino. Si procederà, ha spiegato il sottosegretario Davico, affidando un'azione di tutela e di garanzia al Prefetto di Torino. Sarà necessaria una deroga alla normale procedura per velocizzare l'assegnazione dei lavori di recupero urbano per far uscire dal degrado la zona del Tossic Park, il così ribattezzato Parco Stura di Torino. Non è prevista l'assegnazione di alcun potere straordinario al Prefetto, ma gli verrà attribuita una delega amministrativa che permetterà di ridurre i tempi per gli appalti. Davico ha osservato, infatti, che non è giusto che una città come Torino, con le sue bellezze e la sua storia, sia ostaggio dell'emergenza droga. L'area del 'Tossic Park' sarà recintata e dotata di videosorveglianza. Dopo questa fase, ha detto Davico, sarà possibile fin da settembre garantire, con la presenza delle Forze dell'Ordine e se necessario anche dell'Esercito, la sicurezza della zona. L'area torinese delimitata dal fiume Stura è salita alla ribalta proprio nei giorni scorsi a causa di diversi casi di morte per overdose dovute, probabilmente, a una partita di droga tagliata male. Da questi episodi è nata un'indagine dei Carabinieri che ha portato al sequestro di oltre 1200 dosi di cocaina ed eroina e all'arresto di 12 persone.
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da "Velino.it, Il"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. POL - Le prime pagine del Lazio Roma, 29 lug (Velino) - Roma. Lo sgombero dei nomadi dal campo del Casilino 900, annunciato dal sindaco Alemanno, è la notizia del giorno sui quotidiani. Repubblica apre con “'Casilino 900, sgomberare i rom'”, il Corriere della Sera titola “Alemanno: 'Il Casilino 900 sarà chiuso”. “Il Casilino 900 sarà chiuso”, si legge nell'apertura del Tempo e “Sgombero dei rom dal Casilino 900”, in quella del Giornale. Il Messaggero richiama la notizia di spalla: “Casilino 900, il sindaco: 'Ripuliremo l'area'”. Prima dello sgombero del campo, “Questura e Prefettura disporranno un servizio di vigilanza - scrive il Giornale riportando le parole del primo cittadino - e il prefetto in quanto commissario straordinario per l'emergenza nomadi a Roma, dovrà occuparsi della nuova destinazione dei nomadi del campo. Ci siamo impegnati a fare una ripulitura immediata del campo Casilino 900 per togliere tutti i materiali che vengono bruciati. Poi verrà sgomberato”. Ieri il sindaco e il prefetto hanno incontrato i rappresentanti dei residenti della zona adiacente al campo nomadi Casilino 900 che, nei giorni scorsi avevano protestato bloccando la via Palmiro Togliatti per protestare contro l'ennesimo incendio di rifiuti nel campo. Altro sgombero in vista, quello dell'insediamento di Tor de' Cenci, definito dall'assessore alle Politiche sociali Sveva Belviso “una bomba a orologeria: nel campo semi-attrezzato e non autorizzato ci sono 350 persone, la metà delle quali ha carichi pendenti o si trova agli arresti domiciliari”. Nelle pagine interne Repubblica pubblica un servizio dedicato alle reazioni dei nomadi del campo. Il titolo riporta le parole di Najo Adzovic, portavoce del Casilino 900: “'Mai più gomme bruciate, ma fateci restare qui'”. Intanto, come ricorda oggi sarà firmato il Patto per la sicurezza, che prevede per la Capitale la dislocazione di militari in presidi fissi anche in centro storico. L'apertura di Libero e dell'Unità verte sull'inaugurazione di “La Casa di tutti”, una costruzione in legno realizzata nell'ambito di un progetto di integrazione: “I rom hanno inaugurato la casa abusiva” e “Festa senza autorità per la casa rom”. Lo chalet, costruito dai nomadi del campo su un progetto dell'università Roma Tre, si propone come alternativa ai container di solito impiegati nei campi rom ha suscitato polemiche con il VII Municipio per la presunta mancata consegna della documentazione necessaria all'inizio dei lavori. Libero fa riferimento a una “inaugurazione con rissa” fra due delle etnie presenti nel campo, quella bosniaca e quella macedone, per la spartizione del territorio interno. La querelle appare di spalla anche sul Giornale: “Sulla casa di legno i nomadi litigano perfino tra di loro”. “Addio ispettori annonari, diventano vigili”, titola Il Messaggero. L'assessore al Commercio Davide Bordoni ha deciso di cancellare la figura, ritenuta “doppione di quella dei vigili”. Gli ispettori, un centinaio in tutto, saranno integrati nel corpo della polizia municipale. L'altra notizia del giorno è la vicenda dei quattro ragazzini compresa fra 10 e 14 anni che hanno devastato una scuola media a Tor Tre Teste riprendendo le loro bravate con il videofonino. Taglio centrale sul Corriere (“Devastano la scuola e si filmano: presa la gang dei baby vandali), sull'Unità (“Tor Tre teste, baby vandali distruggono la scuola: duecentomila euro di danni”), su Libero (“A 10 anni devastano scuola e si filmano”) e sul Messaggero (“Distruggono la scuola e si filmano”), taglio alto su Repubblica (“Babybulli distruggono scuola e filmano con il cellulare”). I quattro sono stati sorpresi in flagranza di reato dai carabinieri, avvisati dai residenti che avevano sentito il rumore proveniente dal plesso scolastico. Il 14enne, l'unico imputabile, è stato denunciato per danneggiamento aggravato. Di spalla il Corriere della Sera torna sulla decisione del Comune di cancellare le “strade verdi” nel quartiere Africano: “Viale Libia, coro di no contro la riapertura”. A fondo pagina: “Giro: che orrore il parking della Camera”. Il sottosegretario ai Beni culturali ha annunciato l'intenzione di parlarne col ministro Bondi per chiederne la rimozione. In un riquadro: “Euroma2, irregolari trenta aziende” e “Cinquantenne spara a suo nipote: in casa un arsenale”. La notizia appare anche su Repubblica (“Spara dal balcone e ferisce il nipote”) e sul Tempo (“Spari dal balcone, terrore a Ostia”). Sul quotidiano diretto da Ezio Mauro un richiamo è per il delitto di Simonetta Cesaroni: “La superperizia 'assolve' l'ex fidanzato: 'Impossibile dire che il sangue fosse suo'”. La foto a centro pagina è per il trasloco del capolinea dei bus “dal Centro a Termini e Celio”. Da segnalare all'interno: “Dipendenti comunali: Brunetta vuole 'premi e punizioni'”. Il ministro ha proposto al sindaco Alemanno “di fare un test fra dipendenti bravi e meno bravi, di premi e punizioni sulla burocrazia del Comune di Roma”. Critica la Cgil per il mancato rispetto delle relazioni sindacali insita nella proposta di Brunetta. Nella foto di prima Il Messaggero richiama le prime decisioni della commissione comunale dopo il rogo della pineta di Ostia: “Castelfusano, Unica sala operativa”. L'intenzione è di dare un coordinamento unico agli interventi in caso di roghi. Di spalla: “Asl, ecco il piano della 'cura dimagrante'”. Secondo il quotidiano il progetto di riorganizzazione, che prevede una sola struttura per i servizi sanitari della città e tre Aziende per la gestione degli ospedali di Roma e provincia, potrebbe essere affidato a un manager della Croce rossa. Temi sanitari anche nel taglio basso del Giornale: “Attorno al Policlinico sei incendi in dieci giorni”. è accaduto nelle vicinanze del nosocomio di Tor Vergata. “Comune, bilancio in regola”, è il taglio centrale del Tempo, in riferimento alla relazione commissionata dal sindaco sullo stato di salute delle casse capitoline. “La ricognizione avrebbe dato esiti negativi per un possibile default da derivati – si legge all'interno –. Un risultato che confermerebbe la tesi sostenuta dall'ex amministratore al bilancio, Marco Causi, sulla bontà e regolarità degli strumenti finanziari siglato nel corso del mandato dell'ex sindaco Walter Veltroni”. Il rapporto sarà consegnato ai primi di agosto. In taglio basso sull'Unità: “Muore dopo la festa in spiaggia”. Nella stessa posizione Libero impagina : “Fondazione per lo sport Giovanni Paolo II”. Da segnalare all'interno, un'intervista al coordinatore regionale di Forza Italia Francesco Giro: “'Nel Pdl del Lazio vorrei Anche Storace'”. Da segnalare anche: “La Provincia triplica i consulenti”. All'ordine del giorno della seduta del Consiglio odierno è prevista una proposta di delibera che fa passare il budget da 600 mila euro a due milioni. Frosinone. “'Martufi', parte l'inchiesta”, titola Ciociaria Oggi. Su disposizione del Sostituto Di Bona, la Procura della Repubblica di Frosinone ha aperto ieri un'inchiesta per fare luce sull'incendio che ha distrutto il capannone della “Martufi Termoidraulica” di Ferentino. Ieri mattina, nella struttura carbonizzata sulla Casilina Nord posta sotto sequestro dai carabinieri, si è svolta un'ispezione degli uomini del Nia, il Nucleo investigazioni antincendio dei vigili del fuoco di Roma, accompagnati dai carabinieri. Nel taglio centrale: “Flagellati dal maltempo”. Forti disagi ieri pomeriggio in tutta la provincia di Frosinone a causa delle cattive condizioni meteorologiche. Molti gli alberi abbattuti,i fabbricati allagati e gli incidenti stradali causato dal maltempo, nessuno dei quali di grave entità. La politica occupa come sempre ilo taglio alto: “Cerroni assessore provinciale, tempesta politica su Scalia”. Per protesta, dopo la nomina dell'esponente del Pd in Giunta il Partito socialista non sarà in aula. Il capogruppo del partito Terriero ha affermato che in vista delle prossime elezioni non è esclusa la stipula di accordi programmatici con altre forze politiche. Intanto secondo il quotidiano, la seduta odierna del Consiglio è “ad alto rischio flop”. Di spalla, l'editoriale: “Tutti in cerca di buoni affari”. Il riferimento è a “business, davvero colossali, che potrebbero cambiare il volto della Ciociaria che fanno registrare uno strano silenzio, quello dell'assessore alle Piccole e medie imprese della Regione Lazio”. In un riquadro: “Isola Liri, bidelli vigilantes se la classe è ribelle”, “Fermentino, superstrada: un 'blitz' dell'assessore Astorre sul cantiere”, “Sora, mercato: deciso il rinvio a settembre ma la crisi investe lo Sdi”, “Anagni, promesse di Videocon: il sindacato è scettico”, “M. S. G. Campano, senza patente sfrecciava con la moto in paese”, “Fiuggi, il ministro Bondi inaugura il Fiuggi family festival”. Latina. Una sola apertura per i quotidiani pontini: l'omicidio di Giorgio Soldi. Secondo Latina Oggi, è “Omicidio, un caso risolto”. “Delitto Soldi: l'autopsia conferma che il 44enne è morto per i colpi ricevuti in testa”, spiega l'occhiello; “Ore contate per il 28enne aggressore; potrebbe costituirsi già in giornata”, aggiunge il catenaccio. “Assassini, la caccia”, titola La Provincia: “Sequestrato il Suv della sera dell'aggressione. L'autopsia: Soldi morto per i colpi alla testa”, recita l'occhiello; “Uno degli indagati non è stato ancora rintracciato”, precisa il catenaccio. Secondo Il Nuovo Territorio, “Sull'omicidio di Giorgio Soldi, la polizia vicina agli assassini”: “La squadra mobile vicina alla soluzione del caso. Oggi alle 15.30 alla cattedrale San Marco i funerali del 43enne”, annuncia l'occhiello; “Ieri i risultati dell'autopsia del professor Arcuri: per la vittima è stato fatale il colpo sferrato alla testa”, ricostruisce il catenaccio. “Soldi, fatali i colpi ricevuti alla testa”, è il titolo del Messaggero: “Eseguita l'autopsia, trauma causato da un corpo contundente. Oggi a San Marco l'ultimo addio”, spiega l'occhiello; “La polizia sequestra il 'Suv' sul quale viaggiavano gli aggressori”, recita il catenaccio. “Mortali i colpi alla testa di Soldi”, titola Il Tempo: “Latina. Ieri mattina l'autopsia eseguita al 'Goretti' dai medici legali dell'università Tor Vergata”, si legge nell'occhiello; “L'uomo era stato aggredito in pieno centro. Indagini a tutto campo”, afferma il catenaccio. Diversi gli argomenti per i tagli centrali. Latina Oggi impagina “Camorra, i boss negano”: “Pirozzi e Boccanfuso davanti al gip. E restano in carcere”, precisa l'occhiello. “Clan, i boss muti davanti al gip”, è il richiamo della Provincia; nel proprio taglio centrale, il quotidiano diretto da Luigi Cardarelli parla di “Scenari di camorra”: “Terracina, la Cascella spiega l'infiltrazione”. Il Nuovo Territorio dedica l'ampia foto notizia nel taglio centrale a “Claudio Devoto, l'utopia diventa impresa”. “Variante al Prg ferma in Regione” è il taglio centrale del Messaggero: “Aprilia. Lo strumento dovrebbe consentire il 'recupero' delle borgate. Oggi si riunisce il Consiglio”, spiega l'occhiello. “L'iter bloccato per la mancanza di alcuni documenti. Rimbalzo di responsabilità”, aggiunge il catenaccio. Il Tempo impagina nel taglio centrale “Economia in crisi, la Provincia cerca rimedi”: “Subito dopo l'estate, Consiglio ad hoc per studiare strategie d'intervento”, spiega l'occhiello. In prima pagina, ampio spazio viene dato alla Roma-Latina: “Corridoio, ecco l'opzione Latina”, titola Latina Oggi nella sua foto notizia. Foto notizia anche sul Messaggero (“Roma-Latina, si è aperta la conferenza dei servizi”) e sul Tempo (“Aprilia. Roma-Latina, dalla città c'è l'ok ma con riserva”). “Superpontina, il ministero fissa le scadenze”, è il richiamo della Provincia; “Roma-Latina al ministero” titola nel richiamo Il Nuovo Territorio. Diversi richiami sono dedicati alla vita politico-amministrativa del capoluogo: “Porto, tutto pronto per il via libera” (Latina Oggi); “Porto, critiche dall'opposizione al progetto” (Il Tempo); “Consulenze, Latina elabora il piano delle richieste” (La Provincia); “Comune indebitato” e “La Fanti ora è più forte” (entrambi sul Nuovo Territorio); “Calandrini 'richiama' i consiglieri” (Il Messaggero). Rieti. “'Nessun pericolo per Amatrice'” è il titolo di apertura del Messaggero. Il consigliere regionale del Pd, Mario Perilli, smorza gli allarmismi dopo i preannunciati tagli alla sanità che coinvolgerebbero la provincia di Rieti, in particolare, la presunta chiusura dell'ospedale di Amatrice. “Sarebbe una notizia sconcertante, se fosse confermata da una fonte ufficiale. Ma siccome così non è, non vedo perché procurare questi allarmi e giocare sulle catastrofi”, ha commentato Perilli. “Molesta adolescente in ascensore” è il titolo di apertura del Tempo. Un ragazza di 15 anni sarebbe stata aggredita all'interno di un ascensore di un condomino da un uomo di 35 anni che l'avrebbe palpeggiata violentemente. Il presunto aggressore è stato messo in fuga dalla reazione della ragazza ed è stato successivamente rintracciato dalla polizia che lo ha denunciato in stato di libertà. In taglio centrale del Messaggero, spazio alla polemica sul servizio bus che sostituisce il collegamento ferroviario Terni-Rieti-L'Aquila, interrotto per lavori in corso. La partenza è “stata pessima”, con i sindacati di categoria che ieri ha presidiato il piazzale della stazione. Il nuovo servizio ha “solo creato caos in più” e “regna uno stato di improvvisazione”, con la totale assenza di informazioni per i passeggeri anche in merito agli orari di partenza. Sempre in tema di trasporti, il quotidiano riserva un box alle preoccupazioni degli utenti per “lo spostamento del capolinea Cotral dalla stazione Tiburtina”. A protestare sono anche i sindacati. il maltempo di questi giorni che si è abbattuto sulla Bassa Sabina ha portato il consigliere di An al Comune di Fara, David Basilicata, a richiedere l'istituzione di un numero verde per le emergenze. In taglio basso del Tempo un articolo si occupa della vertenza Eems. I lavoratori hanno detto “sì” all'accordo con l'azienda. L'assemblea dei dipendenti ha dato il via libera alla sottoscrizione di un'intesa. Restano alcune perplessità, ma “è il momento di chiudere la partita”. Ieri si è svolto alla Camera di commercio un incontro tra enti, Istituto “Tagliacarne”, associazioni di categoria e sindacati per analizzare i dati Istat sul tasso di disoccupazione in provincia di Rieti, da più parti ritenuti non rispondenti alla percezione territoriale dell'andamento del mercato del lavoro reatino. Diverse le proposte finalizzate ad un'integrazione costruttiva delle rilevazioni compiute dall'Istat. Infine, dall'apertura del prossimo anno scolastico l'Istituto professionale per il commercio e il turismo “Nazzareno Strampelli” avrà la sua sede definitiva all'interno del Polo didattico di Rieti. Viterbo. Le decisioni del Consiglio comunale di ieri aprono la prima pagina del Corriere di Viterbo: “Addio Cev in arrivo 3 partecipate”. Nessun margine per salvare il Cev, mentre la Francigena sarà ricapitalizzata per poi rivenderne, scorporati, i servizi. Ma tutto è legato al sì della Corte dei Conti per l'alienazione dei beni demaniali del Comune, venduti per far cassa e sanare il deficit delle partecipate, che la giunta ha ereditato dalla precedente gestione. Il piano di risanamento, illustrato ieri in Consiglio dal ragioniere capo, Stefano Quintarelli, prevede la liquidazione immediata del Cev e in un secondo momento della Francigena, nonché la creazione di altre tre società, una interamente pubblica e due per lo più a capitale privato, che si occuperanno dei servizi. Riscossione dei tributi e verde pubblico, invece, verranno esternalizzati. La proposta è passata con i voti della maggioranza, il no di Pd e Sinistra arcobaleno e con l'astensione dell'Udc. Ma a palazzo dei Priori, ieri sera, c'è stato anche il “Gabbianelli show”: il presidente del Consiglio ed ex sindaco ha “sparato a zero” su tutti, specie contro il sindaco Marini e l'assessore Meroi, che ha definito “Pollicino”. In primo piano, “Cani e gatti avvelenati, mattanza estiva”: la Lav denuncia un aumento vertiginoso di episodi in cui gli animali vengono uccisi. Nella spalla, “Con il nuovo statuto più unità e serenità”: sabato la nuova riunione del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa per modificare lo statuto e limitare i contrasti interni. Nel taglio medio, “Duplice attentato, si indaga”: ad Orte il tubo del gas nella casa di un uomo è stato manomesso due volte. Di indaga per duplice tentato omicidio. Sempre nel taglio medio, “Quadrifoglio, salva la cassa integrazione”: è andato a buon fine l'incontro tra la Cgil e il ministero. Si troverà una sanatoria per evitare che i dipendenti dell'azienda ceramica di Civita Castellana debbano ridare indietro i sei mesi di cassa integrazione che sono stati loro corrisposti. Nel taglio basso, infine, “Viterbese, ripescaggio più vicino”: il Coni fa fuori definitivamente Massese, Torres e Nuorese. Il Messina è in crisi e non ce la farà a iscriversi in C2. Le escluse dalla Lega Pro ora sono nove, e per il club viterbese le speranze di ripescaggio tra i professionisti si moltiplicano. Il Messaggero apre col titolo “Al canile di Bagnaia è caccia al serial killer”: l'associazione “Amici degli animali”, che gestisce la struttura di località Novepani, denuncia la morte per avvelenamento di più di 50 cani dall'agosto 2007 a oggi. Il canile è stato posto sotto sequestro dalla magistratura per le indagini. In primo piano, “Beach soccer, il sindaco dà spettacolo”: divertente la gara di calcetto sulla sabbia giocatasi sabato scorso tra i politici, in una delle serate organizzate dal Coni all'interno dell'Estate Viterbese. Di spalla, “Facchini di Santa Rosa, un'assemblea da resa dei conti”: secondo il quotidiano, le modifiche allo statuto del Sodalizio servono a limitare la libertà di manovra del presidente Roberto Capoccioni e ad escludere l'ex capo Facchino Giovanni Adami. Nel taglio medio, “Quadrifoglio, salvi gli operai”: vincono Cisl, Uil e Cisal. In arrivo, per i dipendenti dell'ex ceramica andata in liquidazione, una sanatoria che eviterà la restituzione della cassa integrazione. Infine, nel taglio basso, “Cev e Francigena chiudono: al loro posto tre nuove società”: passa in Consiglio la proposta di risanamento delle municipalizzate presentata dalla Giunta Marini. (red) 29 lug 2008 11:07.
(
da "Corriere.it"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Gli studenti fuori sede sono almeno 600 mila, ma solo 50 mila trovano alloggio nei campus Università, i posti letto spariti Bloccato dalla burocrazia il piano straordinario Case per studenti: l'Italia è ultima in Europa Bamboccioni, mammoni, belli di casa. vero, i giovani italiani sono quelli che restano più a lungo in famiglia, approfittando dei sughi di mamma e della macchina di papà. Siamo così, l'anima di un popolo non è facile da cambiare. Ma almeno per chi dopo la scuola sceglie l'università non è solo questione di pigrizia. Siamo il Paese con il più basso numero di posti letto nelle residenze universitarie, un primato che nessuno ci invidia. Otto anni fa, in pompa magna, abbiamo lanciato un piano straordinarioche ha cambiato le cose dello zero virgola. E che rappresenta un monumento all'inefficienza del nostro Paese. LA MAPPA DEI POSTI In Italia campus e residenze universitarie mettono a disposizione circa 50 mila posti. Briciole rispetto al numero degli iscritti ad un corso di istruzione superiore, che sono un milione e 800 mila. Copriamo solo il 2,7 per cento del totale. Agli altri non resta che rimanere a casa di mamma e papà, oppure infilarsi nel tunnel delle stanze ammobiliate, che poi vuol dire affitto in nero ed evasione fiscale. Guardare cosa succede negli altri Paesi europei è avvilente. In Gran Bretagna il college non riguarda solo le élite di Oxford e Cambridge ma uno studente su tre: coprono il 29 per cento della popolazione universitaria. In Francia sono al 16 per cento, in Germania al 12, in Spagna all'8 per cento. Non c'è paragone con noi e non è solo questione di numeri. Le residenze universitarie sono democratiche. La retta è più economica di un affitto e apre le porte delle università anche a chi non può campare sulle spalle dei genitori. Sono tanti se si pensa che un figlio che studia fuori sede costa intorno ai 12 mila euro l'anno. Oltre che democratici i campus sono un'ottima materia di studio. Vivere da soli, cucinare, lavare, fare la spesaè il modo migliore per imparare ad organizzare il proprio tempo. Ed organizzare il proprio tempo è una delle cose più importanti nella formazione del lavoratore del domani. A chi ha imparato un libro a memoria, e dopo sei mesi ha dimenticato tutto, le aziende preferiscono chi sa risolvere problemi. E vivere da soli è un'ottima palestra per imparare a farlo. IL PIANO STRAORDINARIO - Forse con questo nobile obiettivo, nel 2000 l'Italia ha lanciato un piano straordinario che avrebbe dovuto portare nel giro di quattro anni a raddoppiare il numero dei posti letto. Ebbene, di anni ne sono passati otto e quel piano voluto dall'allora ministro dell'Università Ortensio Zecchino si è concluso con un mezzo fallimento. I posti non sono raddoppiati ma cresciuti del 20 per cento e siamo sempre in fondo alla classifica europea. Da 42 mila siamo arrivati a 50 mila. Non solo. La crescita effettiva potrebbe essere in realtà inferiore perché buona parte dei nuovi posti letto, pur realizzati, non sono ancora utilizzabili. Insomma, dopo otto anni i posti in più davvero disponibili sarebbero 1.950, un ancora più misero 5 per cento. Della questione si è occupata anche la Corte dei conti che sull'attuazione di quel piano ha concluso da poco un'indagine conoscitiva. "Non è chiarito si legge nella relazione se i nuovi alloggi siano effettivamente operativi, dato che non sono pervenute attestazioni puntuali in ordine all'effettiva agibilità delle strutture". C'è un altro modo per guardare al fallimento del piano straordinario. Lo Stato, in varie tranche, ha messo a disposizione 380 milioni di euro che avrebbero dovuto finanziare al 50 per cento le opere realizzare dalla varie università. In otto anni sono stati spesi solo 40 milioni di euro, l'11 per cento. Come è possibile? COSA NON HA FUNZIONATO - la stessa Corte dei conti a riconoscere il "modesto grado di attuazione" dell'intervento straordinario per le residenze universitarie. E a ripercorrere le tappe di un processo che ci porta dritti nel labirinto della burocrazia. Il piano "urgente", sottolinea la Corte, è "partito in realtà oltre quattro anni dopo" l'annuncio. La legge viene approvata nel novembre del 2000. Un anno se ne va per la pubblicazione dei bandi, i termini per la presentazione delle domande vengono prorogati più volte perché all'inizio nessuno si muove. Poi arriva la commissione incaricata di valutare le richieste e di anni ne volano via altri due. Il primo piano triennale viene presentato nel marzo 2005, 1.600 giorni dopo l'approvazione della legge. Il primo pagamento è arrivato nel dicembre 2006, più di sei anni dopo. Inevitabile che a qualcuno siano cadute le braccia. Su 169 progetti presentati, la commissione nominata dal ministero ne ha approvati 139, quasi tutti (l'87%) per le regioni del centro nord, quelle che richiamano più studenti dal resto del Paese. Di quei 139, in quindici hanno rinunciato. Dall'università di Macerata a quella di Firenze, da quella di Pavia a quella di Padova hanno detto no allo Stato che regalava la metà dei soldi necessari per rimettere a posto vecchi studentati. Se sono arrivati a tanto è proprio perché le procedure per accedere ai fondi somigliavano ad un labirinto. Anche se con linguaggio felpato, la Corte dei conti sottolinea una "anomala velocità di spesa, rallentata anche dai modi di assolvere gli adempimenti tecnico-burocratici". Non solo. I magistrati richiamano anche il ministero dell'Università che non ha collaborato come dovuto. E in particolare "il servizio di controllo interno che, nonostante i ripetuti solleciti, ha omesso di fornire riscontri e valutazioni coerenti con i quesiti formulati dalla Corte". Un fallimento che i responsabili non vogliono neppure spiegare. L'unica buona notizia è che adesso ci riproviamo. Per utilizzare quei 340 milioni di euro rimasti in cassaforte, il ministero dell'Università ha bandito all'inizio dell'anno un secondo bando per le residenze universitarie. Una "iniziativa da valutare positivamente, secondo la Corte dei conti che questa volta confida in tempi più rapidi. La stessa speranza dei bamboccioni e delle loro famiglie. Lorenzo Salvia stampa |.
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da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 29 Luglio 2008 ASSISTENZA. L'iniziativa benefica disertata "Zero richieste" Onlus "L'Aiuto" invita i vicentini "Sosteniamo un anziano": 5 assegni da 600 euro annui     Gian Maria Maselli "Nessun vicentino si è fatto avanti per richiedere l'assegno di solidarietà di 600 euro l'anno che la nostra associazione onlus eroga, una tantum, ad anziani che si trovano in difficoltà economiche. A Vicenza e Provincia ci sono a disposizione dai tre ai cinque assegni, ma nessuno li ha ancora richiesti". A lanciare l'appello, nell'interesse delle persone che potrebbero beneficiare della somma, è l'associazione "L'aiuto", che da qualche mese ha aperto una sede anche a Vicenza in via Vaccari 55, dando il via all'operazione "Sosteniamo un anziano". Dalla sede centrale la responsabile Stefania Ardito spiega: "In ognuna delle 15 provincie in cui siamo attivi contiamo dei soci sostenitori ed eroghiamo equamente delle cifre. Nel Vicentino sono a disposizione fino a tremila euro, che per rispetto dei nostri sostenitori in zona non possiamo certo dirottare in altre province. Invitiamo quindi gli anziani vicentini che si trovano in stato di indigenza a rivolgersi a un qualsiasi Caf, centro di assistenza fiscale, per presentare la documentazione valida a definire la loro situazione patrimoniale. I parametri di valutazione dei potenziali beneficiari sono quelli classici: dichiarazione dei redditi, presenza di figli a carico, proprietà e altri". Per conoscere l'associazione si può visitare il sito www.laiuto.net. Lo sportello di Vicenza ha questo numero: 0444/4291075. Il numero verde nazionale è 800-134815, e l'associazione specifica che il tesseramento per accedere ai suoi servizi è assolutamente gratuito."Non siamo legati ad alcuna organizzazione politica - precisa Ardito - e infatti non diamo indicazioni specifiche sui Caf. Va bene qualsiasi sindacato o patronato. Il monte assegni italiano è pagato utilizzando il 10% delle nostre risorse economiche, e tra i nostri servizi, oltre al sostegno psicologico fornito dal numero verde, c'è anche la linea tutela handicap (stesso numero), e l'informatore cittadino, cioè nostro personale che nelle piazze offre informazioni sulla burocrazia legata all'invalidità civile e raccolgie segnalazioni su disservizi pubblici o discriminazioni sociali". Ora questi servizi si estendono anche a Vicenza, a partire dall'assegno di solidarietà. Sempre che gli anziani vicentini bisognosi si facciano avanti.
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da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 29 Luglio 2008 MAROSTICA. In Consiglio l'annullamento della rassegna musicale Polemiche servite in salsa "Jazz"     Serena Vivian Quella di quest'anno doveva essere l'edizione numero dieci, con il consueto richiamo di pubblico e di artisti di fama internazionale. L'ormai collaudato appuntamento estivo con "Marostica in Jazz" ha invece portato nella città scaligera un'ondata di malcontento e polemiche. Nelle scorse settimane l'organizzatore della rassegna, Luca Berton, aveva ufficialmente alzato bandiera bianca, dichiarando alla stampa che l'edizione 2008 non ci sarebbe stata a causa di "eccesso di burocrazia" e "difficoltà nel trovare le risorse necessarie", lasciando intendere di essere stato lasciato solo nell'organizzare l'evento. Le sue dichiarazioni hanno sollevato un polverone, tanto che la questione è approdata addirittura nell'ultima seduta del Consiglio comunale. A esporla è stato il consigliere di maggioranza Giuseppe D'Urso, che ha presentato un'interrogazione per conoscere le ragioni della mancata realizzazione della manifestazione che ha "arrecato un grave danno all'immagine della città, oltre a comportare un mancato ritorno economico per varie categorie, non escluse le casse comunali". Ha risposto il sindaco Alcide Bertazzo che, pur dimostrandosi dispiaciuto per la mancata realizzazione, ha ribadito come una manifestazione di questo tipo non possa essere gestita da una sola persona. "In passato - ha detto il primo cittadino - "Marostica in Jazz" veniva organizzata in collaborazione con l'associazione Grania Bacchis. Poi alcuni accordi sono saltati e le ultime edizioni sono state gestite sotto ogni punto di vista da Luca Berton. Visti gli elevati costi economici e la difficoltà di trovare sponsor, si era ipotizzato di spostare la manifestazione dalla piazza. Non avendo però mai ricevuto nessun programma e non conoscendo i nomi degli artisti invitati, a parte quello di Antonella Ruggiero, non potevamo dare l'autorizzazione a utilizzare la Scalinata dei Carmini, adatta alla musica acustica ma non a tutti i generi". Da sottolineare poi che l'amministrazione comunale scaligera aveva già stanziato in bilancio 12 mila euro come contributo per "Marostica in Jazz" e, viste le difficoltà, era disposta ad arrivare fino a 15 mila. "Alla Giunta dispiace molto che l'iniziativa sia saltata, - ha concluso Bertazzo - vista la qualità degli artisti e il numero di appassionati di musica jazz che ogni anno arrivavano a Marostica. "Il mio auspicio - conclude - è che il prossimo anno ci si possa organizzare per tempo e che a fianco di persone come Luca Berton vengano coinvolte anche la Pro Marostica, l'Associazione commercianti e l'Amministrazione".
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da "Velino.it, Il"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. CRO - Multe: i troppi ricorsi mandano in tilt gli uffici Milano, 29 lug (Velino) - E' possibile considerarla come una specie di class action, il procedimento pubblico sottoscritto da un elevato numero di cittadini. Fatto sta che si sta rivelando come il sistema migliore per non pagare le multe. Tantissimi ricorsi, tante pratiche da gestire da parte delle autorità, poco personale, giudici di pace e sezioni civili del tribunale che non ce la fanno a star dietro alle cause. Conclusione: meccanismo in collasso. Il comune di Milano è l'esempio più pratico e attuale. Ha introdotto una nuova gabella, la eco-pass, per limitare l'inquinamento prodotto in centro dalle autovetture. Dopo un logorante periodo di avviamento cominciato il 2 gennaio, con la gente in vacanza, il sistema è divenuto operativo. Centinaia di multe, notifiche, tempo per presentare i ricorsi ed eccoci a luglio. Di pratiche ne arrivano 500 al giorno, i milanesi non se ne danno per inteso e ricorrono contro l'iniquo pedaggio. Ma il ricorso è fatto di carta, di fascicoli, di archiviazioni. Una montagna di procedimenti che hanno mandato in tilt il sistema. Il personale non ce la fa a star dietro alla marea montante di ricorsi ed è sul punto di arrendersi. Anche perché in ufficio dovrebbero esserci 36 cancellieri e ce ne sono 21. Ma ora che sono cominciate le ferie, il personale è all'osso. Proprio nel periodo di massimo afflusso. Prima c'era una forma di statistica, ora è ferma all'8 luglio: è impossibile star dietro all'arrivo di centinaia e centinaia di pratiche al giorno. Oltre tutto, non sanno più dove mettere tutti questi fascicoli. E' stato pure chiuso un ufficio che fungeva da informazioni per il pubblico, cosicché adesso – nel dubbio – la gente il ricorso lo presenta comunque. Al Protocollo ci vogliono 20 giorni per registrare un arrivo Alla Sentenze, fra deposito e pubblicazione, se ne passano sei mesi. Alle Sezioni civili, le notifiche partono con quattro mesi di ritardo, tanto è l'arretrato. Se i giudici dovessero occuparsi di tutti i ricorsi, l'intera amministrazione della giustizia civile resterebbe paralizzata. I primi dibattimenti per le eco-multe vengono di conseguenza fissati per il 2009. Questo comporta che quasi tutti i procedimenti andranno in prescrizione. Vale la pena mantenere in piedi tutta questa baracca? A cosa serve una simile organizzazione, tutto questo lavoro, cancellieri e segretarie, archivi e notifiche, giudici e udienze se poi alla fine tutto si vanifica? La migliore soluzione sarebbe quella di annullare tutte le multe per la violazione all'eco-pass. Si risparmierebbero soldi e fatiche, il personale potrebbe occuparsi di tante altre cose, i cittadini sarebbero più contenti perché la multa non l'hanno pagata, non si bloccherebbe l'andamento della giustizia con migliaia di processi destinati alla prescrizione. Insomma: complice la burocrazia e l'inevitabile, scarsa efficienza delle nostre amministrazioni, è stato trovato l'antidoto più efficace al caro-multe. Fare ricorso tutti insieme e bloccare il meccanismo. La soluzione è questa. Almeno nelle grandi città. (Roberto Chiodi) 29 lug 2008 12:40.
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da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Summit ieri tra il sindaco Zanonato, il presidente della Camera di commerico Furlan e quello della Provincia Casarin, che lancia l'idea per il centro di ricerca "Una nuova società per fare la Torre Gregotti" Costo complessivo 120 milioni di euro. Ma il solo progetto (3,2 milioni) mette in difficoltà le economie locali La Torre Gregotti della ricerca è stata al centro di un incontro ieri da parte del suo ente promotore, la Zip, con il sindaco Flavio Zanonato, il presidente della Provincia Vittorio Casarin e il neo presidente della Camera di commercio Roberto Furlan. Sul tavolo avrebbero dovuto essere oggetto di discussione l'Interporto, l'ipotesi di una fusione intermodale tra Padova e Venezia, la dismisissione di società opportunamente create dallo stesso Casarin per traghettare alcuni progetti altrimenti destinati ad arenarsi tra burocrazia e contributi mai arrivati. E invece si è finito per parlare di un'ipotetica nuova società. Ancora una volta ad hoc, ancora una volta in soccorso a risorse pubbliche scarse o troppo a rischio. Questo il bilancio del summit della Zip (Zona industriale e porto fluviale) di ieri. La "Torre della Ricerca", riservata appunto a studi di sviluppo, avrà 36 piani, il corpo più alto sarà di 137 metri, per una superficie complessiva di circa 50mila mq; la pianta sarà ad "L". Costo complessivo 120 milioni di euro, ma pare che le prime resistenze si giochino già sulle spese iniziali, 3,2 milioni di euro, da investire per il solo progetto definitivo."Abbiamo cercato di capire se andare avanti con la progettazione - spiega Casarin - Abbiamo condiviso il fatto che Padova possa dotarsi di una cittadella della ricerca e quindi cercato di capire le possibilità di concretizzare. Vorremmo andare avanti ma per non impegnare troppo gli enti pubblici, si potrebbe fare una società di scorporo, con soggetti diversi dalla Zip, da porre sul mercato e stimolare alla ricerca ad alto livello".In sostanza già la cifra per il progetto definitivo (3,2 milioni fratto 3, Comune, Provincia e Camera di commercio), fa indugiare gli interessati a mettersi le mani in tasca. "Gli interessati all'acquisto ci sono - continua il presidente della Provincia - ma sono marginali. Serve almeno sia coperto un 50 per cento della spesa. Costituendo una società scorporata che si assuma i rischi con la Zip, composta da soci pubblici e privati, si potrebbe procedere".Cauto, molto cauto, invece, Furlan: "Il passaggio è condiviso sulla scelta dell'area idonea, e come idea complessiva. Sul metodo sono state forse indicate invece alcune osservazioni. Come Camera di commercio è importante essere all'interno di una realtà di insediamento internazionale di ricerca. La provincia ha puntato sulla necessità di individuare a un soggetto che guardi a questo. Ma serve un "pacchetto" di vendita. Il sindaco, in particolare, ha sollevato la questione sull'opportunità di avere un equilibrio tra gli investimenti iniziali e le garanzie che il progetto non si fermi a lavori iniziati". E in merito all'ipotesi di una società frena l'entusiasmo. "Oggi sono state lanciate alcune idee, alcune buttate lì come questa. Ma ora servono i tempi per approfondire. Oggi il numero dei sottoscrittori è limitato rispetto l'entità dell'operazione. Tra questi abbiamo il Cnr che mette l'area (n.d.r. tra corso Stati Uniti e via della Ricerca scientifica), il Parco e altri, mentre l'Università tutto sommato resta defilata. Serve un soggetto terzo. Soprattutto perché la ricerca è un settore particolare. Serve un'imprenditoria interessata allo sviluppo".Michela Danieli.
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da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia LA LEGGELa circolare numero 5 del 2000 emanata dal ministero della Sanità estende anche ai clandestini la possibilità di godere di cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o essenziali. La terminologia usata dalla burocrazia ministeriale concede diverse interpretazioni.I CLANDESTINIGli extracomunitari che non hanno permesso di soggiorno per curarsi possono farsi rilasciare da presidi sanitari pubblici (ospedali, ambulatori) una sorta di tessera, Stp, valida per cinque anni che garantisce loro l'anonimato e le cure in tutto il territorio italiano. Non si sa quanti Stp sono stati rilasciati in provincia di Pordenone.CERTIFICAZIONIUno straniero, irregolare o regolare, può fare un'autocertificazione di indigenza che gli permette di curarsi gratuitamente. Le autocertificazioni dubbie dovrebbero essere controllate e tutte le altre verificate a campione.LE CIFREIn attesa di quelle dell'ospedale cittadino e dell'Ass 6, il Cro ha comunicato di aver sostenuto 90 mila euro di spesa nel 2007 per ricoveri e prestazioni ambulatoriali riguardanti stranieri in possesso di una tessera Stp.
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Manca il segnale identificativo del centro abitato. Il Comune si difende: "Tutto fermo all'Anas" Vittorio VenetoIn Val Lapisina tornano i cartelli stradali "fai da te". A Nove riesplode la protesta dei residenti, che contro il mancato arrivo dei segnali che indicano la località come centro abitato, e quindi degna di un tabellone che ne indichi l'esistenza e il limite di velocità di 50 chilometri orari, hanno installato in via Nove basso, sulla statale Alemagna poco prima dell'incrocio con via Lapisina, un cartello fatto a mano con la scritta "Nove", proprio all'altezza del segnale che indica il limite massimo di velocità consentito in tutta la località: 70 chilometri orari.Non è la prima volta che i residenti in valle protestano in questo modo eclatante contro la lentezza della burocrazia. Anche un paio d'anni fa, nello stesso punto, comparve lo stesso identico cartello, che sollecitava - ieri come allora - l'arrivo della cosiddetta "tripletta", cioè dei cartelli bianchi con la scritta "Nove" e il contestuale doppio segnale di rotondo di 50 all'ora come velocità massima consentita e di divieto di segnalazioni acustiche. Per farlo, però, serve il benestare dell'Anas, competente sulla statale 51. Che, a quanto pare, ancora non c'è. Ma la rabbia dei residenti a Nove è doppia, perché nei mesi scorsi sono stati installati in altre due località tagliate dall'Alemagna, San Floriano e Fadalto, i cartelli identificativi delle località, di colore marrone mentre come detto quello di Nove dovrà essere bianco. "Capita spesso che persone non di qui debbano arrivare a Nove per lavoro e che, non vedendo alcun segnale identificativo, attraversano l'intera località senza sapere che pesci pigliare, dovendo poi tornare indietro" afferma L. P., uno dei residenti più arrabbiati per il ritardo nell'arrivo dei cartelli. Ieri mattina il presidente del quartiere Val Lapisina, Silvano De Nardi, essendo a conoscenza del problema, ha avuto un colloquio sull'argomento con la comandante della Polizia Locale Angela Zoppè. "La pratica per il riconoscimento di Nove come centro abitato è stata aperta molto tempo fa e attualmente è ferma. Non però, mi è stato spiegato, in municipio bensì all'Anas. Il Comune ha fatto la sua parte, contattando l'Anas, ma è quest'ultimo ente, a quanto pare, a non avere almeno fino ad oggi dato seguito alla pratica" afferma De Nardi. Di recente, l'amministrazione avrebbe sollecitato l'Anas a sbloccare la situazione, ben conscia del disagio vissuto dai residenti, soprattutto a pian di Nove dove il lungo rettilineo con il limite di 70 all'ora invoglia auto e moto a correre veloce.Per la località della Val Lapisina una magrissima consolazione arriva dall'ex stazione ferroviaria, dove nei giorni scorsi gli operai hanno finalmente falciato l'erba che sorgeva più che rigogliosa nei due binari morti. A breve, come comunicato da Rfi al presidente del quartiere, dovrebbe anche essere riparata la recinzione, rotta in alcuni punti, che divide via della Ferrovia dal binario della linea Conegliano - Ponte nelle Alpi.L.A.
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da "Sicilia, La"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia "Burocrazia troppo lenta per i ricongiungimenti familiari degli immigrati". Lo afferma il segretario provinciale della Uil, Stefano Munafò, che nota un incremento della problematica nell'entroterra, dove è più facile una sistemazione negli alloggi, se non altro per i minori costi rispetto al capoluogo. Ma il dramma scatta per gli immigrati regolari, quando questi debbono attendere le indispensabili risposte istituzionali. I sindaci: siamo senza poteri per aiutare questa gente. "Noi forniamo un'assistenza completa - dice Aziz, il responsabile dell'ufficio sindacale, - quella che un tempo dava l'Ufficio stranieri. Tutto è addossato a noi, anche umanamente. Ciò può essere umanamente positivo sotto il profilo del contatto con gente disperata; ma ad essa dobbiamo fornire risposte, rinnovare i permessi di soggiorno, consentire i ricongiungimenti familiari. Ci sono le file. Ma c'è bisogno di una burocrazia più celere proprio per i ricongiungimenti: ci vuole quasi un anno, le pratiche sembrano bloccate, a volte. Ma tutto si ferma in prefettura. "E' un messaggio - continua - perchè questo problema si risolva anche attraverso la collaborazione del nostro segretario, Stefano Munafò". I problemi dell'immigrazione s'infittiscono: "Condividiamo le loro sofferenze - dice Aziz, che ha subito sulla propria pelle analoghe difficoltà, - Ma non tutti abbiamo la stessa fortuna. Cerco di restituirla a quanti me la chiedono, provenendo dai porti più disparati del Magreb". Per tutti si leva la voce del sindaco di Solarino, Pietro Mangiafico, che ha tentato di aiutare "i nuovi volti" che caratterizzano la città. Dall'anno scorso s'è dato aiuto a una piccola comunità somala. L'entroterra muta fisionomia, a partire da Floridia per andare verso ovest. Ma i sindaci possono far poco per alleviare le sofferenze e coadiuvare l'azione del sindacato. "Abbiamo avuto comunicazione - dice Mangiafico - dalla Prefettura, che non abbiamo alcun ruolo come ente locale. Se è così mi sembra un controsenso, malgrado la presenza sul territorio degli immigrati. Non li possiamo aiutare per l'integrazione sociale: ci sembra una contraddizione. Da un lato li abbiamo, ma dall'altro non possiamo far nulla. Li conosciamo, scambiano le prime parole con noi, vengono in piazza. Un minimo di ruolo l'ente locale dovrebbe pur ricoprirlo". R. R.
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da "Sicilia, La"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Esempi "normali" di una imprenditoria in rosa: sono quelli che abbiamo raccontato nel corso di questa inchiesta. Non siamo andati ? volutamente ? a cercare esempi eclatanti, ma casi di donne che hanno creduto in se stesse e hanno deciso di scommettersi. Esempi di normale voglia di creare sviluppo, benessere, occupazione, in un contesto particolare e difficile come quello siciliano. Le donne che hanno voglia di scommettersi ci sono. Lo rivelavano i recenti dati dell'Osservatorio sull'imprenditoria femminile, resi noti da Unioncamere, sull'impresa femminile siciliana che rappresenta il 25,81% del totale delle imprese attive, con un totale di 101.809 aziende. Un risultato che dà speranza per un futuro di imprese "rosa" che, con uno 0,32% di crescita (equivalenti a 362 imprese in più rispetto al 2006), si attestano ben al di sopra della media delle imprese isolane che nel 2007 hanno sofferto ottenendo appena uno 0,22% di crescita. Una sorprendente Enna detiene in campo femminile il primato di crescita nazionale: nella graduatoria provinciale per tasso di crescita nel 2007, le imprese femminili sono aumentate dell'8,5%. Palermo è nona, con il 2%, Messina è 52esima con uno 0,5%, mentre da Caltanissetta ? 66esima ? in giù il trend è negativo: l'azienda femminile perde inesorabilmente. Come a Siracusa (69esima con -0,2%), a Catania (76esima con -0,3%), a Trapani (80esima con -0,5%), a Ragusa (82esima con -0,6%) fino a raggiungere la centesima Agrigento (-2%). Cosa chiedono le imprenditrici? Le stesse cose che chiedono gli imprenditori: più infrastrutture, meno burocrazia, una migliore promozione della Sicilia e dei suoi prodotti, un sistema bancario più attento alle esigenze della piccola e media impresa ? struttura portante dell'economia italiana ?, servizi più efficienti, più professionalità in coloro con i quali si devono interfacciare, la possibilità di essere accompagnate nello sviluppo di un'idea di progetto di impresa. Le pari opportunità, quelle no, non le chiedono granchè: sarebbe bello averle, ma si sono già organizzate da sé. A disposizione della società mettono la loro concretezza, la loro razionalità, la loro grinta, la loro professionalità, il loro coraggio, la loro energia, la loro curiosità, la loro creatività. E non ultimo, il loro cuore. Nella consapevolezza che eccellenza e innovazione sono carte senza le quali la partita della globalizzazione non ha alcuna possibilità di essere vinta. Né in Sicilia, né altrove. M. A. B.
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da "Sicilia, La"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Maria Concetta Goldini Gela. Si leva alto l'urlo delle sirene delle otto motovederre della Guardia Costiera ? coordinate magistralmente dal capitano Raffaele Macauda ? per salutare la nave venuta dal passato. Vecchia di venticinque secoli, ma con i legni conservati in maniera sorprendente. Lunghi applausi da parte delle centinaia di autorità presenti per la chiglia e la ruota di poppa della "nave cucita" con le tavole unite da fibre vegetali custodita gelosamente dai fondali argillosi e dal pietrame della zavorra. Quando la maxi barella ha sollevato la chiglia e la ruota di poppa della nave greca ? un pezzo lungo 11 metri ?, il soprintendente di Caltanissetta, Rosalba Panvini, non sa trattenere l'emozione: "Questo è il momento del riscatto di Gela ? dice ?, perchè riemerge dopo 2.500 anni la sua vera storia. Una storia che consegneremo ai posteri, creando il museo della navigazione greca, unico nel Mediterraneo. La Provincia di Caltanissetta e la Sicilia tutta trarranno vantaggi notevoli dall'esposizione di questo relitto che ha il suo carico al completo. Se si lavora in sinergia, l'archeologia renderà un grande servizio al riscatto siciliano. Per vedere una nave così non si dovrà far altro che venire Gela". Tagliata fuori dai circuiti turistici nonostante il suo invidiabile patrimonio archeologico, nota più come la città dell'inquinamento e della mafia, Gela si appella al mondo della politica e alla burocrazia perché facciano la loro parte ed il sogno di riscatto diventi realtà. "Può diventare realtà ? spiega a sua volta l'ammiraglio Ferdinando Lavaggi ?: questi due relitti possono anche dar vita a un turismo nautico che non sia solo consumismo, ma attenzione alle cose belle". E' stato un recupero delicato e senza precedenti quello avvenuto ieri. Alessandra Benucci è l'archeologa subacquea che ha curato con il suo team le varie fasi dello scavo e l'operazione per far riemergere la nave. "Ho avuto paura ? racconta ?; queste operazioni vanno programmate con precisione e se sbagli te ne accorgi quando il danno è fatto e non puoi più riparare. Ma ce l'abbiamo fatta a restituire alla storia questo meraviglioso relitto". Nella piattaforma della ditta Cosentino dove è stato posato il reperto per essere trasportato a terra, c'era anche Gino Morteo uno dei due sub che lo scoprì due anni e due mesi fa e fece la segnalazione alla Soprintendenza, consegnando alcuni reperti della nave. Da allora ha seguito ogni fase della vita del relitto fino al recupero ultimo di ieri. Anche lui era senza parole per l'emozione. Eccezionale lo stato di conservazione del legno di chiglia e della ruota di poppa. In 20 è rimasto intatto come al momento della scoperta. E' difficilissimo trovare la chiglia di una nave anni dopo il suo naufragio. E' la prima parte che si perde. Anche per questo la nave di Gela è rara. Ci sono volute ben 15 campagne di scavo e un milione e mezzo di euro per portare a terra il relitto. E ora si pensa al restauro e al trasferimento in un museo. La tecnica di restauro è stata decisa da una commissione internazionale di esperti nominata dalla Soprintendenza di Caltanissetta. I legni vengono compattati con una resina che si sostituisce all' acqua. Ieri a Gela a seguire l'evento c'era l'ammiraglio Charles Parker, direttore del laboratorio di Portsmouth. E stato lui a dare notizie sul restauro e sui suoi tempi. "Il restauro sta dando ottimi risultati ? ha detto l'ammiraglio inglese ?: i primi pezzi della nave, quelli consegnatici nel 2003, si sono compattati benissimo con il polietilenglicole. Sono legni resistenti. Ora si stanno asciugando e saremo pronti a consegnarli alla Soprintendenza alla fine del 2009. La ruota di poppa e la chiglia li potremo restituire quattro anni dopo la consegna". E' corsa contro il tempo dunque per costruire a Bosco Littorio il museo che dovrà ospitare la prima parte del reperto tra un anno circa. Il progetto c'è. E' un grande edificio di 4 mila metri quadrati che potrà ospitare ben 4 imbarcazioni e migliaia di reperti. Ci sono pure i fondi pari a 5 milioni e mezzo di euro. Si tratta di sbloccarli e renderli disponibili per indire la gara d'appalto. Se non ci saranno intoppi, la nave in tutte le sue parti potranno essere esposte nel 2015. Con il suo carico di anfore, cestini, arule e vasellame vario potrà raccontare tante storie del passato: i viaggi dall'Egeo al Mediterraneo, i commerci dei greci allora dominatori del mondo conosciuto. La storia della nave greca di Gela, orgoglio della Sicilia, continua.
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da "Stampa, La"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Celle L. Respinto progetto ex colonie milanesi per errore formale Resta imprigionata nelle pastoie della burocrazia la trasformazione delle vecchie colonie milanesi, sull'Aurelia di Celle Ligure situate all'altezza dello svincolo per l'autostrada, in centro benessere, alloggi, sala congressi e piscina. Il complesso della Regione Lombardia è stato ceduto per una durata non superiore a 28 anni. La Ghv Padova, che ha vinto la gara d'appalto, ha presentato al Comune un progetto ritenuto non adeguato. "Occorre la documentazione prevista dal regolamento comunale, - ha spiegato Remo Zunino, sindaco di Celle - altrimenti non possiamo pronunciarci". \.
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da "Virgilio Notizie"
del 29-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Sconosciuto "Il mondo è un teatro" di Bill Bryson (Guanda) postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Milano, 29 lug. (Apcom) - Di William Shakespeare, secondo alcuni il più grande scrittore moderno se non di tutti i tempi, non sappiamo praticamente nulla, neppure con certezza quale fosse il suo aspetto. Comincia così, con un piccolo choc su tutto quello che non sappiamo, il bel saggio divulgativo che lo scrittore Bill Bryson ha dedicato al Bardo di Stratford upon Avon che Guanda pubblica in Italia con il titolo "Il mondo è un teatro". Godibile e divertente, il libro di Bryson induce il lettore a relativizzare molto quello che si è scritto nei secoli su Shakespeare, tenendo per esempio presente che "malgrado ci abbia lasciato quasi un milione di parole, ne abbiamo soltanto quattordici scritte di suo pugno: il suo nome scritto sei volte e le parole 'by me', da me, sul suo testamento. Non è sopravvissuta una singola nota o pagina di manoscritto". Bill Bryson documenta l'incertezza sul più celebre ritratto del drammaturgo, entrato a tutti gli effetti nell'immaginario collettivo, eppure tutt'altro che sicuro che si riferisca a Shakespeare e anche sulla grafia del cognome, che "nelle firme che ci sono rimaste non è mai scritto nello stesso modo. [...] Curiosamente, una grafia che non usò è quella che viene ora universalmente associata al suo nome". In questo buio storico a portare un po' di luce sulla vita del geniale drammaturgo interviene, molto prosaicamente ma in maniera efficace, la tanto bistrattata burocrazia. Sono infatti i registri amministrativi e penali a rappresentare le labili tracce del passaggio di Shakespeare su questa terra e a raccontare, a volta in maniera criptica a volte impietosamente, qualcosa della sua esistenza. "Due delle poche certezze relative alla vita di Shakespeare - scrive Bryson - sono il fatto che il suo matrimonio durò fino alla morte e che, non appena possibile, inviava gran parte dei guadagni a Stratford". E' poco, però è qualcosa. In questa assenza di vere prove relative alla vita del Bardo, Bryson mostra il proprio talento di scrittore nel ricreare il clima dell'Inghilterra dell'epoca e in particolare quello del mondo teatrale elisabettiano. Due universi complessi e spesso tragici, come stanno bene a dimostrare, per esempio, le drammatiche condizioni di vita nelle quali versava la popolazione più povera e le rocambolesche avventure di un autore di primaria importanza come Christopher Marlowe, ucciso in una rissa a 29 anni. In questi difficili marosi Shakespeare si seppe muovere con maggiore discrezione rispetto all'irruente collega, arrivando anche ad acquistare un blasone e il titolo di gentiluomo. Fin qui la - frammentaria - biografia. Ma Bryson poi si concentra anche sulle opere di Shakespeare, quelle che lo hanno posto secondo il critico Harold Bloom al centro del canone occidentale, e, pur non nascondendo la sua disinvoltura nel prendere spunti da altri autori, si concentra sulla capacità del Bardo di "prendere un'idea accattivante e migliorarla". E tra Amleto e Otello, Macbeth e Re Lear, Shakespeare inventò l'inglese moderno, dando una lingua a una nazione che si esprimeva ancora in latino, almeno a livello ufficiale. E poi secondo Bryson "ciò che caratterizza davvero la sua opera è una comprensione, chiara e palpabile, del potere incantatorio della parola". Detto in altri termini il senso della letteratura. Bryson dà conto anche delle teorie di chi non crede che Shakespeare sia il vero autore delle opere che hanno reso il suo nome immortale, per giudicarle prive di fondamento. "Soltanto un uomo - conclude Bill Bryson - aveva le possibilità e le doti per darci opere così incomparabili, e William Shakespeare di Stradford era incontestabilmente quell'uomo - chiunque egli fosse".
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da "Eco del Chisone"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Uno spartitraffico in ritardo di anni Meglio tardi che mai Dopo le proteste, le sollecitazioni, le pressanti richieste alla fine un primo risultato è stato ottenuto. I blocchi spartitraffico dividono ora un tratto della tangenziale di Pinerolo, all'uscita dall'autostrada. Non ci saranno più le inversioni di marcia né il rischio di impatti frontali per auto in fase di sorpasso. Non saranno debellati gli incidenti ma almeno, si spera, si ridurranno di numero. Brava dunque la Provincia di Torino. Peccato però che ci siano voluti anni. Accade sempre così quando ci sono di mezzo enti pubblici. Ci sono tempi lunghi, sarà per colpa della burocrazia, saranno i tempi della politica poco abituata alle decisioni rapide ed alle altrettanto rapide realizzazioni. A Pinerolo quando vennero proposti alcuni sensi unici, a metà degli Anni '80, dovettero trascorrere anni prima della loro realizzazione. Da tempo si sollecitava la posa di specchi parabolici in alcune strade collinari ed anche in questo caso l'attesa è stata quasi decennale. Il tempismo - è una conferma - non è una virtù di Comuni, Province, Regione e Stato. Basta pensare alla richiesta bi-partisan di ridurre i costi della politica. Per dare un segno ci prova il Governo Berlusconi ma comincia dai più deboli - i Comuni, specie quelli definiti poco virtuosi - tagliando i costi di sindaci ed assessori. Ma, onestamente, si pensava a qualcosa di più. Perché i costi dei parlamentari continuano a salire, né c'è accenno di tagli ai costi dei parlamentini regionali. un po' ipocrita cominciare dai più deboli (i Comuni) salvando benefit, diarie e rimborsi di varia natura di quella classe politica che è invece la più privilegiata. Pier Giovanni Trossero.
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da "Eco del Chisone"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corsa in montagna, suona ancora la marcia trionfale per Bert-Bonansea Tre rifugi tornata alle origini, avanti tutti Era nata così, 33 anni fa, la Tre rifugi: una camminata in montagna (allora, se ricordiamo bene, si chiamava "marcia alpina"!) aperta a tutti, senza la necessità di scartoffie tipo tessera di una società, certificato medico, ecc.; insomma, via libera a chi aveva la corsa nel sangue e si allenava ogni giorno o quasi, ma anche a chi semplicemente in montagna ci andava per camminare. Poi burocrazia e agonismo avevano imposto le loro regole. Che qualcuno aveva digerito mal volentieri. Per cui domenica 27 luglio, alla 33 edizione, per quanto possibile si è cercato di tornare un po' alla filosofia delle origini: formula non competitiva per liberi, soci Cai. con il risultato di 22 iscritti in nome dello spirito originario. Ma la classifica è classifica e parla chiaro. Con "il solito" Paolo Bert che, fallo correre da solo, con Massimo Lasina o, come nelle ultime tre edizioni a coppie, con Davide Bonansea, sul gradino più alto del podio ci sale sempre, anche se quest'anno il responso del cronometro è risultato strano: nonostante la giornata fresca, 2h19'03" contro il 2h15'53" dello scorso anno. Subito dietro, nelle posizioni di rincalzo, tra nomi noti (Aglì, i vari Garnier, Beitone, Favat, Buffa, ecc.), anche un nome nuovo, quello del bibianese 22enne Fabio Bonetto, promessa della mtb oltre che della corsa in montagna: 5 lo scorso anno in coppia col compaesano Marco Beitone, 2 domenica con Tiziano Odino. In campo femminile, su dieci coppie alla partenza, netta l'affermazione di Malan-Bonnet, che hanno staccato di 5'55" Plavan-Costabel. Le classifiche. Maschile (iscritti 67): 1 Bert-Bonansea (Valle Infernotto), 2h19'03; 2 Odino-Bonetto (Valpellice), 2h27'28; 3 Beitone-Favat (Valpellice), 2h27'33; 4 Aglì-Garnier I. (Valpellice), 2h27'43; 5 Garnier C.-Garnier M. (Gasm), 2h29'09; 6 Ruffino-Zucconi (libera), 2h34'06. Femminile (iscritte 10): 1 Malan-Bonnet (Valpellice), 2h53'47; 2 Plavan-Costabel (Baudenasca), 2h59'42; 3 Orlando-Balbis (Pam), 3h19'57; 4 Benech-Canonico (Valpellice), 3h24'31; 5 Lamberti-Racca (libera), 3h43'09; 6 Fontana-Metti (Valpellice), 3h44'00; 7 Palard-Mallica (id.), 3h47'23. Miste (7): 1 Turbiglio-Angioni (libera), 3h00'22; 2 Folco-Avondet (id.), 3h34'47; 3 Meyer-Brochier (Serre Chevalier), 3h37'18. B. F.
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da "Eco del Chisone"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia L'odissea di un albanese affetto da mieloma e di sua moglie Da 13 mesi è ricoverato in ospedale perché non sa dove andare Ora l'uomo è sottoposto a chemioterapia per bocca e potrebbe uscire Di Ferdinand avevamo già scritto in occasione del primo trapianto autologo di cellule staminali effettuato all'ospedale "Agnelli" di Pinerolo, diversi mesi fa, a cui era stato sottoposto. Ora torniamo su di lui perché la sua è una storia che ha dell'incredibile. Triste sicuramente, ma anche carica di segni umanamente incoraggianti. Ferdinand è un albanese poco oltre i 50 anni. affetto da mieloma, una patologia oncologica del midollo osseo che tra gli effetti ha quello che erodere le ossa dall'interno. Ciò causa spesso crolli vertebrali, e infatti Ferdinand è su una sedia a rotelle. Ma quello che fa della storia di quest'uomo, e di sua moglie, una storia particolare, non è né il trapianto né la malattia, quanto il fatto che Ferdinand e la sua consorte vivono da 13 mesi in ospedale semplicemente perché non hanno altro posto in cui stare. "Adesso Ferdinand è sottoposto ad una chemioterapia per bocca - spiega il dott. Luciano Griso, dell'Ematologia presso la Medicina dell'Agnelli, il medico che l'ha seguito dagli esordi della malattia nel 1999 -, quindi potrebbe venire in ospedale solo per i controlli. Purtroppo è condannato a stare in questa stanza perché non ha altro posto". Ha dei parenti, dove la moglie va per rimettersi a posto, ma vivono in una stanza e per Ferdinand, su una sedia a rotelle, non c'è posto. "Basterebbe solamente una camera con un bagno in Pinerolo, così da poter venire in ospedale settimanalmente". L'odissea di quest'uomo inizia da clandestino nel 1999, quando accusa i sintomi del mieloma, a quel tempo localizzato in una vertebra. curato dal dott. Griso nel Day service di Ematologia del reparto di Medicina diretto dal dott. Giovanni Mathieu, e quindi operato all'ospedale di Pietra Ligure, specializzato in questo tipo di interventi. Ferdinand si ristabilisce e torna in Albania da sua moglie e dai suoi due figli. Due anni fa una nuova telefonata dall'Albania raggiunge il dott. Griso: Ferdinand sta di nuovo male, ha bisogno di cure e il suo Paese non riesce a dargli le risposte appropriate. Ma la burocrazia impedirà all'uomo di tornare in Italia per oltre un anno. Un tempo esagerato per una malattia oncologica, che infatti avanza fino a provocargli il crollo di una vertebra e la paralisi. Solo a metà 2007 riesce a tornare a Pinerolo con un regolare permesso per questioni di salute, a raggiungere l'ospedale di Pinerolo, dove nell'Ematologia del reparto di Medicina l'attendeva il dott. Griso. A gennaio è stato sottoposto ad un autotrapianto di cellule staminali perfettamente riuscito, anche se la situazione di paralisi non è reversibile e il mieloma non è ancora stato completamente sconfitto. Oggi Ferdinand e sua moglie, grazie all'impegno e al cuore messo in atto dagli operatori sociali, sono in possesso di regolare permesso di soggiorno e di residenza. Ma non hanno un posto in cui stare. "Poter uscire dalla stanza dove è ricoverato da 13 mesi lo aiuterebbe anche sul piano terapeutico", conclude il dott. Griso. Sofia D'Agostino.
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da "Corriere delle Alpi"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Riparto fondo sanitario. Ecco le differenze di trattamento fatte dai veneti sui veneti Sandri, l'ingegnere che ridurrà la forbice tra Usl Venezia in testa con 500 euro pro capite all'anno in più di Cittadella-Camposampiero RENZO MAZZARO VENEZIA. L'impressione è che l'ingegner Sandro Sandri (nella foto), un veronese di 54 anni che si occupa di brevetti e ha lavorato per parecchio tempo in Germania e in Olanda prima di diventare lo scorso giugno assessore regionale alla sanità, darà del filo da torcere al dottor Giancarlo Ruscitti, arrivato nel 2006 dalla capitale per dirigere la burocrazia della sanità veneta. E non viceversa, anche se Ruscitti ha la fama di un Richelieu. Ieri i due hanno passato la giornata in V commissione per far quadrare i soldi alle Usl. Si chiama riparto del fondo sanitario regionale. E' strano che avvenga a metà dell'anno, con tutti gli impegni di spesa che avranno già preso i direttori generali. Hai voglia a ridurre gli stanziamenti alle Usl che incassano troppo, per aumentarli a quelle che incassano meno. Perché this is the problem: nel suo piccolo guarda caso il Veneto assomiglia all'Italia, solo che al posto di Roma ladrona c'è Venezia lazzarona, la cui Usl incassa 500 euro pro capite all'anno più dell'ultima della fila, quella di Cittadella-Camposampiero. Ne consegue che quelli dell'Alta Padovana sono veneti due volte, in quanto fregati sia dalla capitale che dal capoluogo regionale. Complimenti. Anche questo è un record. La forbice tra le Usl venete cresce invece di calare, anche se dal 2005 la giunta Galan sta lavorando per ridurla. Facciamola breve: ieri la strana coppia Sandri-Ruscitti (strana perché il primo tace a inquadra, il secondo parla perché ha già inquadrato, ma qualcosa suggerisce che non sia l'inquadratura giusta) ha presentato la proposta di riparto 2008 in V commissione. L'assessore gioca a carte coperte, non vuole dare le cifre precise (ingenuità: ci pensano gli altri a spararle ai quattro venti), parla di disponibilità incontrata nei commissari di portare la forbice da 500 euro a 350. "E' un obiettivo - dice serafico -. Non do le cifre perché equivarrebbe a travisare la realtà, non c'è niente di definito, è un working in progress". Come il Mose?! "Lunedì tireremo la conclusione. Penso che ci siano le condizioni perché la commissione si esprima a favore. Sarebbe la prima volta". In effetti il suo predecessore, Francesca Martini, aveva un pessimo rapporto con la V commissione. Eppure è gestita dal centrodestra, sempre da voi. "Io ho il mio modo di fare politica. Ho sempre dato la disponibilità al dialogo e sempre la darò. Tutti i commissari avranno in me un interlocutore attento. Non mi tiro indietro davanti al confronto, sono disposto a cambiare idea se mi convincono. Ho riscontrato nella commissione un forte senso istituzionale. Poi è anche vero che i consiglieri quando escono fanno dichiarazioni diverse, ma per necessità elettorali". L'obiezione più marcata è che non fate nulla per ridurre la forbice tra Usl. "Io ho portato in commissione criteri nuovi per suddividere il fondo: 1) la premiabilità alle Usl con forte concentrazione turistica che, per questo, hanno più spese; 2) stesso discorso per le Usl dei capoluoghi di provincia, dove si rivolge un numero maggiore di utenti; 3) distribuzione perequativa di risorse per le Usl più piccole, in base alla densità della popolazione per esempio". In tal caso verrà punita la montagna. "No, ha già un +25% sul riparto generale, come accade per Venezia. Le maggiori spese non sono dovute a sprechi ma a maggiori costi, i consiglieri lo sanno benissimo. Non nego che ci siano sprechi anche nel Veneto, nego che questi sprechi siano determinanti". Anche perché proprio voi leghisti avete chiesto l'istituzione di una commissione antisprechi. "Ha concluso da tempo la sua attività". Uccisa dalla battuta che il primo spreco era stato istituirla? "Noi abbiamo la presidenza dell'Agenzia regionale socio sanitaria, l'Arss, che sta facendo un lavoro underground ma molto importante". Sarebbe? "Mettere a punto un sistema di razionalizzazione delle procedure uguale in tutte le Usl. Sta preparando uno screening di tutte le Aziende, con le rispettive necessità, gli utenti serviti e altri parametri, in modo da arrivare a collocare ad esempio i macchinari di prossimo acquisto non dove verranno chiesti ma dove potranno essere utilizzati 24 ore. Sta lavorando anche per un prontuario di appropriatezza e standardizzazione delle cure". Prima che arrivasse lei si diceva che nella sanità decide tutto il segretario regionale Ruscitti. "Devo dire che, per la frequentazione che ho avuto finora, Ruscitti ha molto potere, ha carisma, è molto intelligente e usa tutte queste doti". Qui la voglio: per chi? "E' intelligente da capire che ha bisogno di una sponda politica autorevole". Ce l'ha già, è il presidente Giancarlo Galan. "Galan l'ha scelto, ma non interferisce se non per le cose che gli interessano e trovo che sia giusto. Non ho gelosie, né di Galan né di Ruscitti. Il quale si sarà senz'altro accorto che per me il rapporto va basato sul lavoro, la sincerità reciproca e il rispetto".
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da "Giornale di Brescia"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Edizione: 30/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:ESTERO Per la prima volta in 50 anni Bush autorizza l'intervento del boia per un soldato. L'ultimo caso con Kennedy che commutò la pena in ergastolo Sì all'esecuzione di un militare Usa Il presidente Bush ha autorizzato l'esecuzione di un militare WASHINGTON Citando i "brutali crimini commessi", il presidente George W. Bush ha firmato nell'Oval Office l'ordine di esecuzione di un soldato condannato a morte per omicidi e stupri, delitti avvenuti oltre 20 anni fa. la prima volta in oltre mezzo secolo, dai tempi di Dwight Eisenhower, che un presidente americano dà luce verde alla pena capitale per un membro delle forze armate. Un caso analogo, per la verità, accadde anche con Kennedy, ma lui commutò la pena in ergastolo e non diede via libera al boia. Il militare, Ronald Gray, era di base a Fort Bragg in North Carolina, quando ha commesso la serie di reati che lo porteranno al patibolo: quattro omicidi, un tentato omicidio e otto stupri, tutti commessi nell'arco di otto mesi tra 1986 e 1987 nell'area di Fayettville. Per 20 anni Gray è stato chiuso nel braccio della morte di Fort Leavenworth, in Kansas, dove sono incarcerati altri cinque soldati destinati dalle corti marziali all'appuntamento con il boia. A differenza del sistema giudiziario civile, la giustizia militare statunitense prevede che la condanna a morte di un membro delle Forze Armate non possa essere eseguita senza l'autorizzazione esplicita del capo supremo delle Forze Armate, cioè del presidente. Mentre era governatore del Texas Bush aveva consegnato all'iniezione letale 152 condannati. Il semaforo verde all'esecuzione di Gray, richiesto al presidente dal Segretario all'Esercito, è stato acceso prima che il caso del soldato abbia esaurito il tortuoso cammino attraverso la burocrazia legale dell'Esercito e le corti di appello militari. "Approvare la sentenza di morte contro un militare è una decisione seria e difficile per un Comandante in Capo, ma il presidente crede che i fatti in questo caso non lascino dubbi sul fatto che la pena in questione sia equa", ha spiegato la portavoce della Casa Bianca, Dana Perino. Dal 1951, quando è entrato in vigore il moderno Codice della Giustizia Militare, 10 soldati sono stati messi a morte con l'imprimatur della Casa Bianca. L'ultima esecuzione di un militare negli Usa risale al 1957: fu ordinata da Eisenhower e effettuata per impiccagione solo nel 1961. Il presidente John F. Kennedy è stato l'ultimo capo della Casa Bianca ad affrontare la questione quando nel 1962 commutò una condanna a morte nel carcere a vita. La Corte Suprema ha confermato la costituzionalità della pena di morte nelle Forze Armate nel 1996: 12 anni prima il presidente Ronald Reagan l'aveva reintrodotta per i crimini militari dopo che nel 1972 era stata messa al bando. Nel caso di Gray ulteriori ricorsi sono ancora possibili ed è dunque possibile che l'ora X per il soldato non scatti nei pochi mesi che ancora restano a Bush alla Casa Bianca. Non è d'altra parte chiaro quale potrebbe essere il metodo di esecuzione dal momento che il sistema della pena di morte militare è rimasto per tanti anni "in sonno".
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da "Giornale di Brescia"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Edizione: 30/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:VALCAMONICA VIONE A settembre via ai lavori di restauro di due casette nei pressi della cava della Val di Canè Da ruderi a osservatorio faunistico Sarà gestito dal Parco dello Stelvio. Prossimo passo: il recupero del sito estrattivo I due ruderi che ospiteranno l'osservatorio faunistico Anna Veclani VIONE Due piccole case di forma quadrata. Tetto spiovente, come impongono le intemperie che imbiancano la montagna nei mesi invernali. Pietra e legno per un basso impatto ambientale. Finestre per osservare e spazio esterno all'edificio per godere degli spettacoli della natura. A una manciata di metri, la cava di marmo della Val di Canè, legata a Cima Bles. Non lontano, un nido perenne di aquila. Davanti agli occhi, immerso nella riserva naturale dello Stelvio, un versante del Monte Coleazzo, per eccellenza regno degli stambecchi. Quello stesso regno che, dai primi anni del Novecento, era fonte di rilassamento per gli operai che nell'umidità delle gallerie scavavano marmo pregiato; uno scenario che dava respiro al duro lavoro di estrazione. Il riparo dai raggi solari o dalla pioggia improvvisa che si abbatteva sulla Valle era assicurato dalle due casupole di pietra. Era il 1964 quando la cava venne chiusa per ristrutturazione: da allora il marmo "Christall" è rimasto incontaminato. Qui, nei mesi scorsi, si è addentrata l'Amministrazione comunale di Vione, scoprendo segni indelebili di un passato che merita recupero. A ciò si aggiungono le potenzialità ambientali e turistiche della zona. Un binomio che è sfociato nella collaborazione con il Parco nazionale dello Stelvio per la trasformazione dei due ruderi in un osservatorio faunistico, a 1.800 metri di quota. A mostrare interesse, anche l'Università di Edolo. L'idea ha fin dall'inizio visto favorevole il primo cittadino di Vione, Enrico Ferrari. Che, con l'aiuto dell'Ufficio tecnico del Comune, ha iniziato a districarsi tra carte, burocrazia e richiesta di finanziamenti. Poi il via libera del Ministero dell'ambiente, con tanto di erogazione di fondi a favore di un progetto che ha nella valorizzazione delle risorse territoriali il suo punto di forza, ottenuti grazie all'impegno dei gestori del Parco: 150mila euro la cifra necessaria per concretizzare il "risanamento conservativo" dei due edifici. "Si tratta di una zona molto bella, caratterizzata da un'esposizione incredibile; il Comune darà l'osservatorio in gestione al Parco nazionale dello Stelvio, consentendo così a residenti e turisti di conoscere da vicino la fauna della zona". La soddisfazione del sindaco è palpabile. Lui, come il resto dei concittadini, mostra un grande affetto nei confronti della Val di Canè. Ora si batterà per concludere l'opera nel più breve tempo possibile. "Questione di qualche mese", spiega l'architetto Roberto Testini. "Siamo in fase di appalto: a settembre inizieranno i lavori". Le due costruzioni verranno sistemate, mantenendo il più possibile l'attuale fisionomia. Saranno dotate di servizi igienici, cucinotto e ripostiglio per la legna. Una superficie di 35 metri quadri. Vietato il pernottamento. Poco più in basso, però, sorge una palazzina del Parco dello Stelvio, recentemente ristrutturata e dotata di camere e cucina. Nel periodo invernale l'osservatorio non sarà accessibile. Raggiungibile a piedi con una camminata di circa 45 minuti dall'Agriturismo di Val di Canè (dove si arriva in macchina), l'osservatorio sorgerà sul versante orografico destro della vallata. Prossimo obiettivo, il recupero della celebre cava, intenso desiderio del primo cittadino. "Sollecito un intervento finanziato dagli enti sovracomunali; ho visitato di persona l'interno della cava e mi sento di dire che è davvero spettacolare". In tal direzione, la Comunità montana ha già mostrato interesse.
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da "Italia Oggi"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ItaliaOggi ItaliaOggi -Primo Piano Numero 180, pag. 5 del 30/7/2008 Autore: di Emilio Gioventù Visualizza la pagina in PDF Più di 400mila euro di costi per spedizioni a domicilio, traslochi e dare una ripulita agli uffici Mandarli a casa è caro. E faticoso Incremento di spese a palazzo Madama per gli ex senatori Mandarli a casa costa. Accidenti se costa tenere fuori dal senato i parlamentari non eletti. Ne sa qualcosa il bilancio di palazzo Madama, appena nato è già dolorante. Una barca di soldi, approssimativamente più di 14 milioni di euro, che tra vari rivoli umidificano il passaggio di consegna tra vecchi e nuovi. Di certo non proprio un'eredità leggera per il neo presidente del Senato, Renato Schifani, che, chiamato a far quadrare i conti dell'aula parlamentare, deve di fatto autorizzare le spese per far fronte alla mancata rielezione dei senatori caduti più o meno 100 giorni fa. Cifre considerevoli a partire dagli 8 milioni 500mila euro stimati per la liquidazione dell'assegno di solidarietà erogato a fine mandato ai senatori non rieletti. A questi c'è da aggiungere 1.900mila euro per restituire i contributi previdenziali versati nei due anni di mandato ai senatori della XV legislatura che non hanno maturato il diritto al vitalizio. E fin qui la fredda burocrazia di cedolini pensionistici e liquidazioni, roba buona per ragionieri e commercialisti. I problemi sono altri. E qui tocca affidarsi alle braccia e ai muscoli di squadre di traslocatori e di facchini. Già, perché i senatori quando hanno abbandonato il fortino hanno lasciato una presenza a volte ingombrante. Nulla a futura memoria, ma qualcosa che deve rientrare in loro possesso. Altro che scia di ricordi. C'è chi aveva il ritratto della famiglia, chi si era portato la collezione d'autore, chi il quadro, chi il tappeto, chi altro ancora, di regali tantissimi e spesso ingombranti. Ebbene, il senato che fa? Chiama i facchini, gli ordina di impacchettare il tutto e di consegnarlo al domicilio dell'ex senatore. Per rispetto si sa, infatti, non sta bene per un senatore della Repubblica farsi vedere alle prese con pacchi e nastri isolanti, nodi e fiocchetti. Peccato, però, che la riverente cortesia verso gli ex costerà un incremento di 50mila euro per le spese di spedizione e di 200mila per i traslochi e i servizi di facchinaggio. Ma c'è dell'altro. Due anni, seppure brevi sono stati comunque intensi, specie al Senato dove la maggioranza e l'opposizione, divisi da pochi muri, dovevano in pratica presidiare il fortino quasi 24 ore su 24, sempre reperibili per una votazione a rischio, quasi tutte. E così la permanenza negli uffici a loro disposizione è stata lunga. E gli effetti spesso si sono visti. Il Senato non avrebbe fatto decisamente una bella figura consegnando al nuovo arrivato un ufficio visibilmente di seconda mano, magari con la parete bianca strisciata dalla spalliera della poltrona, con un tappeto sfilacciato, con una tenda scucita e una lampada da scrivania fulminata. è toccato così dare di gomito e ripulire, sbiancare, tinteggiare, arieggiare. Il tutto per una spesa di 240mila euro in più catalogati sotto la voce manutenzione ordinaria. Per i danni pesanti da permanenza di senatore, danni quasi strutturali, invece ci pensa il capitolo di bilancio relativo a opere di manutenzione straordinaria che prevede un incremento di spesa di 400mila euro. A conti fatti, fino a questo punto, soltanto per gli ex, le spese di palazzo Madama arrivano a poco più di 10 milioni di euro. Ai quali deve aggiungersi un incremento di 3 milioni 700mila euro per la corresponsione del trattamento vitalizio ai senatori della XV legislatura non rieletti, che "si ipotizza, matureranno, per effetto di periodi relativi a precedenti legislature, il diritto alla corresponsione dell'assegno sin dal primo mese successivo alla cessazione dal mandato". Quindi, più o meno 14 milioni di euro in totale per consegnare definitivamente alla storia l'attività dei senatori della quindicesima legislatura. A proposito, in alcuni casi i facchini e i traslocatori non hanno dovuto fare molta strada, visto che alcuni, anzi una buona parte di ex senatori, si è trasferita alla vicina Camera dei Deputati.
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia LA STORIA. Oltre a non ricevere alcun indennizzo, l'ex fante 86enne ha subito la beffa della burocrazia: il congedo è arrivato solo due anni fa "Io, uno degli schiavi di Hitler" di Massimiliano Magli Dimenticato dall'esercito, ignorato dallo Stato ma non per questo rassegnato all'idea che cada nell'oblio della storia l'inferno vissuto con altre migliaia di italiani. Luigi Bisceglia, ultraottantenne originario del cosentino ma clarense d'adozione è uno dei cosidetti schiavi di Hitler, prigionieri costretti ai lavori forzati dal regime tedesco durante la seconda guerra mondiale. La sua odissea si intreccia con un'altra vicenda di ordinaria burocrazia lumaca. Solo il tre maggio del 2004, su disposizione dell'allora ministro della Difesa Antonio Martino, gli è stato recapitato il foglio di congedo assoluto. Per il soldato Luigi è un diritto che da 59 anni attendeva fosse rispettato. Fino a quattro anni fa, infatti, era uno dei diversi militari congedati con una licenza provvisoria di due mesi. Una presa in giro, visto che in linea di principio con quel foglio avrebbe potuto essere richiamato anche a 80 anni. Ma per l'ex soldato del 112esimo reggimento artiglieria di stanza a Nola, la vera scommessa ora è un'altra. E' quella di farsi riconoscere un dovuto indennizzo per le torture subite da deportato e lavoratore forzato nella Germania nazista. "QUANDO HO SAPUTO che a Brescia si è aperto il processo per ottenere il risarcimento dal governo tedesco - spiega Luigi -, ho deciso di raccontare mia storia, nella speranza di ricevere anche io un indennizzato". Già, perché il soldato Bisceglia, che lo scorso 3 aprile ha compiuto 86 anni, nel campo di concentramento ci è finito da militare durante la leva. Il suo calvario inizia, dopo un sabotaggio alle navi che dovevano partire per l'Africa ormeggiate al largo di Napoli. "Ho iniziato il servizio militare nel 1942. Mi trovavo nella caserma di Nola - ricorda Bisceglia - e stavo per imbarcarmi, quando fummo informati che le navi erano state fatte esplodere. La mia vita militare, allora, prese una direzione completamente diversa. Rimanemmo in caserma, finché un giorno non ci spedirono a Bolzano, nella Guardia alla Frontiera. E' qui che ebbe inizio la mia prigionia". Accade in quel giorno che ha diviso in due la memoria degli italiani: l'8 settembre del '43, infatti, significò la felicità per l'Armistizio, ma anche il dolore per molti soldati e civili italiani che furono deportati dai tedeschi. "Mi trovavo in libera uscita a Bolzano - ricorda Bisceglia -, ma non appena si diffuse la notizia dell'armistizio fui subito richiamato in caserma e ci misero con i fucili spianati alle finestre. Fu un momento pauroso: che cosa potevamo fare con quelle armi? Pochi istanti dopo due cannonate di un carro armato tedesco sventrarono la caserma. Il comandante fuggì, mentre il tenente colonnello ci invitò a scendere in cortile. Qui trovammo i tedeschi che nel frattempo avevano ammazzato l'ufficiale di picchetto e due guardie. Fummo tutti rastrellati". BISCEGLIA VIAGGI cinque giorni e cinque notti su un carro bestiame piombato: "Eravamo come pecore - ricorda - facevamo pipì in un vasetto e ce ne liberavamo dalle fessure. Non mangiammo né bevemmo nulla. Poi ci fecero scendere in un campo di concentramento e l'unica conforto fu dell'orzo bollito. Dopo la visita medica mi spedirono in una polveriera". Bisceglia diventa uno schiavo di Hitler. Lavora per oltre 12 ore al giorno a Nienburg, tra Dusseldorf e Brema, in una polveriera che si affacciava sul fiume Weser. Una settimana fa il turno diurno, la successiva lavora di notte. "Ogni giorno -racconta - preparavo qualcosa come 60 quintali di polvere da sparo. Un'enormità. I ritmi erano paurosi. Ma sapevo anche cosa accadeva nel resto della Germania. Per poco non ero finito nel campo di concentramento di Buchenwald. Con me lavorava un russo e un giorno, mi chiese di rallentare perché non ce la faceva più. Dopo tre giorni, per punizione, ci spedirono nel terribile reparto Nitrius Nz, a diretto contatto con le sostanze chimiche". Di tanto in tanto le carte con cui veniva mescolato il gas nitro prendevano fuoco e si sprigionava un gas pericolosissimo. Allora si doveva essere prontissimi nel proteggersi con una maschera anti gas. "In quel reparto - rievoca Bisceglia tra le lacrime - vi rimasi un mese. Ero stremato e pensai di togliermi la vita gettandomi nella centrifuga. Ma una notte sognai Gesù: mi disse di non buttarmi lì sotto, perché mi sarei salvato. Fu un miracolo. Lavoravo con una tuta in lana di vetro e degli zoccoli di legno". Fu un supplizio. Per anni, al ritorno, Bisceglia ha dovuto sottoporsi a terapie per alleviare i reumatismi che lo costringevano a camminare come uno zoppo. La sua liberazione avvenne dopo 18 mesi. I tedeschi lasciarono lui e gli altri operai nella polveriera sotto i bombardamenti. "Quando ci accorgemmo che i tedeschi erano scappati - spiega - fuggimmo anche noi. Finimmo nuovamente preda dei militari che ci usarono come scudi umani in mezzo alla guerriglia con gli americani. Non dimenticherò mai il giorno dell'aprile 1945 in cui, con altri quattro, mi trovai davanti un carro armato americano che ci puntava con il cannoncino. Alzammo le mani. Ci dissero come on e per noi finì l'incubo".
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da "Mattino di Padova, Il"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Cronaca STA ARRIVANDO L'ESERCITO MA C'E' TANTA PROPAGANDA SEGUE DALLA PRIMA Questo è il senso dell'affermazione "arriva l'esercito", una bella operazione di marketing che risponde poco alla fame di sicurezza del Paese, molto alla tradizione italiana del risolvere le questioni gravi con i pannicelli caldi. Aver pensato all'esercito di pattuglia nelle città, seppur per un periodo breve, poteva essere qualcosa di più di una pensata d'effetto, sgradevole ma utile. Il governo, e in questo c'è la consueta continuità fra centrosinistra e centrodestra, si ostina a non affrontare il problema alla radice. Per esempio affidando ai civili i compiti che ancor oggi nelle caserme vengono assegnati ai militari. Dalla ristorazione, alla burocrazia, al minuto mantenimento le caserme dell'Arma dei carabinieri, ad esempio, sono piene di militari che non stanno mai di pattuglia, che non lavorano nel territorio. Ampie zone delle nostre città sono in ostaggio dell'Esercito, con caserme vuote e votate al degrado perché l'amministrazione statale non le cede ai proprietari naturali, i Comuni. L'alienazione di tanti di questi beni potrebbe servire a finanziare adeguatamente la Polizia, l'Arma dei carabinieri, la Guardia di Finanza. Le volanti sono scassate e senza pezzi di ricambio, le gazzelle non hanno benzina. Di quale sicurezza stiamo parlando? Che cosa possono fare 45 ragazzotti buttati per le strade difronte a questo disastro? Se una iniziativa del genere l'avesse presa il governo Prodi la stampa di destra l'avrebbe coperta di scherno. L'ha presa il governo Berlusconi e l'effetto è lo stesso. Omar Monestier.
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da "Nuova Sardegna, La"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Sassari "Un commissario o si perdono risorse" Ben 590 milioni di fondi Por potrebbero riprendere la via di Bruxelles SASSARI. L'isola è in coda alle regioni del Mezzogiorno per l'utilizzo dei finanziamenti comunitari. Un primato negativo che potrebbe costare 590 milioni dei fondi Por. L'allarme è stato lanciato dal Centro studi agricoli di Sassari che, alla luce delle statistiche elaborate dalla Ragioneria generale dello Stato, chiede "l'istituzione di un commissario straordinario, prima che i finanziamenti prendano la strada di Bruxelles". In ballo ci sono ingenti risorse che vanno dall'agricoltura, alla pesca, alle infrastrutture. I dati sullo stato di attuazione dell'"Obiettivo 1" (il piano per la crescita delle aree svantaggiate) sono stati illustrati dal responsabile del Centro studi, Tore Piana, e dall'agronomo Salvatore Loriga. I ritardi riguardano i finanziamenti del Por 2000-2006 e il Piano di sviluppo rurale. Nella classifica della Ragioneria dello Stato, solo la Sicilia fa peggio di noi. "La Sardegna rischia gravi ripercussioni economiche - è stato l'avvertimento -. Restano da spendere ancora 910 milioni di euro, e se sarà confermato il trend negativo perderemo 160 milioni destinati all'agricoltura, 38 assegnati alla pesca e 180 milioni per trasporti e ambiente". Ma c'è di più: "Anche se l'amministrazione regionale riuscirà ad accelerare la spesa, i soldi da restituire saranno comunque tantissimi. Infatti, la recente delibera della Giunta sulla semplificazione amministrativa non si applica alle operazioni cofinanziate con i fondi comunitari", ha spiegato Loriga. E Piana, pur riconoscendo al presidente Soru una forte capacità contrattuale ("perché è riuscito ad ottenere più finanziamenti adesso che siamo fuori dall'"Obiettivo 1""), ha denunciato una situazione paradossale: "Le casse sono piene, ma a causa di un'incomprensibile burocrazia i soldi non vengono impiegati. Per questo - ha detto - lanciamo un appello al presidente della Regione affinché si prenda carico personalmente di quest'emergenza e nomini un commissario straordinario con pieni poteri per la spendita dei fondi europei". A ispirare Piana è stato il "modello Bertolaso, sperimentato con successo per i rifiuti della Campania". I dati dei fondi comunitari nascondono luci e ombre delle performance sarde. Se infatti gli indicatori del fondo Fesr (infrastrutture) sono al di sopra dellla media del Mezzogiorno (79,8% contro 78,4%), quelli del fondo Feoga (agricoltura) e Sfop (pesca), si collocano al di di sotto, rispettivamente del 1,1% e del 18,6%, dove una variazione, anche solo di un punto percentuale, può significare milioni di euro di finanziamenti. Per questo l'appello di Piana e Loriga per un intervento risolutivo è ancora più accorato: "Finora sono stati pubblicati solo quattro bandi per "l'asse 2", ma la cosa peggiore è che si sta contiunuando con lo stesso andazzo e non si intravede un indirizzo generale che indichi la direzione in cui andare. Ma soprattutto, è necessario ricordare che i soldi non spesi nell'anno di riferimento non possono essere utilizzati per periodi futuri. Perciò - hanno concluso - la soluzione per la nomina di un commissario straordinario è quanto mai urgente". I rappresentanti del Centro studi hanno infine auspicato "l'attivazione di sinergie con gli operatori del settore, al fine di trovare soluzioni utili al sistema regionale e allo stesso tempo non perdere le opportunità legate all'utilizzo dei finanziamenti". (a.te).
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da "Mattino di Padova, Il"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Altre Un governo che punta Un governo che punta sulle paure della gente Dopo aver vinto le elezioni politiche puntando prevalentemente sulle paure e sulle insicurezze dei cittadini, la destra ha iniziato a governare. L'ordine pubblico è certamente un problema importante, ma non più di altri che, nel nostro Paese, attendono da truppo tempo adeguate soluzioni politiche. Recentemente, il ministro Tremonti ha detto: "Chiederò sacrifici a banche e petrolieri". Per ora è solo un annuncio. Sulle banche sarebbe già importante che facesse rispettare la legge Bersani sulla gratuità nel trasferimento dei mutui. Quanto ai petrolieri, può essere positivo convocarli per cercare di frenare la corsa dei prezzi dei carburanti. Ma perché, nell'immediato, non tornare a ribassare l'Iva di alcuni centesimi come già aveva fatto il governo precedente? Sull'abolizione dell'Ici, c'è da precisare che i proprietari di abitazioni modeste erano già esenti per effetto dell'ultima finanziaria del governo Prodi. Estendere l'abolizio dell'imposta anche ai proprietari di immobili di lusso e di prestigio, comporta un aggravio di spesa di oltre due miliardi e mezzo. Quindi non è di alcuna utilità sociale ed economica, anzi! La proposta di detassare il lavoro straordinario è, a mio avviso, profondamente sbagliata. Incentivare il lavoratore a fornire prestazioni oltre le 7-8 ore giornaliere arrivando magari a 10 o 12, vuol dire stressarlo, quindi esporlo a maggiori rischi. Per una manciata di euro, si aumenta lo sfruttamento e si va nella direzione opposta rispetto alla massima occupazione possibile. Molto meglio la proposta del Pd di detassare il lavoro ordinario e le pensioni. Ci sarebbe maggiore serenità e un buon rilancio dei consumi. Perché lo Stato abbia le risorse necessarie per realizzare le grandi opere pubbliche, ci si aspetta il proseguimento della lotta alle evasioni fiscale e contributiva, iniziata dal governo Prodi. Poi, urge più concorrenza e quindi più liberalizzazioni per calmierare i prezzi. Interventi decisivi per tagliare sprechi e parassitismo. Maggiore controllo nella formazione di prezzi e tariffe e costruzione di nuovi asili per aiutare concretamente le famiglie. Ma, soprattutto, una forte riduzione del lavoro precario. E' la precarietà che crea sfiducia, tensione e rabbia nei giovani che sono il nostro futuro ma che il futuro non vedono. E meno burocrazia: "Fare un'impresa in un giorno". in pratica, creare un'Italia "leggera" più moderna, più simile ai nostri vicini europei, come ha detto giustamente Veltroni. Non ci sono altre strade per evitare il declino socio-economico del nostro Paese. Augusto Giralucci Padova Il ringraziamento di un gatto Il mio nome era Giorgino ed ero un gatto, venivo chiamato "Gin" qualche volta "Ginoti". Ultimamente ero "Gigio", perché avevo la "faccia" da Gigio. In clinica veterinaria di via Pizzolo ero abbastanza conosciuto per una strana malformazione che avevo alla faringe, di conseguenza per le innumerevoli corse feriali e festive, diurne e notturne al pronto soccorso. Sono stato anche a Cremona due volte per ovviare questo problemino pur sapendo che la cosa non si sarebbe risolta positivamente e in modo definitivo. I miei parenti umani hanno fatto di tutto pur di aiutarmi a vivere meglio ma questa volta complice anche il gran caldo le cose sono andate diversamente. Nonostante tutto sono stato comunque un gatto fortunato: ho vissuto al caldo d'inverno e al fresco d'estate, curato, potevo anche usufruire di un poì di tempo per qualche uscita, ma soprattutto sono stato molto amato. Ringrazio quindi il dottor Barbieri, la dottoressa Bonduan, il dottor Fiorentin, le dottoresse Marta, Patrizia e Alessia che sono le persone con cui avevo più confidenza le quali conoscevano bene il mio modo buffo di miagolare e la mia particolare "rantega". Un grazie a tutte quelle persone di cui non mi ricordo il nome ma che hanno fatto tutto quello che potevano in questi ultimi due giorni affinché stessi meglio. Gin.
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da "Adige, L'"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Burocrazia L'assessore: " stato un iter complesso, ma la delibera arriverà fra pochi giorni" Irap al vento, Dalmaso rassicura La notizia che la Casa di Riposo di Rovereto deve pagare 50 mila euro al mese di Irap, anche se la sua trasformazione in azienda potrebbe esentarla dal versamento, a causa di un ritardo nella delibera provinciale, ha fatto scalpore. Ma l'assessore provinciale alle politiche sociali Marta Dalmaso rassicura: il caso è risolto. La questione - di cui abbiamo scritto ieri - è semplice: la nostra casa di riposo come tutte le Ipab del Trentino, si deve trasformare in "azienda di servizi alla persona" come vuole la riforma regionale del 2005. Ma la struttura di via Vannetti è l'unica del Trentino a non aver ancora visto approvato il nuovo statuto. "Sembra quasi che Dalmaso sperperi i soldi al vento - afferma l'assessore - ma non è così. Volevo prima di tutto far sapere che non mi era possibile fare nulla al proposito: non è vero che la pratica langue nel mio assessorato, è la giunta regionale che ha approvato la relativa delibera soltanto la settimana scorsa. Questo non per scaricare le colpe su altri, ma per dire che l'iter è stato lungo e complesso, con una istruttoria che ha visto parecchie difficoltà". Come mai queste difficoltà solo per la casa di Riposo roveretana, quando tutte le altre sono già a posto da inizio 2008? "Perché è l'unico caso in cui non si trattava solo di una trasformazione da Ipab a Asp, ma di una fusione fra due enti: la Casa di Riposo e la Fondazione Città di Rovereto". Una fusione che, peraltro, è stata in qualche modo imposta dalla Provincia. "So che la presidente Farinelli ha esplicitato le sue perplessità - dice Dalmaso - ma comunque l'iter non è stato semplice". Intanto però la Casa di Riposo paga... "Senza la delibera regionale non potevo fare nulla. Ora però - afferma l'assessore provinciale - la delibera regionale sta per entrare vigore, penso che verrà pubblicata sul Bollettino ufficiale di domani, e poi andremo all'approvazione in giunta provinciale, al massimo ai primi di agosto. Quindi entrerà in vigore dal primo settembre, con la nomina contestuale del commissario straordinario che sostituirà il consiglio di amministrazione in scadenza, prima della nomina di quello nuovo". G. Z. 30/07/2008.
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da "Stampa, La"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia IL CASOL'ASSESSORE ALL'AGRICOLTURA DEFINITO "INADATTO AL RUOLO". LA REPLICA Regione, il Pdl censura Cassini [FIRMA]GIANNI MICALETTO L'assessore regionale all'agricoltura Giancarlo Cassini, ex presidente dell'Ucflor-Sanremo, sarebbe "inadatto a ricoprire il ruolo che gli è stato assegnato". Lo sostengono i consiglieri del Pdl in Regione, che, ieri, hanno presentato una mozione di censura nei confronti di Cassini, soprattutto per il modo con cui è stato gestito il piano di sviluppo rurale. "A tre mesi dall'apertura dei bandi, non è ancora possibile soddisfare alcuna domanda di finanziamento da parte di agricoltori e allevatori", denunciano gli esponenti del centrodestra. "Nella precedente amministrazione - aggiunge Gabriele Saldo (Fi) - queste misure funzionavano a sportello, così da poter avere immediato riscontro sulla disponibilità finanziaria e sulla quota di partecipazione pubblica ai progetti. Oggi, dopo tre anni di coda allo sportello, gli agricoltori non sanno ancora se potranno accedere ai finanziamenti. Perché Cassini ha aggiunto burocrazia a burocrazia". Per il Pdl l'assessore è già stato, di fatto, "commissariato" dal governatore Burlando, che ha assunto in prima persona la presidenza del Tavolo verde. Critiche anche per la legge di riordino delle Comunità montane e la gestione del settore caccia. Pronta la replica di Cassini: "La Liguria è stata la prima e unica regione italiana, dopo l'approvazione del piano di sviluppo rurale, a consentire, fin dal giugno 2007, la presentazione delle domande di "pre-adesione" alle misure più importanti. Chiunque può verificare quanto sostengo. Sono già pervenute 1000 domande di finanziamento, per 70 milioni. Chi ha già sostenuto spese per investimenti potrà vedersele riconosciute. Ad aprile sono state attivate misure a titolo definitivo, cioè indennità compensative e agroambientali. Da allora, solo per gli investimenti strutturali, agli sportelli degli enti delegati sono pervenute oltre 200 domande per una spesa di 15 milioni. Inoltre, sono stati riconosciuti pagamenti per oltre 25 milioni nel periodo di transizione tra vecchio e nuovo piano. Le difficoltà procedurali e informatiche non sono imputabili a problemi, manchevolezze o disservizi della Regione, ma all'Agenzia nazionale per i pagamenti (Agea)".
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da "Unita, L'"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Stai consultando l'edizione del Al lavoro con la febbre per 1300 euro al mese Daria, impiegata ai servizi sociali in un municipio romano, sesto livello, ha 30 anni di anzianità: siamo sempre sotto organico e preferisco lavorare anche quando sto male di Gioia Salvatori "Altro che punizioni, noi meriteremmo un premio per l'attività ordinaria: sempre in trincea, senza nessuno che ci sostituisca e a fare i tour de force per sbrigare le pratiche prima di andare in ferie". Daria, il nome è di fantasia, lavora come impiegata in un municipio romano da trent'anni: sesto livello, 1300 euro al mese fissi e solo 5 ore di straordinario pagato ogni tre mesi. Dei premi e delle produzioni del decreto Brunetta che il ministro propone ad Alemanno di testare sui comunali-fannulloni in cambio dei 500 milioni erogati al Campidoglio, non ne vuol sentir parlare. Daria da tre decenni si occupa di servizi sociali e educativi, sport e cultura in una delle ex circoscrizioni, enti storicamente sott'organico. Sbriga le pratiche per affidi e verifiche sulla genitorialità, assegni sociali e centri anziani, assistenza, anche domiciliare, a soggetti fragili. Una macchina che, se si ferma, blocca pratiche in tribunale e mette in condizioni di disagio decine di famiglie: "Molti dei dipendenti comunali, come nel nostro caso, hanno a che fare con le persone e con la burocrazia: le prime vanno trattate in quanto tali, la seconda ha i suoi tempi. Fermo restando che a lavoro bisogna andarci, come si calcolano premi e punizioni? Noi non siamo un'azienda che produce un utile! Ci valuteranno con un test di cinismo?". E anche sul fronte controlli sulla malattia, il decreto non piace a chi in 30 anni di lavoro si è assentato solo per due maternità: "Noi certe volte andiamo al lavoro anche con la febbre: nel dipartimento siamo quattro, uno per mansione: una psicologa, io come amministrativa e una posizione organizzativa. Poi c'è solo un'assistente sociale, per altro precaria, per 160 casi quando ne servirebbero almeno 3. A Brunetta facciamo presente che in queste condizioni l'alternanza, anche per un giorno di permesso è un problema molto serio". Quindici giorni di ferie significano dover sbrigare il doppio delle pratiche in due settimane e certe volte "Meglio andare a lavoro anziché stasersene a casa per un po' di febbre, se no poi il da fare si accumula". segue a pagina III L'ESPERIENZA di un'impiegata risponde al ministro Brunetta: tra pratiche che si accumulano e straordinari riconosciuti di sole cinque ore in tre mesi, per chi produce servizi alle persone.
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da "Repubblica, La"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina VIII - Napoli Il doppio sistema dell'università italiana ERNESTO PAOLOZZI (segue dalla prima di cronaca) n'istruzione di serie A e una di serie B, insomma: la prima per ricchi, la seconda per poveri. Naturalmente a questa analisi qualcuno potrà obiettare che, tutto sommato, una drastica selezione darwiniana del sistema dell'istruzione italiano potrà, alla lunga, essere utile. Non vogliamo entrare nel merito di tale questione, sulla quale si potrà discutere all'infinito. Il vero problema è che non se ne discute. E che, nell'agenda politica, culturale, civile, morale, del Paese, il tema è collocato in fondo ad ogni classifica, considerato irrilevante, secondario rispetto all'aumento delle zucchine o alla violenza negli stadi o al cattivo funzionamento dei cellulari in alcune zone montuose. Perché? Una prima risposta la si rintraccia nelle amare e ironiche considerazioni svolte su "la Repubblica" il 25 luglio da Ilvo Diamanti. La maggioranza degli italiani, riassumo drasticamente, se ne frega della cultura e, dunque, dei professori i quali sono percepiti come dei fannulloni o, nella maggioranza dei casi, come dei poveretti, mal pagati e immalinconiti, che non riescono a trasmettere cultura e insegnamenti a giovani, meritevoli e fighetti, che della vita hanno già capito tutto: che è fondamentale arricchirsi presto e a qualunque costo; fare culturismo; apparire in televisione e, aggiungerei, bere, mangiare e? Accanto a queste considerazioni, è doveroso collocare quelle svolte in questi giorni, sempre su "la Repubblica", da Gustavo Zagrebelskj circa la differenza fra legalità e legittimità. Il suo ragionamento potrebbe valere soprattutto per l'Università. Anche i docenti universitari sono mal pagati, pur se non all'indecoroso livello degli insegnanti di scuola ma godono di vantaggi e privilegi che sanno di casta. Anzi, spesso sono contigui alle altre caste dell'apparato pubblico, poiché entrano nel giro delle consulenze, spesso inutili e dispendiose, nel giro della lenta e malata burocrazia statale. Gli studenti, dunque, percepiscono questa istituzione come un'istituzione necessaria, legale, ma non legittima, perché non rappresenta più il luogo della libera cultura, della libera ricerca, dell'insegnamento morale. Se ben si riflette, le amare e ironiche constatazioni di Diamanti e la sottile e acuta distinzione operata da Zagrebelskj, sono perfettamente complementari e, insieme, disegnano il vero, profondo dramma della democrazia italiana, che si fonda assieme sulla crisi dei partiti e la crisi della società civile e di tutte le sue istituzioni. Ecco perché cadono sostanzialmente nel vuoto gli appelli accorati di alcuni docenti universitari. Ci si può indignare se c'è una dignità da difendere. Il che oggi non è: per reciproca colpa della società e di quelle istituzioni, politiche e culturali, che sono da un lato lo specchio di questa società e dall'altro la causa dei suoi peggiori difetti. Non se ne esce se non si compie un'autentica e seria operazione di verità e se non ci si dà una regola per evitare che venga imposta da altri.
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da "Tirreno, Il"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il nuovo presidente dei Giovani imprenditori promette battaglia contro burocrazia e costi di amministrazione Giannecchini: "Puntiamo su ricerca e formazione" LUCCA. Convegni su innovazione, ricerca e sviluppo e appuntamenti per la formazione. Sono queste le linee guida del programma del nuovo presidente del gruppo Giovani imprenditori degli industriali, Nicola Giannecchini. Lucchese purosangue, nato per caso 36 anni fa a Torino, è figlio unico ed è sposato con due figli. Nel 1993 ha iniziato l'attività nell'azienda di famiglia, la Viping srl, che opera nel settore dei servizi, e ora è anche presidente del consorzio Global system e del consiglio di amministrazione di Movi imballaggi srl, nonché consigliere della società Lucca Polo fiere e tecnologia spa. Un curriculum che va di pari passo con la lunga partecipazione alla vita del gruppo Giovani imprenditori, del quale è stato componente del consiglio direttivo nell'ultimo triennio, oltre a un ruolo attivo anche nell'ambito degli industriali, dove è a capo della sezione trasporti e servizi. La sua linea da presidente s'innesta lungo il percorso di crescita tracciato dai suoi predecessori Bruno Ulisse Viviani e Alessandro Colombini. "Il gruppo Giovani imprenditori è la porta di accesso all'associazione industriali - dice Giannecchini - qui si cominciano ad apprendere i meccanismi e si prendono contatti con i colleghi. Il gruppo, negli ultimi anni, ha vissuto un processo di crescita. Attualmente infatti è composto in maggioranza da giovani, che rivestono un ruolo attivo nell'attività di famiglia o che hanno fatto un investimento in prima persona". Per questo si punta molto sull'innovazione. "Sono i temi di maggiore interesse per una realtà come quella lucchese, caratterizzata da molte imprese familiari di medie e piccole dimensioni, dove non è sempre facile riuscire a fare questo tipo di investimenti. Ma senza ricerca non c'è futuro. In più ci battiamo per la semplificazione burocratica e l'abbattimento dei costi di amministrazione, un punto fondamentale per la piccola e media industria". Infine lancia un consiglio per i giovani che vogliono cominciare a fare impresa: "Bisogna essere disposti a battersi e lavorare con passione - conclude - è innegabile il fatto che esista il rischio d'impresa e oggi questi rischi sono ancora maggiori. Per partire bene occorre affrontare il tutto con serietà, da una buona idea nasce un business plan e poi un'indagine del mercato". A.P.
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da "Nazione, La (La Spezia)"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CRONACA CARRARA pag. 13 SI CHIAMANO ISCOSPAD, istituto per lo studio delle coerenze spaziali non definite... SI CHIAMANO ISCOSPAD, istituto per lo studio delle coerenze spaziali non definite e da qui già si capisce che stiamo andando... oltre. Sono alcuni ragazzi dell'Accademia (tra i fondatori del gruppo, Robert Huber e Namsal Siedlecki) che nell'ambito della Biennale di scultura occuperanno con la loro esposizione, fino al 2 agosto, la casa dello studente in via Cattaneo 10. "Organizzare una mostra ? dicono gli ideatori ? significa dover interagire con lo spazio e la burocrazia e già questo è un modo di fare scultura". Idee sicuramente insusuali per questi giovani che hanno chiamato da tutto il mondo altrettanto giovani talenti, formando un gruppo di artisti che esprimono, in diversi modi, il concetto di spazio. L'ex caserma Dogali sarà per loro abitazione, laboratorio-atelier e luogo di interazione con gli altri, da cui scaturirà "l'opera plastica" di ciascuno. Sorta di frullatore di diverse provenienze etniche, culturali e disciplinari, l'edificio vedrà una prima settimana di interazione-creazione e una seconda settimana, quella che segue l'inaugurazione, di esposizione e performatività, in cui il pubblico verrà invitato a partecipare e coprodurre liberamente. Tutto ciò che accadrà nei giorni verrà videoregistrato secondo il concetto di videosorveglianza. Stefania Grassi.
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da "Repubblica, La"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina III - Bari Il dottore Enzo Frappampina, 1400 assistiti "La salute appartiene alla civiltà" "Penso alla tubercolosi: quella malattia sta tornando prepotentemente" Enzo Frappampina fa il medico di base a Bari da più di vent'anni. Ha mille e 400 mutuati, molti dei quali stranieri. "Mi è capitato più volte di avere a che fare con cittadini non italiani senza il permesso di soggiorno. Irregolari, purtroppo anche per la sanità. Non penso che il diritto alla salute debba avere a che fare con i documenti, con le carte bollate. Ma fino a oggi abbiamo lavorato in questa maniera". Che si fa oggi se in ambulatorio arriva un clandestino? "Si agisce secondo coscienza e comunque in maniera volontaristica. Io personalmente visito il paziente, cerco di dargli le medicine di cui necessità senza però potergliele prescrivere. E' evidente però che si pongono una serie di problemi: il primo, professionale e deontologico, è quello che di muoversi sempre ai confini della burocrazia e della legge. Dall'altro c'è il problema di non poter seguire il paziente come si deve, di non poter valutare le evoluzioni del suo stato di salute. Non si riesce a monitorare, a gestire e a fare attività di prevenzione. Di fatto gli si nega il diritto all'assistenza". Con l'approvazione del nuovo piano della salute non dovrebbe essere più così. "Si tratta di una decisione di assoluta civiltà. A Bari però questo in parte accadeva, in via sperimentale: un gruppo di medici di famiglia aveva dato la propria disponibilità a seguire i cittadini con l'Stp, seppur in forma volontaristica. E' chiaro che aver fatto diventare un atto di buona volontà una legge è una garanzia per tutti". Cosa cambierà per voi? "Bisognerà sicuramente aggiornarsi. E' importante avere una buona conoscenze di alcuni tipi di patologie nuove o di ritorno. Penso per esempio alla tubercolosi di cui non si parla abbastanza: quella malattia che sembrava scomparsa in realtà sta tornando prepotentemente in Italia portata proprio dai cittadini extracomunitari. Sarà però importante definire subito una serie di dettagli con la Regione". Quali? "E' opportuno, secondo me, definire i meccanismi che porteranno all'attuazione della norma. Penso al carico che dovrà essere diviso tra tutti i medici generali: in alcune aree sarà molto superiore rispetto all'altro, sarà difficile spalmarlo in maniera omogenea". (g.fosch.).
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da "Repubblica, La"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Economia Ora un istituto di credito potrà anche controllare un'impresa Cadono le barriere tra banca e industria il Cicr elimina il tetto del 15% Con il contributo di Bankitalia nasce il nuovo Ombudsman bancario SARA BENNEWITZ MILANO - Cade la separatezza banca-industria. Il problema era talmente condiviso, che la soluzione è stata trovata velocemente e con l'accordo di tutti. In meno di un'ora, i cinque ministri che fanno parte del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr) e il governatore di Bankitalia Mario Draghi hanno infatti votato all'unanimità un pacchetto di nuove regole che renderà più facili gli investimenti delle banche nelle aziende. Le nuove norme prevedono di ampliare i limiti delle partecipazioni in imprese non finanziarie, che oggi è fissato al 15% del capitale delle aziende interessate, eliminando a valle le regole di separatezza tra banca e industria. In buona sostanza i nuovi limiti all'investimento in un'impresa saranno solo quelli comunitari, che quantificano l'entità dell'investimento in rapporto al patrimonio dell'istituto, e non più alla percentuale del capitale da acquisire. Con l'abolizione del tetto al 15%, ora una banca potrebbe detenere anche l'intero capitale sociale di un'azienda, purché la somma che ha investito nella stessa non ecceda il 15% del suo patrimonio di vigilanza. Un istituto potrà poi investire e finanziare così tante aziende, rilevando anche diverse quote di maggioranza, con l'unico limite che la somma degli investimenti in queste imprese non potrà superare complessivamente il 60% del suo patrimonio di vigilanza. L'unica eccezione alla nuova regola sarà in tema di parti correlate. Come ad esempio, quando una banca si trovasse nella fattispecie di finanziare un'azienda, che fa capo a uno degli azionisti della banca medesima. In questo, caso l'investimento dell'istituto in una società collegata, sarà sottoposto a limiti quantitativi speciali (ancora da definire) che però saranno sempre legati al patrimonio di vigilanza. In tema di parti correlate verrà poi creata un'apposita procedura volta a garantire la correttezza sostanziale delle deliberazioni e del controllo delle posizioni in essere. Le nuove regole riguardano sia quei soggetti che hanno un legame diretto con la banca (parti correlate) sia coloro indirettamente collegati alla banca per il tramite di una parte correlata. Con questa riforma, le banche potranno fare concorrenza ai private equity e intervenire direttamente nel risanamento e nello sviluppo delle imprese. Inoltre, in prospettiva di una soluzione del caso Alitalia, sarà possibile mettere d'accordo una compagine azionaria bancaria di primo piano, senza essere costretti a chiamare in causa una moltitudine di istituti per piccole partecipazioni. La riforma mira inoltre a ridurre sensibilmente il novero delle fattispecie da autorizzare, snellendo così la burocrazia di Bankitalia. "L'ampliamento delle possibilità operative delle banche sarà fronteggiato da strumenti e normative di vigilanza - precisa una nota del Tesoro - in un quadro incentrato sul rafforzamento dei requisiti patrimoniali, l'intensificazione dei controlli, regole di carattere organizzativo e di governance allo scopo di prevenire i conflitti di interesse derivanti dalle relazioni partecipative". In quest'ottica nascerà la figura del conciliatore bancario: una sorta di Ombudsman creato con il contributo della Bankitalia per risolvere le controversie in via stragiudiziale, che avrà una composizione che garantirà "imparzialità e rappresentatività".
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da "Repubblica, La"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Economia L'agenzia di rating: non saranno centrati gli obiettivi di bilancio che il governo si è dato Standard & Poor's boccia la manovra "Niente riforme, impatto lieve sul debito" L'accusa: settore pubblico inefficiente e sovra-dimensionato BARBARA ARDU BARBARA ARDù ROMA - è netta la bocciatura di Standard & Poor's sulla manovra economica del governo. Non frena la crescita del debito pubblico e non affronta con decisione le riforme strutturali (lavoro, burocrazia e pensioni), che impediscono la crescita e drenano risorse. L'analisi di una delle maggiori agenzie di rating al mondo (quelle che valutano l'affidabilità finanziaria di un Paese), è contenuta in una nota che mette a nudo le debolezze della manovra. Nonostante l'impatto (trentuno miliardi di euro in tre anni), l'Italia, secondo l'agenzia, non riuscirà a centrare gli obiettivi di bilancio. Obiettivi che si faranno sempre più ardui, visto che l'economia del Paese non cresce e che le esportazioni calano. Dunque, scrive "le debolezze strutturali delle finanze pubbliche italiane porteranno il disavanzo di bilancio vicino al 3 per cento del Pil almeno fino al 2011, mantenendo il livello di debito oltre il 100 per cento del Prodotto interno lordo". Una situazione critica che è destinata a durare, è scritto nella nota, "fino a quando non vi sarà sufficiente volontà politica nell'affrontare le cause alla base del malessere del Paese: un settore pubblico sovradimensionato e inefficiente, una debole struttura di bilancio che ha portato a una crescita rapida della spesa corrente, un sistema pensionistico oneroso e le richieste che ricadono sul bilancio dello Stato a fronte di un sistema di federalismo fiscale ancora in fase di definizione". Le promesse del governo Berlusconi e le "bacchettate" di Brunetta non convincono gli analisti. Trevor Cullinan, credit analyst di Standard & Poor's, esprime i suoi dubbi sulla reale capacità dell'esecutivo di passare dalle parole ai fatti. "Il nuovo governo ha promesso di raggiungere il pareggio entro il 2011, principalmente attraverso tagli discrezionali alla spesa pubblica e incrementi mirati delle tasse - afferma Cullinan - secondo quanto accaduto in passato, quando il precedente governo Berlusconi, in carica dal 2001 al 2006, comunicò obiettivi similari, mancando però nella loro implementazione". Dunque "la possibilità di alleggerire il peso del debito non dipenderà solo da quanto programmato in tema di politiche di bilancio, ma soprattutto dalla completa e puntuale esecuzione di tali programmi". Piccata la risposta del sottosegretario all'Economia, Giuseppe Vegas. "Tutto l'impegno del governo - ha detto Vegas - è per raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2011 e la manovra serve proprio a questo".
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-07-30 - pag: 12 autore: Auto. Il saggio di Giuseppe Volpato Fiat, un rilancio da manuale di Andrea Malan R accontare in sintesi il risanamento di Fiat Auto realizzato in questi quattro anni da Sergio Marchionne e dalla sua squadra, non è facile. Il libro di Giuseppe Volpato, Fiat Group Automobiles - Un'araba fenice nell'industria automobilistica internazionale, inquadra gli eventi del Lingotto e di Mirafiori con l'evoluzione presente e le prospettive future del settore auto a livello mondiale – anche se inevitabilmente non affronta la crisi congiunturale che negli ultimi mesi ha colpito il settore. "Il risanamento non è un miracolo ", chiarisce l'autore fin dalle prime pagine del libro, né è frutto "dell'applicazione di qualche formula segreta". Piuttosto, è "quello che la cultura anglosassone, e Marchionne stesso, chiamerebbero un back to basics - un ritorno ai fondamentali principi manageriali che per tanto tempo erano stati disattesi". Le linee di attuazione del piano di risanamento "non erano particolarmente difficili da individuare, ma il problema era soprattutto che, nel periodo che va dal 2002 al 2004, sembrava ormai impossibile realizzarle ". Il merito principale di Marchionne è stato dunque quello di suscitare "entusiasmo in una azienda in fase agonica" e mettere mano a un vero e proprio "rivolgimento culturale". Marchionne ha saputo realizzarlo, secondo Volpato, "grazie soprattutto alla sua capacità nel valutare gli uomini e selezionare quelli che erano pronti a contribuire a questo disegno". Dal libro emergono tutti i dettagli del cambiamento: dal 40% di stranieri nel top management a quello che l'autore definisce il metodo del management by stress, al diverso rapporto impostato fin dall'inizio con i rappresentanti dei lavoratori fino al tentativo di rovesciare di quello che in passato era stato uno svantaggio competitivo di Fiat – la scarsità di mezzi finanziari rispetto ai concorrenti – in una mentalità ("fare più, con meno") che Volpato paragona a quella dei giapponesi degli anni 50. Pur attribuendo all'amministratore delegato i suoi meriti e pur chiudendosi proprio con un'intervista al top manager, il volume non è Marchionnecentrico. Dopo una prima analisi delle cause della crisi, dalla burocrazia alla mancanza di lavoro di squadra, alla velleitarietà degli obiettivi commerciali, Volpato –professore di Economia e gestione delle imprese all'Università Ca' Foscari di Venezia – procede passo passo a descrivere i vari settori dell'azienda (dalla produzione, al marketing, alla progettazione) confrontando la situazione pre-crisi con gli interventi effettuati o in corso di effettuazione: dal rinnovo e ampliamento della rete commerciale, all'introduzione nelle fabbriche dei principi del world class manufacturing al taglio dei tempi di progettazione. Il ritratto della Fiat che ne esce è quello di un cantiere aperto, in cui Marchionne e la sua squadra devono ancora lavorare per assicurare a Fiat Group Automobiles una solidità di lungo periodo. Quali, secondo Volpato, gli obiettivi da raggiungere in questa chiave? Oltre a "un livello di eccellenza nella produzione", Fiat dovrà "riuscire a raccogliere maggiori risorse finanziarie " con tre obiettivi: "una maggiore presenza estera, sia in mercati evoluti come quello americano anche in quelli più dinamici come Cina o Russia; un riequilibrio del mix di prodotti verso l'alto, per anticipare l'arrivo di concorrenti da Paesi a costi più bassi; e infine un'accelerazione dell'innovazione tecnologica, per esempio sfruttando i vantaggio di cui Fiat già dispone nel metano e nei motori multifuel". CASE HISTORY Non c'è stato alcun miracolo: il gruppo torinese, con la cura Marchionne, è ripartito dai fondamentali e dalla selezione dei manager.
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da "Messaggero, Il (Marche)"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 30 Luglio 2008 Chiudi di ROSALBA EMILIOZZI Business e cultura per il vice presidente della Camera di Commercio di Fujairah, uno dei sette Emirati Arabi, e direttore generale della Fujairah Free Zone. Oggi workshop con le aziende locali, domani Carmen allo Sferisterio. Full immersion con la doppia realtà del territorio per Sharief Habib Al Awadhi, dirigente governativo arabo con la passione per la scrittura (ha scritto per diletto cinque testi teatrali), che questo pomeriggio a Sforzacosta, nella sede della Faggiolati Pumps, incontrerà una trentina di aziende marchigiane interessate a conoscere le potenzialità del mercato del Golfo. Affascinato dal paesaggio e incuriosito dalla Carmen del premio Oscar Dante Ferretti - è la sua prima volta a una rappresentazione lirica - mister Sharief parla delle grandi possibilità che offre il suo paese all'imprenditoria marchigiana. Che sintetizza in "zero tasse, niente burocrazia". Insomma il sogno di ogni industriale. In un inglese fluente, mister Sharief spiega che gli Emirati Arabi - 800 mila abitanti locali e 3,2 milioni di stranieri, soprattutto indiani e pakistani - si propongono come base strategica nell'assemblaggio delle produzioni. "Il nostro paese è in posizione baricentrica, a metà tra Europa, da un lato, e Cina e India dall'altro. Con minore tempo e minor costi si possono muovere merci e fare affari" dice. Parla il linguaggio dell'impresa europea, a caccia di isole dove le spese possono essere agevolmente abbattute. "Da noi è più facile fare l'assemblaggio di un prodotto, abbiamo manodopera, il costi dei trasporti incidono di meno, i tempi di consegna sono più rapidi e siamo più vicini ai centri di distribuzione". Una zona dove si lavora sei giorni la settimana, 9 ore al giorno, senza i grandi vincoli burocratici e i dazi protezionistici della Cina e con maggiori vantaggi dell'India nel campo della tassazione. "Il mio consiglio ai business-men è avere una base negli Emirati Arabi" dice mister Sharief. Spiega, poi, che negli Emirati i cittadini di 36 Paesi possono entrare senza visto, c'è una "sistema bancario facile" con 55 banche locali e straniere in concorrenza che offrono procedure snelle e buone condizioni. Un "microcosmo" allettante che ha lo scopo di creare un'economia parallela a quella dell'oil, il petrolio. Quell'oro nero che sta mettendo in crisi la produzione e le famiglie occidentali. Perché costa così tanto? "E' come se il mondo si stesse organizzando per produrre una quantità di petrolio per far fronte ad un aumento della domanda. Si sta forzando il mondo a produrre sempre più petrolio. Non c'è una consapevolezza reale di dove si sta andando, è un corsa, un affanno, che fa soffrire anche noi. Anche i nostri costi stanno aumentando, l'edilizia, ad esempio, è quadruplicata". Sui rumori di guerra in Iran, risponde secco: "Non verrà la guerra". Infine la lirica, è una cultura esportabile? "Sì, anche l'opera può essere un business, bisogna prepararlo come ogni cosa". Ad invitare a Macerata mister Sharief è stato Giovanni Faggiolati, di cui dice: "Ci lega il business, ma soprattutto il calore umano".
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Sole-24 Ore sezione: JOB 24 data: 2008-07-30 - pag: 21 autore: Risorse umane. Per la gestione degli esuberi determinante la nazionalità delle società protagoniste Fusioni, spazio ai consulenti Nelle acquisizioni cresce il ruolo degli advisor, non quello sindacale PAGINA A CURA DI Cristina Casadei E adesso cosa accadrà al nostro lavoro? è, nello stesso tempo, la prima domanda che fanno i dipendenti di due aziende interessate da una fusione o da un'acquisizione e l'ultima che vogliono sentire i manager che la devono gestire. A non mancare mai è il piano di razionalizzazione delle risorse umane. In altre parole: tagli. A fare la prima differenza è la nazionalità delle forze in campo perché se al centro dell'operazione ci sono due aziende italiane "il ruolo operativo spetta al capo del personale e il negoziato ha una natura più partecipativa, avviene di concerto con gli enti locali, i sindacati e l'azienda – spiega Federico Bonanni, che è il partner di Kpmg responsabile dell'area italiana del Corporate restructuring e insieme ai manager costruisce i piani industriali che ridefiniscono la strategia aziendale dopo un M&a –. Se invece una delle due società è straniera e l'altra italiana il ruolo operativo spetta ai consulenti che appoggiano la società straniera o quella italiana nello studio del contesto legislativo e territoriale e nell'individuare gli interlocutori con cui parlare". Le imprese anglosassoni, soprattutto quelle americane, sono le più pratiche e sbrigative. "Non amando avventurarsi in percorsi di mobilità e cassa integrazione, affidano al capo del personale un budget molto elevato e favoriscono l'uscita degli esuberi con incentivi rilevanti – dice Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl –. Le società di Paesi non anglosassoni, invece, si comportano come quelle italiane, seguendo la via tradizionale che prevede scivoli, mobilità, cassa integrazione e percorsi di ricollocamento". Il problema è che "sono ancora troppo poche le società straniere che vengono ad investire in Italia", continua Santini. Di questo però non bisogna incolpare il mercato del lavoro troppo rigido, perché "con le riforme approvate negli ultimi anni, il tasso di flessibilità ormai è allineato con quello di molti paesi europei –sostiene Santini –.Piuttosto il deterrente sono le infrastrutture e la burocrazia". Diversa l'opinione di Bonanni: "Gli americani, per esempio, vedono ancora molta rigidità e burocrazia nel nostro mercato del lavoro – spiega – per cui sentono il limite di non poter mettere in atto piani drastici. E quando intendono farli in genere si affidano a consulenti terzi". Se guardiamo al 2007, secondo il report annuale di Kpmg, è stato l'anno d'oro degli M&a (Mergers & Acquisitions, fusioni e acquisizioni). Il controvalore ha raggiunto 147,7 miliardi di euro, mentre i deal sono stati 443. Il 2008, secondo i dati del primo semestre lascia invece prevedere una chiusura molto diversa. Il controvalore è stato di 31,1 miliardi, meno della metà rispetto allo stesso periodo del 2007, mentre le operazioni sono state 181. Di queste, quelle cross border sono state 92: 45 aziende italiane hanno acquisito aziende straniere, mentre 47 aziende straniere hanno acquisito aziende italiane. Prima una società indiana, la Bombay Rayon Fashion che acquisisce Guru. Poi un'altra indiana, la Mahindra&Mahindra che fa la stessa operazione sulla Metalcastello, la cinese Zoomlion sulla Cifa, l'americana Applied material sulla Baccini. Soltanto alcuni esempi che raccontano come l'internazionalizzazione sia una delle caratteristiche del mercato M&a italiano, in entrata, ma anche in uscita. E così si internazionalizzano anche i negoziati che riguardano le risorse umane. I tre attori e cioè i consulenti, i sindacati e i capi del personale hanno ruoli che cambiano a seconda della provenienza delle società e del tipo di deal. "Bisogna distinguere tra due operazioni – chiarisce Santini –. Quelle in bonis in cui non ci sono procedure particolari e che in genere portano riorganizzazioni della forza lavoro fisiologiche e trattative poco problematiche e quelle che invece riguardano aziende in crisi e contengono procedure di commissariamento. A meno che non si verifichino casi particolarmente gravi il sindacato ha un atteggiamento conciliante. Gli M&a sono processi fisiologici derivanti dall'economia che si apre".Nonè minore l'influenza dell'area geografica, come osserva Bonanni: "Una delle principali variabili è infatti la localizzazione della società. I negoziati sono infatti molto più semplici nelle aree con alto tasso di occupazione e basso livello di sindacalizzazione". La variabile che influenza maggiormente i numeri del piano industriale alla voce risorse umane è comunque la competitività della struttura dei costi. Per la gestione dei lavoratori si fa un calcolo teorico del fabbisogno e poi il loro destino dipende dalla funzione. "Per i dirigenti a dettare legge sono la competenza e i maggiori risultati raggiunti, mentre per le funzioni indirette i tagli sono secchi ", spiega Bonanni. Definito il piano da un punto di vista numerico la palla passa al capo del personale che "ha un ruolo fondamentale perché a lui spetta condurre le trattative con i sindacati che possono essere solo locali se si tratta di un'azienda piccola o localizzata in una sola area del Paese o anche nazionali se invece l'azienda è dislocata in più parti o è molto grande – continua Bonanni –. Per questo servono figure con molta esperienza nelle relazioni sindacali ". Ma non è solo per i negoziati che l'apporto del capo del personale è fondamentale. "Lo è soprattutto per l'integrazione delle culture e dei processi. Se le due aziende hanno portafogli complementari e un'organizzazione del lavoro non troppo diversa, la ristrutturazione che è gestita dal direttore hr con il supporto di tutto il management sarà più semplice – spiega Enrico Cazzulani, presidente del gruppo lombardo di Aidp, che ha gestito come capo del personale la fusione tra Albacom e Bt – se invece i portafogli non sono sovrapponibili così come l'organizzazione del lavoro l'integrazione richiede un piano molto accurato e articolato. Il successo di una fusione dipende in gran parte dall'integrazione culturale". RELAZIONI INDUSTRIALI Con le imprese anglosassoni prevale l'uso di incentivi mentre in tutti gli altri casi viene preferito il ricorso agli ammortizzatori sociali.
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da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ROVIGO pag. 5 Il Calcio Rovigo, ma lo sport cittadino in generale, è in lutto. E' infatti scomparso lune... Il Calcio Rovigo, ma lo sport cittadino in generale, è in lutto. E' infatti scomparso lunedì scorso Antonio Zurma che negli anni Settanta aveva retto con Mario Meneghini la segreteria biancazzurra; aveva 76 anni e da tempo lottava contro una malattia inesorabilmente progressiva. Zurma formava con Meneghini, a sua volta scomparso poco più di un anno fa, una coppia affiatatissima, capace di muoversi con disinvoltura nelle "scartoffie" (così le chiamava Meneghini) che avviluppavano anche allora la burocrazia di una società di calcio. Zurma aveva cominciato quando presidente era Mario Mantero ma i suoi anni d'oro sono stati con Angelo Ferrari. E quando il presidente mollò (78-79) lasciò anch'egli il calcio per passare alla Rugby Rovigo in un ruolo che resse sino al 2000 quando si evidenziarono i primi sintomi della malattia. I funerali si svolgeranno oggi alle ore 10 presso la Chiesa della Madonna della Salute.
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da "Corriere del Veneto"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO - data: 2008-07-30 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Il voto del Csm Tribunale: Schiavon presidente TREVISO – Dodici voti favorevoli, tre astenuti e due contrari. Il Consiglio superiore della Magistratura ha confermato l'elezione di Giovanni Schiavon alla presidenza del tribunale di Treviso. Il voto è stato formalizzato nella giornata di ieri in un consiglio decimato dalle assenze: presenti solo diciassette consiglieri su ventisei. Schiavon è trevigiano d'origine e ha già presieduto il tribunale di Belluno, per lui è un ritorno a casa. Subentra a Felice Napolitano, sostituito ad interim dal giudice Francesco Pedoja. Il primo commento è di Maria Luisa Napolitano, consigliere presente tra i votanti. "Io mi sono astenuta. C'era un altro candidato di Rovigo che poteva avere buone qualità. Ma il voto è questo e ne prendiamo atto ". Adesso, prima dell'insediamento ufficiale, passeranno un paio di mesi almeno. Ossia i tempi della burocrazia. Manca in sostanza solo il decreto del ministro – atto praticamente dovuto – e poi Schiavon potrà sedersi sulla sua poltrona. Sarà da capire quanto questi passaggi saranno rallentati dal periodo estivo. Agosto rischia infatti di essere un mese "inutile" dal punto di vista della lenta burocrazia romana. In ogni caso, al massimo per l'autunno, il Tribunale di Marca avrà il suo presidente. La sua nomina era stata accolta con cortesia già al momento del voto in quinta commissione al Csm. Francesco Pedoja, presidente vicario del tribunale, a caldo aveva dichiarato: "Ottimo magistrato per capacità scientifiche e tecniche. è superiore a tutti per quanto riguarda la preparazione ". Schiavon, 68 anni, ha un curriculum vitae invidiabile. Già presidente della sezione fallimentare a Treviso, ha presieduto il tribunale di Belluno prima di essere nominato a ispettore generale capo ufficio ispettori durante il ministero di Castelli. Incarico revocato dal ministro stesso e di qui la nomina alla procura generale della corte di cassazione. Originario di Montebelluna, ha chiesto il trasferimento anche per riavvicinarsi ai parenti. E adesso lo ha ottenuto. Neopresidente Giovanni Schiavon è il nuovo presidente del tribunale di Treviso. Ieri il voto del Csm.
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da "Tempo, Il"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Stampa Alessandra Baldini NEW YORK Citando i "brutali crimini ... Alessandra Baldini NEW YORK Citando i "brutali crimini commessi", il presidente George W. Bush ha firmato nell'Oval Office l'ordine di esecuzione di un soldato condannato a morte per omicidio e stupro nel 1988. è la prima volta in oltre mezzo secolo, dai tempi di Dwight Eisenhower, che un presidente americano dà luce verde alla pena capitale per un membro delle forze armate. Il militare, Ronald Gray, era di base a Fort Bragg in North Carolina quando ha commesso la serie di reati che lo porteranno al patibolo: quattro omicidi, un tentato omicidio e otto stupri, tutti commessi nell'arco di otto mesi tra 1986 e 1987 nell'area di Fayettville. Per 20 anni Gray è stato chiuso nel braccio della morte di Fort Leavenworth, in Kansas, dove sono incarcerati altri cinque soldati destinati dalle corti marziali all'appuntamento con il boia. A differenza del sistema giudiziario civile, la giustizia militare statunitense prevede che la condanna a morte di un membro delle Forze Armate non possa essere eseguita senza l'autorizzazione esplicita del presidente. Mentre era governatore del Texas Bush ha consegnato all'iniezione letale 152 condannati. Il semaforo verde all'esecuzione di Gray, richiesto al presidente dal Segretario all'Esercito, è stato acceso prima che il caso del soldato abbia esaurito il tortuoso cammino attraverso la burocrazia legale dell'Esercito e le corti di appello militari. "Approvare la sentenza di morte contro un militare è una decisione seria e difficile per un Comandante in Capo, ma il presidente crede che i fatti in questo caso non lascino dubbi sul fatto che la pena in questione sia equa", ha spiegato la portavoce della Casa Bianca, Dana Perino. Dal 1951, quando è entrato in vigore il moderno Codice della Giustizia Militare, 10 soldati sono stati messi a morte con l'imprimatur della Casa Bianca. L'ultima esecuzione di un militare negli Usa risale al 1957: fu ordinata da Eisenhower e effettuata per impiccagione solo nel 1961.
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da "Corriere della Sera"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-07-30 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Francigena I nuovi pellegrini oggi a San Pietro. Con il Gps Ma non c'è strada sicura per entrare nell'Urbe di ALESSANDRO CANNAVò L'incanto era sempre in "agguato". Magari alla fine di una salita o uscendo da un centro abitato: come in quel superbo panorama del lago di Bolsena che ti accompagna costantemente lungo la strada per Montefiascone; o nei campi violetti di erba medica che attraversi fuori Viterbo scorgendo all'improvviso una tomba etrusca; o dentro i noccioleti tra Capranica e Sutri dove si perde il sentiero ma si acquista un senso di libertà assoluta. Ma c'è anche la beffa, il disappunto, un po' di rabbia. Signori, è mai possibile che un pellegrino sulla via Francigena, 980 chilometri dal Gran San Bernardo a Roma sulle orme dei viaggiatori medievali, dopo aver macinato passi tra risaie, campi di grano, valichi montani, colline di vigneti, paesini medievali di un'Italia minore solo nella fama, giunto a una manciata di chilometri dalla metà, cioè da Roma, debba prendere il treno? Proprio così, se non vuole correre inutili pericoli: l'arrivo nella città eterna, dove la tradizione e la devozione vogliono che il pellegrinaggio si concluda alla Tomba di Pietro, per chi va a piedi è tuttora impraticabile. Ed ecco che oggi una ventina di camminatori protagonisti nell'arco di un mese di un'esperienza simile a quella dell'ormai famosissimo Cammino di Santiago, giungendo da Campagnano sfrutteranno la ferrovia a La Storta, evitando una decina di chilometri dell'insidiosissima via Trionfale. Scenderanno a Monte Mario, dove, dopo aver ammirato da un terrazzamento (l'antico mons gaudi, il monte della gioia), la cupola di San Pietro, si avvieranno verso il Vaticano, mischiandosi prudentemente con zaini, scarponi e racchette al traffico cittadino. Da tempo l'arrivo nella capitale è un rebus che fa litigare non solo Regione e Comune ma i vari assessorati cittadini. Come sorpassare il Gra? Meglio la strada storica, tutta da mettere in sicurezza, o un percorso paesaggistico (e a zig zag) tra i parchi e lungo il Tevere? Diatribe da amministratori. Ma nel frattempo i pellegrini, alla spicciolata, aumentano e delineano spontaneamente una loro Francigena sulla base di mappe pensate per altri scopi. Il gruppo che arriva oggi a Roma (e che domani sarà ricevuto dal ministro dei Beni Culturali Bondi) si è formato per iniziativa dell'associazione ItinerAria. Volete camminare da Milano a Roma in quattro settimane e mezzo; volete essere la risposta da "bassa velocità" all'"alta velocità" che unisce le due città in 4 ore e mezzo? Il sì è arrivato via internet da persone di tutta Italia, già esperte di cammini, unite dall'intento di scoprire un territorio battuto con altri mezzi ma in definitiva poco noto e dalla voglia di costruire un senso dell'amicizia e della comunità passo dopo passo. Si è camminato in gruppi o da soli, ma la sera si è andati a cena tutti insieme, scambiandosi esperienze e impressioni. E la comunanza vuol dire anche condividere l'ospitalità in ostelli, oratori, palestre. Sul sito www.itineraria. eu il racconto è stato trasferito in tempo reale restituendo il senso della fatica, del divertimento e degli imprevisti delle giornate "on the road". Questo stato d'animo "spirituale" non ha escluso la tecnologia. I pellegrini sono stati dotati di gps su cui erano state caricate le tracce del percorso: un oggetto che alcuni all'inizio vedevano come un intruso ma che poi si è rivelato molto utile. "Sulla Francigena sto lavorando per conto del ministero da oltre tre anni - spiega Alberto Conte, fondatore dell'associazione e ideatore dell'iniziativa -. Ora l'abbiamo sperimentato sul campo: l'obiettivo è la massima sicurezza, lontano il piu possibile dalle strade trafficate; e la massima godibilità. Il problema è che non sempre si tengono presenti le esigenze del pellegrino ". Che sono quelle di una segnaletica sicura e uniforme, di sufficienti approvigionamenti d'acqua, di posti per dormire a poco prezzo. E qui c'è ancora molto da fare. Inoltre molte amministrazioni locali indicano spesso delle varianti per valorizzare alcuni punti del loro territorio, magari allungando di alcuni chilometri il tragitto: per chi va a piedi significa ore di cammino in più. Ci sono poi, ogni tanto, le sorprese di sbarramenti di proprietà private o di lavori in corso. "L'unica soluzione sarebbe mettere sotto tutela l'intero tragitto della via Francigena", dice Conte. è quello che domani proporrà al ministro Bondi. Ma il pellegrino per quanto sia "slow" non si cura dell'ancor più lenta burocrazia: attraversa boschi e supera guadi. E se manca l'acqua, bussa alle case private. Ricevendo spesso anche qualcosa da mangiare. "Eravamo quasi a secco sotto un sole a picco nei pressi di Vetralla - racconta un camminatore -. Siamo stati accolti da un anziano signore. Gli abbiamo raccontato della nostra strada. Quando ci siamo salutati, aveva gli occhi umidi: "Vi invidio"". L'intero tracciato della via Francigena sarà interamente scaricabile per gps entro fine settembre dal sito www.librari.beniculturali.it.
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da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 30 Luglio 2008 Chiudi di ITALO CARMIGNANI "Il consiglio - aggiunge Di Stefano - si darà anche un calendario al fine di accelerare al massimo l'attività della Fondazione". In merito alla vicenda giudiziaria il vicepresidente ha spiegato come "già dal 1 settembre 2007 erano state individuate alcune irregolarità che avevano portato alla sospensione della Pasqua dal suo incarico e poi sfociate in una denuncia in dicembre". Un controllo interno, infatti, aveva evidenziato una attività extra-contabile parallela a quella dell'associazione. "In molti casi - precisa - non si trattava nemmeno di persone che avevano avuto a che fare con la Fondazione. In questi mesi, sul caso, abbiamo dato tutta la nostra collaborazione alla Guardia di Finanza e continueremo a dare piena disponibilità su un avvenimento che vede noi stessi parte lesa. Allo stesso tempo stiamo esaminando tutte le pratiche che risultano tuttora aperte al fine di verificarne la regolarità. Ovviamente continueremo ad offrire piena collaborazione e sostegno a tutte le persone che si sono rivolte all'ente". Dietro la burocrazia della finanza, ci sono le storie del dolore. E' il caso di un'impiegata della scuole con un figlio disabile che ha perso tutto per essersi fidata della Pasqua. La difendono gli avvocati Soriano e Sannino: "Non è parte lesa solo la Fondazione, perché anche altre persone che in modo assolutamente sereno e fiducioso si sono rivolte all'istituto sono state danneggiate. Queste sono state affidate alla consulente arrestata per essere aiutati a ripianare i debiti, invece si sono ritrovati a doverne pagare il doppio". Secondo un meccanismo infernale. Che in estrema sintesi vuole questo. Le persone in difficoltà si rivolgevano alla Fondazione, in base alla loro condizione veniva fatta una relazione. A quel punto veniva scelto un tutor (in questo caso la Pasqua) che portava il fascicolo all'attenzione della consiglio della Fondazione. Era il tutor, che godeva l'assoluta fiducia di tutti, a stabilire di quanto avesse bisogno la persona in difficoltà per togliersi d'impaccio. Quindi, dopo la deliberazione (a volte la Pasqua avrebbe falsificato anche questa), il tutor portava la persona in difficoltà in una delle banche convenzionate e veniva firmato il finanziamento garantito con fideiussione dalla Fondazione. A quel punto ogni spesa della persona in difficoltà con i soldi prestati doveva essere autorizzata alla banca con un fax della Fondazione. Se il fax arrivava veniva emesso un assegno intestato alla persona in difficoltà. La Pasqua avrebbe agito in due modi: da una parte avrebbe falsificato il fax e incassato direttamente l'assegno, oppure avrebbe convinto la persona in difficoltà di darle quei soldi con cui lei avrebbe appianato lei il debito con l'eventuale Finanziaria o con altri creditori con i quali la vittima era esposta. Uno stillicidio in fondo al quale i creditori non venivano mai soddisfatti e quelli in difficoltà accumulavano solo più debiti. Tra le cento famiglie ingannate c'è chi ha perso tutto. L'arresto della Pasqua è scattato perché la donna, nonostante la sospensione ha continuato a trattare con le banche a nome della Fondazione e dei suoi assistiti. Da parte del Gico della Guardia di Finanza coordinati dal maresciallo Teodoro Segneri c'è la convinzione che Claudia Pasqua non possa avere organizzato l'intera maccinazione senza la complicità d alcuno. Da qui gli ulteriori accertamenti anche nelle banche per capire più del meccanismo diabolico con sono stati ingannati tutti. A cominciare dalla Fondazione.
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da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Nord-Ovest sezione: ECONOMIA e IMPRESE Piemonte data: 2008-07-30 - pag: 4 autore: Semplificazione. In settembre convegno nazionale a Torino La Piccola industria tende la mano alla Pa Paolo Piacenza TORINO In Piemonte il rapporto burocrazia- imprese è migliore che in altre Regioni. Ma restano realtà con tempi e priorità differenti. E se si scontrano, l'impresa, soprattutto se piccola, rischia di avere la peggio. Il tema sarà al centro del convegno che il 18 settembre, a Torino, Confindustria nazionale e regionale organizzeranno insieme a Piccola industria, presente oltre al presidente regionale di Piccola industria, Riccardo Cravero anche il presidente nazionale, Giuseppe Morandini. L'obiettivo, dice Livio Dezzani di Confindustria Piemonte, è lanciare un nuovo approccio: "I nodi – spiega – sono il rapporto tra i tempi del pubblico e quelli del privato, e la conflittualità tra i due soggetti". Sul primo aspetto, dice Dezzani, non mancano, specie in Piemonte, performance eccellenti della Pa. Ma le attese sono comunque troppo lunghe per le esigenze delle imprese. Poi, sul piano delle autorizzazioni, molto dipende dalle capacità del singolo Comune: "Si deve allora – prosegue Dezzani – estendere quanto fatto con la legge di semplificazione regionale 15/ 2008: sulle procedure sanitarie una serie di pratiche e certificati sono stati eliminati, del tutto". Ciò consentirebbe di sveltire i tempi, ma anche di affrontare il secondo nodo: il rischio di conflitto tra pubblico e privato, che hanno, per ragioni oggettive, "fusi orari diversi". Per fare ciò Confindustria sta studiando un meccanismo basato sulla distinzione tra beni riproducibili e non riproducibili: "Su beni come l'ambiente, il territorio, la sicurezza e la salute umana i controlli non possono essere ridotti. Ma altri controlli o certificati possono essere eliminati: per concentrarsi su ciò che è davvero importante". Inoltre le associazioni d'impresa possono svolgere una funzione di mediazione, per indicare alla Pa le vere urgenze su cui accelerare. Il servizio economico delle Unioni industriali accompagna le imprese nelle pratiche per i bandi di finanziamento. A Torino il dirigente è Giancarlo Somà: "Sono importanti due elementi: la chiarezza delle regole e la certezza dei tempi. La Regione Piemonte lavora bene, qualche difficoltà si è avuta sui Patti territoriali, mentre gli strumenti nazionali non hanno mai brillato per celerità". Sullo sfondo restano vicende che appaiono paradossali, anche se non sempre hanno un colpevole. è il caso della Camib di Borgaro torinese, che produce attrezzature meccaniche e macchine per l'automazione industriale. Dopo anni difficili, la svolta del 2006 spinge la proprietà a fare nuovi investimenti sfruttando i finanziamenti agevolati della legge 488. Una volta presentata la richiesta di partecipazione al bando, la contestuale istanza di concessione edilizia al Comune di Torino fa emergere la necessità di saldare una precedente domanda di condono per una tettoia da 200 metri quadrati per cui l'azienda aveva già pagato 2 milioni di lire. "Un particolare che ignoravamo, anche perché la pratica era stata seguita fuori dall'azienda – spiega Angela Tedino Forapani, contitolare di Camib – ma abbiamo prontamente provveduto, ottenendo sia condono che licenza". Il particolare tuttavia innesca un meccanismo che costa caro alla Camib: nonostante il via libera al finanziamento da 720mila euro, a settembre 2007 l'agenzia Unicredit di Perugia, incaricata di erogare i fondi, blocca il pagamento. La Camib, che ha già fatto gli investimenti, è costretta a chiedere un prefinanziamento alla banca a tasso ordinario, con garanzie in solido. A gennaio 2008 arriva un diniego del finanziamento ex legge 488 dalla banca, poi la questione viene approfondita e la banca riconosce la buona fede dell'azienda, ma chiede lumi al Ministero. Che in queste settimane ha deciso di rivolgersi all'avvocatura dello Stato: "Intanto – protesta Angela Tedino Forapani –gli interessi e il rinnovo delle garanzie ci costano cari. Un costo insostenibile per una piccola azienda". IL CASO Per la Camib di Borgaro "congelati" i contributi erogati con la legge 488 per una vecchia pratica in via di definizione.
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Udine "Col digitale risparmiamo 5 anni di lavoro" UFFICI COMUNALI Dal cartaceo al digitale. Accorciando i tempi della burocrazia e "risparmiando" il lavoro di "almeno cinque persone". La rivoluzione digitale voluta dall'assessore all'Innovazione, Paolo Coppola è partita. Ieri infatti la giunta ha approvato il progetto che prevede il potenziamento e l'estensione a tutti gli uffici comunali del cosiddetto "Sidoc", il sistema di gestione informatica dei documenti. "Con l'archiviazione digitale della documentazione cartacea - dice Coppola -, attualmente adottata da circa il 50% degli uffici, saremo in grado di ridurre drasticamente i tempi di gestione delle pratiche, soprattutto in virtù del fatto che tutti i documenti saranno immediatamente accessibili. Per dare un'idea della portata del progetto basti pensare che il Comune registra ogni anno 107 mila documenti. Calcolando solamente una media di cinque minuti a pratica in termini di risparmio di tempo, la digitalizzazione si tradurrebbe in 5 anni di lavoro in meno per una persone oppure nel lavoro svolto da 5 persone in un anno". A questa innovazione si aggiungerà anche l'attivazione della casella di posta elettronica certificata, equiparata, per legge, al servizio postale tradizionale di raccomandata con ricevuta di ritorno. Nell'istruttoria dedicata all'innovazione tecnologica è stata approvata inoltre la proposta di riorganizzazione dell'archivio comunale. Ovviamente sulla strada della digitalizzazione. (c.r.).
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pordenone Cresce la voglia di fare impresa Il saldo tra iscrizioni e cancellazioni nei primi sei mesi resta però negativo di ELENA DEL GIUDICE Nuovo slancio e voglia di fare impresa, ma non basta a portare in attivo il bilancio del primo semestre che, quindi, rimane negativo. Nei primi sei mesi di questo difficile 2008, sono nate infatti 986 imprese a fronte, però, di 1.160 cancellazioni. A stemperare il dato da parte della negatività, ci ha pensato il 2° trimestre, quando sono nate 444 aziende, ma solo 373 sono state cancellate, con un saldo positivo di 71 imprese. Un segno però insufficiente a recuperare il saldo dei primi tre mesi del 2008 quando, a fronte di 542 nuove iscrizioni, 787 aziende avevano chiuso i battenti, con un totale in profondo rosso, a -245. E' vero che l'andamento del comparto agricolo incide sul dato (togliendo il comparto dal conteggio, si arriva ad un +59 imprese nei sei mesi), ma rimane il fatto che pure queste sono imprese. Così come le cancellazioni d'ufficio, pari a 98 nell'ultimo trimestre, ha poco a che fare con la congiuntura, visto che parliamo di ditte non attive da almeno tre anni; ma è comunque un indicatore di cui tenere conto. In buona sostanza: la voglia di fare impresa c'è, le difficoltà che spingono a chiudere, dalla burocrazia alle tasse alla congiuntura, sono molte, e fanno sentire i loro effetti anche in questa provincia che vanta uno dei tassi di imprenditorialità più elevati del Paese. Venendo all'analisi di Movimprese, ovvero i dati raccolti dalla Camera di commercio sull'avvio di nuove aziende e sulla chiusura di altre, nel secondo trimestre dell'anno le imprese attive in provincia di Pordenone sono risultate essere 26.330, cioè 347 in meno rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso. Se però si considera tale numero prescindendo dal comparto agricolo, che da diversi anni presenta un andamento negativo, almeno in parte dovuto al fenomeno d'iscrizione di massa al Registro Imprese avvenuto dopo la sua costituzione e alle cancellazioni degli anni successivi, il saldo presenta un andamento meno negativo, con 118 imprese in meno. Segnali positivi per l'economia provinciale sono i tassi di crescita relativi all'informatica e attività connesse (+0,8%), all'industria alimentare e delle bevande (+3,4%) e ai servizi pubblici, sociali e personali (+1,0%). Stabili si mantengono le attività immobiliari (0,0%), l'intermediazione monetaria e finanziaria (-0,2%), le costruzioni (-0,4%) e alberghi e ristoranti (-0,7%). In calo invece il trend dei trasporti terrestri (-5,9%), dell'industria del legno esclusi i mobili (-4,8%), della fabbricazione di mobili (-1,5%) e della metalmeccanica (-2,2%) e del manifatturiero nel complesso (-1,4%). In discesa anche il commercio (-1,0%). La nati-mortalità delle imprese conferma il trend delle analisi congiunturali che vedono, quest'anno, la frenata del comparto manifatturiero determinata da un mercato interno sostanzialmente fermo, che si riverbera pesantemente sulle piccole imprese non in grado di sostituire la domanda nazionale con quella estera. Seconda conferma riguarda l'edilizia che dopo anni di crescita dalla seconda metà del 2007 ha iniziato a rallentare, sia in termini di costruzioni che, soprattutto, di vendite. Tornando alle imprese, la suddivisione per forma giuridica consegna al primo posto, seppur in calo, le ditte individuali (16.650), seguite dalle società di persone (5.470), stabili, e dalle società di capitali (3.873), che rilevano una crescita del +2,9%. Nella lettura di questi dati c'è però da tenere in considerazione la pratica delle cancellazioni d'ufficio messa in atto dalla Cciaa di Pordenone, a partire dal 2007. Dal 2005, infatti, in applicazione ad una norma di legge (il Dpr 247/2004), le Cciaa possono procedere alla cessazione d'ufficio dal Registro delle imprese di aziende non più operative da almeno tre anni. Il dato negativo dell'analisi, quindi, non deriva solamente dall'andamento propriamente economico della congiuntura demografica, ma anche dalla decisione di intervenire amministrativamente per regolarizzare la posizione di imprese non più operative. Gli effetti della nuova normativa sul Registro Imprese di Pordenone mostrano per il secondo trimestre del 2008, un totale di 98 cancellazioni d'ufficio.
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da "WindPress.it"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 30-07-2008 AMSTERDAM, July 30 /PRNewswire/ -- - I nuovi mercati finali sono il motivo principale per le aziende orientate al Sud-est asiatico La Cina è stata la chiave di volta per molte aziende attive in Asia. Tuttavia, l'aumento del costo della manodopera e delle materie prime ha indotto molte di queste aziende a rivedere i propri piani di crescita, dando origine ad un fenomeno conosciuto come la strategia della "Cina più uno", per la quale molte aziende cercano di diversificare maggiormente le loro attività nella regione asiatica, al di là della loro presenza in Cina. Nonostante Cina e India continuino ad essere al centro dell'attenzione, molte aziende vedono i loro utili aumentare rapidamente anche in altri Paesi asiatici, spesso con risultati superiori a quelli ottenuti in Cina. Il 15% degli intervistati prevede un aumento dei ricavi superiore al 25% annuo per le loro attività nel Sud-est asiatico, quasi il doppio rispetto alle aziende che hanno potuto vantare tali risultati negli ultimi tre anni. E' quanto emerge dal nuovo rapporto "Raccolti fruttuosi - opportunità sui mercati emergenti del Sud-est asiatico" pubblicato dall'assicuratore del credito globale Atradius, in collaborazione con l'Economist Intelligence Unit. Il rapporto è basato su un sondaggio condotto presso le aziende, molte delle quali con sede in Europa e negli Stati Uniti. Un altro motivo per cui le aziende si rivolgono ai mercati emergenti di "secondo livello" è l'attuale carenza di capacità manifatturiera in India. Una miscela di burocrazia, politica e scarsità di mezzi che porta le aziende a cercare altri mercati di interesse. "A parte i problemi infrastrutturali, il mercato asiatico presenta enormi opportunità tanto per gli investitori occidentali quanto per gli esportatori" afferma Tommie Sjdahl, Chief Market Officer di Atradius responsabile per l'Asia. "Con la contrazione, o nel migliore dei casi la stagnazione, dei mercati tradizionali in seguito alla stretta economica globale, le aziende si stanno rivolgendo - anche perché in molti casi non vedono alternative - ai mercati del Sud-est asiatico". Il rapporto Atradius "Raccolti fruttuosi - opportunità sui mercati emergenti del Sud-est asiatico" è consultabile in lingua inglese (Rich pickings - opportunities in Southeast Asia's emerging markets) all'interno dell'area Publications del sito web Atradius all'indirizzo Internet http://global.atradius.com/creditmanagementknowledge/publications/latestreleases.html. La pubblicazione sarà presto disponibile anche in lingua italiana. Più di metà delle aziende che hanno partecipato al sondaggio hanno osservato che il potenziale del Sudest Asiatico come nuovo mercato finale era uno dei principali motivi per cui si sono orientante verso quei Paesi. Il rapporto Atradius dimostra che le economie del Sud-est asiatico, che appartengono ai Paesi dell'ASEAN, attraggono sempre di più l'interesse delle aziende estere che intendono investire, commercializzare, approvvigionarsi o trovare dei partner nella regione. "La resistenza di questi mercati alla recessione globale è imputabile alle lezioni apprese dopo la crisi finanziaria che aveva colpito l'Asia alla fine degli Anni '90" spiega Sjdahl "e questo è un segnale positivo per le aziende occidentali che cercano di accrescere le loro attività in Asia." Atradius: Atradius fornisce servizi di assicurazione del credito commerciale, di sicurezza e di riscossione dei crediti in tutto il mondo, con una presenza in 40 paesi. I suoi prodotti e servizi sono pensati per ridurre l'esposizione dei nostri clienti in caso di acquirenti insolventi rispetto ai prodotti e servizi acquistati dai clienti. Con un fatturato globale di circa 1,8 miliardi di euro e una quota del 31% del mercato globale dell'assicurazione del credito commerciale, i prodotti Atradius contribuiscono alla crescita di aziende di tutto il mondo proteggendole dai rischi di pagamento associati alla vendita a credito di prodotti o servizi. Con 160 uffici e un accesso alle informazioni sul credito di 52 milioni di aziende nel mondo, Atradius tratta più di 22.000 decisioni di credito commerciale ogni giorno. http://www.atradius.com Atradius N.V.
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da "ITnews.it"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia AMSTERDAM, July 30 /PRNewswire/ -- - I nuovi mercati finali sono il motivo principale per le aziende orientate al Sud-est asiatico La Cina è stata la chiave di volta per molte aziende attive in Asia. Tuttavia, l'aumento del costo della manodopera e delle materie prime ha indotto molte di queste aziende a rivedere i propri piani di crescita, dando origine ad un fenomeno conosciuto come la strategia della "Cina più uno", per la quale molte aziende cercano di diversificare maggiormente le loro attività nella regione asiatica, al di là della loro presenza in Cina. Nonostante Cina e India continuino ad essere al centro dell'attenzione, molte aziende vedono i loro utili aumentare rapidamente anche in altri Paesi asiatici, spesso con risultati superiori a quelli ottenuti in Cina. Il 15% degli intervistati prevede un aumento dei ricavi superiore al 25% annuo per le loro attività nel Sud-est asiatico, quasi il doppio rispetto alle aziende che hanno potuto vantare tali risultati negli ultimi tre anni. E' quanto emerge dal nuovo rapporto "Raccolti fruttuosi - opportunità sui mercati emergenti del Sud-est asiatico" pubblicato dall'assicuratore del credito globale Atradius, in collaborazione con l'Economist Intelligence Unit. Il rapporto è basato su un sondaggio condotto presso le aziende, molte delle quali con sede in Europa e negli Stati Uniti. Un altro motivo per cui le aziende si rivolgono ai mercati emergenti di "secondo livello" è l'attuale carenza di capacità manifatturiera in India. Una miscela di burocrazia, politica e scarsità di mezzi che porta le aziende a cercare altri mercati di interesse. "A parte i problemi infrastrutturali, il mercato asiatico presenta enormi opportunità tanto per gli investitori occidentali quanto per gli esportatori" afferma Tommie Sjdahl, Chief Market Officer di Atradius responsabile per l'Asia. "Con la contrazione, o nel migliore dei casi la stagnazione, dei mercati tradizionali in seguito alla stretta economica globale, le aziende si stanno rivolgendo - anche perché in molti casi non vedono alternative - ai mercati del Sud-est asiatico". Il rapporto Atradius "Raccolti fruttuosi - opportunità sui mercati emergenti del Sud-est asiatico" è consultabile in lingua inglese (Rich pickings - opportunities in Southeast Asia's emerging markets) all'interno dell'area Publications del sito web Atradius all'indirizzo Internet http://global.atradius.com/creditmanagementknowledge/publications/latestreleases.html. La pubblicazione sarà presto disponibile anche in lingua italiana. Più di metà delle aziende che hanno partecipato al sondaggio hanno osservato che il potenziale del Sudest Asiatico come nuovo mercato finale era uno dei principali motivi per cui si sono orientante verso quei Paesi. Il rapporto Atradius dimostra che le economie del Sud-est asiatico, che appartengono ai Paesi dell'ASEAN, attraggono sempre di più l'interesse delle aziende estere che intendono investire, commercializzare, approvvigionarsi o trovare dei partner nella regione. "La resistenza di questi mercati alla recessione globale è imputabile alle lezioni apprese dopo la crisi finanziaria che aveva colpito l'Asia alla fine degli Anni '90" spiega Sjdahl "e questo è un segnale positivo per le aziende occidentali che cercano di accrescere le loro attività in Asia." Atradius: Atradius fornisce servizi di assicurazione del credito commerciale, di sicurezza e di riscossione dei crediti in tutto il mondo, con una presenza in 40 paesi. I suoi prodotti e servizi sono pensati per ridurre l'esposizione dei nostri clienti in caso di acquirenti insolventi rispetto ai prodotti e servizi acquistati dai clienti. Con un fatturato globale di circa 1,8 miliardi di euro e una quota del 31% del mercato globale dell'assicurazione del credito commerciale, i prodotti Atradius contribuiscono alla crescita di aziende di tutto il mondo proteggendole dai rischi di pagamento associati alla vendita a credito di prodotti o servizi. Con 160 uffici e un accesso alle informazioni sul credito di 52 milioni di aziende nel mondo, Atradius tratta più di 22.000 decisioni di credito commerciale ogni giorno. http://www.atradius.com Per maggiori informazioni: Atradius Corporate Communications, Christine Gerryn , Tel.: +31-20-553-2047, E-mail: christine.gerryn@atradius.com.
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da "Arena.it, L'"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 30 Luglio 2008 WASHINGTON. Era dai tempi di Eisenhower, nel 1957, che un membro delle forze armate non finiva al patibolo Bush firma l'esecuzione di un soldato Il presidente statunitense dà l'ok alla pena di morte per un uomo condannato nel 1988 per quattro omicidi e otto stupri   NEW YORK Citando i "brutali crimini commessi", il presidente George W. Bush ha firmato alla Casa Bianca l'ordine di esecuzione di un soldato condannato a morte per omicidio e stupro nel 1988. la prima volta in oltre mezzo secolo, dai tempi di Dwight Eisenhower, che un presidente americano dà luce verde alla pena capitale per un membro delle forze armate. Il militare, Ronald Gray, era di base a Fort Bragg in North Carolina quando ha commesso la serie di reati che lo porteranno al patibolo: quattro omicidi, un tentato omicidio e otto stupri, tutti commessi nell'arco di otto mesi tra 1986 e 1987 nell'area di Fayettville. Per 20 anni Gray è stato chiuso nel braccio della morte di Fort Leavenworth, in Kansas, dove sono incarcerati altri cinque soldati destinati dalle corti marziali all'appuntamento con il boia. A differenza del sistema giudiziario civile, la giustizia militare statunitense prevede che la condanna a morte di un membro delle Forze Armate non possa essere eseguita senza l'autorizzazione esplicita del presidente. Mentre era governatore del Texas Bush ha consegnato all'iniezione letale 152 condannati. Il semaforo verde all'esecuzione di Gray, richiesto al presidente dal Segretario all'Esercito, è stato acceso prima che il caso del soldato abbia esaurito il tortuoso cammino attraverso la burocrazia legale dell'Esercito e le corti di appello militari. "Approvare la sentenza di morte contro un militare è una decisione seria e difficile per un Comandante in Capo, ma il presidente crede che i fatti in questo caso non lascino dubbi sul fatto che la pena in questione sia equa", ha spiegato la portavoce della Casa Bianca, Dana Perino. Dal 1951, quando è entrato in vigore il moderno Codice della Giustizia Militare, 10 soldati sono stati messi a morte con l'imprimatur della Casa Bianca. L'ultima esecuzione di un militare negli Usa risale al 1957: fu ordinata da Eisenhower e effettuata per impiccagione solo nel 1961. Il presidente John F. Kennedy è stato l'ultimo capo della Casa Bianca ad affrontare la questione quando nel 1962 commutò una condanna a morte nel carcere a vita. La Corte Suprema ha confermato la costituzionalità della pena di morte nelle Forze Armate nel 1996: 12 anni prima il presidente Ronald Reagan l'aveva reintrodotta per i crimini militari dopo che nel 1972 era stata messa al bando. Nel caso di Gray ulteriori ricorsi sono ancora possibili ed è dunque possibile che l'ora X per il soldato non scatti nei pochi mesi che ancora restano a Bush alla Casa Bianca. Non è d'altra parte chiaro quale potrebbe essere il metodo di esecuzione dal momento che il sistema della pena di morte militare è rimasto per tanti anni "in sonno". Nonostante la moratoria votata all'Onu sulla pena di morte, gli Stati Uniti insistono - come l'Iran e la Cina - nelle "uccisioni pubbliche", incuranti del fatto che alcuni condannati possano essere innocenti.  .
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da "Mattino, Il (City)"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia LUISA RUSSO Blitz della Capitaneria per la rimozione dei natanti ormeggiati abusivamente alla Colonna spezzata e nello specchio d'acqua all'altezza del consolato Usa, ma c'era stata una "soffiata" e le imbarcazioni, ieri mattina, erano sparite. Ma previdentemente era stato inviato personale in borghese durante la notte e la Capitaneria sapeva dov'erano state nascoste quelle barche. Operazione complicata dalla disperata reazione della titolare di uno degli ormeggi, Rita De Crescenzo (già nota alle cronache per aver denunciato il sequestro del figlio da parte di colleghi rivali che volevano costringerla a cedere le sue quote nonché d'essere stata oggetto di vari attentati a scopo intimidatorio): la donna, che s'era allontanata con un gommone, s'è cosparsa di benzina minacciando di darsi alle fiamme; poi avrebbe tentato un'aggressione con un coltello; infine è rimasta fino alle 16.30 negli uffici della Capitaneria dando in escandescenze. Ovviamente la De Crescenzo (c'è un ricorso al Tar) sostiene, tra i meandri della burocrazia, di avere ragione. Il bilancio è di 29 natanti sequestrati che, d'intesa col procuratore aggiunto Aldo De Chiara responsabile della sezione ambiente e territorio della Procura, saranno affidati in custodia giudiziale agli stessi proprietari (alcuni dei quali recidivi). Denunciate sei persone: Ciro Presutto, titolare degli ormeggi alla Colonna spezzata, per occupazione abusiva di suolo demaniale; e la De Crescenzo, in concorso con il marito e altre tre persone. , anche di interruzione di pubblico servizio, e poi per minacce, resistenza e per l'aggressione. Il blitz della sezione di polizia giudiziaria della Capitaneria guidata dall'ammiraglio Stefanini, in collaborazione con personale delle sezioni navali dell'Arma e della Finanza, è scattato in base alla decisione di giugno della Dda coordinata da Franco Roberti (dopo un vertice con vari organismi competenti) di rimuovere i natanti ormeggiati abusivamente lungo il litorale. Ce n'erano già stati altri, in altre zone. Ieri però l'operazione ha rischiato di fallire perché, alla Capitaneria ne sono convinti, c'era stata una "soffiata". Alcune delle imbarcazioni erano state rimorchiate all'altezza di Villa Lauro (Posillipo). Altre, quelle di Colonna spezzata, dietro uno scoglione dove non è stato possibile arrivare. All'arrivo delle motovedette della Capitaneria nello specchio di mare davanti al consolato Usa, la De Crescenzo s'è allontanata verso Posillipo con un gommone, dov'è riuscito a salire anche un fotografo, minacciando di darsi fuoco. Requisiti altri gommoni di passaggio per trasportare i natanti. Secondo il resoconto della Capitaneria, la De Crescenzo è trasbordata su uno di questi aggredendo con un coltello il titolare ("bloccandosi solo alla vista dei carabinieri") mentre la donna a sua volta accusa d'aver visto uno dei concorrenti collaborare con gli uomini della Capitaneria. Storia complicata. Non c'è estate senza "guerra degli ormeggi" ma intanto l'annosa questione della carenza di infrastrutture per le imbarcazioni da diporto resta irrisolta.
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da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia LA STORIA Costretto a volare in Albania per una firma non autenticata Ormai vengono definite storie di ordinaria burocrazia. Il racconto denuncia della vicenda viene dal consigliere comunale di Villadose Renato Buratto, che spiega come in una storia così sia incappata una madre con tre bambine che doveva tornare dall'Albania dopo aver visitato i parenti che non vedeva da anni.Nell'approssimarsi al rientro in Italia, però, l'autorità albanese ne blocca il viaggio perché una della tre bambine stesse, di tre anni, non ha il proprio passaporto, ma è registrata su quello della madre. Non ci sono soluzioni: occorre fare il passaporto anche per la bambina, ma per questo è necessaria la firma di entrambi i genitori, ma il padre era rimasto in Italia.L'autorità albanese, allora, suggerisce alla donna di farsi mandare dall'Italia una semplice dichiarazione dove il marito delega la moglie a svolgere la pratica per il rilascio del passaporto.Tale semplice delega, però, deve essere autenticata dall'impiegato del Comune che attesta che la firma è quella del padre. L'uomo si reca fiducioso in municipio a Villadose, dove risiede e lavora regolarmente da anni e dove le sue bambine da anni frequentano le scuole, ma l'impiegato dell'Anagrafe gli dice che non può autenticargli la firma, tra regolamento, testi unici, articoli di legge sulle competenze e via dicendo. Morale: la firma non viene autenticata.Il padre, deluso, si reca allora in Comune a Ceregnano, dove spera di trovare più comprensione, ma invece trova un altro "guardiano del regolamento" che dopo essersi consultato con il suo omologo villadosano, esprime l'intransigente "non possiamo".All'uomo non resta altro da fare che sobbarcarsi i costi e i disagi di un viaggio in Albania per apporre quella firma che gli consenta di far rientrare la propria famiglia in Italia.L'Italia si dice essere la patria del diritto, ma a volte lo è un po' troppo, forse.
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Schiavon alla guida del Tribunale: "Basta con la burocrazia" Giovanni Schiavon il nuovo presidente del Tribunale di Treviso, e sarà un presidente che non passerà inosservato. L'era Schiavon, in Tribunale a Treviso, sarà davvero un evento, un'epoca in cui chi non ha voglia di lavorare, e di lavorare al meglio, farà bene a cambiare. Il Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura ha infatti reso ufficiale quello che era stato il parere della commissione di un mese fa circa: il presidente è lui. Quanti mazzi di fiori si aspetta di trovare, quando prenderà possesso dell'incarico?Non risponde, ma ride. Sa benissimo che la domanda è la perifrasi di "quanta gente la prenderà bene, e quanta male, questa sua nomina?" Già nei giorni scorsi, quando era arrivata sui dipendenti del Tribunale la notizia delle intenzioni bellicose del ministro Brunetta, moltissimi dei cancellieri avevano invocato l'arrivo di Schiavon: "Con lui - si è dentito dire - saremo adeguatamente rappresentati anche noi. Quello è un uomo che non accetta calunnie e ingiustizie".Chiediamo a Schiavon stesso il suo pregio e il suo difetto: "Il pregio, mah, direi la mia assoluta indipendenza; il difetto è che se devo dire qualcosa, anche se riesco a costringermi a tacere... si vede benissimo quello che sto pensando".I Tribunali sono spesso vittime della burocrazia."Chi pensa di applicare con me la burocrazia, sbaglia di grosso".La 5. Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, con cinque voti a favore ed un astenuto, aveva varato la candidatura del giudice Giovanni Schiavon, a presidente del Tribunale di Treviso, ma le "guerre intestine" che caratterizzano l'Italia, e che di recente hanno fatto dare anche sul Csm giudizi . come dire - piuttosto forti, facevano ancora temere l'ostruzionismo nei confronti proprio di un giudice arcinoto in tutta Italia per la sua indipendenza e rettitudine.Il presidente facente funzione a Treviso è Francesco Pedoja, anche lui fra i 52 che si erano candidati. Pedoja aveva sottolineato le caratteristiche umane e professionali di Schiavon che, per il suo carattere forte e la sua dinamicità, è rispettato e temuto. Pedoja ha sottolineato la straordinaria preparazione tecnica, la sua forza trainante, la sua grande leadership. Infatti, la parola chiave del successo professionale di questo giudice è "entusiasmo".Dopo la presidenza del Tribunale di Belluno, Schiavon fu a capo dell'Ufficio Ispettorato del Ministro Castelli. Un braccio di ferro proprio con lui lo ha fatto passare alla Procura Generale della Corte di Cassazione di Roma.Antonella Federici.
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da "Sicilia, La"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia "Non siamo figli di industriali della T-Shirt, ma picciotti che hanno deciso di rimboccarsi le maniche" "Credevamo di piegare magliettine, e le magliettine hanno piegato noi". "Siculamente". Il nome dice tutto. O quasi. Nasce a Ragusa nel 2003 un progetto di comunicazione con un taglio europeo, moderno, canzonatorio, irridente, che vuole riaffermare un'identità siciliana contemporanea, ma legata alle radici, con cui tre giovani disoccupati, costretti a scegliere, come accade sempre al Sud, tra la "gendarmeria o la fantasia", per citare Vinicio Capossela, scelgono la seconda e si inventano un lavoro. Gli slogan di Siculamente, "Bedda, u sfaddamu stu rusettu", "N'ura ri taverna leva n'annu ri malincunia", diventano dei tormentoni. Le magliette vanno a ruba, e trovano testimonial insperati: Roy Paci, lo stesso Capossela. "Se è veru ca lu munnu gira, l'America a passari ri cà", recita uno dei nuovi pay off del marchio, un'azienda che confeziona e distribuisce polo, magliette, cappelli, borse, teli mare, ombrelli, canottiere, felpe in oltre quaranta punti vendita in Sicilia. In cosa consiste il vostro lavoro? "Nel fare pomodori salati", risponde uno dei picciotti di Siculamente. Pomodori salati? "Sì, facciamo conserve, di detti siciliani, di tradizione orale, di identità". Già, l'identità. "Non siamo figli di industriali della T-Shirt, ma picciotti che hanno deciso di rimboccarsi le maniche, creando dal nulla il loro lavoro". Dal 1 giugno 2007 Siculamente ha aperto la propria "officina" in via Carducci a Ragusa. E un'altra a Pata Pata di Sampieri, dove Siculamente ha curato la comunicazione, ha "vestito il locale", scegliendo i musicisti che si esibiranno questa estate. Oggi Siculamente produce più linee di prodotti, è presente nei negozi di abbigliamento, con la linea classica e quella fashion, con le polo nei cui tessuti sono stampati i motivi dei carretti siciliani. E a breve nascerà il primo negozio in franchising a Pozzallo. "Non abbiamo mai attinto a contributi pubblici, abbiamo lottato contro la burocrazia delle licenze, reinvestendo tutto sul nostro lavoro. Non abbiamo clienti, ma sostenitori". Accade così che i siciliani che si recano a trovare i parenti al Nord o all'estero, portino con se il caciocavallo, il cioccolato modicano e la maglietta di SicuLamente: "L'invidia è la virtù dei cornuti". Per non dire dell'ormai classica "Futtatinnni", che ricalca l'adagio "a da passa' a nuttata". Alla facoltà di economia dell'Università di Catania un docente ha additato Siculamente come un "case history", un esempio da studiare. Ci vogliono i cabbasisi, direbbe Camilleri, per credere in un progetto del genere, ma i picciotti lo hanno scritto sulle magliette: "Ogni fichiteddu i musca è sustanza", "Quanu è guerra è guerra pi tutti", e giù cannoli di ricotta sganciati come bombe. Sino all'eresia della rilettura di Cecco Angiolieri: "S'i fossi foco arderei lo monno, s'i fossi vento il temperesterei, s'i fussi a casa, fussi mieghiu?" Siculamente ama definirsi un'officina di creativi, che ha realizzato anche cortometraggi con Alessandro De Filippo, docente universitario presso l'ateneo catanese. E quando si è trattato di creare la comunicazione per Halloween, Siculamente, con un po' di nostalgia per la Festa dei Morti, ha proposto tante zucchine con l'irresistibile: "Falla comi vuoi, sempre cucuzza è".
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da "Sicilia, La"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Viticoltura ecocompatibile Sicilia, in arrivo i primi contributi Palermo. Per la viticoltura ecocompatibile arriva la prima tranche dei contributi previsti dalla legge regionale n.19/2005. Norma che punta in primo luogo alla diffusione dei metodi di coltivazione e produzione agricola nonché di gestione dei terreni rispettando sia l'ambiente che il suolo e in secondo luogo alla salvaguardia della redditività dell'impresa. Il bando per l'assegnazione dei contributi è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana del 21 aprile 2006. Le domande presentate sono circa 1.900, di cui il 70 per cento nella provincia di Trapani. A beneficiare dell'anticipo del 75 per cento (2,883 milioni di euro su 3,844 milioni del contributo totale) per l'annualità 2007, saranno le 934 aziende per le quali gli ispettorati provinciali hanno già completato l'istruttoria amministrativa e le cui domande sono state già incamerate dall'Agea, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura. Per liquidare le altre pratiche dovranno essere prima risolte le anomalie presenti nella domande. "Per evitare disparità di trattamento ? afferma l'assessore regionale all'Agricoltura, Giovanni La Via ? abbiamo deciso di concedere l'anticipo del 75 per cento del contributo anche agli imprenditori che aderiscono alle misure agroambientali del Programma di Sviluppo rurale 2001/2006, finanziate con fondi regionali, così come avevamo già fatto per quelle a carico del bilancio comunitario e nazionale". In particolare, le 934 aziende destinatarie di questa tranche sono ubicate nelle province di Trapani (854), Palermo (76), Caltanissetta (3) e Agrigento (1). La legge regionale 19/2005 ha stanziato, nel complesso, 10 milioni di euro all'anno per 5 anni. "Il decreto che autorizza il trasferimento delle somme ad Agea ? spiega Giuseppe Morale, dirigente generale del Dipartimento interventi strutturali dell'Assessorato ? è stato già trasmesso alla Ragioneria generale per la registrazione. Non appena le somme saranno accreditate, l'Agea potrà iniziare a pagare". La notizia è stata accolta positivamente dalla Coldiretti, particolarmente impegnata sull'erogazione di questi contributi a favore degli agricoltori siciliani. Complessivamente ammontano a 21 milioni di euro i fondi europei previsti per le misure agroambientali e per la forestazione. In particolare, saranno 3.900 le richieste per i miglioramenti aziendali relativi alla prima misura (agroambientale), 934 quelle già citate per il comparto vitivinicolo secondo quanto previsto dalla legge regionale 19/2005 e 1000 quelle relative all'aumento della superficie boschiva. Le domande che usufruirano dei pagamenti ammontano ? secondo i dati Coldiretti ? a 5.834 su un totale, in attesa di perfezionamento, di 9.276. "Dopo tre anni ? sostiene Alfredo Mulé, presidente di Coldiretti Sicilia ? i viticoltori potranno ottenere un minimo ristoro per le aziende. Speriamo che la burocrazia regionale agisca velocemente ed elimini i problemi nati dalla lunga attesa per la soluzione delle emergenze". Giorgio Petta.
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da "Corriere Adriatico"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia L'assessore"Entrate da verificare"Al via gli accertamentiper recuperare i creditidei servizi. D'Innocenzo"Mancano i programmi" Passa il rendiconto. L'opposizione: "Subito nuovi investimenti", cauta la maggioranza Bagarre sul tesoretto, il sindaco frena FABRIANO - Bagarre in consiglio comunale per l'approvazione dei 2.126.000 euro dell'avanzo di amministrazione. Dopo una giornata di discussioni solo a tarda sera si è raggiunto il risultato del varo con 10 voti contrari, quelli della minoranza, e i 17 voti favorevoli della maggioranza. A nulla è valso l'ordine del giorno presentato dalla minoranza che chiedeva l'accantonamento di 600.000 euro per la riduzione fiscale. Ordine bocciato dal Consiglio e anche dai tecnici secondo i quali una mossa del genere non era fattibile. E l'approvazione è arrivata solo a conclusione di un lungo dibattito sul fantomatico tesoretto. "Non ho mai sentito parlare di un utile virtuale - ha commentato Urbano Urbani di Forza Italia - quindi chiediamo all'amministrazione di spendere questi due milioni anzichè accantonarli". Ma sindaco non ci sta. "Credo che sia assolutamente indiscutibile il fatto che non si possono spendere i soldi che non si hanno - ha spiegato Roberto Sorci - i residui attivi ammontano a circa 1.200.000 euro del disavanzo e debbono ancora essere riscossi. Non sarebbe quindi prudente spendere cifre che potremmo non riscuotere". E della stessa opinione è anche l'assessore al Bilancio Marco Boldrini. "Accetto e raccolgo le critiche che ci sono state mosse - ha spiegato - e assicuro che ci impegneremo a verificare i residui attivi e passivi, ma senza mai esautorare l'amministrazione dai suoi compiti più specifici". Il tesoretto non si tocca ma qualcosa c'è pur da rivedere. E la seduta è stata anche l'occasione per esporre le posizioni nette di alcuni consiglieri. " I servizi li devono pagare tutti - ha commentato Angelo Tini dell'Udc - non può essere che non si riescono ad incassare i debiti del 30% delle famiglie che accedono ai servizi. Qui a Fabriano c'è il 30% che non paga a scapito del restante 70% che paga per tutti". Discorso che trova appoggi anche in giunta. "Studieremo un modo migliore per poter riscuotere al meglio le rette dei servizi offerti al cittadino" ha assicurato Boldrini. E a metà consiglio comunale lo spazio è stato dato alla discussione in materia di futuro della città. "Ci dobbiamo mettere in testa di renderci conto delle condizioni in cui versano i nostri cittadini - ha tuonato dal suo scranno di indipendente, Leandro Mariani -. Dobbiamo iniziare a prendere delle decisioni che vadano incontro ai fabrianesi altrimenti sarebbe più giusto andare tutti a casa". Anche qui un punto di vista che unisce i due schieramenti dell'emiciclo. "Siamo assolutamente d'accordo che non esiste un programma che progetti il futuro della città - ha aggiunto Silvano D'Innocenzo, capogruppo di Forza Italia -. Da stasera possiamo mettere un punto su quanto fatto fino ad oggi ed impegnarci per creare un nuovo progetto". Un Consiglio che guarda al futuro insomma ma che spesso rimane impigliati nelle maglie della burocrazia e del politichese che tracciano un solco tra palazzo Chiavelli e la piazza comunale. La seduta si è così chiusa pochi minuti dopo le venti e la politica va in vacanza insieme ai suoi cittadini dando di nuovo appuntamento alla sala consiliare, probabilmente il 9 settembre. Sul tavolo delle discussioni importanti argomenti come l'occupazione, il futuro del teatro e l'inizio della raccolta differenziata porta a porta. ROSITA FATTORE,.
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da "Stampaweb, La"
del 30-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Un'assoluzione risicata ? per un solo voto è stato mancato il quorum dei sette necessari ? una diffida esplicita per il futuro ? il presidente della Corte, Hasim Kilic, l'ha definito un "grave monito" - e il taglio della metà dei fondi. L'AKP, l'Adalet vel Kalkinma Partisi, ovvero il Partito per la giustizia e il progresso di Erdogan esce con le ossa rotte ma salvo dall'imboscata della Corte di Cassazione. Com'è noto il 14 marzo scorso il procuratore presso la Corte di Cassazione, Abdurrahman Yalcinkaya, aveva chiesto alla Corte la messa al bando dell'Akp per attività anti-laiche, l'interdizione dall'attività politica per cinque anni di 71 dei suoi esponenti (fra i quali il premier, Recep Tayyp Erdogan, e il presidente della Repubblica, Abdullah Gul) e il sequestro dei beni del partito. Un 'offensiva in grande stile che aveva riproposto il conflitto fra le due anime della Turchia. Un conflitto non sempre di perfetta leggibilità secondo i canoni occidentali dal momento che vede le ragioni della democrazia e della libera espressione interpretate dagli islamici e la laicità dello stato fondato da Ataturk difesa con mezzi non sempre cristallini dall'esercito. L'Akp, fondato nel 2001 da un gruppo di esponenti moderati dell'ex Partito del benessere (formazione islamica a sua volta messa al bando nel '98 dalla Corte Costituzionale) e del successivo Partito della virtù, è stato dall'inizio un tentativo di aggirare la dicotomia e l'allergia dei generali all'Islam politico, ispirandosi idealmente ai partiti democratici cristiani europei: grande attenzione ai temi economici e dello sviluppo, ispirazione religiosa ma moderata, politica del buon vicinato con i paesi confinanti, europeismo esibito. A fare da garante l'allora sindaco di Istanbul, Recep Tayyp Erdogan, classe 1954, studi di economia, moglie casalinga e velata, un passato da calciatore e una precoce vocazione politica e islamica. Sindaco di Istanbul dal '94, nel '98, arrestato con l'accusa di incitamento all'odio religioso, per aver letto in pubblico una poesia islamica e fautore della scissione dell'ala moderata del Partito della Virtù, a capo del suo Partito per la giustizia e lo sviluppo, Erdogan nel 2002 ha vinto le elezioni col 34,4% e nel 2007 ha raddoppiato spuntando il 47,8% e conquistando anche la presidenza della Repubblica con Abdullah Gul, malgrado l'opposizione dei militari. Erdogan alla resa dei conti si è rivelato un premier moderato e pragmatico, capace di guidare e indirizzare il boom economico e di interpretare i sentimenti e gli umori della nuova borghesia imprenditoriale venuta dall'Est, come lui religiosa e pragmatica. Ma non è mai riuscito a espugnare le tradizionali elite laiche e nazionaliste della burocrazia e delle imprese pubbliche, baluardo della Turchia forgiata da Ataturk. Elite pronte a reagire al minimo segno di devianza con l'accusa di islamizzazione strisciante. Qui, nel conflitto fra le promesse fatte all'elettorato islamico ansioso di introdurre più sharia nel diritto turco e la necessittà di non allarmare i laici, si è creato il nodo che ha rischiato di soffocare Erdogan. La miccia sono state le riforme filo-islamiche che l'Akp ha infine proposto, rivelando la sua vera natura: penalizzazione dell'adulterio, proibizione della vendita di alcolici e abolizione del divieto di portare il velo all'università. Che tutte siano fallite e/o abortite non è bastato a tranquilizzare l'esercito e le sue emanazioni. Il salvatggio di Erdogan, premier nelle grazie dell'Occidente, zittisce gli euroscettici, rilancia il sempre rinviato ingresso della Turchia nella comunità degli stati europei e fa in definitiva tirare all'Ue un sospiro di sollievo, sia per le conseguenze che una messa al bando dell'Akp avrebbe potuto avere sul piano dei rapporti con Bruxelles, sia sotto il profilo dei delicati rapporti tra Oriente e Occidente. Ma la resa dei conti forse è solo rinviata. Anche se Erdogan si è affrettato ad assicurare che "L'Akp continuerà a difendere i valori repubblicani, il cui pilastro è la laicità dello Stato". L'esercito e la magistratura restano potenti, così come la pressione di un Paese che, una volta usciti da Istanbul e dalle sue sfavillanti attrattive, assomiglia più all'Asia che all'Europa e guarda con nostalgia ai valori di una tradizione non certo illuminista. Il tutto nello scenario di un Paese di feroce nazionalismo, diventato negli ultimi anni bersaglio di un terrorismo elusivo e sfuggente, che il governo tenta, non sempre correttamente, di mettere in conto ai curdi del Pkk. Confidando sempre e solo nell'esercito per risolvere il problema.
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da "Cittadino, Il"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Controlli, raddoppiano le patenti ritirate Pugno di ferro della polizia contro la guida in stato di ebbrezza n Pugno di ferro contro gli ubriachi al volante: in un anno le denunce (e quindi le patenti ritirate) per questo reato sono aumentate del 50 per cento, passando da 178 a 264. il dato che emerge dalla relazione sull'attività degli ultimi mesi che il comandante della polizia stradale di Lodi, commissario capo Giuseppe Todaro, ha fornito ieri al prefetto Peg Strano Materia durante la sua visita ufficiale alla caserma di viale Piacenza. Una visita durata solo pochi minuti, iniziata con la deposizione di una corona di alloro davanti alla targa dedicata al vice brigadiere Vincenzo Mele, a cui la caserma è intitolata, e proseguita in tarda mattinata presso la sottosezione di Guardamiglio. Accanto al prefetto, oltre al comandante della Polstrada, c'era il questore Paolo Pifarotti.Nel corso del 2007, quindi, sulle strade della provincia, sono state ritirate 264 patenti per guida in stato di ebbrezza (articolo 186 del codice della strada), 86 in più rispetto all'anno precedente. Un'impennata non casuale, frutto al contrario di un'attività mirata e specifica della polizia stradale per dare un duro colpo ai comportamenti più pericolosi degli automobilisti, quelli che spesso sono anche all'origine degli incidenti più gravi.Scorrendo i dati che ieri sono stati forniti al prefetto, si scopre anche che (forse grazie proprio ai maggiori controlli, con 184 pattuglie in più sulle strade) si è registrato un drastico calo degli incidenti stradali: le pattuglie della Polstrada ne hanno rilevati infatti complessivamente 827, contro i 960 dell'anno precedente (meno 133). Di questi però, quelli con conseguenze mortali per le persone coinvolte sono stati 13, in aumento (più due) rispetto al 2006.In crescita anche i feriti, arrivati a quota 527 (diciotto in più), mentre gli schianti con solo danni ai veicoli sono diminuiti di ben 100 unità, passando da 625 a 525.Il prefetto Peg Strano Materia è arrivato alla caserma "Vincenzo Mele" intorno alle 10 di ieri mattina. Con il commissario Todaro e il questore ha attraversato i vari uffici al piano terra e al primo piano, dalla sala operativa all'ufficio verbali, passando poi a visionare il parco veicoli nel cortile retrostante. "Ho visto che c'è un'ottima sintonia fra voi e la prefettura - ha detto il rappresentante locale del governo - e questo è un bene. I contrasti vanno infatti appianati il più possibile, perché altrimenti non si ottiene niente. Bisogna capire che dietro le carte e la burocrazia ci sono le persone, è un aspetto da non dimenticare, anche se a volte non è facile".Il comandante ha illustrato poi le zone di competenza delle "sue" pattuglie. La sezione di Lodi, quindi, si concentra sulla via Emilia (da Melegnano a San Rocco, passando per Lodi) e sulla provinciale 235 Lodi-Pavia-Crema. La sottosezione di Guardamiglio, invece, ha competenza esclusiva nel tratto autostradale fra San Donato Milanese e Fiorenzuola d'Arda, per un itinerario complessivo di circa 75 chilometri. Proprio su queste arterie si sono concentrati i servizi che hanno portato ai risultati mostrati al prefetto.Davide Cagnola.
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da "Tribuna di Treviso, La"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CONFARTIGIANATO Pozza al governo: okay al federalismo. Ma non basta "Se i dipendenti non arrivano alla terza settimana, i loro titolari fanno fatica ad arrivare alla quarta". L'allarme lo lancia il presidente di Confartigianato della Marca, Mario Pozza. "I primi sei mesi non sono stati certo buoni: calo della produttività, ditte sempre più in difficoltà, settori prima trainanti come l'edilzia ormai fermi. Abbiamo bisogno di risorse e meno burocrazia per rilanciare l'economia". Il monito parte all'indirizzo del governo, reo di aver scansato troppo presto il federalismo fiscale, capitolo da sempre caro agli artigiani. "Vogliamo sollecitare il mondo della politica perché mantenga fede agli impegni - dice Pozza - il federalismo è una partita fondamentale, che porterebbe benefici in termini di risorse tanto al territorio quanto alle imprese. Sono troppi i soldi che partono da qui e non tornano più indietro. Miliardi di euro che servirebbero per risolvere problemi come infrastrutture, viabilità e investimenti a sostegno di chi vuole continuare a fare impresa. Inoltre si avrebbero effetti benefici anche sul fronte della burocrazia, altro grosso problema con il quale ci scontriamo troppe volte". L'allungarsi dei tempi ha così messo nuovamente in fermento la base imprenditoriale della Marca. "Alcuni provvedimenti, se introdotti, avrebbero dei ritorni immediati sul contenimento delle spese - continua Pozza - il rilascio per procura degli adempimenti, l'eliminazione dell'obbligo di presentare il libro soci, la posta elettronica certificata". Nel giro di pochi mesi, ci sarà anche spazio per le azioni vere e proprie. Pozza avverte: "Se non arriverà una risposta positiva a breve, ci faremo sentire in autunno". (Enrico Lorenzo Tidona).
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da "Giornale di Brescia"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Edizione: 31/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA Gli imprenditori del settore aderenti all'Upa hanno incontrato l'assessore provinciale Tomasoni, chiedendo interventi concreti per il rilancio Florovivaismo, meno burocrazia per battere la crisi I florovivasti dell'Upa riuniti ieri a Pavone Mella Luca Zanchi Silvia Pecorari Paola Gregorio PAVONE MELLA Si dicono "estremamente" preoccupati per una crisi del settore "che non vede una soluzione a breve termine e molto probabilmente si protrarrà per alcuni anni. E della quale non abbiamo ancora visto l'apice". I florovivaisti che aderiscono all'Unione agricoltori della provincia di Brescia hanno le idee chiare su quelle che, a loro parere, sono le ragioni del momento difficile che il comparto sta vivendo. E le hanno esposte ieri all'assessore all'Agricoltura di palazzo Broletto, Gianfranco Tomasoni, in una riunione del consiglio della sezione economica florovivaistica dell'Unione Provinciale Agricoltori, presieduta da Silvia Pecorari e ospitata nella sede della Floricoltura Baronchelli di Pavone Mella. Con Tomasoni, erano presenti anche la collega, titolare del medesimo Assessorato nel Comune di Pavone Mella e consigliere provinciale, Maria Teresa Vivaldini, il direttore e il vicedirettore con delega al settore economico dell'Upa, Annibale Feroldi e Valerio Pozzi, e il titolare dell'azienda ospitante, Angelo Baronchelli. Tomasoni, al quale i florovivaisti hanno consegnato una lettera aperta sui temi discussi nel pomeriggio di ieri, si è detto "consapevole della ricchezza che il comparto florovivaistico, come altri settori produttivi, rappresenta per la nostra provincia". Ma tornando alle difficoltà messe in luce da chi lavora nel comparto, tre sono le voci sulle quali è stata posto l'accento per la loro "pesante" incidenza nella crisi del settore. LE SPESE ENERGETICHE. Il primo costo per un'azienda di floricoltura coperta, ha sottolineato la Pecorari, "è quello energetico". "Le quotazioni raggiunte del petrolio - ha proseguito - hanno avuto evidenti ripercussioni su tutti i tipi di energia e combustibili. Per farla breve, in meno di sei mesi, il conto energetico ha subìto un aumento del 40% e del 70% su base annua. Teniamo presente che le serre vanno riscaldate e mantenute a temperatura costante". La bolletta energetica, "può incidere in percentuale maggiore al 50% e anche oltre, perché dipende dall'estensione dell'azienda e dal tipo di produzione", ha precisato, Luca Zanchi, a sua volta componente del consiglio della sezione dei florovivaisti dell'Upa. Ciò significa, ad esempio, per parlare in termini concreti, "che, nel caso della coltura tropicale, la spesa può aggirarsi sui 20mila euro annui ogni mille metri quadrati di serra". IL CALO DELLE VENDITE. La riduzione dei consumi ha colpito anche il settore florovivaistico. "Per quanto ci riguarda, il calo delle vendite, negli ultimi mesi, si è ulteriormente aggravato. E secondo noi non è dovuto solo al fatto che gli italiani, che devono quotidianamente fare i conti in tasca per arrivare alla fine del mese, comprano meno", ha precisato la Pecorari. La competizione che arriva dall'estero, e in particolare dai primi produttori europei, gli olandesi, costituisce un'aggravante ulteriore. "Sul mercato i loro prodotti arrivano con prezzi molto bassi - ha confermato Angelo Baronchelli - anche perché puntano su piante di dimensioni ridotte". L'Olanda, in sostanza, dicono i florovivaisti dell'Unione Agricoltori, negli ultimi tre anni ha aumentato la produzione delle principali piante ornamentali da appartamento, "triplicando o addirittura quadruplicando" le estensioni di serre. "Il risultato è una sovraproduzione che non ha precedenti e per forza di cose viene messa sul mercato a prezzi bassi, inarrivabili", ha specificato la Pecorari. BUROCRAZIA. I florovivaisti bresciani parlano poi "di una serie di incombenze burocratiche in alcuni casi troppo complicate e quindi da snellire", in particolare per quanto riguarda la gestione dei rifiuti e il controllo dei fumi delle centrali termiche delle aziende del comparto. "Le norme vanno rispettate e questo naturalmente è imprescindibile - ha osservato la Pecorari -. Noi chiediamo solamente che vengano snellite laddove possibile e sempre, ovviamente, nel rispetto delle regole". In particolare, sul fronte della gestione rifiuti, i florovivaisti bresciani chiedono "di semplificare le procedure burocratiche, togliendo le lungaggini e complicazioni che potrebbero essere evitate. Variando la normativa vigente e tornando alla situazione precedente". Altra questione posta sul tavolo dagli specialisti del settore, è il controllo dei fumi delle centrali termiche. "Naturalmente siamo perfettamente d'accordo che il controllo vada fatto periodicamente - hanno sottolineato - ma chiediamo una maggiore elasticità. E soprattutto che i controlli siano effettuati per far rispettare le regole e correggere situazioni irregolari e non per raccogliere fondi". LE ISTITUZIONI. "Brescia è la prima provincia agricola italiana, ma non tutti lo sanno", ha detto l'assessore provinciale all'Agricoltura. "In questi mesi - ha ricordato Tomasoni - mi sono impegnato nella promozione dei prodotti locali, nei quali rientrano naturalmente anche quelli florovivaistici. E promozione significa far conoscere le ricchezze del nostro territorio in primis ai bresciani, ma anche all'estero. Una ricchezza che va tutelata, soprattutto in un momento, come questo, difficile per tutti i comparti. Vi ringrazio per questo invito e sono a disposizione, per le mie competenze e quelle della struttura che guido, naturalmente nel rispetto delle norme, per quanto concerne le problematiche burocratiche". Per Maria Teresa Vivaldini, "la politica fino ad ora, si è dimenticata del settore primario, dell'agricoltura e dei suoi comparti, nel quale l'Italia è specializzata e vanta fiori all'occhiello. Si sono privilegiati, troppo spesso, l'industria e il settore terziario. Noi oggi (ieri, ndr) siamo qui per ascoltare i problemi dei florovivaisti e floricoltori, che effettivamente sono tanti". Sull'importanza produttiva del settore, a cominciare dall'ambito regionale, si sono soffermati anche Feroldi e Pozzi. "Il florovivaismo bresciano - hanno ricordato - produce oltre il 40% del prodotto interno lombardo. Come già sottolineato, per il settore esistono problemi, oltre che di mercato, connessi alla crisi energetica. Per quanto ci riguarda, dopo la pausa estiva, ci muoveremo anche sul fronte della ricerca di convenzioni con i gestori delle fonti energetiche, affinché il comparto possa avere queste risorse, fondamentali, a prezzi più contenuti".
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da "Italia Oggi (MarketingOggi)"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia ItaliaOggi ItaliaOggi Numero 181, pag. 19 del 31/7/2008 Autore: di Andrea Secchi Visualizza la pagina in PDF polemica sulla gara di comunicazione da 7 milioni di euro. Critico il presidente di AD Store Puglia, la pubblicit al rallentatore Cappelli: ritardi e anomalie. Lassessore: solo problemi burocratici la maledizione delle campagne pubblicitarie per far conoscere lItalia nel mondo: soldi perduti o da spendere in tutta fretta perch le gare partono tardi, si aggrovigliano, vengono bloccate. Lultimo caso quello della regione Puglia, che aveva 7 milioni di euro di provenienza comunitaria da spendere fra il 2007 e il 2008 e che soltanto a fine dicembre dello scorso anno ha indetto una gara, ancora non conclusa. Il sasso stato lanciato da Paul Cappelli, pubblicitario di The AD Store (New York, Italia e varie sedi collegate nel mondo), un americano nato da genitori pugliesi e a sua volta residente in Italia. In una lettera aperta, Cappelli parla del ritardo con cui partita la gara, di come designati vincitori siano stati raggruppamenti formati da editori locali, di come a oggi non sia stata ancora ufficializzata lassegnazione del budget, concludendo che non parteciper pi a una gara pubblica in Italia. Cappelli ha ragione da vendere, commenta a ItaliaOggi lassessore al turismo pugliese Massimo Ostillio, ma dice anche una serie di cappellate. La gara. Intanto i tempi: perch partire cos tardi? Sarebbe come se il mio medico mi dicesse che per guarire dalla mia malattia devo prendere una certa medicina per due anni; e io decido di prendere le medicine solo il secondo anno, ma due alla volta, scrive Cappelli. E poi sul fatto che a fine luglio ancora niente assegnato: Spendere 7 milioni di euro in spot televisivi, annunci stampa, spot radiofonici, volantini e brochure, tutto in una manciata di settimane di fine anno, un affronto al buon senso. E per che cosa, poi? Per attirare in Puglia gli sciatori e gli amanti degli sport invernali di tutto il mondo?. Ostillio, che oltre a fare il politico conosce anche la comunicazione ( giornalista pubblicista e iscritto alla Federazione relazioni pubbliche), su questo non ha niente da obiettare, anzi, parla di impotenza della politica e d appoggio a Cappelli: La tempestivit non cosa da poco: io sono arrabbiato nero con la burocrazia, e racconta di come gi nel dicembre del 2006, dopo un forum sul turismo, mand una circolare a tutti gli uffici dellassessorato, chiedendo che si attivassero per dotarsi di una serie di cose che erano necessarie, compresa la campagna di comunicazione. Peccato che, poi, anche per la difficolt di una procedura del genere, non c dubbio, basta guardare ai ricorsi che bloccano casi simili in tutta Italia, alla gara si sia arrivati solo un anno dopo. I partecipanti. Ma Cappelli non si ferma qui. anomalo, dice, che a una gara del genere partecipino anche giornali e tv pugliesi. come se per promuovere la vendita dei miei gelati nei bar di tutto il mondo, io chiedessi al bar sotto casa mia di farmi la campagna, scrive il pubblicitario. Proprio uno di questi raggruppamenti indicato come vincitore (mentre AD Store esclusa per vizio di forma, altro motivo di critica): EdiSud (Gazzetta del Mezzogiorno), Telenorba, AD Concord e Cotup, il consorzio degli operatori turistici pugliesi. Una vincita con giallo, visto che Edisud ha annunciato di volersi ritirare qualche giorno prima dellapertura delle buste, richiesta dichiarata irricevibile dalla Regione. Ma sulla questione editori s, editori no, lassessore non accetta le critiche: Il committente deve approvare il piano di comunicazione e il fatto che vinca la Gazzetta del Mezzogiorno non significa che faccio 3 milioni di euro di pianificazione su quel giornale. Se ne pu discutere, ma se non espressamente negato per legge, a una gara possono partecipare tutte le aziende che hanno i requisiti, come gi accaduto in altre regioni. Possiamo essere arretrati come amministrazione del Sud, ma Cappelli non pu dare per scontato che abbiamo lanello al naso.
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da "Provincia Pavese, La"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Cronaca "Napolitano, dammi il posto in Consiglio" L'ex sindaco aspetta da tre anni la risposta "Rischia di arrivare quando è troppo tardi" GIOVANNI SCARPA SPESSA. Ricorso contro l'espulsione dal consiglio comunale, l'ex sindaco (ed ex capogruppo di minoranza) attacca Presidenza della Repubblica e ministero degli Interni. Ad oltre tre anni dalla richiesta di reintegro, infatti, la pratica di Vincenzo Bertoni continua a rimbalzare da un ufficio all'altro, da un dicastero all'altro, da un'istituzione all'altra. E, con ogni probabilità, faranno prima ad arrivare le elezioni - previste per il prossimo anno - che la risposta del Capo dello Stato. Spetta, infatti, a Giorgio Napolitano l'ultima parola sulla richiesta di reintegro inoltrata da Bertoni ormai quasi tre anni fa. A far esplodere la rabbia dell'ex sindaco, l'ennesima comunicazione burocratica relativa al suo caso. "Mi hanno mandato una lettera dal ministero degli Interni - spiega l'ex consigliere di opposizione - in cui mi si dice che la pratica è stata trasmessa alla segreteria generale della Corte dei Conti perchè esprima un ulteriore parere. La magistratura contabile, che non si capisce cosa c'entri, dovrà poi rimandare l'intero fascicolo alla Presidenza della Repubblica. Il Capo dello Stato, infine, dovrebbe emettere il decreto con la decisione presa". Non ci sarebbe nulla di strano, in questo tortuoso iter a cui ci ha abituato la burocrazia, se non che il verdetto da Roma rischia di arrivare abbondantemente fuori tempo massimo, visto a Spessa le elezioni amministrative sono fissate per l'anno prossimo. Considerati i tempi, anzi, è molto probabile. Bertoni era stato dichiarato decaduto dalla carica di rappresentante dell'opposizione durante un'assemblea nel maggio 2005. A causa, aveva sostenuto la maggioranza, delle ripetute assenze ritenute ingiustificate dalla giunta guidata dal sindaco Giuliano Spiaggi. Stesso verdetto il consiglio comunale lo emise per un'altro presunto assenteista, compagno di lista di Bertoni ed ex candidato sindaco, Giancarlo Marzi. Immediata la reazione dell'ex sindaco, che aveva inoltrato un ricorso speciale al Capo dello Stato (come previsto dalla legge) il giorno dopo la sua cacciata dall'aula, ritenuta strumentale. "Fido nell'intervento del Presidente della Repubblica perchè io possa tornare laddove sono stato cacciato senza alcuna giustificazione - aveva sostenuto allora -. Non ho dubbi sul fatto che il ricorso andrà a buon fine, perché ritengo l'espulsione assolutamente immotivata. E' stato un gesto arbitrario e politico". Era il maggio 2005. Il Capo dello Stato era Carlo Azeglio Ciampi. Tre anni e due presidenti dopo, l'ex sindaco sta ancora aspettando. "Il ministro Brunetta - ironizza, ma neanche tanto - dovrebbe dare la caccia ai fannulloni soprattutto all'interno dei ministeri. Ormai penso proprio che rientrerò in consiglio solo grazie alle elezioni".
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da "Tirreno, Il"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Pistoia Caldaie ok ma il computer salta i dati PISTOIA. La certificazione che la caldaia è a norma è stata regolarmente presentata, ma a Publicontrolli non risulta e l'utente si vede arrivare a casa una lettera della società che gli annuncia una visita con controllo sull'impianto, dal costo di 80 euro in quanto non autocertificato. E' accaduto ad un lettore, che si è rivolto al Tirreno per protestare. E ci sono giunte anche altre segnalazioni, seppure meno circostanziate. Il cittadino ha fatto notare, al giornale come al numero verde di Publicontrolli, di aver regolarmente presentato l'autocertificazione biennale, prodotta da alcune ditte di fiducia per gli anni 2004, 2006 e 2008. Il caso del lettore, fortunatamente per lui, si risolve presto: Publicontrolli ha verificato e ha sospeso la richiesta di controllo alla caldaia, che si sarebbe dovuta svolgere il prossimo 13 agosto. In pratica, la società ha amesso l'errore. Ma come mai si verificano questi disguidi. "Il più delle volte dipende dalla registrazione delle certificazioni in automatico sul computer - rispondono da Publicontrolli - Infatti, l'allegato viene passato allo scanner e poi un programma traduce automaticamente e il documento va sulla banca dati. Possono verificarsi degli errori, per esempio sui numeri civici, oppure se la casa è all'angolo di due strade e c'è l'indirizzo in una via e il contatore nell'altro. Così l'autocertificazione risulta non prodotta". Insomma, anche se il computer abbrevia i tempi della burocrazia, non sempre ci azzecca. Non è stato comunque il caso del nostro lettore, ammettono alla società di controllo degli impianti termici, il cui errore "forse è dipeso da trascrizioni non corrispondenti da parte delle ditte che hanno prodotto l'autocertificazione". (f.a.).
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da "Unita, L'"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Stai consultando l'edizione del L'AKP L'anima moderata e religiosa della Turchia Il partito turco Giustizia e Sviluppo (Adalet vel Kalkinma Partisi, Akp) è stato fondato nel 2001 da un gruppo di esponenti moderati dell'ex Partito del Benessere (formazione islamica messa al bando nel 1998 dalla Corte Costituzionale) e del successivo Partito della Virtù. Alla guida della nuova formazione c'è fin dall'inizio l'allora sindaco di Istanbul, Recep Tayyp Erdogan, 54 anni. L'ispirazione politica dell'Akp è stata paragonata a quella dei partiti democratici cristiani europei: grande attenzione ai temi economici e dello sviluppo, ispirazione religiosa ma moderata, politica del buon vicinato con i paesi confinanti, ingresso nell'Unione europea. La base elettorale dell'Akp è la nuova borghesia imprenditoriale venuta dall'est, religiosa ma pragmatica, che si contrappone alle tradizionali élite laiche e nazionaliste della burocrazia e delle imprese pubbliche. L'Akp ha vinto le elezioni politiche nel 2002 con il 34,4% e ha gestito un periodo di forte crescita economica, avviando il negoziato per l'adesione alla Ue e raccogliendo forti consensi nelle capitali occidentali, ma anche in quelle mediorientali. Nel 2007 il partito ha rivinto le politiche con oltre il 47%.
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia I SINDACATI. Le organizzazioni sono preoccupate della facilità con cui nella nostra provincia si utilizza il personale "a scadenza" per l'insegnamento "Il futuro sarà sempre più precario" Nelle nuove nomine è soprattutto un dato che preoccupa il sindacato: più di un quarto del personale della scuola è assunto a vario titolo con contratto a tempo determinato, questo significa che più di 4000 docenti e 1500 personale Ata, che garantiscono il funzionamento ordinario della scuola nella provincia di Brescia, saranno precari. Flc Cgil e Cisl Scuola considerano proprio il precariato la vera falla nel sistema scuola, sia per la sua anomalia che per le gravi ripercussioni che produce nel percorso formativo. "La previsione di assumere 150.000 docenti in tre anni - dice Enrico Franceschini, segretario generale Cisl scuola - ci dava la speranza di veder chiusa la fase di precarietà, con il docente precario utilizzato solo per tamponare situazioni di emergenza o impreviste. Ma la previsione è stata disattesa. A Brescia sono poche le strutture che funzionano con il 95% del personale assunto e in alcune scuole della bassa, dell'alta valle o di Lumezzane si arriva al 60% del personale precario. In questo modo non si garantisce la continuità dei servizi". Anche secondo Santo Gaffurini, segretario generale Flc Cgil, il criterio della continuità, in quanto sinonimo di qualità dell'insegnamento secondo una giusta distribuzione dei tempi, è stato ignorato. "Il dato è rilevante: più della metà del personale e dei docenti è precario, non c'è nessuna organizzazione pubblica o privata in Italia dove si può trovare una variabile tanto elevata". Eppure la scelta di perpetuare il precariato "non ha nessuna ragione economica - sostiene Gaffurini - oggi un precario prende quanto uno di ruolo". Il giochetto è evidente, spiega Enrico Franceschini "si tratta di ridurre l'organico all'osso e garantire il funzionamento della scuola con i supplenti. In Italia sono stati assunti 22.000 docenti che vanno a coprire solo il 30% dei posti vacanti in organico e a Brescia la situazione non è diversa, è stato assunto la metà del contingente previsto, anche se il numero di supplenze annuali è uguale se non maggiore rispetto al 2007". LE OPERAZIONI di assegnazione "proseguiranno ancora per un mese per definire le supplenze, con una burocrazia solo italiana che ci rende ridicoli davanti agli altri paesi europei" dice Gaffurini, esprimendo consenso per come sono state gestite dall'Ufficio Scolastico Provinciale. "Abbiamo stipulato un accordo con il dirigente Colosio e gli operatori che si occupano delle nomine - spiega Gaffurini - per garantire una continuità laddove è possibile, per esempio facendo sì che gli insegnanti di sostegno con nomina a tempo determinato abbiano anche quest'anno la stessa assegnazione. Questo è un segnale importante da parte dell'Usp, indica che c'è una volontà comune e condivisa". Inoltre nonostante siano state mosse ai dipendenti statali e in particolar modo a chi lavora nella scuola accuse che Santo Gaffurini non esita a definire "sconfortanti nella loro banalità", l'etica professionale è evidente "molti insegnanti precari hanno dato la loro disponibilità a tornare nella stessa scuola e continuare quello che hanno iniziato nell'anno precedente". Le prospettive non sono certo rosee e il prossimo anno secondo il segretario della Cisl sarà ancora peggio. "Il decreto legge 112, che anticipa il Dpef, prevede interventi nella scuola molto pesanti, si parla del taglio del 17% del personale ausiliario non docente, pari a meno 43.000 amministrativi, ausiliari e tecnici, che garantiscono il funzionamento della segreteria, dei laboratori, la pulizia stessa delle strutture. Per i docenti il taglio si aggirerà intorno ai 90.000 posti di lavoro". Le due sigle sindacali hanno firmato un documento congiunto dove prefigurano cosa questi tagli significheranno il prossimo anno per la scuola bresciana: 86 insegnanti in meno nella scuola dell'infanzia, 399 insegnanti in meno in quella primaria, 262 insegnanti in meno nella scuola secondaria di primo grado, 289 insegnanti in meno in quella di secondo grado e infine meno 750 amministrativi, tecnici, ausiliari. Per fare un esempio concreto, questo significa che nelle 44 scuole superiori ci saranno 6 insegnanti e mezzo in meno per ogni scuola. INOLTRE NEL DPEF, precisa Franceschini, "si legge anche di un risparmio in tre anni di 8 miliardi di euro e un taglio previsto nel 2012 di 3 miliardi e mezzo di euro. Dalle promesse della Moratti alla firma lo scorso anno dell'intesa sulla scuola, che prevedeva impegni di spesa e anche di ristrutturazione stessa degli edifici, ora si interviene solo sul taglio del personale". Questo avrà per il segretario Cisl una serie di conseguenze, dalla chiusura delle scuole nei comuni sotto i 5000 abitanti, e in alcuni paesi la scuola è l'unico segno tangibile della presenza delle istituzioni, alla riduzione del tempo scolastico. "In questo modo l'Italia va controtendenza rispetto all'Europa, si fa un passo indietro, riducendo la formazione. La scuola diventa solo un costo che deve essere abbattuto e questo va a penalizzare i più deboli, perché chi ha disponibilità economiche può conseguire comunque un'altra formazione. La scuola diventerà così uno strumento di selezione e non di promozione sociale".L.P.
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia GIUSEPPE COLOSIO "L'insegnamento non deve essere solo un ripiego" In questi giorni l'Ufficio Scolastico Provinciale sembra un porto di mare, docenti che aspettano le assegnazioni e personale indaffarato a non naufragare nella burocrazia e a svolgere nel più corretto dei modi le procedure di nomina. Ma oggi a che punto siamo? Abbiamo girato la domanda a Giuseppe Colosio, dirigente dell'Usp di Brescia. Dottor Colosio ci può tracciare un quadro delle operazioni? "Stiamo procedendo secondo decreto ministeriale all'assegnazione degli incarichi per il personale docente e non docente, con una coda che si prolungherà fino al primo agosto. A fine agosto invece procederemo con le nomine annuali dei docenti a tempo determinato". Qual è la situazione dei precari nella nostra provincia? " particolare, perché nonostante le nomine di ruolo, quelle annuali sono molto elevate, oltre 5000. La scuola è diventata la più grande macchina di produzione di lavoro a tempo determinato. Eppure non ha nessuna ragione d'essere e non produce risvolti positivi, gli insegnanti vivono nell'instabilità, aspettando la convocazione ed essere sempre con un piede pronto a partire non è certo la condizione migliore". Rispetto agli anni passati c'è stato un peggioramento? "Diciamo che almeno il fatto che le nomine vengano fatte entro il primo settembre è un elemento positivo, perché evita quei continui caroselli degli anni Novanta". Il ministro della Pubblica Istruzione Gelmini ha definito "oggettivi" i dati che emergono da uno studio di Bankitalia per cui gli insegnanti sarebbero insoddisfatti, poco preparati, desiderosi di cambiare istituto, se non lavoro, in cerca di un innalzamento nelle funzioni e nelle retribuzioni, e infine malati di turn over, per cui più di un quinto cambia scuola da un anno con l'altro. Cosa ne pensa? "La fotografia è reale. Credo sia arrivato il momento di cambiare radicalmente il modo di considerare i docenti: c'è una bella differenza tra quello che pratica il "mordi e fuggi" e quello che lavora a scuola con passione tutto il giorno. Il trattamento egualitario, indistinto, generico, è sbagliato, così non si trattano dei professionisti che svolgono un lavoro delicato, è davvero poco rispettoso. E su questo aspetto la politica e i sindacati dovrebbero soffermarsi a pensare". In cosa si caratterizza la scuola bresciana? "Innanzitutto la nostra provincia per ragioni storiche è sempre stata un luogo di passaggio, sono numerosi gli insegnanti meridionali che hanno lavorato qui per poi trasferirsi nelle proprie città di provenienza. Inoltre per molti bresciani la scelta dell'insegnamento rimane secondaria, e questo aspetto ci fa capire quanto sia urgente riqualificare la scuola, agendo sui meccanismi di carriera e di retribuzione. Ad esempio sono sempre più rari i maestri e i professori, anche se sono una componente fondamentale. Quando ricomincerò a vedere i maschi che decidono di investire di nuovo nella scuola, allora vorrà dire che sarà tornata una certa normalità. L'ultima anomalia bresciana riguarda l'aspetto delle risorse: abbiamo raggiunto una grande competitività, pur utilizzando meno delle risorse disponibili. Ad esempio la media nazionale è di un insegnante ogni 12 alunni, quella bresciana è di un insegnante ogni 9". In che modo il sistema scuola si rapporta con il territorio? "Il quadro normativo, nato per ragioni di equilibrio nazionale, ora non ha più ragione di essere, perché non è in grado di rispondere alle trasformazioni, ad esempio al numero crescente di alunni, che quest'anno supererà i 182.000 studenti del 2007. Una crescita che si registra in tutti i settori. Nella scuola dell'infanzia 2/3 dei bambini frequentano scuole paritarie, il rimanente terzo quelle statali: anche se abbiamo aumentato il numero delle scuole, facciamo fatica perché l'organico deve stare entro un certo tetto. Le scuole primarie, e anche questa è una realtà specificatamente bresciana, sono invece diffuse in modo capillare, dalle realtà in alta montagna alle piccole isole". E per le superiori? "A livello nazionale c'è stata una crescita delle iscrizioni nei licei, a scapito della formazione professionale, mentre questo non si è verificato nella nostra provincia dove si riscontra un certo equilibrio. Credo siano stati un grande apporto i centri di formazione professionale, per i ragazzi dai 14 ai 17 anni. Grazie a questi centri abbiamo ridotto di molto la dispersione scolastica, sono uno strumento di approccio verso il mondo industriale e terziario, e in questo modo molti ragazzi, anche stranieri e disabili, hanno trovato la loro strada. Per questo mi stupisce la polemica contro il ministro Maria Stella Gelmini che vuole estendere a tutta Italia l'esperienza dei centri, che ha avuto successo in Lombardia e soprattutto a Brescia. Il problema vero è come qualificarli dal punto di vista didattico, perché non diventino una scelta di serie B". La scuola riesce ad interagire con l'università? "Il nostro lavoro è stato anche quello di stabilire una forte connessione con l'università, con la quale abbiamo creato un'ottima collaborazione: per esempio abbiamo siglato un accordo con la Statale che riconosce come un esame già fatto il certificato di inglese B1 conferito nei licei e negli istituti tecnici professionali". Il ministro Gelmini ritiene fondamentale per il sistema scolastico superare una "vecchia e deleteria" logica centralistica che non tiene conto delle specificità territoriali in cui le scuole sono inserite. Propone una specie di federalismo all'insegna della sussidiarietà, perché il sistema scolastico "è maturo per forme avanzate di autonomia". La logica del ministro è quella di "valorizzare la governance degli istituti, dotrandola di poteri e risorse adeguate". Cosa ne pensa? "Il concetto di autonomia mi è caro. Oggi nella scuola l'autonomia è limitata ad alcuni settori, alla didattica, all'organizzazione e alla ricerca e sviluppo, ma non tocca le risorse finanziarie e il personale. Un'autonomia può essere piena solo se c'è libertà nella gestione dei finanziamenti, così come succedeva fino al '97 negli istituti tecnico-professionali che avevano una dotazione fissa più un'integrazione stabilita in base al numero degli alunni. Per quanto riguarda il personale si verifica una situazione schizofrenica, per cui lo Stato è il datore di lavoro di insegnanti che poi "presta" alle scuole non più dipendenti dallo Stato". Secondo lei qual è il percorso più efficace per attuare l'autonomia scolastica? "Attraverso un coordinamento su base regionale. Abbiamo già lavorato in questo senso e la legge regionale lombarda ci sarebbe già, lo Stato manterrebbe le sue linee di indirizzo. Questo sarebbe un passo avanti anche verso la riqualificazione stessa della professione dell'insegnante. Purtroppo la frammentazione di oggi, il lavoro interinale prestato alle scuole, sono stati i prodotti di un sistema centralistico senza qualità". Come commenta la polemica nata intorno al rischio che possa saltare l'obbligo scolastico a 16 anni? " una polemica che non condivido, anche i centri di formazione professionale prevedono che lo studente frequenti fino ai 16 anni".
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da "Giorno, Il (Lecco)"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CALOLZIOCORTE E OLGINATE pag. 5 Bloccati i lavori della caserma OLGINATE ? OLGINATE ? DOPO CINQUE anni dall'inizio del recupero e la messa a norma della caserma dei carabinieri di via Verdi, i lavori non sono ancora terminati. Nel frattempo i carabinieri sono ancora ospiti della ex scuola Capitanio. Secondo i piani dell'amministrazione comunale, doveva essere sistemata entro quest'estate. Le buone intenzioni hanno dovuto fermarsi di fronte alle solite lungaggini della burocrazia, con il risultato che il progetto, consegnato al Ministero delle infrastrutture, è fermo da quasi un anno e mezzo. Alla luce della situazione, nessuno è più in grado di indicare i tempi per la consegna. Nel frattempo, il sindaco Antonio Gilardi ha deciso di scrivere al prefetto Nicola Prete per chiedere un suo interessamento sulla interminabile vicenda. Al rappresentante di Governo viene chiesto un interessamento. LA SITUAZIONE? Dopo aver realizzato il primo lotto, dal ministero delle Infrastrutture è stata indetta una gara d'appalto a metà dicembre per il secondo lotto. L'impresa è stata individuata. Ma, a tutt'oggi, l'amministrazione comunale non sa se è stato firmato il contratto d'appalto. Nessuna comunicazione è arrivata in Comune. Nello scorso aprile alcuni rappresentanti dell'azienda incaricata sono arrivati per un sopralluogo. Gli unici contatti sono quelli della continua richiesta di documentazione tecnica. V.D.
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da "Nuova Ferrara, La"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia COPPARO La proposta di Ugatti COPPARO. Giancarlo Ugatti, politico, sociologo, grande conoscitore dei meccanismi degli enti locali e attualmente presidente di un'associazione per la tutela dei diritti del malato (la Speranza) attiva a Copparo, spesso avanza nuove proposte legandole alle esigenze dei cittadini. E' di questi giorni la notizia della fondazione (con prima base operativa nello studio dello stesso Ugatti in via Fiorini) dell'ufficio del difensore del Cittadino per il mandamento del Copparese. "Questo nuovo ufficio - ci ha detto Ugatti- potrà essere gestito da volontari competenti nelle più diverse materie che si metteranno a disposizione dei cittadini quando questi abbiano necessità di un consiglio, di un'indicazione o di un chiarimento a riguardo di qualsiasi genere di problema burocratico che si trovino a dover affrontare nella vita quotidiana, familiare o lavorativa. Saranno ben accetti anche consigli e segnalazioni da parte dei cittadini, ma anche per le amministrazioni locali, trattando delle materie più svariate, dal lavoro alla famiglia, dalla salute alle pensioni, dalla scuola ai servizi (pubblici e privati) a cui tutti fanno ricorso giornalmente, dal gas all'acqua all'energia elettrica ai rifiuti alla telefonia). Potranno esserci segnalazioni a Comune, Provincia, Regione, e anche allo Stato e aziende private di erogazione dei servizi, come Enel, Telecom, Autostrade, Area ecc). L'ufficio del difensore del cittadino cercherà di risolvere, nei limiti del possibile, direttamente i problemi oppure, se la questione sarà più complessa, si rivolgerà o indirizzerà agli uffici competenti. Potrà anche essere proposta una collaborazione con le associazioni dei consumatori e di categoria già attive sul territorio che vorranno aderire all'iniziativa, il tutto ovviamente in raccordo con gli uffici pubblici che già svolgono l'attività di sportello del cittadino e, dove già presente, il Difensore Civico". Si tratta certamente di una proposta innovativa nel panorana provinciale che ha lo scopo di essere un punto di contatto con i cittadini che spesso e volentieri si trovano a essere vittime della burocrazia e molto spesso hanno notevoli difficoltà per poter risolvere i loro problemi. Mano tesa dunque ai cittadini che quotidianamente devono fare i conti con una serie infinita di problemi. (a.b.).
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da "Nuova Ferrara, La"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Berra. Contravvenzioni assurde, altri due casi Prende una multa a Genova, ma non ci ha messo piede BERRA. A cosa serve il difensore civico? A contrastare ottusità e burocrazia "con il paraocchi", per esempio. Ma anche a dare utili consigli a persone come i due cittadini di Berra, multati in quel di Genova (da personale ausiliario) e di Sant'Arcangelo di Romagna. Peccato che in quelle città i due, con tanto di testimoni, possano dimostrare di non essere andati. Le due storie hanno in comune tratti di "fantasia" che rasenta l'assurdo. se non fosse che è capitato veramente. Ad un cittadino berrese viene recapitata una contravvenzione arrivata da Genova ma l'ultrasettantenne che avrebbe commesso l'infrazione probabilmente non ha mai nemmeno sfiorato con lo sguardo la città della Lanterna. Il secondo caso rasenta il ridicolo: il trasgressore, sul suo ciclomotore, sarebbe stato colto dalla polizia municipale della piccola città romagnola alle 7.43 del mattino sulla via Emilia e, non contento, alla segnalazione di alt dei vigili non solo non si sarebbe fermato, ma si sarebbe dileguato mettendo con la sua fuga anche in pericolo l'incolumità degli agenti. Peccato che l'accusato, oltre a non essersi mai spostato nei modi indicati, guidi solo un motocarro. La casistica di queste segnalazioni è in continuo aumento e oltre tutto intasa con le giuste contestazioni gli uffici preposti.
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da "Messaggero, Il (Marche)"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia 31 Luglio 2008 Chiudi di ROSALBA EMILIOZZI Quarantadue aziende marchigiane hanno partecipato ieri al meeting presso l'azienda Faggiolati Pumps di Sforzacosta. Imprese da ogni parte delle Marche interessate a conoscere mister Sharief Habib Al Awadhi, vice presidente della Camera di Commercio di Fujairah, uno dei sette Emirati Arabi uniti, e direttore generale della Fujairah Free Zone. Zero tasse e pochissima burocrazia è stata la presentazione di un paese, grande produttore di petrolio, interessante area di sbocco commerciale e base per l'assemblaggio e la produzione di prodotti italiani. A introdurre l'evento è stato il padrone di casa, Giovanni Faggiolati che, in inglese, ha spiegato a mister Sharief - è la sua prima volta è nelle Marche - "che le nostre aziende sono piccole, serie e con elevata professionalità". Ai colleghi imprenditori (Faggiolati da anni commercia con il Medio Oriente) ha suggerito: "Se avete intenzione di produrre piccole qualità, vi conviene restare in Italia e provare ad esportare; se, invece, volete espandervi e fare le grandi quantità va valutata l'opportunità degli Emirati Arabi". Ad ascoltare le parole di mister Sharief c'erano, tra le altri, Federico Vitali, presidente di Confindustria Marche e titolare della Faam di Monterubbiano che produce batterie e macchine elettriche; l'Acrilux, gruppo Guzzini di Recanati; Energy, pannelli fotovoltaici di Urbisaglia; Togni, acque minerali di Serra San Quirico; Eco, strumenti musicali di Recanati; Malagrida, abbigliamento di Tolentino; Tecno group installazioni telecamere; Dafram, valvole di Urbisaglia; Cementor; la Omac che realizza palazzetti dello sport; la Manas calzature di Montecosaro; la Picenum Plast. Al meeting c'erano anche i sindaco di Macerata, Giorgio Meschini e di Corridonia, Nelia Calvigioni. Presente anche l'Università La Sapienza di Roma, con i ricercatori Franco Rispoli e Alessandro Corsini, e l'Ateneo di Ancona con i professori Carlo Alberto Bartolini e Paolo Battistoni. Le aziende hanno presentato i propri prodotti ed hanno lasciato a mister Sharief un company profile. Gli imprenditori hanno fatto domande sulla sicurezza degli affari e mister Sharief ha assicurato che le transazioni negli Emirati Arabi sono "garantite al cento per cento". L'incontro, quasi tutto in inglese con l'aiuto in qualità di traduttrice simultanea di Federica Caraceni, export manager della Faggiolati per i Paesi extra Cee, è stato un successo, tanto che mister Sharief ha intenzione di organizzare un business day a Fujariah. Apprezzatissimi, infine, i Vincisgrassi: hanno proposto un brano celtico in apertura del meeting, molto applaudito dai presenti.
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia CRONACA FIRENZE pag. 9 "Mio figlio si deve curare a Cuba, la burocrazia mi aiuti" DONNA OTTIENE 20MILA EURO DALLA REGIONE, IL VIAGGIO BLOCCATO DA UN PASSAPORTO "PREGO che qualcuno mi aiuti: non posso far perdere a mio figlio di 9 anni la possibilità, importantissima, di sottoporsi a un ciclo di riabilitazione di tre mesi, a L'Avana, nello specializzatissimo Centro internazionale. Non posso: specie dopo che la Regione ha contribuito con 20mila euro". Cinzia V. ha due figli, uno di venti e uno, Fulvio, appunto di nove. Il più piccolo, nato prematuro, è rimasto vittima di un grave problema nei primissimi mesi di vita: subì un'emorragia cerebrale poche settimane dopo essere venuto al mondo. I segni profondi di quel trauma, purtroppo, se li porta dietro in maniera ancora netta. Ora a questo bambino è stata offerta una opportunità che dovrebbe consentirgli, alla fine del ciclo di tre mesi di riabilitazione in un centro all'avanguardia a Cuba, di riacquistare almeno in parte le funzioni psicomotorie. sarebbe un primo, significativo successo, un passo verso una esistenza più umana. Ma c'è un ma. "Io ? spiega la donna ? non posso lasciare gli altri della mia famiglia da soli, qua a Firenze, per una serie di motivi. D'altra parte ho a disposizione una persona di assoluta fiducia che può accompagnare a Cuba mio figlio e assisterlo in tutto e per tutto. Si tratta di una ragazza brasiliana ? continua la donna entrando nel vivo del problema ? che però ha perso il passaporto, e le è pure scaduto il permesso di soggiorno i rilasciato per motivi turistici. E l'Ambasciata brasiliana ha detto che senza una denuncia alla polizia, e un documento ufficiale, non può intervenire a favore della sua concittadina. Così lei rischia di non poter partire. Di non poter accompagnare mio figlio. Avrei voluto tanto farlo io, ma davvero non mi è possibile per le altre questioni familiari. E devo fare presto, devo fare in modo che la situazione si regolarizzi perché ho la possibilità di fare questo viaggio della speranza solo entro il 5 settembre, altrimenti la possibilità a decade". Speriamo che destino e sfortuna non si accaniscano ancora contro Fulvio. g.sp.
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia LA PAGINA DEI LETTORI pag. 43 EGREGIO DIRETTORE, sono un pubblico dipendente che non ha molto da obiettare all'introduzione d... EGREGIO DIRETTORE, sono un pubblico dipendente che non ha molto da obiettare all'introduzione di regole che combattano e attenuino, perchè abbatterlo sarà difficile, il lassismo che si registra negli uffici pubblici. Tra l'altro e fortunatamente per me, non ho mai fatto assenze per malattia. Il problema è però un altro: non si può, a mio giudizio, fare di ogni erba un fascio perché ci sono dipendenti, mi creda, che sentono forte il compito che gli è loro assegnato e che si comportano di conseguenza. Lei sa, e lo si è visto nel passato, in costanza degli scioperi bianchi, che se un funzionario o un impiegato si dovesse attenere scrupolosamente alle regole della burocrazia l'apparato pubblico si troverebbe paralizzato. Questo significa che sono le leggi e l'organizzazione burocratica ad essere il primo problema del mancato funzionamento delle strutture, caricate senza ritegno di adempimenti spesso in contrasto tra di loro. La maggior parte dei dipendenti pubblici, peraltro sottopagati, non teme le regole ma ritiene ingiusto che si faccia di ogni erba un fascio. L.S. - Livorno.
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: OPINIONI - data: 2008-07-31 num: - pag: 18 categoria: REDAZIONALE L'APPELLO La buracrazia taglia gli spazi alla Biblioteca Nazionale di GERARDO MAROTTA SEGUE DALLA PRIMA Consentire che avvenga questa dolorosa mutilazione significherebbe tradire l'eredità culturale di Croce che dal 1921 al 1927 promosse il trasferimento della biblioteca dal Palazzo degli Studi - l'attuale Museo Archeologico - a Palazzo Reale facendovi accorpare le più prestigiose collezioni librarie cittadine come la San Giacomo, la Provinciale, la Brancacciana, che andarono ad affiancarsi alle raccolte Farnesiane e Aragonesi che costituiscono un vanto per la città; significherebbe tradire l'eredità culturale della leggendaria direttrice Guerriera Guerrieri che salvò dalle bombe del secondo conflitto mondiale tutti i libri; significherebbe tradire gli sforzi di quanti, più recentemente, hanno salvato e tutelato il patrimonio dai danni del disastroso terremoto dell' 80; significherebbe smentire clamorosamente le più elementari regole di biblioteconomia; significherebbe confermare ancora una volta il triste primato della burocrazia sulla cultura; significherebbe ferire ancora una volta la nostra città colpendola in uno dei suoi più prestigiosi organismi. Mobilitiamoci tutti perché ciò non avvenga.
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da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia PRIMO PIANO pag. 8 "Burocrazia? No, è qualità" L'assessore Bissoni replica al dottor Valerio Chiarini di RENATA ORTOLANI "HO LETTO sul ' Carlino' la riflessione del dottor Chiarini, che trovo assolutamente civile. Espone un disagio di cui so da altri medici e operatori sanitari ed è vitale che se ne parli, che si cerchino i motivi di questo disagio, sicuramentereale. Posso capirlo, però non condivido gli elementi portati da Chiarini per spiegarlo". In partenza per le vacanze, l'assessore regionale alla sanità, Giovanni Bissoni, risponde all'endocrinologo. Assessore Bissoni, quali punti dell'analisi di Chiarini non la convincono? "L'aziendalizzazione delle Usl è nata per affrontare un problema di spesa, esattamente come pensa il dottor Chiarini. E' quello, per così dire, il suo ' peccato originale'. Ma dopo la legge nazionale 502 ne sono venute altre, fino a quella regionale 29 qui, in Emilia-Romagna. Oggi è lontana l'impostazione iniziale: l'aziendalizzazione risponde ad altri interrogativi, si applica a temi legati alla scelta della migliore organizzazione sanitaria. Come fa, Chiarini, a dire che l'Ausl guarda solo a tagli e spesa, se in tutto il Paese, in questo periodo, le risorse finanziarie per il comparto sanitario sono aumentate del 4 - 5% ogni anno?". La parola d'ordine non è più tagliare? "Assolutamente no. La domanda che ci si pone oggi è se sia meglio ridurre i servizi o incrementarli in modo più rispondente ad una richiesta che cresce in quantità e qualità. Di tagli, con la Finanziaria appena presentata, si parlerà semmai nel 2010". Cosa altro contesta alla riflessione dell'ex primario del Maggiore? "Tutta la parte relativa alla burocrazia. Il reparto amministrativo delle Ausl ha subito un calo rilevante proprio negli ultimi dieci anni. In più ciò è avvenuto a vantaggio dell'assistenza. A Bologna l'Ausl ha alleggerito di 82 unità negli ultimi tre anni il comparto tecnico-amministrativo e ne ha aggiunte 155 a quello assistenziale". Chiarini non è il solo medico che lamenti una burocrazia quasi soffocante, però. "Beh, parliamone. E' burocrazia compilare correttamente e completamente una cartella clinica? E' burocrazia inserire in maniera dettagliata e precisa una serie di dati in un sistema informatico? Secondo me no, e lo abbiamo visto in situazioni anche recenti. Quelle che ho citato sono davvero mansioni burocratiche o non, piuttosto, azioni che danno qualità all'assistenza?". I clinici e la loro posizione, secondo il dottor Chiarini, marginale e subalterna rispetto ai mannager? "Anche su questo punto non concordo. Un clinico non può e non deve sentirsi un ragioniere se affianca e consiglia chi deve gestire le risorse finanziarie. E' proprio dall'incrocio delle competenze cliniche con quelle amministrative che nasce una sistema sanitario efficente ed efficace. Se non si capisce questo, si torna a logiche vecchie. Le stesse ancora presenti in molti ospedali, dove c'è una sorta di 'proprietà privata'dei posti letto. Io dico sì, al senso di appartenenza, ma un sanitario deve integrare la sua professionalità con tutto il sistema in cui è calata. I medici di un ospedale si devono parlare, devono collaborare". Insomma, l'aziendalizzazione viene usata secondo lei per scaricare insoddisfazioni e frustrazioni interne alla 'casta' medica? "Non parlo di caste, dico che fare risalire tutto all'aziendalizzazione è cadere in un luogo comune. Sul tappeto ci sono altri problemi: il rapporto medico-paziente, il peso della figura medica nella società, la sua difficoltà di coniugare - e qui veniamo al nodo del Drg- le scelte professionali con il rischio del prestazionismo. Non sono forse problemi reali dei camici bianchi? L'aziendalizzazione non c'entra. E comunque, se il processo è stato in parte sbagliato, cambiamo.Cerchiamo, tutti insieme, di partecipare al miglioramento del sistema sanitario". Però Chiarini dice di avere dovuto lasciare il servizio per poter dire la sua opinione: dov'è la partecipazione? "In qualunque azienda i dirigenti e i responsabili hanno un rapporto di lealtà e di fiducia con il vertice. Il problema non è dire la propria opinione, ma è dirla all'interno, anche criticando, perché serva al lavoro comune. L'Azienda deve essere un luogo in cui i professionisti, liberamente possano dire ciò che ritengono giusto. Anche questo fa parte del cambiamento che vogliamo fare, tutti insieme".
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da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia PRIMO PIANO pag. 8 L'EX PRIMARIO dell'Endocrinologia del Maggiore, il dottor Valerio Chiarini, ha espresso su... L'EX PRIMARIO dell'Endocrinologia del Maggiore, il dottor Valerio Chiarini, ha espresso sul nostro giornale, ieri, le sue critiche ragionate al sistema organizzativo e gestionale impostato dall'Ausl : troppa attenzione al budget, troppi tagli, eccessiva burocrazia, poco rispetto per il ruolo, ormai "subalterno agli staff manageriali", dei medici. Lasciato il servizio sanitario in anticipo, Chiarini, 61 anni, dice esplicitamente di avere scelto alcuni mesi fa la pensione proprio perché da dipendente non poteva esprimere pubblicamente le sue opinioni nei riguardi di tutto il meccanismo tecnico-amministrativo, e delle ricadute(negative a suo parere) sull'assistenza. L'endocrinologo ha invitato i colleghi, i bolognesi e "specialmente coloro che hanno responsabilità decisionali nelle istituzioni" a riflettere, e "se possibile correggere" le anomalie da lui rilevate. Il primo a rispondergli è proprio il numero uno della sanità in Regione, l'assessore Giovanni Bissoni.
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: 1PAGINA - data: 2008-07-31 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Biblioteca Nazionale Appello del presidente dell'Istituto di studi filosofici "La burocrazia toglie spazio ai libri" di GERARDO MAROTTA C aro direttore, è veramente scandaloso quello che sta per accadere alla nostra Biblioteca Nazionale, che, giova ricordarlo, è la terza in Italia in ordine di grandezza, ma una delle più importanti al mondo per l'unicità e la preziosità dei fondi custoditi. Basta pensare che conserva e mette a disposizione degli studiosi i papiri carbonizzati di Ercolano, che sono stati svolti, digitalizzati con la collaborazione di una università americana e conservano tra i più antichi testi di storia della filosofia del mondo occidentale e in particolare di tutta la scuola epicurea di Filodemo di Gadara e persino brani del De Natura di Epicuro. è noto anche a chi abbia un minimo di conoscenza della storia dell'umanità che il problema di tutte le biblioteche del mondo è quello di acquisire sempre maggiori spazi per la crescita delle collezioni librarie. Ebbene alla Biblioteca Nazionale di Napoli, anziché fornire nuovi spazi, come sarebbe naturale, ne vengono tolti non pochi, per ospitare uffici, sottraendo spazio vitale ai libri, ai lettori, alle attività culturali, agli impiegati della biblioteca stessa. Quando nel lontano 1995 io stesso mi mobilitai con Casa Croce e Italia Nostra perché gli ambienti ceduti in Palazzo Reale dal Consiglio Regionale della Campania, andassero alla Biblioteca Nazionale - come poi accadde - nulla lasciava presagire che, dopo tredici anni, per volontà della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici per la Campania, parte di questi spazi venisse sottratta per ospitare uffici che potrebbero essere allocati certamente altrove. CONTINUA A PAGINA 18.
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2008-07-31 - pag: 19 autore: INTERVENTO Il Codice favorisca gli appalti di Cesare Trevisani * L a ormai prossima approvazione del terzo decreto legislativo correttivo del Codice dei Contratti Pubblici ( Ccp) cade in un momento particolare per l'economia e le imprese del nostro Paese, soprattutto per il settore delle opere pubbliche, per il quale le previsioni economiche sono tutt'altro che entusiasmanti, a causa della continua oscillazione di prezzi tendenzialmente crescenti delle materie prime e di una domanda pubblica, specie a seguito dei recenti provvedimenti di razionalizzazione della spesa per investimenti pubblici, che nel prossimo trien-nio, secondo le prime analisi, avrebbe un andamento stagnante. Il percorso formativo del decreto ha avuto motivazioni che si sono progressivamente diversificate, dall'esigenza di apportare alcune modifiche al Ccp, nell'ambito di una delega legislativa ancora aperta, a quella di rispondere ad osservazioni, peraltro non definitive, della Commissione europea fortemente segnate dal rispetto formale delle Direttive comunitarie. La particolare congiuntura economica e finanziaria che stiamo vivendo dovrebbe però indurre a cogliere questo passaggio legislativo più come un'opportunità per incidere positivamente sulle prospettive di ripresa della spesa infrastrutturale, e non solo e non tanto come acritico adempimento formale distinto dalla realtà e dalle aspettative degli operatori economici. Questo orientamento di fondo, maturato da Confindustria in riferimento ad una sensibile dialettica interna all'intera filiera delle costruzioni ad essa associata, ha trovato grande attenzione e disponibilità da parte della commissione Ambiente della Camera e di quella dei Lavori pubblici del Senato, nel corso delle audizioni informali tenute nei giorni scorsi presso di esse, e l'approvazione dei pareri finali dimostrano ampiamente la volontà di sostenere, anche nei confronti della Commissione europea, una posizione nazionale più coerente con l'assetto e le prospettive del nostro del mercato degli appalti pubblici, pur nel rispetto dei principi stabiliti dalle Direttive comunitarie. In particolare, abbiamo riscontrato una forte convergenza sull'introduzione di meccanismi di adeguamento dei prezzi meno farraginosi di quelli attualmente vigenti, praticamente inutili rispetto alle forti tensioni sui prezzi internazionali della materie prime che stiamo subendo da alcuni anni. Anche in questo caso, in tutti i Paesi industrializzati, europei e non, esistono meccanismi di anticipazione e di revisione automatica del prezzo delle opere pubbliche. A determinate condizioni e con procedure rigorose di applicazione di meccanismi similari anche nel nostro Paese, si potrebbero finalmente garantire alle imprese appaltatrici condizioni finanziarie e operative più corrette ed equilibrate e alle amministrazioni appaltanti maggiori certezze di vedersi consegnare le opere entro i tempi stabiliti. Altro profilo sul quale abbiamo rilevato interesse e adesione è quello del recupero di forme di prelazione del promotore nell'ambito della finanza di progetto, da affiancare alla procedura semplificata e più breve proposta nel decreto correttivo. Non va infatti dimenticato che è grazie alla prelazione che il nostro mercato della finanza di progetto è divenuto il secondo in Europa (dopo il Regno Unito), avendo portato a gara dal 2003 al 2007 qualcosa come 21,2 miliardi di euro di investimenti, di cui 12 miliardi su proposta del promotore, e aggiudicato opere per 16 miliardi di euro, di cui 10,8 miliardi su proposta del promotore. Il recupero di forme di prelazione, peraltro operanti anche in altri mercati nazionali sottoposti al regime delle Direttive comunitarie, potrebbe garantire un flusso di risorse vitali per dare continuità e sostegno all'infrastrutturazione del nostro Paese. Infine, abbiamo registrato un ampio consenso anche in tema di imprese "speciali", cioè di quelle entità produttive che più di altre hanno qualificato e possono continuare a qualificare il mercato nazionale degli appalti pubblici, grazie all'obbligo di associazione temporanea verticale nel caso in cui i lavori abbiano quote elevate di contenuti tecnologici. Questa norma mantiene tutt'oggi la sua validità. Originariamente è stata introdotta per aumentare la qualità produttiva delle nostre opere pubbliche ed è stata sostenuta dal ministero dell'Interno, con riferimento ad alcune zone del Paese, perché contribuisce a ridurre i rischi di degenerazione del subappalto, dovuti all'infiltrazione malavitosa. La sua abrogazione, richiesta con una certa cautela dalla Commissione europea, colpirebbe le imprese (realmente specializzate) che hanno investito di più in tecnologia e qualificazione del personale, perché vedrebbero sostanzialmente annullarsi questo notevole sforzo tecnico e finanziario, venendo di fatto equiparate a qualsiasi impresa subappaltante, a cui affidare lavorazioni e opere specialistiche anche se priva di effettive dotazioni tecniche e personale specializzato. Quest'ultimo profilo implica anche una seria riflessione sull'attuale sistema di qualificazione e sulle regole di accesso al mercato delle opere pubbliche. Su questo tema, ma più in generale sulle diverse esigenze di una modifica del Ccp come efficiente strumento di politica economica e industriale, la sensibilità dimostrata dal Parlamento è stata notevole. In particolare, il parere proposto dal relatore Cicolani e approvato dalla commissione Lavori pubblici del Senato dà una concreta testimonianza dell'ampiezza e della complessità degli approfondimenti svolti e perviene a conclusioni condivisibili e attendibili sotto il profilo sostanziale e formale. A questo intenso lavoro deve ora seguire un coerente recepimento del Governo, sul quale poi confrontarsi, se necessario, anche con la Commissione europea, a difesa delle proprie scelte politiche ed economiche, assunte per dare un sostegno reale e qualificato alla ripresa degli investimenti infrastrutturali nel nostro Paese. * Vice Presidente di Confindustria per le Infrastrutture, Logistica e Mobilità I LAVORI PUBBLICI I progetti saranno ostacolati dai costi delle materie prime: si rischia la stagnazione MENO BUROCRAZIA Gli attuali meccanismi per determinare i prezzi sono troppo farraginosi e pesano sulle aziende.
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da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia PORRETTA pag. 26 I sindaci contro i cervi Protesta in Provincia contro il piano faunistico venatorio PROTESTA DEI SINDACI della montagna, ieri a Bologna, contro il piano faunistico venatorio della Provincia, proprio davanti alla sua sede ufficiale, Palazzo Malvezzi. La contestazione è avvenuta mentre al primo piano Marco Strada, assessore provinciale alla Caccia, presentava i primi dati sui piani di abbattimento di cinghiali, cervi e caprioli e sui risarcimenti agli agricoltori per i danni subiti dalle incursioni della fauna selvatica. "Il piano ? ha attaccato Alfredo Verardi, sindaco di Camugnano, davanti al portone di Palazzo Malvezzi ? ha censito nel nostro distretto (comprende Castiglione, Castel di Casio e Camugnano) 1200 cervi, ossia sei per ognuno dei 200 chilometri quadri del nostro territorio. Il piano prevede che ci dovranno essere in futuro solo 2,5 cervi per chilometro quadro, cioè 500 in tutto il distretto. Per raggiungere questo obiettivo dovrebbero essere cacciati 200 cervi ogni anno e forse 350, se si considera il naturale incremento demografico. Invece, il piano, prevede l'abbattimento di soli 160 capi, numero ben al di sotto delle stime dello stesso piano". E Giorgio Chiari, sindaco di Castel d'Aiano ha aggiunto: "Da noi gli istrici stanno rovinando tutte le colture di patate. Quali provvedimenti si adottano? Invece di ucciderli, vengono spostati solo di qualche chilometro". "Gli agricoltori sono esasperati ? ha affermato Marino Lorenzini, sindaco di Monghidoro ?. Da un lato cervi, caprioli e cinghiali rovinano le colture, dall'altro la burocrazia dimezza i risarcimenti e crea ostacoli sui pascoli del bestiame". IN QUANTO ai dati sulla gestione della fauna, l'assessore Strada ha sostenuto che in alcuni casi gli abbattimenti sono più che raddoppiati. "Per i cinghiali, ad esempio, nel 2001 l'abbattimento era al 15 per cento del totale, nel 2008 salirà al 30". Entrando nel merito delle cifre scopriamo che, se nel 2007 erano stati abbattuti 3910 cinghiali, nel 2008 finiranno nel mirino dei cacciatori 4214 capi. I caprioli uccisi nel 2007 sono stati 3316, nel 2008 diventeranno 4820. I cervi cacciati passeranno da 218 nel 2007 a 326 nel 2008. Capitolo danni. Qui le cose si fanno più complicate, perché il territorio bolognese è diviso tra le aree protette e i parchi, dove i danni della fauna selvatica vengono rimborsati dalla Provincia e solo per il 57 per cento di quanto accertato (333 mila euro investiti nel 2007), e gli ambiti territoriali di caccia e le aziende faunistiche venatorie dove i rimborsi arrivano fino al 100 per cento. I cinghiali sono responsabili per il 18,8 per cento dei danni complessivi, gli uccelli ittiofagi per il 18,35, la lepri per il 13,4, il fagiano per l'11, il piccione per il 7,4, lo strormo per il 5,23, il capriolo per il 4,4, il cervo per l'1,6 e l'istrice per il 2 per cento. La giunta provinciale ha aumentato al 79,57 per cento l'indennizzo per i danni causati da istrice e ungulati nei territori di collina. Nicodemo Mele Image: 20080731/foto/850.jpg.
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da "Corriere della Sera"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-07-31 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Isola Comacina Le ville realizzate dal maestro Pietro Lingeri abbandonate da anni Le "Case d'artista": monumenti al degrado ISOLA COMACINA (Como) - Il turista disattento potrebbe scambiarle per insignificanti ruderi e passare oltre senza problemi. Chi fosse giunto fin sull'Isola Comacina - l'unica del lago di Como - per ammirare nelle tre "Case d'artista" realizzate nel 1939 dal maestro Pietro Lingeri altrettanti mirabili esempi di Razionalismo italiano resterebbe ben più che deluso. Oggi, le ville costruite sulla base di un precedente progetto elaborato per la Triennale di Milano del 1933 a cui lavorarono nomi come Giuseppe Terragni e Mario Radice, sono solo monumenti al degrado e all'incuria. I tre edifici su due piani, interamente realizzati in pietra a vista e legno, rappresentano il paradiso di tarli e rifiuti, tra finestre rotte e arredi originali distrutti. Tanto da far apparire le ville affacciate su uno degli angoli più suggestivi del Lario ben lontane dalla casa per le vacanze costruita da Le Corbusier a Les Mathes, in Francia, nel 1935, che ispirò Lingeri per l'Isola. Le colpe di un simile spettacolo? Tante e diverse. Le ville, formalmente incluse nel territorio di Ossuccio, sono gestite dell'Accademia di Brera. Ente che, con la Regione Lombardia, la Provincia di Como e il piccolo Comune firmò nel 2006 un accordo quadro di sviluppo territoriale che, tra i vari interventi finanziati con 16 milioni di euro complessivi, ne destinava ben 2 proprio al recupero delle ville. Risultato: burocrazia, intoppi, ritardi e accuse reciproche hanno fatto sì che, finora, non un solo centesimo sia stato speso e non un cantiere appaltato. Ieri, esattamente come un anno fa, il sindaco di Ossuccio, Massimo Castelli, si è detto ottimista. "A breve la gestione dell'Isola Comacina passerà dall'Accademia di Brera a noi - ha dichiarato -. Entro settembre garantisco che partiranno i lavori. A primavera 2009 saranno tornate all'originale splendore". Emanuele Caso Brera Una delle "Case d'artista" del '39, espressione del Razionalismo italiano.
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da "Arena, L'"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Primapagina pag. 1 Si sente male in piscina. Salvato dai bagnini Tragedia sfiorata Due vittorie nel triangolare di Bolzano Hellas Non c'è più personale Si bloccano le adozioni Burocrazia Non c'è più personale Si bloccano le adozioni.
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da "Manifesto, Il"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia TURCHIA La decisione della Corte suprema Niente chiusura, l'Akp resta al comando Michelangelo Cocco Il Partito della giustizia e dello sviluppo (Akp) continuerà a governare la Turchia. Nessuno scioglimento per "attività anti-laiche", ma solo una punizione economica per la formazione che si è aggiudicata le ultime elezioni con oltre il 47% dei voti. Lo ha deciso ieri pomeriggio la Corte costituzionale di Ankara, bocciando il ricorso presentato nel marzo scorso dal procuratore Yalcinkaya che, oltre alla chiusura dell'Akp, aveva chiesto anche cinque anni d'interdizione dalla scena politica per il premier Erdogan, il presidente Gul e una settantina di politici, tutti a suo dire colpevoli di seguire un'agenda segreta che avrebbe mirato a trasformare in uno stato islamico la repubblica che Mustafa Kemal (Atatrk) volle fondata sul laicismo. Il presidente della Corte, Hasim Kilic, ha annunciato che sei degli undici giudici si sono espressi per la chiusura dell'Akp, quattro per una punizione finanziaria e uno semplicemente contro lo scioglimento. Dal momento che per cancellare il partito sarebbero serviti almeno sette voti a favore, si è trovato un verdetto di compromesso: dimezzare per quest'anno i finanziamenti che l'Akp, come gli altri partiti politici, riceve dallo stato. Recep Tayyp Erdogan ha reagito alla sentenza dichiarando che quest'ultima "rimuove l'incertezza che il paese stava fronteggiando ma che a causa del processo (intentato contro l'Akp) la Turchia ha perso tempo ed energia". "L'Akp, che non è mai stato il centro di attività anti-laiche, continuerà a rispettare i valori fondamentali della Repubblica", ha concluso il premier. Di segno opposto le interpretazioni dell'opposizione laica. "Dieci giudici hanno definito l'Akp come il centro focale di attività anti-laiche", ha commentato Deniz Baykal, leader del Chp, il principale partito di opposizione. Per Baykal, quindi, "la sentenza non risolve la crisi". Ma dopo le tensioni causate da quattro mesi di stallo politico, col paese spaccato in due e spesso contrapposto nelle piazze, con 25 miliardi di dollari d'investimenti stranieri andati in fumo, la Turchia ieri ha tirato un sospiro di sollievo, con la lira che ha guadagnato sul dollaro e i mercati azionari che hanno registrato un incremento degli scambi del 6%. Soddisfazione anche da parte dell'Unione europea, con la quale Ankara ha avviato un negoziato d'adesione: "Un verdetto positivo. La Turchia sta vivendo una situazione tesa e noi speriamo che la decisione della Corte contribuirà a dare stabilità politica", ha dichiarato alla Reuters Cristina Gallach, portavoce del rappresentante della politica estera dell'Ue Javier Solana. Sullo sfondo della sentenza della Corte i risultati raggiunti dal paese durante gli ultimi anni in cui è stato governato dall'Akp: crescita annua media del 6%, esplosione degli investimenti esteri, riduzione dell'inflazione. Uno sviluppo che ha portato il partito islamista moderato - espressione della nuova borghesia, in gran parte islamica, che dall'Anatolia si è spostata nelle grandi città, portando con sé le proprie tradizioni (come ad esempio il turban) - a scontrarsi col vecchio potere legato all'esercito e alla élite laica. Gli ultimi provvedimenti dell'Akp: il tentativo di rimuovere il divieto per le studentesse universitarie d'indossare il turban (il velo islamico), misure restrittive sulla vendita degli alcolici e l'ingresso nella burocrazia di migliaia di funzionari di cultura islamica, hanno alimentato la tensione. E se il partito di Erdogan è riuscito a evitare lo scioglimento, toccato finora a una ventina di partiti (quasi tutti islamici o curdi) tra cui lo stesso predecessore dell'Akp, questo scontro non sembra ancora finito. La dichiarazione di Kilic dopo la lettura della sentenza - "Spero che il partito in questione valuterà molto attentamente questa decisione e ne trarrà il messaggio che deve trarne" - e il fatto che la maggioranza dei giudici si sia espressa per la chiusura ricordano che i "laicisti", che hanno nell'esercito e nel potere giudiziario le loro roccaforti, non rinunceranno facilmente alla loro fetta di torta.
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da "Mattino, Il (Salerno)"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia LA POLEMICA "Opere ok, mancano gli studi" L'Autorità di bacino in campo: "Interventi utili, ma ora serve scegliere" GIANNI COLUCCI Gli interventi previsti lungo la costa bassa di Salerno e le opere di difesa della costa sono destinate a cambiare, anche in meglio, l'assetto della linea di costa dela città. Il project financing relativi al Porto di "Marina d'Arechi" e "Pastena", oltre ai finanziamenti europei per il Polo della cantieristica nautica sono tra i principali interventi che, nel giro di un anno, creeranno posti barca e occupazione. Ma potranno anche avere effetti sulle correnti marine e su insabbiamento ed erosione delle spiagge. Tutti effetti che, dicono unanimente esperti ed ambentalisti, dovranno essere verificati attentamente. La situazione. Si tratta di opere che interverranno in un'area dove ad esempio l'Autorità di bacino Destra Sele è titolare della pianificazione di "area vasta" dell'assetto costiero, a sud della costa alta Amalfitana. Si tratta di un litorale sabbioso di circa 20 chilometri tra Salerno, Pontecagnano e Battipaglia, che chiude verso il mare la piana formata dai fiumi Fuorni, Picentino e Tusciano. Uno dei principali punti di crisi del sistema ambientale, secondo gli esperti dell'Autorità, è proprio l'area del porto di Salerno, cerniera tra il litorale roccioso della Costiera e quello basso della Piana in destra i del fiume Sele. Un'area caratterizzata da problematiche assai evidenti di erosione degli arenili, in particolare, sul tratto di costa tra il porto di Salerno e la foce del Picentino (al confine con Pontecagnano). "Una delle cause è la scarsezza di ghiaia e altri solidi provenienti dai corsi d'acqua, ma anche dal forte carico antropico della città, dalla realizzazione di strutture portuali e di difesa non adeguatamente dimensionate, con la cementificazione del preesistente sistema dunale", spiega il segretario generale Stefano Sorvino. I ritardi. Il monito dell'Autorità però giunge da chi non ha ancora approntato la carta delle coste, quella mappa del rischio che davvero consentirebbe di indirizzare le nuove opere. "Tuttavia noi abbiamo la competenza all'adozione del Piano stralcio per l'assetto costiero che vincola interventi in questos ettore. E se anche il piano non c'è ancora abbiamo avviato studi e rilievi per la pianificazione e la tutela del litorale". Senza piano insomma non si naviga al buio: "Ci sono in via temporanea le misure di salvaguardia, obbligatorie ed in vigore prima della definizione della disciplina di Piano". La burocrazia. Gli indirizzi dell'Autorità del Destra Sele concernono la salvaguardia del litorale dall'erosione, il coordinamento e la disciplina dei nuovi interventi di portualità, la riqualificazione urbanistica ed ambientale del litorale, la minimizzazione del rischio di insabbiamento di opere marittime, gli indirizzi gestionali per l'utilizzo e la stabilità dei litorali, la compatibilità ambientale delle opere marittime e di difesa della costa. Insomma c'è molta burocrazia da alimentare, quella che fa fremere il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. I progetti.Ma andando a verificare l'attività dell'Autorità di bacino si scopre che sono in fase avanzate diversi progetti che Sorvino definisce "ipotesi ed iniziative progettuali", ma che sono anche importanti iniziative imprenditoriali ed economiche, con decine di milioni di euro sia pubblici che privati che stanno per essere investiti. A parte il piccolo intervento già realizzato per il porto di Santa Teresa, ci sono due project financing ad iniziativa regionale per i porti di Marina d'Arechi e di Pastena, entrambi oggetto di un o accordo di programma già stipulato tra Comune e Regione. Ad essi si aggiunge la cantieristica nautica (al Capitolo San Matteo) e le ipotesi di potenziamento o raddoppio del Masuccio salernitano. Ma c'è anche un importante intervento di difesa della costa con ripascimento previsto da un accordo di programma (siglato il 5 aprile 2007) tra Autorità di bacino, Cmune e Provincia di Salerno, per oltre 11 milioni di euro, che - avendo il Comune quale soggetto attuatore - ha già prodotto un concorso internazionale di idee. Tutte iniziative tra esse compatibili? "L'evoluzione dell'assetto del litorale, fermo restando la potestà di scelta degli Enti territoriali - dice Sorvino -, non è la confusa sommatoria di tutte le idee proposte, ma la sintesi equilibrata e coordinata di interventi sia di trasformazione e valorizzazione del litorale, che di tutela e riqualificazione ambientale", conclude Sorvino.
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia SEGUE DALLA PRIMA Stiamo contando i giorni che ci separano dal federalismo fiscale (...) Cito alcuni provvedimenti che se introdotti avrebbero dei ritorni immediati sul contenimento delle spese: il rilascio per procura degli adempimenti, l'eliminazione dell'obbligo di presentare il libro soci, la posta elettronica certificata."La visione di Confartigianato è stata chiaramente delineata in questi ultimi tre anni nei quali l'associazione trevigiana si è posta come capofila in Italia nella proposta di una riforma a misura della piccola impresa.Noi facciamo politica dalla parte degli artigiani perché siamo convinti, dati alla mano, che l'economia italiana si regge sulla piccola impresa. Se qualche provvedimento può avere riflessi su società di servizi e attività di professionisti non ci si può comunque fermare. Occorre andare avanti con le riforme che danno competitività al sistema Italia.Si parta assolutamente dal federalismo fiscale. Ma non ci si fermi qui e si sfrondi l'insopportabile burocrazia, si rivedano le politiche degli incentivi, l'accesso al credito, si faccia un serio investimento sulla formazione e si doti l'Italia delle infrastrutture che servono a un paese avanzato".*Presidente Confartigianato della Marca.
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da "Gazzettino, Il"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Onorevole ministro Prestigiacomo, le scrivo per parlarle di parchi, ovvero dell'unico imperfetto strumento che conosciamo per preservare il futuro di coloro che devono ancora nascere.Siamo dispiaciuti che lei non abbia potuto partecipare alla conferenza parchi per una sola terra svoltasi a Feltre il 10 e 11 luglio per festeggiare i 15 anni del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi con un momento di riflessione sulla nostra mission, sui nostri doveri, sulle speranze della gente dei parchi. Non avendo avuto il privilegio di ascoltarla dal vivo, possiamo solo interpretare quel che la stampa riporta del suo intervento alla fondazione Symbola e la sua risposta al collega Mario Tozzi.Innanzittutto credo che vada detto ad alta voce che nel programma elettorale del centrodestra, per cui ho speso oltre 40 anni di impegno politico personale, non c'è alcun disegno di chiusura dei parchi. Gli impegni assunti in ambito nazionale ed internazionale per onorare il ruolo dell'Italia stanno a cuore a noi tutti: una culla di civiltà e di cultura come il nostro Paese non può che essere orgoglioso del suo patrimonio naturale. Tanti nel mondo ci invidiano questo mix di natura e cultura, di saperi e sapori che è il cuore stesso dell'immagine italiana nel mondo.Su questa linea si è snodato in questi 17 anni la costruzione del sistema delle aree protette sia a livello nazionale sia a livello regionale e locale. Certo non mancano limiti e problemi. Diversamente che negli Stati Uniti da noi i parchi sono in gran parte di proprietà privata, con la grave contraddizione che i territori demaniali all'interno dei parchi non sono ancora in gestione degli enti parco. Forse non tutti sanno che i parchi pagano una tassa di concessione governativa per poter realizzare opere ed iniziative sul suolo pubblico, in pratica si tratta di un trasferimento di fondi da un ministero all'altro. Se queste due storture venissero risolte, e ci vuol davvero poco a scrivere due righe di legge in un provvedimento del Governo, il nostro lavoro sarebbe molto più semplice ed efficace. Perché non c'è nulla di peggio della burocrazia quale scusa per l'inefficienza e l'incapacità. Allora semplifichiamo le procedure, diamo ai parchi tutte le competenze statali nei territori di competenza, favoriamo accordi di programma e delegificazioni regionali a favore dei parchi, costruiamo davvero lo sportello unico per i cittadini almeno dentro le aree naturali protette, lasciamo ai Comuni ed agli Enti Parco la gestione dei territori abrogando tutte le altre autorizzazioni necessarie e allora vedremo chi lavora davvero per il futuro e chi si nasconde dietro i cavilli burocratici e le troppe, davvero troppe, leggi italiane.Un'ultima cosa, onorevole ministro, nei giorni scorsi ci è giunta dal suo ministero una relazione sull'efficacia dei parchi e lei stessa ha scritto di poche lodevoli eccezioni nell'efficienza del nostro lavoro. Perché non rendiamo di pubblico dominio questo lavoro? Perché non ci dite pubblicamente chi sono i parchi che funzionano e perché e quelli che invece han bisogno di aiuto?Il documento Carta di Feltre sottoscritto da oltre 150 esperti e amanti dei nostri parchi riporta alcuni suggerimenti su come aumentare l'efficacia del sistema. Perché non costituire, subito, un gruppo di lavoro composto da esperti di sua fiducia ed unataskforce dei parchi, sia presidenti sia direttori e tecnici, per valutare quale sia la cura migliore per garantire all'Italia dei parchi quel che il mondo, la nostra coscienza e la migliore capacità politica richiedono?Credo che la gente si aspetti questo da noi amministratori pubblici. Siamo consapevoli che le risorse finanziarie sono esigue, allora torniamo al programma triennale del ministero, scioccamente abrogato anni fa. Il ministro indica le linee di azione, i parchi propongono i progetti, i migliori, i più efficaci, vengono finanziati. Tutto alla luce del sole. Una competizione tra uguali per l'eccellenza del sistema. Non dimenticando la necessità che in sede legislativa si dia spazio al premio dell'efficienza e della capacità. Per non morire tutti di un falso egualitarismo o peggio ancora per non dover buttare il bambino con l'acqua sporca.*Presidenteente Parco nazionalee Dolomiti bellunesi.
(
da "Sicilia, La"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia "Nel Pd come i carbonari"Lo sfogo dell'assessore Caci. Nel pomeriggio di oggi previsto un incontro tra il sindaco e D'Arma Un abbraccio stretto al marito e negli occhi la sofferenza di chi giorno dopo giorno combatte contro una malattia che divora le sue vittime. la storia di Paolo Fraglica, 60 anni, e della moglie Emanuela Smorta. Nel primo pomeriggio di ieri la donna ha accompagnato il marito in ospedale dopo dolori lancinanti causati da un cancro alla prostata. Prima gli accertamenti e poi l'esplicita richiesta della donna per il ricovero nel reparto di oncologia. "E' aperto solo di mattina" ? hanno risposto alla donna. Emanuela Smorta inizialmente si è demoralizzata, in un secondo momento ha trovato la forza di chiedere aiuto tramite il nostro giornale. "Se non si vive la malattia non si capiscono i sacrifici di una famiglia. Se poi il reparto di oncologia è aperto solo di mattina dove dobbiamo sbattere la testa? Non punto l'indice contro il personale dell'ospedale ? ha detto Emanuela Smorta ? ma contro la classe politica che non si è mossa prima per riuscire ad avere servizi efficaci ed efficienti per curare i nostri malati. Chiedo aiuto a chi è competente affinché i nostri malati possano essere curati in città. Il signor Crocifisso Moscato si era intestato la battaglia per la realizzazione del polo oncologico e tutti ce ne dobbiamo ricordare, in particolare le istituzioni che in questo momento sono chiamati a vigilare affinché i fondi giungano nella nostra città. Gli ammalati portano la croce della malattia, mentre la burocrazia fa sì che il calvario sia più lungo. Per alleviare i dolori di mio marito servono i cerotti di morfina che in questo periodo consumiamo a iosa perché c'è caldo. Adesso lui soffre e non ci possono dare altri cerotti. Siamo al collasso, non abbiamo assistenza alcuna, neanche per recarci a Catania per fare la radioterapia". Paolo Fraglica, per tanti anni ha lavorato all'interno del petrolchimico. Anni trascorsi all'interno degli impianti cocking, Acn, recupero gas, Isaf ed etilene. L.M.
(
da "Sicilia, La"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Il progetto di ristrutturazione aspetta il finanziamento Giarre senza impianti sportivi. Tra opere dichiarate inagibili e mai piu recuperate e strutture pubbliche di nuova generazione rimaste "impacchettate" diventando vittime della spietata burocrazia. Un quadro desolante che non lascia ben sperare per il futuro. Il caso più eclatante è certamente la palestra di via Pilo per la quale, a distanza di anni, non è stata trovata una soluzione praticabile per rendere nuovamente agibile un impianto importante per la città che dava sfogo alle numerose associazioni sportive presenti sul territorio, costrette ad emigrare nelle vicine frazioni e, in taluni casi, persino a rinunciare alle proprie attività. La palestra comunale di via Pilo è stata per lungo tempo uno dei maggiori tempi sportivi della città, soprattutto per la pallavolo. La struttura sportiva, come detto, quattrro anni fa è stata dichiarata inagibile a causa dell'incuria, unita alla scarsa manutenzione del fabbricato, determinando il lento ma inesorabile deterioramento con i muri crepati dall'umidità e gli infissi pesantemente vandalizzati. La dirigente dell'Ufficio tecnico, ing.Pina Leonardi, sull'impianto sportivo di via Pilo riferisce che "l'amministrazione comunale ha predisposto un progetto per il recupero del fabbricato, preventivando una spesa di 150 mila euro". Progetto che non ha mai trovato la giusta copertura finanziaria, rimanendo solo una delle tante voci del Piano triennale delle opere pubbliche. Non meno edificante sembra essere il futuro per un altro impianto polifunzionale, la tensostruttura di via Almirante che rischia seriamente di trasformarsi nell'ennesima incompiuta. Una variante in corso d'opera ha paralizzato i cantieri da quasi un anno, nel frattempo i vandali hanno già distrutto infissi e arredi. Dall'Utc, si apprende che i cantieri potrebbero ripartire in autunno? M.P.
(
da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Si parte clandestini, si diventa regolari. Permesso di soggiorno, carta di soggiorno e passaporto italiano. questo l'iter per chi approda in Italia. Dopo un viaggio ricco di imprevisti e tragedie, dai barconi della fortuna continuano a sbarcare clandestini, uomini, donne e bambini. Sulle coste di Lampedusa i primi soccorsi, le prime identificazioni, prima che il cancro si estenda a macchia d'olio nel Paese. Qualcuno parla già di metastasi. Sicilia e Veneto si dichiarano favorevoli alla costruzione di centri per l'identificazione e l'espulsione (CIE) di clandestini. I governatori di queste regioni sono stanchi di investire troppi soldi per aiutare possibili criminali e perseguono una linea dura, supportati dai loro fedeli. Seppure tra mille difficoltà, ore e ore in fila davanti alla questura, cartelle piene di fogli con timbri e marche da bollo, c'è chi continua a sperare nel sentirsi qualcuno. Accettato dalla burocrazia italiana e quindi accettato dal resto del mondo. Operai e muratori che, grazie alle varie sanatorie e alla sempre crescente richiesta di manodopera, possono dormire sonni tranquilli. Ex-prostitute che, per aver collaborato con la giustizia ed aver portato a termine un programma di reinserimento sociale, possono vantarsi di fare un lavoro più dignitoso. Badanti che, con l'aumento dei prezzi per un posto letto in casa di riposo, continuano ad essere richieste dalle famiglie con anziani. Lavorano e rinnovano anno dopo anno i loro permessi di soggiorno, finchè riceveranno il premio per la loro pazienza e la loro costanza: cittadinanza italiana.Si parte regolari, si diventa clandestini. Succede per chi arriva in Italia con un visto per turismo e poi decide di rimanere qui. necessario l'invito di un connazionale, residente, con regolare permesso di soggiorno e con un lavoro a tempo indeterminato. Dopo tre mesi da turisti regolari, come per incanto si ritrovano clandestini. A loro rischio e pericolo. Hanno voluto sfidare la bontà del popolo italiano, del do ut des, e adesso ne dovranno pagare le conseguenze. Così come per chi parte con tutte le buone motivazioni, con un permesso per studio nelle nostre università. Vorrebbero imparare la nostra civiltà, ma per mancanza di esami conseguiti, si ritrovano ignoranti vu comprà.Tra i più sfortunati, alcuni furbi possono essere regolarizzati come rifugiati politici. Salvezza a portata di mano. Raccontando storie commoventi e mostrando i segni di ferite sui loro corpi, si improvvisano veri e propri attori di Nhollywood. Ma l'accento del businessman non può più ingannare il mediatore culturale che, per campare, deve mantenere lo stato di all'erta. In tutti questi casi l'istinto prevale sulla razionalità, la fretta sulla pazienza, l'orgoglio sull'umiltà. Abbandonati anche dai loro connazionali regolari, sopravvivono con quello che passa il convento.Si parte clandestini e si rimane clandestini. Per trovare lavoro occorre avere il permesso di soggiorno. Per avere il permesso di soggiorno occorre avere un lavoro. Per avere la residenza occorre avere un lavoro. Per avere un lavoro occorre avere la residenza di una determinata metratura che varia da comune a comune. Per avere il rinnovo del permesso di soggiorno occorre quadagnare abbastanza soldi per avere un tenore di vita simile a quello degli italiani. Pacchetto sicurezza. Risultato? Disperazione, criminalità, morte. Il diritto fondamentale per tutti gli essere umani, di spostarsi e insediarsi nel luogo più vivibile di questo pianeta, diventa un inferno. Non resta che spacciare droga, pregando Dio di non venire beccati. Accattonaggio, piccoli furti, violenze gratuite diventano lo scenario del popolo della disperazione. Ormai non hanno nulla da perdere, soltanto il carcere può garantire due pasti caldi al giorno e un letto.Federico Bollettinpresidente "Villaggio Macondo" associazione per l'incontro e l'educazione interculturale.
(
da "Stampa, La"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia SUL BUS SOSTITUTIVO il caso Linea ferroviaria Castagnole Lanze Alessandria Biglietto non timbrato multe ai pendolari "Non possiamo scendere in stazione a convalidare il tagliando" FIAMMETTA MUSSIO NIZZA Vivian Iduozee, origini nigeriane, abita a Santo Stefano Belbo. Lavora ad Alessandria, ma d'estate, non può arrivarci usando il treno. La linea ferroviaria che collega Castagnole Lanze al capoluogo alessandrino, è sospesa e sostituita da un servizio di bus. Se cambiano i mezzi, sembrano però restare invariate regole e controlli: così Vivian nei giorni scorsi è stata multata per non aver obliterato il biglietto. accaduto alla stazione di Nizza, mentre attendeva il pullman di collegamento per raggiungere Alessandria. " arrivato un controllore e mi ha chiesto il biglietto - racconta la ragazza - mi ha detto che non ero in regola perché non avevo vidimato. Ho cercato di spiegargli che alla fermata dell'autobus, a Santo Stefano, non ci sono le macchinette per timbrare e che di solito si vidima il biglietto quando arriviamo in stazione a Nizza. Non c'è stato nulla da fare". E aggiunge amareggiata: "Oltre al danno di non poter usare il treno, la beffa di dover pagare una multa come se l'avessi usato: 50 euro se si salda subito, altrimenti raddoppia". Vivian ha condiviso la disavventura estiva con due signore, madre e figlia, del paese: "Loro hanno pagato, io no e farò ricorso. Già ci creano dei disagi allungando i tempi di percorrenza con il pullman, non ci possono chiedere anche di andare a timbrare alla stazione, per poi tornare alla fermata del bus. un controsenso". Sulla vicenda interviene anche l'associazione pendolari dell'Acquese: " un disservizio inaccettabile - denuncia Giacomo Massimelli, portavoce del viaggiatori nicesi - così come è inammissibile il comportamento del controllore. Chiediamo alle Ferrovie non solo di cancellare il verbale di Vivian, ma anche di rimborsare chi ha scelto di pagare subito la sanzione. Forse ci vorrebbe una bella lettera di scuse a questi poveri pendolari, beffati dal caldo e dalla burocrazia". Continua Massimelli: "Com'è possibile anche solo pensare che uno compri il biglietto al bar, poi vada in stazione a obliterare e infine corra a prendere il bus. Non è forse più semplice ideare un altro sistema?". E a questo proposito, Massimelli ricorda che "anche gli autisti non sanno cosa fare: c'è un'incertezza su chi, come e quando si deve timbrare il biglietto. Tutto questa disorganizzazione non può gravare sugli utenti". Lancia infine, un appello ai multati "perché lascino, se vogliono, i loro dati e recapiti alla stazione di Nizza: siamo disponibili a occuparci e seguire l'iter dei ricorsi". Sulla linea dell'Acquese e dell'Alessandrino, altri pendolari sono invece stati multati in quanto viaggiavano sprovvisti di biglietto. Le sanzioni, sempre stando ai dati dell'associazione che rappresenta i pendolari, ammontano a una decina. Anche queste multe vengono contestate: stavolta il problema sta nella difficoltà a comprare i biglietti. "Molti viaggiatori - spiega Massimelli - non sanno dove acquistare i biglietti: tante stazioni non hanno la biglietteria, le macchinette automatiche spesso sono fuori uso e le rivendite non sempre a portata di mano. Soprattutto in estate fare un viaggio in treno diventa una via crucis". Il portavoce dei pendolari segnala, ad esempio, un guasto alla biglietteria automatica della stazione di Nizza: "La scorsa settimana, la biglietteria è rimasta chiusa per due giorni, martedì e giovedì, visto che per mancanza di personale, il bigliettaio è stato "imprestato" ad Alba: il distributore automatico però non accettava banconote, solo monete. Questo è solo uno dei tanti esempi di disservizi estivi delle Ferrovie". E sulle possibili voci di chiusura della biglietteria nicese, Massimelli commenta: "Continueremo a batterci per mantenere i servizi base almeno a Nizza: a inizio mese abbiamo avuto un incontro con l'assessore regionale Borioli che ci ha rassicurati per il futuro". Dall'incontro con l'assessore, l'associazione ha anche ottenuto di ridiscutere la chiusura estiva della biglietteria. Invece di due mesi, luglio e agosto, il servizio andrà "in vacanza" solo nella settimana di Ferragosto, dal 10 al 17 agosto. Oltre che all'automatico, i biglietti si possono comprare anche al bar della stazione.
(
da "Sicilia, La"
del 31-07-2008)
Argomenti: Burocrazia Marina di modica Musica e cultura in programmazione Quasi settemila imprese chiedono di essere ascoltate. La Cna rilancia il valore dell'imprenditorialità sana e reclama un diverso dialogo con le istituzione considerato che "alla luce dell'attuale verifica politica-amministrativa i problemi dello sviluppo locale rimangono confinati negli angoli residui del dibattito". "Il valore dell'imprenditorialità locale - asseriscono Randazzo e Stracquadaneo della Cna - è spesso percepito come secondario. Eppure a Vittoria esistono 6936 imprese e oltre il 90% sono microimprese facendo del territorio uno dei più dinamici del Mezzogiorno. Chiediamo, dunque, che questo patrimonio economico e sociale sano acquisisca una maggiore centralità soprattutto all'interno delle istituzioni cittadine. Un rapporto nuovo e diverso tra l'amministrazione e le organizzazioni di categoria che è oramai obbligatorio. In questo territorio serve una maggiore cultura della legalità, servono investimenti per la realizzazione di infrastrutture, serve un rilancio forte del mercato ortofrutticolo, servono nuove aree per insediamenti produttivi, aree per insediamenti commerciali, bisogna ristrutturare e valorizzare il centro storico e servono anche gli sportelli unici per bypassare la burocrazia". Un insieme di necessità che secondo la Cna sono realizzabili solo se vi sarà una progettualità diversa e una cultura d'impresa condivisi. "Non - concludono i referenti della Cna - chiediamo sussidi ma attenzione". D. C.Pozzuolo: un pensionato a carico di ogni lavoratore
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<La seggiovia deve ripartire>
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CITTA' DI CASTELLO <IL NUOVO PIANO di sviluppo rurale
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<Pensioni, parità per i massesi>
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Eurobeffa bis per vidoz
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Il premier cena con gli industriali
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Compensi Pa, sotto il tetto restano in pochi
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La crisi minaccia solo quei comparti che non innovano
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La giustizia prima della rivoluzione francese
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Oliena, cento nuovi loculi in arrivo nel cimitero
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Musulmani pronti al leasing per la moschea
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Quel regolamento l'ha fatto il podestà
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Anziani, troppi bisogni negati
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Quando la pillola s'identifica con speranza
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Italia: boom dei domini internet: superata quota 1 milione e 500mila
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SAN PIETRO IN CARIANO. La Giunta provinciale approva la messa in sicurezza dell'incrocio e stanzia 200mila euro
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La situazione è seria ma evitiamo di fasciarci la testa
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ESTATE ANZIANI, PRC E PDCI: TROPPA BUROCRAZIA
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La burocrazia blocca il raddoppio dell'energia da rifiuti
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Architetti ed esperti a convegno per la Valutazione ambientale
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La crisi delle aziende locali si supera con le sinergie
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Immigrati, il rebus dei ricongiungimenti
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MANOVRA: MARCEGAGLIA, OK TAGLIO COSTI, POCHE INFRASTRUTTURE
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Italia: boom dei domini internet
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Flavio Tosi ha incontrato questa mattina i sindacati di Polizia
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Vendita di prodotti agricoli Approvate le semplificazioni relative alla vendita diretta
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Svp, l'ala economica apre ai mistilingue
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Fiore e triangolo botta, tesoro da 70 milioni
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I camion del luna park invadono il centro
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Tutti in Difesa contro Tremonti
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Quote di srl cedute senza notaio
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"saldi in rosso, scenario di guerra" - laura serloni
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Marganai, salta la rassegna
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Notti bianche ogni venerdì
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Genova nel mirino Ue
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BORGO - La bozza di statuto della Comunità di valle <Valsugana e Tesino> esce claudicante dalla conferenza dei sindaci convocata ieri pomeriggio a Palazzo Ceschi e approderà nei pr
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La Scientifica nella casa del delitto Scoperte tracce importanti
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<Subito una legge sblocca-cantieri>
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Facoltà di Agraria allo Stato La Fortezza è tutta fiorentina
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Minaccia di darsi fuoco in Regione
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TURISMO, LA GIUNTA DELLA CAMPANIA APPROVA LE MODIFICHE AL DISEGNO DI LEGGE
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L'Europizzi a un passo dall'autonomia energetica
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Industriali di Udine, al via il cambio di nome e statuto
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Corsa contro il tempo nell'immenso cantiere: "Tutto sarà pronto per il 2011"
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Il cantiere lavora bene, la Liguria lo caccia via
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<Col Toront, per Natale arriva la nuova sciovia> L'annuncio di Prade
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La manovra d'estate voce per voce
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Prodotti agricoli, meno burocrazia
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Marcegaglia: la crisi dei mercati non è terminata
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METTERE a dieta lo Stato. Avviare una vera e propria cura dimagrante. Si parla tanto di federali
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IN questi giorni è ritornato in discussione il budget della Sanità, circa 100 miliardi
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Senza stipendio. Da quattro mesi. Con il rischio che la cooperativa di trasporti Cosea possa
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Simbolo della burocrazia per eccellenza, il Catasto non è certo amato.E se l'utent
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Il responsabile del servizio della Provincia: Potremmo avere a disposizione un altro milione di metri cubi Serve più acqua? Basterebbe pulire gli invasi Rischi di emergenza idrica
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PESARO - Si torna a parlare di rischio crisi idrica, di invasi da pulire e, conseguentemente
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ANCONA - Per le future strategie del Pd nazionale le Marche possono fungere da modello per il
(sezione:
Burocrazia)
POPOLARI UNITI SU SITUAZIONE POLITICA IN BASILICATA
(sezione:
Burocrazia)
<Basta gettare fango sulle varianti>
(sezione:
Burocrazia)
<Sono soldi vostri>, Borrelli riconsegna il gettone ai cittadini
(sezione:
Burocrazia)
Torna ai fedeli la pieve di Cesclans
(sezione:
Burocrazia)
GIORNI FELICI
(sezione:
Burocrazia)
Pezzotta: banda larga, stop all'Italia di serie B
(sezione:
Burocrazia)
Boom del grano duro, raddoppia la coltivazione
(sezione:
Burocrazia)
Sprecopoli
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Burocrazia)
"e tronchetti mi disse: le abbiamo chiesto troppo" - (segue dalla prima pagina)
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Burocrazia)
Gli sprechi? sono legati tutti a compiti privi di senso
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Burocrazia)
Maiolo "la burocrazia mi impedisce di mettere le bancarelle" - servizio a pagina iii
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Burocrazia)
"voglio riportare i mercatini ma la burocrazia mi blocca"
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"E Tronchetti mi disse: Le abbiamo chiesto troppo"
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Burocrazia)
Questi silenzi mi turbano
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Burocrazia)
Raddoppia la durata della carta d'identità
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Burocrazia)
Sciopero per salvare i diritti dei cittadini
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Un campo rom abusivo nella cascina del Comune
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Burocrazia)
La società <liquida> prigioniera della crisi
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Burocrazia)
Il diesse Salvatori: <Manca soltanto una pedina, difficile che arrivi subito>
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Per i medici vita <stressata> fra colleghi e finti malati
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GENOVA
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Movimento latino alla genovese
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L'Europa non vola
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Industriali: accordo tra le associazioni di categoria
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Per vedere Napoli e non morire
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E' ormai accertato che la burocrazia italiana si sta trasformando in un manicomio nazionale. Ci si a
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L'ittiturismo nel Parco può attendere
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(Unione Sarda, L' (Nazionale))
SPESA PER IL SUD, SI CAMBIA
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Ora si muove anche la giunta
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Una politica per salvare i parchi italiani
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Forza Italia perde i primi pezzi
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A rischio i depositi cauzionali
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Vertice sulla ztl, rimborsi in alto mare - sara scarafia
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Sanità, prima dei tagli bisogna evitare le truffe - franco la spina
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Dobbiamo saper spendere in fretta
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Avvocati e Notai, più Controllo ma meno Burocrazia
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Piccole le imprese grande il loro ruolo
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Vento in poppa per il polo nautico
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C'è l'ufficio della solidarietà per aiutare i cittadini disabili
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E ora il burocrate ripudia la <badante>
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UN PIANO IN TRE TAPPE
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Durnwalder: <Meno burocrazia>
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I capitali premiano la Sponda Sud
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Strada dei vini dei Castelli Romani: si raccolgono i cocci. A quattro anni dalla sua istituzione, la
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C' chi stenta a crederci. Che estate è senza il cinema al Lazzaretto? Piov
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AMELIA Carlo Calvanese, "barone" per gli amici amerini, la spiega così: Voleva
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Turismo, cabina di regia insediata a Roma Mercoledì prima riunione
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OBIETTIVO dei sette comuni <secessionist
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UNA VENDEMMIA da incorniciare quella del 2008? E' anco
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) BUROCRAZIA Ridurne il peso è una necessità per il Paese
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Ho letto che alcune associazioni di ascensoristi chiedono nuove disposizioni per sostituire impianti
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<Atenei in declino? Con i tagli non si cresce>
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<Lo Stato paga le strade venti volte più della Provincia>
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Casa inagibile ma tasse da pagare
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VELARDI: DIVIETO DI SATIRA, MISURA OTTUSA
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Nuova strada d'accesso a Villa Manin
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Burocrazia)
Lo dico a La Sicilia
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Burocrazia)
Dietro i roghi un <fumo> di misteri
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Burocrazia)
Frati (Aab): Rilanciare Santa Giulia
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Sciacca, scritteminacciosesulla villadi Berruti
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Sicurezza, per 31% dei commercianti livelli peggiorati
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Luserna S.G.: il Piano regolatore è fermo ormai da 11 anni
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Burocrazia)
Sicurezza e criminalità: secondo rapporto Confcommercio-Eurisko
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SICUREZZA/ CONFCOMMERCIO: PER CRIMINI RISCHIA CHIUSURA 7%
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Burocrazia)
Approvati assestamento bilancio 2008 - pluriennale 2008-2010
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Burocrazia)
Qualche utile consiglio per conservare la calma quando si devono attivare le utenze presso una nuova abitazione
(sezione:
Burocrazia)
Acqua e gas, allacciamenti in due settimane
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Burocrazia)
Quingentole: resta senza pensione Per l'Inps è morta
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Commercianti, è allarme rapine
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La burocrazia ferma il giudice di pace
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Vendemmia più generosa del 10%
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Burocrazia)
Investimenti, Euro-Mediterraneo è la nuova frontiera Ue
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Produttori agricoli da difendere - alessandro de gregorio
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La burocrazia lo lascia senza cura
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I tagli ai docenti opera del ministro
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Province, il risiko di rosso - marco trabucco
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Contratto d'area, recupero dell'ecofridge accolto dal ministero
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Pass ztl, rimborsi alle poste - sara scarafia
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Quando è lei a cambiare il sesso
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La sanità all'esame dell'Ars
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I sindaci: rimborsi regionali per i cittadini - claudio malfitano
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Spie e dossier segreti, Fassino querela Tavaroli
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Commercianti vittime del crimine Quasi uno su dieci vuole chiudere
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Tutti contro tutti al Wto, in un gran risiko di inganni
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Di BEPPE NELLI CHI CREDEVA che le elezioni comunali fossero state vinte dal Pd
(sezione:
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Innovazione tecnologica e burocrazia, due sfide decisive per il futuro del Paese
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ROMA - Solo un commerciante su quattro ha denunciato di aver subito una rapina, un furto o un'e
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Monitorati i lavoratori nei cantieri
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Il mal di Roma del diplomatico
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Burocrazia)
Andrea, due anni in Sudan in aiuto dei più poveri
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Burocrazia)
Il circo DI DOHA - Tutti contro tutti al Wto, in un gran risiko di inganni
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Burocrazia)
Torna dal Brasile con una T in meno
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Burocrazia)
Furti e rapine costano 700 milioni l'anno
(sezione:
Burocrazia)
Vino, Coldiretti: il 60% della vendemmia sarà Docg, Doc o Igt
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Burocrazia)
(ACR) LAPENNA: SCARSA EFFICACIA DEL PROGRAMMA OPERATIVO VAL D AGRI
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Burocrazia)
Albera, la bretella si farà Ma verrà "dimezzata"
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Burocrazia)
Immigrati, i permessi vanno a uno su cento
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Burocrazia)
Il Comune va in vacanza, adesso è ufficiale
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Burocrazia)
Licenziamento di Carmosino Segretate le vere motivazioni
(sezione:
Burocrazia)
Commercianti sempre più paurosi
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Burocrazia)
L'Assemblea legislativa ha approvato il pdl: "Norme in materia di politiche per le giovani generazioni"
(sezione:
Burocrazia)
Anagrafe, chiesti documenti inutili
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Burocrazia)
Annullo postale riscatta la "sconfitta" delle Tre Cime
(sezione:
Burocrazia)
Cominciano i lavori per allargare i canali e gli scoli nella Bassa Padovana
(sezione:
Burocrazia)
A Palazzolotutti prontiper il via
(sezione:
Burocrazia)
Croata paga 180 euro per un farmaco salvavita
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Burocrazia)
Trattato Lisbona: Ronchi, Italia svolge ruolo serio
(sezione:
Burocrazia)
Approvato il report conclusivo del Piano per la Salute del Distretto di Modena
(sezione:
Burocrazia)
UE/ RONCHI: RATIFICA UNANIME TRATTATO DIMOSTRA RUOLO SERIO
(sezione:
Burocrazia)
Impianti, non serve più la certificazione
(sezione:
Burocrazia)
All'industria serve energia a basso costo
(sezione:
Burocrazia)
Una cabina di regia per lo sviluppo
(sezione:
Burocrazia)
Alle imprese assistenza a 360
(sezione:
Burocrazia)
A sinistra molti congressima nessuna strategia
(sezione:
Burocrazia)
Non c'è progettazione della Provincia CLAUDIO DELVAI
(sezione:
Burocrazia)
L'onore perduto dell'abruzzo
(sezione:
Burocrazia)
Scuola di magistratura <Ad agosto la firma>
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Burocrazia)
Centro storico commerciale
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Burocrazia)
La burocrazia uccide villa paradiso - francesco albonetti
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Burocrazia)
E ADESSO non chiamatela rottamazione, perché qualcuno potrebbe equivocare. A
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Burocrazia)
Ministro e musicista un mito brasiliano tra chitarra e politica - gino castaldo
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Eurotunnel 13 anni, variante di valico 28 - luca iezzi
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Burocrazia)
Lotta alla mafia con il codice Vigna
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Burocrazia)
Troppa burocrazia tra le aziende e lo Stato
(sezione:
Burocrazia)
SI CHIAMA Eolo il progetto messo a punto da Confartigianato Imprese Pistoia per i
(sezione:
Burocrazia)
SI SVOLGONO oggi pomeriggio alle 17 nella chiesa parrocchiale di Piano di Conca, i funera
(sezione:
Burocrazia)
Circa 7 mesi per spedire dalla sede della Asl Rm H di via Menni, a Nettuno, una pratica di conferma
(sezione:
Burocrazia)
Maniglio rassicura: <I fondi ci sono>
(sezione:
Burocrazia)
LE CHIUSURE dello sportello unico per le imprese e la riorganizzazione del servizio, al centro di un
(sezione:
Burocrazia)
Paradossi della burocrazia: per evitare di cadere dentro un pozzo, a volte, non basta neanch
(sezione:
Burocrazia)
AVEZZANO - Da ieri a mezzogiorno l'acqua della sorgente del Liri è tornata potabile. Lo ha
(sezione:
Burocrazia)
L'incrocio dei sospiri: adesso c'è il disegno ma mancano i soldi
(sezione:
Burocrazia)
In una sola notte rubati 120 irrigatori nelle aiuole di Aversa
(sezione:
Burocrazia)
Upm: si punta su banche e imprese
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Burocrazia)
Permessi di soggiorno <Attese inaccettabili>
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Burocrazia)
24 Luglio 2008 ARTIGIANI. Critiche alla "manovra d'estate" Meno burocrazia, sì Studi di settore, no ...
(sezione:
Burocrazia)
<Non possiamo perdere la Motorizzazione civile>
(sezione:
Burocrazia)
FINITI I LAVORI-CAOS, SUD PIù VICINO ALL'EUROPA
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Burocrazia)
SVILUPPO ITALIA ADDIO, DA OGGI è INVITALIA L'AGENZIA PER CATTURARE GLI INVESTIMENTI
(sezione:
Burocrazia)
Rientro in Italia con vergogna Domenica
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<La burocrazia penalizza i dirigenti immigrati>
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Burocrazia)
I leghisti sventolano anche la bandiera del Friuli per chiedere di valorizzare l'Europa dei popoli
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Serbia - Gli investigatori sulle tracce dei complici di
(sezione:
Burocrazia)
Mercadante, no ai limiti imposti dalla Provincia
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Piazza Armerina
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Burocrazia)
Auto a metano, la pompa a metà prezzo
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Burocrazia)
Nel municipio di cartone il gioco si fa sempre più serio
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Burocrazia)
San Giulianon Ora lo scalo da 4 milioni di euro di via Tolstoy deve passare al vaglio del ministero e delle istituzioni locali
(sezione:
Burocrazia)
Classico esempio di miopia dell'amministrazione pubblica
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Burocrazia)
Aso, cresce il fatturato non l'utile
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Burocrazia)
Una ricetta per il turismo
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Burocrazia)
Il federalismo fiscale è un pozzo senza fondo
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Burocrazia)
Scajola, è emergenza energetica
(sezione:
Burocrazia)
Inps in ritardo sulle indennità per i disoccupati
(sezione:
Burocrazia)
La centralina si ripaga in sei anni
(sezione:
Burocrazia)
Sacrifici e basta: se ne accorgono anche loro La manovra passa alla Camera, affiorano malumori. Persino Cicchitto protesta (per la sicurezza)
(sezione:
Burocrazia)
Radioattività, le conseguenze della contaminazione
(sezione:
Burocrazia)
Suap operativo dopo l'estate
(sezione:
Burocrazia)
Meno burocrazia per convincere i cinesi
(sezione:
Burocrazia)
Un matrimonio d'interessi per salvare l'antica reggia
(sezione:
Burocrazia)
Di ALESSANDRO VANNETTI AVANTI CON GIUDIZIO. Non ci sarebbe bisogno di s
(sezione:
Burocrazia)
<Testo sulla sicurezza, serve la proroga>
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Burocrazia)
Nido, 10 milioni per gli asili
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Scout, vita più facile ai "campi"
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Burocrazia)
Buongiorno
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MISURE ANTI BUROCRAZIA
(sezione:
Burocrazia)
ROMA- Il nome del suo papà, Laura lo ha sussurato alla mamma in un orecchio,
(sezione:
Burocrazia)
E la <275> fa litigare Pd e Fi
(sezione:
Burocrazia)
Anni di ritardi e immobilismo, ecco gli effetti Ressa, litigi e ticket falsi: una mattinata nei meandri stretti della burocrazia capitolina
(sezione:
Burocrazia)
Una disciplina divisa tra mera tecnica e pratica politica
(sezione:
Burocrazia)
Procida, 500 posti-barca. Ora bisogna riaprire Vivara
(sezione:
Burocrazia)
ROMA - Il pensiero va subito all'anno scorso, un agosto da incubo in Grecia, oltre centosettant
(sezione:
Burocrazia)
Siamo qui per restare , dice Bradip Umar Dooth, il presidente di Videocon. Ma per sapere
(sezione:
Burocrazia)
Per ottenere in assegnazione un alloggio ex Iacp l'attesa può durare anni, e non è af
(sezione:
Burocrazia)
Vigili urbani "non stabilizzati e licenziati": i sindacati accusano sindaco e collabor
(sezione:
Burocrazia)
Classi tagliate, pronto il sit-in
(sezione:
Burocrazia)
L'iniziativa
(sezione:
Burocrazia)
Aziende in affanno per la crisi
(sezione:
Burocrazia)
Cdc Pordenone , Renzo Tondo Giovanni Pavan, Giunta e categorie economiche
(sezione:
Burocrazia)
AGRICOLTURA. A Verona nessun pagamento
(sezione:
Burocrazia)
Cri sotto sfratto oggi traslocano le ambulanze
(sezione:
Burocrazia)
STOP ALLE NOZZE FARSA PER LA CITTADINANZA
(sezione:
Burocrazia)
FILANGIERI, IL MUSEO CHE SCOMPARE
(sezione:
Burocrazia)
Forza Italia: <Non serve regolare tutto per legge>
(sezione:
Burocrazia)
<Nessuna risposta alle interrogazioni>Mascalucia
(sezione:
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Serradifalco
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Ladri in azione nella fabbrica in crisi
(sezione:
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La minoranza: serve una tribuna per i campi sportivi
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Col Supereuroil "mattone"rende negli Usa
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Burocrazia)
Trentadue pagine per dialogare ogni giorno e bene con il comune
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Il condominio a rischio può riaprire i battenti
(sezione:
Burocrazia)
Borgo pracchiuso vuole partecipare
(sezione:
Burocrazia)
Il sindaco di An boicotta la Festa dell'Unità
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Burocrazia)
Rapino sul corsera per la carta insieme
(sezione:
Burocrazia)
Santorsola: E ora niente self-regulation
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Burocrazia)
La mole di nuove norme di matrice comunitaria che negli ultimi tempi si è riversata sul settore
(sezione:
Burocrazia)
(segue dalla copertina) ettore livini
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<I RITARDI dei lavori al Senato di Lerici sono di carattere burocratico>
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Burocrazia)
Agricoltura in crisi: la ricetta per superarla
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Burocrazia)
UN'IDEA AZZECCATA e per giunta, tutta pesarese. C' è una genuina i
(sezione:
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) SOSTA Troppa burocrazia e posti in calo LA TRAFILA per il rinnovo d
(sezione:
Burocrazia)
AGRICOLTURA in ginocchio <Così non va> è il grido di allarme di Ci
(sezione:
Burocrazia)
ROMA IL BERLUSCONI che non ti aspetti. Quello che a palazzo Chigi
(sezione:
Burocrazia)
Edili contro il sindaco: c'è troppa burocrazia
(sezione:
Burocrazia)
ESSERE GIOVANI, magari insicuri, prendere il coraggio a due mani e, malgrado la s
(sezione:
Burocrazia)
<Controlli su bandi e appalti>
(sezione:
Burocrazia)
Sicurezza, allarme del Vaticano: <Troppi ambulanti, è pericoloso>
(sezione:
Burocrazia)
Sicurezza idraulica, il comune scarica oneri impropri sui cittadini
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Burocrazia)
La torre smontata pietra per pietra
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Burocrazia)
I negozianti: attenti all'effetto dell'ipermercato Parco Dora
(sezione:
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DISABILE MUORE. ASPETTAVA UN PERMESSO DA 21 ANNI
(sezione:
Burocrazia)
IL NIPOTE: CHIEDEREMO IL RISARCIMENTO E POI DAREMO I SOLDI IN BENEFICENZA
(sezione:
Burocrazia)
Feltre Non si allenta la tensione
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Friuli Doc, si candida via Pracchiuso
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<Il Pati? Un ostacolo in più>
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Burocrazia)
LA POLEMICA
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Vento contro, ma se gira
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Il malato di Sla avrà la doccia e la pensione che era stata sospesa
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In provincia cresce il lavoro precario
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Burocrazia)
Isacchini: sconfiggere l'effetto ghetto
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Burocrazia)
Nel 2009 i lavori per costruire l'autodromo
(sezione:
Burocrazia)
Destra al governo un disastro per la Sicilia Gentile Direttore, la gente siciliana in quest
(sezione:
Burocrazia)
A quirra volerà l'aereo fantasma senza pilota
(sezione:
Burocrazia)
Per il rinnovo degli uffici decidono tutto in agosto questo è un vero golpe estivo
(sezione:
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Nuovo Puc ora il problema è Rifondazione
(sezione:
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Pochi distributori di carburante per le barche: code e disagi estivi
(sezione:
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Il vecchio mix sport & politica per la gloria dei nuovi mandarini - giorgio bocca
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L'invenzione della paura - (segue dalla prima pagina)
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<Maria Grazia? Sempre disposta ad aiutare gli altri>
(sezione:
Burocrazia)
PESCARA - Filippo Piccone. Il senatore Pdl, imprenditore marsicano, è in pole position,
(sezione:
Burocrazia)
Maresciallo dell'esercito a 38 anni costretto a farsi mantenere dai suoi in lotta con la burocrazia da 5 anni
(sezione:
Burocrazia)
Militari italiani durante le missioni all'estero: in dieci anni ben 255 hanno contratto il tumo
(sezione:
Burocrazia)
Quando la burocrazia ci si mette di buzzo buono può superare qualunque livello di cinismo. Ne s
(sezione:
Burocrazia)
Missione in casa Acea della presidente della Regione, Maria Rita Lorenzetti. Si è pa
(sezione:
Burocrazia)
Burocrazia più snella per anziani e malati gravi
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Burocrazia)
<Non usare il nuovo Tribunale vuol dire buttare via soldi>
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Burocrazia)
DOPO LE TENSIONI per l'ipotesi chiusura della Comunità Montana, poi tra
(sezione:
Burocrazia)
METTI don Camillo e Peppone in Unione Sovietica. Esilarante. Paradossale. Grottes
(sezione:
Burocrazia)
Forse domani il rientro in Italia della salma di Lucio Boattini
(sezione:
Burocrazia)
MONTESPERTOLI DOVE FINISCONO i rifiuti? Se lo chiede Sonia Collini
(sezione:
Burocrazia)
Per il terremoto dell'Irpinia dell'80 abbiamo già sborsato 32miliardi
(sezione:
Burocrazia)
La grandine condiziona la vendemmia
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Burocrazia)
Perse il compagno in un incidente: l'assicurazione risarcisce il "vedovo"
(sezione:
Burocrazia)
Peste&corna
(sezione:
Burocrazia)
La via degli <invisibili> scompare in Procura
(sezione:
Burocrazia)
TREVENZUOLO. Il presidente Dall'Oca
(sezione:
Burocrazia)
Vacanze intelligenti? Solo se in compagnia di Leo Longanesi
(sezione:
Burocrazia)
La sfida di Serghei: "Io, invalido, combatto contro la burocrazia"
(sezione:
Burocrazia)
PDL/ GASPARRI: CON POPOLO LIBERTA' NUOVA STAGIONE IN EUROPA
(sezione:
Burocrazia)
Attesa per l'esito dell'autopsia di Gianluigi Spinelli I funerali si svolgeranno nella chiesa di Guarda
(sezione:
Burocrazia)
Zanon <Nelle riforme del sistema elettorale bisogna ricordarsi delle "preferenze">
(sezione:
Burocrazia)
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
(sezione:
Burocrazia)
Proposta di legge per tagliare la burocrazia in edilizia
(sezione:
Burocrazia)
"RECIDIVO"
(sezione:
Burocrazia)
A Oltreponte è guerra per market alimentari
(sezione:
Burocrazia)
Un taxi con le ali al servizio dei vip
(sezione:
Burocrazia)
Quarantenni tocca a voi - giorgio macciotta
(sezione:
Burocrazia)
Francesco Lorenzini vive a Lonato ed ha 70 anni. Da quando ne aveva dieci, ha cominciato a fare il n
(sezione:
Burocrazia)
In prima linea contro i tumori delle donne
(sezione:
Burocrazia)
Riservati e fieri: gli italiani visti da uno straniero
(sezione:
Burocrazia)
Il governo ha lanciato la controriforma del mercato del lavoro
(sezione:
Burocrazia)
Provocazione dei disabili impronte digitali per tutti - massimo scattolin
(sezione:
Burocrazia)
Liccardi: sull'ex deposito actv pmv non ci ha nemmeno sentito
(sezione:
Burocrazia)
La lega torna unita: noi i guardiani di tondo
(sezione:
Burocrazia)
<Sola contro la sclerosi>
(sezione:
Burocrazia)
Minore burocrazia nel lavoro
(sezione:
Burocrazia)
Pantelleria prepara il nuovo aeroporto
(sezione:
Burocrazia)
ROMA - Si è arrivati al Tar e al Consiglio di Stato per difendere cani, gatti, caprette
(sezione:
Burocrazia)
Lettere al direttore
(sezione:
Burocrazia)
Ortofrutta intrapresa la strada della semplificazione L'Unione elimina le norme sulle misure di 26 prodotti
(sezione:
Burocrazia)
Bologna scommette sulla Ue e fa il pieno di finanziamenti
(sezione:
Burocrazia)
ALL'INTERNO
(sezione:
Burocrazia)
Contributi per lo sport Scontro società-Comune
(sezione:
Burocrazia)
Arrivano i voucher
(sezione:
Burocrazia)
<Contributi a singhiozzo> Società sportive in rivolta
(sezione:
Burocrazia)
Ospedale
(sezione:
Burocrazia)
Questi sono i veri nemici del federalismo
(sezione:
Burocrazia)
Inrervista a PAOLO ROMANI/ Continueremo a investire in Italia, anche se i tempi non sono buoni
(sezione:
Burocrazia)
LE NUOVE FRONTIERE. ormai una realtà a Borgo Roma il servizio di ginecologia oncologica voluto dal dottor Franchi. Ma per la burocrazia non esiste ancora
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Burocrazia)
ARSENALE. LA COMMEDIA DAL LIBRO DI PARKS
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"Poca attenzione ai disabili Sono solidale con Serghei"
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Piemonte/ Torino,Davico: da settembre 'Tossic park' sarà
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7.797.985,90 euro per l'accesso ai servizi socio-sanitari
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Autodromo, il cantiere slitta al prossimo anno
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La Regione semplifica le regole per il ticket
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IL MINISTRO
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NEO - DEM L'industria del turismo non può più attendere
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Un Paesesenza coscienzanon potrà fareesame di coscienza
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Frenata dalla burocrazia la strada per le malghe
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Lettere, la facoltà punta sulle interclassi
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Come buttare al vento 50 mila euro al mese
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Una chance di integrazione
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Palme uccise dalla burocrazia
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L'enel mantiene le promesse e di fronte alla gmc si accende la luce
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L'avvocato che 'annulla' le multe "sono illegittimi migliaia di verbali" - meo ponte
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No all'ansia del tempo allo stile burino ricco e alle scarpe scomode
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Spoils system al femminile - emanuele lauria
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Omaggio a Dante, il Comune di Firenze si divide
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Lombardo prepara lo spoils system in rosa
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Storie di ordinaria burocrazia che non funziona. All'ospedale Niguarda si impiega un'inter
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Ambulatori nel caos, al Niguarda urlae proteste
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Procedure più semplici a favore delle piccole aziende
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Trovati i fondi per le opere pubbliche ma la burocrazia "rallenta" i cantieri
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Carlo felice, sindacati in rivolta "pronti a denunciare il sindaco" - costantino malatto
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Sorpresa, italia al top per competitività - valentina conte
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GOVERNARE SENZA SONDAGGI
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Il destino DI CHAHINE IL CAOS PERFETTO? LA LOTTA DI CLASSE
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Clandestini sfruttati nelle fabbriche? <E' colpa della vostra burocrazia>
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<DALL'8 di luglio sono senza linea telefonica e avanzo un ristorante, lavoro soprattutto c
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Propongo al mio amico Alemanno di fare un primo test sui dipendenti bravi e quelli
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(Messaggero, Il)
Dai campi di sterminio di Gaggenau alla pronuncia dei giudici supremi
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Bagnanti non comprate dagli abusivi
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Droga a Torino: procedura d'emergenza, accordo in prefettura
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Le prime pagine del Lazio
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Università, i posti letto spariti
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<Zero richieste> Onlus "L'Aiuto" invita i vicentini
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Polemiche servite in salsa <Jazz>
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Multe: i troppi ricorsi mandano in tilt gli uffici
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<Una nuova società per fare la Torre Gregotti>
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LA LEGGE La circolare numero
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Nove senza cartello, riesplode la rivolta
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Comuni senza poteri per gli immigrati
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Tanta voglia di esserci e di crescere
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Intatti i legni della chiglia dell'imbarcazione greca che si inabissò 2.500 anni or sono
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Respinto progetto ex colonie milanesi per errore formale
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Pagine d'attualità/ Shakespeare: sulle tracce di uno
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Meglio tardi che mai
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Tre rifugi tornata alle origini, avanti tutti
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Da 13 mesi è ricoverato in ospedale perché non sa dove andare
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Sandri, l'ingegnere che ridurrà la forbice tra Usl
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Sì all'esecuzione di un militare Usa
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Da ruderi a osservatorio faunistico
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Mandarli a casa è caro. E faticoso
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Io, uno degli schiavi di Hitler
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Sta arrivando l'esercito ma c'e' tanta propaganda
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Un commissario o si perdono risorse
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Irap al vento, Dalmaso rassicura
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Regione, il Pdl censura Cassini
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Al lavoro con la febbre per 1300 euro al mese Daria, impiegata ai servizi sociali in un municipio romano, sesto livello, ha 30 anni di anzianità: siamo sempre sotto organico e pref
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Il doppio sistema dell'università italiana - ernesto paolozzi
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Giannecchini: puntiamo su ricerca e formazione
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SI CHIAMANO ISCOSPAD, istituto per lo studio delle coerenze spaziali non definite
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"la salute appartiene alla civiltà"
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Cadono le barriere tra banca e industria il cicr elimina il tetto del 15% - sara bennewitz
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Standard & poor's boccia la manovra "niente riforme, impatto lieve sul debito" - barbara ardu
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Fiat, un rilancio da manuale
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Business e cultura per il vice presidente della Camera di Commercio di Fujairah, uno dei set
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Fusioni, spazio ai consulenti
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Il Calcio Rovigo, ma lo sport cittadino in generale, è in lutto. E' infatti scomparso lune
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Tribunale: Schiavon presidente
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Alessandra Baldini NEW YORK Citando i brutali crimini
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Il consiglio - aggiunge Di Stefano - si darà anche un calendario al fine di accel
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La Piccola industria tende la mano alla Pa
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Col digitale risparmiamo 5 anni di lavoro
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Cresce la voglia di fare impresa
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IL CRESCENTE BENESSERE DELLA CINA SPOSTA L'INTERES
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WASHINGTON. Era dai tempi di Eisenhower, nel 1957, che un membro delle forze armate non finiva al patibolo
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La titolare dell'attività si è cosparsa di benzina e ha minacciato di darsi fuoco
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Costretto a volare in Albania per una firma non autenticata
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Schiavon alla guida del Tribunale: <Basta con la burocrazia>
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SicuLamente, esempio da studiareI tre ideatori
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Sicilia, in arrivo i primi contributi
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Bagarre sul tesoretto, il sindaco frena
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La resa dei conti è solo rinviata
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I dati diffusi in occasione della visita del prefetto alla caserma della Stradale: diminuiscono gli incidenti, non quelli mortali
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Pozza al governo: okay al federalismo. Ma non basta
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Florovivaismo, meno burocrazia per battere la crisi
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Napolitano, dammi il posto in consiglio - giovanni scarpa
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L'anima moderata e religiosa della Turchia
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Il futuro sarà sempre più precario
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L'insegnamento non deve essere solo un ripiego
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Bloccati i lavori della caserma
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Nasce il difensore dei cittadini, una guida contro la burocrazia
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Prende una multa a Genova, ma non ci ha messo piede
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Quarantadue aziende marchigiane hanno partecipato ieri al meeting presso l'azienda Fagg
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<Mio figlio si deve curare a Cuba, la burocrazia mi aiuti>
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EGREGIO DIRETTORE, sono un pubblico dipendente che non ha molto da obiettare all'introduzione d
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La buracrazia taglia gli spazi alla Biblioteca Nazionale
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<Burocrazia? No, è qualità>
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L'EX PRIMARIO dell'Endocrinologia del Maggiore, il dottor Valerio Chiarini, ha espresso su
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Il Codice favorisca gli appalti
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I sindaci contro i cervi
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Le <Case d'artista>: monumenti al degrado
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Non c'è più personale Si bloccano le adozioni
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Niente chiusura, l'Akp resta al comando
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OPERE OK, MANCANO GLI STUDI
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Stiamo contando i giorni che ci separano dal federalismo fiscale
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Onorevole ministro Prestigiacomo, le scrivo per parlarle di
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<Nel Pd come i carbonari>Lo sfogo dell'assessore Caci
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